Francesca by 1948
Summary:

Storie di una ragazza tutta sesso


Categories: Etero, Trio, Orgia, Saffico Characters: None
Genres: Racconto
Warnings: None
Challenges:
Series: None
Chapters: 201 Completed: No Word count: 464827 Read: 1314936 Published: 02/11/2013 Updated: 13/11/2017
Story Notes:

 

 

 

1. Così inizia la mia avventura by 1948

2. Prima visita alla città by 1948

3. I piercing by 1948

4. Da Mirta by 1948

5. Da Mirta 2 by 1948

6. Da Mirta 3 by 1948

7. Pomeriggio da Mirta by 1948

8. Al centro commerciale by 1948

9. Pomeriggio sola in casa by 1948

10. Mia cugina Valeria by 1948

11. Mia cugina Valeria 2nda parte by 1948

12. Mirta mi chiede un maschio by 1948

13. Doppia coppia by 1948

14. Mirta in calore by 1948

15. primo incontro tra me e Sergio by 1948

16. Sergio, Marco, Mirta ed io by 1948

17. Ho sedotto l'amica di mia madre by 1948

18. L'amica di mia madre 2nda parte by 1948

19. La laurea di Luisi by 1948

20. Sulla spiaggia con u'altra coppia by 1948

21. Sergio e Marco by 1948

22. L'amore in quattro by 1948

23. Il piacere di essere impedita by 1948

24. Con Mirta cinema by 1948

25. A casa dopo il cinema by 1948

26. Roulette russa by 1948

27. Tre donne by 1948

28. Weekend da Lina by 1948

29. La sera da Lina by 1948

30. Il mio ventitreesimo compleanno by 1948

31. Riempita dopo colazione by 1948

32. Ancora Lina by 1948

33. Lina si racconta by 1948

34. Lina, Antonio, io e il mio fidanzato by 1948

35. Doppia coppia con l'amica di mamma by 1948

36. Con Erica by 1948

37. Dal ginecologo by 1948

38. Provino per fotomodella - prima parte by 1948

39. Provino per fotomodella - 2nda parte by 1948

40. Weekend nello chalet by 1948

41. Cure termali by 1948

42. Lina, Antonio ed il mio fidanzato - 2nda parte by 1948

43. Da un racconto di Mirta .. si finisce in tre by 1948

44. Cinque neri by 1948

45. Sono lesbica? by 1948

46. Con bianca e due suoi amici neri by 1948

47. Malena by 1948

48. Laura la Mauriziana by 1948

49. Al balcone by 1948

50. La mia compagna di classe (1ma parte) by 1948

51. La mia compagna di classe (2nda parte) by 1948

52. In vacanza by 1948

53. In vacanza - seconda sera by 1948

54. In vacanza - 3za sera by 1948

55. Mirta diventa lesbica by 1948

56. Mirta diventa lesbica (2nda parte) by 1948

57. Mirta diventa lesbica - 3za parte by 1948

58. Festa in maschera - 1 by 1948

59. Festa in maschera - 2 by 1948

60. Le spese di Mirta by 1948

61. La nipote di Bianca by 1948

62. Racconto di fine estate by 1948

63. Una nuova commessa by 1948

64. una nuova commessa - 2 by 1948

65. Una nuova commessa - 3 by 1948

66. Una nuova commessa - 4 by 1948

67. Una nuova commessa - 5 by 1948

68. Un'amica ritrovata - 1 by 1948

69. Un'amica ritrovata - 2 by 1948

70. Un'amica ritrovata - 3 by 1948

71. Bianca mi racconta by 1948

72. La figlia della portinaia by 1948

73. Una mattina in casa ... by 1948

74. Sulla barca di Luca by 1948

75. L'iniziazione di Mariella by 1948

76. Tea, la mia compagna di scuola by 1948

77. Tea, la mia compagna di scuola -2 by 1948

78. Tea, la mia compagna di scuola - 3 by 1948

79. Tea, la mia compagna di scuola - 4 by 1948

80. Sergio, Siria e Riane by 1948

81. Lettera da Erica by 1948

82. Mirta e Marina by 1948

83. 31 dicembre by 1948

84. La scoperta del dominio by 1948

85. Colloquio con Sergio by 1948

86. A casa di Luca by 1948

87. Sergio e Rossana by 1948

88. Francesca inculata davanti a Luca by 1948

89. Weekend con Luca e Rossana by 1948

90. Al bar mi prostituisco by 1948

91. Lina e il manutentore della caldaia by 1948

92. La mia storia con Renata by 1948

93. La mia storia con Renata - 2 by 1948

94. La mia storia con Renata - 3 by 1948

95. La mia storia con Renata - 4 by 1948

96. Marco e Francesca: auto scopata by 1948

97. L'abito da sposa by 1948

98. Rossana innamorata by 1948

99. La notte di nozze di Rossana by 1948

100. La sbandata per Aletta by 1948

101. Parrucchiere a domicilio by 1948

102. Sesso tra Bianca e Nicole by 1948

103. Nicole tutta per Bianca by 1948

104. La madre di Nicole by 1948

105. Maria sfondata by 1948

106. Bianca, Luisa e Nicole by 1948

107. Dedicato a Rossana by 1948

108. Lettera a Mirta by 1948

109. Forse mi metto con Enzo by 1948

110. Quando mi viene voglia by 1948

111. Io e Mirta by 1948

112. Compere by 1948

113. Nelle docce della palestra by 1948

114. Proposta di matrimonio by 1948

115. Non resisto e lo chiamo by 1948

116. vado da Lina per consigli by 1948

117. Secondo giorno a casa di Lina by 1948

118. Lina e mia sorella Marisa by 1948

119. Marisa, Lina e poi con Mirta a casa by 1948

120. Avventure con Bianca by 1948

121. Alcune sere da Bianca by 1948

122. Notte con Davide by 1948

123. Gli infradito e la ginecologa by 1948

124. Depilazione by 1948

125. La mia amica del cuore by 1948

126. Un caffé con Bianca by 1948

127. Bianca racconta la sua prima volta by 1948

128. La prima volta lesbo di Bianca by 1948

129. Scelta dell'intimo per il matrimonio by 1948

130. Il ragazzo di mia sorella by 1948

131. Pomeriggio estivo con Susanna by 1948

132. Effetto dello stress? by 1948

133. Preparativi by 1948

134. Il giorno della cerimonia by 1948

135. Primo giorno di luna di miele by 1948

136. Secondo giorno di nozze by 1948

137. Bagno pomeridiano in piscina by 1948

138. Con Solidea in soffitta by 1948

139. Con Stefania e Solidea in sauna by 1948

140. L'incontro con Giada ed un suo amico by 1948

141. In un filmato ricevo una dichiarazione d'amore by 1948

142. I consigli di Forica by 1948

143. La scoperta del sesso da parte di Forica by 1948

144. Ermes by 1948

145. Abiti e trucco per carnevale by 1948

146. Pensando ad Ermes by 1948

147. Lesbicata di gruppo by 1948

148. Festa sullo yacht by 1948

149. Al mare con Ermes by 1948

150. Affamate di sesso by 1948

151. Mi sono innamorata di un'amica by 1948

152. Erica e Mirta by 1948

153. Effetto della lingerie by 1948

154. Mirta, Camilla ed io by 1948

155. In vacanza con Rossana by 1948

156. Sorprese alla festa di compleanno by 1948

157. Sandwich sotto gli occhi di Ermes by 1948

158. La scelta dei bikini di Mirta by 1948

159. La voglia di mostrarsi by 1948

160. Lo svezzamento di Chanel by 1948

161. Mirta nel negozio di Carla by 1948

162. Rottura con Ermes by 1948

163. Prima di fare shopping con Forica by 1948

164. La lettera di Lina by 1948

165. La lettera di Lina - 2 by 1948

166. La lettera di Lina - 3 - La telefonata by 1948

167. Il corpo di Mirta by 1948

168. Mariella mia nuova amante by 1948

169. Cerco amicizie e conosco Roberta magnifica trans by 1948

170. Colazioni sotto un albero - aggiornato by 1948

171. Una sera a casa di Davide by 1948

172. Alle sfilate di moda by 1948

173. Commessa in negozio di intimo by 1948

174. Doccia in due by 1948

175. Prima depilazione con Gina by 1948

176. Saliuti di Mirta e Rebecca la sostituisce by 1948

177. Mi piace toccarmi la figa in luoghi pubblici by 1948

178. Sto diventando una buona segretaria by 1948

179. L'avvocatessa 1 by 1948

180. L'avvocatessa 2 by 1948

181. Con l'avvocato by 1948

182. Altro giorno di lavoro by 1948

183. A casa di Alberto by 1948

184. Al telefono con Davide by 1948

185. Lettera di Mirta by 1948

186. Nel culo non per amore by 1948

187. Maya ed i suoi amici by 1948

188. Prima volta con un negro by 1948

189. Nel negozio di Rebecca by 1948

190. Ad una cena magica e le sue conseguenze by 1948

191. Il solitario di Rebecca by 1948

192. Amici di Rebecca by 1948

193. Oreste by 1948

194. Giorgina by 1948

195. Oreste si rivela by 1948

196. Io e Giorgina by 1948

197. Regina ed Annalina by 1948

198. Il piacere ritrovato con Mirta by 1948

199. Pensavo di scopare sotto la scrivania by 1948

200. Marina la mia vicina by 1948

201. Convivenza con Alberto by 1948

Così inizia la mia avventura by 1948

 

Con Forica scopavamo due o tre volte alla settimana a casa sua e dopo due mesi ci ritrovammo a non dover lavorare più insieme nello stesso istituto.

Il mio lavoro da ricercatore era finito ed andai ad insegnare in un liceo scientifico in provincia.

Le classi erano miste e la maggior parte erano femmine.

Erano bellissime ed anche provocanti.

Una di loro mi colpì in particolare ed anche lei si accorse delle mie attenzioni.

I suoi vestiti erano sempre molto leggeri anche se fuori era freddo.

I suoi modi erano garbati. La pelle bianca e gli occhi grigi. Le gambe belle e magre come di solito sono quelle delle ragazze giovani che ci tengono al loro aspetto fisico. Le proteggeva con delle calze color neutro o bianche. I capelli li teneva corti ed avevano un colore castano molto chiaro. Il ventre piatto era evidenziato dalle ossa del bacino che reggevano la gonna. Non l’avevo mai vista in pantaloni.

Il suo nome era Francesca.

La prima volta che entrai in aula la notai subito. Aveva un portamento ed un modo di proporsi originale che si notava nel gruppo della scuola. Le sue amiche di classe erano Maria e Antonella. Anche loro due belle fighette giovani ma già con maschio che le esplorava.

 

Un giorno mi chiese delle spiegazioni sulla materia che insegnavo e mi disse anche che voleva andare via dal paese perché lo riteneva molto chiuso socialmente, con regole ferree che non voleva accettare. Mi disse, anche, che aveva un ragazzo ma non sapeva come fare a vederlo perché lei molto giovane ed era ‘sconveniente’ che stessero insieme.

Mi toccò la mano destra ed io ebbi una scossa.

Mi guardai in volto e la vidi imbarazzata.

- vuoi vedere che questa fighetta è senza maschio? – mi dissi.

- Io stasera devo restare in paese per una riunione a scuola. Ti va se ci vediamo più tardi?

- si, è dopo le 6.30 di sera ma non al bar. Fatti trovare di fianco alla scuola. Al bar ci sono Maria e Antonietta ed anche se mi fido di loro non voglio che mi vedano con te.

- ok, farò come tu vuoi.

All’ora stabilita mi feci trovare e lei apparve ed in un attimo aprì la porta dell’auto e si sedette. La luce naturale era ormai finita ed il buio era arrivato.

Arrivò puntuale vestita con un cappotto nero che scendeva sotto le ginocchia, le scarpe avevano il mezzo tacco e le gambe erano inguainate con calze nere. I capelli sciolti davano l’idea di una ragazza anonima senza particolari segni che attirassero l’attenzione.

- vai fuori del paese. Io mi inchino per non essere vista. Avvertimi quando siamo lontani.

Si risollevò quando anche l’ultima casa era lontana.

- perché ti sei comportata così? Di che cosa hai paura?

- qui in paese tutti spettegolano su tutto, comprese le mie amiche più care. Loro hanno il loro maschio e per stare insieme ci troviamo al bar Centrale. Noi amiche facciamo barriera verso le altre persone. Nel frattempo, a turno, pomiciano e si fanno sgrillettare dai loro ragazzi.

- per far scopare come fanno?

- non l’hanno mai fatto, che io ne sappia, si fanno toccare la fighetta e poi a casa si fanno tanti di quei ditalini che non ti dico.

- tu come lo sai?

- me lo dicono. Stanno facendo di tutto verso di me perché non ho un maschio, perché non mi faccio toccare, vogliono sapere di me cosa faccio e perché sono insensibile alle loro domande.

- e tu lo sei veramente?

- no non lo sono. Non voglio dire niente a loro perché poi lo vanno a dire alle altre loro amiche e così tutto il paese potrebbe sapere che mi faccio da sola e non mi faccio sditalinare dai maschi.

- quindi sei vergine?

- no, non lo sono più da qualche mese fa; durante l’estate al mare ho avuto un ragazzo e lui mi ha sverginato.

- loro mi provocano chiedendomi delle mie fantasie e dicendomi che cosa provano, quali sensazioni hanno mentre il loro ragazzo le tocca.

Ti dico un segreto e spero che non vada a dirlo a tutti. Nota come sono vestite la mattina a scuola. Se hanno la gonna vuol dire che hanno voglia di essere toccate da un ragazzo, se hanno la camicetta con un maglione aperto sul davanti sono disponibili ad essere toccate e leccate da una della classe, se hanno le calze bianche significa che hanno il reggicalze e che all’uscita di scuola hanno appuntamento al solito bar con il ragazzo che le accompagnerà poi a casa, se hanno i pantaloni hanno le mestruazioni oppure non devono incontrare nessuno.

Continuò dicendo

hai notato le loro dita?

- no, non mi dire che hanno un significato?

- si, usano un unghia finta con il colore della maglietta dell’amica che le accompagnerà in bagno per sgrillettarsi quel giorno.

Rimasi sbalordito ed anche affascinato dalla furbizia di queste ragazze. Il loro numero per aula era minore di sette, quindi era sufficiente avere solo tre o quattro unghie ed il gioco era fatto!

Si era distesa sul sedile e lo aveva un po’ inclinato.

- dimmi di te? chiesi

- non so da dove iniziare, non ho il coraggio.

- inizia da dove vuoi. Non guardarmi in faccia così non ti intimidisco. Risposi

Dopo un attimo di silenzio

- mi piaci. Per me dirtelo è uno sforzo disumano. Disse diventando rossa ed assumendo un atteggiamento difensivo e rigido, aspettandosi chissà che cosa.

- era tutta qui la difficoltà? Risposi

- a te sembra tutto facile perché sei bello, vesti bene, hai la macchina, hai carisma, sei bono, ecco! Sai quante ragazze in istituto sono cotte di te? piaci a molte di noi ma per vergogna o perché non ne hanno il coraggio non si fanno avanti.

- non so che dirti! – dissi - Anche tu mi piaci e non da oggi. Ho notato che fate le civette con me e pensavo che fosse un atteggiamento per ingelosire i compagni di classe.

- no, non è così. Molte di noi chiedono di andare in bagno per toccarsi …

- per sgrillettarsi?. Chiesi

- si, proprio per fare quello. Tu le ecciti e poi non sanno come fare ed allora …via in bagno. Una sta a guardia fuori e l’altra si tocca. Se lesbicano non lo so. Io l’ho fatto pensando a te e mi è piaciuto ma nessuna delle mie compagne mi ha vista.

- tu ne hai vista qualcuna?

- Si, almeno due.

- ora come sei? Chiesi

- Perché te lo devo dire?

- perché mi sembri eccitata. Risposi.

Allungai una mano verso la sua, la avvolse con le sue e la baciò e disse

- mi sto prendendo troppa confidenza. Così dicendo ritrasse le mani.

Allungai le mie per riprenderle e stringerle delicatamente in senso affettivo.

Si rilassò.

Avvicinai il mio volto al suo e la baciai.

Rispose con un bacio profondo e delicato. Aveva un buon sapore. Le labbra fresche della bocca mi eccitavano enormemente.

Ad un primo contatto tra le labbra seguì un suo distacco per osservare il mio atteggiamento.

Riprese a baciarmi avvolgendo le sue braccia al mio collo.

Sembrava una ragazza a cui era mancato da molto tempo il contatto maschile.

Abbassò il sedile e mi tirò su di se senza dire niente.

Continua a baciarla ed iniziai a toccale il seno.

Le sue tette erano piccole e sode; i capezzoli dritti e lunghi al centro di aureole piccole. Non portava reggiseno e nessuno se ne sarebbe accorto.

Mi aiutò ad aprire la camicetta affinché potessi toccarla più comodamente.

Le sue mani mi carezzavano ed allo stesso tempo cercavano di arrivare sotto i miei indumenti per avere un contatto con la mia pelle.

I suoi movimenti erano lenti ed iniziava a muovere il bacino spingendo verso di me il suo alla ricerca del mio sesso.

Ansimava, mi baciava, si agitava.

Dopo averla carezzata a lungo scendendo sempre più verso le sue gambe arrivai a sollevarle la gonna e preso dall’agitazione le strappai il collant per poterle carezzare la figa da sopra la mutandina.

Ne aveva una da collegiale molto pudica.

Infilai la mano sotto ed arrivai al suo sesso.

Era già bagnata.

La figa era pelosa ma il cespuglio era piccolo.

Come le toccai le grandi labbra mi tirò a se e mi incollò le labbra della bocca e mi infilò la lingua per esplorarla.

- ora sei mio, ti ho sognato e sono riuscita ad averti. ti desidero tanto, ti amo con tutta me stessa, mi vuoi?

- Certamente, anche tu mi piaci.

Continuai a toccarle il clitoride. Si agitava, ansimava, gemeva, si inarcava e mi chiedeva di entrare con le dita sempre più in fondo.

Le tolsi le mutandine.

- mi hai rotto i collant ma non mi interessa. Ho voglia di averti.

Tolsi il mio cazzo dai pantaloni e lo appoggiai alle grandi labbra bagnatissime. Il profumo emanato aveva invaso tutto l’abitacolo dell’auto.

Mi baciava il petto, il collo, le labbra, mi morsicava delicatamente le orecchie, le sue mani erano sulle spalle a carezzarle.

Con delicatezza mi volle dentro di se.

- Non venirmi dentro, ti prego, non voglio rimanere incinta. Ho voglia di stare con te e di amarti tanto. E’ dal primo giorno che ti ho visto che ho tentato di farti notare quanto mi piacessi. Quanto è stato difficile arrivare a te!

…. e continuò

Era una scusa quella di chiederti spiegazioni. Volevo sentire il tuo profumo, la tua voce, vedere te vicino a me. Mi hai fatto sentire innamorata e la voglia è cresciuta in un istante. Ti avrei mangiato li, al momento. Le gambe mi tremavano, non sapevo che dire, pensavo che non ti piacessi. Tu vieni dalla città e per noi ragazze di paese non c’è quasi scampo. So di essere figa e non ho intenzione di stare qui in questo postaccio.

 

Era un fiume in piena nel parlare.

Io continuavo le carezze sul seno ed entravo lentamente nella sua fighetta.

Era così dolce e tenera. La peluria del monte di venere era leggera e biondiccia come i suoi capelli.

Iniziai a muovermi dentro di lei e lei aveva sempre più difficoltà a parlare.

 

Ad un tratto sollevò le braccia, aprì la bocca, iniziò a respirare profondamente e frequentemente mugolando finché con un tremito incredibile, sollevando le gambe, venne.

 

- tu non vieni?

Continuai a muovermi in lei e un attimo prima dell’orgasmo uscii dalla sua figa e le venni sul seno.

- lo vuoi assaggiare?

- no, oggi no.

Ci distendemmo sui sedili dell’auto stringendoci a vicenda e scaldandoci.

Parlammo di tante cose e la conobbi meglio.

Ci demmo appuntamento per la settimana seguente con le stesse modalità di incontro.

Purtroppo non avevamo un appartamento per trovarci e fare l’amore con tranquillità.

Durante le lezioni lei era attenta e mi seguiva. Studiava molto.

Era sempre ben ordinata e sempre più bella. Si teneva distante da me per non dare nell’occhio. Le altre si avvicinavano e parlavano e ridevano senza senso dandosi delle leggere gomitate come a far notare qualcosa all’altra.

 

Ci ritrovammo al solito posto al giorno che avevamo stabilito.

Sotto il cappotto nero era molto più bella della volta precedente.

- ti piaccio come sono vestita?

- si, molto.

Era veramente bella e ben vestita. Non era certo la bellezza di Forica che era una donna fatta. Francesca era una diciannovenne in fiore che desiderava avere esperienze sessuali e d’amore. Quindi si trattava di una bellezza diversa, diafana, quella di una teenager.

Aveva una mini gonna scura che la avvolgeva ed anche una magliettina che si portano d’estate. Calze color neutro e reggicalze. Sopra indossava un tanga azzurro.

- non hai freddo? dissi

- con te vicino non ho freddo e poi qui in macchina c’è il riscaldamento.

- andiamo al solito posto?

- si, li stiamo sicuri.

- stasera possiamo stare un’ora in più insieme perché i miei sono andati con mia sorella in città.

Non mi sembrava vero.

Ci abbracciammo, le tolsi la maglietta e sotto, viste le dimensioni piccole del seno non aveva bisogno di niente per sostenerlo.

- ho i capezzoli duri. Me li tocchi? Ti piacciono così duri e lunghi?

- moltissimo, sarebbero adatti per il piercing.

- vorrei farmelo almeno alla mammella destra perché è quella che mi piace toccarmi quando godo. Me lo tiro per godere da sola. Se potessi farmi il piercing mi farei mettere un anellino o una sbarretta. Tu che dici?

- dove li hai visti?

- in una rivista si parlava di queste cose.

- potrei portarti in città per farlo.

- sei un amore! Quando andiamo? Voglio essere bella per te. E’ un onore farmelo per farti piacere. Io con il piercing! Uhm! Sto già eccitandomi al solo pensiero.

- in casa tua che diranno?

- i miei genitori non mi guardano mai. Da quando ho avuto le prime mestruazioni non mi guarda neanche mamma. Ormai per loro sono adulta. Aspettano solo che qualcuno venga a chiedermi in sposa. Ma io nono sono una merce di cui loro possono disporre.

Le sue mani si erano intanto, intrufolate nei pantaloni e giocavano il cazzo che era già eretto. Durante il discorsetto tra una frase e l’altra mi baciava.

- vuoi stare sotto? Vorrei mettermi sopra, stasera.

Ribaltai il più possibile la spalliera del sedile e lei mi salì sopra.

Si era tolto il tanga ma si aveva lasciato il reggicalze.

- ora guardami. disse

Iniziò a sgrilletarsi

- ti sto facendo vedere ciò che faccio quando tu non ci sei e quello che ho fatto fino a stasera.

- quante volte lo fai?

- di mattina quasi mai, la sera due tre volte e poi la notte così mi addormento pensando a te.

- tua sorella non si accorge di niente?

- lei vede che faccio qualcosa ma anche lei fa la stessa cosa ma non so per chi. Penso che abbia un ragazzo ma non so chi sia. Qualche volta la sento ansimare e da questo capisco che si sta sgrillettando.

- brava! Fai bene a sfogarti se hai voglia di farlo.

- Lo faccio bene?

- si, mi piaci, sei proprio brava. Continua che ti guardo.

Aumentò il ritmo delle dita della mano destra sul clitoride.

Era magnifica. Una bella ragazza. Una bella fighetta giovane in calore.

La mia mano finì sulla mammella sinistra. Il capezzolo si irrigidì subito ulteriormente. Lei si toccava l’altra mammella. Muoveva il bacino in avanti e poi indietro simulando la scopata.

Sollevò il braccio sinistro e poggiò la mano sulla parte posteriore del collo. Un urlo semi soffocato e venne con uno spruzzo.

Io avevo il cazzo duro e dritto fuori dai pantaloni che strisciava sulla figa senza entrare.

Si allungò su di me ancora in preda all’orgasmo.

Passato l’effetto le chiesi di farmi entrare nella fighetta ancora bagnata.

- entra, ti voglio sentire fino in fondo.

La scopai come al primo incontro

- mi spargi il tuo sperma sul seno? Mi piace quando me lo tocchi, voglio averti con me. Il profumo dello sperma mi piace e lo avverto maggiormente se è sul seno. Stanotte non mi faccio la doccia così domani avrò ancora il tuo odore.

 

La sera finì chiacchierando, toccandoci, abbracciandoci e scoprendo le nostre voglie intime.

Progettammo anche quando fare il piercing. Volevo farle un regalo duraturo.

 

 

Prima visita alla città by 1948

 

Francesca mi chiese di andare una sera in città.

Nel pomeriggio, subito dopo pranzo, ci incontrammo nel solito posto al fianco della scuola.

Si era truccata gli occhi con colori vivaci, calze nere, una camicia bianca e gonna nera. Scarpe basse.

Entrando in auto mi chiese: dove andiamo?

Risposi: in città. Hai qualche preferenza?

- Vorrei vedere le vetrine di abiti da donna ma non quelle serie, solo quelle per ragazze.

Fuori del paese mi prese la mano destra e la strinse fra le sue.

Parlammo di tante cose divagando.

Dopo circa trenta minuti fummo in città. Andammo in centro e lei era attratta dalle vetrine luminose che proponevano capi di abbigliamento femminile di ogni genere.

Davanti ad un negozio di lingerie si incantò.

Mi venne quindi in mente il negozio di Bianca e senza dire niente ci dirigemmo la.

Entrati nel negozio dissi:

- Ti presento Francesca. Lei è Bianca.

- Che bella ragazza! Piacere, io sono Bianca.

- Dovresti mostrale ciò che le serve e che la possa rendere bella come tu sai.

Dopo i convenevoli Bianca la osservò facendomi dei gesti per capire se doveva renderla troietta e se poteva farla godere li in negozio.

Le mie risposte gestuali non potevano non essere positive.

Mi stavo già eccitando al solo pensiero che tra non molto l’avrei scopata davanti a Bianca e che sarebbe stata sedotta da una bisex che le avrebbe fatto conoscere l’amore lesbico per la prima volta.

-Cara Francesca, ho pensato che vista la profonda amicizia che c’è tra me ed Angelo potresti rimaner qui a provare quel che vuoi. Lui intanto può andare.

-Mi piacerebbe, mi sembra di chiederti troppo. Disse Francesca.

-Angelo, ti chiamerò al telefono quando avremo finito. Disse Bianca decidendo per tutti.

Essendo primo pomeriggio le lasciai sole ed andai da Forica che mi aspettava.

Uscii dal negozio e pensai alle parola “quando abbiamo finito”. Che cosa doveva finire? Le prove degli indumenti o alla fine della seduzione?

Arrivato da Forica mi disse

-Sei passato da Bianca per portarle una cliente senza farmi sapere niente!

-La cliente è una mia alunna che aveva necessità di abiti ed è stato naturale che andassi da chi conosco. Ora Francesca – questo è il nome dell’alunna – è da Bianca che la sta istruendo con la biancheria. Poi la manderà da Mirta.

-Allora la vuoi far diventare lesbica?

-Dipende da lei. Se le piacerà sarà lesbica oppure una bisex.

-Perché dici così?

-Perché ha già avuto un ragazzo che l’ha sverginata.

-Me la potevi far conoscere prima. Avrei voluto vederla.

-Te la farò conoscere più tardi prima di accompagnarla a casa e quando avrà finito con Bianca.

- …… a proposito … quando è che mi svergini? Disse salendomi sulle gambe e mettendo le mani sotto la camicia a contatto con la pelle.

- se continui così sarà presto. Risposi mentre le sue mani erano arrivate ai miei capezzoli.

- Cicciolino come sta?

- Penso stia bene visto che è già sveglio.

- Vediamo! Oh! Si! E’ sempre bello, pulito e depilato. Lo voglio mettere alla prova stando a letto.

Ci trasferimmo sul lettone e scopammo come ricci.

 

Dopo un’ora telefonò Bianca.

- Francesca ha bisogno di te. Ha scelto qualcosa; puoi venire?

- Arrivo tra qualche minuto. Sono impegnato con Forica ma abbiamo già finito.

 

- Invitiamo Francesca a cena prima di riaccompagnarla a casa? proposi

 

Andai al negozio e li Bianca mi disse di andare nello spogliatoio grande. Aprii la tenda e vidi Francesca totalmente trasformata. Indossava un leggero reggiseno fucsia a rete senza spalline. Le maglie erano leggerissime e si sarebbero strappate alla prima forzatura. Al posto del tanga che aveva all’arrivo c’era in perizoma con un triangolino microscopico. Le calze erano del tipo a rete ma arrivavano poco sopra il ginocchio. Le scarpe erano nere con due stringhe fini incrociate le avvolgevano in un solo giro la caviglia ed altre due stringhe passavano vicino alle dita sul davanti.

Il monte di Venere era stato depilato totalmente, sulle labbra un rossetto più deciso e gli occhi marcati in scuro facevano risaltare le pupille grigie.

Rimasi senza parole. Non mi capacitavo della trasformazione.

Bianca si avvicinò.

- hai visto che bella? Te l’ho fatta splendente. Volati un po’ Francesca!

I suoi glutei erano stati valorizzati ed erano eccitantissimi.

Non riuscivo a staccare gli occhi da quella ragazza tanto era bella.

Bianca continuò così

- Come ti senti Francesca?

- Mi piaccio. Sono a mio agio. Mi sto guardando perché per me è tutto un sogno.

Bianca si avvicino al suo collo e la baciò. La carezzava da ogni parte per eccitarla.

Capii che l’aveva sedotta in parte ma dall’atteggiamento assunto la ragazza non era ancora pronta per un rapporto lesbico con lei.

La fece rivestire lasciandola vestita come l’avevo vista.

Pagai il dovuto ed uscimmo.

Quando entrai a casa con lei per mano, Forica capì che la ragazza era una novizia e che forse non era ancora completamente addentro ai meccanismi del sesso.

Iniziò così una serie di domande alla ragazza che servivano a capire quali erano i suoi usi e costumi e quali le sue aspettative.

Francesca mi teneva la mano per far capire a Forica che ero il suo maschio.

Forica fece finta di niente.

-Bianca ti ha consigliato bene nel scegliere la lingerie?

-Si, è una professionista. Di queste cose  se ne intende e mette a proprio agio le persone. E’ così alla mano! Mi ha fatto provare tante cosette molto sexy ed anche di quelle di lusso, ma erano troppo belle per me.

-Perché troppo belle?

-Perché mi facevano sentire più nuda che vestita e poi mi facevano un effetto!

-Che tipo di effetto. Chiese Forica.

-delle sensazioni strane.

-Cioè?

-Beh! Bianca lo sa che succedono certe cose alle ragazze quando indossano i perizomi e le mutandine in pizzo……… che belle!

Forica chiese: …e tu cosa hai scelto?

-io ho scelto quel che mi ha detto Bianca.

- Cioè?

- Le scarpe che vedi. Mi fanno alta e mi sento in paradiso. Poi le calze che indosso che non sono a collant e poi ….. altre cosette che indosso e che non posso farti vedere ora.

-Perché non ora? Sei così bella. Ti ha truccato Bianca?

-Si mi ha truccato lei e mi ha anche depilato. Disse Francesca arrossendo.

-Forica si avvicinò e con la classe che la distingueva la carezzò per rassicurarla e la bacio sulla guancia vicino alle labbra tenendole le braccia e facendole sentire l’impronta del suo corpo.

Francesca arrossì ulteriormente e dava l’dea che fosse imbarazzata da una confidenza così immediata.

- Mi faresti vedere che cosa indossi? Vorrei vedere che cosa ti ha consigliato Bianca.

- Ma! ….. qui davanti a te? ….. ora?

- Si, ti vergogni?

- Un pochino. Rispose Francesca

- Allora andiamo di là che c’è uno specchio grande.

Si presero per mano ed andarono in camera da letto.

Forica la aiutò a spogliarsi, Io mi sono avvicinato lentamente alla porta della camera per non disturbare l’atmosfera che si stava creando.

-Sei bellissima e ti stanno veramente bene questi capi. Ti ha fatto bella la mia amica!

- Chi ti ha depilato? Chiese Forica guardandole il perizoma microscopico.

- Bianca, e mi ha anche truccato.

Forica la toccava con delicatamente come un prezioso gioiello.

Le passò i polpastrelli delle dita sui capezzoli che spuntavano tra le maglie del reggiseno e si irrigidirono ulteriormente; così fece anche con la fighetta proseguendo sui glutei e la schiena.

Iniziò a baciarle i capezzoli ed a succhiarli.

Francesca ansimava.

Le mani scesero verso il basso e si infilarono tra il monte di venere ed il francobollo di stoffa del perizoma cercando il clitoride.

Francesca aprì le labbra cariche di rossetto rosa, che le aveva applicato Bianca, per ansimare. Pose le sue mani sulle spalle di Forica e si scambiarono un profondo bacio con la lingua. Poi Forica allontanandosi leggermente dalle sue labbra le disse

-succhia amore mio. Sei bellissima e la tua bocca è così profumata e dolce che non so resistere. Goditi la mia lingua.

Il dito di Forica era arrivato al grilletto e lo stava stimolando.

Il rumore che si udiva era quello di una figa molto bagnata.

Il bacino ed fianchi di Francesca oscillavano il che significava che i tocchi di Forica erano piacevoli e che la stavano portando al godimento. Le dita erano dentro la fighetta e contemporaneamente il pollice si muoveva sul grilletto

I movimenti della ragazza aumentarono ed infine con un urlo ed uno spasimo venne. I fremiti durarono un po’ di secondi durante i quali Forica sostenne in piedi Francesca perché non cadesse.

Poi la ragazza si abbandonò sul Forica che stava in piedi e vestita, la carezzo e la baciò profondamente mettendole la lingua in bocca più di una volta.

 

Io nel vedere la scena mi sono eccitato e poiché il cazzo era prossimo ad esplodere mi son fatto una sega con uno spruzzo di sperma che finì lontano.

Forica mi vide e mi invitò ad avvicinarmi a loro.

-Amore mio, abbiamo una nuova compagna. Hai visto quanto è bella. Ora che è venuta lo è anche di più.

Trattenni Francesca abbracciandola e baciandola.

-Mi sei piaciuta. Ti ho goduto da lontano.

-Ti ho visto. Ti voglio bene. Huuuu! Che bello!

Forica si inchinò e sfilò dalle gambe il perizoma.

Le carezzò i piedi e carezzandole le gambe risalì infilando le dita nella figa di Francesca raccogliendo i suoi abbondanti succhi e se li leccò sotto gli occhi meravigliati della ragazza che non aveva mai pensato di assaggiare i suoi umori vaginali.

-Angelo conservalo, forse per stasera questo perizoma non serve più.

-Vieni amore, gira pure nuda per la casa. Qui non ti vede nessuno così possiamo godere il tuo corpo meraviglioso.

-Per cena, stasera, gamberoni arrosto. Li gradisci?

-Mi piacciono molto ma in paese non li mangio perché è considerato un lusso.

-allora li gusterai con del vino bianco.

-Io sono astemia.

-oh! Non dire così. Questo è il nettare delle donne. Molte di noi lo bevono perché ha un sapore speciale.

-beh! allora! …. Lo berrò, ma poi come faccio a rientrare a casa? Da noi il vino lo bevono solo i maschi.

-Ti accompagna Angelo. Rispose Forica.

Ci sedemmo a tavola, noi vestiti e lei nuda con indosso solo il reggiseno color fucsia da cui fuoriuscivano i capezzoli e che le marcava il seno dandole un aspetto meraviglioso di femmina giovane.

La visone era arrapantissima. Io e Forica apparentemente non davamo importanza alla sua nudità. In effetti eravamo arrapati come poche altre volte.

Mangiò i gamberoni accompagnandoli con il vino che rese la sua lingua più sciolta.

Parlò molto dei suoi desideri e su sollecitazione di Forica raccontò come Giovanni, il suo ragazzo estivo, la sverginò.

Finita la cena si rimise la mini gonna e la maglietta con cui era arrivata in città tenendo sotto solo il reggiseno.

Forica l’invitò a tornare a trovarla e lei accettò molto volentieri.

La riaccompagnai a casa. Durante il viaggio si rilassò.

-avevo sentito parlare di sfuggita di rapporti lesbici e non credevo fossero così belli. Ti sono piaciuta? Ti ho eccitato? Io ho goduto molto con Bianca che mi ha toccato ma non sono venuta; mi ha lasciato sempre in sospeso. La lingerie che mi ha fatto provare mi ha eccitato moltissimo. Ero pronta a farmi fare un ditalino da lei ma …. chissà perché non lo ha fatto?

 

Dicendo questo si era aperta il cappotto ed aveva messo in mostra la sua fighetta depilata.

-Senti come è liscia. Che bella sensazione! Sembra di velluto. Toccamela.

 

Allungai il braccio e le toccai il clitoride che era già fuori del suo nido.

Qualche sfregamento con il dito medio e poi un sussulto rapido

…. Sto …….veeenendooooooooooo. Aaahhhhh! Uuuuuuuuuuhhhhhhhhhh!

-Son venuta di nuovo, non ce la facevo più!

Arrivammo in paese. Era tardi e non c’era anima viva. La lasciai vicino casa sua. Un bacio veloce e “ Ci vediamo domani a scuola. Mi raccomando!”

 

Tornai da Forica.

-Amore, dove hai recuperato quella bella fighetta? Mi ha eccitato tanto. Mi ha fatto arrapare subito. Si vedeva che aveva voglia di essere toccata e leccata.

-E’ una mia alunna e si è innamorata di me.

-Questa è una bella ragazza. Dovremo invitarla altre volte.

-Non è facile perché l’ambiente di paese, lo sai, è difficile e tutti sono diffidenti. Poi le donne sono viste come merce di scambio e vengono fatte sposare con accordi tra famiglie. Apparentemente questo fatto non si vede ma è implicito. Comunque vedrò di fare qualcosa per i prossimi giorni.

e continuai

… pensavo che potremo iscriverla ad un corso di pittura. Tu che ne pensi?

-si, buona idea. Un corso di pittura bisettimanale qui da me o da Bianca oppure ancora da Mirta.

-Ti è piaciuta la sua fighetta?

Forica rispose

-era così tenera, dolce, liscia. Era da quando ero ragazzina che non provavo tali sensazioni e poi mi è venuto un attacco di libidine irresistibile.

-lo hai detto a Bianca?

-si, l’ho chiamata e si ha fatto un ditalino con me al telefono. Siamo venute insieme. Ora ho voglia di sentirmi piena di te. lo so che ce l’hai grosso e che non vedi l’ora di venirmi dentro. Dai! Scopami.

 

La notte la passammo così.

 

 

 

I piercing by 1948

 

A scuola mi dava sempre del Lei. Io ero sempre il prof. Le amiche sghignazzavano e si sditalinavano in bagno con la solita complicità reciproca.

Francesca mi chiedeva spiegazioni avvicinandosi alla cattedra ma erano richieste ad hoc. Infatti vedevo sempre suoi messaggi a cui non potevo rispondere.

Uno di questi diceva: stasera mi porti in città? Mi fai un regalo?

E’ vero le avevo promesso un regalo duraturo ed era ora che mantenessi la parola.

Mi ricordai del piercing.

Con le dita poggiate sulla cattedra le indicai l’ora d’incontro.

Ci incontrammo nel primo pomeriggio ed andammo velocemente verso la città.

-Voglio mantenere la promessa. Ti ricordi del regalo che volevo farti? Sto pensando al piercing.

- ti porterò da Bianca e lei ci dirà dove andare. Lei conosce tutti.

 

Mi rispose “Ok, sono felice di stare con te anche stasera. Ti ho pensato moltissimo in questi giorni in cui non siamo stati insieme”

-Come mi hai pensato?

-Ti ho pensato con il cuore, con la testa e con le mani.

-che vuoi dire con le mani?

-che sono andata a toccarmi in basso e sono venuta tante volte pensando a te.

Ero orgoglioso della confessione. Francesca si stava aprendo, aveva trovato in me un confessore.

In viaggio rimase silenziosa si poggiò alla mia spalla e mi teneva la mano destra.

Arrivati in città andammo da Bianca che non aveva chiuso il negozio per l’ora di pranzo perché aveva una cliente particolare, disse lei.

-Ciao Bianca. Da chi posso andare per far fare un piercing a Francesca?

-Dipende da dove lo vuole fare.

-Dimmi amore. Dove lo vorresti? Chiese Bianca

-pensavo ad un capezzolo.

-perché ad uno solo?

-a te lo posso dire. Quando mi tocco mi tiro il capezzolo destro per poter venire prima e più intensamente. E’ quindi solo una questione sessuale!

-se ti spogli e mi fai rivedere i tuoi capezzoli ti dico se si può fare. Ho una certa esperienza avendo visto più una donna con il piercing dove lo vuoi tu.

Francesca si denudò il seno in uno degli spogliatoi.

Bianca tirò i capezzoli della ragazza e disse

-sai che inizialmente duole un po’?

-lo so, ma so che poi passa. Ma so anche che per essere belle bisogna soffrire.

-va bene. Puoi andare da Marco. Angelo se non ti ricordi dove ha il laboratorio chiedi a Forica.

-si, voglio andare con Forica da Marco, lei è una donna e sa come ci si comporta tra donne.

Mi sentii escluso, avrei voluto vedere l’operazione ma accettai la decisione.

Chiamai Forica per telefono e lei per fortuna era libera ed accettò di accompagnare Francesca.

Sembravano due sorelle molto belle. Francesca era eccitata e parlava in continuazione.

-Forica, il piercing è un mio regalo per Francesca. Quindi ti do i soldi e paga tu per me.

-Pagherò per te e penso che anche io le farò un regalo.

-Quale regalo. Chiese Francesca?

-vedrai, sarà una sorpresa.

Le lasciai e si avviarono da Marco.

 

Tornarono dopo più di due ore. Io aspettavo a casa.

-ben tornate! Come è andata?

-hai fatto il piercing?

- Si, fatti! Rispose felice Francesca. Sorrideva ed era particolarmente euforica.

-raccontami!

 

siamo andate da Marco che mi ha fatto vedere vari tipi di piercing. Ne ho visto in ogni parte del corpo. Persino ………

continua, voglio sapere

ho scelto il tipo. Mi ha fatto accomodare nella sala operativa. Ho scelto il foro orizzontale sui capezzoli perché mi permette di farmi più bella. Ho visto l’effetto allo specchio prima di farlo e mi sono piaciuta di più.

Ho i capezzoli un po’ doloranti ma così belli!

Te li faccio vedere.

 

Sollevò la camicetta e vidi i capezzoli con l’anellino classico infilato.

pensavo che il dolore fosse maggiore. Continuò a dire.

Forica mi ha fatto un regalo che mi reso molto più bella!

Disse questa frase contenta, sorridendo e voltandosi verso la mia donna.

Posso sapere che tipo di regalo?

Vieni davanti allo specchio e lo vedrai?

 

Sollevò la gonna. Non aveva le mutandine. Allargò le gambe e comparve un bellissimo ciondolino sopra il clitoride.

Marco mi ha fatto spogliare, mi ha fatto sedere su una sedia particolare a cui ha legato le gambe. Mi ha anche legato le braccia in modo che non potessi muoverle per il dolore iniziale. Poi mi ha toccato il seno, ha preso delle pinze e con un grosso ago mi ha bucato i capezzoli. E’ stato un grande dolore iniziale ma mi è passato subito perché Forica si era messa dietro di lui e mi ha leccato il grillettino. Io ero eccitata dal palpeggiamento di Marco che mi tirava i capezzoli. Mi sono ritrovata a godere ed allo stesso tempo a soffrire. La leccata di Forica è stata fantastica.

Poi Forica mi ha fatto il suo regalo. Ha chiesto a Marco di farmi un Prince Albert, cioè un piercing sopra il grillettino che Forica aveva fatto diventare un grillettone. La tua donna mi ha leccato ancora e quando stavo per venire Marco ne ha approfittato e mi ha forato anche li. Ora mi sento eccitata ed ho una voglia di scopare e di farmi vedere da tutti.

 

In effetti era molto bella ed il pendente sulla figa la rendeva molto più erotica.

- stasera non posso scopare con te ma posso solo osservare.

-vuoi solo vedere? Vuoi fare la guardona?

-si, farò da assistente. Vi toccherò, vi aiuterò ad accoppiarvi. Disse Francesca

Nella camera da letto entrò Forica. Era nuda e si era appena depilata.

Si avvicinò a me sussurrandomi

-prendimi, non ce la faccio più a resistere, la tua alunna mi arrapato moltissimo. La leccata che le ho fatto da Marco mi ha fatto colare come poche volte.

-Donne! Ditemi un po’? Marco che ha fatto mentre voi lesbicavate?

Forica disse: “mi ha toccata con un guanto di lattice nel buchetto del culo ed ha toccato i clito di Francesca per scapellarlo.

-a dire il vero gli avrei voluto fare un pompino. Disse Freancesca

-perché non lo hai fatto. Dissi io.

-perché Forica mi stava facendo godere moltissimo e non capivo, ero fuori di testa……. Voi non vi unite? Non scopate? Ho voglia di vedervi uniti.

Mi avvicinai a Francesca la bacia profondamente e così fece anche Forica che poi si distese con la schiena sul letto.

Si toccò il clitoride e la figa si bagnò rapidamente.

Francesca mi segava e me lo prendeva in bocca leccandolo delicatamente senza introdurlo in profondità. Mi guidò alla figa di Forica ed entrai ansimando di piacere. La sua figa era molto meglio di quella di Francesca. La montai mentre Francesca le passava il dito medio sul grilletto che era grosso e tutto fuori.

Forica smaniava, ansimava, mugolava, si agitava ed io entravo sempre più in profondità nella figa che era sempre più bagnata e colava succhi profumatissimi. Francesca baciava me ed anche Forica. Ci sussurrava ciò che lei provava.

-sono tutta bagnata. Sto colando, mi sento la sbroda sulle gambe.

Le toccai le gambe, raccolsi i suoi succhi con le dita e me le portai alla bocca.

Un sapore unico! Irresistibile. Forica allontanò la mano di Francesca, si fece un ditalino veloce e venne agitandosi e scuotendo la testa.

Francesca si era messa dietro di me e mi toccava le spalle ed torace soffermandosi sui capezzoli. Me li solleticò e venni dentro Forica con uno spruzzo potentissimo.

-Bravo amore mio! Ho sentito lo spruzzo caldo dentro. Fammi sentire quanto è buono. Disse andando con le mani a raccogliere ciò che usciva dalla figa.

-Francesca ne vuoi anche tu?

-Non l’ho mai assaggiato.

-allora vieni qui, sorellina, ecco assaggia.

Forica poggiò le sue dita impiastrate di liquido sulle labbra di Francesca e quest’ultima dopo aver passato timidamente la lingua sule labbra per fare un timido assaggio, aprì le labbra ed allungò la lingua per raccogliere tutto ciò che l’amica le offriva.

-E’ proprio buono, molto profumato.

Ci distendemmo sul letto a raccontare e programmare altri giochetti piacevoli visto che ora Francesca aveva il piercing anche alla figa.

 

 

 

 

 

La vagina della fanciulla abbondantemente lubrificata dal suo piacere lasciava scorrere il mio pene con un rumore bagnato, particolare, il poco attrito che produceva era tuttavia sufficiente perché il mio piacere salisse rapidamente. Cercai il godimento menando grandi colpi di reni, barcollando per la stanza con la giovinetta che ora saltellando veniva incontro al cazzo senza più timore scossa dai colpi che facevano sobbalzare le deliziose sue tettine, poi . . .
Avvenne all’improvviso, si immobilizzò spalancando gli occhioni, sentii attorno al pene le morbide strette della sua vagina . . . urlò:
- Oh adesso . . . adesso . . . ohhh zietto . . . dentro . . . ti voglio dentro . . . tutto . . . tuttooooo . . . Ahhhh . . . . ahhhh . . .
- Si . . . ecco . . . ecco . . . prendi, prendiiii . . . oh amore . . . ohhh! ! ! 
Mi sentii venire e . . . non mi trattenni! Lolita gridò, io rantolai il mio godimento contro la sua bocca aperta bevendo i suoi sospiri e la sua saliva, le mani strette al suo culetto, sostenendolo e rilassandolo ora che allo stremo delle forze si era abbandonata contro di me lasciando che fossi io farla scorrere sul membro, ad infilzarla, a muoverla . . .
Mentre eiaculavo, una euforia indescrivibile si impossessò di me mi resi conto che era insieme che stavamo godendo, che la nostra era una intesa straordinaria, bellissima. Il piacere mi fece piegare le ginocchia, per non cadere dovetti puntellarmi alla parete ma anche così non smisi di far andare le reni.
Continuammo a lungo a sospirare uno nella bocca dell’altra poi a poco a poco sentii il mio pene afflosciarsi e infine uscire dal grembo della fanciulla. Udii il rumore delle gocce del mio piacere che cadevano sul pavimento, solo allora mi resi conto che mi ero svuotato dentro di lei; il timore delle possibili conseguenze durò pochissimo ricordando che il suo ciclo era appena passato ma mi promisi che in avvenire avrei preso delle precauzioni.
Deposi con delicatezza il mio fardello, Lolita mi guardò con negli occhi una espressione particolare, da donna matura, uno sguardo quasi materno, disse con un filo di voce:
- Ho goduto tanto, ma tanto. . . ho sentito i tuoi schizzi, è stato bellissimo, Irina dice che lo sperma fa bene all’utero e tu me ne hai dato tanto, lo sento colare ancora!
Chinò lo sguardo e vedendo le gocce sul pavimento fece una smorfia buffa, passò una mano all’interno di una coscia a detergersi la goccia chiara che colava poi coprendosi la fichina con le mani corse in bagno.

 

Da Mirta by 1948

Le ‘lezioni di pittura’ proseguivano con profitto.

I genitori erano contenti e soddisfatti.

Io ero stato presentato come suo insegnante di matematica che faceva il pendolare dalla città. Quindi si fidavano a che viaggiasse come me per andare in città due volte alla settimana. Avevo garantito sul corso di pittura e sui risultati ottenuti.

In realtà Francesca ogni volta portava dei disegni e delle tavole, ma erano quelle che svolgeva a scuola.

In città faceva altro tipo di ‘lezioni di pittura’.

Erano altri pennelli che preferiva.

Veniva a casa nostra e qualche volta andava da Bianca che la seduceva sempre di più rendendola sempre più bella e sempre più schiava del sesso.

 

Mamma mi ha chiesto da dove tiro fuori i soldi per comprare le calze, reggiseni, perizomi ecc. ecc.

Le ho detto che sono i risparmi e che non posso presentarmi dove le altre ragazze sono molto meglio vestite di me e che per il corso di pittura dobbiamo essere colorate ed estrose anche nel vestire.

 

La sua risposta qual è stata? Chiesi

“bene, figlia mia! Finalmente ti vedo felice. L’ambiente fuori del paese ti fa bene. Continua così. Siamo orgogliosi di te.”

 

Francesca era diventata molto esperta nei giochi sessuali.

Ormai per lei denudarsi davanti a noi le era naturale.

Un mercoledì venne da noi.

Forica le ha chiesto di raccontarci che cosa era accaduto il lunedì precedente da Mirta.

Quel lunedì c’era stato il primo incontro con Mirta donna di cui lei aveva sentito parlare anche da noi ma soprattutto da Bianca.

Francesca si è seduta languidamente su una poltrona aprendo le gambe ed iniziò così a raccontare.

 

 

Bianca mi ha preparato facendomi indossare delle calze semitrasparenti tenute da un bel reggicalze formato da un nastro di due centimetri in raso bluette decorato che cingeva la vita.

Poi mi ha fatto mettere delle scarpe che aveva appena ricevuto e che erano state ordinate per una cliente strafiga. Le scarpe erano aperte a sandalo, nere, avevano una striscetta di due dita di brillantini che passava sulle dita ed un cinturino alto due centimetri di brillantini che si stringeva sulla caviglia. Tacco da quindici.

Mi sentivo in paradiso. Non sono mai salita a quelle altezze, temevo di cadere. Mi son guardata allo specchio dello spogliatoio e mi sentivo più figa che mai. Indossavo solo calze e scarpe ed i miei adorati piercings.

Mi son seduta e le gambe erano lunghissime. Le ho aperte per vedermi la fighetta. Era da depilare e Bianca ha subito provveduto.

“non vorrai presentarti da Mirta così!” Mi disse. “la vuoi forse pungere?”

“perché devo andare da Mirta?”

“Ti accompagnerò io. Voglio che ti conosca. Una bellezza come te non può non farne a meno.”

 

Il Prince Albert è molto comodo perché tiri un po’ l’anelino verso l’alto e la depilazione anche vicino al clito è facile da farsi.

Bianca toccandomi mi ha eccitata e ne ha approfittato infilando la lingua per succhiarmi. A dire il vero mi ha infilato la lingua anche dentro la figa e mi ha sciolto. Mi ha leccato tutto ciò che usciva ma non mi ha fatto venire. Si è fermata prima che venissi. In queste cose è bravissima. Non so come faccia ma si accorge sempre quando sto per avere un orgasmo.

Mi ha leccato anche il buchetto di dietro. Che bello! Se penso a quella leccata mi sditalino qui davanti a voi due.

 

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Francesca raccontando sospirava e si toccava i capezzoli tirando gli anellini applicati.

 

Forica iniziò a spogliarmi togliendomi la cravatta. Lei era già in un bagno sotto il perizoma.

“Continua Francesca, mi stai eccitando” Le dissi toccandomi il sesso da fuori i pantaloni ed anche  due dita sotto la gonna di Forica. Era fradicia.

 

 

 

 

Mi ha poi fatto indossare un tanga molto sgambato ma non stava bene con il colore reggicalze. Allora me ne ha dato uno con bellissimo disegno ricamato in oro sul davanti rappresentante un ragno. Con questo si vedevano le labbra della figa, era molto bello. Dietro era aperto, intendo dire che i glutei erano nudi ed il tessuto passava all’esterno dei glutei lasciando lo spazio fra essi libero. Quindi, per capirci, dal perineo il tessuto si divideva lasciando libero il sedere.

 

Francesca continuò

 

Mi ha carezzato le tette, tirandomi i capezzoli con gli anellini. Che sensazioni! Stavo morendo dalla voglia di venire, ma Bianca pur sapendolo non faceva niente perché godessi.

Mi ha fatto provare reggiseni a coppa, di pizzo, a rete, di raso, imbottiti, wonderbra, push up, anche quelli senza spalline, ma poi non mi ha fatto mettere niente.

 

Alla fine mi ha dato della sua personale bigiotteria fichissima da indossare. Ciò che mi è piaciuto di più è stato un collare formato da due fili di cristallini che era aderente al collo ed anche un bel bracciale.

Mi ha anche fatto abbassare il tanga, mi ha tolto la barretta del piercing sopra la figa e mi ha voluto mettere lei stessa un bellissimo pendente che era un suo orecchino. Mi ha baciato il clito e, credetemi, sono impazzita dalla voglia. Avrei fatto qualunque cosa per poter venire, avevo voglia di godere, ero arrapata e le carezze di Bianca mi stavano portando all’orgasmo senza essere toccata nella figa. Avevo la figa gonfia di voglia.

La sbroda me l’ha asciugata con un salva slip.

Mi sono guardata allo specchio. Alla figa avevo una rosa di cinque brillanti che toccavano il  mio clito. Era un sogno che si avverava.

I polpacci erano tesi ed il sedere era in evidenza a causa dei sandali altissimi. Avevo delle belle cosce alte che finivano su glutei rotondi e lisci!

Avrei voluto farmi un ditalino ma Bianca mi toccava sempre in modo che non me ne facesse uno ne lei ne potessi farmene uno io.

 

Forica ed io eravamo muti ed ascoltavamo il racconto di Francesca che giocava con gli anellini appesi ai capezzoli.

 

 

 

Alla chiusura del negozio mi chiese di indossare una pelliccia. Ci pensai su perché non vedevo più i miei vestiti.

Anticipando la mia richiesta mi disse

“non ne hai bisogno per stasera. Ora devi uscire con me nuda sotto al pelliccia. Voglio vederti fare la troietta, voglio che i maschi ti guardino e le femmine ti desiderino. Che sia per loro un sogno per eccitarsi  e ricordarti di te nell’intimità.”

 

Per strada ero fichissima, le commesse che uscivano dai negozi in attesa dei loro amanti mi guardavano con espressioni di invidia e chissà che cosa si son dette fra di loro. Sicuramente erano espressioni di invidia.

Lo sguardo dei maschi era calamitato su di me.

 

Bianca mi teneva sottobraccio ed anche lei con i tacchi alti, meno dei miei, il suo modo di camminare molto flessuoso ci rendeva una coppia da schianto.

Durante la passeggiata fino ad arrivare da Mirta, l’idea di essere nuda sotto la pelliccia, gli occhi delle femmine e dei maschi mi faceva colare la figa.

Mi guardavo intorno e vedevo sguardi puntati solo su di me. Ero al centro dell’attenzione e del desiderio di tutti. Altro che ‘lezioni di pittura’!

Bianca mi diceva di non vergognarmi nel mostrare la mia femminilità. Mi ricordo che disse

“Sapessi che cosa vorrebbero i maschi con la voglia che hai!

 Ti faresti scopare dal primo che trovi! Le femmine si farebbero dei ditalini favolosi davanti a te.

Come sono i tuoi capezzoli? ….. E la micina? Dopo la cura che le ho dato tutto il pomeriggio dovrebbe essere gonfia di piacere!

Apri un po’ la pelliccia per far vedere il tuo petto bianco, così a tutti lascerai libertà di immaginazione.

Solo io so come sei li sotto.

Ti piace farti vedere? Solo le ragazze che hanno nel profondo il senso dell’erotismo hanno il coraggio di uscire come fai tu e di essere sfrontate.

Le troiette si comportano così! E tu sei una di loro, per tua fortuna.”

 

 

 

Nel frattempo Forica si era spogliata lentamente pezzo per pezzo ed era rimasta con le calze autoreggenti. Era ormai in piena fase di goduria. Il racconto l’aveva eccitata moltissimo.

Si era avvicinata a me che ero rimasto in slip dato che mi aveva spogliato anche me. Prese il mio cazzo che era ben eretto e la sua mano andava su e giù lentamente osservando Francesca ed ascoltando le sue parole.

Io le avevo messo le mani nella figa per carezzargliela. Era bagnata e pronta all’uso.

Il mio slip fu tolto e la mia donna con gentilezza, sempre attenta al racconto, si impalò riempiendosi la figa di me.

La tirai su un po’ mettendo i piedi sulle mie ginocchia ed iniziando lentamente a muoversi per godersi il mio cazzo.

La figa occupata era ben visibile da Francesca che continuava a raccontare.

 

 

…… siamo entrate in casa di Mirta. Che bella casa! E’ sopra il negozio.

Ci ha accolto con entusiasmo.

“Ecco finalmente la bella Francesca! Ciao, io sono Mirta.” Mi ha dato la mano ed un bacio sulle guance.

Mirta ha detto “Bianca, sei splendida come sempre. Francesca è una tua amica intima?”

Bianca ha risposto “Si, ed è molto brava, docile e profumata”

Mirta di risposta “non vedo l’ora di provarla”

Per me è stata un’esplosione di lussuria.

Mirta mi ha guardato, mi ha fatto voltare, mi ha toccato i fianchi sopra il cappotto, mi ha tirato i capelli all’indietro, ha osservato le gambe ed i piedi e mi ha fatto i complimenti per le scarpe.

Lei è bellissima. Non è più giovanissima ma è così sensuale. Ti parla e ti ammalia. La ascolti senza renderti conto che il tempo passa. Non ti rendi conto neanche che stai entrando in lei e che lei ti vuole perché le piaci.

La sua bellezza era minimalista. Poche cose ma portate con classe.

A quel punto ha detto ”ragazze accomodiamoci in sala!”

 

Bianca si è tolta il soprabito.

Io non sapevo che fare perciò son rimasta lì con la pelliccia.

“Francesca vieni pure, anima mia! Ora che ti vedo sotto la luce più intensa mi fai rimanere senza fiato. Bianca l’hai preparata tu così?”

Bianca ha risposto “ si, lei è un mio omaggio per il tuo piacere”

Io nel sentire queste parole colavo dalla fighetta come non mai. Era gonfia e non resistevo più.

Mi ha poi tolto da dietro la pelliccia, Mirta era davanti a me in poltrona con le gambe leggermente inclinate, riunite.

Sono rimasta così come mi aveva vestita Bianca.

Mirta è rimasta di stucco, paralizzata. Si era bloccata. Io mi sentivo bella e troia.

Si è avvicinata, mi ha preso le mani, ha sollevato le mie braccia stendendole verso l’alto e mi ha baciato il seno. I capezzoli erano dritti e duri come sassolini. Il contatto delle labbra mi ha creato un brivido. Gli anellini applicati ai capezzoli erano pendenti lontani dalla mammella. Me li ha toccati e data la voglia ho emesso un sospiro di piacere. Bianca mi ha guardato ed ha approvato.

Mirta con i polpastrelli è scesa a toccarmi la figa.

“Figlia mia sei già pronta!” ed ha infilato la mano sotto il tanga.

Mi ha allargato le gambe che tremavano dalla voglia e dal fatto che ero in alto di 17 centimetri.

Si è inginocchiata. Ha guardato il tanga e ha carezzato il disegno del ragno in filo dorato. Ho iniziato ad ondeggiare. Pregavo tutta me stessa che mi facesse venire. Fino a quel momento ho avuto una grande resistenza.

Mi ha carezzato le gambe mugolando.

 

 

Forica sentendo l racconto saliva e scendeva sul mio cazzo. La sua figa era grondante e così anche quella di Francesca che a raccontare la storia si era eccitata.

“vi sto guardando e vorrei essere io ad avere quel cazzo così grosso dentro di me per sentirlo sulle pareti della mia fighetta che vuole essere aperta.”

Io e Forica eravamo eccitati allo spasimo. Le ho toccato il grilletto e dopo alcuni passaggi del dito medio con un urlo a bocca aperta e senza ritegno “sono una troia, sto venendo tanto, Francesca guardami mentre godo, mi piace chiavare ed essere chiavata, Angelo continua, non fermarti, ti sento dentro, nell’utero, vieni dentro di me, voglio il tuo seme” agitandosi ed irrigidendosi ebbe l’orgasmo desiderato.

Francesca si è avvicinata, l’ha baciata senza essere ricambiata perché la mia donna era ancora in preda agli effetti dell’orgasmo. Si è abbassata, le ha leccato la figa ed il mio cazzo che era ancora dentro. Questo trattamento e altri pochi movimenti mi hanno procurato l’orgasmo che ha creato un gradito allagamento di sperma.

 

Il racconto di Francesca continua.

 

 

 

 

Da Mirta 2 by 1948

Francesca si era fermata nel racconto avendoci visto esausti,

La mia donna, ripresasi, si sfilò il cazzo dalla figa salì sulla spalliera del divano chiedendomi di raccogliere con la lingua ciò che colava mentre Francesca era dedita a ingoiare il mio membro sessuale che si era afflosciato, come naturalmente avviene ai maschi.

Visto il massaggio fatto con la bocca e la lingua non tardò a riprendersi.

Forica, passato l’effetto dell’orgasmo e della successiva leccata, non era stanca.

Francesca ha chiesto di potersi infilare il cazzo nella figa perché il racconto le aveva fatto rivivere nella mente la sera con Mirta. Forica ha aiutato la ragazza ad accoppiarsi con me a patto che assumesse la stessa posizione e continuasse il racconto, cosa che accettò molto volentieri.

La fighetta di Francesca era molto bagnata ed il cazzo entrò facilmente fino all’utero.

Forica si sistemò su una poltrona mettendo le gambe sui braccioli in modo da avere la figa aperta e pronta all’uso.

 

Vi dicevo che Mirta mi accarezzato le gambe e che avevo voglia di un orgasmo grandioso. Mentre scendeva con le mani fino ai piedi ha osservato il ragno ricamato in oro sul tanga. Ha avvicinato la lingua al tessuto e lo ha leccato. Ero bagnatissima e penso che abbia assaggiato i miei liquidi che mi sentivo scendere già da tempo. Le mani sono risalite sulle natiche, ha allontanato la striscetta di tessuto posteriore del tanga passandomi un dito per andare a toccare il buchetto posteriore.

Orami ero sua.

Bianca era dietro di lei a rassicurarmi che ero in buone mani. Anche lei si era spogliata ed era rimasta con le scarpe e un collant aperto sia davanti sia dietro per arrivare direttamente senza toglierlo alla figa e al culetto.

Mirta fu spogliata da Bianca mentre mi toccava; ha esplorato ogni angolo del mio corpo con le dita. Che carezze! Che tocco di classe!

Poi si è distesa sul tappeto e mi ha detto di andarle sopra, allargando le gambe ma rimanendo inginocchiata.

La cosa si poteva fare perché le scarpe erano altissime quindi ero scosciata e sotto lei ci stava comodamente. Poteva vedere la figa ed anche il buchetto.

Ha iniziato a leccarmi facendo ballare il piercing sul grillettino che da ore era duro ed aspettava di essere considerato.

Pochi passaggi di lingua e sono esplosa.

 

 

“raccontaci i particolari di come ti ha fatto venire” ha chiesto Forica mentre giocava con le mani tra le mammelle, i capezzoli e il clito. Io mi godevo la fighetta di Francesca che andava su e giù aiutata da me nel movimento. La tenevo, infatti, per i fianchi e l’aiutavo a salire e scendere sul mio bel cazzo duro.

 

 

Ecco! Inginocchiata e con le gambe aperte, grazie ai tacchi altissimi, la figa rimane aperta. Il ciondolo che mi aveva applicato Bianca mi toccava il grilletto. Mirta con la lingua ha iniziato a leccarmi tra la figa ed il buchetto, poi si è concentrata sull’inguine e non ricordo come, a causa della libidine e voglia, è andata tra le grandi e piccole labbra. Il grilletto era toccato dal piercing. Quando la sua lingua è arrivata lì, lo ha trovato duro, grosso e pronto per essere succhiato. Ricordo che ha messo le mie mani sulle cosce e ho scaricato tutto il mio orgasmo nella sua bocca.

Bianca si è avvicinata dicendomi che ero stata brava, che anche lei si era masturbata e che l’avevo fatta venire tanto. Mi ha baciato infilandomi la lingua in bocca. Ricordo che mi ha detto “amore sei un concentrato di erotismo e libidine, ti amo”.

In effetti lo ero, me ne sono resa conto.

Mirta continuò a leccarmi perché il clito era sempre grosso e la voglia di venire non mi era completamente passata. Dopo il trattamento di Bianca per tutta la sera!

Mirta mi ha detto di distendermi “ti piacerebbe leccarmi la figa?”

Ovviamente non risposi e mi distesi su di lei per arrivare a farlo.

Forica, tu non immagini quanto era bella. Era tutta depilata, aveva il bordo delle labbra esterne bordato di scuro ed erano un po’ gonfie. Era liscia come il velluto, hai presente una pesca?

Il clitoride era fuori, non ho visto protezione, penso che si sia fatta operare per averlo sempre così.

Per farla breve!

Ho succhiato il suo liquido. Era ottimo. Le ho passato la lingua nell’inguine e mi sono accorta che la parte destra era più sensibile della sinistra. Non c’era traccia di peli. Vorrei così la mia fighetta!

 

Oh! Sto godendo a sentire Angelo dentro di me fino in fondo. Forica mi stai guardando?

 

Poi ho continuato a leccare Mirta lentamente per farla morire di voglia, sentivo il suo agitarsi e ansimare quando passavo la lingua a destra. Le ho leccato il clito in tondo succhiandolo, l’ho titillato con la lingua e si è irrigidito, l’ho spostato sulla destra e poi sulla sinistra tenendolo tra le labbra e la lingua. Io sospiravo e mugolavo perché anche lei faceva le stesse cose con il mio grilletto.

Le ho sollevato le gambe per poter arrivare a leccarle il buco di dietro e li lei si è dimenata come un serpente.

Son ritornata sul suo grilletto e mi è venuta in bocca con un piccolo spruzzo. Io avevo le gambe aperte sulla sua bocca e le labbra di Mirta aderivano a quelle della mia fighetta che era una ormai una figona in calore, Sono salita e scesa due volte sulla sua bocca ed infine mi sono aperta completamente offrendogliela completamente. Ho goduto come una troietta quando mi ha messo un dito dietro mentre Mirta si godeva il mio clitoride. Mi ha eccitato molto la sua lingua dentro di me per raccogliere ciò che usciva dalla figa. Che bel ricordo!

Bianca osservava senza parlare.

Ci rialzammo quando l’effetto dell’orgasmo lo ha consentito. Bianca mi ha sollevato da Mirta perché le scarpe con quel tacco non mi lasciavano fare molti movimenti. Quelle scarpe sono bellissime ma ti limitano. Sono fatte solo per fare piccoli passi, far dondolare il sedere, farti sentire figa e fondamentalmente per scopare bene.

 

Mio bel maschio! Sai che ho dormito da lei?

Perché? Risposi

 

Allora!

Si era fatto tardi e Bianca che mi aveva promesso il passaggio di ritorno a casa. Vista l’ora ha pensato bene di chiamare i miei per dire loro che la lezione si prolungava e che non era un disturbo rimanere a dormire a casa sua. Dopo lunghe insistenze Bianca è riuscita a convincerli.

Chiaramente non dovevo dormire da Bianca.

Bianca a quel punto mi ha fatto sedere su una poltrona, è passata dietro la spalliera e mi ha pregato di sollevare le gambe. Ha afferrato i tacchi delle scarpe e mi ha divaricato le gambe. Mirta ha osservato a luce piena la mia figa, il piercing ed anche il mio culetto.

Ero felice, avevo goduto e scaricato la libidine che avevo incamerato.

Mirta mi ha fatto mettere in piedi.

“sei proprio una bella fighetta. Mi piaci moltissimo. Sai fare l’amore come una vera ragazza in calore. Vieni, andiamo a cenare”.

Mi ha offerto una cena incredibilmente buona.

A tavola indossavamo ciò che avevamo durante la scopata.

Nel sederci mi sono accorta che eravamo in due: io e Mirta. Bianca non c’era più. Avevo sentito chiudere una porta ma non immaginavo fosse lei che andava via.

Durante la cena ho bevuto del vino. Era veramente buono. Visto che non dovevo tornare a casa, che stare li mi piaceva e che mi faceva presagire una notte di fuoco con Mirta, ne ho approfittato ed ho bevuto qualche bicchiere in più.

Alla fine della cena abbiamo bevuto tre bicchieri di spumante di ottima qualità. Eravamo allegre, ci baciavamo, ci toccavamo, ci scambiavamo le nostre sensazioni. Era un toccarsi per fare una scoperta reciproca. Avevo voglia di toccarla ovunque.

Mi ha portato in una camera su un lettone più grande del solito che aveva solo la spalliera dove si notavano due anelli.

Mirta mi ha fatto mettere in piedi sullo spigolo del letto, lei si è sdraiata sulle lenzuola di seta color lilla, si è avvicinata a me e prendendomi le braccia mi ha messo a novanta gradi lasciandomi con le gambe diritte. Lei con la testa sotto la mia fighetta colante. La sua lingua ha iniziato a muoversi e ad accarezzarmi il buchetto ripulendomi di tutto quello che era uscito dalla figa ed il suo dito indice era nel frattempo entrato dentro di me nell’entrata ‘secondaria’.

Quanto ho goduto quando è entrato!

 

Forica vuoi che continui? Ti stai sgrillettando come una forsennata! Quanta roba che stai facendo uscire dalla figa! Ma anch’io, credimi, me la sto godendo piano. Poi urlerò come una matta al momento giusto.

Guardami, lo sai che mi piace essere vista, soprattutto se ho dentro Angelo.

 

Da Mirta 3 by 1948

 

Certo che avere un gingillo del genere dentro è solo goduria

            Altro che studiare!

Vi dicevo che il suo dito era entrato nel buchetto posteriore. Non era entrato molto. Solo un po’. Penso perché le sue unghie erano lunghe ed io potevo sporcarle.

Allora sapete che ha fatto?

Mi ha passato una pomata che si chiama …..

ohhh… sto godendo tanto….che grosso il tuo cazzo Angelo! …… si chiaamaaa …. siiii…….. continua ….

…. era Saugella Gel.

Così mi ha rinfrescato la fighetta e anche il culetto. Mi piaceva la sensazione delle dita che mi lubrificavano. Colavo liquidi come non vi dico.

Mi ha nuovamente messo lo stesso dito sullo sfintere e istintivamente ho spinto in fuori. Il buchetto si è aperto e lei si infilata dentro.

Andava su e giù. Stavo impazzendo di piacere ma era una sensazione molto più profonda. Mi sentivo piena di voglie da capo a piedi.

Mi sono inarcata. Ho messo le braccia dietro il collo.

Ho iniziato ad oscillare avanti e indietro sulla sua bocca con il piercing che titillava il grilletto periodicamente secondo il mio movimento.

Non resistevo e sono crollata sulla sua figa senza che lei dicesse niente. Anzi!

Ha allargato le gambe e sono andata a leccare il suo grillettone che era duro come fosse di un uomo.

Il dito mi stava tormentando il di dietro, la lingua sul davanti e mentre la leccavo mi sono irrigidita e le sono venuta in bocca.

Ho continuato a leccarla mentre lei si godeva con le labbra e la lingua i miei umori.

L’ho sentita fermarsi e con un urlo soffocato e un agitarsi del corpo e della testa è venuta anche lei.

Che brava! Ha goduto con le mie sollecitazioni.

            - Forica a che punto sei?

            -Se il racconto continua vengo con uno spruzzo gigantesco

Che ambiente la sua camera da letto!

In un cassettone aveva in ordine tanta biancheria intima. Le calze erano appese in un settore di un armadio insieme ai reggicalze. neanche in un negozio ce ne sono tanti!

Poi ho visto delle calze con il reggicalze applicato fisso. Che belle!. Ce n’erano di tutti i colori.

C’erano anche dei body bellissimi e dei corpetti con reggiseno a coppa e balconcino. I più belli mancavano della parte che copre la figa e le natiche ma avevano le stringhe per reggere le calze.

            - perché te li ha fatti vedere?

Sul momento non lo immaginavo ma te lo racconterò.

Poi ci siamo distese completamente nude sul letto a fantasticare e ci siamo addormentate senza che ce ne fossimo accorte.

 

Ad un tratto sento qualcosa muoversi su di me. Erano le sue dita.

- che ore sono? Le chiesi

- e’ l’ora di amarti mia ninfa.

 

L’effetto del vino era scomparso. Stavo bene. Non si sentivano rumori. Lei parlava sussurrando.

- Francesca, ho ancora voglia di te. Te la posso leccare? Ho voglia di sentire le tue gambe aperte tra le mie guance. Voglio odorarti e leccarti lentamente.

Tu goditi il mio corpo. Non metterti pregiudizi.

Sii libera con la mente, libera la testa dai falsi moralismi, fai quello che la mente ti suggerisce e ha voglia.

Amami come persona che può darti piacere. Non limitarti.

Io sono tutta per te, a tua completa disposizione per qualunque gioco voglia inventarti.

 

            - ehi! Forica che hai?

            - sto per venire. Mi hai fatto arrapare. Mi senti. Mi stai vedendo?

            - ti vedo, la tua figa è tutta aperta. Si vede anche il tuo grilletto bello grosso e rosso.

 

In quel momento, se fosse stat una scena di un film Forica si sarebbe vista Forica agitarsi, dimenarsi, tirarsi la mammella destra, il capezzolo, aprire la bocca, avere difficoltà a respirare.

In realtà dopo tutto ciò si è ripresa e si è sollevata sulle ginocchia, ha sollevato anche il bacino mentre le sue dita strapazzano più di prima il grilletto, si abbassa, si risolleva, ansima ed a voce alta

               - ohh! Sii! Francesca, sto venendo. Angelo guardami. La troietta mi ha fatto venire. Ne ho ancora voglia. Angelo, ti piaccio aperta? Oh, siiii! Non resisto, sto per venire di nuovo. Lo sto facendo per voi, godetemi, godete di quel che faccio, scopate, chiavate, vi voglio vedere, vi sento dentro

- Voglio un cazzo dentro. No, no! Scopati Francesca.

- Eccomi di nuovo, ….. di …. nuovo. Che bello! Due volte di seguito!

E si accascia sul divano in preda agli spasimi del post orgasmo. Chiude gli occhi e li riapre dopo qualche minuto.

            Raga! Mi avete svuotato. Sono morta. Non ho più voglia di niente. …. e voi che aspettate?

 

- Che aspettiamo! Siamo sciolti e coliamo tanto.

            - il piercing mi ha fatto diventare così grosso il grilletto che sembra di marmo.

Francesca tirandosi uno dei capezzoli con l’anellino che ha inserito.

- sto venendo, siiii, spruzzooo! Ooohhh! Prendimi amore, ti ho tutto dentro. Ti voglio ora. Mi sto allargando! Siiiiii!

Francesca sollevandosi si sfila il mio sesso. Si tocca appena con il dito medio e scarica uno spruzzo.

Anche lei si lascia andare senza forze su di me.

            - Angelo mi fai vedere come vieni?

 

Mi tocco appena con le dita ed anche io spruzzo su di lei.

Raccoglie il seme bianco e se lo sparge sul seno come una crema.

            - Mi fa bene e mi piace sentirmelo asciugare sulla pelle.

            - Ho sonno. Andiamo a dormire sul lettone?

 

Annuisco e tutti tre ci avviamo verso il letto.

Ci tuffiamo sopra e stringendoci l’un l’altro, abbracciati ci addormentiamo.

 

E’ sera quando ci svegliamo e Francesca si ricorda che deve tornare a casa. Il viaggio di ritorno in paese lo facciamo in tre, allegri e felici dell’amore che ci siamo donati.

Forica si presenta come la sua insegnante di pittura. Entro anche io nella sua casa ed i genitori ci accolgono con gran cortesia.

Francesca ci presenta anche la sorella.

Rimango a bocca aperta. E’ molto più bella di Francesca ed ha un’aria di giovane donna pur essendo una ragazza in pieno sviluppo. Ha il seno pronunciato e dall’aria e le espressioni che ha sembra che abbia già ‘assaggiato’ un maschio.

Indossa una maglietta ed un pantalone da palestra aderente colore nero. Ai polsi due bracciali in ciniglia verde e fucsia molto vivaci. Capelli raccolti dietro al nuca.

Non è molto alta ma si vede benissimo che è proporzionata. Le gambe sono belle, le cosce ben formate, le spalle diritte ed il collo lungo. Le mani sono ben curate con le unghie tagliate a spatola con l’estremità bianca che risalta con il rosa della pelle.

- Ciao, io sono Marisa.

- Ciao, sono Angelo.

- Arrivate ora dalla città?

- Si. E tu?

- Che cosa avete fatto?

La mamma si interpone

- Marisa, che domande! Tua sorella era a casa loro ieri notte perché ha dovuto fare un quadro molto grande ed aveva bisogno di aiuto. Scusatela, qui la città è distante e le buone maniere a volte si dimenticano.

 

Marisa insiste

- me lo farete vedere quando è finito?

 

Forica sentito il messaggio prende al balzo l’occasione e …

- se vuoi anche domani. Lo vedrai solo in parte perché è diviso in due parti. Io ne sto realizzando una parte mentre Angelo fa l’altra. Poi c’è Francesca che ci aiuta moltissimo. E’ proprio portata per queste ‘certe cose’.

 

Dopo aver parlato del più e del meno tutti insieme siamo rientrati in città.

Durante il viaggio ho fatto togliere il perizoma a Forica e le ho tenuto la mano destra sopra la fighetta solleticandole il clito.

 

- che te ne pare di Marisa, la sorella di Francesca?

- amore mio, penso che tra poco lo scopriremo perché pensavo di farle la proposta di venire da noi. Vorrei farle desiderare la visita. Vorrei farle capire che è lei che  a disposizione nostra e non viceversa. Il venire da noi non è togliersi uno sfizio o una curiosità, deve diventare una necessità, un desiderio intenso.

La sedurremo, se sarà necessario. Infine la offriremo come regalo a qualcuna delle nostre amiche. In fin dei conti lei ha già più di ventidue anni. Non è come Francesca che deve ancora finire gli studi.

La figura è di ragazza che non vede l’ora di essere scopata o forse qualcuno se lo ha già preso ma mi sembra che le sia rimasta la voglia. Sbaglierò!?

Notavo che più la osservavo e più lei mi fissava. Chissà cosa starà facendo ora sotto le lenzuola.

- chiedilo domani a Francesca. Lei dorme nella stessa camera e ti ha già detto che si accorge di quando si fa i ditalini. Certo è che sono delle belle fighe tutte e due!

 

Forica era bagnata e colava alla sola idea di dover sedurre Marisa; era la prima volta.

Il sedile dell’auto era già macchiato dei suoi liquidi.

Arrivati a casa, ceniamo e sul letto ancora lasciato disfatto per accompagnare Francesca, le lecco la figa, mugola un po’ e poi abbracciati con lei alle spalle e con una sua mano sul mio capezzolo destro dormiamo profondamente fino all’indomani.

Pomeriggio da Mirta by 1948

Ormai vivevo in città. Forica mi aveva ospitato per molti mesi. Angelo era diventato il mio amante maschio.

Di amanti donne ne avevo avute non molte ma più di una.

Passavo molti giorni a casa di Mirta in compagnia sua e della sua amante. Io ero una seconda loro amante. In pratica ero il loro oggetto sessuale.

In un pomeriggio di primavera inoltrata faceva caldo ed era bello tenere le finestre aperte e fare entrare l’aria tiepida e per farsi accarezzare la pelle dalla brezza. Dalla strada provenivano deboli rumori.

Mirta entrò in camera dopo aversi fatto un bidet per rinfrescare la sua micina.

Mi si avvicinò nuda con il seno prorompente. Io ero sdraiata sul letto con le gambe larghe. Lei si inchinò  per baciarmi e tirarmi i piercing ai capezzoli. Sapeva che mi piaceva essere guardata ed anche avere i capezzoli tirati dalle labbra di una donna. Aveva le scarpe alte come al solito; tacco da 12. Era stata lei ad avermi abituato al tacco alto ed era maestra in questo.

I suoi capezzoli erano duri.

Indossava delle calze velatissime bianche, un reggicalze bianco ricamato finemente e decorato. Non aveva niente che nascondesse il sesso e i suoi glutei.

La camminata era sensualissima.

Sollevai la testa per guardarla e godere la sua visione.

Mi accorsi che si era depilata la figa e aveva messo qualcosa che la rendeva più evidente come se avesse una sua luce propria.

Mirta non ci pensò due volte a strapparmi le mutandine, lei non si era ancora sfilata il vestito nero di lino. Aprì le gambe e iniziai a leccarle il pube da lei stessa depilato il giorno precedente. Inizialmente stupita, Mirta si rilassò, sentendo la mia lingua  scorrere in basso fino ad arrivare al clitoride e poi ancora più giù, all'ingresso della vagina. Con Mirta non avevo mai preso l’iniziativa.

Sentendo la sua lingua scorrere in basso fino ad arrivare al clitoride e poi ancora più giù, all'ingresso della vagina, Mirta allungò allora una mano verso la borsa e le passò un vibratore esterno, con la quale io iniziai a massaggiarla mentre le toglievo il vestito e il reggiseno, mordendole delicatamente i capezzoli. Il vibratore scorreva silenzioso sul corpo di Mirta che stringeva le gambe come per catturare il piacere che le dava. All'improvviso si fermò. La guardai stupita ma poi capii che voleva solo cambiare giocattolo e allora reclinò la testa all'indietro preparandosi ad un nuovo, più grande piacere. Trasse dalla sacca un grosso dildo di silicone, rosso, molto morbido, e un lubrificante a base d'acqua, che iniziò a spalmare sull'apertura della fica.

inserì il dildo nella figa, si fermò un attimo per farla abituare alla sua dimensione, fino a quando la punta liscia non si fece strada all'interno del suo corpo umido. Entrò tutto. Allora Mirta iniziò ad estrarlo dolcemente per poi farlo subito rientrare. I suoi movimenti acquistavano sempre maggiore velocità generando un godimento sempre maggiore. Si sentiva completamente riempita di un calore intenso.

D'un tratto si sentì avvampare: era già vicina all'orgasmo. Si contrasse con foga, quasi animalescamente e un'ondata di piacere la travolse mentre con le unghie si aggrappava alle mie spalle.

Estrasse il dildo e lo gettò da una parte.

 

Io assistevo all’atto e ne traevo piacere. Lei era pronta all’atto sessuale lesbico. Si sentiva da lontano che era in calore come una vera femmina.

Si inchinò su di me.

All’orecchio mi sussurrò “mi vuoi amore?”

Come potevo rifiutare. Ero li per quello. Io l’amavo; è stata la mia insegnante e lo era ancora.

Ogni volta che facevamo l’amore per me era una lezione nuova.

Salì sul letto e mi mise delicatamente la figa a contatto con le mie labbra della bocca.

 

Il profumo era meraviglioso. Mi eccitava moltissimo.

Stava già colando liquidi.

-          sei bella. Te l’hai depilata bene vedo!

-          L’ho fatto per te perché ho voglia della tua lingua sulle labbra e ho voglia di sentire la tua lingua esplorarmi. Voglio essere piena di te. Ti piace il profumo che ho messo?

-          Mi piace il profumo ed anche il tuo miele. Risposi

Iniziai a leccare le sue grandi labbra della figa passando la lingua lentamente nella parte interna senza avvicinarmi al clitoride. Con due dita allargai le labbra e con lentezza andai a leccare dentro la sua figa ma senza toccare il clito che cresceva sempre di più.

La sentivo gemere

-          Uuuuuuummmmmmmmmmmm! ……………siiiiiiii! Continuaaaaa….. oohh che bello! Mi stai facendo sciogliere. Sto colando. Mi sento tutta bagnata. Mi sto sciogliendo, mi stai aprendo, mi piace farti vedere la mia figa. Goditela.

Nel frattempo si era sempre di più abbassata sulla mia bocca ed io ne ero felice.

Si muoveva avanti ed indietro dimostrando il gradimento del trattamento che la mia lingua faceva al clito.

Io succhiavo il suo miele. Era così buono!

Dopo essersi agitata violentemente venne con uno spruzzo che andò a cadere nella mia bocca sempre avida di lei.

Si stese al mio fianco.

Ero in un mare di umori. Ero arrapata e non volevo guastare il momento chiedendo di godere.

Mirta si riprese chiedendomi:” vuoi venire anche tu?”

Non risposi ma allungai la mano destra verso la vagina e iniziai a masturbarmi la clitoride.

Misi la mano sinistra dietro la nuca liberando il mio corpo che si agitava per lo stato di eccitazione a cui ero arrivata.

Avendo lasciato il mio corpo a disposizione, Mirta iniziò a leccarmi i piedi e le gambe risalendo fin sotto le ascelle. Ogni punto del mio corpo era eccitatissimo; era sufficiente che mi sfiorasse con la lingua per godere il contatto.

Le mie dita volavano sul clito che aveva raggiunto dimensioni e durezza ragguardevole.

Lei si avvicinò ed iniziò a leccarmi l’interno delle cosce e passò lentamente a titillare il mio punto di massima goduria.

Come lo toccò delicatamente con la punta della lingua esplosi in un urlo che era l’espressione del mio stato.

Ero venuta.

Ansimavo ancora per l’effetto dell’orgasmo quando Mirta avvicinò le sue labbra alle mie per darmi un bacio profondo al gusto delle mia sbroda.

Mi accarezzò più volte finché non mi ritrovai soddisfatta e rilassata.

-          amore mio, vorrei farti provare un’altra esperienza amorosa. Mi disse

-          di che tipo.

-          Ora vedrai. Sei pronta? Urlerai di gioia ed io con te.

 

Dal cassetto del comodino, dove di solito teneva vari vibratori e dildo, estrasse due calze con cui mi legò i polsi agli anelli del letto a pancia in su, braccia e gambe divaricate, nuda, indifesa ed esposta al suo sguardo ed alle sue azioni.

Ecco a che cosa servivano!

Avevo notato gli anelli ma non sapevo per che cosa fossero utili.

Le mie braccia erano aperte, le ascelle a sua disposizione, i miei seni si erano sollevati mettendo in bella mostra i piercing sui capezzoli.

-          Ora sei a mia disposizione. Ti farò godere tanto, amore mio bello. Hai una riserva di miele vaginale incredibile ed è a mia disposizione.

-          Mirta, amore mio, fammi godere. E’ la prima volta che lo faccio e non so dove mi porterai ma verrò con te ovunque tu voglia.

-          Ora ti passerò una calza nera sul viso affinché tu non possa vedere ed io sarò libera di farti ciò che voglio e, vedrai, non te ne pentirai.

Dicendo ciò mi oscurò gli occhi.

Sentivo lei che armeggiava nel cassetto da dove aveva estratto le calze. Immaginavo i dildo ed i vibratori di cui ne possedeva una collezione.

Ne accese uno e iniziò a passarlo sulla clitoride.

La sua lingua salì dal collo verso l'orecchio in un tempo infinito. Quando vi giunse disse piano "Amore, sei la mia donna".

Il suo profumo mi faceva impazzire e il desiderio di sentirla godere era più forte di quello di godere a mia volta.

 

Iniziò a toccarmi i seni sodi, i capezzoli erano turgidi, pronti per essere succhiati, con la bocca scese sui capezzoli ed iniziò a succhiarli avidamente, mi piaceva questa cosa, ma nel frattempo ero turbata, non ero lesbica, ma le attenzioni di Mirta mi piacevano.

Mirta vista la mia reazione positiva fece scivolare la sua mano tra le mie gambe.

Ero eccitata, sentivo il profumo dei suoi umori che stavano fuoriuscendo senza controllo.

Cercò il clitoride, lo trovò era grande gonfio, con le dita cercò il buchetto e ci infilò l'indice.

Feci un sussulto di piacere, mi stavo godendo quell'avventura inaspettata.

Mirta iniziò ad andare avanti ed indietro con il dito facendomi un magnifico ditalino.

Con la bocca continuava a succhiare i capezzoli passando dal destro al sinistro senza fare torto a nessuno dei due; i piercing rendevano maggiore l’eccitazione e lei me li tirava per allungare il capezzolo. L’effetto fu una mia maggiore eccitazione e piacere; era quello che desideravo quando decisi di inanellarmi.

Poi si inginocchiò davanti e immerse il viso nella mia figa, iniziò a leccarmi la figa a lungo, prima partì dal clitoride giocando con il piercing che mi avevo applicato, poi scendendo sempre più giù fino al buchetto.

Ero un lago e gli umori di Mirta crescevano a dismisura, mi godevo quel servizi etto.

L’essere legata e il non poter vedere mi dava libertà di immaginarmi ciò che Mirta faceva. Mi rendevo conto che mi leccava la figa come fosse un gelato, con molta delicatezza ma allo stesso tempo con gusto, con le mani prese le grandi labbra della figa e le allargò, si scostò un attimo per vederla, poi riprese a leccarla, sta volta iniziò dalle piccole labbra, le leccava, le pennellava con la lingua.

Poi iniziava a succhiarle, si fece largo in quel buchetto e ci infilò la lingua, beveva tutti gli umori che producevo copiosamente, poi ci infilò due dita e iniziò a scoparmi stantuffando con le dita avanti e indietro, mentre continuava a leccarmi il clitoride

Io non riuscivo più a resistere e sentivo l'orgasmo salirle, lo sentivo crescere sempre di più fino a quando non venni.

 

Io ero persa ed eccitata, come nel nostro primo incontro, senza volerlo ammettere, avevo desiderato questo momento, la mia fighetta si scioglieva in un gorgo denso, dolce, vischioso e violento, sentivo la punta umida della sua lingua sulla mia passerina; mugolavo come una gatta in calore, non ce la facevo più ad aspettare. Ho allargato le gambe, ho spinto in avanti il bacino. Mirta ha messo le mani sul mio sedere, accarezzava e stringeva i miei glutei aumentando la mia eccitazione, muovendomi in fretta.

Improvvisamente sentii il fiotto caldo dei miei liquidi inondarmi la figa e sono stata sopraffatta da un orgasmo, travolgente come un’onda. Mirta mi ha chiesto “Allora bella puttana, ti è piaciuto? Su! Dimmelo! È meglio così che in piedi? Ammettilo che ti è piaciuto! Ho capito che sei una troietta, vedrai stanotte ti scoperò ancora, ti farò impazzire!”

Il linguaggio, che mai aveva utilizzato prima, mi eccitava ancora di più e mi sentivo sempre arrapata. Le braccia erano sempre legate agli anelli.

Ero alla sua mercé.

Mi passò la lingua sulla parte interna delle braccia facendomi eccitare nuovamente. Arrivò alle ascelle e li ebbi un altro orgasmo.

- solleva il bacino, ti metto un cuscino sotto.

 

Ora mi sentivo in una posizione più esposta.

Mi sollevò le gambe mettendone una sulle sue spalle e l’altra mi disse di piegarla e di allargarle.

Sentii qualcosa che mi toccava il buchetto posteriore. Era un dildo.

Mi piaceva moltissimo. Le sensazioni che provavo erano uniche.

Avevo provato qualcosa da sola infilandomi le dita e muovendole ma niente era simile a quel che Mirta stava facendo. Volevo che mi aprisse dietro, volevo sentirmi piena, volevo essere inculata.

Al centro commerciale by 1948

Con la mia amante siamo uscite per fare spese.
Mirta vuole che l’abbigliamento sia sempre inappuntabile anche se semplice
Ho pensato che per fare spese in un centro commerciale sia più che adatto indossare qualcosa fatto di stoffa leggera con forma attillata, una generosa scollatura e di lunghezza minima che aderisce alle mie curve evidenziandole e facendo risaltare i sinuosi i movimenti.
Quei vestiti mi fanno sentire nuda e devo indossarli senza niente sotto per evitare in estetismi, tipo il segno del perizoma o del reggiseno. Per dirla in poche parole: una seconda pelle che si può togliere in pochi secondi, senza dover manovrare cerniere, bottoni o altri legacci.
Mirta ha un negozio di abiti ma sono eleganti e molto raffinati. Però nel guardaroba è necessario tenere anche abiti di minor valore del tipo casual.
Passiamo da un negozio all'altro, scegliamo qualcosa da provare.
Entro in un camerino e rivolgendomi a lei in modo innocente ma sensuale
"tesoro, puoi venire un attimo dentro a vedere come mi sta?"
Il tono dell’invito è casuale. Io però ci ho messo un po’ di malizia nello sguardo.
Nei camerini solitamente c'è lo specchio ed anche uno sgabellino e generalmente sono chiusi da una porta o da una tenda.
Nessuno fa attenzione a quel che accade all’interno.
Così le faccio vedere come mi sta il vestito mi girandomi più di una volta affinché noti, da esperta qual è, tutti i particolari.
Ne provo diversi e nel gioco di vestirsi e spogliarsi c’è sempre qualcosa di stimolante.
Mirta si è accorta che ho voglia di lei perché la tocco con le mani e allungo i piedi per infilarli nei sandali facendolo nello stesso modo in cui lo eseguo quando ci amiamo.
Non è che non mi abbia mai vista nuda ma a lei fa sempre un certo effetto il mio corpo nudo. Inoltre, visto che lo spazio a disposizione non è molto sono costretta, con mio grande piacere, a strofinarmi su di lei per prendere un altro abito, oppure appenderne un altro.
Lei è seduta sullo gabellino.
Mi cade una gruccia e per raccoglierla gli metto il culetto vicino al volto.
Ovviamente non si può però stare dentro molto tempo. Mirta ne approfitta per eccitarmi dandomi delle leccatine fugaci.
Pensando che di negozi in una sera ne abbiamo visto tanti, un assaggino negozio dopo negozio, in tutte e due fa salire la tensione erotica.
Nell'ennesimo negozio, quando me l'ha leccata di nuovo, credevo di svenire. La volevo lì al momento e soffocare i miei sospiri, fatti a bocca aperta, mi ha dovuto tappare la bocca con la mano facendomi eccitare ancora di più.
Ero bagnata e Mirta mi ha asciugato prima con la lingua, gustandosi i miei sapori, poi,mentre ero appoggiata allo specchio, me ha infilato rapidamente due dita senza tanti complimenti.
Eravamo dentro da un po' troppo perché la commessa ha detto da fuori "allora signora come le sta?".
Ricomporsi in pochi secondi è stato difficile, comunque Mirta è uscita per prima ed io mi sono rimessa i pochi indumenti che avevo e sono uscita dal camerino.
L’eccitazione era evidente.
Faccia rossa per l’eccitazione, lo sguardo assatanato e i capelli per aria per il cambio continuo di abiti e, naturalmente, per altro.
Mirta mi ha detto: “Sei proprio buffa. Facciamo un break?
Alla fine ci siamo sedute ad un bar all’esterno del centro commerciale.
Stava per scoppiare un temporale settembrino, uno di quei bellissimi e violenti temporali di fine estate.
Sedute al bar ci guardavamo negli occhi.
Quello che leggevo nello sguardo di Mirta mi faceva salire delle vampate calde e umide tra le gambe da farmi pensare che con difficoltà mi avrebbero tenuto in piedi.
Poi è arrivata la pioggia accompagnata da lampi e tuoni.
Ci siamo riparate sotto un cornicione .
Ci siamo abbracciate e baciate mentre gli altri clienti si rifugiavano all'interno. La mia maglietta aveva preso qualche goccia di pioggia ed ora si vedeva che non indossavo niente.
Decidiamo di bagnarci un po’ e ci rifuggiamo scendendo una scala verso il basso. Fatti pochi gradini ci saremmo nascosti alla vista di chi poteva uscire sulla terrazza.
Da sotto con quel tempo e la notte che stava scendendo chi avrebbe potuto vederci?
Così appoggiata al corrimano, lui mi ha alzato la gonna e con rapidità e pochi colpi delle sue dita sul clito ho sfogato la tensione che era ormai era insostenibile.
Anche Mirta ha voluto la sua parte di sesso.
Le ho infilato le mie lunghe dita sotto la gonna.
Anche lei era nuda; la figa era bagnatissima.
Due dita scivolarono facilmente dentro ed il pollice era fuori a torturarle il clito già duro e sporgente.
Un orgasmo l’ha squassata. L’urlo l’ho raccolto nella mia bocca baciandola mentre raggiungeva l’orgasmo.
Fradice di umori sessuali e felici siamo rientrate nella nostra beatitudine avviandoci verso l’auto.

Pomeriggio sola in casa by 1948
Era un caldo pomeriggio estivo; Mirta era uscita per affari legati al negozio, io ero sola in casa, accaldata e annoiata. Giravo per casa in cerca di fare qualcosa ma senza voglia. Il caldo era afoso e mi toglieva le forze.
Indossavo una magliettina e gli slip, abbigliamento che usavo per dormire e per stare in casa.
Feci qualche telefonata in cerca di qualche amica con cui gironzolare in auto per la città deserta a cazzeggiare, ma le mie speranze non vennero esaudite.
Andai nella mia stanza per accendere l'aria condizionata, la temperatura era al minimo e indirizzai il getto su di me.
Finalmente un po' di sollievo!
Mentre il caldo si attenuava sentivo i capezzoli divenire turgidi sotto il continuo flusso di aria fredda proveniente dal condizionatore.
Istintivamente portai entrambe le mani a stringere ognuna un seno, mi accorsi che la sottile magliettina nulla aveva potuto contro l'insistere dell'aria gelida.
I piercing si vedevano venissimo in risalto.
I capelli tirati indietro e raccolti a coda alta mi davano l’impressione di una ragazza che ispirasse sensazioni sessuali al solo vedermi.
Nel camminare sculettavo stringendo le gambe. Mi piaceva sentire la pelle delle gambe sfregare. La fighetta era lì in mezzo ed aspettava.
Sono andata in bagno e per sedermi su uno sgabello. Ho aperto le gambe per guardare le mie parti intime constatando che di peli nell’inguine non ce n’erano.
Ho ispezionato anche la fighetta. Ho aperto le grandi labbra, ho tirato in su la pelle ed ecco che è comparso lui: il mio bellissimo ed amatissimo grilletto.
Una carezza anche a lui e già la voglia cresceva.
Allo specchio vedevo la mia intimità aperta e il grilletto che in pochi istanti era diventato grande e duro.
Sorrisi di me stessa coma dire che mi sarei soddisfatta tra poco.
L’aria fresca ancora non arrivava nel bagno perché la stanza vicina era ancora rinfrescata. Non potevo rimanere in piedi davanti il condizionatore, quindi contro il caldo serviva una bella doccia.
Avrei voluto stare in camera a farmi investire dal getto di aria fresca.
Mi spogliai completamente guardandomi allo specchio; ero veramente una bella figa. Pensavo che alcuni anni addietro odiavo quel corpo, ma la natura e gli ormoni avevano fatto delle modifiche su di esso e ormai ne ero pienamente soddisfatta.
Pensai "molte mie amiche mi invidiano e molti maschi mi desiderano",
Una volta aperta l'acqua legai i capelli per non bagnarli e con un sorriso compiaciuto mi infilai sotto il getto d’acqua. L'acqua tiepida sortì subito il suo effetto rilassante, avrei voluto non uscire più.
Appoggiai le mani alla parete tenendo la testa reclinata all'indietro e gli occhi chiusi per apprezzare maggiormente quel momento.
L'acqua cadeva sul mio petto e scorreva, scendendo, dai seni al ventre, per poi andare sull'inguine e ancora giù lungo le gambe.
In quello stato di piena estati, una mano si stacco dal muro e, seguendo il corso dell'acqua, andò dal seno al ventre e si arresto sul clitoride.
Cominciai a massaggiarlo delicatamente mentre allargavo le gambe per facilitare l’operazione, piegandomi leggermente sulle ginocchia.
Incurante dei disagi, spostai la testa sotto l'acqua per ricevere il getto sul viso, intanto iniziai ad aumentare la pressione e la frequenza delle passate sul clitoride, compiendo movimenti più veloci e più decisi mentre l'acqua scendeva lungo tutto il mio corpo.
Sentivo che il piacere cresceva e questo faceva aumentare ancora di più la pressione e la velocità della mano, finché non sentii l'orgasmo esplodere; era fortissimo.
Le sensazioni erano estreme; pensavo di svenire tanto era stato forte. Le gambe vibravano senza volerlo e non potei fare a mento di lasciarmi sfuggire un gemito di piacere.
Rimasi appoggiata al muro con la mano destra ancora avvinghiata alla figa finché il mio cuore non è tornato a battere ad un ritmo normale.
Dopo poco uscii dalla doccia soddisfatta e sorridente; avvolsi il mio corpo in una accappatoio ed i capelli in un asciugamano.
Così coperta tornai nella mia stanza, ormai rinfrescata, gettandomi sul letto spossata dall’orgasmo.
In quella posizione sul letto la fighetta è rimasta scoperta.
Nel vederla mi ritornarono in mente tutte quelle sensazioni meravigliose provate poco prima nella doccia.
Invece di ricoprirmi rimasi ad osservare le mie nudità.
I pochi peli che sovrastavano il monte di venere erano curati e perfettamente sistemati in un rettangolino; le grandi labbra erano rosa pallido e perfettamente regolari e il clitoride era diventato piccolo. Era delicato e era fonte principale del mio piacere.
In quel momento capii che non era ancora finita e divaricai le gambe il più possibile.
Mi tolsi l’accappatoio lasciare liberi anche i seni, così ricominciai a far danzare le dita sul clitoride e intanto con l'altra mano pizzicavo il capezzolo sinistro.
Mi accorsi che i miei umori colavano sulle gambe e sulle lenzuola; inarcai il bacino per ottenere il massimo del piacere.
Finalmente arrivò l'orgasmo tanto desiderato con la stessa violenza con cui era arrivato in precedenza emettendo un urlo soffocato, chiaro indice di un orgasmo raggiunto pienamente
Ormai sfinita decisi di potermi ritenere soddisfatta della giornata e mi addormentai spossata.
Mia cugina Valeria by 1948
Mia cugina Valeria è venuta ad abitare da noi da qualche mese perché sta frequentando l'università e mi ha chiesto se avessi la possibilità di ospitarla qui dove vivo con Mirta.
Alla richiesta ne fui entusiasta perché mia cugina è molto attraente e simpatica.
Ho chiesto naturalmente a Mirta il permesso, essendo questa casa sua.
Lei dopo aver visto qualche sua foto ne fu entusiasta. Mi assicurò che avremo avuto di che godere con quella ragazza. Era ovvio che si riferiva al sesso che avremo fatto con lei.
Qualche volta mentre scopavamo, trastullandoci con i nostri sessi e sgrillettandoci, pensavamo a lei e a quel che avremmo fatto con lei. La pensavamo adatta ai nostri desideri.
Ora è qui.
Passiamo interi pomeriggi a raccontarci pettegolezzi sui ragazzi di paese che conosciamo. Negli ultimi giorni siamo diventate sempre più amiche intime arrivando a raccontarci i nostri segreti più privati e personali.
Ieri mi ha detto che lei non ha mai trovato il ragazzo giusto perchè che sta cercando il suo lui ideale.
Mi ha confessato di essere vergine e che molte volte si è sgrilletata pensando a qualcuno.
“In paese, lo sai, ci si tocca al bar e, tra ragazze, lo si fa a casa di una di noi guardandoci l’un l’altra. Non ho mai fatto sesso con un ragazzo. Ho solo fatto solo petting. Appoggiare il cazzo alla fighetta è bello, ma ho paura ad averlo dentro. Vorrei perdere la verginità con un ragazzo sensibile che non vuole solo il mio corpo".
"Sono d'accordo con te, ma ci sono pochi ragazzi come li vuoi tu. In paese tutti vogliono sverginare la prima ragazza carina che trovano per poterlo raccontare agli amici“
Noto con piacere che mia cugina la pensa come me.
Lei ha tutte le caratteristiche per trovare un ragazzo che l'apprezzi e la voglia soddisfare sessualmente
In effetti, riconosco che io sono abbastanza carina, ma accanto a mia cugina sono davvero brutta. Lei è alta 1 metro e 69, preferisce indossare abbigliamento sportivo. E' davvero una ragazza con un bellissimo corpo, è alta e slanciata, ha le gambe lunghe e affusolate che terminano in splendide natiche sode e toniche, il suo ventre è piatto. Le sue spalle sono larghe ed il seno da terza misura.
"Sono sempre stata una ragazza bruttina fino all'età di 14 anni" diceva Valeria. Ora si è rifatta di tutti quegli anni persi.
Mirta ha un buon rapporto con lei. Ha cercato di sedurre Valeria.
Una sera, dopo cena Mirta mi ha baciato sulla bocca per affetto e per l’amore che ci lega. Valeria non sapeva del mio rapporto saffico ed è rimasta a bocca aperta per la sorpresa.
Sia io che Mirta le abbiamo spiegato che tra noi c’è un gran piacere sessuale. Le abbiamo detto che conviviamo, ma siamo libere di accoppiarci anche con i maschi.
Lei ha capito inizialmente solo alcune cose. Si vedeva che era interessata ai nostri discorsi e che si stava eccitando al solo pensiero. In effetti Mirta ha messo il dialogo in tono erotico e la stava facendo arrapare. Me ne sono accorta dai movimenti delle gambe, dai sospiri soffocati e da come apriva a vuoto le labbra della bocca nonché dai momenti di pausa che Valeria si prendeva; sembrava assorta con uno sguardo da sognatrice ad occhi aperti. Stava immaginando le situazioni descritte dalla mia amante.
Mirta parlava ed io le toccavo le gambe, il seno, le cosce e anche un piede perché aveva accavallato con le gambe.
Mirta si comportava nello stesso modo con me.
Valeria era indubbiamente sciolta. Non voleva darlo a vedere, ma sicuramente la sua figa era già colante.
Mirta ad un tratto si è levata in piedi, l’ha presa per mano e tenendo me nell’altra ci ha condotto in camera da letto; la nostra camera dove abbiamo combattuto tante battaglie di sesso.
Ha accarezzato Valeria, lisciati i capelli con le mani, passato i polpastrelli sui seni e sui capezzoli e poi le ha detto:
”vuoi vederci fare l’amore? Io ho tanta voglia di Francesca”
“Vorrei, ma mi sembra di essere un’intrusa qui con voi che vi amate” rispose Valeria.
“Se vuoi partecipare siamo felici di averti, se vuoi vederci siediti e guarda e fa tutto ciò ti senti di fare" Non ci disturbi… anzi!”
Valeria si è seduta sulla poltroncina del tavolo del trucco e noi abbiamo iniziato ad amarci baciandoci con la lingua in bocca. La voglia era tantissima. Le nostre lingue battagliavano per entrare nella bocca dell’altra. Le mani volavano e ogni tanto una parte dei nostri scarsi indumenti volava via lontano dai nostri corpi finché siamo rimaste nude.
Le mie mani sono andate sul pube di Mirta. Le ho solleticato il clitoride e lei è esplosa. Ha aperto e sollevato le gambe tenendole a compasso per fami vedere la figa e per mostrarla alla nostra spettatrice.
Valeria si era sollevata la maglietta ed aveva messo una mano dentro il pantalone morbido di una tuta da ginnastica. Dal movimento potevo capire che aveva la mano sul grilletto e stava godendo con gli occhi fissi su noi due.
Durante le nostre carezze, titillamenti, passaggi delle mani sulle nostre parti sessuali la guardavamo per darle maggiore eccitazione e per farle capire che lo facevamo perché lei godesse della nostra vista. Volevamo essere il set di un film porno.
Le mani mie e di Mirta si sono infine fermate sulle rispettive fighe e lì ci siamo sgrillettate e baciate; le dita volavano da dentro la figa al grilletto ben grosso e duro.
Un grido soffocato ci ha per un attimo fermato: era Valeria che aveva avuto l’orgasmo accompagnato da un lungo spasmo di tutto il corpo, con la testa reclinata all’indietro e le gambe irrigidite e allungate.
Ci siamo guardate in volto. Le nostre mani erano ferme lì dove si erano fermate nel momento in cui ammiravamo Valeria venire.
Rivolta a Mirta sussurrai: “ormai è come noi, non pensi?”
Mirta mi ha baciato profondamente arrapatissima ed ha ripreso con foga il lavorio interrotto facendomi venire e anche lei quasi nello stesso istante ha reclinato la testa all’indietro scuotendo i capelli. Un piccolo spruzzo in uscita dalla figa mi indicava che era venuta.
Sono scesa dal letto e mi sono avvicinata a Valeria baciandola sulle labbra. Lei ha ricambiato allungando timidamente la sua lingua contro la mia.
Che tenerezza! Era ancora inesperta, ma aveva trovato due maestre.
La spogliai lentamente ricoprendola di baci. La sua pelle tremava ed aveva il profumo della ragazza in calore che voleva scoprire il sesso.
Tenendola sottobraccio ci siamo avvicinate a Mirta che si stava riprendendo dall’orgasmo avuto.
Anche lei ha avvicinato le labbra e la lingua a quelle di Valeria tenendole con le mani la testa affinché potesse governarla e per farle capire che era nei nostri desideri.
La ragazza non si è tirata indietro e si è lasciata baciare a lungo prima sulle labbra poi con la lingua nella bocca.
Mi sono aggiunta anche io ed il bacio era a tre.
Valeria si stava aprendo al piacere del sesso.
Senza che io me ne fossi inizialmente accorta, Mirta le aveva già messo una mano sulla figa senza far entrare le dita nella vagina.
Valeria gradiva la mano calda appoggiata e spingeva il pube contro.
Mirta, da maestra di seduzione qual era, ha iniziato a sgrillettarla. Io mi sono inchinata per vedere il lavorio delle dita di Mirta sul grilletto di Valeria che era ridiventato grosso e duro.
Facevo da spettatrice all’azione delle dita. Mirta e Valeria erano sempre impegnate a baciarsi.
Mi sono messa alle spalle di mia cugina e le ho preso le mammelle fra le mani stringendole un po’ i capezzoli.
Le ho anche passato le dita sui fianchi facendole sentire l’azione delle unghie sulla pelle.
Sono partita dai capezzoli e sono scesa verso i glutei. Quando le unghie hanno graffiato la schiena, Valeria ha lasciato la bocca di Mirta, si è aggrappata a lei, si è agitata, ha scosso in avanti ed indietro la testa urlando che stava venendo.
L’abbiamo lasciata muovere liberamente durante l’orgasmo e l’abbiamo ammirata per come lo subiva.
Era bella. Una vera donna da mare e da montare.
Valeria si è, poi, abbandonata sulle lenzuola e noi ai suoi fianchi a coccolarla e complimentarci con lei per ciò che ci ha offerto.
Mia cugina Valeria 2nda parte by 1948
Non mi ero mai masturbata con tanta foga. Ciò che mi eccitava era Valeria perché era mia cugina. L’idea di un legame sessuale tra cugine mi stimolava, mi prendeva come se fossi ubriaca.
Portai l'indice della mano alla mia bocca per gustare il sapore della figa. Poi il dito medio ha strofinato il clitoride alternando il polpastrello al tocco leggero e duro dell’unghia perfetta. Me lo avevano insegnato i pochi ragazzi che hanno condiviso con me i primi giochetti erotici eterosessuali; mi facevano godere allo spasmo quando me lo facevano.
Ora lo stavo facendo io con il mio corpo. Erano mesi che non praticavo più l'autoerotismo perché avevo sempre Mirta a disposizione o qualche altra ragazza e meno facilmente qualche maschio.
Mi pentii di aver abbandonato per così tanto tempo quell'abitudine.
Il piacere che provavo era diverso, mi sembrava un nuovo tipo di piacere, forse l’avevo dimenticato.
Nel frattempo l'indice e l'anulare della mano hanno allargato le piccole labbra fino al massimo dell'estensione, mentre il medio iniziò ha preso a trastullarsi con il clitoride.
Le grandi labbra si sono allargate come non mai e pensavo a cosa ancora, dopo tutto quello che aveva inserito Mirta, ci sarebbe potuto entrare dentro.
L'indice della mano destra è affondato nella vagina allagata ed è entrato ed uscito lentamente. Poi ho aumentato il ritmo affiancando anche il dito medio.
La masturbazione combinata del clitoride e delle dita dentro la figa mi hanno fatto godere nuovamente.
Il basso ventre ha sussultato per gli spasmi precedenti l'orgasmo e dalla gola escono gemiti sempre più forti. Allora mi sono messa entrambe le dita nel profondo della vagina e ho iniziato a fare movimenti circolari e divaricandole all'interno. Lo strofinamento delle unghie dure sulle pareti interne della figa e il veloce movimento del polpastrello sul clitoride mi hanno causato un orgasmo culminato con una serie di gemiti soffocati e profondi. La felicità per l'orgasmo appena raggiunto era molta.
Erano passati alcuni minuti da quando avevo lasciato Valeria in soggiorno. Ho messo velocemente un asciugamano allacciandolo sul petto e coprendo il ventre.
Faceva molto caldo e mi piaceva girare per casa avendo l'asciugamano che copriva il mio corpo e che accarezzava la mie pelle.
Sono andata verso il soggiorno ma Valeria non c'era più.
Non mi sono stupita più di tanto dato che ero stata in bagno per parecchi minuti.
Le pratiche sessuali mi avevano portato via parecchi minuti. Sono andata in camera sua scoprendo che non c'era neanche lì. Ho proseguito per la camera mia e, non badando più a dove era andata mia cugina, mi sono denudata; è una cosa che faccio sempre.
Ho pensato che fosse uscita.
Osservavo come il mio corpo si era rilassato come non mai e la mia pelle si era distesa e rilassata.
Ho sentito dei rumori in casa ma non ci ho fatto caso.
Volto il viso e vedo Valeria con la coda dell'occhio sullo stipite della porta che mi osserva.
"Fai pure con tranquillità" le dico con un sorriso amichevole. Noto anche che Valeria si era cambiata.
Indossava una camicia bianca slacciata nei primi bottoni e senza reggiseno, una mini gonna provocante, calze autoreggenti e stivali.
"Non sapevo che ci mettessi così tanto tempo a farti una doccia. Di solito sei più rapida." mi ha detto Valeria. Che ha continuato con un tono provocatorio "cosa hai fatto? Ti sei masturbata?"
Non dato peso alle sue parole ma, dopo le sensazioni provate oggi pomeriggio, sono rimasta imbarazzata sotto lo sguardo di mia cugina.
Solitamente non mi da alcun fastidio vedere e farmi vedere da una ragazza ma oggi mi sento strana.
Mia cugina si allontana dalla mia camera.
Ora sono da sola ma la sensazione di disagio provata non va via.
Chiamo Valeria "Scusa ma ho dei pensieri in testa che non vogliono andare via."
Mentre concludo la frase vedo che mia cugina si sta spogliando. La mia eccitazione sale nuovamente alle stelle. La figa mi si sta bagnando ed il clitoride sta ingrossandosi ed irrigidendosi..
Dopo essersi tolta la mini gonna, vedo che Valeria indossa un minuscolo perizoma.
Guardo fissa la sua figa e il perizoma che è infilato tra le accoglienti grandi labbra.
"Il perizoma lo uso perché mi fa godere tanto, lo riesco ad infilare tra le labbra della figa e con i movimenti, soprattutto quando si balla o si corre, mi fa godere tantissimo.
Ora ho la figa eccitata dallo sfregamento ed il perizoma è bagnato fradicio della mia sbroda. Non ti vergognerai mica di queste cose! Se non ce lo diciamo tra noi a chi lo vado a raccontare?"
Per me questa è stata una sferzata di adrenalina. Ora sono pronta a fare sesso con lei.
Ho continuato ad asciugarmi e con la coda dell'occhio ho osservato Valeria ed il suo comportamento.
Era nuda davanti a me mostrandomi il suo splendido corpo.
Passandomi vicino, ha preso il perizoma.
"Lo vuoi per caso provare? O ti vergogni? E' un pò inzuppato, come ti dicevo, ma tanto siamo ragazze!"
Si è avvicinata nuovamente verso di me e sfiorandomi le gambe fino a raggiungere la zona più intima e privata e mi ha sussurrato nell'orecchio:
"Così puoi capire cosa provo solitamente io".
Il profumo dei suoi umori si stava spandendo nella camera e ciò mi stava eccitando oltremodo.
Indosso il suo perizoma e la prima sensazione è quella di bagnato provocata dalla sua figa. Non avrei voluto più togliermi questo indumento che mi dava un’eccitazione particolare.
Ho abbassato il mio corpo e osservandomi allo specchio posto sulla parete mi sono piaciuta con il suo perizoma.
“me ne comprerò anche io uno! Bello! Veramente bello ed elegante!”
Ora Valeria è davanti a me come mamma l'ha fatta sfoggiando il suo seno sodo e perfetto nelle forme, il suo bel sederino e la sua figa bagnata e depilata.
La figa era stata depilata e si vedeva che era liscia e vellutata anche nell’inguine.
Ho fissato con gli occhi quella zona del suo corpo:
"Anche questo ti fa godere?" indicando il suo perizoma indossato da me.
"Mi fa sentire libera e senza ostacoli quando porto SOLO la minigonna!!"
Mentre parlo con lei mi sdraio sul letto matrimoniale che Mirta ed io usiamo abitualmente per le nostre notti aprendo oscenamente le gambe ed offrivo a Valeria una visione porno di me. Era un invito a fere sesso con lei.
Valeria si è seduta accanto a me, mi ha baciato i capezzoli che sono diventati sempre più duri. Le sue mani sono scese sul ventre ed ho mantenuto le gambe larghe come la natura mi aveva insegnato appoggiandone una sullo schienale del letto e l'altra per terra.
Ero soprafatta dalle sensazioni preda del piacere e dell’eccitazione.
Il mio corpo era di mia cugina che mi faceva godere.
Mi sentivo una puttana.
Il perizoma, dopo pochi movimenti, si è infiltrato tra le mie grandi labbra ed è diventato un oggetto di goduria e piacere.
Valeria ha affondato la sua testa fra le mie cosce, portandomi al parossismo.
Ora sento la lingua di Valeria che, spostando il bordo del perizoma, affonda nella mia figa, esplora la mia intimità con delicatezza.
Mi agito in balia di lei, la mia figa è calda e bagnata.
Sono un fiume in piena; ora aspetto l’orgasmo per farle assaggiare la cascata dei miei umori.
Urlo perché non so più trattenermi.
Sto per arrivare all'orgasmo.
I nervi dei piedi sono tesi, i capezzoli turgidi e la gola arida.
Valeria morsica le labbra della mia figa.
Il trillo telefono interrompe le sue cure sul mio corpo.
E’ sua madre che ci raccomanda di non fare pazzie e a Valeria dice di comportarsi bene.
"Non ti preoccupare... Ci stiamo comportando bene. Ci stiamo curando a vicenda."
Rimettendo giù la cornetta Valeria mi ha guardato con libidine.
"Era mia madre e mi ha raccomandato di prendermi cura di te e te devi fare lo stesso con me."
"Non ti preoccupare, ci accudiremo a vicenda nei nostri bisogni"
Valeria ha ripreso la sua opera caritativa e di cura sul mio corpo e soprattutto sulle mie parti intime.
Godevo nel vedere il suo volto e il suo sguardo.
"Puttana!.. adesso ti insegno io a godere del mio perizoma!".
Ha continuato a baciarmi, stringendomi e morsicandomi i seni.
Una serie di scosse ha agitato il mio corpo.
Alla luce tenue del sole che passava tra le persiane i nostri corpi apparivano dorati.
Valeria si è fermata un attimo per togliermi il perizoma. E’ stato un dispiacere vederlo scorrere sulle mie gambe. Lei se lo ha portato al naso e ha respirato a pieni polmoni il profumo di sesso che emanava. Poi me lo ha fatto annusare. Ho sentito un odore pungente ma altamente erotico. Dopo averlo annusato me lo sono portato in bocca. Lo sentivo caldo e bagnato dalla miscela delle nostre sbrode.
Improvvisamente, di scatto, Si è alzata e si è diretta da cui è tornata con il mio rasoio usato solitamente per depilarmi. Avevo la strana impressione che oggi doveva cambiare il suo scopo. Mi sussurrò nell'orecchio:
"Stai tranquilla e fidati di me. Oggi proverai nuove emozioni e sensazioni."
Detto questo si ha sfilato le calze autoreggenti e mi ha legato le gambe alle sponde del letto e le braccia con le mie calze lasciate in bagno.
Ora la cosa diventava seria ed emozionante. Non sapevo ancora bene se mi sarebbe piaciuto ma decisi di godermi tutto fino in fondo.
"Ora ti faccio provare una cosa davvero eccitante e bella. Avere la fighetta tutta rasata e liscia come la mia."
In pochi minuti ha cosparso la mia zona pubica con la crema depilante e ha iniziato la depilazione. In 10 minuti ha ottenuto la mia figa come lei la desiderava. Anche le grandi labbra erano prive di peli.
Io tenevo la mia figa sempre depilata ma lei ha voluto ripassarla per godere maggiormente.
Alla fine mi sono ritrovata pulita e libera. Non avevo più la piccola peluria che mi nascondeva di poco la vista della mia bene amata figa.
Ha posato il rasoio su un comodino
Io sono lì alla sua volontà e desiderio, nuda ed illuminata dal sole.
Valeria ha aperto la sua borsa ed ha estratto un fallo di gomma rosa ricurvo.
Avevo già provato a masturbarmi con un fallo di gomma perché Mirta ne aveva una collezione che teneva in un armadio della stanza in cui ci trovavamo ora, ma valeria questo ancora non lo sa.
Io, quando c’è di mezzo il sesso non mi tiro indietro e l’ho lasciata fare.
"Rilassati e fai fare tutto a me".
Detto questo si ha messo un'estremità in bocca e la ha leccato bene. Subito dopo me lo ha infilato nella vagina che attendeva impaziente l’ingresso di quel bel giocattolo. Ha iniziato a farlo muovere avanti e indietro provocandomi un'eccitazione nuova mai provata. Tutto sembrava così bello che non pensavo ad altro che a quel grande fallo che entrava ed esplorava la mia femminilità allargandomi fino all’utero. Aveva delle dimensioni adattissime alla mia figa; sembrava fatto appositamente sulle misure della mia figa.
Era davvero bello.
Ora capivo cosa provavano le mie amiche quando mi raccontano dei loro giochetti erotici. Il fallo scivola dentro e fuori facendo il suo dovere ora che la mia figa era aperta come non mai.
"Stai godendo come nella vasca da bagno?" ha gridato Valeria.
Queste parole indicavano che mi aveva spiato nel bagno ed io che ero così presa dall'eccitazione che ci avevo fatto caso.
L’altra parte del doppio dildo lo ha inserito nella sua figa muovendosi con ritmi spasmodici. Voglio venire nuovamente. Urlo. Nessuno può sentirci... è bello gridare che sto godendo. Mi ha sollevato il sedere per impedir al dildo di venire fuori quando sarebbe stato il momento... Lo sento scorrere dentro di me... sento quel grosso "uccello" che entra nella mia tana. Finalmente arriva l’orgasmo e sono tutta una vibrazione, un sussulto, mentre urlo la mia felicità scaricando davanti a lei, che mi osserva e si gode il mio spettacolo, i miei succhi carichi di ormoni.
Mi assopisco leggermente e essendo venuta abbondantemente, mia cugina Valeria ha rallentato il suo movimento fino a bloccarsi in modo che il mio sesso si rilassasse. Non mi ero ancora ripresa che Valeria ha ripreso a leccarmi la figa godendo quell'eccitazione che ancora colava tra le mie cosce.
L’ho pregata di smettere. Per un attimo volevo soffermarmi ad assaporare quel piacere che scemava e che si sarebbe fissato nella mia mente come uno dei più bei ricordi ed anche come il miglior gioco con una ragazza.
Valeria andò in camera sua. Al momento non so il perchè.
E’ tornata con un tubetto.
"Contiene gel. Serve per lubrificarlo bene. Non mi sembra il caso di spaccarti la tua prima volta."
Detto questo mi lega alla spalliera i polsi e si allontana. Ora sto mostrando tutte le mie parti più intime e private.
La frase dice che mi vuole violare il buchetto posteriore
Mi divincolo per un istintivo motivo di libertà oppure per il piacere o per il piacere di essere sottoposta a qualche gioco particolare.
Lei ora indossa una cintura con il fallo rosa usato precedentemente. Valeria mette del gel su due dita e le porta al mio buchetto ormai ben esposto senza più pudore.
Io ero già stata aperta più volte da Mirta ed anche da altre amanti ma non spesso. Anche i ragazzi conosciuti nella piazzale della pizzeria usavano incularmi; non lo facevano spesso perché preferivo essere scopata nella figa. In ogni caso non mi rifiutavo.
"Ti prego fai piano e fammi godere"
E’ a questo punto che Valeria fa entrare con delicatezza nel mio buco il fallo di silicone. Una nuova sensazione si espande in tutto il corpo. Quel grosso dildo è entrato nell'unica parte ancora poco esplorata dai mie giochetti intimi e solitari.
Sento che mi allarga, mi piace, mi da la sensazione di essere piena.
Non avevo mai preso un dildo così grosso. Quelli di Mirta erano forse più lunghi ma più sottili. Ora questo mi stava allargando e lo sentivo nell’intestino ma la sensazione era che mi dovesse arrivare fino allo stomaco. Mi sentivo impalata.
Lentamente Valeria comincia a chiavarmi come un vero ragazzo. Poggia le mani sul bacino e si aiuta per farmi godere di quello che per lei è un nuovo giochetto.
L'eccitazione sale fino allo spasmo. E' qualcosa di nuovo per me ma non vorrei farlo finire mai.
Mia cugina rallenta il ritmo per farmi assaporare fino in fondo quella sensazione mai provata.
Rallenta nuovamente ed ora posso constatare le dimensioni effettive del fallo.
Le mie pareti lo avvolgono tutto fino a stringerlo e la lentezza di Valeria mi fa godere come non mai.
Ogni tanto si ferma improvvisamente ed io sembro una bambina a cui hanno tolto il suo gioco preferito.
"Continua fino a spaccarmi il mio buco del culo! Allargamelo ancora! Ti voglio sempre dentro!" le urlo.
Ha capito subito le mie parole perché ed in pochi secondi sento l’oggetto che è dentro di me muoversi velocemente. Mi sembra di sentirlo in gola.
Vengo.
Anche mia cugina sembra venire.
Senza togliermi quel grosso arnese dal mio sedere, mi slega i polsi e le caviglie.
Il dolore che provo è immenso ma è anche pieno di goduria. Mi sollevo ma le gambe per un attimo cedono.
Il dildo è sempre nel mio culo e sporge oscenamente. Sento tra le natiche l’estremità che di poco fuoriesce.
Ho gli occhi socchiusi inebriata dal piacere che sto provando.
Valeria cammina anche lei barcollando e sfiorandomi il corpo.
Mi fermo e spingo più a fondo il cazzo rosa che ho dentro.
Sento l'ano totalmente anestetizzato.
Facciamo il giro della casa. Il piacere che sto provando è nuovo e immenso. Vorrei provarlo con Mirta.
Ritornate in camera Valeria si sdraia sul mio letto e si accarezza la sua figa depilata mentre io la raggiungo. Mi sdraio sopra di lei nella posizione del 69, quella preferita da Mirta.
Inizio a leccare i suoi prodotti che colano dalle sue grandi labbra. Sono gustosi e caldi.
Nei miei sogni privati che ho sognato con Mirta c’era il gusto di assaporare il succo della passione di mia cugina.
Valeria ricambia e fa lo stesso con la mia figa.
E' una doppia goduria.
Veniamo ancora senza ritegno urlandoci in viso il piacere che ci procuriamo.
Dopo esserci riprese ci rivestiamo.
Decido che fino a questa notte porterò gli indumenti di mia cugina. Il suo perizoma non sarà lavato fino a domani.
Stasera me lo sono messo per andare in palestra. Me lo sono infilato tra le grandi labbra per sfregarmi ed eccitarmi il più possibile.
Il tardo pomeriggio, invece, siamo uscite tutte e due con una minigonna corta e senza mutandine ne perizoma. L’aria ci accarezzava le parti intime; quelle che in mattinata hanno goduto fino allo spasimo.
Mirta mi chiede un maschio by 1948
Il 14 settembre è il mio ventitreesimo compleanno.
La mia amante Mirta ogni anno fa festa. Vengono tanti amici ed amiche ed ognuno di loro, come da consuetudine porta un regalo.
La festa è anche una cena a buffet sul l’ampio terrazzo di casa di Mirta.
Le persone sono tutte molto eleganti. La festa è orami diventata un ‘must’ per la città. Per ragioni di spazio vengono invitate non più di 30 persone.
Gli uomini erano tutti molto belli. Io ero vestita con un abito bluette lungo con spacchi laterali e grande apertura nelle spalle fino alla schiena, indossavo i più bei gioielli che avessi e qualcuno melo prestò Mirta. In particolare mi piaceva la collana prestat da Mirta che scendeva sulla schiena. Il movimento del metallo prezioso sulla schiena mi dava i brividi. Sul davanti niente se non una catenina che univa i piercing dei capezzoli; della catenina si vedeva solo la parte centrale. Il vestito mostrava la rotondità delle mammelle facendo capire che non c’era reggiseno che sostenesse qualcosa. La catenina era quindi obbligatoriamente applicata ai capezzoli.
I capelli li ho intrecciati in una coda che ho abbellito con dei brillanti e li ho fermati con un gioiello splendente.
Le unghie delle dita dei piedi (che io curo moltissimo) le ho tinte con un colore rosa molto chiaro. Alle dita delle mie mani indossavo degli anelli artistici creati da un gioielliere artigiano molto bravo.
Biancheria intima? Niente. Sotto il vestito totalmente nuda.
Scarpe da 17 cm con zeppa e tacco altissimo. Mi sentivo in paradiso. La mia figura, già di per se slanciata, ora lo era molto di più.
Mirta mi ha presentato tante persone tra queste molte donne bellissime di cui almeno due me le sarei fatte sede stante. Mi son chiesta se fossero lesbiche o bisex.
Di maschi ce n’erano tanti alcuni single, gli altri avevano le compagne. Chiaramente, per non dare molto nell’occhio, ho frequentato i maschi; uno sposato mi piaceva da morire. Il suo modo di parlare, gli argomenti, il suo modo di gesticolare, il suo look mi eccitavano. Per me lui era una calamita.
Mirta era vestita in bianco, anche lei con spacchi laterali, niente biancheria ma solo calze velate bianche. Quando le ha indossate mi sono eccitata. Ai piedi sandali argentati altissimi (quasi non riusciva camminare).
Le spalle erano scoperte ma non la schiena.
Capelli ben pettinati e lasciati sciolti.
Rossetto rosso scuro
Pochi gioielli tra cui un bel bracciale rigido al polso, una collana di perle al collo ed orecchini di perle alle orecchie.
La serata fu veramente bella e piacevole. Mi sembrava di essere in un party come si vedono in Beautiful.
Finita le festa tutti gli invitati andarono via, e con il mio amore passammo in rassegna tutti i regali che avevo ricevuto da amici e parenti.
Ci che mi meravigliava era che non avevo ricevuto alcun regalo da lei. Pensai che sicuramente mi aveva riservato qualche sorpresa. Lei era solita fare così. Voleva sempre stupirmi.
- aspettami un attimo qui sul terrazzo, torno subito.
Dopo qualche minuto si presentò con biancheria intima succinta ed uno pacchetto regalo tra le mani. Vederla avvicinare a me in calze autoreggenti bianche, perizoma a strighe argentate, svegliò immediatamente i miei sensi.
- Questo è il mio regalo. Aprilo e dimmi se ti piace.
Aprii il pacchetto e con grande meraviglia vidi che il contenuto era un dildo di gomma di discrete dimensioni corredato di due membri ed una cintura che poteva essere utilizzata per allacciarlo in vita.
- Questo è un regalo per te, non per me.
- Sbagli. Da mesi mi chiedi di penetrare il mio orifizio più stretto e mi sono sempre negata. Stasera sarà tuo voglio godere anch’io.
Indicando e maneggiando il doppio dildo
- Questo dovrai agganciarlo in vita per scoparmi contemporaneamente anche in figa.
Non aveva mia parlato con toni così sboccati. Forse era il vino che aveva bevuto che le faceva dire certi termini che avevano anche un senso di arrapamento totale della donna.
Così nel giro di pochi istanti, mi ritrovai nuda anch’io li sul terrazzo, all’aperto. Ci potevano vedere e certamente sentire i nostri lamenti d’amore.
Ci baciammo per non so quanti minuti. La sua bocca era profumatissima e baciarla era un gusto a cui non volevo rinunciare.
Mi staccai da lei per un attimo e sculettando a causa dei tacchi altissimi andai in camera da letto a prendere del gel.
Al ritorno ci abbracciammo e con entrambe le mani avvicinammo le nostre teste affinché le bocche fossero vicine e non si staccassero durante il lunghissimo bacio.
Allungai le mani per vedere a quale stato di eccitazione era arrivata. Altrettanto faceva lei con me.
Mi allontanai da lei per indossare velocemente lo slip con i dildo.
Dopo un pò di preliminari sul buchetto e sul clitoride, lubrificai il suo buchetto con un po’ di gel.
La feci voltare e mi avvicinai a penetrarla.
Il buco era strettissimo. Nonostante il gel stentava ad entrare.
- Piano, amore, mi fai male ma lo voglio dentro. Continua lentamente finché si apre. Abbi pazienza. Mi duole ma mi piace. Dai continua. Tu stai godendo? Io sono molto arrapata. Non vedo l’ora che sia dentro. Mi voglio sentire piena.
Lentamente ma continuamente spingevo e il suo fiore si apriva. Infine improvvisamente entrò nel suo intestino.
- Ohhhh, amore! Lo sento. Che bello! Finalmente ci sei riuscita! Ti amo tanto. Mi sento larga. Muoviti piano. Fallo uscire leggermente. Siihhhh. Ancora dentro. Dai! Lo voglio dentro.
- Vuoi che ti metta l’altro nella figa?
- Si uhhh! Che bello. Sto godendo tanto. Mi piace che mi allarghi. Mettimi l’altro nella figa. Voglio avere una doppia penetrazione.
-
Così presi l’altro dildo di silicone la penetrai in figa.
Cominciò a bagnarsi sempre di più ed i suoi muscoli iniziarono a rilassarsi e ad aprirsi al punto tale che dopo qualche tentativo il cazzo finto iniziò a scivolare facilmente dentro il suo sfintere.
- Che sensazione meravigliosa!
La sensazione fu meravigliosa. Sentire il suo buco stretto mi eccitava molto mentre sentivo lei godere come una vera femmina penetrata in entrambi gli orifizi. Le mancava solo un cazzo in bocca e sarebbe stata al completo.
- Sbattimi forte, dai, fammi male
Stantuffavo il dildo sempre più in fondo al suo intestino.
Continuò così fino a che il piacere arrivò al parossismo e con un urlo venne.
Il movimento e l’eccitazione di vedere la mia fidanzata con i due buchi occupati, il vino e lo champagne bevuto, l’aria fresca, gli abiti, i nostri corpi bellissimi, l’atmosfera che ci circondava, mi ha creato uno stato di eccitazione e voglia di venire incredibile.
Il dildo mi trasmetteva le sensazioni della figa di Mirta.
Infine ebbe un orgasmo e le sue contrazioni amplificarono la mia sbrodata.
Dopo quella sera ci ritrovammo spesso a giocare con questo nuovo giocattolo.
Una sera, mentre scopavamo, le scappò la frase
- Ne vorrei uno vero, uno che mi sborrasse addosso insieme a te
La frase mi colpì molto. Talvolta quando non la penetravo, contemporaneamente, usava l’altro dildo in bocca come per simulare un pompino. Aveva proprio voglia di farsi scopare da più uomini. Non sapevo se proporglielo o meno.
Mi feci coraggio
- Ti faresti scopare veramente da me e da un altro contemporaneamente? E’ una cosa che desideri? Ti eccita molto l’idea?
Lei mi guardò incredula
- Si, cara! Non so come dirtelo, ma è una mia fantasia molto frequente. Non è facile ammetterlo, perché mi fa sentire un po’ puttana, ma quando scopo con te, vorrei un uomo ….. a volte anche due ….. che mi aprissero da tutte le parti. E’ come se volessi sentirmi usata, violentata da più persone
Me lo disse vergognandosi un po’ per questo suo desiderio in modo da non sollecitare un’eventuale sentimento di gelosia in me.
Doppia coppia by 1948
Ormai è da tempo che sono l’amante di Mirta.
Non ho più visto Angelo ne Forica.
Bianca avendo figli e il negozio, dopo avermi introdotta al piacere sessuale, mi aveva lasciato nelle buone mani della mia amante.
- stasera ci hanno invitato due nuovi mici in pizzeria. Mi disse Mirta.
Partimmo da casa per dirigerci verso l’appuntamento, ancora avevamo da fare oltre 30 km ed il percorso aveva dato tempo ai nostri sessi di eccitarsi.
Mirta indossava una gonna corta.
Io indossavo dei jeans a vita bassa ed una camicia aperta sul davanti che faceva vedere una catenella d’oro agganciata agli anelli dei capezzoli. Mirta era elettrizzata ed in auto apriva e chiudeva le cosce. L’eccitazione di vedere nuovi amici aveva sicuramente stimolato i suoi desideri e lo stava facendo anche con i miei.
Durante il viaggio le ho accarezzato le cosce andando con le dita a toccare la sua figa da sopra il suo perizoma. Le mie carezze erano gradite tanto che mi chiese di smettere o si sarebbe fermata per strada a violentarmi. Mi piaceva vederla soffrire e non volersi fermare in una piazzola per sgrillettarmi come sa fare.
Dopo circa mezz’ora siamo arrivati al piazzale di una pizzeria. Il parcheggio era un grande spiazzo illuminato scarsamente da lampioni messi hai bordi ed alcune zone restavano quasi al buio. Luogo adatto per incontri clandestini.
Scoprimmo che era un luogo di incontro tra coppie e coppie con singole persone. Nel parcheggio vidi che c'erano poche auto, pensavamo che fosse ancora era presto; in effetti gli avventori arrivavano dopo le 21.00. Parcheggiammo l'auto in una zona in penombra e dopo essere scesi ci avviammo verso la pizzeria.
Noi prendemmo una bibita ed uscimmo fuori sulla piccola veranda coperta in attesa che arrivasse la coppia con cui avevamo appuntamento. Da lì potevamo vedere tutto il parcheggio ed essere viste.
In una delle auto parcheggiate c’era una coppia, nelle altre due c’erano dei giovani maschi singoli.
Dopo qualche minuto che eravamo fuori, vedemmo entrare nel parcheggio un'auto che arrivando lampeggio le luci.
Mirta mi disse che questo era il primo segnale di riconoscimento.
Dalla BMW scesero una donna, che a prima vista pensavo avesse 30-35 anni, ed un uomo poco più grande di età. La donna era non magra con un seno notevole, penso una terza misura, con una mini molto corta ed una camicetta aderente che evidenziava le sue forme. Di viso non era bellissima ma senza dubbio aveva i segni della sensualità.
Lui vestiva sportivo e la sua figura di maschio era bella.
Nel complesso erano una bella coppia. Parlavano tra di loro e lei fumava nervosamente trattenendosi nel piazzale.
Notammo che lei dava dei frequenti sguardi nella nostra direzione. Anche Mirta la guardava e notai parecchio interesse nei suoi occhi, mi auguravo che fosse quella la coppia con la quale avevamo appuntamento. La donna si appoggiò al cofano dell'auto sollevandosi la mini gonna nera mostrando la scarsa biancheria intima bianca che risaltava nell’oscurità.
Era il secondo segnale di riconoscimento.
Avuto il secondo segnale ci avviammo verso la nostra auto per dare noi a loro il nostro segnale: Mirta si sedette anche lei sul cofano della macchina e, con fare deciso, si mise in modo tale che la sua già ridotta gonna risalì parecchio lasciando allo scoperto le cosce che se le accarezzò facendo risalire la mano all'interno delle cosce sfiorando l’inguine e andando verso la figa che già, a mio parere, doveva essere parecchio umida.
L’altra donna e il suo maschio, di cui ancora non conoscevo i nomi, da come mostravano i corpi si capiva subito che questi atteggiamenti erano quelli di una coppia esperta e non al primo incontro. Intendo dire che sapevano cosa desideravano e non si creavano problemi di esporsi.
Dalla nostra posizione si potevano ammirare le stupende cosce e l'intimo veramente eccitante che aveva la donna; era come se sotto non avesse nessun indumento. Alla modesta luce del lampione si potevano notare gli scarsi riccioli della sua figa uscire dal piccolo perizoma bianco che proteggeva la figa.
Poco dopo la Lei della coppia fece un sorrisino malizioso verso di noi che ricambiammo; con un cenno Mirta fece capire che erano loro la coppia che aspettavamo e che era il momento che si avvicinassero. La coppia raccolse l'invito e si avvicinarono con un sorriso di complicità.
Presentandoci abbiamo saputo che lei si chiamava Marta e lui Franco.
Ci dissero che avevano scelto quel posto, per il nostro appuntamento, perché alcune coppie amiche lo avevano indicato. Ci spiegarono che erano scambisti da moltissimi anni.
Si iniziò a chiacchierare e notai che spesso sia Mirta che Marta incrociavano i loro sguardi e si vedeva in tutte due un certo desiderio ed una certa voglia. Anche da parte mia guardavo Marta, in particolare mi eccitavano quei finissimi riccioli che circondavano la figa e che lei mostrava con sfrontatezza e senza porsi problemi.
Marta è una di quelle donne che sanno cosa vogliono e agiscono senza porsi problemi di pudore con un'eleganza ed uno stile non volgare, ma intrigante. Anche Mirta faceva parte a quella categoria.
Chiacchieravamo e Marta raccontava degli ultimi incontri, sia con coppie che con singoli. Si parlava dei nostri rispettivi gusti sessuali.
Queste erano le coppie che io e Mirta amavamo incontrare: decise, senza inibizioni e senza alcun problema dal lato sessuale.
Il ghiaccio ormai era rotto. Le difficoltà della prima volta erano superate.
L’auto dei due giovani che avevamo visto nel parcheggio accese le luci.
Ci fu un'interruzione nei nostri discorsi perché gli abbaglianti ci illuminarono. Anche questo era un segnale.
Dall’auto scesero due giovani sui 30 anni; uno non doveva avere più di 30 anni, l’altro era quasi un ragazzino che poteva avere la mia età.
Riprendemmo a chiacchierare e nel mentre Marta e Mirta ripresero guardarsi. Dall’espressione dei loro volti capii che avevano avuto la stessa idea. Le due donne, sicuramente, pensavano di allargare il gruppo. Tutte due sembravano che si conoscessero da anni.
Erano due vere maialine vogliose e senza inibizioni, erano calde e dolci, ma nello stesso tempo provocanti e sensuali.
Il caso le aveva fatte incontrare; è vero che Dio ci crea e poi ci accoppia.
Dialogavano fitto fitto.
Franco parlava con me chiedendomi come passassi la giornata e mi disse che lui era un cuckold. Gli piaceva vedere la sua donna amare altre persone. Mi spiegò come arrivò a quello stato.
La sua voce era sensuale, mi eccitava e non riuscivo a tenere le gambe accavallate perché volevo godere. I discorsi di Franco erano sempre più espliciti e carichi di sesso.
Lui oltre ad essere un cuckold gli piaceva montare altre femmine.
Mi disse che lui partecipava attivamente agli incontri anche facendosi scopare sia maschi che femmine. Nel frattempo lanciava sguardi sempre più espliciti dentro la mia camicia perché la catenella mi disse che lo intrigava e lo eccitava; non vedeva il momento di ammirami nuda per potersi godere il massimo del piacere.
Mirta e Marta parlavano ancora e si erano avvicinate. Marta mi sono accorta che lanciava sguardi nella scollatura di Mirta cercando di capire la dimensione del seno e dei capezzoli.
Sicuramente Marta era stata a letto con decine di uomini, di Mirta ne ero sicura.
Si notava ad occhi chiusi che avevano profondo l'istinto innato per il sesso e la voglia di provare sempre nuove emozioni.
I giovani maschi si sedettero anche loro. Uno di loro mi piaceva e se l’avessi avuto sotto mano me lo sarei fatta.
In particolare il più giovane era più nervoso, mentre l’altro era più tranquillo. Era una spettacolo vedere Marta e Mirta le una accanto con le cosce che si sfioravano mentre parlavano allegramente e ridevano.
Marta con fare disinvolto, ma studiato, accarezzò le cosce di Mirta che ricambiò notando che dai loro visi traspariva desiderio e voglia. Si leggeva benissimo nei loro volti la voglia di far.
Anche i giovani si accorsero dei gesti.
Io e Franco assistevamo al gioco e ne stavamo diventando complici.
I nostri due sguardi erano diretti ai due ragazzi che erano eccitati dall’atteggiamento di Mirta e Marta.
Mirta si accorse dei loro sguardi e, con fare deciso, toccò Marta che si girò anche lei nella direzione dei giovani.
Gli sguardi sensuali delle due donne si incrociarono con quelli dei due ragazzi. Vidi Mirta e Marta sorridere nei loro confronti in modo invitante e senza dubbio la cosa fu ben accetta dai giovani che ricambiarono il sorriso. Con disinvoltura Marta li salutò con un cenno. Non avevo mai visto tanta sfrontatezza e tanta sicurezza di se in una donna, ma neppure Mirta fu di meno dell'amica.
Anche Mirta sfoderò un sorriso che era tutto un programma in quanto a sensualità. I giovani si fecero coraggio e si avvicinarono prima con una certa titubanza poi con decisione. Il più grande salutò, presentandosi, si chiamava Marco. L'altro Andrea era studente universitario al 3° anno di ingegneria. Ci dissero che avevano casa a poca distanza da lì e che spesso ci venivano la sera quando erano liberi da impegni sia a mangiare una pizza e anche ad incontrare coppie.
Mirta e Marta divoravano, come d’altra parte facevo io, con gli occhi i due giovani.
Anche Marco ed Andrea non erano certo immuni alle grazie delle due calde donne. Poco dopo ci chiesero se avessimo impegni particolari per la serata.
Mirta e Marta si affrettarono a dire che non c'erano particolari programmi e che ci eravamo conosciuti là quella sera.
Andrea ci propose di andare nel loro mini appartamento a prendere qualcosa e passare la serata. Fummo tutti d'accordo. Usando una sola auto seguimmo quella dei due giovani. Arrivammo dopo pochi minuti alla loro abitazione lontana pochi minuti dalla pizzeria. L'appartamento era al piano terra ed era composto da 2 camere con grande salone che faceva anche da cucina dove c'erano delle poltrone e dei divani. Ci accomodammo; Mirta e Marta si sedettero al centro del divano io e Franco ai lati. I due giovani ci offrirono un drink e dei dolci. Sia Marta che Mirta erano eccitate e divennero sempre più provocanti.
Marta si alzò dal divano, e come se fosse la cosa più naturale del mondo, si sedette sulle ginocchia di Marco come se fossero vecchi amici cingendogli le braccia sul collo.
Marco inizialmente rimase sorpreso della sua azione, ma riavutosi stette al gioco e con sicurezza la cinse per i fianchi e la trasse su di se.
Franco osservava la scena mettendomi una mano sulle gambe e risalendo lentamente verso l’inguine.
Avrei voluto essere nuda per sentire meglio la sua mano.
Marta passò la mano sul membro di Marco che aveva i pantaloni ancora chiusi. Mosse le dita per constatare la durezza e con un gridolino di piacere gli fece notare la cosa.
Marco ricambiò la mossa accarezzando Marta sul seno. Non aspettava altro la maialina; si voltò e lo baciò a lungo accarezzandogli il sesso.
Poi inginocchiatasi davanti a lui gli slacciò i pantaloni e inserì la mano negli slip portando alla luce un membro molto grosso e lungo che iniziò a baciare ed accarezzare.
Intanto Mirta si tolse la gonna e ricevette le carezze e le mia attenzioni, di Franco eccitatissimo e di Andrea.
Marta si era sdraiata sul tappeto a gambe aperte mostrando la sua stupenda figa mentre Marco la masturbava con cura; lei ricambiava con profonde leccate sul membro.
Mirta vide Marta per terra e si mise in ginocchio iniziando ad accarezzarle la figa. Poi chinatasi iniziò a leccarla. La sua lingua giocava come una forsennata con il clitoride di Marta che mugolava dal piacere.
Marta con la bocca libera e la figa occupata da Mirta cominciò a succhiare i membri di Andrea e Franco.
La situazione si faceva sempre più eccitante.
Marco e Andrea avevano dei cazzi fuori del comune. Marco lo aveva di circa 28 cm e grosso.
Marta adorava quel cazzo mentre lo leccava e cercava di metterselo in bocca. Sicuramente pregustava il momento in cui lo avrebbe avuto nella figa.
Andrea lo avevo meno lungo di Marco circa 24cm, ma molto più grosso.
Mirta, nonostante tutta la sua esperienza saffica, di cazzi ne aveva preso a centinaia ma stavolta non riuscì a metterselo in bocca, non gli entrava.
Andrea andò in camera da letto e portò dei preservativi che Marco usò con Marta.
Infatti la mise alla pecorina penetrandola. Assistemmo tutti alla penetrazione e sentimmo la porcellina urlare dal dolore e dal piacere ma subito dopo incitarlo a scoparla con più forza.
Mirta eccitata s'infilo sotto di lei, tra le gambe, leccando Marta sulla fighetta gocciolante e nello stesso tempo godendo a sua volto dello stupendo membro di Marco che entrava nella figa di Marta.
Membro che periodicamente passava nella gola di Mirta, che succhiava gli umori mentre Franco la scopava nella figa. Era una scena stupenda ed era eccitante vedere le due porcelline cercare di giocare con tutti senza darsi tregua.
Ad un tratto un urlo echeggiò per tutta la casa, era un urlo disumano, Andrea aveva inculato Mirta che urlava per il dolore e lo incitava a toglierlo, ma nello stesso tempo spingeva verso di lui perché potesse entrare meglio. Si sentiva spaccare il culo, cercò di svincolarsi ma le mani forti dell’amante le tenevano ben stretti i polsi.
Improvvisamente Andrea diede un'ultima poderosa spinta penetrandola fino in fondo, incurante delle grida di dolore della donna.
Rapidamente il dolore di Mirta si trasformò in piacere. La scopò fino a quando riuscì a trattenere lo sperma.
Tolto il cazzo dal culo, fatta voltare Mirta con il viso verso di lui e tolto il preservativo, le scaricò in faccia una sborrata che io non avevo mai visto sia per quantità che per potenza degli schizzi.
Il tappeto per i primi giochetti poteva andare bene, ma certo non era il massimo come comodità, quindi ci trasferimmo nella camera da letto dove i giochi ripresero con maggiore intensità.
Mirta desiderava essere scopata da Marco e cominciò a leccarle il membro che sprofondava nella sua bocca come fosse un’espertissima pompinara.
Poi si sollevò e con decisione si sedette sul suo cazzo che sprofondò completamente nella sua figa ormai fradicia di umori. Iniziò a cavalcarlo come una forsennata. Nel mentre sia io sia Franco stavamo facendo una stupenda doppia con Marta, mentre Andrea lo dava in bocca a Mirta.
Io mi ero tolta il jeans e la camicetta. Il mio perizoma era in piccolo triangolo di seta che copriva a malapena la striscetta di peli sopra il pube. Il resto errano due laccetti neri che andavano verso i glutei.
Franco mi guardava e mi toccava. Ansimavo e godevo delle sue mani. Lo ecitavano i piercing ai capezzoli. Me li tirò e come sempre fu una sensazione che mi arrapò più del solito. La mia figa era bagnata e pronta a riceverlo. Lui si mise dietro di me, prese le mie mammelle tra le mani e le palpò come se dovesse mungermi. La catenella attaccata agli anelli dei capezzoli rimase sospesa. Era bello che me lo facesse un maschio. Sentivo il suo cazzo tra le natiche e lui conscio di ciò pensava che non era solo lui l’unico protagonista di quella scopata che avveniva come atto liberatorio dell’eccitazione che la situazione complessiva aveva creato.
Quella scopata stava rivelandosi liberatoria anche per me che stavo godendo e anche molto, certamente non soffrivo e non subivo, ma ero parte attiva in quel rapporto quasi animalesco.
Franco, intensificò ancora di più il suo modo di essere maschio, accelerando come un ossesso, pensando di essere ancora più duro verso di me, mi creò un orgasmo accompagnato da parole ad alta voce e da un urlo che si perse in quella casa e probabilmente anche fuori di essa, mentre in me esplodeva con tutta la sua potenza il getto di sborra.
Anche Marco volle provarmi.
Affondò in me il suo membro e capì subito che stavamo giocando in due.
Ogni volta che arretrava avvertiva il mio sesso completamente bagnato, aumentò ancora di più il suo ritmo che, esaltava stimolandola ancora di più, la mia intimità prolungando quello stato che diventava di interminabile piacere.
Nel momento in cui Marco faceva uscire il suo cazzo quasi fuori dalla mia intimità in tumulto, facendo restare il suo glande sulle labbra all’ingresso della vagina, ricevette uno schizzo dei miei umori che dimostravano il mio godimento, sporcando e bagnando tutto il suo inguine, lubrificando ancora di più la sua carne che mi stava dando così tanto piacere.
Inconsciamente cercò di tappare quella fuoriuscita, come se volesse bloccarne l’uscita di quel liquido e di conseguenza l’orgasmo stesso, in un tentativo vano di crearmi della sofferenza in quel momento di estasi e piacere.
Preso dalla libidine tolse il suo sesso che faceva da tappo alla mia figa e, ricoperto dei miei umori, cambiò repentinamente il suo obbiettivo, puntandolo decisamente contro la mia seconda apertura; puntò il suo glande e quando fu sicuro di averla centrata, spinse il suo cazzo durissimo facendo penetrare in un attimo tutta la sua cappella.
Era da tempo che non venivo chiavata in culo.
Mentre godevo pienamente mi sentii trafiggere in un momento in cui io ero completamente senza nessuna difesa. Ero in preda ad un piacere orgiastico dovuto all’accoppiamento di Mirta e Marta con gli altri maschi.
Io subivo con piacere la penetrazione che mi stava procurando una fitta lancinante e che sapevo essere portatrice di piacere.
La mia reazione istintiva fu quella di abbassare il mio fondo schiena, inarcando le reni e con un lamento sofferto spingere la testa all’indietro, ma così facendo agevolavo quella penetrazione, che si era interrotta per un qualche istante, ponendomi in una posizione più agevole per far sprofondare quel membro dentro di me in un sol colpo.
Marco raggiunse il fondo del mio intestino. Era un vecchio piacere che affiorava.
Non avvertii i suoi testicoli battere contro l’apertura della mia figa, ciò indicava che il suo cazzo era più lungo e doveva stare per un pezzo obbligatoriamente fuori.
Mi sentivo prigioniera in una morsa.
Anche se mi sentivo prigioniera, sentii le sue mani afferrare le spalle accentuando ancora di più quella posizione arcuata. Era una presa più stabile per spingere il suo cazzo ancora di più oltre quel limite come se volesse penetrare completamente dentro di me da quell’ingresso.
Iniziò una serie di spinte decise, in profondità che avvertivo come spazi enormi. Il suo cazzo era in effetti profondamente conficcato nella mia carne.
Ogni spinta procurava una sofferenza a cui reagivo con un lamento di piacere, sia perché non era mai successo di averlo così in profondità, sia perché le altre coppie che scopavano aveva generato una eccitazione. Ciò aveva anche causato un ingrossamento spropositato di quel sesso che stava solcando il mio intestino.
Quei lamenti si affievolivano trasformandosi lentamente in incitamenti di goduria.
Godevo e ormai ero completamente persa ed a voce alta, affinché gli altri mi sentissero
- Marco scopami dai scopami il culo più forte, fammi sentire quanto sono troia, spaccami tutta fammi sentire bene il tuo cazzo
Ciò significava che quell’accoppiamento veniva gestito anche da me, che io non ero passiva, anche se ero sotto di lui.
Anche lui dopo le mie parole riprese a muoversi nel mio culo per tutta la lunghezza del suo cazzo, pronunciando le sue oscenità in modo da eccitarsi maggiormente, ammesso che ce ne fosse stato bisogno, ma inevitabilmente eccitava in modo esasperato anche me
- bella troia ti do tutto il mio cazzo. Così non ne hai mai avuto, ti apro come nessuno lo ha fatto prima, sei una vacca, fatta solo per la monta, nessuno ti ha fatto godere così, dimmelo.
Con in un gesto rapido mi lasciò le spalle e mi artigliò le mammelle che, sotto i suoi colpi, oscillavano come quelle di una vacca durante la monta continuando a dire
- ssiiii! ecco ti mungo come una vacca, scopandoti. Tra un po’ ti riempirò tutta come tutte le vacche
Ricordandomi dov’ero e sapendo che nessuno poteva sentirci gridai il mio incitamento
- Siii! riempimi, riempi la tua troietta, sono qui per essere montata, riempi tutta la mia pancia, riempimela della tua sborra caldaaaa….., fammi vedere quanto sei bravo a farlo davanti alla mia amante.
L’effetto di tutto ciò fu immediato, accelerò i suoi colpi sempre più profondi, aggrappandosi al mio seno.
Io ero incredula per come mi ero espressa e di tutto ciò che era fuoriuscita dalla mia bocca come mai avrei immaginato.
Io che, ormai amante e mantenuta di lusso, senza pregiudizi puritani, mai avrei pensato pensato di esprimermi un giorno in modo così scurrile, sottostando a quell’uomo e ai suoi potenti colpi di cazzo nel mio culo, come una puttana. Era però vero che come le prostitute mi stavo offrendo ad un uomo che tutto sommato era uno sconosciuto; l’unica cosa che in quel momento mancava era che per quella prestazione non ero stata pagata.
Questo pensiero fece esplodere il mio secondo orgasmo. Era completamente diverso da quello vaginale ma che aveva una intensità di molto superiore e la sua intensità rappresentava comunque una novità per me. Stavo godendo con quella parte intima del mio corpo che mai avrei pensato potesse portarmi al piacere così intenso
Iniziai ad avere un tremito senza controllo che dimostrava come tutte le mie membra stavano godendo all’unisono e con un …”SIIIIIIIIIIIII… GODOOOO…..” venni senza ritegno come una maiala.
Le contrazioni del mio culetto e dell’intestino, che riprendevano quelle della figa, stimolarono il suo cazzo quasi come se lo volessero mungere. Le contrazioni lo stimolavano ancora di più e la conseguenza era che si irrigidiva e quanto più diventava duro, più le pareti del mio intestino aderivano a quel palo, questo bastò a far arrivare alla vetta anche il mio amante maschio.
Durante la monta che subivo con piacere vedevo Marta e non pensavo che avesse un culetto così aperto. Andrea entrò in lei senza problemi e la sentii vibrare dal piacere mentre Mirta le leccava il clito da sotto.
Franco si era messo davanti a Mirta.
Marta leccava il grosso cazzo di Franco formando un triangolo.
Franco entrò nella figa di Mirta e sentivo i suoi mugolii indice di godimento. Marta era piena di Andrea.
Eravamo al massimo dell'eccitazione le due donne erano veramente eccezionali di certo non si risparmiavano.
Franco era già prossimo a godere e lo disse a Mirta che si divincolò, tolse il preservativo al giovane cominciando a succhiare ed a leccare il suo membro.
Marta anche lei voleva partecipare al gioco e svincolatasi aiutò Mirta a leccare insieme il membro di Franco che passava dalla bocca di Mirta a quella di Marta. Erano due forsennate finché non vedemmo lui urlare dal piacere sborrando ed inondando il viso delle due maialine che si leccarono a vicenda la calda crema per non perderne nemmeno un goccio.
Anche Andrea, uscito dalla figa di Marta, si stava segando forsennatamente. Pochi istanti ed ecco che lo spruzzo arrivò accompagnato da un suono gutturale ed una agitazione a tutto il corpo.
Mirta mi invitò a leccare ed ingoiare la sborra. Era buona e calda. Mi piacque e la scambiai con la lingua con Marta.
Sarebbe lungo descrivervi tutta la serata restammo in quella camera fino alle due di notte e vi posso dire che alla fine eravamo veramente sazi di piacere.
Mirta e Marta raggiunsero l'orgasmo molte volte. Si accoppiarono più di una volta, fecero anche il sandwich con due maschi e lo feci anche io con mia grande felicità. Mi sentivo disinibita davanti a loro e non avevo difficoltà a mettere a disposizione il mio buchetti per avere e dare piacere.
Mirta in calore by 1948
Una mattina, dopo una notte in cui ci siamo amate come assatanate di sesso, con Mirta abbiamo fatto colazione dopo esserci fatta una doccia insieme in cui le nostre mani e labbra hanno finito il lavoro della notte precedente.
Abbiamo indossato la nostra piccola biancheria intima decisa vicendevolmente finalizzandola alle nostre fantasie erotiche. Io ho indossato un minuscolo perizoma con il triangolino celeste bordato con stringhe d’argento che proseguivano dietro e sulla vita, il reggiseno era a balconcino lasciando liberi i capezzoli. Mirta mi ha inanellato i capezzoli con barrette dorate le sui estremità tenevano due semicerchi anch’essi d’oro. Ho aiutato MIrta ad indossare delle calze nere a rete fitta sostenute da un reggicalze a catenina metallica argentata che le cingeva anche la vita; il reggiseno era in tessuto di raso nero con dei ricami argentati e anche un bellissimo perizoma che all’altezza del buchetto della figa aveva il ricamo di un drago realizzato il filo argentato.
Abbiamo indossato, io delle ballerine nere e Mirta delle scarpe nere tacco da 10 cm.
Poi la mia mante aprì il suo armadio delle ‘sorprese’ chiedendomi di scegliere per lei delle paline cinesi da tenere nella sua figa durante la giornata.
Pensai che volesse farle vedere alla sua commessa Erica (ragazza bisex) a cui lei, spesso, durante le pause del lavoro leccava la figa e veniva ricambiata.
Ci eravamo già truccate.
Ci siamo, poi, trasferite nel soggiorno cucina per fare colazione.
Dopo qualche istante di silenzio, davanti ad una bella tazza di cioccolata mi disse
“Al posto delle palline cinesi avrebbe voluto un maschio da cui farsi penetrare”
La voglia di essere femmina e passare da una situazione ad un’altra si presentò in lei.
Mi disse anche che,una volta tanto, voleva provare ad essere un po’ puttana ed un po’ schiava.
Voleva godersi un bel maschio.
Mi chiese, dato che ero giovanissima, di trovare un maschio che la montasse e che la facesse sentire totalmente femmina in sua balia.
Per trovarne uno adatto alle richieste di Mirta, nei giorni seguenti, contattai le miei amiche di sesso che mi dettero dei numeri di telefono. Dovetti dire che ero io l’affamata di sesso maschile e loro fra frasi ambigue e domande intime mi aiutarono. Ovvaimente verificai la disponibilità dei vari maschi e qualcuno non faceva al caso nostro.
Non era facile trovarne uno; mi sembravano fasulli.
Stavo per arrendermi e lasciare insoddisfatto il desiderio di Mirta, quando feci un’ultima telefonata prima di chiudere definitivamente con la ricerca.
Era un giovane di 27 anni. Al telefono mi fece una buona impressione. Parlava molto bene, sembrava molto discreto, intelligente, aperto a nuove idee e alla ricerca di sensazioni sessuali.
Non aveva mai fatto un’esperienza di rapporto a tre.
Concordammo di vederci e dopo aver scambiato quattro chiacchiere di persona, lo invitai a venire a casa e verificare la reazione di Mirta a cui lo avevo già descritto.
In quell’occasione lei si fece un ditalino davanti a me al solo pensiero del maschio che l’avrebbe scopata.
Quando lui arrivò, eravamo entrambe sedute sul divano.
- Io sono Sergio. Disse
- Ah! Sei tu. Il ragazzo conosciuto in chat da Francesca. Sei qui per bere qualcosa e fare quattro chiacchiere o per …… andare oltre, se è questo che vogliamo? Disse Mirta
Lui rimase stupito. Non capiva se si stesse scherzando o se facendo sul serio.
Era inebetito oltre che dalla proposta anche dal nostro abbigliamento. Io avevo dei sabot a tacco alto e Mirta dei sandali elegantissimi che avevano una fascetta vicino alle dita dei piedi e una cinturina sopra la caviglia. Il tacco era da 12 centimetri ed avevano 1 centimetro di zeppa.
I capelli di Mirta erano raccolti a coda di cavallo così come i miei.
Non indossavamo biancheria intima e neanche calze.
I nostri vestiti erano solo delle camicette da cui si indovinava facilmente lo stato dei nostri capezzoli, ed una minigonna a fascia che al solo sedersi si sollevava fino quasi scoprire la figa.
Mirta rimase sorpresa e già non capiva più niente; Sergio le piaceva molto. Era in calore e voleva solo essere scopata e inculata.
Il ragazzo si avvicinò molto a Mirta fino al punto di baciarla in bocca.
Mirta non resistette a quel bacio, anzi, iniziò a rispondere. Stranamente non ero gelosa. Quella situazione non mi ingelosiva, anzi … mi eccitava.
Iniziarono a baciarsi con più calore incrociando le lingue nelle loro bocche sino a quando le loro mani incominciarono a palpare i loro corpi.
Mi avvicinai anche io senza momentaneamente partecipare, ma solo come spettatrice. Vidi lui scoprirle il seno, succhiare i capezzoli, leccarglielo e lei gemere di piacere sotto la sua lingua.
La mano di Mirta iniziò a palpare il suo pacco che cresceva sempre più vistosamente. Piano piano iniziarono a spogliarsi, sino a ritrovarsi nudi sul divano.
Vidi Mirta lentamente baciargli il petto, la pancia e scendere giù, sempre più giù, sino a prendergli in bocca l’uccello. A quel punto mi spogliai anche io e mentre lei lo spompinava come una cagna in calore, mi piazzai dietro di lui.
Mi venne istintivo leccargli il buchetto posteriore. Lui ebbe un piccolo sussulto sussurrandomi di non smettere.
Mirta era già bagnata come una fontana. Sembrava quasi stesse aspettando una situazione del genere, come se la aspettasse da tempo e finalmente poteva goderne in pieno.
Sergio non aveva se non che occhi per Mirta. Le era entrato mentalmente e fisicamente.
Più la scopava, più la sua figa si stringeva attorno a quel cazzo che devo dire era di tutto rispetto.
Era grosso, lungo e duro, giovane. Se lo gustava tutto, sembrava divorarlo.
Il cazzo ogni tanto usciva dalla figa ed io lo guidavo per provare a penetrarla nel culo, dopo averglielo lubrificato e preparato all’allargamento con un po’ di gel.
Sergio era un bel maschio forte. La sollevò con il cazzo piantato dentro nella figa mentre lei gemeva di piacere. Di peso la trasportò sul divano del salotto.
Lei ne approfittò per impalarsi meglio e predere a fondo anche nell’intestino il cazzo del giovane ragazzo. Si stava facendo scopare in figa e in culo, alternativamente.
Come se non le bastasse, Mirta prese un cazzo di gomma dalla sua riserva ed iniziò a simulare un pompino. A quel punto pensai che forse sarebbe andata anche oltre.
Infatti, con il cazzo del ragazzo in culo, mi pregò di metterle il dildo più grosso nella figa.
Forse dovevamo farlo con un altro uomo. Forse era questo che lei desiderava veramente. Il ragazzo stava per godere, così Mirta mi guardò allungando le mani e chiedendomi un bacio profondo. Poi con un movimento rapido si inginocchiò verso il suo cazzo, lo prese in mano ed iniziò a succhiarlo avidamente aspettando che lo sperma le invadesse la gola.
Gli schizzi arrivarono presto e tanti, al punto da non riuscire a contenere tutto lo sperma nella cavità orale; sperma che riversò sul cazzo per poi rileccarlo con ingordigia.
Io mi masturbavo freneticamente.
Alla vista di tutto ciò non resistetti.
Mi avvicinai a loro e venni schizzando la sbroda sul viso e sul collo dei due amanti. Lo schizzo sorprese anche me e mi lascio inebetita data la violenza dell’orgasmo accompagnato da vari spasmi incontrollabili.
Ci ripulimmo e già pensavo alla prossima volta.
- Forse dovresti portare un amico. Dissi a voce alta
- Magari due. Rispose lei - ti chiedo solo massima discrezione.
Ormai era andata, non aveva più freni, voleva essere scopata da tanti uomini contemporaneamente.
Invitammo Sergio a cena e poi continuammo la nostra serie di accoppiamenti amorosi nel lettone.
Volli provare anche io ad essere presa davanti e dietro e la cosa non mi dispiacque affatto… anzi vorrei ripetere l’esperienza dato che l’avevo già fatta ma questa volta aveva un gusto diverso.
Finiti i nostri giochi sessuali, nudi come mamma ci aveva fatti ci accomodammo in salotto per parlare di noi e conoscerci meglio. Mi sedetti sulle ginocchia di Sergio e mentre si parlava Mirta non perse l’occasione di leccare sia la mia figa sia il cazzo del ragazzo.
Eravamo veramente felici e soddisfatti dei nostri gusti sessuali. Il clima era veramente allegro e piacevole.
primo incontro tra me e Sergio by 1948
Una mattina mi ero appena depilata ed ero eccitata. Erano i giorni seguenti alla scopata di Mirta con Sergio e la visione di lei accoppiata con un ragazzo penetrava sempre di più nella mia mente. Il mio grilletto era già teso e spuntava dalle grandi labbra. Non avevo intenzione di toccarlo ma allo specchio lo guardavo con curiosità. Allargavo le lebbra e tentavo di fare entrare la luce solare all’interno della vagina per vedere come era fatta e cosa mi desse tanto piacere.
La pelle dell’inguine e delle labbra esterne era così liscia che sembrava la pelle di un frutto delicato, inoltre l’avevo curata bene con la crema per le pelli delicate.
Verso le 10, sentii squillare il telefono: era Sergio che mi chiamava dopo quattro giorni dalla sua conoscenza. Mi chiedeva se ero libera e se potessi vederlo. Me o disse così gentilmente e con tanto garbo che non me la sentii di rifiutare.
La telefonata arrivò mentre ero intenta a provare un nuovo piercing, arrivato il giorno prima, per i capezzoli e per la fighetta.
Dovevo inventare una scusa per Mirta. Di solito, quando uscivo, andavo a trovare sue amiche che regolarmente mi amavano, con mia soddisfazione.
Dissi a Mirta che aveva telefonato Bianca e che sarei andata a trovarla nel pomeriggio. La mia amante non ebbe niente da dirmi, anzi mi suggerì come vestirmi e cosa mettere di intimo.
Non feci niente di ciò. Uscii indossando un pantalone molto fasciante un maglione ampio senza rinunciare ai piercing e ad una collanina d’oro che si agganciava agli anellini montati su capezzoli che a causa di essi erano già sporgenti e duri. Stavolta ai piedi indossavo delle ballerine nere ornate con un fregio anteriore in colore argenteo.
Passai da Bianca e le spiegai dove stavo andando. Mi sorrise chiedendomi e facendomi promettere di raccontarle tutto al ritorno.
Entrai a casa di Sergio e mi accorsi subito che era un appartamento per studenti universitari senza alcuna pretesa di lusso o bellezza.
Mi abbracciò e rimase un attimo fermo in attesa di una mia reazione.
Sollevai le braccia e lo baciai in bocca infilando le lingua nella sua bocca e lui nella mia. Il ragazzo era arrapato. Me ne accorsi perché spinsi il mio bacino a contatto con il suo e sentii il suo bel pene già grosso ed eretto.
Mi condusse in camera sua tenendomi per mano.
Lui si scusò dicendomi che non era certa la casa di Mirta.
Dissi che l’importante era lui e non la casa. Mi sentivo attratta da lui con sensazioni strane che non avevo provato prima.
Ci abbracciammo nuovamente e baciandoci ci spogliammo.
- siamo soli e stasera e per tutta la settimana non ci sarà nessuno. I miei coinquilini sono tornati a casa. Io ha un esame la prossima settimana e quindi resto qui.
- Ci mettiamo sul tuo letto?
- Certo! Dai!
Abbiamo continuato la nostra battaglia amorosa sotto le lenzuola.
- mettiti in piedi. Mi disse
- voglio vederti con i piercing e in tutto il tuo splendore.
- Sei bella da far paura! Chi ti ha fatto così bella?
Non risposi. Mi avvicinai a lui, lo baciai prendendo il mano il suo membro.
Io non vedevo l’ora di toccarlo e il desiderio di sentirlo dentro stava crescendo sempre più.
A qual punto sono risalita sul letto. Mi sono messa su di lui e gli ho fatto vedere come mi masturbavo. Lui faceva altrettanto.
La mia figa, che era umida, si ancora di più bagnata. A quel punto, ho spostato le sue mani ed afferrando il suo cazzo me lo sono messa nella figa. Ne avevo una voglia matta.
Lo montai come una cavalla che ha voglie represse.
Spinsi il grilletto contro la sua pelle. Sentivo il suo membro dentro di me . mi riempiva completamente. Ora non avevo Mirta che controllava e con cui lo condividevo.
Guardai Sergio. Anche lui era ormai arrapata al massimo. Io colavo come una fontana. Lubrificavo il suo cazzo che scivolava con movimento ritmico dentro la mia figa fino all’utero. Mi agitavo. Volevo sentirlo tutto fino in fondo e godermelo pienamente. Vedevo Sergio che spingeva per tenerlo dentro e non farlo uscire. Lui godeva tanto. Mi diceva frasi che a me sembravano dolci e mi facevano godere ancora di più.
Sentii arrivare l’orgasmo improvvisamente. Mi arcuai agitando la testa ed urlando rallentai ed infine iniziarono le scosse e le convulsioni dovute alle scariche di adrenalina.. dalla figa uscirono getti di liquido il cui profumo eccitò ancora di più il mio maschio.
Lo sentii irrigidirsi sotto di me e poi mi disse
- vuoi che ti venga dentro? Voglio riempirti di sborra
- sbrigati! Lo voglio. Riempimi tutta. Ti desidero tanto. Riempimi fino all’utero..
Un rantolo e un urlo soffocato, l’irrigidimento del suo corpo e del suo sesso dentro il mio, il mio piacere che continuava ad annebbiarmi la mente mi permisero di sentire il suo seme uscire da lui ed entrare in me.
Il flusso caldo della sborra fu una sensazione meravigliosa. Lo avrei voluto sempre dentro, così aderente alle pareti della mia figa. Un sesso fatto apposta per me.
Mi piegai verso di lui che si stava riprendendo più velocemente di me e lo baciai teneramente. Lo abbracciai. Lui era sempre dentro di me. Rimanemmo così finche il suo cazzo per effetto naturale si afflosciò ed uscì dalla mia vagina.
Solo allora ridiventai la ragazza tutta sesso.
Con una mano andai sulla mia figa a raccogliere il suo seme misto ai miei liquidi. Portai la mia mano alla bocca per assaporare il gusto di quel mix. Avvicinai anche alla sua bocca la mia mano ed anche Sergio assaggiò il prodotto della montata.
- E’ buono! Disse con sorpresa.
- Non l’avevi mai assaggiato? Io lo faccio spesso ma è sempre la miscela dei miei liquidi con quelli di Mirta. Mischiare quelli di una ragazza con quelli di un maschio è molto diverso.
Le sensazioni che provavo erano diverse da quelle avute con altri maschi ed altre femmine.
Mi chiedevo cosa mi stesse accadendo. Era amore? Mi stavo innamorando un maschio? Come mai esistevano due amori contemporaneamente? Mi chiedevo come mi sarei presentata a Mirta. Che cosa sarebbe accaduto del mio grande amore per lei?
Baciai di nuovo Sergio che mi avvolse con un lenzuolo ed iniziò a baciarmi teneramente.
- Ti stai innamorando di me? Chiesi
- Non so, mi disse. Forse mi stai dando quel che desideravo e per ora mi accontento e mi sembra un sogno che tu sia qui. Vorrei che fossi al mia donna.
- Ed io vorrei che tu fossi il mio maschio. Risposi.
Sergio iniziò a baciarmi su tutto il corpo facendomi venire brividi di piacere. Mi sollecitò il clito utilizzando al meglio il piercing che era installato li vicino ed io in pochi istanti ebbi, nuovamente, un orgasmo violentissimo che quasi mi fece cadere dal letto.
Lui assistette alla mia performance meravigliato come se non avesse mai visto una femmina godere il piacere sessuale.
Continuò a leccarmi con estrema delicatezza fino a che non mi ripresi. Lo baciai lungamente per ringraziarlo e continuammo così fino a che arrivò l’ora di andare via.
Passai da Bianca per raccontarle tutto.
A quel punto ebbi la conferma che qualcosa stava accadendo. Bianca mi disse che probabilmente mi ero innamorata ma mi consigliava di rimanere con Mirta perché il suo amore era molto più grande e duraturo di quello che avrei avuto con Sergio.
Tornai a casa frastornata.
Mirta si accorse del cambiamento ma non le dissi dove in realtà avevo passato il pomeriggio.
Dopo cena ci amammo come e più di prima ma gli orgasmi erano diversi da quelli avuti con Sergio che rimaneva nel profondo del mio cuore e me lo sentivo ormai dentro di me.
Pensavo già di tenermelo come amante segreto.
Sergio, Marco, Mirta ed io by 1948
Il sapere che io avevo un maschio ha messo la fregola a Mirta. L’essere stata scopata da Sergio l’ha fatta impazzire tanto che ora vorrebbe che un altro maschio partecipasse ai nostri incontri speciali.
L’aver già fatto l’amore di gruppo non le è bastato ora vuole riprovarci.
Chiedo con discrezione Sergio se un suo amico con i requisiti di riservatezza, bellezza e pulizia, potesse fare da stallone per Mirta.
E così fu. Il ragazzo si chiama Marco ed è studente universitario anche lui, di buona famiglia bello e gentile. Riservato quanto basta per non farsi scoprire dalla sua fidanzata gelosissima.
Quella sera avevo indossato una mini giallo limone a fascia che a mala pena nascondeva la figa, una canottiera molto aperta di colore celeste, scarpe tali da essere all’altezza di Sergio in modo da farmi scopare da dietro con facilità. I mieie capelli erano raccolti ad ananas sulla testa con una fascetta. Così il mio collo era libero di essere baciato e toccato.
Mirta non aveva indossato calze e ne reggiseno e perizoma, voleva essere libera e pronta. Il suo abbigliamento era solo una guepiere bianca che reggeva le mammelle da sotto e le rendeva disponibili ed invitanti. Il suo vestito era una gonna chiara al polpaccio ed una maglietta in tono chiusa sul davanti per non far vedere la scanalatura del seno mentre le spalle erano aperte e li si vedeva chiaramente la guepiere bianca indossata.
Dopo cena Sergio andò in bagno ed io con quella scusa lasciai Mirta da sola con Marco.
In bagno ci baciammo e Sergio, infilandomi una mano sotto la canottiera, mi titillò i capezzoli con la punta della lingua.
Dalle sue tasche tirò fuori una scatoletta: dentro c’erano dei piercing per i miei capezzoli. Erano d’oro. Erano formati da una rosetta in filigrana con un foro al centro entro cui passava il capezzolo che poi veniva trattenuto fuori da una barretta, quindi l’aureola del capezzolo veniva ricoperta dalla rosetta.
Mi tolsi rapidamente i miei e li indossai con l’aiuto del mio ragazzo.
Ciò che provai fu indescrivibile. Mai avrei immaginato che un accessorio del piercing potesse darmi tanti brividi. I capezzoli così tirati e allungati erano bellissimi. Il foro nei capezzoli, dove passava la barretta, era largo e ci sarebbe passato un anello di dimensioni maggiori.
Sergio, se continui le mie cosce si bagneranno e stavolta dovrai passare la lingua per ripulirle. Poi le conseguenze le conosci!
Lui cambio argomento di discussione. Io intanto mi ero tolta la canottiera ed avevo fatto scendere a terra la minigonna che avevo scavalcato con un passo. Ero quindi nuda, vestita solo di gioielli nei fori del piercing.
Vieni in soggiorno. Andiamo a vedere che fanno Marco e Mirta. Ti va? Li vorresti vedere accoppiati?
Si.
Dai, allora andiamo!
Passai davanti ad uno specchio. Mi vidi bellissima e anche un po’ troia. Questa sensazione me la davano le scarpe a tacco alto con 3 cm di plafond e tacco da 13 cm ed i piercing che già io avevo ma soprattutto quelli che mi aveva fatto indossare Sergio. Messa di profilo ero veramente uno schianto. Mi sarei fatta fare da chiunque, mi sentivo una ragazza da monta.
Sergio tenendomi per mano mi condusse nel soggiorno. Ci fermammo sulla porta. Lo spettacolo era bello e arrapante. Marco era disteso sul divano e Mirta era seduta su di lui e si impalava il cazzo nella figa. I sospiri, gli ululati ed i miagolii di Mirta si mescolavano a quelli di Marco.
Sergio mi sussurrò
me lo fai diventare di nuovo duro?
Io sto di nuovo colando davanti a tutto questo sesso. Come vuoi che te lo ingrossi?
Vedi tu. Poi ti faccio vedere un altro spettacolo. Lo abbiamo già fatto ed è stato molto bello e piacevole.
Non volevo perdermi la visione dei due amanti ed allora allungai la mano ed iniziai a fargli una sega.
Il cazzo di Sergio riprese vigore. Allungò una mano per toccarmi ancora una volta i capezzoli e poi la fece scendere fino a toccarmi le labbra della figa. Ero bagnata. Me ne accorsi dal rumore che fece il dito medio nell’esplorazione fra le labbra ed il clito.
Il cazzo di Sergio era eretto e duro. Mi inchinai poggiando le cosce sulle gambe aprendole in modo cha la figa fosse più aperta possibile. Immaginavo le mie grandi labbra aperte ed il mio grilletto già fuori pronto per essere manipolato. I tacchi alti e la zeppa (plafond) mi consentivano di stare in quella posizione e contribuivano a farmi tenere la figa aperta. Presi il cazzo di Sergio in bocca dandogli due stantuffate. Era troppo bello per rinunciarci!
Lui si scostò da me e si avvicinò alla coppia. Pensavo che avrebbe fatto una doppia penetrazione infilando il suo membro nel culo di Mirta in modo che lei fosse a sandwich.
Invece si avvicinò a Marco e gli offrì il cazzo sulla bocca.
Marco aprì le labbra ed inghiottì il membro, tutto ciò mentre chiavava Mirta.
Sergio iniziò un entra ed esci dalla bocca che rese il cazzo molto grosso e rigido, inoltre a Matteo il trattamento piaceva e lo si vedeva dalle espressioni del corpo e della testa che spesso ripiegava all’indietro.
Visto lo spettacolo così eccitante Mirta ed io ci stavamo sgrillettando furiosamente. Io in piedi e lei con il cazzo di Matteo nella figa che entrava ed usciva.
Quando Sergio stava per venire nella bocca di Marco si staccò da lui e l’amico disse
Chiavami
Rimasi sbalordita. Ero eccitata non so dirvi quanto. Non avevo mai visto ne due ragazzi farsi un pompino tanto meno vedere due ragazzi chiavarsi ed in più mentre uno era accoppiato alla sua donna. Colavo come una fontana. Mi sentivo drogata dal sesso e ne ero anche ipnotizzata. Nella mia breve vita sessuale avevo avuto molti rapporti saffici, non molti eterosessuali, avevo avuto più donne che mi scopavano con oggetti vari, ero amata in ogni senso e in ogni mio foro. Avevo preso gusto alle lesbicate ma, mai e poi mai, mi sarei sognata di veder un accoppiamento di questo genere. Ero arrapata più che mai e non pensavo di essere così pronta dopo pochi minuti a venire di nuovo abbondantemente. Le mie gambe erano di nuovo bagnate da quel che fuori usciva dalla figa. Le mie dita lavoravano sul clito duro e sporgente più eccitato che mai anche il piercing applicato che mi dava scariche di piacere incontenibile. Mi dimenavo in piedi per la goduria e per le scariche di adrenalina che avevo. Per fortuna ero appoggiata lo stipite della porta.
Mirta esperta della situazione si sfilò rapidamente il sesso di Marco dalla sua figa.
Marco sollevò le gambe portandole verso le sue spalle per poter esporre meglio le sue aperture sessuali.
Mirta si re-infilò Marco nella vagina ed i tre continuarono a penetrarsi vicendevolmente.
Poi Sergio si sfilò da Marco e stette a guardare Mirta e Marco che infoiatissimi chiavavano come forsennati.
Mirta ululava, respirava affannosamente, gridava, incitava Marco a penetrarla fino all’utero e anche oltre.
L’eccitazione era tanta e i due pur godendo allo spasimo non riuscivano a venire ma Mirta sbrodolava abbondantemente bagnado i ciscini del divano.
Sergio intanto, incurante di me, si era sdraiato per terra con il suo bel cazzo eretto.
Mirta perché non ti siedi su di me e ti predi il mio cazzo dentro?
Senza rispondere Mirta si inginocchiò guardando Sergio ed offrendole le mammelle affinché le succhiasse i capezzoli già eretti e rigidi.
La posizione e la lunghezza del cazzo di Sergio erano tali che poteva chiavarla nella figa o nel culetto, infatti il mio maschio entrava ed usciva da entrambe i buchi.
Ma qui avvenne la sorpresa.
Marco si avvicinò alla coppia che continuava scopare come se niente fosse successo.
Sollevò un po’ le gambe dell’amico e pose la sua punta sulla rosa del buchetto di Sergio.
Sergio sentendo l’asta dell’amico
dai Marco, mettimelo dentro e chiavami.
Mirta a quel punto intervenne
Sergio fatti ingrossare il cazzo da questo maschio, lo voglio sentire più grosso e più duro. Voglio che mi venga dentro la figa. Vienigli dentro con tutto quel caldo sperma che puoi fare.
Io non capivo più niente.
Guardavo e le dita erano sempre più veloci sul mio clito. Entravano anche nella figa. Ero bagnata e emettevo liquidi in grande quantità. Non riuscivo a venire tanto ero eccitata.
Mi sedetti per terra perché stare in piedi sui tacchi con lo stato di agitazione dovuto ai contorcimenti, era un’impresa ardua.
Mi appoggiai al divano ed avevo davanti a me i due maschi e Mirta tra i due. Vedevo anche i sessi di tutti tre.
Marco mise le braccia all’indietro per inclinare il suo splendido busto e con le gambe molto aperte che evidenziavano la muscolatura premette sul buchetto di Sergio. Mise del lubrificante sia sulla rosellina di Marco sia sul suo sesso e poi lentamente ma con decisione spinse la sua asta nell’intestino di Sergio che si trovava bloccato dall’avere le gambe sollevate e bloccate da Mirta che gli stava sopra.
Aiutandosi con le gambe e con le braccia, sollevandosi leggermente da terra marco iniziò a muoversi alternativamente dentro Sergio che godeva molto più di prima.
Mirta incitava tutti e due a continuare e incitava anche me a guardare e parlare. Li sentivo urlare di piacere.
Ti piace farti scopare come una troia, vero amore? Marco rivolto a Sergio.
Ohhhh, sihhh, ma io quando scopo mi sento sono una troia! Esclamo Mirta
no, tu sei troia sempre, come tutte più degli altri ragazzi che con cui ho scopato. Replicò Sergio.
allora scopala come la più troia! Replicò Sergio
Marco, entrami ancora di più, voglio sentirlo tutto dentro. Vienimi nel culo.
Io ero accecata dalla lussuria e dalle sensazioni che mi creavo sditalinandomi.
Il clitoride era grosso, congestionato, il piercing mi dava maggiori stimoli, la figa ed il clito mi dolevano e più mi dolevano più avevo voglia di sfregarlo e entrare le dita nella figa.
Il buco del culetto era pronto a riceve qualcosa e me lo toccavo con rapidi passaggi con le dita finché ne misi uno dentro della mano sinistra mentre la destra lavorava sul davanti.
Ad un tratto vidi e sentii Mirta urlare con voce roca e subito dopo accasciarsi. Era venuta.
Sergio ancora la stantuffava
Marco, tesoro mio, vieni dentro di me. Disse Sergio.
Qualche istante ancora e il ragazzo gli scarico nell’intestino tutto il suo seme.
Io nel frattempo vedendo tutto quel sesso e gli incitamenti degli altri venni urlando non so neanche io come, sollevandomi da terra e arcuandomi in modo che la mia figa e soprattutto il mio grilletto fossero alla vista di tutti.
Ero distrutta. Non reggevo in piedi.
Sergio si sollevò da terra e mi venne vicino per baciarmi.
Sei stata superlativa. Sono venuto dentro Mirta pensandoti.
Anche io ti ho pensato molto ed ho goduto vedendoti. Più tardi devi fare a me quel che ti sei fatto fare da da Marco. Dissi a Sergio.
Sarò a tua disposizione e gradimento.
Il gruppo di amanti si divise e Mirta con Marco andarono in camera dopo essere passati per il bagno.
Io e Sergio ci stendemmo sul divano e ci colse il sonno della stanchezza mentre lui mi accarezzava le mammelle con i capezzoli ancora in tiro.
Ho sedotto l'amica di mia madre by 1948

 

 

Non posso legarlo ad una specifica data, ma penso che il fatto accadde un paio di anni fa.

Mi stavo recando da Giovanna, una mia amica pittrice. Da lei faccio la modella e mentre lei mi ritrae parliamo e ci confidiamo.

Passavo vicino ad un giardino nel centro città e lì trovai, seduta sullo spigolo di un piccolo monumento un’amica di mia madre. Lei ha circa 50 anni e se li porta molto bene. E’ impiegata in un ufficio e le capita spesso di avere contatti con delle persone.

-          che ci fai qui? - Dissi – ma che piacere vederti!

-          Oh! Che bello vederti. Aspettavo un amico che mi riportasse a casa ma forse ho sbagliato il luogo dell’appuntamento

-          Allora ti tengo compagnia. Dimmi di te come stai?

Attese un po’ prima di parlare. Il suo viso prese l’aspetto di una donna non molto soddisfatta della vita ma che crede di poter fare qualcosa per se stessa.

Il suo nome è Lina.

Indossava un vestito leggero a maniche corte e teneva sulle gambe una piccola borsetta di colore scuro da portare a tracolla. Il vestito era di colore lillà, aveva un’ampia scollatura ma non evidenziava la separazione del seno. Il vestito non le copriva le ginocchia, sul davanti all’altezza del seno il vestito era traforato e si intravedeva qualcosa di più chiaro, sulle spalle, sempre dello stesso colore un bolerino annodato gentilmente sul davanti. Le scarpe, molto semplici, avevano tacchi da circa 5 centimetri ed avevano delle fettucce di pelle dorata che le tenevano le dita e le cingevano la caviglia, inoltre una fettuccia univa il giro caviglia con quella dei piedi, tacco sette centimetri.

Le gambe erano unite nella parte superiore, aperte in quella sotto il ginocchio; dimostravano che di sole ne avevano preso ben poco, tanto erano bianche.

I capelli erano scuri con riga sul lato destro e ciuffo che copriva delicatamente la fronte; non erano lunghi ma dietro finivano lasciando il collo parzialmente scoperto.

Portava gli occhiali che io non ricordavo avesse, forse quando l’ho conosciuta usava le lenti a contatto.

Le labbra, che ho sempre ammirato, marcate da un colore rosa tenue segnavano una bocca bellissima ma non grande ed avevano aspetto del tutto naturale. In poche parole: erano splendide.

Esordì dicendo

- Non so come dirti le cose. Tu sei più disinibita di me ed ho vergogna a parlare perché se tra donne si parla molto, non si dicono però le sensazioni intime. Sai com’è l’educazione morigerata di paese.

Ho, lì per lì, capito che era in difficoltà; mi voleva comunicare qualcosa.
- dimmi pure, ti ascolto e poi tu sai che di me ti puoi fidare, sei una di casa

Tirò un sospiro ed iniziò.

 

Sono in città perché ho voglia di uscire dalla solita routine. Mio marito mi chiede sempre più insistentemente di indossare biancheria sempre più succinta e possibilmente essere nuda sotto quando esco. Mi chiede di farmi riprendere in fotografie in cui sono nuda oppure quando ho solo le calze. Mi chiede di farmi fotografare le tette. Debbo dirti che non so più cosa fare per fermare queste richieste.

La interruppi

- vieni con me! Andiamo a sederci in bar dove c’è un salotto riservato e nessuno ci disturba. Alla persona che ti deve portare a casa non ci pensare. Ti farò accompagnare io da un amico fidatissimo.

La presi per mano e ci incamminammo verso un bar che conoscevo bene.

Durante il percorso lei non parlò molto e mi chiese con insistenza di non parlare con nessuno delle confidenze fatte.

- forse ho fatto male a dirti qualcosa di privato. Mi disse

- non hai fatto male, anzi! Parlarne serve a scaricare e realizzare ciò che si pensa sia un desiderio inconfessabile. Ora io sono il tuo confessore.

Iniziai così a notare che Lina aveva un corpo... e che corpo !!!
Sistemateci nell’intimità del bar, sentitasi a suo agio, lei ha iniziato a raccontare delle pretese sempre più insistenti del marito e delle voglie che nascevano ed aveva sempre difficoltà a sopprimere.

- devi sapere che non mi masturbo da quando mi sono sposata. Prima lo facevo ma poi niente. Vorrei godere maggiormente ma sai l’educazione ed il ‘rispetto’ per lui mi trattengono.

Più la guardavo e più l’ammiravo. Aveva 50 anni ma aveva un viso e un corpo da ragazza diciottenne.

Così ho iniziato a fantasticare su di lei.
Era così sexy.... la sognavo con un perizoma e niente pezzo di sopra ed anche  mentre si tingeva di rosso le adorabili unghie dei piedi prima di mettere i tacchi a spillo.

Sapevo alla fine che sognare su di lei sarebbe stato tutto ciò che avrei mai avuto.....a meno che ... ...a meno che non facessi qualcosa per sedurla.
Allora pensai ad un piano, sfruttando la conoscenza che avevo del suo carattere.

Iniziai a farle piccoli complimenti. Niente di provocante.
Per esempio le dissi quanto le stavano bene i capelli con quella pettinatura, che il suo profumo aveva proprio un bell'odore delicatamente evanescente. In effetti era vero; il suo profumo era splendido ed eccitante.
Alla fine tutti questi apprezzamenti avevano avuto l'effetto che volevo.

Si era sciolta ed ora parlava con maggiore timidezza raccontando fatti intimi suoi e del marito.

Dato che la vedevo lanciata nel parlare la invitai a casa.

Sfruttai questa occasione perché Mirta era andata fuori per cinque giorni

Nell’entrare in casa ammirò l’arredamento e la bellezza del patio antistante la cucina e la camera da letto. Apprezzò anche il giardino di agrumi sullo sfondo. Il giardino limitava la visuale e ciò consentiva la privacy della vita domestica.

La invitai a rilassarsi sistemarsi e mettersi comoda. Andò in bagno e poi si sedette in cucina togliendo il bolerino e li potei ammirare il suo bel petto bianco e la forma delle sue mammelle sostenute da un reggiseno bianco che non le sosteneva a sufficienza.

Lei continuò il suo racconto ed io mi avvicinai prendendole la mano e poi con fare discretissimo sono passata a carezzarle le gambe. Infine, dopo essermi messa in piedi dietro di lei, la carezzai nel collo ed iniziai a baciarla con estrema delicatezza in modo che le labbra della bocca fossero per lei delle carezze fatte con la pelle di pesca.

Continuò a parlare ma io ormai fantasticavo su di lei.

Mi accorsi solo che si interruppe e iniziò ad ansimare.

- ecco! Ci siamo. L’ho sedotta. Mi dissi.

La presi per mano e la condussi in camera da letto.

Tenendoci per mano le tolsi il vestito lasciandolo cadere a terra. Si spostò per non calpestarlo e mi seguì davanti allo specchio in cui ci potevamo ammirare per intero.

Era veramente bella.

Ripassavo con gli occhi su e giù le sue splendide gambe. Le dissi che erano le gambe più belle che avessi mai visto e che tutte le ragazze della mai età avrebbero dato l'anima per averne un paio così in forma. 
Per i complimenti che le avevo fatto Lina prese la cosa nel verso giusto del tipo "grazie. E’ carino da parte tua dirmi questo..."
Era esattamente il tipo di reazione che avevo sperato. Significava che l’avrei potuta chiamarla Gambe calde, Gazzella, Cavallina, Fighetta senza che le lo trovasse strano o volgare.

Così come avevo abituato Mirta, volevo farle dei regali. 
Le feci provare un profumo e poi un altro ancora finché lei mi disse qual’era quello che preferiva. Sarebbe stato quello che le avrei regalato come segno della mia seduzione.

Mi chiese quale era l'occasione e accennai che non ci doveva essere un occasione speciale per fare un regalino ad un’amica, ormai diventata intima. Lei accettò il dono graziosamente e le chiesi di promettermi di non dirlo a nessuno così come lei mi chiese. Lina giurò che sarebbe stato il nostro piccolo segreto. Mi chiesi quanti altri segreto avremmo condiviso.

Nel frattempo con nonchalance le avevo levato il reggiseno. Non serviva reggere il seno; le mammelle rimanevano nella posizione naturale.

- lo metto per non far vedere i capezzoli.

Aprii una piccola scatola dei suoi cioccolatini che gradì moltissimo. Mi ringraziò ogni volta.

Le offrì anche del buon liquore nonostante una sua iniziale ritrosia.

Sarà l’effetto di tutto ma dopo pochi minuti riuscii a togliere lo slip che era una mutandine di qualità ma era inadatta alla situazione.

Dal mio cassetto presi della lingerie finissima e delicata con ricami color oro ed argento, pizzi finissimi e ricami di pregio, la maggior parte di colore pastello tenue.

La sua fighetta che teneva morigeratamente nascosta fra le gambe, era ben tenuta, depilata con un triangolino piccolo di peli molto corti.

- perché non li hai tolti questi peli? Chiesi

- perché mi sentirei del tutto nuda. E’ una sensazione psicologica. Mi rispose.

Le tolsi anche le scarpe.

Ora era completamente nuda e d io continuavo a baciarla delicatamente su tutto il corpo soprattutto le spalle ed i fianchi dove avevo notato era più sensibile.

Le feci i complimenti per i seni, bianchi, dalle areole poco marcate. Li carezzavo lentamente ma con decisione, poi abbassavo la bocca a tempestarli di baci, provocando i gemiti di Lina, che aumentarono quando, tenendole il seno destro nella mano, presi a succhiarle delicatamente il capezzolo sul cuore, godendo del sentirlo aumentare di consistenza. Lo prendevo e lo lasciavo, facevo battere su e giù la punta della lingua. Riservai lo stesso trattamento all'altro seno, mentre facevo scendere la mano sulle sue natiche, con lievi puntate a toccare il buchetto posteriore. Lina sentiva il sesso che le pulsava sempre più, tanto che ad un tratto si spostò per tenere le gambe leggermente aperte.

La sollevai e si mise in piedi. Le feci indossare un reggiseno di tessuto sottilissimo quasi trasparente di colore verde chiarissimo. I capezzoli risaltavano di più ma non ero contenta: volevo vederli più marcati.

Mentre andavo in bagno a prendere un rossetto per poterli colorare maggiormente vidi che lei infilava le gambe tra i fori del tanga abbinato.

La dimensione di questo indumento era veramente microscopica. Bianca me l’aveva regalato per potermi sedurre meglio. Aveva il triangolino davanti alla vagina molto molto piccolo, quasi un francobollo triangolare e delle stringhe sottilissime.

Lina non riusciva a indossarlo perchè lo riteneva fuori misura.

Ritornata da lei l’aiutai ad indossarlo e ne approfittai per annusare il profumo dei sui liquidi sessuali. Erano pieni di carica ormonale che mi eccitava fino nelle cellule più remote.

Ora la volevo. Attendevo con ansia di poterla fare mia.

Lina si guardò allo specchio, con me vestita dietro di lei.

Ti farò impazzire, le dissi, mentre la accarezzavo sulla punta dei capezzoli con il palmo della mano che portavo poi sotto le mammelle per sostenerle e soppesarle.

La mano dalle mammelle andò su e giù, finché Lina non si chinò del tutto per denudarmi completamente.

A fatica riuscì a sussurrarle di rallentare un attimo. Lina si sollevò e fece stendere me sul letto, sfilandomi il tanga, già tutti appiccicosi delle mie voglie, che le avevano reso il sesso di un bel colore lucido.

La abbracciai da dietro incrociando le mani sul davanti.

Mentre le facevo notar come stesse bene così vestita e aggiustandole (se così si può dire) il tanga infilai le dita di una mano sotto il microscopico triangolino.

Trovai subito le sue grandi labbra bagnate, le massaggiai e lei gradì molto. Poi delicatamente e lentamente andai a cercare il suo clitoride; era già fuori ed aspettava che fosse toccato.

- che mi stai facendo? Dio mio che bello! Sto impazzendo. Che cosa mi succede? Sto godendo tantissimo.

Ritrassi le dita e la baciai sul collo sotto l’attaccatura dei capelli

Voltandosi disse: ”Ora tocca a me” e mi sfilò la minigonna.

La sua meraviglia fu quando scoprì il mio seno e la mia figa dove spiccavano gli anelli ed i gioielli infilati nei fori del piercing.

Mi misi in piedi e mi mostrai a lei che di colpo aveva dimenticato la sua condizione ed il suo aspetto.

- dev’essere stato doloroso farti bucare!

- non tanto il dolore passa subito ma la bellezza resta.

- si hai ragione! Ora ti vedo molto bella. Il tuo corpo è magnifico e questi gioielli lo abbelliscono ancora di più. Posso toccarli?

- sono lì per questo. Puoi anche baciarli.

Anticipando le sue parole le chiesi il numero di piede e la fortuna volle che avessimo la stessa taglia.

Le mostrai delle belle scarpe in vernice con tacco da 12 centimetri. Erano un paio di sandali con i tacchi a spillo rosso scarlatto. Avevano solo due sottili cinghie sul collo del piede che si allacciavano l'un l'altro attorno la parte superiore della caviglia. Le chiesi se le piacevano ma la sua reazione già mi aveva risposto.

- come faccio a metterle? Sono troppo alte. Qui in casa non mi servono. Sto bene con le mie. Disse Lina

Replicai “anche io ne metterò un paio alte come le tue. Vedrai come ti slanciano. Ti faranno sentire ‘figa’, proprio una gran figa. Siediti sul bordo del letto che ti aiuto ad indossarle.

Erano sandali leggerissimi, quasi una piuma, che utilizzavo quando andavo con qualche amante per farlo arrapare di più.

Io ne indossai un paio bianche tipo sabot.

- Vedi ora siamo due ‘fighe’. Non credi?

Dicendo così la bacia sulla guancia destra vicino alle labbra della bocca.

Mentre ci ammiravamo allo specchio le raccolsi i capelli dietro al nuca senza tirarli e creando una piccola cipolla. Era veramente trasformata. Era diventata quello che volevo e quel che voleva anche lei: una femmina.

La presi per mano e camminando con passo un po’ incerto uscimmo dalla camera sul grande terrazzo antistante dove Mirta teneva due lettini per prendere il sole e rilassarsi.

- ma da lì ci vedono!

“non credo” risposi “ci proteggono gli alberi… e poi siamo belle e tu qui non sei conosciuta. Accomodati dove vuoi”

Si sdraiò su un lettino poggiando la schiena sulla spalliera. Mi sedetti anche io vicino a lei e le accarezzai la pancia facendo scendere le mie dita fin sotto il triangolino di stoffa che chiude la figa. Ripresi il massaggio iniziato in camera; lei ansimava e colava. Le mie dita erano bagnate e ogni tanto me le portavo alla bocca per assaggiare i suoi succhi.

Chinandomi su di lei mi avvicinai alla bocca e la baciai togliendole il respiro.

Si inarcò in modo che potessi entrare in lei con le dita. Il suo ansimare si trasformò in un gemito continuo e quando passai a titillarle il clitoride iniziò anche a contorcersi.

Infine sentii dei tremiti che precedevano l’orgasmo. Orgasmo che non tardò ad arrivare con un urlo profondo e soffocato mentre le sue gambe si erano aperte a dismisura. Erano abituate ad ospitare un maschio.

Volevo sfruttare il momento. Notavo che tardava a riprendersi e ciò significava che Lina aveva ancora voglia. Anche io ero eccitata. Mi lanciai su quel ben di Dio con foga, prendendo il clito tutto tra le labbra, attirando in bocca la sua carne, succhiando con voluttà gli umori che Lina aveva tra le gambe.

Un istante rimanemmo ferme, godendo uno del piacere che vedeva sul volto dell'altra.

Tutti e due gemevamo, Lina ad un certo punto prese tra i denti la sua carne, sulla spalla, Io leccai infilando la lingua nella sua vagina. Lina diede un colpo più forte ed esplose il suo orgasmo tremando in tutto il corpo e gridando il suo piacere.

Rimanemmo un po' così, scosse di tanto in tanto da un orgasmo che sembrava non finire. Poi io la tirai su stringendo a me il suo corpo sognando il momento in cui l’avrei presa ancora.

 

 

 

L'amica di mia madre 2nda parte by 1948

Seconda giornata

L’indomani mattina al risveglio trovai Sergio e Lina ancora addormentati.

Mi sollevai sulle braccia per guardarli. Erano coperti malamente con le lenzuola molto stropicciate. Nell’aria si sentiva fortemente il profumo degli umori sessuali emessi. Mi guardai in lontananza allo specchio emi vidi disfatta ma lo sguardo aveva qualcosa di particolare: ero soddisfatta di aver fatto godere Lina, di averla sedotta e di averla fatta accoppiare con il mio maschietto.

Lui era bello il suo fisico ed anche il suo volto mi piacevano. Sergio era diverso dagli altri maschi. Aveva senso del gusto ed era raffinato nei gesti e nelle parole. Il suo lato ambiguo di bisex non mi disturbava ed il solo pensiero che si fosse accoppiato con Mirta mi dava i brividi di piacere, la mia micina si bagnava subito.

L’accoppiamento con il suo amico Matteo era stato un capolavoro.

Lentamente e senza fare rumore mi levai dal letto per andare subito in bagno. Avevo bisogno di evacuare e di farmi una bella doccia che mi levasse di dosso il sudore della notte precedente.

All’uscita dal bagno Trovai Sergio e Lina che parlavano fra di loro seduti sul letto entrambe nudi totalmente.

Lina diceva che si sentiva stanca e felice ma allo stesso tempo triste perché aveva fatto, secondo lei, qualcosa contro natura.

Sergio le spiegava che le scopate fatte e tutte le azioni fatte sul sesso proprio e degli altri sono solo un gesto di amore.

-          non ha senso trattenersi la voglia di sesso dentro se stessi. Bisogna lasciarla uscire ed esternarla.

-          Ma, allora, siamo come delle bestioline! Replicò Lina. – Non siamo tali e poi c’è l’impegno con mio marito. Io mi sono impegnata a far l’amore solo con lui. Ed ora che gli dirò? Come potrò scopare con lui? Mi piacerà farlo anche con lui? Vorrei non avervi conosciuti.

Sergio portandosi dietro Lina se l’aveva poggiata sul petto facendo si che si vedessero nello specchio. Da dietro Sergio le carezzava la testa lisciandole i capelli e le sue mani scendevano lentamente e dolcemente sul davanti carezzandole la pancia senza arrivare a toccarle il monte di Venere. Lei ripiegò le gambe e lui ne approfittò per accarezzarle arrivando fino al polpaccio.

-          ehi! Non vi apre ora di venire a fare colazione? Dissi

-          Eccoci!

Si levarono dal letto e vennero in soggiorno. Dalla cucina li sentivo confabulare ma non capivo di che cosa stessero parlando. Vedevo Lina triste e pensierosa e Sergio che cercava di consolarla. Forse continuavano il discorso iniziato in camera da letto.

A far colazione si presentarono nudi. Il fatto mi sembrò strano a causa della morigeratezza dei costumi ed usi di Lina, non certo per quelli di Sergio.

- Amore mio, ho convinto Lina a far colazione nuda. Che ne dici? Sta bene così, vero?

- Si, molto. E’ una bella donna che si è trattenuta troppo tempo in situazioni a lei inadatte. Vero Lina? Tu che ne dici? Risposi a Sergio

- io non so che cosa mi ha preso ma sono tutta in subbuglio e confusa. Per me è tutto una novità. Fino ad  ieri mi sarei data puttana, magari di alto bordo, ma sempre puttana; oggi mi sento un’altra, mi sembra di essere una donna nuova che ha appena scoperto che fare l’amore con altri individui non è peccato e non porta alla perdizione. Ieri ho goduto come una pazza. Non so quante volte sono venuta e le mie urla spero non siano uscite dalle pareti di questa casa. Non pensavo di godere così tanto e tantomeno di essere sedotta da una ragazza che ho visto nascere. Ora non so se sono lesbica oppure puttana oppure … che c’è di peggio? Insomma mi sembra che mi sia avviata verso la ‘perdizione’. Debbo, però dire, che finché ci sarà riservatezza da parte vostra io sarò sicura che non mi considererete una donnaccia. Certo che in paese queste cose le pensano ma non le fanno e se le fanno avvengono solo fra due persone.

Mettendomi dietro di lei che faceva colazione seduta e poggiandole le mani sulle spalle, ho iniziato a carezzarle i capelli e poi mentre parlavo l’ho anche baciata sulla parte posteriore del collo e dietro le orecchie scendendo con baci delicati sulle spalle. Nel frattempo dicevo

- io e Sergio non ti consideriamo ne lesbica ne puttana perché nei tuoi gesti e nei tuoi modi non ci sono le caratteristiche tali da qualificarti così. Direi che hai dato sfogo alla tua voglia ed anche in parte ai tuoi sogni. Chissà quante volte hai sognato di fare quel che è successo da ieri mattina!? Per abbandonarsi così ai sensi ed alle voglie non è facile ma sono felice che sia accaduto alla mia ‘zia’ Lina. Tu non puoi immaginare quanto sia stato bello ed eccitante vederti a far l’amore con me e quanto eri bella quando ti sei sgrillettata. Credi che i tuoi rantoli, sospiri, gemiti, fremiti, spasmi, profumi non mi siano piaciuti? Sappi che sono le cose che ammiro e mi piacciono di più. La mia vita è solo per queste cose. Il mio maschio credi che ti abbia preso per puttana o ninfomane? Toglitelo dalla testa! Lui ama me ma anche altre donne ed uomini ed il sesso per noi due è il senso quotidiano della vita.

Mentre parlavo, Sergio si era toccato il suo cazzo che era già diventato dritto. In Lina avevo notato che aveva aperto un po’ di più le gambe. Intanto ero scesa a baciarle i capezzoli ed i fianchi e Lina con dei brividi e leggerissimi spostamenti e fremiti della pelle mi diceva implicitamente ‘continua, mi piace’.

Le gambe ora si erano aperte di più lentamente ed io ho preso possesso dello spazio lasciato aperto.

Sono scesa con grande senso dell’eccitazione a leccarle l’inguine e qui Lina ha iniziato a respirare più profondamente e mugolare.

I suoi profumi erano intensi perché si mischiavano a quelli già prodotti il giorno prima e durante la notte, inoltre anche la sborra di Sergio si era mischiata. Il tutto faceva un mix che respiravo a piene narici e che trovavo molto arrapante, mi mandava in estasi. Volevo respirare sempre più profondamente quei profumi che mi piacevano come pochi altri. Sapevano di donna e di femmina che ha goduto e che si sta offrendo all’amore con totalità.

Le leccai ripetutamente l’interno delle cosce e l’inguine senza toccare le grandi labbra ed il grilletto. Volevo farla soffrire di desiderio prima di darle l’orgasmo. Le sollevai le gambe per leccarle anche il buchetto posteriore; al tocco la rosellina si mosse aprendosi leggermente e restringendosi, avrei voluto infilarle un dito ma l’idea era quella di farmelo chiedere.

Presa da un pensiero e voglia improvvisa mi sono sollevata e prendendola per mano ci siamo spostate, per continuare i nostri giochi, sul tappeto.

Lina si è appoggiata le spalle sulla seduta del divano ed io mi sono fatta rapidamente un appoggio per le spalle con i cuscini di una poltrona. Mentre mi preparavo l’appoggio Lina ha iniziato a farsi un ditalino senza muovere velocemente le dita.

Sedute così abbiamo incrociato le gambe ed abbiamo continuato i nostri giochi sgrilletandoci ognuna per conto proprio, guardandoci in viso per godere del piacere provato dall’altra.

Vedevo le mani di Lina andare sempre più velocemente sul suo clito che ormai sporgeva ed era di un bel colore rosa intenso. Si vedeva che era turgido e fuori dalla sua naturale ‘casa’. Ad ogni passaggio delle dita uno scuotimento ed un sospiro, un rantolo ed un fremito finché un improvviso irrigidimento del busto di Lina ed un’apertura delle gambe notevole predicevano l’orgasmo.

Infine è arrivò; era devastante. Lina ha aperto le gambe completamente, la figa era ormai grondante, il clito ai massimi livelli di eccitazione e sensibilità, la mano inutilizzata spremeva una mammella quasi a mungerla e tirava il capezzolo, un respiro profondo seguito da un attimo di apnea, un urlo ed un urlo: eccomiiii! Sto venendooo! Non riesco a fermarmi! Che belloooo!

Vedere il corpo di Lina scosso da fremiti e spasmi, spinto in avanti a simulare la penetrazione da parte di qualcosa, vedere uscire dalla sua figa un piccolo spruzzo e sentire il suo calore mi ha portato al top dell’eccitazione. Anche io ormai volevo e stavo per venire.

- Lina guardami! mi vedi? Sto godendo per te, sto venendo per te. Mi piaci, ti voglio mia!

.. e così anche io aprendo le gambe, mostrando la mia fighetta orami gonfia, il mio grilletto che chiedeva di essere toccato sempre con maggiore violenza, gli spasmi senza controllo del mio corpo ed ecco che guardando la mia amica negli occhi le urlo che stavo venendo.

Sergio sentì le nostre urla di chiara origine sessuale e uscito dalla doccia ci osservò.

- vi site date da fare vero?!

Non ci fu risposta; eravamo ancora sotto l’effetto dell’orgasmo e reagivamo lentamente.

- mi avete mandato a fare la doccia per farvi voi una sgrillettata! Che ingorde e egoiste!

Lo diceva per scherzo ma il suo cazzo era di nuovo eretto.

Mi avvicinai a lui strisciando per terra e lo presi in bocca. Lui gradì non poco.

Lina ripresasi dall’orgasmo si avvicinò a me e togliendomi il cazzo di Sergio dalla bocca mi baciò a lungo mettendomi la lingua in bocca e giocando con la mia.

- Sergio mi fai vedere come ti fai una sega? Io ho visto poche volte mio marito farsele e mi è sempre piaciuto. Chiese Lina

- Buona idea. Intanto vado io sotto la doccia. Risposi

Lasciai Sergio che iniziava a menarsi il cazzo e Lina estasiata che lo guardava. Lina si inginocchio davanti all’uomo e prese con due mani il sesso dell’uomo.

Prima che mi chiudessi nel box doccia sentii Sergio dire

- Tesoro, inizia a sgrillettarti e mostra bene al nostro ‘amico’ i tuoi buchi

Mi fermai ad osservare la scena

Lina obbedì, riprese a torturarsi il clitoride con le dita, sgrillettandosi selvaggiamente. Lina apri la bocca e cerco e di fare entrare la cappella con difficoltà, ma riuscì comunque ad imboccarla a farsela entrare; le sue guance si gonfiarono a dismisura e divenne rossa in viso.
L’uomo le spingeva la testa verso di se, cercando di far entrare il più possibile il sesso, causando il tossire della povera Lina al limite del soffocamento. Per poter respirare la donna espulse dalla sua bocca quella cappella pulsante e con le dita schiaffeggio il tronco di quel membro duro e rigido che svettava davanti a lei.

Lei lo riprese in bocca con maggior facilità e vidi Sergio che apriva la bocca per respirare profondamente sollevando la testa, segno che gli piaceva il trattamento.

Lina si tolse il cazzo dalla bocca e rivolgendosi a Sergio

- mi riaccompagni tu in paese?

- volentieri! rispose lui

Andai sotto la doccia.

All’uscita Lina mi aspettava. Il profumo di sesso che aveva addosso mi dispiaceva che se lo togliesse ma ormai il soggiorno stava per finire.

Che cosa sia successo tra lei e il mio uomo non lo so e non l’ho chiesto. Immagino che si siano goduti ancora reciprocamente e ciò mi rende felice.

 

Lina si rivestì e volli regalarle un mio maglione ed anche una camicetta un po’ sexy. Mi chiese la sua lingerie ma io ero intenzionata a darle qualcosa di più provocante ma lei insistette-

- Guarda che se tuo marito ti vuole scopare se tu avessi della lingerie un po’ sexy sarebbe tutt’altro dire. dissi e Sergio mosse la testa per acconsentire.
Mi chiese cosa. “ad esempio calze e reggicalze”.Rispondo.
- sai che non le ho mai messe le trovo volgari.
questo fu un rifiuto ma anche una spinta ad osare maggiormente ed è ciò che nello stesso tempo aumenta il desiderio.
- direi che non vuoi metterti una minigonna, eppure con quelle due belle gambe che ti ritrovi !!
- Non l’ho mai messa figurati se la metto ora che ho quasi cinquant’anni
- Ma fai la tua bella figura. Disse Sergio intervenendo e scivolando le mani sui fianchi - avresti dovuto vederti riflessa nello specchio.
Lina si bloccò per un attimo “ma non mi avrà vista qualche altro, vero?”
Appoggiai una mano sulla sua figa e la trovai di nuovo bagnata.
Restai turbata all’idea che la cosa potesse averle fatto piacere. Ma forse tutti avevamo capito che quella voglia di esibizione ci stava eccitando non poco.

 

Lina mi salutò con un profondo bacio in bocca datomi davanti a Sergio promettendomi che la settimana seguente sarebbe tornata con una scusa.

 

Sergio mi ha raccontato il viaggio fino in paese dicendomi che prima di arrivare Lina gli aveva preso in bocca il cazzo e lo aveva fatto sborrare. Lui l’aveva sgrilletata fino a venire e le aveva fatto assaggiare i suoi liquidi vaginali.

La laurea di Luisi by 1948
Author's Notes:

 

dopo la laurea di Luisi scopro seduco la mia amica Alessia non nuova alle esperienze sessuali

 

 

 

Usciamo di casa e alle 3 in punto siamo all’appuntamento dove subito incontriamo Alessia. Anche lei è vestita in modo esagerato e a dir poco sexy, scarpe nere a tacco altissimo da 15, pantaloni attillatissimi bianchi e una maglietta dello stesso colore che lascia scoperto l’ombelico. Un completo intimo fucsia, come poi avrei scoperto più tardi.

Alessia è un’amica dai tempi in cui frequentavo le scuole superiori. Stasera si laurea il suo ragazzo e dal paese vengono molte persone. La laurea è sempre un momento importante, soprattutto in un paese piccolo come quello dove ho vissuto fino a due anni fa; si diventa delle personalità.

Per l’occasione le persone si vestono con l’abito migliore e si ritrovano per fare gli auguri al laureato ed anche ai genitori.

Ero contenta di rivedere Alessia. Con lei avevo scambiato molte idee e voglie al tempo della scuola. Poi a causa del mio amore per il sesso, prima con Angelo e Forica, ora con Mirta, avevo tralasciato le amicizie del paese.

Sapevano che facevo la pittrice. Ignoravano che fossi mantenuta da una lesbica e che le mie esperienze sessuali si erano sviluppate notevolmente. Tra l’altro ero cambiata fisicamente e anche nel look. Non ero, certo, la classica ragazza di paese che veste in modo modesto.

Cercai di vestirmi elegantemente ed in modo adatto all’occasione.

Decisi di indossare un abitino nero scollato in modo da mostrare il mio seno.

La sua lunghezza era tale da arrivare poco sopra metà coscia. Per far arrapare i miei paesani maschi indossai anche un reggiseno a balconcino che sollevava e rendeva l’idea delle mie tette turgide. I capelli lasciati liberi di scendere li avevo anche stirati. Per le labbra della bocca avevo pensato ad un rossetto rosso vivo, in contrasto con il nero del vestito, così come per le unghie dei piedi. L’accostamento scarpe nere e rosso vivo delle unghie mi piaceva molto, era molto intrigante ed eccitante. Solo due perle alle orecchie.

Naturalmente niente slip o mutandine; fighetta libera da paraventi in modo da spandere i miei profumi in caso di eccitazione.

Per i piercing avevo pensato a delle rosette che lasciavano passare il capezzolo e lo circondavano; il loro bloccaggio avveniva con una barretta passante molto fine che impediva che la rosetta cadesse.

L’abito non lasciava vedere se non che la forma del capezzolo eretto e turgido.

Scarpe lucide nere senza zeppa ma con tacco da 12 che tendevano i polpacci della gamba rendendoli molto sexy. Indossandole mi sentivo altissima. Cadere da la sù significava rompersi l’osso del collo. Camminavo a stento ma in compenso scodinzolavo molto ed era quello che volevo. Volevo che i compaesani mi vedessero figa; che fossi per loro l’oggetto del desiderio e dei loro sogni.

Vennero anche babbo e mamma ed anche Marisa, mia sorella che aveva avuto un piccolo rapporto con Angelo e Forica qualche anno fa, poi interrotto non so perché.

I miei indumenti e il mio atteggiamento si inquadravano benissimo nell’idea che fossi una pittrice, quindi stravagante, eccentrica; proprio come una ragazza in carriera e cittadina. Volevo che fossi inarrivabile per chi non volevo, ma allo stesso tempo che fossi eccitante e molto sexy per loro; la loro donna dei sogni.

Il laureando è il ragazzo di Alessia. Si chiamava Luisi.

Mia madre non appena mi vide mi lanciò uno sguardo di disapprovazione. Lei non mi avrebbe mai fatto mettere quel vestito e quelle scarpe. Dopo i saluti mi disse sottovoce che vestita sembravo una puttana, che ero troppo nuda. In cuor mio pensai che forse lo ero ma ne ero anche contenta. Forse lei mi invidiava per non potersi permettere ne ora ne prima indumenti che possedevo e la vita che facevo.

Alla fine della cerimonia di laurea andammo in un bar e tutti insieme per festeggiare.

Come prevedevo tutti gli occhi erano per me. Ero felice, per me era un modo per rivalermi su quelli che in paese non fanno niente per la loro evoluzione e ci costringevano a rifugiarci in un bar per avere un po’ di intimità.

Luisi ripreso dallo stress della discussione della tesi mi si avvicinò.

-         Quanto sei bella!

-         Alessia oggi è più bella di me. Risposi, anche se non ero vero.

-         Vieni con noi in paese? Ci aspetta una bella festa.

Ci pensai su un attimo.

-         Si, verrò con i miei genitori.

-         Perché non viaggi con Alessia e suo padre?

-         Buona idea! Replicai.

L’idea era ottima così con Alessia avrei potuto scambiare due parole e soprattutto sapere notizie sulle altre amiche di scuola.

Scattarono delle foto ricordo ed io ero ricercata. Per tutte le fotografie mi chiedevano di essere immortalata.

Durante il viaggio verso il mio paese natale chiesi ad Alessia delle mie amiche che avevo perduto di vista e seppi che una era andata a vivere a Milano, un’altra, Maria, era rimasta incinta ed era stato uno scandalo perché il maschio era un ragazzo che aveva già una moglie ed un figlio, un’altra amica, Laura,  viveva con un vedovo, un’altra ancora, Elena, era scappata a Torino con un uomo conosciuto da poco tempo ed in famiglia si vergognavano di lei perché faceva qualcosa che a loro non piaceva. Che cosa facesse non era dato sapere ma lo dicevano lasciando intendere che era qualcosa di peccaminoso.

All’arrivo la festa fu grande anche per me che ritornavo e tutti i maschi non avevano occhi se non che per me. Le donne madri di famiglia sussurravano fra di loro giudizi su di me. Le ragazze mi giravano intorno con fare apparentemente disinteressato ma in effetti era per osservarmi meglio.

Stava per imbrunire quando Alessia mi chiese di accompagnarla a casa sua per prendere una giacchina dato che sentiva fresco.

L’entrare a casa sua mi dava l’idea di aver fatto un salto all’indietro. Una casa molto modesta, nonostante i sodi accumulati dal padre. La sua camera però era molto bella ed accogliente.

Mi distesi sul letto mentre Alessia cercava la giacca nell’armadio.

Il vestito già corto salì un altro poco.

Lei voltandosi ebbe un’espressione di meraviglia.

-         Sei nuda sotto il vestito!

-         Ti meraviglia?

-         E se ti vedono?

-         Non mi interessa. Ho imparato a dare la figa a chi mi piace. Guardati allo specchio! Non credi di essere abbastanza arrapante con quel che indossi? Io non porto niente perché voglio essere disponibile ad essere scopata se sono in calore.

-         Beata te! Io ho messo questi pantaloni perché i miei mi hanno detto che non dovevo mettermi in mostra.

-         In ogni caso il tuo tanga si vede che è di colore fucsia. Questo fa eccitare i maschi. Credi che in città non se ne siano accorti?

Nel frattempo Alessia si è seduta vicino a me.

-         Come hai fatto ad avere le gambe così belle?

-         Le curo tutti i giorni. Risposi.

Sollevai il vestito per farle vedere tutta la gamba compresa la coscia. Così le mostravo anche la mia fighetta. Volevo scoprire cosa c’era sotto quel pantalone bianco che lasciava trasparire un tanga fucsia e continuai

-         mi fai vedere le tue? Io uso dei prodotti che fanno meraviglie e potrebbero essere adatti alle tue. Non vergognarti, siamo donne!

-         Mi sento a disagio davanti a te. Sei così bella. Sei splendida. Tutti ti guardavano oggi. Qui gli uomini non sono abituati a vedere cose del genere se non nei film porno. Li hai fatti eccitare.

-         Devo confessarti che l’ho fatto apposta. Mi piace che siano arrapati, che sbavino. Ci hanno sempre controllato ossessivamente quando eravamo piccole. Volevano trovare sempre qualcosa di torbido in noi. Ecco! Ora do a loro il piacere di godermi con gli occhi e forse dei miei profumi intimi.

Mentre dicevo questo Alessia si era tolta i pantaloni.

-         che palle! Questi pantaloni sono una tortura ma mi fanno figa.

-         Il tanga non lo togli? Dissi

-         Devo farlo?

-         Certo! Siamo donne o no!

Alessia aveva due gambe belle ma sode. Caviglia fine  e belle natiche.

Si era rimessa le scarpe a tacco alto.

Visto che era vicino a me allungai le braccia e con le mani carezzai le gambe facendo finta che non mi interessasse la sua meravigliosa fighetta che era ricoperta di una peluria che stava ricrescendo.

La feci voltare e nell’accarezzarle le cosce portai le mani sulle natiche aprendole. Vidi una meraviglia di culetto.

Stavo iniziando a entrare in calore. Mi stavo bagnando.

Le passai un dito sulla rosetta del suo buchino accorgendomi che il passaggio era gradito. Allungai il percorso passando sul perineo e andai avanti tra le grandi labbra  fino al clitoride.

Alessia aprì leggermente le gambe per far passare la mia mano.

La sentii ansimare leggermente

-         Ti piace. Le dissi

-         Sono molto eccitata. Mi rispose

-         Vuoi che continui?

-         Si, fallo! Accarezzami, mi sto sciogliendo – disse ansimando ed interrompendosi a causa delle scariche di adrenalina - Non l’ho mai fatto con una donna ma l’ho sognato tante volte. Farlo con te è diverso. Mi hai eccitato quando eravamo nell’aula magna dell’università e sognavo che mi toccassi. Mi tolgo il reggiseno. Ho voglia di toccarmi le mammelle così le vedi anche tu. Tu perché non ti spogli?

-         Mi spoglio ora. Mi offrirò a te che mi hai tanto eccitata. Vedrai una sorpresa.

Alessia si voltò ed io con un rapido movimento mi tolsi l’abitino.

Rimasi sui tacchi con il reggiseno a balconcino e gli orecchini.

-         sei fantastica! Che begli ornamenti che hai ai capezzoli! Mi stanno facendo sbrodare solo a pensarci.

-         Guarda! Ci sono anche questi. Dissi aprendo le grandi labbra e mostrando quelli nella figa.

-         Non ce la faccio più. Voglio farmi un ditalino. Disse Alessia

-         Aspetta! Te lo faccio io. Voltati verso lo specchio.

Si voltò. Mi levai in piedi, la baciai sul collo, e le carezzai il seno sopra la maglietta.

Le sollevai il bordo inferiore e lei la sfilò. Le sganciai il reggiseno e le sue tette furono libere.

Le tornai ad accarezzare ed i capezzoli si indurirono subito. Continuavo a baciarla sulle spalle, sul collo e sul lobo delle orecchie. Lei non parlava. Sollevava la testa per facilitare il compito di eccitarla. Le mie mani scorrevano sul suo addome e scesero fino al pube ed ancora più giù.

Trovai il suo bottoncino già duro.

Alessia si dimenava per la goduria.

Iniziai a titillarle il clitoride. Era già bagnata.

All’inizio feci il tutto lentamente, poi man mano che si contorceva capii che il piacere ormai era in lei ed allora aumentai il ritmo.

Ansimava e mugugnava.

-         Dimmi che ti piace. Le dissi

Lei sussurrando mi rispose

-         Continua, sto godendo tanto. Mi senti bagnata vero? Mi sento una puttana, sto godendo moltissimo. Che bello! Ti prego non smettere.

-         Si, sei proprio una troietta di paese. Mi stai riempiendo le dita della tua sbroda profumata. Ti voglio vedere godere.

-         Ahhhh! …..Siiiii!........ Uhhhh! Sto impazzendo! Mi stai facendo fare cose sconce! Che bello farle! Non fermarti!

Alessia spingeva avanti e indietro il bacino affinché il mio dito premesse più o meno sul suo clito. I tacchi alti facevan si che il clito e la figa fossero maggiormente esposti.

Con la mano sinistra le strinsi una mammella e spremetti con le dita il capezzolo. Il dolore che sicuramente risultava non lo dimostrava, anzi! Le aumentava il piacere di essere tra le mie mani.

Le infialai due dita nella vagina e a quel punto arrivò l’orgasmo con urla soffocate, contorcimenti del corpo in tutte le direzioni. Strinse le gambe per sentire la consistenza delle dita. Quasi cadde per terra.

Riprendendosi mi baciò e ricambiai il bacio mettendole la lingua in bocca.

-         …… e brave le donne di casa!

Era Luisi che vedendo che tardavamo era venuto a cercarci.

Era nudo completamente ed aveva il cazzo rigido e puntato in avanti. Evidentemente ci aveva spiato e non ci eravamo accorte di lui.

-         Francesca cara, io ti ho sempre ammirata, mi sei sempre piaciuta ma tu non ti sei mai accorta di me. Ora vorrei scoparti.

-         Ma tu sei il maschio di Alessia? Dissi

-         Dovresti sapere che quando lei veniva in città a trovarmi,la notte, abbiamo fatto sesso spesso con un’altra persona, maschio o femmina, quindi siamo abituati. Certo qui queste cose sono inammissibili. La gente qui le pensa solo e si fa le seghe guardando i film porno. Noi invece li facciamo! Qui il bigottismo e la falsa moralità sono una cappa che ci priva del meglio della vita.

-         Eccomi, Luisi, sono tua adesso. Alessia mi aiuti ad essere chiavata dal tuo uomo? Replicai con felicità

-         Oh! Amore mio! Ora ti guido dentro di lei. Avvicinati!

Luisi si avvicinò ed io inchinandomi in avanti sul letto mi ritrovai a novanta gradi con la figa pronta e al suo servizio.

La toccò con le dita che si mise in bocca per assaggiare il gusto dei miei succhi

Appoggiò il glande e lentamente ma inesorabilmente entrò in me.

Ero bagnatissima.

Alessia baciò il suo uomo e lui iniziò a pomparmi con sempre maggior vigoria.

La mia amica lo incitava alla monta messa dietro di lui abbracciandolo e toccandogli i capezzoli.

-         Dai amore, montala! È al tua femmina. Daglielo tutto, fino in fondo. Hai visto quanto è puttana? È tutta per te. Lasciagli un ricordino!

Che significava ricordino?

Lo seppi subito. Mi venne nella figa. Meno male che prendevo la pillola!

Come lui tolse il cazzo dalla figa Alessia si inchinò per leccarmi e raccogliere ciò che ne usciva.

-         Pensa Francesca che qui non possono neanche scopare se non al solito bar. Ora per accoppiarci dovremo fare i salti mortali. Qui credono che io sia vergine.

-         Quando vi sposate?

-         Spero presto e tu sarai invitata speciale. Voglio passare con te le ultime notti. Vero Luisi?

 

 

Sulla spiaggia con u'altra coppia by 1948

 

I giorni scorsi mi trovavo casualmente a passeggiare con Mirta mano nella mano sulla spiaggia di una nota località turistica. Eravamo reduci da una cena intima in cui Mirta mi ha dichiarato, ancora una volta, il suo amore.

Mi volle portare a camminare a piedi nudi su una spiaggia lontano dalle luci, forse voleva far l’amore sulla spiaggia. Dal suo modo di comportarsi, visto che ormai la conosco bene, ho capito che era in calore e che voleva fare sesso a qualunque costo.

Andammo in una pineta sulla spiaggia. La sabbia bianca con la luce della luna faceva risaltare le sagome delle scarsissime persone lontane da noi.

Ci sedemmo ed iniziarono i suoi baci e carezze.

Non molto lontano da noi si vedevano chiaramente due ragazzi, un maschio ed una femmina che facevano l’amore. Si capiva che erano accoppiati sessualmente.  La ragazza era snella ed il ragazzo dalla sagoma della corporatura era giovane.

Due giovani in calore anche loro che volevano compenetrarsi. Mi piace guardare gli altri che si accoppiano; mi è sempre piaciuto e ne ho sempre avuto gran godimento.

Vedevo che il corpo della ragazza si contorceva sensuale mentre premeva il sedere contro il bacino del ragazzo che l’abbracciava da dietro.

I miei occhi si sono abituati all’oscurità ed alla luce della luna piena distinguevo bene molti particolari.

Lui ha gli occhi chiusi e la mascella contratta tanto è concentrata sulle sensazioni che prova o che vuole far provare a lui. Il ballo che sta facendo è qualcosa che va al di là delle parole per descriverlo; è puro erotismo.
Le mani del giovane dalla vita scendono ai fianchi e da qui, con lentezza, vanno sul ventre mentre lei abbozza un sorriso che lui non può vedere.
La ragazza si adagia contro di lui senza mai interrompere la sensuale danza del bacino evidenziando i movimenti chiaramente sessuali. Si vede benissimo che l’eccitazione dei due sta montando.

 

Mirta è di fronte a me, mi abbraccia ed essendo voltata verso di me non vede la scena. Io sto iniziando a sciogliermi. Le mani di Mirta mi stanno accarezzando le spalle nude e la situazione è delle più eccitanti. Siamo entrambe nude sotto il vestito corto che indossiamo. La mia fighetta depilata è già abbondantemente bagnata. Aspetto che Mirta mi tocchi il clito che è già grosso e sollecitato dal piercing. Aspetto con ansia e voglia che cresce.

 

Mi accorgo solo ora che la ragazza indossa ancora i jeans. Le mani del ragazzo cercano un passaggio nei jeans di lei; carezzano la pelle della pancia scoperta. Lei sta aspettando; ha voglia di giocare.
Lei si lascia accarezzare, toccare anche intimamente. Il seno spinge contro il tessuto della maglietta leggera mentre i capezzoli cercano un contatto più intimo e forte.
Lei spinge il sedere contro di lui e sicuramente coglie l’erezione tanto che il suo movimento cambia strofinandosi dal basso verso l’alto tanto che lui vince le ultime finte resistenze ed inizia a slacciarle i bottoni dei jeans ed aprire la zip che porta al piacere assoluto.

Subito le mani si fanno strada sulla pelle, si inoltrano tra i lembi degli slip.
Lei si ferma ed inarca la schiena emettendo un sospiro lasciando che lui la frughi li in basso, che colga il suo calore.

Lei lentamente porta una mano dietro la schiena e la apre sul pene sentendo la turgidità sulla stoffa dei pantaloni e lo accarezza.

I due sono intenti in una reciproca esplorazione aspettando la scintilla che darà l’esplosione dei sensi.

 

Io sono al massimo dell’eccitazione. Mirta mi ha denudato il seno e i miei capezzoli succhiati e tirati da Mirta sono duri. Sto godendo molto. Sono in balia della mia libidine. Apro le gambe per offrire i mio sesso alle attenzioni della mia compagna. Io per Mirta non faccio niente se non l’offrirmi passivamente.

A lei non ho detto niente dei due ragazzi che continuano i loro giochi sessuali e che continuo ad osservare. Non riesco a togliere lo sguardo da loro.

Mirta mi vuole così; sono la sua bambola vivente. Sospiro, sono bagnata, sto colando, reagisco alle carezze e alle sue unghie che solcano delicatamente la mia pelle. Sono il suo gioco sessuale.

Vedo che ora la ragazza è pronta, lo vuole dentro. E’ inginocchiata dinanzi a lui e lo aiuta a spogliarsi. Lui è nudo e lei sfiora il pene con la lingua, lo bacia mentre lo ingoia lentamente poi ritrae il viso e si allontana per alzarsi in piedi. Dalla distanza di due passi osserva il ragazzo, quindi mentre si apre i jeans e toglie la maglia, dice al ragazzo qualcosa che non capisco.
Lui è seminudo, a torso nudo e la stringe con forza. Lei lo sta baciando con una passione che è raro vedere in queste occasioni. Il trasporto che dimostra sono ancora più eccitanti della sua danza erotica precedente.
Ora lui si leva da terra. Lei si offre alle sue mani che iniziano subito ad accarezzarla sotto la maglia sollevandola sino scoprire parte del seno prima di dedicarsi ai jeans. Inspira a fondo con la bocca aperta mentre le mani del ragazzo esplorano ogni lato del suo corpo. Le sue braccia sono sollevate e le mani puntate verso il cielo.

Ha i Jeans calati e la maglietta sollevata sopra il seno mentre lui bacia e mordicchia i capezzoli. E’ immobile e si lascia eccitare da queste attenzioni, poi lascia cadere le braccia intorno al collo del ragazzo e lo attira sulla bocca per un altro lungo bacio.
Lei si leva i Jeans lasciandoli a terra, quindi si sfila la maglia mentre lui oramai nudo si stende sulla sabbia. Ora la ragazza ha indosso solo il perizoma nero; infila le dita tra gli elastici per sfilarselo poi ha una esitazione.

Si allontana e viene verso di noi. Ci osserva, infila la mano nel perizoma e inizia un frenetico sgrillettamento.

Mirta, meravigliata, la osserva continuando il suo lavorio si di me. Lo sguardo di Mirta di complicità è carico di libidine. Tra loro due è un dialogo senza parole ma molto esplicito. Mirta vuol far vedere di essere la mia padrona e la ragazza vuole godere dello visione di noi due che ci soddisfiamo sessualmente. Anche lei è attratta dalla ragazza e la guarda intensamente.

Poi l aragazza ritorna dal suo maschio.

 

Si china su di lui e gli parla mentre con la mano gli sfiora il pene eretto e le sue mani che lo stringono, quindi le muove lentamente su e giù. Soddisfatta si allontana di poco e termina di spogliarsi sfilandosi sensualmente il perizoma dinanzi a lui.

Completamente nuda torna verso il suo ragazzo salendovi a cavallo.
Lo bacia sul petto sensualmente per scendere con lentezza fino al pube.

Ora lei è inginocchiata, china sul sesso del giovane, le mani poggiate sulla sabbia e la testa che si solleva per poi discendere con ritmo regolare. Il viso del giovane riflette le sensazioni che lei gli da.

La ragazza dimena il sedere, divarica un po’ le gambe mostrando la figa depilata. Si volge verso di noi che la stiamo fissando.
Lei è consapevole che la stiamo osservando quando, senza staccare le labbra dal pene, ruota il suo corpo e si muove sino a portare la vagina sopra il volto del ragazzo per un 69.

L’espressione della ragazza dimostra il piacere che sta provando. Geme e scorre la lingua lungo l’asta prima di ingoiarlo, torna su e lancia uno sguardo al ragazzo. Poi ripete la scena più volte sino a che il giovane sotto di lei le spinge una o due dita dentro la fighetta e la lingua sul clitoride.

Lei inarca la schiena ed allontana il viso dal pene mentre sposta il pube per godersi le dita nella vagina e la lingua sul clitoride. Gode moltissimo ed il ragazzo sotto di lei è instancabile. La lecca e la penetra senza fermarsi portandola allo stadio orgasmico: Mi accorgo di questo perché  la ragazza perde completamente la ragione agitandosi spasmodicamente e parlando a voce alta incitando il suo maschio a chiavarla e allargarle la figa in modo che possa sentire dentro anche la mano intera.
Con la libidine in corpo riprende a succhiare il sesso del ragazzo. Il suo viso si muove velocemente: sale, scende, succhia e lecca in modo che il ragazzo goda il più possibile.

Tra un incrociarsi di gemiti i due stanno godendo dinanzi a noi.

 

Mirta ha fermato la mano incantata da quello spettacolo ma l’ha tenuta sulla mia figa. Sento le sue dita ferme sul mio clitoride turgido. Sto godendo senza essere toccata. Sento il tepore della mano di Mirta e solo questa sensazione mi fa godere al punto che sto per venire.

E’ la situazione che vedo che mi fa godere. Mirta sa che mi piace e sa anche come comportarsi con me. Sa che sono la sua troietta.

Ho aperto la camicia di Mirta ed il seno è schizzato fuori.

 

La ragazza non ha più controllo e raggiunge un orgasmo devastante sul viso del ragazzo che non riesce a trattenere il proprio piacere riempiendole la bocca di sperma. Un orgasmo quasi simultaneo.

Lei ingoia tutto; termina di leccare dolcemente il cazzo del giovane mentre sposta gli occhi su di noi, che siamo immobili e sconvolte, per avere conferma che abbiamo goduto dello spettacolo che ci ha offerto.
Lentamente la ragazza si adagia al fianco del maschio che l’ha appena fatta godere. Si lascia accarezzare poi sovrappone una gamba sul corpo del giovane, si avvicina al suo orecchio e scambia parole che non sento.

Forse stuzzica il maschio con la lingua, nel mentre muove la mano intorno al pene. Si strofina contro il corpo del ragazzo e poi lo bacia con in bocca ancora il sapore del suo sperma che unisce a quello dei propri umori.

I due si avvinghiano nuovamente baciandosi e lei sale sopra di lui in modo che il pube sia a contatto del pene.

Dolce e sensuale prende a strofinare le labbra della vagina sull’asta ancora rilassata, si muove sensualemente con i muscoli tesi dalla eccitazione. Ha voglia di sentire qualcosa dentro. Il piacere dell’orgasmo generato dal clitoride è servito solo ad aumentare la sua voglia.
La bocca della ragazza è incollata quella del ragazzo. Lei inarca la schiena sporgendo il seno in avanti affinché lui senta le punte dei capezzoli sul petto.

Le natiche divaricate mettono in mostra una vagina luccicante e aperta, pronta ad accogliere dentro il maschio ma non è ancora l’ora di averlo. Il cazzo del ragazzo inizia a raddrizzarsi, ma lei ha fretta. Sollevando il sedere porta una mano sotto di se ed afferra il cazzo, lo tasta e se lo guida dentro. Lei continua a manipolarlo con le dita e rapidamente si indurisce stando nella figa.

Lo fa scivolare dentro di sé in silenzio quindi riprende a baciare il ragazzo mentre muove sensualmente il sedere.
I movimenti della ragazza aumentano d’intensità poco alla volta, con lentezza esasperata inizia prendere dentro di sé un sesso sempre più rigido. Ora lei si muove perché sente il cazzo del ragazzo nel ventre. Lo sente scivolare alternativamente nella figa e riempirla fino all’utero.
Sono venuti da poco tempo ma si muovono come se tenessero dentro una voglia insoddisfatta. La ragazza si adagia su di lui e raccoglie le sue spinte sobbalzando quindi porta giù il sedere e si solleva rimanendo con la schiena eretta per muovere solo il pube completamente penetrata dal giovane.

Lui le chiede se si sente piena, lei risponde poggiando una mano sul ventre indicano un punto sotto l’ombelico. E’ l’indicazione “lo sento fin qui!”. Con una rapida mossa lei si gira dando le spalle al suo uomo. In questa posizione i due ci possono osservare mentre ci sgrillettiamo e baciamo.

Io, con le mani sulla sabbia e le braccia che fa da puntello al mio corpo, ho le mammelle con i capezzoli eretti ornate dai piercing offerte alla bocca di Mirta. Le gambe larghe e la mano della mia amante che con micro vibrazioni mi stanno portando al parossismo.


La ragazza dopo un lungo e soffocato gemito si lascia cadere all’indietro con la schiena contro il corpo del ragazzo che le afferra subito il seno trattenendola contro di sé mentre si muove dentro di lei. Lei ha degli spasmi. Il corpo si contrae ripetutamente mentre lei ansima. Infine viene mostrando a noi che guardavamo la sua figa completamente aperta e ripetutamente occupata.

A voce alta urla la sua richiesta di venirgli dentro.

Ora lui è libero di riempirla di sperma e in pochi attimi raggiunge l’orgasmo.

Anche lei si dimena in preda al piacere.

I movimenti della ragazza fanno scivolare fuori dalla figa il membro che termina di spruzzare sulla pancia e sulle labbra esterne della figa.

 

Dinanzi a questo spettacolo Mirta ed io siamo eccitate e impazienti di mostrare loro come godere tra donne.

I ragazzi, nudi, si avvicinano.

Mirta bacia lei e lui. Non avevo mai visto Mirta baciare un maschio.

Ora si dedica a me. Mi ha tirato il piercing di una mammella in segno alla ragazza che poteva succhiare il mio capezzolo.

Ha iniziato a baciarmi, con la mano che era libera, ha impugnato il cazzo del maschio che alla vista di me, che godevo e sospiravo, si era di nuovo eccitato.

Dopo qualche minuto Mirta ha invitato il ragazzo a mettersi alle mie spalle in modo che potessi adagiarmi sul suo petto.

Ora sentiva il suo cazzo duro e giovane tra i miei glutei.

La ragazza ha allungato le sue mani fino a sostituirle a quelle di Mirta. Mi ha sgrillettato mentre la mia amante lo faceva da sola davanti a tutti noi.

Ormai ho solo voglia di venire, non aspetto altro.

Il ragazzo mi stringe il collo con una mano.

Un urlo, un gran fremito, mi arcuo, apro ancora di più le gambe e finalmente grido il mio orgasmo.

La ragazza mi bacia ed io ricambio per ringraziarla di avermi tolto la voglia irresistibile che avevo ma che non ho completamente soddisfatto.

Ora in tre osserviamo che Mirta si sta facendo un grandioso ditalino.

Lei si agita, apre le gambe, si tortura i capezzoli, si impasta le mammelle ed infine anche lei sollevando il suo corpo con le gambe ed un braccio grida che sta venendo.

Vediamo chiaramente il suo spruzzo di sbroda uscire dalla figa e dopo qualche fremito la vediamo ricadere sulla sabbia esausta.

La osserviamo in silenzio felici.

Poi lei si risveglia e ridiamo tutti e quattro in segno liberatorio e di amicizia reciproca.

Chiacchieriamo, guardiamo i nostri sessi, ridiamo, scherziamo; infine ci scambiamo i nostri nomi e di numeri di telefono.

La ragazza si chiama Michela e il ragazzo Gian Marco.

Mirta li invita a casa in città.


Poco dopo, noi donne rivestite e con i capelli sistemati, aiutiamo a rivestire Gian Marco e torniamo in città.



 

Sergio e Marco by 1948

 

Il sapere che io avevo un maschio ha messo la fregola a Mirta. L’essere stata scopata da Sergio l’ha fatta impazzire tanto che ora vorrebbe che un altro maschio partecipasse ai nostri incontri speciali.

L’aver già fatto l’amore di gruppo non le è bastato ora vuole riprovarci.

Chiedo con discrezione a Sergio se un suo amico con i requisiti di riservatezza, bellezza e pulizia, potesse fare da stallone per Mirta.

E così fu. Il ragazzo si chiama Marco ed è studente universitario anche lui, di buona famiglia bello e gentile. Riservato quanto basta per non farsi scoprire dalla sua fidanzata gelosissima.

Dopo cena Sergio andò in bagno ed io con quella scusa lasciai Mirta da sola con Marco.

In bagno ci baciammo e Sergio mi titillò i capezzoli con la punta della lingua.

Ciò che provai fu indescrivibile. Mai avrei immaginato che un accessorio del piercing potesse darmi tanti brividi. I capezzoli così tirati e allungati erano bellissimi. Il foro era largo e ci sarebbe passato un anello di dimensioni maggiori.

-          Sergio, se continui le mie cosce si sporcheranno e stavolta dovrai passare la lingua per ripulirle. Poi le conseguenze le reggerai?

Lui cambio argomento di discussione.

-          Vieni in soggiorno. Andiamo a vedere che fanno Marco e Mirta. Ti va? Li hai mai visti accoppiati?

-          Si quest’ultimo lunedì a casa di Bianca, la zia di Mirta.

-          Dai, allora andiamo!

Passai davanti ad uno specchio. Mi vidi bellissima  e anche un po’ troia. Questa sensazione me la davano le scarpe a tacco alto ed i piercing che già io avevo ma soprattutto quelli che mi aveva fatto indossare Sergio. Messa di profilo ero veramente uno schianto. Se non fossi stata io mi sarei fatta fare da chiunque.

Sergio tenendomi per mano mi condusse nel soggiorno. Ci fermammo sulla porta. Lo spettacolo era bello e arrapante. Marco era disteso sul divano e Mirta era seduta su di lui e si impalava il cazzo nella figa. I sospiri, gli ululati ed i miagolii di Mirta si mescolavano a quelli di Marco.

Sergio mi sussurrò

-          me lo fai diventare di nuovo duro?

-          Io sto di nuovo colando davanti a tutto questo sesso. Come vuoi che te lo ingrossi?

-          Vedi tu. Poi ti faccio vedere un altro spettacolo. Lo abbiamo già fatto ed è stato molto bello e piacevole.

Non volevo perdermi la visione dei due amanti ed allora allungai la mano e lo masturbai.

Il cazzo di Sergio riprese vigore. Allungò una mano per toccarmi ancora una volta i capezzoli e poi la fece scendere fino a toccarmi le labbra della figa. Ero bagnata. Me ne accorsi dal rumore che fece il dito medio nell’esplorazione fra le labbra ed il clito.

Il cazzo di Sergio era di nuovo eretto e duro. Mi inchinai e me lo presi in bocca dandogli due stantuffate. Era troppo bello per rinunciarci!

Lui si scostò da me e si avvicinò alla coppia. Pensavo che avrebbe fatto una doppia penetrazione infilando il suo membro nel culo di Mirta.

Invece si avvicinò a Marco e gli offrì il pene sulla bocca.

Marco aprì le labbra ed inghiottì il membro.

Sergio iniziò un entra ed esci dalla bocca che rese il pene molto grosso e rigido, inoltre al ragazzo il trattamento piaceva e lo si vedeva dalle espressioni del corpo e della testa che spesso ripiegava all’indietro.

Quando Sergio stava per venire nella bocca di Marco si staccò da lui e l’amico disse

-          Chiavami

Rimasi sbalordita. Ero eccitata non so dirvi quanto. Non avevo mai visto ne due ragazzi farsi un pompino tanto meno vedere due ragazzi chiavarsi ed in più mentre uno era accoppiato alla sua donna. Colavo come una fontana. Ero drogata dal sesso e ne ero anche ipnotizzata. Nella mia breve vita sessuale avevo avuto molti rapporti saffici, non molti eterosessuali, avevo avuto più donne che mi scopavano con oggetti vari, ero amata in ogni senso e in ogni mio foro. Avevo preso gusto alle lesbicate ma, mai e poi mai, mi sarei sognata di veder un accoppiamento di questo genere. Ero arrapata più che mai e non pensavo di essere così pronta dopo pochi minuti a venire di nuovo abbondantemente. Le mie gambe erano di nuovo bagnate da quel che fuori usciva dalla figa. Le mie dita erano al lavoro sul clitoride duro e sporgente più eccitato che mai anche il piercing applicato che mi dava scariche di piacere incontenibile. Mi dimenavo in piedi per la goduria e le scariche di adrenalina che avevo. Per fortuna ero appoggiata lo stipite della porta.

Mirta esperta della situazione si sfilò rapidamente il sesso di Marco dalla sua fighetta.

Marco sollevò le gambe portandole verso le sue spalle.

Mirta si re-infilò Marco nella vagina.

Sergio avendo a disposizione il buchetto di Mirta si avvicinò.

Qui avvenne la sorpresa.

Sergio si sedette per terra, si avvicinò alla coppia, che continuava scopare come se niente fosse successo, e pose la sua punta sulla rosa del buchetto dell’amico.

Marco sentendo l’asta dell’amico

-          dai Sergio, mettimelo dentro e chiavami.

Mirta a quel punto intervenne

-          Sergio fai ingrossare il cazzo di questo maschio. Lo voglio sentire più grosso e più duro. Voglio che mi venga dentro la figa. Vienigli dentro con tutto quel caldo sperma che puoi produrre.

Non capivo più niente.

Guardavo e le dita erano sempre più veloci sul mio clito. Entravano anche nella figa. Ero bagnata e emettevo liquidi in grande quantità. Non riuscivo a venire tanto ero eccitata.

Mi sedetti per terra perché stare in piedi sui tacchi con lo stato di agitazione dovuto ai contorcimenti, era un’impresa ardua.

Mi appoggia al divano ed avevo davanti a me i due maschi e Mirta tra i due. Vedevo anche i sessi di tutti tre.

Sergio mise le braccia all’indietro per inclinare il suo splendido busto e con le gambe molto aperte che evidenziavano la muscolatura premette sul buchetto di Marco. Mise del lubrificante sia sulla Rosellina di Marco sia sul suo sesso e poi lentamente ma con decisione spinse la sua asta nell’intestino di Marco che si trovava bloccato dall’avere le gambe sollevate e bloccate da Mirta ed inoltre da dietro aveva Sergio.

Aiutandosi con le gambe e con le braccia, sollevandosi leggermente da terra Sergio iniziò a muoversi alternativamente dentro Marco che godeva molto più di prima.

Mirta incitava tutti e due a continuare e incitava anche me a guardare e parlare. Voleva sentirmi urlare il piacere che avevo.

-          Ti piace farti scopare come una troia, vero amore?            Rivolta al suo ragazzo.

-          Ohhhh, sihhh, ma io quando scopo mi sento sono una troia!         Esclamo Marco

-          no, tu sei troia sempre, come tutte più degli altri ragazzi che con cui ho scopato.

-          allora scopami come la più troia!      Replicò Marco

Io ero accecata dalla lussuria e dalle sensazioni che mi creavo sditalinandomi. Il clitoride era grosso, congestionato, il piercing mi dava maggiori stimoli, la figa ed il clito mi dolevano e più mi dolevano più avevo voglia di sfregarlo e entrare le dita nella figa. Il buco del culetto era pronto a riceve qualcosa e me lo toccavo con rapidi passaggi con le dita finchè ne misi uno dentro della mano sinistra mentre la destra lavorava sul davanti.

Ad un tratto vidi Mirta ergersi sopra Marco e urlare con voce roca e subito dopo accasciarsi su di lui. Era venuta.

Sergio ancora stantuffava

-          Sergio, tesoro mio, vieni dentro di me. Disse Marco.

Qualche istante ancora e il ragazzo gli scarico nell’intestino tutto il suo seme.

Io nel frattempo vedendo tutto quel sesso e gli incitamenti degli altri venni urlando non so neanche io come, sollevandomi da terra e arcuandomi in modo che la mia figa e soprattutto il mio grilletto fossero alla vista di tutti.

Ero distrutta. Non reggevo in piedi.

Sergio mi venne vicino e mi baciò.

-          Sei stata superlativa. Sono venuto dentro Marco pensandoti.

-          Anche io ti ho pensato molto ed ho goduto vedendoti. Più tardi devi fare a me quel che hai fatto a Marco. Dissi a Sergio.

-          Sarò a tua disposizione e gradimento.

Il gruppo di manti si sciolse e Mirta con Marco andarono in camera dopo essere passati per il bagno.

Io e Sergio ci stendemmo sul divano e ci colse il sonno della stanchezza mentre lui mi accarezzava le mammelle con i capezzoli ancora in tiro.

 

 

 

 

 

 

 

L'amore in quattro by 1948

 

Tutto è successo casualmente, un anno dopo il mio trasferimento in città.

Era giugno e l’aria era calda. Avrei voluto andare a fare un bagno al mare ma Mirta, diventata ormai la mia fidanzata, non voleva perché temeva che io perdessi il colore bianco della mia pelle.

Sarei voluta andare a farmi vedere. Il mio corpo era bello e avrei voluto far vedere i miei piercing ai capezzoli. Li avrei abbelliti con dei gioielli.

I maschi di sicuro si sarebbero arrapati tanto. Li immaginavo guardarmi di nascosto e poi via … chissà dove a pensarmi.

 

Avevo voglia di uscire a fare una passeggiata per vedere vetrine. Mi mancavano. Ero giovane e bella e volevo pensare a come vestirmi. Mirta provvedeva a mio abbigliamento, per la verità quasi inesistente, e ciò mi faceva stare più a casa che non fuori.

Mi piaceva stare nuda, o quasi, in casa a vedere TV e riviste.

Ma stavolta volevo vedere altre persone.

Mi vestii, se così si può dire, indossando un hot pant nero ed una maglietta di cotone verde molto aderente; lasciava vedere le barrette dei piercing applicate ai capezzoli. Scarpe a tacco alto bianche aperte sul davanti e legaccio alla caviglia. Le avevo usate a casa per essere scopata da un’amica di Mirta alcuni mesi prima.

I capelli raccolti alti a coda di cavallo.

Niente biancheria intima.

Nell’uscire passai dal negozio di Mirta dove c’erano alcune clienti.

Le donne si voltarono a guardarmi. Non so se fosse per invidia o per ammirazione o per voglia ma notai gli sguardi su di me. I commenti non li sentii ma sicuramente li fecero.

 

Salutai Mirta con un profondo bacio e varcai la soglia.

Camminai per almeno mezz’ora. Poi una voce sussurrata vicino a me; era Bianca.

Non la vedevo da oltre un anno. Era sempre bella. Aveva con se il figlio di Angelo ma ufficialmente del marito.

-         Come va? Sei sempre più bella. Si vede che ami Mirta e che ti coccola e ti ama tanto. Va tutto bene?

-         Si, certo. Sono felicissima. Il mio amore per lei è grande. Ormai sembriamo fidanzate.

-         Sto andando a casa, vuoi venire con me?

-         Si, volentieri. Abbiamo tante cose da dirci.

Ci avviammo a casa parlando di tante cose e tenendoci per mano. Mi piaceva spingere il passeggino che portava suo figlio. Mi sentivo ancora più bella ed ammirata.

Arrivati a casa mi offrì da bere e preparò la tavola per mangiare dei dolci.

Iniziammo a parlare dei nostri rapporti.

Le dissi che con Mirta vivevo una vita sessuale piena e senza alcun limite e che stavo benissimo.

Lei mi disse che aveva provato lo scambio di coppia consensualmente con un suo amante e con massimo giovamento per entrambi evitando così sotterfugi e tradimenti reciproci che tra copie insoddisfatte dopo un certo periodo accadono.
Mi disse che con lui ne ha fatto di cotte e di crude.

Tra me pensavo di aver fatto tutte le esperienze più strane che una persona possa pensare e desiderare, ma non era così.

Bianca mi disse che doveva venire a trovarla la nipote che si chiama Adriana; ha superato da poco la fase adolescenziale, infatti ha solo 18 anni. Avevo avuto occasione di conoscere la sorella di Bianca.

Non passò molto tempo che fu li tra noi. Aveva una corporatura snella e slanciata, capelli lunghi neri  come sua madre, ha preso molto da lei in tutti i sensi, una voglia di fare e una determinazione da persona più che adulta che gli invidio.

Mi piaceva, era una ragazza che mi attirava.

Mi disse che aveva un fidanzato e che faceva il modello.

Ci sedemmo su un divano a raccontarci delle storie e Adriana prese a parlare con la zia di aspetti sessuali con il suo fidanzato.

-         cara zia, Marco (fidanzato di Adriana) ieri sera mi è entrato mettendolo da dietro e me lo sono sentita fino in fondo. L’aveva grosso, troppo per me. Mi farà male?

-         Alla pecorina?

-         Si proprio così.

-         Che bella posizione. Rispose Bianca.

Io stavo già bagnandomi ed il pant aveva già una piccola macchia. I capezzoli erano evidentemente duri e sporgevano da sotto la maglietta.

-         Sai che mio figlio l’ho fatto proprio così?

-         Ma dai! Non me lo dire!

-         E tu Francesca come fai l’amore di solito?

-         Io non ho una posizione. Mi vanno bene tutte e amo fare l’amore con tutti. Io godo comunque. I miei orgasmi sono profondi. Vero Bianca?

-         Zia! Non mi dire che ti sei fatta anche lei!

-         Si mia cara e non oggi ma me la faccio da circa due anni fa e con mia grande soddisfazione.

Bianca mi si avvicinò, mi levo la maglietta e rimasi nuda.

Adriana si levò in piedi meravigliata.

-         Francesca sei un capolavoro della natura! Disse allungando le mani a toccarmi le mammelle.

-         Sono così dure e così perfette. Ti vorrei baciare i capezzoli. Posso?

-         Certo! Risposi

Si avvicinò e iniziò a baciare succhiare i capezzoli sotto l’occhio della zia Bianca che avendo messo a nanna il figlio era libera da impegni.

Nel frattempo Bianca si aveva sollevato la gonna e iniziato a farsi un ditalino guardando la nipote e me.

-         Adriana, vuoi che chiamiamo Marco?

-         Si chiamalo. Io non stacco le labbra da questi bei capezzoli.

Non so dopo quanto tempo, ma non molto, arrivo Marco. Era un bellissimo ragazzo, alto, abbronzato, gentile nei modi, asciutto di fisico e ben strutturato fisicamente. Per dirla in due parole: un figo, un bono pazzesco.

Io ero già nuda completamente con le sole scarpe bianche a tacco alto indosso.

Bianca mi baciava e mi passava la lingua dietro le orecchie. Ero eccitatissima. La mia figa colava più che mai. Non vedevo l’ora che mi toccasse il clito. Le sue mani scorrevano sul mio corpo ed io mi godevo quelle carezze e gocciolavo sempre di più.

Marco si tolse i vestiti ed io andai in paradiso. Era il più bel ragazzo mai visto. Era depilato completamente; non vedevo un pelo da nessuna parte. I muscoli erano in evidenza per il lavoro di ginnastica che, poi mi disse, faceva quotidianamente. Era alto circa 1.80. Bel sorriso con i denti bianchissimi. Capelli molto curati. Il suo pene era lungo e proporzionato ed era già eretto.

Si avvicinò e Adriana lo baciò davanti alla mia bocca già pronta ad accogliere la sua lingua. Bianca era sempre dietro di me a carezzarmi e tenermi eccitata ma nel contempo aveva allungato la mano per prendere il membro di Marco e scappellarlo e rendendolo più duro.

Marco finalmente mi baciò ed io mi sciolsi. Aprii le gambe e le richiusi su una delle sue. Iniziai a muovermi sulla sua coscia sfregando il clito che ormai voleva solo essere toccato e sfregato.

Bianca fece cenno a Marco di mettersi alle mie spalle, mentre lei si inginocchiò davanti a me leccandomi l’interno delle cosce facendomi godere ancora di più. Poi, preso il membro di Marco, dolcemente lo indirizzò nella mia fighetta.

Adriana seduta sul divano si menava la figa e godeva tanto nell’osservare la zia ed il fidanzato che mi seducevano, leccavano e scopavano.

 

Nel bel mezzo della scopata Bianca e Adriana si allontanarono, io e Marco ci godevamo una sana scopata.

Venni abbondantemente e lui anche fuori della mia figa sulle mie gambe. Allungai la mano per raccogliere il suo seme trovandolo di buon sapore.

 

Sentivamo delle parole venire da una stanza ed andando far pipì, ho notato che la porta della sua cameretta era rimasta socchiusa e si intravvedeva una luce leggermente soffusa, incuriosita mi sono fermata, e sbirciando dalla fessura della porta, mi si è presentata una situazione veramente imbarazzante, Bianca era distesa mollemente sul lettino completamente nuda, come non l’avevo mai vista prima; le gambe leggermente divaricate e sollevate sul letto, la figa depilata si contraeva al tocco leggero delle sue dita il movimento era lento, ma incessante, quasi si sentiva impalpabile il profumo della sua pelle, impercettibile prima, ma poi più distinto il suo leggero ansimare, man mano a crescere con l’arrivo dell’orgasmo che sarebbe giunto a breve. Non vedevo Adriana.
Avrei voluto allontanarmi, ma non ci riuscivo, ma non ne sono stata capace, era troppo eccitante. Finalmente rilassata e appagata dal godimento Bianca ha spento la luce centrale ed era rimasta accesa l’abatjour. Ero di nuovo eccitata ma non volevo toccarmi li nel corridoio. Cercando di non far rumore mi sono diretta verso il bagno cercando di non fare rumore. Una volta dentro senza chiudere la porta mi sono appoggiata al muro e mi sono fatta un ditalino grandioso.

Dopo aver fatto pipì ripassai davanti alla porta socchiusa e vidi Adriana. Lei era li, bellissima non era distesa sul suo letto come avevo vista la zia, ma sempre nuda, era seduta di fronte al suo PC a gambe leggermente divaricate e con qualcosa in mano, di indefinito che teneva tra le sue delicate dita e che stava maneggiando con cura e maestria sul suo delicato fiore.

La cosa doveva essere molto piacevole da come la vedevo contorcersi e smaniare su se stessa, il godimento che stava avendo con quella masturbazione in videoconferenza attraverso le immagini che riceveva e che a sua volta inviava doveva essere veramente al massimo, vidi con chiarezza l’immagine della persona con cui era in comunicazione, era la sua amica Martina, che anche lei si stava toccando le parti intime e il seno prosperoso, probabilmente raccontando alcune situazioni piccanti avute con qualche loro amico si erano eccitate al punto tale da riviverle mentalmente masturbandosi vicendevolmente come se fossero realmente li assieme

Sessualmente non so se Adriana abbia avuto dei rapporti veri e propri con altri maschi, questo non l’aveva detto alla zia.

Aveva accennato a qualche toccatina vicendevole alle proprie parti intime e sopratutto al suo piccolo seno acerbo appena accennato e sormontato da due capezzoli piccoli e turgidi, esperienze piacevoli che tutti da giovani abbiamo provato.

-         Ho capito da come mi osservavi, sbirciando dalla fessura della porta, incuriosita ed eccitata dalla situazione, che ti piaccio

-         Ho lasciato la fessura appositamente, per vedere la tua reazione, il tuo comportamento, tu non te ne sei accorta ma quando zia ha  spento la luce ho goduto molto, aspettavo che arrivassi qui e a mia volta ti sbirciavo dalla fessura della porta del bagno che, non so se volontariamente o no, hai lasciato socchiusa e mi compiacevo per la reazione inaspettata che ero riuscita a provocare ai tuoi sensi, mi toccavo la passerina fino a sbrodolarmi tutta lungo le gambe.

Io risposi:

-         Sai io in cuor mio speravo che anche tu mi spiassi dalla porta che lasciavo appositamente socchiusa ma mai avrei pensato avessi il coraggio di fare per me quel che ho visto pochi minuti fa in bagno. Pensavo che Marco ti avesse soddisfatta. Sai che quando mi hai vista trasognante e quasi agonizzante dalla libidine la stavo provando davanti al PC con la Martina parlando di te e la cosa ci ha eccitato da morire; ci ha fatto godere come non mai.

Vieni di la da Marco.

Mi prese per mano e mi condusse da lui.

A quel punto si è inginocchiata ai suoi piedi e preso delicatamente il sesso tra le mani ha iniziato a far scorrere dolcemente le sue dita per tutta la sua lunghezza, improvvisamente ha cominciato a gonfiarsi di sangue ed ad animarsi, inturgidendosi all’inverosimile, a quel punto si è chinata con il capo su di lui e con la sua piccola ma sapiente lingua a cominciato a farla frullare e scorrere dallo scroto fino alla sommità del glande, che era diventato sempre più paonazzo dall’eccitazione.

Adriana si rendeva conto di quella situazione, che in un sol colpo se l’le ficcato in gola tutto fino alla radice, quasi al punto di soffocare.

L’ha portato ad un punto di non ritorno, poco dopo non riuscendo più a trattenere l’imminente orgasmo liberatorio, Marco ho riversato in quella bocca calda e accogliente una valanga di seme caldo e dolce, che per rammarico di Adriana avrebbe voluto assaporare fino all’ultima goccia, (come una persona assetata che anela un goccio d’acqua in mezzo al deserto).

Tanta era tanta la quantità esplosa che tutto quello che era riuscita a contenere in gola e in bocca lo aveva inghiottito e deglutito avidamente;  il resto era caduto a terra.

Poi con Marco disteso sul divano l’ho fatta accovacciare con la patatina implume sul suo viso e delicatamente ha cominciato a leccarla piano e man mano più velocemente poi di tanto in tanto interrompendo, fino a portarla ad un livello di eccitazione incredibile.

Adriana smaniava, si contorceva, sembrava una puledra alla monta, d’un tratto un rantolo un urlo di godimento ha stretto le gambe tra la testa del suo maschio, un rivolo gelatinoso biancastro ha cominciato a sgorgare dalle labbra morbide del suo delicato fiore e io ne ho approfittato per assaporare il suo nettare come aveva fatto lei stessa con me.

In questa situazione nel frattempo l’uccello s’era inturgidito da solo e Marco è venuto ancora una volta, così da solo senza neppure essere sfiorato, con quel poco di seme che gli era rimasto ancora in corpo.

Poi spossati e appagati ci siamo addormentati insieme a Bianca nel letto matrimoniale degli ospiti.

 

Il piacere di essere impedita by 1948

 

Mi accingevo a mettermi a letto con la mia amante Mirta. Lei era particolarmente sexy.

Era uscita dal bagno prima di me e non aveva voluto che la vedessi mentre si lavava prima di giacere con me.

Io entrai in bagno dopo di lei. Non notai niente di particolare.

Qualche istante prima di stendermi sul letto mi avvicinai a lei per baciarla ma Mirta mi allontanò.

Non capivo.

Mirta indossava calze scure, un reggiseno leggerissimo, effetto nude look, era truccata un po’ più del solito.

C’erano delle calze sul letto e pensavo che dovesse indossarle oppure che le dovessi indossare io.

“stenditi” mi disse “ ti voglio legare al letto.

Lo feci quasi come un automa.

Mirta mi legò al letto, a pancia in su, braccia e gambe divaricate, nuda, indifesa ed esposta al suo sguardo ed alle sue azioni. Mi squadrò dalla testa ai piedi e mi disse: "Ora sei in mio potere".

Fece tutto quel che voleva e desiderava per soddisfare se stessa ed il suo piacere, senza pensare mai a dedicarsi al mio. Prese da me tutto il piacere che voleva. Mi prese stando sopra, regolando velocità e profondità dei sui movimenti liberamente sintonizzandoli con il suo piacere, senza che io potessi intervenire,tutto per stimolare i suoi orgasmi, riducendomi ad un giocattolo erotico, ad un semplice oggetto destinato a darle piacere. E fece bene: io sono così, un oggetto di piacere nelle mani della mia predatrice.

Mi ordinò di succhiarle i capezzoli ed io lo feci con dolcezza, delicatezza, attenzione, sottomissione. Alla fine mi disse:
"ora lecca e continua fin quando ne ho voglia"
Capii subito a cosa si riferisse, leccai con avidità le sue intimità e in un tempo che sembrava non finisse mai.
Si sedette sul viso facendomi scoprire la gioia di quella che considero la mia pratica erotica non solo preferita, ma anche quella in cui riesco meglio: il facesitting.

Lo facevo senza poter usare le mani. Era molto meglio.

Mi sentivo sua schiava ed era una sensazione nuova e piacevole.

Non appena fu seduta, iniziai a leccarla docilmente a volte piano, a volte veloce, assecondando i suoi ordini ed i suoi movimenti, muovendo le labbra ed il viso per non soffocare.

Muoveva il bacino mugolando. La leccai con impegno, quasi a slogarmi la mandibola, con senso di profondo piacere e considerando questo atto come una missione, in poche parole con amore. Mirta venne sulla mia bocca.
Si affloscò su di me, a peso morto e quel suo peso su di me mi faceva stare bene, mi sentivo finalmente e oscenamente più vicino a lei, più dedicata a lei, più sua.

Quando si riprese, si voltò di spalle e si sedette di nuovo sulla mia bocca dandomi le spalle. Allungando una mano, mi penetrò l'ano con qualcosa di sconosciuto e, lasciandomi sempre legata al letto, mi ordinò, secca: "Riprendi a leccarmela! Mi è venuta di nuovo voglia di godere!"
Dopo un altro orgasmo, durante il quale spinse più a fondo quel qualcosa con cui mi penetrava l'ano, si girò di nuovo, e si stese sopra di me.

Rimasi legata al letto, usata come materasso e come cuscino.
Quella sera è stata per me una grande gioia. Per questo non sono una masochista: il masochista trae piacere dall'umiliazione.

Io non provo alcuna umiliazione, ma anzi un grande senso di gratificazione quando colei che mi possiede prova piacere e soddisfa se stessa.

Quella sera ho capito come fare per superare o almeno tamponare il senso di vergogna che si prova nell’essere usata da una donna che amo. Nel mio profondo c’è anche il desiderio di essere una donna oggetto sessuale che sta zitta, non parla, come fossi una bambola che viene utilizzata per le necessità sessuali.

Io non sono semplicemente una donna, io sono una donna-preda, che quando cade nelle mani della sua predatrice, diviene il suo oggetto di piacere, fisico e mentale.
Io non sto con una donna per privilegiare e ricercare il mio piacere, ma per provocare a ripetizione il suo.

L'ora del tramonto si avvicinava ed Emma non era ancora comparsa. La spiaggia si era a poco a poco svuotata, ad eccezione di una coppia di fidanzati e di un gruppo di ragazzini che da quando Eva aveva tolto il pezzo di sopra del costume ed era rimasta in topless mettendo in mostra il suo fisico statuario sembrava non avere alcuna intenzione di andarsene. Poco dopo i due fidanzati, a seguito di quello che a Eva parve un bisticcio, si allontanarono in gran fretta, a qualche passo di distanza l'una dall'altro. I ragazzini non volevano saperne, ridacchiavano e si spintonavano l'un l'altro indicando il punto in cui la ragazza se ne stava comodamente sdraiata fingendo di dormire. Ma dove si era cacciata Emma? Quando ormai Eva aveva quasi perso le speranze nell'arrivo dell'amica e nella ritirata dei giovani seccatori, le due cose avvennero pressoché simultaneamente. La silouhette magra di Emma si profilò all'orizzonte incrociandosi con quelle dei ragazzi che, zaini in spalla, si apprestavano a risalire sulla strada. Eva alzò gli occhi, ci vedeva in bianco e nero per averli tenuti a lungo chiusi, e rivolse all'amica un cenno di saluto. Le due ragazze non avrebbero potuto essere più diverse: Eva alta e con un'ossatura robusta, snella ma formosa, i capelli corti quasi biondi, gli occhi e la carnagione chiarissimi, il viso dolce costellato di efelidi, le unghie delle mani smangiucchiate e una generica scarsa attenzione per la cura della propria persona; Emma esilissima, la pelle lattea e i capelli corvini tagliati a caschetto, minuta ma un paio di enormi occhi neri che ardevano come braci e catturavano immediatamente l'attenzione di chi la osservava, le mani bianche con le unghie lunghe e smaltate di rosa, curatissime.

 

"Dove diavolo ti eri cacciata?", chiese Eva ricevando un bacio distratto a fior di labbra dall'amica.

 

"Colpa di Fabrizio!", rispose Emma (Fabrizio era il fratello della bambina a cui Emma faceva da babysitter).

 

"Non mi voleva più lasciar andar via! Domande su domande, non la finiva più!"

 

"Che genere di domande?"

 

"Puoi immaginarlo, è in piena adolescenza e ci ha viste insieme mano nella mano la settimana scorsa."

 

"E immagino anche che sua madre non sia troppo incline a rispondere alle domande sulla babysitter lesbica di sua figlia."

 

"No, infatti."

 

Le due ragazze si guardarono e si sorrisero, gettarono un'occhiata circospetta alla spiaggia e poi si dettero un lungo bacio appassionato.

 

"Sei riuscita a far compere prima di andare da Carolina?", domandò Eva (Carolina era la sorellina seienne di Fabrizio).

 

"Sì, sono passata dal negozio non appena ha aperto.", la rassicurò Emma con un sorrisetto malizioso.

 

Dopodiché svuotò la borsa che aveva con sé, dalla quale cadde un intero armamentario di vibratori, dildi, palline cinesi, anelli vibranti e chi più ne ha più ne metta.

 

"Santo cielo! Ma quanto hai speso?"

 

"Meno di quanto pensi. Diciamo che mi sono lavorata la commessa."

 

Sentendo un brivido di gelosia correrle lungo la schiena, Eva non ci pensò due volte e strappò le mutandine di Emma che ancora non si era sfilata il vestito nero di lino. Le aprì le gambe e iniziò a leccarle il pube da lei stessa depilato il giorno precedente. Inizialmente stupita, Emma a poco a poco si rilassò, sentendo la lingua dell'amica scorrere in basso fino ad arrivare al clitoride e poi ancora più giù, all'ingresso della vagina. Allungò allora una mano verso la borsa e le passò un vibratore esterno, con la quale Eva iniziò a massaggiarla mentre le toglieva il vestito e il reggiseno, mordendole delicatamente i capezzoli. Il vibratore scorreva silenzioso sul corpo di Emma che stringeva le gambe come per catturare il piacere che le dava. Eva all'improvviso si fermò. L'amica la guardò stupita ma poi capì che voleva solo cambiare giocattolo e allora reclinò la testa all'indietro preparandosi ad un nuovo, più grande piacere. Trasse dalla sacca un grosso dildo di silicone, rosso, molto morbido, e un lubrificante a base d'acqua, che iniziò a spalmare sull'apertura della fica di Emma. Premette dentro il dildo, si fermò un attimo per farla abituare alla sua dimensione, fino a quando la punta liscia non si fece strada all'interno del suo corpo umido. Entrò tutto. Allora Eva iniziò ad estrarlo dolcemente per poi farlo subito rientrare. I suoi movimenti acquistavano sempre maggiore velocità dando all'altra un godimento sempre maggiore. Si sentiva completamente riempita di un calore intenso, completamente parte della terra con la quale si fondeva affondando le mani nella sabbia calda. D'un tratto si sentì avvampare: era già vicina all'orgasmo. Si contrasse con foga, quasi animalescamente e un'ondata di piacere la travolse mentre con le unghie si aggrappava alle spalle di Eva, graffiandola. Questa estrasse il dildo e lo gettò da una parte.

 

"Sono eccitatissima.", disse.

 

"Dammi un attimo!", la pregò Emma sorridente, con gli occhi chiusi e ansimante, stanca ma felice.

 

Poi fu il suo turno. Stavolta presero un dildo più piccolo, in ceramica, con dei fiori viola disegnati sopra.

 

"Carino!", commentò Eva non vedendo l'ora di sentire la sua superficie fredda a contatto con il proprio corpo bollente. E poi, cambiando repentinamente espressione, aggiunse: "Voglio che mi scopi come non hai mai fatto...".

 

Non ci fu bisogno di usare alcun lubrificante: era bagnatissima. Emma leccò il dildo voluttuosamente facendo eccitare ancora di più l'amica e poi con un gesto deciso lo infilò completamente nella sua fica spalancata e impaziente. Era freddissimo ed Eva tremava ma in poco tempo il suo corpo stupendo fu scosso da brividi non più di freddo ma di piacere. A differenza dell'altra, Emma procedeva lentamente, muovendo il dildo in tutte le direzioni, come a voler raggiungere ogni punto all'interno del corpo dell'amata. Guardava come incantata il giocattolo entrare e uscire dalla vagina di Eva, che nel frattempo si stava toccando le piccole labbra con dei frenetici movimenti circolari. Inaspettatamente si arrestò, sfilò il dildo e tolse le mani di Eva dal suo fiore rosso e fremente e le infilò tre dita dentro, sdraiandosi sopra di lei e baciandola rabbiosamente. L'orgasmo fu istantaneo. Eva strinse le gambe, impedendo all'altra di togliere la mano. I suoi spasmi furono accompagnati da gemiti rauchi, si sentiva travolgere dal desiderio, desiderava solo essere tutt'uno con il corpo che le stava dando un simile piacere. Quando fu tutto finito, le due ragazze erano talmente affaticate da non riuscire neanche a parlare, o ad abbracciarsi, restarono distanti l'una dall'altra, tenendosi per la punta delle dita, quelle stesse dita su cui erano mescolati i loro odori e i loro umori. Ogni tanto se le portavano alla bocca, leccandole, o le avvicinavano al naso, nel tentativo di aspirare l'essenza più intima della loro estasi.

 

"Ti amo."

 

"Ti amo anch'io."

 

Quasi senza rendersene conto, cullate dal rumore delle onde che si infrangevano sulla battigia, caddero in un sonno profondo.

 

Con Mirta cinema by 1948

 

Con Mirta abbiamo deciso di andare al cinema per vedere un film di Tinto Brass.

Sapeva che questo è un regista di film erotici e l’idea di vederne uno in una grande sala e non in una stanza di casa mi dava un’eccitazione strana.

Mi chiesi se dovevo essere esibizionista o morigerata, se il mio abbigliamento doveva essere come di solito sono, cioè quasi nuda e pronta agli assalti, oppure coperta nascondendo le mie parti migliori.

Il film è “Fallo!”. Un titolo che mi fa venire i brividi.

Ho chiesto alla mia compagna di vita e d’amore come mi dovessi vestire. La risposta di Mirta fu “Visto che fuori fa freddo, mettiti una mia pelliccia”

Il tono della risposta mi indica che sotto la pelliccia ci deve essere poco o niente.

I miei amanti hanno detto che sono l'immagine femminile che ha il potere di aumentare la la seduzione, mostrando fascino e piacevole personalità anche su altre femmine sviluppando il senso di perdizione.

In effetti se sono alla presenza di maschi divento sfrenata e se ad ammirarmi c’è una donna che mi stimola nei sensi mi perdo completamente nel piacere sessuale.

Mi ricordo che un’amica mi ha raccontato di essersi seduta nel buio di una sala cinematografica e molto lentamente una mano della compagna le aveva slacciato l'apertura della gonna intrufolandosi fino al suo sesso e l'aveva accarezzata a lungo fino a farla venire. Questo fatto non l'ha turbata negli anni giovanili, anzi, aveva notato che il rapporto intimo con un'altra donna può essere molto sereno. Nonostante tutto il fatto non ha lasciato in sospeso le voglie.

In effetti la mia amica non aveva mai accarezzato una donna, anche se, a volte, le era venuto in mente ed aveva sognato il piacere di sfiorare con la mano le natiche, godere della morbidezza del ventre e di quella pelle così delicata che c’è tra le gambe. Si era accarezzata nel suo letto, al buio, proprio per immaginarsi le sensazioni che scaturiscono  nel toccare una donna. Nell’occasione si era accarezzata i seni immaginando che fossero di una ragazza.

Ora vorrei ripetere l’esperienza con Mirta che può farmi realizzare ciò che ho sentito con le mie orecchie materializzando il sogno in compagnia di una donna matura.

La mia mente ormai non aspetta altro che l’ora di entrare nella sala cinematografica.

Immagino di essere con la mia amante in un ambiente carico di ormoni, davanti ad un pubblico variegato, stuzzicate da una sequenza di schermaglie verbali, che all'improvviso, frantumando le inibizioni, si ritrovano ad andare oltre ogni provocazione. Ora la trasgressione è obbligatoria.

Immagino il nostro reciproco coinvolgimento basato sulle reciproche qualità, sull’ammirazione della bellezza dei nostri corpi, anche se ben conosciuti, essendo, eccitate da meravigliose e nuove emozioni.

Infatti è facile passare dallo sfiorare casuale degli indumenti alla carezza più intima o dall'abbraccio ad un bacio più coinvolgente.

Immagino noi due che con voce gioiosa e squillante iniziano per scherzo e si trovano via via con la voce sempre più presa dal desiderio.

Il pensiero di Mirta, femmina di razza, allacciata ad altra femmina di pari razza, in una scena colma di grazia e femminilità mi fa arrapare moltissimo.

La mia eccitazione ora è al top. Non posso fare a meno di toccarmi i capezzoli ornati di piercing dorati. Mi allungo il capezzolo sinistro agganciando la barretta passante con le unghie e la mano destra che orami è già sul clito. Le dita sono già sulla fessura del piacere  che gronda di succhi profumati e spandono ormoni nella stanza.

Mi arcuo sulla sedia, apro le gambe davanti allo specchio e mi ammiro. Mi vedo bellissima e immagino Mirta che mi tocca e sfiora le parti più sensibili del corpo.

Le mie dita ormai stimolano il clitoride che è eretto e duro ed anche estremamente sensibile. Le sensazioni sono difficilmente descrivibili ma sto godendo tantissimo. Il ritmo delle dita aumenta. La testa va all’indietro, allineo i piedi alle gambe e li punto sul pavimento, sono arcuata al massimo, sto ansimando a pieni polmoni.

Dalla mia bocca esce un urlo rapido e roco: sono venuta.

Mi agito ancora, non tolgo le dita dal clitoride. I liquidi escono dalla figa e bagnano la mano.

Il frequenza di passaggio delle dita sul clito diminuisce. Mi rilasso e tiro un profondo sospiro. Mi sento spossata ma soddisfatta.

La voce di Mirta mi riporta alla realtà.

-          Francesca! ti stai preparando?

-          Sono pronta tra pochi minuti.

La sua voce mi ha rigenerato. Sono di nuovo pronta e disponibile. Per lei sono sempre pronta e per lei ho sempre tanta voglia di fare sesso.

Agghindo la figa con un bel piercing a ciondolo e sono indecisa se indossare qualcosa per tenerlo ‘segreto’.

 

Usciamo di casa. Il cinema non è lontano e decidiamo di andare a piedi.

La pelliccia mi copre ma fa entrare l’aria fresca dandomi dei brividi di piacere. Sotto la pelliccia indosso una minigonna, calze sorrette da un reggicalze e niente perizoma. Ho deciso di lasciare il mio sesso libero.

Una camicetta a maniche lunghe bianca aperta sul davanti completa il mio vestiario.

Di intimo non ho altro che le calze scure e scarpe a tacco da 12.

Mentre si paralva tra di noi, a casa, se non ho inteso male, Mirta al cinema nell’oscurità mi vuole toccare nelle parti intime.

Ci sistemiamo in galleria. Non c’è molta gente e siamo lontane da altri spettatori.

Il film inizia, mi apro la pelliccia e la distendo sulla spalliera della poltrona. Altrettanto fa Mirta.

Ci teniamo per mano.

Il film è bello.

Brass ha fatto un film eccitante.

Già dopo 20 minuti mi sento arrapata.

Mirta lo è già da quasi dopo l’inizio. Mi porta la mano sotto la sua gonna che ha tenuto sollevata. E’ nuda anche lei. La mia mano scivola tra le sue gambe inguainate dalle calze. Sento i laccetti del reggicalze e poi mi guida sulla sua figa.

E’ un piacere unico sentire il suo sesso caldo e ben depilato nella mano. Ancora di più qui al cinema davanti ad altre persone che potrebbero sorprenderci.

Lentamente inserisco un dito nella sua fessura. Lei apre ancora di più le gambe affinché possa giocare meglio.

La sento muoversi, ha dei leggeri sussulti che indicano il gradimento dei miei tocchi. La figa è bagnata e penetro in lei prima con un dito e poi con due. Lei mi tiene la mano con le dita dentro; le piace che muova le dita nella sua figa.

Il nostro sguardo è fisso alle scene del film.

Sento che Mirta si rilassa e ora spinge il bacino contro la mi mano. Con le dita salgo a toccare il suo clitoride. Che bello! E’ duro e sensibilissimo. Agito lentamente le dita intorno e lei mi dimostra il suo gradimento sussurrandomi

- Continua. Sto godendo. Mi piace.

La situazione è carica di erotismo. Lei gode molto ed io con lei perché lo stiamo facendo in pubblico al buoi davanti ad altre persone forse ignare del piacere che proviamo.

L’esibizione è ciò che gradisco e che la mia amante vuole. Il fare ciò che il perbenismo ci proibisce ci da una carica eccezionale che ci porta a continuare.

Mi volto lentamente e vedo Mirta con la bocca aperta, sta respirando cercando di non farsi notare, sta per venire.

Infine viene agitando con un tremore intenso ed irrigidendo le gambe. Le sue mani spingono la mia contro il suo grilletto. Apre le gambe mettendone una su di me e infine viene abbondantemente.

L’attenzione alle scene del film non cessa.

Ora spetta a me  godere. Anche io sono sciolta. Non vedo l’ora di essere toccata le immagini che ho davanti sono di una scena intensamente erotica.

I personaggi del film sono tre  e tutti si siedono su un divano.

Il primo a muoversi è un maschio che infila la mano sotto l'abito della ragazza e rimane senza fiato per la sorpresa di toccare la pelle dove si aspettava di trovare la stoffa della biancheria intima. Lei fa scivolare la propria mano ingioiellata sotto la gonna dell'amica che a sua volta non si muove paralizzata dal pensiero del piacere che ne trarrà.

Ora è la scena è una dolce battaglia.

Le due donne si sbottonano, si svestono, si toccano, travolte dagli stimoli.

Cosa può essere più eccitante di quattro capezzoli che si incontrano, di quattro tette che si schiacciano a vicenda, dell'incontro di due pronunciati monte di venere?

Il pensiero dell’accoppiamento mi fa accapponare la pelle al tocco di Mirta, il mio sesso freme anche alle carezze più delicata.

La scena delle due donne nude che premono e sfregano i corpi una con l'altra traendone piacere mi sta facendo impazzire. Ho gli occhi chiusi. Ormai sono concentrata sulle sensazioni che le dita di Mirta mi generano. Le gambe sono aperte; ha la mia passerina depilata completamente esposta.

La mia fighetta è ormai una fontana. Mirta continua nel suo lavorio indicandomi sottovoce quel che mi vorrebbe fare se fossimo le protagoniste del film.

Apro gli occhi per un attimo per rendermi conto che la scena del film è quella del maschio, spettatore, frastornato osserva lo scenario della meravigliosa nudità femminile.

Le donne lo invitano dicendogli :

"Sdraiati con noi !" . Lui si piega su di loro e le accarezza.

La frase è un invito a tuffarsi tra i corpi delle donne ormai eccitate che non aspettano altro che il maschio le faccia godere, ed è, inoltre, l’incitamento ad assaporare le loro lingue oppure far ospitare il suo membro maschile nelle loro bocche.

Supine, prima una poi l'altra sentono il loro sesso aperto dalla lingua mascolina che le esplora. Le donne si abbracciano, incrociano le loro mani per strizzarsi e succhiarsi i capezzoli. Si avvicinano reciprocamente all'oggetto del piacere dell'altra in un turbinio di riti che tendono le corde più sensibili di una donna e la innalzano alle massime sensazioni di piacere. Loro, non sazie, si scambiano piaceri con sapienza e dolcezza  che solo le loro mani e la loro lingua sanno produrre.

Da pure femmine di razza gioiscono instancabilmente senza ritegno con sospiri ed urletti.

Si accorgono appena d'essere violate ripetutamente ogni qualvolta la loro figa viene a trovarsi vuota del sesso maschile.

Le due femmine sono sensibili alle loro reciproche carezze, ma non sono sufficientemente soddisfatte e non chiedono altro che essere prese da un uomo, di essere continuamente penetrate.

Non reggo più. Mirta continua a stimolarmi. Non desidero altro che avere la mia intimità riempita aperta e contratta per fare uscire sulle dita della mia compagna il sapore della felicità. Ho voglia di spruzzare sulle mani di Mirta ma vorrei che l’orgasmo non arrivasse mai e continuasse quello stato di estremo piacere in cui sono ora.

Purtroppo questo non avviene perché la mia amante con il suo continuo lavorio mi fa scivolare sulla poltrona del cinema con le gambe apertissime sulla pelliccia. Dalla mia bocca escono respiri profondi e trattenuti per non dare agli altri spettatori l’idea che ci stiamo amando. Infine arriva un’esplosione di estrema goduria che causa uno spruzzo.

Mirta raccoglie la mano per trattenere il mio liquido e va ad assaporarlo con le labbra e la lingua raccogliendo il nettare che cola.

Le nostre bocche si uniscono ed in un groviglio di lingue ci scambiamo il resto del piacere.

Restiamo così esauste ed abbracciate.

Abbiamo dimenticato il il film dove il maschio si gode l'incantevole visione delle due femmine ancora in calore.

 

Il desiderio ora va a scemare. La mia amica è venuta ed io l’ho accompagnata nel migliore dei modi, come da un po’ di tempo avviene, nel mondo del piacere che da la sua figa grondante del suo sapore.

Se non è amore cos’è?

 

A casa dopo il cinema by 1948

 

Alla fine del film, durante i titoli di coda, ci siamo ricomposte non senza toccarci ancora con delicatezza e discrezione.

Se qualcuno ci avesse visto sembravamo due gatte in calore.

Uscite dal cinema, secondo me con evidenti segni di ciò che avevamo fatto, siamo andate dritte a casa. Il percorso a piedi è stato breve ma ci tenevamo abbracciate e parlavamo di noi e di quello ci saremo fatte una volta arrivate in camera da letto.

I sorrisi e la felicità tra di noi era incontenibile. Finalemnte Io e Mirta eravamo uscite ed avevamo fatto qualcosa di azzardato.

Il rumore dei tacchi all’entrata a casa indicava che due donne in calore stavano per amarsi ancora.

In effetti così fu.

Mirta mi stese sul letto e si stese al mio fianco baciandomi appassionatamente facendomi sentire al sua lingua nella mia bocca. Era ciò che gradivo moltissimo. Mi baciò a lungo.

Poi si levo dal letto e si spogliò.

Le luci dell’abatjour facevano il loro efetto e la sua bellezza apparve come sempre.

Il seno tirgido, i capezzoli dritti e lunghi, la sua figa depilata perfettamente, le sue gambe snelle e toniche mi eccitavano sempre di più ogni giorno.

Ero persa in lei.

Mi spogliò, togliendomi i pochissimi capi di abbigliamento che indossavo.

Mi disse di levarmi dal letto e di mettermi davanti allo specchio.

Accese tutte le luci della camera mentre io mi guardavo allo specchio e vedevo il mio sguardo carico di libidine.

Siamo rimaste solo con le scarpe con i tacchi che slanciavano i nostri corpi.

Mirta si è messa dietro di me e, guardandomi allo specchio, ha iniziato ad accarezzarmi le spalle, il collo e, poi, è arrivata sulle mammelle titillandomi i capezzoli. Si sono subito induriti. Gli anellini posti a suo tempo con il piercing hanno avuto il loro scopo. Le dita della mia amante hanno giocato con loro dandomi sensazione sempre uniche, facendomi sciogliere di piacere.

Mi guardavo allo specchio e mi vedevo più bella ed arrapante che mai.

Mirta, finito il gioco dalle spelle si è messa davanti a me dandomi le spalle voltata verso lo specchio. Ora è lei a voler giocare.

La biacio sul collo, la mia lingua ha esplorato i lobi delle sue orecchie, è scesa sulle braccia, è ritornata sulle ascelle e scendendo sui fianchi le ha dato i brividi.

Ora sento con il naso i profumi di Mirta. Mi stanno eccitando non poco; mi sto sciogliendo anche io. Ho voglia di venire e di essere montata dalla mia amante. Ma penso che stanotte spetti a lei; che sia lei a chiedermelo.

Il suo seno è splendido, tanto che non sembra che abbia 46 anni.

Improvvisamente si volta, mi bacia profondamente passando a baciarmi il collo, le orecchie, i capezzoli e scendendo velocemente al mio grilletto già pronto alle sue attenzioni.

Apro le gambe e lei infila la lingua per stimolare il mio clito già eretto.

Mi dico “Ecco! Ora vengo” invece lei si solleva, si allontana e va all’armadio dei sexy toys.

Ne prende uno e va a spegnere le luci lasciando solo una tenue lampada accesa.

-         voglio essere chiavata da te. Mi dice metendomi in mano un dildo munito di cintura per poterlo indossare.

Lo feci e durante l’operazione di motaggio del dildo Mirta si è distesa sul letto mostandomi le sue splendide natiche con al centro il buchetto posteriore e la sua figa ormai bella gonfia e bagnata ormai già da tempo.

Ero ormai pratica nell’indossare quel dildo. Lo avevamo usato altre volte per amarci. Aveva la nostra misura; sembrava fatto per le nostre fighe.

Mi tolgo velocemente le scarpe salendo sul letto.

Mirta si sta sgrilletando e orami ansima.

-         Amore, sbrigati, non resito. Ti voglio sentire dentro.

Non mi resta altro che avvicinarmi ed penetrarla da dietro.

Mirta sembra una cavalla impazzita. Si agita e spinge all’indietro.

Il dildo esce ossessivamente dalla figa colante. La sua mano sfrega sul grilletto sempre più velocemente.rlo soffocato mi dice" del corponte.

rci. aveva lla gonfia e baganata ormai già da tempo.stanotte spetti a

La incito a farsi scopare e lei che mi incita a farlo sempre di più profondamente, finchè con un tremito ed un irrigidimento del corpo accompagnato da un urlo soffocato mi dice” sto venendo “.

Smonta la sua posizione lasciandosi cadere con il ventre sul lenzuolo e le gambe aperte restando immobile con il respiro affannato.

-         è stato bellissimo. Era proprio così che volevo essere chiavata e venire così intensamente. Il film di Brass mi ha arrapato e lasciato un’eccitazione enorme. …. E tu?

Non risposi. La feci voltare e mi sedetti su di lei facendomi leccare la figa pronta già da tempo.

Scoprii il mio grilletto tirando verso l’alto il piercing che avevo e lasciando che Mirta mi facesse venire.

L’orgasmo non tardò ad arrivare. Spruzzai il mio liquido nella sua bocca che lei accolse con piacere ingoiandolo tutto.

Io mi rovesciai in avanti cadendo sulla sua figa. Gliela leccai per ringraziarla del piacere ricevuto. Altrettanto fece lei con me.

Ci stendemmo vicine una all’altra ed il sonno dovuto alla stanchezza dei ripetuti orgasmi ci colse in un’ora imprecisata della notte.

 

 

 

 

Roulette russa by 1948
Author's Notes:

Qualcuno di voi ha scaricato questi racconti in formato .doc?

Ne avrei neccessità per semplificare la ripubblicazione.

Grazie

 

Quando Bianca mi chiama c’è sempre dietro qualcosa che ha a che fare con il sesso ed io al solo sentire la sua voce mi sciolgo.

L’idea di andare da lei mi affascinava sempre perché lei mi prendeva e mi sapeva spremere al punto giusto. Con lei ho sempre avuto orgasmi meravigliosi. E’ un’amante eccezionale. Quindi merita di essere sempre accontentata e soprattutto mi davo da fare per essere sempre pronta al suo uso ed ai suoi gusti.

Indossai un vestitino aderente, usato per andare in discoteca, che copriva a mala pena la fighetta e lasciava vedere una parte delle natiche. Un bel perizoma nero ricamato con tenuto in posizione da delle stringhe finissime che segnavano i miei fianchi e che visto da dietro spariva tra le natiche; sul davanti un microscopico triangolino da cui partivano le altre stringhe per i fianchi. Niente reggiseno. Indossai per l’occasione i ciondoli d’oro più belli che avevo; avevo passato quasi un’ora a sceglierli montandoli e smontandoli sia dai capezzoli sia dalla figa.

Per le calze è stata dura, alla fine un reggicalze nero ricamato e calze velate con righe verticali larghe molto scure a contrasto con il resto del tessuto.

Il  vestitino nero era tanto corto che lasciava vedere una striscia di pelle e le stringhe del reggicalze.

Al collo una lunga collana di perle ed orecchini anch’essi con una perla.

I capelli raccolti a coda ma dopo alcune prova allo specchio avevo preferito mettere la coda di lato in modo che fosse più intrigante.

Labbra rosse così come lo smalto delle unghie e trucco scuro agli occhi.

Restava la scelta delle scarpe; ero indecisa se indossare quelle rosse oppure nere ma ho provato anche le bianche. Tutte tacco 12. alla fine ho scelto quelle bianche.

Nel guardarmi allo specchio mi dissi che ero terribilmente sexy. Mi posi una domanda: piacerò così conciata a Bianca ed a Luisa?

Dalla voce di Bianca avevo capito che sarebbe stata una serata a tre e tutte donne ma, di solito, quando ci si trovava tra di noi donne per fare sesso, Bianca mi dava indicazioni e faceva allusioni maliziose. Stavolta non mi disse molto.

All’ora di chiusura del negozio, coperta da uno spolverino mi presentai alla mia amica.

“Che schianto!. Esclamò Bianca

“vado bene per la serata? Che ne dici? Non sarà una mise troppo succinta ed io non avrò l’aspetto di una troietta?

Dicendo questo mi ero messa in mostra ruotando completamente per mostrare tutto di me.

“Vai benissimo per stasera. Se non dovessimo andare da Luisa ti avrei sedotto qui sede stante. Mi stai facendo arrapare. Spero di arrivare con il perizoma asciutto.

“Che si va a fare da Luisa? Chiesi

“Conosci la roulette russa? Mi chiese Bianca di rimando

“So che è un gioco pericolosissimo perché si perde la vita. In pratica ci si suicida.

“no, no, no! In questo caso ci saranno tre maschi di colore di pelle diversa e di origine diversa. Ognuno di loro farà una montata e poi … ti dirò mentre andiamo.

In auto mentre si andava da Luisa Bianca mi spiegò che Luisa si prestò a questo gioco 19 anni fa e poi dopo nove mesi nacque Monica. Il padre è sconosciuto perché lei fu montata da tre uomini bianchi uno dietro l’altro e poi lei non volle sapere chi era lui.Il gioco fu fatto dalla madre che viveva sola ed era una scopatrice incredibile perché Luisa aveva voglia di un figlio ed allora fu fatto questo gioco.

Ora la figlia è in calore, è nel periodo fertile ed è da tempo che vuole avere un figlio. Luisa ha organizzato tutto esattamente come fu fatto per lei.

“io sapevo che Luisa è lesbica. Dissi meravigliata

“Vero. Infatti quando saremo li io e lei staremo insieme e tu ti occuperai di lei ed inizialmente dovrai leccare la figa di Monica poi, durante la monta, la toccherai in modo che lei sia sempre al top dell’eccitazione. In pratica sarai la sua tutrice. Mi rispose Bianca.

Non potei non accettare l’idea. L’idea mi intrigava notevolmente e già mi stavo bagnando ed avevo voglia di toccarmi ed allora dissi

“Lo sai che mi sto eccitando? Perché non allunghi la mano e mi fai un ditalino?

“Resisti fino all’arrivo. La casa è ormai vicina e li potrai fare ciò che vorrai, anche con me. Lo sai che mi piaci sempre e che non è possibile dimenticare la tua figa dopo che l’hai lecata. Mi rispose Bianca e proseguì “toccami tu. Sto allargando le gambe. Credi che sia solo tu che ne hai voglia?”

Era un invito da non rifiutare. Allungai il braccio e misi la mano sotto la corta gonna di Bianca scoprendo che non aveva niente a coprire la figa che era liscia e vellutata come la buccia di una pesca.

“Ecco così mi piace. Mi fa sentire quasi una troia il farmi toccare da un’altra donna mentre guido con la speranza che qualcuno mi veda e gradisca la visione.

La frase fu troncata da un ululato che indicava che il piacere stava salendo.

A me venne spontaneo dire

“Vorrei leccarti e succhiare i tuoi capezzoli.

Lei rispose “ abbi pazienza. Stasera lo potremo fare e te lo faranno anche a te.

Il viaggio non eccessivamente lungo proseguì con Bianca che si dimenava sul sedile durante la guida.

Arrivati a casa di Luisa le due donne si abbracciarono e si baciarono inizialmente sulle labbra poi battagliarono un po’ con la lingua ed infine esplorarono le loro bocche.

Anche lUisa mi baciò sulla bocca. Con lei avevo fatto sesso una volta e ci conoscevamo. Dal modo di ricevere Bianca credo che si vedessero spesso e che fossero anche amanti.

Tenendoci per mano andammo in un salone dove c’era un divano ad angolo ampio distaccato dalle pareti. Tra il divano e la parete ci si poteva passare.

Il pavimento era ricoperto da tappeti molto belli.

Luisa mi presentò Monica. Io la conoscevo di vista ma non di persona. Lei mi disse, dopo le presentazioni, che sapeva di me e della mia propensione al sesso senza remore.

La madre e Bianca annuirono.

Monica mi si era presentata con un corsetto bianco che sosteneva le mammelle lasciando liberi capezzoli di puntare in avanti. L’aureola era gonfia, e la punta del capezzolo era straordinariamente lunga e rigida, forse aveva fatto qualche intervento specifico.

Le gambe erano inguainate da calze bianche e le scarpe con sottosuola da sei cm e legate alla caviglia erano di colore rosa caramella. Le scarpe costringevano Monica a camminare piano e sculettare molto. La fighetta era depilatissima.

“Com’è che ti è venuta la voglia di un figlio? Chiesi

“Devi sapere che anche io sono stata concepita in questo modo e poiché mia madre me ne ha parlato ora che mi è venuta voglia di farmelo vorrei provare. D’altra parte mi fa sentire più donna, femmina lo sono già. Ho avuto dei ragazzi ma a dire il vero mamma mi ha abituato a piaceri maggiori e duraturi. Io faccio sesso anche con mia madre avendomi abituata da ragazzina a vedere lei farlo e poi il passo è stato facile. Ora assisterà anche lei ai miei accoppiamenti. Per lei è la prima volta che mi vede scopare.

Il sentire questo discorso mi ha letteralmente fatto salire il livello di voglia di sesso a tutti i costi.

Mi sono avvicinata a Monica e l’ho baciata; l’ho fatto così spinta dalla voglia che avevo. Allo stesso tempo le ho messo una mano fra le gambe che lei accettò volentieri lasciandomi fare. Iniziammo così ad amarci. Con la coda dell’occhio vedevo Luisa e Bianca in posizione di 69 con Bianca sotto che leccava l’amica con grande piacere e lentezza facendo arcuare l’amica che porgeva senza staccarsi la figa alla leccata.

Anche io mi ero messa sul divano e Monica mi riservava lo stesso trattamento. Ero letteralmente in un altro mondo e non mi rendevo conto di ciò che accadeva. Volevo solo avere un grandioso orgasmo e possibilmente farlo durare una vita.

Quando stavo per venire ed il mio addome si era già contratto più volte a cause dell’avvicinarsi dell’orgasmo, Monica salì su di me porgendomi la sua fighetta in modo la leccassi più profondamente.

Mi accorsi che Luisa si era staccata da Bianca, che continuava a godere sgrillettandosi, e mise una mascherina sugli occhi di Monica.

“Ora vedrai figlia mia quanto sarà bello essere fecondate. Disse e diede un bacio profondo alla figlia che corrispose.

“Francesca ora passa qui dove sono io ed assisti mia figlia. Io ritorno da Bianca per goderci l’accoppiamento.

Lasciai Monica con le gambe larghe piegate ma con le cosce sporgenti in modo che la figa ed il culo fossero esposti ed offerti ed io passai dietro il divano. Bacia Monica che allungò la lingua  e succhiò con le labbra la mia.

Vidi un ragazzo molto bello entrare nella sala. Aveva il cazzo duro. Luisa lo guidò vicino alla figlia dandole un bacio.

Lui Toccò Monica, soppesò le mammelle e poi delicatamente le allargò la fighetta iniziando a pomparla facendola godere non poco.

Monica sentiva quel cazzo grosso che la faceva godere. Sia lui che lei ansimavano ed ululavano. Io la baciavo, la carezzavo , le stringevo i capezzoli e li succhiavo. Lei respirava affannosamente e chiedeva di essere riempita di sbroda.

Non mi ero resa conto che nel frattempo erano entrati nella sala altri due ragazzi bellissimi: uno era bianco di pelle e l’altro era orientale forse coreano o cinese.

Si sono avvicinati a Monica e quando il negro uscì da lei dopo averle riempito la fighetta, il bianco prese a scoparla e così di seguito anche l’orientale.

Mentre il bianco aveva il suo cazzo impegnato, il negro, sdraiato sul pavimento era spompinato da Bianca. Luisa osservava estasiata stando in piedi con la figa larga, facendosi un ditalino e stringendosi i capezzoli.

Quando il secondo ragazzo ebbe finito di sborrare dentro Monica, venne da me per toccarmi e leccarmi da dietro sia la figa che il buchetto posteriore.

 

Tre donne by 1948

 

Io e Adriana non ci siamo spinti oltre a quello che abbiamo fatto, mi sembra già abbastanza.
Io parlando con lei ho scoperto che cercavo un adulto che mi potesse soddisfare a pieno, avendo già avuto rapporti piuttosto deludenti con altri ragazzi.

Di comune accordo avevamo pensato di andare a casa di Marco dove viveva con lui anche un altro ragazzo che faceva anche lui il modello. Ero stata avvisata che era un ragazzo bellissimo e che tutti dicevano essere gay ma nessuno lo aveva mai provato.

-         Francesca, quando ci si vede?

-         Presto, cara Adriana. Non voglio perdermi l’amico di Marco. Lo voglio proprio vedere.

-         Verresti venerdì prossimo alle 10 del mattino a casa di Marco?

-         Ci sarò. Risposi

Tornata a casa trovai Mirta in compagnia di una commessa del suo negozio.

Le commesse, tutte bellissime e selezionatissime, indossano una gonna blu appena sopra il ginocchio ed una camicetta di seta celeste. Devono indossare anche biancheria intima di alta qualità che devono mostrare con estrema discrezione, quasi fosse una casualità. Le scarpe blu a tacco mezzo tacco. Le calze d’estate non sono obbligatorie e la depilazione delle gambe e di ogni altra parte del corpo deve essere perfetta e continua.

I capelli sempre ben ordinati e con taglio alla moda ma non esagerato o stravagante.

Gioielli pochi ma ben visibili in modo che rendano l’aspetto signorile e sensuale allo stesso tempo. Niente cavigliere o braccialetti brasiliani; solo bracciali di perle oppure in argento o oro. Così anche le colane e gli orecchini.

Trovai la ragazza, Erica, che non aveva la gonna e neanche la camicetta. Indossava un microscopico perizoma (string) bianco e reggiseno a coppa ricamato finemente anch’esso bianco.

Mirta era seduta su una sedia davanti al tavolo ma più scostata del solito dal bordo. Le sue scarpe erano puntate sul bordo del tavolo.

La ragazza era inginocchiata davanti e leccava la figa di Mirta che godeva del trattamento.

Mi ritrovai a non essere gelosa ma capace di capire la felicità di chi subiva il trattamento con la lingua e la felicità di chi leccava.

Mi spogliai anche io e baciai in bocca profondamente Mirta con la lingua che entrava ed usciva ed ero ricambiata.

Carezzavo e toccavo anche la ragazza che leccava e scoprii che era bagnatissima, il perizoma era un inutile accessorio e lo sfilai. Avevo a disposizione anche la figa ed il culetto della commessa.

Mentre la carezzavo e le toccavo i capezzoli Iniziai a raccontare, in presenza della commessa, tutto ciò ché era accaduto a casa di Bianca.

Il racconto fece eccitare molto Mirta che venne tre volte agitandosi sulla sedia e la ragazza venne a causa delle sollecitazioni delle mie dita che toccavano sia il clito che il suo buchetto posteriore.

Mirta alla fine mi concesse alla commessa. La condussi per mano nella camera da letto e le tolsi il reggiseno, ultimo indumento. Era molto bella e fascinosa. Gambe molto lunghe e molto curate. Mi disse che aveva un fidanzato che la scopava tutti i giorni e che sognava di avere un rapporto sereno e felice con una donna senza che lui lo sapesse.

-         Fammi sentire quanto sei eccitata, non penserai mica che io sono fatta di legno? E’ da molti giorni che, guardando i tuoi occhi ciò che fai con Mirta, sento crescere tra le mie gambe il desiderio della tua lingua ed ho voglia di succhiare ogni goccia del tuo piacere.

Queste parole mi sciolsero letteralmente tanto che non solo allargai le gambe, ma le facilitai il compito di leccarmi il clito sollevando la pelle che lo nasconde. La sua mano si intrufolò in un attimo nella figa ed appena sentii quelle dita sfiorarmi il clito premetti il ventre contro la sua mano iniziando a muovermi e rantolare. 
Stavo per godere lo sentivo; anche lei se ne accorse immediatamente dai miei movimenti e dalle mie contrazioni oltre che dal mio respiro che iniziava a diventare un lamento di piacere.

Le sue dita scivolavano alla ricerca delle mie labbra gonfie e vogliose ma non fecero in tempo a trovarle che per la troppa eccitazione e per i movimenti ed esplosi in un orgasmo incredibilmente potente.

Erica ebbe paura per un attimo di avermi fatto male ma appena sentii il mio respiro placarsi e vide le mie labbra sorridere in una smorfia di piacere continuò ad accarezzarmi fin quando l’orgasmo non fu completo.

La sua evoluzione mi lasciò distrutta ma felice ed appagata.

Sollevò la mano e la vidi succhiarsi le dita piene dei miei umori e del mio sapore.

La cosa mi fece ancora rabbrividire dal piacere.

Notai nei suoi occhi tanta voglia di continuare quel gioco. Ora ero io che la guardavo e lei non aveva paura del mio sguardo il luccicare dei suoi umori sulle labbra della figa mi fece ancora una volta eccitare.

Mi feci forza e la spinsi a distendersi sul letto accasciandomi sopra di lei. Cominciai a baciarle il collo mentre con la mano le carezzavo le gambe e risalivo lungo le sue cosce fino al loro punto di incontro.

In un attimo con due dita iniziai a carezzarle quelle labbra gonfie e quel clitoride che sentivo pulsare sotto I miei polpastrelli. Ero ancora eccitatissima e più lasciavo scivolare le mie dita più sentivo la voglia di avere le sue dita dentro di me a masturbarmi ancora.

Mi alzai dal letto cercando una posizione più comoda accucciata sotto di lei e ripresi a carezzarle il suo clitoride sentendolo gonfiarsi ancora di più.

Voltai la mia schiena verso la sua testa quasi per invitarla ad accarezzarmi nello stesso momento che io accarezzavo lei ma sembrava non capire le mie intenzioni.

A quel punto io stessa mi avvicinai ancora di più quasi a strusciarmi contro il suo volto.

Iniziai a baciarle le gambe, a muovere la mia lingua sulle sue cosce interne aspettando di vedere le sue gambe divaricarsi completamente come da lì a poco fece poggiando i piedi sulla testata del letto.

La mia lingua era pazza di lei adesso e sentivo che anche lei stava impazzendo sotto I miei colpi.

Feci si che la lingua a scivolasse sui suoi peli pubici e sulle sue labbra ormai aperte. Sentivo il suo respiro sempre più frequente, vedevo i suoi muscoli contrarsi sempre di più. Era

Era prossima all’orgasmo.

Dovetti sollevarmi un po’ e fu sorprendente il piacere che iniziai a sentire scendermi tra le cosce e mentre la mia lingua stuzzicava senza freni il suo clitoride e le mie labbra lo succhiavano senza limiti.

Appoggiavo il mio bacino sulle sue dita di Erica che si facevano strada dentro di me masturbandomi piano e profondamente tanto da farmi impazzire.

Sentivo le sue grida di piacere ad ogni colpo della mia lingua e sentendo le sue dita riempirmi tutta e ruotare dentro di me non potevo fare a meno di ansimare anche io e mandare il mio alito caldo su quella fighetta che meravigliosamente aperta mi offriva il suo profumato nettare ricco di ormoni.

Era meraviglioso poter succhiare ogni goccia e lasciar scorrere la lingua avanti e indietro sul ventre piatto di Erica e su quel clitoride prorompente che sentivo quasi scoppiare ad ogni colpo di lingua ed era altrettanto meraviglioso sentire un altro orgasmo montarmi lentamente per farmi andare in estasi e farmi fremere dalla voglia di goderle sulle dita.

Continuammo così per minuti interminabili durante i quali sentivo sciogliermi sulle sue dita e sentivo il suo nettare riempirmi sempre più la bocca.

Ero in balia di un qualcosa di sconvolgente che mi stava facendo impazzire dal piacere.

Le dita di Erica che ruotavano e si muovevano alternativamente, nonché le sue gambe spalancate, mi stavano ubriacando i pensieri.

Stavo vivendo un qualcosa di meraviglioso e la voglia di esplodere e godere ancora la sentivo crescere dentro di me in maniera impetuosa e sconvolgente.

Allo stesso tempo vedevo il suo ventre contrarsi ed il suo pube alzarsi ed abbassarsi cercando la mia lingua che mai paga e sazia continuava a tormentare il suo clito e ad entrare ed uscire da lei.

Ero al limite della parossismo. Vedere Erica e sentirla gemere di piacere era uno spettacolo entusiasmante e forte dal punto di vista erotico che spingendomi più veloce sopra le sue dita arrivai all’orgasmo emettendo un grido talmente forte che scosse pure Erica.

Lei nel sentirsi con le dita bagnate del mio piacere non tardò ad urlare il suo orgasmo ed a venirmi in bocca riempiendo la mia lingua del suo sapore.

Rimanemmo in questa posizione dei minuti, il tempo necessario per recuperare un pò di ossigeno e stringerci in un abbraccio ed in un bacio sulle labbra quasi per ringraziarci di ciò che ci eravamo regalate.

Mirta ripresasi si era messa in piedi sulla porta ed aveva assistito silenziosa alla nostra performance. Mostrava le sue belle gambe su paio di scarpe alte. Il seno era squassato dall’azione delle mani che tiravano i capezzoli e stringevano ora una ora l’altra mammella.

Le dita entravano velocemente nella figa e ne uscivano per violentare il grosso clito che chiedeva solo di essere sollecitato.

La vedemmo finire di strizzarsi le mammelle e contorcersi in un orgasmo che quasi la fece cadere per terra con il fiato grosso.

Andammo a baciarla e lei gradì molto ricambiando il bacio per ognuna di noi infilando la lingua nelle nostre bocche.

E nel rivestirci lentamente prima di salutarci ci confessammo che ci sarebbe piaciuto provare ancora, magari con qualche oggetto a farci compagnia ma che ne avremmo riparlato ed avremmo cercato il modo di ripetere ed amplificare questa esperienza.

Quel giorno vissi una esperienza talmente eccitante e piacevole che la sera non riuscii a prendere sonno se non dopo essermi masturbata ancora per almeno un’altra ora avendo la speranza di ripetere al più presto le stesse sensazioni. 

 

Weekend da Lina by 1948

 

Mi stavo asciugando all'uscita dalla doccia ed ecco che sento squillare il telefono.

Era Lina, l'amica di mia madre. Dopo i rituali saluti ed informazioni sulla salute mi dice.

- sabato mio marito va ad una fiera ed io fino a lunedì sono libera. Ti vorrei ospitare per sabato e domenica. Dai! ho voglia di stare con te.

La risposta non fu immediata perchè l'idea mi andava, ma dovevo avvertire Mirta e Sergio che non sarei stata disponibile.

- Ti darò una risposta.... mi hai preso alla sprovvista e devo sistemare alcune cose qui in città. Ti chiamo in mattinata con una risposta.

Dopo aver pensato come giustificarmi con Sergio decisi di dire che dovevo andare in paese perchè mi avevano chiamato in famiglia. A Mirta dissi la verità nascondendo che sarebbero stati due giorni di sesso. Confermai a Lina che sabato e domenica sarei stata con lei.

Mi chiesi che cosa potevo portarle. Aprii il mio armadio e presi delle lingerie, poi pensai che forse qualche vibratore, dildo, palline varie sarebbero state utili. Aggiunsi anche delle scarpe a tacco alto tipo sandalo. Scelsi delle scarpe argentate.

Pensai di indossare una minigonna oppure un abito a tubino corto ma riflettendo ho pensato che in paese un abbigliamento di tal genere avrebbe dato troppo nell'occhio. Optai per una canotta bianca e jeans blu notte a fiori. Reggiseno bianco leggerissimo trasparente con bretelline in vista, perizoma abbinato. Ai piedi ballerine nere; i capelli raccolti a chignon ma senza tirarli eccessivamente. Quindi un aspetto minimal.

Trucco leggerissimo e labbra della bocca rosa quasi naturale.

Niente piercing perchè si sarebbero visti eccessivamente nella canotta, ma in ogni caso li misi in borsa insieme con altre cosucce per indossarli a casa di Lina. Pensai anche a dei ciondoli dotati di pinzette da usarsi, eventualmente, sulle parti intime di Lina.

Arrivai in paese sabato mattina presto prima che qualcuno mi potesse vedere. Fortunatamente la mia amica abitava in periferia all'inizio di una strada dove transitavano pochissime persone in una casetta singola con giardino. La avvisai che mi facesse trovare la porta di casa socchiusa affinché non dovessi attendere l'apertura e rischiare di fami vedere.

Dietro alla porta c'era lei che indossava un vestitino leggero a fiori con due bretelle larghe ed aperto sul davanti che faceva vedere l'inizio del seno. Non aveva trucco sul viso e dal profumo capivo che si era fatta una doccia da non molto. Capelli ricci lunghi appena sotto le spalle di colore castano chiaro.

- Ciao. Come stai? Ti ha visto qualcuno?

- No, non penso. Sto bene e tu?

- Io sto bene. Ti ho pensato tanto queste settimane. Sarei voluta venire a trovarti, ma mio marito non mi ha lasciato un attimo libero e non ho trovato scuse. Parliamo piano perchè tutti sanno che non sono a casa. Come vedi ho abbassato le serrande per dare l'idea che a casa non ci sia nessuno e gli altri credano che sia andata fuori con mio marito. Di andare con lui non avevo nessuna voglia, mentre di te ho voglia da tanti giorni.

- spero, allora, di non deluderti.

Mi avvicinai a lei per baciarla che non aspettava altro. Mi abbracciò e avvicinò le sue labbra alle mie e ci scambiammo il primo bacio della giornata.

Portai le mie mani sulle sue mammelle. Lina mi guardò estasiata e mi lasciò fare. Non indossava reggiseno.

- Mi piace. Continua a toccarmi. oh! Che bello!

- Ora ti leccherò i capezzoli. Li sento già duri. Te li hai toccati prima che io arrivassi? - chiesi

- Sì mi sono toccata tutta. Fino a pochi minuti prima che entrassi in casa ero nuda. - rispose

Mi allontanai un po' da lei per guardarla ancora e chiesi.

- Mi hai pensato molto?

- Si.

- Che cosa hai fatto?

- Te lo devo proprio dire? Ho vergogna. Non sono abituata a dire e fare le mie confidenze.

- Ma io sono ormai la tua confidente, anzi sono la tua amante. Non hai fiducia in me?

- Allora!........ si mi sono sgrillettata tanto. Ho avuto molti orgasmi pensandoti. Devo aver consumato le dita. Aspettavo che ci vedessimo. A dire il vero volevo venire a trovarti a casa tua ma, come ti ho già detto, non è stato possibile. Sono così emozionata!

- Non ti preoccupare. Abbiamo tanto tempo davanti a noi - Risposi.

- Vieni, andiamo in salotto a rilassarci e pettegolare.

Ci avviammo nel salotto. Mi tirai dietro il piccolo trolley con il tesoro che c'era dentro.

Ci sedemmo sul divano e lei lasciò le gambe larghe.

Ripresi a baciarla per continuare ad entrare nella sua intimità e Lina non si tirò indietro.... anzi!

- Sai che anche io ti ho pensato e che una sera avrei voluto averti tra le gambe! Non mi sono dimenticata dei giorni passati insieme a casa mia.

Le mie mani intanto esploravano il suo corpo. Arrivate a toccare la pelle delle gambe risalii sotto il vestito ed arrivai a toccare la figa. Teneva le gambe in modo tale che non potessi arrivare a toccarle il grilletto, ma mi accorsi che i peli non erano stati tagliati completamente.

- che bella pelle liscia che hai oggi! - esclamai - come mai non hai depilato l'inguine?

- Non mi sono depilata perchè non ho avuto tempo e poi non volevo farlo con mio marito a casa. Mi farebbe piacere che mi depilassi tu. Me lo faresti?

Non aspettavo altro. Era l'invito a sedurla.

- Vieni andiamo in bagno - Dissi sollevandomi dal divano e prendendola per mano.

A me non sembrava vero che un'amica di mia madre fosse una delle mie amanti. Non era ragazza, l'avevo già iniziata all'erotismo ed il sesso extra coniugale, mi era piaciuto sedurla ed ora era lei che in modo timido mi invitava a fare sesso. Evidentemente l'ultima volta l'avevo lasciata in stato di eccitazione e lei deve aver avuto un bel tarlo in testa se era arrivata ad invitarmi per due giorni di sesso.

Mentre preparava gli attrezzi per la depilazione parlava di altre cose ma niente di personale.

Io nel frattempo mi spogliai tenendo solo il perizoma e le ballerine.

- Ti ho portato dei regali personali, anzi direi intimi - dissi - ma sono una sorpresa.

- dai, dimmi di che si tratta? - replicò Lina

- te li darò al momento opportuno - Risposi

Intanto Lina si era sistemata in modo che le gambe fossero larghe e che la figa fosse ben in vista con il pube da radere. I peli non erano lunghi quindi era facile e non doloroso depilarla.

- che bello Francesca!  Mi piace, hai una mano molto delicata - mi sussurrò.

- Io lo faccio spesso perchè Mirta mi vuole sempre liscia e profumata. A Sergio poi piaccio molto così.

Lina continuò - Quando scopi con Sergio lo fate al buio?

- Qualche volta anche alla luce e tu con tuo marito? - fu la risposta

- Ah! Lui vuole farlo solo al buio o quasi.  Non mi guarda mai quando siamo accoppiati.  A me piacerebbe essere vista. Io conosco il suo corpo dalle sensazioni che mi danno le mani mentre lo accarezzo e lo tocco. So quanto ha grosso il cazzo perchè oltre a chiavarmi lo prendo anche in bocca -

- A te piace averlo in bocca? - chiesi

- Si, mi piace. Mi da delle belle sensazioni sentirlo crescere e gonfiarsi e poi i suoi gemiti.  Si vede che le piaccio e gode di tutto ciò che gli faccio.

- .... e di quello che io ti ho fatto e ti sto facendo ora?

- Meraviglioso! - sospirò

- Vedrai che questi due giorni godremo tanto. Chissà quante volte verrai e quante volte potrò bere dalla tua fighetta.

- Lo spero. Con te è tutto un'altra cosa. Mi rendi tutto più bello e più facile. Mi piace come mi guardi e come mi tocchi. Ecco perchè sognavo questi due giorni di sesso con te - disse Lina

Mentre la depilavo passavo ora il pollice ora il medio sulla figa aprendo le labbra esterne con due dita e sfiorando sempre più frequentemente il clitoride in modo che alla fine fosse ben eretto e gonfio. L'eccitazione di Lina andava crescendo e ogni tanto aveva uno spasmo indicato ora da uno scatto delle gambe ora da un rovesciare la testa all'indietro mentre il respiro andava aumentando.

- se continui così mi fai venire - Mi disse ansimando

- ma non me lo dire! Per così poco?

- ero già eccitata da prima ed ora tu mi stai facendo diventare matta dalla voglia che ho.

- aspetta che finisca poi ci scateneremo - replicai

Finii di depilarla. La sciacquai e controllai che fosse liscia. La sua figa era veramente bella. Le grandi labbra non erano ampie ed il colore era di un bel rosa. Lina si sollevò in piedi. Mi baciò incrociando a lungo la sua lingua con la mia, mentre con un braccio la stringevo e con l'altra mano ero tra le sue gambe a stimolarla. Lei spingeva con il bacino affinché le mie dita entrassero in lei. Era bagnata e non dall'acqua utilizzata. Erano i suoi umori che uscivano e che raccoglievo. Portai le dita alla sua bocca ed insieme le leccammo. La sua sbroda era buona e profumata.

Il suo bagno era ampio ed aveva un bel top largo di marmo. La sollevai e lei ci si sedette sopra. Le sue gambe erano sollevate da terra ed io la aiutai a poggiare i piedi sul piano in modo che le gambe fossero piegate e le sue parti intime fossero esposte.

Ormai si stava offrendo e i suoi gesti erano lenti e belli come quelli di una donna in calore che aspetta di essere presa. Vedevo la fighetta aperta e lucida ed anche il suo buchetto posteriore con le grinze di colore leggermente scuro.

La baciai in bocca e scesi a succhiarle i capezzoli che diventarono subito turgidi. Lina aveva portato la sua mano destra sulla figa ed aveva iniziato a toccarsi. Ansimava e mi chiedeva di proseguire. Ci baciammo a lungo ed infine mi inchinai e leccare la sua figa che ormai era bagnata e fu solo piacere da gustare con le labbra e lingua.

La mia amante si agitava, ansimava, mi incitava a continuare. Mi chiedeva se le piacessi. Allungai le mani per stringerle le mammelle ed i capezzoli: a lei piaceva il trattamento che stavo eseguendo. Si contraeva e rilassava poco dopo allungando e ritraendo le gambe, poggiandole sulle mie spalle e spingendo con i piedi la mia testa contro la sua figa.

Sentivo che il suo orgasmo stava per arrivare. Il suo clito era ben eretto e fuori dalla custodia; lo leccavo ritmicamente con la punta della lingua.

Un urlo, un ansimare profondo, una mancanza di respiro ed un agitarsi scomposto ed infine un piccolo spruzzo uscito dal profondo dell'intimo di LIna: era venuta.

- Oh Dio! Che cosa mi hai fatto! E' stato bellissimo! Oh Francesca, che bello. Amore mio non avevo mai goduto così. E' diverso di godere con te.

Lina si rilassò lentamente prese di nuovo coscienza di chi le stava intorno. Ero io che la baciavo e carezzavo e lei riprendendo i sensi mi abbracciò e baciò profondamente per ringraziarmi del profondo piacere ricevuto.

Feci scendere Lina dal piano su cui era seduta e, tenendola per mano incrociando le dita andammo in camera da letto.

Era la camera da letto matrimoniale dove lei faceva le battaglie d'amore con il suo maschio e che ora vedeva me in azione.

- Francesca tu non vuoi venire?

- Sì ne ho voglia, ma vorrei stare con te a coccolarci un po' prima di continuare

Ci stendemmo sul lettone abbracciate ci accarezzavamo e ci toccavamo vicendevolmente dicendoci parole d'amore.

Lina ad un tratto mi disse

- lo sai che mi hanno detto che tua sorella ha un amante?

- No, non so niente. Dai raccontami!

Lina iniziò a dire che aveva saputo che mia sorella aveva un amante in un uomo sposato e che si raccontava fosse assatanata durante l'accoppiamento. Pare che le urla si sentano fin fuori casa e che lei uscisse da casa di questo uomo sempre con i capelli in disordine e con abiti diversi da quelli indossati all'entrata in casa.

Risposi dicendo a Lina

- Marisa è probabile che abbia un amante. A lei piace scopare, ma di maschi non ne ho mai saputo. Ho sempre pensato che si sgrillettasse in solitudine tanto che quando vivevo in casa con i miei più di una volta mi accorsi che lei si stava facendo un ditalino a causa dell'ansimare e del movimento sotto le coperte. D'altra parte è bella e mi pare difficile che qualcuno non se l'abbia ancora montata.

- la penso anch’io come te - Rispose Lina

Nel frattempo le mani non sono rimaste ferme ed avevano esplorato i nostri corpi.

- Ho voglia di farmi vedere da te mentre mi masturbo. - Dissi - ti piacerebbe?

- Cioè? Disse Lina

- mi piacerebbe che mi vedessi mentre mi faccio un ditalino. Il sapere che mi stai guardando mi eccita e potrò godere di più.

- dai! Si, fallo! Ti voglio vedere.

A questo punto chiesi a Lina di farmi il favore di applicarmi i piercing perchè senza godo di meno.

- Spero di non farti male.

- no, non mi fai male ...... e poi ho qualcosa anche per te, me n'ero dimenticata.

- non mi dire che mi hai preso qualcosa! Non dovevi! - disse Lina

All'apertura del trolley Lina rimase sorpresa.

- ma quante cose hai portato? le avevi tu? ...e le hai usate?

- sì, le uso con Mirta e debbo dirti che danno sensazioni meravigliose. Ti fanno godere in continuazione e non vorresti mai smettere. Non solo! Li vuoi sempre con te ed è perciò che li ho qui. Qualcuno te lo regalerò; dipende da quello che ti piacerà di più. Vuoi iniziare a provare?

Lina nel contempo prendeva i vari oggetti e li metteva sul letto.

E continuai

- queste sono per te. Ti piacciono? Indossale vedrai quanto diventerai bella!

Erano le scarpe che volevo regalarle e che avevo messo in valigia.

Indossò le scarpe e si inginocchiò sul letto tenendo le gambe divaricate. Toccava i vari oggetti e misurava con le dita il diametro dei vari dildo e vibratori. Non ne aveva mai visto tanti e li trovava buffi ma allo stesso tempo le sarebbe piaciuto averli dentro. Io descrivevo le varie funzioni e dove si poteva metterli mimando i movimenti. Nello stesso tempo le mie mani la toccavano e mi accorsi che era di nuovo eccitata. Aveva la figa di nuovo colante.

Avevo in mano un but plug di metallo con un bel diamante finto nell'impugnatura.

- Lo vuoi provare? Ora lo puoi sentire molto bene perchè hai le scarpe a tacco alto che ti tirano un po' e ti fanno sentire un po' più sexy. Dai! - la incitai

Mi portai dietro di lei che era sul letto. Facendola mettere in ginocchio con le natiche sollevate ed ebbi il fantastico panorama del buchetto a mia disposizione. Appoggiai la punta, ma dopo un po' Lina prese da uno dei comodini un lubrificante che usava con il suo uomo. Spalmai il lubrificante sul but plug e poi sulla rosetta posteriore. Appoggiai la punta del plug e spinsi; volevo che lo sentisse entrare e che avvenisse l'allargamento.

- Lo sento entrare. Mi piace. Continua.

La manovra fu lenta e stavolta con facilità entrò. Lo mossi un po' perchè si sistemasse nel retto e poi detti due colpetti per avvertire la mia amica che ormai era piena. Le toccai il grilletto carezzandole le grandi labbra con una mano che partiva da dietro, mentre io la baciavo sulla schiena.

Lei ansimava a bocca aperta - E' troppo bello! - esclamò - Mi sento piena. Ho delle bellissime sensazioni. uuhh! ahhh!  Questo coso mi tiene larga e più stringo e più mi piace.

Le chiesi di mettersi in piedi. Lo fece con lentezza pensando di avere dei dolori. Invece niente... anzi era tutto una goduria. Lina era fantastica. La vedevo da dietro e il vederla con il culo pieno mi eccitava.

Le chiesi camminare e lo fece immediatamente. Le mammelle sporgevano dal profilo del torace. Le natiche erano ben esposte e tutte le gambe erano ben tese a causa dei tacchi da 12 cm. Era una gran figona.

- Come ti senti? - le chiesi

- Mi sento bene. Mi sento strana. Mi sembra di essere diventata una puttana.

- una puttana no, ma sentirti troia è nella nostra natura di donne.

Mi misi eretta e mi avvicinai a lei - Chi avrebbe mai pensato che Lina, l'amica di mia madre, fosse così in calore ed avesse in Francesca la sua amante lesbica!?

Dicendo così mi avvicinai a lei e la baciai ancora.

Porsi a Lina i piercing e lei mi mise prima quelli ai capezzoli poi quello alla figa. Lina si meravigliò di quanto fosse bello applicarli e del fatto che io non soffrissi nell'indossarli.

Le chiesi di rimanere in piedi e di guardarmi. Mi stesi sul letto e mi masturbai davanti a lei che estasiata mi guardava come se fosse una novità.

Mentre mi sgrillettavo le chiedevo quanto le piacevo, quanto fossi bella e dicevo anche quanto lei mi facesse godere e quanto mi avesse fatto arrapare. Ansimavo e mugolavo ed infine sollevai le gambe con ancora ai piedi le ballerine ed infine con un urlo soffocato venni.

Qualche minuto dopo aprii gli occhi e la vidi che si guardava nello specchio. I miei capelli facevano da cornice ad un bel viso ovale con due begli occhi scusi, il seno era meno voluminosi di quello di Mirta, ma era pur sempre una terza piena e poi il culetto che era non male nonostante la sua non più giovanissima età.

Mi risvegliai dal torpore dell'orgasmo e Lina ne approfittò per toccarmi dappertutto.
Ricambiai le carezze e poi ci baciammo, le nostre lingue nuovamente si incrociarono e giocarono come se fossimo due lesbichette alle prime armi..
In breve ci trovammo sul letto abbracciate con le mani e le bocche fameliche, ansiose di dare e ricevere piacere.
Le misi una mano sulla figa e la trovai nuovamente bagnata. Allora, le infilai un dito poi un altro ed un altro ancora nella figa. Sentivo il plug ben conficcato dietro e lentamente lo estrassi tra gemiti di goduria di lei che lo aveva dentro.

Lina ora era un po’ diversa…..più….come dire…larga, accolse anche un mio quarto dito gemendo e muovendo il bacino verso la mia mano. Sentivo il but plug attraverso la membrana. Mi eccitava moltissimo l'avere in mano una donna più grande di me con qualcosa dietro che la riempiva e che a lei piaceva.

 - Vengo Francesca, vengo…siiii…siii!!
Scesi con la lingua a succhiare il suo clitoride ed i succhi che le uscivano abbondanti dalla vagina.

Restammo sfinite sul letto ad ascoltare i nostri respiri ed entrambe sentimmo contemporaneamente un po' di appetito. Ci levammo dal letto per andare in cucina.

Lentamente rimisi il plug nel culetto di Lina perchè volevo vederla camminare e farle provare le sensazioni che da un but plug. Lei accettò volentieri dato che l'averlo avuto dentro non le aveva causato disagio.

Nell'andare in cucina al piano inferiore della casa, dove mangiammo, Lina scodinzolava agitando da destra a sinistra le natiche. Io la osservavo e mi godevo lo spettacolo.

- ora mi dovrei sedere. Come faccio con il but infilato? - chiese

- Siediti lentamente e vedrai che sarà bello.  risposi

Lina dal frigo prese i cibi che aveva già preparato e dopo pochi minuti ci sedemmo una a fianco all'altra. Durante il pranzo ci scambiammo impressioni sulla mattina d'amore e per confermare il nostro amore e piacere di essere lesbiche ci scambiavamo i bocconi con le labbra infilando la lingua nella bocca dell'altra per poter essere una sempre nell'altra. In tavola c'era anche dell'acqua e una bottiglia di spumante. Di acqua ne bevemmo poca perchè lo spumante accompagnò le nostre pietanze.

Tra un boccone e l’altro Lina disse - quando mi porti al piacere più alto io mi sento parte di te, mi sento parte di quel amore che muove tutto, tutte le cose possibili e impossibili. Non so se sia amore: fatto sta che senza di te non posso più vivere dal giorno che passai a casa tua in città. E’ per me un pensiero fisso. Non faccio altro che pensarti e ricordare come mi è piaciuto fare sesso a casa tua. Queste parole non dovrei dirtele ma ormai mi sono arresa perché finalmente sto conoscendo una parte di me che solo in qualche frangente è emersa senza avere nessuna soddisfazione o proseguimento. Qui in paese non è facile dire o parlare di queste cose. Però ora sono felice.

Rimasi ad ascoltarla. Era una donna più grande di me che potevo essere sua figlia ed ero io che l’avevo sedotta ed iniziata la sesso extra coniugale oltre che averle dato coscienza che il sesso non è una scopata al buio con il marito. Ero io che le stavo facendo conoscere il suo corpo e scoprire che si hanno sensazioni fantastiche se le si sa trovare.

- Vedrai che questo pomeriggio ti farò godere ancora - Dissi

- Sono già distrutta e non mi so spiegare da dove viene fuori questa voglia di fare sesso …. Alla mia età!

Lina era molto eccitante a vederla riordinare la cucina restando sempre nuda con le scarpe a tacco alto ed il but plug sempre alloggiato dietro.

Non le dava più fastidio.

- Che mi dici del but plug che hai dietro? Ti piace verò?

- Sì! E’ veramente piacevole averlo dentro. Mi da delle sensazioni così eccitanti! Chi l’ha inventato sapeva che stava realizzando un oggetto meraviglioso

- Più tardi te lo toglierai e poi , se così si può dire, ti inculerò con qualcos’altro.

 

La sera da Lina by 1948

 

Risalimmo le scale con io dietro di lei che scodinzolava a causa dei sandali con i tacchi alti e guardavo con piacere il diamante del but plug che compariva tra le natiche.

Durante la salita chiesi se l'oggetto che aveva dentro le desse fastidio.

- No. Non mi da fastidio. Mi sto abituando e mi piace averlo dentro. Pensa che non mi sono mai fatta mettere niente dentro, neanche da mio marito che qualche volta, non so se per caso o per sua voglia, mi ha appoggiato il suo cazzo al buchetto. Piuttosto dimmi se io così ti piaccio.

La risposta fu ovvia ed in mente avevo altri piaceri per lei.

Arrivammo nella camera matrimoniale con il letto disfatto dalle nostre battaglie amorose mattutine e ci buttammo sopra.

- Mi fai vedere la tua fighetta da vicino - chiesi a Lina

Mi aprì le gambe poggiandole sulla mia schiena. Avvicinai il volto alla sua figa, era molto bella e piacevole da vedere. La toccai passando l'indice nell'inguine e dentro le grandi labbra. Scapucciai il clitoride e lo titillai delicatamente con la punta della lingua. Lei ansimò e si contorse leggermente.

Chiesi: - sei eccitata?

- Certo che lo sono. Ho il culo pieno, mi accarezzi il grilletto, mi lecchi e mi baci, mi dici come posso non esserlo?

Il risultato fu che ci allacciammo in un furioso 69 mangiandoci le fighe a vicenda giungendo presto nuovamente all’orgasmo.
Restammo entrambe stravolte con il viso tra le cosce dell’altra ansimando.
- Francesca…oohhh…Francesca che bello!!
-Bellissimo amore….proprio meraviglioso!!
- Non ho mai smesso di amarti!! - mi confessa.
- Neppure io!

-Io non ho mai goduto tanto in vita mia ti assicuro!! - concluse Lina
Restammo così non so quanti minuti ad osservare i nostri sessi ed ad accarezzarci le gambe i rispettivi contorni del sesso e delle zone erotiche.

Le estrassi il but plug lentamente sentendo i suoi gemiti di gradimento.

Sul letto c'erano ancora gli altri giocattoli sessuali che avrei voluto provare con Lina ma forse era ancora presto per usarli. Mi chiese quante volte li usassi. Li usavo sia da sola sia con Mirta e per ognuno le descrissi il tipo di godimento che si può raggiungere.

La guardo in viso. sembra che voglia venire ancora. Il suo sguardo ed i suoi gesti. Le osservo le mammelle che avevo già maneggiato più volte e che avevano destato la mia ammirazione e lei piano piano, muovendosi come una gatta, si portò dietro di me ed iniziò a titillarmi i capezzoli. Contemporaneamente sentii una delle sue mani insinuarsi tra le mie cosce che, quasi automaticamente, si aprirono per permetterle quell’esplorazione.

Eravamo completamente fuori di testa. Finalmente si era decisa a dare sfogo alle sue fantasie. Voltai la testa e mi baciò.

Ad un certo punto si staccò dalla mia bocca che rimase aperta nell’attesa e lei mi fece colare la sua saliva nella mia bocca, che io presi avidamente apprezzandone e godendo del sapore.

In quel momento mi sentivo veramente porca. Ormai avevo la figa fradicia.

- Cazzo, anche tu sei proprio una gran maiala come me, senti come sei già sbrodolosa e calda! - disse Lina. era la prima volta che la sentivo parlare in quel modo.

- Lina io non so come mi succede ma ho una gran voglia di godere con te e di farmi fare tutto quello che vuoi - dissi io.

Lei con le dita scoprì le grandi labbra della mia fichetta ormai bollente e ridotta ad un lago. Il suo dito girò delicatamente più volte intorno al mio clitoride e si insinuò nell’apertura che non aspettava altro.

Lina continuava a giocare con le mie mammelle e morivo per quel contatto e più mi tormentava con carezze e strizzate di capezzoli, più mugolavo di piacere e più lei mi incitava a continuare.
Le dita nella mia fica divennero due e si muovevano dentro e fuori.
A quel punto ci bloccammo. Lei tornò davanti a me.
Lei si inginocchiò nuovamente sul letto tra le mie gambe ed iniziò a leccare la mia fighetta aperta con maestria. Usava lingua e dita: la lingua che giocava con il clitoride e le dita che, rovistavano la mia fica ormai alla sua mercè, cercarono e trovarono la mia reazione di godimento estremo. Lina capì di aver trovato il mio punto G. Gli presi la testa la spinsi ancora di più sulla mia figa.
Poi, con mio grande disappunto, notai che aveva smesso di lavorarmi lasciando la mia fighetta vogliosa.
Si pose su di me come una gatta e abbassando il bacino mi offrì la sua fica palpitante e gocciolante alla mia bocca.
L’imbarazzo e l’indecisione durarono in me un attimo e poi la voglia prese il sopravvento. Iniziai a ricambiare il trattamento ricevuto. La mia amica sembrava gradire molto e ricambiava tanto con tocchi di lingua sulla mia figa che aumentavano di intensità.
Mai avrei immaginato che avrei gradito così tanto il sapore ed il profumo di una figa, invece ero inebriata da quel profumo così intenso, tanto che non smettevo più di bere quel nettare.
Non contenta di ciò, oramai presa dalla libidine, Lina vide il mio buchino dell’ano che si contraeva ritmicamente, allora inumidì un dito negli umori della mia fighetta e iniziò a carezzarmi il culo esternamente. Vedendo che io spingevo verso il mio dito, provai a prenderlo, cosa che gradii immensamente. Io ricordo che rimasi estasiata dalla sensazione di ritrovarmi nelle viscere un dito della mia amica e sentivo il culo aderire e fremere intorno al suo dito che la stantuffava dapprima lentamente e poi sempre più con decisione. Le chiesi di togliere il dito dal mio culo, che rimase schiuso ed invitante. Lina mi mise il dito in bocca - leccalo ed assaporalo- mi disse.

Sentii aumentare in me i sintomi tipici dell’orgasmo imminente e sicuramente se ne accorse anche la mia amica, che inserì lentamente e gradatamente riuscì ad allargare il mio sfintere fino ad inserire quattro dita nella figa e prese a mordicchiare delicatamente il clitoride. Non passò molto tempo che arrivai ad un orgasmo così intenso e prolungato da farmi urlare dal piacere. Mai avevo provato un orgasmo così sconvolgente.

Scaricai nella sua bocca fiotti di umori caldi, frutto del mio orgasmo. Ci drizzammo e si mise accanto a me. Felici iniziammo a baciarci a lungo, scambiandoci i sapori delle nostre fighe.
Lina mi disse: "Sai era tanto che ti desideravo, sai quante volte mi sono masturbata pensando a te ed immaginandoci insieme? Solo che non avevo mai avuto il coraggio di fare il primo passo per paura di perderti. Poi oggi non ho capito più niente ed i miei sensi hanno preso il sopravvento.

Risposi - sai non pensavo che tu fossi così troia! E’ stato veramente una piacevole sorpresa!"
- Anch’io non sapevo di essere così maiala ma la cosa mi piace e tu mi fai impazzire Francesca, sei la mia amica ed ora anche amante e quindi saremo ancora più unite!!!
Ci stendemmo sul lettone tra le lenzuola stropicciate. 
Ormai era sera avanzata a causa del sonno ristoratore. Ci eravamo assopite tenendoci abbracciate, complice il caldo e l’intensità dei nostri orgasmi, mi svegliai ed andai in bagno a fare pipì.
Stavo orinando quando sentii i tacchi delle scarpe di Lina e la vidi entrare in bagno guardandomi fissa negli occhi con un sorrisino molto malizioso.
- Vedo che ora hai bisogno di farti un bidet, vero? - Mi disse.
Mi prese per mano mi fece alzare mentre avevo ancora la mia fighettina gocciolante di pipì e mi fece appoggiare con le mani al lavandino dicendo di piegare il busto in avanti.
Non sapendo cosa volesse fare, ma già eccitata per la sua iniziativa, la assecondai.
Mi fece allargare le gambe e sentii la sua lingua guizzante che mi ripuliva la mia passera fradicia di orina. Devo ammettere che questa cosa particolarmente porca contribuì non poco a farmi perdere nuovamente la testa.
- Lecca! Puliscimi la figa, fai quello che vuoi!!! - Oramai non mi rendevo conto di quello che stavo dicendo!
Lina non aspettava altro e mentre mi leccava, con un dito iniziò a toccarmi il buchino del culo che subito si aprì per favorire la penetrazione e provai la sensazione di sentire qualcosa che si insinuava nelle mie viscere.
Godevo come non mai; la mia amica se ne accorse e, dopo essersi leccata le dita, mi ficcò due dita in culo. Provai un dolorino iniziale che subito sparì per lasciare posto ad un godimento inaspettato e più mi pompava il culo in profondità e più che la sensazione di piacere mi sconvolgeva e sembrava che sbrodassi anche dal culetto, cosa che non è possibile.
A quel punto Lina mi fece mettere dentro la vasca da bagno e si mise in piedi su di me donandomi nuovamente la sua fica grondante perché gliela leccassi.
Il suo profumo ed il suo sapore erano stupendi dopo il godimento intenso provato, mai avrei pensato che lei potessi diventare una ninfomane.
Lina si scostò un po’ da me, rimanendo sempre dentro la vasca e si aprì le grandi labbra della passerina mostrandomi il suo interno eccitato ed arrossato e all’improvviso ne scaturì un getto di pipì che mi investì sulle tette e sulla pancia.
Quella doccia calda a sorpresa non mi dispiacque per niente e anzi con la mano la cosparsi sul mio corpo. Oramai non avevamo più limiti, eravamo schiave dei nostri sensi di donne vogliose. Lina indirizzò il suo getto sulla mia faccia ed io, che godevo molto, aprii la bocca e tirai fuori la lingua gustando quel nuovo sapore ed il dono che veniva dalla mia amica.
Il suo sesso è all’altezza del mio viso. Il suo profumo mi confonde. Lo osservo, talmente da vicino che il mio respiro le provoca piacere. Ancora uno sguardo. Questa volta d’intesa, mentre la sua mano spinge la mia testa verso di lei perchè potessi prendere le sue ultime gocce direttamente nella mia bocca.

Io mi toccavo e mi chiavavo con la mano. Avevo fatto entrare tre dita nella mia figa e mi pentivo di non aver utilizzato la finta mano che avevo in valigia.

Continuavo a leccare la figa di Lina che con un mugolio soddisfatto venne così nella mia bocca e mi gustai tutto ciò che uscì da lei.

Dopo nemmeno un secondo venni anch’io per l’eccitazione pazzesca che tale trattamento mi aveva provocato.

Ci baciammo ancora e lei assaporò i gusto della sua figa che era rimasto sulla mia bocca. Decidemmo di fare una doccia per toglierci di dosso il sudore; sotto il getto d'acqua ci coccolammo a vicenda. Ritornammo a letto con la promessa che saremmo state sempre insieme e che di notte ci saremmo amate a lungo in tutti modi.

Ormai Lina era 'svezzata'. Finalmente si era aperta ed ora si lasciava guidare nella realizzazione dei sogni erotici.

- che ne dici se andiamo in soggiorno? - chiesi

Tenendoci per mano andammo a sederci sul divano che divideva la zona pranzo dal salotto. Lina accese la TV. Tenendoci per mano guardammo il programma della De Filippi ma nel fare zapping ci si presentò l'occasione di vedere il film ‘Lezioni d’amore’

Le scene dal senso erotico della trama ci portò a fare dei commenti con riferimento alla nostra situazione.

Sono nuovamente già molto eccitata e Lina fa capire che vorrebbe essere scopata.

vado in bagno senza di lei e quando torno vedo che si stava masturbando già da un po’. Per raggiungere l’orgasmo ci impiega poco più di cinque minuti, permettendomi di vederla senza difficoltà. Anche stavolta viene travolta da un orgasmo molto forte. Anche il suo grilletto è ben turgido ed esposto.
La serata prosegue con un po’ di relax sul divano, con lei appoggiata sul mio petto, che giocherella con le dite. Io le passo le mani tra i capelli, le accarezzo la schiena, le dico quanto la amo e quanto la desidero, anche se lei lo sa bene.
Sono ormai le ore piccole e prima di tornare a letto facciamo un po’ di zapping andando a vedere i canali con alta concentrazione di femmine poco vestite in atteggiamenti discinti. Lo zapping termina in un canale in cui si intuisce un accoppiamento con un negro. Lina scende dal divano e si posiziona davanti alle mie gambe larghe iniziando a leccarmi e stimolarmi. Mi eccito, ma non riesco più a venire.

Lei capisce ed infine ritorniamo a letto. Seduta sul bordo si toglie le scarpe a tacco alto che le ho regalato.
Mi inginocchio dietro di lei, le accarezzo e le bacio le spalle e le prendo in mano le mammelle strizzando il capezzolo puntandolo in avanti. Scendo anche tra le sue gambe. La sua pelle è splendida e profumata. Il suo profumo mi eccita. lei ansima e si muove per facilitare la mia esplorazione. Porta la testa all'indietro e la bacio profondamente incrociando le lingue.

- dai! sono stanca. mi hai fatto godere tanto oggi. Sono sfinita. Ti voglio bene e vorrei amarti.

Spegniamo le luci e ci mettiamo sotto le lenzuola continuando a parlare di noi. Ridiamo e giochiamo con le nostre bocche dimenticandoci dell’ora ed infine ci addormentiamo abbracciate.

io ebbi un risveglio durante la notte; non so che ore fossero. la voglia di venire era tanta. In effetti avevo goduto poco; Lina invece era una fontana. Bastava toccarla per farla venire. Mi chiedevo come avessi potuto sedurre un'amica di mia madre e farla diventare una delle mie amanti. Il ricordo del giorno passato in città con lei che si faceva leccare da me la figa per la prima volta, la scopata con Sergio ed il suo godere represso ma potenzialmente grande, erano rimasto ben impresso nella mia mente ed a passare in rassegna quei momenti mi ha messo una voglia di sgrilletarmi irresistibile. Mi muovo nel letto piano e vedo che Lina dorme profondamente, allora apro le gambe e tenendo sotto controllo i gemiti ed i movimenti della mano mi sgrilletto e con le immagini di lei che passano nella mente vengo reprimendo sul cuscino i respiri profondi e l'urlo finale.

 

 

Il mio ventitreesimo compleanno by 1948

 

Il 14 settembre è il mio ventitreesimo compleanno.

La mia amante Mirta ogni anno fa festa. Vengono tanti amici ed amiche ed ognuno di loro, come da consuetudine porta un regalo.

La festa è anche una cena a buffet sul l’ampio terrazzo di casa di Mirta.

Le persone sono tutte molto eleganti. La festa è orami diventata un ‘must’ per la città. Per ragioni di spazio vengono invitate non più di 30 persone.

Gli uomini erano tutti molto belli. Io ero vestita con un abito bluette lungo con spacchi laterali e grande apertura nelle spalle fino alla schiena, indossavo i più bei gioielli che avessi e qualcuno melo prestò Mirta. In particolare mi piaceva la collana prestat da Mirta che scendeva sulla schiena. Il movimento del metallo prezioso sulla schiena mi dava i brividi. Sul davanti niente se non una catenina che univa i piercing dei capezzoli; della catenina si vedeva solo la parte centrale. Il vestito mostrava la rotondità delle mammelle facendo capire che non c’era reggiseno che sostenesse qualcosa. La catenina era quindi obbligatoriamente applicata ai capezzoli.

I capelli li ho intrecciati in una coda che ho abbellito con dei brillanti e li ho fermati con un gioiello splendente.

Le unghie delle dita dei piedi (che io curo moltissimo) le ho tinte con un colore rosa molto chiaro. Alle dita delle mie mani indossavo degli anelli artistici creati da un gioielliere artigiano molto bravo.

Biancheria intima? Niente. Sotto il vestito totalmente nuda.

Scarpe da 17 cm con zeppa e tacco altissimo. Mi sentivo in paradiso. La mia figura, già di per se slanciata, ora lo era molto di più.

Mirta mi ha presentato tante persone tra queste molte donne bellissime di cui almeno due me le sarei fatte sede stante. Mi son chiesta se fossero lesbiche o bisex.

Di maschi ce n’erano tanti alcuni single, gli altri avevano le compagne. Chiaramente, per non dare molto nell’occhio, ho frequentato i maschi; uno sposato mi piaceva da morire. Il suo modo di parlare, gli argomenti, il suo modo di gesticolare, il suo look mi eccitavano. Per me lui era una calamita.

Mirta era vestita in bianco, anche lei con spacchi laterali, niente biancheria ma solo calze velate bianche. Quando le ha indossate mi sono eccitata. Ai piedi sandali argentati altissimi (quasi non riusciva camminare).

Le spalle erano scoperte ma non la schiena.

Capelli ben pettinati e lasciati sciolti.

Rossetto rosso scuro

Pochi gioielli tra cui un bel bracciale rigido al polso, una collana di perle al collo ed orecchini di perle alle orecchie.

La serata fu veramente bella e piacevole. Mi sembrava di essere in un party come si vedono in Beautiful.

Finita le festa tutti gli invitati andarono via, e con il mio amore passammo in rassegna tutti i regali che avevo ricevuto da amici e parenti.

Ci che mi meravigliava era che non avevo ricevuto alcun regalo da lei. Pensai che sicuramente mi aveva riservato qualche sorpresa. Lei era solita fare così. Voleva sempre stupirmi.

•          aspettami un attimo qui sul terrazzo, torno subito.

Dopo qualche minuto si presentò con biancheria intima succinta ed uno pacchetto regalo tra le mani. Vederla avvicinare a me in calze autoreggenti bianche, perizoma a strighe argentate, svegliò immediatamente i miei sensi.

•          Questo è il mio regalo. Aprilo e dimmi se ti piace.

Apri il pacchetto e con grande meraviglia vidi che il contenuto era un dildo di gomma di discrete dimensioni corredato di due membri ed una cintura che poteva essere utilizzata per allacciarlo in vita.

•          Questo è un regalo per te, non per me.

•          Sbagli. Da mesi mi chiedi di penetrare il mio orifizio più stretto e mi sono sempre negata. Stasera sarà tuo voglio godere anch’io.

Indicando e maneggiando il doppio dildo

•          Questo dovrai agganciarlo in vita per scoparmi contemporaneamente anche in figa.

Non aveva mia parlato con toni così sboccati. Forse era il vino che aveva bevuto che le faceva dire certi termini che avevano anche un senso di arrapamento totale della donna.

Così nel giro di pochi istanti, mi ritrovai nuda anch’io li sul terrazzo, all’aperto. Ci potevano vedere e certamente sentire i nostri lamenti d’amore.

Ci baciammo per non so quanti minuti. La sua bocca era profumatissima e baciarla era un gusto a cui non volevo rinunciare.

Mi staccai da lei per un attimo e sculettando a causa dei tacchi altissimi andai in camera da letto a prendere del gel.

Al ritorno ci abbracciammo e con entrambe le mani avvicinammo le nostre teste affinché le bocche fossero vicine e non si staccassero durante il lunghissimo bacio.

Allungai le mani per vedere a quale stato di eccitazione era arrivata. Altrettanto faceva lei con me.

Mi allontanai da lei per indossare velocemente lo slip con i dildo.

Dopo un pò di preliminari sul buchetto e sul clitoride, lubrificai il suo buchetto con un po’ di gel.

La feci voltare e mi avvicinai a penetrarla.

Il buco era strettissimo. Nonostante il gel stentava ad entrare.

•          Piano, amore, mi fai male ma lo voglio dentro. Continua lentamente finché si apre. Abbi pazienza. Mi duole ma mi piace. Dai continua. Tu stai godendo? Io sono molto arrapata. Non vedo l’ora che sia dentro. Mi voglio sentire piena.

Lentamente ma continuamente spingevo e il suo fiore si apriva. Infine improvvisamente entrò nel suo intestino.

•          Oh, amore! Lo sento. Che bello! Finalmente ci sei riuscita! Ti amo tanto. Mi sento larga. Muoviti piano. Fallo uscire leggermente. Si. Ancora dentro. Dai! Lo voglio dentro.

•          Vuoi che ti metta l’altro nella figa?

•          Si uh! Che bello. Sto godendo tanto. Mi piace che mi allarghi. Mettimi l’altro nella figa. Voglio avere una doppia penetrazione.

Così presi l’altro dildo di silicone la penetrai in figa.

Cominciò a bagnarsi sempre di più ed i suoi muscoli iniziarono a rilassarsi e ad aprirsi al punto tale che dopo qualche tentativo il cazzo finto iniziò a scivolare facilmente dentro il suo sfintere.

•          Che sensazione meravigliosa!

La sensazione fu meravigliosa. Sentire il suo buco stretto mi eccitava molto mentre sentivo lei godere come una vera femmina penetrata in entrambi gli orifizi. Le mancava solo un cazzo in bocca e sarebbe stata al completo.

•          Sbattimi come una cagna, dai, fammi male

. Stantuffavo il dildo sempre più in fondo al suo intestino.

Ad ogni spinta stringeva l’ano.

Continua così fino a che il piacere arrivò al parossismo e con un urlo venne.

Il movimento. L’eccitazione di vedere la mia fidanzata con i due buchi occupati, il vino e lo champagne bevuto, l’aria fresca, gli abiti, i nostri corpi bellissimi, l’atmosfera che ci circondava, mi ha creato uno stato di eccitazione e voglia di venire incredibile.

Il dildo mi trasmetteva le sensazioni della figa di Mirta.

Infine ebbe un orgasmo e le sue contrazioni amplificarono la mia sbrodata.

Dopo quella sera ci ritrovammo spesso a giocare con questo nuovo giocattolo.

Una sera, mentre scopavamo, le scappò la frase

•          Ne vorrei uno vero, uno che mi sborrasse addosso insieme a te

La frase mi colpì molto. Talvolta quando non la penetravo, contemporaneamente, usava l’altro dildo in bocca come per simulare un pompino. Aveva proprio voglia di farsi scopare da più uomini. Non sapevo se proporglielo o meno.

Mi feci coraggio

•          Ti faresti scopare veramente da me e da un altro contemporaneamente? E’ una cosa che desideri? Ti eccita molto l’idea?

Lei mi guardò incredula

•          Si, caro. Non so come dirtelo, ma è una mia fantasia molto accentuata. Non è facile ammetterlo, perché mi fa sentire un po’ puttana, ma quando scopo con te, vorrei un uomo , a volte anche due , che mi aprissero da tutte le parti. E’ come se volessi sentirmi usata, violentata da più persone

Me lo disse vergognandosi un po’ per questo suo desiderio in modo da non sollecitare un’eventuale sentimento di gelosia in me.

Cominciai a chattare, per verificare un po’ le varie disponibilità su internet. Molti giovani mettono fanno inserzioni di questo tipo, così vidi se qualcuno facesse al caso nostro.

Non era facile trovarne uno. Li sentivo anche per telefono ma sembravano fasulli.

Stavo per arrendermi e lasciare insoddisfatto il desiderio di Mirta, quando feci un’ultima telefonata prima di chiudere definitivamente con la ricerca.

Era un giovane di 27 anni. Aveva postato la sua foto sia nudo e non era niente male. Al telefono mi fece una buona impressione. Parlava molto bene, sembrava molto discreto, intelligente, aperto a nuove idee e alla ricerca di sensazioni sessuali.

Non aveva mai fatto un’esperienza di rapporto a tre.

Una sera concordammo di vederci e dopo avere scambiato quattro chiacchiere di persona, lo invitai a venire a casa e verificare la reazione di Mirta a cui lo avevo già descritto.

In quell’occasione lei si fece un ditalino davanti a me al solo pensiero del maschio che l’avrebbe scopata.

Quando lui arrivò, eravamo entrambe sedute sul divano.

•          Io sono Sergio. Disse

•          Ah! Sei tu. Il ragazzo conosciuto in chat da Francesca. Sei qui per bere qualcosa e fare quattro chiacchiere o per ,  andare oltre, se è questo che vogliamo? Disse Mirta

Lui rimase stupito. Non capiva se si stesse scherzando o se facendo sul serio.

Il ragazzo,si avvicinò molto a Mirta fino al punto di baciarla in bocca.

Mirta rimase sorpresa e già non capiva più niente. Era in calore e voleva solo esere scopata e inculata

Mirta non resistette a quel bacio, anzi, iniziò a rispondere. Stranamente non ero gelosa. Quella situazione non mi ingelosiva, anzi ,  mi eccitava.

Iniziarono a baciarsi con più calore sino a quando le loro mani incominciarono a palparsi dappertutto.

Mi avvicinai anche io senza momentaneamente partecipare, ma solo come spettatatrice. Vidi lui scoprirle il seno di lei, succhiare i capezzoli, leccarglielo e lei gemere di piacere sotto la sua lingua.

La mano di Mirta iniziò a palpare il suo pacco che cresceva sempre più vistosamente. Piano piano iniziarono a spogliarsi, sino a ritrovarsi nudi sul divano.

Vidi Mirta lentamente baciargli il petto, la pancia e scendere giù, sempre più giù, sino a prendergli in bocca l’uccello. A quel punto mi spogliai anche io e mentre lei lo spompinava come una cagna in calore, mi piazzai dietro di lui.

Mirta era già bagnata come una fontana. Sembrava quasi stesse aspettando una situazione del genere, come se la aspettasse da tempo e finalmente poteva goderne in pieno.

Sergio non aveva se non che occhi per Mirta. Le era entrato. Più la scopava, più la sua figa si stringeva attorno a quel cazzo che devo dire era di tutto rispetto.

Era grosso, lungo e duro, giovane. Se lo gustava tutto, sembrava divorarlo.

Il cazzo dalla figa e lo guidai per penetrarla nel culo, dopo averglielo lubrificato un po’ di gel. Mentre la chiavava si spostarono per sedersi sul divano. Lei ne approfittò per impalarsi meglio e predere a fondo nell’intestibo il cazzo del giovane ragazzo.

Facendosi scopare in figa e in culo, alternativamente.

Come se non le bastasse, Mirta prese il cazzo di gomma ed iniziò a simulare un pompino. A quel punto pensai che forse sarebbe andata anche oltre.

Infatti con il,cazzo del ragazzo in culo lei mi pregò di metterle il dildo più grosso nella figa.

Forse dovevamo farlo con un altro uomo. Forse era questo che lei desiderava veramente. Il ragazzo stava per godere, così Mirta mi guardò. Con un movimento rapido si inginocchiò verso il suo cazzo, lo prese in mano ed iniziò a succhiarlo avidamente aspettando che lo sperma travasasse in gola.

Gli schizzi arrivarono presto e tanti, al punto da non riuscire a contenere tutto lo sperma nella cavità orale; sperma che riversò sul cazzo per poi rileccarlo con ingordigia.

Io mi masturbavo freneticamente.

Alla vista di tutto ciò non resistetti.

Mi avvicinai a loro e venni schizzando la sbroda sul viso e sul collo.

Ci ripulimmo e già pensavo alla prossima volta.

•          Forse dovresti portare un amico” dissi a voce alta

•          Magari due” rispose lei, ti chiedo solo massima discrezione”.

Ormai era andata, non aveva più freni, voleva essere scopata da tanti uomini contemporaneamente.

Invitammo Sergio a cena e poi continuammo la nostra serie di accoppiamenti amorosi nel lettone.

Volli provare anche io ad essere presa davanti e dietro e la cosa non mi dispiacque affatto,  anzi vorrei ripetere l’esperienza.

 

Riempita dopo colazione by 1948

 

Quando apro gli occhi sono quasi le 9 del mattino, sveglio dolcemente Lina con leggeri baci sulle labbra. Questa donna è molto adatta ad essere introdotta nel mio ambiente cittadino e già nella mia mente inizio ad immaginare come sarebbe bello vederla scopare con maschi e con femmine. leina lentamente esce dal torpore del sonno, si sveglia e si stringe a me. Sento il suo caldo seno premere contro il mio.

- buongiorno! Come stai? Ti sei pentita di ieri? - chiesi

- non mi dire che vuoi re-iniziare? Sono ancora dolorante anche se .... più tardi una ripassata ci starebbe!! ‘- rispose
- No, tranquilla voglio altro - fu la mia replica

Andammo in bagno a lavarci e rimetterci dopo una giornata di fatiche sessuali. Ci accarezzavamo durante le nostre operazioni di pulizia a confermare che eravamo in perfetta sintonia e che i nostri corpi era bello toccarli e vederli. Alla fine prima di andare a fare colazione in cucina presi dal mio beauty dei pendenti e delle mollette fatte apposta da applicare ai capezzoli  e sulle grandi labbra della figa. Lina già conosceva questi pendenti e queste mollette per averle avute applicate durante la prima seduzione in casa mia.

- che bei pendenti - disse - mi staranno bene?

- proviamoli e poi lo specchio ci dirà come ti staranno e quanto sarai bella ed arrapante- risposi.

Mi avvicinai a lei che nel frattempo mi offriva le mammelle con i capezzoli già duri ed eretti. Accarezzai le mammelle succhiando i capezzoli e la sensazione che ne ebbi fu meravigliosa come sempre. Lei portò la testa leggermente indietro per far si che i capelli rimanessero sulle spalle.

Le applicai le mollette ai capezzoli ed il suo viso diventò una maschera di piacere. la sentii mugolare. Ad operazione compiuta le applicai i pendenti. Poi le chiesi di sedersi sul bordo del letto in modo che la figa fosse a mia disposizione. Le chiesi di aprirsi le grandi labbra, cosa che fece volentieri aprendo molto le sue gambe. Io con le mie dita portai in evidenza il clito e li applicai l'altra molletta. In quel momento Lina fece un piccolo salto e lanciò un grido di piacere. Il grilletto rimane esposto e non poteva rientrare nella sua custodia naturale. Ogni azione era un titillamento. Applicai anche qui un pendente. la figa di Lina era già bagnata e dalle sue labbra usciva un liquido dal profumo molto afrodisiaco. Ne approfittai per baciarle la figa ed in particolare il clito. Lina gradì mugolando ed ansimando.

- se continui a leccarmi vengo.

Per completare l'opera le toccai il buchetto posteriore e mentre risalivo a baciarla in bocca portando tra le sue labbra il sapore della sua figa, dolcemente rimisi il but plug nel suo culetto.

- mettiti le scarpe che ti ho portato - le intimai e lei senza opporsi le calzò.

era veramente una grande figa. Tutti i maschi le sarebbero saltati addosso perchè la figura era troppo arrapante per resistere.

La condussi per mano davanti allo specchio perché si ammirasse.

- Sono molto bella. Mi sento erotica. Mi sento molto figa. Vorrei essere desiderata al punto da essere scopata. Sono eccitatissima ed avrei voglia di farmi un ditalino - disse e nel frattempo raccolsi i suoi capelli sulla testa lasciando il collo scoperto affiché potessi baciarla e toccarla. lei intanto si muoveva per guardarsi in tutte le posizioni per rendersi conto di quale oggetto sessuale era diventata e qyuale fosse la sua bellezza così ornata.

Ora chiesi a lei di applicarmi i piercing nei fori che avevo. Lo fece con la solita cautela e dolcezza baciandomi sui capezzoli, stringendo le mie mammelle e passando le sue dita sulla mia figa. Quando scese sulla mia fighetta che era più piccola della sua perchè lei, tra l'altro, aveva partorito, mi baciò l'interno delle cosce e ovviamente succhiò ciò che producevano le mie mucose sessuali.

Ci guardammo allo specchio e ci trovammo estremamente erotiche. sembravamo due pornostar. Già pregustavo una mattina di sesso strepitoso.
Andammo in cucina per fare colazione raccontandoci le sensazioni provate e raccontandoci le stupidate che due donne in calore possono farsi passare per la testa.

Al termine dello spuntino eravamo molto allegre e ciarliere.

- Come ti senti con il plug dietro?- chiesi

- Bene, mi piace; mi da delle belle sensazioni e vorrei avere qualcosa di maschile al posto del plug.

- Hai visto quel dildo particolare che c'è sul letto?

- Mi chiedevo a cosa servisse - replicò - dato che ha una pompetta.

- accetteresti una sorpresa? penso che ti piacerà. ma prima dovrai fare un lavoro preparatorio - le dissi

- quale lavoro? - chiese Lina

- ti dovrò fare un clistere.

- un clistere?!? - disse meravigliandosi la mia amica - perchè? mi vuoi vedere piena? ti piace sapere che ho l'intestino pieno? oppure provo ad indovinare: mi vuoi vedere sul water mentre mi scarico?

- no, non proprio... ma se ti fidi ti farò godere da dietro - replicai in modo molto suadente.

- Allora ci sto. Dai, fammi quello che vuoi. Ti amo anche per questo.

Ed andammo in bagno. Io intanto ho preparato l'attrezzo per il clistere e Lina rise quando vide il dildo con il foro ed il tubo collegato alla sacca

- questo cazzo mi riempirà come nessun altro - scerzò lei e d intanto si era messa inchinata porgendomi il culo con le natiche larghe. Estrassi il plug e mettendo un po' di lubrificante inserii con facilità il dildo. Aprii il rubinetto ed il liquido scese entrando nell'intestino di Lina. Lei gradiva molto quel che le facevo. -

- mi sento riempire. E' bello. ooh! la mia pancia! si sta gonfiando. Sembro incinta

Le feci questo trattamento quattro volte e lei lo accettò molto bene. Ogni volta che estraevo appositamente il dildo il suo buco posteriore rimaneva sempre più aperto e ne approfittavo per inserire due o tre dita. Notavo che Lina godeva molto all'inserzione delle dita e dopo l'ultimo lavaggio entrai con quattro dita. lei godeva molto anche se durante gli ultimi due lavaggi si era lamentata per il 'gonfiaggio' e la persistenza del liquido nell'intestino.

Che bello sentire il calore del suo corpo e della tensione che la mia amante metteva nel ricevere le dita.

- vedrai che tra qualche minuto godrai tantissimo - le sussurrai

- Sto già godendo ora moltissimo. Devo essere un lago nella figa. Il piercing che mi hai applicato mi sta facendo impazzire di piacere. Ho una voglia matta di sditalinarmi.

- aspetta ancora un po' e poi vedrai che urlerai di piacere - le dissi per tranquillizarla.

A lavaggio finito dal suo intestino non usciva che acqua pulita.

La asciugai e per far si che restasse arrapata ho leccato il suo bottoncino che sporgeva dalla molletta del piercing alla figa.

La presi per mano e dopo un profondo bacio la portai in camera dove avevamo fatto l'amore il giorno prima.

Presi in mano un dildo gonfiabile e lo cosparsi di gel.

- Vedi questo oggetto? Si tratta di un dildo gonfiabile: è piccolo adesso ma può raggiungere le dimensioni di una melanzana. Servirà a dilatare il tuo culo e prepararlo a prenderne di grossi ... anche di gomma Ora girati e mostrami il tuo bel culetto vergine. Inchinati sulle ginocchia restando con il busto eretto. Io ti metterò questo dildo dietro. Poi mi dirai le tue sensazioni e gradimento.

Lina stava per parlare ma zittii

“Shhhhh, amore mio, non aver paura, potrebbe far male la prima volta, ma poi imparerai a gioire ogni qual volta ti sodomizzerò.... e per essere sicuri che non farti male, anche per evitare ferite al culetto, al primo utilizzo prenderò le dovute precauzioni.

Senza emettere alcuna lamentela mi girai e la misi a quattro zampe, proiettando il mio culo nella mia direzione. Mi misi dei guanti di lattice dissi:

- Allarga un po’ le ginocchia e piegati di più, vedrai che tutto sarà più facile.

Poi aprii un tubo di lubrificante, lo sparsi sulla mano abbondantemente e infilai senza preavviso un dito nel culo di Lina. Non ebbe il tempo di emettere alcuno suono.

- Non provare nemmeno a lamentarti per un solo e minuscolo dito, pensa al cazzone che potrà entrare presto qua dentro! - e con un movimento rapido tolsi il dito per rimetterne due. Poi iniziai a ruotare le dita dentro il suo ano e lei ammise che questo movimento era piacevole. Si lasciò sfuggire un piccolo mugugno di piacere.

- Lo sapevo che ti sarebbe piaciuto...potrei farti venire solo massaggiandoti – dissi - ma non mi sembra il caso di perdere altro tempo.

Tolsi le dita, lubrificai ben bene il dildo gonfiabile e lo feci scivolare dentro senza esitare. Non era più grande delle due dita.

Poggiai il dildo per terra e Lina ci si calò sopra. Poiché era sgonfio non ci furono difficoltà all'inserzione nell'ano.

- Ti piace - chiesi

- moltissimo - fu la risposta

 Poi presi la pompetta e pompai vigorosamente 3-4 volte. La mia amante sentì subito l’ano riempirsi e tirare.

- E’ una sensazione strana ma piacevole- disse Lina

Replicai - bene, adesso è abbastanza grande per non uscire più spontaneamente. Ora lo collegherò a questa pompetta che immetterà lentamente aria nel dildo, in modo che si gonfi senza farti esplodere le budella.

Mentre pompavo le ordinai di sollevare il busto restando in ginocchio.
“Perfetto!”

Con una certa soddisfazione disii - Il giochino che ti ho messo nel culo avrà le dimensioni di un’arancia e sarai pronta a perdere la tua verginità mia cara Lina. Ora lo gonfierò e tu potrai toccarti il grilletto per farti un ditalino. Io ti accarezzerò e aumenterò il tuo piacere.

Mentre dicevo queste parole avevo già iniziato a gonfiarlo; lei già si stava toccando ed io la baciavo profondamente in bocca.

- oooh! lo sento che si sta ingrossando. E' bellissimo. Mi sento riempita molto. E' tutto meraviglioso. Continua Francesca. mi sento larga. Aaahhhh! siiiiiihhhh! mi piace avere il culo aperto. Mi sento una troia. Vorrei un maschio che mi chiavasse nella figa. uuhh! come mi sento larga! aaahhhhh sono piena!

Rapidamente Lina diventa tutta rossa ed inizia a tremare mentre il suo primo orgasmo la prende completamente. Mi bacia teneramente sulle labbra ringraziandomi per il forte orgasmo poi si alza e si volta. Si abbassa con la schiena sul dildo già largo e si lascia penetrare seduta e, dopo pochi minuti in cui ansima e mugola, strilla di nuovo fragorosamente mentre si fa penetrare dal dildo fino all'utero.

- Vorrei sentirmi piena di sborra! oooohhhh! ssiiiiihhhhhh!

Lei inarca la schiena verso di lui mentre ed io allungo una mano verso il basso per stuzzicarle il clitoride. Io guardo estasiata il movimento lento di Lina che si muove su e giù. Lina urla di nuovo e viene abbondantemente  mentre continua a scoparsi il cazzo di silicone con sempre più veemenza. Alla fine l’unica cosa che lei può fare è stendersi sulla schiena e gemere contorcendosi per il piacere.

 

Ancora Lina by 1948
Risalimmo le scale con io dietro di lei che scodinzolava a causa dei sandali con i tacchi alti e guardavo con piacere il diamante del but plug che compariva tra le natiche.
Durante la salita chiesi se l'oggetto che aveva dentro le desse fastidio.
- No. Non mi da fastidio. Mi sto abituando e mi piace averlo dentro. Pensa che non mi sono mai fatta mettere niente dentro, neanche da mio marito che qualche volta, non so se per caso o per sua voglia, mi ha appoggiato il suo cazzo al buchetto. Piuttosto dimmi se io così ti piaccio.
La risposta fu ovvia ed in mente avevo altri piaceri per lei.
Arrivammo nella camera matrimoniale con il letto disfatto dalle nostre battaglie amorose mattutine e ci buttammo sopra.
- Mi fai vedere la tua fighetta da vicino - chiesi a Lina
Mi aprì le gambe poggiandole sulla mia schiena. Avvicinai il volto alla sua figa, era molto bella e piacevole da vedere. La toccai passando l'indice nell'inguine e dentro le grandi labbra. Scappucciai il clitoride e lo titillai delicatamente con la punta della lingua. Lei ansimò e si contorse leggermente.
Chiesi: - sei eccitata?
- Certo che lo sono. Ho il culo pieno, mi accarezzi il grilletto, mi lecchi e mi baci, mi dici come posso non esserlo?
Il risultato fu che ci allacciammo in un furioso 69 mangiandoci le fighe a vicenda giungendo presto nuovamente all’orgasmo.
Restammo entrambe stravolte con il viso tra le cosce dell’altra ansimando.
- Francesca…oohhh…Francesca che bello!!
-Bellissimo amore….proprio meraviglioso!!
- Non ho mai smesso di amarti!! - mi confessa.
- Neppure io!
-Io non ho mai goduto tanto in vita mia, ti assicuro!! - concluse Lina
Restammo così non so quanti minuti ad osservare i nostri sessi ed ad accarezzarci le gambe i rispettivi contorni del sesso e delle zone erotiche.
Le estrassi il but plug lentamente sentendo i suoi gemiti di gradimento.
Sul letto c'erano ancora gli altri giocattoli sessuali che avrei voluto provare con Lina ma forse era ancora presto per usarli. Mi chiese quante volte li usassi. Li usavo sia da sola sia con Mirta e per ognuno le descrissi il tipo di godimento che si può raggiungere.
La guardo in viso. sembra che voglia venire ancora. Il suo sguardo ed i suoi gesti. Le osservo le mammelle che avevo già maneggiato più volte e che avevano destato la mia ammirazione e lei piano piano, muovendosi come una gatta, si portò dietro di me ed iniziò a titillarmi i capezzoli. Contemporaneamente sentii una delle sue mani insinuarsi tra le mie cosce che, quasi automaticamente, si aprirono per permetterle quell’esplorazione.

Eravamo completamente fuori di testa. Finalmente si era decisa a dare sfogo alle sue fantasie. Voltai la testa e mi baciò.
Ad un certo punto si staccò dalla mia bocca che rimase aperta nell’attesa e lei mi fece colare la sua saliva nella mia bocca, che io presi avidamente apprezzandone e godendo del sapore.

In quel momento mi sentivo veramente porca. Ormai avevo la figa fradicia.

- Cazzo, anche tu sei proprio una gran maiala come me, senti come sei già sbrodolosa e calda! - disse Lina. era la prima volta che la sentivo parlare in quel modo.

- Lina io non so come mi succede ma ho una gran voglia di godere con te e di farmi fare tutto quello che vuoi - dissi io.

Lei con le dita scoprì le grandi labbra della mia fichetta ormai bollente e ridotta ad un lago. Il suo dito girò delicatamente più volte intorno al mio clitoride e si insinuò nell’apertura che non aspettava altro.
Lina continuava a giocare con le mie mammelle e morivo per quel contatto e più mi tormentava con carezze e strizzate di capezzoli, più mugolavo di piacere e più lei mi incitava a continuare.
Le dita nella mia fica divennero due e si muovevano dentro e fuori.
A quel punto ci bloccammo. Lei tornò davanti a me.
Lei si inginocchiò nuovamente sul letto tra le mie gambe ed iniziò a leccare la mia fighetta aperta con maestria. Usava lingua e dita: la lingua che giocava con il clitoride e le dita che, rovistavano la mia fica ormai alla sua mercè, cercarono e trovarono la mia reazione di godimento estremo. Lina capì di aver trovato il mio punto G. Gli presi la testa la spinsi ancora di più sulla mia figa.
Poi, con mio grande disappunto, notai che aveva smesso di lavorarmi lasciando la mia fighetta vogliosa.
Si pose su di me come una gatta e abbassando il bacino mi offrì la sua fica palpitante e gocciolante alla mia bocca.
L’imbarazzo e l’indecisione durarono in me un attimo e poi la voglia prese il sopravvento. Iniziai a ricambiare il trattamento ricevuto. La mia amica sembrava gradire molto e ricambiava tanto con tocchi di lingua sulla mia fica che aumentavano di intensità.
Mai avrei immaginato che avrei gradito così tanto il sapore ed il profumo di una fica, invece ero inebriata da quel profumo così intenso, tanto che non smettevo più di bere quel nettare.
Non contenta di ciò, oramai presa dalla libidine, Lina vide il mio buchino dell’ano che si contraeva ritmicamente, allora inumidì un dito negli umori della mia fighetta e iniziò a carezzarmi il culo esternamente. Vedendo che io spingevo verso il mio dito, provai a prenderlo, cosa che gradii immensamente. Io ricordo che rimasi estasiata dalla sensazione di ritrovarmi nelle viscere un dito della mia amica e sentivo il culo aderire e fremere intorno al suo dito che la stantuffava dapprima lentamente e poi sempre più con decisione. Le chiesi di togliere il dito dal mio culo, che rimase schiuso ed invitante. Lina mi mise il dito in bocca - leccalo ed assaporalo- mi disse.

Sentii aumentare in me i sintomi tipici dell’orgasmo imminente e sicuramente se ne accorse anche la mia amica, che inserì lentamente e gradatamente riuscì ad allargare il mio sfinetre fino ad inserire quattro dita nella fica e prese a mordicchiare delicatamente il clitoride. Non passò molto tempo che arrivai ad un orgasmo così intenso e prolungato da farmi urlare dal piacere. Mai avevo provato un orgasmo così sconvolgente.

Scaricai nella sua bocca fiotti di umori caldi, frutto del mio orgasmo. Ci drizzammo e si mise accanto a me. Felici iniziammo a baciarci a lungo, scambiandoci i sapori delle nostre fighe.
Lina mi disse: "Sai era tanto che ti desideravo, sai quante volte mi sono masturbata pensando a te ed immaginandoci insieme? Solo che non avevo mai avuto il coraggio di fare il primo passo per paura di perderti. Poi oggi non ho capito più niente ed i miei sensi hanno preso il sopravvento.
Risposi - sai non pensavo che tu fossi così troia! E’ stato veramente una piacevole sorpresa!"
- Anch’io non sapevo di essere così maiala ma la cosa mi piace e tu mi fai impazzire Francesca, sei la mia amica ed ora anche amante e quindi saremo ancora più unite!!!
Ci stendemmo sul lettone tra le lenzuola stropicciate.
Ormai era sera avanzata a causa del sonno ristoratore. Ci eravamo assopite tenendoci abbracciate, complice il caldo e l’intensità dei nostri orgasmi, mi svegliai ed andai in bagno a fare pipì.
Stavo orinando quando sentii i tacchi delle scarpe di Lina e la vidi entrare in bagno guardandomi fissa negli occhi con un sorrisino molto malizioso.
- Vedo che ora hai bisogno di farti un bidet, vero? - Mi disse.
Mi prese per mano mi fece alzare mentre avevo ancora la mia fighettina gocciolante di pipì e mi fece appoggiare con le mani al lavandino dicendo di piegare il busto in avanti.
Non sapendo cosa volesse fare, ma già eccitata per la sua iniziativa, la assecondai.
Mi fece allargare le gambe e sentii la sua lingua guizzante che mi ripuliva la mia passera fradicia di urina. Devo ammettere che questa cosa particolarmente porca contribuì non poco a farmi perdere nuovamente la testa.
- Lecca! Puliscimi la figa, fai quello che vuoi!!! - Oramai non mi rendevo conto di quello che stavo dicendo!
Lina non aspettava altro e mentre mi leccava, con un dito iniziò a toccarmi il buchino del culo che subito si aprì per favorire la penetrazione e provai la sensazione di sentire qualcosa che si insinuava nelle mie viscere.
Godevo come non mai; la mia amica se ne accorse e, dopo essersi leccata le dita, mi ficcò due dita in culo. Provai un dolorino iniziale che subito sparì per lasciare posto ad un godimento inaspettato e più mi pompava il culo in profondità e più che la sensazione di piacere mi sconvolgeva e sembrava che sbrodassi anche dal culetto, cosa che non è possibile.
A quel punto Lina mi fece mettere dentro la vasca da bagno e si mise in piedi su di me donandomi nuovamente la sua fica grondante perché gliela leccassi.
Il suo profumo ed il suo sapore erano stupendi dopo il godimento intenso provato, mai avrei pensato che lei potessi diventare una ninfomane.
Lina si scostò un po’ da me, rimanendo sempre dentro la vasca e si aprì le grandi labbra della passerina mostrandomi il suo interno eccitato ed arrossato e all’improvviso ne scaturì un getto di pipì che mi investì sulle tette e sulla pancia.
Quella doccia calda a sorpresa non mi dispiacque per niente e anzi con la mano la cosparsi sul mio corpo. Oramai non avevamo più limiti, eravamo schiave dei nostri sensi di donne vogliose. Lina indirizzò il suo getto sulla mia faccia ed io, che godevo molto, aprii la bocca e tirai fuori la lingua gustando quel nuovo sapore ed il dono che veniva dalla mia amica.
Il suo sesso è all’altezza del mio viso. Il suo profumo mi confonde. Lo osservo, talmente da vicino che il mio respiro le provoca piacere. Ancora uno sguardo. Questa volta d’intesa, mentre la sua mano spinge la mia testa verso di lei perchè potessi prendere le sue ultime gocce direttamente nella mia bocca.
Io mi toccavo e mi chiavavo con la mano. Avevo fatto entrare tre dita nella mia figa e mi pentivo di non aver utilizzato la finta mano che avevo in valigia.
Continuavo a leccare la figa di Lina che con un mugolio soddisfatto venne così nella mia bocca e mi gustai tutto ciò che uscì da lei.

Dopo nemmeno un secondo venni anch’io per l’eccitazione pazzesca che tale trattamento mi aveva provocato.

Ci baciammo ancora e lei assaporò i gusto della sua figa che era rimasto sulla mia bocca. Decidemmo di fare una doccia per toglierci di dosso il sudore; sotto il getto d'acqua ci coccolammo a vicenda. Ritornammo a letto con la promessa che saremmo state sempre insieme e che di notte ci saremmo amate a lungo in tutti modi.
Ormai Lina era 'svezzata'. Finalmente si era aperta ed ora si lasciava guidare nella realizzazione dei sogni erotici.
- che ne dici se andiamo in soggiorno? - chiesi
Tenendoci per mano andammo a sederci sul divano che divideva la zona pranzo dal salotto. Lina accese la TV. Tenendoci per mano guardammo il programma della De Filippi ma nel fare zapping ci si presentò l'occasione di vedere il film
Le scene dal senso erotico della trama ci portò a fare dei commenti con riferimento alla nostra situazione.
Sono nuovamente già molto eccitata, e Lina fa capire che vorrebbe essere scopata.
vado in bagno senza di lei e quando torno vedo che si stava masturbando già da un po’. Per raggiungere l’orgasmo ci impiega poco più di cinque minuti, permettendomi di vederla senza difficoltà. Anche stavolta viene travolta da un orgasmo molto forte. Vedo che il suo grilletto è ben turgido ed esposto.
La serata prosegue con un po’ di relax sul divano, con lei appoggiata sul mio petto, che giocherella con le dite. Io le passo le mani tra i capelli, le accarezzo la schiena, le dico quanto la amo e quanto la desidero, anche se lei lo sa bene.
Sono ormai le ore piccole e prima di tornare a letto facciamo un po’ di zapping andando a vedere i canali con alta concentrazione di femmine poco vestite in atteggiamenti discinti. Lo zapping termina in un canale in cui si intuisce un accoppiamento con un negro. Lina scende dal divano e si posiziona davanti alle mie gambe larghe iniziando a leccarmi e stimolarmi. Mi eccito, colo ma non riesco più a venire.
Lei capisce ed infine ritorniamo a letto. Seduta sul bordo si toglie le scarpe a tacco alto che le ho regalato.
Mi inginocchio dietro di lei, le accarezzo e le bacio le spalle e le prendo in mano le mammelle strizzando il capezzolo puntandolo in avanti. Scendo anche tra le sue gambe. La sua pelle è splendida e profumata. Il suo profumo mi eccita. lei ansima e si muove per facilitare la mia esplorazione. Porta la testa all'indietro e la bacio profondamente incrociando le lingue.
- dai! sono stanca. mi hai fatto godere tanto oggi. Sono sfinita. Ti voglio bene e vorrei amarti.
Spegniamo le luci e ci mettiamo sotto le lenzuola continuando a parlare di noi. Ridiamo e giochiamo con le nostre bocche dimenticandoci dell’ora ed infine ci addormentiamo abbracciate.
Io ebbi un risveglio durante la notte; non so che ore fossero. la voglia di venire era tanta. In effetti avevo goduto poco; Lina invece era una fontana. Bastava toccarla per farla venire. Mi chiedevo come avessi potuto sedurre un'amica di mia madre e farla diventare una delle miei amanti. Il ricordo del giorno passato in città con lei che si faceva leccare da me la figa per la prima volta, la scopata con Sergio ed il suo godere represso ma potenzialmente grande, erano rimasto ben impresso nella mia mente ed a passare in rassegna quei momenti mi ha messo una voglia di sgrillettarmi irresistibile. Mi muovo nel letto piano e vedo che Lina dorme profondamente, allora apro le gambe e tenendo sotto controllo i gemiti ed i movimenti della mano mi sgrilletto e con le immagini di lei che passano nella mente vengo reprimendo sul cuscino i respiri profondi e l'urlo finale.


Quando apro gli occhi sono quasi le 9 del mattino, sveglio dolcemente Lina con leggeri baci sulle labbra. Questa donna è molto adatta ad essere introdotta nel mio ambiente cittadino e già nella mia mente inizio ad immaginare come sarebbe bello vederla scopare con maschi e con femmine. Lina lentamente esce dal torpore del sonno, si sveglia e si stringe a me. Sento il suo caldo seno premere contro il mio.
- buongiorno! Come stai? Ti sei pentita di ieri? - chiesi
- non mi dire che vuoi reiniziare? Sono ancora dolorante anche se .... più tardi una ripassata ci starebbe!! ‘- rispose
- No, tranquilla voglio altro - fu la mia replica
Andammo in bagno a lavarci e rimetterci dopo una giornata di fatiche sessuali. Ci accarezzavamo durante le nostre operazioni di pulizia a confermare che eravamo in perfetta sintonia e che i nostri corpi era bello toccarli e vederli. Alla fine prima di andare a fare colazione in cucina presi dal mio beauty dei pendenti e delle mollette fatte apposta da applicare ai capezzoli e sulle grandi labbra della figa. Lina già conosceva questi pendenti e queste mollette per averle avute applicate durante la prima seduzione in casa mia.
- che bei pendenti - disse - mi staranno bene?
- proviamoli e poi lo specchio ci dirà come ti staranno e quanto sarai bella ed arrapante- risposi.
Mi avvicinai a lei che nel frattempo mi offriva le mammelle con i capezzoli già duri ed eretti. Accarezzai le mammelle succhiando i capezzoli e la sensazione che ne ebbi fu meravigliosa come sempre. Lei portò la testa leggermente indietro per far si che i capelli rimanessero sulle spalle.
Le applicai le mollette ai capezzoli ed il suo viso diventò una maschera di piacere. la sentii mugolare. Ad operazione compiuta le applicai i pendenti. Poi le chiesi di sedersi sul bordo del letto in modo che la figa fosse a mia disposizione. Le chiesi di aprirsi le grandi labbra, cosa che fece volentieri aprendo molto le sue gambe. Io con le mie dita portai in evidenza il clito e li applicai l'altra molletta. In quel momento Lina fece un piccolo salto e lanciò un grido di piacere. Il grilletto rimane esposto e non poteva rientrare nella sua custodia naturale. Ogni azione era un titillamento. Applicai anche qui un pendente. la figa di Lina era già bagnata e dalle sue labbra usciva un liquido dal profumo molto afrodisiaco. Ne approfittai per baciarle la figa ed in particolare il clito. Lina gradì mugolando ed ansimando.
- se continui a leccarmi vengo.
Per completare l'opera le toccai il buchetto posteriore e mentre risalivo a baciarla in bocca portando tra le sue labbra il sapore della sua figa, dolcemente rimisi il but plug nel suo culetto.
- mettiti le scarpe che ti ho portato - le intimai e lei senza opporsi le calzò.
era veramente una grande figa. Tutti i maschi le sarebbero saltati addosso perchè la figura era troppo arrapante per resistere.
La condussi per mano davanti allo specchio perché si ammirasse.
- Sono molto bella. Mi sento erotica. Mi sento molto figa. Vorrei essere desiderata al punto da essere scopata. Sono eccitatissima ed avrei voglia di farmi un ditalino - disse e nel frattempo raccolsi i suoi capelli sulla testa lasciando il collo scoperto affinché potessi baciarla e toccarla. lei intanto si muoveva per guardarsi in tutte le posizioni per rendersi conto di quale oggetto sessuale era diventata e qyuale fosse la sua bellezza così ornata.
Ora chiesi a lei di applicarmi i piercing nei fori che avevo. Lo fece con la solita cautela e dolcezza baciandomi sui capezzoli, stringendo le mie mammelle e passando le sue dita sulla mia figa. Quando scese sulla mia fighetta che era più piccola della sua perchè lei, tra l'altro, aveva partorito, mi baciò l'interno delle coscie e ovviamente succhiò ciò che producevano le mie mucose sessuali.
Ci guardammo allo specchio e ci trovammo estremamente erotiche. sembravamo due pornostar. Già pregustavo una mattina di sesso strepitoso.
Andammo in cucina per fare colazione raccontandoci le sensazioni provate e raccontandoci le stupidate che due donne in calore possono farsi passare per la testa.
Al termine dello spuntino eravamo molto allegre e ciarliere.
- Come ti senti con il plug dietro?- chiesi
- Bene, mi piace; mi da delle belle sensazioni e vorrei avere qualcosa di maschile al posto del plug.
- Hai visto quel dildo particolare che c'è sul letto?
- Mi chiedevo a cosa servisse - replicò - dato che ha una pompetta.
- accetteresti una sorpresa? penso che ti piacerà. ma prima dovrai fare un lavoro preparatorio - le dissi
- quale lavoro? - chiese Lina
- ti dovrò fare un clistere.
- un clistere?!? - disse meravigliandosi la mia amica - perchè? mi vuoi vedere piena? ti piace sapere che ho l'intestino pieno? oppure porvo ad indovinare: mi vuoi vedere sul water mentre mi scarico?
- no, non proprio... ma se ti fidi ti farò godere da dietro - replicai in modo molto suadente.
- Allora ci sto. Dai, fammi quello che vuoi. Ti amo anche per questo.
Ed andammo in bagno. Io intanto ho preparato l'attrezzo per il clistere e Lina rise quando vide il dildo con il foro ed il tubo collegato alla sacca
- questo cazzo mi riempirà come nessun altro - scherzò lei e d intanto si era messa inchinata porgendomi il culo con le natiche larghe. Estrassi il plug e mettendo un po' di lubrificante inserii con facilità il dildo. Aprii il rubinetto ed il liquido scese entrando nell'intestino di Lina. Lei gradiva molto quel che le facevo. -
- mi sento riempire. E' bello. ooh! la mia pancia! si sta gonfiando. Sembro incinta
Le feci questo trattamento quattro volte e lei lo accettò molto bene. Ogni volta che estraevo appositamente il dildo il suo buco posteriore rimaneva sempre più aperto e ne approfittavo per inserire due o tre dita. Notavo che Lina godeva molto all'inserzione delle dita e dopo l'ultimo lavaggio entrai con quattro dita. lei godeva molto anche se durante gli ultimi due lavaggi si era lamentata per il 'gonfiaggio' e la persistenza del liquido nell'intestino.
Che bello sentire il calore del suo corpo e della tensione che la mia amante metteva nel ricevere le dita.
- vedrai che tra qualche minuto godrai tantissimo - le sussurrai
- Sto già godendo ora moltissimo. Devo essere un lago nella figa. Il piercing che mi hai applicato mi sta facendo impazzire di piacere. Ho una voglia matta di sditalinarmi.
- aspetta ancora un po' e poi vedrai che urlerai di piacere - le dissi per tranquillizarla.
A lavaggio finito dal suo intestino non usciva che acqua pulita.
La asciugai e per far si che restasse arrapata ho leccato il suo bottoncino che sporgeva dalla molletta del piercing alla figa.
La presi per mano e dopo un profondo bacio la portai in camera dove avevamo fatto l'amore il giorno prima.
Presi in mano un dildo gonfiabile e lo cosparsi di gel.
- Vedi questo oggetto? Si tratta di un dildo gonfiabile: è piccolo adesso ma può raggiungere le dimensioni di una melanzana. Servirà a dilatare il tuo culo e prepararlo a prenderne di grossi ... anche di gomma Ora girati e mostrami il tuo bel culetto vergine. Inchinati sulle ginocchia restando con il busto eretto. Io ti metterò questo dildo dietro. Poi mi dirai le tue sensazioni e gradimento.
Lina stava per parlare ma zittii
“Shhhhh, amore mio, non aver paura, potrebbe far male la prima volta, ma poi imparerai a gioire ogni qual volta ti sodomizzerò.... e per essere sicuri che non farti male, anche per evitare ferite al culetto, al primo utilizzo prenderò le dovute precauzioni. Poggiai il dildo per terra e Lina ci si calò sopra. Poiché era sgonfio non ci furono difficoltà all'inserzione nell'ano.
- Ti piace - chiesi
- moltissimo - fu la risposta
- ora lo gonfierò e tu potrai toccarti il grilletto per farti un ditalino. Io ti accarezzerò e aumenterò il tuo piacere.
Mentre dicevo queste parole avevo già iniziato a gonfiarlo; lei già si stava toccando ed io la baciavo profondamente in bocca.
- oooh! lo sento che si sta ingrossando. E' bellissimo. Mi sento riempita ..... molto. E' tutto meraviglioso. Continua ......... mi sento larga. Aaahhhh! siiiiiihhhh! Mi piace avere il culo aperto. Mi sento una troia. Vorrei un maschio che mi chiavasse nella figa. Uuhh! come mi sento larga! aaahhhhh sono piena!
Rapidamente Lina diventa tutta rossa ed inizia a tremare mentre il suo primo orgasmo la pervade completamente. Mi bacia teneramente sulle labbra ringraziandomi per il forte orgasmo poi si alza e si volta. Si abbassa con la schiena sul dildo già largo e si lascia penetrare seduta e, dopo pochi minuti in cui ansima e mugola, strilla di nuovo fragorosamente mentre si fa penetrare dal dildo fino in fondo.
- Vorrei sentirmi piena di sborra! oooohhhh! ssiiiiihhhhhh!
Lei inarca la schiena mentre ed io allungo una mano verso il basso per stuzzicarle il clitoride. Lo guardo estasiata. Il movimento lento di Lina che si muove su e giù.
D’istinto la mia lingua va a sentire il suo sapore, voglio godere della sua dolcezza. Ascolto i suoi gemiti diventare grida al tocco della mia lingua dentro di lei. Mi faccio largo tra le grandi labbra ed annuso il profumo erotico del clitoride. Lo succhio con voracità.
Lei urla di nuovo e viene abbondantemente mentre continua a scoparsi il cazzo di silicone con sempre più veemenza. Alla fine l’unica cosa che lei può fare è stendersi sulla schiena e gemere per il piacere.
Lina si racconta by 1948

 

 

Chiesi a Lina come era da ragazza. Lei iniziò dicendomi che era una ragazza semplice, con una figura snella, un seno piccolo e che portava la seconda misura, aveva un culo pieno sodo altoi, capelli lunghi e castani che tingeva di biondo per essere più carina, e una carnagione bianca perchè raramente prendeva il sole al mare.
Timida di carattere. I rapporti sessuali erano stati sempre soddisfacenti con il primo ragazzo fu a 21 anni. Per entrambi c'era grande soddisfazione ma per lei c'era qualcosa di diverso che non capiva. iniziò con un rapporto orale; lei era attratta irrestistibilmente dal sesso del suo ragazzo. Lo ammirava e ne rimaneva affacinata ed infine istintivamente lo aveva messo in bocca. le era venuto naturale succhiarlo e senza che lui la avvertisse le era venuto in bocca. Lei aveva sentito qualcosa di diverso ed aveva inghiottito pensando fosse la sua saliva: era la sborra del suo ragazzo. L'aveva trovata buona e di sapore gradevolissimo. Da allora con gli altri ragazzi con cui era stata aveva sempre ingoiato la sborra.

Mentra raccontava l'accarezzavo e le toccavo sia il buchetto, occupato dal plug, sia il grilletto. I suoi capezzoli erano turgidi e lei si accarezzava le mammelle, segna evidente di un piacere sessuale ben accetto.

Mi raccontò anche di come conobbe l'attuale marito e di come lui l'abbia introdotta a molti piaceri sessuali che ormai erano stati abbandonati senza un apparente motivo.

Avevano avuto qualsiasi tipo di rapporto sia orale che anale, ma in seguito tutto cambio.
Lui era il classico bravo ragazzo ben educato, alto occhi scuri e fisico asciutto e un po' palestrato, ma nell’animo era al tempo un porco, amava il sesso in tutte le sue forme.

Mi disse che sognava quel che aveva fatto da ragazza

Smisi di accarezzarla tenedo la mia mano sul suo addome e le chiesi se le sarebbe piaciuto fare l'amore in tre o con più persone.

Mi rispose che qualche volta lo aveva immaginato, il conseguente orgasmo era stato devastante e profondo ma pensava che fosse solo fantasie di uomini dediti al porno.

La tranquillizai dicendole che al momento opportuno le avrei fatto conoscere uno schianto di ragazzo che l'avrebbe fatta godere moltissimo sia con rapporti in vagina sia anali.
Nei racconti su internet leggevo sempre di come disinibire una moglie e come, fare sesso con la propria compagna ed spingerla sempre oltre i soliti accoppiamenti. Ciò che mi eccitava era il pensiero di vedere Lina con due uomini che la scopavano. L'idea di vederla eccitata ed in calore come una bestia mi eccitava ed ogni volta mi sditalinavo freneticamente fino a venire. Volevo provare, volevo fare un trio formato da due uomini e Lina oltre me che assistevo all'accoppiamento.
Immaginavo come eccitare Lina come toccarla nell’intimtà come stuzzicarle il clitoride, in pratica  come riscaldarla per l'imminente accoppiamento.  Lina da parte sua dopo essere arrivata con la masturbazione iniziava sempre con un succhiare ritmico del sesso maschile andando su e giù con la testa accompagnando il movimento con la mano agendo lentamente. Il membro maschile entrava lentamente e profondamente per poter gustare intimamente in modo molto eccitante il sesso del suo maschio; se lo poteva permettere perchè aveva una lingua delicata, bocca spaziosa e labbra carnose che avvolgevano bene il cazzo.
L'avevo vista all'opera e mi rendevo conto che ciò che raccontava era vero. In quelle occasioni al momento giusto le spostavo la testa ed il maschio iniziava a scoparla inizialemnte con foga e dolcezza, ma stavolta era diverso perchè pensavo a quel sito della rete e la immaginavo Lina tra un gemito ed un gridolino.

Io pensavo che lei avesse avuto prima della mia seduzione solo un uomo, suo marito. Quindi le proposi
“Lina hai mai avuto voglia di fare sesso con un’altro?”
Lina mi guarda mi guarda e dice “Amore, ma sei pazza? certo che no, mi basti tu”.

Volevo sentirmi dire così. Lo prevedevo.
Riprendemmo a fare l'amore con grande foga mettendola con le natiche all'insù. Le tolsi il plug dal culo per poi inizialmente incularla con dolcezza con un dildo più grosso in modo da abituarla alla dilatazione dello sfintere così che il cazzo nel culo, pur entrando con forza, potesse entrare ed uscire con facilità.

“Lina, lo so che sono l’unica donna che hai avuto. Ma se hai una fantasia del genere dimmelo. Trovo naturale che tu fantastichi. Anche io ho delle fantasie e mi sembra impossibile che tu non abbia desideri erotici o porno da realizzare a letto nell'intimità”
Lina si fermo e si raffreddò. le erano passate tutte le voglie.

"Vorresti che mi accoppiassi con altri uomini? Io non sono una puttana e non voglio esserlo. Mi piace fare sesso ed ora tu mi hai fatto conoscere l'amore lesbico. Non so se avrò il coraggio di fare quel che tu mi chiedi. Forse mi sono pentita di averti fatto delle confidenze intime"

Risposi "Non pensavo assolutamente quel che dici. Mi piaci e tu che mi conosci da bambina dovresti saperlo. Se sono bisex è solo perchè ho conosciuto l'amore e fare sesso per me è naturale. Io vorrei che il sesso non fosse un'azione così scandalosa come si fa ai tempi nostri, ma vorrei che altri partecipassero alla felicità del farlo e che chiunque possa vedere chi si ama"

La discussione proseguì ed ebbi la sensazione che lei avesse cambiato idea.

per farle capire che ero io che conducevo il gioco aprii le gambe e davanti alei mi misi due dita dentro la figa e poi iniziai a farmi un favoloso ditalino mentre lei mi guardava ammirata, sorpresa e curiosa ancora una volta di vedermi godere. Era quello che volevo La mia figa era aperta davanti a lei che avrebbe voluto aiutarmi e gustare i miei succhi ma non lo faceva. Forse capiva che non lo avrei permesso: era un ditalino dedicato a leie alla sua sensualità.

Nel mio intimo volevo trasformarla in una donna tutta sesso; in pratica una troia a mia disposizione.

Prima di lasciare casa sua le regalai tutta la lingerie che mi ero portata dietro; erano autoreggenti, completi intimi molto belli e sexy. Le regalai anche una minigonna che indossò subito senza biancheria intima sotto ed anche un piccolo vibratore da borsetta.

Sulla porta la baciai profondamente lasciandole in ricordo il sapore della mia lingua in bocca e il profumo della mia sbroda nelle dita.

 

Lina, Antonio, io e il mio fidanzato by 1948
Tornata in città parlai con Sergio, il mio fidanzato, del mio progetto. Lui si disse disposto ad aiutarmi. Mi amò profondamente alla fine della discussione lasciandomi la sua abbondante sborra all'entrata dell'utero. Anche Mirta, la mia amante, fu d’accordo; forse sperava di amarla anche lei.
Da quel giorno e per quattro settimane andavo in paese due o tre volte alla settimana. Oltre che frequentare casa dei miei genitori, passavo a casa di Lina e iniziai a regalarle minigonne, autoreggenti, completi intimi molto belli e sexy, body, reggicalze, calze particolari ed anche collant aperti sul davanti in rete e semitrasparenti. Iniziai a farla diventare più appariscente ma con stile. Il marito non si accorse di niente ma disse solo che Lina stava meglio e che la frequentazione di quella casa era come portare una ventata di vita cittadina.
In realtà Sergio era deciso a voler disinibire Lina renderla una vera porca. Signora sofisticata agli occhi di tutti e troia con chi volevo io nell'intimità.

Lina apprezzava quei regali, iniziava ad amare quella sensazione di essere osservata, desiderata. Il gioco lo conducevo con calma e senza fretta. Affrettare le situazioni significava rompere il giocattolo. Avevo uno scopo: una doppia penetrazione per far godere Lina con due cazzi e io godermela con loro in una gang bang a quattro.
Dopo qualche mese di scopate in macchina le proposi una vacanza in una località turistica al mare in albergo. Con Me e il mio fidanzato c'era Antonio.
Era un ragazzo che mi ero fatta in città e che per la sua bellezza non era a digiuno ne di sesso e ne di donne. Lo feci conoscere a Lina ed andammo tutti insieme per una vacanza al mare
Finalmente dopo esserci ritrovate anche con Sergio in nei luoghi più disparati e d aver visto insieme film porno e letto racconti erotici sul web, Lina cedette.
Mentre Sergio la inculava ed io mi sgrillettavo, alla domanda “dai dimmi cosa desideri? dimmi una tua fantasia?” lei rispose “sai, anche mia cugina ha avuto un rapporto a tre”
Presi la palla al balzo io ” vuoi un altro cazzo? vuoi scopare con un’altro?? Vuoi diventare una troia?”.
A quelle domande Lina si eccitava sempre di più diventando sempre più rossa; finalmente disse “Si, dai! chiamalo. Mi voglio sentire piena da tutte le parti”.
Sergio tolse il cazzo dal culo e lo infilò in bocca.
Lei lo ricevette senza difficoltà. Poi estraendolo disse:
"Francesca, io non so. Mi sono pentita. No! Antonio no!"
Lina si vergognava di quello che aveva detto voleva ritrattare tutto, ancora una volta l’avevo portata dove volevo. Giocando con la sua insicurezza, intervenni con furbizia.
Le dissi ”Lina non ti preoccupare quello che hai detto. E' normale, ti ripeto, anche io ho voglie e fantasie, quello che hai detto lo capisco.”
Lina “ma non ti da nemmeno un po’ fastidio?” ,
Risposi ”ma no che non mi da fastidio!”
In ogni mia frase sembravo sempre molto accomodante e convincente. Facevo passare tutto come se fosse una cosa semplice e convincendola che quel che faceva era a fin di bene per tutti.
Chiamai Antonio, che già avvisato, arrivò eccitato e pronto ad entrare nell'intimo di Lina. Non si meravigliò di vedere Lina nuda con la figa depilata, aperta e lucida. Baciando sulle labbra Antonio gli dissi che anche il culo era stato occupato da Sergio fino a pochi minuti prima e che era pronto per essere ancora occupato.

Doppia coppia con l'amica di mamma by 1948

 

 

Chiesi a Lina come era da ragazza. Lei iniziò dicendomi che era una ragazza semplice, con una figura snella, un seno piccolo e che portava la seconda misura, aveva un culo pieno sodo altoi, capelli lunghi e castani che tingeva di biondo per essere più carina, e una carnagione bianca perchè raramente prendeva il sole al mare.
Timida di carattere. I rapporti sessuali erano stati sempre soddisfacenti con il primo ragazzo fu a 21 anni. Per entrambi c'era grande soddisfazione ma per lei c'era qualcosa di diverso che non capiva. iniziò con un rapporto orale; lei era attratta irrestistibilmente dal sesso del suo ragazzo. Lo ammirava e ne rimaneva affacinata ed infine istintivamente lo aveva messo in bocca. le era venuto naturale succhiarlo e senza che lui la avvertisse le era venuto in bocca. Lei aveva sentito qualcosa di diverso ed aveva inghiottito pensando fosse la sua saliva: era la sborra del suo ragazzo. L'aveva trovata buona e di sapore gradevolissimo. Da allora con gli altri ragazzi con cui era stata aveva sempre ingoiato la sborra.

Mentre raccontava l'accarezzavo e le toccavo sia il buchetto, occupato dal plug, sia il grilletto. I suoi capezzoli erano turgidi e lei si accarezzava le mammelle, segna evidente di un piacere sessuale ben accetto.

Mi raccontò anche di come conobbe l'attuale marito e di come lui l'abbia introdotta a molti piaceri sessuali che ormai erano stati abbandonati senza un apparente motivo.

Avevano avuto qualsiasi tipo di rapporto sia orale che anale, ma in seguito tutto cambiò.
Lui era il classico bravo ragazzo ben educato, alto occhi scuri e fisico asciutto e un po' palestrato, ma nell’animo era al tempo un porco, amava il sesso in tutte le sue forme.

Mi disse che sognava quel che aveva fatto da ragazza

Smisi di accarezzarla tenendo la mia mano sul suo addome e le chiesi se le sarebbe piaciuto fare l'amore in tre o con più persone.

Mi rispose che qualche volta lo aveva immaginato, il conseguente orgasmo era stato devastante e profondo ma pensava che fosse solo fantasie di uomini dediti al porno. la guardai estasiata durante il suo orgasmo e attesi il risveglio per baciarla delicatamente sulle labbra.

La tranquillizai dicendole che al momento opportuno le avrei fatto conoscere uno schianto di ragazzo che l'avrebbe fatta godere moltissimo sia con rapporti in vagina sia anali.
Nei racconti su internet leggevo sempre di come disinibire una moglie e come, fare sesso con la propria compagna ed spingerla sempre oltre i soliti accoppiamenti. Ciò che mi eccitava era il pensiero di vedere Lina con due uomini che la scopavano. L'idea di vederla eccitata ed in calore come una bestia mi eccitava ed ogni volta mi sditalinavo freneticamente fino a venire. Volevo provare, volevo fare un trio formato da due uomini e Lina oltre me che assistevo all'accoppiamento.
Immaginavo come eccitare Lina come toccarla nell’intimtà come stuzzicarle il clitoride, in pratica  come riscaldarla per l'imminente accoppiamento.  Lina da parte sua dopo essere arrivata con la masturbazione iniziava sempre con un succhiare ritmico del sesso maschile andando su e giù con la testa accompagnando il movimento con la mano agendo lentamente. Il membro maschile entrava lentamente e profondamente per poter gustare intimamente in modo molto eccitante il sesso del suo maschio; se lo poteva permettere perchè aveva una lingua delicata, bocca spaziosa e labbra carnose che avvolgevano bene il cazzo.
L'avevo vista all'opera e mi rendevo conto che ciò che raccontava era vero. In quelle occasioni al momento giusto le spostavo la testa ed il maschio iniziava a scoparla inizialemnte con foga e dolcezza, ma stavolta era diverso perchè pensavo a quel sito della rete e la immaginavo Lina tra un gemito ed un gridolino.

Io pensavo che lei avesse avuto prima della mia seduzione solo un uomo, suo marito. Quindi le proposi
“Lina hai mai avuto voglia di fare sesso con un’altro?”
Lina mi guarda mi guarda e dice “Amore, ma sei pazza? certo che no, mi basti tu”.

Volevo sentirmi dire così. Lo prevedevo.
Riprendemmo a fare l'amore con grande foga mettendola con le natiche all'insù. Le tolsi il plug dal culo per poi inizialmente incularla con dolcezza con un dildo più grosso in modo da abituarla alla dilatazione dello sfintere così che il cazzo nel culo, pur entrando con forza, potesse entrare ed uscire con facilità.

“Lina, lo so che sono l’unica donna che hai avuto. Ma se hai una fantasia del genere dimmelo. Trovo naturale che tu fantastichi. Anche io ho delle fantasie e mi sembra impossibile che tu non abbia desideri erotici o porno da realizzare a letto nell'intimità”
Lina si fermo e si raffreddò. le erano passate tutte le voglie.

"Vorresti che mi accoppiassi con altri uomini? Io non sono una puttana e non voglio esserlo. Mi piace fare sesso ed ora tu mi hai fatto conoscere l'amore lesbico. Non so se avrò il coraggio di fare quel che tu mi chiedi. Forse mi sono pentita di averti fatto delle confidenze intime"

Risposi "Non pensavo assolutamente quel che dici. Mi piaci e tu che mi conosci da bambina dovresti saperlo. Se sono bisex è solo perchè ho conosciuto l'amore e fare sesso per me è naturale. Io vorrei che il sesso non fosse un'azione così scandalosa come si fa ai tempi nostri, ma vorrei che altri partecipassero alla felicità del farlo e che chiunque possa vedere chi si ama"

La discussione proseguì ed ebbi la sensazione che lei avesse cambiato idea.

per farle capire che ero io che conducevo il gioco aprii le gambe e davanti alei mi misi due dita dentro la figa e poi iniziai a farmi un favoloso ditalino mentre lei mi guardava ammirata, sorpresa e curiosa ancora una volta di vedermi godere. Era quello che volevo La mia figa era aperta davanti a lei che avrebbe voluto aiutarmi e gustare i miei succhi ma non lo faceva. Forse capiva che non lo avrei permesso: era un ditalino dedicato a leie alla sua sensualità.

Nel mio intimo volevo trasformarla in una donna tutta sesso; in pratica una troia a mia disposizione.

Prima di lasciare casa sua le regalai tutta la lingerie che mi ero portata dietro; erano autoreggenti, completi intimi molto belli e sexy. Le regalai anche una minigonna che indossò subito senza biancheria intima sotto ed anche un piccolo vibratore da borsetta.

Sulla porta la baciai profondamente lasciandole in ricordo il sapore della mia lingua in bocca e il profumo della mia sbroda nelle dita.

Tornata in città parlai con Sergio, il mio fidanzato, del mio progetto. Lui si disse disposto ad aiutarmi. Mi amò profondamente alla fine della discussione lasciandomi la sua abbondante sborra all'entrata dell'utero.

Da quel giorno e per quattro settimane andavo in paese due volte alla settimana. oltre che frequentare casa dei miei genitori passavo a casa di Lina e iniziai a regalarele minigonne, autoreggenti, completi intimi molto belli e sexy, body, reggicalze, calze particolari ed anche collant aperti sul davanti in rete e semitrasparenti. Iniziai a farla diventare più appariscente ma con stile. Il marito non si accorse di niente ma disse solo che Lina stava meglio e che la frequentazione di quella casa era come portare una ventata di vita cittadina.

In realtà Sergio mi aveva chiesto di rendere Lina una Signora sofisticata agli occhi di tutti e troia  nell'intimità.

Lina apprezzava quei regali, iniziava ad amare quella sensazione di essere osservata, desiderata. Il gioco lo conducevo con calma e senza fretta. Affrettare le situazioni significava rompere il giocattolo. Avevo uno scopo: una doppia penetrazione per far godere Lina con due cazzi e io godermela con loro in una gang bang a quattro.
Dopo qualche mese di sesso di nascosto in casa sua, le proposi una vacanza in una località turistica al mare in albergo per rilassarsi e lasciarsi alle spalle qualche giorno diverso da quelli monotoni di paese. Con me e il mio fidanzato c'era Antonio.

Era un ragazzo che mi ero fatta in città e che per la sua bellezza non era a digiuno di sesso e di donne. Lo feci conoscere a Lina ed andammo tutti insieme per una desiderata vacanza al mare.

L'effetto del sole e del mare, del vino bevuto come antipasto, della corte di Sergio e di Antonio causarono in Lina un effetto quasi insperato: si disinibì molto e volle fare alcune cose nuove per lei quale quello di vedere dei film porno che non aveva mai visto ma ne aveva sentito parlare nei pettegolezzi di paese.

Dopo essere state in spiaggia, averle fatto indossare dei bikini che le segnavano il suo bel corpo, averla toccata furtivamente con sua immediata reazione "sei matta!", al ritorno a casa era eccitata e vogliosa come non mai. me lo confessò in un orecchio. Le risposi sorridendo che aspettasse il dopo cena. per evitare che si sditalinasse facemmo la doccia insieme e la eccitai ancora di più titillandole i capezzoli e sfiorandole il suo fiorellino. Lo facevo per dirle che la stavo preparando per dei momenti indimenticabili. Sotto al doccia le misi il tubo flessibile più di una volta nel culo per pulirlo in modo che fosse pulito per l'accoppiamento che avevo programmato.

Ci vestimmo in modo molto sexy e provocante. I nostri maschi erano arrapati non poco. Non aspettavano altro che ritrovarci insieme per iniziare i nostri amoreggiamenti.

dopo cena fu un attimo, dopo essere entrate in casa ancora vestite, che Sergio mi assalì davanti a Lina e Antonio che ammiravano come il mio fidanzato mi trattasse con la sua bocca attaccata alla mia, la sua lingua che esplorava il mio cavo orale e le sue mani che in pochi secondi tolsero i pochissimi indumenti che indossavo. Ero rimasta nuda e eccitata. Volevo che mi vedessero. Era da tempo che con Sergio ci ritrovavamo in alberghi vari, nelle scale dei palazzi, vedevamo film porno insieme, e leggevamo racconti erotici a letto per poi chiavare a più non posso.

Alla vista di tanto erotismo e di tanto porno, Lina cedette. Si fece spogliare da Antonio. Sergio vedendola nuda si accostò offrendole il suo cazzo ben dritto e turgido. Lina si voltò per baciare Antonio e Sergio ne approfittò per lubrificare il buchetto posteriore e lentamente penetrarla. Lina non si lamentò; qusto significava che l'accoppiamento era gradito e che lo aveva già fatto altre volte.

Mentre Sergio la inculava ed io mi sgrillettavo, alla domanda “dai dimmi cosa desideri? dimmi una tua fantasia?” lei rispose “sai, anche mia cugina ha avuto un rapporto a tre”

Presi la palla al balzo io ” vuoi un altro cazzo? vuoi scopare con un’altro?? Vuoi divenare una troia?” a quelle domande Lina si eccitava sempre di piu diventava sempre piu rossa e finalmente disse “Si, dai! fammi scopare da Antonio. Mi voglio sentire piena da tutte le parti”.

Antonio non si meravigliò di vedere Lina nuda con la figa depilata, aperta e lucida. Baciando sulle labbra Antonio gli dissi che anche il culo era stato occupato da Sergio fino a pochi minuti prima e che era pronto per essere ancora occupato.
Sergio tolse il cazzo dal culo e lo infilò in bocca.
Lei lo ricevette senza difficoltà succhiandolo con ritmo alternato facendolo uscire ed entrare dalla bocca.

Poi Lina estraendo il cazzo di Sergio disse

"Francesca, io non so. Mi sono pentita. No! Antonio no!"

Antonio era infoiato e non la scoltò e proseguì a montarla come se la donna fosse una bestia. Lui voleva depositare il suo seme in lei.

Lina si vergognava di quello che aveva detto ma ancora una volta l’avevo portata dove volevo. Giocando con la sua insicurezza, intervenni con furbizia.
Le dissi ”Lina non ti preoccupare quello che hai detto. E' normale, ti ripeto, anche io ho voglie e fantasie, quello che hai detto lo capisco.”
Lina “ma non ti da fastidio?” ,

Risposi ”ma no che non mi da fastidio!”
In ogni mia frase sembravo sempre molto rassicurante e convincente. Facevo passare tutto come se fosse una cosa semplice convincedola che quel che faceva era a fin di bene per tutti.

Incitai Antonio, che era dentro le budella di Lina, ad entrare ancora più in fondo del suo intimo.

Il mio Sergio si era avvicinato a me e mi scopava sia davanti che dietro con grande goduria sia mia che sua. Colavo dalla figa come una fontana. Lina mugolava e ogni tanto parlava incitando il suo Antonio ad entrare anche nella figa per farla venire e a me che la guardassi.

Anche io pregai Sergio ed alla fine di una lunga chiavata venimmo insieme: Sergio sborrando nella mia figa ed io allagando il suo cazzo.

Lina voleva la sborra di Antonio e quando io baciai per l'ennesima volta la mia amica, la scena fu così erotica che lui le venne nel culo allagandola. Lei si stava masturbando ed il sentire che il suo maschio era alla fine della monta la eccitò al punto che urlò che stava venendo e stramazzò a terra distrutta con gli occhi chiusi ad assaporare l'orgasmo forte e lungo che aveva avuto.

Ci ritrovammo sul letto matrimoniale a guardarci ed a chiederci che cosa ci era successo di bello. Iniziammo a ridere. Io tornai a far lavorare la mia mente e mi resi conto che ormai Lina, l’amica di mia madre, che mi aveva vista nascere, era diventata una vera troia per pochi intimi.

 

Con Erica by 1948

I giorni scorsi parlavo con Erica, una delle amanti di Mirta. Eravamo sedute in cucina a scaldarci al sole. Lei indossava la divisa del negozio ed io con una vestaglia corta che lasciava nude le gambe. Mi ero preparata per uscire ed indossavo già le auto reggenti, le scarpe tacco 10 e niente altro. Avevo voglia di sentirmi libera tra le gambe. A dire il vero volevo sentirmi libera perché avevo voglia di andare da Bianca a fare l’amore con lei.

Chiesi ad Erica quando scoprì la sua omosessualità.

E lei iniziò così il suo racconto.

Mi sono sentita lesbica da sempre e non ho mai avuto un ragazzo. Mai in tutti in sensi.

La mia prima esperienza lesbica l’ho avuta molti anni fa con una cara amica che mi era sempre piaciuta, che però era etero.

Ora ti spiego.

Ero ancora a scuola e dovevamo fare una gita di 4 giorni, il che voleva dire tre notti passate in hotel. Dato che le stanze erano da 2 o da 3 letti ho chiesto a questa mia amica se volesse stare con me in camera. Lei ancora non sapeva che fossi lesbica. La mia proposta fu accettata molto volentieri.

Quando le ho proposto la cosa non sapevo lo feci con l’intenzione di fare sesso con lei; era solo per avere un amica come compagna di stanza. Comunque la gita iniziò e presto mi trovai ad affrontare la prima notte.

Pensavo a lei ed osservavo quello che faceva e mi piacevano i suoi movimenti. Ben presto arrivò il momento di andare a dormire nel letto matrimoniale che era in camera.

Io mi spoglio tutta dandogli la schiena e mi metto il pigiama. Mi metto tra le lenzuola e vedo che lei sta ancora indossando la maglietta del pigiama tenendo il reggiseno e, suppongo, anche le mutandine. La guardo e le dico:

- non è scomodo dormire con la biancheria intima?

Lei mi risponde “normalmente la tolgo ma sai...."

Guardandola in volto le dico "a me non dai fastidio mettiti pure comoda"

Lei per qualche istante non parla, poi mi dice "mmm...ok..però mi cambio in bagno. Sai non sono disinibita come qualcuno.." e mi sorride.

Dicendo queste parole va in bagno.

Io, sapendo che si stava levando reggiseno e mutandine, ho cominciato ad eccitarmi.

Ho messo una mano dentro i pantaloni del pigiama e mi sono toccata il grilletto.

Sentii i peli un pò umidi e capii che mi ero eccitata un pò troppo per la situazione. Cercai di calmarmi dandomi un ‘contentinò leccando le mie dita.

Poco dopo lei usci dal bagno e mentre veniva verso il letto vidi che aveva appoggiato il reggiseno e gli slip, dove c'erano i suoi vestiti, con lentezza mentre mi guardava con uno sguardo dolce e sensuale. Poi si mise sotto le coperte. Spegnemmo la luce ma non dormimmo subito. Parlammo un pò .

Mi disse "scusa se faccio la preziosa…ma sai mi intimidisco come una bambina piccola...quando l'argomento è la… "

La bloccai di nuovo e le dissi "ma si tranquilla…forse sono io troppo disinibita…è solo che ci conosciamo da tre anni e ormai sento un certa intimità tra noi due…un pò come fossimo sorelle". Ridacchiammo insieme....poi continuò dicendo

- comunque hai un bel seno; è più bello del mio

Lei, con tono preoccupato "lo hai visto?"

- no no, prima eri in reggiseno e mi piaceva la sua forma e poi io ho una 2 e tu ...la 4 giusto? "

- si , la la mia è una 4...comunque anche se il tuo è più piccolo non è brutto

- si hai ragione però il tuo è più bello. Detto questo le accarezzo un pò il capezzolo sinistro.

Sul momento lei ci rimane male ma poi la sua risata si unisce alla mia.

Decidiamo di dormire.

Io continuo a pensare che è nuda sotto il pigiama ma cerco di contenermi dandomi il contentino del sapore dei miei umori in bocca per calmarmi.

La sento russare e capisco che dorme. Mi avvicino gli do un bacino sulla fronte e uno in bocca. Poi subito mi sento in colpa e penso "Dai Francesca, lei è una tua amica e a lei non piaci" così mi allontano da lei e cerco di dormire decidendo di non fare niente.

Il secondo giorno si è svolto tutto in normalità...ed eccoci arrivare al punto caliente: la sera e la notte.

Tutto svolse nella normalità sempre qualche incertezza da parte della mia amica su come andare a dormire. Ma alla fine è finita come la prima sera. Durante la notte io non riuscivo a chiudere occhio. L'idea di dormire con una ragazza bellissima accanto mi eccitava moltissimo, pensando che fosse dovuto al fatto che fossero tutte emozioni nuove e mai provate e quindi più eccitanti. Sta di fatto che ero molto bagnata per l'eccitazione. Forse è stato un errore ma decisi che volevo baciare e toccare la mia amica. Non mi importava che fosse etero. Avevo troppa voglia di farlo. Così mi avvicinai a lei.

Sentivo che dormiva profondamente. Le misi una mano sotto la maglietta per toccarle i seni e i capezzoli; l'altra mano la misi direttamente nei pantaloncini e iniziai a massaggiare la sua "passerrotta" (mi piace chiamarla così). Era molto pelosa, come la mia. L'indice lo passavo sulla fessura tra le labbra, Infine la baciai delicatamente sulla bocca passandole la lingua sulle labbra.

In meno di un minuto si sveglio ansimando, ma non bada a chi la stava toccando, forse l'eccitazione era molto forte, forse è la prima esperienza, forse era ancora addormentata e pensava che potesse essere un sogno.

Sta di fatto che inizialmente stette al gioco ansimando e muovendo il corpo in sintonia. Dopo un pò si accorse che ero io, la sua amica e sopratutto una femmina che gli stava dando piacere,

Al che mi disse "Francesca che cazzo fai? lasciami..."  cercando di svincolarsi.

Io ormai ero partita. Rimasi zitta e presi a baciarle il collo insistendo con la mano sulla passerotta.

Era molto bagnata. Lei continuava a svincolarsi ma io la bloccai. Mi diceva di smetterla e intanto ansimava. Le bloccai le braccia dicendole " lo so che ti piace...dai è bellissimo. Lasciati andare".

Le misi in bocca le dita bagnate dei suoi umori.

Lei fece una smorfia dicendo "schifosa...dai...per favore".

La vidi troppo presa dall'eccitazione per potermi fermare, quindi abbassai i pantaloni e infilai la testa fra le sua gambe.

Non avevo mai fatto una cosa del genere e non ero molto esperta, così leccai intorno e ovviamente sul grilletto.

La mia amica andò in estasi.

Ansimava molto e per paura che gridasse gli misi due dita in bocca che lei succhiò come un lecca lecca.

Andai avanti a leccare fino a che lei si inarco la schiena stringendo le gambe e scoppiando in forte orgasmo che mi esplose in bocca.

Venni anch’io senza bisogno di toccarmi. L'eccitazione era alle stelle.

Per qualche minuto, forse anche di più, rimanemmo immobili come fossimo in trance.

Poi lei si mise a piangere e si raggomitolò come un gatto.

Non si tirò su nemmeno i pantaloncini.

In quel momento tornai un pò in me chiedendole scusa.

Provai ad abbracciarla ma mi allontano.

Così mi allontani e la lasciai stare.

Pianse per dieci minuti, poi smise e si addormentò.

Io mi sentivo un verme schifoso.

La mia amica poteva dire che l'avevo violentata.

Quella sera non chiusi occhi nemmeno un pò e piansi anche io.

Il mattino dopo, al risveglio, la mia amica non mi rivolse nemmeno uno sguardo; sembrava offesa ed aveva un atteggiamento un pò scostante nei miei confronti. Molti pensavano che stesse male, ma io sapevo che era rimasta turbata dalla notte precedente a causa mia. Durante il giorno proseguì con lo stesso atteggiamento, finche arriva la sera, ed entrambe ci ritroviamo in camera sole. Lei senza dire una parola, si cambia in bagno e si infila sotto le coperte, lasciandomi stupita. Pensavo che almeno mi dicesse qualcosa, invece niente. Così mi cambiai e andai a letto dando la schiena alla mia amica; ero decisa a dormire e basta. Ormai avevo rovinato ogni rapporto con lei, pensavo che ormai mi odiasse.

Passa qualche ora, in cui avevo un vuoto di pensieri, ed ecco che succede quello che non mi sarei mai aspettato: la mia amica si avvicina e mi abbraccia, dicendomi "nessuno mi aveva mai toccato in quel modo...e nessuno mi aveva mai dato piacere...baciami ti prego"

Detto proprio sinceramente. Ci rimasi di male.

Non mi aspettavo una reazione simile. La mia amica ricambiava ciò che provavo, però io mi sentivo sempre in colpa e le dissi che era meglio di no. Al che fu lei a baciarmi,

senza che io potessi dire o fare niente. Io istintivamente ricambiai il bacio e fu

molto intenso oltre che bellissimo. Lei mi prese la mano e portò ai suoi pantaloncini e disse

- toccami di nuovo

Lo feci perché volevo toccarla ancora; era una voglia irrefrenabile. Così mentre ci baciavamo, io la toccavo. Allora presi la sua mano e la infilai nei miei slip, un pò

come aveva fatto lei a me. Lei timidamente iniziò a muovere la mano sulla mia

passerotta, e nonostante i movimenti casuali, mi piacque.

Andammo avanti per un pò baciandoci e toccandoci fino a che venimmo, prima lei poi io, in un forte orgasmo e finimmo per addormentarci in quella posizione.

L’indomani mattina mi svegliai felicissima e mi sentivo benissimo; ero alle stelle. La mia amica era gia in piedi, era in bagno che si lavava i denti. Io mi levai dal letto e la raggiunsi, l'abbracciai baciandola sul collo proprio come si fa tra innamorati.

Lei si voltò e mi disse che voleva parlarmi. Anche stavolta rimasi meravigliata e mi aspettavo una triste notizia. Pensavo mi volesse annunciare una brutta notizia per il nostro rapporto appena iniziato.

Mi disse che mi ringraziava per i momenti di forte piacere e che era contenta di averli provati con una cara amica. Mi ringraziava anche di averle fatto scoprire il suo lato omosessuale, ma preferiva affrontarlo più avanti, quando sarebbe stata più grande e secondo lei più matura.

Ora ogni tanto mi capita di vederla. Ci scambiamo dei baci di nascosto ma niente di più. Vorrei averla per un giorno per farle riprovare quel piacere e sapere veramente se da ragazza matura ha voglia di un rapporto lesbico. Io sogno ancora ora lei in varie posizioni mentre fa l’amore con me.

Un giorno, Francesca, te la presenterò. Lei viene spesso in negozio a comprare e Mirta l’ammira tanto ma anche lei mi sa che non è riuscita a fare sesso.

 

- Ora, Francesca, ho soddisfatto la tua curiosità?

- Bello! È stato eccitante sentirti. Mi hai ricordato i tempi in cui anche io ebbi le mie prime esperienze.

Parlandole mi sono levata dalla sedia e, portandomi dietro di lei, le ho poggiato le mani sul seno. Erica ha sollevato la testa guardandomi e sorridendo felice. Lo era come quando ci si libera di un peso mentale raccontando ad altri una storia intima.

Io dietro di lei ho abbassato la mia e le ho dato un profondo bacio andando ad assaporare la sua bocca e la sua lingua.

Non abbiamo detto una parola, Le nostre mani si accarezzano lievemente. Aspettiamo entrambe che l'altra dica qualcosa.

Tutto è avvenuto improvviso, spontaneo facendoci guidare dal nostro istinto e dalle nostre emozioni.
Stringo di più la sua mano intrecciando le dita con le sue; l'altra mano la passo sulle sue spalle attirandola verso di me. Appoggio la mia testa alla sua.

MI sento molto eccitata.

Non riesco a dire altro che un semplice "Ciao!" a cui Erica risponde "Ciao!".
Solleva la testa per farsi baciare e, naturalmente, le nostre labbra si adagiano in un bacio lento profondamente condiviso.
Solo allora ci siamo sciolte.

Con Erica non c’era mai stata molta confidenza. È vero che sapeva che fossi bisessuale ma un rapporto lesbico con lei non l’avevo mai avuto. Sapeva che Mirta era la mia donna ed il mio amore ma lei ogni giorno era la sua l’amante che le dava piacere in negozio tra una cliente e l’altra.

La prendo per mano e ci trasferiamo in camera da letto; quella che nella notte precedente aveva visto me e Mirta amarci alla follia.

Ci chiediamo reciprocamente, divertite, come sia potuto accadere tutto ciò.

- Se ci mettiamo ad analizzare i nostri pensieri finiremo senza aver fatto quello che ora, solo ora, ci viene voglia di fare.

Il suo "...e cosa vorresti farmi?" accompagnato da un dolcissimo sorriso e da uno sguardo intrigante mi aiuta a sentirmi libera di dirle tutto quello che mi passa per la testa:
- Ho voglia di baciare queste tue labbra così carnose. Ho voglia di accarezzare e baciare ogni centimetro del tuo corpo. Ho voglia di baciarti mentre stringo con le mani il tuo seno. Ho voglia scoprire il tuo corpo lentamente. Ho voglia di vederti muovere di piacere… di farti godere mentre ti accarezzo con la lingua.

Lei ansima lentamente mentre la mia lingua percorre lentamente il tuo collo.

Le mie mani vagarono sulle curve del tuo corpo fino a posarsi sul tuo seno che mi ha offerto cercando le mie carezze.

- Voglio sentirti tremare mentre ti accarezzo.

La sento rilassarsi completamente.

Esistiamo solo noi due.

Le nostre bocche si cercano, si aprono completamente per poi richiudersi a cercare di imprigionare le labbra, la lingua dell'altra. La mia mano finalmente è libera ad accarezzarla. Ci muoviamo e ci godiamo la pienezza dei nostri corpi,

Erica gode il piacere delle mie dita che vagano sul suo corpo accarezzandolo e titillando le parti più sensibili.
- Si, accarezzami! Toccami, così... oh!, non so cosa sia, ma mi piace, ti voglio... oh!, cosa penserai di me? – disse Erica
- E tu di me? - rispondo fissando i suoi splendidi occhi.

Ci fissiamo, per un attimo. Poi un sorriso di complicità.

Le nostre labbra si ritrovano nuovamente, le nostre lingue si intrecciano, la mia mano corre a toccare la tua pelle nuda.

Ho l’avidità di toccare il suo seno, i suoi capezzoli che trovo ritti, turgidi.

Baciandola le dico quanta voglia ho di assaporarla con la bocca, di succhiarla lentamente.

Lo faccio con dolcezza e passione strappandole lunghi gemiti di piacere.

Intanto la mia mano continua a accarezzare il suo corpo, soffermandosi sulle sue cosce piene, avvicinandomi sempre di più al centro del suo piacere.
Torno a baciarla in bocca, continuando a commentare i nostri gesti.

Scopro con gioia che anche a lei piace parlare durante l'amore, sottolineare i desideri, le voglie e il piacere che si prova.
È Erica a dirmi quanto si senta eccitata, quanto miele esca dalla sua figa ormai in fiamme.

E' la sua mano che guida la mia in mezzo alle sue cosce con un lungo mugolio di piacere. Più che umide, le sue mutandine le trovo fradice di umori.

Accarezzo a lungo con la mano aperta tutto il suo pube, continuando a succhiare i suoi capezzoli, fino a quando, impaziente, mi prega di toglierle il perizoma per sentire il contatto della mia mano direttamente sul suo fiorellino.

Lo faccio lentamente guardandola negli occhi.

Risalgo con la mano leggera che la accarezza mentre le dico che fra poco scenderò a leccarla giù alla fonte del piacere, a introdurre la mia lingua in lei, a stuzzicarla e succhiarle il clitoride.
É bellissimo sentire il  tuo gemito non appena la mia lingua comincia a solleticarle il bottoncino.

Erica tenta di chiudere le cosce mentre penetro con la lingua nella sua figa, ma le mie mani le allargano dolcemente. Percorro il tuo sesso con tutta la mia lingua assaporando gusti unici e ineguagliabili.

Avidamente continuo a slinguare Erica entrando il più profondamente possibile con la lingua in mezzo alle tue labbra da cui continua a sgorgare un dolcissimo miele.

Ritorno a torturarle il clitoride ormai turgido.

Le sue mani ora spingono la mia testa verso di lei mentre, ormai senza alcun freno, continua ad incitarmi a continuare, a chiedermi di succhiarla o di leccarla fino a che...

- Ora, si... - non riesce a dire altro.

Il suo corpo vibra.

Il miele sgorga improvviso a coronamento del profondo e lungo orgasmo che accolgo felice come un assetata ad una fonte.
Rimango ancora con il viso tra le sue splendide e calde cosce dando alla sua figa piccoli baci che tuttavia la fanno fremere. Poi risalgo, lentamente, sul corpo di Erica.

Cerco la sua bocca. La bacio - è stato bellissimo! - mi dice accarezzandomi i capelli.
- Vedrai che farò di meglio - le rispondo aderendo con il mio corpo sul suo, facendole sentire il mio desiderio non esaudito.

Il suo volto ha un'espressione dispiaciuta:
- Francesca, tesoro mio, sai, io faccio l'amore tutti i giorni ma questa volta non è come sempre.

Le rispondo - Continueremo a darci piacere? In ogni caso questa sarà la scusa per vederci ancora, magari in un altro comodo letto.
Accarezzo e bacio i suoi lunghi capelli mentre cerco di spiegarle

- Quello che è importante è la passione, il piacere che ognuno di noi prova nel dare piacere all'altra. Quindi non è necessario che lo si faccia con la bocca se non te la senti, puoi farlo con le mani

- Lo si fa perché si è felici di far godere, mi piacerà comunque perché sei tu a farmi e lo fai con piacere.
Dicendole questo, prendo la sua mano e la guido in mezzo alle mie gambe.

Erica è lentissima nel mandare giù le sue dita.

Con studiata lentezza, il capo appoggiato sul mio petto, ha aperto le labbra della mia figa.

I movimenti si sono fatti sempre più sicuri di donna che è abituata a dare piacere ad altre donne.

Dalla mia bocca escono gemiti e incoraggiamenti che ti fanno capire quanto apprezzi la sua carezza. Erica guardando il mio sesso
- mi piace la tua fighetta, mi piace sentirti gemere, darti piacere
Improvvisamente la vedo rialzare la testa. Mi viene a baciare e poi  "Francesca perdonami se non lo faccio bene... è la prima volta con te..."

Non ho il tempo di risponderle; è già con la bocca vicino al mio clito, da piccoli baci sulla punta continuando a stimolarlo piano.

Rabbrividisco quando la sua lingua si aggiunge alle tue labbra nell'accarezzarlo.

Decide finalmente di diventare padrona del mio sesso.

Presa confidenza, comincia a muoversi più speditamente

- Si, tesoro, così!...  -  la incoraggio,  -  mi piace... sei brava!, continua... sali con le labbra, così!... stringilo ora con le labbra!...  continua così!... Toccalo con la lingua!... bravissima!... ti piace?
Il movimento della testa e la sua bocca che non lascia per un attimo il mio clitoride, la rassicurano del piacere di farmi godere con la sua bocca.

Per ringraziarla di questo dono accarezzo la sua schiena fino a raggiungere le natiche piene; le accarezzo, le stringo, mentre le trasmetto con i miei gemiti a dimostrazione del mio piacere. Poi scendo ancora a stuzzicarle la figa da dietro. Erica approva le mie carezze mugolando e aumentando il ritmo nella mia figa.

Dopo un po' si rialzi e con una finta espressione di rimprovero mi chiede di smettere - mi stai distraendo... voglio farti godere, ora... se continui così...
- Se continuo così... che succede..., voglio proprio vedere - le dico divertita, mentre le sue  dita corrono a titillare il mio clitoride.

Non vale... - protesto debolmente - vuoi farmi impazzire... mi piace, si... ancora. Baciami il seno, ti prego, baciamelo... così... dentro... infila un dito dentro... succhiameli... chiavami con le dita, si... oh! Come vorrei che fosse un cazzo duro a riepirmi così...
Le sue dita corrono veloci dentro di me strappando lunghi gemiti di piacere soprattutto quando riesce a penetrarmi con l'indice mentre, con il pollice, sfrega il mio bottoncino ogni volta che affonda.

Il mio orgasmo arriva prepotente, pieno, sconvolgente. Se ne accorge vedendo la mia espressione, ed esclama - Sei bellissima!
Si china sulla mia bocca che il piacere ha lasciato aperta, dandomi un dolcissimo, profondo bacio, mentre è ancora dentro di me con le dita, massaggiandomi lentamente.
- Sei proprio una sbrodolina  -  mi dice prendendola in giro.
- Adesso ti faccio vedere io!... dovrai chiedermi pietà...
Con un'espressione deliziosamente maliziosa Erica mi risponde  - non ce ne sarà bisogno, tesoro.
- piano, tesoro... più piano, altrimenti godo subito... fammi godere a lungo la tua bocca... ecco, così... leccala, brava...

Imparò presto a farmi raggiungere l'apice del piacere per poi fermarsi e dedicarsi ad altre carezze.

Ora l’espressione di Erica è maliziosa e trionfante. Pochi suoi colpi di lingua appassionati mi strappano nuovamente un lunghissimo orgasmo.

Avrei voluto guardarmi allo specchio mentre godevo, ma il piacere mi ha portato a reclinare la testa e a chiudere gli occhi mentre sgorgava la sbroda, la mia anima. L'intensità del piacere non mi ha nemmeno dato modo di capire se mi ha ingoiato tutto ma, del resto, non ha importanza; ho goduto meravigliosamente.

É ancora tra le mie gambe quando mi riprendo ed Erica è li a leccarmi lievemente.

 

La attiro a me, facendola rialzare.. Ci baciamo. A lungo. Mi accorgo che solo ora pronuncio il suo nome, carezzandole i capelli: "Erica... sei stata meravigliosa". Lei  mi guarda con aria ingenua e meravigliata: "non lo avrei mai detto, ma lo è stato anche per me".
Rimaniamo a baciarci, accarezzarci e, soprattutto a parlarci. Ci raccontiamo le nostre sensazioni, il nostro piacere, la gioia di esserci aperte completamente l'un l'altra, senza freni o inibizioni, di esserci scambiate lunghi momenti di serenità.
- Solo stamattina non avrei neppure immaginato di poter fare l'amore così... meravigliosamente appagante... chi lo avrebbe mai detto che avrei leccato un bel grilletto per poi... ciucciarlo... e addirittura ingoiare tutta la la sbroda. E con quale piacere poi! Si, mi è piaciuto, tanto che... ummh! mi sto bagnando di nuovo... senti, sentimi con la mano... visto? Sono di nuovo eccitata... Francesca ci facciamo un'altra... leccatina?
 - perché no  - le rispondo estasiata e vogliosa - mi piace la tua sbroda. Ne voglio ancora. Senti come mi bagno ancora?

- Sento che si sta eccitando nuovamente, lo sento sempre meglio.... Vorrei... oh! Vorrei sentirti ancora – Rispondo io guardando la mia figa.

- Si, amore, lo voglio tanto anch'io. Sarà più piacevole per te quando lo terrai tra le labbra. Tesoro, usa la bocca come prima... ecco! Così!... lentamente!... tienilo con le labbra... lo senti? È già pronta a darti il mio miele.
- Sei caldissima ed incredibilmente bagnata.
Io trattengo il respiro.

Aiuto i suoi movimenti afferrando i suoi glutei pieni, accompagnando i suoi movimenti. Le sue dita sono vicine al mio buchetto.

Faccio anche io la stessa cosa e non resisto alla tentazione di accarezzarlo, all'inizio lentamente, poi sempre più deciso, fino a penetrarlo con l'indice.
- Cosa mi fai?  -  mugola sulla mia bocca.
- Niente che non sia per il tuo piacere, tesoro!

- continua! goditi tutto il mio cicciolino. Lo senti com'è duro?Llo sento che ti piace. Me lo stai profumando con i tuoi umori... e anche il mio dito ti piace, vero? È nel tuo culo, tesoro... quasi tutto... voglio tutto di te, amore... anche questo tuo bel culetto sodo... con te è tutto meraviglioso
Non so se riesce a percepire le mie parole. Il suo viso ha un'espressione estasiata e si illumina ancora di più quando grido - godo... godo... godo... - non so quante volte.

L'ultima vocale la pronuncio a bocca aperta per un lunghissimo e interminabile momento. Poi mi accascio esausta su di lei, la testa sulla sua spalla. Mi rilasso lentamente mentre il mio dito è ancora ben dentro di lei.
Mi bacia e mi abbraccia ringraziandomi per l'orgasmo.
- Mi ritrovo la tua bocca calda, sempre più esperta, sempre più desiderosa di darmi piacere. Mi lecchi lentamente, divinamente. Mi prendi in bocca e poi mi succhi dandomi una sensazione mai provata di piacere.

Scosto i suoi capelli per guardarla, incontro i suoi occhi che mi guardano lascivi

- bevimi, amore... bevimi tutta! Sempre! Io mi perdo nella tua bocca golosa ingoiando tutto senza fermarti fino a quando capisci che mi hai preso tutta. Mi stringi, mi tiri verso di te perché ci si senta un corpo solo.

Così siamo rimaste a lungo abbracciate gustandoci ogni momento passato insieme.
A malincuore, alla fine, mi stacco dalle tue labbra, ma ….

- hai detto che vuoi tutto di me?... sono tua!... la prossima volta a casa tua...

Dal ginecologo by 1948
Author's Notes:

per una splendida amica che mi ha aiutato a scriverlo

Ricordo perfettamente la prima visita ginecologica alla quale mi accompagnò la mamma dopo che da qualche mese mi erano venute le mestruazioni. Credo che ,come per tutte le altre ragazze della mia età, fosse sempre un incubo perchè era come un mostrare qualcosa che avevi sempre tenuto nascosto nella tua intimità. Fu così anche per me.

 

I primi anni ed ogni volta che dovevo presentarmi dal medico scelto da mia madre (era lo stesso suo ginecologo ovviamente) mi sembrava di dover affrontare una battaglia tanto ero nervosa fin dalla mattina. Con il passare degli anni e le confidenze con le amiche e le esperienze sia omosessuali che eterosessuali, iniziava a piacermi anche l’idea di mostrare il mio corpo, ma dopo le prime esperienze eccitanti con la mia amica che mi avevano fatto capire quanto fosse bello sentirsi sfiorare tra le gambe da una lingua femminile e quanto soprattutto fosse sbalorditivo esplodere un numero impressionante di orgasmi davanti ad una donna, decisi di cambiare ginecologo per sceglierne uno di sesso femminile quando venni qui in città..

 

Non sapevo a chi rivolgermi ma Mirta mi tolse dalle difficoltà indirizzandomi dalla sua ginecologa. Mentre me ne parlava capivo che anche questa donna era bisessuale. La mia mente fantasticava e sentivo l’eccitazione aumentare dentro il mio corpo e quasi d’istinto la mia mano si infilò sotto il vestitino leggero che indossavo a casa. Mirta osservava ed approvava i miei gesti. Anche lei fece lo stesso mettendo le sue dita nella figa e iniziò a toccarsi il clitoride. Io detti una leggera pressione con le tra le labbra della mia fighetta gonfia. Le sentivo già umide. Il suo nome era Anna. Lo studio era molto vicino a dove abitavo io e così decisi a prendere un appuntamento per telefono sperando di poter sentire la sua voce per sapere almeno cosa avrei dovuto aspettarmi.

 

Mirta mi osservava per capire quale fosse il mio stato d’animo nel sentire la voce della ginecologa. La voce mi sembrò subito convincente e rassicurante. Le dissi che avrei dovuto fare una visita di routine ed il pap-test ma e che desideravo cambiare il ginecologo che fino a quel momento mi seguiva. Le dissi anche che vivevo a casa con Mirta.

 

Non so se fossi stata un po’ troppo confidenziale o se la ginecologa capì le mie intenzioni, ma la voce le si fece improvvisamente più dolce come quasi per ringraziarmi di averla scelta tra le tante. L’appuntamento era stato fissato per il giorno successivo.

 

Trascorsi il resto della giornata fantasticando su come poteva essere lei, su cosa mi avrebbe fatto, su cosa avrei provato nel sedermi a gambe divaricate davanti ad una donna sapendo che era per motivi di salute e non solo di piacere come avevo fatto altre volte con le mie amiche. Mi sentivo accaldata, e la voglia di toccarmi mi aveva tenuto compagnia tutte quelle ore del pomeriggio.

 

Mirta aveva in parte alleggerito la mia voglia toccandomi e leccandomi tanto da farmi avere un magnifico orgasmo in cui gridai il mio piacere per quel che la mia amante mi dava.

 

Quando lei andò in negozio indossai nuovamente il vestitino leggero a mezza coscia e il perizoma chiaro; Il vestitino leggero mi sembrava anche troppo pesante.

 

Sentivo il perizoma ad ogni passo strusciarmi tra le natiche sempre più inumidito.

 

Mi distesi sul divano prima di cena con la mente sempre rivolta al giorno dopo, a quello che sarebbe stato, a quello che sarebbe potuto accadere e con gli occhi semichiusi sentivo gli umori scivolarmi fuori come da un recipiente che si era aperto.

 

Sollevai le ginocchia lasciando che il vestitino si attorcigliasse sui fianchi e con le dita iniziai manovre rotatorie sulle cosce interne e sulle ginocchia fino a sentire I brividi pervadermi il corpo e lo stomaco contrarsi a ritmi sempre più elevati.

 

I polpastrelli sfioravano ogni centimetro delle mie cosce che sentivo ormai fragili.

 

Divaricai le gambe per lasciare che le dita riuscissero a toccare anche il bordo del perizoma. Sentivo nella testa il mio respiro diventare più pesante, seguivo il ritmo della mia respirazione e le pulsazioni di desiderio della mia figa che premeva contro la trasparenza del perizoma.

 

Le mie dita iniziarono a muoversi in senso rotatorio sulle labbra che sentivo sempre più gonfie e socchiuse.

 

Il perizoma mi sembrava talmente fradicio come se mi fossi fatta la pipì addosso ma non avevo intenzione di sfilarlo; adoravo questa sensazione di bagnato che partiva dal basso ventre fino a giungere al bordo dell’indumento.

 

Le mie dita esperte si stavano ormai muovendo vorticosamente sulla mia figa che sentivo pulsare sempre più forte.

 

Una leggera pressione ed anche il clitoride si sporse al di fuori delle piccole labbra per farmi contorcere dal piacere al suo strofinamento.

 

Ero in piedi davanti allo specchio.

 

Stavo ancora immaginando il giorno seguente quando la mano si sollevò dal mio perizoma per entrarvi dentro rapida sentendo le contrazioni dell’orgasmo quasi giungermi al cervello. Con due dita iniziai a titillarmi il clitoride stringendolo e rilasciandolo.

 

Ad ogni movimento sentivo lampi di piacere che salivano e scendevano dal cervello alla figa senza lasciarmi più il tempo di ragionare.

 

Non potevo più fermarmi.

 

A quel punto le dita allargarono le labbra bagnate ormai dai miei umori per intrufolarsi nel mio piacere.

 

Iniziai un veloce movimento dentro e fuori senza sosta sentendo sulle dita.

 

I rivoli uscenti dalla figa giungevano fino alle cosce ormai spalancate.

 

Esplosi in contrazioni intense che mi riempirono ancor di più il perizoma e le dita del mio adorato succo.

 

Rimasi così per qualche minuto lasciando che le dita lentamente si fermassero automaticamente fino a recuperare un po’ di fiato.

 

Portando le dita alla bocca le leccai fino a lasciarle lucide della mia saliva. Ero incredibilmente eccitata, non potevo neanche immaginare che solo per aver preso un appuntamento dal ginecologo ero stata capace di godere così  tanto e così a lungo con le mie dita.

 

La notte è stata tutta un fuoco con Mirta che, assatanata, mi amava in continuazione fino allo sfinimento.

 

Ora ero pronta per il giorno successivo.

 

Mi sveglio ancora più eccitata, mi faccio una doccia veloce, controllo i peli e li rado ancora una volta per assicurarmi di avere la pelle ancora più liscia per assaporare le mani della dottoressa e non tralasciando nessun particolare sognando ancora i suoi occhi che tra poco mi scruteranno in mezzo alle gambe e le sue dita che mi allargheranno la figa e me la massaggeranno.

 

Davanti allo specchio rimango indecisa se indossare i ciondoli nei piercing. Decido di indossarli.

 

Mi sento già bagnare le labbra. Nel contempo la paura si è fatta strada in me; paura di aver interpretato male la sua dolce voce, paura di fare una pessima figura facendomi vedere tutta eccitata e addobbata paura di scoppiarle sulle dita un orgasmo sicuramente inaspettato.

 

Avevo scelto un abbigliamento piuttosto provocante. Indossavo una gonna blu scuro sopra al ginocchio con una camicetta azzurra semitrasparente da dove si intravedeva un top che metteva in risalto le mie mammelle; non era trasparente ma leggero e si potevano intuire le protuberanze dei miei capezzoli ornati dai ciondoli che sentivo sempre più indurirsi. Indossavo anche un perizoma blu in pizzo da dove traspariva chiaramente la mia fighetta ben curata. Per concludere un paio di autoreggenti color panna molto velate con una riga blu notte e balze nello stesso colore sorrette da un reggicalze a stringa dello stesso colore. Si intonavano bene con il vestito e con l’intimo. Le scarpe tacco 10 erano blu scuro e azzurro aperte sul davanti.

 

Alle 11 del mattino eccomi a suonare il campanello e la porta dello studio ginecologico. La sala d’attesa è deserta ma sento delle voci al di la di una porta.

 

Mi accomodo. I minuti passavano in silenzio mentre leggere le voci giungevano dalla stanza chiusa ed il mio corpo cominciava a fremere dal desiderio di vederla, di sentirla sopra di me a scrutarmi minuziosamente in ogni anfratto del mio corpo. Accavallavo nervosamente le gambe e sentivo la stoffa del perizoma strofinarsi ancora una volta umida sulle mie cosce.

 

Volevo godere ma la paura e l’ansia tornavano ad impossessarsi di me.

 

D’improvviso la porta si apre lasciandomi e sento le loro voci più chiaramente.

 

Vedo uscire due donne, una sulla quarantina ben vestita ma con un corpo piuttosto flaccido ed abbondante e dietro una donna che a prima vista poteva dimostrare 35 anni, carina, snella, con capelli corti biondi ed un camice bianco che le arrivava subito sopra le ginocchia.

 

La osservo dalla testa ai piedi e noto subito uno sguardo vivo, una pelle pulita e bianca, un collo slanciato ornato da una catenina d’oro. Il camice era sbottonato fino a sopra I seni che potevo distinguere di una buona seconda taglia e sembravano lasciati aperti senza alcun sostegno.

 

La cosa mi eccitò ulteriormente nel momento in cui mi alzai dalla sedia e mi avvicinai alla porta.

 

Le due donne si salutarono ed a quel punto Anna mi guardò fissa negli occhi porgendomi la mano presentandosi ed invitandomi a seguirla.

 

La seguii nello studio piccolo ma ben addobbato e capii subito quanto sensibile e dolce doveva essere quella donna che adesso mi faceva accomodare di fronte a lei che prendeva posto sulla sua sedia dietro ad un tavolo non ampio e molto bello.

 

Iniziammo a parlare, le raccontai della mia vita, delle mie esperienze precedenti con I miei ginecologi ed ogni tanto sentivo quel suo sguardo talmente forte contro il mio corpo da sentirmi costretta ad abbassare gli occhi. Mi fece alcune domande di carattere generale e continuavo a risponderle con sincerità ormai fidandomi dei suoi occhi.

 

Era bella, e più la guardavo più avrei voluto spiarle sotto il camice.

 

Di tanto in tanto gli occhi scendevano lungo il suo corpo e potevo scorgere da sotto il tavolo la forma delle sue gambe affusolate e la limpidezza della sua pelle che doveva essere vellutata.

 

Sentivo che mi stavo eccitando in maniera frenetica e me ne accorsi ancora più facilmente nell’attimo in cui iniziò a farmi domande legate alla mia vita sessuale. Le raccontai tutto o quasi ma ad ogni parola sentivo la voglia di spogliarmi davanti a lei crescere sempre di più.

 

Mi muovevo sulla sedia come se scottasse e sono convinta che lei se ne accorse.

 

Mi offrì un bicchiere d’acqua ed appena la vidi alzarsi e voltarsi notai subito che sotto non portava niente altro che lo slip. Cominciavo a fremere, sentivo bagnarmi, avevo voglia di togliermi tutto davanti a lei ed offrire il mio corpo a quelle mani che sicuramente avrebbero saputo come farmi godere. La sottana lentamente era risalita lasciando che la balza delle mie calze rimanesse leggermente scoperta.

 

In un attimo cercai di ricompormi ma notai subito che I suoi occhi si erano appoggiati per un istante sulle mie cosce e su quel bordo in pizzo che sentivo stringermi in quel momento.

 

Mi chiese se fossi pronta ad iniziare la visita: non vedevo l’ora, mi sentivo veramente eccitata e non chiedevo altro che di aprire il mio corpo ai suoi occhi.

 

Mi tolsi la camicetta lasciandomi il top, mi sfilai la sottana ed il perizoma e un attimo dopo ero seduta sulla poltrona pronta ad aprire le mie gambe davanti a lei.

 

Le sue prime parole furono.

 

- Francesca sei bellissima lo sai? I piercing che hai ti fanno ancora più bella. Mi piacciono le ragazze che hanno il coraggio di abbellirsi come hai fatto tu nelle parti intime.

 

- Li devo togliere? – chiesi

 

- No, no. Non mi danno fastidio. Li sposterò se sarà necessario

 

Mi sentii trasalire.

 

Mi misi comoda sentendo flussi di umori che stavano ormai riempiendo le pareti vaginali.

 

Mi sentivo una gatta in calore. Salii sul lettino e allargai le gambe e le sue mani mi aiutarono ad appoggiarle sui supporti in pelle che mi sembrarono freddi in un primo momento.

 

Stai tranquilla - mi disse - rilassati, e cerca di controllarti. Bella come sei è un piacere vederti

 

Adagiai le spalle allo schienale.

 

La vidi mentre da un cassetto prendeva un paio di guanti di lattice ed in quel momento una fitta di desiderio mi avvolse la figa che si contrasse.

 

Si avvicinò guardandomi negli occhi che provavo con molta difficoltà a tenere aperti tanto era il calore che sentivo pervadere il mio corpo. Un attimo dopo sentii le sue mani appoggiarsi sulle mie cosce aperte.

 

Respirai profondamente cercando di controllare I miei impulsi che avrebbero voluto subito portarmi all’orgasmo.

 

Le sue mani e le sue dita erano talmente dolci che non fu facile trattenere sospiri più profondi.

 

Si tolse il guanto dalla mano sinistra per avere forse miglior presa e dopo un attimo sentii le sue dita sfiorarmi la figa per allargarla. Emisi un gemito ma lei non si scosse di un millimetro e continuava con l’indice ed il pollice della mano sinistra a tenermi divaricate le labbra che sentivo pulsare dentro di me.

 

Mi rilassai tenendo gli occhi aperti e godevo nel vedere che mi stava ammirando la figa bagnata. Mi domandavo se si fosse accorta che ero fradicia ma poi in fondo era questo che volevo e avrei fatto di tutto pur di godere davanti a lei.

 

Sentivo l’aria fresca entrarmi nella figa.

 

Ero in preda ormai a degli spasmi senza sosta.

 

Lentamente l’altra mano si avvicinò alla mia fessura spalancata e potei scorgere il suo dito medio pronto ad entrare in me. Mi guardò negli occhi quasi volesse la conferma che poteva continuare. Dentro di me la supplicavo di spingere dentro tutta la mano, di farmi urlare dal piacere, di farmi godere come una troia.

 

Sentii chiaramente la prima falange entrare dentro la figa e poi anche la seconda e la terza fino a sentire la punta del suo dito toccare l’utero.

 

Un urlo di piacere accompagnò questa penetrazione fino a costringerla a fermarsi.

 

- Ti ho fatto male? - mi chiese

 

-  con un filo di voce riuscii a sussurrarle - No Anna, tutt’altro!“

 

Riprese allora a muovere lentamente il suo dito contro le mie pareti ed ogni movimento seppur impercettibile mi provocava delle fitte di piacere meravigliose.

 

Sentivo la mia figa sbrodolare come una fontana ed ormai ero convinta del fatto che se ne fosse accorta.

 

Non mi importava ormai.

 

Mi resi conto che iniziavo a muovere involontariamente il bacino ad ogni suo più piccolo movimento. Si fermò un istante sussurrandomi - prima il dovere tesoro -

 

La lasciai fare ma ormai sentivo le contrazioni del mio orgasmo ed iniziai ad invidiarla un po’ perché poteva vedere tutto da molto vicino.

 

Per completare la visita prese il divaricatore e me lo poggiò sulle grandi labbra cariche ormai dei miei umori. Mi sentii ancora una volta aprire la figa e le sensazioni che provavo erano straordinarie.

 

Avrei potuto godere anche subito se avessi spinto un po’di più ma volevo che anche lei provasse piacere nel provocarmi l’orgasmo.

 

Accese una lampada per osservare l’utero e nello stesso tempo prese uno specchietto che mi mise davanti alla figa spalancata per farmi godere di questa immagine sensazionale che mai avevo avuto la fortuna di vedere.

 

Sentivo I miei capezzoli duri come chiodi. La mia mano sollevato il reggiseno andò ad afferrare prima una mammella e poi l’altra. Mi massaggiavo dolcemente stringendomi e stuzzicandomi I capezzoli riprendendo a gemere sempre più forte con la voglia di sbrodare.

 

Guardavo il mio piccolo antro buio illuminato da quella luce che si spostava da destra a sinistra dentro la mia figa. Tolto il divaricatore Anna vide quanto fosse pieno dei miei umori. Sorridendo mi disse  - stai impazzendo dalla voglia vero?

 

Non potevo far altro che affermare la sua osservazione continuando a stringermi I capezzoli e muovere il bacino verso di lei.

 

Anna poggiò gli arnesi sul tavolino, si sfilò il guanto dalla mano destra che poco prima mi era stata dentro la figa e con le mani stavolta scoperte mi allargò ancora le labbra della figa dandomi un bacio proprio in mezzo.

 

Stavo per impazzire dal piacere.

 

Sentivo le sue labbra sulla mia figa, sentivo i suoi denti sul mio clitoride e le sue dita che mi allargavano sempre di più. Con la lingua iniziò a saettarmi sul clitoride ed esplorare la figa dentro. Mi stringevo ancora più i capezzoli. Ero in preda ormai a spasmi orgasmici che non avrei più potuto controllare.

 

Le poggiai l’altra mano sulla testa per tenerla sulla mia figa. La sua lingua nello stesso istante mi faceva vedere le stelle del paradiso.

 

Mi contraevo, sentivo il clitoride molto duro e sensibile e dalla figa uscire una buona dose  di umori che subito la sua bocca avida aspirava senza lasciarne traccia.

 

Stavo godendo, sentivo l’orgasmo salire come non mai e ad ogni colpo della sua lingua rispondevano le mie dita che torturavano I miei capezzoli che sentivo esplodere.

 

Mi stava titillando il clitoride con una grazia ed una dolcezza mai provata nelle altre esperienze con le mie amiche ed i gemiti ormai erano stati sostituiti da vere e proprie grida di piacere.

 

Spingevo la sua testa contro di me quasi a sentirla tutta dentro di me. Arrivò il momento nel quale mi sentii la figa penetrare da due dita che sembravano lunghissime ed esplosi in un urlo di piacere che non si placò rapidamente. Le sue dita si muovevano ritmicamente dentro la mia figa ruotando contro le pareti vaginali fino ad arrivare a toccare l’utero.

 

Ero venuta

 

Il mio orgasmo stava facendo sgorgare flussi che colavano sulle sue dita e sulle sue labbra sempre pronte a succhiarmi ogni goccia. Nonostante le mie urla e le mie contrazioni Anna non si fermava. Quasi sadicamente spingeva più forte le sue dita dentro di me continuando a leccarmi e stuzzicarmi il clitoride come se volesse consumarlo, ma così  facendo mi provocò un secondo travolgente orgasmo lunghissimo e eccezionalmente potente che mi lasciò tramortita con le gambe aperte su quel lettino ginecologico.

 

Si avvicinò alle mie labbra guardandomi negli occhi e con le sue labbra ancora inaarite e piene dei miei umori mi baciò sulla bocca mischiando le nostre salive per farmi sentire il sapore dei miei orgasmi.

 

La guardai negli occhi e le dissi  - Grazie, sei stata stupenda

 

Mi sorrise baciandomi ancora.

 

Sollevandosi da me si diresse verso la scrivania.

 

A fatica mi risollevai ed iniziai a rivestirmi lentamente.

 

Ero ancora stordita dalla potenza di quel secondo orgasmo che ancora sentivo pulsarmi dentro la figa.

 

Mi avvicinai a lei prendendo dalle sue mani il certificato che aveva nel frattempo preparato.

 

Le detti un bacio sulle labbra e la ringraziai ancora sussurrandole  - spero di rivederti presto fuori da qui.

 

Lei annuì ricambiando le mie carezze e mi accompagnò alla porta dalla quale non sarei mai più voluta uscire.

Provino per fotomodella - prima parte by 1948

 

 

- Sai Mirta, ho letto un annuncio sul giornale "Azienda leader del settore cerca ragazze con aspirazione a diventare fotomodelle. Ottimo guadagno, presentarsi ore 17.00 presso …."   

Che ne dici? Ci vado?

- Mah! Si! Vai e vedi un po’ di che si tratta. Ho l’impressione che sia una bufala. Al più ti chiederanno di scopare e non mi sembri tanto ingenua per sapere cosa fare in tal caso.

Così con Mirta avevamo subito dopo fantasticato su quella opportunità di lavoro che coincideva con il sogno di poter fare la fotomodella.

Chiesi aiuto ad Alessia che mi è amica dai tempi in cui frequentavo le scuole superiori e con cui avevo avuto rapporti sessuali. Lei era molto carina e ai maschi piaceva molto.

La chiamai al telefono e ne parlammo a lungo, eravamo indecise se dire dei nostri progetti di presentarci alla selezione ai nostri genitori, ma pensando alla mentalità paesana ed ‘antica’ dei genitori di Alessia, decidemmo di non dire nulla. Io pensavo di non dire nulla perché ormai vivevo lontana dai miei ma lei, che conviveva ancora con loro doveva dirlo; decidemmo comunque il contrario.
Il giorno dopo Alessia venne a casa mia verso le 11 con i vestiti da indossare. Per non destare sospetti nei suoi genitori era uscita di casa con la tuta da ginnastica.

Come al solito a quell’ora del mattino ero seminuda. Indossavo un babydoll semitrasparente ed avevo i piercing già occupati da dei pendenti in oro e brillanti; erano orecchini lunghi e molto appariscenti. Erano i piercing preferiti. Niente trucco sul volto.I capelli li avevo raccolti dietro la nuca a coda e ai piedi scarpe con zeppa trasparenti in silicone tacco 12.

All’apertura della porta salutai Alessia che mi squadrò da capo a piedi.

- sei sempre più bella! Che meraviglia! Vista così anche le ragazze ti vorrebbero! Girati un po’! Voglio vederti.

Ruotai su me stessa mostrandomi in tutta la mia bellezza.

Lei rimase affascinata.

- Se non prendono te, chi prenderanno come modella?

Era un implicito complimento al mio fascino e bellezza.

Alessia mi fece delle domande a cui risposi rassicurandola che l’annuncio sembrava essere una cosa seria.

Eravamo in soggiorno sedute su un divano e volle provare il vestito che intendeva usare per recarsi all’appuntamento; era rosso molto corto e fasciante. La faceva apparire molto sexy.

Io Indossai una minigonna liscia in pelle sintetica nera con lo spacco e una camicetta un po' trasparente color panna.

Nel denudarci e rivestirci per provare gli indumenti vidi che lei aveva un intimo color rosa tenue; io non avevo niente.

Alessia rimase affascinata dai miei ciondoli e soprattutto da quello appeso in prossimità della fighetta.

Con fare innocuo ci toccammo delicatamente e non posso negare che mi piacque moltissimo farmi vedere nuda da lei al punto che senza un invito a farlo ci ritrovammo sul divano a gambe incrociate a farci reciprocamente un ditalino.

Dopo pranzo uscimmo e all’ora concordata ci dirigemmo verso l'indirizzo indicato sul giornale.
Emozionantissime ma felici e sorridenti suonammo alla porta. Venne ad aprirci un signore molto gentile dell’età apparente di circa 45 anni che chiese cosa volessimo.

Per risposta mostrammo l'annuncio sul giornale.

Lui squadrandoci dalla testa ai piedi ci chiese " ma quanti anni avete? Non sarete per caso minorenni?”

Alessia rispose prontamente dicendo "abbiamo 19 anni non si vede?”

Ci fece entrare e ci condusse in una camera che fungeva da sala d’aspetto arredata con delle foto di modelle e un salottino con due poltrone. Si presentò con il cognome Livori.

Dopo circa dieci minuti si presentò un altro uomo giovane e bello che ci disse di seguirlo in un ufficio dove alla scrivania era seduto il signor Livori il quale ci disse di essere un reclutatore di fotomodelle per un agenzia di Milano. Ci chiese i nostri dati e ci disse che saremmo state sottoposte ad un provino fotografico. Se fossimo state scelte avremmo potuto intraprendere la carriera dei nostri sogni.
Guardando le foto delle fotomodelle che erano sui muri dell'ufficio cominciammo subito a sognare, che un giorno ci saremmo state noi in quelle foto.

- Se siete pronte allora seguitemi

Seguimmo il signor Livori in una stanza dell'appartamento che era adibito a studio fotografico, dove il ragazzo trentenne stava armeggiando con le macchine fotografiche.

Il ragazzo guardandoci disse a Livori, che i vestiti che avevamo non erano indicati per le foto.

Io e Alessia ci guardammo sospettose.

Non avevamo alcuna intenzione di spogliarci ed io stavo già per andare via, quando Livori intuendo il nostro imbarazzo ci rassicurò dicendoci che nella stanza accanto c'era una serie di abiti che avremmo dovuto indossare. Nella stanza su di una sedia erano poggiati alcuni vestiti.  Livori c'è li mostro e ci invito ad indossarli; prima di andare via ci disse che gli abiti andavamo indossati senza reggiseno e che dovevamo indossare anche degli slip particolari che erano in pratica dei tanga spiegandoci che l'abito richiedeva quella lingerie.

Ci disse anche che potevamo chiudere la porta a chiave per riservatezza ed uscì

Nella stanza c'era uno specchio enorme che rifletteva le nostre immagini.

Guardai Alessia e stavo per dirle che la cosa non mi convinceva, ma lei si era già spogliata e di fronte allo specchio stava già provando il tanga.

Le dissi la mia preoccupazione ma lei invece scherzava sculettando di qua e facendo la stupidella davanti allo specchio, ammirandosi e commentando e provando alcuni atteggiamenti indossando solo il tanga.

 

Ero in forte tensione, volevo andare via, ma lei mi rassicurò con un bacio sulla bocca e scherzando mi disse "guarda che ti spoglio io". Non ebbe finito di dirlo che era già passata all’azione. Io ero stordita e stavo ferma mentre lei mi aveva già tolto la camicetta mettendo in mostra le mie tette, mi aveva sfilato la tuta e infine gli slip lasciandomi completamente nuda di fronte allo specchio.

Mentre guardavo il mio corpo allo specchio, Alessia si mise dietro di me ed appoggiandomi le sue tette nelle spalle mi abbracciò, dandomi un bacino sul collo che mi fece rabbrividire "sei bellissima. Se fossi un uomo non so cosa ti farei” mi bisbiglio all'orecchio. Intanto con le mani mi aveva preso le tette.

Mi voltai di scatto.

Non capivo cosa le stesse prendendo. Di là c'erano qui due e lei trovava il tempo e la voglia per scherzi che ritenevo inappropriati per la situazione.

Le chiesi di smetterla.

Indossai il tanga e poi uno dei due vestiti.

Il primo era un lungo abito nero tipo tunica  con un’apertura che dalle spalle scendeva profondamente quasi fino al fondo schiena. Alessia invece indosso l'altro vestito che era simile al mio, ma che oltre all’apertura sulle spalle ne aveva uno lungo la coscia destra.

Aprimmo la porta per andare nello studio fotografico dove trovammo il Livori ed il giovane uomo che stavamo parlottando tra loro.
Cominciò Alessia a posare.

Dopo qualche foto il Livori mi disse che in attesa del mio turno avrebbe scambiato due chiacchiere con me per darmi ulteriori informazioni.

Lo seguii nel suo ufficio.

Si sedette nella scrivania. Mi chiese cosa mi avesse spinto a fare quel provino.

Mentre iniziavo a rispondere entrò nella stanza un altro uomo che non avevo visto prima e consegnò a Livori una busta.

- Allora vediamo come sono venute queste foto - disse con tono gioioso.

Io non capivo. I tempi impiegati erano strani. Alessia era ancora nello studio e già avevano sviluppato le foto?
- Sei veramente fotogenica - mi disse con un sorriso malizioso mostrandomi una foto dove io ero completamente nuda.

Restai sulla sedia di sasso o meglio come una cretina senza parole.

Lui continuava a mostrarmi altre foto dove appariva anche Alessia completamente nuda, e poi una foto dove lei mi abbracciava e mi toccava le tette. uno stato confusionale si impadronii di me, non capivo nulla di ciò che stesse accadendo. Livori mi svelò le sue vere intenzioni: "Allora carina, come reagirebbe il tuo papà se gli mandassimo queste foto?"

Io restai zitta, il cuore mi pulsava come impazzito, cercavo di non far trasparire la mia paura, ma le lacrime sgorgarono sul mio viso, non sapevo cosa fare.

Allora Livori mi disse - togliti quello straccetto che ti sei messo addosso, voglio vedere dal vivo come sei fatta.

Restai di paralizzata dalla paura.

Lui allontanandosi dalla scrivania mi venne dietro ed accarezzandomi i capelli mi sussurrò - vogliamo vedere la tua amichetta a che punto è?
Lo guardai con occhi languidi e tristi. Avrei voluto andare da Alessia per scappare via ma lui prendendomi per un braccio mi fece alzare dalla sedia e mi portò di fronte ad uno specchio che era nella stanza.

Levò una tenda e spense la luce.

Il vetro che avevo davanti diventò trasparente.
Si materializzò la stanza accanto dove c'era lo studio fotografico e vidi Alessia completamente nuda in ginocchio che stava facendo un pompino al fotografo.

Non capivo più nulla, intanto Livori mi aveva messo la mano sul culo ed i avvicinandosi al mio orecchio  mi disse - se sei brava come Alessia ti do le foto e tutto finisce qui, se no sono costretto a mandare le foto al tuo papà che di certo non sarà per niente contento della cosa.

Mi voltai verso di lui.

Le lacrime avevano già bagnato il vestito.

- per favore la prego!  ma lui ignorando la preghiera mise le mani sulle spalle e fece cadere a terra il vestito lasciandomi nuda con il solo perizoma.

Non riuscivo a muovermi, mi fece voltare verso lo specchio trasparente dove si vedeva Alessia ora distesa a terra con le gambe aperte con il fotografo che la stava leccando in mezzo alle gambe.

Non riuscivo a capire l'atteggiamento di Alessia che sembrava stesse partecipando alla cosa con la massima libertà e naturalezza.

La vedevo godere come mai mi era capitato. Aveva la bocca aperta e si agitava muovendo le gambe ed il corpo per gustare meglio ciò che il fotografo le faceva sulla figa. Sollevava il busto, offriva la figa alla lingua del maschio, si spremeva le mammelle e si tirava i capezzoli. Tutto ciò era indice di grande piacere ed era contenta di quel che subiva.

La scena mi eccitava ancora di più ma volevo comunque andare via perché mi sentivo a disagio non avendo scelto quella situazione. I maschi, pur belli, mi sembravano poco adatti a me.

Nel frattempo Livori mi aveva abbracciato e dopo avermi massaggiato le tette era sceso più in giù.

Ora avevo la sua mano dentro gli slip ed iniziavo a sentirmi umida.

Con mia grande meraviglia, improvvisamente, è uscito dalla camera in cui ci trovavamo per andare in quella accanto dove c'era Alessia con il fotografo.

Restai immobile davanti a quello specchio semitrasparente.

Mentre il fotografo continuava a leccare Alessia in mezzo alle cosce, Livori si spogliò e inginocchiandosi dietro la testa di Alessia gli poggiò il cazzo sul viso,

Alessia estrasse la lingua dalla bocca e iniziò a leccare mentre il fotografo leccandola era salito prima sulla pancia, poi sulle tette, più su fino a metterle il cazzo in bocca.

Non vedevo bene la scena ma lo capii dall'espressione di Alessia .

Mentre guardavo attonita quelle persone, entro nella stanza l’uomo che aveva portato le fotografie a Livori.

Si presentò: “mi chiamo Piero”

Cercai di coprirmi con la tunica che era ancora a terra, ma lui avvicinandosi e strappandomela di mano " non fare la scema se non vuoi finir male, fai quello che fa la tua amica e non te ne pentirai e togliti quel perizoma"

La mia mente era bloccata. Non sapevo che pensare e ne che fare.

Come un automa mi tolsi il perizoma restando completamente nuda.
Lui si avvicinò, mi toccò le tette.

Piero mi mise la mano in mezzo alle gambe.

Cercavo di fare resistenza, ma lui prendendomi per un braccio mi portò verso un tavolo basso, mi fece sedere sopra facendomi sdraiare allargandomi completamente le gambe.

Mi sentivo morire dalla vergogna.

Lui allungò la mano e mi penetrò con un dito.

Con un brusco movimento mi rigirò sul tavolo

- per favore la prego!

 ma lui mi aveva già messo a pecorina sul tavolo,

Chiusi gl'occhi mentre lo sentivo spogliarsi dietro di me, non capivo cosa volesse fare, quando poi sentii le sue dita inumidirmi l'ano capii..

Facendo finta di non averlo mai fatto con il culo, gli dissi “no! la prego" ma lui con un colpo di reni mi penetrò, facendomi urlare per il dolore.

Mi sbatteva come un ossesso, io mi sentivo il culo dilaniato ma intanto sentivo anche la figa che grondava dall'eccitazione. Continuò così per qualche minuto, poi uscii mi rigirò e mi disse di leccargli il cazzo. Io balbettai qualcosa, ma intanto lui mi aveva già fatto inginocchiare e neanche il tempo di aprire la bocca che mi venne sul viso.

Mi alzai presi la tunica da terra e mi pulii il viso.

Mi avvicinai allo specchio per vedere dove fosse Alessia, volevo chiamarla per uscire da quell'incubo. La vidi invece che era messa in ginocchio. Intorno a lei i tre maschi che a turno le facevano leccare il cazzo. Ad un certo punto si masturbarono e Alessia leccava ora un cazzo ora un altro fino a quando i tre le spruzzarono lo sperma sul viso che le colò sul seno.

Livori entrò nella stanza dove ero io e mi disse " Vieni da Alessia aiutala".

Andai e guardai Alessia negl'occhi. Era li davanti a me quasi irriconoscibile per la quantità di sperma che aveva addosso e lei, sorridendo felice, mi sorrise.

Livori mi disse “aiuta la tua amica a pulirsi ma con la lingua”

E dandomi una sculacciata  " non abbiamo ancora finito con voi due, ma ci occorre un po' di tempo per riprendere le forze. Ci piace vedere due ragazzine come voi che si leccano”.

Mi inginocchiai accanto a Alessia, provai a balbettare qualcosa, ma lei mi rispose " non fare la scema".

Non sapevo cosa fare. Alessia stava li davanti a me, lo sperma le colava sul il viso.

Mi era già capitato di vedere visi di donna pieni di sborra, ma così tanta ancora no. Io stessa ero stata ‘innaffiata’ ma non in quelle quantità.

Uno sculacione mi riportò alla realtà

- ti ho detto di pulirla con la lingua - mi gridò Livori.

Così cercando di ricacciare indietro la repulsione che provavo le pulii il viso con la lingua.
Lo sperma che aveva addosso era veramente tanto.

Intanto Alessia mi aveva messo le mani sulle tette. Non capivo il suo atteggiamento, sembrava quasi fosse d'accordo con quei maschi, ma in tutto quello che mi stava accadendo, quelle mani sul mio seno erano la cosa meno terribile.

Mentre continuavo a leccarle il viso, le mani di Alessia scesero giù fini al mio pube toccandomi la figa con tanta dolcezza.

Quasi senza volerlo allargai le gambe e lei con la stessa naturalezza iniziò a masturbarmi passando le sue dita sul clito.

I tre intanto ci stavano attorno ed erano già nuovamente con i cazzi turgidi, il fotografo si mise dietro di me in ginocchio, ma Livori lo fermò dicendo " non vedi che stanno cominciando a godere anche loro lasciale fare ancora un po' ". Mentre leccavo ancora il viso di Alessia arrivai vicino alla sua bocca. Alessia allora socchiuse la bocca e mentre la leccavo sul labbro superiore, mise fuori la lingua. Presa dalla libidine andai anche io a toccarle con mia lingua la sua poi avvicinammo le labbra e le lingue esplorarono le nostre bocche. Eravamo allacciate in un bacio saffico che in fondo a me desideravo.
Il contatto della sua lingua con la mia mi fece eccitare ancora di più, e, senza quasi volerlo ci ritrovammo a scambiarci un bacio di una sensualità eccezionale. Le nostre lingue cominciarono a girare come un vortice, il sapore di sperma che avevo in bocca si addolcì con le nostre salive che ci passavamo in bocca, mentre la mano di Alessia continuava a masturbarmi, anche la mia mano andò a cercare la sua fighetta, ed una volta trovata non i restò che esplorarla.

Era la prima volta che toccavo la baciavo. La libidine si era impadronita dei nostri corpi e così ci dimenticammo degli osservatori che avevamo intorno.

Ci adagiammo sulla moquette in un abbraccio accarezzandoci in ogni punto del nostro corpo con le nostre mani che impazzite cercavo ogni anfratto delle nostre fighe

Mentre eravamo per terra sentii una mano che mi palpava  il culo con dolcezza.

Avvertivo  ancora il forte dolore della forzatura fatami, ma quella carezza mi rassicurava.

Decisi che non era il caso di opporre resistenza, quindi sollevai il culo mettendomi alla pecorina per ricevere quel ‘supplizio’ che oramai cominciava a piacermi.

Sentii una lingua leccarmi piano il culo, prima sulla natica poi la sentii salire verso il buchetto che mi doleva ancora, poi più giù sulla figa.

Intanto Il Piero si era messo in ginocchio dietro la testa di Alessia offrendoci il cazzo, Alessia si staccò dalla mia bocca e lo leccò; per imitarla io feci anche io.

Le nostre lingue giocavano a rincorrersi sul cazzo e quando s'incontravano giocherellavano tra loro per poi riprendere a leccare.

Ad un tratto la lingua che mi stava leccando cessò, al suo posto sentii arrivare un cazzo che con la stessa dolcezza della lingua mi penetrò fino in fondo facendomi emettere un gemito di piacere.

Livori allora sfilò Alessia da sotto e la fece mettere a pecorina di fronte a me Piero si inginocchiò allora tra le nostre teste e mentre Livori scopava Alessia da dietro, continuavamo a leccare il cazzo continuando il giochino delle nostre lingue.

Ad un certo punto cominciai a sentire una strana sensazione che dal mio ventre si propagava in tutto il corpo.

Sentivo una stranissima sensazione di piacere che aumentava ad ogni colpo di mi stava dietro penetrandomi fino in fondo e facendomi sentire il cazzo fino in gola.

Il mio corpo favoriva quella penetrazione; ogni volta che sentivo il cazzo che stava per rientrare davo un colpo di reni indietro in modo che mi penetrasse sempre di più.

Una sensazione mai provata si impadroniva sempre più di me.

Iniziai ad urlare come un ossessa per il piacere che volevo sentissero anche gli altri ma soprattutto la mia amica Alessia

Il cazzo che era davanti le nostre bocche cominciò ad emettere quello che mi pareva un fiume di sperma che io e Alessia ci dividemmo da buone e brave ragazze con le nostre lingue .

Eravamo in preda ad una libidine mai avuta che sembrava non finire più e che aumentava sempre più.

Alessia davanti a me iniziò anche lei a gemere prima piano poi sempre più forte fino a quando ci ritrovammo insieme a gridare.

Infine cademmo a terra stanche e tramortite dall’orgasmo appena avuto.

Sentivo attorno a me quei tre che parlavano tra loro; avevo gl'occhi chiusi e non riuscivo a muovermi.

La sensazione che avevo provato era stata così violenta che desideravo non finisse.

La voce di Alessia mi riportò allora alla realtà " Dai Francesca! apri gl'occhi! che ti succede ?"

Aprii gl'occhi e vidi Alessia che mi sorrideva, mi sollevai: i tre maschi non erano più nella stanza.

-  cosa ci è successo?

Lei con un sorriso rispose "niente hai solo scoperto cosa vuol dire avere un orgasmo."

- ma dove sono andati?

- Tesoro mio! quello che ti è successo lo puoi ricordare solo se ti va di riprovare quelle sensazioni che prima ti hanno fatto godere come non mai.

Io non capivo ma lei proseguì "quello che ci è accaduto oggi dobbiamo dimenticarlo, è l'unica condizione per tornare a casa capisci?

Così dicendo mi mostrò la busta con le foto che ci ritraevano nude.

Non le dissi più nulla. Ci rivestimmo con i nostri abiti e uscimmo da quella casa senza più vedere i nostri tre ‘violentatori’.

Quando fummo in strada Alessia mi propose di andare a casa mia dove non c'era nessuno per farci una doccia; accettai perché lei non poteva tornare a casa in quelle condizioni.

Entrate in casa andammo dritte alla doccia togliendoci i pochi indumenti che indossavamo.

Entrammo insieme nella doccia, mentre l'acqua ci pioveva addosso ci trovammo per un attimo una di fronte all'altra e venne spontaneo baciarci con la stessa voluttà di prima.

Le nostre mani esplorarono nuovamente il corpo dell'altra toccandoci ora le mammelle ora  tra le gambe.

Mi venne spontaneo fermarmi sul clito di Alessia e la sua figa la sentii baganata anche dentro dove l’acqua non arriva. La sentivo mugolare mentre con la lingua esplorava la mia bocca e incrociava la lingua. La sentivo agitarsi sotto lo stimolo della mia mano.

Mi piaceva sentirla liscia e depilata. Avrei voluto baciarle il clito e sentirlo tra le mie labbra ma non volevo lasciare i suo baci.

Anche lei faceva la stessa cosa.

Nella mia mente rivedevo tutto quello che ci era successo: quei cazzi che ci penetravano, il viso di Alessia grondante di sperma che io leccavo con avidità.

Così facendo un altro orgasmo ci prese e ci avvolse insieme in un abbraccio stupendo. Finita la doccia, mentre ci stavamo asciugando i capelli suonò il telefonino di Alessia:

"pronto!" e la sua espressione cambiò di colpo facendola impallidire.

Le chiesi sottovoce chi fosse.

Lei appoggiò la cornetta e mi disse "era Livori, ha detto che ha dimenticato di darci i negativi delle nostre foto.. ci aspetta domani alla stessa ora..."

La notte nonostante la presenza di Mirta che come ogni notte si prese cura del mio sesso,  mi giravo e rigiravo. Sentivo ancora forte il dolore nel buchetto posteriore che era stato profanato in maniera forse violenta; quel dolore però mi riportava in mente anche tutto il resto che mi eccitava e mi chiedevo quando avrei potuto ripetere l’esperienza  di un rapporto un po’ violento che mi aveva fatto scoprire il dolce piacere saffico con Alessia.

 

Provino per fotomodella - 2nda parte by 1948

Il pensiero del rapporto saffico con Alessia mi teneva eccitata e con Mirta avevo goduto moltissimo, urlando di piacere, proprio perché nella mia mente passavano le immagini di quel che era accaduto insieme alla mia amica. Chissà se anche Alessia aveva le mie stesse voglie.

I pensieri che passavano per la mia mente, non lasciarono indifferente il mio corpo. Già sentivo il mio sesso inumidirsi, e ciò dava un po' di fastidio alla mia "coscienza" di ragazza per bene.

Nonostante le leccate  e i titillamenti che Mirta aveva fatto al mio corpo l’eccitazione era già all'apice,.

In piena notte mentre Mirta Dormiva iniziai a toccarmi.

Rivedevo il viso di Alessia gocciolante di sperma, risentivo in bocca il sapore dello sperma che ero stata costretta a leccare, e poi tutti quei cazzi che mi avevano profanata nel mio più intimo. Il mio bacino si muoveva ritmicamente simulando l'amplesso, mentre le mie dita sul clitoride si muovevano forsennatamente, stavo per arrivare all'orgasmo quando mi sentii chiamare da Mirta: " Francesca mi fai vedere come come godi?" . Mi fermai di botto e con la voce rotta dall'orgasmo in arrivo "si, amore mio. Guardami. Sono tutta tua".

Aumentai il ritmo delle dita e con un urlo ed uno spasmo gigantesco spruzzai la mia sbroda.

Mirta la raccolse con la lingua assaporandone il gusto e per ringraziarmi mi baciò riversando tra mie labbra igli umori che avevo emesso. Il gusto era magnifico e ricambiai con un bacio lungo e profondo che incrociò le nostre lingue per tanto tempo.

Ci riaddormentammo e ero felice di essere stata amata anche da colei che è il mio amore libero e fondamentale.

L’indomani mattina mi svegliò il suono del telefono. Era Alessia.
Aveva la solita voce allegra, mi disse " allora, come stai tutto bene?

-Si - le risposi - tutto bene anche se ho in mente tutto quello che ci è accaduto. Sai mi preoccupa il pensiero di domani.

- Non preoccuparti ho già un idea, ne parleremo domattina. Ora cerca di non pensarci. Ciao.

Rimasi qualche istante come un automa al telefono, nonostante Alessia avesse già riattaccato, avrei voluto dirle dell'eccitazione che di cui era preda il mio corpo, che non stavo pensando al problema di cosa fare l'indomani, ma bensì al suo viso che avevo ripulito di sperma con la lingua, ai nostri dolcissimi baci, alla "dolce" violenza che avevamo subito, che mi lasciava il ricordo non delle paura provata, ma del godimento che avevo saputo trarne.

E poi avrei voluto ricordarle la dolcissima doccia fatta a casa sua, dove ci eravamo nuovamente ritrovate a godere una del corpo dell'altra, le carezze, i baci, la sua lingua sul mio seno, la mia mano sul suo pube

Come per incanto mi ritrovai nuovamente con la mano sul mio sesso ed ancora con la cornetta in mano immaginando di raccontare tutti questi pensieri a Alessia. Arrivò l'orgasmo forte e violento.

L'indomani fatta colazione, scesi in strada. I ragazzi fermi alla fermata d'autobus, con cui la mattina mi divertivo a scambiare sguardi fugaci, mi sembravano tanti poppanti insignificanti, non so cosa fosse accaduto in quella notte, ma mi sentivo diversa, più donna.

Un auto era ferma al semaforo e per la prima volta mi ritrovai a scambiare il mio sguardo con un uomo maturo. Avrà avuto forse 45 anni, il viso non aveva alcuna espressione, ma dallo sguardo capivo che mi stava guardando con desiderio. Fu lui a staccare per prima lo sguardo, anche perché era scattato il verde ed le auto avevano cominciato a strombazzare. Lui era ripartito, ed io avevo continuato a guardarlo senza sosta, fino a quando la sua auto fu inghiottita dal traffico cittadino.

- Che fai ? Te lo sposi ? - La voce di Alessia mi riportò al presente.- ma chi era quel bel tipo?

- uno qualunque - le risposi

In cuor mio speravo che potessimo raggiungere l'auto del bel sconosciuto, ma nel traffico cittadino è facile scambiare uno sguardo così com'è altrettanto difficile ritrovarlo.
Ci dirigemmo a casa di Alessia perché li potevamo stare tranquille e sole. I genitori di Alessia erano veramente entrambe al lavoro.

Pensammo di festeggiare la nostra mattina insieme con una bella cioccolata calda. Mentre Alessia cominciava a darsi da fare in cucina, io, seduta al tavolo, le posi una domanda a brucia pelo.
- Non abbiamo avuto ancora modo di parlare di quello che ci è accaduto ieri. Quando quello stronzo mi ha fatto spogliare dietro il ricatto delle foto, mi ha mostrato dallo specchio te che facevi un pompino al fotografo con la massima naturalezza. Non sembravi l'esempio di una ragazza costretta a prenderlo in bocca con la forza!

Alessia continuando a preparare la cioccolata mi rispose: " Credi? Semplicemente quando mi ha mostrato le foto ho capito subito l'antifona ed ho creduto più semplice (e meno rischioso) simulare la mia partecipazione. Il fatto che ora siamo qui a parlarne mi ha dato ragione. Fino a quando siamo uscite da quella casa, non sapevo cosa ci sarebbe accaduto dopo la violenza. Poi ti confesso che a me è anche piaciuto ... specialmente quando poi sei arrivata tu!."

La guardavo con gl'occhi stralunati.Quasi non la riconoscevo ma il pensiero che anche a lei era piaciuto il nostro incontro saffico mi eccitava.

Le dissi " Io ieri sera non ho pensato ad altro. Anzi, ti confesso, che dopo la tua telefonata mi sono masturbata pensando a quello che era successo"

Ero diventata nuovamente rossa in viso. Ero riuscita a dirle quello che ieri avrei voluto dirle per telefono ed ora aspettando la sua reazione mi sentivo eccitata sempre più.

"Sei proprio una stupidina - mi disse lei avvicinandosi al mio viso baciandomi sulla guancia - io ho fatto lo stesso, anzi ti dirò che ieri ho scoperto di volerti più bene"

La sua vicinanza mi diede un impulso irrefrenabile a cercare la sua bocca. L’abbracciai forte e le nostre lingue s'incontrarono in un bacio lungo e appassionato. Sentivo la sua lingua che s'insinuava nella mia bocca, il sapore dolce della sua saliva, mi sentivo già completamente bagnata di piacere, avrei voluto che le sue mani cominciassero ad esplorare il mio corpo. Il ricordo delle carezze del giorno precedente mi dava forti emozioni.

Alessia si era così immersa nel nostro bacio che non mosse le mani da quell'abbraccio ed io non m'avventai a cercarle il seno per prenderlo come avrei voluto tra le mie labbra, per leccarlo succhiarlo e poi scendere piano più giù prima sulla pancia per poi arrivare a quel monte di venere che tante volte avevo visto ma che solo ieri avevo scoperto una fonte di piacere ineguagliabile.

"Ti immagini la faccia del miei se ci vedessero ora ?" Proruppe Alessia con la sua solita allegria interrompendo il nostro bacio e ridendomi quasi in bocca.

In quel momento la odiai ma nascosi il mio risentimento per come aveva interrotto il nostro bacio che mi stava trascinando nell'oblio dei sensi e risi insieme a lei pensando alla faccia del genitori suoi se ci avessero sorpreso a lesbicare..
Mentre ancora ridevamo, l'odore della cioccolata sul fornello ci riportò al presente.

"Al diavolo la cioccolata " sbotto Alessia spegnendo il fornello.

Andammo nella sua stanza tenendoci per mano.

Già pregustavo le sue carezze quando lei seria sedendosi sul letto mi disse " Ho un idea per oggi pomeriggio".

Quelle parole ebbero l'effetto di far svanire l'eccitazione che animava il mio corpo.

La mia coscienza di ragazza per bene riaffiorò prepotentemente.
Alessia abbracciandomi mi disse " sei proprio una ragazzina. Lascia fare a me; non ti preoccupare " ed iniziò a spiegarmi il suo piano per il pomeriggio.
Ripassavo a mente il piano che Alessia mi aveva spiegato in ogni dettaglio.

Non ero convinta del tutto della sua riuscita, ma non sapevo trovare altre alternative e quindi mi rassegnai a quell'idea.
Finito di pranzare ero terribilmente stanca. La mia mente piena di pensieri e dubbi era riuscita a stancare anche il mio corpo e così mi addormentai profondamente.
"Svegliati principessa " una voce mi sussurrò all'orecchio. Restai ferma sul letto con gli occhi chiusi. Avevo riconosciuto la voce di Alessia, ma il tornare alla realtà da quel sonno profondo non mi era gradito.

"Guarda che se non ti svegli, ti spoglio tutta e ti lecco dalla testa ai piedi ". Mi alzai di soprassalto e le dissi "sei proprio una cretina", ma lei con il suo sorriso mi riportò subito alla calma.

" Dai andiamo è già tardi non t'immagini nemmeno cosa ci aspetta". Indossai la tuta, e con la stessa scusa del giorno prima cioè di andare a fare un po di corsa nel parco, salutai Mirta evitando con ogni scusa, prima allacciandomi le scarpe, poi per prendere la giacca della tuta d'incrociare il suo sguardo.
Il tragitto da casa mia fino a quell'appartamento dove era finito il nostro sogno di fare le fotomodelle fu rapido. Senza parlare salimmo su. Ad ogni scalino il mio cuore batteva sempre più forte. Sentivo forte la voglia di scappare, di mandare al diavolo tutti compreso Alessia, correre fuori ma non ebbi il tempo di farlo.
Eravamo già arrivate davanti alla porta e Alessia senza perdere tempo aveva già suonato il campanello. Il mio cuore batteva forte. Alessia mi sussurrò " stai tranquilla ci sono qua io"
Ci aprì Livori il quale vedendoci ci salutò con cordialità invitandoci ad entrare. Lo guardavo con disprezzo a differenza di Alessia che invece rispondeva con insolita cordialità.

Entrammo nel suo studio e lui ci invitò a sedere. Alessia senza perdere tempo, interruppe quell'atmosfera di sana ipocrisia e disse.
"Ascoltaci bene, Ieri ci siamo divertite anche noi. Non ci dispiace quello che è accaduto, ti confesso, però che saremmo volute tornare qua spontaneamente e non sotto il ricatto" Livori ci guardava stralunato mentre Alessia continuava "Noi oggi possiamo godere come ieri, anzi di più.Io e la mia amica nemmeno t'immagini cosa siamo capaci di fare e ti dirò che possiamo anche continuare nel futuro questi nostri incontri, ma non sotto il ricatto" Livori rimase ammutolito, non s'aspettava un atteggiamento del genere. Man mano che passava il tempo mi rendevo conto che il piano di Alessia poteva funzionare.

"Chiama i tuoi amici. Mettiamo al centro della stanza tutte le foto che ci avete fatto ed i negativi, bruciamo tutto e poi diventiamo amici"

Io ero immobilizzata dalla paura. Temevo una reazione violenta da parte di Livori che con mia grande sorpresa chiamò i suoi amici che erano nella stanza accanto e disse: "Ma di quale ricatto parlate? Io ieri vi ho telefonato perché avevate dimenticato i negativi delle foto. Anzi vi dimostro la mia buona fede" e consegnò a Alessia una busta con dentro alcune foto e dei negativi.
Alessia l'aprì, erano le stesse foto che ci ritraevano nude con l'aggiunta di una decina di foto molto belle che ritraevano Alessia in posa con il vestito che aveva indossato.

"Siete libere di andare via anche subito, non c'è niente da pagare" continuò Livori " ieri non è accaduto nulla, vero Alessia?"

Alessia rispose con le stessa sicurezza.

"Certo hai ragione. Ieri non è accaduto nulla"

Con la busta delle foto in mano uscimmò dall'appartamento.

Io mi sentivo raggiante era finito un incubo.

Scendemmo le scale di corsa e sul marciapiede abbracciai forte Alessia dicendole "sei stata fantastica "

Lei spense il mio entusiasmo "vieni andiamo a ringraziare i nostri amici"

La guardai stupita " ma vuoi tornare sopra da quei tre?"

Non credevo ai miei occhi. Ma lei con un sorriso ammiccante mi rispose "I patti sono patti. Non eravamo già disposte a tutto? Poi non è grazie a loro che abbiamo scoperto un modo più dolce di volerci bene?". E così senza dire nulla la seguii su per le scale.
Salendo le scale le dissi " ma sei proprio certa di quello che vuoi fare? "

Alessia mi prese per mano con sguardo ammicante mi disse "lascia fare a me. Fidati!" .Arrivati al piano  venne ad aprirci il fotografo, il quale vedendoci non ebbe il minimo stupore. Ci invitò ad entrare e ci condusse nello studio.  Livori ci accolse con un sorriso come se fossimo vecchi amici che si rivedevano dopo tanto tempo ed abbracciando Alessia disse "ero sicuro che di aver a che fare con due ragazze veramente in gamba"

Alessia immediatamente replicò "Aspetta un po' ! Oggi il gioco lo dirigiamo noi".

 Livori chiamò anche il terzo amico "Andrea vieni che c'è una sorpresa"

Andrea era colui che mi aveva aperto il culo

Alessia prese in mano la situazione e chiese ai tre di spogliarsi e di sedersi sul divano. I tre ubbidirono. In un attimo erano già completamente nudi. I loro cazzi erano già turgidi. Mentre li guardavo mi sentii inumidire gli slip,.

Alessia a quel punto disse "il primo che si alza o che si tocca il cazzo, resta all'asciutto" e  abbracciandomi mi baciandò.
Sentendo la sua lingua nella mia bocca mi dimenticai dei tre che nudi ci guardavano con desiderio.

Chiusi gli occhi e ricambiai con piacere quel bacio. La mia lingua entrava ed usciva dalla sua bocca, assaporavo la sua saliva, le donavo la mia. Le lingue si rincorrevano in un vortice di piacere. Poi Alessia si staccò da me.

Controllando con lo sguardo che i tre spettatori avessero obbedito ai suoi ordini si mise alle mie spalle e voltandomi verso gli sguardi vogliosi dei nostri maschi iniziò a sbottonarmi la camicetta. Dopo qualche bottone il mio seno apparve alla vista dei tre.

Ora li guardavo con sfida. Mi piaceva quel gioco perverso in cui ero caduta.

Alessia aveva preso in mano le mie mammelle accarezzandole.

Io non riuscivo a staccare lo sguardo dai tre spettatori.

Iniziai a leccarmi le labbra ansimando ad ogni carezza sul mio seno.

Poi la mia amica mi abbasso i pantaloni e con essi anche gli slip lasciandomi completamente nuda.

La sua mano ora era sul mio monte di venere. Si insinuava tra le mie gambe procurandomi un piacere immenso.

Intanto i nostri spettatori erano arrivati ad un grado di eccitazione tale che i tre cazzi sembravano quasi scoppiare.

Mi voltai verso Alessia e con la stessa naturalezza la spogliai come lei aveva fatto a me lasciandola completamente nuda.

Il suo seno ora premeva contro il mio.

Ci abbracciavamo baciandoci con passione ed intanto con le nostre mani ci masturbavamo reciprocamente.

A quel punto Livori chiese "ma a noi quando tocca?"

Alessia gli chiese "vorresti un bel pompino?"

Livori rispose di si ed allora Alessia ordinò al fotografo di prendere il cazzo di Livori in bocca.

Questi la guardò con stupore prorompendo con un esclamazione "ma io non sono mica frocio!".
Prendendo confidenza anche io risposi "Anche noi non pensavamo di avere una tale attrazione sensuale tra donne. Se l'abbiamo scoperto è stato grazie a voi. Chissà che non ti scopri frocio. Poi se a voi piace vedere due donne che si leccano, a noi piace vedere due uomini che si spompinano tra loro".
Ci inginocchiammo davanti al divano e iniziammo a goderci quella scena che ci eccito ancora di più.

Dopo un po’ vidi che il maschio che spompinava non era esperto e dissi "aspetta ti faccio vedere io come si fa" e chinandomi su Livori gli presi il cazzo in bocca.

Il fotografo pose lo sguardo verso di Alessia.

Capii ciò che desiderava e allora la mia amica si inginocchiò per leccargli il cazzo. Eravamo vicine ed inginocchiate che leccavamo e succhiavamo quei cazzi quando all'improvviso sentii il terzo posizionarsi dietro di me.

Temetti per un attimo che mi volesse nuovamente fare il culo.

Alessia avvertì questo mio irrigidimento "non ti dimenticare che comandiamo noi. Ordinagli quello che vuoi".

Andrea sentendo queste parole si staccò da me e balbettò qualcosa.

, forse pensando che mi avrei vendicato della sua violenza sul mio culo con la stessa moneta, ma in quel momento sopravvenne in me uno spirito di vera padrona, guardai Alessia e le dissi che mi sarebbe piaciuto vederla penetrare contemporaneamente da due cazzi,. Lei mi guardandomi stralunata mi disse " ma io non l'ho mai presa in culo" . Le risposi che anch'io fino alla sera prima non avevo mai provato il piacere di essere sodomizzata. Allora lei con un sorriso " giusto, perché non provare...però sei una vera porcellina Francesca".

Senza porre altre domande fece stendere sul pavimento Livori e si mise su di lui e dopo aver leccato ben bene il suo cazzo se lo infilò nella figa chinandosi in avanti in modo da porre il suo bel culo ben in alto.

A quel punto io mi staccai dal cazzo del fotografo. Non mi volevo perdere nulla di quella scena.

Andrea si portò dietro Alessia, e dopo avergli leccato l’aureola del buchetto, la penetrò così come aveva fatto con me.

L'urlo che Alessia lanciò una volta penetrata mi fece quasi rabbrividire; quasi mi pentii di averla messa in quella situazione. Per vederla in viso e sentirla godere mi misi davanti a lei baciandola. Il contatto della sua lingua con la mia mi procurò un tale piacere che mi turbò non poco.

Mi trovavo protagonista per la prima volta in un orgia con tre uomini, ma quello che più mi turbava e dava più piacere era il contatto con una donna!

Il pensiero di essere una lesbica s'impadronì di me.

Questo pensiero, mentre baciavo con passione la mia Alessia, mi sconvolgeva, ma nel contempo eliminava ogni freno inibitorio nei suoi confronti.

Le dissi "io ti amo Alessia" e lei guardandomi con i suoi occhi grandi mi rispose " anch'io Francesca" e ci baciammo nuovamente con passione, dimenticandoci dei due che intanto stavano sfondando Alessia, e del terzo che nel frattempo si era messo dietro di me e senza che me ne accorgessi mi aveva penetrata fino in fondo, sbattendomi forte.

Fù Alessia che interruppe quel sodalizio di sesso sfrenato alzandosi in pieno coito e lasciando i due suoi amanti delusi

-        ora prova tu, però ti voglio vedere all'azione con tre cazzi."

La guardai con occhi imploranti. Ancora mi doleva l'ano per la violenza subita il giorno prima, ma lei fu inflessibile ordinandomi mi salire su Livori che ancora steso in terra mi invitava a prendere il posto di Alessia.

Senza dire parola mi accovacciai su di lui  ed infilai il suo cazzo in vagina,.

Andrea era ancora al suo posto pronto a sodomizzarmi nuovamente, ma quel punto si fece avanti il fotografo pretendendo il posto "d'onore" e comunicando agli altri che già la sera prima aveva avuto il piacere di sfondarmi il culo. Andrea a malincuore accettò lo scambio mettendosi davanti al mio viso e presentandomi il cazzo. Poiché era era sporco di  Alessia mi rifiutai di leccarlo.

A quel punto Alessia mi sconvolse ancora di più; si inginocchiò accanto a me ed avvicinandosi al mio viso mi sussurrò " ti piace tutto di me, meno la mia dolce cacchina?"

Dicendo questo iniziò a leccare lei stessa il cazzo che un momento prima le aveva profanata in culo.

Osservavo quella scena ammutolita. Quando sentii il cazzo del fotografo allargarmi nuovamente il culo gridai per il dolore ma fui prontamente zittita dal cazzo di Andrea, che afferrandomi per la testa, ne aveva approfittato per mettermelo in bocca mentre Alessia rideva divertita.

Il cazzo di Andrea mi arrivava fino alle tonsille e mi sforzai con tutta me stessa per non vomitare e poco dopo iniziai a succhiarlo e leccarlo.

Alessia intanto si era nuovamente avvicinata al mio viso per fare il gioco del giorno prima quando le nostre lingue si rincorrevano sul cazzo.

Mi sentii prendere da una sensazione incredibile; mi sentivo il basso ventre sconquassato dai due cazzi, che mi penetravano senza sosta, con violenza, accompagnati dal ritmo del mio ventre che si muoveva in sintonia, intanto leccavo il cazzo che avevo davanti e baciavo Alessia.

Per un istante mi sentii quasi mancare, fino a quando sentii l'orgasmo arrivare.

Cercavo con tutta me stessa di ritardare l'orgasmo e ciò mi dava la sensazione che maggiormente cercavo di frenarlo e più forte arrivava, fino a quando mi sconvolse a tale punto che mi ritrovai a gridare con tutta me stessa un godimento come mai avevo provato nella mia vita. Caddi quasi priva di sensi su Livori.
Rimasi li ferma, immobile con gli occhi chiusi, estasiata dal piacere provato, intanto sentivo il fotografo che imperterrito mi continuava a sfondare il culo, fino a che lo sentii uscire e poco dopo spruzzarmi sulle culo e sulla schiena, fiotti di sperma caldo. Contemporaneamente Andrea che mi stava davanti cominciò ad eruttare sul mio viso e sui capelli il suo sperma mentre sentivo la lingua di Alessia, che intanto si era spostata dietro di me, che mi ripuliva la schiena piena di sperma.

Livori ormai soddisfatto si tolse da sotto di me. Iio avevo ancora gli occhi chiusi stordita dal piacere provato. Non riuscivo a muovermi ma li sentii dire qualcosa e capii che Alessia reclamava un orgasmo che ancora non aveva raggiunto.

Li sentii dire qualcosa, ma rimanendo ancora immobile, ero pronta a qualsiasi cosa. Sentii due mani forte che mi rigiravano sulla schiena, poi altre due mani che mi aprivano le gambe.poi una lingua dolcissima che cominciò a leccarmi piano, prima sul clitoride, poi piano sempre più in basso, mi sentivo nuovamente impazzire dalla frenesia. Aprii gli occhi e vidi che era Alessia quella che mi stava leccando mentre Livori, ripresosi, da dietro la chiavava forte.

La sua lingua mi divorava, la sentivo penetrarmi nella figa, poi salire piano più su, prendere il mio clitoride tra i denti, solleticarlo con la lingua, l'orgasmo arrivò nuovamente forte insieme a quello di Alessia.
Passò qualche minuto di silenzio, rotto solo dai commenti dei tre uomini che ancora ci guardavano stese l'una sull'altra in un abbraccio d'amore vero.
Ci alzammo. E’ strano come quando un coito finisce ci si trova sempre un po' in imbarazzo. Iin quella situazione io mi sentivo niente più di una puttana. Alessia invece era allegra come sempre; chiese dove fosse il bagno, mi prese per mano  ed insieme ci avviammo.
Non parlammo di nulla fino a quando ci infilammo insieme sotto la doccia.

Alessia mi insaponò soffermandosi nelle mie zone erogene con particolare malizia. Io la fermai dicendole che ora volevo solo andare via da quella casa, che mi dava fastidio sapere la presenza di quei tre nell'altra stanza.

Lei mi guardò perplessa e mi disse " non sarai mica gelosa ?"

Arrossii come sempre mi capita quando mi sentivo scoperta ed allora lei mi abbracciò con immenso affetto dicendomi
"non ti preoccupare, da domani per amarci non avremo bisogno di loro" e baciandomi mi riportò alla ragione.
Da quel giorno, quei tre nostri amanti occasionali non li vedemmo più. Dopo qualche mese lessi sul giornale che erano stati arrestati per violenza carnale. Utilizzando lo stesso stratagemma, avevano cercato di incastrare altre due ragazze della città che, diversamente di me e Alessia, non avevano scoperto in quella intrigante situazione che la loro amicizia era qualcosa di più.

Weekend nello chalet by 1948

 

 

Che bello, finalmente soli e liberi: io, lui e il nostro "amore"!. Abbiamo deciso di andare a passare un weekend nella casa di montagna. La troviamo abbastanza fredda da farci restare con le giacche imbottite e le maglie di lana addosso per molte ore in attesa che l’impianto di riscaldamento la intiepidisca.

Io già mi immagino con indosso quel baby-doll nero che mi sta una favola ma il freddo, al momento, mi fa rabbrividire.

Comunque il caldo pian piano arriva e gli strati di lana se ne vanno. Sai quando parti per una mini-vacanza semi-rubata? Ti immagini di fare sesso per 24 ore al giorno, di metterti reggicalze, guêpière, rossetto... poi arrivi lì, e ti sembra che in tuta si sta comodissimi!   
Ad ogni modo la prova di Mirta l'ho superata e ora il raso è lì e non so se alla fine lo userò. Vado a vestirmi.

Mi piace vestirmi nell'altra stanza per vedere la faccia che fa quando mi vede.

Che mettersi? Di roba me ne sono portata a iosa, come sempre: la mia valigia sembra quella di un rappresentate di biancheria intima o di una troia in trasferta.

Opto per la guêpière nera mi sento troppo bella…… e poi mi piace infilarmi le calze, attaccarle ai gancetti e guardarmi allo specchio con la fighetta libera in mezzo a tutti quei pizzi…... sopra infilo le mutandine….. anzi è meglio un minuscolo perizoma a filo …. o forse è più pratico un perizoma a C?

E' una lezione che ho imparato una volta e che non mi scorderò più: mai mettere le mutandine sotto una guêpière; rischi di dover lottare con ganci e nastri proprio sul più bello a meno di non darla spostando le mutandine di lato. Visto che ne ho tanta voglia decido per il perizoma a C.

Quando vado di là lui mi guarda come se fossi la donna più bella del mondo e il suo cazzo già comincia a farsi duro sotto i boxer.

Come mi piace!  Si è messo i boxer neri attillati che gli fanno un bel culo.

Mi inginocchio sul grande letto, vicino a lui, e lo bacio lentamente sulla bocca. Le nostre lingue si intrecciano e la mia fica comincia a bagnarsi. Niente di trascendentale, per carità, nessun colamento da cascate del Niagara….. ancora.

Sentirmi vestita in questo modo mi eccita sempre. Stando in ginocchio, piegata in avanti, sento i nastrini della guêpière che premono contro il sedere e il perizoma che mi accarezza dolcemente la figa e il culo ad ogni movimento.

Allungo una mano e gli accarezzo il cazzo. La trovo la cosa più naturale del mondo.

E' durissimo, sento la sua forma sotto i boxer e mi viene una voglia pazzesca di toccarlo. Le sue mani cominciano a esplorare il mio corpo. Mi accarezza le gambe.

Ancora una volta scopro quanto siano sensuali le calze: è come se la carezza si propagasse amplificata sulla tua pelle.

Forse sto correndo troppo con la fantasia, comunque tento di abbassargli i boxer, ma lui mi ferma. Ha un aria risoluta e un sorrisetto maligno spingendomi con forza facendomi sdraiare sul letto.

Mi leva il C e io mi sento meravigliosamente nuda.

Lo vedo allungarsi verso il comodino e prendere una fettuccia di raso.

Bene bene! - penso fra me - stasera si sperimenta.

Sento la figa bagnarsi sempre di più mentre lui mi lega i polsi sopra la testa. Ha ancora i boxer addosso e si mette a cavalcioni del mio petto. Quando il suo pube si avvicina riesco solo a tirare fuori la lingua e a leccare lentamente la stoffa.

Dio! Ha deciso di prenderla alla larga e di farmi morire di voglia e quel che è peggio, è che ci sta riuscendo.

Sento la figa che si apre e comincia a dolere.

Finalmente si spoglia ma non ha intenzione di scopare. E' sempre a cavalcioni su di me, il che contribuisce a farmi sentire legata, immobilizzata.

So che può fare di me quello che vuole.

È pazzesco! È estremamente eccitante.

È  strano come più le donne sono libere ed emancipate, tipo me, e più, ogni tanto, abbiano voglia di sentirsi completamente in balia degli uomini: forse è che sono abbastanza libere ed emancipate da permettere a una simile fantasia di venire a galla.  
Comunque al momento il mio problema è un altro: ho voglia che mi metta il suo cazzo in bocca e lui, per ora, non sembra intenzionato a farlo. Continua a farmelo leccare ed a farmene sentire l'odore. Me lo poggia sul viso, lo sfrega e lo ritrae quando cerco di prenderlo in bocca. Mi mette le palle davanti, mi dice di leccarle e poi di succhiarle. Obbedisco. Non aspettavo altro.
Ma voglio di più.

Intanto lui si tocca e da quella posizione il suo membro mi sembra spaventosamente enorme.

La voglia mi sta facendo colare la figa in modo impressionante e i miei umori vaginali stanno scendendo fino al culo. La cosa mi eccita ulteriormente.

Non riesco a stare ferma; mugolo e lo imploro di scoparmi, di mettermelo in bocca, in culo e comunque da qualche parte dentro di me.

Finalmente si mette in ginocchio di fianco alla mia testa e, finalmente, me lo mette tutto in bocca. Arriva liscio fino in gola. Mi stupisco molto perché così in fondo riesco a mandarlo solo io in condizioni particolari; solo allora entra così a fondo che sembra non finire mai di entrare. È una cosa che ho imparato da poco; prima non sapevo neanche che si potesse fare. Comunque ora è li, in fondo e non mi sono mai sentita la bocca tanto piena.

La figa ormai mi urla, ma non ci faccio più caso. Ho voglia di fargli un pompino e di godermelo succhiandolo.

Lui mi libera le braccia dal laccetto di raso, finalmente.

Dice sempre che sono brava a fare i pompini ed in cuor mio sono contenta oltre che soddisfatta del gusto che provo. Sarà che mi piace e che mi piace farlo godere!

Per sua fortuna sono una a cui piace imparare e così ho scoperto che ci sono un sacco di modi per fare un pompino: lento, veloce, sfiorandolo appena con le labbra o facendogli quasi male coi denti. Muovendo la bocca solo sul glande o salendo e scendendo per tutta la sua lunghezza. Muovendo la lingua, succhiando, facendo sempre la stessa cosa o variando ogni 2 minuti.

Stasera, con l'eccitazione che mi ritrovo, credo che lo me lo godrò in tutti i modi.

Decido di porre fine a questo supplizio per entrambi; veramente a pensarci bene è stato lui a provocarlo, e potrei anche fargliela pagare.

Invece avvolgo con la bocca il suo cazzo turgido, lentamente, fino in fondo. Lo prendo in mano e comincio a succhiarlo dolcemente sperando che senta tutto il calore della mia bocca e la morbidezza della mia lingua che lo carezza dove è più sensibile. Pian piano ci metto più energia, le mie mani lo toccano, lo carezzano. Mi piace da morire perché è duro ma morbido e posso sentirne le forme con la bocca. Gli prendo le palle con una mano, le massaggio dolcemente. Mi sembra di avere in mano la cosa più preziosa del mondo.

Sicuramente la più preziosa per lui!

L'altra mano è impegnata sul cazzo.   
Sento che sta godendo come un matto. Non riesce a trattenere i gemiti, anche se poi, a cose fatte, se ne pente sempre. A me però da un piacere enorme: vuol dire che lo faccio godere davvero tanto. Sento che mi ama.   
La mia figa invece ormai mi odia: pensa che avrei potuto benissimo scoparmelo invece di perdere tempo a fargli un pompino. Cerco di consolarla pensando che ce ne sarà anche per lei.

È in queste situazioni che mi piacerebbe avere un altro uomo che mi tocca tutta e poi che me lo mette in figa, che mi scopi, che mi guardi mentre faccio un pompino.

Queste sono le cose che si vanno a pensare quando sono in calore e super eccitata.
Ora cerco di trovare il ritmo giusto; quello che lo porterà inesorabilmente a venire anche se, lo so, sta cercando di resistere perché. Lo so, vuole godere il più possibile.

 Ma ormai è tardi ed io non ho pietà.

Sento il mio corpo che entra in risonanza col suo. Riesce a godere nella mia bocca e credo di sapere cos'è che vuole perché è quello che vorrei io.
Sta venendo e, come sempre, lascio che mi sborri in bocca.

Accidenti quanta ne aveva: continua ad uscire e ad inondarmi la bocca. Mi chiedo: non si fa più le seghe?!

Mi piace sentire la sua sborra, anche se spesso in bocca mi ritrovo più saliva mia che sborra; stavolta l'ingoierò. Oppure me la farmela colare dalla bocca lentamente, a leccarla dalle mie mani come se fosse la cosa più buona sulla terra.   
"Dopo l'amore", come c'è scritto nei romanzi rosa, mi do una rinfrescata e mi accoccolo vicino a lui. Mi sento tanto dolce dopo essermi sentita tanto porca.

Voglio sapere quanto gli è piaciuto. Cosa gli è piaciuto di più.

Lui comunque, povera stella!, non ha neanche le forze di parlare e questo può bastarmi come risposta.

 

Cure termali by 1948

Mi trovavo in vacanza con la mia amica Mirta in un albergo di una stazione termale che aveva anche le terme all’interno. Una mattina entrando nella stanza di ritorno dalle terme mi trovo Alessia tutta su di giri che mi racconta quello che era avvenuto poco prima che entrassi.

In pratica era stata scoperta dalla cameriera, che doveva rifare la camera, mentre lei si stava facendo la doccia e conoscendo la mia amica sicuramente l'avrà beccata nel momento che si stava masturbando. Non so perché ma Alessia dopo aver fatto la doccia le piace masturbarsi un poco; poi se ci sono anche io a fare la doccia,..... allora lascio immaginare cosa succede !!!.

Alessia mi ha raccontato che ha visto la cameriera che si era messa a ridere, scusandosi dell'intrusione, e che poi era rimasta a bocca aperta quando ha visto la passerina di Alessia completamente rasata.

Alessia da porcellina quel’è ha iniziato a discutere con la ragazza e a spiegarle che oltre che la depilazione nella zona inguinale e della figa è un modo per essere più pulite e che fare sesso con la figa depilata è proprio un’altra cosa.

Il nome della ragazza è Luisella. Purtroppo il lavoro non le ha permesso di restare molto a chiacchierare ma iln quel lasso di tempo Alessia l’ha sedotta riuscendo a baciarla mettendole la lingua in bocca e mostrandole il suo corpo nudo e disponibile. Inoltre Alessia era riuscita a convincere la cameriera a farsi rasare anche lei da me, dicendole che io ero una brava estetista.

La maialina di Alessia già sapevo dove voleva andare a parare!!

Nel pomeriggio arriva Luisella. Era una ragazza mora con dei lunghi capelli, molto carina, due occhietti scuri molto vispi e furbi. La sua età era non superiore a venti anni.

Vestiva in modo molto elegante e sexy. I suoi indumenti erano: un tubino blu cobalto, reggiseno viola scuro e reggicalze dello stesso colore. Scarpe a tacco alto.

Al collo portava una collana a lunga collana molte catenine oro e argento intervallate da perline lunghe rosa e rosso scuro.

Era presente anche Mirta quando arrivò e le chiese di voltarsi per poterla ammirare bene. Mirta mi fece un cenno da cui capii che le piaceva. In effetti era una bella fighetta che intrigava anche me. Alessia le si accostò e la baciò leggermente sulle labbra. Per noi che eravamo li presenti era il segno che tra loro esisteva un legame intimo.

Anche Mirta contemporaneamente mi prese il viso tra le mani e mi dette un bacio molto profondo e lungo più di quello di Luisella ed Alessia. Era tutto studiato; Mirta voleva far vedere a Luisella che era la mia amante.

Si levò dalla sedia e chiese a Luisella di spogliarsi spiegandole che la depilazione non può farsi indossando gli abiti e tantomeno la lingerie.

Luisella si spogliò dalle vesti davanti allo specchio, nuda, mostrò il suo corpo maturo  nonostante la giovane età valorizzandolo eroticamente con la lingerie sexy. Alessia, tra un bacio e l’altro, la spogliò. Senza vestito, lasciato cadere giù ai piedi, sentì delle dita trafficare sulla chiusura del reggiseno traforato e sganciarlo, sfilando sulle braccia le delicate spalline ricamate e di conseguenza facendo fuoriuscire le sue mammelle, belle, gonfie e chiare, con i capezzoli eccitati, turgidi e dritti.

Una sensazione di vergogna innata si impadronì di lei. I muscoli le si irrigidirono al pensiero che sarebbe rimasta nuda davanti a noi tre, anche se donne.

Mi avvicinai anche io a liberare a uno a uno i gancetti a pinza delle otto fettuccie elastiche del reggicalze di pizzo. Lo facevo con lentezza in modo che a lei sembrasse un’eternità nel farlo. Chissà se sperava finisse tutto presto. Mi piaceva vederla sedotta e d io partecipare a quei movimenti l’avrebbero portata a scoprire nuove e belle sensazioni.

Era bello vederla combattere interiormente, tra la vergogna e l'umiliazione e tra il desiderio e l'eccitamento, sostituendo la sua ingenuità con la volontà di accettare il nuovo più perverso consistente anche in depravazione e ubbidienza, che forse avrebbe sostituito la sua inaccettabile educazione conformista .
Era proprio nei movimenti del suo corpo e nei respiri che percepivo e proprio per questo i movimenti anche di Alessia erano lenti, lentissimi, per assaporare le emozioni della seduzione.

Rimossa la fascia merlata del reggicalze che cingeva la vita, mi inchinai ai suoi piedi per  slacciare la fibbia delle scarpe e sollevando il piede per sfilarle. In quel momento Luisella perse l'equilibrio, aveva bisogno di un appoggio e allungò le braccia in avanti appoggiandosi alle mie spalle mentre Alessia si mise dietro di lei sorreggendola con le mani che delicatamente tenevano le mammelle.

Le calze velate non più tenute per le balze dal reggicalze, scivolarono dalla coscia verso il basso, facendole sentire il piacevole freddo dell'aria e della tensione sotto i piedi e sulla pelle chiara del corpo.
Tolte le scarpe e le calze, le mie mani, stando sempre inchinata davanti a lei si appoggiarono sui fianchi; prendendo tra le dita dell'elastico dello slip all’altezza della vita, lo feci scivolare giù.

Era di seta nera trasparente, molto sgambato, lavorato con ricami di pizzo traforato sulla seta. Ora a tutti i presenti si mostrava la lunga fessura della sua figa matura depilata, stretta tra due labbra vaginali un po’ sporgenti. Battendo con la mano sul piede a sollevarlo riuscii a sfilare lo slip e toglierlo prima da una parte e poi dall'altra. Prima di rialzarmi, le rimisi le scarpe con il loro tacco alto.

Luisella senti era nuda, completamente indifesa, con il suo corpo maturo e pallido sotto le luci della stanza e sotto i nostri sguardi

Ora Luisella aveva cambiato atteggiamento: sembrava che improvvisamente non avesse inibizioni; era strano per una ragazza che fino a pochi istanti prima quasi si vergognava del suo corpo.

Mirta le chiese come voleva farsi rasare la passerina ed io le feci vedere, aprendomi, la mia fica rasata con un piccolo ciuffo di peli appena sopra il clitoride e lo stesso fece Alessia, scostandosi lo slippino, facendole vedere la sua fica completamente rasata. Lei optò per quella di Alessia e allora io le chiesi di spogliarsi per farmi vedere la sua passerina.
Aveva una bella figa ricoperta da un rettangolo di peletti nerissimi. Io, bugiardamente, le feci notare che per me era già abbastanza rasata mentre le sfioravo con la mano il pube, ma lei insistette per farsela rasare completamente. Io e Mirta e Alessia ci scambiammo uno sguardo veloce di intesa e la facemmo entrare nel bagno e sedere sul bordo della vasca con le gambe posate dentro.

Le feci divaricare bene le gambe e preso il tubo della doccia le bagnai tutta la figa. Mentre passavo con la mano sopra, notai che il suo clitoride si stava irrigidendo.

Facendo finta di niente presi la insaponai passando la mano bene sopra la sua passerina più volte affinché si creasse molta schiuma, poi ho preso il rasoio apposito, che aveva utilizzato Alessia, iniziai a rasarla.

Ogni tanto le chiedevo se le facevo male, ma lei mi rassicurava dicendomi che avevo una mano leggera e che ero molto delicata nei movimenti. Bontà sua, per me era la prima volta che rasavo la passerina di un'altra, fino ad ora lo avevo fatto solo sulla mia.

Mirta nel frattempo si era spogliata e osservava da lontano la depilazione. Vedevo che toccava la figa ed i capezzoli e con la lingua saggiava lo stato dei suoi umori vaginali; era segno evidente di eccitazione.

Terminata l'operazione, la sciacquai tutta ben per bene, controllando che non ci fossero rimasti peletti residui e nel fare questo controllo le ho toccato diverse volte il clitoride e le labbra della figa, aprendole. Nel fare questo notai che ogni volta lei faceva dei piccoli sussulti con il bacino e le gambe. Forse si stava eccitando mentre io non vedevo l’ora di poterle mettere la lingua in bocca e nella figa.

Finita la depilazione tutte noi le dicemmo di stendersi sul letto perché Mirta le avrebbe passato sopra la passerina un olio emolliente. Lei si accomodò sul letto. Mentre Alessia si stava mettendo dietro di lei, io le presi le caviglie, la tirai un poco verso il bordo del letto facendole piegare le gambe. Mirta si pose di fianco ed io mi accovacciai davanti: lascio immaginare la vista che avevo davanti ai miei occhi.
Mamma mia! era proprio una bella figona adesso che era tutta rasata!

Mi venne voglia di ficcarci il viso subito dentro e di leccarmela tutta per bene, ma mi trattenni. Nel frattempo Mirta iniziò a passarle sopra l'emolliente. Ogni tanto indugiava sopra il clitoride stuzzicandolo, poi quando passava sopra le labbra avevo notato che si stavano cominciando a bagnare. Infatti Luisella iniziava ad agitarsi leggermente con il bacino. Io feci l'occhietto a Alessia e lei allora gli cominciò a carezzare i seni. Alla ragazza sembrava piacesse tutto ciò. Alessia iniziò anche a baciarla sulla bocca infilandole la lingua dentro, mentre io infilavo il dito medio dentro la figa per sentire anche se fosse vergine. Trovai il buco ben aperto, libero e soprattutto ben lubrificato. Cosi continuai a far entrare ed uscire il dito, mentre Mirta, sistematasi in posizione migliore, con la bocca le iniziava a succhiare la clitoride ed a leccarglielo.
La ragazza si stava agitando sempre di più. Io aumentavo sempre più il ritmo del dito fino a che, lanciando un urlo, raggiunse l'orgasmo. A quel punto Mirta si allontanò a guardarla, io mi appiccicai con la bocca sulle labbra della fica e, allargandogliele con le dita, mi succhiai tutti i suoi umori caldi e con la lingua gli leccai tutto dentro godendomi il suo piacere. Nel frattempo Alessia si era messa con la sua fica sopra la bocca della ragazza e questa iniziò a fargli lo stesso trattamento che gli avevo riservato Mirta facendo raggiungere presto l'orgasmo anche a Alessia, che nel frattempo si era eccitata e masturbata parecchio.
Dopo di che Alessia a Luisella mi hanno messo in mezzo ed ho dovuto sottostare a tutte le loro voglie e fantasie…. e ti lascio immaginare con quale mio "dispiacere".

Ad un certo punto quella maialina di Mirta ha tirato fuori il nostro "giocarello" (un pene finto di gomma): Luisella vedendolo ha fatto un urlo di gioia e, presolo in mano, ha iniziato a succhiarlo in quella bocca carnosa e poi velocemente me lo ha infilato dentro la mia figa, muovendolo dentro. Io stavo veramente godendo come una porca seguendo con il bacino sollevato il ritmo del suo movimento. Ogni tanto lo faceva uscire fuori e se lo metteva in bocca per gustare i miei umori e poi me lo rimetteva dentro riprendendo a muoverlo in maniera sempre più frenetica fino a che contraendomi tutta in avanti ebbi uno spasmo orgasmico violento. La ragazza continuava a tenermelo dentro ed a stantuffarlo velocemente; così mi procurò una serie di orgasmi sempre più convulsi che alla fine mi hanno lasciata esausta e spossata.

 E brava la ragazza! mi aveva fatto godere veramente come una porcella.

Dato che Luisella era eccitata moltissimo e non vedeva il momento di godere nuovamente anche lei, si è infilata il pene nella sua passerina ed ha cominciato a muoverlo dentro e fuori da sola; allora ne ho approfittato per stuzzicargli con il dito il buchetto del suo sederino e piano pianino sono riuscita ad infilarglielo dentro. Notai che la cosa contribuiva ad eccitarla sempre di più ed allora aumentai il movimento del dito.
Quando raggiunse l'orgasmo ne approfittai per allargargli le chiappe con le mani e mi sono infilata con la lingua dentro il suo buchino del sedere ed ho iniziato a lapparlo tutto. Lei si agitava sempre di più e mi scostai con il viso dal suo sedere, Alessia le ha infilato il cazzo di gomma nel suo buchino ormai abbondantemente lubrificato dalla mia lingua. Alla ragazza non restò che cacciare un urlo e subito dopo ansimare e gemere di piacere quando Alessia le muoveva il cazzo dentro. Nel frattempo Mirta si era masturbata a lungo osservando i nostri giochi. Si pregustava già una lesbicata a casa sua da sola o con me per ricambiare lo spettacolo offerto oggi.

Lei nell’osservare noi titillava il suo magnifico clito bagnandosi non poco.

Poiché i giochi con Luisella erano finiti ed era iniziata la fase dei baci post orgasmici, Alessia ha provveduto a sostituirmi con Mirta. Mentre baciavo Luisella teneramente vedevo che Alessia le infilava il dito indice ed il medio nella figa che luccicava alla luce a causa degli umori che abbondanti uscivano dall’interno ed iniziava a muoversi avanti ed indietro per favorire la penetrazione delle dita.

Alessia era esperta abbastanza. L’avevo istruita a dovere ed ora faceva la sua parte. Mirta non aveva uvuto fin ora nessun orgasmo nonostante fosse molto eccitata. Guardava con libidine i giochi  miei e della mia amica con Luisella ma nonostante i titillamenti e l’abbondante secrezione, non riusciva a venire. La sua sbroda aveva già macchiato la sedia. Alessia continuava a stimolarla perché voleva vederla venire. Alessia era molto più giovane di Mirta. Mi aveva confidato qualche tempo prima che le piacevano le MILF e in questo caso Mirta lo era.

Per fare in modo che il suo lavorio alla figa avesse un risultato continuò a muovere le dita dentro la figa ed cercava anche di allargarla tanto che era riuscita a mettere quattro dita dentro. Confessò dopo che le sarebbe piaciuto fistarla.

Continuando con il suo movimento ritmico dentro-fuori continuò finché l’orgasmo violento e profondo, squassante si impadronì di Mirta che al termine baciò a lungo e profondamente con la lingua Alessia.

Poi le due donne ci raggiunsero sul letto per abbracciarci, coccolarci e baciarci tutte e quattro. Eravamo esauste ma felici.

Luisella dopo la prima esperienza è tornata a trovarci qualche altra volta per giocare con noi e ne ha approfittato per incrementare il suo archivio fotografico immortalandola in varie pose in cui stavolta compariva nuda ed anche accoppiata sessualmente con una donna. Ormai si sentiva lesbica.

Mirta la invitò a casa ed avemmo la promessa che ci sarebbe venuta a trovare volentieri. Anche noi l’aspettavamo con ansia per ripetere i giochi sessuali fatti in quei giorni contando anche che di ‘giocarelli’ ne avevamo una collezione.

Lina, Antonio ed il mio fidanzato - 2nda parte by 1948

 

 

 

 

 

Questa è la continuazione del racconto “ 34 – Lina, Antonio ed il mio fidanzato”

 

 

Eravamo eccitati e strafelici. Le serrande di casa completamente abbassate e le luci spente dettero all’ambiente la giusta illuminazione per i nostri rapporti erotici. In effetti la luce creava un po’ di atmosfera facendo in modo che le luci delle candele, accese in alternativa alle lampadine, creassero delle zone di penombra nella stanza, rendendo l'ambiente adatto alla situazione.

Mi misi dietro Lina e cominciai a baciarle il collo, l'orecchio e poi ancora il collo soffermandomi e continuando nuovamente, mentre nel frattempo lentamente, la accarezzavo scendendo sui fianchi sino alla vita.

Antonio si avvicinò alla bocca e iniziò a baciarla mentre con io con le mani toccavo il seno sentendo i capezzoli inturgidirsi al mio tocco.

Mi abbassai con la testa all'altezza dei glutei e da quella posizione li ne aprii leggermente il solco ed cominciai a leccare per tutta la lunghezza soffermandomi all'ano e continuando sempre nella stessa direzione. Con la lingua salii leccando e baciando ogni vertebra del suo corpo e della schiena fino ad arrivare nuovamente al collo dove l'impeto dell'eccitazione mi faceva accanire non poco. Ero arrapata non riuscivo a controllarmi, l'eccitazione era troppa e volevo sfogarmi.

Spinsi gentilmente Lina verso una sedia che indicai anche ad Antonio. La feci sedere su di lui. in modo da avere i suoi capezzoli all'altezza della bocca e con le mani cominciai ad accarezzarle delicatamente l'interno coscia mentre con la bocca leccavo il seno, mordendo e strapazzando con la

lingua i suoi capezzoli.

Antonio da dietro le baciava le spalle e con le mani sosteneva con il palmo delle mani  le mammelle offrendole a me.

Lina era già eccitatissima, l'interno coscia era già bagnato dei suoi umori e quell'odore mi inebriava. Avrei voluto farla distendere in modo da aprirle le gambe e cominciare a leccargliela come una forsennata. La tentazione era forte ma preferivo aspettare per gustare alla fine e con calma questo piatto speciale.

Con le mani le introdussi un dito in vagina e subito andai a cercare il clitoride per masturbarlo. La vagina già bagnatissima, per il lavoro svolto da Sergio, accolse bene il mio dito che dentro si muoveva senza alcuna resistenza. A questo punto lo estrassi e passai una parte degli umori sul capezzolo mentre il restante lo misi in bocca e cominciai a leccarlo.

Lina non ragionava più era ormai in balia alla libidine e si lasciava fare di tutto.

Antonio la accarezzava ed aveva il cazzo più grosso e rigido che mai a seguito dello spettacolo offerto dalla sua amante.

Mi avventai nuovamente sulla vagina ma questa volta con due e poi con tre dita, l'eccitazione si vedeva e gli umori aumentavano a dismisura, estrassi le dita e infilai due di queste nell'ano, le allargavo e le stringevo ancora ed ancora, spingendole sempre più in fondo.

Lina ansimava dal piacere ed il suo corpo era ricoperto da una pellicola di sudore che lo rendeva ancora più travolgente.

Antonio non riusciva più a trattenersi, il pene cominciava a pulsargli, la vena si era gonfiata e la cappella aveva raggiunto il massimo della dilatazione.

Feci sollevare ed inchinare piegandola a 90 gradi la mia amica e senza troppi indugi le infilai il pene in bocca. Lei lo accolse con facilità e piacere e subito iniziò a leccare la cappella, poi l'asta e

nuovamente la cappella, massaggiando con una mano i testicoli e tenendo con l'altra il sesso di Antonio.

Il maschio resistette pochissimo e in poco tempo sborrò in bocca della mia amica che, data la grande quantità di sperma, non riuscì a trattenerla lasciandosene scivolare una parte sul mento e sul seno. Nonostante Antonio fosse venuto il suo pene era ancora duro. Lei, con abili colpi di lingua e di mano, seppe risucchiare le ultime gocce di sperma rimaste nel mio sesso lasciandolo stremato. Era esausto ma voleva continuare.

Feci sedere di nuovo la mia amica e le baciai un piede, poi la caviglia. Leccavo, baciavo ed andavo avanti.

Arrivata all'interno coscia  mi trovai davanti un mare di umori. Era totalmente bagnata e con mia grande gioia mi ci tuffai, leccando come una forsennata.

Arrivai finalmente alla vagina, misi le gambe della mia amica

sulle mie spalle e cominciai a leccare prima le labbra, poi il clito ed infine penetrai completamente la vagina con la lingua. Era quello che avevo sognato per tutto il giorno Mi sentivo appagata e sentivo la mia amica eccitata; a volte voleva sottrarsi alla mia presa ma la tenevo salda e continuavo. Strinsi il clito con le labbra e poi, con i denti, lo tirai verso di me. Lo tiravo, lo rilasciavo e lo leccavo nuovamente. La mia amica stava per venire, lo sentivo, volevo che il getto mi arrivasse dritto in bocca e così continuai a masturbarla con le dita mentre con la bocca spalancata stavo di fronte alla vagina pronta a raccogliere ogni goccia del suo nettare.

Antonio levatosi dalla sedia si mise dietro Lina e con lentezza e delicatezza non si volle perdere il boccone prelibato che era il suo ano.

Le appoggiò il cazzo non prima di averlo ben bagnato con gli umori vaginali. L’apertura era già stata poco prima aperta da Sergio ed Antonio entro senza trovare difficoltà. E’ stato delicato ed alla fine è entrato dentro Lina  facendola rantolare di goduria. In quei momenti al mia amica aveva me davanti che le succhiavo il clitoride e dietro Antonio che la scopava libidinosamente il culo. Lina si reggeva appoggiando le mani sulle mie spalle. Le mie mani erano appoggiate sulle sue gambe lisce e toniche.

Dopo non molto sentii le gambe di Lina tremare e subito dopo si dimenò con un spasmo violentissimo, tanto che a stento riuscii a trattenerla, e mi venne dritta in faccia. Appena ebbe finito di versare i suoi umori nella mia bocca recuperai ciò che mi era sfuggito, leccando avidamente la superficie del corpo sul quale si erano depositati.

Mi venne quindi un’idea mentre Antonio continuava ad amarla analmente. Andai in cucina, presi un cetriolo e lo infilai lentamente nella figa estraendolo ed affondandolo, alternando il vegetale al sollievo della mia lingua; infatti dopo ogni penetrazione massaggiavo il clitoride tanto provato.

Antonio continuava il suo lavoro dentro di lei e nel sentire il cetriolo entrare in Lina lanciò un urlo simile ad un grugnito: stava venendo scaricando la sua sborra nel retto della mia amica. Continuò a scoparla ma con più lentezza fino ad estrarre il cazzo oltre lo sfintere della donna. Lina si voltò e lo baciò con passione dicendo che aveva ancora voglia di godere e che sia Sergio, che nel frattempo si era segato, sia Antonio la guardassero perché così lei si sarebbe sentita molto troia.

Sergio si avvicinò a noi. Si sedette dove prima era seduto Antonio e feci sedere Lina sopra di lui.

Il suo membro entrò facilmente dentro il suo ano. In questa posizione le fu facile introdurre le sue dita in vagina, mentre io con la bocca mi occupavo dei suoi capezzoli.

La posizione era fantastica, il cazzo e l'azione delle dita in vagina avevano sconvolto la mia amica che oramai senza freni si abbandonava alle emozioni ed al godimento che quella situazione le stava procurando.

Sergio dopo qualche minuto estrasse il cazzo dall'ano e perché voleva che il mio pene si impregnasse del sapore dell'ano e del dolce nettare della vagina in modo da dargli un sapore più forte.

Così si decise a fare una penetrazione flash, giusto il tempo di bagnare il membro nella figa, estrarlo ed accompagnarlo alla bocca della mia amica che abilmente riuscì a farmelo ingrossare ed a farmi venire.

Sergio le chiese di spalmarsi la sborra bianca e densa come una crema sui capezzoli; quando ebbe finito di farlo li leccai con mio grande piacere.

A questo punto Lina mi chiese di metterle due dita in culo. Era la mia prima volta, anche se

già da tempo avevo desiderato farle provare un'esperienza simile.

Mentre Lina stando inchinata con la bocca ripuliva la cappella di Sergio io le divaricavo le gambe in modo da avere una penetrazione più profonda.

Mi disse poi che era una sensazione strana, faceva male ma questo dolore era accompagnato da uno strano piacere che la eccitava in un modo incredibile.

Non contenta andai in cucina a cercare una bottiglia di birra di quelle piccole col collo lungo e chiesi alla mia amica di introdursela prima in vagina e quindi di penetrarsi con la stessa quando fosse stata lubrificata al punto giusto.

Sul momento per Lina non essendo ancora abituata a certe misure il dolore doveva essere  abbastanza intenso, ma riusciva comunque a sopportarlo ed a provare piacere.

Alla fine ci riuscì e la applaudimmo. Era veramente eccitante vederla con una bottiglia piccola in culo.

Io che non ero venuta fino a quel momento, nel vedere Lina così ormai libera di fare sesso e credo anche diventata troia, colavo come una fontana.. Mi sedetti sul divano, chiesi a tutti di guardarmi, aprìì le gambe ed esposi la mia figa ornata da un luccicante piercing. Mi sgrillettavo velocemente perché volevo avere un orgasmo fantasmagorico.

Ec ecco che chiudendo gli occhi. Aprendo la bocca, respirando affannosamente, spruzzai i miei umori fuori dalla figa e venni vibrando e contorcendomi dagli spasmi. Ero venuta.

Mentre i due maschi si prendevano cura ancora della figa e del culo di Lina che contenta si lasciva fare di tutto, io mi riprendevo dall’orgasmo avuto.

Prima di andar via da casa di Lina feci sedere la mia amica, scaldai del miele e, lentamente, lo feci colare dall'alto delle spalle giù verso il seno ed i capezzoli. La sensazione che si prova e' indescrivibile ed estremamente eccitante. Ancor di più se durante la colata ti rilassi completamente, lasciando che il tuo partner ti masturbi il clitoride. In questo caso Antonio mi scopava ed il mio fidanzato si prendeva cura della figa di Lina e allo stesso tempo succhiando il miele dai capezzoli facendole provare una sensazione inebriante che non è descrivibile a parole.

Al momento dei saluti detti a Lina un appuntamento in città per rivederci almeno con Sergio in intimità e riservatezza. Lei accettò volentieri dicendomi che voleva approfondire esperienze simili.

Solo in quel momento mi resi conto che Lina si stava trasformando in una vera ninfomane assetata di sesso e di ciò ne ero assai felice.

 

Da un racconto di Mirta .. si finisce in tre by 1948

Da un racconto di Mirta … si finisce in tre

Mentre pranzavo con Mirta, che per l’occasione era completamente nuda mostrandomi ancora una volta, senza necessità, il suo bellissimo corpo, mi sono ricordata della sua amica Simona. Era da un po’ che non la si sentiva. Simona era sposata ma le piaceva avere rapporti sessuali al di fuori del matrimonio sia di tipo etero che lesbico.

Mirta mi disse che anche lei era da qualche mese che non la vedeva e colse l’occasione per chiamarla al telefono.

Simona ha 42 anni ma ne dimostra almeno 10 di meno. E’ sposata da 4 anni e ha avuto la fortuna di sposare un uomo benestante che le permette di vivere bene, nell’eleganza e di comportasi da troia.

Mirta mi dice che a lei piace scopare con più uomini e a lui piace o guardare o partecipare. Lei indubbiamente è una grande gran figa molto provocante; lavora in un’azienda il cui compito è quello di responsabile delle pubbliche relazioni.

Indossa spesso gonne poco al di sotto del ginocchio per poter restare nuda e disponibile a fare sesso oppure indossa minigonne vertiginose o mini vestitini scollatissimi, autoreggenti, perizoma, tacchi da 10 o 12 cm, camicette o tailleur sempre aperti al punto giusto e non porta mai il reggiseno .

A proposito di Simona Mirta continua a parlare di lei.

Ti voglio raccontare una delle sue avventure: il suo capo, che mi conosce bene, la chiama nel suo ufficio presentandole due clienti esteri che non parlano italiano e dice loro chi sono e quale posizione in azienda ha  e che se sarà disponibile con loro ci sarà un premio.

Lei indossava una minigonna nera più corta del solito, una camicetta rosso fuoco, calze velatissime e scarpe come piace a lei con il tacco da 10 cm. Reggiseno inesistente e string nero per dire che copriva la figa. Trucco meraviglioso e capelli raccolti a coda ad attacco alto sopra la nuca che lasciava il collo scoperto. La sua figura era veramente sensuale e faceva venire voglia di scoparla in ogni posizione. Si vedeva che era ‘generosa’ sessualmente e che aveva uno spirito innato di far arrapare i maschi e far sbrodolare le femmine.

I due uomini la guardavano insistentemente attratti dalle sue cosce lucide e depilate ed anche dalle mammelle rotonde e leggermente debordanti. Erano visibilmente eccitati da tutta la ‘mercanzia’. Dopo i convenevoli Simona si mise in piedi accanto al capo che dopo un po' inizia ad accarezzarle le cosce e le natiche mettendo le mani sotto la minigonna scoprendole le gambe inguainate con le autoreggenti e mentre rivolto ai due uomini diceva che potevano approfittare della situazione per rilassarsi.

La situazione non impressionò Simona, anzi si trovò a suo agio.

Il capo chiuse la porta a chiave per non essere disturbato. Nel frattempo i due le avevano tolto la camicetta scoprendo le mammelle e la mini, ridotta a poco più che uno straccetto, era ormai arrivata alla vita. Simona si abbassò all'altezza della loro patta e tolse dalla custodia i cazzi già durissimi. Iniziò a spompinarli mentre il capo si era tolto i pantaloni e le passava la cappella turgida tra le natiche.

Uno di loro si sdraiò a terra su un tappeto. Simona vi salì sopra infilandosi il cazzo nella figa fradicia mentre l'altro prontamente la scopava da dietro scostando il perizoma. Per non farla gemere troppo forte il suo capo le mise il cazzo in bocca e così si ritrovò con tre grossi cazzi che le riempivano tutti i buchi disponibili.

Lei, molto arrapata per la situazione per lei mai verificatasi prima ma sognata tante volte, ebbe il primo orgasmo quasi subito. Ciò eccitò ancora di più i maschi che continuavano la loro opera.

Simona poi mi disse che quello che stava dietro le venne nel culo e le fece avere il suo secondo orgasmo. Quello che la stava scopando lo tolse in fretta dalla figa e lo accostò alle labbra impegnate a succhiare l'uccello del capo e in brevissimo tempo vennero tutti e due in bocca mentre lei, per  l'eccitazione ed il grande godimento di aver realizzato un sogno, venne per la terza volta.

A lei piace moltissimo la sborra ed infoiatissima ingoiò tutto golosamente.

Poi lei ricompose i suoi abiti. Puoi capire che una che va in giro così chissà quali abiti avrà avuto da sistemare! Dato che la camicetta era l’indumento più grande.

Certo è che gli ospiti erano sfiniti ed molto increduli.

Simona, poi, da troia quale è fin nel midollo, tornata a casa, raccontò tutto al marito Daniele che, eccitatissimo, l’ha scopata per due ore di fila.

Ah! Dimenticavo: il giorno dopo, sulla sua scrivania, mi disse che trovò due buste: una busta con 2000 Euro come regalo promesso dal capo (2000 euro), ed una da 3000 Euro dei due nuovi amici.

Francesca, amore mio bello, devi sapere che Carlo è il miglior amico di Daniele; è anche amico di Simona. Chissà quante volte si sarà fatta chiavare da lui. Debbo dirti che è anche un bel bonazzo che vorrei farmi da parecchio. Carlo sa bene quali sono le mie voglie avendone spesso parlato proprio con Daniele che gli ha raccontato che sono sempre alla ricerca di sesso e gli ha mostrato alcune foto scattate mentre lo prendo in bocca o vengo scopata da qualche bel maschione.

Che ne dici se Carlo e Daniele si mettono d'accordo per scoparmi insieme ad un altro amico di Carlo ?

Mi piacerebbe che partecipassi anche tu e magari anche Simona. Una piccola orgetta privata mi piacerebbe!

Risposi che sarebbe stato bello organizzarla anche perché il povero Daniele rimane sempre a secco e scopa sua moglie solo quando lei racconta le peripezie sessuali avute.

Mirta nel raccontare la storia di Simona si era eccitata e le dita delle sue mani sono finite a titillare un capezzolo e altre dita sul clito. Il profumo dei suoi umori si sentiva chiaramente ed eccitavano anche me che indossavo un semplice babydoll.

Mi venne spontaneo alzarmi dalla sedia e portami dietro Mirta. Le piegai la testa all’indietro e la baciai profondamente ed a lungo con la lingua passando anche la mia lingua sul collo e sui capezzoli mentre le sue dita agivano sapientemente sul clito ormai duro e sensibilissimo.

Il suo ansimare diventò sempre più profondo, la ricerca da parte sua della mia lingua fu spasmodica ed infine un urlo si prolungato sparse per la casa: era venuta.

Sollevò la mano e la avvicinò alla mia bocca. Istintivamente leccai le dita intrise dei suoi umori profumati. Erano saporiti. Di conseguenza io mi ero eccitata ed avrei voluto masturbarmi ma se lo avesse fatto Mirta mi sarebbe piaciuto di più.

Non feci niente e sedendomi al tavolo sulla mia sedia strinsi le gambe accavallandole per cercare di lenire la voglia insorta.

Mirta ancora seduta si stava riprendendo dall’orgasmo e si accarezzava sia le mammelle sia il collo sia la figa raccogliendo gli umori e portandoli alle labbra per godersene il sapore.

A quel punto mi venne un’idea: perché non fare un incontro con Simona, suo marito Daniele, Carlo ed un altro uomo?

Mirta si era ripresa. Si era avvicinata a me per baciarmi. Era il gesto per ringrazi ermi dell’orgasmo che le avevo fatto avere e per l’amore che lei aveva per me.

-          Sei in calore. Mi disse?

-          Si molto. Risposi

Lei si allontanò da me per andare a finire il pranzo sedendosi dall’altra parte del tavolo. Allungò un braccio per trovare la mia mano e tenerla stretta. Eravamo proprio innamorate una dell’altra.

Non mi ponevo il problema del mio fidanzato. Ero libera di vivere il sesso come mi pareva.

Alla fine del pranzo, dopo aver gustato un saporitissimo caffè esposi l’idea dell’orgia a quattro a Mirta.

Lei ne rimase entusiasta e mi promise di chiamare Simona a telefono, farla venire in negozio, leccarle la figa e poi proporle l’incontro  multiplo.

Non sto a riferire dell’incontro di fuoco tra Simona e Mirta.

Sta di fatto che dopo 6 - 7 giorni arrivò l’invito a casa di Carlo per una cena tra amici.

 A casa di Carlo io arrivai con tre quarti d'ora di anticipo e li mi presentò Piero, amico di Carlo, che era arrivato poco prima di me.  Era un bono pazzesco. Avevo una super minigonna mozzafiato nera con spacco laterale che lasciava abbondantemente vedere le autoreggenti nere velatissime, decolleté con tacco da 12, camicia leggerissima aperta senza reggiseno che lasciava poco spazio all'immaginazione e, ovviamente, string microscopico. Dopo i saluti Carlo fa finta di mettere un porno per errore mentre io e Piero eravamo seduti sul divano. Dopo i primi secondi di finto imbarazzo la situazione si scalda immediatamente. Piero vede che ero particolarmente interessata al video dove due uomini si scopavano l'attrice.

"Ma tu riusciresti a fare quelle cose?" Mi domanda Piero a cui rispondo

"Perché no, l'importante è creare la giusta atmosfera".

Allora Carlo mi offrì un calice gigante di champagne per farmi perdere il controllo. Sento immediatamente l'eccitazione salire ingigantita dalle immagini ed i mugolii di piacere del video.

Carlo, sedendosi sul bracciolo del divano accanto a me, mi infilò una mano sotto la camicetta palpandomi le mammelle e invitando il suo amico Piero fare altrettanto. La mano di Piero scivolò veloce sotto la mini che oramai si era alzata a scoprire le cosce per i miei movimenti derivanti dall’eccitazione fino ad arrivare alla figa già fradicia mentre Carlo mi infilò la lingua in bocca.

Io non capivo più niente: avevo le cosce larghe, le tette scoperte e tra le mani due bonazzi che mi frugavano dovunque. Piero, allora tirò fuori il suo pisellone di discrete proporzioni e portando la mia mano sinistra me lo fa impugnare, mentre Carlo tirato fuori anche il suo mi prende la testa invitandomi a prendere il suo cazzo in bocca.

L’eccitazione cresceva sempre più. Ciò che proveniva dal video mi eccitava e cercavo di vedere qualche immagine che mi attraeva molto. I suoni si confondevano con i mie mugolii e con i loro sospiri di piacere. Tra una succhiata e l'altra intanto bevevo lo champagne diventando sempre più aperta e disponibile ai giochi di sesso. I due nel frattempo si erano spostati in piedi davanti a me, che ormai ero nuda, con i loro cazzi all'altezza delle mie labbra e restando seduta, me li passavo in bocca alternativamente ed anche contemporaneamente.

In quel momento Daniele suonò il citofono. Ci ricomponiamo in fretta aspettando il suo arrivo al piano con l’ascensore, per poter ricominciare da capo. Era con lui anche Simona che nell’entrare in casa fa un segno al marito che intuisce immediatamente che avevamo già iniziato. Seguono le presentazioni di Piero che non conoscevano e dice

"che te ne pare di mia moglie, non è un gran pezzo di fica?" Piero imbarazzato balbetta qualcosa tipo

-          Beh! non so, anzi certamente - e rivolgendosi anche al suo amico Carlo

-          perché non ci divertiamo un po' prima di cena?

Simona si dimostra molto interessata a me

In un attimo mi sono tutti addosso e subito dopo mi trovo vestita solo con autoreggenti, perizoma e scarpe con tre bei piselloni che mi penetravano in bocca, nel culo e nella figa.

Piero introdusse il dito medio della mano destra tra le labbra della vagina e cominciò a penetrarla godendo dei fremiti e della abbondante umidità della caldissima figa. Mi agitavo visibilmente. Dopo un po' si fermò, si sollevò e vidi il suo meraviglioso cazzo, proprio sotto gli stravolti occhi di Simona che si sgrillettava. Era un membro rigidissimo, piuttosto grosso ma, soprattutto, assai lungo, ben oltre i 20 centimetri e vistosamente nodoso.

Piero mi prese la testa tra le mani e la diresse verso il cazzo in piena erezione iniziando a strusciarlo sulle guance, sugli occhi e puntando, infine, la grossa testa tra le carnose labbra che Simona aveva già inumidito con la lingua. Continuai a fissarlo con il mio sconvolgente sguardo. Simona poggiò le labbra sulla testa del membro ritto davanti al mio viso e cominciò a leccarne avidamente la punta, asportandone i liquidi prodotti dalla eccitazione dell'uomo. Poi, spostandosi lentamente in avanti, spinse indietro il prepuzio con la stretta delle sole sue labbra, scoprendo voluttuosamente il glande che fece scorrere sopra la lingua mentre accoglieva il membro in bocca.

Volevo quel cazzo a tutti i costi. Era meraviglioso.

Dopo averlo ben lubrificato con la saliva Simona lo indirizzò dentro la mia figa. La sensazione è stata fantastica. Non avevo fino ad allora conosciuto un maschio così.

Le mie grida si mischiavano a quelle di Simona che si sgrillettava e di Daniele che si segava e ci incitava a scopare.

Carlo era li nudo che guardava. Gli chiesi di avvicinarsi e senza che ci fossero parole tra noi lo accolsi tra le mie labbra.

Che bella sensazione! Mi chiavavano due bellissimi uomini. Ero a loro disposizione e davo a loro tutto il mio piacere e loro godevano di me. Ero felicissima, eccitatissima e mi sentivo una vera regina del sesso.

Carlo poi mi venne in bocca ed ingoiai tutto il suo ottimo seme. Si scostò da me e sulla bocca si appoggiò la figa di Simona che disse

-          voglio venire nella tua bocca

Dicendo questo iniziai a leccarla raccogliendo ciò che lei produceva.

Piero continuava a stantuffare e a farmi godere come mai prima.

Di colpo Simona si staccò da me andando li vicino da Carlo che ripresosi le aveva appoggiato il cazzo tra le natiche.

-          Entrami dentro nel culo.

Daniele, il marito, la guardava e continuava a segarsi.

-          Ti piace come sono troia? Mi piace che mio marito mi veda e che sappia che mi piace essere scopata e trattata da ninfomane. Dai! Dimmi che sono la tua puttana, la tua troia preferita. Continua ad incularmi. Mi piace il tuo cazzo. Allargami ancora il buco del culo. Mi stai facendo godere moltissimo. Vienimi dentro, voglio sentire la tua sborra nel mio culo.

 

-          Mi hai fatto arrapare in una maniera incredibile - mi disse Daniele mentre mi metteva una mano stringendomi una mammella. Carlo intanto da dietro le baciava il collo appoggiando il cazzo sul buchetto del culo facendole sentire un attrezzo enorme sulle chiappe mentre a mano larga faceva scorrere il medio sulla ‘passerina’ bagnata.

-          Sei una gran figona,

-          ti piace il cazzo eh! Porcona. Mi dicevano i due mentre quello che mi stava davanti mi baciava e mordeva i capezzoli dandole quasi la scossa per il piacere.

-          Adesso ve lo ciuccio tutto, vi piace?",

-          Dai mettili in bocca e leccali bene, pompinara!. Simona si ritrovai con due enormi piselli in mano che masturbava e si passava sulle tette su cui si notava che già un po' di sperma era uscito, tanto erano arrapati. Si divertii ancora un po' ad accarezzarli e a baciarli assaporando il loro dolce sapore e accucciata ai loro piedi si infilò in bocca il primo con un gemito soffocato e iniziò a muoversi con la testa avanti e indietro e con la lingua accarezzava quelle cappelle enormi.

-          Vieni anche da questa parte! svelta porcona! diceva Daniele

-          Me li volete mettere in bocca contemporaneamente?  Chiese Simona ai due

-          dai troia che stiamo venendo! aprii la bocca!

Leccava avidamente le due cappelle che teneva in bocca e contemporaneamente li masturbavo per accelerare la sborrata. Le riempirono la bocca con un fiume di sperma caldo che colava fin sulle cosce nude. Simona pulì tenendoli ancora un po' in bocca e passando la lingua su tutta la lunghezza delle loro aste.

Lei non sapeva più come trattenersi da quanto era eccitata per aver spompinato quei due.

Daniele si sedette mentre Carlo venne vicino a me che mi godevo Piero anche in culo.

Simona vedendomi piacevolmente sodomizzata si ricordò che si era staccata da me per farlo anche lei ma Carlo e Daniele per quanto prestanti non erano in quel momento in grado di soddisfarla.

Andammo avanti così per tutta la serata provando tutte le posizioni ed io non so quante volte sono venuta ma so che improvvisamente mi ritrovai con la bocca piena di sborra di non so quale cazzo ed il culo e la fica spalmate di sperma caldo. Simona ebbe vari orgasmi ed ogni volta le sue urla di piacere si sentivano distintamente. Ricordo che un suo spruzzo lo ebbi direttamente in bocca e ne sono stata felice perché aveva un ottimo sapore. Mi dicevo che in fin dei conti ogni tanto bisogna cambiare sapore ingoiando umori di diversa origine.

Mirta fino ad allora non era ancora arrivata; forse il negozio l’aveva trattenuta. Mi mancava la sua presenza. Volevo farle vedere quanto fossi brava a giocare con il sesso maschile e anche femminile.

 

Cinque neri by 1948

Ero andata a casa di Simona che frequentavo da alcuni mesi. Lei è sposata ma ha sempre voglia di fare sesso. Fin dai tempi dell’università faceva sesso anche con altri oltre con il marito. Io le piacevo non poco e mi invitava spesso per poterlo fare. A lei mancava il sesso con un’altra donna anche se il marito la soddisfava come può soddisfare un maschio una femmina. Mi diceva che con le donne è un altro tipo di piacere e l’orgasmo lo si raggiunge in modo più intenso.
Eravamo sul letto nude e ci baciavamo e toccavamo il corpo. A dire il vero ci piaceva vederci come se fossimo esposte in esclusiva una per l’altra. Io con i miei piercing e la mia bellezza, lei con il suo me-raviglioso seno ed un tatuagio proprio nel pube che era un invito a vedere meglio la sua fighetta. Par-lando delle sue abitudini sessuali ci eccitavamo e poi finivamo per amarci.
In effetti quella sera ci siamo allacciate in un furioso 69 mangiandoci le fighe a vicenda giungendo pre-sto all’orgasmo. Restammo entrambe stravolte con il viso tra le cosce dell’altra ansimando.
“Simona…oohhh…Simona che bello!!”
“Bellissimo amore….proprio meraviglioso!!”
“Non ho mai smesso di amarti!!” - mi confessa.
“Neppure io!”
“Io non ho mai goduto tanto in vita mia ti assicuro!!”
“Vedrai che più tardi godrai anche di più”
Le chiesi come in quel periodo era il rapporto con il suo uomo.
Mi disse “Renato sa tutto di noi….e non solo!!”
“Come non solo!?!”
Mi guardò con un’aria da porca che non le avevo mai visto.
“Simona!!....mio marito è un cuckold!!”
“Un cuck..cosa?”
“Un cuckold!!……..gli piace vedermi fare sesso con altri uomini….anzi, ti confesso, spesso me li pro-cura lui!!”
“E….e tu?” le chiedo.
“Io non ho mai goduto tanto in vita mia ti assicuro!!”
“Ma tu lo tradisci e lui è contento??” non riuscivo a capire.
“Si gli metto le corna…, così come faccio con te, e più gliele metto e più lui è contento e ne gode…..ma ….non mi permetterei mai di andare con un uomo senza che lui lo sappia….me ne vergognerei!!”
“Ma è incredibile…ma……ma allora non vi amate?!”
“Noi ci amiamo come e forse più di prima…..è solo questione di sesso….”
“Non è sempre stato così…è da alcuni anni che le cose tra noi non andavano molto bene ed allora ab-biamo provato a fare scambio di coppia per cercare di riavviare il nostro rapporto…ed è stato lì che a Renato piaceva di più nel vedermi montata da altri uomini”
Ero ancora incredula.
“E’ tutto vero…io vado a letto con altri e lui mi guarda mentre mi aprono davanti e dietro, nel mentre lui si sega e viene come una fontana !!.....ma il bello è che ci amiamo più di prima!!”
Mi venne spontaneo dire “Ci crederò solo se lo vedrò!!” risposi.
“Se resti qui proprio questa sera abbiamo un incontro con altra gente e se vorrai partecipare sai che sarai ben accetta….ci sarà da divertirsi ti assicuro!!”
“Allora lasciami riposare altrimenti non sarò all’altezza!!” le dissi ridendo e stende domi al suo fianco non prima di aver affondato la lingua nella sua dolce bocca.
“Buon riposo piccola!!”
Mi addormentai come un sasso per la stanchezza dovuta agli orgasmi prima provati.
Quando mi svegliai era sera inoltrata, mi levai, indossai una leggera vestaglia ed andai in cucina dove trovai Renato.
“Ciao bella…riposato bene?!”
“Meravigliosamente!!” risposi, ma ero curiosa di sapere qualcosa anche da lui.
“Sai vi ho visto sulla porta….prima, nel pomeriggio!!”
“Oh si! eravate bellissime!!”
“Ma tu…insomma…io credevo che tu non ci fossi”
“Cara ma io so tutto di voi!!.......è stato bello vedervi insieme!!”
“Ma non sei geloso?!”
“Mia moglie mi piace così tanto quando si accoppia e non ne sono geloso….e poi quello che fa, lo fa anche per me!!”
“Come…non capisco?” risposi fingendo di non sapere nulla.
“Dai lo sai quello che intendo!….Simona mi ha detto che te ne ha parlato……..!!” disse guardandomi intensamente.
“E’ vero mi ha raccontato ma sono perplessa….so quanto ti amava e ti ha sposato per amore…ma o-ra…io non so!!”
“Immagino che non sia facile da capire ma noi ci amiamo davvero….ed i nostri giochi fanno parte del nostro amore….Simona non mi ha mai tradito….lo so per certo….però scopa e lesbica con altri e mi fa piacere!!”
“Incredibile!!….mi ha detto che tu sei un cuckold?”
“Si lo sono….vieni ti mostro una cosa!!” mi disse invitandomi a seguirlo nel suo studio.
Accese il PC collegandosi in internet.
“Guarda….questo è uno dei siti per cuckold……vedi ci siamo anche noi!!”
Mi mostrò un sito dove c’erano un sacco di fotografie di donne alle prese con diversi uomini, tutti di colore.
“Ci sono vari tipi di siti…questo è per quegli uomini a cui piace vedere la propria donna scopare con i neri…guarda! questa è Simona!!”
Mi mostrò una serie di fotografie, dove il viso era coperto ma riconobbi subito la mia amica, in compa-gnia di diversi uomini neri con cazzi decisamente fuori misura, iniziavo a capire perché era così “larga”!!
“E tu la guardi mentre…..!!”
“La guardo, la fotografo, la coccolo e mi eccito da morire!!”
“Mi ha detto che questa sera avrete un incontro!!”
“Era programmato…ma se vuoi rimandiamo!!”
“Assolutamente no…..non voglio interferire….e poi sono curiosa!!”
“Non resterai delusa ti assicuro!!”
In quel momento entrò Simona.
“Ciao…..hai visto che roba?!” mi disse guardando assieme a me le foto.
“Sapevo che eri una porcellina ma così!!!”
“Spero che questa sera mi darai una mano!!”
“Contaci!!”
“Perfetto…allora sarà meglio che ci prepariamo….ti piace la lingerie sexy vero?” mi domandò cono-scendo ovviamente la risposta.
Dopo cena andammo in camera sua per prepararci.
“Non abbiamo bisogno di reggiseno!” disse accarezzandomi le tette sode ornata dai piercing “Ma questi potrebbero andarti bene!!” mi disse allungandomi un paio di calze autoreggenti ed un corpetto in pelle nera con il reggicalze.
Li indossai e Simona mi aiutò ad allacciare bene il corpetto stringendo i lacci.
Il contrasto tra la mia pelle bianchissima con il corpetto e le calze nere era molto sexy.
Lei indossò un corpetto simile ma di colore rosso con le calze in tinta.
Le scarpe col tacco a spillo erano il tocco di classe necessario per abbellirmi ulteriormente.
“Sopra mettiamo qualcosa?” chiesi ingenuamente.
“Niente…..ci presentiamo così. Altre volte ho provato a mettermi un vestito ma dopo me lo conciano da buttare ed allora ho rinunciato!!....questo andrà benissimo!!” continuò allungandomi una vestaglietta trasparente.
Poi iniziammo a truccarci e vidi Simona appesantire il suo trucco.
“Così le fotografie vengono meglio!!” mi disse.
Nel frattempo udimmo delle voci provenire dal salotto.
“Sono arrivati!!” disse Simona eccitata come se dovesse andare al suo primo appuntamento.
Per curiosità le misi una mano tra le cosce trovandola abbondantemente bagnata.
“Ehi!!....sei già pronta a quanto sento!!” le sussurrai continuando a toccarla e baciandola sul lobo dell’orecchio.
“Mmmh……Francesca! La tua presenza mi ha eccitata oltre misura!!” poi mi baciò languidamente “Andiamo! Ci aspettano. Loro sanno che c’è una sorpresa!!”
Quando entrammo in salotto ci accolsero con ammirazione.
Mi guardai in giro e notai la presenza di tre uomini di colore in compagnia di Renato.
La stanza era stata trasformata in un set cinematografico con fari che illuminavano a giorno.
“Vieni che ti presento!!” mi disse Renato prendendomi per mano.
“Ragazzi!! questa è Francesca una amica italiana!!”
“Ciao Francesca, benvenuta!!” mi risposero quasi in coro.
“Molto bella….è troia come te?” chiese uno rivolto a Simona.
“Certo….vedrete…sarà magnifica!!”
Intanto Renato faceva le presentazioni.


Il primo era molto alto e si chiamava Little Cock; un nome una garanzia!
Il secondo era Charlie ed il terzo Jerome.
Durante le presentazioni suonarono alla porta e Renato andò a d aprire.
Rientrò accompagnato da altri due giovani di colore, Wind e Carl.
Quindi c’erano cinque maschi neri e due femmine bianche…interessante!!
Renato sembrava eccitato e Simona girava per la stanza aggiustando le luci.
Dopo le presentazioni gli uomini cominciarono a toccarmi. Io ero seduta tra i due nuovi arrivati Wind e Carl che mi accarezzavano le gambe risalendo con le mani verso la mia fighetta già umida.
Mi allargarono le gambe mettendole sopra le loro accarezzandomi lascivamente.
Anche Simona subiva lo stesso trattamento dagli altri tre; Charlie e Little Cock le tenevano le gambe aperte e Jerome, inginocchiato, aveva iniziato a leccarle la figa.
Entrambe gemevamo di piacere. D’istinto posi le mani sui pantaloni dei miei maschi. constatai la con-sistenza dei loro cazzi e fui piacevolmente sorpresa nel vedere che erano decisamente molto ben dotati. In quel momento, come un flash, mi tornarono alla mente le fotografie di Simona su internet. Avrei vo-luto vedermi anche io su internet con i cazzi dei maschi in mano o chiavata da quei poderosi negri. Mi immaginavo aperta da loro in ogni mio buco ed i loro cazzi lucidi dei miei umori. I miei adorati piercing in bella vista e contrastanti con la pelle nera delle loro mani che li agitavano mandandomi in estasi.
Nella stanza si diffondeva l’odore del sesso che avvolgeva ormai tutti e ci arrapava sempre di più.
Intanto Simona aveva tirato fuori il cazzo di Little Cock e lo stava masturbando lentamente.
Vedevo crescere quel bastone di carne fino a che raggiunse delle dimensioni che non avevo mai neppure immaginato; quel ragazzo aveva un cazzo che raggiungeva tranquillamente i 25 centimetri. La grossezza era incredibile. Simona non riusciva con la mano a contenerlo tutto nonostante le sue dita lunghe.
Ero attratta da quella visione ma uno dei due miei amanti mi attirò verso il suo sesso mettendomi in bocca il suo grosso sesso.
Anche lui era veramente ben dotato, meno di Little Cock, ma dotato di un cazzo di tutto rispetto.
Faticai un po’ a prendere la grossa cappella in bocca ma mi abituai subito alla dimensione dando inizio ad uno dei miei favolosi pompini. Sentire un cazzo così grosso in bocca era un piacere. Lo sentivo pul-sare e la sensazione di turgidità era eccitantissima e molto piacevole.
Renato ci fotografava in continuazione; aveva il cazzo durissimo ma non aveva le dimensioni di quello dei neri.
Simona nel frattempo si dava da fare con la bocca sull’enorme glande di Little Cock e a malapena riu-sciva a succhiagli la cappella mentre Charlie la stava già prendendo da dietro riempiendole la figa fra-dicia di umori col suo grosso bastone.
Anche gli altri infatti erano comunque dei superdotati. Simona sembrava non essere per nulla intimorita da quei grossi cazzi che la stavano aprendo. Dal volto vedevo che era in preda alla libine e si metteva in posa per farsi fare le foto da Renato.

Ero impegnatissima nel succhiare il grosso cazzo di Wind mentre ora Carl si era inginocchiato tra le mie cosce spalancate a leccarmi la figa.
“Mmmmh…figa rosa……molto buona!!” commentò facendoci ridere tutti.
La mia figa colava moltissimo e la sua lingua larga e ruvida mi procurava momenti di estremo piacere che trasferivo sul cazzo che stavo succhiando.
Intanto non riuscivo a staccare gli occhi dagli altri maschi e da Simona che da esperta offriva uno spet-tacolo porno in cui l’attrice godeva realmente delle attenzioni sessuali dei partner. Simona aveva ab-bondantemente insalivato il cazzo di Little Cock che le aveva gentilmente chiesto di sedersi su di lui.
Lentamente ma con decisione, aiutata da Little Cock, Simona si portò sopra di lui esponendo la figa ed il suo petto ornato da meravigliose ed arrapanti mammelle. Little Cock la teneva e lei con le mani indi-rizzava il cazzo in piena erezione sulle grandi labbra. Gli altri due amici neri si segavano ed erano pronti ad offrire il loro cazzo a Simona affinché ne prendesse uno in bocca ed uno in culo.
Rimasi meravigliata nel vedere quell’enorme palo entrare nella figa di Simona senza un apparente sfor-zo. La figa di Simona si era aperta elasticamente per accogliere quel membro esagerato. Lei lo voleva e si è calata lentamente ma con decisione facendolo entrare nella sua intimità. L’introduzione poteva av-venire perché lei aveva la figa allenata ad essere aperta da grossi cazzi e poi perché era bagnatissima. Solo una piccola smorfia apparve per un attimo sul suo viso ma la sua voglia era talmente tanta che la difficoltà durò un attimo e poi il magnifico cazzo sparì entrando quasi completamente nella sua umidis-sima figa.
“Aaaah….siii….tutto dentro….che bello! …siii….mi sta aprendo…. Mi spacca indue in due…..dai squarciami la figa…siii!! Mi sento troia …. Siiiiii!!!! Sono la vostra troia …… voglio essere fotografata daiii!!!! Che bello essere impalata su un cazzo così!!!”
Renato non aveva perso niente di quella scena ed aveva ripreso tutto con la macchina fotografica. An-che lui era arrapato ed aveva il cazzo dritto ma le sue dimensioni erano niente rispett a quelle dei ragazzi neri.
Io era in preda all’ennesimo orgasmo e iniziai a godere in bocca al mio amante innaffiandolo con la mia sbroda che fuoriusciva abbondante.
Simona cominciò ad andare su e giù sul grosso palo sempre più velocemente mentre gli altri due le porgevano i loro cazzi da succhiare.
Finalmente Wind si decise a mettermelo dentro; ero completamente fradicia e quasi non sentii nulla finché con la cappella incontrò la cervice uterina.
“Mmmmh…siii…….porco….dai sbattimi!! Voglio essere troia… dai!! Guardatemi! … sono vostra…. Chiavatemi quanto volete….. laa mia figa è per voi….. riempitemi tanto …. Mi piace essere chiavata….. ” cominciai ad urlare
“Bella troiona ti spacco la figa………sentilo tutto troia!!”
“Sii….dai…sono la vostra troia…scopatemi……dai anche tu!!” urlai anche a Carl che non perse tempo mettendosi sdraiandosi sul tappeto.
Wind si sfilò permettendomi di cavalcare l’amico e poi si mise dietro di me infilandomi il cazzo nel cu-lo.
Ero abituata ad essere chiavata in culo e quindi non ebbi troppe difficoltà ad accogliere quel cazzo an-che se le sue dimensioni non erano certo piccole. E’ vero che sentii qualcosa che procurò un leggero dolore ma poi scomparve nel piacere immenso della doppia penetrazione.
Comunque presa così a sandwich cominciai a godere come mai mi era capitato prima.
I due si muovevano coordinatamente dentro di me, a volte alternandosi nel riempirmi e svuotarmi, altre mi riempivano all’unisono.
Gli orgasmi si susseguivano a ritmo vertiginoso ed ero squassata dalle scariche di adrenalina mentre loro non erano ancora venuti neppure una volta. Mi sembrava strano che resistessero così tanto; seppi poi che tutti lavoravano per una casa cinematografica di film pornografici.
Anche Simona intanto era stata presa anche nel culo e la penetrazione fu un pochino più problematica vista la presenza del cazzo di Little Cock nella figa.
Infatti fu necessario che l’uomo lo facesse uscire un pochino per favorire l’entrata del cazzo di Jerome, che in quanto a grossezza era sicuramente oltre la media; quando fu tutto dentro allora affondò Litlle Cock riprese a chiavare nella figa la mia cara Simona che riprese ad urlare il suo piacere in balia della libidine e della voglia di avere un intenso orgasmo.
Proprio in quel momento vidi Renato che fotografava e si segava. In quei momenti lo vidi sborrare im-brattando il fianco di Simona.
Anche io ero ben farcita, visto il ritmo e il piacere che mi faceva dire cose mai dette prima in modo così intenso, i maschi che mi chiavavano aumentarono il ritmo della scopata. Mi accorsi che stavano venendo perché i loro respiri aumentarono, sentii dei grugniti ed infine rallentarono i loro movimenti fino a fermarsi per scaricare nella figa e nel culetto con una quantità enorme di sborra provocandomi l’ennesimo orgasmo.
Jerome e Charlie si alternavano nel riempire il culo di Simona; l’unico che imperterrito continuava a scopare col cazzo durissimo la figa della mia cara amica era proprio Little Cock.
Io non capivo più niente. Ero in balia al piacere ed alla libidine scatenata anche dalle pose e dal sapere che Renato mi stava fotografando
“Ok bella! Mi fai entrare nel tuo culetto?….dai preparati!!” disse Little Cock a Simona che si sfilò a malincuore dal suo cazzo posizionandosi a pecorina.
L’uomo le infilò due dita nel culo già aperto senza difficoltà da Jerome le mese prima undito dentro e poi due.
“Vieni a succhiare….insalivalo bene!!” disse rivolgendosi a me che gocciolavo sborra dai miei buchi.
Non mi feci ripetere l’invito e succhiai quella gigantesca cappella cercando di metterne la maggior parte dentro la bocca. Così mi resi conto delle reali dimensioni di quel cazzo.
In quel momento mi chiesi come fosse riuscita Simona a prenderlo nella figa e, soprattutto, come l’avrebbe preso nel culo. Pensavo che sicuramente avrebbe avuto dei danni grossi allo sfintere e che non si sarebbe più chiuso come prima.
Mentre succhiavo Little Cock che stranamente non aveva mani molto grandi si era dedicato, dopo accu-rata lubrificazione fatta da Renato, a mettere via via la le dita della mano dentro Simona che gradiva l’attenzione. Per un momento mi voltai e vidi che Simona si dimenava come una cavalla imbrigliata per effetto della mano del maschio nero dentro il suo budello.
Quando resi il cazzo ben insalivato e la mano di Little Cock era quasi completamente sparita nel culo di Simona l’uomo si preparò ad incularla.
“Guarda bene Renato….guarda come la riempio!!”
Little Cock si prese il cazzo in mano ed appoggiò la cappella al buco che, pur essendo aperto dalla mano come una voragine, fu tappato completamente.
Lentamente ma con energia cominciò a spingerlo nel sedere della donna centimetro dopo centimetro mentre lei si allargava le chiappe con entrambe le mani e spingeva indietro le natiche per favorire la penetrazione.
la penetrazione fu lentissima per far si che avvenisse con dolcezza; alla fine restavano fuori i testicoli di Little Cock che battevano sulla figa fradicia di umori di Simona.
“Mamma mia….sono piena…….cazzo…..cazzo……….godo…..amore sto godendo….vieni baciami!!” disse al marito.
Renato lasciò la fotocamera e si mise vicino alla moglie tenendole la mano col cazzo durissimo e ba-ciandola con la lingua in bocca intrecciandola con quella della moglie.
Little Cock sfilò il cazzo lentamente per poi infilarlo di nuovo e poi ancora indietro e avanti sempre più velocemente e sempre più in fondo nel retto.
Poi lo sfilò completamente per rimetterloinfondo fino a far sparire l’asta completamente nel corpo di Simona.
Non immaginavo la mia amica così troia. Io lo ero ma non pensavo che lei fosse più di me.
Il buco del culo di Simona era ormai più simile ad una galleria che ad un culo!! Non si chiudeva quando il cazzo di Little Cock usciva, ma rimaneva aperto.
Anche Little Cock aveva voglia di sborrare e dopo non molti affondi ralentò e arcuandosi iniziò a sbor-rare travasando la sua crema dai suoi testicoli al culo di Simona.
Presi in mano quel cazzo per far si che non uscisse dalla mia amica e sentii una serie di spasmi: signifi-cava che stava sborrando inondando l’intestino di Simona che ferma riceveva la crema del suo amante.
Sette, otto……dieci fiotti abbondantissimi che furono scaricati dentro Simona che urlava il suo piacere pregando l’amico di non lasciarla in quel momento di massima felicità.
Infine Little Cock uscì da Simona e rivolse il getto verso di me colpendo il la mia bocca spalancata con gli ultimi schizzi.
Fui grata del regalo e ingoiai lo sperma. Questo gesto mi rese felice e mi fece sentire ancora di più femmina da monta.
Poi scambiammo i partner ma loro non ebbero più grandi orgasmi mentre noi due donne ci godemmo la loro monta tante altre volte scambiandoci i maschi e creando combinazioni di accoppaiamnto molto piacevoli.
Nell’andare via da casa chiesi a Simona:
“Allora?!....soddisfatta?”
“Caspita!…..che cazzi….e quel Little Cock….una vera forza della natura!….ma tu come hai fatto?”
“Già non è stato facile ma ci sono riuscita……..aveva scommesso che non avrei avuto il coraggio…. ed invece è stato solo piacere!!”
“Ma che soprannome è Little Cock?!” chiesi ingenuamente.
“Non hai visto il suo cazzo?........non sembra un bambino piccolo che tiene in braccio???” rise Simona coinvolgendo nella risata me e Renato.

Sono lesbica? by 1948

Mi sono chiesta se sono lesbica o no e non ho ancora risposto a questa domanda.
Forse non voglio saperlo.
Mi sembra di essere una una donna normale nel rapporto con gli uomini, normalissima, anzi, direi che mi piacciono molto anche se mi piacciono le donne. Soprattutto se sono giovani e belle. Mi accorgo subito se hanno quel quid che le rende speciali e che possono essere mie amanti.
Non so se sia un bene o un male essere ‘normale’; forse questo mi renderebbe una delle tante donne che scopano, leccano, si fanno chiavare, lesbicano ma del loro stato sessuale non dimostrano niente.
Che cosa e' normale? Solo chi rispetta la norma? Quale norma?
Forse questa: se sei donna e ti devono piacere gli uomini.
Sei uomo e ti devono piacere le donne.
Ma se ti piaciono le donne, a te donna, ne piace una, di conseguenza sei lesbica?
A me piace Sabina e basta, me ne frego delle altre donne.
Per me e' stato facile andarci a letto e ancor più facile goderla.
Come e' successo? No lo so di preciso.
Questa voglia risale ai tempi in cui ero studentessa teenager.
Una compagna di scuola del mio paese mi attraeva moltissimo. Era bella, affascinante, per l’ambiente che frequentavamo anche spregiudicata. Anche io le ero entrata nel cuore e mi cercava spesso per uscire e parlare solo con me di tutto: dai ragazzi alle ragazze esprimendosi anche con parole che lasciavano capire perfettamente i suoi gusti sessuali.
Mi accorsi che la desideravo intimamente, sapevo che la mia lei ci sarebbe stata, lo sentivo, lo capivo ed iniziai a baciarla come amica ma con il passare dei giorni non so quanti baci sull'orlo della bocca ci siamo date facendo finta di salutarci tra amiche.
Nelle giornate passate al mare sulla spiaggia ci davamo ‘distrattamente’ carezze anche vicino alla nostra intimità spalmandoci le creme solari spesso molto vicine alle nostre rose. Una volta stavo per avere un orgasmo con lei.
Che cosa mi piace di lei?
Sicuramente la sua personalità, la sua sicurezza, la sua dolcezza, la sua verginità
Si e' ancora vergine ma ho deciso che questa sera non lo sarà più.
La sverginerò con le mani e la lingua.
Ieri sera non ha voluto: non son pronta, mi ha detto, non ancora.
E io a piangere tra le sue gambe spalancate, a mischiare lacrime, saliva e umori suoi.
Non credevo che una fighetta di ragazza mi attirasse così tanto.
Come eravamo arrivate a qual punto?
E’ successo in una notte pazza.
Ubriache fradice nel letto del nostro amico Franco durante una festa a casa sua.
Mi ritrovai ad accarezzarla, la baciavo.
Prima la fronte, poi gli occhi, la bocca ed infine la lingua entrò a cercare la sua aggrovigliandosi per sentire il sapore della sua.
Poi il cercarle il seno senza essere respinta, il capezzolo eretto in bocca, il suo miagolare particolare ed unico, la mia eccitazione insistente tra le gambe.
Ne segui il mio non capir più niente e lasciarmi andare alle sensazioni, il mio essere belva e lei preda.
Infine la svestizione rapida, il chiudere la porta a chiave il vederla sul letto disponibile a fare sesso con me femmina stando a gambe larghe invitandomi ad un accoppiamento.
Fu una sequenza unica e naturale: assalirla, divorarla, farla arcuare tremando ed infine l'urlo del suo orgasmo per me.
Poi la stanchezza. Lo svegliarmi dopo un'ora.
Il rimettere le mutandine e lei che docilmente mi chiese di farlo come si può rivestire una bambola
Il bussare discreto di Luisa, una nostra amica che ci aveva perso di vista.
L'aprire come se nulla fosse successo mentre avevo ancora le narici e le mani piene di sesso di Sabina.
Luisa non capisce.
Il tornare a casa tenendoci per mano. Il bacio appassionato prima di dormire, le carezze delicate sul nostro corpo nudo.
L'indomani svegliandosi nello stesso letto, il ricordare, il non guardaci negli occhi, il non parlare.
Poi timidamente il ritoccarci, il piangere insieme, il ribaciarci.
Un mese di carezze, baci, sospiri, il suo esser passiva sempre.
La sua partenza a fine vacanza.
Le lunghissime E.mail, le telefonate disperate, il parlar di noi.
L'incubo del ritorno, ci saremmo amate sul serio?
Era ancora vergine? Eppure la volevo.
Il suo ritorno.
Ieri sera è stata dolcissima.
L'accarezzarci lieve, dolcissime, il cambiamento di lingua, il leccarci insieme.
Finalmente libera, finalmente attiva.
Le poesieche le ho dedicato, la musica, la promessa: Saro' tua domani.
Com’è che tremo per una verginità di donna, io donna?
Sono lesbica?
Si, è vero. Mi piace solo UNA donna!!!!
Mi piace Lei e basta. Sabina
Tra le sue braccia io sogno, son maschio e femmina, sono sua e mia.

Con bianca e due suoi amici neri by 1948

A pranzo dico a Mirta che Bianca mi ha chiamato al telefono.
"Mi ha chiamato Bianca, mi ha invitato alle cinque a casa sua, deve assolutamente farmi vedere una cosa, ma non ha voluto dirmi nulla. Voleva anche te ma le ho detto che domani tu sei fuori città. Domani sera, al rientro, quindi non aspettarmi, se dovessi tornare per cena, ti avverto per tempo"
Mirta approva e mi suggerisce di non perdere l’occasione pregandomi di salutare intimamente Bianca. Alla base della nostra convivenza c'è la piena libertà di entrambe di fare tutto sia quello che concordiamo che facciamo assieme, il resto ognuna lo vive al momento .
Sono passata in bagno a darmi "un'aggiustata" prima di uscire. Bianca è sempre una bella e piacevole  incognita, mi è capitato che mi abbia chiamato per farmi vedere un'insalatiera in porcellana così come farmi fare la modella di lingerie porno oppure invitarmi a cena con amici oppure una scopata di gruppo con amici suoi importanti; ogni volta non so se mi aspetta una banalità od una cosa importante, non mi dice mai niente prima rendendo il tutto una sorpresa.
Ci conosciamo da tanti anni e con lei ho avuto le avventure e le esperienze più gratificanti. Ci vediamo non di frequente e non ci siamo mai perse di vista.
Con Bianca ci siamo confidate ed ho avuto le prime esperienze di gruppo. Lei mi ha fatto provare il piacere dei baci lesbici, le prime esperienze con più maschi e ci siamo condivise a letto ragazzi rimorchiati in discoteca o al mare. I nostri rapporti saffici sono stati tra i più belli che abbia avuto ma sempre nella norma.
Sergio, il mio ragazzo, l'ho conosciuto anche grazie a Bianca che mi ha spinto a non vederlo come un maschio solo da monta. Lei è una donna dalle mille sorprese con il suo solito "passa da me" che si trasforma poi in un’uscita con altre persone.
Eccomi finalmente al suo portone di casa.
"Sì!?"
"Bianca sono Francesca"
Il portone si apre. Salgo in ascensore all’ultimo piano. 
Bianca mi aspetta sulla porta; indossa una maglietta senza reggiseno e shorts. Per lei è un abbigliamento strano; sembra vestita in fretta e furia. Le do un casto bacio di saluto e poi esordisco: "Bianca, ma cosa hai fatto? hai l'aria di una che stava facendo l'amore e si è vestita di corsa".
Bianca sorride "Hai fatto centro al cento per cento e ti faccio vedere subito la mia sorpresa" quindi cammina in direzione della camera da letto e con la mano mi fa segno di seguirla.
Entrando in camera rimango allibita.
Sul letto ci sono due ragazzi di colore completamente nudi. Hanno solo un lenzuolo che copre l'inguine.
Mamma mia! Sono fighissimi! Sono bellissimi, hanno lineamenti europei, sono alti, spalle e muscoli da nuotatori ben scolpiti ma non eccessivi, sono armonici, plastici. Bicipiti, tricipiti, pettorali e addominali da maschi scolpiti nel marmo. Le gambe sono senza peli. Si vedono benissimo i muscoli.
"Ragazzi, vi presento Francesca, la mia migliore amica, loro sono Jean e Erik e hanno madre italiana; ci siamo conosciuti ad una noiosissima festa. Loro sono la mia sorpresa"
Poi guardandomi negli occhi e vedendo tutta la mia libidine in volto si avvicina "Ragazzi, ora ci divertiamo, ditemi se Francesca non è bella come vi avevo detto" mentre mi apre la camicetta.
Io sono incantata dalla visione di questi due dei.
Non reagisco a Bianca che continua a spogliarmi, così via la gonna, il reggiseno ed il perizoma. Mi ha spogliata, ma non mi sono resa conto di nulla. Anche Bianca si è spogliata. Realizzo cosa è successo: vedo Bianca e me nude. sembriamo simili.
Bianca oggi ha i capelli castani,gi occhi marrone, alta poco meno di un metro e settanta, quarta di seno, ventre piatto, pube depilato, cosce tornite ed affusolate, di viso non è speciale ma è una di quelle donne che gli uomini si voltano a guardare e che nuda manda in visibilio. Posso garantirlo.
Io ho la stessa altezza, capelli ed occhi scuri, terza abbondante di seno sodo, ventre piatto , figa depilata ed ornata da un ciondolo a piercing Prince Albert, gambe affusolate, caviglie fini, unghie smaltate di colore rosa deciso come è di moda oggi.
I due ragazzi hanno gradito lo spettacolo, stanno armeggiando con i loro arnesi da sotto il lenzuolo.
Bianca si avvicina ad uno dei due ragazzi, si stende e inizia ad amoreggiare.
Io mi avvicino all'altro. Sono a quattro zampe a bordo del letto, i miei piedi vicino a quelli di Jean, il mio viso alto sopra il lenzuolo all’altezza del suo pube. Con la mano accarezzo le sue gambe, infilo le mani sotto il lenzuolo, gli tocco i genitali, hanno la pelle morbida e li sento pieni e pronti ad emettere il contenuto. Anche li i peli sono molto radi. I suoi respiri dicono che ha gradito la mia iniziativa. Sollevo la mano e accarezzo il suo cazzo già in tiro. Lo sento enorme, cerco di capirne le dimensioni da sotto il lenzuolo e mi rendo solo conto che è enorme. Nel stringerlo in mano supero di poco la metà, la lunghezza  è infinita. Già pregusto il piacere che mi darà. Sposto il lenzuolo e scopro il suo sesso, uno spettacolo, lungo forse sui 25 centimetri, ne avrà sei di diametro, subito mi viene voglia di prenderlo in bocca ed il panico di non poterlo prendere dietro. La mia mente mi dice di affrontare una cosa alla volta.
Inizio a baciare la punta, giro con la lingua intorno alla cappella, risalgo sul filetto e di nuovo un giro tutto intorno. La mia mano lo accarezza per tutta la sua lunghezza, arriva ai testicoli, li sfiora, li stringe e risale per una nuova esplorazione e per assaporarne la turgidità. La mia lingua prende a scorrere sull'asta, torna alla punta e di nuovo fa un giro Apro al massimo e provo a prenderlo dentro, sento la pelle che tira, la lingua frulla, risucchio tutto quello che posso, lo faccio scivolare fino alla gola, lo ritiro fuori. Faccio uno sforzo e porto anche l'altra mano sull'asta, c'è ancora spazio per una terza e la mia bocca continua a portare la mia lingua in ogni dove, sono impazzita, mi muovo senza senso come a voler consumare quell'asta.
Jean mi chiama "Girati, facciamo un sessantanove".
E’ la mia passione e così come il lavoro di bocca, ma ad un uomo piace anche fare altro.
Mi giro ed appoggio il mio sesso sulla sua bocca, lui tira fuori la lingua mentre io continuo il mio assalto al suo cazzo.
Lui mi lecca con calma, la sua lingua si infila ovunque, arriva al clitoride e si intrufola dentro la fighetta, mi sembra quasi di essere scopata, esce, arriva a leccarmi dietro, spinge per entrare, sto impazzendo, vengo, si vengo, vengo mentre lui continua a leccarmi tutta.
Decido che il momento di provare a farlo entrare in me.
Mi volto di nuovo.
Chiedo a Bianca i preservativi. Metto le mie ginocchia al lato del suo bacino e indirizzo la punta verso il mio sesso; è bagnatissima, la faccio muovere un poco avanti e dietro, poi mi abbasso un po’.
Sento i tessuti allargarsi e lui farsi strada. Scendo pianissimo, voglio sentirlo tutto Voglio godermi l’apertura della figa ed ho paura di farmi male, ma il piacere è superiore al dolore.
Sta entrando, centimetro dopo centimetro, fino al limite. Ora lo faccio uscire un poco per poi ricalarmi su di lui.
Inizio il movimento sussultorio, inizio a scoparmi su quel palo che è entrato anche oltre a quello che potessi pensare.
Jean mi ferma, mi abbraccia e mi gira, ora siamo nella classica posizione "lei sotto lui sopra" ed inizia a stantuffarmi e ad ogni affondo godo come non mai. Rendendosi conto delle dimensioni del suo cazzo, lui non cerca di entrare oltre quello che il mio corpo gli permette.
Lo sento dentro di me, entra, esce, da colpi secchi, colpi lenti, esce completamente e poi rientra piano, una, due, tre volte, esce di nuovo, entra con un colpo secco; mi sta facendo godere ad ogni colpo.
Sento l'orgasmo crescere e lui continua a dare colpi.
Lo fermo, voglio tornare alla posizione precedente, voglio prendere io il mio tempo per quest'orgasmo che sta arrivano.
Mi rimetto a smorzacandela ed inizio a ballare con i miei tempi.
La mano Jean mi stimola il clitoride, ma non ne ho bisogno. Continuo su e giù, su e giù fino a godere e vibrare con tutto il suo cazzo dentro di me.
Il mio orgasmo non diminuisce, continuo a godere, a muovermi e l'orgasmo continua, continua, continua finché lui non mi solleva di peso per farlo uscire.
Mi porto le mani a coprirmi la faccia, faccio qualche respiro profondo, "Ok, ci sono, ricominciamo, pensi che ce la faccio a prenderlo dietro?"
Jean sorride, ma non ha problemi, interviene Erik "Puoi farcela, ma hai bisogno di una mano, se vuoi possiamo farti un nostro gioco ...".
Guardo Bianca che annuisce ed io faccio altrettanto con il mio maschio di turno, annuisco "Una curiosità ragazzi: ma voi non venite mai?"
Erik ride e risponde "Già con questi attrezzi abbiamo qualche problema, poi Bianca in questi due giorni ci ha un po' svuotati ..." Bianca sorride dando un leggero colpo affettuoso Erik.
Erik si stende in modo da avere la testa vicino al bordo del letto e mi dice di mettermi a sessantanove sopra.
Obbedisco.
 Bianca si siede sul letto ed inizia ad accarezzarsi, Jean viene dietro di me, ma non mi tocca.
Sento Erik che inizia a baciarmi tra le gambe, ricambio contenta il servizio, mi piace da morire succhiare cazzi e quando sono così grossi sono un giocattolo con cui sbizzarrirsi e confrontarsi. Sento che Erik inizia a leccarmi anche l'ano, fa pressione con la lingua, la insinua, la sento dentro che si muove, esce, rientra, torna a leccarmi la figa e fa entrare un dito dietro.
Non sono vergine e non ho problemi a prendere un dito. Poi fa entrare anche con il secondo, ha delle dita lunghissime. Sento quello che alcuni uomini mi hanno fatto provare con il loro sesso. Bianca che stava continuando a dilatinarsi di fronte a noi si alza, passano alcuni secondi e sento che Erik fa uscire le dita. Avverto un vuoto incolmabile, poi di nuovo il contatto, sento il freddo della crema lubrificante, perdo sensibilità all'esterno, ma dentro sento bene le dita muoversi, sono diventate tre.
Il ritmo è serrato, ma di nuovo uno stop e le dita diventano quattro, non ho mai pensato che il mio ano si potesse dilatare tanto.
Erik continua a muovere la sua mano ed io a godermela mentre gli lecco il cazzo più bello che abbia visto.
Ora Erik si ferma ed esce, di nuovo quella brutta sensazione di vuoto. Poi avverto di nuovo una pressione, stavolta è Jean che sta cercando di entrare.
C’è differenza tra le dita e il cazzo.
Dolore e goduria, i miei sensi sono tutti concentrati.
Sto godendo alla grande.
Entra un poco, riesce, entra un po’ di più e si fa di nuovo indietro; è un'oscillare continuo. Lo sento spingere, farsi strada, non si può spiegare, non può capire le sensazioni chi non l'ha mai preso dietro.
Continua il suo avanzare, mi sento piena, mi sento che tra poco mi uscirà dalla bocca.
Sono contenta, inizia veramente a scoparmi nel culo mentre il fratello mi lecca la fica ed io gli lecco il suo bel cazzo nero.
Bianca mi si avvicina e mi ferma.
Mette il preservativo e si siede sul pisello di Erik iniziando a muoversi, io le lecco la figa.
Erik si ferma di nuovo: "Ora possiamo farti provare il nostro gioco".
Rimango interdetta, pensavo fosse questo il gioco.
"Ora Jean ti prenderà per la vita senza uscire da te, si girerà e si siederà sul letto, poi si sposterà piano piano verso il centro. Io aiuterò Jean e te in modo che non ti faccia male con il suo arnese." "OK" rispondo.
Erik si sposta da sotto di me.
Sento le braccia di Jean cingermi la vita e il suo sesso entrare oltre dentro me.
Appena mi solleva sento anche le braccia di Erik.
Tutto va liscio senza traumi.
Mentre riscendo su Jean sdraiato sul letto, Erik mi piega le gambe.
Alla fine c'è Jean al centro del letto ed io sopra a smorzacandela con il viso rivolto verso i suoi piedi.
Interviene Erik "Ora sollevati fino quasi a farlo uscire e rimani ferma".
Obbedisco e arrivata al termine della corsa, Erik si muove agilmente fino a incunearsi sotto di me, incrocia le gambe con quelle di Jean e il suo pisello punta verso il mio sesso.
Erik lo muove un poco e fa entrare la punta.
Jean e Erik sono stesi con ognuno la gamba destra sulla sinistra dell'altro, i cazzi dritti appena entrati in me, uno dietro e l'altro avanti, ora sta a me scendere, ma ho paura di farmi male con questi due attrezzi sotto.
Mi faccio coraggio ed inizio la discesa verso il paradiso.
I due sessi sono immensi, mi stanno dilaniando.
Me la sto godendo alla grande mentre Bianca si sta ditalinando con delle dita infilate nel culo e sul clito.
Il mio movimento sussultorio è una scarica continua di sensazioni magnifiche.
Non pensavo sarei riuscita a fare una cosa del genere, godo, godo e godo ancora fino a venire e continuo a scuotermi per continuare a godere. I miei cavalieri godono nel vedermi contenta.
Erik si ferma ed entrambe mi aiutano ad sollevarmi e togliermi da loro. Mi sento vuota nell’intestino.
Questo è il momento più brutto di quando ti fanno il culo e con un cazzo così groso diventa un dramma.
I due ragazzi si tolgono i preservativi e continuano a masturbarsi.
Stanno venendo.
Io e Bianca avviciniamo le nostre bocche ai loro sessi finché non vengono.
Un'ondata di crema ci invade, densa, bianca, dolce, salata, questo è l'apice della magnifica scopata che mi sono fatta.
Continuo a leccare e spompinare Jean per bere il più possibile, per godermi questo magnifico sapore fino alla fine.
"Ora capisco perchè Bianca vi ha svuotato per bene, il vostro seme ha un sapore da suprema cucina" e i ragazzi ridono.
Torno in stanza e Bianca mi si fa avanti "Ho chiesto ai ragazzi di farti vedere una cosa che fanno tra loro, a me l'hanno fatta vedere ieri, ti giuro che è uno spettacolo", incuriosita seguo Bianca e ci sediamo sul margine del letto mentre i due ragazzi, con i loro membri lunghi ma a riposo, prendono posto.
Li vedo ancora incastrarsi come hanno fatto prima sotto di me, ma questa volta sono messi uno di spalle all'altro, a coltello, le gambe sempre incastrate, poi ognuno prende il suo cazzo semimoscio e lo punta verso il culo dell'altro.
Con il cazzo dritto non avrebbero potuto, non sarebbero riusciti a piegarlo verso il basso, ma ora stanno infilandosi ognuno il cazzo dell'altro e i sessi iniziano a prendere corpo.
I due ragazzi si muovono prendendosi per le mani tirandosi e respingendosi, si muovono, godono di questa penetrazione; è un uomo allo specchio che incula se stesso, è uno spettacolo irresistibile.
Mi scopro a toccarmi la fica e scopro Bianca fare altrettanto.
I ragazzi continuano, tocco Bianca e mi vado a mettere con la fica davanti alla bocca di Erik e con la bocca a leccare il sesso che entra ed esce da Jean, Bianca fa lo stesso.
I cazzi ormai sono al massimo dell'erezione in questa posizione è uno spettacolo assistere a questo amplesso; i ragazzi si tendono, stanno per venire. Avere qualcosa nel culo fa venire molto prima un uomo.
Godono uno dentro l'altro, poi si accasciano sfiniti.
Tutto finisce lentamente tra baci e carezze, finché non arrivano le pizze ordinate da Bianca che va ad aprire nuda lasciando al ragazzetto lo spettacolo delle sue bellezze come compenso personale.

Malena by 1948

Amavo Sergio ed eravamo liberi sessualmente. Tra di noi c’era un tacito accordo: sul nostro letto si portava chi si voleva ma lo si divideva da buoni amici con l'altro.
Funzionava bene il nostro ménage. Il nostro affiatamento e condivisione dei piaceri sessuali era totale, ci conoscevamo bene e ci eravamo messi insieme anche per questo motivo. Io vivevo con Mirta ma, da bisessuale, avevo necessità di un maschio e di sentire un sesso maschile che non fosse solo divertimento.
Già una decina di persone, tra uomini e donne, avevano condiviso le notti con noi.
Nella scelta delle persone eravamo molto selettivi, infatti dovevano avere certe caratteristiche ed essere belli quanto noi che eravamo davvero belli. I nostri canoni erano: bellezza e pulizia.
Eravamo ferrei su queste due sole caratteristiche. Inoltre l’intelligenza e la stupidità non erano importanti perché quando si scopa non è fondamentale la cultura se non quella del sesso.
Sergio mi aveva portato in quel locale esclusivo per gay perché sapeva che ero bisex e dagli incontri avuti lo era anche lui.
Il locale era in penombra con i tavolini illuminati dotati di telefono.
L’illuminazione dall'alto verso il basso dei volti e dei corpi dava loro un aspetto  spettrale ed i lineamenti risultavano esser tirati o eccitati. L’erotismo e la voglia di sesso lo si respirava tra le volute di fumo.
Quando gli occhi si adattarono alla penombra vidi che molti occhi erano puntati e sulle mie cosce e sui miei glutei di femmina; visto il locale ed una parte delle persone presenti, non so se fossero desiderosi o invidiosi. Notavo sguardi di desiderio ed invidia delle mie forme da parte sia maschile che femminile.
Vestivo dei pantaloni di tessuto sottili e molto aderenti che evidenziavano il mio corpo, effettivamente mostravo tutto più che nascondere, anche che ero nuda sotto.
La camicetta nera, in seta nera con arabeschi grigi, mostrava più che nascondere, le mie mammelle con il capezzoli eccitati ed appuntiti. Si notavano benissimo gli anelli d’oro che portavo ai capezzoli.
Come tutte le donne sanno, nulla più della seta sa far di una donna vestita una donna nuda, ed io lo volevo.
I capelli raccolti sulla testa ed intrecciati con dei filamenti argentati luccicavano ed attraevano, inoltre raccolti in quel modo lasciavano libero il collo in modo che potesse essere a disposizione dei miei amanti. Ai piedi sandali a tacco alto ma con la suola senza zeppa che mi davano un’aria di eleganza raffinata ma allo stesso tempo di puttana di lusso. Erano tutti segnali per chiunque volesse ammirarmi e desiderarmi.
Il cameriere compitissimo ed effeminato mi sistemò la sedia sotto il mio tesoro grandemente invidiato.
Nemmeno il tempo di sedermi che il telefono squillò: “Sono Barbara, bella gnocca, sei in cerca di lingua?” Rimisi giù la cornetta indifferente.
Non ero certa di volere una lingua quella sera.
Parlammo, salutammo amici per telefono e a voce, qualcuno osò toccarmi i capezzoli eretti con un sorriso e infine la vidi.
Alta, bella, abito lamé rosso, era perfetta tanto da sembrare un fumetto.
Era sola e indecisa, mi guardò e decisi.
Ora si che avevo voglia di lingua.
Posso? - Sergio si alzò per farla sedere.
Che sedere! Aveva la forma quasi maschile; mi sembrava nervoso e ben disegnato. Non un grammo di grasso.
-    Malena, piacere.
-    Malena?
Quasi un invito al peccato quel nome falso.
Magari nella realtà si chiamava Franca.
Abbozzai un largo sorriso e mi presentai con il mio nick: Alba.
Mi fissò con i suoi occhi azzurri come a penetrarmi e prendere tutto di me in pochi istanti; mi sono sembrati illuminati da bagliori poco rassicuranti ed aggressivi.
Fu una lunga conversazione intelligente. Sergio sogghignava a volte in modo strano, non capivo.
Seppi più tardi che l'aveva invitata lui per me perché avrei scopato sino all’indomani mattina e anche oltre.
Malena disse candidamente: “Ho voglia di fare l'amore, e voi? “
Già mi scioglievo dal desiderio e quell’invito non mi parve vero. Iniziai a muovermi per la frenesia che mi pervase e solo allora mi resi conto che la seta tra le gambe era oramai bagnata dato che non portavo assolutamente niente sotto l’abito.
Anche Sergio era d’accordo. Mi pregustavo una scopata con Sergio ed una leccata da favola con una femmina di gran classe e bellissima come poche.
Passammo a prendere una chiave numerata di una stanza che ignoravo esistesse in quel locale. In effetti percorso un corridoio si accedeva in un alberghetto sobrio adiacente.
Ero eccitata tantissimo; ora si che avrei desiderato una lingua. Camminavo sculettando e stringendo le gambe come quando sono in calore e colo umori dalla fighetta.
Nel camminare ci toccavamo e aprivamo gli abiti indossati. Entrammo quasi spogliati nella stanza ed io non indossavo più i calzoni bagnati; la mia figa era già esposta.
Sergio aveva ancora giacca e camicia in mano con cravatta e Malena in mutandine e reggiseno in tinta col vestito che appoggiò su una sedia.
Mi incuriosì un Monte di Venere prominente nascosto da una culotte preziosissima. Mi chiesi: chissà che clitoride.
Quando Malena si tolse le mutandine vidi che portava alla vita un fettuccina di raso color lilla e dorato che Sergio slacciò rapidamente aprendo il nodo. Trovavo molto sexy la fettuccina e la manovra fatta dal mio uomo.
Ciò che apparve era qualcosa di straordinario: un clitoride grande e bello tanto grande da sembrare un cazzo con la testa legata da un cordoncino.
Qui ebbi la sorpresa: non era un clitoride ma un vero cazzo maschile. Uno splendido cazzo che si gonfiava.
Malena continuava a fissarmi. Tutte le sue attenzioni erano per me. Mi sorrideva mentre si toglieva il reggiseno che reggeva su due mammelle da sballo belle e sode.

Ne ero davvero affascinata. Il mio mutismo era dovuto all’eccitazione ed alla attesa impaziente di fare sesso con un trans.
Poi Malena disse: “Il sopra per il tuo uomo e il cazzo per te, Alba”
Ero attratta da quel qualcosa che cercava spazio dopo esser stata tenuta legata sotto le cosce che non capii bene le parole
Sembrava volersi liberare da sola ma era ancora imprigionata dal legaccio delicatamente. Per aiutarla mi piegai ed istintivamente lo presi lentamente e con delicatezza come fosse un gioiello prezioso. Lo feci con una mano liberandolo totalmente e facendolo entrare in bocca appena liberato come a rassicuralo in un nido d’amore.
Non mi ero sbagliata: quello era un bel cazzo. Era liscio perfettamente e si iniziavano ad avvertire le nodosità. Anche l’inguine di Malena era perfettamente depilato, forse in modo definitivo.
Lo sentii riprendere vita, cercare il fondo della mia bocca che era aperta per lui e lo indirizzai in fondo più che potessi.
Chiusi gli occhi per godermelo maggiormente e sentii alcuni colpi sul volto; era l'inguine che batteva sul mio naso.
Sentivo Sergio armeggiare sul corpo di Malena e capii dai grugniti che Sergio cercava di infilarlo nel buco posteriore di Malena stando in piedi.
Povera Malena! pensai.
Eravamo due indiavolati che la volevano come vittima sacrificale.
Abbandonai il cazzo per le tette e Malena si piegò quel tanto per cui Sergio gridò “Dentro! e' dentro!” con aria trionfante.
Ne seguì un sobbalzare di tette, di bocca, di spinte che Sergio imprimeva al
tutto dando il ritmo della scopata.
Malena ed io ci guardammo negli occhi. Sul cazzo che era diventato durissimo tra le mie mani c’era godimento e promesse di tanti orgasmi.
Ora mi rendevo conto che mi avrebbe chiavata ed in fondo a me stessa lo desideravo fortemente.
Continuavo a tenere il cazzo in bocca mentre Sergio scopava in culo quel bell’essere che era evidente stato di ebbrezza sessuale. Con le mani da femmina si allargava le natiche per offrirsi oscenamente al mio uomo.
Sergio non tardò ad urlare il suo godimento con un forte grugnito e alcuni degli ultimi schizzi si posarono all'interno delle cosce di Malena.
Ora lei era piena del seme del mio maschio e non si preoccupò se dal suo buco posteriore potesse uscire qualcosa.
Notai che il cazzo di Sergio era pulitissimo. Ciò mi faceva piacere e indicava che Malena aveva fatto un eccellente lavaggio intestinale in previsione degli accoppiamenti.
Solo a quel punto, con Sergio che si riprendeva dall’orgasmo, mi spinse verso il letto fissandomi con occhi quasi cattivi come un animale selvaggio sta per divorare la sua preda.
Era arrapata anche lei.
Mia dagia sul letto di schiena e lei sopra di me.
Cercavo e tenevo ancora il suo cazzo tra le mani. Era una sensazione straordinaria.
Avevo sopra di me un maschio con le mammelle da femmina che sembravano uscite da un manuale di estetica. Chi mi avrebbe chiavato? Il maschio o la femmina?

No ebbi risposta alla mia domanda perché la mia figa reclamava un cazzo dentro. Fui io stessa a mettermelo dentro velocemente, ero bagnata abbondantemente. Le scene che si svolgevano mi eccitavano e chiedevo solamente di  poter essere riempita di sborra ed avere orgasmi a ripetizione.
Malena mi prendeva facendo arrivare il suo favoloso cazzo fino all’utero ed allo stesso tempo si faceva succhiare i capezzoli di quel seno da sballo.
Sergio leccava tutte e due i nostri sessi godendosi i sapori della mia figa estratti dal cazzo di Malena.
La mia amante aveva una bella resistenza e mi stantuffava da vero stallone.
Le sensazioni provate sono state uniche e non dicibili. Si accavallavano ed erano sempre nuove.
In pochi secondi la vidi arcuarsi e con una smorfia godere in me.
Malena non eruttava, vibrava in modo esatto come alla sborrata ma dal suo cazzo non usciva nulla o quasi nulla ma fu quasi un godimento da donna, lungo e intenso.
Forse era l’effetto delle cure ormonali.
Malena propose di accoppiarci in tre con lei in mezzo.
Sergio fu entusiasta. Dopo alcune prove ci vedemmo come un bellissimo trio di tre amanti infoiati.
Malena era inculata e mi scopava, era donna ed era uomo allo stesso tempo.
Ci sentivamo tre animali aggrovigliati per amore e urlanti di piacere.
Sentivo le sue tette schiacciare le mie ed anche il suo cazzo dentro di me che mi faceva vedere il cielo di felicità e goduria.
Questo accoppiamento fatto con amore e gentilezza mi creò spasmi lesbici e spasmi da donna sotto un uomo.
Non capivo più chi ero e non ero interessata a saperlo; ero un trans anch'io ma non aveva importanza.
Godemmo in una serie di orgasmi rapidi e ravvicinati.
Non sapevi più chi ansimava e chi urlava.
Venimmo in tempi diversi. Io ne ebbi uno che mi sconvolse lasciandomi inebettita  con Malena dentro di me, Sergio tardò un po’ ed alla fine sborrò dentro Malena. Ma la cosa più bella fu l’orgasmo di Malena dentro di me.
Poi dopo una decina di minuti passati a toccarci e a riposarci, il mio amore sorrise, vedendo il cazzo di Malena uscire dalla sua figa.
Si voltò, ora era lui che doveva godere con il culo pieno.
Fui io, con una specie di felicità selvaggia a farlo entrare nel mio amante.
Nel momento della entrata dopo lo sfintere, lui disse di sentire una fitta. Malena si fermò senza uscire; rimase immobile per qualche istante rassicurandolo e accarezzandolo. Io baciai il mio Sergio.
Il dolore fu temporaneo e fu dovuto all’allargamento cui non era abituato; in effetti lo sfintere si era aperto più del solito.
In realtà, mi disse dopo, fu una dolce fitta.
Accompagnai l'asta con la bocca e la saliva fino a che i testicoli un po’ striminziti di Malena toccarono quelli in pena produzione di sborra di Sergio.
Mi venne istintivo mettermi dietro Malena.
L'accompagnavo spingendo le sue chiappe con la mia figa che colava e che invidiava Il mio amore che era in quel momento chiavato. Avrei voluto essere io al suo posto.
In testa pensavo: sto inculando Sergio attraverso Malena.
Ora eravamo io e lui a ruoli capovolti, ora ero io a rompergli ed allargargli il culo e ne ero felice.
Non mi sentivo uomo, non sentivo il mio uomo come donna; mi sentivo solo una donna che gode nel culo al suo amore con il cazzo di un altro. Mi ritornò in mente la scena del libro Emanuelle in cui lei veniva chiavata da un tailandese che a sua volta veniva chiavato da un maschio; era una chiavata per interposta persona solo per avere in culo un cazzo più grande dentro.
Per me il cazzo di Malena non esisteva più. Era come se avessi io un cazzo e mi stavo scopando il mio amore con una verga magica: la verga di Malena.
Sergio si segava per il piacere e l’eccitazione conseguente. Non tardò a sborrare ed io, nel sentire lui che veniva, corsi a raccogliere la sua ottima sborra nella mia bocca.
Quando sentii che il suo cazzo si stava ritraendo lo baciai passandogli il suo sperma. Non si ritrasse ed insieme lo ingoiammo per sentirci tutti e due delle vere troie.
Malena teneva il suo cazzo ancora dentro ed osservava la scena. Volle anche lei essere baciata da me per sentire il sapore dello sperma di Sergio.
Il suo cazzo non si era sgonfiato ma piano senza creare dolori, uscì da dentro Sergio che si dispiacque. Avrebbe voluto tenerlo ancora; si era abituato.
Nelle ore che seguirono invertimmo i ruoli.
Non so per quanto tempo lo prendemmo, tanto che ebbi le mie cosce segnate da rivoli di umore gocciolante dalla mia figa.
Era notte fonda quando crollammo tutti e tre su di un fianco, ognuno con il cuore a mille e il culo che pulsava e la figa boccheggiante come una bocca vera.
Con Malena ci incontrammo tante altre volte sia a due sia a tre per fare sesso sia per uscire a passeggio insieme, ma la magia della prima notte non si ripeté più.

Laura la Mauriziana by 1948

Vorrei raccontarvi l'"avventura" che ebbi durante un viaggio fatto con Eva la mia migliore amica  quando decidemmo di trascorrere un mese di vacanza all’isola di Mauritius.
Non partimmo insieme a causa di un impegno; lei sarebbe partita due giorni dopo di me e ci siamo quindi date appuntamento in un albergo dell’isola.
Alla mattina ho fatto un po' di shopping e poi, girando un po' mi sono perduta in un quartiere non molto rassicurante.
Poiché parlavo perfettamente francese chiesi informazioni a dei poliziotti che prima di darmi aiuto scesero dalla macchina chiedendomi i documenti.
Dissi loro che ero una turista e che avevo lasciato il passaporto in albergo,
Dopo pochi minuti ero nella locale stazione di polizia dove mi dissero che stavano cercando un'italiana per traffici illeciti. Al che cominciai letteralmente a tremare.
Mi sembrava di essere in un vero incubo.
Mi portarono in una stanza squallida dove dopo qualche minuto entrò una poliziotta che mi ordinò di spogliarmi completamente. Aveva un tono strafottente e mi squadrava dall'alto al basso. Restai terrorizzata all’idea di essere scambiata per la vera spacciatrice e scoppiai in lacrime, inginocchiandomi davanti alla poliziotta e implorandola. Nei miei brevi18 anni non mi ero mai trovata in una situazione così umiliante.
Sentendo il mio pianto, un'altra poliziotta entrò e allora trovai po' di coraggio e iniziai len-tamente a slacciarmi la camicetta.
La seconda poliziotta, che doveva avere un grado superiore all’altra, mi disse con tono gentile che andava bene così, che c'era stato un malinteso e che mi avrebbe accompa-gnata lei in albergo per controllare la regolarità del passaporto. Mi abbracciò, mi porse un fazzolettino di carta e mi disse che era tutto finito. Aggiunse che ero una ragazza molto carina e dolce.
Nel frattempo si era fatta tarda sera.
In auto parlammo un po'; era veramente molto gentile ed anche una bella donna, sui 35-40 anni, molto fine ed educata. Usava un profumo francese che conosco molto bene.
Con una voce suadente e tono gentile mi disse che non dovevo esser così timida e che non avrei dovuto avventurarmi in certi quartieri della città.
Mi disse anche il suo nome: Laura
Arrivammo in albergo, salimmo in camera e le mostrai il passaporto.
Lei lo esaminò e mi disse che purtroppo aveva l'ordine di controllare nella camera per non aver più dubbi riguardo alla questione della droga.
Mentre controllava minuziosamente l'armadio scoprì, con mio grande imbarazzo, un "og-getto di piacere" (potete immaginare quale) che avevo nascosto incautamente tra due a-sciugamani. Era un dildo. Lo avevo portato per usarlo con Eva.
Credo di non essere mai diventata così rossa in tutta la mia vita.
Lei mi guardò intensamente, io abbassai gli occhi, sorrise e mi disse che era stata giovane anche lei e che non c'era nulla di cui vergognarsi.
Risposi sospirando che per me lei era ancora giovane e molto bella.
Laura mi ringraziò con un sorriso splendente.
Mentre continuava a controllare la guardavo: aveva proprio un bel corpicino, con un gonna sopra il ginocchio che metteva in risalto le sue belle gambe abbronzate.
Mi stavo lentamente riprendendo e potevo ricominciare a pensare alle mie voglie tra le quali c'è l'amore tra donne.
Fino ad allora ero sempre stata etero ma dopo una grande delusione con un ragazzo nelle mie fantasie pensavo spesso a com'era fare l’amore con una donna.
Finita l’ispezione Laura mi fece sedere sul letto, mi guardò intensamente e si sedette ac-canto a me. Poi mi sorrise e mi disse piano, mettendomi la mano sulla spalla, che in ca-mera era tutto a posto, ma che doveva controllare se addosso avevo qualcosa di illegale.
Mi meravigliò la richiesta ma lei, attenta al mio stato d’animo, si preoccupò subito di rassi-curarmi.
Mi disse che sarebbe durato pochissimo, che l'avremmo fatto insieme passo a passo e che appena mi sentivo imbarazzata mi avrebbe aiutata.
A quel punto chiesi se potevo almeno tirare le tende della camera e accendere solo la luce piccola del comodino. Lei acconsentì per le tende, ma volle tenere la luce accesa.
Visto che era così gentile mi sentivo un po' più sicura.
Laura rimase seduta sul letto e mi disse di mettermi in piedi davanti a lei.
Mi guardò da cima a fondo dicendomi che ero molto carina e mi chiese se avessi un ra-gazzo.
Mi slacciai lentamente la camicetta e, anche se non osavo guardarla in faccia, sapevo che mi fissava intensamente.
Le consegnai la camicetta che lei controllò per bene.
Mi disse che ero dolcissima e chiese se tutto andava bene.
“Finora sì” risposi.
Poi, dopo essermi tolta le scarpe e le calze bianche, mi sbottonai con una certa esitazione i jeans e mentre li toglievo la guardai per un secondo notando nei suoi occhi una certa soddisfazione ma non mi fece altre domande.
Le diedi anche i pantaloni che lei li controllò rapidamente.
Mentre mi denudavo mi disse che una ragazza con un corpo come il mio doveva avere mille ammiratori.
Arrossii e istintivamente cercai di coprirmi con le braccia.
Ormai avevo solo le mutandine bianche e il reggiseno.
Chiesi se potessi rivestirmi sperando nella sua gentilezza.
Laura in tono quasi confidenziale mi disse che dovevo levare tutto e che in fondo eravamo fra donne.
Poiché ormai era in confidenza mi chiese se ero così pudica anche quando ero in doccia con le mie compagne di classe. La domanda mi turbò e abbassai la testa.
Mi tranquillizzò ulteriormente facendomi sedere vicino a lei. Mi strinse forte con le sue braccia e mi chiese scusa.
Ci guardammo intensamente, mi mise una mano sul ginocchio e mi accarezzò lentamente la coscia.
Sentii un brivido piacevole, una cosa mai provata prima aggiungendo che forse sapeva perché non volevo spogliarmi tutta.
Ormai eravamo in sintonia.
Ora veramente non capivo più nulla.
Ci fissavamo negli occhi con dolcezza.
Laura mi confidò di avere 36 anni, un divorzio alle spalle ed un figlio che viveva col padre.
Eravamo sdraiate sul letto abbracciate, la mia testa appoggiata sul suo petto, ero come estasiata dalla sua presenza e dal suo profumo.
Mi disse che potevo rivestirmi, ma le risposi che volevo rimanere così e che non volevo muovermi.
Mi chiese perché, anche se probabilmente entrambe conoscevamo la risposta.
Ero molto emozionata.
Voltai il viso verso la sua camicetta e le dissi che il suo seno erano molto attraenti.
Laura rimase un po' rimase sorpresa e non rispose.
Mi stavo sciogliendo lentamente e la stavo seducendo in modo infantile ma erano mes-saggi per lei che mi piaceva e non vedevo il momento di fare sesso con lei.
Le chiesi se voleva sempre controllare che non avevo droga su di me.
Speravo in una risposta sola ed arrivò.
Poi balzai in piedi e le dissi in tono serio che mi ero innamorata di lei.
A quelle parole sobbalzò anche lei, si avvicinò a me e mi disse cosa intendevo.
Allora mi misi con la schiena contro il muro, lei si avvicinò lentamente sempre di più e mi domandò se ero sicura perché vista la giovane età potevo essere sua figlia.
Mi slacciai il reggiseno e lo lasciai cadere a terra, poi mi coprii subito con le mani.
Lei mi guardò come in estasi.
Ormai ero partita, cotta persa e sentivo che stava accadendo qualcosa di meraviglioso.
Mi chiese se ero lesbica e mi disse che lei non lo era.
La guardai teneramente e tolsi lentamente, una dopo l'altra, le mani che coprivano le mammelle. Le mie amiche dicevano sempre che le avevo con una bellissima forma.
Laura le guardò.
Seguivo ogni movimento dei suoi splendidi occhi verdi.
Si avvicinò, mi sorrise. Io ero praticamente bloccata contro il muro, aspettavo un suo se-gnale e il mio cuore batteva a mille all'ora.
Lei si abbassò e raccolse il mio reggiseno. Con la mano sinistra me lo appoggiò dolce-mente contro il mio petto, tra le due mammelle.
Con la destra mi accarezzò la nuca e la guancia.
Dal suo sguardo capii che voleva dirmi qualcosa.
Mi accorsi che era un po' imbarazzata, lei che finora era stata così sicura.
Forse per imbarazzarla ancora di più visto che non era lesbica, le chiesi perché, quando si è abbassata, avesse osservato da vicino ogni centimetro delle mie gambe ed ora mi stesse guardando i seni e le mutandine.
Rischiando il peggio osai dirle che ero bagnatissima e che poteva controllare la mia fighetta.
Senza aspettare la sua risposta decisi che era tempo di gustare il sapore le sue labbra.
Esitò qualche secondo prima che io avessi la conferma che mi aveva mentito sul fatto che non le piacevano le donne; la risposta venne nel momento in cui la sua lingua entrò nella mia bocca.
Le sue mani morbide con decisione iniziarono ad esplorare la mia schiena, il mio bel culetto e le mie gambe fino alle ginocchia.
Le nostre lingue rimasero avvinghiate per qualche minuto. Ero felicissima, avrei voluto dirle che per me era la prima volta con una donna e che l'amavo alla follia.
Ma decisi che gliel'avrei dimostrato coi fatti.
Le sollevai la minigonna e passai un dito sul perizoma umido mentre io provavo un brivido di piacere.
- Ti piace essere toccata da una donna?-
- Ma che dici!-
Il mio dito continuò a massaggiare la figa di Laura sopra il perizoma. Avrei voluto allonta-narmi da lei, ma ero troppo eccitata.
Anche lei lo è e le piace quello che le sta facendo e lo si capisce subito.
- Vuoi che smetta, tesoro?-
- Sì... no no... continua... ti prego...-
- Allora hai lesbicato altre volte?-
-Sì... mi eccita vederlo fare tra femmina!-
La sua mano ora è entrata dentro il mio perizoma e un suo dito è entrato in me, io gemo un po’ troppo forte.
- Fai piano, tesoro, o ci sentono.
- Più piano di così non riesco, Laura.
- Ci penso io.
Detto questo, ricevo da Laura il primo bacio saffico della mia vita. Sento la sua lingua nella mia bocca e calda ed esperta.
Questa è la goccia che fa traboccare il vaso: ogni tabù cade, le butto le braccia al collo ri-cambiando il suo bacio e contemporaneamente allargo le gambe per facilitarle il lavoro.
Laura ci sa fare anche con la mano e in pochissimi attimi mi porta al mio primo bellissimo intenso orgasmo lesbo.
Improvvisamnte Laura allontanò la mano, al che rimasi un po' sorpresa; mi disse se vole-vo continuare dovevo farlo a modo suo, come una specie di gioco.
Ero molto presa e molto eccitata dall’erotismo della situazione, ma soprattutto avrei fatto proprio tutto per lei in quel momento.
Non tardai a scoprire di che gioco si trattava.
Mi fece voltare verso il muro e mi chiese di mettere le mani dietro la schiena legandole con le manette. Ebbi paura ma ad essere sincera la mia eccitazione fu grande.
Non ebbi il tempo di realizzare veramente ciò che stava accadendo.
La sua mano sui miei seni prima e poi dentro le mutandine fu come il coronamento di un sogno.
Si rese conto che mi stavo bagnando molto e apprezzò il fatto leccandosi la mano con i miei umori. Si metteva le dita tra le labbra leccando i miei succhi gustandone l’aroma e respirando a piene narici il profumo che emanavano.
Mi spinse verso il bordo del letto poi dolcemente mi buttò sul letto e mi strappò le mutandine.
Ora ero completamente nuda davanti a lei e per di più con le mani legate.
Laura mi chiese di allargare le gambe. I suoi occhi sprizzavano felicità. Mi fece voltare giusto il tempo di ammirare il mio culetto. Quando nuovamente di fronte a lei le chiesi perché non si spogliasse.
Invece di rispondermi, mi baciò profondamente e io la seguii.
Dopo lunghi minuti decise di scendere con la sua lingua, dal gusto meraviglioso, fino ai capezzoli.
Le mie gambe erano sempre divaricate e la sua mano faceva cose grandiose.
Sentivo che stava per arrivare il momento tanto atteso: l'incontro tra la sua lingua e la mia parte più intima.
Da come leccava credo che avesse molta esperienza con le donne.
Dopo alcuni minuti il mio clitoride non aveva più segreti per lei.
Mi fece anche voltare e la mia rosellina posteriore ebbe il medesimo trattamento,
la sua lingua e le sue dita mi esplorarono partendo dal collo fino alla punta dei piedi.
Un po' d'imbarazzo lo ebbi quando si occupò con le dita del mio culetto; quando le chiesi se potesse utilizzare una crema si mise a ridere e mi "esaminò" senza usarla; continuò con la  lingua e così fu maggiormente piacevole.
Intanto continuavo ad insistere che volevo vedere un po' più intimamente il suo bel corpi-cino, ma lei disse che c'era tempo.
Il gioco continuò nel modo seguente: mi tolse le manette, prese il dildo dall'armadio e si sedette su una sedia di fronte al letto dicendomi che sapevo bene cosa avrei dovuto fare.
Dopo un po’ di imbarazzo iniziale l’eccitazione aumentò al punto che Laura mi portò prossima all'orgasmo.
La mia bellissima Laura rimaneva ancora completamente vestita, anche se, sedendosi con le gambe incrociate mi mostrava le sue gambe meravigliose.
Mi fece esibire in diverse pose, tutte più o meno spinte e notai che apprezzava special-mente il mio fondoschiena.
In seguito, dopo avermi rimesso le manette, mi accompagnò nel bagno e chiuse la porta.
Solo allora mi chiese allora se volevo veramente vederla nuda.
Io ero emozionatissima e molto vogliosa di ammirare il suo corpo.
Mi chiese se ero disposta a fare tutto.
Io dissi di sì, anche se ero un po' preoccupata su cosa mi potesse chiedere, visto che era-vamo in bagno.
Invece mi chiese semplicemente di andare sotto la doccia.
l problema fu che aprì l'acqua fredda che raffreddò il mio corpo era bollente. Dovevo rima-nere lì sotto mentre lei si spogliava.
Era una sensazione duplice: da un lato stavo gelando sotto l'acqua, ma dall'altro il fatto che si stava togliendo i vestiti lentamente non faceva che aumentare il mio piacere.
Aveva un corpo semplicemente perfetto  e si vedeva che era sportiva.
Chiusa la doccia, tutta tremante dal freddo, mi precipitai istintivamente su di lei, pregandola di togliermi le manette.
Lei, molto sadicamente, si rifiutò e mi fece stendere a terra dopo aver tolto il tappetino. Rimase lì a fissarmi per circa un minuto che per me sembrò durare un'ora, naturalmente dopo avermi fatto allargare per bene le gambe.
Tutto il mio corpo tremava vistosamente di freddo.
Poi il momento tanto atteso, bellissimo: lei mi venne sopra completamente e con tutto il suo corpo mi diede una sensazione di calore indescrivibile.
Il primo obiettivo della mia lingua furono i suoi capezzoli anche se speravo di scendere sotto il suo ombelico il più presto possibile.
Devo confessare che la sue parti intime avevano un sapore fantastico.
Dopo aver esplorato a fondo il suo davanti, si voltò e si sedette sulla faccia chiedendomi di leccarla e di fare lo stesso con la parte posteriore.
Esitante cominciai a baciarle il sederino sodo dall'esterno verso il centro.
Lì non volevo usare la lingua e lei non insistette.
Poi si mise in posizione affinché io potessi ritornare a leccare il suo davanti e nel contem-po lei fece lo stesso con me. Non so quanto tempo restammo incollate in quella posizione: eravamo rapite da un'estasi di piacere incredibile.
Poi quando ormai non avevo quasi più saliva le chiesi se poteva togliermi le manette che cominciavano a farmi un po' male anche se il vero motivo era che volevo accarezzarla su tutto il corpo.
Ritornammo su letto, mi tolse le manette e praticamente ci rotolammo lungamente baciandoci e toccandoci ovunque, per molto tempo.
Si chinò su di me. Sentii la sua lingua all’interno delle cosce: sta ripulendo i miei umori che le imbrattano, lentamente arriva alla mia figa in fiamme ed è il paradiso.
Mi esplora, assapora, succhia, non so se sia la situazione, l’eccitamento, l’esperienza di Laura o se tutte le donne mature sappiano fare godere così le giovani, ma mi prometto che, comunque vada a finire, questa non sarà l’ultima volta che faccio sesso con lei alla faccia dei tabù.
La sua lingua mi fa impazzire: il primo orgasmo è devastante, mi inarco, gemo, grido, la insulto, la sua lingua non smette di darmi piacere.
Sento le sue mani risalire il mio corpo, arrivano ai seni, cercano i capezzoli e li trovano, li stringe fra le dita.
Arriva un altro orgasmo, mi torce i capezzoli: fa male, cerco di liberarmi ma è troppo forte, aumenta la presa e sììì! Godo ancora.
Sento la sua lingua scivolare via dal mio corpo.
- Piaciuto bimba? Ci sa fare la tua Laura?-
Io tremo ancora per il piacere ricevuto
- Baciami, ti prego
Lei mi bacia, mi coccola.
- Sei fantastica - le dico mentre mi tiene fra le braccia
Non ricardo quanti orgasmi abbiamo avuto assieme né quante volte la luce della luna passando tra le fessure delle tende della camera ha illuminato i nostri corpi avvinghiati.

Ecco la mia prima volta con una donna.
Con Laura ebbi ancora parecchi incontri durante quelle vacanze anche se la presenza della mia amica Eva mi obbligava a vedermi di nascosto con lei.
Ad Eva dicevo che avevo conosciuto un ragazzo segreto.
Sapesse anche quante volte ho sognato di coinvolgerla nei giochini "sadici" di Laura!

Al balcone by 1948

In quel caldo pomeriggio di tarda primavera c’era molto caldo. Stavo sul balcone seduta su di una sedia e leggevo un libro.
Avevo una gonnellina nera ed una canotta bianca e come intimo avevo slip e reggiseno neri. Per me una rarità. Quel giorno volevo essere diversa.
Non facevo caso a chi ci fosse in strada e non mi ero neanche accorta di un ragazzo sulla 30, davvero figo,  alto,c on pizzetto ed occhiali da sole che stava appoggiato al muro di fronte casa mia a fumare.
Lo guardai per un momento imbarazzata, poi qualcosa mi scattò in testa.
Posai il libro e mi distesi sulla sedia allungando ed aprendo le gambe.
Lui impassibile sollevò la testa lentamente e mi guardò.
Feci finta di non vederlo e feci scivolare le mie mani prima sul mio seno sopra la canotta e poi scesi ancora  andando a metterle sotto la gonnellina.
..MMmMh...cominciai a stuzzicarmi la fighetta (non più tanto piccola)
Poi inserii la mano dentro le mutandine e arrivai a scostarle toccando la pelle liscia del pube e delle hrandi labbra della figa.
Lui non dava cenno di interesse
Mi toccavo i fianchi, mi sono slacciata anche il reggiseno ed ho mostrato i capezzoli ornati da anelli in seriti nei fori sui capezzoli.
Mi sono avvicinata alle labbra i capezzoli leccandoli.
Cominciai a chiudere gli occhi e a sentire pienamente il piacere.
Mi stavo bagnando.
Uuuuuuhhhh....E lo guardai...
Lui si era tolto gli occhiali, ora mi guardava interessato.
Io sguazzavo con le dita la mia fighetta davanti a lui.
Lui mise la sua mano dentro ai jeans.
Comincio a masturbarsi!!!...E come godeva!!!!
Il mio orgasmo arrivò ed allora che allargai ancora di più le gambe mostrandogli lo spettacolo.
Lui emise un gemito ed un sospiro e poi uno sguardo pieno di libidine.
Si richiuse i jeans dopo essersi asciugato e passato le dita umide di sborra sulle labbra.
Mi fece l'occhiolino e si allontanò.

La mia compagna di classe (1ma parte) by 1948

Come ormai sapete sono Francesca e ho 24 anni.
Ho perso la verginità 11 anni fa e da quel momento ho cominciato a masturbarmi assiduamente. Ora, oltre a farlo spesso, faccio sesso con la mia amante e con il mio maschio.
Avevo 19 anni, frequentavo l’ultimo anno delle scuole superiori ed ero diventata molto amica di Sonia. Anche lei una troietta come me; ci si trovava al bar del paese e si facevano pensieri su i vari maschi che ci guardavano. Ci scambiavamo pareri sui ragazzi che conoscevamo ed anche qualcosa sui nostri desideri notturni e non solo
Sonia era forse l'unica che non mi aveva "emarginato" come avevano fatto le altre, invidiose anche della mia bellezza. Lei è una bella ragazza, alta circa 1 metro e 70, due belle tette 3° misura e longilinea, ama indossare indumenti semplici ma molto sexy; lo fa per far arrapare i vari maschi del paese che non si decidono ad avvicinarsi a noi e che la notte chissà che cosa fanno soli soletti nel loro letto.
Un pomeriggio dovevamo preparare qualcosa per la rituale festa della maturità con gli insegnati e mi aveva invitata a casa sua.
Era una giornata di maggio calda e ne approfittai per indossare qualcosa di bello e sexy; avevo pensato di indossare una gonnellina molto corta plissettata a bassa in vita, un bolerino a fiori in modo che fosse libera bella parte bassa e la pancia risultasse nuda. Biancheria intima poca: niente calze o collant, niente reggiseno e, per non essere troppo indecente agli occhi indiscreti ma sempre attenti e affamati dei paesani, mutandine bianche a coprire la fighetta contornata da pochi peli che accorciavo con le forbici. A quel tempo non conoscevo ancora il perizoma.
Mi eccitava l’idea di essere libera sotto questi indumenti e non farli vedere ai maschi locali ma mandare a loro segnali di disponibilità ad essere vista ed anche toccata da alcuni di loro. I capezzoli che erano proprio duri sulle mammelle ben sode e turgide mentre la fighetta la tenevo nascosta. I capelli raccolti a coda da una parte della testa e legati in modo che cadessero sul davanti nella parte destra del mio petto. Ovviamente il collo era esposto così come la parte retrostante le orecchie. Era un chiaro segnale di disponibilità a essere baciata, toccata e presa.
Arrivai a casa sua e lei era in cucina; stava armeggiando con la farina e le uova per preparare la pasta per una crostata e allora mi venne spontaneo aiutarla.
Lei indossava un minigonna come me ed una canotta bianca. Mi accorsi subito che non indossava reggiseno perché le sue mammelle non erano ancora del tutto formate e quindi sembrava avere meno anni di quelli che in realtà aveva. Era eccitante vederla e lei lo sapeva. A scuola mi diceva che ogni mattina si guardava allo specchio e trovava intrigante l’avere le mammelle di adolescente nonostante i suoi 19 anni ed una attività sessuale ormai consolidata.
Finito il lavoro in cucina mi lavai le mani, lei invece si voltò verso di me e con lentezza e mimando la leccata di un cazzo si leccò con passione le dita passandole sulle labbra e anche mettendole nella bocca e sulla lingua.
Era un chiaro invito ed anche un segnale che aveva voglia di fare sesso.
Nel vederla fare quei gesti mi sono eccitata. Feci la spavalda: la guardai negli occhi fissandola e mi misi la mano destra nelle mutande constatando che la figa era già umida.
Lei non si scompose e mi osservò eccitandosi nel vedere la mia mano sotto le mutandine bianche.
Ero presa dal piacere che cresceva ed avevo gli occhi chiusi. Non mi accorsi che Sonia si era avvicinata.
Mi sussurrò: 
- Perché non andiamo sul divano a parlare un po' ?
La seguii
Mi sentivo a disagio e al tempo stesso eccitata.
Allargai appena le gambe in un gesto gentile.
Le unghie graffiavano delicatamente l’alcantara grigia del divano mentre  e i suoi occhi li vedevo scivolare su di me, lungo le mie spalle, lungo le linee morbide del mio seno, sulla pelle liscia del mio corpo.
Sorrisi lievemente imbarazzata e mi sentivo arrossire.
Accavallai le gambe in un gesto che voleva essere seducente.
Mi accomodai appoggiandomi allo schienale restando così, immobile ed attonita per qualche minuto.
Le  sorrisi, questa volta gentilmente, e maliziosamente e lentamente mi chinai facendo scorrere le dita sulle gambe nude alle caviglie con altrettanta e studiata lentezza. Giocai per qualche secondo con il laccetto di pelle bianca e poi slacciai le scarpe facendole cadere sul pavimento.
Risalii di nuovo alle cosce.
Solleticai con le unghie la pelle liscia delle gambe e in un gesto infantile le aprii e le chiusi unendo le ginocchia. Mi spostai sul bordo del divano sollevandomi un momento per poi tornare di nuovo seduta di spalle.
Mi sedetti sulle caviglie e mi voltai appena baciando la mia pelle per gustare la morbidezza e il gusto leggero e dolce del profumo di vaniglia che emanavo.
Le regalai un’occhiata fugace, la mia schiena, la linea morbida dei miei fianchi e quella rotonda dei miei glutei.
La mutandina accarezzava la pelle della mia intimità, l’alzarsi e abbassarsi del mio seno seguiva il ritmo del mio respiro.
Sulle mie labbra c’era l’attesa e la mia voglia di Sonia e mentre le nostre dita delle mani scorrevano sui nostri vestiti mi chiese
- Tu ti fai i ditalini?
- Certo, da quando avevo tredici anni
Sonia mi guardò un po' stupita ed aggiunse:
- Ci sei mai stata con una donna?
- Che vuoi dire? Vorresti dire se mi ha scopato una donna?
Le risposi di no.
In quel momento si avvicinò e mi mise la lingua in bocca mentre con la mano, scesa rapidamente verso il basso e infilatasi tra il tessuto della mutandina e la pelle  mi masturbava.
Era la mia prima volta con una ragazza.
Ero presa da un eccitazione incredibile che non avevo mai provato prima.
Presi la sua mano e la portò dentro le sue mutandine in modo che le mie dita andassero a toccare la sua fighetta. Con mia sorpresa sentii che non aveva peli e toccare la sua pelle liscia del pube e le sue grandi labbra mi eccitarono ancora di più.
In quel momento scoprii che sarebbe stato bello se mi fossi depilata anche io ma le remore che mi vedessero in casa mi bloccò. Avrei voluto che mi depilasse lei.
Mi venne spontaneo muovere le dita per farle un ditalino
Anche lei si era intrufolata tra le mie mutandine ed allo stesso tempo mi ditalinava.
-Sei ancora vergine, lo si sente.
Mi baciò di nuovo sulle labbra, ma questa volta non mi ritrassi. Risposi con la lingua dentro di lei mentre lei con le mani mi abbassava le mutandine
Con una mano le strinsi i capezzoli che erano già duri e con l'altra le sollevavo la minigonna.
Lei, presa come me da una voglia irrefrenabile, mi levò la minigonna e aprì il mio il bolerino facendolo cadere sul pavimento.
Mi guardò abbracciandomi portando il suo bacino a contatto con il mio ma tenendo lontana la vita in modo che le nostre mammelle, in particolare le mie, toccassero le sue. Mi baciò passando la sua lingua sulle mie labbra.
Mi prese per mano portandomi nella sua camera dai colori pastello molto tenui e di gusto molto femminile.
Dopo pochi minuti ci trovammo sul letto tutte nude ma con le mutandine e in posizione 69.
Le dita scivolarono sui fianchi e giocarono col il bordo sottile delle mutandine. Scostandole ci leccammo le fighe bagnatissime e molto profumate.
Ad un tratto mi sembrò di sentire la porta d'ingresso aprirsi.
Lo feci notare a Sonia, ma lei tranquillissima rispose:
- Continuiamo, non ti preoccupare, non è niente!
Dopo pochi minuti però ci fu una sorpresa e in quel momento ebbi grande paura.

La mia compagna di classe (2nda parte) by 1948

Sulla porta del salone, dall'altra parte della stanza, apparve la figura di Paola, la mamma di Sonia, con la mano nelle mutandine e ci guardava. Lentamente si avvicinò e si spogliò. Notai che era una gran bella donna, sui quarantacinque, con due mammelle  che mi sarebbe piaciuto toccare ed anche succhiare i capezzoli appuntiti che premevano prepotentemente sul leggero tessuto del suo reggiseno. Oggi direi una MILF.
Non portava calze ed i capelli erano lisci ed arrivavano alle spalle.
Le scarpe con tacco da 10 cm le consentivano un’andatura ondeggiante e sensuale.
Nel momento che Paola restò nuda vidi per la prima volta un perizoma. Aveva un triangolino nero semitrasparente nella parte anteriore a chiudere la figa e poi una catenella dorata non grossa che teneva teso in basso il triangolo e che risalendo tra i glutei andava a riunirsi ad una cintura fatta con la stessa maglia metallica che circondava la parte bassa dei fianchi. Era bellissima. Si vedeva che era un indumento non comune ed oggi mi chiedo chissà quale amante le avrà fatto a quel tempo quel meraviglioso regalo.
Sonia le fece un cenno di approvazione per la sua partecipazione al nostro incontro.
Paola si è inchinata su di me e mi ha accarezzato su una guancia e allo stesso tempo si è sporta verso la figlia per baciarla in bocca.
Il bacio fu lungo e profondo con le lingue che giocavano e si inseguivano.
Al termine, mentre la mamma della mia cara amica mi osservava, Paola disse:
- Non preoccuparti, la mamma è molto esperta. Ho già l’amore fatto molte volte con lei. Quando siamo sole in casa in intimità ci ditaliniamo anche a vicenda e ce la lecchiamo fino allo sfinimento.
La mamma mi accarezzava le spalle ed i fianchi fino ad arrivare alla schiena passando anche sulle mutandine e risalendo fino al collo ed infine andando a solleticare con i polpastrelli le zone erogene del volto.
Fui avvolta da sensazioni inimmaginabili e bellissime.
Non ebbi nessun turbamento quando mi disse che facevano sesso madre e figlia insieme perché non ne ebbi il tempo.
In quel momento Sonia si allontanò e mi disse di mettermi alla pecorina.
La mamma si tolse la collana di finte perle che aveva al collo.
La leccò e, perla dopo perla, me la infilò aprendo con delicatezza la rosetta posteriore, mentre Sonia, stesasi sotto di me, mi faceva godere in figa con tre dita e la lingua sul clito.
Dopo qualche minuto venni e il mio liquido venne leccato dalla mamma di Sonia che ora voleva essere a sua volta soddisfatta.
Si sedette sul letto ed aprì le gambe offrendosi a me.
Sollevò le gambe, si tolse il perizoma con naturalezza ed eleganza muovendosi lentamente di fianco e poi riappoggiò i piedi per terra mantenendo le scarpe a tacco alto.
Mi avvicinai a lei e Sonia mi accompagnò la testa tra le gambe della madre.
Mi venne spontaneo leccare la figa di Paola che era li davanti a me depilata completamente e profumata di sesso.
Anche lei mi aiutò aprendosi la figa e mostrandomi il suo clito già sensibile e duro, ben eretto e smanioso di sentire il movimento della mia lingua.
Già colava umori ed io ero al settimo cielo. Che meraviglia!
Chi mai avrebbe immaginato che in paese madre e figlia si amassero. Sapevo che Paola era nominata come bella donna e che più di un uomo l’avrebbe volentieri montata ma si sapeva che la figa lei la dava solo al marito.
Sentivo Paola ansimare e vibrare sotto i movimenti della mia lingua.
Forse non era tanto soddisfatta e forse non riusciva a venire.
Allora, dopo avermi fatto sollevare, mi baciò come fece con la figlia.
Fu per me il secondo bacio saffico; splendido e meraviglioso che accrebbe la mia voglia di sbrodare.
Paola si sdraiò per terra e ci strusciammo le fighe; la sua completamente rasata contro la mia pelosa, mentre Sonia era andata in cucina.
Al ritorno era senza mutandine e con un cetriolo in mano. Il suo pube era splendido. Aveva una farfallina tatuata proprio sul monte di Venere e la pelle aveva un colore che le invidiavo.
Con Paola ci strusciavamo le fighe colanti incrociando le gambe; la posizione me la indicò lei e la presi con l’aiuto di Sonia.
Quando Sonia entrò in camera con il cetriolo in mano ci slacciammo e la sua mamma si pose con il sedere in alto, il petto verso il pavimento con le mammelle penzoloni.
-Leccale la figa – mi disse Sonia, cosa che feci immediatamente e mi accorsi di un aumento delle secrezioni vaginali.
Che buone! Le leccai tutte.
Sentivo Paola ansimare e godere tantissimo.
Per erano sensazioni nuove e mai prima avevo visto una donna godere così; era per me la prima esperienza lesbica.
Anche io avevo assunto la stessa posizione di Paola e sentivo la collana dentro di me e mi eccitava l’avere una parte di essa fuori che penzolava. Mi sentivo bella, decorata, come se avessi del make up sulle mie parti intime; non avevo mai preso in considerazione questo stato.
Solo poco dopo la mamma di Sonia, baciandomi e leccando le mie labbra, mi disse che aveva avuto il primo breve orgasmo.
Poi Sonia volle che la aiutassi a far entrare nella figa della madre il cetriolo, mentre io con le mie dita le avrei dovuta aprire la rosellina posteriore.
Lo facemmo e Paola, da donna esperta, poco dopo venne ansimando e vibrando.
Sulle sue cosce colava il suo buon liquido caldo, e io, per ricambiarla del favore, la leccai tutta con un immenso piacere.
Mi estrasse la collana, la re-indossò e cominciò a baciarmi con una lingua perversa mentre Sonia, molto eccitata, mi prendeva la mano e si metteva 4 dita in figa.
Ci ritrovammo nude, io a baciare il suo seno e lei a toccarmi dolcemente.
Poi ci producemmo in un 69 che tutte dovrebbero sempre provare.
Era bellissimo, lei era fantastica.
Mi sentivo la lingua dappertutto.
Sonia Inserì anche un dito nel mio culetto e allora si che mi sentii per la prima volta appagata come non mai.
Lei si spostò in avanti e mentre io inserivo due dita nella sua figa, lei mi aveva aperto la mia dicendo:
-E' la prima volta che faccio una cosa così, sei fortunata spero che ti piaccia.
-Lo amo, lo amo...- risposi io, impegnata come ero.
Poi finalmente lei si decise a farmi venire zittendo e lasciando la mia mente immaginare sia le sensazioni sia le situazioni più arrapanti. Aspettavo quel momento da molti minuti.
Era bellissimo.
La sua sbroda sembrava fatta di sapone liquido, sembrava che dovessi svenire da un momento all'altro, e poi sentii:
-Ti prego non ti fermare, sto per venire, oh Dio, sto per venire - ed ancora
-Ti amo, sììì, ti amo, fino a quando posso, ti desidero, sìììììì!!!-
Al nostro fianco la mamma di Sonia che si ditalinava con il cetriolo tutto dentro al suo culetto che faceva la voce solista di sospiri e mugolii mostrando senza ritegno le sue parti sessuali e offrendole a noi.
Gli incontri si ripeterono e così fino a che non mi trasferii in città.

In vacanza by 1948

Sono stanca ed ho voglia di sentire il sole scaldare la mia pelle. Ho un'idea, approfittare delle ferie accumulate e prendermi un paio di settimane di libertà.  Preparo la valigia e la riempio per buona parte di indumenti e scarpe, ne voglio approfittare per vestirmi da troietta.
Arrivo nel pomeriggio e scelgo il posto dove fermarmi, in tempo per un bagno nella piscina dell'hotel e per godermi gli ultimi raggi di sole, poi vado in camera a prepararmi per la cena.
Rifinisco la depilazione e mi vesto da maschietta, cioè intimo femminile con sopra una T-shirt aderente e un paio di jeans; abbigliamento unisex e anonimo.
Vista la stagione il ristorante è semi deserto con solo tre o quattro i tavoli occupati da coppie in posizioni tranquille dove poter rimanere in intimità. Anch'io mi adeguo e scelgo un angolino da dove posso vedere il giardino e osservare discretamente quello che succede.
Si avvicina un cameriere che si dimostra simpatico e disponibile a socializzare, si chiama Roberto.
E’ tunisino.
Ogni volta che si presenta al tavolo scambiamo qualche battuta. Così ho tempo per studiarlo: è un ragazzo dalla carnagione scura, discreto, alto, magro, dai bei lineamenti, occhi scurissimi e vispi. Mi piace il taglio della sua bocca, molto ben disegnata,carnosa e sensuale.
Mentre mi serve il dolce, faccio cadere "casualmente" una posata per terra. Mi chino per raccoglierla, lasciando che i jeans a vita bassa lascino bene in mostra il perizoma che indosso.
Quando mi rialzo vedo i suoi occhi che mi fissano con stupore e desiderio.
Noto un rigonfiamento nei suoi pantaloni ed allora sposto lo sguardo sulla chiave appoggiata sul tavolo con il numero della camera in vista. E’ un esplicito invito a farmi visita in camera.
Il vino che ho bevuto mi ha reso allegra e ho proprio voglia di mettermi di fronte allo specchio e trasformarmi in una irresistibile puttanella, se Roberto mi farà visita mi troverà così, altrimenti, come faccio spesso, mi masturberò guardandomi allo specchio giocando con i toys che mi sono portata.
Lascio liberi i capelli lunghi con frangetta, indosso un corpetto nero che mi stringe i fianchi, guepiere, calze fumè velate e il perizoma già indossato a cena e che ora è già macchiato dei miei umori.
Indosso un tubino nero in pelle con spacco laterale che mi copre fino poco sopra le ginocchia e che fascia alla perfezione il fondo schiena, per concludere scarpe decolleté tacco10.
Quando ormai mi stavo rassegnando a passare la tarda serata da sola, sento bussare alla porta: è' Roberto.
Prima di aprire la porta lo invito ad entrare con gli occhi chiusi, perché gli ho preparato una sorpresa.
Aperta la porta mi metto alle sue spalle posando le mani sui suoi occhi.
Gli chiedo se gli piacerebbe se io fossi vestita come una di quelle attrici sexy che si vedono sulle riviste.
Lui si volta e rimane senza parole.
Lo metto a suo agio, chiacchiero mentre gli accarezzo il petto, poi gli tolgo la giacca, noto che apprezza la sorpresa che ha trovato.
Quando sento che è abbastanza rilassato e che le intenzioni sono chiare, avvicino le mie labbra alle sue e lo bacio dolcemente.
Guardo la sua bocca sporca di rossetto: anche tu staresti bene truccato, gli dico, hai delle labbra molto femminili.
Lui sorride. Ci mordicchiamo le labbra, i baci si fanno sempre più profondi, le nostre lingue si incontrano, sento il suo cazzo che spinge contro il mio pancino, siamo entrambe eccitati.
Le sue mani scivolano lungo i fianchi, mi palpa il sedere e le cosce poi si infila su per lo spacco dove trova il perizoma sollevando la gonna che a quel punto mi fascia solo l'inguine.
-Ce l'hai bagnata - mi dice.
Gli sorrido, annuendo e slacciando la camicia.
 succhio e mordo delicatamente i suoi capezzoli.
Le mie mani massaggiano il suo sesso che sembra di granito.
Slaccio i suoi pantaloni, accolgo tra le mani il suo sesso, scuro, gonfio, con una bella cappella e con la bocca scendo fino a sfiorarla con le labbra, la bacio.
La mia lingua percorre con calma tutta la lunghezza del  suo cazzo gustandone il sapore.
 Massaggio le due belle palle prive di peli prima con le unghie, poi me le godo in bocca.
Mi dice che sono proprio una troia, che lo sto facendo impazzire e che lo eccito tremendamente.
E’ il momento di farlo stendere sul letto e mentre continuo il lavoro con la bocca gli offro il mio culetto, che va a sfiorare la sua faccia.
La gonna vola via e le sue mani non si staccano dal mio sedere, poi appoggia la lingua sull'ano, ormai bagnato e lo esplora con grande avidità.
Il calore della sua lingua che si muove intorno e dentro il buco mi stimola a fargli un bel pompino: alterno colpi di lingua sulla sua cappella con degli affondi in cui prendo tutto il suo cazzo fino in gola.
Non ho voglia di staccarmi dalla sua asta, sono golosa mi piace molto fare i pompini.
E’ impagabile sentire un cazzo caldo e grosso in bocca, quindi penso che rinuncerò a farmi scopare per questa volta, tanto è solo il primo giorno di vacanza.
Sento il dito medio che si introduce nel mio buco mentre la sua lingua non accenna a fermarsi.
Con una mano mi sta accarezzando la figa e dintorni mentre con l’altra mano si sta masturbando lentamente; intanto io sento le prime gocce che escono dalla punta del suo cazzo e mi gusto il loro sapore, un po’ dolce un po’ salato.
Rallento il ritmo del pompino.
Voglio che questa fase di massima eccitazione duri qualche minuto.
Le dita infilate nel mio buchetto, che già da tempo ha preso non solo quelle, diventano due e le accolgo fino in fondo. Sono aperta, bagnata e penso come sarebbe bello se ci fosse un altro bel cazzone da soddisfare.
I miei gemiti si fondono con i suoi, sento che si sta trattenendo per non venire, il suo uccello è pronto ad esplodere e lo torturo con la lingua sulla cappella, fino a che non la prendo tra le labbra e succhiando gli do gli ultimi colpi dolci ma decisi prima di sentire che sta venendo.
Gli chiedo che mi sborri sul volto e lui docilmente esegue.
Esplode in una fantastica sborrata che prima mi inonda il viso e poi mi riempie la bocca.
Sono una golosa! Mi piace il sapore della sborra e me lo gusto fino in fondo.
Raccolgo con la lingua il suo seme che mi cola dal viso aiutandomi anche con le dita senza tralasciare di pulire per bene il suo sesso che solo ora comincia ad avere i primi segni di cedimento.
Sono momenti che mi fanno sentire veramente puttana, e mi piace.
-Voglio che anche tu goda -  mi dice mentre mi fa mettere  sulla schiena e riprende a ditalinarmi lentamente.
Io sono eccitata come una cagna in calore, l'odore e il sapore della sua eiaculazione mi hanno portato ad un punto in cui ci vuole poco perché anch'io venga con un'abbondante sborrata che si sparge sul corpetto e  su fino al collo.
Roberto si china, con la lingua raccoglie qualche goccia di sperma e la deposita sulla mia lingua, dove i nostri sapori si mescolano. Sorridiamo, entrambe soddisfatti.
Rivestendosi dice che è in ritardo, deve rientrare a casa, ma domani ci si rivede.
Spero solo che a casa non abbia una moglie che si aspetta una notte di sesso, perché penso di averlo spremuto abbastanza.
Così finisce la prima giornata di un soggiorno che si rivelerà piacevole e pieno di sorprese

In vacanza - seconda sera by 1948

Mi sveglio e mentre mi rigiro pigramente sul letto il pensiero va subito alla serata passata in compagnia di Roberto: la cosa mi provoca un brivido di piacere e una grande curiosità rispetto alla giornata che mi si apre davanti.
Non do il meglio di me al mattino avendo un risveglio lento, quindi decido di affrontare la giornata con una passeggiata in paese e poi andare in spiaggia.
Cerco un posto discreto da dove posso osservare quello che succede intorno.
La giornata passa piacevolmente fino al tardo pomeriggio quando decido di fare ritorno in hotel.
Poco dopo essere rientrata in camera, mentre mi stavo preparando ad infilarmi sotto la doccia sento bussare alla porta: è Roberto che si presenta con un gran sorriso e una proposta di passare con lui la mezz'ora che manca all'inizio del suo turno di lavoro.
Declino l’invito sussurrando che non sono pronta, che voglio truccarmi e vestirmi come si deve, ma dopo cena....ci potremmo vedere e sibilo, quasi vergognandomi, se vuoi portare un amico che ha voglia di divertirsi con noi.....perché no?
Ho deciso che in questa vacanza voglio trasgredire e se possibile realizzare alcune delle fantasie sessuali che sogno da tempo, che ho già provato e che mi hanno lasciato un bel ricordo: una di queste è quella di essere al centro dell’attenzione di due maschi.
Roberto è un po’ imbarazzato e un po’ perplesso ma noto il rigonfiamento dei suoi pantaloni che io prontamente accarezzo facendo gli occhi dolci.
Lui mi promette che lo chiederà ad un suo collega cameriere.
Durante la cena mi indica la persona che ha intenzione di coinvolgere ed io do il mio benestare.
I lavoratori di quell’hotel sono tutti giovani e carini, adatti al contatto con il pubblico; ci accordiamo per vederci in camera mia dopo le 23.
Sono quasi le 23.30 quando bussano alla porta. Vado ad aprire e sono sorpresa nel vedere che ci sono due persone con Roberto. Lui, prendendomi un attimo da parte, mi spiega che il cuoco li voleva trattenere più a lungo per la preparazione del pranzo del giorno seguente, così hanno pensato di coinvolgerlo nella loro serata godereccia.
Io sono in uno stato di eccitazione tale che gli sfioro le labbra e gli dico che va bene anche così, di non preoccuparsi, ci divertiremo, metto solo due condizioni: niente violenza e rapporti anali protetti.
Roberto mi presenta i suoi colleghi: Gianni, che ha poco più di 20 anni ed il cuoco Luca, già oltre la quarantina, capelli brizzolati e fisico un po’ più grande degli altri due. I loro sguardi sono pieni di libidine ed l’eccitazione nei miei confronti.
Indosso un vestitino bianco a fiori, stretto in vita e veramente corto da cui spunta il reggicalze bianco e un po’ dei miei glutei, calze bianche velate sottilissime con righine verticali che slanciano le gambe, sandali coloratissimi con leggera zeppa e tacco 10. L’intimo è un paio di mutandine di raso azzurro abbinate al reggiseno. Trucco non troppo marcato, azzurro per gli occhi , rossetto e unghie rosse.
Ancora in piedi vicino alla porta, Roberto si avvicina e cerca le mie labbra: è impaziente ed io non mi nego perchè adoro farmi baciare. Anche gli altri due si stringono a me e avverto subito i tre cazzi contro il mio vestitino leggero. La sensazione è bellissima.
La mia lingua gioca con le loro passando da una bocca all’altra, trovando con ognuna sintonia e gusti diversi. Lascio che le labbra e la lingua accolgano quelle dei tre uomini che in questo momento desiderano solo avermi.
Sento le loro mani scorrere lungo le mie gambe velate dalle calze per poi passare sulle cosce nude e finire sul culetto sodo. Mi piace e mi fa sentire molto troia, sensazione che desidero da quando sono partita in vacanza.
Gianni è il primo che si slaccia i pantaloni estraendo il suo bel cazzo che prendo e stringo tra le cosce facendogli provare la sensazione del contatto con le calze.
 Anche gli altri due si spogliano e i loro cazzi immediatamente cercano il contatto con il mio corpo. Li massaggio dolcemente accarezzando le palle gonfie.
Ho voglia di sentirli crescere e godere nelle mia bocca.
Mi chino, passo la lingua sulla cappella di Gianni e poi scendo fino alla base percorrendo tutto il suo cazzo curvo e lungo, infine lecco le palle che sento grosse e piene le succhiandole con delicatezza.
Risalgo fino alla punta, la succhio e lentamente scendo accogliendo il cazzo in gola tenedolo fino a che sento un altro uccello premere sul mio collo e reclamare attenzione.
Luca con la grossa verga scura in mano vuole sperimentare il pompino e per accontentarlo avvolgo quello splendido cazzo tra le mie labbra lavorandolo con la lingua.
E’ durissimo e si insinua in profondità nella mia bocca spalancata. Qualche colpo profondo, lo espello per andare rapidamente a leccare le palle e  tornando a succhiare golosamente la cappella in modo da farlo arrapare al massimo.
Sento molte mani che palpano il culo ormai bagnato con gli umori che colano dalla figa e dalla loro saliva e un dito cerca la strada per infilarsi nel mio sesso; sono pronta per riceverlo e divarico le gambe mentre proseguo il succoso pompino che sto facendo a Luca.
Al dito nel culo ne è seguito un altro che mi ha preparata a dovere per accogliere qualcosa di più grosso, così spingo Luca verso il divano, lo faccio sedere, rivesto il suo cazzo con il preservativo e appoggio la punta sul mio buco. Il suo cazzo è veramente duro ed il maschio è al top dell’eccitazione.
Per facilitare l’introduzione di quel palo di carne calda ruoto le natiche lentamente e finalmente sento lo sfintere che si allarga preparandosi a riceverlo, quindi spingo più a fondo e lo introduco dentro di me, prima la punta, poi in breve mi ritrovo completamente seduta sulle sue gambe e sento che è tutto dentro.
 Godo come una troia e comincio a mugolare.
Roberto e Gianni sono in piedi davanti a me mentre mi muovo su e giù.
Accetto i cazzi che mi vengono offerti in bocca, li alterno in gola mentre mi sento completamente riempita nel culo.
Ho la fantastica sensazione di essere posseduta e di essere l’oggetto del piacere di quegli uomini. Il mio desiderio si sta avverando.
Comincio a sentire Gianni che si muove in modo compulsivo e capisco che ormai, troppo eccitato, non ce la fa più a resistere, allora rallento il movimento sopra Luca fino a fermarmi, sedendomi col suo cazzo piantato fino in fondo nel mio intestino, e mi dedico a lui.
La mia saliva ricopre completamente la sua asta.
Mi bagno un dito passandolo sulle labbra e lo appoggio sul suo sfintere per poterlo introdurre a metà affinché sia stimolato ulteriormente.
Le prime gocce di sborra mi colpiscono sulle labbra. Con la lingua gli avvolgo il glande poi affondo dando alcuni colpi decisi, apro la bocca e appoggio la sua cappella sulla lingua, affondando il mio ditino nel suo sedere e massaggiandogli il cazzo con l’altra mano.
L’esplosione è violenta e abbondante, mi schizza in faccia e mi riempie la bocca con la sua sborra calda e viscosa, che magnifica sensazione!
Gli pulisco per bene il cazzo con la lingua, vedo gli ultimi spruzzi e mi gusto i dolci sapori fino all’ultima goccia mentre ricomincio a muovermi sull’uccello di Luca.
Anche Roberto, vedendomi al lavoro con quella passione, sta per venire e sborrare, così mi metto alla pecorina sul divano e, mentre vengo presa da dietro, ingoio il suo cazzo insieme alla crema calda che mi cola dal viso dalla precedente sborrata del suo amico.
Mi spinge la testa verso il suo bacino e mi sborra in gola: una sborrata densa.
 Le ultime gocce le colgo sulla lingua dove ho ancora il sapore di Gianni e mi gusto questo splendido momento.
Volto il viso verso Luca per vedere se apprezza lo spettacolo.
Lui vedendomi con il viso coperto di sborra, eccitatissimo, incrementa il ritmo dei colpi dentro il mio culetto favoriti da me che lo vorrei sino allo stomaco.
Lo prego di svuotarsi nella mia bocca ma lui non capisce.
Quando affonda i colpi sento le sue palle che sbattono contro la mia figa.
Io sono completamente dilatata.
Viene dentro di me, una sborrata lunga con numerose pause e riprese.
Lo accarezzo mentre gli ultimi getti di sperma si spandono in me.
Quando esce da me gli tolgo il preservativo e mi stupisco della quantità di sborra che contiene.
Esausta e soddisfatta mi allungo sul divano, appoggio il preservativo sul mio seno e lascio che il suo contenuto scorra lungo il mio corpo e sul vestitino a fiori profumandolo e macchiandolo a ricordo di una notte da favola.

In vacanza - 3za sera by 1948

Incontro Roberto mentre organizza le bevande con il ragazzo del bar , gli chiedo come sono stati ieri sera, lui e i suoi colleghi. Con un lampo negli occhi mi riferisce della soddisfazione di tutti e mi dice che in serata vorrebbero organizzare una piccola festa in mio onore nella saletta attigua al bar.
Noto che non fa niente per nascondere al ragazzo del bar quello che mi sta dicendo e di fronte al mio faccino perplesso da finta ingenua mi comunica che ci sarebbero due persone che sono state messe al corrente delle mie doti e vorrebbero unirsi a noi: una è il ragazzo lì presente e l'altra è il gestore, un baffone che vedo spesso alla reception.
Un brivido mi corre lungo la schiena, sentirmi trattata come una puttana mi eccita, mi immagino già come oggetto di desiderio di tutti.
L'appuntamento alla stessa ora di ieri  in cui i pochi clienti dell'hotel si sono ritirati nelle proprie stanze.
Nel tardo pomeriggio, rientrata dalla spiaggia, comincio a valutare il look da esibire la sera.
Penso che sia arrivato il momento di presentarmi vestita da vera troia come non ho mai fatto in pubblico fino a quel momento.
Mentre sono in camera Roberto mi cerca e si presenta in compagnia di una ragazza sui 20 anni, dai lineamenti molto dolci, che mi presenta come Gabriella. Roberto mi spiega che è la figlia del farmacista del paese e che ogni tanto si reca all'albergo per divertirsi e soddisfare le sue voglie di cazzo con qualche amichetto che lavora lì. Mi chiedeva se, a mio parere, sarebbe stato carino coinvolgere anche lei nella festa della sera.
Uno dei miei sogni è sempre stato quello di un rapporto lesbico con un'altra sorellina come me giovane e già esperta, quindi che si senta già troietta.
Accetto di buon grado la proposta. Invito Gabry a fermarsi in camera con me, così potremo conoscerci e prepararci insieme. Roberto si offre di portarci in camera qualcosa da mangiare per cena. Sono impaziente di vedere Gabry trasformarsi in una bella fanciulla mora e mentre si chiacchiera amabilmente gli propongo di provare qualche trucco e trasformarsi.
Alla fine del trucco è proprio una bella morettina, con un ombretto verde, le sopracciglia curate che fanno risaltare i suoi zigomi e il rossetto rosa: è proprio una gran figa.
Lei è molto affascinata dalla mia pelle liscia e completamente glabra.
Da ragazzina esperta e già arrapata, infila una mano sotto la vestaglia per accarezzarmi le gambe e il suo tocco delicato mi turba non poco.
Le propongo di depilarla completamente come me e lei accetta. Si fida già molto di me.
Si denuda rivelando un bel corpicino dai fianchi stretti e un bel sederino ma cerco di rimanere concentrata sulla depilazione.
Alla fine si è proprio trasformata, il trucco in viso, la parrucca e la pelle liscia ne fanno una vera femmina da monta.
Le porgo un perizoma, delle calze autoreggenti e un corpetto che indossa con il mio aiuto.
E' estasiata dal contatto della lingerie di lusso ed è visibilmente eccitata.
Anch'io nel frattempo ho indossato dell'intimo molto provocante e sono in uno stato di eccitazione tale che non si riesce a contenere nei tanga che uso solo in camera.
Lei mi guarda con ammirazione, mi accarezza le tettine ed entrambi guardiamo la nostra immagine che si riflette nello specchio del bagno.
Ormai i nostri corpi sono vicini e sono attratti irresistibilmente.
Le gambe velate dalle autoreggenti, vengono a contatto provocando in entrambe una sensazione di piacere intenso.
Anche i nostri sessi sono eccitati e colano profumando l’aria seppur ancora separati dal pizzo leggero delle mutandine.
Avvicino la mia bocca alla sua, cingo le mani dietro al suo collo e il sapore dei nostri due rossetti si unisce, le lingue si toccano e si assaporano, si succhiano e delicatamente ci esploriamo le bocche.
Incrociamo le gambe ed i nostri sessi eccitati si sfregano l'uno contro l'altro, godendo anche del contatto con il nylon delle calze, mentre limoniamo con tutta la passione di due fighette arrapate.
Le prendo la testina e dolcemente la spingo verso i miei capezzoli turgidi. La sua bocca subito ci si attacca, leccandoli e succhiandoli fino a farmi fremere.
La tocco ovunque, la puttanella ha già il buchino bagnato e il clito durissimo fuori dalle labbra della figa.
La masturbo sia davanti che dietro e lei risponde con mugolii che dicono molto del piacere che prova.
Ora abbasso la sua testa verso il mia figa per invitarla a farmi sentire il calore della sua bocca intorno alla mia vulva.
Lei esegue ubbidiente ma, nonostante si impegni e le piaccia, si vede che ha fatto molti pompini ma di leccate di figa no. Non deve aver mai leccato fighe prima della mia. Si vede che è inesperta e quindi le leccate non sono la sua specialità.
Le sorrido, la faccio rialzare e dopo averla baciata ancora a lungo mi inginocchio davanti a lei, le bacio l'interno delle cosce, risalgo e lecco il monte di Venere le grandi labbra e poi dopo averle allargate, do' dei piccoli colpi al clito con la lingua succhiandolo e facendolo scivolare nella bocca.
Lo sento grosso e duro, pronto a dare il massimo di se con una sbrodata enorme.
Ripeto a lungo questi preliminari e poi prendo ad intensificare il movimento della lingua e della testa per fare entrare la lingua dentro la figa per poter gustare i suoi succhi al fondo della sorgente
Sento che si sta eccitando molto, i suoi gemiti e alcune sruzzi di liquido mi avvisano che non può resistere oltre.
Con una mano le accarezzo le natiche e il dito medio scivola oltre il suo sfintere, dilatato e fradicio di umori. Sbrodami sulle labbra, le dico, affondandole il dito nel culo e con la bocca incollata alla figa che è lavorata dalla lingua.
 Esplode in una sbrodata che mi colpisce la lingua, le labbra, e il viso.
E’ dolce.
Io sono golosa e con la lingua mi pulisco per bene, lasciandone colare lungo il viso alcune gocce, ma ingoiandone il resto.
Gabry è estasiata, le tremano le gambe, ma è ancora arrapata, tanto da chiedermi di insegnarle come si lecca il clitoride e la figa per avere la massima eccitazione.
Accetto con molto piacere, ho voglia di venire anche io.
Le do indicazioni sul come usare la lingua e lei, ubbidiente, esegue come una brava scolaretta.
E' anche lei molto porca, si vede che prova un grande piacere mentre mi fa godere.
Dopo poco le dico di intensificare il ritmo degli affondi, fino a quando le esplodo in faccia inondadola con i miei umori vaginali che spruzzo durante l’urlo dell’orgasmo.
La sbroda le copre il viso lasciandola senza parole.
La faccio sollevare e lì comincia quello che è stato il bacio più dolce della mia vita.
Ci guardiamo negli occhi sorridendoci, la bacio, raccolgo con la lingua la mia sbroda dal suo viso e la porto sulle sue labbra introducendola nella sua bocca.
Lei fa lo stesso con la sua sbroda che ho ancora sul volto e le nostre lingue si intrecciano, si dividono e si ritrovano subito cariche dei sapori reciproci che ci passiamo da una bocca all'altra senza sprecarne una goccia.
Ci ritroviamo con le facce ripulite, spossate e felici ci sdraiamo sul letto e con un sorriso di intesa ci diciamo: stasera ci divertiremo.

Mirta diventa lesbica by 1948
Author's Notes:

Mirta racconta come diventò lesbica

Una sera dopo cena mentre si vedeva una trasmissione in TV poco interessante chiesi a Mirta, tenendole la mano, come scoprì il sesso lesbico.
- è da tanto che te lo volevo chiedere ma ogni volta tu ecciti tanto, mi fai arrapare e finiamo per fare sesso perdendo la ragione e così mi dimentico la domanda.
Finalmente Mirta inizia il suo racconto.
Ero amica di Eleonora, 27 anni, alta, snella e formosa, capelli scuri e sempre ben messa, elegante e tonica. Era amica di Elisa fin da ragazzina. Anche Elisa era una bellissima ragazza anche lei mora, poco più bassa di Eleonora con un corpicino molto attraente.
Io ero una loro amica comune anche se tra me loro c’erano 7 anni differenza. Al tempo sapevo poco del sesso anche se con due ragazzi l’avevo fatto negli anni precedenti. Mi atteggiavo a fighetta ma ero molto pudica e non mi concedevo facilmente. Mi ricordo che era estate e vestivo sempre con indumenti leggeri e molto femminili usando anche collanine e braccialetti. Al tempo si usavano anche le cavigliere ed i tatuagi non erano di moda.
Per me erano grandi di età ed ognuna di loro aveva una relazione stabile con un uomo già da tempo e confidandosi tra loro si dicevano soddisfatte dai rispettivi maschi.
Seppi dopo che in realtà Eleonora aveva sempre trovato molto eccitante e sensuale la sua amica, ma non voleva rischiare l’amicizia con proposte che avrebbero potuto rompere la loro lunga amicizia.
Ricordo che era ancora estate, un pomeriggio, negli spogliatoi del Tennis Club dove alla fine delle partite le due si cambiavano di abito. Mi ero leggermente attardata al campo e loro due erano avanti a me. Il vento faceva sentire il loro discorso e sentii che la chiacchierata cominciava a farsi calda. Mi fermai incuriosita dietro una siepe. Elisa parlava di come non si sentisse del tutto appagata dal suo uomo.
- ne hai parlato con lui? Che gli hai detto? Gli hai spiegato che vuoi qualcosa di diverso?
- Si ma non credo serva. Vorrei qualcosa di nuovo, di fantasioso
- Se fossi uomo saprei io come soddisfarti – rispose Eleonora
Elisa arrossì non sapendo cosa rispondere mentre Eleonora sorrise guardandola per osservare le reazioni dell’amica.
Le seguii senza farmi vedere mentre entravano nello spogliatoio dove ci si toglieva di dosso il sapore del sudore con una doccia.
Eleonora propose ad Elisa di farla insieme e quest’ultima accetto volentieri: - così mi insaponi e mi dai un parere sui miei fianchi – disse
Loro non si accorsero della mia presenza quindi potei vedere i loro gesti.
Nello spogliatoio la prima mettersi sotto l’acqua fu Elisa poi la raggiunse Eleonora che nell’entrare sotto il getto d’acqua ebbe una visione celestiale.
Elisa era lì, completamente nuda, splendida, con l’acqua che scorreva sulla sua pelle, i capelli lunghi e bagnati che le coprivano i seni turgidi, con i capezzoli duri per l’acqua fresca e un sedere favoloso.
Eleonora per un attimo rimase lì a guardarla; era estasiata e troppo eccitata. si sentiva in imbarazzo temendo che fosse scoperta la sua eccitazione.
Non riusciva a staccarle gli occhi di dosso. Elisa si girò sentendo gli occhi dell’amica sulla sua pelle e maliziosamente sorrise
- cosa c’è?
Eleonora si lanciò verso di lei e la baciò chiudendo gli occhi.
Credeva che Elisa si staccasse bruscamente magari lanciando qualche insulto ma restò immobile paralizzata. Le sue labbra erano serrate ma il suo corpo ma non dava segni di fastidio o di repulsione.
Eleonora le mise le dita tra i capelli mentre dischiudeva le labbra cercando di trovare la sua lingua.
Qui accadde l’impensato e si realizzò una delle meraviglie della natura: le sue labbra si aprirono e si sciolsero in un bacio passionale e carnale.
Avevano voglia incredibile tutte e due.
Dedussi dall’incertezza dei primi gesti che ad Elisa era la prima volta che le succedeva qualcosa di simile, ma era visibile che per lei era una sorpresa magnifica, sorprendente grande, molto desiderata.
Eleonora cominciò a sfiorare il corpo della sua amica mentre si tenevano unite in un abbraccio forte ed erotico.
I loro corpi si unirono sotto il getto d’acqua fresca che le bagnava. Elisa si volto dando la schiena ad Eleonora che la baciò sul collo e poi giù fino alle natiche.
Eleonora restando inginocchiata ruotò sul davanti e così vide ciò che era il suo scopo e lo aveva a portata di mano. Sollevò lo sguardo e trovò lì la sua amica che si contorceva dal piacere.
Immerse il viso tra le sue cosce cercando con la lingua il sesso ed il suo sapore.
Elisa moriva dal piacere; poggiò le braccia al muro per potersi abbandonare meglio al piacere che l’amica le stava donando.
Eleonora le infilò due dita dentro per masturbarla e nel contempo leccarla.
Elisa muoveva i fianchi energicamente come se le dita fossero il sesso del suo maschio, quasi volesse essere posseduta più a fondo incurante se nello spogliatoio ci fossero altre ragazze.
Eleonora sentiva il suo ansimare e le sue deboli urla di piacere ed allora decise di farla godere veramente.
Le infilò un terzo dito e continuò a scoparla leccando il suo clito.
Erano incuranti che qualcuno come me le vedesse tanto erano prese dalla loro libidine.
Eleonora sentì salire l’orgasmo di Elisa che arrivò accompagnato da un urlo. Le pareti della figa le avvolsero le dita quasi bloccandole, tanto era il piacere.
Elisa era sconvolta, non aveva mai provato qualcosa del genere.
- Vorrei farti godere come tu hai fatto con me ma non so come fare
- Non preoccuparti ti dirò io cosa fare
Eleonora si chinò in avanti poggiandosi alle pareti: - Voglio che me la lecchi - le disse.
Elisa la fissò per assicurasi che effettivamente quello fosse il desiderio dell’amica e poi si abbassò verso di lei.
Le mise la lingua tra le labbra bagnatissime di umori. Leccava avida e sensualmente. Le leccò anche il buchino. Passava la punta delicata attorno ad esso e ogni tanto la infilava dentro.
Eleonora era in estasi vedendo realizzato un suo grande desiderio.
Elisa infilò le dita dentro la figa bagnata muovendo lingua dal buchino al clito così come l’amica aveva fatto a lei. Alternava le leccate con le dita.

Francesca mia! Avresti dovuto vedere! L’eccitazione era nell’aria e non potevi fare a meno di subirne le conseguenze, peraltro dolci. Io avevo sollevato la piccola gonna da tennis e scostato lo slip. Non ti dico come mi stavo torturando con piacere immenso il grilletto.

Poi si alzò e infilò la punta del dito nel buchino bagnandolo prima con i gli umori che uscivano. Quando fu  dentro Eleonora ci fu un sussultò di piacere; si contorceva e mordeva le labbra per non urlare.
Quando il primo dito fu tutto dentro si leccò un secondo dito e lo spinse dentro la fighetta fradicia.
Eleonora venne all’istante ma Elisa continuò a spingere.
La stava scopando come nessuno aveva fatto prima.
Eleonora era completamente abbandonata a quel piacere mai provato ma tanto desiderato.
Elisa muoveva con le dita come se fossero state un pene.
Tolse il dito da dietro e continuando con le altre dita nella figa continuò a scoparla tirandola per i capelli.
Eleonora venne nuovamente. Si voltò ed appoggiò  le spalle al muro.
Si guardarono estasiate.
- E’ stato fantastico. Mi piaci tanto.
- Sei così eccitante quando vieni
Si baciarono.
I loro seni si sfioravano.
Erano appagate come non mai.
Baciandosi delicatamente sulle labbra decisero di incontrarsi nuovamente qualche giorno dopo.
Io ero entrata nel locale docce mentre Elisa veniva  scopata con le dita da Eleonora. Loro non mi videro e neanche sentirono. Assistetti quindi al loro ‘accoppiamento’ e a tutte le effusioni amorose. Lo scroscio dell’acqua e i loro suoni d’amore avevano nascosto la mia presenza.
L’atmosfera mi aveva eccitato non poco e mi stavo sgrillettando furiosamente strizzandomi i capezzoli e stringendomi una mammella, quella che sai è più sensibile. Ansimavo e i miei miagolii non soffocati erano sovrastati dalla doccia e da quelli loro.
Nell’uscire dalla doccia mi videro sconvolta.
Il loro gesto fu di coprirsi e guardarsi negli occhi. Capirono che mi ero goduta lo spettacolo e che ormai anche io ero una di loro.
Forse per telepatia decisero di affrontare la situazione nude così come erano.
Si avvicinarono, mi accarezzarono e non trascorse molto che si ritrovammo incollate. I baci si sprecarono. Passammo almeno una mezzora a baciarci, mordicchiarci le labbra, mentre Elisa mi passava la lingua sul labbro inferiore e io le succhiavo la punta.
Inutile dire che i baci si fecero sempre più focosi ed intensi. Lei aveva delle labbra favolose, morbide, rosse, carnose ,era un piacere baciarle.
Eleonora si avvicinò al mio collo e con una vocina provocante mi sussurrò “ho una voglia..”
Io la guardai ridendo.

Se ci avessero viste tutte e tre sarebbe stato davvero un bel guaio.

Mentre continuavamo a baciarci allungai la mano tra le cosce di Eleonora. Feci scorrere la mia mano vicino al suo inguine per stuzzicare le sue voglie.
Lei allargò impercettibilmente le sue gambe per cercare maggior piacere alle mie carezze.
Sfiorai il suo sesso con le dita sentendo le sue sulla mia pelle della figa già allagata e colante come può averla una ventenne.
Sentire la mia amica eccitata mi aumentò la voglia.
Volevo averla.
Cominciai a toccarla a massaggiarla delicatamente.
Le nostre labbra non si staccavano neppure per un attimo mentre tutte e due respiravano affannosamente cercando di non fare alcun rumore compromettente.
Era evidente che non bastavano le mie carezze perché all’improvviso Elisa prese la mia mano tra le sue cosce e la spinse verso di lei scostando leggermente le labbra della figa perché il contatto fosse con il suo clito.
Così presi a passarle il polpastrello tra le grandi labbra fradice di umori.
Questo la fece impazzire. Il respiro era convulsivo. Voleva godere mentre io continuavo a stuzzicarla senza accontentare il suo desiderio.
Portai il mio dito alla bocca per insalivarlo e lentamente, molto lentamente, lo infilai dentro di lei sempre più in profondità.
Si scostò dalle mie labbra sollevando la testa e cercando di soffocare un mugolio di piacere.
Adoravo vederla su di giri, soprattutto se a farla godere ero io!
Continuai a masturbarla e poco dopo le infilai dentro un secondo dito.
Morivo dalla voglia di assaggiare il suo sapore.
Sentivo colare i suoi umori sulla mia mano.
Sentivo che era bollente e desideravo infilare la testa tra le sue cosce.
Sfilai le dita e le leccai. Era eccitatissima.
Scesi a terra scivolando tra le gambe.
Mi ritrovai la sua figa in faccia, colante. Cominciai a leccarla. Succhiavo il clitoride e mi dissetavo di lei. Aveva un sapore speciale.
La massaggiavo con la punta e la penetravo a fondo. Lei si teneva vigile di tanto in tanto per controllare la situazione.
Poi si abbandonò al piacere.
Elisa mi prendeva la testa e mi immergeva in lei e io per renderla felice la leccavo più veloce.
Ricominciai a masturbarla velocemente. Muovevo il dito in lei mentre la leccavo.
Aveva le gambe spalancate per accogliere meglio il piacere.
Ci volle un attimo per farla venire e mentre le infilavo la lingua mi accorsi del suo orgasmo.
Come se nulla fosse successo riemersi pulendomi le labbra.
Le lanciai uno sguardo carico di voglia mentre lei era già seduta affannata. Mi rispose con un sorriso complice favoloso.

Ecco così iniziò la mia avventura di vita tra le lesbiche.
Non mi sono pentita di quel che ho fatto.
Eleonora rimane per me un punto di riferimento anche se ora non è più tanto giovane, ma quando ci si vede c’è anche Elisa che è madre di famiglia e godiamo tutte e tre in piena libertà.

Mirta diventa lesbica (2nda parte) by 1948

Dopo la dolce scoperta del mio lato lesbico al circolo del tennis ci ritrovavamo a casa di una o dell’altra.
Nel lasciarci dopo i primi amplessi di quel fatidico giorno di siamo date appuntamento all’indomani a casa di Eleonora sempre nel pomeriggio quando i genitori stavano lavorando.
Per me è stata un’emozione enorme. La sera e la notte non ho fatto altro che ditalinarmi ed ogni volta era una goduta come fosse la prima. Il piacere era veramente tanto.
-    Amore mio queste cose che ti racconto ti eccitano?
-    Si, molto. E tu sei eccitata?
-    Si. Toccami – furono le sue parole mentre scostava il mio perizoma semitrasparente e con le dita mi accarezzava le grandi labbra vaginali.
Io non ero da meno con lei che era rimasta in calze autoreggenti e reggiseno anch’esso trasparente dove si vedevano benissimo i capezzoli con l’aureola larga e la punta spuntare dura dal tessuto.
-    continua ! – dissi sollecitandola a proseguire nel racconto
L’indomani ci ritrovammo a casa di Eleonora, era di pomeriggio. Io ero uscita di casa dicendo che andavo a giocare a tennis.
Arrivò anche Elisa e anche lei era uscita di casa con la mia stessa scusa.
Eleonora baciò sia me che l’amica con un profondo bacio in bocca facendoci sentire il sapore della sua lingua che esplorava e si incrociava con la nostra mentre le sue mani si posavano sulle nostre tette facendoci drizzare ed indurire i capezzoli.
Elisa si distese su un divano del soggiorno e sollevata la gonna apparve la sua fighetta depilata e fresca.
Eleonora mi teneva ancora tra le sue braccia e continuava a baciarmi.
Mentre continuavamo a baciarci allungai la mano tra le sue morbide cosce. Aveva una gonnellina a pieghe di colore scozzese. Feci scorrere la mia mano vicino al suo inguine per stuzzicare le sue voglie. Lei allargava impercettibilmente le sue gambe per cercare il sollievo delle mie carezze. Sfiorai il suo sesso con le dita sentendo sotto la mia pelle la stoffa leggera dei suoi slip bagnati.
Sentirla eccitata mi accese la voglia. Volevo averla.
Iniziai a toccarla a massaggiarla delicatamente.
Le nostre labbra non si staccavano neppure per un attimo mentre lei respirava affannosamente cercando di non fare alcun rumore compromettente.
Era evidente che non le bastavano le mie carezze perché all’improvviso prese la mia mano tra le sue cosce e la spinse verso di lei scostando leggermente le mutandine. La accontentai e così istintivamente le passai il polpastrello tra le labbra fradice.
La cosa la fece impazzire. Il respiro era convulsivo.
Voleva godere mentre io continuavo a stuzzicarla senza accontentare il suo desiderio.
Mi leccai il dito e lentamente, molto lentamente lo infilai dentro di lei sempre più in profondità. Si scostò dalle mie labbra, portando la testa all’indietro e cercando di soffocare un mugolio di piacere.
Adoravo vederla su di giri, soprattutto se a farla godere ero io!
Continuai a masturbarla e poco dopo le infilai dentro un secondo dito. Ma morivo dalla voglia di assaggiare il suo sapore.
Sentivo colare i suoi umori sulla mia mano. Sentivo che era bollente e morivo la voglia di infilare la testa tra le sue cosce.
Sfilai le dita, le leccai e le dissi di sfilarsi il tanga.
Le si illuminarono gli occhi.
Era eccitatissima.
Io intanto mi voltai, più che altro per rendermi conto di quel che stava facendo Elisa
Allontanò gli slip e io scesi a terra scivolando tra le poltrone.
Mi ritrovai la sua figa in faccia, colante. Cominciai a leccarla. Succhiavo il clitoride e mi dissetavo di lei. Aveva un sapore celestiale.
La massaggiavo con la punta della lingua e la penetravo a fondo.
Lei si teneva vigile di tanto in tanto per controllare la situazione, poi si abbandonava al piacere.
Mi prendeva la testa e mi immergeva in lei e io per renderla felice la leccavo più veloce.
Ricominciai a masturbarla avidamente.
Muovevo il dito in lei mentre la leccavo.
Aveva le gambe spalancate per accogliere meglio il piacere.
Ci volle un istante per farla venire e mentre le infilavo la lingua mi accorsi del suo orgasmo.
Elisa vedendoci arrapate era paralizzata.
La guardammo abbracciate e ci avvicinammo a lei.
Ci baciò.
-Vi devo fare una confessione
Restammo sorprese e ci aspettavamo un suo ripensamento forse un pentimento.
Sapete che vi dico? non ce la faccio….non ce la posso fare! Mi sembra di impazzire. Il pensiero, Eleonora, mi distrugge. Dio quanto ti desidero! Da ieri non ho fatto altro che pensarti, pensare al tuo odore al tuo sapore.

Quella sera Eleonora ci aveva ricevuto con una gonnellina a quadri; sembrava quasi una collegiale, con un paio di stivali e un maglietta. Appena la vidi già mi sentivo morire, mi prendeva, mi piaceva e la sua figura mi era così amica. D’altra parte lei era più grande di me e mi affascinava: lei aveva un ragazzo e scopava, io ancora no e non sapevo come si potesse avere un ragazzo e tantomeno che significasse fare l’amore. Per me erano ancora fantasie. Ora mi ritrovavo con mio grande piacere a essere lesbica.
In effetti era da qualche mese che non mi vedevo con Eleonora. Poi lei era sempre occupata con il lavoro e il suo maschio.
Ero stordita, eccitata e non riuscivo a pensare ad altro che al suo corpo, alla sua bocca. Eleonora non era una ragazza molto prosperosa, come si solito mi piacciono, ma mi ispirava sesso come non mai!
Mi chiese come mai non avessi mai messo in pratica le mie fantasie e io le dissi che semplicemente non avevo mai avuto la possibilità. Così si avvicinò e mi accarezzò con la sua mano delicatamente.
Rimasi inebetita guardandola.
Si avvicinò al mio viso e mi baciò. Un bacio semplice, delicato ma eccitante. Mi sentii sciogliere dentro.
Non sapendo cosa fare rimasi inerme a farmi baciare fino a quando la sua lingua non sfiorò le mie labbra. Un fremito di eccitazione mi squarciò la schiena. Ero già follemente eccitata.
Ricambiai il piacere leccandole dolcemente il labbro superiore e succhiandole leggermente quello inferiore. Il piacere cominciò a farsi avanti e le sue mani cominciarono a vagare nel mio corpo. I suoi respiri si cominciarono a trasformare in mugolii di piacere non appena le sfiorai il collo con la lingua.
Era eccitata e cominciò a contorcersi con la speranza che la denudassi il più rapidamente possibile.
Mentre lei mi toccava lanciai uno sguardo ad Elisa. Vidi  che i suoi jeans stretti le disegnavano il sedere perfettamente e le fasciavano le cosce sode aderendo perfettamente alla sua figa. La guardavo e morivo di voglia.
Elisa si tolse la maglietta ed anche il reggiseno.
Mi avvicinai e le leccai i capezzoli giocando con avidità con i suoi seni.
Ritornai su Eleonora che ci guardava e lasciava fare. Le strinsi i capezzoli, li mordicchiai, li leccavo, lei inarcava la schiena e godeva.
Elisa guardava da sotto Eleonora. Il suo viso contratto dal piacere era splendido.
Mi spogliai completamente vincendo le remore educative, la presi per i fianchi e la feci sdraiare. A
doravo sentire Elisa tra le mie braccia. Le sbottonai i jeans mentre il suo sguardo malizioso ed eccitato era puntato su di me. Intanto gli baciavo quel pancino piatto.
Le sfilai gli abiti e mentre continuavo a mordicchiarle la pancia e i fianchi con le dita la sfioravo da sopra la stoffa degli slip. Era bagnatissima.
Avevo voglia di spalmarmi sulle labbra il suo liquido, di berlo, di farla venire.
Ero sopra di lei, le tolsi gli slip e cominciai a leccarla, avida. Era completamente depilata e la pelle era liscia. Le passavo la lingua ovunque.
La sentivo urlare dal piacere. La sua figa era meravigliosa! Era talmente bagnata che quando gli infilai le dita dentro scivolarono con facilità estrema. Prima uno, poi un secondo, infine un terzo.
Era vogliosa, voleva essere scopata al massimo.
Fradicia di sesso mi chiedeva di leccarla e così feci. Mentre la masturbavo con le dita la leccavo e appena poggiai la lingua venne in un orgasmo fragoroso.
Le sollevai le gambe e le detti dei colpi veloci di lingua dal buchino fino al clito, poi appoggiai le labbra sul suo clito e con la lingua continuai a leccarla. La succhiavo con forza ed a lei piaceva.
La feci alzare, si appoggiò alla testiera del divano con il suo bel culo all’aria e la schiena inarcata.
La leccavo da dietro, con la lingua le aprivo il buchino. Le mie dita si insinuarono nuovamente nella sua figa e un altro dito si infilò nel suo bel buchino aperto. Cominciai a spingere avanti e dietro, con forza poderosa. La volevo sfiancare dal piacere. Lei urlava dal piacere.
Con la mano, insaziabile, cominciò anche a masturbarsi il clito fino a che il piacere non fu di nuovo al culmine. Si voltò verso di me mi baciò.
Mi succhiava i seni con forza, e quel lieve dolore era così eccitante!
Mi misi in ginocchio sul divano e lei scivolò sotto di me. Mi leccava.
Sentivo le sue labbra attaccate a me e la sua lingua vagare con violenza nella mia figa.
 Ero un fiume in piena.
Venni in un istante appena mi infilò le dita dentro.
Fu un orgasmo devastante. Rimasi spossata sul divano con lei sopra di me che mi baciava. Era la cosa più dolce del mondo.
A quel punto mi resi conto di essere diventata veramente lesbica e che quella sarebbe stata al mia vita sessuale.

Mirta diventa lesbica - 3za parte by 1948

A quel punto com’è che sei uscita allo scoperto? Cioè, quando lo hai fatto al di fuori di una casa?
Mirta prosegue il suo racconto ed io al sentire le sue parole mi sono masturbata e ho la fighetta tutta bagnata e vogliosa delle attenzioni della mia compagna che continua a raccontare.

Una sera con Eleonora andammo a bere qualcosa in un locale. Scelse lei il primo giro. Tra una chiacchiera ed un’altra eravamo abbastanza sbronze, ma l’alcol invece di rilassarmi mi fece eccitare ancora di più.
Più la guardavo più la desideravo. Lei mi baciò velocemente al tavolo dove eravamo sedute. Non me lo aspettavo ma mi fece molto piacere e ormai la situazione era chiara. Tutti avevano visto il nostro bacio sulle labbra che non era solo d’affetto.
Tornammo a casa.

Cara Francesca, amore mio, ti dirò che quando arrivammo a casa mi fece stendere sul tavolo della cucina e li mi amò come fosse la prima volta.

Avevamo deciso di dormire da lei per evitare di farmi prendere i mezzi di notte, il che per una come me così giovane e ancora poco esperta era così eccitante ed era anche troppo pericoloso.
Ormai per me lei era la mia amante, cioè colei che mi faceva godere e mi avviava sempre più ad essere lesbica convinta.
Arrivate nell’ascensore ci scambiammo uno sguardo che poco lasciava ai dubbi. Io la volevo. La strinsi a me e la baciai profondamente, forse anche troppo aggressivamente. Ero sempre in calore. Non resistevo.
Le esploravo il corpo con foga, le mie mani si insinuavano sotto i suoi vestiti. Ma l’ascensore si fermò al piano ed aprimmo la porta.
Quella pausa mi sembro infinita.
Appena richiudemmo la porta dietro di noi la strinsi addosso alla porta. “Dio quanto mi ecciti” le dissi. “Fammi sentire se sei bagnata” e con queste parole Eleonora insinuò la sua dolce mano nei miei pantaloni. Non riuscii a sopprimere un gemito di piacere troppo intenso per essere represso, ma lei tolse frettolosamente la mano.
Ripresi a baciarla, ad accarezzarla, ad esplorarla.
Il suo corpo era caldo e profumato e io avevo voglia di lei. Le alzai la gonna e con le mani le sfilai le mutandine. Piano, con lentezza e le lasciai cadere a terra.
“Allarga le gambe”
Mi guardò e aprì le sue calde cosce dischiuse.
Non resistetti.
Scesi verso il suo ventre e infilandomi sotto la sua gonna cominciai a leccarla.
Ero troppo eccitata per aspettare, ero in un lago di piacere, intingevo la lingua nei suoi umori e li succhiavo come fossero un elisir. Lei godeva.
La eccitava vedermi godere nel possederla; la faceva sentire sexy e potente.
La feci venire lì sulla soglia.
Mentre si scioglieva dal piacere io la raccoglievo nella mia bocca.
Mi sollevai, Eleonora mi prese le mani e mi portò in camera da letto.
Era notte, notte fonda. Accese un abatjour e la luce debole della lampadina rendeva l’atmosfera magica.
Mi spogliò con quegli occhi lucenti mi fissava e più mi fissava più mi eccitavo.
Mi fece stendere.
Si spogliò rimanendo con la sua gonna scampanata e il reggiseno.
Mentre ero distesa mi leccava stando carponi sul letto.
Vederla lì sotto mi fece morire; mi sapeva far godere da morire.
Mi masturbava con le sue candide mani. Infilava le dita una dietro l’altra. Le sentivo entrare e spingere mentre la sua lingua mi faceva rimanere senza respiro.
L’orgasmo non ci mise molto ad arrivare quando infilò il terzo dito dentro di me. Mentre le muoveva e mi leccava venni in uno degli orgasmi più intensi della mia, fino a quel momento, breve vita di lesbica.
Si sdraiò su di me e mi baciò. Quel sesso fatto così frettolosamente e voracemente mi aveva fatto davvero impazzire. Volevo solo farla mia.
Durante la notte in uno dei nostri amplessi mi Eleonora mi disse avrebbe voluto uscire con me tenendomi per mano e darci un bacio davanti a tutti.
Tremavo all’idea d farlo. Di nascosto tra le mura di casa è tutto molto più intimo e semplice, ma fuori è un’incognita a causa dei pregiudizi delle persone verso le lesbiche. A me dicevano che erano puttane e donne malate, che le ragazze non lo facevano ma solo le donne che venivano pagate per farlo e così via.
Come vedi niente di più falso.
 Per continuare a risponderti ti dirò che la nostra era una relazione molto carnale. Tra noi esisteva una fortissima attrazione l’una per l’altra.
Un pomeriggio mi chiese di vederci e io, felice d’incontrarla, accettai proponendole di andare al cinema. Lei accettò.
Passai a prenderla sotto casa con la mia macchina.
Lei abitava in un altro paese e quindi decidemmo di andare in un cinema del centro.
Ricordo che quella sera davano uno di quei film non tanto strappalacrime, abbastanza intellettuale come pellicola e difatti era semivuoto. C’erano solo un paio di coppie, una coppietta di anziani avanti e una di amiche poco distante da loro.
Noi ci sedemmo in fondo alla sala, isolate, per accomodarci quasi come fosse il salotto di casa.
Quando il buio calò e la pellicola prese a scorrere abbracciai la mia piccola dea stringendola a me il più possibile.
Non trascorse molto che ci ritrovammo incollate. I baci si sprecarono.
Passammo molto tempo a baciarci, mordicchiarci le labbra, mentre lei mi passava la lingua sul labbro inferiore e io le succhiavo la punta. Inutile dire che i baci si fecero sempre più focosi ed intensi. Lei aveva delle labbra favolose, morbide, rosse, carnose ,era un piacere baciarle.
Si avvicinò al mio collo e con una vocina provocante mi sussurrò “ho una voglia..” la guardai ridendo.
Se ci avessero beccate sarebbe stato davvero un bel guaio. Così cercai di dare il meno possibile nell’occhio.
Mentre continuavamo a baciarci allungai la mano tra le sue morbide cosce. Aveva indossato una gonnellina a pieghe di colore scozzese per facilitare il tocco da parte mia.
Feci scorrere la mia mano vicino al suo inguine per stuzzicare le sue voglie.
Lei allargava impercettibilmente le sue gambe per cercare il sollievo nelle mie carezze.
Sfiorai il suo sesso con le dita sentendo sotto la mia pelle la stoffa leggera suo perizoma bagnato.
Sentirla eccitata mi accese la voglia. Volevo averla. Cominciai a toccarla a massaggiarla delicatamente. Le nostre labbra non si staccavano neppure per un attimo mentre lei respirava affannosamente cercando di non fare alcun rumore compromettente. Era evidente che non le bastavano le mie carezze perché all’improvviso prese la mia mano tra le sue cosce e la spinse verso di lei scostando leggermente il perizoma. La accontentai e così presi a passarle il polpastrello tra le labbra fradice. La cosa la fece impazzire.
Il respiro era convulsivo. Voleva godere mentre io continuavo a stuzzicarla senza accontentare il suo desiderio. Mi leccai il dito e lentamente, molto lentamente lo infilai dentro di lei sempre più in profondità. Si scostò dalle mie labbra, alzando la testa e cercando di soffocare un mugolio di piacere. Adoravo vederla su di giri, soprattutto se a farla godere ero io!
Continuai a masturbarla e poco dopo le infilai dentro un secondo dito. Ma morivo dalla voglia di assaggiare il suo sapore. Sentivo colare i suoi umori sulla mia mano. Sentivo che era bollente e morivo la voglia di infilare la testa tra le sue cosce. Sfilai le dita, le leccai e le dissi di sfilarsi gli slip. Le si illuminarono gli occhi. Era eccitatissima. Io intanto mi voltai, più che altro per rendermi conto se la cosa fosse stata possibile da mettere in atto e mi resi conto che in sala nessuno ci stava calcolando. Erano tutti presi ad ingozzarsi di pop corn e a guardare quel film.
Qualcino sentì i nostri mugolii e si voltò cercando di capire da dove venissero.
Mi vergognavo ma ormai anche il passo di fare l’amore in pubblico era fatto.
Lei si tolse il perizoma, che ormai era inservibile, e lo mise in borsa e io scesi a terra scivolando tra le poltrone.
Mi ritrovai la sua figa in faccia, colante. Cominciai a leccarla. Succhiavo il clitoride e mi dissetavo alla sua sorgente.
Aveva un sapore celestiale. La massaggiavo con la punta e la penetravo a fondo.
Lei si teneva vigile di tanto in tanto per controllare la situazione. Poi si abbandonava al piacere. Mi prendeva la testa e mi immergeva in lei e io per renderla felice la leccavo più veloce.
Ricominciai a masturbarla avidamente. Muovevo il dito in lei mentre la leccavo. Aveva le gambe spalancate per accogliere meglio il piacere. Ci volle un istante per farla venire e mentre le infilavo la lingua mi accorsi del suo orgasmo.
Come se nulla fosse successo riemersi dal buio all’improvviso, pulendomi le labbra. Le buttai uno sguardo ed era in estasi sulla sua poltrona, affannata ed un sorriso favoloso. Finimmo di vedere il film, anche se neppure lo ricordo.
Io non ero riuscita a venire e dentro di me avevo una voglia incredibile. Se mi avesse toccato il clito sarei esplosa con un urlo.
All’uscita ero talmente arrapata che  non mi interessava affatto che ci fossero persone intorno a vederci incollate con un bacio.
Quando arrivammo a casa mi ripagò sul tavolo della cucina che fu il nostro improvvisato talamo.
-    Sei stata bravissima, ti voglio bene. Sei coraggiosa ed essere tua amica è un onore. Ora sei lesbica e tutti lo sanno. Ti fa piacere?
-    Si, mi piace molto e le altre volte non mi tirerò indietro.

Come vedi fu facile e semplice dichiararsi esplicitamente lesbica.
Dovresti farlo anche tu.

Festa in maschera - 1 by 1948

Sono stata invitata ad una festa mascherata di carnevale in casa di amici per una serata dove tutti devono essere mascherati.
I padroni di casa hanno una bella villetta fuori città con una tavernetta molto grande ove possono ospitare senza difficoltà molte coppie. Loro utilizzano la villetta solo nel weekend e per i periodi di vacanza, il piano superiore ha molte stanze arredate per gli ospiti.
Ogni anno si cambia vestito; io prendevo in affitto da un negozio di costumi.
Mi presento con un bel vestito da gitana composto da una bella gonna ampia e colorata, con una ricca sottoveste in tulle, corpetto attillato, camicia con i merletti oltre ad una maschera coprente che nasconde totalmente il mio viso.
Con me è stato invitato il mio amore, Sergio.
Non avendo avuto tempo ne la possibilità di uscire insieme, ognuno si aveva procurato il proprio vestito e ci eravamo promesso di farci una reciproca sorpresa la sera della festa.
Purtroppo fin dal pomeriggio mi è preso un forte malessere; pensavo alle mestruazioni. Quindi gli chiedo con un messaggio di andare alla festa da solo perché non mi andava di sacrificarmi per poi stare male li ed essere di peso.
Così Sergio indossa il costume e va alla festa.
Alle dieci della sera circa sentendomi meglio decido di raggiungerli e fare una sorpresa. Mentre mi  preparavo per andare alla festa mascherata, mi viene un’ idea: penso che non conoscendo il mio costume mi divertirò ad osservarlo senza che lui sappia che sono li presente. In pratica come si comporta quando è solo.
Giunta alla festa, grazie al vestito che indossavo, vedo Sergio ballare e civettare con molte ragazze ed anche donne mature. Non rimanevo molto sorpresa del fatto, ma sinceramente non me la aspettavo che fosse così intraprendente in mia assenza.
Poiché la curiosità è femmina lo osservo per vedere fino a che punto si spinge stuzzicandolo spesso, dandogli l’idea che mi piaccia particolarmente.
Facevo di tutto per attrarre la sua attenzione. Durante alcuni balli mi avvicinavo a lui ed lo guardavo da sotto la maschera in modo sensuale e lo toccavo lasciando intendere che ci sarei stata a farmi un’avventura con lui, in altri balli mostravo il seno in modo invitante e se si presentava l’occasione lo sfioravo con le mammelle mostrando il mio decolleté. Lo stavo facendo arrapare.
Durante la serata uno degli invitati propose che le signore ballassero il can-can. Mi proposi subito e con me altre sei mascherine. Ci organizzammo e avendo il vestito con la gonna più ampia il mio posto fu al centro. Durante tutto il ballo, contrariamente alle altre donne, non ho fatto altro che alzare la gonna e mettere in mostra le gambe e le mutandine. Per l’occasione avevo indossato uno slippino in pizzo e tulle semitrasparente in tono con il vestito; il mio pube depilato e con le fessura della mia fighetta era perfettamente visibile e non sfuggiva allo sguardo di tutti i maschi ed in particolare di Sergio che vedevo essere particolarmente interessato.
Quando verso la fine del ballo ho sollevato la gamba destra portandola quasi a contatto con il mio seno la mia fighetta era tutta ben visibile attraverso la trasparenza dello slippino.
Alla fine del ballo ho ricevuto un lunghissimo applauso e tanti complimenti da tutti donne comprese nonostante avessi mostrato la mia farfallina a tutti con molta disinvoltura. E’ vero che ero abituata a mostrarmi ma li sotto l’ anonimato della maschera era ancora più eccitante.
Al primo ballo lento il mio Sergio mi ha inviato a ballare. Era il segno per farmi capire che mi preferiva alle altre. Lentamente ha avvicinato il suo bacino al mio ed io l’ho lasciato fare senza resistenza.
Lentamente mi ha stretta a lui in modo da farmi sentire la sua erezione, si è portato a contatto con la mia guancia ed ha iniziato a palparmi i glutei. Durante i balli lenti successivi mi ha baciato prima sul collo e poi in bocca dirigendoci verso una parete della sala per avere una maggiore intimità.
Quando più nessuno si interessava a noi, mi ha preso per mano e senza dire niente si è diretto verso una porta che conduce ad una scala.
Sia io che lui conosciamo bene la casa tanto che arrivati al piano superiore si dirige verso una camera da letto per gli ospiti avvolta dalla penombra e silenziosa.
Una volta entrati mi spinge sul letto dove cado sdraiata.
Mi alzo la gonna fino al petto e ho giusto il tempo di sfilare lo slippino che lui mi è sopra.
Mi accorgo che sono bagnata per l’eccitazione. Non fa molti preliminari e mi penetra con il suo cazzo in perfetta erezione sentendolo duro e turgido come sempre.
Sergio mi scopa con vigore e dopo una decina di affondi mi sfila il cazzo dalla figa, mi prende le gambe e se le appoggia sulle spalle mi penetrandomi con decisione il culo come non l’aveva mai fatto.
Ho sentito un po’ di dolore ma il piacere successivo ha rimpiazzato il dolore. In questa posizione mi incula una decina di volte.
Sfila di nuovo il cazzo, mi fa girare mettendomi alla pecorina e mi penetra la figa, due botte e penetra di nuovo il culo e così via alternando culo e figa regalandomi tanta goduria da impazzire dal piacere.
Infine con un rantolo di piacere mi viene nella figa senza porsi il problema di chi fossi e se fosse nei giorni fertili.
Si rialza, si ricompone, mi fa segno di zittire con la mano, mi indica il bagno aprendone la porta e mi fa segno di raggiungerlo dopo.
Rimango sola e penso: che “galantuomo “ è il mio Sergio che chiava una sconosciuta, si allontana e le dà la possibilità di ricomporsi e di raggiungerlo.
Al momento sono stizzita e mi sento un po’ offesa ma anche soddisfatta.
Mi rimetto in fretta le mutandine, esco nel corridoio. Non vedo anima viva e filo verso l’altro capo del corridoio dove imbocco la scala principale della casa che mi conduce al piano terra. Da qui esco dalla villa e raggiungo la mia auto.
Rifletto sull’accaduto: “ è vero che l’ ho provocato ed alla fine lui non ha resistito ma lui trascina la sconosciuta in uno stanzino buio e se la fa in tutti i modi senza dire nulla né levarsi la maschera.
……e pensare che non lo credevo capace di tradirmi.
Mentre io nonostante abbia avuto molti rapporti con uomini d ogni genere non l’ho mai fatto per tradirlo ma solo per soddisfare una mia necessità di sesso.
Tutto sommato ciò che mi ha fatto non mi dispiace; tanto mi rifarò e gli restituirò la “cortesia”.
Passati i primi pensieri ci ritorno su con la mente e penso che “alla fine possiamo intenderci ed essere una coppia aperta“.
mi viene un moto di perfidia: invece di rientrare a ballare e divertirmi con gli altri, corro a casa sua, mi spoglio, indosso il pigiama, nascondo il vestito e mi metto a letto per vedere come si comporta mio uomo al ritorno.
Dopo poco più di un’ora lui rientra.
Io fingendomi appena risvegliata gli chiedo come era andata la festa.
Lui mi fa, "Come al solito, lo sai che senza di te non mi diverto mai".
Allora io insisto, "Hai ballato molto?"
E lui mi ribatte, "Te lo giuro, non ho ballato nemmeno una volta. Appena sono arrivato ho incontrato Pietro, Antonio, Giovanni ed altri amici, siamo subito saliti in mansarda ed abbiamo giocato a poker tutta la sera, non ho nemmeno sentito la musica, anche se credo sia stata una bella festa perché il tizio a cui ho prestato il costume mi ha assicurato di essersi divertito da matti!!"
Pensate a come sono rimasta!! Ero tramortita. Non credevo a me stessa. A Sergio ci tenevo veramente mentre gli altri e le altre con cui facevo sesso erano solo per soddisfare le mie ed altrui voglie, per lui c’era un vero sentimento d’amore che va al di la del semplice e puro sesso.
Subito mi ha preso un forte rimorso: “ ho tradito il suo amore per la sola gelosia? Chi era il mio amante occasionale? Cosa avrà pensato? Se è una persona che conosco mi ha riconosciuta? Poi mi è venuto dentro, non ho usato neanche un preservativo, costui è sano? Chissà forse è sieropositivo? Come una stupida ho subito aperto le gambe e l'ho fatto chiavare. A lui ora non lo posso dire, che figura ci faccio?

Festa in maschera - 2 by 1948

Riprendendo le parole già scritte, appena tornata a casa mi sono spogliata e ho nascosto accuratamente il vestito adoperato alla festa, perché avevo paura che Sergio lo riconoscesse, rovinando la sorpresa che gli volevo fare.
Ho indossato il pigiama e sono andata a letto.
Al rientro Lui silenziosamente è venuto in camera da letto per mettersi a letto.
Come ho già detto, ho fatto finta di svegliarmi e gli ho chiesto come era andata la serata
"Come al solito, lo sai che senza di te non mi diverto mai".
Allora insistito, "Hai ballato molto?"
"Non ho ballato nemmeno una volta. Appena sono arrivato ho incontrato Pietro, Antonio, Giovanni ed altri amici, siamo in quella stanzetta latrale che conosci ed abbiamo  tutta la sera. saliti in mansarda ed abbiamo giocato a poker tutta la sera, non ho nemmeno sentito la musica, anche se credo sia stata una bella festa perché il tizio a cui ho prestato il costume mi ha assicurato di essersi divertito da matti!!".
Mentre lui si toglieva di dosso la tuta mimetica sono andata in cucina per bere un bicchiere d’ acqua.
Sergio mi ha seguita
“…. e il mal di testa è ancora tanto forte?”
“ No va molto meglio, è praticamente passato “
Mentre parlavo guardavo la tuta mimetica con le imbottiture e le sue ampie dimensioni pensando che in quell’indumento ci poteva essere chiunque senza essere riconosciuto.
La mascheratura del viso copriva tutta la testa, lasciando liberi solo gli occhi e la bocca.
Quindi la mascheratura mi ha ingannato facendomi scambiare lo sconosciuto per Sergio.
Così sovrappensiero sono ritornata in camera e non mi sono accorta che Sergio mi stava osservando con una erezione mal contenuta dallo slip indossato.
Si è accostato, mi ha abbracciato alle spalle e mi ha sussurrato
“Ti va di fare sesso prima addormentarci?“.
Ero scossa e pensierosa e non ho subito risposto, ma lui ha insistito
“ dai non fare la stupida. Stasera ho una voglia…,dai! è da un po’ che non facciamo l’ amore. Non mi dire che ti è tornato il mal di testa?”
Ho risposto “ certo facciamo l’ amore“
Mi sono avviata sul letto ed ho constatato che veramente aveva una gran bella erezione.
Dopo essermi sdraiata supina sul letto con la testa verso di lui. Senza farlo neanche sedere gli ho abbassato gli slip, gli ho scoperto la cappella e ho preso il suo sesso in bocca.
Mentre lo succhiavo molto lentamente riflettevo
“che sfiga! il cazzo dell’ uomo incontrato alla festa era del tutto simile a quello di Sergio; non molto grande di dimensioni. Sembrava fatto giusto per me. Del resto me lo sono trovato nella figa e nel culo senza neanche poterlo vedere”
Nel frattempo Sergio mi richiama alla realtà
“Che fai ti addormenti con il pisello in bocca? Non ne hai voglia?“
“Scusami, è per non farti venire subito, ti va se mi chiavi da dietro? “
“Non mi va di prenderti alla pecorina che ne dici se te lo metto nel buchino?“
“va bene!“
Mi sono tolta sia slippino sia il pantaloncino del pigiama e mi sono inginocchiata sul letto con le natiche divaricate sollevate pronta a riceverlo.
Lui era contento perché a lui non l’ho concesso molte volte di incularmi.
Sergio è stato molto gentile: ha preso il tubetto della vasellina, ha spalmato ben bene il suo cazzo, poi mi ha lubrificato il buchino dentro e fuori dilatandolo con le dita prima di penetrarmi. Poi è entrato dentro di me  con molta delicatezza e in pochi minuti è venuto con una abbondante sborrata.
Ho preso un fazzolettino di carta ed ho tamponato il sedere per non far scorrere lo sperma lungo le cosce e sul lenzuolo del letto, mi sono recata in bagno per ripulirmi sia il culetto che la figa, cercando di ripulirla per bene anche dentro perché non avevo avuto tempo di farlo prima nel tentativo di eliminare i residui del primo rapporto. Questo perchè, per paura che mio marito rincasasse mi ero subito messa a letto, senza lavarmi.
Il sapere che Sergio mi stava scopando tra i residui lasciati dal primo rapporto mi eccitava e la mia libido era al massimo. Tutto questo mi faceva sentire con mio grande piacere una vera troia e ninfomane.
Ripensando alla festa mi convincevo sempre più che avevo chiavato con un estraneo.
Nell’ ultimi dieci o dodici giorni non avevamo fatto l’ amore, mentre i fatti mi dimostravano che Sergio era arrapato per l’ astinenza. Dalla velocità con la quale era venuto e dalla quantità di sperma che mi aveva riversato nel culo, mi ero resa conto, senza ombra di dubbio, che quello era il suo primo rapporto della serata. Pertanto i fatti mi garantivano che alla festa avevo scopato con un estraneo.
Sergio poche volte si fa la seconda chiavata, ma quando la fa, passano almeno trenta o quaranta minuti tra la prima e la seconda, ha di nuovo una bella erezione, la penetrazione è molto più lunga, durante la quale io vengo parecchie volte, mentre lui viene con una eiaculazione molto meno intensa della prima.
Mentre mi asciugavo il pube e questi pensieri mi prendevano la mente ho pensato che, data la situazione, se avessi stimolato di nuovo mio marito e mi fossi fatta chiavare una seconda volta , avrei avuto la certezza matematica che Lui non mi aveva mentito. Infatti la terza monta non se l’ è mai fatta.
Mentre cercavo di organizzarmi per il secondo rapporto, vedo venire Sergio in bagno per fare pipì.
Mi offro di lavargli il cazzo e Lui, da intenditore, accetta di buon grado.
L’ ho insaponato con molta cura, con altrettanto cura l’ ho risciacquato, l’ ho asciugato quando oramai l’avevo fatto diventare nuovamente duro.
Sergio mi dice “ ma che fai, stai imparando come le puttane?“
Gli ho rivolto uno sguardo ammiccante e gli ho dato un bel bacio sulla punta del cazzo e gli ho risposto
“si stasera faccio la mignotta, vuoi chiavare? Vieni di la che ti faccio un bel servizietto “
 Qualche volta un po’ di turpiloquio insaporisce il rapporto.
L’ ho preso per mano, lo condotto in camera, mi sono sdraiata sul letto ed ho divaricato ed alzato in alto le cosce e gli ho detto
“Ti piace la mia fighetta? È tutta aperta, è pronta! mettici il tuo cazzone. Dai fammi vedere cosa sai fare “. Senza fiatare, in un attimo, mi ha penetrata e mi ha stantuffato da maschio infoiato.
Gli avvolto i fianchi con le gambe e gli ho offerto le mammelle.
È stata una chiavata violenta. Sono venuta tante volte e Sergio, alla fine, mi è venuto dentro la figa.
La quantità di sperma era quella solita della seconda chiavata.
Ora ero soddisfatta sessualmente, ero convinta che Sergio non mi nascondeva niente, ma mi rimaneva il pensiero di quello che avevo fatto con lo sconosciuto.
Ho preso sonno quasi all’ alba, tutta la notte sono stata presa da mille pensieri, paura, rimorsi.
Nei giorni successivi ho fatto le analisi che ho ripetuto a distanza di sei mesi e poi di un anno. Per fortuna, non sono risultata positiva ai test della HIV, dell’ epatite, della clamidia ed altre malattie similari.
A tutt’ oggi non ho confessato niente a nessuno, neanche a Mirta.

Le spese di Mirta by 1948

 

Cara mia! Ho misurato dei bikini per l’estate e mi sono resa conto che non mi stavano oppure erano fuori moda. Non avevo clienti in negozio ed ho lasciato le ragazze da sole. Erica sa come fare molto bene ed è brava a sostituirmi se dovesse venire qualche cliente abituale.
Inizialmente ho pensato di andare da Bianca ma poi ho voluto fare anche un giro per vedere altre novità.
Sono stata, proprio oggi pomeriggio, in un nuovo negozio di abbigliamento intimo. I prezzi sono invitanti. I costumi da bagno splendidi e anche l’intimo è carino ed intrigante. Io non vendo queste cose. Preferisco indirizzare le clienti da Bianca che così le valuta  e se è il caso le seduce per noi tutte. Così entrano nel nostro giro.
Così ho messo in borsa il borsellino con la carta di credito e mi sono preparata psicologicamente allo shopping selvaggio!
La mia intenzione era di acquistare un paio di bikini per il mare, qualche mutandina carina e un paio di reggiseno.
Il negozio è molto carino, è un open space. Con luminosissime vetrine che mostrano i capi migliori ed anche più intriganti. Oltre all’abbigliamento esposto ce n’è altro ordinatamente messo sulle grucce. All’interno ci sono angoli accoglienti con divani e poltroncine. Mi è venuta incontro una bella signora sui 45 – 50 anni, molto elegante, ben truccata. Con garbo si è sostituita alla giovane commessa, e, stimando che la mia età fosse vicina alla sua , si è proposta come venditrice; il suo compito è quello di accontentarmi, mentre la ragazza si è dedicata ad un gruppetto di studentesse curiose e vocianti.
Erano carine anche loro. Qualcuna me l’avrei voluta vedere sotto i loro hot pants e sicuramente l’avrei trovata nuda o con un perizoma talmente piccolo che avrebbe fatto bene a non indossarlo con quei pants.
Ho chiesto subito alla donna di poter provare qualche costume e qualche reggiseno.
Dopo essersi accertata di quali fossero le mie preferenze e la mia taglia, mi ha fatta accomodare in camerino dove mi ha dato una montagna di costumi.
Erano veramente uno più bello dell’altro. Molti mi sarebbe piaciuto che l’avessi indossati tu.
“Provi con comodo, signora, fra poco tornerò e mi dirà quali siano le sue preferenze, se taglia è giusta e se desidera qualcos’altro”
Mi è sembrato che la signora, nel chiudere la porta, abbia lanciato uno sguardo di ammirazione alle mie lunghe gambe snelle, ormai già nude.
Io infatti, nell’attesa, avevo già sfilato la gonna e mi preparavo ad aprire la camicetta.
Ho pensato che la colpa fosse tutta della mia fantasia e della mia “voglia di donna” che , in questo periodo come hai visto anche tu, più che in altri, è grande e mi tiene sempre eccitata.
Non so cosa darei, infatti, quando mi eccitano per avere le attenzioni di una lesbica.
Tu queste cose le sai molto bene.
Lesbicare in un camerino di un negozio, anche all’aperto come quello che era un open space, è un’esperienza unica, un vero sogno. Non ho mai avuto una vera esperienza lesbo fugace.
Anni fa ho invitato a casa una amica e le feci confessare che anche lei sarebbe stata curiosa di provare un’esperienza omosessuale.
Ne risultò una serata non particolarmente eccitante forse perché entrambe avremmo desiderato che fosse l’altra a prendere l’iniziativa. Alla fine tutto si concluse che ci masturbammo a vicenda senza provare il desiderio di ripetere l’esperienza.
Personalmente ho desiderato di essere tra le mani di una vera lesbica per alcune ore ed anche disponibile ad assoggettarmi a tutte le sue voglie ed ai suoi capricci, pur di godere della sua lingua esperta e delle sue attenzioni.
Quindi, probabilmente, la mia permanente eccitazione e la mia fervida fantasia hanno fatto breccia nella Signora che ha intuito un interesse più profondo di quello che solitamente riserva ad una cliente bendisposta agli acquisti.
Infatti la Signora (ignoro il suo nome) poco dopo ha discretamente bussato al camerino chiedendo di poter entrare per constatare di persona quali fossero le mie esigenze e quale fosse la vestibilità dei costumi che mi aveva proposto.
In quel momento indossavo un due pezzi Calvin Klein, giallo limone, che mi stava davvero bene. La Signora era  molto soddisfatta, mi ha aiutato ad aggiustare le spalline ed è tornata di corsa in magazzino per sottopormi premurosamente altri modelli e colori.
Nella totale solitudine del camerino mi sono sentita un tantino delusa. Pensavo che lei iniziasse qualche approccio. Credimi che ci sarei stata a farmi toccare. Ma di nuovo mi ero illusa di poter suscitare l’interesse sessuale di una donna.
Come al solito avevo preso lucciole per lanterne.
Nel frattempo la Signora entrava ed usciva sottoponendomi una quantità di modelli e colori da capogiro.
Ero stanca di provare ed avevo quasi deciso per due modelli semplici ma decisamente sexy.
Si avvicinava l’ora di chiusura , non mi ero resa conto di avere trascorso quasi 40 minuti chiusa in quel bugigattolo privo di aerazione.
Ho sentito la Signora congedare la commessa e mi sono affrettata ad indossare l’ultimo costume per lasciare che la Signora potesse chiudere il negozio e tornare a casa.
Indosso lo slip e afferro il reggiseno, sto studiando i lacci ed i ganci per capire come andrà allacciato, quando la porta del camerino si apre.
La Signora questa volta non ha bussato. Io imbarazzata, mi copro come posso il seno.
La Signora si scusa . Credeva che io lo avessi già indossato e si offre di aiutarmi ad allacciarlo.
Si mette alle mie spalle. Afferra il reggiseno e lo appoggia sui miei seni nudi.
Sento le sue mani che cercano di afferrare i lacci per la chiusura, ma curiosamente le sue mani indugiano abbastanza a lungo sui miei fianchi e sulla schiena.
Sarà colpa della mia solita immaginazione ma le mani di lei nella ricerca dei lacci accarezzano i miei fianchi, poi si attardano sulle coppe del costume come a sistemarlo meglio, poi, stavolta inequivocabilmente , le sue mani scivolano sotto la stoffa e, da dietro, vanno alla ricerca capezzoli che una volta trovati, pronti, si induriscono al contatto.
Non reagisco e mi godo i titillamenti.
Percepisco il suo respiro sul collo e sento il suo corpo aderire completamente alla mia schiena ed ai miei glutei appena coperti da un misero slip da mare. Lo slip era veramente piccolo; taglia per ragazzine di 16-17 anni.
Questa volta mi rendo conto che non posso dare la colpa alla mia fantasia.
La Signora mi sta accarezzando lentamente, languidamente.
Le sue mani e le sue dita stuzzicano le mammelle.

Anzi, mentre ti parlo me le tocco perché mi sto eccitando.

Vedo nello specchio di fronte a me la sua sagoma alle mie spalle.
Sento che con abilità e dolcezza sta liberandomi del’inutile stoffa del costume che avrei dovuto provare. Lo fa scivolare sfilandomelo dalla testa .
Restando in piedi mi guardo allo specchio: ho indosso solo la parte inferiore del costume ed ho una magnifica donna alle mie spalle che mi massaggia sapientemente il seno.
Vedo le sue dita abilissime stringersi intorno ai capezzoli per eccitarli.
Mi sfugge un gemito.
Ho paura di ciò che potrebbe accadere, ma ho anche una voglia pazza di abbandonarmi e godere con lei.
La Signora interpreta il mio gemito come un apprezzamento alla sua abilità e le sue mani scendono sui miei fianchi ed abbassano lo slip.
Resto immobile come una statua.
Ho voglia ed ho paura di ciò che qualcuno possa vederci e sentirci.
Attendo che Lei si spinga a fare di più. Mi spoglia completamente e resto nuda.
La Signora è sempre alle mie spalle ed accarezza il mio corpo in silenzio.
Con lentezza passa dai seni al monte di Venere, si sofferma sui fianchi, scende alle cosce, risale al seno.
Percepisco la sua lingua sul collo, la sento leccare la nuca.
Percepisco un comando dolcissimo e obbedisco volentieri.
Le sua mani spingono in modo che io ruoti su me stessa ed offra la totale visione del mio corpo nudo e desideroso alle sue voglie perverse.
Mi guarda .
Mi studia.
Mi sorride e mi spinge verso la poltroncina che era in un angolo straripante di costumi. Le sue braccia forti mi accompagnano affinché io mi sieda.
Subito lei è sopra e dentro di me.
La sua bocca sfiora la mia e ed entra con dolce violenza.
La sua lingua esplora tutta me stessa, strappandomi nuovi gemiti di sorpresa e di piacere.
Le sua mani sono inarrestabili, irraggiungibili e giocano, carezzano, titillano, si muovono.
La sua lingua scende verso i seni, li bagna di saliva e carezza dolcemente prima un capezzolo, poi l’altro. Percepisco un lieve morso su entrambi.

Io non resisto più. Il ricordo mi sta facendo sbrodare. Toccati anche tu, dai!

Gemo.
Non posso fare altro.
Lei non parla. Io emetto solo gemiti di intenso piacere.
È come se fra noi fosse nata una tacita intesa per godere senza sapere nulla l’una dell’altra. In realtà non ci sono state presentazioni, ne nomi.
In quel momento ed il quel locale così esposto per godere sono sufficienti i nostri corpi e le nostre voglie.
La Signora scende verso l’ombelico. La lingua ci gioca intorno.
Io, oltre a godermi le mille sensazioni che Lei mi da, mi godo lo spettacolo allo specchio.
Mi vedo semisdraiata sulla poltroncina, in totale balia di questa insaziabile donna, che vuole farmi godere.
La sua lingua sa farsi desiderare.
Ormai io la vorrei sentire dentro di me, profondamente  e vorrei godere fra le sue labbra senza alcun ritegno ma Lei sa bene come farsi desiderare.
Abbandona il mio basso ventre per dedicarsi alle braccia; le lecca e le accarezza con i polpastrelli.
Poi scende dolcemente a leccarmi le cosce e dopo un istante lambisce con lussuria il polpaccio ed afferra il mio piede. Infila alcune delle mie dita nella sua bocca, bagnandole di saliva e senza smettere di guardarmi negli occhi.
A quel punto vorrei urlare.
Vorrei implorarla di farmi godere, di farmi venire, ma non voglio interrompere questo silenzio magico carico di tensione e di attesa e di profumi di donne.
Sta deliberatamente succhiando i miei piedi come fossero cazzi.
Infila il mio alluce fra le labbra umide e succhia, lecca.
La mia vagina ormai, come puoi ben immaginare perché mi conosci,  ha abbondantemente bagnato la poltroncina in attesa di quanto si desidera più d’ogni altra cosa.
…. e finalmente la Signora abbandona il mio piede, sale lentissimamente, sempre fissando il mio viso, con la lingua, a lambire la gamba e si avvicina alla coscia.
Istintivamente mi apro.
Ora la voglio, lo voglio !
Lei solleva lo sguardo, mi fissa e fa comparire la lingua fra le labbra, la muove velocemente guardandomi negli occhi.
Io gemo e per la prima volta imploro:
“Ti prego….”
Sorride, abbassa il capo e finalmente percepisco la lingua bagnata e bollente guizzarmi fra le cosce.
Mi apro ancora di più.

Mi sto sciogliendo, e tu?
Si. Anche io. Sono bagnatissima. Ti vorrei leccare.

Lei raggiunge il mio bottoncino e lo accudisce con amore, con perizia, con esperienza consumata.
Sento finalmente un brivido bollente partire dal cervello e raggiungere il clitoride.
Finalmente godo.
Finalmente mi abbandono alle sensazioni straordinarie di questa femmina abilissima ed esperta.
Mi sento gemere, mi sento gridare, le afferro il capo e me lo spingo contro.
La sua lingua saetta sul clito, le sue labbra lo afferrano e lo suggono, simulando un pompino.
La sua lingua entra fra le mie labbra e penetra in me.
Sento un cazzetto bagnato, piccolo, ma muscoloso che mi penetra con piccoli colpi ben assestati.
Non so quante volte abbia gridato ed abbia implorato di non smettere, di continuare, di farmi venire ancora e ancora.

Chissà se fuori mi hanno sentito.

Lei ritorna sul clitoride duro e percepisco due, forse tre delle sue dita spingersi dentro di me, prepotenti ed abili,  fino a farmi urlare per l’ennesimo orgasmo mentre la lingua e le labbra non smettono di succhiare e leccare il bottoncino durissimo e teso.

Non so per quanto tempo Lei si sia divertita a farmi godere. Sono certa di non avere mai goduto così tanto. Quel che mi ha sorpreso è che la Signora si è dedicata alla mia figa per tanto tempo, per me sono state ore, senza nulla chiedere in cambio. Completamente vestita ha dedicato al mio piacere tutte le sue abilità.
Francesca, se continuo a vederti così aperta, amore mio, mi sa che tra poco lancio un urlo per dirti che sto venendo.

Ma ora sento che si muove…. Si allontana da me e mi lascia , sola ed abbandonata sulla poltroncina del camerino. Penso che , dopo tanta dedizione, abbia diritto ad un attimo di pausa, magari a bere un sorso d’acqua
Sento che sta trafficando a qualche passo da me. Porte che si aprono e si richiudono. Passi che tornano verso il camerino.
La Signora ricompare sulla porta.
Mi chiede di inginocchiarmi per terra e sollevare i glutei per vedere sia la figa che il buchetto. In un attimo capisco che la Signora è sola ed è sicuramente lesbica.
Apre le mie cosce e tiene divaricate le mie gambe forzando le mie ginocchia. Quasi immediatamente percepisco un soffio caldo sulla fica …e subito dopo sento la sua lingua farsi strada fra i miei abbondantissimi umori.
Immediatamente insinua la sua lingua nella mia figa e va a leccarla voracemente.
La Signora sorride. Io sono a terra, completamente umiliata e a disposizione della sua volontà e, al contempo, eccitata in modo estremo dalla situazione.
Apro le gambe poggiando le ginocchia sul pavimento e la lingua sua è di nuovo dentro di me e sul mio clito.
Infatti dopo avermi annusata ed avere assaporato la mia calda eccitazione, Lei inserisce con consumata abilità la lingua fra e mie labbra gonfie e inizia una estenuante, terribile, lunghissima danza sul mio clito e nella mia vagina dischiusa.
Sento la sua lingua muoversi velocissima sul clitoride e sento la stessa lingua frugarmi dentro a caccia di umori e di liquidi che non si fanno attendere.
Godo abbondantemente sulla sua lingua che mi penetra e mi fa gridare.
Ho gli occhi quasi sempre chiusi, ma quando il coraggio di un istante mi spinge ad aprirli, intravvedo la Signora che guarda il mio spettacolo con ingorda ammirazione
La sento parlare rivolta alla mia figa, sottovoce, quasi il suo fosse un linguaggio segreto e totalmente incomprensibile ma non capisco niente.
Per la prima volta ho sentito il tono della sua voce.
“ Sei una troia formidabile, Ti aspetto domani sera, dopo la chiusura per continuare a giocare con te. Ma domani, ricorda bene, dovrai anche tu farmi godere”
E dopo avermi leccato con sensualità le labbra per l’ultima volta, mi ha accompagnato alla porta del suo negozio chiudendo il portoncino del retro-bottega.

Ecco cosa mi è successo oggi.
Ora voglio venire davanti a te come se ci fosse Lei. Tu continua così e grida con me. Dimmi che ti piaccio e che mi ami tanto.

 

 

La nipote di Bianca by 1948

Stamane sono andata a comprare il pane fresco in un forno vicino casa.
A Mirta piace averlo sempre fresco ogni giorno. Io ne approfitto per fare un giro tra la gente e salutare amici ed amiche.
Sono anche passata da Bianca che come sempre mi abbraccia e bacia sulle guance, quando siamo in pubblico, e mi fa
“Te la senti stasera di venire a casa da me? E’ da molti mesi che non ci vediamo ‘intimamente’. “
Mi venne naturale rispondere positivamente ad una amica.
Nella mia camminata arrivai al forno ed insieme a me è entrata una ragazza di circa trenta anni che mi ha colpito per l’abito che indossava: era elasticizzato e  la fasciava perfettamente; era bianco a righe blu fini ben distanziate, indossava anche un bolerino azzurro aperto dietro nelle spalle ma coprente il petto. La lunghezza dell’abito lasciava scoperte quasi interamente le cosce. Se questa ragazza si fosse inchinata avrebbe mostrato il suoi indumenti intimi.
L’aspetto era molto gradevole e sensuale: sprizzava ormoni da tutti i pori.
Ai piedi calzava dei sandali senza nessun tacco ed i piedi erano curati e le unghie laccate in rosso fuoco che faceva risaltare l’abbronzatura che si era fatta in questi ultimi mesi.
Nell’entrare la salutai anche io. Lei si rivolse alla commessa del forno e con fare molto femminile, sollevando una gamba ed appoggiandola sull’altra e muovendo le braccia in modo sensualissimo poggiandole sul petto dopo ogni frase rimase delusa dal non aver trovato il pane che lei desiderava.
In quel momento entrò il suo maschietto che a prima vista sembrava avere la stessa età.
“Amore! Non c’è il pane che piace a te. Che cosa compriamo?”
Io ero li in un angolo e penso che Lei non mi avesse visto ma Lui si, tanto che Lei non ricevendo risposta
“ehi! Allora?”
“Allora che?”
Al che Lei guardando me mise una mano sul petto del suo Lui e lo baciò sulle labbra.
Lo sguardo di Lui era diretto a me ed ero il motivo della sua distrazione.
Io indossavo un vestitino bianco molto leggero e traforato da cui facilmente si intuivano le forme dei capezzoli. La parte alta era libera ed era sostenuto da una fascia elastica che mi avvolgeva poco sopra le mammelle. La lunghezza era pari a quella dell’abito della sua donna: poco sotto l’inguine.
Poiché nel frattempo mi ero seduta avevo, senza farmene cura,mostrato il perizoma bianco e semitrasparente che indossavo. Proprio quel giorno lo avevo indossato; di solito non lo uso ne in casa ne fuori.
Lui lo aveva notato che mi ero messa in mostra e tolse lo sguardo su di me con evidente difficoltà.
Certo che anche a me lui piaceva; era un bonazzo come pochi. Capelli corti ben tagliati, alto sul metro e ottanta, pantaloncini corti che mostravano gambe belle dritte e lisce, mocassini grigi color tortora, viso dai lineamenti belli e ben curato. Maglietta a maniche corte aperta sul davanti che mi permetteva di vedere che era depilato ed anche abbronzato così come la sua donna.
Dopo aver scelto ed acquistato del pane (lei dalla borsa ampia da mare ha preso un borsellino verde smeraldo di gran classe) la commessa nell’uscire ha salutato i due ma in particolare ha salutato la donna chiamandola per nome: Rossana
Chiesi alla commessa, senza destare sospetti, chi fossero i due e mi rispose che Lei era “la nipote di Bianca, quella che vende biancheria intima a due isolati da qui”.
Annuii per dare un cenno di comprensione. Sapevo perfettamente bene chi fosse Bianca e mi meravigliavo che non mi avesse mai parlato di questa bellissima nipote.
Nel ritornare a casa sono entrata nel negozio di Bianca e dopo aver aspettato che una cliente finisse gli acquisti andammo nel solito retrobottega dove facevamo sesso rapidamente.
“Non mi avevi mai detto che avevi una nipote a dir poco splendida.”
“L’hai conosciuta?”
“No. L’ho vista alla panetteria pochi minuti fa”
“Bella vero?
“Verresti a cena da me che te la presento? Ci sarà anche lui”
Non potevo perdermi un’occasione simile!
Ne ho parlato con Mirta che mi ha incoraggiato ad andare “Stasera viene Erica e passeremo un bel po’ di tempo a letto. Oggi era in calore e voleva amarmi più del solito. Quindi se vuoi andare fai pure. Se no sappi che saremo in tre sul lettone”
La sera ho indossato un tubino elasticizzato blu che aderiva perfettamente al mio corpo lasciando le cosce quasi tutte scoperte. Ho agganciato i piercing ai capezzoli ed anche alle labbra della fighetta. Ho sistemato i capelli a coda facendola alta sopra la nuca e lasciandola cadere sul davanti. Le spalle erano quasi tutte scoperte perché il tubino ha una profonda apertura posteriore. Per dirla in breve ero più nuda che vestita.
Niente reggiseno e solo un perizoma minuscolo e leggerissimo color lilla a coprire l’entrata anteriore.
Scarpe: sandali nude look con una sottilissima fettuccia sulle dita e allacciate alla caviglia; tacco 12 che mi fa sembrare più alta e figa di come sono già per natura.
Poco prima di uscire ho fatto un bel lavaggio intestinale non sapendo se, dovendo scopare, a lui piaccia il mio buchetto posteriore.
Bianca mi accoglie sulla porta vestita con un abito bianco ricamato e traforato che le segna i fianchi, capelli sciolti e sandali infradito legati alla caviglia molto colorati ed ai polsi molti bracciali. Si vedeva bene che non portava reggiseno perché i capezzoli spuntavano molto bene nella stoffa del vestito.
Ciò che noto è un tatuaggio sul braccio; un bel ramo di pianta esotica.
“Viene accomodati” mi dice stringendomi a se e baciandomi prima sulle labbra e poi attardandosi con la lingua nella mia bocca. Ho ricambiato il bacio profondo con vero piacere.
“allora dimmi, ti è piaciuta mia nipote Rossana?”
“Molto. Bella ragazza. Quel bell’uomo chi era?”
“Chi? Quel ragazzo abbronzato e ben depilato? Quel che hai visto era Andrea: il suo maschio”
“Verrà stasera?” Chiesi
“ si saranno qui tra circa un’ora. Mi piace il tuo tubino. Vieni in camera che ho della lingerie fatta proprio per te”
Mi prese per mano e andammo nella camera della figlia.
Mi resi subito conto che la figlia non abitava più con lei e le chiesi
“Qui è tutto in ordine. Tua figlia non abita qui?”
“No. Neanche mio marito; è andato via 8 mesi fa ed io sto con un altro uomo. La ma vita è cambiata ed anche qualcos’altro”
Sul momento alle ultime parole non ci feci caso.
“hai visto che bei capi?”
“Si. Proprio belli e molto sexy; anzi direi porno”
”In effetti sono di una azienda che produce capi per il cinema porno. Sono splendidi ed anche molto ben fatti. Vuoi indossarne qualcuno?”
“Si volentieri”
Ero già sciolta al solo pensiero di mostrarmi davanti a lei indossando quei capi che lasciavano il mio corpo più nudo che vestito. Me li immaginavo già addosso.
Mi spogliai e altrettanto fece Bianca “Mi spoglio anche io così ne indosso qualcuno per farti vedere come stanno”
In breve eravamo nude tutte e due.
Le mani di Bianca mi aiutarono a denudarmi. Non è che avessi difficoltà ma era lei che godeva nel farlo per potermi toccare accarezzandomi tutte le parti del corpo. Infatti iniziò dalle mammelle e subito andò a titillarmi i capezzoli in modo da poterli succhiare. Poi scese giù e mi lasciò con il tubino all’altezza delle cosce mentre le sue mani erano indaffarate a esplorare ancora una volta la mia fighetta.
Inutile dire che rimanevo immobile in piedi sui tacchi mentre mi faceva arrapare molto e colare succhi con una mano mentre l’altra era sulla mia mammella sinistra.
Mi piaceva offrirmi a lei.
Si staccò da me e mi disse “ora vedrai la sorpresa”
Mi aspettavo che avesse qualche plug dietro o palline varie nella figa.
Invece come cadde il suo vestito mi apparve il suo corpo nudo con tanti bellissimi tatuaggi.
“Ti piacciono?. Ne volevo fare uno e poi ne ho fatto tanti. Sono andata dall’amico comune. Ricordi?”
Erano veramente bellissimi. Ne aveva solo scuri ma altri grandi sulla schiena. In particolare uno a colori che andava a finire tra le natiche a pochissimi centimetri dal buchetto posteriore.
Sul davanti una V che finiva sul monte di venere ad indicare la posizione del clitoride.
Nell’ombelico una ragnatela ed altrettanto intorno ai capezzoli.
“I giorni prossimi ne vorrei avere uno intorno al buchetto del culetto che rappresentasse una ragnatela con il buchetto come ragno che ti prende e non ti lascia più. Che ne dici?”
“Mi sembra una bella idea. Te lo ha chiesto qualcuno di farli?”
“Si e no. Li ho fatti perché il mio nuovo maschietto ne ha qualcuno e mi sono piaciuti. Lui mi ha chiesto di farne uno a ricordo di lui ma sul momento ho detto no. Poi ci ho pensato ed ora come vedi ne ho tanti e ne voglio ancora. Tu li vorresti?”
“Io no. Anche se mi piacciono non li farei. Penso che guasterebbero il mio aspetto da giovane fighetta”
Immediatamente mi ha infilato la lingua in bocca per il primo di tanti baci mentre la mano è tornata sulla fighetta a titillare il mio clito.
Ero bagnatissima e lei lo sapeva.
Mi ha lasciato in piedi sempre sui tacchi alti e mi ha fatto quasi cadere quando stavo per venire.
 A quel punto si è fermata, mi ha baciato nuovamente attardandosi con la lingua ad incrociare la mia per un bacio lunghissimo.
“Ora prova tu qualche perizoma”
“Sei sicura? se li bagno con la mia sbroda e li guasterei”
Non ti preoccupare. Chi li indosserà sentirà il profumo di figa e si arraperà più del normale. Questi sono indumenti, (se così li vogliamo chiamare, per sole grandi fighe o troie come siamo noi due.
Non mi restò che indossare un perizoma nero molto ricamato e traforato che si apriva sul davanti. Bianca ne approfittò per dimostrarmi come funzionava: dove c’erano le grandi labbra si apriva senza doverlo spostare per farsi scopare, dietro passava profondamente, tanto che sfregava sullo sfintere, una stringa tra i glutei che si riuniva in vita. Poi ne indossai un altro bluette con un triangolino di tulle davanti, bordi delicatissimi che, indossato, veniva teso da delle catenine dorate; le labbra della figa erano molto ben in vista. Bianca mi sfregò le catenine per farmi sentire quanto potevano eccitare mentre si camminava. Mi fece anche indossare un body in rete nero  con ampia apertura sul pube e sui glutei e stringhe con pinzette reggicalze. I capezzoli erano sfregati dalle maglie e la rete si inceppò nei piercing. Le spalle erano libere ed attraversate da delle stringhe che Bianca tirò per stringere intorno al busto il body. Era molto bello e lo avrei preferito con reggiseno a balconcino in modo da offrire e lasciare liberi i capezzoli di svettare e mostrare bene o applicare altri piercing nonché legare qualcosa ai capezzoli.
Tolto questo body, mentre colavo già notevolmente Bianca mi mise una mano tra le gambe e mi sgrilletò riportandomi al top dell’eccitazione anche con i suoi baci e il succhiare i capezzoli che con i piercing erano sempre molto sensibili.
Interruppe la nostra intimità il suono del campanello.
“Dovrebbero essere loro; Rossana ed Michele, il suo ragazzo”
Rimasi li nuda e eccitata, in piedi come una gallina spennata. Sfruttai quella situazione per guardarmi allo specchio; mi piacevo e non poco. Mi piaceva vedermi sui tacchi alti nuda con i capezzoli ornati dai ciondoli del piercing, con le gambe molto lunghe e proporzionate, con il pube e le natiche ben sode e ben depilata in ogni parte del corpo. I capelli lunghi li avevo portati sul davanti e così avevo un’aria molto civettuola e anche molto invitante a fare sesso.
Gli ospiti entrarono in casa e subito Bianca li mise a loro agio mentre io non sapevo che fare visto che il mio tubino era nel soggiorno.
Sentii Bianca dire “Ora vi presento una bellissima ospite che tra non molto ci allieterà” e subito dopo venne da me.
“Francesca, andiamo di là che ti presento mia nipote”
“Così nuda?”
“No. Aspetta. Mettiti questo” e sopra indossa lo slip aperto sul davanti e anche questo reggiseno di pizzo rosa a fascia.”
Reggendomi con il suo aiuto li indossai ed andai a conoscere sia la nipote che il suo maschio.
Al mio apparire non fecero una piega, anzi dopo averci stretto la mano mi fecero i complimenti tutti e due.
Rossana era una donna tremendamente affascinante ed intrigante: capelli biodastri lunghi ma non quanto i miei, occhi che sembravano due pietre, labbra carnose e soprattutto un seno ampio del tutto naturale e incredibilmente marmoreo.
A voler essere pignoli Rossana aveva qualche chiletto di troppo. Aveva le dita affusolate e il bel culo facevano ancora pendere la bilancia dalla parte della mia amica.
Bianca mi disse che era sempre stata una ragazza discreta. Qualche flirt ai tempi delle scuole e poco più, ma quando si parlava di sesso Rossana non aveva rivali a livello di fantasia, classe ed erotismo.
Bianca continuò “Spesso ho sognato una notte con lei e mi sono sempre chiesta se i fatti avrebbero uguagliato i sogni!”
Lei era trentenne e viveva un centinaio di km dalla città con Michele suo coetaneo, finché un giorno si rincontrarono in un supermecato a metà strada fra le attuali città di residenza.
Fino ad a quel momento si eravamo sentiti solo alcune volte per telefono.
Michele confessò che quando abbracciò Bianca e i suoi seni si schiacciarono contro il suo petto, il suo membro si indurì repentinamente e di questo Rossana se ne accorse perché le scappò un risolino che mi sembrò terribilmente eccitante.
Michele era un bel ragazzo, simpatico e disponibile; erano, insomma, una bella coppia, sensuale ed interessante.
Bianca andò in cucina portò dei bicchieri di bicchieri di spumante per brindare alla nostra amicizia e in quel frangente lei confidò il suo desiderio di sperimentare l'amore a tre facendo entrare nel loro rapporto un uomo.
Rossana, carezzandomi il volto "Ci divertiremo parecchio vedrai!".
Michele e Rossana erano aperti, disinibiti, gentili, intelligenti, di classe e soprattutto intriganti.
Ero tremendamente eccitata dall'idea di un rapporto a tre con Bianca la nipote ma non eravamo in tre ma in quattro. Ne dedussi che dovevamo lesbicare a turno e Michele scoparci a sua volontà
Rossana era vestita in maniera tremendamente eccitante: un velo di trucco, lucidalabbra rosa, un vestito molto aderente che le scopriva le gambe fino a metà coscia e con un ampia scollatura che metteva in mostra le sue mammelle, un ciondolo dorato al collo che cadeva sul petto e delle scarpe nere col tacco che la slanciavano parecchio.
Rossana, mentre Bianca iniziava a accarezzare durante una discussione a due con Michele, il suo petto e le gambe, mi raccontò che avevano intenzione di provare per la prima volta la doppia penetrazione anal-vaginale.
Mi disse che loro due avevano già avuto rapporti anali, ma che per una posizione così impegnativa era meglio che il didietro toccasse ad un pisello come quello di Michele
che era oltre i venti centimetri.
Vidi Bianca uscire dalla sala con Michele e poi ci chiamarono. Erano in camera da letto sul letto matrimoniale.
Michele era già nudo, aveva un bel cazzo. Bianca intimò subito: "in casa mia niente vestiti addosso!" e di conseguenza Rossana entrò in bagno per spogliarsi e darsi una rinfrescata alle parti intime.
Notai che alla vista delle mammelle di Rossana il cazzo di Michel, che era floscio, si inturgidì repentinamente e la cosa sembrò eccitare parecchio tutti mi invitarono a sedere vicino a loro. Vidi che la figa di Rossana era completamente depilata ed anche tra le sue natiche.
Rossana aveva solo un ciondolo, un braccialetto al polso sinistro ed uno alla caviglia destra, più le scarpe: proprio come la desideravo io. Eravamo completamente nudi tranne che per le scarpe. La mano destra di Rossana con le unghie dipinte di rosa e tre anelli dorati passò fra i miei capelli; io, che fino a quel momento l'avevo solo abbracciata discretamente, cominciai a stringere fra le mani i suoi seni: erano belli e marmorei, dai capezzoli turgidi come quelli di poche donne al mondo!
Lei mugolò languidamente, mentre il cazzo di Michele era durissimo .
Michele cominciò a masturbarla leggermente e anche il suo membro si irrigidì, aveva davvero un bel cazzone, come aveva detto ridendo Rossana.
Io e Rossana ci baciammo, mentre Bianca le leccava i capezzoli, succhiandoli e mordicchiandoli.
Michele le leccava la fica, rosea e bagnatissima. All'improvviso Bianca ci invitò ad andare in un’altra camera e così entrammo in una alcova: una camera con moquette azzurra, stampe erotiche alle pareti, foto porno raffiguranti ragazzi accoppiati sessualmente, Foto di lesbiche si leccavano la figa aperta e umida e un letto basso e ampio con le lenzuola del colore della moquette. Bianca si sedette sul letto, io e Michele stavamo in piedi lui con il cazzo in erezione, lei si stuzzicava il clitoride con una mano e l’altra tra le gambe della nipote a fare altrettanto.
"Allora, cosa facciamo?" disse Michele
E Rossana di rimando
"Maleducato! Chiedi a chi ci ospita!".
Io esitai un attimo e poi dissi
"se vuoi leccarci le fighe ti saremmo grate”
Michele si fiondò e Rossana non se lo fece dire due volte.
Lei sorridendo maliziosamente prese il cazzo del suo maschio in mano e iniziò a masturbarlo lentamente.

