La mia vita by oldconsumer
Summary:

Nella mia vita Laura è stata, ed è, tutto per me: moglie , amante, puttana ,schiava....


Categories: Etero, Cuckold Characters: None
Genres: Racconto
Warnings: None
Challenges:
Series: None
Chapters: 21 Completed: Yes Word count: 23115 Read: 256923 Published: 04/04/2016 Updated: 20/03/2018

1. Capitolo 1 IO by oldconsumer

2. Capitolo 2 - LEI by oldconsumer

3. Capitolo 3 - IL FIDANZAMENTO by oldconsumer

4. Capitolo 4 - La Certezza by oldconsumer

5. Capitolo 5 - IL MATRIMONIO by oldconsumer

6. Capitolo 6 by oldconsumer

7. Capitolo 7 by oldconsumer

8. Capitolo 8 by oldconsumer

9. Capitolo 9- Il piacere estremo by oldconsumer

10. Capitolo 10 by oldconsumer

11. Capitolo 11 by oldconsumer

12. Capitolo 12 by oldconsumer

13. Capitolo 13 by oldconsumer

14. Capitolo 14 by oldconsumer

15. Capitolo 15 by oldconsumer

16. Capitolo 16 by oldconsumer

17. Capitolo 17 by oldconsumer

18. Capitolo 18 by oldconsumer

19. Capitolo 19 by oldconsumer

20. Capitolo 20 by oldconsumer

21. Capitolo 21 by oldconsumer

Capitolo 1 IO by oldconsumer

IO

Mi chiamo Paolo, ho quasi quarant'anni.

Non stò a descrivermi fisicamente, perchè se fossi brutto non ve lo direi, mentre, se dicessi che sono un Adone, sembrerei un presuntuoso.

Sappiate che hanno detto di me che ero un bel bambino, poi un bel ragazzo, un bel giovane ed ora dicono che sia un bell'uomo. Sono un assiduo frequentatore di questo sito, al punto che mi è venuta voglia di raccontarvi la storia della mia vita sessuale. Vi chiederete perchè solo sessuale, perchè sono convinto che dei miei successi o fallimenti in campo professionale , dei miei interessi per la cultura , per la politica e per lo sposrt, non interessi niente a nessuno. Tenetene conto, perchè i fatti che vi racconterò sembrano accaduti uno dietro l'altro,ma non è così perchè tra un fatto e l'altro sono trascorse delle settimane, dei mesi o degli anni, ossia la vita pubblica che ognuno di noi vive. Cercherò, per quanto possibile, di farvi sentire il tempo che passa, ma non lo so se ne sarò all'altezza.

Nel racconto troverete la descrizione di fatti, colloqui, acccordi che non mi vedono protagonista , e che ,quindi, potreste giudicare non veri. Sono, invece, assolutamente veri, anche se al momento in cui sono avvenuti non ne ero a conoscenza , ma, successivamente, nel corso degli anni, mi sono stati fatti conoscereUn'ultima precisazione: quello che stò per raccontarvi è tutto assolutamente vero! E' stata ed è realmente la vita che vivo ed ho vissuta.Logicamente non è importante, per me, che mi crediate o meno,ma ho ritenuto corretto dirvelo. Come ho detto sopra, la mia famiglia di provenienza è una famiglia benestante e lo era già quando erano giovani i mei genitori , nati tra gli anni 40 e 50. Erano entrambi studenti nel momento culturalmente e socialmente rivoluzionario” del “ 68 “e di quella cultura e di quei fatti, che li hanno visti protagonisti attivi, ne son rimasti segnati per tutta la vita.

Di qulla cultura a me interessa solo l'aspetto sessuale, che si compendiava in due pensieri allora dominanti: “il libero amore” e,specialmenteper le donne “ il corpo è mio e lo gestisco come voglio” Di questa libertà sessuale i mei genitori ne hanno fatto un dogma anche nell'educazione dei figli.

Alla morte del nonno , papà , unico figlio,ha erditato l'azienda di famiglia e , grazie alla sua abilità ed alla fattiva collaborazione della mamma, che collabora tutt'ora con lui, è riuscito a portarla agli ottimi livelli in cui si trova oggi. Dati gli impegni di entrambi i genitori, la nostra educazione è stata ,sin dall'inizio, demandata alle “tate” che abitavano con noi , spesso impersonate da giovani ragazze, per lo più studentesse. I nostri genitori sono sempre stati fedeli all'idea che “ la pratica valesse più della grammatica”per cui non sipreoccupavano se poteva capitare che li vedessimo nudi ,e mio padre non si curava di chiudere la porta della camera da letto quando, andando in ufficio dopo la mamma, quasi ogni mattina si scopava una delle “tate” cui era demandato il compito di provvedere alla nostra educazione.      Il primo contatto pseudo sessuale l'ho avuto a 11 anni. Terminate le scuole elementari ,in previsione dell'esame di ammissione alle scuole medie ,i miei mi iscrissero ad un dopo scuola, gestito da vecchi insegnanti in pensione. Fu uno di questi che, durante la lezione, visto che portavo i calzoncini corti, mi mise una mano sulla gamba e, piano piano, si insinuò sotto le mutandine e prese a toccarmi .Naturalmente, sorpreso e quasi spaventato, non ebbi il coraggio di reagirere immediatamente e poi, piano piano, incominciai a provare una strana, nuova e piacevole sensazione  Il vecchio insegnante considerò il mio silenzio come un consenso a proseguire , quindi, mi abbassò calzoncini e mutandine ed incominciò ad accarezzarmelo.  Il ricordò che ho è di una sensazione piacevole, ma niente di più. Quando, però, cercò di scappellarlo, gli dissi che mi stava facendo male, allora lui tolse la mano e mi ricompose e la cosa finì lì. Ci riprovò altre volte, ma sempre con lo stesso risultato, finchè decise di lasciarmi in pace.

Più significative sarebbero state le esperienze vissute l'estate dopo quando, quando avevo 12 anniVivendo , come vivo tutt'ora, in una città di mare , era normale che, d'estate, andassi in spiaggia con gli amici.  Frequentavamo uno stabilimento balneare che ancora esiste nel centro della città.  C'erano delle cabine dove ci si spogliava, per poi consegnare gli abiti a chi li custodiva.  Si raggiungeva il bagno in gruppo ed in gruppo si entrava nella cabina per spogliarci.  La maggior parte di noi era nell'epoca dello sviluppo fisico, ma c'erano nel gruppo anche alcuni più grandi che, in fatto di sesso, erano un po' più avanti di noi che ignoravamo quasi tutto.

Fu in quel gruppo che ebbi le prime erezioni e scoprii la masturbazione, con gli amici più esperti che, per mostrarmi come si doveva fare, me lo prendevano in mano e mi masturbavano, per poi dirmi di fare io altrettanto a loro che avrebbero giudicato se avessi capito e sapessi farlo bene.  Inutile dirvi che queste prime esperienze con gli amici hanno lasciato in me un giudizio non negativo del rapporto omosessuale. Ma anche loro non erano eruditi abbastanza, perchè tutto finiva prima di aver sborrato, evento che scoprii poco tempo dopo.

Avevamo una casa molto grande con 5 camere da letto, una per papà e mamma, una per mia sorella, una per me e due per gli ospiti.  Un giorno capitò che avessimo 4 persone come ospiti, che si sarebbero fermate a dormire da noi.  Non c'era posto per tutti, così i miei decisero che due avrebbero occupato le camere destinate agli ospiti , il più giovane avrebbe dormito nello studio di papà dove c'era un divano letto, mentre il quarto, essendo un maschio, avrebbe occupato la mia stanza, mentre io sarei andato a dormire con mia sorella nella cui camera, così come nella mia, c'era un letto da 120 cm di larghezza, anzichè il solito singolo da 80 cm.      Era la prima volta che mi trovavo a letto con una donna, anche se era mia sorella. Non so dirvi se la stessa cosa valesse anche per lei.  Sò che i nostri corpi non avevano ancora raggiunto il loro completo sviluppo, ma quel sobbalzare del suo seno sotto la camicia da notte mi aveva provocato una reazione tale da provocarmi una prepotente erezione .  Mi tenevo sul bordo del letto, coricato sul fianco perchè non si notasse il lenzuolo alzato ( eravamo d'estate ) all'altezza del mio pube.  Lei,dopo un po' che era rimasta supina, si coricò sul fianco, e nel farlo si avvicinò così tanto a me, che mi sembrò che la cappella sfiorasse la sua pelle o la stoffa della sua camicia da notte.  Mi venne spontaneo avvanzare il bacino per verificare se davvero la stessi toccando e bastò quell'impercettibile gesto per sentire la cappella apppoggiarsi lievissimamente contro di lei.  Mi ritrassi subito, ma lei aveva sentito e come risposta indietreggiò con il culetto sino adappoggiarsi contro il mio pube. Stavo immobile .  Lei si voltò verso di me e nel buio più completo sentii la sua mano stringersi attorno al mio cazzo ed iniziare una sega indimenticabile, che mi portò per la prima volta a sborrare.  Da quel giorno la masturbazione, solitaria, o assieme a qualcun altro ragazzo o, appena possibile , con mia sorella, divenne un'abitudine quotidiana, stimolata unicamente dal desiderio di riprovare quel piacere che avevo provato quella notte.  Solo per inciso dico che i rapporti con mia sorella sono diventati, in seguito, rapporti completi e durano ancora adesso                  Sin da queste prime esperienze sessuali, presi coscienza di un problema che mi sarei portato dietro per una parte della mia vita, ossia del fatto che raggiungevo l'orgasmo in tempi molto brevi e ciò , all'inizio, mi sembrò un fatto positivo, ma, come ben comprenderete, non lo era affatto  Da ragazzino i primi steps della mia iniziazione sessuale, furono il procurarsi semplici foto di donne nude, o leggere racconti erotici ,o erudirsi sulle varie forme e fasi del rapporto sessuale.  Solo più tardi, per la colpevole, ma volontaria, distrazione di mio padre, entrarono nella mia vita le foto di uomini e donne impegnati in rapporti sessuali, o i primi filmetti porno che incominciai a trovare “ facilmente” tra le cose dimenticate in giro per la casa.. La complicità di mio padre , che non ha mai voluto affrontare con me il problema sessuale, trova origine dal fatto che una mattina, senza che io me ne accorgessi, mi scoprì spiare dal buco della serratura mia madre mentre stava facendo la doccià. Decise, a quel punto, che doveva iniziare la mia educazione sessuale, ma fatta a modo suo  Và detto che io sono stato da sempre innamorato di mia madre e quando tra i 13 e 14 anni mi segavo a letto immaginavo lei nuda che mi accarezzava. Tenete conto che aquell'epoca aveva poco più di trent'anni ed era una gran bella donna  Potrebbe essere una cosa banele da non raccontare ,invece l'ho raccontata perchè potrebbe essere una delle cause, del tutto involontaria, dei problemi a cui ho fatto un breve cenno e che, qualche anno dopo, sarebbero diventati fondamentali perla mia vita.

Verso i 15anni provai il primo innamoramento per una ragazza della mia stessa età.  Ero convinto che sarebbe durato tutta la vita, invece durò un solo anno, ma fu importante perchè , pur rimanendo un rapporto esclusivamente platonico, mi insegno come comportarmi con una ragazza, e quanto piacere si potesse provare da pratiche lecite come baciarsi, abbracciarsi, accarezzarsi, parlare d'amore e quanto diversa fosse l'attrazione fisica per una donna reale rispetto a quella che avevo provato davanti ad una foto.  Dopo un anno la nostra relazione terminò, solo perchè c'eravamo incontrati quando eravamo ancora troppo “ piccoli”, e senza che tra di noi ci fosse stato niente di sessuale

Arriviamo così ai miei 18 anni quando, assieme a tre amici, di cui uno con la macchina, decidemmo di andare in una casa di appuntamenti per il battesimo del sesso.

Data la mia timidezza, non avevo mai avuto alcun tipo di rapporto sessuale con le ragazze, a parte mia sorella, neanche superficiale, e, se non fossero stati i tre amici a trascinarmi in quell'appartamento, mi sarei sposato vergine.  Fu un'esperienza indimenticabile.  Era la prima volta che vedevo e toccavo una donna nuda vicina a me, che toccavo un seno, che accarezzavo un culetto,che sfioravo quel trianglino di peli neri tra le cosce che aveva esaltato la mia fantasia di ragazzo.  Mentre mi conduceva in camera le dissi, con vergogna,che era la prima volta e lei mi disse di non preoccuparmi, che lei aveva esperienza con le prime volte degli uomini.         Mi insegno come e dove accarezzarla, come fare per eccitare una donna, mi indicò i punti più sensibili e come farle provare il massimo del piacere.  oi incominciò ad accarezzarmi e mi indicò quali erano i miei punti sensibili e, quando me lo prese in bocca non resistetti oltre e sborrai. Mi guardò impietosita, mi rassicurò che non dovevo preoccuparmi, che era normale che l'eccitazione giocasse brutti scherzi.   Non si alzò dal letto, mi diede dei consigli sul cosa fare per controllare l'orgasmo. Tra le altre cose mi disse che la donna che mi avrebbe sposato sarebbe stata fortunata perchè ero molto dotato, molto più della norma.  Poi mi fece sdraiare e me lo riprese in bocca.  Ci volle solo pochi secondi perchè raggiungessi nuovamente l'orgasmo    

Da quel momento capii che c'era qualcosa che non andava.

Quella con una prostituta fu un'esperienza fantastica che non dimenticherò mai , ma che, però, non avrei più ripetuto nella vita.

 

 

 

End Notes:

oldcuc@hotmail.it

per commenti e critiche

Capitolo 2 - LEI by oldconsumer

Prologo al capitolo 2

 

Ora, finalmente, prima di continuare con il racconto voglio farvi conoscere mia moglie, Laura.

Ho conosciuto mia moglie ai tempi della scuola. Lei frequentava la seconda liceo ed io la quinta. Ci siamo conosciuti ad una riunione di studenti e tra noi è nato un amore immenso e fantastico.
Non appena lei ebbe terminato la scuola ci siamo sposati: lei aveva 17 anni ed io 21.
Siamo assieme da 18 anni,abbiamo un figlio di 18 anni e l’amore che ci lega e mille volte più grande di quello, immenso, che provammo all’inizio della nostra storia.
Mia moglie rappresenta il prototipo della donna che ,credo,ogni uomo vorrebbe avere accanto a se. Lei e nata e cresciuta in un piccolo paese di campagna che lasciò,assieme ai genitori,per trasferirsi in città ,proprio per permetterle di frequentare il liceo.
E’ una donna dal fisico stupendo,alta 1 metro e settantadue,ha una carnagione ambrata,un corpo modellato in modo morbido dalla pelle liscia e vellutata. Ha una linea perfetta ed ogni parte del suo corpo è piena e morbida ,ha un seno splendido che scende leggerissimamente con i capezzoli dritti e ben evidenti, pronti ad aumentare sensibilmente di misura e di durezza quando si eccita , ha un culetto da cartellone pubblicitario ,rotondo,perfettamente proporzionato,pieno,con i glutei stretti,insomma una lussuriosa meraviglia. La sua fighetta carnosa è mantenuta rigorosamente pelosa ed alla cura di quel triangolino perfetto dedica la stessa cura che dedica ai suoi lunghi capelli
Ma ciò che la rende particolare e la sensualità che emana dal suo corpo, del suo portamento e dei suoi gesti e che, spontaneamente, trasmette a chi le sta vicino
La vita di paese ha condizionato profondamente il suo carattere che è molto timido e l’educazione ricevuta in famiglia ha inciso profondamente nella sua personalità, rendendola obbediente e sottomessa a chi dimostra un carattere più forte e deciso del suo.
Sessualmente ha un comportamento contrastante, nel senso che lei non chiede mai di fare sesso e non me l’ha mai chiesto in 18 anni, e ciò porterebbe a pensare che sia frigida,ma, appena si eccita un po’,come in un crescendo rossignano ,il suo desiderio cresce a dismisura sino a raggiungere vette altissime e ,qualunque sia la situazione in cui si trova, non può più tornare indietro se non dopo aver raggiunto più orgasmi vaginali o anali,L’orgasmo non attenua il suo desiderio e fino a che dura il rapporto lei mantiene inalterata la carica erotica che continuamente esplode in orgasmi, anche devastanti, per ritornare immediatamente dopo allo stesso livello di libidine che poco prima l’aveva portata all’orgasmo. Ma quello che esalta il suo amante è che non perde mai quel suo stato di sottomissione,per cui qualunque cosa le chieda lei lo fà e ne trae piacere,non gli rifiuta niente ,non esplode in urla o grida o incitamenti all’uomo di spaccarla, sfondarla o altro, ma emette solo strozzati gemiti gutturali che palesano ogni livello del suo piacere.
Ecco,questa è mia moglie, la donna che amo e che mi ama alla follia e della quale,sono consapevole ,di non essere riuscito minimamente a descrivere le sue qualità

Torniamo al racconto.

 

Capitolo 2 - LEI

 

Come dicevo frequentavo la quinta liceo.

Alla fine del primo trimestre, organizzammo, in casa dell'amico che aveva la casa più grande, una festicciola, prima delle vacanze natalizie, per farci gli auguri.

La nostra era una classe mista con solo tre donne.

Non tutti i maschi della classe facevano parte del nostro gruppo, comunque era necessario che le tre ragazze portassero delle amiche .

Alla fine le donne erano in sette.

Per il mio carattere particolare, quando eravamo in gruppo ero tanto esuberante quanto ero timido nel privato, per cui, in queste feste, ero un po' l'animatore.

Tra le ragazze invitate dalle nostre amiche, mi colpì una ragazzina che si chiamava Laura.

Era una ragazza dal viso bellissimo, dai lineamenti perfetti, senza ombra di trucco, messo in risalto dalla pettinatura, fatta di due lunghe trecce che le scendevano dietro le spalle per arrivare quasi alla vita, lasciando, quindi, scoperto completamente il volto.

Era evidentemente molto timida .

La bellezza del suo volto contrastava con il suo corpo, ingiudicabile ,perchè nascosto da un abbigliamento che definire castigato era un eufemismo.

Indossava scarpe basse, una gonna abbondantemente sotto il ginocchio, una camicetta il cui colletto incorniciava il girocollo di un maglioncino molto ampio, tanto da non distinguere la forma del seno.

Se ne stava in disparte, mentre tutti gli altri ragazzi si erano fiondati sulle altre sei ragazze, molto più disinvolte ed esuberanti, con le loro mini e , nonostante fosse inverno, con delle sollature che permetevano di avere una chiara idea della taglia del loro reggiseno, per chi lo portava.

Non lo so perchè, ma fui attratto da quella ragazzina ignorata da tutti, vestita all'antica ed intimidita dalla musica forte e chiassosa.

Cambiai musica , misi un lento, la invitai a ballare, cosa che, come me, sapeva fare poco e male.

La strigevo stretta a me e la sentivo rilassarsi e seguirmi nei miei passi incerti .

Non lo sapevamo ne lei ne io ,ma da quel primo ballo son passati 21 anni e, da quel momento non ci siamo più lasciati

 

Alla ripresa delle scuole dopo le feste natalizie, dissi alla compagna di classe che l'aveva invitata alla festa, che volevo rivederla.

Fu lei il tramite attraverso il quale Laura ed io incominciammo a frequentarci.

Come mi era apparso chiaro durante la festa in casa del mio amico ,Laura era una ragazza molto timida ed insicura .

Era molto bella ed anche il suo corpo doveva essere notevole, anche se il suo modo di vestire continuava a rendere impossibile una precisa valutazione.

Quello però che la rendeva irresistibile, era quel suo aspetto da bambina, quel suo apparente bisogno di protezione, quel suo carattere timido e sottomesso, che mi faceva sentire un gigante

L'educazione che avevano impartito alla figlia, ultima di tre bambini, era tipica della mentalità di chi vive in un piccolo paese, dove si conoscono tutti, dove ci si si preoccupa dell'opinione degli altri, dove l'apparire è più importante dell'essere, dove peccati e desideri covano inconfessati nell'animo di uomini e donne .

Dopo alcuni mesi che ci frequentavamo, finite le scuole, ci affrancammo dalla complicità della mia compagna di classe ed incominciammo ad incontrarci da soli

Quando ad entrambi risultò chiaro che la nostra relazione era una cosa seria , che la simpatia si era trasformata in affetto e che l'affetto si stava trasformando in amore, lei mi confessò che non era libera, che era fidanzata ufficialmente con un uomo molto più grande di lei.

Il rapporto tra lei e quell'uomo era inziato quendo lei aveva 14 anni e lui 34 ed era stato voluto ed imposto dalla madre che, all'insaputa di tutti, da quell'uomo si faceva scopare.

Quel fidanzamento serviva a giustificare, agli occhi della gente, il fatto che quell'uomo frequentasse assiduamente la loro casa, anche in assenza del marito

Lei mi assicurò che non lo amava ,che quel rapporto le era stato imposto e che lei avrebbe fatto di tutto per rompere il fidanzamento per stare con me.

Credo sia superfluo dire quanto ci sia rimasto male e come il prendere coscenza che quella ragazzina fosse fidanzata, mandò in frantumi l'idea che mi ero fatto di una ragazza pura, ingenua e candida, per trasformarla, immediatamente, in una donna.

A quel punto in testa incominciarono a girarmi strani pensieri, e , prorpio per gli aspetti particolari del suo carattere timido e sottomesso , mi convinsi che, sicuramente, nel loro rapporto lui avrà approfittato, con la complicità della sua amante, per avere con lei dei rapporti sessuali

Prima che lei facesse qualsiasi passo per rompere il fidanzamento, le dissi chiaramente che mia moglie avebbe dovuto essere vergine e lei volle che enttrassimo in una chiesa e, davanti all'altare mi giurò che era ancora vergine e che con il suo fidanzato non c'era mai stato niente di sessuale

Le credetti, anche perchè volevo crederle, ma, da quel momento, in me cambiò qualc'cosa perchè incominciai a guardare quella bambina indifesa, come donna , come oggetto sessuale,come colei con la quale avrei potuto sfogare tutta la lussuria che covavo dentro di me

Da quel giorno, anche se molto geloso, mi sottoposi alla tortura di seguirla in tutti i posti dove andava con il fidanzato, per vedere come si comportava.

Lei mantenne la parola e dopo un paio di mesi, mi comunicò che era libera.

Da quel momento iniziò la nostra vita di coppia.

 

 

End Notes:

Per critiche ecommenti:

Io  oldcuc@hotmail.it

Lei  vallenera@hotmail.it

Capitolo 3 - IL FIDANZAMENTO by oldconsumer

Capitolo 3 - IL FIDANZAMENTO.

 

Venne il momento di conoscere la sua famiglia,visto che lei aveva già avuto modo di conoscere la mia.

Il padre era un piccolo imprenditore , totalmente preso dai suoi impegni, tanto da disinteressarsi completamente dei problemi dei suoi figli, compito che aveva demandato interamente alla moglie.

La mamma era una donna ancora molto bella e giovanile, che non si rassegnava a diventare “matura”, per cui, dall'abbigliamento, alla cura del corpo, al modo di ragionare, cercava in tutti i modi di fermare il corso del tempo ai suoi vent'anni.

Con Laura, la sua ultima figlia, aveva un rapprto coflittuale, quasi d'odio

Finchè Laura era una bambina, la incolpava , inconsciamente, di mettere a repentaglio, con la terza gravidanza non voluta, la sua bellezza, il suo corpo e ,quindi,l'attrazione che gli uomini provavano per lei.

Poi, il crescre ,il diventare donna, la giovinezza e la bellezza di sua figlia la metteva, ogni giorno, di fronte alla consapevolezza del tempo che, impietosamente, trascorreva , ed incominciò a odiarla fino a considerarla una rivale, per l'attenzione che gli uomini incominciavano a riservavarle.

Da qui il suo denigrarla continuamente ed in tutti i modi , anche in sua presenza, tanto da renderla insicura e timida.

Da qui quel vestirla in modo anonimo e quasi grottesco e senza l'ombra, seppur minima, di trucco

Da qui il suo imporle,come fosse una punizione, una relazione con un uomo facoltoso, ma molto più grande di lei.

L'impressione che ho avuto sin dalle prime frequentazioni di quella famiglia, sono state che il padre, oltre che impegni, avesse anche parecchi problemi con il suo lavoro

Ho avuto la netta sensazione che la moglie fosse una notevole fonte di spesa per i suoi non lauti guadagni e che per entrambi la mia comparsa nella vita della figlia rappresentasse un grosso problema che, però, non ero ancora riuscito a capire

Credevo, invece, che almeno la madre avesse accettato di buon grado la mia relazione con la figlia, nelle speranza che gliela portassi via il prima la possibile.

La madre non aveva tutti i torti perchè ora, tra Laura e me, tutto era diverso, perchè avevamo preso un impegno reciproco che ci avrebbe portato quanto prima al matrimonio, anche se non riuscivo a togliermi dalla testa il pensiero di quello che di sessuale lei , probabilmente, aveva concesso al suo fidanzato.

Per trovare conferma dei miei sospetti, decisi di prendermi delle libertà con lei ,sicuro che quello che avrebbe concesso a me lo aveva,sicuramente, già concesso all'altro

Fù così che una sera, mentre ci baciavamo in un angolo buio della città, la mia mano scivolò quasi involontariamente sul suo seno.

Lei non reagì !

Quella mano sul seno e quel pensiero suicida di voler sapere sino a che punto lei si saebbe concessa a me e, quindi, si era concessa a lui, introdusse il sesso nel nostro rapporto

Da quel giorno ogni bacio era accompagnato dalla mia mano sulle sue tette, e l'eccitazione sessuale che provavo si trasformava in potenti erezioni che lei, stretta a me, non poteva non sentire.

Con il passare del tempo, il piacere di quei primi approcci sessuali, mi fecero, egoisticamente, dimenticare l'altro, per lasciarmi libero di godere dei primi ingenui contatti fisici con la mia donna .

Come sempre mi accade, dopo un po' decisi di provare se fosse disposta a concederi qualcosa di più ed una sera , sempre al buio di una strada, in un lunghissimo bacio, le introdussi la mano sotto tutti gli indumenti e raggiunsi il seno nudo.

Come un cieco sentivo la pelle morbidissima, di un seno grosso e morbido sotto le mie dita, morbido, ma sodo al punto da non aver bisogno del reggiseno.

Con il palmo della mano toccai la punta rigida lunga e calda, e senti lei che spingeva il bacino contro il mio.

Fù una cosa fantastica, una cosa che mi lasciò senza forze e che solo grazie agli insegnamenti di una puttana mi evitò di sborrarmi addosso.

Quando la riaccompagnai a casa le chiesi se fosse in collera con me per quello che avevo fatto e mi disse di no.

Le chiesi se le era piaciuto e mi disse di sì.

Le chiesi se potevo farlo ancora e mi disse di si.

Le chiesi se le mie carezze l'avessero eccitata e mi disse tanto.

Da quel giorno le sue tette diventarono il nostro gioco sessuale.

Le accarezzavo,le baciavo, ne succhiavo i capezzoli.

Quel giorno decisi che non mi importava più quello che aveva fatto nel passato, e che avrei osato sempre di più per ricevere da quella ragazza tutto il piacere che avrebbe potuto darmi

Un giorno di fine estate eravamo stesi su un prato,e ci baciavamo senza staccare mai le labbra e, mentre le tenevo un braccio sotto la testa con l'altro le accarezzavo il seno scoperto, accarezzandole tutto il fianco del busto nudo .

In una di queste carezze la mia mano scese, involontariamente, un po' più in basso e incontrò la pelle nuda di una coscia che il risalire della gonna aveva lasciato scoperta .

Sentii una stertta allo stomaco, ma non mi tirai indietro.

Feci risalire la mano portandola all'interno della coscia sino a quando sentii l'umido delle sue mutandine.

Lei strise le gambe, ma io con il pollice,come mi aveva insegnato la mia puttana, incominciai a percorrere la fessurina da sopra le mutandine e quando la rentii rilassarsi spostai il bordo degli sleeppini ed incominciai a masturbarla

Tutto questo avveniva mentre continuavamo un lunghissimo unico bacio, sino a quando la sentii irrigidirsi e tremare sotto di me in un lunghissimo orgasmo.

Era la prima volta che la sentivo godere e, non lo so perchè, pensai che non avebbe potuto più vivere senza di me

Non ci dicemmo nulla, ma gli abbracci che seguirono parlavano per noi.

Inutile dirvi che ad ogni concessione che mi veniva fatta il mio pensiero andava , nonostante tutto, al suo passato, ma cercavo di convincermi che forse non era come pensavo io

 

 

End Notes:

Per critiche e commenti

 

Io : oldcuc@hotmail.it

 

Lei: vallenera@hotmail.it

Capitolo 4 - La Certezza by oldconsumer

Un giorno capitò, per caso. che mio padre, mia madre e mia sorella fossero tutti fuori casa e , sicuramente , non sarebbero rientrati prima di sera.

Quando, alle prime ore del pomeriggio, passai a prendere Laura, la portai a casa mia, dove c'era già stata altre volte, perchè il nostro fidanzamento era ormai ufficiale.e già parlavamo di matrimonio da celebrarsi l'anno prossimo quando compivo i vent'un anni.

Lei non disse niente, ma vedevo che era preoccupata.

Ci sedemmo sul divano ed incominciammo a baciarci.

Ormai avevo accesso a tutto il suo corpo ed era eccitante vedere come lei passasse , in pochi secondi, da uno stato di apparente , pudico disinteresse ed imbarazzo, ad uno stato di eccitazione e desiderio straordinario ed incontrollabile

Quando anche lei precipitò in quello stato di esaltazione erotica che ci accumunava, mi inginocchiai davanti a lei ed incominciai a spogliarla .

Lei mi guardò allibita , cercò di dirmi di no, ma non si ribellò.

Io non volevo che lei si sentisse violentata , per cui le presi tra le labbra un capezzolo e le dissi di continuare da sola.

Obbediente si tolse il maglioncino, la camicetta e la maglietta, rimanendo nuda dalla cintola in su.

Mi tolsi il maglioncino che indossavo ed a petto nudo l'abbracciai.

Era la prima volta che i nostri petti nudi si toccavano.

Mi alzai .

Lei mi guardava ed io guardavo lei, ed incominciai a slacciare i calzoni rimanendo completamente nudo davanti a lei, con il grosso cazzo che svettava davanti al suo viso in un erezione prepotente.

Le porsi la mano perchè si lazasse e, quando fu in piedi davanti a me, le sganciai la gonna che cadde ai sui piedi , poi misi due dita ai lati delle mutandine e le abbassai sino alle caviglie e misi un ginocchio a terra per torglierlele.

Era la prima volta che la vedevo nuda.

Era uno splendore.

Quella ragazzina timida ed insicura aveva un corpo stupendo, con due seni sodi, il corpo morbido,e pieno, non anoressico, con fianchi ben modellati, due splendide cosce, una figa carnosa sotto un tappettino di peli curatissimo ed un culetto da far perdere la testa, con i glutei tondi e ben chiusi.

C'era in lei una sensualità incredibile e mi resi conto immediatamente che non avrei mai potuto fare a meno di quel corpo e di quella donna

Le misi le due mani sul culetto ed appoggiai le labbra su quel pelo d'ebano e lo cosparsi di baci.

Poi, con la lingua, forzai la fessurina ed incomonciai a leccarla .

Lei ansimava , mi alzai , la presi in braccio e la portai sul mio letto, la sdraiai , le allargai le gambe e ripresi a leccarla.

La sentivo godere, le prendevo il clito tra le labbra, lo succhiavo e, con la lingua lo solleticavo.

Con una mano le strizzavo il capezzolo e con l'altra le accarezzavo il culetto.

Lei passava da un orgasmo all'altro, emettendo leggeri suoni gutturali .

Poi le presi una mano e gliela appoggiai sulla sua figa mentre, con la lingua, penetravo la vagina.

Lei si stava masturbando.

Presi in mano il cazzo ed incominciai a masturbarla facendolo scorrere dalla vagina al clito.

Ad un certo punto mi fermai all'ingresso della vagina ed incominciai a spingere.

Lei mi implorò di non farlo

Feci entrare metà della cappella, quando la sentii esplodere in un orgasmo che le fece quasi perdere conoscenza.

Mi fermai.

Lei stava ad occhi chiusi, abbandonata in una posizione lasciva ed eroticamente eccitante.

Ora toccava a me.

Come avrete sicuramente notato, in tutte le altre esperienze sessuali avvenute sino a quel momento tra lei e me ,la sola a godere era stata lei.

Mi sollevai e mi misi a sededre,coricato su un fianco e girato verso di lei all'altezza della sua testa

Con un braccio piegato sotto di me tenevo il busto sollevatro, mentre con l'altra mano incominciai ad accarezzarle il viso e , delicatamente, le feci girare la testa verso di me.

Teneva gli occhi sempre chiusi, ma quando sentì la pelle morbida della cappella sfiorarle le labbra , aprì la bocca per farla entrare .

Al solo sfiorarmi della sua lingua sentii che stavo per godere.

Mi balenò davanti agli occhi l'immagine di lei che succhiava il cazzo al suo ex fidanzato

Uscii precipitosamente dalla sua bocca e le sborrai sulle tette.

Mi spaventai, ma in quel momento ebbi tre certezze.

La prima, che lei non era certamente la ragazza pura ed inesperta che credevo

La seconda, che, in un rapporto con la donna che amavo, il piacere più grande lo provavo nel guardarla nuda, nel vederla masturbarsi , nel vederla godere

La terza, che avevo un grosso problema di eiaculazione precoce e che non sarei mai stato in grado di soddisfare una donna, tantomeno mia moglie.

Incominciò il mio peregrinare da specialisti, maghi e guaritori, ma con nessun risultato

Sembrava trattari si un problema psichico più che fisico, quindi molto più difficile da curare e che avarebbe potuto scomparire all'improvviso così come all'improvviso si era palesato.

Presi il coraggio a due mani e confessai il mio problema a Laura e le dissi che in queste condizioni non potevo sposarla ed obbligarla ad una vita d'astinenza.

Lei non ne volle sentir parlare e mi tranquillizò dicendomi che,sino a quando non sarei guarito, ci saremmo arrangiati come avevamo fatto sino ad oggi.

 

 

Capitolo 5 - IL MATRIMONIO by oldconsumer

Capitolo 5 - IL MATRIMONIO

 

Mancava qualche mese alla data fissata per il nostro matrimonio.

Eravamo impegnati a sistemare la villa in cui saremmo andati ad abitare

Come ho già avuto modo di spiegare in un altro racconto, il regalo di nozze della mia famiglia fu una villa che era appartenuta ad un mercante d'arte.

Non stò a descrivervi quanto bella ed importante fosse quella casa.

La sola cosa che è importante che voi sappiate è che, per problemi assicurativi, visti i preziosi che in quelle stanze venivano esposti dal precedente proprietario, l'interno della casa era completamente controllata da un impianto di micro camere, ben nascoste negli stucchi e nei fregi interni , impianto di video sorveglianza che il proprietario aveva deciso di lasciare al suo posto, con il nostro consenso, perchè il rimuoverlo e ripristinare gli stucchi avrebbe avuto un costo ben superiore al valore dell'impianto stesso.

Questo fatto non era noto a Laura, ma mi diede l'idea di mettere un'altra microcamera in camera da letto, nascosta, ma non troppo, informando Laura della sua esistenza e giustificandola con il fatto che volevo vederla e starle vicino anche quando , per ragioni di lavoro, non avrei passato la notte con lei e perchè mi avrebbe permesso di manenere la mia promessa di farla godere ogni notte, presente o meno che fossi.

In attesa di diventare marito e moglie i nostri incontri prevedevano, quasi sempre, che entrambi raggiungessimo un orgasmo a modo nostro, il più delle volte, oralmente se eravamo in macchina o in un boschetto che ravamo soliti frequentare, o manualmente se eravamo al buio di un cinema.

In entrambe queste due situazioni ci capitò degli “ incidenti “ non previsti o voluti, ma che mi fecero riflettere e , non sono estranei a quanto avviene oggi nella nostra vita sessuale.

Un sera, all'imbrunire, prima di riaccompagnarla a casa, ci fermammo in una radura boscosa frequentata da coppiette che, in macchna, o in qualche radura nascosta dalla vegetazione, davano sfogo alla loro passione.

Era quasi buio.

Eravamo sdraiati sul prato di una piccola piazzola, tra alberi ed arbusti, entrambi nudi nella parte inferiore.

Dopo quelche carezza incominciai a leccarle la figa .

Lei era coricata su un fianco perchè potessi accarezzarle il culetto mentre, con la testa tra le gambe la leccavo.

Ad un certo punto lei abbassò la gamba piegata che teneva sollevata e mi fece un cenno indicando dietro di me.

Mi girai a guardare, ed ad una decina di metri da noi, tra gli alberi, c'erano due uomini che ci stavano guardando

Uno era un uomo maturo di circa 50 anni ed uno era un ragazzo.

Il ragazzo si stava segando.

Laura era spaventata, mentre io non mi preoccupai più di tanto,sapendo che in quel posto giravano dei guardoni.

Non lo so cosa mi prese, ma mi venne istinivo il desiderio di assecondare quei due e mi spostai dietro di lei , le feci risollevare la bamba, dando in pasto agl'occhi di quei due la splendida figa della mia donna.

Poi posai su quella figa la mia mano ed incomincia ad accarezzarla lentamente a beneficio dei due.

Vidi il giovane sborrare subito.

Il vecchio gli mise una mano sulle spalle e avvanzarono di alcuni metri .

Lo vidi stringere impercettibilmente la spalla del ragazzo che si girò verso di lui e gli fece scendere i calzoni della tuta sportiva che l'uomo indossava .

Aveva un cazzo notevole che il ragazzo prese subito in mano ed incominciò a segare.

A quel punto tolsi la mano dalla figa di Laura ed incominciai a segarmi e, con mia sorpresa,vidi che anche lei si stava masturbando, raggiungendo per prima l'orgasmo

Allora il vecchio fece inginocchiare il ragazzo, gli mise il cazzo in bocca e tenendogli una mano dietro la nuca incominciò a scoparlo .

Quando il vecchio fu prossimo all'orgasmo, tolse il cazzo dalla bocca del compagno per far vedere gli abbondanti spruzzi della sua sborrata.

Poi, com'erano venuti così se ne andarono.

Chiesi a Laura se la cosa l'avesse eccitata e mi dise di sì, anzi, aggiunse moltissimo.

Incontri con i guardoni ne abbiamo avuti altri, il che mi convinse che lei provava una paricolare eccitazione nel trovarsi in situazioni sessualmente esplicite alla presenza di altre persone, come avvenne la volta che , chiusi in macchina mezzi nudi,nello stesso posto, accesi la luce interna quando mi accorsi che eravamo osservati da quattro uomini ormai a contatto della macchina.

.Si stavano masturbando al di là dei vetri chiusi dei finestrini , ma a pochi centimetri dal suo viso con i cazzi appoggiati ai vetri.

Dai suoi umori capivo quanto la cosa la eccittasse ed ogni volta che uno sborrava contro il vetro lei lo accompagnava con un orgasmo.

 

Al cinema, invece, eravamo andati a vedere un film qualunque, tanto a noi il film non interessava

Era l'ultima rappresentazione, quindi poca gente nella sala .

Noi ,come al solito, prendevamo posto in fondo alla sala dopo l'ultimo spettatore.

Dopo pochi minuti incominciai a baciarla e toccarla e, quando era sufficientemente eccitata, il che avveniva quasi subito, le tolsi le mutandine e mi impadronii del suo corpo, tette, culetto,figa.

Nella foga dei nostri maneggi, non ci siamo, eidentemente, accorti che qualcuno era entrato dall'altra parte da dove eravamo seduti noi e si era piazzato dietro di noi.

Ad un certo punto la coppia, sui 35 anni, entrò nella nostra fila e lei venne a sedersi vicino a Laura.

Evidentemente, stando dietro a noi, si erano accorti dai nostri movimenti di cosa stessimo facendo.

Noi cercammo di ricomporci alla bene meglio

Dopo un po' che erano seduti, con la coda dell'occhio vidi l'uomo armeggiare sulla potta dei valzoni sino a estrarre un gran bel cazzo ed incominciare un lento movimento con la mano.

Indubbiamente anche Laura, che gli era ancora più vicina, aveva assistito alla stessa scena.

Mentre si stava lentamente segando, l'uomo allungò l'altra mano tra le cosce della sua compagna ed incominciò ad accarezzarla.

La cosa mi stava eccitando e sicuramente eccitava anche Laura .

La donna dell'altro era come in estasi e, mentre reclinava la testa all'inietro, incominciando ad ansimare, appoggiò le mani per sostenersi mentre alzava il bacino contro la mano dell'uomo.

Vidi che aveva appoggiato una mano sulla poltrona e l'altra sulla coscia di Laura.

Quando si rimise a sedere, l'uomo tolse la sua mano e la donna la sostituì con la propria ed incomionciò a masturbarsi, mentre la mano che era rimasta sulla coscia di Laura si sposto sulla figa ed incominciò ad accarezzarla..

Vidi Laura chiudere gli occhi , socchiudere le labbra ed respirare affannosamente..

Ormai guardavo le due donne senza nasconderlo e vidi l'uomo sorridermi e farmi un segno d'intersa con il pollice alzato.

Ad un certo punto la donna si girò verso Laura, spostò il braccio della mano sinistra che la stava masturbando dietro le sue spalle, continuando a masturbala con la mano destra ed incominciò a baciarla, prima sulle guance, poi sulle labbra .

Non contavo più gli ogasmi di Laura che era come in trance.

La donna prese la mano di Laura e se la portò sulla figa .

L'uomo mi fece cenno di allungare la mano verso di lui e, quando lo feci, la prese e la portò sulla figa della sua donna, mentre lui introdussse la mano tra le cosce di Laura.

Era la prima volta che altre persone entravano nei nostri giochi sessuali e la cosa sembrava piacere ad entrambi, ma era ancora presto per capire se la cosa avrebbe avuto un seguito nella nostra vita di coppia

Le chiesi comunque se quell'incontro le fosse piaciuto e mi disse di si,

Le chiersi se l'avesse eccitata il fatto che l'uomo l'avesse accarezzata e mi disse che non se n'era accorta, perchè era convinta che quella mano fosse la mia.

 

Il tempo passò velocemente e non ci furono cose di particolare interesse ,se si esclude che un giorno, un mese circa prima di sposarci , andai a casa sua a prenderla ed ebbi modo di conoscere una persona molto anziana, sui 70 anni, che sua madre mi presentò come lo zio Antonio, una persona gentile e complimentosa.

Due settimane dopo ebbi modo di rivedere Laura con la stessa persona , mentre veniva accompagnata a casa in macchina.

 

Giunse finalmente il giorno del matrimonio

 

 

End Notes:

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lui     oldcuc@hotmail.it

 

Lei    vallenera@hotmail.it

Capitolo 6 by oldconsumer

Prologo al capitolo 6

 

La prima notte di matrimonio,per inesperienza di entrambi, abbiamo avuto l’unico rapporto, dolorosissimo per entrambi, in cui sono riuscito ad entrare in lei, sborrando prima di arrivare in fondo e, quindi, sverginandola, perchè era veramente ancora vergine.

In quella notte abbiamo dato la colpa allo stress,all’emozione ma ,invece, è stata la mia miglior prestazione in 18 anni di matrimonio.
Fatta di necessità virtù,la nostra vita sessuale si ridusse,sin dall’inizio,ai soli preliminari riservati, logicamente, unicamente a lei.

Come compagni di letto avevamo tutta una serie di vibratori, dildo ed oggetti vari e cosi ,con giochi che duravano ore e con serie infinite di orgasmi di mia moglie ed uno solo mio, sono passati i primi giorni della nostra vita matrimoniale

In tutto questo tempo lei non si è mai lamentata, mi assicurava di essere felice così, e di non volere niente di più

 

Ma torniamo al racconto

 

Capitolo 6 - LA TRASGRESSIONE

 

Quella prima notte, quasi per chiederle scusa, le promisi che ,da quel giorno io l'avrei fatta godere ogni giorno della nostra vita

Quella stessa notte, inoltre,visto l'esito disastroso di quella scopata, ebbi la conferma che il maggior piacere che provavo ,ed avrei provato anche in seguito, nei rapporti sessuali che avevo con lei, non lo provavo in quel momento breve , anche se intenso, in cui avevo l'orgasmo, ma nel vederla per ore compiere atti sessuali, nel vederla smaniare sotto le mie mani, nel vederla godere a ripetizione, nel vederla abbediente e sottomessa subire tutto quello che voleva il suo amante.

Quella notte , perla prima volta, mi chiesi se avessi potuto accettare di vederla scopata da un altro uomo e se lei avrebbe mai accettato di farlo e mi balzò in testa la parola cuckold e quella parola si insinuò in me come un tarlo

Era ormai chiaro, anche se in quel momento non ce ne rendevamo conto, che, sesso , trasgressione e complicità , sarebbero stati i legami più solidi che, se realizzati, ci avrebbero mantenuti uniti.

Si trattava di scoprire come arrivarci senza correre il rischio di prevaricare uno sull'altro.

Furono alcuni episodi a facilitarci la strada ,episodi che rivelarono ad entrambi quanto lei fosse attratta dal sesso e quanto fosse capace di godere.

Appena sposati, io già sentivo il bisogno di rendere più eccitanti i nostri rapporti sessuali, ma non sapevo neanch'io cosa volessi precisamente e non riuscivo ad immaginare sino a che punto lei sarebbe stata disposta ad assecondarmi.

 

Sapevo che lei si eccitava facilmente , che era pluriorgasmica, che la eccitava vedere il desiderio negli occhi degli uomini che la stavano guardando e che , per quanto mi riguardava , mi eccitava tutto di lei, dal suo corpo, alla sua sottomissione, ma anche il vederla desiderata dagli uomini.

End Notes:

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vallenera@hotmail.it

Capitolo 7 by oldconsumer

CAPITOLO 7 - LA PERVERSIONE.

 

 

 

La risposta ai miei interrogativi l'avrei avuta il giorno dopo il nostro rientro dal viaggio di nozze

A causa di imprevisti impegni di lavoro, limitammo il viaggio di nozze a solo pochi giorni, poi ripresi a lavorare.

Come avevo promesso, dal giorno del nostro matrimonio, avvenuto appena 15 giorni prima, l'avevo fatta godere ogni giorno

Quando rimanevo a dormire fuori casa le telefonavo ogni sera e lei, accorgendosi della lucina , quasi invisibile, che si accendeva sulla telecamerina ,sapeva che la stavo guardando e, seguendo i miei ordini, si faceva portare all'orgasmo con l'uso di vibratori e falli di gomma.

Per seguirla durante le mie assenze utilizzavo anche il sistema di sorveglianza del precedente proprietario, che controllava il telefono e tutti gli altri dispositivi di sicurezza, campanello del portone compreso, che facevano capo al mio cellullare e di cui Laura era all'oscuro della loro esistenza

Così ero in grado di ascoltare le sue telefonate e sapere quando quelcuno entrava in casa.

Un giorno, due settimane dopo il matrtimonio, verso le due del pomeriggio del primo giorno di quel mese , mentre mi stavo trasferendo da Milano a Torino, sentìì squillare il telefono di casa.

Siccome stavo trasferendomi, quindi non avevo appuntamenti da rispettare, rimasi in ascolto. Era mia suocera che chiamava la figlia.

Sentii la mamma dirle che tra poco sarebbe venuto a farle visita lo “ zio Antonio”

Laura si lamentò con la madre, chiedendole se anche quel mese sarebbe proseguita la stessa storia.

Non avevo la minima idea di che cosa stessero parlando.

 

La madre le rispose che, purtroppo, era così, perchè il momento non era dei più facili per suo padre e che loro due avevano il dovere, potendolo fare, di aiutarlo.

Grosso modo il colloquio finì lì.

Ero curioso di capire cosa volesse dire tutto quello che avevo sentito.

Mi fermai in una piazzola di sosta .

Accesi il computer , utilizzando uno di quei strumenti che creano campo, e mi collegai con il sistema di controllo che sorvegliava tutti i locali della casa.

Vidi mia moglie entrare velocemente in bagno, farsi una doccia , profumarsi, sistemarsi le trecce, uscire nuda, recarsi in camera nostra e prendere una delle mie camicie pulita ed indossarla abbotonandola con il solo bottone dell'ombellico.

Passarono solo pochi minuti che suonarono il campanello di casa.

Lei aprì e fece entrare quella persona anziana che mi era stata presentata come lo zio e che avevo già visto altre volte con lei.

Lui, tutto cerimonioso la saluto chiamandola “la mia bambina” e con mio stupore la vidi avvicinarsi a lui ed appggiare le sue labbra su quelle dell'uomo per un bacio di benvenuto.

Al momento pensai che fosse un suo zio, ma non mi spiegavo l'abbigliamento di lei e quel bacio sulle labbra

Si accomodarono in salotto ,lui seduto sul divano e lei su una poltrona, con le gambte incrociate sotto di lei, alla turca.

Lui si scusò se non si era fatto vivo il mese precendente ,ma disse che la colpa non era sua ,ma del padre di Laura

Le disse che avrebbero rimediato questo mese, perchè sarebbe ritornato ogni settimana.

Le chiese se avesse sentito la sua mancanza e lei rispose di si e se fosse contenta di vederlo e lei rispose ancora di sì.

Le chiese se fosse felice di essersi ,finalmente , sposata e, quindi, di non avere più limiti e lei rispose ancora di sì, ma che aveva paura

Alloralui le disse “ Vieni dallo zio”

Lei si alzò obbediente,e si sedette a cavalcioni sulle gambe dell'uomo, guardandolo in faccia, ed appoggiando le ginocchia sul divano dove lui si era seduto,una a destra ed una a sinistra dei fianchi dell'uomo.

Le lunghe trecce le scendevano sulla schiena sino a toccare il culetto.

In quella posizione lei offriva tutto il suo corpo all'uomo che ,subito, le mise una mano sulla figa che lei gli offriva spalancata all'altezza del suo basso ventre

Con l'altra mano sbottonò la camicia e scoprì il seno, succhiandole subito un capezzolo che svettava lungo e rigido per l'eccitazione.

Era incredibile vedere quanto fosse eccitata da quell'uomo vecchio e cadente

Lui le chiese se avesse voglia di stare con lui e lei rispose di sì.

Lui le chiese quanta e lei rispose tanta

Lui disse “ solamente”? e lei si corresse dicendo “tantissima”

Lui le chiese di fargli vedere quanta.

Allora lei spostò un po' indietro il culetto e, con le due mani, fece scorrere la zip dei calzoni dell'uomo che sotto non indossava altro.

Lei introdusse la mano ed estrasse un cazzo floscio, ma dalle notrevoli dimensioni.

Lei incominciò a masturbarlo, respirando affannosamente per il piacere che le procuraval la mano dell'uomo che, con le dita, la stava penetrando.

Lei, all'improvviso, ebbe uno scatto indietro ed emise un gridolino di dolore.

Lui le disse che non era così che le aveva insegnato .

Lei si scusò e subito introdusse l'altra mano nei calzoni e la ritirò fuori strimgendo nel palmo la grossa sacca dei coglioni che continuò ad accarezzare mentre lo stava masturbando.

Lui le disse di baciarlo e lei obbediente gli si avvicinò e gli mise la lingua in bocca.

Che fossi sorpreso per quello che stavo vedendo è normale.

Forse lo è un po' meno il fatto che fossi eccitato come non lo sono mai stato in vita mia.

Lui le tolse la camicetta lasciandola completamente nuda, poi si mise una mano nella tasca interna della giacca ed estrasse un astuccio e lo diede a lei

Laura aprì l'astuccio, dimostrando che sapeva benissimo quello che conteneva e cosa avrebbe dovuto fare e prese in mano la siringa che vi era contenuta

Con l'altra mano prese con due dita la cappella dell'uomo , distese il cazzo e gli iniettò il liquido contenuto nella siringa a metà del cazzo.

Poi gettò dietro di sé siriga ed astuccio e riavicinò il busto al corpo dell'uomo,

 

Con la mano teneva il lungo cazzo contro la sua figa spalancata e lo baciò ancora sulla bocca.

Piano piano lei incomimciò a spogliarlo, finchè rimase con solo i calzoni addosso.

Nonostante l'età aveva il corpo ancora sufficientemente tonico, anche se aveva una pancia abbastanza prominente.

Dopo circa mezz'ora, trascorsa a toccarsi, vidi il cazzo dell'uomo prendere consistenza e reagire alle carezze di mia moglie, tanto che dopo alcuni minuti aveva raggiunto la massiama consistenza .

Era veramente un gran bel cazzo lungo, grosso e duro

Io conoscevo la sostanza che gli era stata iniettata e che era in voga prima dell'avvento sul mercato del Viagra , e che ,rispetto al Viagra, aveva il vantaggio di garantire un' erezione a prescindere da qualsiaisi manipolazione e consentiva al cazzo di rimane rigido un certo tempo, anche se sopraggiungeva un'eiaculazione.

Lei gli tolse i calzoni .

Lui, seduto sul bordo del divano, stava a gambe divaricate con la testa appoggiata allo schienale ed ad occhi chiusi, con il cazzo lungo e grosso che svettava davanti a lui

Lei, inginocchiata in mezzo alle gambe glielo prese in bocca ed incominciò a succhiarlo

Ad un certo punto lui le prese la testa tra le mani e l'attirò verso di se facendole ingoiare il cazzo fino in gola.

Era di un erotismo indescrivibile vedere questo vecchio allargare ancor più le gambe e premere la testa di quella che sembrava una ragazzina contro la radice del suo cazzo

Lui le ordinò di masturbarsi mentre glielo succhiava e lei obbediente incominciò a toccarsi dando inizio ad una lunga serie di orgasmi.

Poi la prese per i cappelli e la staccò da se e la girò su se stessa mettendola a quatro gambe e da dietro le puntò il membro contro la figa ed iniziò una violenta penetrazione.

Era appena la seconda volta nella sua vita che veniva chiavata, per cui era normale che provasse dolore , al punto che ,per sfugire alla penetrazione ,finì sdraiata a pancia a terra con il vecchio ben profondo dentro di lei.

Lui la scopò per circa un'ora facendole, alla fine, raggiungere numerosi orgasmi.

Ad un certo punto, mentre lei gli era sopra e lo succhiava e lui era sotto e la leccava, lui le divaricò i gluteì e notò la rosellina tutta ringrinzita e, meravigliatosi, le chiese se era mai stata inculata.

Lei gli rispose di no.

Allora lui disse che non doveva permettere a nessuno , neanche a me , di incularla prima che si rincontrassero la prossima settimana, perchè voleva essere lui ad introdurla al piacere supremo del rapporto anale.

Lei gli disse che non voleva, perchè aveva provato una volta con me e aveva provato un gran dolore solo perche, prima di godere, avevo introdotto un minimo pezzettino della cappella.

Lui disse” vedremo”

Dopo due ore di sesso lui se ne andò e le disse che la mamma l'avrebbe avvisata quando sarebbe ritornato

Chiusi il computer .

Dissi a me stesso che dovevo sapere.

 

 

End Notes:

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Capitolo 8 by oldconsumer

Erano le quattro del pomeriggio.

Girai la macchina e mi diressi verso la casa di mia suocera.

Arrivai verso le 20. Lei era sola in casa .

Mio suocero, come al solito , sarebbe rientrato dopo le 23, avendo l'abitudine di tenere le riunioni di lavoro a cena con i suoi collaboratori.

Affrontai a brutto muso mia suocera e le raccontai cosa era accaduto solo poche ore prima. Le dissi che se non mi avesse raccontato tutta la verità, e,se avesse raccontato a qualcuno del nostro incontro, le avrei rispedito a casa la figlia chiedendo la separazione per colpa sua

Mentre mi rivolgevo a lei con inusitata violenza, e mi eccitavo nel rivivere le scene a cui avevo assistito solo poco prima, non potei non notare che era ancora una bellissima donna ,elegante, curata sensuale.

Mi racconto che l'uomo che avevo conosciuto a casa sua era un ricco possidente del loro paese d'origine,che tutti chiamavano “ zio Antonio” Mai sposato e senza figli.

Era conosciuto da tutti in paese per la sua passione per le donne e per il fatto che , gran parte delle sue fortune, erano dovute all'attività di prestare soldi, con interessi che non raggiungevano il limite dell'usura ma che erano , comunque, molto alti.    Mi confessò che, all'inizio di quest'anno, suo marito, mio suocero, s'era trovato in grosse difficoltà finanziarie a causa della crisi ed all' impossibilità di ricorrere ad un prestito bancario.

Qualcuno, conpresa lei che non intendeva rinunciare in alcun modo al dispendioso livello di vita cui era abituata, lo consigliò di rivolgersi a “ Zio Antonio” , per far fronte ai suoi impegni, in attesa che il difficile momento passasse.

Lui non era molto convinto di farlo, ma , raggiunto il punto di non ritorno, decise di tentare.

Contrattò con lo zio un prestito che ,con gli ineterssi, raggiungeva la cifra di 500.000 euro, che lui si impegnava di restituire in cique anni, con rate, quindi, di poco inferiori ai 10.000 euro al mese . A garanzia del prestito rilasciava una scrittura privata che ipotecava la casa e con la clausola che, dopo tre rate scadute, Lo zio Antonio avrebbe potuto far valere i suoi diritti.

Mio suocero, nell'entusiasmo di aver risolto una situazione che sembrava ormai insanabile, disse allo zio che gli sarebbe stato sempre riconoscente e che lo sarebbe stata anche sua moglie, lasciando in qualche modo intendere che lui non si sarebbe intromesso, se la moglie fosse stata gentile con lui.Allora lo zio gli rispose che, con la “riconoscenza” della moglie ci sarebbe voluta una vita per ripagare il debito, mentre lui aveva in casa merce di altro valore, che lui sarebbe stato ben disposto a valutare 1.000 euro per ogni gesto di “riconoscenza”.

Uscendo dalla casa disse apertamente all'uomo che non si facesse scrupoli ,che se qualche mese non fosse stato in grado di rimborsare anche parzialmente il suo debito, lui avrebbe accettato un pagamento in natura per 1000 euro ad incontro con chi sapeva lui.

L'accordo era stato raggiunto tre mesi prima

Il primo mese il debito era stato pagato interamente Il secondo mese mancavano 2.000 euro

Fù la mamma a far visita alla figlia per spiegarle come stavano le cose. Laura cercò di opporsi, ma lei minacciò di lasciare suo padre nel caso fosse fallito. Le disse di pensarci bene e che in fin dei conti le si chiedeva solo di essere un po' gentile e disponibile con il vecchio, cosa che avrebbe potuto essere anche piacevole. Laura le rispose che l'avrebbe fatto solo questa volta .

La prima volta che si incontrò con lo “ zio Antonio “ lui, mellifluo e rispettoso, si assicurò che lei avesse veramente accettato di incontrarlo ed, avutane conferma, si limitò a dirle come doveva farsi trovare quando lui sarebbe venuto per fermarsi un paio d'ore.

L'indomani Laura ebbe il suo secondo incontro del mese ed il primo rapporto sessuale con il vecchio a pagamento della cifra mancate del mese precedente. Rapporto sessuale che non comprese la penetrazione

Il terzo mese, per improvvise necessità, non erano riusciti a pagare neanche un euro , per questo, all'inizio del quarto mese “Zio Antonio” si era presentato per incominciare a risquotere l'intero ammontare del suo credito mensile ed io oggi avevo assistito alla riscossione dei primi 1.000 euro .

Non ci vuole molto a fare due conti , ma se oggi erano trascorse appena due settimane dal giorno del matrimonio, vuol dire che il rappporto era iniziato un mesee mezzo prima di sposarci Mi sembrava una cosa incredibile.

Mia suocera concluse il suo racconto sentenziando che non sarebbe stato un delitto se la figlia si fosse impegnata per aiutare il padre, quando questo si fosse reso necessario. Mi alzai per andarmene , le ripetei che se avesse detto a qualcuno del nostro incontro, il giorno dopo si sarebbe ritrovata in casa la figlia.

Mi accompagnò alla porta dicendomi che se l'avessi fatto avrei rovinato Laura, suo padre ed anche lei Mi girai per risponderle a tono. Le nostre due facce erano a vicinissime. Non so cosa mi prese in quel momento.

Dimenticai che io avevo 22 anni e lei 45 e messale una mano sul culo, l'attirai a me e la baciai sulla bocca. Lai premeva il bacino contro il mio cazzo duro. Mi staccai e uscendo le dissi che prima o dopo l'avrei scopata.

Lei mi rispose “quando vuoi ragazzino”

 

 

End Notes:

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Lei: vallenera@hotmail.it

Capitolo 9- Il piacere estremo by oldconsumer

IL PIACERE ESTREMO

 

Trascorsi 5 giorni a casa, aspettando con ansia di poter giustificare, senza destar sospetto, il fatto che avrei dormito di nuovo fuori. Così, martedì, dissi a mia moglie che il giorno successivo non sarei rientrato.

Ero in ufficio quando sentìì squillare il telefono di casa.. Mi misi in ascolto e sentii mia suocera salutare la figlia, senza far cenno al nostro incontro. Nelle varie cose che si dissero, Laura la informò che l'indomani sarebbe stata sola in casa.

Mezz'ora dopo mia suocera richiamò la figlia per cominicarle che zio Antonio sarebbe venuto da lei l'indomani sera. Lei cercò di sottrarsi a quell'ordine, raccontando alla madre che l'uomo avrebbe , sicuramente , cercato di sodomizzarla e che lei non intendeva assolutamente lasciarlo fare

Allora la madre, inviperita, le disse di non fare la stupida, che pensasse al padre , che se lei avesse fatto la preziosa, zio Antonio si sarebbe offeso e stancato ed avrebbe preteso dal padre i soldi che in questo momento non era in grado di dargli.

Avrebbe rovinato la famiglia e si sarebbe rovinata anche lei, perchè rischiava che, nel dramma che ne sarebbe seguito, avrei potuto venire a conoscenza anch'io di qualcosa e separarmi da lei. Le disse apertamente che prenderlo dietro non era doloroso come lei pensava e che molte lo preferivano al rapporto vaginale. All'insistere di mia moglie che le avrebbe fatto male, lei replicò dicendo che per il padre avrebbe potuto anche fare un sacrificio.

Quando mia moglie rimase in silenzio, le spiegò come prepararsi, come pulirsi per bene perchè, quasi sempre gli uomini, dopo un rapporto anale, te lo,mettono in bocca.

Laura, mostrandosi rassegnata , disse che andava bene.

L'indomani ,chiuso nella mia camera d'albergo , vidi Laura prepararsi e fare tutto quello che la madre le aveva consigliato di fare, segno che aveva accettato l'idea di obbedire a quell'uomo a dimostrazione della soggezzione che provava nei suoi confronti.

Mi resi conto che stavo per assistere a quello che avrei tanto voluto poter fare io. Mi chiesi perchè non avevo mai tentato di farlo e mi risposi che non avevo voluto rischiare di rovinare il rapporto con Laura, imponendole di accettare il dolore solo per il mio piacere. Lo facesse pure un'altro, poi io ne avrei goduto i frutti

Vero le 20 arrrivò Zio Antonio. Laura aveva la stessa camicia della volta prima ed anche Antonio sembrava essere lo stesso “zio Antonio” affettuoso e cerimonioso della volta precedente. La scena si ripetè uguale come la volta prima, fino al momento dell'iniezione.

Questa volta , in attesa che il farmaco facesse il suo effetto, l'uomo chiese a Laura se avesse qualche cosa da mettere sotto i denti. Lei disse di sì ed,entrambi, completamente nudi, si diressero verso la cucina.

Mi eccitò enormemente vedere i due camminare mano nella mano: lei sembrava una bambina nonostante i suoi 19 anni, con un corpo giovane, tonico e formoso, mentre lui le stava accanto con la sua pancia prominente ,con il cazzo ed i grossi coglioni che oscillavano flosci tra le sue gambe ed il corpo che mostrava i danni provocati dal tempo.

Mangiarono qualcosa e, quando ritornarono in salotto, vidi che lui era pronto,con il lungo e grosso cazzo che aveva ormai raggiunto la completa erezione Aveva veramente un gran bel cazzo

Lui si mise al centro del divano, in una posizione semi sdraiata, mentre lei gli si mise subito a cavalcioni come l'altra volta. Le disse di baciarlo e ,come lei si inclinò appoggiando le tette sul suo petto, lui si prese il cazzo in mano e glielo puntò sulla figa e inizio a penetrarla .

Dopo i primi affondo lui rimase fermo, lasciando a lei il compito di scoparsi da sola.

Dopo che lei ebbe avuto un paio di orgasmi ed era in quello stato d'estasi che la rendeva succube del piacere, lui prese un tubetto di crema che incominciò a spalmare, abbondantemente, sia dentro che attorno al buchino Uscì dalla sua figa, se lo prese in mano e lo punto sul culo. Le disse di rilassarsi, di non stringere lo sfintere, anzi, di spingere verso l'esterno per aprirlo ed incominciò a spingere lentamente

Vidi la punta scivolare all'interno . Lei si lamentava , lo implorava di fermarsi perche le stava facendo male, ma lui non le dava retta Quando la cappella stava quasi per entrare, lei si ribellò, si sottrasse al suo abbraccio e si rotolò sul divano piangendo , dicendo che le faceva troppo male.

Con mia sorpresa vidi l'uomo trasformarsi e diventare una bestia.

Con uno spintone la buttò giù dal divano gridandole di mettersi in ginocchio Lei obbedì sorpresa e spaventata, pensando che lui, come aveva fatto altre volte, volesse scoparla in bocca, ma quando vide che lui si stava inginocchiando dietro di lei ,capì che il suo tormento non era ancora terminato e piangendo lo implorò di non farlo Lei era carponi Lui le mise una mano dietro il collo e la spinse in avati fino a quando non toccò il tappeto con la fronte.

Lui prese il tubetto della crenma in mano , le infilò l'apertura nel culetto e peremette, poi lo strizzo in abbondanza all'esterno , per concudere , infine, con un'abbondante dose spremuta dulla sua cappella. Si prese il cazzo in mano, lo punto sul buchino e, sempre tenendolo in mano, lo spisnse violentemente in avanti

Vidi la cappella scivolare dentro il culo come se fosse stata inghiottita, e lo sfintere richiudersi immediatamente attorno al cazzo. Lei lanciò un urlo di dolore. Lui le mise le due mani sulle spalle e l'attirò verso di se nel momento stesso in cui inarcava il bacino per farle entrare, in un sol colpo, 25 cm di cazzo nell'intestino. Lui si fermò, mentre lei strillava.

Poi, quasi a volerle far capire chi era il padrone, ritrasse il bacino fino a far uscite il cazzo a metà, per poi tirarla nuovamente contro di se mentre dava un colpo di reni violentissimo contro il suo culo, tenendola poi bloccata contro il suo pube con l'intero cazzo dentro di lei.

Rimase fermo quasi un minuto, poi incominciò ad incularla lentamente. Lei continuava a lamentarsi, ma non piangeva più Dopo un po' lui fece uscire il cazzo dal culetto Vidi un buco enorme che cercava di rinchiudersi.

Lui glielo rimise dentro. Questa volta lei emise solo un “ ahì”

Continuò ad incularla, per uscire completamente ogni tanto e rientrare poco dopo. Lei non si lamentava più.

Allora lui, con la bonomia che gli riconoscevo, le chiese se le facesse ancora male e lei rispose di sì La seconda volta, alla,stessa domanda, rispose, “un po' “ Alla terza ,finalmente, rispose di no.

Lui uscì da lei , la fece sedere sul divano , le allargò le gambe ed, inginocchiato davanti a lei incominciò a leccarle la figa. Quando capì che era prossima all'orgasmo, lui avvicinò il cazzo al buco del culo e glielo rimise dentro Lei non disse nullla, ma teneva gli occhi chiusi e la bocca aperta , come se stesse continuando a sentire il piacere della leccata. Lui si fermo di nuovo , la riportò al limite dell'orgasmo con la bocca , per poi rimetterglielo nel culo.

Questa volta, come entrò, lei, sempre ad occhi chiusi disse un lungo “ sìììììììì”.

Allora lui la rimise carponi , le fece rimettere la fronte sul tappeto , glielo rimise nel culo e piegandosi sulla sua schiena sino ad arrivare con la bocca sul suo collo , incominciò ad incularla con forza e violenza e, dopo poco, lei ebbe il suo primo orgasmo anale . Non potevo credere ai miei occhi!

Scoparono ancora un po', poi lui le venne nel culetto . Lui le chiese se fosse arrabiata con lui perchè le aveva usato violenza, e si giustificò dicendo che non c'era altro modo per sverginarle il culo Le disse che aveva sentito le contrazioni dello sfintere durare molto a lungo, segno che aveva avuto un lungo orgasmo

Lei gli rispose che non era arrabiata e gli confermò che aveva goduto molto. Lui si fermò da lei sino alle tre del mattino. S'era fatto fare un'altra iniezione e l'aveva inculata altre due volte. Alle tre di notte se ne andò ,dicendole che sarebbe ritornato la setimana dopo e che si preparasse il culetto come aveva fatto questa volta.

Ritornai a casa il giorno dopo e, per la prima volta da quando ci conosciamo, si scusò se non facevamo all'amore perchè non si sentiva bene. Certamente non voleva correre il rischio che mi accorgessi che il suo culetto non era ancora perfettamente chiuso

 

 

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Capitolo 10 by oldconsumer

Feci in modo di assentarmi anche la settimana successiva per dar modo a zio Antonio di far visita alla sua “ bambina”

L'incontro ricalcò quello delle sere precedenti.

Mi eccitava in modo incredibile assistere al loro rapporto :

lei , con il suo corpo splendido, tonico, sensuale, lui vecchio ,con una pancia prominente che non gli permettateva di vedersi il cazzo che penzolava moscio tra le sue gambe.

Lei obbediente, lui falsamente gentile, pronto a farle male ogni volta che lei ometteva qualche cosa che lui le aveva “chiesto” di fare.

Lei che godeva per il piacere che quel grosso cazzo le procurava, ma, sicuramente, anche per la dudditanza che l'uomo le imponeva

Lui per la sottomissione di quel giovane e delicato fiore, che lui intendeva portare alla depravazione più completa.

Questa volta mi privò di un altro piacere che non avevo preteso da mia moglie per rispetto.

Una volta inginocchiata con la fronte sul tappeto, lei si apprestava a riceverlo nel culo, quando gli chiese, preoccupata, perchè questa volta non le spalmasse la crema.

Lui rispose che non sempre chi la stava per inculare avrebbe avuto la crema in tasca, quindi, doveva abituarsi a riceverlo in culo anche senza lubrificante.

Le puntò la cappella sul buco del culetto ed incominciò a spingere.

Si vedeva che il cazzo non riusciva ad entrare e tutta la pelle tendersi verso il buco.

Lui si stacco , si mise due dita il bocca e gliele infilò nel culetto, poi ripuntò il cazzo che, piano piano, incominciò a scivolare dentro, anche se con qualche difficoltà

Lei urlò che le faceva male.

Lui si ritrasse, poi lo ripuntò e questa volta spinse con decisione e la cappella entrò con facilità

Uscì subito e ripetè la penetrazione un paio di volte finche il cazzo non incominciò a scorrere senza problemi

Incominciò ad incularla lentamente e solo quando la sentì gemere di piacere accelerò i colpi .

Ad un certo punto le ordinò di sdraiarsi sulla pancia.

Così facendo il buchino si restrise, ma lui continuò a farlo entrare ed uscire, pur sapendo che nella nuova posizione questa operazione era per lei più dolorosa.

Lui le chiese se così le facesse male e quando lei rispose di sì, lui le rispose che era quello che voleva, perchè lo eccitava sapere che lei provasse dolore e, così dicendo, prese tra le dita i due capezzoli ed incomincio a strizarli sino a farla urlare.

Le disse che un giorno le avrebbe fatto provare il piacere della frusta .

Uscì da lei , la fece sedere accanto a lui e, mentre la masturbava, le sussurava all'orecchio quanto fosse eccitante e piacevole giocare con la frusta.

Le chiese se le piaceva obbedire ai suoi ordini e lei gli rispose di sì.

La fece alzare e la portò in camera da pranzo.

