Il ragazzo spagnolo by lorez85
Summary: Un'avventura di una studentessa universitaria
Categories: Etero Characters: None
Genres: Confessione
Warnings: None
Challenges:
Series: None
Chapters: 1 Completed: Yes Word count: 640 Read: 3797 Published: 13/11/2017 Updated: 13/11/2017
Capitolo 1 by lorez85
Author's Notes:
ATTENZIONE: il racconto che andrete a leggere, è una confessione erotica. Una persona mi ha invitato la sua confessione, e io ne ho scritto un racconto.
Ovviamente per privacy, ho modificato i nomi e qualcosa dei protagonisti.
Mi chiamo Paola, attualmente lavoro in uno studio legale, quello che leggerete è accaduto esattamente sei anni fa, quando ero una studentessa universitaria in giurisprudenza, ma me lo ricordo come se fosse ieri. Buona lettura.
Novembre 2011
A quell'epoca non avevo soldi e per vivere decisi di optare per il mestiere più antico del mondo, decisi di prostituirmi. All’inizio ebbi un po’ paura, ma poi mi diedi coraggio. Subito ci fu il mio primo cliente, un bel ragazzo spagnolo.
Già dall’inizio lui era caldo, mi disse chiaramente che questo giorno non lo dimenticherò mai. Aggiunse anche che quel giorno era il suo compleanno e gli venne in mente di regalarsi una bella e giovane studentessa universitaria.
In seguito mi inginocchiò, tirai giù la lampo dei suoi jeans ed iniziai a fargli un pompino come una vera troia, iniziai a succhiargli il cazzo. Prima la lingua sulla sua cappella, poi successivamente sul suo intero cazzo, finché non me lo misi tutto in bocca, nella mia calda bocca.
Il suo cazzo non era tanto grande, diciamo nella media, e se devo essere sincera i cazzi grandi non mi sono mai piaciuti, perché fanno male e poi non riesco mai a prenderli bene nella mia bocca calda, a me bastano quei cazzi sui diciotto – venti centimetri, di cazzi oltre i venti centimetri, non mi capitò mai di vederli.
Il mi primo cliente era bellissimo e giovanissimo, avevo una gran voglia, ero già tutta bagnata ed eccitata. Quando il suo cazzo fu nella mia bocca calda, lo infilai tutto in gola e con la punta della mia lingua raggiunsi le sue palle piene della sua sborra calda.
Successivamente lo portai nella mia camera da letto ed iniziai a spogliarmi, a togliermi il reggiseno, col mie tette, una terza abbondante, i miei capezzoli tutti eccitati, mi tolsi anche il mio perizoma di colore rosso, lui poté vedere la mia fighetta tutta depilata, eravamo entrambi eccitati. Qualche secondo dopo iniziò a leccarmi tutta, adoro questa cosa. Poi ci fu un bel sessantanove, lui sotto ed io sopra, poi viceversa, ebbi una chiara visione del suo bel culo, delle sue palle gonfie con il suo nettare ed il suo bel cazzo eretto, guardai tutto questo mentre gli feci un altro bel pompino, ed in contemporanea godevo come la regina delle troie.
Dopo qualche secondo finalmente entrò dentro di me, dissi ad alta voce “Sì Antonio, .. trombami,… forte!.. dai sì sì… ah ah..”, immediatamente spinse sempre più forte ed energicamente, ero al settimo cielo, nessuno mi aveva scopata così, pensai, poi lui si fermò un attimo, e mi disse che voleva il mio culo.
“Permesso accordato!” gli risposi, così mi sfondò il mio buco del culo, in quel preciso momento, godevo al massimo, la mia figa era un lago e venni non so quante volte, il sesso anale lo adoro, in quel momento mentre lui mi stava sfondando il mio bel culetto, massaggiai il mio clitoride, ed in quell’attimo, mi fece sentire un orgasmo ancora più intenso.
Improvvisamente mi disse urlando che stava per venire, e gli dissi di venire nella mia boccuccia calda, aggiunsi anche che volevo assaggiare ed ingoiare il suo nettare. Era buonissimo.
Ci furono un po’ di cose, che mi rimasero impresse da quel giorno, una di queste erano che lui gemeva, urlava ed i suoi versi erano come un animale selvaggio, mi eccitò moltissimo quella situazione.
Mi rimase impresso anche un’altra cosa, lui che mi toccava il mio clitoride sempre e durante i rapporti, lo toccò leggermente e non fece forte, come si dovrebbe sempre fare.
Infine gli feci uno sconto, non potei fare altrimenti.
All’inizio ebbe ragione, non dimenticai mai quel giorno, ancora oggi dopo sei anni, mi ricordo ancora di lui, peccato che io abbia perso il suo contatto e cambiato città.
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