Era fantastico, ma lo fu ancora di più quando Rossana iniziò a mettersi in bocca il cazzo del suo maschio; a volte lo succhiava per un tempo piuttosto lungo, altre volte dava dei baci sulla punta di un cazzo.
Bianca da un cassetto aveva preso un dildo e lo stava insalivando e se lo passava sui capezzoli ed anche sulla vulva umida e colante.
Io ero in estasi e con la testa all'indietro e le braccia lungo il corpo, lasciavo che Bianca si infilasse il dildo in bocca, oppure se lo passasse sulla figa.
La situazione era ben oltre la trasgressione.
La bravura di Rossana stavano facendo provare al suo uomo un piacere mai sperimentato prima che sospirava e ogni tanto diceva "ahhhh sìì così Rossana, ahhh ancora" mentre socchiudeva gli occhi dopo aver osservato me e Bianca darsi da fare con il dildo.
Bianca si era decisa a unirsi con me.
La sua lingua si intrecciava con la mia in un vortice di passione, le nostre mani frugavano dappertutto, alla ricerca delle nostre intimità.
Lei iniziò a baciarmi il collo, poi il seno, scendendo sempre più giù, fino a mettermi una mano tra le gambe per ditalinarmi.
Un lieve movimento e sulle grandi labbra comparvero le prima gocce trasparenti.
Un bacio schioccante fu il preludio ad una serie di leccate e succhiate degne di premio.
Ci stendemmo anche noi sul letto. Io la girai su di me, cercando di restituirle una parte del piacere che mi stava donando. Non appena cominciai a leccarla lei mugolò ed io ne approfittai per penetrarla con un dito.
Bianca era divina; con quella lingua e quelle labbra mi stava facendo impazzire. Io per non essere da meno avevo iniziato a giocare anche con l'altro suo buchino sapendo la sua passione per il sesso anale.
Presto detto e Bianca mi chiese "Lo voglio, mettimelo nel culo!"
Allora la posizionai alla pecorina e con delicatezza iniziai ad introdurle il dildo dentro di lei.
Il sudore ed il magnifico ditalino che stavo ricambiando facilitarono la penetrazione. I
n un attimo fu dentro perché lei si rilassò e spinse all’infuori lo sfintere.
Solo allora lei prese a masturbarsi il clitoride con foga mentre io strizzavo le sue mammelle con la mano.
Le urla di tutti e quattro erano il crescente contorno a questo sfogo di libido.
"Ti piace eh" dissi schiaffeggiandole il sedere,
"Dimmi che ti piace!" Il suo assenso si manifestò con un Siii di piacere rantolato, che mi produsse una scossa per tutta la schiena.
"Voltati, voglio vedere quanto stai godendo" Chiesi a Bianca. Lei si sdraiò sulla schiena e divaricò le gambe in modo quasi osceno.
Nel frattempo Rossana si era distesa sul letto e Michele le era andato sopra tra le gambe.
Lui fece per penetrarla davanti, ma disse: "No, ho paura, non prendo più la pillola"
"Allora ti faccio morire, Tesoro" Disse e con un forte colpo di reni si tuffò nella sua intimità più nascosta posteriore non senza avvertire una fitta di dolore.
Le afferrò allora le gambe mettendole sulle spalle ed iniziò un lento e cadenzato movimento, mentre io mi occupavo anche del suo clitoride alternando i massaggi a delle forti succhiate di dita che presagivano ad un finale pirotecnico.
Rossana si stringeva le tette e si torturava "delicatamente" i capezzoli.
Il ritmo meno costante impresso dal maschio la stava facendo impazzire ma non voleva farla godere subito. Scivolò fuori da lei e mentre lui la stava masturbando gli mise il cazzo tra quelle superbe tettone.
Lei disse: "Sei il solito sporcaccione!" ed lui rispose "E tu la solita tettona di sempre".
Il suo cazzo scorreva seminascosto tra i quei seni, e lei, saltuariamente, ne solleticava la punta con la lingua.
Io mi ero dedicata nuovamente a Bianca che vedendo la scena era più in calore che mai; godeva come un’invasata.
Poiché le gambe di Rossana erano sollevate dopo aver finito di masturbare con le mammelle il cazzo di Michele offrendo la figa ed il culo a tutti noi, Bianca le avvicinò il dildo al buchetto posteriore e chiese a Rossana che sensazioni avesse.
La risposta non si fece attendere: “Mettilo dentro con delicatezza”
Per facilitare l’introduzione si mise alla pecorina esponendo molto bene lo sfintere.
In questa posizione la zia di Rossana, Bianca, lubrificò con del gel il dildo e poi con movimento leggero e lento la penetrò.
Rossana all’apertura e fino all’introduzione completa mugolava  e godeva sgrilletandosi molto.
Io la sostenevo e la baciavo incrociando le nostre lingue.
Michele parlava e la incitava ad essere più troia.
Mentre la zia inculava la nipote Michele chiese alla sua donna di poterla penetrare di nuovo nella figa.
Lei rispose che non si sentiva pronta ed io allora la convinsi che lui sarebbe stato attento.
Michele si stse sotto Rossana e la penetrò per la prima volta nella figa.
Michele disse che sentiva il dildo nell’intestino della sua lei.
Il tepore di quell'intimo contatto le suscitò un mare di sensazioni piacevoli e lui prese a pomparla con foga.
Dopo poco in lei cominciò a montare l'orgasmo: le pareti della sua figa iniziarono a contrarsi e Michele la sentiva stretta come una verginella. Il dildo tentava di uscire dal culo ma Bianca lo rimandava dentro.
 "Sto godendo, sto godendooo" esclamò il maschio fissandomi negli occhi.
Rossana si abbandonò ad un siiiii di piacere e continuò "voglio la tua sborra"
Tutti perdemmo il lume della ragione abbandonandoci alla libidine e alla lussuria.
Io baciavo sia lui che lei e lei incrocia alternativamente la lingua con la mia e quella del suo uomo
Per non metterla incinta lui uscì dalla figa e portò il cazzo all’altezza della sua bocca e le spruzzò tutto il volto con la sborra.
Rossana prese quindi il cazzo in bocca e succhiò le ultime gocce del suo piacere.
Io gridavo il mio sommo godimento insieme a Bianca baciandoci come due assatanate.

Mi avvicinai alla bocca di Rossana e lei d’istinto mi baciò passandomi con la lingua lo sperma di Michele così unimmo nel bacio, anche con Bianca, ancora stravolta per l’orgasmo avuto.

Racconto di fine estate by 1948

A fine estate dialogando con Mirta, le ricordo della sera in cui andai da Bianca per conoscere la nipote Rossana ed il suo maschietto che ancora ho ben impresso in mente.
Il mio Sergio, pur essendo bello e forte non era bello come Michele compagno di Rossana.
Quel giorno ricordo che doveva venire a casa Erica per amarci in tre ma poi io accettai l’invito e Mirta ed Erica si amarono da sole.
Ero curiosa di sapere come Mirta si era preparata all’incontro. Non era mai accaduto prima che lei invitasse una delle sue commesse del negozio a casa.
“Mirta, mi dici come ti sei preparata all’incontro con Erica il giorno che vi detti buca per andare da Bianca?”
“Lo vuoi proprio sapere, porcellina?”
“Perché no? Lo sai che se c’è sesso io non mi tiro indetro. Mi hai abituata tu ad essere così!”
Mirta si ricorda che una volta che uscii si distese a letto e si addormentò.
    “Mi sono svegliata molto sudata. Diversamente dalle altre volte che correvo sotto la doccia, rimasi a letto a dormicchiare.
    Indossavo solo mutandine e reggiseno e come ben sai sono abituata a dormire completamente nuda.
    Ero messa sulla schiena e mi passai la mano sulla pancia togliendo il velo di sudore che la copriva. Le mie mani poi proseguirono sul reggiseno rosa pallido di pizzo che indossavo; era bagnato, spinsi l'orlo verso il basso, facendo fuoriuscire la mia mammella sinistra dalla coppa.
    Messa come ero osservavo i miei seni sodi, capendo perché gli uomini, come anche con piacere le donne. Li osservavano con grande interesse, li ho massaggiati un poco strizzando i capezzoli con le dita, poi mi sono stiracchiata, portando la mano destra tra le cosce.
    Il perizoma coordinato alle mutandine era zuppo di sudore e mi venne istintivo strofinarlo un po' con le dita rendendomi conto che non era tutto sudore: ero eccitata.
    Mi rendevo conto che erano giorni che non mi masturbavo e nei tre giorni prima se ricordi bene noi non ci siamo amate e neanche l’ho fatto con le commesse perché ero presa dal lavoro.
    Inoltre di altre esperienze sessuali nell'ultimo mese neanche l'ombra, e se ricordi bene, erano mesi che un uomo non mi entrava e l'ultimo orgasmo che avevo condiviso era stato quello provocato dalle mani di Erica la commessa che anche tu conosci bene.
    Ti dicevo che le mie dita cominciarono a passare avanti e indietro sulle mutandine spingendole all'interno delle grandi labbra mentre con la destra mi toccavo i seni.
    Mi sono messa a pancia in giù, divaricate le gambe e piegate le ginocchia sollevando il bacino, ho spinto l'indice e il medio attraverso le mutandine nella mia figa.
    Il filo posteriore del perizoma tirava sfregando l’ano.
    Con le dita della mano sinistra sono andata a stuzzicarmi lo sfintere; la destra sotto la pancia spingeva sempre più in profondità nella mia intimità.
    Non potevo più trattenere i sospiri di piacere che fuoriuscivano dalla mia gola. Ero sola e mi mi sono un po’ lasciata andare. Ho mugolato al contatto delle mie grandi labbra con le dita e ancora di più quando sono entrate dentro aprendo anche le piccole. Spostato il cavallo già fradicio del perizoma dall'interno della mia fica, la mia mano aveva campo libero. Due dita sono entrate completamente, poi tre.
    Pensavo a te che in altre occasioni mi avevi penetrato completamente con la mano mentre con l’altra esplorava il buchino stretto.
    Ma tutto questo non mi bastava; allora sfilate le dita dalla vagina e le ho passate un po' sul clitoride titillandolo e strizzandolo, poi ho portato le dita alla bocca e ho gustato ancora una volta gli splendidi sapori dei miei umori.
    Ancora una volta mi torna in mente la tua immagine con le gambe divaricate sulla mia faccia che strusciavi la fighetta sul mio viso facendomi assaporare ed annusare il sapore della tua femminilità.
    Mi sono succhiata le dita e poi ho aperto l’armadio dei giochi ed ho preso un vibratore, quello rosa fucsia che ho da più tempo che avevo comprato da ragazzina.
    L’ho leccato, l’ho messo in bocca stringendolo tra le labbra e circondandolo con la mia lingua facendolo scorrere avanti e indietro.
    L’ho, poi, sfilato e sempre nella stessa posizione l’ho passato tra le gambe.
    Inizialemnte ho fatto entrare un pochino la punta, lo facevo entrare per un paio di centimetri e poi lo facevo fuoriuscire di nuovo e ogni volta che mi penetravo sprofondavo un po' di più.
    Intanto l'indice della mia mano sinistra aveva varcato la soglia del mio culetto e ne esplorava l'interno.
    Volevo il vibratore tutto dentro e l’ho fatto entrare completamente in me, poi lo estraevo e lo reinserivo tutto di un colpo.
    Mugolavo e sospiravo me lo riportavo alle bocca e lo succhiavo per godermi il sapore della figa che come sai non disdegno e che mi piace tanto.
    Ho preso il vibratore con la sinistra l’ho passato di nuovo nella vagina inzuppandolo di umori e poi l’ho appoggiato con la punta sopra lo sfintere umido che attendeva di essere aperto. L’ho spinto piano piano dentro.
    E’ scivolato in profondità tranquillamente viscido per la mia sbroda.
    Sono rimasta così piegata con il vibratore tutto dentro il mio sedere, stringendo i muscoli dei glutei assaporando il piacere di ogni contrazione.
    Mi sono in quel momento che nel cassetto del comodino ne avevo un altro pronto per Erica, quindi ho tirato tirai fuori un secondo " giocattolo"; se il primo, come ben sai, era solo un cilindro appuntito questa è la copia in lattice di un vero cazzo enorme, circa 6 centimetri di diametro e 30 di lunghezza.
    L’ho messo un po' tra i seni stringendolo tra di essi con le mani, leccandone la punta.
    L’ultima volta che ho fatto una cosa del genere era con l'uccello del tuo Sergio che mi aveva alzato la maglietta e lo aveva infilato tra le mie mammelle dopo che glielo avevo succhiato per benino.
    Ti ricordi? Lui era sdraiato e io inginocchiata, glielo strinsi e passai la lingua sulla cappella, ma appena appoggiata sopra lui era venuto inondandomi il viso, i capelli, la maglietta e i seni del suo sperma. Credo che non ne avesse mai tirato fuori così tanto come quella volta. Mi ricordo che eravamo ad una festa ed io dovetti passare il resto della serata con quelle macchie sulla magliettina.
    Ritornando a noi ho preso il vibratore e l’ho inserito tutto dentro di me: con la mano destra muovevo quello nella vagina e con la sinistra quello infilato su per il culo.
    Li ho fatti ruotare e toccare tra loro separati solo dalla parete interna al mio corpo.
    Con urlo fortissimo sono venuta e fu un orgasmo liberatorio.
    Non so quanto gemetti e ululato, Ho gridato di piacere non preoccupandomi di chi mi potesse sentire.
    Non so quanto poi sono rimasta sdraiata con quei due oggetti dentro il mio corpo.
    Ricordo che muovevo tutto il fisico per assecondare le ultime contrazioni di piacere.
    Sono rimasta spossata, stesa sul letto. Ho sfilato il vibratore in lattice dalla mia figa e ne fuoriuscirono parte dei miei umori caldi insieme ad un getto di urina che non seppi trattenere allagando il pavimento e le mutandine e il mio corpo.
    Mi piaceva sentirmi ancora piena dietro e solo dopo un quarto d'ora più tardi, sfilai il vibratore dal mio culo con una fatica immensa perché lo volevo sempre dentro, toccando le pareti interne e senza causarmi fitte di dolore lo tirai fuori i facendomi gemere ancora.
    Rimasi ancora sdraiata, con le gambe aperte e i fremiti nel corpo, pensando che la serata non sarebbe finita li.
    Aspettavo Erica ed al solo pensiero ero di nuovo bagnata.
Di quella ragazza ho sempre uno splendido ricordo che mi eccita continuamente.
D'altronde le commesse servono anche a questo. Non credi?

Una nuova commessa by 1948

Una nuova ragazza si presenta da Mirta che le fa un colloquio per conoscere il suo carattere.
Si presenta come la maggior parte delle ragazze giovani: jeans elasticizzati, canottiera bianca aderente da cui si intravede un reggiseno non imbottito e sandali infradito neri allacciati alla caviglia. Capelli chiari lunghi raccolti a coda bassa sotto la nuca piegati su un fianco e portati sul davanti.
La facciamo accomodare nell’ufficio di Mirta; campo di battaglie sessuali quasi quotidiane.
Il suo portamento e le movenze indicano che è spigliata, sicura di se e coraggiosa con tanta voglia di fare qualcosa. Da l’idea di una ragazza attiva e piena di idee.
“raccontaci di te e della tua attuale vita che fai”
Sono Anna, come vi ho già detto. Ho 19 anni e frequento ancora la terza liceo. Vivo con mio fratello maggiore Antonio, che ha 24 anni, perché i mie genitori sono all'estero per lavoro. Per me mio fratello è una vera forza, alto capelli neri fisico asciutto, un gran figo, le mie amiche dicono tutte che se lo mangerebbero, solo che quando glielo dico si mette a ridere, dicendo che a lui non interessa fare il babysitter. Non ho mai capito perché non abbia una fidanzata, eppure molte ragazze gli vanno dietro.
Lui si prende molta cura di me ed ultimamente ha perso ore di lavoro per parlare con una delle mie professoresse che mi ha preso di mira; non le va mai bene niente di quello che faccio. Anche l'altro giorno mi a chiesto di parlare con lui perché il mio rendimento non le piaceva affatto.
Sconsolata, ho parlato con lui, che mi ha fatto il solito discorso su quanto sia importante che io studi e che se le mie amiche andavano peggio di me non era un buon motivo per uniformarmi a loro. Inoltre a lui toccava stare a sentire anche i consigli della prof su come educarmi. Infatti la prof. dopo avermi fatto la ramanzina davanti a mio fratello gli ha detto quello che io dovrei fare a casa. Per fortuna mio fratello le dice che devo andare a studiare.
Io ho fatto la faccia triste e mi sono preparata mentalmente a una serata di noia; ormai sapevo a memoria quello che avrebbe detto la prof.
Mi fratello siccome lavora, non riesce mai a andare all’inizio dei colloqui, cioè primo pomeriggio. Lui va sempre verso le sei quando tutti sono già andati via. Secondo me è questo che indispettisce la prof.
Un pomeriggio ci siamo avviati, ero già scocciata, perché non ero potuta andare con le mie amiche, mio fratello invece sembrava indifferente. Quando stavamo per entrare mi disse:
-Elsa mi presti il tuo cellulare, devo fare una chiamata al mio collega e ho scaricato la batteria, è una cosa urgente.-Gli ho dato il mio telefonino e sono andata avanti mentre lui telefonava. Dopo qualche minuto mi raggiunse ed entrammo in sala professori. Come previsto eravamo gli ultimi, alcuni professori se ne erano andati, la professoressa invece ci fece sedere è attaccò il suo solito discorso.
-Elsa può fare di più, bla bla bla-, ormai non stavo neanche a sentire.
-Senta se vuole le posso fare uno schema per aiutare Elsa a studiare meglio-.
-Si professoressa, potrebbe essere un aiuto-, non so come Antonio faccia a fare l'interessato, -ma vorrei mandare Elsa a casa perché dovrebbe studiare, ed è già tardi.-
Era quello che aspettavo, la professoressa annui, mi sentii sollevata e ed uscii dalla scuola.
Ero appena uscita dalla scuola, volevo chiamare qualche amica per salvare la serata, ma mi accorsi che Antonio non mi aveva restituito il telefono. Ritornai dentro per farmelo dare e andarmene.
Arrivata dietro la porta dell'ufficio sentii dei rumori strani, non stavano parlando come mi aspettavo, sembrava che avessero un gatto, la mia curiosità ebbe il sopravvento, girai piano la maniglia e scostai la porta per poter vedere, per fortuna la porta non cigolò così loro non si accorsero di me.
Altro che schema per aiutarmi a studiare, Antonio e la mia prof. erano in piedi che si baciavano, e devo dire che ci mettevano tanto impegno, potevo quasi vedere le loro lingue che si intrecciavano, non avevo mai considerato che la mia prof. fosse una donna, per me era sempre stata un insegnante, ma mio fratello sembrava essersene accorto, e anche bene.
-Facciamo presto, mio marito verrà a prendermi tra mezz'ora-
La prof si era staccata e aveva iniziato ad armeggiare con i pantaloni di mio fratello, tirandogli fuori l'uccello, e iniziando a massaggiarglielo, da parte sua Antonio aveva liberato le tette della prof dal reggiseno e adesso ci stava giocando, dandogli piccoli baci e fermandosi con la lingua a succhiare i capezzoli.
La prof intanto aveva provveduto a liberarsi della gonna, rivelando delle gambe niente male inguainate in due calze nere autoreggenti con bordo ricamato.
Accidenti le vorrei anch'io così belle! Devo dire che non credevo che la mia prof avesse ancora un fisico così ben tenuto.
Si chinò prendendoglielo in bocca e iniziando a succhiarglielo.
Mio fratello non perse certo tempo, muovendo le gambe usci dai pantaloni e le offrì il bacino per meglio imboccarla.
Non continuò a lungo: Antonio la fece sdraiare sulla cattedra e si chinò sulla sua fica, iniziando a leccargliela, doveva essere molto bravo nel farlo perché la prof. non faceva altro che mugolare e contorcersi.
Dalla mia posizione non vedevo molto ma per fortuna Antonio le sollevò una gamba per dedicarsi meglio a lei e potei vedere la sua figa. Devo dire che era molto bella mi eccitò, ma feci ben attenzione a non fiatare.
Antonio aveva smesso di leccare la sua figa, la avvicinò al bordo del tavolo e iniziò a passare il suo cazzo sulla figa.
La voce di Anna è roca, ansimante, le sue mani sono appoggiate al petto di mio fratello e sembra che vogliano chiudersi. Le unghie si piantano nella pelle. Lei è vicina all'orgasmo e basterebbe accelerare il ritmo per avere un orgasmo che lei sente salire dai piedi fino alla base del collo con velocità crescente.
“Lo vuoi? Su dimmelo!”
“Si dai. Sbattimelo dentro. Che cosa aspetti? Sono un lago. Mi stai facendo godere tantissimo”
Con un colpo di reni Antonio la penetrò facendola gridare.
Per fortuna la scuola era quasi deserta e nessuno poteva sentirla, cioè nessuno tranne me. Antonio la chiavava con forza.
Avevo l'impressione di sentire il rumore dei colpi dentro la sua fica.
I piedi di Anna non toccavano terra. Mio fratello la stava cavalcando e imponeva il ritmo che voleva
"Vai veloce, amore, mi stai facendo impazzire."
Il mio fratellone era proprio una forza.
Continuò a scoparla per una decina di minuti poi uscì fuori con il cazzo dritto. Da dove ero io si vedeva che era lucido degli umori della prof.
Non capivo cosa volesse fare ma fu la prof. a farmelo sapere.
“Dai mettimelo nel culo. Sbrigati che voglio godere”
Vidi Antonio che avvicinava il suo cazzo alla prof.
Accidenti alla distanza che non mi faceva vedere!
Vidi comunque che iniziò a dare piccoli colpi e poco dopo era entrato dentro, rimase fermo qualche istante per fare abituare la prof. che intanto tratteneva il respiro.
Dopo incomincio a dare delle gradi spinte colpendo il suo culo ritmicamente.
La prof. Mugolava come una cagna in calore, all'improvviso diede un urlo:
“Vengo” e si rilassò sulla cattedra.
Mentre Antonio continuava a pomparla, la prof. si contorceva in preda all'orgasmo. Quando smise di agitarsi Antonio usci dal suo culo, la tirò giù dalla cattedra e la fece inginocchiare.
Lei apri la bocca riprese a succhiare quel cazzo che fino a poco prima le era stato dentro.
Ho visto che si aveva messo una mano in mezzo alle gambe e la agitava furiosamente.
“Dai, che vengo” Stavolta era Antonio che aveva raggiunto l'orgasmo.
La prof chiuse le labbra, mentre Antonio era scosso dai sussulti dell'orgasmo, e non fece cadere neanche una goccia ed ingoiando lo sperma. Evidentemente era abituata a farlo e per completare l’opera passò la lingua sul cazzo di mio fratello ripulendolo per benino.
Avevano finito.
In silenzio mi allontanai per non farmi scoprire.
Arrivai a casa di corsa e aprii un libro.
Al rientro mio fratello mi fa: “Sai, la professoressa non è molto contenta del tuo rendimento, mi ha chiesto rivedermi al prossimo colloquio oppure anche prima”
Appena lui si è allontanato anche io mi sono masturbata come una forsennata.

una nuova commessa - 2 by 1948

A quel punto Mirta si rivolge alla ragazza così: “Ti andrebbe di rifarlo davanti a noi? Sai Francesca è tanta voglia di vederti e poi potrebbe succedere qualcosa di piacevole”
“Certamente! Mi devo spogliare. Almeno devo togliermi i jeans”
“Fai pure!” mentre io iniziavo a sollevare il tubino bianco corto e abbassare le spalline per mostrare le mammelle.
Erano veramente carine e ben formate proprio come quelle una ragazza di 19 anni che ancora non ha fatto sesso con continuità.
“Posso toccare le tue tette, Francesca? Sembrano siliconate da quanto sono perfette e sode”
“Sono naturali e se sono così è dovuto al fatto che faccio sesso con continuità con Mirta che non le maltratta e non lo permetto neanche al mio maschietto”
“Come?! Hai anche un maschio?”
“Si. Perché?”
“mi avete dato l’idea di due lesbiche raffinate per altro molto piacevoli e cordiali”
“Si in effetti lo siamo. Siamo amanti ma io con il permesso di Mirta ho anche un mio ragazzo. L’amore con lui è diverso”
Io sollevando il tubino e riducendolo ad una fascia sulla pancia avevo già mostrato ad Anna la mia fighetta e mentre parlavo con lei già giocavo con il clito.
Mirta si era spogliata e aveva solo le calze sorrette da uno slip color panna con bordi neri dotato di reggicalze constringhe delle stesso colore e pinzette nere per reggerle, le sue mammelle erano nude ed aveva messo i piedi sul bordo della poltroncina dove era seduta. La sua figa ed anche il buchetto del culetto erano esposti oscenamente, proprio da grande troia. Si stava toccando ed assaggiando il sapore dei suoi umori mentre i suoi occhi ci guardavano e soprattutto lo sguardo era fisso su Anna e su suo corpo. Conoscevo bene la mia amante e posso dire che il suo sguardo era da ingorda e nona spettava altro che divorarla con la lingua e farsela come commessa non solo per la vendita ma anche per il sesso, così come faceva con le altre ragazze.
Mirta con la mano sinistra libera mi accarezzava le cosce.
Delle altre commesse non c’era traccia perché non era orario di lavoro.
Anna si è spogliata in un attimo restando in mutandine color acqua marina proprio come una ingenua studentessa alle prime armi in fatto di sesso.
Mi sono levata dalla sedia avvicinandomi a lei, l’ho presa delicatamente per i fianchi avvicinando la mia bocca alla sua.
A lei è venuto spontaneo sporgersi verso di me e baciarmi. Ho aperto le labbra e ho messo la lingua nella sua bocca. Le nostre braccia si sono incrociate e allo stesso tempo anche le lingue.
Era bellissimo baciarla: era una sensazione nuova, delicata, soffice, si era creata una sensazione magica.
Mirta già mugolava e ci guardava mettendosi alcune dita nella figa e con la destra agitava il suo grillettone che era ormai dritto e voglioso.
Anna si è distesa e rilassata sul divanetto di fronte a Mirta.
Si è inginocchiata aprendo le gambe in modo che potessi arrivare a toccarle la fighetta ed altrettanto ho fatto io.
Ho ripreso a baciarla mentre con la mano destra sono andata a toccarle la figa da sopra lo slip.
Lei agitava avanti ed indietro il bacino favorendo lo sfregamento mentre la mia bocca e la lingua erano insaziabili.
Sentivamo Mirta godere tanto e anche lo sciacquio del dito nella sua vulva e nella sua vagina.
I suoi occhi ci stavano divorando; la sua libidine era alta ed era così che la volevo.
Io ero arrapata da già da quando Anna si è spogliata, infatti la libido mi aveva preso e non mi abbandonava: volevo farmi la ragazza.
Quando le mie dita avvertirono l’umidità nello slip di Anna, la fece stendere e le tolsi. Mi apparve una visione incantevole: la ragazza si era depilata totalmente sia davanti che dietro e si era passata un po’ di fondo tinta per uniformare il colore della pelle. Ho trovato fosse una bella idea che potevo sperimentare anche io.
Mi sono chinata su di lei baciandola e passando a succhiarle i capezzoli non prima di averla accarezzata in volto ed averle tenuto la testa tra le mani per farle sentire in profondità la mia lingua.
La mia lingua dopo averle esplorato il corpo ed aver scoperto le sue zone erogene è finita tra le gambe che erano molto aperte per offrirsi meglio al massaggio manuale e labiale.
Andare sul suo clitoride e leccarlo è stato istintivo.
Mirta incitava a bassa voce perché io la leccassi, intanto lei continuava a masturbarsi ed a sbrodare abbondantemente.
Ad un tratto sento dire alla mia amante: “da quanto è che fai sesso?”
Continuavo a leccarle il clito, che era duro come di pietra. Mi piaceva giocarci. Lo sguainavo e lo guardavo, piccolo e misterioso, per poi riprendere a giocarci con le labbra e la lingua.
Lei rispose così.
Avevo 16 anni. Conobbi il ragazzo durante una vacanza studio, mi piacque da subito, alto con i capelli rossi, dai morbidi riflessi biondi, la sua pelle era bianca come la mia,se non di più.
Ero già alta 172 centimetri e avevo un fisico precoce, curvilineo, lineamenti dolci e sguardo falsamente innocente. Curavo molto la bocca che era morbida e un sorriso molto simpatico.
Dopo la prima timida conoscenza, seguirono dei dolci teneri ed inesperti baci, la sua lingua scivolava nella mia bocca e io timidamente la toccavo con la mia, ne gustavo il sapore, la roteavo nella sua bocca, la succhiavo e questo mi procurava dei forti brividi di piacere, tanto che mi sentivo un forte calore montare nel basso ventre, un eccitazione forte che mi portava a inzuppare con i miei umori le candide mutandine.
Data la confidenza che c’è tra di noi, vi dico subito che mi masturbo dalla più tenera età quindi so bene cosa si prova quando l’eccitazione sale dentro e richiede di essere soddisfatta.
Lui, anche se timido e impacciato, era molto dolce e gli piaceva baciarmi per ore. Adoravo sentire le sue labbra sulle mie, la sua lingua scivolare tra le mie labbra e le mani scorrere sul mio corpo. Immaginate le mia eccitazione che di volta in volta e da un bacio all’altro aumentava sempre più.
I capezzoli mi si inturgidivano e spingevano contro la maglietta per farsi toccare ed accarezzare.
Ogni volta il respiro diventava affannoso, profondo e  carico di voglia trattenuta a stento.
A furia di baci e palpatine inesperte riuscimmo a trovare il luogo per la nostra prima scopata che era anche il mio primo rapporto.
Andammo a casa sua, ci chiudemmo in camera per evitare l’entrata di sua madre e li ci spogliammo tra un bacio e l’altro.
Ero timida, quasi vergognosa del mio corpo dei miei seni pieni, delle mie curve.
Lui era nudo davanti a me tanto che alla luce era come una statua di ebano.
Iniziai a toccarlo senza fretta. Le mie mani scorrevano sulla sua pelle bianca, morbida e caldissima.
La toccai con piacere in una timida e leggera esplorazione.
Poco dopo mi sdraiai sul letto, occhi negli occhi. Gli chiesi di farmi quello che voleva.
Lui immediatamente si gettò sul mio corpo. Mi baciò a lungo. Scese con le labbra sul collo e sui seni pieni e con i capezzoli eretti e duri. Li prese in bocca e li succhiò avidamente ed io in un attimo mi bagnai.
Mi accarezzò ovunque fino a quando mi venne spontaneo aprire le cosce per un invito implicito ed inequivocabile e tanto desiderato.
Il suo tocco e le sue attenzioni erano perfetti sulla mia calda femminilità che stava esplodendo.
Mi esplorò lentamente, tra le pieghe ero bagnata, anzi zuppa di umori, e le sue dita scorrevano facilmente tra le labbra gonfie e arrossate mentre mi baciava e mi titillava il clitoride.
Sentendo il piacere aumentare, emisi un dolce e roco gemito di piacere che mi fece inarcare verso la sua mano.
In quel momento mi penetrò con un dito. Mi sentii il frugare dentro e questo mi portò ad allargare ulteriormente le gambe per permettere alla sua mano un movimento più ampio e per me molto piacevole.
Gemevo e lo incitavo ed eccitavo inarcando il bacino e muovendolo ritmicamente verso la sua mano.
Intanto iniziai ad accarezzarlo, mi soffermai sul suo petto liscio e glabro, sul suo ventre piatto, serico, fremente, ed infine sul suo magnifico sesso eretto.
Lo trovai caldissimo e con il glande arrossato, mi affascinava.
Lo toccai per tutta la sua lunghezza, lo circondai con la mano e ne assaporai la forza, la durezza e la sua incredibile sensibilità. Iniziai ad accarezzarlo in un lento movimento di su e giù.
Lo sentivo ansimare e lo guardai per ammirarlo godente; aveva gli occhi chiusi, il capo reclinato all’indietro e godeva appieno di ogni mio movimento.
Ad un certo punto sentii le sue carezze diventare più insistenti e il suo corpo fremere sotto le mie mani. Capii subito che voleva entrare in me e per me fu naturale: il mio grande desiderio era accoglierlo. Credetemi! Lo aspettavo con immenso piacere.
Poco dopo, si staccò da me e si mise sopra di me e con un colpo soltanto mi penetrò.
Fu un dolore tremendo e cercai di divincolarmi; era molto intenso, simile ad una pugnalata, ma nel frattempo lui mi baciava, mi diceva di stare tranquilla che tutto sarebbe passato.
E’ stato molto bravo a tranquillizzarmi e così mi rilassavo. Lui è stato molto delicato e gentile e dire anche premuroso. Intanto mi baciava teneramente le labbra.
Mi mossi adagio mentre lui rimaneva piantato saldamente dentro di me, fermo, immobile.
Quando il dolore diminuì, iniziò a muoversi con calma e sentii immediatamente la mia vagina allargarsi ed adattarsi al suo pene.
Ero abbondantemente lubrificata e lui scorreva dentro di me senza alcun problema, se non la strettezza iniziale dovuta alla mia verginità.
Iniziai a provare solo piacere e nessun dolore.
Lo sentivo entrare profondamente in me, mi faceva godere moltissimo, tanto che poco dopo lo incitai con un lungo gemito ad aumentare il ritmo.
Diventò, forte, veloce, irruente, i colpi si susseguivano e io godevo sempre di più ad ogni suo affondo. Lo sentivo arrivare fino in fondo, il suo sesso mi riempiva totalmente, ne sentivo ogni millimetro.
Dopo pochi affondi, con un movimento veloce si ritrasse ed eiaculò sulla mia pancia.
Io lo guardai stupita perché avesse già finito mentre io non avevo ancora sentito i fremiti precedenti l’orgasmo farsi strada nel mio corpo.
Volevo godere anche io.
Appena egli si riebbe, vedendo il mio volto scuro e deluso, si chinò sul di me ed inginocchiatosi tra le mie gambe iniziò a leccarmi, dapprima timidamente con la punta della lingua che sfiorava il clitoride poi sempre più sicuro si spinse a leccarmi bene allargando la lingua per essere più veloce ed allo stesso tempo scostando le grandi labbra per poter torturare il mio clitoride nel modo migliore.
Mi penetrò prima con un dito poi con due.
Chiusi gli occhi, mi abbandonai al suo tocco per concentrarmi sul piacere che provavo sempre più forte ed intenso e  che cresceva ad ogni suo colpo. Quando iniziai a gemere, aumentò il ritmo e gli intervalli divennero sempre più brevi, mentre le sue dita si muovevano frenetiche dentro il mio sesso bagnato e assetato di piacere.
Poco dopo venni. Fu un orgasmo lungo, stupendo, le contrazioni vaginali stringevano le sue dita e le invitavano ad affondare ulteriormente nella mia vagina.
Per pochi secondi andai in paradiso e fu stupendo..........
Questo è quello che mi fece capire che il sesso sarebbe stato l’unico mio vizio.

Una nuova commessa - 3 by 1948

Mirta durante il racconto non ha fatto altro che ditalinarsi.
Io mi sono goduta ciò che mi dava quella sorgente di piacere. Anna godeva per effetto delle mie leccate e della vista di Mirta a cosce aperte e della sua figa aperta e bagnata.
Mirta non poteva essere più erotica di così: figa aperta grondante di umori, calze velate, scarpe ai piedi, mammelle esposte e mugolii, parole e tono da donna travolta in pieno dalla libidine e dalla lussuria.
Io che non mi sottraevo ed anzi incoraggiavo la situazione.
Risultato: una lesbicata a tre memorabile con una giovanissima che aveva capito tutto di noi due amanti.
Ho capito subito ch la ragazza gode se racconta qualcosa perché mi chiede di raccontarle di me da giovane.
Ed eccomi a parlare mentre Mirta mi ha sostituito nelle leccate e nella manipolazione di Anna.
Mirta si è inginocchiata davanti ad Anna mostrandomi il suo buchetto sempre magnifico che avrei volentieri aperto con un dildo. I glutei bianchi e di bella forma sono li davanti a me mentre la sua lingua sta assaporando per colazione la fighetta di Anna. Le sue dita volano sul corpo della ragazza ed io faccio altrettanto sulla mia figa penetrandola con due ed anche tre dita oltre ad avere un dito che continuamente passa e ripassa sul clitoride mentre dalla mia bocca escono le parole del racconto della mia vita da fanciulla. Il solo ricordare mi sta facendo eccitare e non avendolo mai fatto vi posso assicurare che per me è un'esperienza particolare.  scrivervi alcuni aneddoti che hanno segnato la mia vita sessuale e le fantasie che mi caratterizzano facendomi apprezzare da amici ed amiche.

Ero una giovane ragazza dalla vita apparentemente normalissima e comunissima dai classici "sani principi" con alcune particolarità nell'ambito erotico.
Già all'età di 13-14 anni avevo un corpo da donna matura con un bel seno (ho un seno tondo e con areole non tanto grandi e rosate) e la tipica figura femminile "a clessidra" dalla vita piuttosto stretta, fianchi allargati e pancia assolutamente piatta. Le gambe erano affusolate e ben tornite come le ho ora che mi rendono una ragazza medio-alta.
Nel tempo il mio corpo, per questa crescita naturale, ha iniziato a catturare lo sguardo di tutti i maschietti e non solo: spesso li vedevo e vedo fermarsi agli angoli della strada per non farsi vedere e scrutarmi con la coda nell'occhio. Alcuni mi spogliavano letteralmente con gli occhi e cercavano d'indovinare qualcosa in più del mio corpo dalle scollature o dalle cosce sode e formose e, infine, delle natiche sode e attraenti nel loro morbido volume. Tutti speravano un giorno d'intravvedere il cuore della mia intimità e femminilità, fiore selvaggio. Non la depilavo completamente come ora , ma i peli li tenevo comunque corti, morbidi e ben curati che lasciano trapelare la mia rosa, ma svolgono perfettamente la funzione di "scrigno del tesoro", preservando il mistero.
Curavo molto le sopracciglia in modo da averle grandi e arcuate, in grado di dare piena luminosità ed espressività ad un viso che appariva provocante, malizioso, ma al tempo stesso in apparenza innocente e lezioso, quasi materno, più maturo dell'età che realmente ho.
Mi hanno sempre stata corteggiata in maniera esagerata e in ogni modo possibile, ma, ad esser sincera, fino a quando non lo feci ero spaventata dal sesso con un uomo.
Amavo farmi desiderare, concedere flirt dove mi scambiavo qualche effusione, qualche toccatina e non disdegnavo qualche sega, ma di fidanzatini ne ebbi stranamente ben pochi e a 18 anni suonati ero ancora vergine, anche se in ben pochi l'avrebbero creduto essendo dotata di un corpo e di uno sguardo che, per dirla con un luogo comune, ispiravano tremendamente sesso.
Pur mantenendomi casta, avevo fantasie e sogni carichi d'erotismo intenso ed eccitante per me. Innanzitutto, quando ero sola in casa, a volte passavo interi pomeriggi e guardare il mio corpo nudo allo specchio. Mi toccavo le gambe il seno e le natiche aprendole e chiudendole per ammirare come l mio corpo reagiva alle carezze. Dai 15 anni in poi aspettavo i momenti in cui i miei fossero usciti per truccarmi pesantemente con rossetto, matita, ombretto, ecc...Poi, sempre più eccitata, mi buttavo sul letto dei miei e dinnanzi ad un grande specchio iniziavo, lentamente, a spogliarmi in maniera integrale. Immaginatemi: i miei capelli erano sparsi a raggiera sul cuscino, truccata come una prostituta. Sentirmi e vedermi così mi eccitava da morire sostituendo l'immagine da fanciulla deliziosa che mi ero appiccicata addosso io stessa. Così rimanevo in topless ed iniziavo a palpeggiare le mammelle come l'avesse fatto un amante appassionato, come fossi una pornostar.
Titillavo i miei globi e cercavo di avvicinare alla lingua i capezzoli contornati da queste meravigliose areole di cui sono fiera. Talvolta mi spalmavo sopra qualche crema o perfino della panna. Toglievo i jeans, rapita dall'estasi erotica che mi saliva dal ventre, o il gonnellino e sotto, come sempre, indossavo le calze di nylon. Non poche volte mi tolsi le mutandine per poi rimettermi nuovamente le sensuali calze al fine di vedere la mia fica nella trasparenza delle calze, imprigionata in quel tessuto tanto eccitante e da sopra iniziavo a titillarla lasciando che il tessuto si imperlasse di rugiada. La fighetta si bagnava subito perché in quei lunghi pomeriggi avevo gli ormoni a mille e adoravo sentire le labbra bagnate sfiorate dall'aria. Mi eccitava rigirarmi e guardare le mie forme allo specchio, mettermi quindi a pancia in giù e godere del copriletto che strusciava contro le mie labbra trasmettendomi brividi di piacere.
Ben presto cominciavo ad avere il respiro affannato e a emettere qualche sospiro. Sorridevo allo specchio come fossi stata una puttana che aspettava il cliente e, liberatami anche delle calze, mi accarezzavo tutto il corpo come se dovessi sedurre girandomi e rigirandomi e ammirando ogni parte del mio corpo. Spesso mi mettevo a gambe aperte, oppure in ginocchio fingendo di stare eseguendo un pompino magistrale; vedevo il mio buchetto posteriore e ovviamente mi spalancavo la rosa per osservarla meglio.
Anche se lo desideravo tanto non inserivo oggetti estranei, essendo ancora vergine, ma non poche volte ricordo che misi il manico della spazzola nel buchetto di dietro mentre davanti mi sfioravo il clitoride come una regina di peccati. Oppure inserivo, sempre dietro, un bell'evidenziatore o una biro piuttosto grossa, che riempisse le pareti delle mie viscere bollenti. Mi guardavo soddisfatta della mia bellezza. Un giorno mi inventai di mettere il tappo di cristallo di un flacone profumo dietro e camminare sui tacchi alti per vederne l’effetto.
Compiuti 17 anni, i  pomeriggi di questo tipo, prima non così frequenti, aumentarono perché la voglia cresceva e, specialmente prima del ciclo, non potevo proprio fare a meno di masturbarmi davanti allo specchio. Lo facevo più volte a settimana.
Quando venivo intingevo la manina nella mia fica calda e accogliente e leccavo poi le dita bagnate dei miei stessi umori godendone poi l'odore e il sapore. Mentre lo facevo mi guardavo sempre allo specchio, oppure mi spalmavo i primi umori sui capezzoli.
Se mi avessero vista i miei che mi credevano la classica brava ragazza tranquilla o le mie amiche, amici e colleghi di scuola vari, non ci avrebbero creduto: i ragazzi pensavano avessi avuto più storie per la mia avvenenza eppure in fondo credevano fossi una santarellina che se la tirava.
Gli adulti erano persuasi che fossi una ragazza senza alcun vizio o stortura ed invece passavo pomeriggi o serate ad ubriacarmi di piacere, a sospirare sempre più forte mentre le mie dita più in basso martellavano il clitoride bagnandosi tutte, mentre esaltavano il mio essere donna.
A me sembrava di essere in paradiso.
Guardavo allo specchio il mio petto che si alzava e abbassava al ritmo del respiro velocizzato, ammiravo le mie labbra che si schiudevano liberando il sospiro del mio piacere e mettendo in mostra i miei denti bianchissimi; quel piacere che, quando raggiungeva il culmine, mi obbligava a gridare.
Poi non capivo più nulla: sentivo solo un calore fortissimo innalzarsi dal centro del mio scrigno e protendersi in ogni direzione.
In alcune occasioni la voglia era tanta che subito ricominciavo pensando a quanto ero porca ed osservando allo specchio le oscenità che stavo combinando all'insaputa del mondo. Ma più spesso mi ricomponevo alla meglio, mi struccavo, rivestivo svogliatamente e riprendevo a studiare per mostrare ai genitori che sarebbero stati di ritorno di lì a poco quanto fosse diligente la loro bambina.
Altre volte desideri inconcepibili mi prendevano all'aria aperta.
Una volta in vacanza con i miei in montagna ero sempre accaldata; a volte bastava sentire l'elastico delle mutandine tra le gambe per eccitarmi da morire. Avrei voluto essere aperta da un uomo, ma in realtà non avevo ancora trovato nessuno d'interessante e troppi ragazzi mi parevano non all'altezza; mi sembravano sporchi, brufolosi e poco curati.
Per cogliere una giovane rosa come me ci sarebbe voluto ben altro.
Ebbene un giorno m'ero spinta in un boschetto a leggere un libro e ad un tratto avevo sentito un formicolio provenire dal basso ventre insieme al ben noto calore: la mia figa bollente vogliosa esigeva le dedicassi il tempo necessario per darle i consueti movimenti. Le carezze fugaci e l'acqua fredda non erano bastate a soddisfare i miei istinti di giovane ragazza.
Il mio sesso aveva bisogno di un massaggio prolungato ed io di sfogarmi completamente.
Col cuore in gola e presa da una folle eccitazione erotica, mi abbassai i jeans e le mutandine. Le vidi tutte bagnate dei miei umori, tanto che si potevano strizzare ed iniziai il rito autoerotico.
Con movimenti circolari circuivo il clitoride e a volte lo schiacciavo con l'indice. Intanto l'altra mano si posizionavo all'ingresso del mio caldo antro che traboccava di umori. Man mano che aumentava l'eccitazione e mi avvicinavo ad un orgasmo travolgente, mi toglievo altri vestiti: arrivai ad essere sdraiata sul muschio completamente nuda, mentre mi tormentavo il sesso a due mani e mi mordevo le labbra per il piacere cercando almeno di soffocare, per quanto possibile, i gridolini del piacere. Il mio bacino andava in su e in giù come impazzito, al ritmo della masturbazione che, testarda, imponevo alla mia fica.
Le mie forme generose, il petto sodo e pieno, si muovevano come volessero partecipare anche loro a quella danza oscena. Vedevo i seni alzarsi e abbassarsi: credo che se qualche uomo mi avesse vista in quel momento, mi avrebbe violentata senza neanche domandarsi chi fossi. Il mio cervello era completamente staccato ed in panne: mi disinteressavo completamente della possibilità che qualcuno mi vedesse. Pensavo a me stessa, a tenere in mano un bel cazzo duro e persino ad una bella ragazza che si bagnava le labbra con gli umori fuoriuscenti dalla mia vagina. Dio che meraviglia: mi stavo sgrilletando in pieno bosco; era un sogno di folle lussuria che si realizzava. Tenendo gli occhi voluttuosamente semichiusi, aumentai il ritmo, puntando le dita delicate dei miei piedi contro un ramo ed esplosi. Non riuscii a trattenere il grido soffocato di piacere mentre tutto si spegneva e la mia mente era rapita in estasi e la mia testa si adagiava sui miei lunghi capelli brillanti color castano.
Le mie gambe in preda a movimenti inconsulti erano controllate dalla divinità del piacere.
La vagina spalancata e caldissima si contraeva furiosamente così come il mio bacino squassato dal piacere.
Venni con due dita all’entrata della mia figa e godetti come non mai, poi mi leccai il tutto. Cercando di risistemarmi come potevo. mi guardai allo specchietto dei trucchi che avevo nella borsa. Mi vedevo con un aspetto che denotava un viso stanco e disfatto dal piacere ma languido molto erotico. Le guance erano arrossate e le labbra della fighetta rosse come non mai, bagnate della mia eccitazione. Sentivo anche l'odore del mio sesso e quasi volevo ricominciare, insaziabile, ma poi riflettei sulle condizioni in cui ero e mi rivestii.

Una nuova commessa - 4 by 1948

In quel periodo attraversai persino una fase saffica perché i miei coetanei non m'interessavano più di tanto e, anche se le mie fantasie ricorrenti, erano collegate all'idea della scopata e del conseguente sverginamento (non vedevo l'ora di avere la figa sfondata e sentire muoversi dentro di me fino in fondo un cazzo in tutta la sua potenza), capitava anche di fantasticare sulla bellezza femminile.
Infatti avevo varie amiche e sapevo che alcune avevano avuto esperienze, magari persino con parenti come cugine. Anche se mi ritenevo e mi ritengo etero, fare qualcosa  con una donna come masturbarsi l’un l’altra mi eccitava e spesso era oggetto delle mie fantasie nei miei momenti solitari mentre guidavo la mia mano alla scoperta del mio corpo.
Con un'amica, Barbara, iniziai a scambiarmi confidenze piccanti rivelandole le mie fantasie più nascoste.
A volte ci trovavamo da sole per studiare nei pomeriggi primaverili e i nostri profumi si confondevano e i corpi sudati erano vicinissimi. Vedevo bene come lei fosse turbata dal mio corpo e non facevo nulla per sminuire il suo imbarazzo, avvicinandomi spesso a lei e strusciandole "inavvertitamente" il seno contro la mano che scriveva o gesticolava. Non era una brutta ragazza, anche se non esplosiva o di agghiacciante sensualità: aveva un viso molto dolce e quasi infantile, incastonato da capelli pettinati all'indietro, un corpo snello con una terza di seno, fianchi e un sedere sodo e non eccessivo. Gli occhi molto penetranti e provocanti.
Lei aveva avuto già un'esperienza con un ragazzo e non avrebbe mai creduto che io, ben più provocante, fossi ancora vergine.
Quando glielo confessai aggiunsi maliziosamente e all'apparenza scherzosamente: "Se vuoi puoi verificare..."
Non so cosa scattò ma avvicinai le mie labbra alle sue.
Probabilmente sentì il profumo del mio respiro e questo la mandò in estasi finché perse il controllo, gridando "E'da una vita che voglio scoparti" e m'infilò inaspettatamente una mano nelle mutandine, accarezzandomi peli e grandi labbra.
Era la prima volta che qualcuno mi sfiorava. Perso ogni pudore mi spogliai completamente e mi sdraiai languidamente sul divano.
Volevo eccitare quella fanciulla fino a farle perdere ogni ritegno.
Barbara rimase infatti molto impressionata dal mio fisico esuberante e m'imitò rapidamente: tutti i nostri vestiti erano lì gettati per terra e i nostri due corpi nudi erano sfiorati dai raggi del sole.
 Io mi strusciavo mooolto lentamente sul divano appoggiando il pube e spianandomi mentre fissavo Barbara e la fissavo negli occhi finché le permisi di continuare a masturbarmi la figa.
Una lunga ed eccitante masturbazione reciproca fu il coronamento di quel giorno.
Lei ci sapeva fare tanto che mi fece venire per due volte di seguito solo stuzzicandomi il clito e premendo e ruotando le sue abili dita sul mio morbido pelo pubico, mentre ero stesa di fianco a lei e le davo in bocca il mio godimento.
Io invece mi dimostrai più impacciata nel masturbarla, ma, dopo tanta fatica, la sentii vibrare e percepii le contrazioni della sua fighetta rasata con il mio dito medio che si era aperto una via tra le sue pareti più segrete ed era immerso nell'eccitazione della mia amica.
Era una sensazione stupenda guardarci negli occhi mentre ci davamo piacere.
L'aria intorno si riempiva di profumi di donne in calore e di sesso.
Le nostre bocche si cercavano.
Poi lei mi leccava i capezzoli facendomi i complimenti per la perfezione lasciando lunghe scie umide.
Mi baciava dicendomi a tratti parole oscene che io, tanto giudiziosa e aristocratica, in quei momenti non solo non disdegnavo, ma apprezzavo.
Alla fine lasciammo il divano macchiato dal nostro godimento e dovetti metterci sopra una coperta per nascondere ai miei che quella era stata la nostra alcova di lussuria.
I suoi baci mi piacevano più di quelli dei maschi perché più morbidi e dolci, lunghi ed estenuati, ma ero ugualmente sconvolta piacevolmente da ciò che avevo fatto.
Da quel giorno le cose cambiarono: lei prese una vera cotta per me e mi corteggiò pesantemente arrivando a regalarmi sue mutandine bagnate dopo che s'era masturbata pensandomi,  oppure filmini e foto porno di lei a gambe aperte, oppure impalata su un dildo che aveva comprato di recente.
Io rimasi sconvolta e non volli ripetere quell'esperienza perché capii che sarebbero stati solo giochi per me mentre lei ne avrebbe sofferto veramente sperando l'avrei un giorno ricambiata.
Tuttavia un giorno folle ero nervosa per la maturità imminente.
Era l'estate dei 18 anni, quella in cui tutto è permesso, e mi trovavo al massimo del mio splendore: tutti dicevano che ero come una rosa o  un giglio in fiore.
Pochi mesi prima avevo avuto la mia prima volta con un ragazzo che fu l'unico oltre all'attuale ad avermi posseduta fino ad ora.
Con lui stetti insieme solo 5 mesi, poi ci saremmo ripresi e rilasciati svariate volte fino a un anno fa quando trovai colui che mi avrebbe davvero iniziato all'amore assoluto e romantico, quello che con una locuzione un po'melensa potrei benissimo definire "delle fiabe".
Avevo goduto tanto e da quel momento in poi, pur diminuendo la frequenza degli sfioramenti solitari, mi ero fatta anche foto oscene con infilata la spazzola nella fica, oppure con una bella zucchina bagnata dei miei umori o una banana che poi mangiavo. Qualche volta gliele ho mostrate per farlo eccitare in modo che fossi il centro dei suoi pensieri più eccitanti.
Avevo smesso di essere così ossessionata dallo specchio ma amavo ancora stare nuda in casa e sceglievo i posti più disparati per sdraiarmi e godere.
Impazzivo per la spazzola sotto e la mia mano sopra: venivo spesso così, inarcando la schiena e sollevando il bacino, mentre il ditalino prima di riposare la notte era diventato abitudinario con la piccola complicazione che dovevo mordere il cuscino o le lenzuola per non emettere sospiri rumorosi che avrebbero potuto allarmare i miei.
Godevo da sola ripensando agli incontri col mio ragazzo o anche a quell'unica eccitantissima esperienza saffica.
Limitavo i miei gemiti, ma spesso, quando mi mettevo a pancia in giù non riuscivo a frenarli del tutto e avevo sempre il cuore che batteva all'impazzata per il timore di essere scoperta nel mio vizioso passatempo.
Sentivo le mie dita bagnarsi del liquido profumato e inebriante che sgorgava dalla fighetta che dopo l'orgasmo colava dietro mentre sopra il pube assorbiva tutti i miei afrodisiaci umori.
Capitava anche mi spogliassi completamente mentre i miei dormivano ignari nella camera vicina inconsapevoli del fatto che la loro bambina era diventata donna e si dava piacere anche muovendo il bacino avanti indietro per fregare il bottoncino del piacere fino allo sfinimento con svariati orgasmi. Ero presa dalla mia bellezza e da quelle sensazioni incessanti e straordinarie che il mio sesso mi regalava.
Dopo che ero venuta mi rinfrescavo poi sul bidet e fissando lo specchio potevo ammirare la figura di una giovane donna di avvenenza e sensualità notevoli
A volte succedeva anche che, riguardando gli autoscatti di nudo e l'erotismo che trasmettevo con ogni fibra del mio corpo, la mano scendeva all'inguine scostando l'ostacolo del tanga e nutrendo la figa di languide carezze.
Ma quella estate mutò la mia vita lasciandomi tuttavia il gusto della eccitazione assoluta.
Invitai Barbara e casa mia. Era dal giorno che ci amammo che non ci eravamo più avvicinate sessualmente  pur rimanendo amiche.
Lei era passata da da una ragazza all'altra; aveva iniziato a riempirsi di vizi e la sua bellezza dolce e fanciullesca siera fatta più provocante.
"Che cavolo vuoi ancora tu? Non sai che devo studiare anch'io. Certo tu sei perfettina e sei la preferita dai professori, non avrai neanche bisogno di affaticarti troppo!" mi disse brutalemnte mentre l'attendevo sulla porta di casa.
Ero vestita con un top blu, un gonnellino leggero corto e color celeste che lasciava intravvedere delle mutandine molo semplici colore rose. Ai piedi avevo gli infradito con le unghie dei piedi smaltate di color fucsia. Ero poco truccata quel giorno, ma con un filo di matita e il canonico rossetto rosso ciliegia che mi davano l'aria da ragazza maliziosa e sensuale. Prima del suo arrivo, la mattina, m'ero guardata allo specchio trovandomi tanto attraente che mi sarei scopata lì sul posto tanto che non ero riuscita a trattenermi dal baciare lo specchio e dal toccarmi tre volte di seguito. Non vi dico come stavo fin dal mattino: i miei erano al lavoro e io, non appena sveglia, m'ero spogliata completamente pensando al progetto che avevo in mente. Poi m'ero toccata tre volte di fila. Tenevo persino le tende spalancate così che qualcuno avrebbe persino potuto scorgermi dall'appartamento di fronte. Dopo l'ultimo orgasmo ero in condizioni pietose; sembravo una vera pornostar con i capelli sporchi per il sudore, tutta ansimante e con le grosse tette imperlate di sudore. I fianchi anch'essi umidi per i vizi cui m'ero dedicata.
Dalla vagina colavano i rivoletti del mio piacere sulle cosce ed io non potei fare a meno di portare quel ben di Dio alle labbra con le dita.
Le mie guance erano tutte arrossate così come pure la fighetta quando me la aprii davanti allo specchio. La vedevo tutta irrorata della mia rugiada e stavo per perdere la testa mentre mi posizionavo a 90 oppure con i seni che strusciavano contro la superficie fredda dello specchio, lasciando impronte che poi avrei cancellato. Le dita erano tutte impregnate di succo: ero distrutta, ma speravo quel giorno sarebbe divenuto memorabile.
Avevo voglia di mostrare a tutti quanto fossi porca: presi il cellulare e mi scattai varie foto di nudo integrale mentre mi raccoglievo i capelli a chignon. Avevo perfino chiamato il mio ragazzo per scopare e l'avevo lasciato venire sulla figa la prima volta e sui seni la seconda, nonostante non prendessi la pillola perché quel giorno ero esibizionista e incosciente e volevo trasgredire a tutti i costi ogni regola.
Mi aveva completamente inondata della sua sborra calda ed io avevo finto sarebbero presto tornati i miei per starmene così: tutta bagnata di sperma a contemplarmi.
Mi inumidivo la mano di quel nettare e lo portavo svogliatamente alle labbra da vera dea della lussuria, quale pensavo di non essere prima d'allora.
Dio quanto mi sentivo porca!
Vedevo sul mio bacino e sul mio ventre, per non parlare del seno, scendere rivoli di seme maschile che impregnavano la mia stanza del loro odore caratteristico e penetrante.
Sentivo ancora un desiderio totale, sfrenato e il mio respiro era affrettato come avessi corso per chilometri.
Con movimenti incessanti sembrava volessi consumarmi la figa con le dita ma non volevo raggiungere subito un nuovo orgasmo. Allora decisi di fare qualcosa di folle: mi sarei riempita completamente.
Per prima cosa indossai dei tacchi alti da vera squillo. Poi inserii con una lentezza studiata ed estenuante un evidenziatore nel buchetto posteriore che si aprii senza problemi e il tappo di una boccetta di profumo a forma fallica nella vagina calda e bagnata.
Cominciai a muovere contemporaneamente i due oggetti con decisione; mi stavo sbattendo e scopando da sola. Intanto leccavo una banana ed esprimevo con sospiri i brividi che da lì sotto provenivano assillanti.
Se solo qualcuno mi avesse scorta in quello stato....
I miei globi si muovevano paurosamente e io, ben riempita, presi a dedicarmi al clito per giungere ad un quinto orgasmo.
Vi dirò che pensavo alla lingua di Barbara augurandomi d’averla lì sotto a farmi godere. Allargai le gambe a dismisura e mi misi in ginocchio estasiata dal profumo e guardando l'evidenziatore dentro di me. Mi mordevo le labbra e sospiravo sempre più rumorosamente e affannosamente finché ebbi l'ennesimo orgasmo, incredibilmente potente.
Per un po'di tempo continuai a tormentarmi quel delicato bottoncino quasi a punirlo di avermi squassato a quel modo.
Persi quasi conoscenza: ero pallida per lo sforzo dovuto al piacere provato.
Io, una delle più belle della scuola, stavo devastandomi di piacere senza che nessuno lo sapesse ma il meglio doveva ancora venire.
Io, pudìca, volevo trasformarmi in un animale impudico.
Non appena mi vide e mi rivolse quelle parole, Barbara sembrò mordersi la lingua: si era accorta che quel giorno ero specialmente provocante, forse ancor più del solito. Io le misi una mano sulle labbra come ad imporle il silenzio e la presi per mano. Sentii che aveva le mani sudate per l'emozione di trovarsi al mio fianco. Le soffiai in viso per risvegliare ancor più i suoi istinti .
La mia fica intanto, ancora coperta, implorava attenzioni.
La condussi in bagno e la pregai di depilarmi. Era la mia prima volta.
Lei si sedette tra le mie gambe ed iniziò a depilarmi le gambe, tutto sommato il dolore era sopportabile ma quando iniziò la depilazione al pube ogni strappo di peli era accompagnato da un urletto di dolore.
Per tranquillizzarmi mi mise una mano sul pube e mi guardò dritta negli occhi:
Aveva uno sguardo rassicurante e io le feci un mezzo sorriso, lei allora soffiò dolcemente sulla pelle arrossata ma, forse apposta, il suo soffio andò sulla mia vagina, provocandomi una strana reazione che mi eccitò un poco.
Barbara si accorse che iniziavo a bagnarmi, così con due dita iniziò a massaggiare la pelle intorno alle grandi labbra, io presa di sorpresa socchiusi gli occhi dal piacere emettendo un piccolo mugolio allora la brasiliana acquistò più sicurezza ed inserì l'indice nel mio sesso. Una volta dentro mi guardò ancora negli occhi come per cercare la mia approvazione, la situazione mi intrigava allora ricambiai lo sguardo, così lei iniziò un lento slinguarmi entrando contemporaneamente nella figa prima con un dito e poi un altro totalizzando quindi tre dita dentro. L'altra mano non stava ferma, anzi, con il pollice aveva iniziato a stimolarmi il clitoride ed iniziava a prenderci gusto, quindi a quel pollice sostituì la lingua provocandomi altre bellissime sensazioni! La sua lingua era molto più delicata e passionale; non avevo ancora provato sensazioni simili.
Dopo un po' che mi leccava il clitoride, Barbarainserì la lingua dentro di me con un movimento circolare stuzzicandomi le pareti interne e facendomi bagnare come una fontanella.
Sentivo l’orgasmo salire ed allora appoggiai una mano sulla nuca della mia compagna e le spinsi la testa il più possibile dentro di me in modo che mi facesse toccare il cielo godendo.
Lei aumentò il ritmo ed io venni abbondantemente con un fremito e con dei sospiri profondissimi; quasi svenivo.
Lei non si staccò anzi si bevette tutto senza scomporsi finché il mio orgasmo terminò, poi si staccò dalla mia vagina e sorridente mi guardò. Piano piano si avvicinò al mio volto e ci baciammo appassionatamente; aveva ancora il mio sapore in bocca.

Una nuova commessa - 5 by 1948

Subito dopo lei prese le mie dita dei piedi e si mise a leccarle mentre eravamo stese sul letto dei miei. Sembrava farlo su un cazzo perfetto. Ve lo immaginate vero?
Quasi distrattamente le sfiorai l'inguine per far sì impazzisse.
Barbara era vestita con dei pantaloni marroni leggerissimi, le ballerine argentate che ancora teneva indosso e una t-shirt chiara sotto cui si vedeva che non portava il reggiseno, la spudorata!
Mi intrufolai con l'altro piede, quello non occupato dalla sua morbida e calda lingua, sotto la maglietta e le toccai l'ampio seno polposo circuendole l'area dei capezzoli che subito reagirono evidenziandosi ancor di più al di sotto della maglietta. Prese a sospirare molto forte, mentre io mi trattenevo a stento, ma sotto sapevo d'essere un lago. Il mio sogno erotico così trasgressivo stava decisamente prendendo forma...e il mio cuore batteva all'impazzata facendomi quasi temere esplodesse all'improvviso.
Le presi poi la mano e gliela portai sotto le sue stesse mutandine e lei non si fece ripetere l'invito: si abbassò pantaloni e mutandine di pizzo nero e mi mostrò la fica completamente depilata: ne sentivo il caratteristico profumo intenso e afrodisiaco che emanava e arrivava fino alle mie narici portandomi ad uno stato di completa incoscienza.
Quel sesso di barbara era delizioso. Potevo intuirne il calore e pensavo a quanti membri avrebbe preso e su quante dolci lingue potesse spargere i suoi umori.
Barbara da brava ninfomane divaricò le gambe in maniera davvero oscena e iniziò a toccarsi in modo furioso: con una mano entrava ed usciva dal buco posteriore, con l'altra si titillava il clitoride che era ben in vista e potevo vedere bene al di sopra delle piccole labbra tutte bagnata dalla sua eccitazione.
Nel frattempo Barbara mi alitava sul piede la sua eccitazione. A questo punto decisi di essere ancora più oscena e contro la mia natura non avendolo mai fatto mi alzai posizionandomi davanti allo specchio iniziando a togliermi gli abiti ad uno ad uno e lanciandoli ai piedi del letto mi avvicinavo a Barbara per scambiare un lungo bacio durante il quale le nostre lingue si sono intrecciate e combattevano una battaglia lussuriosa esplorando tutti gli angoli delle nostre due bocche, rosee e bianche, bocche di donne ormai in fiore.
Sembrava mi volesse soffocare con quei baci umidi e lunghi in cui riversava nella mia bocca il suo godimento.
Infine sciolsi, con studiata lentezza, i capelli mossi e profumati mostrandole sapientemente il mio corpo voluttuoso e flessuoso nonostante le curve. I seni prepotenti e la figa seminascosta.
Intanto Barbara aveva gli occhi semichiusi per il piacere che stava provando nella sua masturbazione. Si stava accarezzando in modo delizioso e selvaggio. Vedevo le dita della mano sinistra entrare ed uscire sempre più bagnate dalla vagina rosa di quella giovane donna che riuscivo fortemente ad attrarre in giochi erotici.
Mi piegai in ginocchio per meglio mostrarmi: mi sentivo completamente immersa in un ruolo di pornostar e percepivo lo sguardo voglioso di Barbara sul mio culo formoso. A volte mi avvicinavo lasciando che i miei capelli scendessero di volta in volta sulle labbra, sulla vagina bagnata o sui seni di Barbara che ora era già in pieno affanno preorgasmico e oscillava sul letto di casa come posseduta gemendo incessantemente.
I suoi lamenti di goduria accrescevano a dismisura il mio piacere e, di tanto in tanto, non riuscivo a trattenermi dall'accarezzare la mia vulva, così in piedi, dinnanzi a lei.
Sentivo Barbara calda, pulsante e bagnata.
Se avessi insistito sarei venuta.
Ad un tratto avvicinai un mio capezzolo al suo clitoride bagnato già agitato ripetutamente dalle sue belle e affusolate dita e bastò quel contatto perché esplodesse.
Le scesero un po'di umori dalla figa bollente di cui vedevo chiaramente le pulsazioni ma riuscii ad impedire che macchiasse il copriletto leccandole prontamente la vagina e assorbendo goccia a goccia quel miele prelibato.
Leccai sentendomi più che mai felice ma in un regno illecito: era la prima volta in vita mia che facevo una cosa del genere e la mia eccitazione stava raggiungendo livelli forse preoccupanti.
Iniziai anch'io a respirare in modo affannato.
Il suo sapore acidulo mi stordì: era simile al mio, eppur diverso.
Avevo la netta sensazione di entrare in un giro di pensieri e atti proibiti: intingere la lingua in un sesso femminile rappresentava per me la perdita dell'innocenza e anche la conoscenza inarrestabile di una sensazione erotica e voluttuosa priva di remore.
Non potevo credere che in quegli istanti convulsi stessi davvero leccando la vagina di una fanciulla!
L’avevo tanto desiderato ed ora il sogno si stava realizzando.
Inserii poi indice e medio della destra nella rosa bagnata di Barbara mentre lei si stava riprendendo lentamente dopo l'orgasmo chiamandomi con voce languida e dolce per nome ed allo stesso tempo tentava di recuperare un po'di fiato.
Era deliziosa mentre avvicinava il bacino alla mia bocca per farmi meglio assaggiare il frutto profumato d'orgasmo.
Condussi poi quelle dita bagnata sulle sue labbra facendole gustare il suo stesso sapore che, ad un certo punto mischiai al mio dopo aver intinto abbondantemente anche dalla mia fica che pareva un lago e che mai era stata così calda, pulsante, bagnata.
Ero così aperta che mi avrebbe potuta penetrare persino una bottiglia.
Barbara mi guardava come assatanata e riuscì solo a sospirare quasi in un soffio: "Ti voglio tutta, vienimi in bocca".
Con sorprendete forza si gettò su di me come un ragazzo che mi prendesse nella posizione del missionario e il suo bacino si abbassava a colpire il mio sesso che, così stimolato, si avvicinava ad un orgasmo prepotente.
Sentivo il calore della sua fica fradicia per il recente orgasmo che strusciava sulla mia. Era qualcosa di divino: intanto m'impiastricciava fica e pancia dei suoi stessi umori.
Chiusi gli occhi e mi preparai respirando sempre più pesantemente.
Ero talmente sensibile che bastarono pochi tocchi sapienti delle sue mani che anch'io esplosi in un forte orgasmo gridando come mai avevo fatto in vita mia.
Ero totalmente preda delle ondate del piacere; distendevo e allargavo le gambe sentendomi sempre più oscena e tale oscenità mi stimolava a propria volta.
Nonostante fossi stravolta e ancora mi contorcessi per il piacere appena provato, volevo ancora essere leccata, riempita, sbattuta, baciata ovunque.
Chiesi e Barbara di riempirmi anche l'ano con qualcosa.
Quel giorno non ero mai sazia.
Volevo raggiungere la goduria massima ed essere scopata ovunque.
A quel punto, finalmente dalla borsetta prese un vibratore.
A quella vista, io, stesa stando a gambe aperte, sospirai forte dal piacere: "hai comprato anche questo, puttanella ninfomane?" le chiesi con voce stravolta dall'affanno e dalla passione.
Lei mi sorrise diabolicamente e avvicinò il vibratore spento al mio buco posteriore dopo averlo sapientemente leccato.
Me lo inserì tutto dentro e lo accese: provavo sensazioni indicibili, da brivido, mai sperimentate prima e ormai gridavo in preda ad un nuovo orgasmo.
Stavo ormai per perdere il conto di quanti ne avessi avuti quel giorno.
Mai avevo provato tanto orgasmi come quel giorno, mai ero stata così impudica con una persona del mio stesso sesso.
Mi mise dentro quattro dita, insultandomi con frasi irripetibili per eccitarmi ancora di più oltre ogni limite.
Intanto vedevo le sue belle labbra rosse, col tipico broncio infantile, bagnate dei miei umori. La mia figa era un lago e la sua saliva scendeva a fiumi mischiandosi alla mia lubrificazione.
La mia bocca si apriva e chiudeva seguendo il ritmo del piacere.
Con la lingua avida del mio sapore prese poi a titillarmi il clitoride che sentivo duro dandomi brividi continui.
Mi palpavo le mammelle ma ero tutta piena e le scosse di piacere che si dipartivano dal mio clito non mi davano pace.
Sentendomi di nuovo vicina a godere, le presi la testa chiamandola ad alta voce e pregando di farmi impazzire toccandomi senza sosta le mie intimità.
Ormai non m'interessava più ci sentissero nel palazzo: avevo perso ogni ritegno e pudore.
Anche solo qualche giorno prima non avrei pensato di trovarmi nuda sul letto dei miei, con la figa esposta mentre un'altra donna mi succhiava l'anima assaporando la mia intimità. Ero solo una ragazza al massimo della sua bellezza e in preda agli istinti: io sempre controllata, spesso casta, pudica, godevo sul letto come una puttana da marciapiede con le gambe spalancate, il sesso aperto, stimolata da una lingua femminile e con ancora in bocca il sapore di un'altra.
La mia testa non era più connessa al corpo e pensavo solo al piacere immenso che stavo provando.
Anche Barbara aveva ricominciato a darsi piacere mentre me ne regalava a me.
Ma ad in tratto fummo entrambe prontamente riportate alla realtà.
Sentimmo, come in un incubo, la chiave girare nella serratura di casa.
Sbiancammo, ma io mi sentii morire; capii che non c'era più nulla da fare e, siccome stavo per godere, presi la mano della mia amica e la obbligai a finirmi.
Tra la minor vergogna e il piacere assoluto scelsi il secondo e posi la mia mano dove prima c'era la bocca di Barbara che si abbeverava alla mia fonte del piacere.
Le mie grida orgasmiche ovviamente attirarono mia madre in camera mia. Entrò proprio quando ero al culmine dell'orgasmo e i nostri sguardi s'incrociarono, mentre io venivo letteralmente sommerso e squassata dal piacere e dalle involontarie contrazioni del bacino tanto che la vidi come offuscata e pensai solo fosse tutto irreale.
Solo questo fu capace di superare la vergogna del momento. Ricordo che fino a quel momento non sopportavo farmi vedere in topless o nuda dai miei.
L'orgasmo fu tanto intenso che ebbi per la prima e finora unica volta in vita mia il cosiddetto squirt; non divenni proprio una fontana, ma macchiai tutto il letto.
Mi sentivo in completa trance, avevo mal di testa ed ero pallida e tremante come una foglia. Barbara sporca in viso dei miei umori e si trovava in completo stato di choc, guardandomi come l'avessero condannata a morte.
Vedevo i suoi seni, bagnati della mia saliva, e vi confesso che mi sarebbe forse tornata la voglia mentale, ma capivo, con un filo di coscienza, che quanto successo aveva distrutto la mia reputazione presso mia madre.
Quei secondi furono interminabili. Ricordo come fosse ora il viso sconvolto di mia madre.
Ancora per minuti infiniti non ebbi il coraggio di muovermi, mentre Barbara s'era messa a piangere e io, per giunta, colta dal nervosismo, le diedi uno schiaffo costringendola ad allontanarsi da me. Ero sfinita anche fisicamente e la patatina mi doleva esausta come non mai.
Quando tutto fu finito anch'io mi presi le mie belle sberle da mia madre. Le spiegai tutto e ottenni che non lo dicesse a mio padre. Era tornata a casa prima del previsto perché aveva avuto uno svenimento per la pressione bassa di cui soffriva in estate. Certo la vista di me nuda che me la facevo leccare da una compagna di classe, mentre il mio bacino si alzava e abbassava al ritmo delle lappate, con un vibratore nel sedere, avrà almeno contribuito a fargliela alzare.
Quella notte non dormii per la vergogna, ma paradossalmente mi masturbai ancora tre volte perché era l'unico modo per calmarmi e l'umiliazione subita di quella vista offerta a mia madre mi aveva tolto ogni freno inibitore.
Dall'indomani feci un bagno e decisi di non vedere più Barbara ma ebbi qualche giorno di sbandamento in cui presi ad ubriacarmi, fumare e girare nuda per casa.
Alla fine mia madre prese gli ultimi eventi come sfogo per la tensione da esame ma per me erano stati il culmine della trasgressione e dell'eccitazione sessuale.
In pochi mesi, tuttavia, tornai ad essere vista da tutti come la ragazza modello, educata e di ottimi costumi e, andando all'università, le intense emozioni provate divennero passato.
Solo la mia fica mi ricorda dell'accaduto e allora devo chiudermi in bagno per accarezzarla e donarmi un po'd'amore.
Ora il centro della mia vita è il mio fidanzato che può ammirare un bello spettacolo mentre godo con gli occhi chiusi, le guance lievemente arrossate e le labbra che si schiudono mostrando denti bianchi e una linguetta rosata e maliziosa mentre lui si muove dentro di me e io sono persa in altre dimensioni.

Un'amica ritrovata - 1 by 1948

- Ma guarda un po’ chi si vede! Rossana?
- Francesca?!
Eravamo compagne di studi al liceo ed poi ci siamo perse di vista da quando sono venuta a stare in città. Ora erravamo li a stringerci in un abbraccio affettuoso.
- Ma tu abiti qui?
- Sì, da alcuni anni. E tu?
- Da ieri. Abbiamo appena finito il trasloco.
- Ma allora sei tu quella che ha preso l'appartamento al sesto piano nel palazzo qui di fronte?
- Sì. Tu dove stai?
- Di fronte a te!
- Davvero? Magnifico! Ti sei sposata?
- Convivo, e tu?
- Anch'io. Figli?
- Per il momento non se ne parla, ti spiegherò. Forse tra qualche anno, quando potrò.
- Stesso problema per noi.
Ci guardiamo e sorridiamo ed ecco che affiorano i ricordi di alcuni anni prima.
Il ricordo delle lunghe notti passate a discutere di politica, massimi sistemi, cazzate e flirt è ben vivo nella nostra memoria, così come anche quello dei momenti più intimi, quelli in cui ci davamo reciprocamente l'orgasmo.
- Vieni ti faccio vedere la casa dove abito
In ascensore ci studiamo per capire se ancora lei è così come la ricordavo. Fisicamente Rossana non è cambiata di molto; lei sempre giunonica, gran seno e gran culo, io efebica, con le curve appena accennate ma con seno e glutei molto ben fatti e gambe toniche e snelle.
Sedute al tavolo per un caffè Rossana mi invita a vedere il suo appartamento.
- Volentieri, stasera sono sola.
- Se ti va, possiamo mangiare qualcosa insieme.
- Sì, volentieri.
Alla sera sono stata da lei. L’occasione non voleva perderla.
Entro in casa di Rossana e, una volta chiusa la porta, ci abbracciamo ancora, stavolta con passione. Incollate una all'altra, ci baciamo a lungo. Il tempo non è passato. Siamo ancora manti come sempre.
Rossana scostandosi da me
- Spero che questo sia solo l'aperitivo. Non ho più fatto l'amore con una donna dopo che ci siamo perse di vita.
- Nemmeno io. Solo uomini.
So che è una bugia ma non so cosa potrebbe pensare Rossana del mio comportamento sessuale che ormai è molto aperto e comprende rapporti anche multipli sia con uomini che con donne.
- Mi piace il cazzo, ma mi piace anche la figa.
- Concordo. A proposito, la tua come sta?
- Bagnata e vogliosa. Spogliamoci insieme, Rossana.
- Vieni, andiamo in camera.
Ci leviamo gli abiti e restiamo nude una di fronte all'altra. Ci sfioriamo i capezzoli a vicenda, piccoli e rosei quelli di Rossana, grandi e scuri quelli miei.
Rossana si sdraia sul letto, solleva e spalanca le cosce. Il pelo le ricopre solo il pube, sotto è liscia e rosea. Io mi inginocchio tra le sue gambe, con le dita le allargo le labbra della figa e mi chino a leccargliela dal basso verso l'alto con lenti ma insistenti colpi di lingua.
- Vieni sopra di me e girati.
La bocca di Rossana mi mordicchia prima il pube e poi la figa, entrambi glabri, trova il clitoride e lo succhia con forza.
Davanti ai suoi occhi c'è l'orifizio posteriore dello sfintere stretto e scuro; tenta di infilarci un dito con delicatezza.
Mi irrigidisco un istante, poi mi rilasso e il dito le penetra nel culo.
- Questo non me l'avevi mai fatto prima.
- Non ti piace?
- Molto.
Rossana muove il dito avanti e indietro, mi allarga.
- E così?
Rossana spinge a fondo due dita nel mio culo, le ruota e le fa scorrere dentro e fuori.
- Sto per venire!
I movimenti delle dita sono sempre più veloci, grido di piacere, mi agito, mordo la fica di Rossana nel momento in cui il culo si contrae nell'orgasmo.
- Ah! Adesso tocca a te!
Mi sposto e ritorno davanti ad Rossana. Le divarico le natiche, mi chino a guardare prima di spingerle esitante un dito dove entra senza fatica tra le pieghe del suo buchetto. Lo muova rapidamente e vado a baciarla e succhiarle un capezzolo.
Rossana mi attira verso di se e mi bacia di nuovo a lungo.
Io le inserisco un altro dito nel culo e il pollice nella fica. In questo modo lei si trova tra una forbice che la fa godere moltissimo: il pollice che è dentro la figa e preme contro la parte posteriore tanto che con le due dita nell’intestino lo sento quando lo muovo nella vagina.
La martello con forza, prendo in bocca un capezzolo, lo mordo e lo tiro.
- Piano, piano...
Lecco le mammelle di Rossana.
Con la lingua scendo sulla pelle liscia dello stomaco e il ventre.
Le apro la fica e le succhio con forza il clitoride.
Nel culo dilatato di Rossana le dita scivolano dentro e fuori sempre più spedite con facilità.
- Non smettere, non smettere... ohhhhhh
Appagate, ci abbandoniamo sul letto.
Rossana mi accarezza un capezzolo sino a farlo inturgidire, io le posa la mano su un seno.
- Ci voleva.
- Eccome.
- Hai fame?
- Sempre, lo sai.
- Come fai a restare magra come un chiodo, accidenti a te!

Un'amica ritrovata - 2 by 1948

Sono tornata a casa di nuovo innamorata della mia amica Rossana.
Prima di uscire da casa sua lei mi ha di nuovo invitato per una mattina d’amore.
A me va bene perché così Mirta non mi chiede niente; lei quasi ogni mattina è impegnata a farsi una lesbicata con le sue commesse.
Non appena esco dalla doccia chiamo la mia amica Rossana al telefono per dirle che tra pochi minuti sarei stata da lei.
E approfitto perché con lei è come stare con Mirta. Tra di noi c’è amore e complicità di un rapporto segreto e fuori dai canoni sociali.
Quando arrivo Rossana sta per aprire la doccia quando sente squillare il campanello. Si infila l'accappatoio e va alla porta. Dallo spioncino vede che sono io e mi apre la porta.
- Ciao, scusa se sono in anticipo.
- Ciao, figurati, stavo per farmi la doccia.
- Quindi non sei mezza nuda perché mi aspettavi?
- Ti piacerebbe!
slacciandole il nodo dell'accappatoio e accarezzando i grossi seni della mia amica.
- Sì, molto.
Le prendo i capezzoli tra le dita e li strizzo sino a che diventano duri. Mi chino a succhiarli, ci passo la lingua intorno, li prendo tra i denti. Rossana mugola di piacere e abbassa la mano verso il pube nell'evidente tentativo di masturbarsi.
- Ferma lì!
- Ma... perché?
- Prima devi lavarti.
- Ho un cattivo odore?
- No, no. Ti voglio lavare io, però nella vasca.
In bagno Rossana si spoglia ed entra nella vasca, dove rimane in piedi. Io prendo la doccetta, la apro e regolo la temperatura.
- Girati pian piano.
Le spruzzo l'acqua su tutto il corpo dell'amica, poi con una spugna inzuppata di body soap passo e ripasso sino a ricoprirla di schiuma. Indugio sui seni, nel solco delle natiche e tra le cosce. Rossana sta al gioco, ruota su se stessa lentamente, lasciandosi andare alle sensazioni che quel bagno insolito le procura.
- Non mi sciacqui?
- Un attimo. Non muoverti.
L'acqua calda batte con forza sul collo, sulla schiena, sulle natiche e sulle gambe della mia amica, la schiuma scivola nella vasca e rotea sino a scomparire nello scarico.
- Potrei stare così per delle ore, Francesca.
- Sicura?
Si gira per farsi risciacquare anche davanti e un getto gelato la colpisce all'improvviso facendola gridare di sorpresa. In un attimo è tutta ricoperta di pelle d'oca.
- Ehi, è troppo fredda!
- Dici?
Aumento la velocità dell'acqua e la dirigo sui seni di Rossana.
- Basta!
- Non ci credo, so che ti piace.
- Non così fredda!
- Davvero? Allora la regolo.
L'acqua diventa tiepida, quando lo spruzzo le passa tra le cosce Rossana, piegandosi all'indietro, spalanca le gambe e si allarga le labbra della fica.
- Se ti sdrai è meglio.
Supina e con le gambe poggiate sui bordi della vasca, chiude gli occhi quando l'acqua le batte sul clitoride. Le allargo le natiche e tento di spingerle qualcosa nel culo.
- Che fai?
- Tranquilla!
La temperatura dell'acqua sale finché diventa quasi insopportabile, rimbalza sul clitoride di Rossana sempre più forte mentre qualcosa di sottile, duro e levigato le dilata lo sfintere nel tentativo di penetrarla. Sta per venire, solleva i fianchi e ne approfitto per spingerle nel culo tutto l'oggetto, sino in fondo.
L'orgasmo per Rossana è quasi immediato; lei gode con lunghe contrazioni che le squassano il corpo. Solo a quel punto chiudo l'acqua.
- Cosa mi hai messo nel culo?
- Il manico di una spazzola, quella blu.
Le accarezzo la fica, ci spingo dentro un dito e contemporaneamente muovo la spazzola.
- Ecco cos'è che mi punge le chiappe.
- Mi sono scordata di portare il vibratore.
- Sotto l'acqua dubito che avrebbe funzionato per molto.
- Giusto.
- Sei bagnata.
- Dentro e fuori.
- Hai ancora voglia?
- Se non smetti di muovere la spazzola... sì.
Rossana si lecca un dito e lo poggia sul clitoride iniziando a masturbarsi. Io estraggo la spazzola e gliela rimetto nel culo, prima lentamente poi sempre più rapida.
- Mmm...
- Hai bisogno di un aiutino?
Le infilo altre due dita nella fica e le muovo dentro e fuori in sincronia con la spazzola. Rossana si sfrega il clitoride con frenesia e si dimena sotto le mie mani sino ad avere un altro orgasmo.
- Due a zero.
- Accidenti, è vero. Dobbiamo pensare anche a te, Francesca.
- Non preoccuparti. Abbiamo un sacco di tempo e c'è un vibratore in camera tua, vero?
Usciamo dalla vasca, ci asciughiamo baciandoci continuamente e incrociando con molto piacere le lingue.
Ciò fa si che continuiamo ad essere arrapate e pronte per altri assalti amorosi.
Senza truccarci, nude e tenendoci per mano andiamo in camera da letto.
Sul letto disfatto dopo una notte passata da Rossana a battagliare con il sesso in compagnia del marito ci sono alcuni oggetti.
Li osservo sparsi sul letto; sono quelli che Rossana chiama giochini da camera.
Faccio finta di meravigliarmi ma in realtà li conosco bene, molto bene. Mirta ne ha un armadio e li usiamo per giocare spesso. Anche ieri notte ci siamo scambiate un ovulo vibrante ed abbiamo goduto urlando.
- Ne hai parecchi, eh?
- A me e a mio marito piacciono.
- E li usate sempre?
- Non tutti. Però alcuni sì, questo per esempio.
Rossana mi indica un gigantesco fallo di plastica nera.
- Accidenti!
- Mio marito ha un cazzo di misura media.
- Poverina, come mi dispiaceee!
Rossana prende in mano un filo di palline rosa.
- Immagino. Guarda queste, le hai mai provate?
- No. Cosa sono?
- Love balls. Vedi, sono di misura degradante. Si comincia con la più piccola e poi via via. Si inseriscono tutte, sino ad arrivare alla più grande.
- Tutte dove?
- Nel culetto, mia cara.
- Accidenti, l'ultima è davvero enorme!
- Tu dovresti essere abituata ai ‘cosi’ enormi, o sbaglio?
- Che simpatica! Parli per invidia, vero?
- Un po'.
Sul nostro viso appare un sorriso da complici. Abbiamo chiacchierato e a volte persino scherzato sulle misure dei rispettivi maschi.
- Bella la farfallina.
- Stimola il clitoride, è fantastica.
- Anche le manette?!
- Non ti piacciono?
- Non particolarmente.
- Perché?
- Mah... l'idea non mi attira.
- Se le te fai mettere, prometto che ti piacerà.
- E quest'altro cos'è?
Mi avvicino alla mia amica e la bacio sulla bocca con foga intrecciando la lingua con la sua. Cadiamo all'indietro sul letto abbracciandoci strette.
- Lasciati mettere le manette...
Rossana si irrigidisce per un attimo.
- No, davvero. Non mi piace.
- Puoi sempre aprirle con un colpo secco delle braccia. Sono di plastica.
- Va bene, allora mettimele.
 Sollevo le braccia di Rossana fino alla testiera del letto, faccio girare la catenella delle manette e poi le chiudo intorno ai polsi.
- Sei mia!
Afferro con le mani i seni di Rossana, stringo con forza mentre le succhio i capezzoli. Passo la lingua sulla pancia, sui fianchi, spingo la lingua dentro all'ombelico mentre la frugo con le dita tra le cosce.
Lei dischiude la figa e ne approfitto per passare la mano avanti e indietro toccandole il clitoride.
- Fammi godere...
Rossana spalanca ancora di più le gambe e le metto due dita nella figa, le ruoto lentamente andando dentro e fuori. Mi chino a succhiarle il clitoride, lo afferro tra i denti, lo mordicchio.
Poi prendo il grosso fallo, lo insalivo ed inizio a spingerlo dentro alla figa della mia amica.
- Ahhh... fermati, fermati!
- Fa male?
- Un po'. Piano, fai piano.
- Devo smettere?
- No!
- Figurarsi se tu rinunci a un cazzo grosso!
Rossana si dimena per facilitare la penetrazione, controllando la respirazione e cercando di rilassare i muscoli.
- Tu rinunceresti?
- Neanche per sogno! Attenta che arriva...
Il fallo penetra ancora a fatica ed io continuo a spingerlo dentro con lentezza.
- Hai la figa talmente dilatata.. è una meraviglia vederla così aperta!
- Mmm...
- Manca poco, ecco... ora.
- Sìììì!
Un colpo deciso e il fallo riempie Rossana fino in fondo, facendola gridare di piacere ma anche di dolore.
- Te la senti di alzare le gambe?
- Non credo di farcela. Mi fa ancora troppo male la figa.
- Stai ferma, ci penso io.
Le accarezzo il clitoride, lo massaggio con movimenti circolari lenti e continui.
- Meglio?
- Molto meglio.
Con l'altra mano le apro le natiche. Il mio sguardo va alle palline anali, ma poi decido che forse è troppo e opto per infilare un dito. Lo sfintere di Rossana istintivamente si contra ed io premo con delicatezza.
- Non stringere. Rilassati.
Il mio dito si spinge nel culo dell'amica.
- Adesso, adessooo!!!
Rossana si scuote e si contorce ed allora accelero i movimenti sul clitoride e nel culo.
Un grido soffocato, seguito da mugolii mi fa capire che Rossana sta godendo.
Con forza le infilo un secondo dito nel culo.
Rossana si inarca, lancia un urlo selvaggio e ricade sul letto esausta.
- Oh! mioddio...
- Aspetta, ti tolgo le manette.
- Grazie. Levami anche quell'affare dalla fica, per favore.
- Eri uno spettacolo, le tue tette ballonzolavano di qui e di là.
- Guarda un po' come sono messa lì sotto.
- Bellissima, hai la fica spalancata e grondante di umori
- …… E tumefatta, ma questo lo sai.

Un'amica ritrovata - 3 by 1948

Tra me e Rossana l’intesa è rinata. Il tempo è passato ma la voglia no. Eravamo così già dai tempi del liceo prima che mi trasferissi in città a seguito di Forica ed Angelo che sono sempre nel mio cuore e con cui vorrei avere nuovamente una stretta ed intima amicizia.
Come accade quando ci si trasferisce nei primi tempi si cerca l’ambentamento ed io avevo e sto aiutando Rossana a farlo.
Per poter cucinare mi ha chiesto delle uova. Inaspettatamente dopo due giorni Rossana, dopo aver messo via la spesa, Rossana pone in un sacchetto due uova e viene a suonare alla mia porta.
- Ciao!
- Ciao, ti ho riportato le uova che mi hai prestato ieri sera. Verresti a prendere un caffè da me? Verrà anche una mia amica così potrete fare amicizia.
Ero in vestaglia da notte con un perizoma che a mala pena copriva la fighetta. Mi vesto e vado subito da lei.
- Entra, stiamo bevendo il caffè.
- Hai gente? Non voglio disturbare.
- Figurati, c'è solo un'amica con me. Su! vieni che te la faccio conoscere.
Seduta in cucina una donna sta sorseggiando il caffè. E' bruna, con magnifici occhi verdi, seno sporgente evidenziato da una canottiera elastica di dimensioni quanto quello di Rossana.
- Elena, ti presento la mia amica Francesca.
- Molto lieta.
- Piacere mio.
Elena mi stringe con decisione la mano e ricambio con pari forza. Ci squadriamo a vicenda per un istante prima di sorridere entrambe.
- Siediti, ti verso il caffè.
- Grazie.
Chiacchierano per qualche minuto del tempo, del lavoro e degli ultimi dettami della moda. All'improvviso con il braccio ed il dito indice della mano indico il seno di Rossana.
- Elena, hai visto che tette?
Lo sguardo di Elena è fisso sul seno di Rossana e rivolgendosi a lei
- Gran bel davanzale. E' tutta roba tua?
- Sì.
- Posso toccarlo? Ti ho sempre invidiato e mi è sempre venuto il desiderio di toccarle ma non l’ho mai fatto.
Rossana guarda con aria sorpresa Francesca che, per tutta risposta, le strizza l'occhio.
- Ragazze, facciamo così: visto che entrambe le avete grosse, tirate fuori le tette!
- E tu, Francesca?
- Io mi godo lo spettacolo.
Elena senza remore si toglie il maglione e si sfila il reggiseno. Ha due mammelle davvero opulente, con grandi capezzoli rosa scuro.
- Tocca a te, Rossana.
Le dita di Rossana esitano sui bottoni della camicetta per l’imbarazzo dovuto dall'imprevisto ed inaspettato evolversi della situazione.
- Faccio io!
Mi alza dalla sedia e sbottono la camicetta di Rossana infilando le mani sotto le mammelle per sollevarle offrendole alla vista. Elena allunga una mano e le palpa.
- Splendide, davvero splendide. Complimenti. Vuoi sentire i miei?
- Io... ??!
- Su, non essere timida.
- Non è un problema di timidezza.
- E allora?
- Non so se è il caso...
- Perché?
- Perché mi sto eccitando.
- E' da quando sei entrata in cucina con Francesca che ho voglia di metterti le mani addosso per accarezzarti!
Rossana afferra i capezzoli di Elena e li tira con forza sino a farla trasalire.
- Io invece ti sculaccerei volentieri.
- Ragazze, ragazze! Che ne dite se ci trasferiamo in camera? Saremo più comode.
Ci alziamo tutte e tre, Rossana fa strada. In camera da letto ci spogliamo e ci gettiamo sul letto.
L' intrico di corpi è immediato: Elena succhia i seni di Rossana, io quelli di Elena e Rossana stuzzica i capezzoli ad entrambe.
- Fatemi godere, signore belle.
Rossana spalanca le gambe.
Elena le lecca il clitoride con lenti colpi di lingua mentre le metto due dita nella figa muovendole dentro e fuori con forza.
Rossana solleva il bacino e con sveltezza le ficco un dito dell’altra mano libera nel culo fino a farlo entrare completamente.
- Non fermatevi... non adesso... sto per venire...
Elena tira con i denti il clitoride di Rossana e io le spingo un terzo dita nella figa. Ci muoviamo frenetiche fino a che il corpo di Rossana viene squassato dall'orgasmo.
Poi, ci accasciamo una sull'altra respirando con affanno.
- Non godevo così da... non ricordo quando.
- Merito di Elena, sai. Lei non è bisessuale come noi, Elena è proprio lesbica.
- Davvero non ti piacciono anche gli uomini?
- No, ho sempre preferito le donne. Sanno meglio come darsi piacere reciproco.
- In effetti...
- Non mi avevi promesso una sculacciata?
- La vuoi davvero?
- Mi piacerebbe, sì.
- E io?
- Avrai anche tu la tua parte. Girati e mettiti a pecorina, Elena.
Il culo di Elena è grande e bianchissimo. Sopra la fessura ha un minuscolo tatuaggio, una vittoria alata. Rossana lo accarezza lentamente, strizza le natiche e le divarica offrendomi la vista dello sfintere.
- Quando te lo dico, vai dentro con un dito, allargalo e quando è pronto gliene metti due.
Elena freme per l'aspettativa e il suo culo si ricopre di pelle d'oca. Rossana coglie l'attimo e la sua mano si abbatte con decisione prima su una natica poi sull'altra. La carne si contrae sotto i colpi, Elena cerca di stringere il culo.
- Adesso, Francesca, mettiglielo dentro!
Il mio dito affonda nell'ano, Rossana riprende a schiaffeggiare rapida il culo di Elena che diventa sempre più rosso mentre lei cerca di trattenere le grida di piacere.
- E' pronta per il secondo, Rossana.
- Bene, mettilo dentro e ruota le dita più veloce che puoi.
Rossana cala la mano sulle natiche a ritmo con me, Elena si dimena sotto di noi ansimando e gemendo. Quando le sfrego il clitoride, grida con forza e si lascia cadere sul letto.
- Ah... datemi un attimo... e poi... a Francesca ci penso io.
- Ci pensiamo insieme, Elena.
- Chi la sculaccia?
- Un po' io, un po' tu...
Abbiamo continuato così finché non abbiamo goduto ampiamente e felicemente tutte e tre.
L’indomani mattina mi chiama Rossana
- Che cosa mi dici di Elena? Ti è piaciuta? Se vuoi puoi salire da me. Dai! Ti aspetto.
Non me lo son fatta dire due volte anche perché la notte prima Mirta non ha voluto far l’amore perché indisposta.
Entro a casa sua e mi si presenta con un pigiama leggero e sensuale.
- Vieni in camera. Stamane ho una voglia irrefrenabile.
In camera da letto matrimoniale le lenzuola indicavano una battaglia notturna. Il televisore era acceso e Rossana ogni tanto volgeva lo sguardo per osservare delle immagini.
- Non ti è bastato ieri con Elena? Tuo marito non ti ha montata stanotte?
- No. Stanotte era stanco e non gli si drizzava. Sai che alla mia amica Elena sei piaciuta molto?
- Anche lei a me.
- Sono un po' gelosa.
Rossana distoglie lo sguardo dal televisore e mi  osserva con aria divertita. Nel frattempo senza che lei mi dicesse niente, mi spoglio e anche io mi metto sotto le lenzuola.
- Ma figurati!
- Promettimi che non la incontrerai mai da sola.
- Parli sul serio?
- Sì.
- Tranquilla. Mi basti e avanzi.
- Davvero?
- Sì.
- A volte mi chiedo cosa succederebbe se i nostri maschietti fossero a casa tutte le sere. Come faremmo a dormire insieme?
- Non dormiremmo ma per scopare un sistema lo troviamo di sicuro.
Abbasso le lenzuola e osservo il pube nudo di Rossana.
- Sempre senza mutande tu!
- Se vuoi mi tolgo anche la maglietta.
- Mi piace vederti non proprio spogliata del tutto, è più erotico.
Insinuo una mano tra le cosce di Rossana.
- Io ti preferisco senza pigiama. Toglitelo.
- C'è una cosa che vorrei mettermi.
- Che cosa?
- Questa.
Rossana estrae da sotto le coperte un fallo di gomma da cui pende della stoffa.
- Interessante.
- Il corriere me lo ha consegnato poco fa’. Volevo farti una sorpresa. E' una mutandina con cazzo incorporato.
- Non vedo l'ora! Mettila, su!
Mi infilo la mutandina sotto il suo libidinoso e voglioso sguardo. Il fallo punta in avanti, dondolando. Rossana si gira e si solleva poggiando mani e ginocchia sul letto.
- Allarga le gambe.
Sono dietro di lei, le metto il cazzo di gomma tra le cosce, con una mano le schiudo la figa, spingo lentamente sino a farlo penetrare.
- Non mi sembrava così grosso, fai piano!
Ci muoviamo insieme avanti e indietro con lentezza.
Le mie mani sono strette sui seni di Rossana, siamo abbracciate e la pelle schiocca ad ogni colpo.
- Sto per venire...
Sfilo il fallo lucido di umori dalla fica di Rossana, lo affondo con forza più e più volte sino a farla gridare di piacere. Restiamo immobili per un istante e poi ci lasciamo cadere sul fianco, ancora unite.
- Wow. Sono venuta! Che meraviglia! Lo manovri bene quel coso.
Mi scosto da Rossana ed estraggo il fallo. Passo la punta tra i glutei di Rossana, li divarico e indugio con la punta di gomma sull'ano stuzzicandolo. Le do un colpetto.
- Ti piacerebbe anche qui?
- Siii. Piano, molto piano però.
- Voltati!
Cavalcioni sopra di lei, le poggio il fallo sulle labbra e Rossana lo lecca sino a ricoprirlo di saliva gustandosi il sapore intenso della sua figa.
- Spostati indietro, fammi mettere le gambe sulle tue spalle.
Così, spalancate e aperte, la fica e il buco del culo di Rossana sono una tentazione irresistibile per mordicchiarla.
- Non smettere...
- Devo. Voglio scoparti nel culo.
Le spingo dentro un dito sino in fondo, lo ruoto dilatando lo sfintere, infilo un secondo dito e li allargo V. Rapidamente sfilo le dita e guido la testa del fallo dentro al culo di Rossana. La penetro lentamente, osservando con eccitazione l'ano che si allarga sempre più per accogliere il cazzo di silicone.
Le afferro le caviglie e le tiro verso l'alto così il cazzo si immerge sempre più nel suo culo.
Mi godo l'immagine della mia amica che mugola dimenandosi sotto di me.
Mi muovo avanti e indietro estraendo e conficcando il fallo ogni volta con più rapidità.
La mano di Rossana scende a cercare il clitoride, se lo sfrega frenetica sino a che, urlando, viene.
- Queste mutandine sono regolabili.
- che hai detto??
- Dicevo, queste mutandine vanno bene per tutte le misure.
- Quindi?
- Puoi metterle anche tu.
- Prima devo riprendere fiato, ma ho intenzione di provarle.

Bianca mi racconta by 1948

La mia amica Bianca mi chiama la telefono per dirmi di avere novità da farmi vedere.
Quando lei mi dice così significa che è arrivata della lingerie sexy ed io sono la sua modella preferita.
Arrivo nel suo negozio quando sta per chiudere a fine giornata. Come al solito mi fa entrare nel retrobottega adibito ad ufficio ma anche ad alcova e anche per fare piccole dimostrazioni.
Questa volta invece di mostrarmi la nuova lingerie mi racconta questa storia.
Mi dice di aver avuto una storia durata circa un mese con Vanessa, una sua amica che conosco ma non me la sono mai fatta perché ha un qualcosa che non mi va.
Bianca mi dice anche che ora si vede con Ingrid, una ragazza di origine danese che ha un bel viso ed un corpo da ragazza nordica, massiccio e tonico, tutto l’opposto del mio che è efebico ma dotato delle cose giuste per fare sesso.
E' venerdì sera e finalmente rientro a casa con Ingrid dopo una giornata di lavoro lunga, ma non pesante. Più che altro ho pensato a quelle che ormai sono diventate le palline di Vanessa e non vedo l'ora che anche lei provi le stesse sensazioni.
Prendiamo qualcosa da mangiare per strada e finalmente arriviamo a casa.
Appena dentro ci baciamo, se in negozio per pudore ci tratteniamo nelle effusioni, nel nostro nido non ci sono limiti per il nostro amore.
- Facciamo la doccia insieme ?-
- Certo Bianca non vedo l'ora.-
Andiamo in camera per toglierci gli abiti e c'infiliamo insieme sotto i gettiti caldi della doccia. Ci insaponiamo a vicenda la schiena, ma presto le mani corrono sui seni e i capezzoli tradiscono subito l'eccitazione. Quando però lei scende sulla mia passera la blocco con una mano.
- Non adesso, ho in serbo per te una sorpresa.-
- Dai dimmela, lo sai che non resisto.-
- Non ci penso neanche, sennò che sorpresa è ?-
Accenna una faccina imbronciata, ma basta un bacio per farla tornare sorridente.
Finiamo di lavarci e dopo una veloce asciugata, usciamo dal bagno in accappatoio.
- Allora questa sorpresa ?-
- Vieni al pc, ti devo far leggere qualcosa.-
Apro il file con la storia - L'idea di Vanessa-  e lei inizia a leggerlo.
Quando non capisce qualcosa lo traduco subito, ma la lettura scorre veloce nonostante l'italiano non sia la sua lingua.
Appena finito mi guarda con un'aria severa ma che lascia spazio all'ironia.
- Ma sei proprio una porcella, non posso mancare un giorno che ne combini di tutti i colori, addirittura lasci il lavoro fingendo un malore solo per tornare a casa e masturbarti.-
- Lascia stare il lavoro, tanto non c'era molto da fare, che ne dici del resto ?-
- Dev'essere eccitante, solo che da sola non lo farei mai.-
- E in due ?-
- Tu sei pazza, però lo sai che non so dirti di no.-
Le do un lungo bacio, poi la porto sul letto. Prendo le palline, sono cinque sfere di legno più piccole delle mie che uso spesso, ma in grado lo stesso di donare molto piacere.
Lei si mette carponi mentre prendo il gel lubrificante e inizio a ungere le palline.
Le faccio entrare lentamente, una dopo l'altra fino a farle sparire nel suo culetto facendole sentire bene di volta in volta l’allargamento.
- Allora come te le senti ?-
- E' strano, ma piacevole, ora ti rendo il servizio.-
Prende le mie e fa le stesse operazioni che ho fatto io prima, solo che come inizio a sentirle dentro l'eccitazione mi sale subito.
- Ti stai già bagnando Bianca, voglio proprio vederti uscire messa così.-
Scegliamo cosa metterci, ma la scelta &