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Questione di sanità cap. 1

By 18 Agosto 2026No Comments

Questo racconto è frutto delle fantasie di un lettore di Milù che mi ha contattato. Con le sue indicazioni ho inventato la storia che segue in cui la moglie lo rende felicemente cornuto. Nomi e fatti non sono reali, in particolare gli eventi sono dei desiderata del lettore.
Mi chiamo Andrea, ho 58 anni e sono sposato da oltre 30 con Daniela. Lei è minuta, alta 1,55 una seconda abbondante di seno e poco più di 45 chili. Insomma una bambolina che, nonostante l’età, è ancora deliziosa. Ha un bel culetto che però raramente mette in mostra con vestiti attillati in compenso utilizza sempre ed esclusivamente perizomi alcuni dei quali veramente quasi inesistenti.
Il sesso le piace da morire ma solo quello coniugale, non le piace il linguaggio sporco, ama prenderlo in tutti i buchi ma poi la sborra, o come la chiama lei la “robina” la vuole in figa, pardon nella patatina.
Insomma è una contraddizione in essere causata da un moralismo esterno che la permea.
Chi non la conoscesse, visto il suo modo di parlare sempre molto misurato ed attento a non usare termini scurrili, potrebbe pensare ad una donna molto casta e timorata ed invece, dentro la camera da letto e pur con un linguaggio poco avezzo al turpiloquio, è una gran maiala (birichina per il suo modo di parlare).
Come dicevo sopra è aperta e disponibile in ogni buco anche se il sederino o culetto, me lo concede di rado però, quando scopa, è una forza della natura: non è mai sazi. Dopo che siamo venuti tutti e due capita infatti spesso che voglia essere leccata e godere di nuovo, ha infatti orgasmi sia vaginali che clitoridei e qualche volta è capitato che anche la stimolazione anale la abbia portata a godere.
Di lavoro fa l’infermiera caposala ed io, che amo leccarle la passerina colma di robina appena prodotta, nel corso degli anni avrei voluto fare qualcosa di più, in particolare mi sarebbe piaciuto vederla che si fa prendere da un bel maschio più giovane osservandola all’opera dal di fuori come se stessi guardando un film porno per poi unirmi ai due e riempirla in doppia in ogni buco.
E’ anche brava a fare i pompini ma raramente ingoia perché la robina la vuole dentro in quanto dice che aumenta il suo piacere.
Mentre scopiamo a volte le provo ad accennare proposte di fare entrare un altro maschio nel nostro letto e lei si bagna e si gonfia segno che, inconsciamente, le piacerebbe fare la doppietta ma poi, all’atto pratico, finito di fare l’amore non torna mai sull’argomento.
Come raccontavo da fuori è irreprensibile sempre vestita in modo sobrio che non concede molto alle fantasie sessuali maschili.
Io però non dispero e continuo, durante i nostri rapporti plurisettimanali, a battere il ferro dei due piselli che la prendono anche se i risultati sono stati finora inesistenti, o meglio io mi ammazzo di pippe
Il mese scorso però è successo qualcosa che potrebbe sparigliare le carte: è arrivato nel suo reparto un nuovo infermiere Marco. Essendo lei la caposala ha avuto l’occasione di averci a che fare per istruirlo sulle procedure del reparto e di passare parecchio tempo con lui.
Già dal primo giorno è arrivata a casa e mi ha raccontato di questo ragazzo di poco più di 35 anni, già con una buona esperienza, e, come capita di rado, ha fatto una descrizione esaltandone le doti fisiche.
Ho subito colto la palla al balzo e dopo un paio di giorni che Daniela mi parlava in termini entusiasti di Marco lo ho “introdotto” nelle fantasie sessuali mentre scopavamo. Ho capito di aver colto nel segno quando mentre la scopavo le ho detto se le sarebbe piaciuto che al mio posto ci fosse Marco e la ho sentita allagarsi tanto che il mio cazzo scivolava dentro come se avesse lubrificato la patatina con il gel.
Ulteriore conferma la ho avuta quando, al termine della scopata, lei non ha glissato più sui commenti sul fatto che la doppietta le sarebbe piaciuta e, ridendoci, su mi ha chiamato il mio amato maritino cornuto.
Ho allora iniziato ad insistere trovando terreno fertile e, ogni giorno in cui lavorava con lui mi raccontava dell’intimità crescente. Daniela era matura per prendere il pisello di Marco e, anche grazie al fatto che pure io spingevo per quello dicendole che sarebbe stata una cosa solo fisica, lei ha cominciato a prendere in considerazione sul serio l’idea di concedersi a lui.
Restava il problema più grande, Daniela voleva scatenarsi ma la sua indole da brava e casta donna che non dà adito a voci sulla sua moralità, le impediva di fare il passo successivo, quello di mandare il segnale definitivo che era disponibile.
Un giorno, senza farmi vedere, andai a mangiare nel bar dove anche Daniela va’ di solito e mi misi in un tavolo defilato all’interno del locale che però consentiva la visuale sui tavoli all’esterno. Daniela e Marco si sedettero ad un tavolo e i segnali che mia moglie mandava erano chiari, rideva alle battute, si passava spesso la mano nei capelli e, vedendo con che cura aveva iniziato a scegliere il perizoma del giorno, sempre più ridotto, le mie speranze presero sempre più corpo, dovevo dare solo una piccola spintarella.
