Volevo desideri perduti
baciati dal pianto,
fatti per avverarsi un giorno
di ricordi rapiti
dal vento d’inverno.
Volevo gli ori delle nuvole ardenti,
dipinti nei tuoi occhi di passione,
dove bruciano celesti
i fulgori supremi
di una vita di sogni.
L’illusione bacia il tuo volto,
lo ricopre di sorrisi e lusinghe,
di appassionate lacrime,
che diventano perle
fatte per essere donate al mare
dalla tua mano fremente,
forse, per sempre.
Volevo il tuo sguardo felice,
quasi correndo, per scherzo,
lungo la scalinata bianca
che conduce all’immenso.
Io so il tuo dolore,
fatto di vite appassite e spezzate,
orchidee profumate
di memorie silenti,
sussurrate soltanto agli astri fulgenti
cui volgono le cupole e le guglie scarlatte
già consacrate ai tuoi perpetui intenti,
promesse fatte per brillare forte
nei tuoi occhi,
come la luna nella notte.
Volevo le nebbie grigie del mattino
e sapere soltanto il mio destino,
per poi addormentarmi all’improvviso
al suono delle tue parole
che raccontano fiabe meravigliose.
Volevo presagi
fatti di sospiri dolci e vaghi,
abbracciati ad una sorte
di trecce morbide
e gioie perdute.



Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie
Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..