La fece sedere a terra con la schiena contro una gamba del grande e pesante tavolo da pranzo.

Con un canovaccio le legò le mani dietro la schiena e, quindi, dietro la gamba del tavolo e le blocco la testa annodando le due lunghe trecce dietro al tavolo stesso.

Lei aveva la testa ed il busto immobilizzato, lui , in piedi,si prese il cazzo in mano e glielo mise in bocca e, con il busto piegato sul tavolo , incominciò a scoparla in bocca.

La pancia le sbatteva contro il viso che lei non riusciva a muovere.

Era incredibile, ma ad un certo punto lui spinse con forza e le labbra di lei toccarono il pube dell'uomo,

Lui rimase in quella posizione una ventina di secondi, sfregando quelle labbra contro i suoi peli.

Lui, per la prima volta, le sborrò copiosamente in bocca e, quando ebbe terminato, prima di estrarre il cazzo, le disse di ingoiare tutto e che , se solo una goccia fosse uscita dalle sue labbra, l'avrebbe frustata con la cinghia dei pantaloni..

Lei obbedì e fece come lui le aveva ordinato di fare.

Lui riprese il suo tono mellifluo e le chiese di nuovo scusa per averle usato violenza, ma che era il solo modo per farle capire che ingoiare la sua sborra sarebbe stato per lei, d'ora in avanti, un vero piacere, più che un dovere.

Ora che anche l'ultimo tabù era stato superato, pensai che avevo sposato una vera puttana.

Lui ritornò altre sei volte.

 

L'ultimo giorno del mese si presento, per l'ennesima volta in quel mese,ma, con grande sorpresa sia di mia moglie che mia, non si presentò da solo.

Le disse che lui dovev incasare ancora 2.000 euro e, quindi, essendo l'ultimo giorno del mese, non poteva far altro per recuperare l'intera somma..

Il suo compare era della sua stessa età ed anche lui dotato discretamente.

Fu lui naturalmenete a dirigere l'incontro, sia quando le ordinava cosa fare al suo amico, sia quando consigliava all'amico cosa fare con lei per farla godere,sia quando, assieme, le fecero provare senzasioni nuove che mai aveva provato.

Quando ebbero finito, lui volle riservarle l'ultima umiliazione e chiese all'amico di dargli quanto avevano pattuito e l'altro gli diede 1000 euro.

Gli chiese se, come gli aveva garantito lui, ne era valsa la pena, e quando l'altro gli rispose di sì, lui disse che , se avesse voluto, lei sarebbe stata ben lieta di riceverli ancora assieme.

 

Decisi che era giunto il momento di porre fine a questa situazione.

End Notes:

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Capitolo 11 by oldconsumer

Chiesi a mia suocera di fissarmi unappuntamento con zio Antonio a casa sua.

Ci incontrammo dopo due gioorni.

Dissi, senza preamboli, che il gioco era finito.

Tirai fuori un assegno di 400.000 euro e lo diedi al vecchio a copertura del suo credito, al netto degli interessi e di quanto aveva già avuto.

Lui li rifiutò.

Io gli dissi che, d'ora in avanti, mio suocero avrebbe pagato regolarmente le sue mensiità, perchè,se non li avesse avuti, i soldi per farlo glieli avrei dati io, quindi, lui non avrebbe più avuto modo di incontrare Laura.

Lo minacciai che, se si fosse presentato ancora sulla porta di casa mia, lo avrei denunciato, immediatamente, per violazione di domicilio.

Il vecchio capì che non scherzavo e mise in tasca l'assegno.

 

Quando rimanemmo soli, mia suocera commentò che dovevo veramente amare sua figlia, se ero stato capace di tirar fuori 400.000 per salvaguardare il suo onore.

Non so cosa mi prese, ma a quelle parole replicai chiedendole quanto valesse il suo onore, se quello di sua figlia valeva 1000 euro

Quando mi rispose che non c'era differenza di prezzo per l'onore di una donna, presi il portafoglio, tirai fuori due banconote da 500 euro e le gettai sul divano accanto e a lei e le dissi di spogliarsi.

Mi sorrise, si alzò in piedi ed incominciò a spogliarsi

Nuda era ancora più piacente che nei suoi succinti abiti.

Era affascinante.La sua maturità la rendeva ancora più sensuale , più puttana di una ragazzina.

Il suo saper far godere un uomo la rendeva preferibile a tante ingenue o finte tali.

La scopai per un tempo interminabile.

Come sua figlia mi regalò una serie infinita di orgasmi

Non chiedetemi come e perchè, ma con quella donna ero riuscito a comportarmi da uomo, e da quel momento, come se avessi subito un trauma, il mio problema si presentò sempre con meno frequenza fino a scoparire completamente alcuni mesi dopo

Come avevano previsto i medici, il mio era un problema psichico, che sarebbe potuto scomparire all'improvviso

Quando mi fui rivestito, prese i 1000 euro e me li rimise in tasca ,dicendomi che il prezzo di quella scopata, era l'obbligo di ritornare un'altra volta.

 

Laura, naturalmente, non ricevette più la visita di “ zio Antonio “ e, non lo so perchè, ma da tanti piccoli segnali, mi sembrò che ne fosse rimasta delusa.

Lei, naturalmete non sapeva assolutamente che io fossi a conoscenza di quello che c'era stato tra lei e lui.

 

 

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Capitolo 12 by oldconsumer

Eravamo sposati da pochi mesi, trascorsi, soprattutto da lei, all'insegna del sesso più sfenato, quando mi comunicò che aspettava un bambino.

Eravamo entrambi felicissimi ,specialmente io che vedevo coronato da successo quel mio averle sborrato saltuarialmente in figa, anche se non avevo mai raggiunto l'utero

Facevamo grandi progetti per il futuro del bambino che portava in grembo.

Man mano che passavano le settimane il pancino cresceva sempre di più e quel suo ammorbidirsi nel corpo la rendeva ancora più eccitante,ma io avevo incominciato a diradare i nostri incontri sessuali per l'ingiustificata paura di nuocere al bambino.

Quand'era al sesto mese posi fine ad ogni rapporto sessuale.

Per me non era un gran sacrificio, anche perchè il mio piacere più grande era, ormai, il guardala scopare con gli altri.

Non lo so se lo fosse per Laura, ma, dal suo cambiamento d'umore, credo di sì, ma , come sempre , accettò con rassegnazione ogni mio desiderio

Un giorno che andai a trovare mia suocera, mi disse che c'era una persona che voleva parlare con me e che sarebbe arrivata da lì a poco

Infatti, dopo un po' ,con mia grande sorpresa, arrivò zio Antonio.

Lei e lui si salutarono come due vecchi amici ed io, ventenne, mi sentivo imbarazzato a dover discutere con una persona matura ed una vecchia.

Zio Antonio cercò di riallacciare un rapporto con me, dicendo che quello che era successo era stato tutto un malinteso , che lui mi stimava, e che non potevo fargli una colpa se aveva provato una forte attrazione fisica per mia moglie.

Mia suocera cercava di perorare la sua causa , invitandomi a passar sopra a certe cose, quasi intuendo che, seppur per altre ragioni, anche a me mancavano gli incontri di quel vecchio con mia moglie.

Intuivo, però, che tutti questi discorsi non erano la vera ragione per cui lo zio Antonio aveva voluto incontrarsi con me.

Infatti, dopo altri lunghi giri di parole, venne al dunque e mi disse che doveva dirmi una cosa importante.

Era evidente che mia suocera sapeva di cosa si trattava..

In parole povere mi disse, non senza imbarazzo, che, quasi sicuramente, il bambino che mia moglie portava in grembo non era mio, ma suo.

Mi misi a ridere e gli dissi che a 70 anni la cosa era impossibile.

Tirò fuori un paio di fogli in cui un laboratorio esponeva i risultati di tutta una serie di esami clinici, a seguito dei quali un medico attestava che c'era la possibilità, seppur remota, che il paziente fosse ancora in grado di generare.

Lui mi portò l'esempio di un grande del cinema che aveva avuto un figlio alla sua stessa età

Mia suocera mi disse di aver contattato il ginecologo che ha ,da sempre, in cura Laura, ginecologo che, con grande cura, tiene conto di tutti i dati delle sue pazienti, come la regolarità del periodo mestruale, e di tutti gli altri dati che interessano, soprattutto, le pazienti in gravidanza.

Avendo lui seguito Laura si dal primo giorno di interruzuione del ciclo, aveva potuto stabilire, con buona approssimazione, il giorno del concepimento, che corrispondeva con un mio periodo d'assenza di una settimana ed un incontro avvenuto tra zio Antonio e Laura e che io ricordavo benissimo perchè era il terzo incontro a cui avevo assistito a loro insaputa

Rimasi interdetto.

Lui si affrettò a dirmi che non chiedeva nulla, se non il permesso di avvicinarsi un po' alla mia famiglia.

Mi fece presente che lui non era sposato, che non aveva figli e non aveva parenti, per cui sarebbe stato felice di poter in qualche modo concorrere al benessere di quel bambino che , a tutti gli effetti , avrebbe continuato ad essere unicamente figlio mio.

Mi chiese di pensarci e se ne andò

Quando restammo soli mia suocera esplose come un'eruzione vulcanica.

In conclusione mi disse che quell'uomo aveva una montagna di soldi e di beni, che sarebbe andato tutto a mio figlio, che non avevo il diritto di toglierli quello che gli spettava , che sarebbe stato un segreto che nessuno avrebbe mai scoperto, neanche Laura.

A qualcuno sembrerà incredibile,ma, a vent'anni, a me, che non avevo la cognizione del valore del denaro perchè ne avevo sempre avuto in abbondanza, dei soldi non mi importava nulla, ma quello che più mi intrigava di tutta la vicenda era poter rivedere quell'uomo scopare con mia moglie.

Decisi di non far niente per accertare chi fosse il vero padre.

Quello era il mio bambino da sei mesi e tale sarebbe rimasto fino alla fine

Per quanto riguarda i rapporti con quell'uomo, avrei deciso in base alla reazione che avrebbe avuto mia moglie

Raccontai a Laura di aver incontrato zio Antonio a casa di sua madre

Naturalmente non le dissi nulla che potesse farle capire che io sapessi qualcosa dei loro rapporti passati o di quanto riguardava la sua presunta paternità .

Le dissi solo che mi aveva fatto un po' pena per la sua età e per la solitudine in cui viveva.

Le dissi che, qualche volta, avrei voluto invitarlo a farci visita, ma che prima volevo sapere se lei avesse nulla in contrario.

Mi disse che potevo farlo, che anche lei aveva avuto modo di conoscerlo un giorno a casa della madre e che le era sembrato una gran brava persona.

Aggiunse che lei gli doveva della riconoscenza per aver aiutato suo padre in un momento di difficoltà.

Era fatta.

Mi ricontrai con Antonio e lo informai della mia decisione di non voler accertare la paternità di mio figlio e che lui poteva comportarsi nei suoi confronti come meglio credeva.

Mi ringraziò e rimase sorpreso quando gli dissi che sarebbe stato il benvenuto “in qualsiasi momento” avesse voluto venire a casa nostra

 

Quell'uomo aveva vissuto 50 anni più di me, per cui non gli sfuggì quella mia precisazione del quando,e, probabilmente, capì che gli stavo dando il permesso di scoparsi mia moglie in mia assenza  

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Capitolo 13 by oldconsumer

Non passò molto tempo perchè il vecchio approfitasse di quel mio ” in ogni momento”, e, quando in ufficio, dove ero appena arrivato essendo mattino presto, sentii suonare il campanello di casa, ebbi come un presentimento e mi precipitai sul sito di controllo dell'appartamento.

Era appena entrato!

Vidi Laura, ancora in accappatoio, sorpresa ed imbarazzata ,che non sapeva come salutarlo.

Fu lui a rompere quell'atmosfera d'imbarazzo e, slacciata la cintura che teneva chiuso l'accappatoio , pose subito la mano sulla pancia di Laura e,sentito il bambino scalciare, disse, sorridendo, che l'aveva appena salutato.

Con quella mano sulla pancia le disse che lui aveva sempre avuto una passione per le donne gravide, e che, per lui, scoparne una rappresentava il massimo della lussuria e,così dicendo, scese con la mano più in basso per fermarsi sulla figa e le chiese come stesse la sua bambina.

Rimasi sbalordito nel vedere mia moglie chiudere gli occhi e godere palesemente della carezza di quella mano , digrignare i denti, schiudere le labbra e, come in un sospiro, rispondergli

“ Ora bene “

Lui le chiese se fosse sorpresa di vederlo e lei rispose di no, perchè sapeva che avrebbe approfittato dell'invito che io gli avevo fatto.

Le chiese se avesse sentito la sua mancanza durante questi mesi e lei gli rispose di sì e lui aggiunse che anche lui aveva sentito il desiderio della sua puttana .

Era la prima volta che si rivolgeva a lei con questo termine.

Le chiese se qualcuno l'avesse scopata meglio di come faceva lui e lei rispose di no.

La prese per mano e la condusse in salotto

Si sedette comodamente sul divano, mentre lei rimase in piedi davanti a lui non sapendo cosa fare.

“Togliti l'accappatoio” le ordinò lui.

Lei obbedì .

Era oscenamente meravigliosa e provocante, nuda, con quella pancia prominente ed il seno ingrossato e duro.

“ Accarezzati le tette “gli disse lui.

Lei rimase ferma, come impietrita per alcuni istanti ,poi portò, con evidente imbarazzo, le mani al seno ed incominciò a toccarsi le tette, i cui capezzoli erano, ormai, lunghi e duri come non li avevo mai visti

Lui la chiamò vicino a sé e le ordinò di prendergli il cazzo in mano.

Lei lo fece e con sorpresa vide che era già completamente turgido.

Senza attendere altri ordini ,si chinò e glielo prese tra le labbra.

Lei gli passò un paio di volte la lingua dalla radice alla punta, pervasa da un irresistibile desiderio di sentire quel grosso cazzo entrare nuovamente dentro di lei,ma lui la allontanò con la mano e le disse di mettersi davanti alui e di fargli vedere la figa.

Sempre più imbarazzata, lei portò le mani sul tappetino di peli che ricopriva il suo sesso, lo percorse un paio di volte con la mano aperta, poi, con gli occhi chiusi, quasi per prendere coraggio, prese le grandi labbra con le due mani e le allargò.

Lui le disse di aprire gli occhi e volle che lo guardasse mentre si segava

“ Falo anche tu” le disse con tono imperioso e lei incominciò a tittillarsi il clito con un dito

Le ordinò di godere, ma non era necessario che lo facesse ,perchè lei era già piegata sulle ginocchia in preda al suo primo orgasmo.

Le disse di raggiungerlo ,di inginocchiarsi e di prenderglielo in bocca, cosa che lei fece obbediente e con evidente piacere, come sempre.

Le disse di lasciare la saliva sulla cappella, poi la tirò verso di lui e la la fece girare su se stessa, in modo che lei gli mostrasse la schiena e le ordinò di sedergli in grembo.

Lei, come sempre , obbediva ai suoi ordini.

Avea appena incominciato a piegare le gambe che sentì la cappella sfiorarle il culetto e posizionarsi contro il suo buchino.

Continuò lentamente a scendere senza lamentarsi per non farlo arrabbiare ,anche se la saliva non era certo sufficiente ad evitarle quel forte dolore che lei , ormai , sapeva eccitare il suo amante.

Quando si ritrovò seduta sui peli dell'uomo con tutto il cazzo dentro di lei,, lui la cinse con le braccia e la fece distendere con la schiena sul suo petto.

Mentre con una mano le accarezzava il pancione e con l'altra le strizzava i capezzoli, le sussurò all'oreccchio di riprendere a masturbarsi e di muovere il bacino in modo da incularsi da sola.

Lei obbediva a tutto quello che lui le chiedeva e la cosa, anche se dolorosa, doveva eccitarla e piacerle molto, perchè incominciò a godere, gratificando quel cazzo che aveva in corpo di quel particolare piacere che gli procuravano le contrazioni anali dei suoi orgasmi.

Lui le disse che non voleva correre il rischio di danneggiare in qualche modo il bambino, per cui, sino a quando non avesse partorito, lei avrebbe dovuto soddisfarlo solo con la bocca ed il culo

Lei ad occhi chiusi per il piacere che stava provando ,gli rispose con un “ sì padrone.”.

Da quel giorno lui continuò ad incontrarla ed ad incularla sino all'ultimo giorno di gravidanza.

 

 

 

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Capitolo 14 by oldconsumer

Venne il momento del parto e tutto andò nel migliore dei modi.

In poco tempo Laura riprese tutto lo splendore del suo corpo, e , s'è possibile, quel bambino la rese ancora più bella, più sensuale di prima,

La nostra vita riprese da dove si era interrotta un anno prima.

Tanti giochi erotici tra noi due , la sua sottomissione sessuale allo zio Antonio, la certezza di Laura che io non sapessi niente dei suoi rapporti con quel vecchio

Circa un anno dopo successe un fatto particolare, che avrebbe condizionato, ancora una volta, la nostra vita.

Laura accusò dei disturbi che, purtroppo, il suo ginecologo diagnosticò con la presenza di un fibroma alle ovaie.

Non stò a raccontarvi tutto quello che ne è seguito.

La conclusione è che subì un intervento che la guarì completamente, ed oggi, dopo che sono trascorsi tanti anni, lo possiamo dire con certezza, senza lasciarle alcun segno sul suo corpo , ma con la conseguenza che non averbbe più potuto avere figli.

In un primo tempo la notizia mi sconconvolse, ma, poi, lo zio Antonio, dall'alto della sua espeienza, mi fece capire che quella nuova condizione di mia moglie avrebbe potuto avere i suoi lati positivi.

Il futuro avrebbe dimostrato che aveva ragione.

Questa situazione continuò per un paio d'anni, finche lo Zio si ammalò ed in breve tempo passò a miglior vita.

Laura aveva 25 anni ed io 29

A quel punto ad entrambi venne a mancare qualcosa.

A lei quel padrone perverso che la dominava, ma che la faceva godere come nessun altro, e che era stata costretta ad accettare per salvare la sua famiglia d'origine.

A me quel vecchio che mi aveva rivelato la straordinaria carica erotica presente in quella schiava sessuale che era mia moglie, e che mi aveva reso consapevole della mia natura di cuckold

Riprendemmo la nostra vita fatta di giochi, masturbazioni, toys, che ormai non bastava più a nessuno dei due.

Laura subiva in silenzio questa situazione e non si lamentava per non umiliarmi, ma si vedeva chiaramente che non era serena e felice, che le mancava qualcosa, ed io sapevo cosa, perchè anche a me mancava il piacere che provavo nel vederla schiava di un uomo più forte di me

 

I nostri giochi,naturalmente, divennero sempre meno stimolanti perchè non potevano avere quelle caratteristiche di diversità,di novità,d’imprevisto che ,penso, sia il pepe di una corretta attività sessuale.
Io caddi ,forse ,in una leggera crisi depressiva che, fortunatamente , passò velocemente e da sola,ma che lasciò un segno
Incominciai ad avere paura di perderla.

Vedevo questa splendida donna ,che sapevo possedere una straordinaria propensione per il sesso ,sacrificata a darsi piacere con vibratori e cazzi di gomma

Per lei seghe, pompini, ingoio, scopare, incullare, erano diventate solo parole vuote o, al massimo, un eccitante ricordo .

Ero sicuro che, a parte il rapporto che aveva avuto con lo zio Antonio, non mi avesse mai tradito, ma temevo che se un giorno, per necessità o anche solo per curiosità, lo avesse fatto, non avrebbe più sopportato di rimanermi accanto.
Mi sentivo tremendamente responsabile e colpevole e fu così che incominciò a radicarsi in me uno stato d'ansia e la convinzione che dovevo, il prima possibile, riportare nella sua vita il vero sesso ,anche a rischio di perderla,ma con la speranza che, se questa strada l’avessimo percorsa assieme, forse l’amore che ci legava avrebbe potuto sopportare anche questa prova.

Poi avremmo deciso, assieme ,come proseguire.

Quello , però, che mi fù chiaro è che questa volta io avrei dovuto essere presente e partecipare

ai suoi incontri , quindi lei avrebbe dovuto essere conspevole che ero io a permetterle di avere rapprti con altri uomini.
Fu così che introdussi nei nostri giochi d’amore la figura di un estraneo, incominciando a chiederle se le sarebbe piaciuto scopare con un altro uomo .

Tenete presente che lei non sospettava affatto che io sapessi dei rapporti che aveva avuto con lo zio Antonio, per cui fece finta di pensarci un attimo e, dopo tante piccole scuse tipo non lo so,mi vergognerei,avrei paura,non so se mi piacerebbe, alla fine disse : “ forse sì.”

Da quella prima volta quell’estraneo divenne una presenza fissa nei nostri giochi e le domande sempre più particolari e che , in qualche caso , ricordavano momenti ed atti che lei aveva , realmente, vissuto con lo zio Antonio ed a cui io avevo assistito

Vedevo che questi discorsi accrescevano la sua eccitazione, forse perchè le riportava alla mente l'immenso piacere che aveva provato in quei momenti.

Laciai trascorrere un po' di tempo per essere sicuro che quella figura immaginaria si fosse ben radicata tra di noi e, quando mi convinsi che dentro di lei sentisse il desiderio di essere posseduta da un alto uomo, giocai le mie carte.


Erano trascorsi alcuni mesi ed un giorno, dopo aver fatto l’amore, quando ormai il gioco era finito,le confessai tutti i miei problemi psicologici, le mie incertezze e le mie paure.,

Lei cercò in tutti i modi di tranquillizzarmi e di rassicurarmi,capiva che non stavo mentendo e che soffrivo, per cui affrontammo il discorso seriamente.

Le feci capire chiaramente che che volevo veramente che lei avesse dei rapporti sessuali con un altro uomo

Lei mi disse che non le era mai passato per la testa di fare sesso con un altro uomo, per cui non ci aveva mai pensato veramente e non sapeva cosa dire.,Le dissi che saremmo stati assieme,che l’avrei aiutata io a superare i primi momenti.,Lei continuava a.non sapere cosa rispondere

Le chiesi, allora, se poteva promettermi che, se un giorno ,per caso, ci fossimo trovati coinvolti in una situazione particolare che avrebbe potuto portarla a provare un vero rapporto sessuale,saremmo andati sino in fondo senza ripensamenti e discussioni. .
Mi rispose che sperava che questa occasione non si presentasse mai ,ma in caso contrario, mi prometteva che saremmo andati sino in fondo perché così volevo io.

Le chiesi poi se poteva assicurarmi che ,se ciò fosse accaduto,i suoi sentimenti nei miei confronti non sarebbero cambiati. Allora mi disse che l’amore che provava per me,probabilmente,sarebbe aumentato ,perché sapeva che l’avrei fatto solo per il suo piacere.

Il giorno dopo incominciai a progettare un diverso tipo di vita per noi.

 

 

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Capitolo 15 by oldconsumer
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Nella mia mente la condizione di cuckold che prevedevo per me, non era quella che normalmente si legge nelle confessioni di questi personaggi.

Mia moglie avrebbe potuto scopare solo con chi decidevo io, per cui sarei stato io a procurarle i suoi amanti .

Lei non avrebbe potuto avere alcun rapporto senza il mio consenso

Se ciò fosse accaduto lo avrei considertato un tradimento vero e proprio, che avrebbe posto fine alla nostra unione.

Lei avrebbe potuto avere rapporti con i suoi amanti solo in mia presenza , rapporti a cui avrei potuto,se lo avessi deciso, partecipare anch'io

 

Incominciai a girare in internet in tutti quei siti che si occupano di queste cose e, tra scritti, contatti telefonici, contatti personali, mi resi conto che la maggior parte delle persone non facevano al caso nostro, essendo solo alla ricerca di una scopata e via

Dal giorno che confessai tutto a mia moglie erano passati nove mesi e non avevo ancora concluso niente , quando, finalmente, il contatto con una coppia mi sembrò fatto proprio al caso nostro. Mi affrettai ad incontrarli.

Erano marito e moglie, lui sui cinquant’anni e lei vicina ai quaranta. Due persone serie , distintissime e benestanti che dicevano di capire il mio problema e che erano disposte ad aiutarmi.
Mi dissero, tra l’altro,che erano molto ben introdotte in alcuni ambienti privati dove si praticava l’amore di gruppo o lo scambio di coppie, per cui non erano certamente alla ricerca di un’avventura, ma erano stati colpiti, durante i nostri contatti telefonici, dalla sincerità dei nostri sentimenti, per cui decisero di aiutarci, anche mettendo in conto la possibilità di non ottenere niente in cambio
A me andavano benissimo,mi sembravano sinceri ed i cinquant’anni dell’uomo erano per me un fatto positivo, primo perché un giovane avrebbe potuto far girare la testa a mia moglie, secondo perché la personalità e l’età dell’uomo avrebbero messo in soggezione mia moglie, aumentando la sua sottomissione.

M'incontrai con loro diverse volte e ,consapevoli che il piano doveva essere il più banale possibile per sembrare vero, organizzammo tutto per la settimana dopo
Quella sera, a cena, dissi a mia moglie che ero molto stanco, che forse dovevamo prenderci una settimana di riposo, cosa che avrebbe fatto bene anche a lei, e, visto che in quel periodo non avevo grandi impegni di lavoro , avremmo potuto approfittare ed andare al sud la prossima settimana.

Lei naturalmente ne fù entusiasta ed incominciò subito a fare i preparativi

Partimmo il sabato diretti verso una località di mare nel sud, dove già faceva abbastanza caldo. Arrivammo nel tardo pomeriggio e ci sistemammo nella nostra camera.

L’indomani scendemmo al mare - Era una giornata splendida e la passammo in spiaggia. Il giorno seguente, invece,  era una giornata un po’ nuvolosa, per cui, alla mattina andammo in spiaggia, mentre , al pomeriggio, andammo in centro per spedire delle cartoline e per visitare la città.

Lei indossava una minigonna ed una camicetta che portava annodata alla vita, un reggiseno a balconcino ed un perizoma.

Quando,verso l’imbrunire, decidemmo di rientrare in albergo, passammo per una strada un po’ defilata dove , sull’angolo, si apriva un cinema a luci rosse. Fingendo grande sorpresa ed entusiasmo, proposi a mia moglie di entrare.

Lei non ne voleva sapere, ma ho tanto insistito, ricordandole quando lo facevamo da fidanzati dove, in qualsiasi cinema, finivo per masturbarla, che ,alla fine, lei si convinse ad entrare.
Salimmo in galleria dove non c’era quasi nessuno,e , dopo qualche minuto,mentre sullo schermo si vedevano le solite cose, allungai una mano sotto la sua gonna.

Dopo un po’ di indifferenza, incominciò ad allargare le gambe, ma io continuavo a giocare intorno alla sua fessurina, finché lei ,ridendo, protestò. Allora le dissi che non era colpa mia, ma delle sue mutandine e che se voleva di più, doveva levarsele. Solita resistenza di circostanza, poi si piegò e me le mise in tasca.

Incominciai a masturbarla.

Solo per inciso vi ricordo che, per opposte ragioni, mia moglie ed io avevamo necessità di comportarci come se tutto quello che sarebbe accaduto da quel momento in poi, dovesse sembrare all'altro che stesse accadendo per la prima volta.

Era già tutta bagnata, quando, all’improvviso, un uomo ed una donna, che altri non erano semnon i miei complici, vennero a sedersi vicino a noi, con l’uomo seduto vicino a mia moglie.

Lei mi tolse immediatamente la mano da sotto la gonna, si sistemò meglio sulla poltroncina, portò le gambe ben strette verso di me che la stavo abbracciando e posò la testa sulla mia spalla.
Dopo cinque minuti mi sentii stringere il braccio, inclinai la testa verso di lei e mi sussurrò che lui le stava toccando la gamba. Le chiesi se le dava fastidio e se voleva che cambiassimo posto, ma non mi rispose, Dopo neanche un minuto, altra stretta e mi disse che il tipo ha la mano sul suo ginocchio. Le faccio presente che è con la moglie e, quindi, non è pericoloso e, poi, c’ero io li .

Le dissi di spostare le gambe verso di me e di rimanere ferma per vedere dove voleva arrivare.. Rimasi con la testa piegata verso di lei e, dopo un po’, mi disse che stava risalendo la gamba.

Le guardai la camicetta e vidi che i due capezzoli s’erano notevolmente ingrossati . Allora le chiesi se la cosa la stava eccitando e mi disse “ un po’” e subito mi strinse il braccio per dirmi che era arrivato all’inguine. Le richiesi se era eccitata e ,questa volta, mi rispose, decisamente, di sì.

Misi , allora , la mano sotto la sua gonna, la portai all’inguine, presi la mano dell’uomo e la spostai in basso, sul ginocchio, ed , intanto, avevo sentito che aveva la figa fradicia dei suoi umori ed i capezzoli spingevano arroganti contro la sua camicetta..

Misi la mia mano sull’altro ginocchio ed incominciai a tirare verso di me, mentre l’uomo ,che aveva capito cosa stessi facendo, incomincio a tirare l'altro ginocchio verso di lui. Vidi mia moglie guardarmi perplessa, ma io le sorrisi e piano piano senti allentarsi la stretta delle sue gambe e, quando furono sufficientemente allargate, ripresi la mano dell’uomo e la riportai sulla figa.

Lei chiuse gli occhi e appoggiò la testa sullo schienale ed incomincio a sciogliersi nelle carezza di quello sconosciuto. mentre io ,per farle sentire che non l’avevoabbandonata,incominciai ad allargale le grandi labbra della figa.

Intanto, la moglie di lui, aveva fatto uscire il cazzo ,veramente possente , dai calzoni dell’uomo,  prese la mano di mia moglie che stringeva il bracciolo,  e la portò sul cazzo del marito A quel punto mia moglie esplose in un orgasmo devastante e quando, dopo un tempo che a me sembrò lunghissimo, riprese a respirare quasi normalmente, la donna ,sempre con la mano sopra quella di mia moglie che stringeva il cazzo del marito, incominciarono a segarlo. Quando si convinse che mia moglie avrebbe continuato da sola, tolse la sua mano.  La scena a cui assistevo era per me incredibile e piena di sensazioni contraddittorie, perché sentivo un senso di colpa per essere stato io ad organizzare tutto quello che stava accadendo, perchè  provavo una forte gelosia nel vedere mia moglie  toccata da un’estraneo, perchè, per la prima volta, lei , in mia presenza, stava toccando il cazzo di in uomo che non ero io, infine, perchè ero preda di una eccitazione mai provata prima d'ora

Quando l’uomo mi fece un cenno e capii che stava per godere, slacciai il nodo delle camicetta di mia moglie , presi un seno dal reggiseno, lo portai allo scoperto ed incominciai a succhiare avidamente quel capezzolo di marmo. Quasi contemporaneamente, lei ebbe il suio secondo orgasmo e lui sborrò ed il suo seme venne diligentemente preso in bocca ed inghiottito dalla moglie
Per trenta secondi nessuno si mosse, poi la donna s’accorse che sul cazzo del marito era rimasto un grumo di sborra , lo prese con un dito e lo depose sulle labbra di mia moglie che aveva ancora la testa reclinata sullo schienale. 

Lei ,inconsapevolmente, estrasse la lingua e se lo portò in bocca.

Dopo un po’ ci ricomponemmo, lui si presentò, ci presentò la moglie e disse che era stato un incontro molto piacevole e che sperava che le nostre strade si incrociassero ancora, perché sarebbe potuta nascere una bellissima amicizia. Ci saltò ed andò via

Uscimmo anche noi e ci dirigemmo verso la macchina, ma, stada facendo, mia moglie si fermò.  Ebbi paura che avesse una reazione negativa,invece mi abbracciò, mi bacio e mi disse che era stato fantastico ed abbracciati e ridendo siamo ritornati alla macchina e poi all’albergo
Ci riposammo un pochino, mano nella mano, richiesi a mia moglie cosa pensasse di quanto era accaduto al cinema e mi disse che, all’inizio era preoccupata, ma quando ha capito che io non ero arrabbiato si è lasciata andare ed ha raggiunto due orgasmi intensi come non aveva mai provato prime e mi confessò che l’intensità dei suoi orgasmi dipendono molto dalla situazione in cui si trova e, quanto più è strana e trasgressiva, tanto più intensamente gode.

 

 

Capitolo 16 by oldconsumer

Era arrivata, ormai, l’ora della cena e, sempre euforica per quello che era successo al pomeriggio, indosso un bel vestitino aderente e corto, con una scollatura che arrivava all’ombellico. Era tremendamente sexy, ma elegante.
Scendemmo e, mentre seguivamo il matre che ci conduceva al nostro tavolo,notammo,,con grande imbarazzo di mia moglie, che i due del cinema erano seduti, assieme ad un’altra coppia, nello stesso ristorante dell’albergo . Quando lui ci vide si alzò e, con grande entusiasmo, ci venne incontro e ci invitò a sedere al loro tavolo e, nonostante il mio tentativo di ringraziarlo, ma di rifiutare, lui disse al matre di apparecchiare per noi i due posti a capo tavola, e ci fece strada .

Salutammo la moglie e ci fu presentata l’altra coppia, formata da un uomo di circa 45 anni e da una donna di 25, bellissima. La cena fu molto brillante e cordiale. Parlammo del più e del meno, conoscemmo reciprocamente le professioni di ognuno, le appartenenze sportive e ,stranamente scoprimmo che avevamo le stesse appartenenze politiche.


Alla fine della cena lui insistette perché salissimo tutti nella sua suite a bere qualcosa e ,mentre ci dirigevamo verso gli ascensori, mia moglie mi sussurrò quanto le piaceva quel cerchietto di velluto che le due donne portavano stretto al collo e che ,secondo lei, per rimanere così ben teso , doveva foderare qualcosa di più duro. L’unica cosa che criticava era il colore, che era uguale per tutte due, ma che  non si adattava, al vestito di una di loro.

Poi, camminando, mi mostrò che tutte e due avevano un braccialetto con dei ninnoli pendenti alla caviglia sinistra e che anche quelli le piacevano moltissimo. Non fece invece cenno all’abbigliamento, quanto mai succinto, delle due signore.

Raggiungemmo il loro appartamento che era composto da due camere matrimoniali ed un ampio salotto con angolo bar. Quando ci sedemmo, mia moglie ,me lo disse poi ,rimase colpita dal fatto che la donna più giovane ,anziché sedersi vicino al suo uomo, si fosse seduta a terra ai suoi piedi. Ci fu offerto da bere e ricominciammo a parlare, ma questa volta i discorsi erano un po’ più spinti e riguardanti i presenti.

Mia moglie, che non parla molto, disse che le piacevano moltissimo i collari e le cavigliere delle due donne

Allora il terzo uomo le spiegò che erano dei segni distintivi e che erano il simbolo di una rigoroso addestramento ricevuto, e che , se a lei interessava, quando sarebbe finita la vacanza, le avrebbe fatto conoscere la scuola che lui dirigeva, gli insegnanti, il corso d’addestramento ed il titolo che si conseguiva .Se poi intendeva frequentarlo sarebbero stati tutti felici di accoglierla.

Ad un cero punto, mentre il mio amico andò al bar a riempire alcuni bicchieri, sua moglie mi fece cenno di avvicinarmi a lei.

La raggiunsi ed il marito,riportando da bere a mia moglie, si sedette sul posto che avevo lasciato libero vicino a lei ed incominciò a parlarle sottovoce, mentre le appoggiava la mano sulle gambe, fin dove s’era ritirato il vestito.

Vedevo mia moglie imbarazzata, confusa, alzare le spalle, far segno di nò con la testa , sorridere per cortesia e , dopo un po,’ con la testa, mi fece cenno di raggiungerla
Mi sedetti dall’altro lato e, mentre lei stava con la schiena diritta, io e lui stavamo piegati verso di lei per sentire cosa doveva dirmi.
Senza guardarmi, girando il bicchiere tra le mani e con grande imbarazzo, mi disse che lui le aveva raccontato che, con l’altra coppia, erano molto intimi e che, per loro, era normale , quando si trovavano assieme, divertirsi un po’ tra di loro.

Visto quanto era stato bello e piacevole il nostro incontro nel pomeriggio, le aveva chiesto di chiedermi se avessi accetto di rimanere con loro quella notte.
Stetti un attimo in silenzio, poi , parlando a tutti e due, dissi che spettava a lei decidere se voleva fermarsi per divertirsi un po’, ed a lui convincerla che si sarebbe divertita d’avvero.

Lui, guardandola, le promise che sarebbe stata, per lei, una notte indimenticabile e le chiese se questo le bastava e lei , col capo chino, fece cenno di sì.

Allora lui introdusse una mano nella scollatura del suo vestito, fece uscire un seno con un capezzolo grosso e duro, glielo baciò e disse che una cosa così bella non andava nascosta e, lasciando il seno scoperto, perché agli altri fosse chiaro il senso delle sue parole, disse che quella notte ci saremmo fermati da loro.
Da quel momento incominciò una notte , per noi,indimenticabile ,perché , per entrambi, ci sarebbero state molte “ prime volte “ o presunte tali

 

 

 

End Notes:

per contattare lei: vallenera@hotmail.it

per contattare me  oldcuc@hotmail.it

Capitolo 17 by oldconsumer

Capitolo 17

Appena lui si alzò, lei mi si avvicinò all'orecchio e mi sussurrò che stava mantenendo la promessa che, per amor mio,mi aveva fatto tanti mesi prima.

Io sapevo benissimo che stava mentendo, perchè aveva gli occhi lucidi dal desiderio al solo pensiero che, tra poco, avrebbe riassaporato tutto il piacere che solo un grosso cazzo avebbe potuto darle.
Io mi alzai ed andai a prendermi da bere, per lasciare, in tal modo, il campo libero, e loro , che conoscevano il mio problema , ebbero la sensibilità di ignorarmi.
Lui disse che non era giusto che solo una donna mostrasse il suo splendido seno ed allora andò dalla moglie , le aprì la camicetta e gliela sfilò, lasciandola con entrambe le tette nude, mentre il suo amico, rivolto alla sua compagna, le diede l'ordine secco di spogliarsi nuda.
Lui ritornò da mia moglie, che, logicamente, era l'ospite d'onore, le fece scivolare il vestito dietro le spalle, facendola rimanere con il seno scoperto, poi le chiese di alzarsi e glielo sfilò, le tolse il perizoma e la lascio nuda, con solo le autoreggenti, lo stesso abbigliamento che in quel momento avevano addosso tutte tre le donne.

A me sembrava di morire, perché era la “ prima volta “ che mia moglie accettava, spontaneamente, di mostrarsi nuda ad un altro uomo in mia presenza
Mi chiamarono ed ,assieme agli altri ,andammo nelle camere da letto dove i due si spogliarono e vollero che lo facessi anch’io , poi presero i materassi di tutte due le camere e li stesero a terra in salotto, formando una pedana che ricoprirono con le lenzuola

Portarono le tre donne sulla pedana, le fecero sdraiare ed incominciarono ad eccitarle ed a questo gioco partecipai anch’io che, con la lingua, ero superiore a tutti
Non perdevo ,però , neanche un gesto di quello che capitava a mia moglie, che era alle prese con il nostro amico, mentre l’altro si occupava delle altre due donne.

Lui, dopo averle allargato le gambe e leccato brevemente la figa, si era portato al suo fianco ed aveva incominciato a baciarla in bocca ed a palparla con la mano che indugiava, prevalentemente, sulla figa, ormai un torrente di umori e prossima all’orgasmo. Lui se ne accorse, per cui tolse la mano,  le si inginocchio a fianco, le girò la testa verso di lui e le presentò il cazzo gonfio e teso e le disse di aprire la bocca.

Lei obbedì , allora lui le prese la testa con le due mani e, lentamente incominciò a tirarla verso di sè,  finche la senti tossire, segno che quel gosso cazzo le era arrivato in gola. Lui allentò la spinta per ritirare , subito dopo, la testa verso di sè, ma il cazzo, ancora una volta, non entrò completamente. Lui  ripetè il movimento altre due volte, finche , alla quarta, il cazzo sparì completamente dentro la sua bocca segno che avea passato le tonsille 

Lei,,mentre lo succhiava, sentì la lingua di una donna che le leccava la figa e scoppio nel primo di una interminabile serie di orgasmi..

Quando lui la sentì gemere di piacere, le tolse il cazzo dalla bocca e si mise tra le sue gambe, ma, prima di penetrarla, si sdraio sopra le sue tette e le sussurrò che adesso era finalmente giunto il momento di provare, per la prima volta, il massimo del piacere per una donna che, ,come lei, era nata per scopare. Lei gli chiese perché diceva che era la prima volta, e lui le rispose perché lei aveva un marito che l’adorava.
Lei ,allora ,capì che lui sapeva tutto della nostra situazione , che lei non era vergine, ma che non aveva mai avuto un orgasmo vaginale e le fu subito chiaro che  tutto quello che era scuccesso e sarebbe successo quella settimana, era stato organizzato da me .

Allora girò lo sguardo verso di me che ,seduto in poltrona,  la stavo guardando e mi tese le braccia .   Mii avvicinai a lei , ci abbracciammo, unimmo le nostre labbra in un lungo bacio, proprio nel momento in cui  lui incominciò a spingere e penetrare in lei .
Sentivo le reazioni del suo corpo mentre quel lungo e grosso cazzo entrava, prepotentemente, dentro di lei ,e non riuscii più a trattenermi e sborrai senza che lei se ne accorgesse  Rimanemmo allacciati mentre lui la scopava sempre più violentemente e, dopo alcuni istanti, lei ebbe il secondo orgasmo mentre era ancora tra le mie braccia

Quando finì di godere  staccò la bocca dalla mia ed , in una specie di sospiro  mi disse che era una cosa incredibilmente bella e mi disse “grazie amore “.

Lai non sapeva tutte le volte che l'avevo vista godere con un cazzo in corpo

Le dissi che ero felice come lei e che godesse il più possibile, poi mi staccai e la lascia al suo amante e mi risedetti in poltrona..,            Lei, nonostante fosse quasi in trance, guardandomi mentre mi risiedevo, s’accorse che avevo goduto, ed il suo viso, in quel momento ,espresse tutta la sua compassione.,
Lui continuo a scoparla, poi la mise alla pecorina e la scopò sempre in figa, ma da dietro, stringendole le tette con entrambe le mani e ,quando davanti a lei di presentò la figa della più giovane, lui, con la mano, le fece abbassare la testa e le ordinò di leccargliela. Mentre era impegnata a far godere la donna ,lei sentì lui uscire da lei e, dopo un attimo, essere di nuovo riempita, ma da un cazzo ancora più grosso. Continuarono a scopare per ancora mezz’ora, finché i due uomini sborrarono.
Lei aveva goduto decine di volte e, come al solito, mentre tutti gli altri erano per il momento appagati, lei sentiva intatto il desiderio di scopare ancora
Come eravamo d’accordo , per questa prima volta, s’erano limitati a scoparla ed a farsi fare un pompino, ma, nei prossimi giorni , piano piano,le avrebbero fatto provare ogni segreto del sesso , almeno così credevano..
Si riposarono un po’, ma poi ripresero e proseguirono così sino al mattino . Solo quando tutti erano sfiniti ,cercammo di dormire un po’.
Mi addormentai sul divano e, quando al mattino mi svegliai, trovai il salotto riordinato e, su una poltrona, lei  che, sorridente mi stava guardando.

 

 

End Notes:

per commenti o critiche: oldcuc@hotmail.it

                                     vallenera@hotmail.it

Capitolo 18 by oldconsumer

Fuori stava piovendo
Era completamente nuda, ma ben pettinata e sembrava riposata. Mi venne vicino, si sedette sulle mie gambe, mi abbraccioò e mi diede tanti baci e mi disse che non mi aveva mai amato tanto.  Le chiesi se le era piaciuta la serata, e mi rispose che non trovava parole per esprimere tutto il piacere che aveva provato. Chiesi dov’erano gli altri e mi disse che erano nelle camere e che qualcuno l'aspettava per fare all’amore

Le chiesi perché l’avevano esclusa e mi rispose che era stata lei a non volere andare senza di me.

La presi per mano ed aprii la prima porta e c’erano le due donne che ancora dormivano, poi aprii la seconda e c’erano i due uomini sul letto, nudi, che parlavano e ,quando ci videro, dissero che era ora che mi fossi svegliato. Guardai mia moglie e le chiesi se avesse voglia di farsi scopare da quei due e lei, scherzando, rispose che, se non c’era niente di meglio, potevano andar bene anche loro. Allora la portai in mezzo a loro e gliela consegnai
Lui le spiegò che il giorno prima si erano limitati a scoparla ed a metterglielo semplicemente in bocca , ma c’erano altre cose che doveva provare e che avrebbero fatto godere lei ed i suoi amanti, ed oggi le avrebbero fatto provare una delle cose che più piace agli uomini.
L’altro le mise una mano sulla figa e disse , meravigliato, che era già molto eccitata e poteva incominciare subito, ma che, purtroppo, loro non erano ancora pronti, perché i loro cazzi erano tutti mosci e le dissero che , se voleva che loro la facessero godere , era compito suo farli rizzare
Si misero semi sdraiati sul letto e le dissero di prenderli alternativamente in bocca.

Lei obbedì immediatamente e , mentre li succhiava , loro la guidavano dicendole cosa doveva fare con le mani , come doveva segarli, toccargli i coglioni e le insegnavano i movimenti che doveva fare con la lingua e come doveva leccare il cazzo nei punti più sensibili. Nonostante la sua presunta innocenza,doveva essere stata molto efficace se, in breve tempo, i due cazzi erano dritti e duri.

Non potei non sorridere dentro di me, quando capii che mia moglie, da vera puttana, fingeva inesperienza e sorpresa per non farmi capire che quelle cose che le dicevano di fare per la prima volta , lo zio Antonio gliele aveva fatte provare tutte e per molte volte
Lui mi chiamò vicino a se e, posizionatosi in mezzo alle gambe di lei, puntò la cappella sul buchetto della figa , poi ,con le mani, allargò le grandi labbra e mi disse di guardare come quel grosso cazzo sarebbe entrato in quella stretta fighetta. Notai quanto fosse bagnata la sua figa che aveva tutti i muscoli in tensione nell’attesa che lui, finalmente, entrasse in lei,
Mi venne spontaneo dirgli di farla morire dal piacere e lui mi rispose che ce l’avrebbe messa tutta, ed incomincio a spingere lentamente e, lentamente, il cazzo incominciò ad entrare in lei, forzando le strette pareti. Lentamente proseguì sino in fondo e lei spingeva il bacino verso il cazzo per farlo entrare il più in fondo possibile. Lui le chiese se lo sentiva e se provasse piacere e lei gli fece segno di sì
La scopò a lungo e lei ebbe i soliti tanti orgasmi e quando fu pronto a sborrare ,questa volta estrasse il cazzo e le sborrò tra i peli della figa , premendo la cappella sui peli mentre sborrava.
Quand’ebbe finito, sollevò il cazzo e lo accostò alla bocca di lei e le disse che doveva abituarsi al sapore della sborra ,perché ,molte volte, un pompino poteve finire con la sborrata in bocca e lei doveva imparare ad ingoiare tutto.

Lei guardò prima lui e dopo me e disse che le faceva schifo, ma lui le disse che tutto stava farci l’abitudine e non pensare a cosa si stava ingoiando. Le disse di aprire la bocca, lei mi guardò di nuovo, poi obbedì e lui ,messo il cazzo in bocca , le disse di pulirlo e di ingoiare. Lei strizzo gli occhi e fece quello che le era stato detto di fare, poi ,quando le fu chiesto com’era andata, disse che aveva dovuto fare un grande sforzo per obbedirmi. A quel punto lui si fece da parte ed incomincio a scoparla l’altro uomo che cerco di non farle raggiungere l’orgasmo, perché rimanesse in quello stato di trance erotica che in lei precede l’orgasmo e, fatto uscire il cazzo dalla figa ,glielo mise in bocca e le disse di continuare con un pompino., Mi accorsi subito che lui si stava fermando troppo a lungo,ed , infatti, dopo pochi istanti le scaricò tutta la sborra in bocca e, bloccandole la testa con i capelli ,estrasse il cazzo e le ordinò di ingoiare. Questa volta non aveva in bocca il leggero strato del primo, ma una quantità ben diversa,,ma lei chiuse gli occhi ,chiuse la bocca e dopo un secondo, ingoiò tutto.

Nessuno sospettava che la cosa le piacesse veramente.
Aprì gli occhi e, con un mezzo sorriso, aprì la bocca per farci vedere che era vuota, allora l’altro le infilò il cazzo ordinandole di pulirlo e ,quando finì, tutti e tre le fummo attorno per baciarla e complimentarsi con lei. . Lei era felice e ci confesso che quando sentì il flusso entrarle in bocca ebbe un orgasmo, ma non osava far niente per paura che qualcosa le uscisse di bocca e noi la rimproverassimo


Pranzammo qualcosa in stanza e poi decidemmo di scendere in camera nostra per riposarci delle fatiche della notte e di quella mattinata, concordando di rivederci a cena.

Prima che uscissimo, la moglie di lui ricordò a tutti che era necessario preparala per l’ultimo passo e che ci avrebbe pensato lei
La portò in una delle due camere ed io solo la seguii, perché volevo controllare tutto quello che le facevano.
La fece sdraiare sul letto, a pancia in giù e le sollevò l’abito, mettendo a nudo quel splendido culetto che tutti credevano ancora vergine e le spiegò che doveva prepararsi a prenderlo anche nel di dietro, che rappresentava il massimo piacere per gli uomini.

Le disse che ,in seguito,quando si sarebbe abituata, avrebbe provato un piacere forse anche più grande di quello che provava quando veniva penetrata davanti,ma che le prime volte poteva farle anche molto male e, per questo, doveva abituare i muscoli del buchetto a rilassarsi.

Le spalmò sul buchetto ed all’interno un gel lubrificante , le introdusse prima una e poi due dita, per insegnarle come abituarsi a rilassare i muscoli ,poi prese un cuneo anale abbastanza grosso all’inizio, ma che nella parte che lo avrebbe bloccato al buchino, era grosso circa tre centimetri .Le disse che doveva tenerlo sempre su e che ogni tanto lo facesse uscire e rientrare una decina di volte. Quella sera le avrebbe fatto indossare uno di misura maggiore.
Alzandosi e camminando con quel coso nel culo, diceva che le dava fastidio e le faceva un po’ male, ma la donna le disse che quel piccolo fastidio le avrebbe risparmiato un dolore più grande in seguito.

A cena eravamo tutti in po’ tesi, alcuni perché non capitava tutti i giorni di aprire al piacere un culo vergine, l’ altra perché temeva che si scoprisse che quel culetto aveva già goduto delle attenzioni di un grosso calibro. . La cena fini prima di tutte le altre sere
Salimmo nell’appartamento e ,senza proferir parola, tutti,meno lei,si spogliarono in un attimo. Tutti le si avvicinarono ed incominciarono a spogliarla con la delicatezza con cui si scarta un regalo
Ma non c’era molto da togliere perché ,sotto il vestitino, non indossava niente, nemmeno il cuneo ,che era stato levato nel pomeriggio, perché il buchino potesse chiudersi completamente. Si erano spogliati tutti, meno io, ma la stavano adagiando sui materassi in salotto, quando lei mi chiese di spogliarmi .

Pensando che così si sentisse più tranquilla, mi spogliai e, come il solito, il mio modesto cazzo era in tiro come tutti gli altri. Mia moglie mi volle vicino e, naturalmente, l’accontentai ,poi la donna incomincio,come l’altra volta , a lubrificarle il culetto e, quando ebbe finito, si mise da parte e lui,quasi per un diritto di primogenitura, si inginocchio dietro di lei,che era stata messa alla pecorina ,e stava per avvicinare il cazzo al culo, quando lei si spostò e ,rivolta a tutti, disse che il primo doveva essere suo marito.

Tutti rimasero stupiti perché conoscevano il mio problema, ma io avevo capito cosa volesse mia moglie, allora mi misi dietro a lei e, puntato il cazzo in direzione del culo, mi avvicinai e spinsi . Sborrai non appena sentii il contatto della sua carne, senza riuscire ad entrare

.Il buchetto era tutto impiastricciato dalla mia sborrata ,allora, con un dito, raccolsi un po’ di sborra e lo feci entrare nel suo culetto. Di più non potevo fare, ma tutti capirono ed applaudirono.

La donna la pulì, completò la lubrificazione e lui si rifece sotto e ,questa volta,per secondo, puntò il grosso uccello contro quel piccolo buco ed incominciò a spingere. La cappella stentava ad entrare, la donna dava consigli a mia moglie sul cosa fare , poi ,d’un colpo, la cappella entrò ,seguita da un grido di mia moglie . Non dimenticherò mai l'immagine di quella grossa cappella appoggiata su quel buchino liscio ,senza grinze, che si dilatava per la spinta dell'uomo, fino a raggiungere il diametro di quella carne che ,di colpo, entrò in lei.

Lui incominciò, lentamente, ad entrare ,ogni tanto si fermava, poi d’un colpo, andò sino in fondo e ,prima lentamente e poi sempre più veloce ,incomincio ad incularla .

Lei ,per un po’, continuò a lamentarsi, ma poi rimase in silenzio e, quando mi avvicinai a lei ,mentre lui stava ancora inculandola, per chiederle se le facesse male, mi sorrise e disse di no, che le piaceva  Lui le sborrò dentro senza che lei provasse piacere.
Fu sostituito dall’altro uomo, che aveva il cazzo più grosso, ma che aveva la strada già aperta ,per cui, lei non sentì nessun dolore e lui poté incularla con forza sin da principio ed allora lei, prima che lui sborrasse, raggiunse i suoi primi due orgasmi anali

Al termine dell’iniziazione anale, ci mettemmo tutti a bere e chiacchierare. Stavamo salutandoci prendendo accordi per rivederci

Stavamo per uscire, quando lui si avvicinò e mi disse che non aveva mai incontrato una donna, sessualmente predisposta al piacere, come mia moglie.Si stava meravigliando come, in pochi giorni, fosse passata per molte esperienza partendo da zero e si chiedeva sino dove si poteva spingerla e quando e come avrebbe raggiunto il massimo della sua soddisfazione sessuale.
Gli dissi che gli ero molto grato e che quel limite, di cui diceva prima, gli promettevo che l’avremmo ricercato assieme.                 Salutammo tutti con l’impegno di ritrovarci quanto prima.

Capitolo 19 by oldconsumer

Il lungo viaggio di ritorno fu l’occasione per capire cosa era successo,quali risultati avevo ottenuto ,ma ,soprattutto, capire come sarebbe proseguito
Lei stava tutta raggomitolata sul suo posto ed era serena,,sorridente ed evidentemente felice.
Le chiesi se avesse voglia di parlare e mi rispose di sì.

Le chiesi, allora ,di dirmi cosa pensava e cosa aveva provato in questi giorni.

Mi disse che voleva incominciare dalla fine, per dirmi che non credeva che una donna potesse amare un uomo come ,ora ,lei sentiva di amare me e provare tanta riconoscenza e gratitudine come lei provava per me. Era consapevole che io avevo rinunciato al mio orgoglio e che avevo fatto violenza su me stesso per vincere la gelosia e solo per dare a lei la possibilità di provare cose e piaceri di cui non immaginava la grandezza e che, senza la mia insistenza ed il mio sacrificio, non avrebbe mai provato.

Era meravigliata lei stessa di come ogni cosa, ogni situazione ,ogni azione, avesse provocato in lei punte di piacere indescrivibile.

Niente di quello che aveva fatto, o le avevano fatto ,era stato negativo, ma tutto enormemente eccitante e fonte di piaceri inauditi .

Mi prese la mano, se la pose sulla guancia e me la baciò, se la strinse sul petto e la ribaciò ,poi ,diventando molto seria, mi confesso che la più giovane delle due donne le aveva spiegato il significato di quel collare e di quella cavigliera e ,disse, che era determinata a entrare in quel mondo per sottoporsi a quell’addestramento, perché,anche se già sapeva di esserlo,voleva diventare la mia schiava più devota,imparare come diventare più schiava di quanto già lo era e far sapere a tutto il mondo che lei era solo mia e che solo io potevo disporre completamente di lei.

Sorrisi , le diedi un bacio e le chiesi quando aveva capito che tutto quello che stava accadendo non era causale

Mi racconto che lo capì quando stava per essere penetrata la prima volta dal mio amico,e lui accennò al fatto che per lei era la prima volta e, quando lei gli chiese come mai lo sapesse, lui rispose che lei aveva un marito che l’amava tanto.

Allora aveva capito che lui sapeva tutto della nostra situazione e comprese che era tutto opera mia  ,organizzata per il nostro piacere.

Fu per questo che mi volle vicino e mi giurò che, stretti in quell’abbraccio, con i nostri corpi nudi che si stringevano, lei ebbe la sensazione che quel cazzo che incominciava ad entrare in lei fosse il mio e che fossi stato io a provocarle il primo orgasmo

Le dissi, allora, che adesso incominciava la parte più complicata.
Le ricordai la prima volta che le dissi che volevo farle provare il vero sesso, ed aggiunsi che poi sarebbe stata lei a decidere cosa fare ,ma almeno avrebbe saputo di cosa si stesse parlando, quindi,la prima domanda cui doveva rispondere era se volesse ritornare al passato o proseguire per la strada nuova.
Mi confessò di averci pensato tutta la notte ed era arrivata alla conclusione che non dipendeva da lei ,ma da me , perché lei era sicura di voler sceglier la strada che le garantiva il mio amore ,vecchia o nuova che fosse e continuò dicendo che, la strada nuova , se percorsa assieme ,come in questi giorni, era la via del miele, ma se questa strada fosse lastricata dal mio dolore e dal nostro amore, sarebbe stata la strada del veleno ,alla quale lei avrebbe preferito mille volte i nostri giochi .
Le dissi,allora ,che anch’io dovevo confessarle una cosa.,

In principio ero molto preoccupato perché non avevo idea di come lei l’avrebbe reagito a questa situazione ed il momento peggiore fu quando, alla sera, nell’appartamento di lui, la vidi nuda di fronte agli altri,
Sapevo di avere organizzato e voluto tutto io , ma una gelosia morbosa mi assalì nel rendermi conto che ,anche altri ,stavano guardando quella cosa meravigliosa che era solo mia ed il pensiero che un altro,tra poco ,l’ avrebbe toccata e vidi lui tra le sue gambe pronto ad entrare in lei, mi sconvolse il cervello e stavo ,veramente,per gridare che avevo sbagliato tutto e chiedere pietà .

Volevo che tutto finisse li, prima di cominciare e stavo per avere una crisi di nervi e di pianto. In quel momento lei mi chiamò e mi abbracciò e tutta quella rabbia ha trovato sfogo in quell’abbraccio e nei baci e, quando ho sentito che lei incominciava a provare piacere , allora ,aiutato anche dal fatto che non vedevo chi la stava scopando,ricordai perché eravamo arrivati a quel punto e, quando ebbe l’orgasmo, tutta la mia gelosia era svanita.
Avevo ripreso il controllo di me stesso,vederla godere faceva godere anche me,sapevo che il corpo che le era sopra era di un altro, ma sapevo che lei amava solamente me e, poco a poco, il vedere che la toccavano,che lei prendeva in mano i loro cazzi ,che scopava e godeva, anziché ingelosirmi incominciò ad  eccitarmi.
L’ultimo giorno, quando le hanno preso il culetto, ho provato solo una immensa eccitazione, anche dopo il mio maldestro tentativo che mi aveva fatto godere,ma, a differenza delle altre volte, per la prima volta in vita mia, continuai ad eccitarmi anche dopo aver goduto. Ora ,quando si farà scopare da qualcuno, proveremo piacere assieme ,come con l’estraneo dei nostri giochi che non aveva volto, ma ci faceva godere.

Le posi una sola condizione.

Deva confidarmi tutti i suoi desideri ,necessita e preferenze sessuali che io .,e solo io, avrei provveduto a soddisfare e ,vista questa mia disponibilità, non c'era ragione al mondo che avrebbe potuto giustificare un suo rapporto sessuale con qualcuno, a mia insaputa. Questo sarebbe stato veramente un tradimento ,che non sarei riuscito a sopportare, perché avrebbe voluto dire che il nostro amore era finito .Mi disse “ sono la tua schiava e io non ho volontà”
Infine le dissi di stare attenta a non affezionarsi a qualcuno dei suoi amanti. Lei doveva imparare a non guardare l’uomo con cui stava scopando, ma solo amare il piacere che riusciva a darle , perché ,altrimenti ,avrebbe potuto provare qualcosa per lui e ciò avrebbe potuto mettere in pericolo il nostro rapporto. Comunque io avrei fatto in modo che non scopasse più di un paio di volte con la stessa persona e non doveva aspettarsi giovani belli e muscolosi, perché ne avrei temuto la concorrenza.

Rise,mi bacio,e proseguimmo il nostro viaggio verso una vita diversa

 

 

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Capitolo 20 by oldconsumer

Quando rientrammo, dopo pochi giorni mi incontrai con il nostro amico per discutere del futuro. Dopo averlo ringraziato ancora per la collaborazione che mi aveva dato , gli dissi subito che lui sarebbe stata l’unica persona che avrebbe potuto scoparsi mia moglie tutte le volte che avesse voluto,ma lo pregavo di non farlo troppo spesso ,perché non volevo che lei sentisse di dipendere da lui. Mi disse di stare tranquillo.
Gli confessai,poi,che ero preoccupato perché la nostra situazione era del tutto particolare. Quando una coppia normale pratica lo scambio di coppia o altro, hanno,comunque, una vita di coppia normale e la loro trasgressione può essere saltuaria,occasionale. Nel nostro caso , quando la trasgressione rappresenta l’unica vita sessuale della coppia, deve avere una frequenza molto più ravvicinata ed io non avevo conoscenze tali da procurare a mia moglie un’attività sessuale almeno settimanale.

Lui mi disse di non preoccuparmi, che ci avrebbe fatto entrare in alcuni gruppi di persone che praticavano il sesso di gruppo, dove avrei potuto portare mia moglie a soddisfare le sue esigenze
Insisteva, però ,sulla ricerca dei limiti cui poteva raggiungere mia moglie e mi disse che, la prima cosa da fare, era cercare di disinibirla di più ,perché sarebbe stata la base per passi successivi .

Incominciammo a frequentare i gruppi dove lui ci aveva presentato, ma scoprimmo subito che la cosa era abbastanza insignificante, perché, alla fine, si stava trasformando in una cosa abitudinaria, priva di quella carica di incertezza e novità che tanto eccitava mia moglie.
Pensai e le dissi che volevo staccarmi un po’ dal nostro amico, per non dipendere sempre e solo da lui ,per conoscere nuovi amici .

Decisi che, forse, era il caso di incominciare ad avere una vita solo nostra

Lei fu,come sempre, accondiscendente,ed allora le proposi di navigare insieme, tra le tante proposte che c’erano nel web.
Alla sera, come due congiurati, ci divertivamo a leggere gli annunci e, dopo molte settimane, c’imbattemmo in un annuncio che attirò la nostra attenzione
C’erano due coppie,regolarmente sposate ,con gli uomini sui 45 anni e le donne una di 40 ed una di 25 .Le donne erano bisex, e gli uomini super dotati ed erano alla ricerca di una copia con lui cuckold.

Garantivano pulizia, educazione, riservatezza e, dopo i necessari contatti telefonici, si dichiaravano disposti ad ospitare la coppia interessata.

Avrebbero, in questo modo., rispettato la privacy della coppia in un incontro interlocutorio, che lasciava ,ad entrambi, la facoltà di non approfondire la conoscenza
L’annuncio convinse mia moglie che mi invitò a prendere contatto. Dai primi approcci sembrava gente molto per bene ed educata e, saputo che eravamo alle prime esperienze, mi assicurarono che avevamo trovato le persone giuste.,

Decisi di accettare di fare la loro conoscenza e prendemmo appuntamento per il prossimo fine settimana, in modo che, se ci fossimo trovati di reciproco gradimento, potevamo stare assieme due giorni .Mi chiesero soltanto , considerando che l’incontro serviva per conoscerci e poteva anche terminare dopo aver preso assieme un caffè , di fare in modo che mia moglie indossasse una camicetta aperta sul davanti, una mini gonna molto corta e niente intimo, per dar loro modo di valutare il suo corpo senza doverla umiliare con richieste di far vedere i suoi particolari anatomici.. Altrettanto avrebbero fatto loro
Come ho detto all’inizio, mia moglie è molto timida per cui ,quella richiesta, la mise in grande imbarazzo, ma le dissi che ,se volevamo frequentare un certo tipo di gente, dovevamo adeguarci.
In settimana comperò il necessario e quando il sabatomi si presentò davanti con una mini vertiginosa,calze autoreggenti ed una camicetta ampia e scolatissima, tacchi alti ed osservai le tette che si muovevano sotto la camicetta ed i capezzoli durissimi che spingevano contro la stoffa, maledissi la mia sorte.
Quando arrivammo alla loro villa , fummo accolti con molta gentilezza e quando lei si tolse il leggero soprabito ,colsi un lampo di meraviglia tra gli uomini,

Ci sedemmo a chiacchierare per conoscerci,ci chiesero delle nostre esperienze e, dopo una mezz’ora di chiacchiere, la donna più matura, rivolta alla più giovane ,che sembrava a lei sottomessa,disse di dare il benvenuto alla loro nuova amica.

Con questo volevano dichiarare la loro disponibilità a continuare
La giovane si pose ai piedi di mia moglie, le sollevò un po’ la gonna ed incominciò ad accarezzarle la figa

Lei stava tutta rigida ed in grande imbarazzo, ma, come sempre, il suo corpo non seguiva la mente e le gambe incominciarono a dischiudersi., comunicando ,così,agli atri ,che anche da parte nostra si manifestava il consenso.

Allora la donna ,con delicata violenza, le allargò le gambe ed incominciò a leccarla

Lei rispose subito a quel piacevole invito e, rilassatasi sul divano, incominciò a respirare affannosamente,

Uno degli uomini disse,rivolto a noi, che era evidente che ci eravamo piaciuti e che potevamo conoscerci meglio. I due uomini si spogliarono mettendo in mostra due cazzi veramente notevoli ed andarono a sedersi su di un altro divano.

Intanto l’altra donna andò dietro a mia moglie, le tolse la camicetta, fece allontanare la giovane, fece alzare mia moglie,sgancio i gancetti della gonna che cadde a terra lasciandola, meravigliosamente, nuda e la spinse a sedersi in mezzo ai due uomini.

Lei era ancora molto tesa e, come fu seduta, i due le misero i loro cazzi in mano ,le sollevarono le gambe, le allargarono il più possibile e le adagiarono sulle proprie, in modo che lei fosse oscenamente spalancata ,mentre masturbava quei due cazzi che le avevano messo in mano
Incominciarono a baciarla con la lingua in bocca e, mentre uno s’era impossessato delle tette e l’altro le palpava la figa, lei non resistette oltre ed ebbe subito il suo primo orgasmo .

Chiamarono la giovane perché le leccasse la figa per pulirla dei suoi umori , poi le fecero chiuder le gambe, la fecero alzare , esplorarono il culetto coprendolo di baci e leccandole il buco, poi uno la fece sedere a cavalcioni sulle sue gambe con la schiena rivolta verso di lui e glielo mise nella figa mentre l’altro davanti s’impossessò della sua bocca,
In questo crescendo d’erotismo, non mi ero accorto che la più anziana,una donna bellissima,s’era spogliata, indossando un corsetto in pelle nera, aderentissimo, che lasciava in mostra le grosse tette sorrette da un a specie di piega del corsetto, il culo sodo e bello, ed una figa pelosissima e, probabilmente, non curata, tanto era folta ed irregolare, ma,a gambe chiuse ,formava un folto cespuglio molto eccitante.,

In mano teneva un frustino, cosa che incominciò a preoccuparmi.
L a donna incitava le altre due a darsi da fare e ,con piccoli tocchi del frustino, ordinava di succhiare più velocemente ,di farlo entrare sino in gola ,di roteare il bacino che stava accogliendo il cazzo ed ,alla più giovane, con colpi più decisi, di accarezzare i coglioni degli uomini , di leccare il culo a mia moglie .

Mia moglie aveva ,ormai, raggiunto orgasmi a ripetizione e quando gli uomini le sborrarono ,uno in bocca e l’altro nell’intestino, lei ebbe l’orgasmo più devastante.
Gli uomini ,soddisfatti, chiesero alle due donne di lesbicare ed alla giovane di pulire l’ospite che colava sborra tra le gambe.,

Poi si avvicinarono ed incominciarono a giocare con le fiche ed il culo delle due donne ,portandole spesso all’orgasmo ,con profonde leccate e manipolazioni
Quando si furono stancati di giocare ,le due donne andarono in bagno per ripulirsi e prepararsi per la notte e, quando  rientrarono, mia moglie cercò gli abiti per vestirsi ,ma le dissero che non doveva farlo, che sarebbe rimasta nuda fino al momento di andar via,Quando venne l’ora di andare a letto fummo accompagnati in una grande stanza ,dove c’erano due letti più grandi di un letto matrimoniale e due bagni separati e, mentre cercavamo di capire dove dovevamo coricarsi , i due uomini presero per un braccio mia moglie e la condussero su un letto, mentre le due donne ,abbracciate, si coricarono sul secondo, lasciando un po' di spazio anche per me.

 

End Notes:

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Capitolo 21 by oldconsumer

 

Eravamo alla fine dell’estate e la camera era molto calda, al punto che , sui letti, non esistevano ne lenzuola ne coperte per coprirsi

Sui comodini dei due letti c'erano due orologi digitali che,con la loro piccola spia luminosa , riuscivano a rompere il buio più assoluto, permettendomi, quindi, di intravedere i tre corpi nudi di mia moglie e dei suoi amanti che giacevano sul letto di fronte a me

Le due donne che stavano con me, dopo alcune effusioni amorose, caddero in un sonno profondo , mentre io non riuscivo in alcun modo ad addormentarmi , tutto teso a scrutare nell'oscurità cosa avveniva sul letto di mia moglie

Vidi uno degli uomini, mentre cercava di prendere sonno, appoggiare una mano sulla coscia di mia moglie, in modo che il taglio della mano si inserisse nella figa di lei e, probabilmente, si introdusse tra le grandi labbra

Quello, pero ,che mi sorprese di più, fu che lei, senza che nessuno le chiedesse di farlo , poggiò la mano sul suo cazzo.,e , dopo un po' sentii quell'uomo prendere sonno

Provai a rallentare e regolare il mio respiro perché credessero che mi fossi addormentato,ed, in effetti, stavo quasi per addormentarmi quando sentii bisbigliare

Spalancai gli occhi che, naturalmente, s'erano un po' abituati all'oscurità e vidi la mano di Laura prendere in mano il cazzo dell'uomo ancora sveglio e sentii lui che le sussurrava se le piacesse il suo cazzo e lei rispondergli di sì ed aggiunse “ tanto “ e lui che le rispose che anche lei aveva una bellissima figa

Non sentivo tutte le parole che si scambiavano ma capii che lui le stava proponendo di andare in salotto a scopare e lei che rifiutava, ma la vidi alzare il busto e spostare la testa e chinarsi sul pube dell'uomo e muovere la testa nel movimento di un rapporto orale.

Dopo un po lei si rimise supina e, dopo un po' sentii che si erano addormentati in quella posizione e, forse, mi addormentai anch’ io, perché, ad un certo punto della notte, fui svegliato da dei rumori.

 

Guardai verso il letto di mia moglie e vidi che ,inginocchiata, stava facendo dei pompini a tutti e due , poi uno di loro la fece coricare su di sé ed ,evidentemente, glielo mise nella figa e ,dopo un paio di colpi, si fermò, per permettere all’altro di posizionarsi dietro di lei e metterglielo nel culo, in una doppia penetrazione silenziosa che lei adorava
Dopo mezz’ora vennero tutti e due dentro di lei e, quando gli uomini tolsero i loro cazzi ,le diedero un asciugamano perché si pulisse., poi uno si avvicinò a lei, le diede un lungo bacio sulle bocca e, quasi coricato su di lei ,con una tetta in mano ,cercò di riprendere sonno.,

Io rimasi li ad aspettare mattino e non so se tutti dormissero, ma non successe più niente

 

End Notes:

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