Nelle nostre scopate, che da due a settimana erano raddoppiate, io ormai ero diventato quasi solo il fantoccio, lei in realtà scopava con Marco, per rendere le cose più arrapanti per me e per lei avevo anche comprato un dildo (cosa che lei aveva sempre rifiutato di introdurre nelle nostre scopate) e mentre la stavo scopando in posizione classica, lo avevo estratto da sotto il cuscino e lo avevo messo davanti alla sua bocca. Daniela non aveva perso tempo ed aveva iniziato a leccarlo e succhiarlo mentre gemeva sotto i miei colpi. Al termine della scopata, quando le avevo sborrato dentro, invece di farmi leccare semplicemente la patatina lo aveva usato per penetrarsi chiedendomi di leccarla al contempo cosa che, ovviamente, avevo fatto con grande piacere.
L’occasione si presentò quando nella mia ditta cercarono una persona che avesse la disponibilità a fare trasferte di 15gg consecutivi al mese fuori Italia per un progetto della durata prevista di 6 mesi. In passato e per progetti simili non avevo mai preso la cosa in considerazione ma questa volta presentai la mia candidatura che venne accolta. Da un amico esperto di informatica mi feci spiegare come poter installare una app non visibile che consente di controllare il telefono da remoto.
Prima di partire installai la app e la testai qualche giorno. Mia moglie aveva sempre il telefono con sé ed io riuscivo a sentire quello che avveniva intorno a lei.
Il giorno prima di partire facemmo una scopata memorabile in cui lei si concesse in tutti i buchi chiedendo lei stessa di poter usare il dildo per essere presa contemporanemente nella patatina e nel buchetto posteriore. Prima di farlo però li leccò e succhiò insieme e le scappò che lo stava facendo con me e Marco. Dopo averre finito lei mi fece leccare la patatina dicendomi se mi piaceva la cremina del suo amante. Ormai ero convinto che non avrebbe potuto non farlo. Stavamo scopando spessissimo e anche per lei era diventato un bisogno indifferibile e dubitavo che si sarebbe accontentata del dildo.
A mente completamente fredda le dissi che era stata proprio una porcellina e lei ne fu particolarmente fiera e mi chiese se ero contento di questa sua evoluzione, io ovviamente le risposi affermativamente e che speravo diventasse sempre più birichina introducendo nel menage anche altri piselli quindi le chiesi come avrebbe fatto a stare in castità per 15 giorni fino al mio ritorno. Lei rispose, facendo finta di scherzare, che avrebbe usato Marco come surrogato ed io le risposi, sempre facendo finta di scherzare, che avrebbe fatto bene e che sarei stato contento purché poi mi avesse raccontato tutto al telefono.
Partii ed ovviamente non potevo passare tutto il tempo ad ascoltare quanto passava dal telefono di mia moglie però sapevo che tenendo al suo ruolo ed alla sua immagine pubblica, non avrebbe fatto nulla durante il normale orario di lavoro. Sapevo anche che in occasione del cambio turno le capitava di restare a fare il passaggio di consegne e verificare con molto scrupolo che tutto fosse a posto. Così mi concentrai su quel lasso di tempo. La sentii salutare i colleghi fra cui Marco ed aspettare la caposala del turno successivo, quando arrivò le passò le consegne. Era il momento che stavo aspettando ora sarebbe andata e, se la conoscevo bene, sicuramente non avrebbe portato Marco a casa, non sarebbe andato da lui o in motel ma avrebbe approfittato del magazzino del reparto con la quasi certezza che per un po’ nessuno sarebbe arrivato avendo preparato tutto quello che serviva.
E così fù. Poco dopo che Daniela ebbe salutato l’altra caposala, senti la chiave nella porta che poi fu chiusa con cautela per evitare di fare rumori sospetti. Quindi Marco che le diceva che non resisteva più ed il rumore di slinguazzate. Un po’ intuivo ed un po’ immaginavo. Sentivo i mugolii di lui e frasi come “sei una amabile porcellina, sei proprio brava con il calippo mmmmh”. Dopo 5 minuti di questo andazzo percepii nettamente che qualcosa stava cambiando. Rumore come di persone che si spogliano e lui che diceva che il suo perizoma di perline era terribilmente stimolante, lo spostava ed iniziava a leccarle la patatina. Stavolta i gemiti erano di mia moglie Daniela che gli diceva di non smettere e che prorompeva in un primo orgasmo trattenuto per non farsi scoprire.
Poi lui che le diceva che si sarebbe messo un preservativo e lei, porcellina, che gli rispondeva che non era necessario ma che anzi lo voleva sentire a pelle. “Mettiti piegata così lo sentirai di più” le intimò lui e Daniela docilmente obbedì, almeno così fu nella mia mente. Poi il rumore di una serie di pompate da dietro con le palle che sbattono contro il culetto e lei che lo implora di non smettere e lui che le dice quanto è birichina mentre lei fa di tutto per farlo entrare sempre più in fondo.
A quel punto lui non ha più resistito e la ha inondata di cremina provocandole un altro intenso orgasmo “riempimi tutta con la tua robina, voglio sentire bene tutti i getti del tuo pisellone”.
Non resistetti più. Ero andato in bagno e seguivo la scopata con le cuffie mentre mi segavo e venni copiosamente pure io.

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