Vicino al ponte antico
ci sono le rose, sfiorite, del tempo,
ho salutato l’ultimo mio amico
col cappello di feltro grigio.
Passano i barcaioli
vestiti di fiori,
cantano di perduti amori
dimenticati tra i meandri del fiume,
anche il vecchio barbone
dalla barba bianca
parla alle fate
e regge una lanterna
con la mano stanca.
Le misteriose e fredde acque
raccontano di una donna,
annegata in un mattino di tormenta,
quando anche il gallo tacque.
Un volto di fuoco e chiome scarlatte
appare ad un tratto
sul rivo di cristallo
dove anche i salici piangono
per quel suo sorriso languido.
Una nube avvolge due amanti
che corrono all’imbarcadero triste,
ne ho già visti tanti
coi miei occhi
pieni di visioni e affanni.
Una ad una,
s’accendono le luci dell’oblio,
laggiù, tra le nebbie,
dove anche le noverche
sembrano più belle.
Vicino al ponte antico
sbocciano care le illusioni,
che baciano le acque
con le loro labbra
fatte di fiori caduchi
e foglie d’autunno.
E tutto profuma, nel buio.



Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie
Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..