Senza rispondergli preparai il caffè. Ne presi un sorso prima di porgerglielo e mi sdraiai a pancia sotto accanto a lui, alla sua sinistra. Mi pose con naturalezza la mano sui glutei. Mi piacque il gesto, e mi piacque il contatto della sua mano. Quel giorno era successo qualcosa. Le altre volte, appena dopo il sesso, cercavo di rivestirmi al più presto e di andarmene. Di scappare.
Oggi no. Ormai potevo solo continuare quella discesa. Me ne stetti tranquillo, sdraiato accanto a lui a guardarlo mentre sorseggiava il caffè.
“Oggi è stato bello Andre, credo che d’ora in poi ti lascerai sempre più andare con me”
Quella sua sicumera mi dava fastidio da un lato, e dall’altro mi eccitava, non potevo più nasconderlo a me stesso.
“Dammi un bacio”
Da quando mi aveva costretto di andare a letto con lui, due mesi prima, non l’avevo mai baciato. Ma oggi si, avevo già ceduto durante il rapporto. Non aveva più senso rifiutare, ma rimasi fermo, titubante.
“Che hai? Sei stupida?” Mi attirò a lui con forza e ci baciammo.
Insultarmi, come palarmi al femminile, erano alcuni dei modi per imporsi su di me. Lo sapevo, ma non potevo farci nulla. Mi metteva sotto psicologicamente, così come mi metteva sotto fisicamente. E i due piani, quello fisico e quello psicologico si alimentavano a vicenda, creando su di me un effetto devastante. Mi sentivo sopraffatto.
Istintivamente mi ribellavo, ma poi sentivo che la sua forza era troppa. Oggi, con quel bacio, era come aver ceduto di schianto, baciarlo e succhiarlo era come avergli dato la vittoria totale.
E per assurdo mi sentivo bene, sollevato. Non dovevo più lottare dentro di me.
Sentii il suo dito medio entrarmi nel culo e cominciare a sditalinarmi profondamente, ma dolcemente. Lo baciai con passione, mugolando, facendogli intendere senza vergogna di apprezzare quel trattamento.
“Brava la mia troia, non trattenerti più. Ci facciamo una doccia? Tra poco devo andare” “Ok” “Vieni, la facciamo insieme” Anche questa era una novità. Di solito me ne andavo prima e la doccia me la facevo a casa. Afferrò il suo bastone. Con un certo sforzo si alzò e si diresse zoppicando verso il bagno. Pietro era storpio, non sapevo se dalla nascita o se gli fosse successo qualcosa successivamente. Comunque aveva una gamba più corta dell’altra di una decina di centimetri. La sua nudità, sebbene storpia, era in un certo modo imponente, virile. Spalle large, torace ampio, braccia spesse, muscolose. Anche le cosce erano forti e muscolose, nonostante l’handicap. La gamba menomata era più sottile nella parte bassa. Lo seguii in bagno.
La doccia era spaziosa, per due persone. Ci baciammo e ci insaponammo a vicenda. Sentii un gran piacere a passargli le mani sulle spalle, sulle braccia, sul petto. Era peloso, spesso, massiccio, con qualche chilo di troppo, e mi piaceva anche questo. Lui mi toccava la schiena e scendeva palpandomi i glutei.
“Girati, fatti palpare bene” Mi voltai appoggiandomi al vetro della doccia, sporgendo un po’ il culo. Mi palpava senza troppi riguardi. Le natiche mi bruciavano, mi aveva sculacciato un paio di volte durante il rapporto. Ad un tratto, tra pollice e indice mi afferrò la carne del gluteo destro e strinse, forte.
Sussultai. “Che fai? Mi fai male” “Lo so bene, ma resisti” “Perché?” “Perché te lo dico io…devi sentire chi comanda” – Devi sentire chi comanda – Questa frase la diceva anche quando ogni tanto mi dava uno schiaffo mentre mi scopava. Riprese a schiacciare e a torcere il lembo di carne. Cercai di resistere, non urlai per non dargli soddisfazione, ma mi scesero le lacrime per il dolore.
“Brava…ora passiamo all’altra bella chiappa” Fece la stessa cosa. Stesso dolore. Mi vennero le lacrime, ma non emisi un suono e non gli dissi nulla. “Hai fatto la brava, domani ti verranno due bei lividi, così penserai a me”.
Rise. Io pensai con sollievo che per quel giovedì mattina era finita.
andre.vergnano@gmail.com



Stupendo quando lo continui con la 3°parte Ti lascio la mail se mi vuoi contattare apaperina758G@yahoo.com
Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie