Ricatto Liberatorio by silvereye
Summary: Dopo avere trascorso parecchi momenti di relax grazie alla lettura di molti dei racconti presenti su questo sito ho deciso di provare a scrivere il mio primo racconto come una forma di ringraziamento nei confronti del lavoro svolto dagli autori.
Categories: Etero, Cuckold, Orgia Characters: None
Genres: Racconto
Warnings: None
Challenges:
Series: None
Chapters: 7 Completed: No Word count: 14165 Read: 57748 Published: 04/12/2018 Updated: 05/17/2018

1. Nei Guai by silvereye

2. Il costo del denaro by silvereye

3. Una strana cena by silvereye

4. Una coppia di aguzzini by silvereye

5. Gangbang by silvereye

6. Tutta la verità nient'altro che la verità by silvereye

7. Albert by silvereye

Nei Guai by silvereye
Antonella e Luciano sono la classica coppia sposata che vive in una cittadina del nord Italia.
Lui conduce un’attività in proprio di servizi per le aziende farmaceutiche, attività che permette loro di poter vivere degnamente, seppur non senza sacrifici, senza che la donna debba lavorare.
Una coppia abbastanza affiatata ed ancora innamorata, nonostante gli anni di matrimonio e la routine quotidiana.
Luciano adora la sua donna e la riempie costantemente di attenzioni, nonché, cerca di soddisfare tutti i desideri, ed alle volte, i capricci di lei.
Unico cruccio per l’uomo è che Antonella non ama particolarmente il sesso e per questo i desideri di Luciano molte volte restano insoddisfatti, ma l’amore che il marito prova per lei fa sì che le sue esigenze e le fantasie sessuali passino sempre in secondo piano.
Grande debolezza di Antonella, peraltro, rigorosamente tenuta nascosta al marito, è il gioco d’azzardo, da anni in compagnia delle sue amiche frequentava assiduamente il Casinò che distava solo un centinaio di chilometri da dove vivevano.
In tutto questo tempo la fortuna non era stata molto benevola nei confronti della giovane donna, tutt’altro, lentamente ma inesorabilmente aveva dato fondo ai soldi (che lei gestiva anche per conto del marito) depositati presso il loro comune conto corrente famigliare.
Una mattina capitò l’inevitabile, il postino come ogni giorno, recapitò congiuntamente alla posta indirizzata alla ditta del marito una raccomandata della banca la quale ingiungeva alla coppia il rientro entro 5 giorni di uno scoperto per un importo pari a 20.000 Euro.
Antonella fu immediatamente presa dal panico, dovuto anche al fatto che non era la prima volta che per colpa sua il conto andava in rosso, mettendo di fatto il marito in gravi difficoltà con la sua piccola azienda e creando qualche tensione all’interno della coppia.
La donna si attaccò disperata al telefono e chiamò le sue amiche per chiedere un aiuto economico, ma come sempre nel momento del bisogno gli amici ed i conoscenti si tirano indietro, tranne Flavia una donna sprezzante e volgare conosciuta presso le sale da gioco.
L’amica le comunicò di non poterla aiutare personalmente ma le diede il numero telefonico di una persona che avrebbe potuto procurarle in breve tempo il danaro, che ovviamente Antonella avrebbe dovuto restituire con gli interessi.
Compone il numero di cellulare ricevuto e dopo pochi attimi risponde la voce cordiale di un uomo.
La donna comunica allo sconosciuto il motivo della sua chiamata e quest’ultimo, non volendo parlarne al telefono, si fa dare l’indirizzo di casa e le chiede se può andare presso di lei di lì ad un’ora.
Antonella accetta sollevata da un possibile spiraglio nella vicenda. Povera illusa.
L’uomo suona alla sua porta circa 90 minuti dopo, la voce al telefono non rispecchiava certamente il suo aspetto, per altro molto poco rassicurante, ma se quell’uomo poteva essere la sua momentanea via di uscita era il benvenuto.
Lo sconosciuto di fatto un navigato strozzino squadra Antonella da capo a piedi, una giovane donna mora di circa 35 anni, una terza di seno ed un culo tutto da guardare (e non solo pensò l’uomo in preda ad un crescente interesse).
"20.000 euro sono una bella cifra." - le dice dopo sbrigativi convenevoli.
"Io te li posso anche procurare, ma tu, cosa sei disposta a fare?", “Oltre, ovviamente, a restituirli con un interesse pari al 10 % mensile”.
"Qualsiasi cosa." - risponde lei di getto in preda alla paura che il marito possa scoprire quello che sta accadendo.
Lui rimane pensieroso per qualche istante, poi, fissandola le dice;
"Ti voglio scopare."
Lei rimane attonita e gli urla "Vaffanculo."
"Vaffanculo tu, stronza."
"Non sei nelle condizioni di dettare condizioni e neanche di poterti rivolgere a tuo marito, se lo scopre ti sbatte fuori di casa, troia."
“In quest’ultima ipotesi la prossima volta potresti dovermi chiedere un lavoro.”
“Le strade sono piene di puttane come tè.”
L’uomo senza dire altro e con un ghigno sulle labbra esce sbattendo la porta, tornandosene da dove era venuto.
Antonella è agitata e disperata, la sera cerca di evitare le attenzioni e lo sguardo indagatore di Luciano che si rende conto che qualcosa non va.
La moglie si giustifica dando la colpa ad un malessere che sono giorni che la tormenta e che probabilmente a causa dello stesso si dovrà recare dal medico.
Nei giorni che seguono lei bussa ad altre porte, che puntualmente le si richiudono in faccia.
Non avendo, purtroppo, altra scelta, una sera prende il coraggio e richiama lo strozzino.
Lui si dimostra sprezzante ed irremovibile, i soldi è disposto a darglieli, ma la vuole scopare a suo piacimento.
L’indomani l'uomo si presenta a casa sua per prendere accordi, le fa firmare alcuni fogli e quando lei si alza dalla sedia per mandarlo via lui la schiaffeggia violentemente spingendola sul divano.
"Calma, non c'è fretta. Ora mi dai un acconto. Il resto me lo dai domani quando ti do i soldi." - e così dicendo libera dai pantaloni un cazzo turgido ed arrossato.
"Dai troia datti da fare, fammi vedere cosa sai fare."
Le mette una mano sulla nuca e le spinge con violenza il cazzo in bocca. "Dai cazzo, mettici un po' di impegno, spompinami come si deve."
Lei angosciata succhia il cazzo e ruota la lingua sulla turgida cappella che le dilata la bocca e le si affonda nella gola provocandole conati di vomito.
A tratti lui le sfila il cazzo dalla gola e ci mette la sua lingua per poi tornare a scoparla in bocca, "Dai stronza continua così, dai che ti sborro in bocca. La devi bere tutta."
Dopo l’ennesima serie di affondi nella calda bocca della donna lo strozzino le spinge il cazzo in gola e inizia a schizzare fiotti di abbondante sborra calda.
"Bevi troia, bevi." - le dice tenendole serrata la testa.
Umiliata e costretta ad ingoiare tutto, lei si sente distrutta, nonché, in preda alla vergogna ed alla voglia di vomitare.
Il marito non la costringe a fare cose che lei non vuole, quindi i pompini non sono una sua abitudine.
"Spero solo che non sia l'inizio di un incubo." – pensò Antonella.
L'uomo, non ancora totalmente soddisfatto, con il solito ghigno disegnato sul volto la solleva dal pavimento dove era stata inginocchiata sino ad allora e senza dire una parola le mette nuovamente la lingua in bocca, contemporaneamente, spostando con un repentino movimento della mano gli slip della donna, le affonda violentemente un dito nel culo.
"Brutta troia te lo scasso tutto." - le dice con la voce rauca per l'eccitazione.
La solleva di peso afferrandola per le natiche e la porta in cucina.
Arrivati nella stanza la piega a 90 gradi sul tavolo sussurrandole all'orecchio "Ora ti spacco il culo mia bella signora."
"No, il culo no." - urla lei ansimando in preda al panico.
"Apri le natiche troia." - le grida colpendola violentemente su di esse.
"No...ti prego...non voglio...” - dice lei.
"Te l'ho detto che ti scassavo tutto. Li vuoi i soldi?", chiede ironico, "allora stai ferma."
"No ti prego..."
"Vaffanculo mi hai stufato"
"Ok! Però niente soldi." - dice ridendo l'aguzzino.
"No, no, va bene." - dice lei dopo un minuto, singhiozzando e piangendo, "Però non farmi male."
"Va bene cosa?"
"Fammi.......quello che vuoi."
"Ora me lo devi chiedere per favore."
In quel momento lei capisce dove il bastardo vuole arrivare.
Vuole arraparsi, vuole che lo implori.
Allargandosi le natiche con le mani e continuando a singhiozzare gli disse "Dai bastardo rompimi e fottimi il culo."
"Brava, così va bene, cominci a ragionare.", nel frattempo le dita nel suo culo sono diventate due, aumentando il dolore ed i lamenti.
"Troia, ora ci metto il cazzo, vedrai come urli!"
E’ tutto vero, l’uomo appoggia la cappella sullo stretto ed inviolato buco del culo e, non senza fatica, lo allarga rompe senza ritegno.
Lei inizia ad urlare forte, ma più grida più l'uomo eccitato la stantuffa senza pietà, le dà colpi fortissimi ansimando, finché ad un tratto lo sente rallentare a poco a poco fino a fermarsi con il suo cazzo ben piantato nelle viscere.
Incomincia a darle forti colpi sulle natiche con il dorso delle mani, obbligando, per riflesso, la donna a contrarre lo sfintere.
Il piacere che tali contrazioni provocano al cazzo dell’uomo sono inversamente proporzionali al dolore acuto ed al bruciore che provocano al culo di Antonella.
"Puttana, puttana, mi fai sborrare." dice l'uomo in preda alla libido.
“Aaaaaaaa, mi fai male, fermati, fermati, aaaaaaaaaaaa”
"Ohhhhhh, ti sborro dentroooo."
In un attimo lui le inonda le viscere, lei sente lo sperma bollente colare lungo le sue cosce. L'uomo ansimante si sfila dal culo violato, la fa voltare verso di lui e le caccia il cazzo in bocca.
"Succhia, succhia puttana, pulisci anche i coglioni, altrimenti te lo lascio in bocca fino a che non si indurisce di nuovo."
Una volta soddisfatto l'uomo si ricompone compiaciuto.
"Sei un fottuto bastardo, non l'ho mai dato neanche al mio uomo."
"Perché tuo marito è un coglione. Da me invece ti fai inculare tutte le volte che voglio. Capito troia."
"Ci rivediamo domani, torno con i soldi e per prendermi il resto, ci vediamo bella signora."
La donna si accascia sul pavimento della cucina dolorante ed umiliata, prova tanta vergogna e nello stesso tempo un gran bisogno di sentire la voce dell'uomo che ama, di trovare un po’ di conforto.
Compone il suo numero di cellulare ed immediatamente sente la voce dolce e rassicurante del marito, mentre gli dice che lo ama il suo intestino, privo di controllo, di colpo scarica, imbrattando il pavimento della cucina, tutta la sborra ricevuta in culo pochi minuti prima.
Continua ......................
End Notes:
Essendo un principiante invito tutti coloro che leggeranno gli episodi che compongono questa storia ad espormi liberamente le loro critiche, suggerimenti, impressioni, ecc.
Gradirei conoscere in modo particolare il punto di vista femminile in merito all’evolversi della storia.

silvereyem@hotmail.it
Il costo del denaro by silvereye
Era vero, si era sentita diversa, aveva quasi provato un piacere perverso ad essere usata come una troia, come quelle attrici che alcune volte aveva visto nei film porno noleggiati dal marito, ma a lui aveva sempre negato tutto, mai il culo, pochissimi pompini e fatti male, sempre scuse per allontanarlo.
In bagno, mentre si lava le brucianti estremità del corpo, Antonella si ritrova in lacrime a rimpiangere di non essersi, in passato, fatta prendere in quel modo dal marito, innegabilmente avrebbe reso felice lui e oggi forse sarebbe stata più pronta ad affrontare l’assalto al suo corpo.
Oramai il danno era fatto, l’importante era riuscire a mantenere all’oscuro di tutto Luciano ed ottenere i soldi che le servivano per bloccare l’azione della banca.
Il giorno seguente il marito è uscito presto per andare al lavoro, mentre Antonella sta facendo colazione riceve la telefonata dello strozzino, che senza perdere tempo in convenevoli la informa che nel giro di un’ora sarebbe stato a casa sua con i soldi e che lei avrebbe dovuto accoglierlo vestita in modo sexy, nonché, pronta a soddisfare le sue richieste.
Doveva resistere, di lì a poche ore avrebbe avuto i soldi, anche se a caro prezzo, che le avrebbero fatto guadagnare almeno un po’ di tempo.
Nervosamente la giovane donna prende a depilarsi sotto il getto della doccia calda, si lava i lunghi capelli neri per poi raccoglierli in un lungo asciugamano a mo di turbante.
Dopo essersi asciugata si passa lo smalto rosso sulle unghie dei piedi e delle mani e nell’attesa che questo si asciughi torna in camera da letto per scegliere gli indumenti da indossare.
Il phon ha appena ultimato di asciugare i suoi bellissimi capelli che il campanello dell’ingresso inizia a suonare.
Il tempo di guardarsi allo specchio, mordersi le labbra per il nervosismo, correre ad indossare le scarpe nere con il lungo tacco per ritrovarsi ad aprire la porta a chi si godrà il suo corpo per le prossime ore.
L’uomo senza attendere l’invito, da parte della padrona di casa, ad entrare la supera senza dire una parola portandosi in prossimità del divano posto nella sala.
Antonella chiude la porta ed in silenzio si avvicina all’uomo che nel frattempo a gettato il suo soprabito sulla spalliera dell’arredo.
“Avanti, ho una giornata piena d’impegni, immagino non abbia bisogno di spiegarti cosa devi fare ………………………., forza inizia a spogliarti, ……………., voglio guardarti”.
Di fronte all’uomo, la donna, profumata e leggermente truccata, inizia a togliersi, facendo scorrere verso il basso la lunga zip posta sulla schiena, l’abitino nero che scivolando lentamente mostra un abbigliamento intimo bianco molto fine costituito da corpetto e perizoma su calze autoreggenti rigorosamente bianchi.
Sempre più spaventata e umiliata, nota con terrore l’agitarsi dello strozzino che guardandola si tocca nervosamente il membro nei pantaloni.
“Dai togliti questo cazzo di corpetto e fammi vedere le tette, forza”.
“Si subito, come vuoi, ma non farmi del male ti prego”.
Antonella, seppur sconvolta, è bellissima, i capelli neri scompigliati contrastano con il viso arrossato dalla vergogna, che a sua volta contrasta con il colore degli occhi resi lucenti dalle lacrime trattenute a forza, si slaccia lentamente l’indumento trattenuto da gancetti metallici sul davanti dello stesso liberando il suo florido seno color latte per la lussuria dello spettatore.
“Belle tette, dai voltati e fammi vedere il tuo culo da troia”.
Ondeggiando sui tacchi alti la donna si gira e si flette in avanti per esporre un culo favoloso, percorso nel mezzo dal filo sottile del perizoma bianco.
“Non mi piace aspettare, togliti quel perizoma zoccola, voglio vedere quanto devo allargartelo quel buco”.
“Sei un animale …….”
“Zitta e fai quello che ti dico, ora io e te abbiamo un patto e tu devi rispettarlo”.
Le lacrime iniziano a scendere silenziosamente per il rimorso nei confronti del marito, mentre le mani fanno scorrere delicatamente il perizoma dai fianchi alle cosce, scoprendo la nera linea retta della sua fica.
In un attimo l’uomo davanti a lei, si trasforma in animale infoiato in preda ad un vero raptus sessuale, vista la bellezza della donna le si avventa contro strappandole il ridotto indumento e obbligandola a salire carponi sul tavolo della cucina.
I suoi capelli sono stupendamente sciolti sulle spalle e lungo la schiena, la testa rivolta in avanti, gli occhi chiusi e la sua mente vaga assente come ad estraniarsi dal corpo.
Lui inizia a leccarla tra le gambe, lambisce l’esterno dell’ano e tutto il solco delle natiche, lentamente ma efficacemente, con la mano sinistra esplora la figa della donna alla ricerca dei suoi fluidi.
La mano destra dell’uomo è avvinghiata saldamente sulla natica allargandola al fine di scoprire il più possibile il buco del culo della femmina.
Sempre più voracemente insinua la sua lunga lingua all’interno del canale posteriore, alterna gli affondi della stessa tra spinte regolari e solleticamenti repentini sputandoci dentro ripetutamente e spingendo la saliva all’interno della cavità anale.
Neanche nei suoi più reconditi pensieri Antonella avrebbe mai immaginato che quello che le stava accadendo potesse farle provare quella specie di piacere che iniziava a montare sotto forma di calore e brividi che a partire dal suo sesso risalendo lungo la spina dorsale s’ insinuavano nella sua testa che provava inutilmente a rifiutare quei segnali inequivocabili che il suo corpo le stava mandando.
Quasi senza rendersene conto la donna porta la sua mano sinistra sulla sua rispettiva natica divaricandola con le dita, facilitando così il lavoro della lingua e delle dita dell’uomo.
Quest’ultimo dopo avere lubrificato abbondantemente con la sua saliva l’ano della femmina, con fare deciso le infila nel retto il suo dito medio, che una volta messo dentro è fatto scorrere avanti e indietro con una cadenza lenta e spasmodica, fino a causare in lei, anche se involontariamente, gemiti di godimento e lo scorrere lungo le gambe degli umori della sua fica.
Lui nel frattempo, come un automa, si tira fuori il membro ed inizia a menarselo, la cappella arrossata e bagnata dall’eccitazione del momento, al suo dito si aggiunge anche il medio, ambedue scompaiono appaiati nelle profondità dello sfintere della donna.
Per circa venti interminabili minuti le cose vanno avanti così fino a quando l’uomo, sfilando lentamente le dita dall’ano della donna le dice: “Ora si cambia gioco”.
Antonella, arrossata in volto e con il fuoco tra le gambe non ha la forza e neppure la volontà di dire niente, la sua mente si è persa ed abbandonata al piacere.
Ha perso il contatto con la realtà, sente solo un forte bisogno di sentirsi riempire, i capezzoli si sono talmente induriti che le fanno male, la sua pelle luccica di sudore, non si è mai sentita così. Sciafffff………, un forte schiaffo sulla sua natica destra facendola sussultare sul tavolo.
“Voltati verso di me ………… svelta” le ordina l’uomo.
La donna pur restando carponi esegue l’ordine senza fiatare.
Una volta di fronte all’uomo sente subito le mani di quest’ultimo afferrarle i seni, “Mmmmmm, senti che belle tette che ti ritrovi, morbide ma con i capezzoli di pietra, “Ti piace il mio trattamento …. vero, rispondi troia”
La donna soggiogata dal fare deciso dell’uomo e dall’eccitazione in cui si trova risponde in modo caldo e sensuale “Baciami ti prego ……..”, contestualmente tira fuori delle labbra la sua lingua di velluto che subito è risucchiata dalla bocca dello strozzino, mentre i suoi capezzoli subiscono la tortura imposta dalle dita e dalle unghie dell’uomo.
“Ti piace e zoccola e dillo che ti piace”.
“Mmmm, siiii, essere immondo, siiiii, ………” dice la donna con un soffio di voce.
“Troia non vedo l’ora di aprirti per bene anche dietro”, con uno strattone dei capelli Antonella è invitata a scendere dal tavolo e fatta inginocchiare davanti all’uomo.
“Avanti inizia a succhiarmi e a smanettarmi, senza fare storie”.
“Mmmmmm, mmmm” succhia e sussulta la donna, mentre le dita dell’uomo continuano il loro lavoro sui seni e sui capezzoli.
La donna si sfila il cazzo di bocca: “Basta ti prego così mi fai troppo male”
“Riprendi subito a succhiare zoccola e zitta, zitta devi stare”, lei in silenzio e guardandolo negli occhi si riporta alla bocca il membro turgido ed umido mentre con le mani inizia contemporaneamente una lenta masturbazione.
Dopo una decina di minuti l’uomo si ritiene sufficientemente pronto, le sfila il cazzo dalle labbra, la solleva di peso per poi girarla e spingerla a d appoggiare il busto ed il viso sul tavolo.
Grazie alla posizione ed ai tacchi alti della donna, l’uomo trova perfettamente agevole l’accesso ai buchi d’Antonella, in modo molto rude le affonda alcune dita nella figa ritrovandosi le stesse immediatamente impregnate d’umori vaginali.
“Bene, ora t’insegno cosa voglia dire scopare” le dice infilandole il cazzo in fica dando vita ad una rude e alternata penetrazione, in fica ed in culo, ambedue percorsi e stantuffati con possenti affondi del membro.
Antonella assapora per la prima volta quella penetrazione, per il marito ha sempre finto e neanche in modo convinto, sente il bisogno di sentirlo nel profondo della sua vagina e in modo quasi impercettibile avvicina sempre più il suo corpo e le sue natiche al corpo dell’uomo.
Quest’ultimo percepisce la partecipazione della donna all’atto sessuale in corso ed affonda il suo membro sempre più fino a sollecitare le pareti dell’utero.
La figa della donna gronda d’umori, i due sessi si muovono all’unisono in modo perfetto, non concedendo alcuna tregua al suo corpo, sono venti minuti che la scopa, sembra non voler mai finire, lei si volta guardarlo quasi ad implorarlo di farla godere, si sente sporca, ma non può farne a meno, vuole godere, vuole conoscere il sapore dello sperma dell’uomo che la fotte e la fotte ancora, è un susseguirsi di gemiti ed insulti (zoccola, puttana, ecc.), umiliata e sfinita lei ha perso il senso del tempo e dello spazio “Basta non ce la faccio più..., ti prego…………”, vorrebbe solo che a scoparla ci fosse il suo vero uomo.
L’uomo accelera gli affondi e prende tra le dita il clitoride della femmina che oramai vicinissima all’orgasmo grida: “Oooooohhhhhh, siiiiiiiiiii, bravo, adesso sbattimi, sbattimi con forza lurido porco ……………”
Ancora un paio di colpi e la donna scossa da fremiti e da un blackout mentale esplode:
“Siiii, siiiiii, godo bastardo, ……………….godooooo”.
L’uomo si sfila dalla figa bagnata della donna dando a quest’ultima l’illusione di poter finalmente riprendere fiato e coscienza di se stessa, ma dura poco, non ancora soddisfatto lo strozzino la immobilizza, tramite le stesse calze di nailon sfilate alla donna, al tavolo dove il busto ed il seno sono incollati per il sudore, lo sguardo acceso e rivolto verso le natiche che tiene saldamente divaricate con le mani che sembrano artigli, esponendo in modo lascivo il buco del culo e la figa.
“Quando avrò finito ci potrà passare anche un autotreno, dentro questo buco”
“Lo davi questo culo al tuo uomo? Ah, ah, ah, ……….”
La stretta sulle natiche si fa ancora più energica, “Noooooooooo, ti prego questo ancora nooooooooooo” grida Antonella.
Sembra più per salvare la sua integrità morale che per la paura, “Ho fatto tutto quello che volevi, mi farai male come ieri”.
La cappella del turgido cazzo è appoggiata all’apertura anale e con una spinta lenta ma decisa il cazzo dell’uomo inizia la discesa nelle viscere della donna.
Lei emette un urlo di dolore dovuto alla lacerazione dell’ano, lo strozzino la sta fottendo nel culo, lei oramai è rassegnata e dolorante ma nello stesso tempo eccitata da tutta la decisione e l’irruenza, e, dalle dimensioni del cazzo che la penetra con vigore e non trova il coraggio di ribellarsi a lui e al suo corpo che pur avendo goduto a ricominciato a riaccendersi di passione, anzi ora si rende partecipe accompagnando con il movimento delle natiche gli affondi del cazzo nel suo orifizio, urlando ora di piacere, ora di dolore.
L’ano brucia in modo feroce, quando il grosso cazzo turgido arretra grondante d’umori l’uomo guarda la femmina con un ghigno beffardo e soddisfatto di se stesso, di poter godere del piacere di possedere questo splendido esemplare femminile.
Sembra impossibile che l’ano possa dilatarsi così tanto se sottoposto a continue sollecitazioni e divaricazioni, il cazzo affonda nuovamente dentro non solo penetrando il corpo ma anche psicologicamente la mente d’Antonella.
Il lancinante dolore e niente in confronto alle sensazioni e alle vibrazioni che le contrazioni dello sfintere trasmettono al cervello della giovane donna con esiti piacevoli per la donna stessa.
“Ti piace troia, ah, ah, ah, ora si che ti ritrovi un vero culo da zoccola”
“No, non è vero” grida sfinita mentre il cazzo continua a perforarle il culo e l’intestino.
Sembra un serpente vivo che le stritola gli intestini al fine di trovare una via d’uscita diversa da buco d’entrata.
“Aaaaaaaaaa è grosso ……….., piano, ti prego pianoooo”
“Dopo questo servizio il tuo culo sarà più efficiente della tua fica”
Lei vorrebbe scacciare le sensazioni di godimento che lentamente ma inesorabilmente s’impossessano nuovamente del suo corpo e della sua mente, ma è inutile, i capelli scompigliati, agli occhi che guardano nel vuoto ed il viso devastato dal piacere, rendono evidente che il grosso cazzo continuando a scavare il suo culo le apre un mondo di sensazioni fino ad oggi sconosciute.
Improvvisamente le mani dell’uomo si aprono un varco tra la superficie del piano d’appoggio del tavolo e il corpo della donna per andare ad afferrare saldamente i suoi seni e stringerli con foga.
La giovane donna è sempre bellissima, indossa ancora le scarpe con il tacco alto, il viso stravolto e le sue natiche superbamente esposte verso l’alto.
Dopo un paio di minuti l’uomo nel suo culo sta per venire, il cazzo allo spasimo, lo sfintere si dilata quasi a voler cedere, lei grida “Aaaaaaarghhhhhhhhh, che doloreeeeee, nooooo, non c’è la faccio così mi uccidi, nooooo, vieni ti prego, vieniiii”.
Dopo due sussulti il cazzo esplode nelle viscere della donna, sicura di sentire lo sperma rovente risalire l’intestino, dopodiché il membro rilassato lascia libero il buco del culo che oramai non riesce, almeno al momento, a restringersi nella sua naturale posizione lasciando la visione spettacolare di un enorme buco nero nell’universo delle splendide natiche della giovane donna.
Il maiale si appresta a liberare le caviglie legate alle gambe del tavolo per poi obbligarla ad inginocchiarsi di fronte a lui, dolorante ma eccitata, di sua iniziativa la donna si prende l’uccello dell’uomo in bocca ed inizia a succhiarlo con trasporto, il culo e la figa in fiamme, il gusto dello sperma nella bocca non le impediscono di fare a meno di pensare che quell’uomo servendosi del suo corpo con egoismo e libidine la sta, di fatto, vergognosamente eccitando e nel riconoscersi femmina come mai si è sentita ora pensa che il sapore e l’odore di sperma nella bocca e nelle narici e meno nauseante, vuole fare tutto quello che lui desidera, si sente una puttana ma nello stesso tempo follemente desiderata come donna.
Una decina di minuti dopo l’uomo, oramai soddisfatto, si riveste, lancia sul tavolo una busta contenente 20.000 Euro in contanti e sorridente esce dalla porta principale senza dire una sola parola.
Continua ……………………………..
End Notes:
Ringrazio coloro che mi hanno contattato per esprimere le loro prime impressioni.
Per suggerimenti o critiche: silvereyem@hotmail.it
Una strana cena by silvereye
Author's Notes:
In questo capitolo entra in punta di piedi e non solo, Luciano il marito di Antonella.
Quella sera Luciano torna a casa verso le 21.00 più stanco del solito ma questo non gli impedisce di avvertire subito che qualcosa è cambiato.
L’aria all’interno della casa è satura di profumi fruttati, le pareti del corridoio riflettono il tenue bagliore di luci tremolanti che arrivano dalla sala.
L’uomo perplesso chiama la moglie che gli risponde dalla cucina, senza farsi vedere, invitandolo ad andare a farsi la doccia e a mettersi comodo mentre lei ultima i preparativi per la cena.
Per andare verso il bagno Luciano deve passare davanti alla sala illuminata solamente da una serie di candele rosse inserite in due candelabri posti sulla tavola elegantemente apparecchiata.
Non ci vuole molto per l’uomo capire che Antonella deve aver voluto preparargli una sorpresa e seppure stanco Luciano si affretta verso il bagno, dove liberatosi velocemente dagli indumenti si butta sotto la doccia.
Mentre si lava accuratamente non può fare a meno di fantasticare sulla piega che la serata potrà prendere.
Qualche minuto dopo Antonella entra nel bagno portando al marito un telo da bagno pulito con cui possa asciugarsi e non può fare a meno di notare il cazzo del suo uomo in piena erezione.
Luciano si guarda il pene e poi alza lo sguardo incrociando gli occhi di sua moglie, lei di rimando gli sorride amorevolmente e baciandolo lievemente sulla bocca lo invita ad asciugarsi e ad andare a vestirsi per la cena, l’uomo la guarda in modo interrogativo mentre lei si allontana verso la cucina.
Qualcosa è cambiato, l’uomo vede la donna in uno stato di prostrazione ma con una strana ed inconsueta luce negli occhi.
Antonella, da parte sua, se pur stanca e dolorante, si sente irrequieta e vergognosamente eccitata nel scoprirsi troia, nonché, perfettamente cosciente di desiderare il cazzo di Luciano.
Vuole donargli tutto quello che per anni gli ha negato, se si era praticamente venduta per il gioco d’azzardo e per il denaro, non può non essere la puttana dell’uomo che ama.
Nel tardo pomeriggio dopo essersi lavata si era profumata, leggermente truccata nel modo a cui al marito piaceva vederla quando uscivano insieme, intimo composto da perizoma, calze e reggicalze di colore nero, indumenti che Luciano le aveva regalato in passato ma che lei non aveva mai indossato con piacere.
Seppur stanca e provata quella notte avrebbe fatto impazzire il marito, sarebbe stata la sua troia la donna che lui aveva sempre sognato.
Dopo una doccia, di ritorno dal bagno Luciano si siede al tavolo in cucina, elegantemente apparecchiato, con candele accese, frutti e vino che assapora in silenzio mentre osserva la sua donna alle prese con i fornelli.
Come sempre non può fare a meno di guardarle il tornito e desiderato culo, ma questa sera qualcosa è cambiato, lei è cambiata, non è vestita da cucina.
I suoi capelli sono stupendamente sciolti sulle spalle e lungo la schiena, il suo corpo e rivestito da un leggero ed attillato vestitino estivo, impossibile, Luciano sente il suo cuore fermarsi per un attimo, Antonella indossa sotto il vestito calze nere e scarpe con il tacco alto.
Il leggero tessuto dell’abito lascia intravedere il disegno del perizoma stretto tra le natiche della moglie.
Il cazzo, stretto nei pantaloni si mette nervosamente a pulsare, decisamente la mise di Antonella questa sera non rispecchia la quotidianità.
Finalmente Antonella si mette a tavola con lui ed iniziano a cenare, parlando della giornata di lavoro di Luciano, il quale si complimenta con lei per l’ottimo cibo preparato e per la sua bellezza.
Antonella lo bacia teneramente sulle labbra, dopodiché gli sussurra all’orecchio: “Questa sera, amore mio, ti ho preparato un dessert speciale”
La pressione del marito continua a salire vertiginosamente, ma come al solito cerca di non darlo a vedere.
Alla fine delle portate la donna sposta le vettovaglie e si siede a gambe aperte sul tavolo di fronte al marito, i tacchi delle scarpe piantati sulle spalle dell’uomo, con due dita sposta il perizoma dalla sua rossa apertura e guardandolo negli occhi gli dice: “Questo è il dolce che ho preparato per te amore mio”.
L’uomo vinto il primo istante di stupore si getta con la testa tra le gambe profumate ed avvolte nelle calze di nylon, leccandole e penetrandole la figa con la lingua, ignaro del cazzo che quella stessa figa aveva accolto nell’arco della giornata.
Il profumo inebriante ed il dolce gusto degli umori della donna lo stordivano e inebriavano, risvegliando i suoi più reconditi istinti.
Antonella la testa rivolta all’indietro, i capelli che toccano la tavola, i suoi occhi socchiusi e la sua mente che corre al cazzo del marito, lo desidera ma nello stesso tempo lo vuole scioccare, come del resto era stata scioccata lei nel pomeriggio.
Mentre lui continua a leccarla tra le gambe, Antonella spegne e sfila dal candeliere una lunga candela rossa, prende a leccare e succhiare la base della stessa come se fosse un lungo e sottile cazzo.
Con una mano, delicatamente, Antonella allontana il viso del marito dalla propria figa, lui la vede sempre più stupito leccare la candela mentre con un lento movimento rotatorio delle gambe e dei glutei lei si posiziona a 90 gradi sul tavolo, si solleva sulla schiena il leggero abito e si abbassa con una lentezza esasperante il perizoma sino alla curva interna delle ginocchia.
“Leccami il buco del culo amore mio, penetralo con la tua lingua.”
Sempre più sorpreso ma eccitato Luciano esita tremante di fronte a tanta bellezza, al forte e perverso richiamo di quello stretto (almeno così lui crede) buchino rosa.
La sua lingua distesa in modo piatto inizia a lambire l’esterno dell’ano e tutto il solco delle natiche, lentamente ma efficacemente.
Con la mano destra Antonella regge la candela che continua a succhiare con la sua bocca, la mano sinistra si porta sulla rispettiva natica allargandola al fine di scoprire il più possibile il suo fremente buco del culo.
Luciano inizia ad insinuare la sua lingua all’interno dello sfintere, alternando gli affondi regolari della stessa a solleticamenti repentini.
“Sputaci dentro tesoro, lubrificami il buco con la tua saliva ……...”
A quelle parole Lucino da fuori di matto, con le mani allarga senza tanti complimenti le natiche della mogliettina ed inizia a sputarci dentro ripetutamente, spingendo la saliva all’interno del culo con la lingua.
Per Luciano un deciso shock sta arrivando, neanche nei suoi sogni più perversi la sua mente ha immaginato quello che i suoi occhi avrebbero visto di lì a pochi attimi.
Antonella porta la sua mano sinistra al centro delle natiche divaricandole con le dita, in seguito si sfila la candela dalla bocca e porta la stessa nella parte posteriore del suo corpo, gli occhi dell’uomo si dilatano, capisce ciò che di lì a poco accadrà.
Lentamente ma con fare deciso Antonella inizia ad infilarsi l’asta di cera nel retto per una discreta lunghezza, una volta posizionata dentro, la donna inizia a far scorrere la candela avanti e indietro con una cadenza regolare, ansimando e gemendo, gli umori della fica cominciano a scorrerle lentamente lungo le gambe.
Il marito impietrito, come un automa si tira fuori il cazzo ed inizia a menarselo, la cappella rosso fuoco in procinto di esplodere dall’eccezionale eccitazione del momento.
Aveva sempre sognato la sua donna così e questa sera finalmente il sogno si avverava.
“Continua a lubrificarmi, lecca il culo della tua troia amore” diceva lei continuando a fottersi da sola.
Lui riprende a leccare la circonferenza del buco dilatato dalla candela e a tirarsi il cazzo in maniera sempre più decisa.
“Stupenda amore mio mi fai impazzire, questa sera sei la porca che ho sempre sognato.”
“Si, sono la tua puttana, solo la tua puttana.”
“Non resisto più sto per godere.”
“No, non così ti prego, vieni davanti a me sborrami in bocca”
Il marito non se lo fa ripetere due volte, rapidamente si porta dalla parte opposta del tavolo e si dispone prontamente con il cazzo ben piantato nella bocca di Antonella che succhia e lecca eccitata da morire, nel frattempo la candela quasi scompare talmente la spinge nelle profondità del suo intestino.
Godono insieme, Luciano le schizza in gola e sul viso fiotti di caldo sperma e Antonella gode nel culo come se a fotterla ci fosse ancora lo strozzino.
Sono spossati ma felici si guardano negli occhi e vedono le fiamme della passione all’interno degli stessi.
L’uomo ficca la lingua nella bocca della moglie quasi a volerla mangiare, a sua volta lei gli riprende il cazzo con una mano e ricomincia a menarglielo dolcemente, contemporaneamente si sfila la candela dal buco del culo e si prepara a scioccare nuovamente il suo uomo.
La donna si libera dalla morsa delle labbra e della lingua del marito e fissandolo dritto negli occhi si porta nuovamente la candela tra le labbra facendo scorrere la lingua lungo di essa.
Luciano è senza parole, si rifiuta di pensare, cosa sta succedendo?
Cosa è successo?
Non gli importa più di niente il suo cazzo parla per lui tornando nuovamente duro e voglioso.
“Scegli.” dice lei.
Sorridendo maliziosamente: “O mi fotte il culo il tuo cazzo o torna a prenderselo la candela”
Luciano sta sbroccando letteralmente “Ora ti faccio passare la voglia mia stupenda porcona, inizia con il lubrificarmi il cazzo.”
Così dicendo l’uomo affonda nuovamente il proprio cazzo nella bocca della moglie che prende a succhiarlo, a leccarlo lungo l’asta fino a succhiargli le palle.
Nel frattempo l’uomo stimola con le dita il clitoride della donna che stringe le natiche per l’eccitazione.
Il momento è arrivato, l’uomo si riporta alle spalle della donna che nel frattempo si dilata le natiche con mani.
Lo spettacolo è bellissimo, tra le gambe la figa rossa ed umida continua a colare nettare biancastro e profumato, l’anello dello sfintere arrossato pulsa aperto ed invitante, l’uomo non indugia oltre, assesta due colpi decisi di lingua (il buco sa di cera) dopodiché le appoggia la cappella al buco spingendo forte con un rantolo.
Antonella emette un grido liberatorio, la rudezza della penetrazione subita nel pomeriggio viene esorcizzata dalla presenza nel suo culo dell’amato marito.
“Sbattimi, allargami gli intestini, non avere pietà amore mio.”
“Vendicati per tutto il tempo e per tutte le volte che non mi sono concessa a te:”
“Ti voglio aprire, ti voglio allargare questo fottuto buco di culo, voglio farti arrivare la mia sborra nella bocca passando dall’interno”
Luciano si rende conto che qualcosa è terribilmente cambiato, qualcosa è successo, ma eccitato come un’animale nel periodo dell’accoppiamento ed accecato dalla felicità continua a godere della carne e dallo spettacolo delle natiche dell’amata.
Vorrebbe possedere due cazzi per poterla penetrare, possedere contemporaneamente e donarle il massimo del piacere, il suo ventre sbatte sulle chiappe schiacciandole al fine di affondare il suo corpo in quello di lei.
Il suo sangue ed i suoi testicoli stanno ribollendo, la colata sta montando e dopo alcuni affondi lo sperma sgorga per tuffarsi nelle viscere della donna.
Ancora accoppiati fisicamente i due si cercano, si baciano appagati, si stringono.
Lei piange e lo accarezza, lui la bacia dolcemente e non vuole sapere, non adesso.
Il mattino dopo Luciano è uscito molto presto senza svegliare Antonella, la guarda soddisfatto ma sa che quanto e successo la sera prima è frutto di qualcosa che potrebbe cambiare la sua vita.
“Cosa ti succede amore mio?” – pensa l’uomo, voltandosi ed uscendo di casa.
Ore 9,00 del mattino, la giovane donna si sveglia tutta indolenzita ma riposata, si rende conto che il marito deve essere uscito già da tempo, è felice di averlo appagato come lui desiderava da lungo tempo, aveva esagerato con Luciano, sicuramente il marito avrebbe finito con il capire qualcosa, ma era stato più forte di lei, lo voleva, lo desiderava come non lo aveva mai desiderato, voleva essere dominata da lui come l’aveva dominata e soggiogata ai suoi sporchi desideri il prestasoldi.
Oramai il danno era fatto e non si torna indietro, inoltre, tra qualche ora sarebbe andata in banca a coprire l’ammanco sul conto.
End Notes:
Come sempre sono gradite le vostre critiche, suggerimenti o consigli. silvereyem@hotmail.it
Una coppia di aguzzini by silvereye
Author's Notes:
Antonella inizia a lasciarsi andare ed il suo cambiamento diventa sempre più evidente.
Aveva detto a se stessa che non avrebbe mai più messo piede in una sala da gioco, ma più passavano i giorni più si rendeva conto che non sapeva come recuperare i soldi da restituire allo strozzino e la prima data era già passata senza che lei potesse onorare il debito.
Durante la mattinata la donna riceve la telefonata di Flavia, la quale adducendo non ben definiti problemi, la invita a recarsi presso una villa nei pressi della periferia cittadina, al fine di poterle parlarle privatamente in merito al mancato pagamento della rata del prestito.
Durante il viaggio Antonella non è affatto sicura di quello che sta facendo, ma oramai non ci sono alternative, se vuole continuare a salvaguardare il suo matrimonio, che a causa sua corre il rischio di naufragare, deve assolutamente gestire il problema.
A causa del suo carattere e del vizio del gioco di cui è succube, Antonella si è indebitata giorno dopo giorno e le richieste dei creditori si fanno sempre più pressanti.
Pensava di avere toccato il limite della sua degradazione, ma purtroppo si sbagliava.
Arrivata puntuale presso la casa sita al fondo di un viale alberato, Antonella parcheggia l'auto (peraltro regalatale dal marito), prima di scendere si controlla il trucco nello specchietto retrovisore e solo in quel momento si rende conto che inconsciamente subito dopo aver ricevuto la telefonata di Flavia si era preparata all’incontro.
Si era depilata, si era fatta la doccia e lavata i lunghi capelli neri, non aveva tralasciato neppure lo smalto rosso vermiglio sulle unghie dei piedi e delle mani.
Sapeva che l’unica merce di scambio che possedeva con il suo creditore era se stessa ma anche se preoccupata mentre si preparava avvertiva un calore nel suo basso ventre e solo all’idea di quello che lui avrebbe di nuovo potuto farle rizzare la fine peluria del corpo.
Dopo un ultimo controllo al colore delle labbra e all’eyeliner la giovane donna scende dall’auto e si avvia verso la porta d’ingresso.
Una volta azionato il campanello resta nervosamente in attesa mordendosi le labbra e oscillando sui tacchi fino a quando la porta si apre e viene invitata ad entrare dalla sua “amica” Flavia.
Antonella la saluta: "Ciao Flavia", la donna di rimando con voce alterata le risponde "Ciao Antonella, ma che fine hai fatto? ………………. Sei sparita come sono spariti i soldi che devi al mio amico.”
“Scusami Flavia ma ho avuto delle difficoltà ………………”
“Le scuse non servono e non risolvono sicuramente il problema, tieni al tuo matrimonio? Ami tuo marito? …………. Allora zitta, seguimi e fai quello che ti sarà chiesto.”.
Antonella segue Flavia all’interno dei locali della villa e rivolgendo lo sguardo verso il salone la donna nota una serie di materassi posati a terra, ma non può vedere le tre telecamere opportunamente occultate al fine di poter riprendere tutto quello che avviene nel locale.
Flavia la lascia sola solo un attimo per poi tornare subito dopo, accompagnata dall'uomo che ha prestato il denaro ad Antonella approfittando di lei e della sua disperazione, portando con se un cofanetto contenente dei lubrificanti in gel ed un cellulare.
Lo strozzino sembra più compiaciuto che arrabbiato e si rivolge alla giovane donna in modo sarcastico: “Ho aspettato più del dovuto ma non ho visto la prima parte dei soldi che mi devi, preparati, oggi mi restituirai la prima rata lavorando per me.”
“Ma io …………”, Antonella non riesce a proseguire in quanto Flavia le assesta un sonoro ceffone sul viso, “Zitta puttana, non hai nessun diritto di replica, preferisci che chiediamo i nostri soldi a tuo marito?”
“No, vi prego, no, mio marito non deve sapere”.
Flavia si porta di fronte alla donna: “Se lo scopre tuo marito ti ammazza!”, le dice accarezzandole il volto solcato dalle lacrime e inizia a baciarla in bocca.
Antonella è colta di sorpresa, non sa cosa fare ma decide di rispondere al bacio per non alterare ulteriormente la coppia d’aguzzini.
Lo strozzino si porta dietro di lei ed inizia a spogliarla incitandola: “Dai mogliettina, fammi vedere la tua lingua sulle labbra di Flavia, da brava vedrai che la mia amica saprà farti divertire”.
Flavia usa sapientemente la sua lingua per esplorare la bocca di Antonella e le sue mani si concentrano sui seni della donna con particolare attenzione alla stimolazione dei capezzoli.
L’uomo nel frattempo si è dedicato a lei accarezzandola e spogliandola completamente salvo il perizoma, le calze bianche e le scarpe con il tacco alto.
“Ora smettetela di limonare e ora che la Troia si dedichi al mio cazzo”, lo strozzino la prende per i capelli e la costringe a piegarsi sulle gambe al fine di arrivare con le labbra all’altezza del suo cazzo già durissimo per l'eccitazione.
Antonella oramai sa bene cosa l’uomo si aspetta da lei e provvede, senza dire una parola, a prendere il membro tra le mani e lo porta nella sua accogliente bocca.
Le mani segano lentamente quel cazzo duro mentre la lingua rotea sulla cappella assaporando il gusto del liquido pre-spermatico che esce a piccole gocce da quel pezzo di carne.
La giovane donna si rende conto che il ribrezzo che provava in passato per il rapporto orale si sta trasformando in qualcosa d’eccitante, sentire quel cazzo vivo e pulsante violarle la bocca per cercare di affondare nella sua gola fino a toglierle il fiato la fa sentire porca e desiderata.
Mentre Antonella è assorta nei suoi pensieri e continua a succhiare il membro dell’uomo Flavia, si porta dietro di lei, le afferra la testa e la spinge verso il ventre del suo compare determinando l’affondo del cazzo nella gola della sventurata che cerca, invano, di divincolarsi da quella posizione.
“Ingoialo puttana, devi guadagnarti i soldi del mio amico ……………., devi succhiarlo come si deve ………..”, Antonella chiusa tra le gambe di Flavia e dello strozzino, che nel frattempo hanno iniziato a baciarsi, si dedica a quel cazzo con tutta la poca esperienza di cui è capace cercando di accoglierlo il più possibile senza vomitare e nella speranza che una volta soddisfatto l’uomo la lasci andare.
“Succhia bene?” - chiede Flavia al suo amico.
“Devi provarla anche tu, Troia ti conviene iniziare a leccare la fica della mia amica se non vuoi che il tuo maritino sappia tutto”.
"Basta che poi mi date altro tempo per restituirvi il denaro" - risponde la vittima del ricatto oramai rassegnata ma nel contempo anche un po’ eccitata.
L’odore di sesso che pervade la stanza, la rudezza e la decisione della coppia portano Antonella, suo malgrado, a lasciare momentaneamente il cazzo dell’uomo e a voltarsi verso Flavia, la quale si solleva con le mani la gonna e ordina alla sua vittima di sfilarle l’intimo e iniziare a leccare la sua fica.
“Dai lecca Troia, lecca, cosi siiiii ….” Antonella usa la sua lingua sulla fica piena di umori di Flavia ed in modo istintivo usa le mani per tornare a segare il cazzo teso allo spasimo dell’uomo.
Flavia le tiene la testa schiacciata fra le gambe fino a farle mancare il respiro e l’odore degli umori della donna e del cazzo del suo compare fungono da afrodisiaco nei confronti della loro vittima la quale si scopre sempre più eccitata e bagnata.
Antonella insinua sempre più la lingua tra le umide labbra della fica di Flavia, non aveva idea del dolce sapore che può avere una donna, come un automa una delle sue mani lascia il cazzo dell’uomo e si porta tra le proprie gambe per dare sollievo al suo clitoride che brucia per l’eccitazione.
Flavia ansima sempre di più e spinge con più foga la testa di Antonella tra le sue gambe. “Sto per godere, zoccola, lecca, dai lecca più forte ………..”.
L’aguzzina esplode in un orgasmo e soffoca le sue grida di piacere nella bocca del suo amico, di suo Antonella non si perde neanche una goccia del nettare profumato che fuoriesce dalle labbra arrossate di quella fica.
La giovane donna completamente persa in questo momento di lussuria s’infila due dita nella sua fica alla ricerca del piacere e si riporta il cazzo nella sua bocca questa volta succhiandolo con trasporto e passione.
Flavia, rivolgendosi ansimando all’uomo dice; “Dai cosa aspetti ad incularti questa Troia, non vedi com’è infoiata?”
L’uomo in preda all’eccitazione sfila il cazzo dalla calda e umida bocca della sua preda, la fa alzare, immediatamente la sua amica prende le braccia di Antonella e tirandole la costringe a piegarsi a novanta gradi verso di lei.
“Spaccala in due vedrai come le piace”, così dicendo Flavia porta la sua mano sulla fica di Antonella che immediatamente si bagna degli umori della donna.
“Gocciola come una cagna in calore ……………… non aspetta altro di essere scopata come si deve”.
Per la giovane donna era duro dover ammettere a se stessa che quello che la stronza stava dicendo era la verità, desiderava veramente che le riempissero la fica, con qualsiasi cosa non aveva importanza, poteva essere il cazzo dell’uomo, un oggetto o il collo di una bottiglia.
Voleva solo sentire qualcosa che le sfregasse le pareti della vagina al fine di avere un po’ di sollievo, ma mentre la sua mente vagava lo strozzino si sputava sul glande e senza nessun altro riguardo affondava il suo cazzo nel culo della giovane donna.
Antonella emette un grido, prova dolore, ma meno che in passato, in più lui le tocca la fica da dietro stimolandole alternativamente la vulva e il clitoride.
Sembra una tortura ma la donna ha imparato ad arrendersi, a seguire il ritmo del cazzo che si muove nel suo culo in direzione del suo intestino.
Seppure involontariamente Antonella non ci mette molto a lasciarsi sfuggire dei gemiti di piacere, confermando ai sui aguzzini il suo apprezzamento per il trattamento che subisce.
Nonostante si sia persa in una nuvola di lussuria, la donna sente la mancanza dell’uomo che ama, ora vorrebbe ci fosse lui a darle il tormento nell’intestino, vorrebbe che fosse lui a prendere a schiaffi le sue natiche.
“Senti come le piace prenderlo in culo alla nostra bella e fedele mogliettina ……… ora le riempio l’intestino di sborra”.
“No, no, aspetta, forse la puttana ha sete”. Dice Flavia, “Non sborrare in culo a questa cagna, fallo nella sua bocca”.
L’uomo le affonda più volte il suo duro sesso nel culo e quando si rende conto che sta per godere lo tira fuori con una lentezza esasperante.
Un flebile e continuato “Nooooooooooo” esce dalle labbra di Antonella che in preda ad una totale eccitazione si sente svuotata, quel grosso cazzo le riempiva le viscere ed i sensi, il suo sfintere liberato si dilatata e permette all’aria di entrare nel suo corpo raffreddando il fuoco che le terminazioni nervose del suo sfintere trasmettevano al cervello.
L’uomo si porta davanti a lei, ha la cappella grossa e viola, talmente grossa che fatica ad entrare nella bocca della donna che prende a succhiarlo e leccarlo con avidità.
Non può farne a meno, vuole sentire il sapore e la consistenza del suo sperma, lo avrebbe desiderato sentire nel culo come la schiuma di un estintore che spegnesse le sue fiamme, ma lei non contava, lei non decideva, lei poteva solo continuare a leccare e succhiare ed attendere la sborrata dell’uomo come una liberazione.
Infine arriva una lunga e consistente sborrata, un fiume, lui la obbliga ad ingoiare tutto e nel mentre la insulta: “Bevi Zoccola, bevi, guai a t se ne lasci sfuggire anche solo una goccia”.
Mentre Flavia prende tra le mani il cazzo dell’uomo e inizia a segarlo questo si rivolge alla vittima delle sue attenzioni: “Mia bella signora, questa è la prima di una lunga serie di scopate. Sempre se vuoi che quel cornuto di tuo marito non venga a sapere di questa storia”.
L’avevano incastrata per bene, i soldi le permettevano di mettere momentaneamente a posto la parte finanziaria della sua vita, ma ad un prezzo altissimo e dolorosissimo.
Molto presto sarebbe arrivato il momento che avrebbe cambiato Antonella per sempre facendo emergere una parte di se stessa fino ad oggi a lei sconosciuta.
“Stai ancora un po' giù alla pecorina, voglio farti godere nella fica”.
Flavia continua a segare l’amico strozzino e approfittando della posizione a carponi della giovane donna si diverte a dilatarle l’ano con due dita della sua mano libera.
Mentre il cazzo dell’uomo riprende vigore nella mano della sua complice lo sfintere di Antonella, si rilassa aprendo la strada alle dita che sfregando sulle pareti interne dello stesso risvegliano i sensi della sventurata.
Passano solo alcuni di minuti e il cazzo, nuovamente teso dell’uomo, si insinua tra le grandi labbra della fica di Antonella, le dita continuano a scavare il culo della bellissima donna che finalmente sente entrare quel cazzo tanto desiderato nel suo sesso.
Le palle ed il ventre dell’uomo sbattono ripetutamente sulle natiche di Antonella la quale con il fiato corto ed il volto sudato inizia a gemere di piacere in preda ad una nuova forma di sollecitazione sessuale.
Le dita di Flavia penetrano in profondità nel suo sfintere contemporaneamente al cazzo dell’uomo che affonda nel ventre fino a sollecitare anche l’utero della donna.
Il seno rivolto verso il basso oscilla sotto i colpi dell’uomo e l’afflusso di sangue determina l’indurimento allo spasimo dei capezzoli che vorrebbero, al fine di trovare sollievo, essere accarezzati o leccati.
“Sì così, ti prego fottimi ………, fottimi più forte …….”, chiede Antonella in preda all’eccitazione.
“Sbattila, falle male, falle provare alla Troia cosa significa farsi scopare da un cazzo vero, senti come le piace”.
“Smettila di fare la falsa mogliettina fedele e goditi il mio cazzo nella tua fica”.
Mentre l’uomo continua a martellare con cadenza regolare il sesso, oramai fradicio d’umori, della donna, Flavia inserisce nel retto anche un terzo dito, ora solo un sottilissimo e tesissimo lembo di carne separa i due buchi.
Antonella si gode, senza più remore, quel trattamento, la coppia d’aguzzini si rende conto che la loro preda e oramai prossima all’orgasmo e per questo aumentano l’intensità delle spinte negli orifizi dilatati, ancora pochi colpi e la giovane moglie in preda a spasmi di piacere si lascia andare urlando “Si, si, godo, godooooo ………, luridi bastardi”. Contemporaneamente l’uomo le scarica in fica i suoi ultimi fiotti di sperma.
Continua ………………………
End Notes:
Come sempre sono graditi i vostri commenti, suggerimenti o le vostre critiche. Con l'occasione ringrazio tutti coloro che mi hanno incitato a continuare. silvereyem@hotmail.it
Gangbang by silvereye
Author's Notes:
Non è una nota realtiva al racconto in se ma una richiesta di collaborazione. Ho in mente un nuovo "progetto letterario" ma avrei bisogno della collaborazione di una signora possibilmente nella fascia di età 45-60 anni. Per i dettagli: silvereyem@hotmail.it
Flavia si dirige verso un’altra stanza parlando con qualcuno al cellulare.
Alcuni minuti dopo si sente suonare il campanello, il terrore s’impossessa della giovane donna,
La compagna dello strozzino si avvia verso l’ingresso per aprire e fare accomodare nella casa 7 ragazzi, di cui 2 di colore.
Antonella cerca di liberarsi dell’uomo che nel frattempo non ha smesso di baciarla e torturarle i capezzoli, le sue resistenze hanno avuto come effetto nient’altro che sonori ceffoni sulle natiche e sul seno allo scopo di soggiogarla definitivamente.
I ragazzi dopo avere scambiato qualche parola con Flavia, su suo invito iniziano a spogliarsi.
Antonella non può fare a meno di notare che i giovani sono carini e fisicamente ben dotati ma inizia anche a capire quello che potrà succedere di lì a poco.
Restati nudi gli ospiti iniziano a menarsi il cazzo osservando attentamente la bella donna mora nuda davanti a loro.
Lo strozzino da dietro le spalle di Antonella strizza con una mano i capezzoli duri ed eretti e con l’altra le stimola il clitoride.
Per la scena a cui stanno assistendo e per la bellezza della giovane donna dalle gote arrossate, dagli occhi lucidi e languidi, iniziano a pregustare quello di cui godranno a breve.
Flavia si inginocchia in mezzo a loro e prende a spompinare a turno i ragazzi, nel frattempo si masturba con la mano tra le gambe, dimenandosi e gemendo in preda ad una perversa eccitazione.
Alla vista di quella scena lo strozzino non resiste più, fa stendere Antonella su uno dei materassi posati a terra, si siedono a cavalcioni sulle tette e sollecita la donna a riprendergli il cazzo moscio in bocca.
Lei se pur stanca ma ancora eccitata riprende il lavoro di lingua e con le mani massaggia delicatamente i testicoli dell’uomo.
Le calze bianche sono tutte smagliate ed indossa ancora le scarpe con il tacco alto, sembra proprio una bella puttana con i suoi lunghi capelli neri scompigliati, la pelle sudata ed il seno costretto tra le gambe del suo aguzzino.
Flavia si stacca dal gruppo di giovani e li invita a prendersi cura della donna a terra che in un attimo è attorniata, molteplici mani iniziano ad accarezzarla per tutto il corpo, diverse dita s’insinuano nei suoi orifizi.
Antonella sottoposta a queste piacevoli sollecitazioni prende a succhiare con più foga il cazzo dell’uomo che nel frattempo è tornato in pieno vigore.
Flavia si stende sopra ad un altro materasso ed aprendo tutte le gambe espone agli occhi dei presenti la sua fica notevolmente slabbrata a forza di essere usata, qualche giovane tenta di avvicinarsi ma lei li ferma perché chiama e vuole il suo uomo.
Lo strozzino si sfila dall’abbraccio delle labbra della giovane donna e raggiunge la sua compagna la quale lo accoglie tra le sue gambe divaricate e sollevate al fine di essere presa nel modo più profondo possibile.
Antonella resta libera solo qualche attimo, i ragazzi la sollevano e la impalano sull'uccello di un giovane nero, uno di loro si attacca morbosamente alle sue tette alternando dolorosi morsi a languide leccate.
Nel mentre Flavia s’inarca sotto i colpi di reni a cui il suo compagno la sottopone mentre contemporaneamente le strizza i seni.
Mentre il cazzo nero affonda sempre più nella fica di Antonella, due giovani le infilano a turno il loro cazzo in bocca e qualcun altro guida la sua mano lungo la sua dura asta. Poi si cambiano, e si cambiano ancora, è un susseguirsi di gemiti e urla, lei perde il senso del tempo che passa e gli uomini non si risparmiano per godere di quel giovane e florido corpo.
Ad un tratto un dolore immenso, mitigato dallo scoppio di un cazzo nella gola che le riempie la bocca di sperma, proveniente dal suo ano lacerato dal grosso cazzo del ragazzo di colore, che sfilatosi dalla figa grondante di umori, si è piantato senza indugio in esso.
Le gira la testa, è sfinita e alcune parti del suo corpo non rispondono più agli stimoli.
Uno di loro comincia a masturbarsi, fino a scaricare il suo sperma dentro la sua bocca che lei ora tiene volutamente aperta per gustarsi il sapore caldo e salato dello sperma giovane.
Le gira la testa, il seno viola a causa degli strizzamenti e dei morsi subiti, il ragazzo di colore continua i suoi affondi nel suo culo che pare scoppiare.
Dopo un po' ecco un altro cazzo ancora più grosso che si infila nella sua fica, urla, piange ma inaspettatamente arriva l'orgasmo.
E’ ancora tutta frastornata quando il giovane che la incula viene scaricandole dentro tutto il suo sperma, il secondo ragazzo di colore che la penetra davanti nella fica si lamenta che è troppo dilatata e bagnata, sente colare fuori i suoi umori e non riesce a venire.
Crolla, trattata peggio di una puttana, sfinita non riesce più a reagire, i giovani si alternano, le bloccano le caviglie tenendola a gambe aperte e cominciano nuovamente a scoparla e incularla contemporaneamente a turno, per poi venirle ripetutamente in bocca.
“Basta non ce la faccio più..., Vi prego…………” e sviene.
Nessuna pietà e nessun ritegno, senza perdere tempo viene presa e buttata nella vasca da bagno piena di acqua gelida, la quale a contatto della sua pelle rovente la riporta brutalmente alla realtà.
Il resto del pomeriggio è travolgente, fatto di doppie e triple penetrazioni, sborrate in faccia e dentro la bocca.
Antonella è presa da tutti i prestanti giovani, i suoi buchi non sono mai lasciti liberi, dalla sua fica grondano i suoi umori, dalla bocca fuoriesce lo sperma dei ragazzi, tutti stanno usando la donna in ogni buco, che oramai esausta, ma nello stesso tempo eccitata, non ha il coraggio di dire di no, ormai è troppo tardi ed il prezzo da pagare è quasi onorato.
7 uomini sconosciuti infoiati si stanno scopando la donna mentre la ricoprono di insulti: “Troia, succhia, guarda come gode questa Vacca, ……” e lei trova solo il coraggio di guardare il suo principale aguzzino e dirgli "Ora sarai soddisfatto, mi stanno sbattendo come una Troia"
In effetti, si lascia fare di tutto, anzi lei stessa ora agevola le penetrazioni, con un soffio di voce chiede che le tolgano almeno il cazzo dal culo che oramai non è in più in grado di sopportare ulteriori affondi, è subito accontentata con una lunghissima e liquida sborrata, poi tocca subito ad altri 2 ragazzi che le riversano in bocca il loro godimento, lei pulisce i loro cazzi con la lingua, gli occhi chiusi mentre qualcuno la scopa ancora in fica, i giovani uno dopo l’altro vengono rantolando come bestie, i cazzi escono dalla sua fica e dalla sua bocca per lasciare il posto al sesso degli altri ragazzi.
Antonella prova un forte godimento quando I ragazzi eccitatissimi prendono a leccarle il culo, la fica e le tette e la bocca.
Il modo in cui il suo corpo risponde alle sollecitazioni, i suoi gemiti di piacere indicano che la donna è pronta e disponibile per una nuova performance ad alto contenuto erotico.
Avendo chiara la situazione due giovani la prendono in mezzo a loro e quasi a come volerla ringraziare il godimento che ha donato a tutti loro iniziano a penetrarla in fica e in culo in modo delicato.
La scopano con una lentezza esasperante e nel frattempo le loro mani le accarezzano il corpo delicatamente.
I restanti partecipanti osservano i loro amici dare piacere a quella bellissima donna, si godono la visione delle lingue che si cercano, il seno bello e lucido dal sudore, ma la cosa migliore sono i suoni e i gemiti che la donna in estasi emette.
“Si, sii, cosi ragazzi lentamente, ………sento i vostri cazzi ragazzi, …… più in fondo prendetemi ancora di più ……….”, e loro la scopano con movimenti più attenti e affondi maggiori.
Alcuni che guardano la scena prendono a segarsi eccitati, non vogliono partecipare per continuare a godersi lo spettacolo.
“Guarda come si fa scopare quella Troia, ha il viso da santarellina e invece guarda che vacca, si gode i cazzi con vera passione”.
Dopo queste parole alcuni di quelli che si masturbavano vengono sborrando sul pavimento, contemporaneamente Antonella emette degli urli di godimento e si lascia andare al piacere dell’orgasmo.
I due cazzi continuano ad entrare e uscire dai buchi della donna la quale continua a fremere di piacere.
Sono ore che la scopano ma sembra che non vogliano mai finire, lei li guarda come fosse drogata o in trance, sudata, sporca di sperma rappreso sul viso, sui capelli e sul corpo.
Ora i due ragazzi di colore si avvicinano al trio in azione e prendono a leccandola ovunque, strappandole sospiri di godimento.
I due ragazzi che con la loro delicatezza, fisicità e passione, e, con i loro rispettivi cazzi le hanno donato stupende sensazioni e il migliore orgasmo della sua vita, iniziano ad essere stanchi e sentono montare il loro piacere.
Aumentano la velocità e la frequenza con cui s’infilano nei suoi orifizi per poi muoversi all’unisono in modo sincronizzato, lei si gode quel trattamento aggrappandosi ai loro corpi ed adeguando il movimento del suo bacino alle loro spinte, ansima mentre con la lingua cerca alternativamente le loro bocche.
A quella vista tutti gli altri riprendono a segarsi e si avvicinano ai compagni e alla donna, pochi colpi e i due giovani le vengono dentro il ventre e l’intestino rantolando di piacere.

Sono andati avanti fino al tardo pomeriggio, intervallando solo qualche minuto al fine di ripulire dallo sperma che Flavia e Antonella si ritrovano abbondantemente appiccicato addosso.
Verso le 19.00 l’orgia a termine, i ragazzi se ne vanno visibilmente soddisfatti, Flavia e lo strozzino osservano, ridendo sguaiatamente, Antonella nuda in lacrime e piena di sperma e vergogna più per il fatto di avere provato più volte piacere che per quello che le avevano fatto durante la giornata.
L’uomo le lancia i vestiti e le dice. “Prendi i tuoi stracci e vattene da qui Zoccola.”
Flavia aggiunge: “Torna a casa da tuo marito, per quanto può servire ti poteva andare ancora peggio, dopotutto ai anche goduto come una vacca, ah, ah, ah.”
Antonella si riveste ed esce velocemente da quella villa, umiliata, dolorante e sporca non fa in tempo ad aprire lo sportello della macchina che vomita sul selciato il proprio disgusto e la propria vergogna pensando che era vero, aveva goduto proprio come una Zoccola.
La mogliettina era stata brava, pensano sorridenti lo strozzino e la sua donna mentre visionano le riprese effettuate dalle telecamere nascoste.
Opportunamente tagliate e montate le scene di sesso quasi estremo (anal di tutto rispetto) avrebbero reso un bel po’ di soldi nel mercato video XXX.
Era chiaro che avrebbero sfruttato ancora la donna per i loro traffici ed il loro piacere.
Antonella se pur stanca e dolorante fa ritorno a casa, getta tutti i vestiti in lavatrice, si mette sotto la doccia bollente lavandosi a lungo, il culo e la figa in fiamme ma non riesce a fare a meno di rivedere come in una rapida serie di flashback le scene che la vedono presa in tutti gli orifizi, i fiotti di sborra sul suo corpo, il gusto dello sperma nella bocca, i volti stravolti e soddisfatti dei ragazzi che hanno usato il suo corpo ed a cui lei ha donato involontariamente momenti di assoluta goduria.
Avvertiva ancora l’odore dello sperma degli sconosciuti e poteva sentiva l’andirivieni dei loro cazzi nei suoi orifizi.
Ancora una volta si sentiva sporca, una traditrice ma anche apprezzata e desiderata, si sentiva diversa, più VIVA.
Continua …………………………
End Notes:
Come sempre sono a vostra disposizione: silvereyem@hotmail.it
Tutta la verità nient'altro che la verità by silvereye
Author's Notes:
Capitolo di transizione, inizia la chiusura di una fase e inizia ll cambiamento vero e proprio della coppia di protagonisti.
Vi auguro un buon proseguimento di lettura.
Si è alzata, ha fatto colazione e nelle ore successive si è dedicata in modo svogliato alle solite faccende domestiche cercando di non dare corpo hai pensieri che ultimamente la opprimono.
Nel primo pomeriggio suona il campanello e dietro la porta d’ingresso si presenta un corriere con un piccolo e anonimo pacchetto tra le mani ed il suo palmare per la firma elettronica.
Antonella si domanda di cosa si potrebbe trattare perché sia lei che Luciano non si aspettavano nessuna consegna, ma siccome non c’è nulla da pagare ed il destinatario risulta essere proprio lei, firma la ricevuta sullo schermo del dispositivo e ritira il plico.
Una volta sola in casa, presa dalla curiosità, scarta il pacchetto ed al suo interno trova l’anonima custodia di un dvd.
Dirigendosi verso il televisore la giovane donna sente crescere un forte senso d’ansia e preoccupazione, inserisce il dvd nel lettore e avvia la riproduzione.
“Nooooooooo, noooo, non può essere vero”, “Bastardi, bastardi” – scoppia a piangere con la testa tra le mani, cadendo in ginocchio davanti allo schermo.
La scena vede protagonista lei mentre, inculata da uno dei ragazzi di colore, lecca a turno il cazzo di due dei giovani presenti nella villa dello strozzino e della sua degna compagna.
Prende a scorrere velocemente il video, ben consapevole di ciò che potrà vedere; lei sodomizzata, lei fottuta contemporaneamente nel culo e nella fica, lei che gode e grida, ragazzi che le sborrano in bocca e sui seni, mani che la toccano, sempre lei e solo lei una puttana a disposizione di tutti.
L’avevano sfruttata, umiliata, pervertita ed ora molto probabilmente si accingevano a ricattarla.
Maledetti loro, maledetto gioco, maledetto denaro, ma soprattutto maledetta lei e il giorno che aveva accettato l’aiuto di Flavia.
Piange per ore, senza trovare il coraggio di visionare un solo altro minuto del filmato.
Cosa volevano ancora da lei?
Cosa doveva fare?
Non può denunciarli, si esporrebbe troppo, il marito lo verrebbe a sapere nel peggiore dei modi ed il suo mondo crollerebbe inesorabilmente.
Ma non può cedere ad un ricatto di questo tipo, non avrebbe nessuna garanzia che questo abbia poi un reale termine.
Solo una persona può toglierla dai guai, anche se questo vuol dire distruggere proprio l’uomo che ama.
Deve dirglielo, deve raccontare tutto, anche a costo di perderlo, non ha importanza, almeno non lo trascinerà con sé nel suo inferno.
Arriva la sera, Antonella è seduta sul divano di fronte alla televisione come in uno stato di trance e con le orecchie sta aspettando di udire il suono delle chiavi che girano nella serratura della porta di ingresso.
Ore 20.10, Luciano è a casa.
“Tesoro ciao, sono a casa”, “Amore dove sei?”
Luciano trova Antonella riversa sul divano, i capelli scompigliati, le lacrime agli occhi ed il viso devastato dalla disperazione.
“Amore che succede? Amore?”, l’uomo entra in uno stato evidente tensione.
La moglie lo invita ad avvicinarsi, lo abbraccia e scoppia nuovamente a piangere senza dire una parola.
L’uomo la stringe forte a se e le accarezza i capelli con dolcezza senza dire niente, conosce la moglie, sa che in questo momento parlare non servirebbe.
Dopo interminabili minuti Antonella si scosta dal marito, lo guarda negli occhi e con flebile voce gli dice: “Voglio che tu sappia che io ti ho sempre amato, ti amo disperatamente, qualsiasi cosa tu faccia l’accetterò, sono una stronza, una vera stronza.” e scoppia nuovamente a piangere.
“Amore calmati, calmati ti prego, parliamone, parla con me.”
“Guarda quella Troia di tua moglie” – gli urla Antonella avviando la riproduzione del dvd.
Sullo schermo iniziano a passare una dietro l’altra le immagini del peggior incubo che l’uomo può immaginare, il suo cuore si lacera dolorosamente, non un grido, non un singolo movimento, l’uomo è diventato di ghiaccio, come se non fosse in quella stanza, come se non fosse mai esistito, mai nato.
Un film porno e solo un film porno, come ne ha visti tanti, certo, ma questa volta la protagonista è la donna che ama è sua moglie.
Non distoglie gli occhi dallo schermo, non si tratta di coraggio, ma di freddezza, di folle dolore e lucidità in una miscela esplosiva.
Antonella che succhia, Antonella che lecca, Antonella che ingoia, Antonella tra 2 cazzi, Antonella circondata da cazzi.
Antonella in sincronia con i movimenti degli uomini che la inculano, che la fottono, Antonella che GODE.
Il video è finito, la sua anima è finita, Luciano è morto, morto dentro.
Amore, sacrifici, rinunce e fiducia, fiducia e ancora fiducia bruciati in pochi attimi.
Luciano prende la moglie per le braccia, la guarda negli occhi e le dice solo con una voce ferma e distaccata, quella di uno sconosciuto: “Racconta tutto dal principio, non omettere nulla.”
Difficile per la donna smettere di piangere, la tensione e la paura che provò il giorno dell’orgia maledetta è stato niente in confronto a quello che il suo corpo denuncia in questo momento con scossoni involontari ed incontrollabili dello stesso.
Sa che sta per perderlo, sa che deve fare come lui le dice, allora cerca di ricomporsi in qualche modo ed inizia a raccontare tutto al marito: il gioco, il debito, il ricatto, l’orgia e soprattutto la sua vergogna.
Lui ascolta, freddo, impassibile, calcolatore, stranamente lucido e deciso sa perfettamente che deve reagire immediatamente, chi si trova all’inferno non può raggiungere un posto peggiore.
Finito di ascoltare quanto la moglie ha da dire l’uomo si alza e senza dire una parola esce di casa.
In tanti anni è la prima volta che succede una cosa del genere, Antonella sente freddo, molto freddo, non voleva caricare un tale peso sul marito, non voleva ferirlo e solo ora si rendeva conto di cosa sta realmente rischiando di perdere.
Luciano vaga lungo strade deserte e buie, ma nella sua testa non è solo, rivede le immagini di tutti i bellissimi momenti passati insieme ad Antonella, immagini interrotte da flash che la vedono farsi sbattere ora a novanta gradi ora tra due uomini, non poteva finire così, non poteva lasciarla andare alla deriva, almeno per i momenti di felicità che ella gli aveva donato in tutti questi anni.
Momenti e ricordi dilaniati da quello che aveva fatto in nome del dio danaro e del vizio.
Rientrò alle 5,00 del mattino, le occhiaie, la barba lunga, i vestiti stropicciati ed umidi, lei era ancora dove e come l’aveva lasciata la sera prima.
Mentre lei lo guardava e aspettava in silenzio, lui si preparò un caffè lungo e caldo, si cambiò ed, una volta pronta la bevanda, la portò con se nella sala, ove si sedette su una poltrona di fronte alla confusa donna.
Iniziò, senza tradire alcuna espressione, dicendo: “Ora le cose sono cambiate e tu sei l’artefice di questo cambiamento, ai solo due possibilità; o loro oppure me, ma attenzione io non sarò meglio di loro, anzi.”
Lei lo guardava non capendo.
Lui continuò: “Se cedi a qualsiasi ricatto non ti libererai mai di loro, ma questo forse potrebbe anche piacerti visto che ti sei dimostrata una vacca in calore.”
Antonella fa per obbiettare ma lui con un cenno la blocca.
“Del resto se accetti il mio aiuto io risolverò il tuo problema ma ti tratterò come la più infima delle puttane, non avrò rispetto alcuno di te, sarà mia cura trasformare la tua vita nello stesso girone infernale nel quale mi hai scaraventato.”
Antonella singhiozzando si getta su di lui lo stringe forte “Resta come me, resta con me, ti amo Luciano ti amo.”
Lui non si mosse e non disse niente.
“Farò qualsiasi cosa, sarò la tua serva, ti obbedirò in tutto amore mio, ti prego
Picchiami, insultami ma dimmi qualcosa …………….”
“Avvicinati”
Lei si avvicina fiduciosa.
“Inginocchiati davanti a me ed apriti la camicetta”
Antonella esegue senza fiatare, si sposta dal divano, si inginocchia davanti all’uomo che ama e che ha il terrore di perdere, con le dita tremanti si sbottona la camicetta mostrando il suo seno da sempre apprezzato dal marito.
Luciano la guarda negli occhi, i suo occhi hanno il fuoco dell’inferno che arde al loro interno, senza aprire bocca, con un rapido movimento del polso della mano che regge la tazza di caffè nero bollente, lancia il rovente liquido sul petto della moglie”
“Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa” – urla la donna in preda ad un inaspettato e lancinante dolore, portandosi istintivamente le mani sul petto.
Lui lascia la tazza e prende a schiaffeggiarla “Le mani dietro la schiena svelta.”
Lei titubante e spiazzata esegue immediatamente quanto ordinatole dal marito, anche se il bruciore sul petto e sui seni è insopportabile.
Ora lui si abbassa su di lei e mentre con la mano sinistra trattiene i polsi di Antonella ben saldi dietro la schiena, con la mano destra raccoglie nuovamente la tazza rovente per poi appoggiarla repentinamente e alternativamente sui capezzoli di lei.
“Aaaaaaaaaaa, basta, aaaaaaaaaaaaaaaa, no, no ti prego, aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa”
I capezzoli sono viola e tumefatti per il calore e il volto della donna e solcato dalle lacrime di dolore che scendono dai suoi occhi.
Lei inginocchiata e bloccata lo guarda e con un filo di voce gli dice “Continua se è questo che vuoi, continua ti prego amore mio.”
“Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa, ……………………., aaaaaaaaaaaaaaa, ……….,aaaaaa”
Luciano va avanti così fino al raffreddarsi della tazza, dopodiché spinge la moglie per terra, le strappa gli slip e la possiede in modo disperato, come un’animale ferito a morte.
Durante l’amplesso lui le morde ripetutamente le vesciche che si sono create sui capezzoli, incutendo dolori terribili alla sua donna, che nel frattempo lo tiene stretto e lo bacia sul viso, lei è consapevole che il dolore che prova è niente in confronto a quello che si cela all’interno del petto del suo uomo.
Si addormentano sul tappeto, abbracciati, disperati, ma si amano, si amano nonostante tutto e questo fa ancora più male.
Per fortuna è un sabato mattina, lui si sveglia verso le 07:30, deve fare in fretta, deve arginare immediatamente il danno fatto.
Deve colpire e colpire duro.
I sette ragazzi di cui due di colore non facevano testo, erano sicuramente occasionali fruitori ed approfittatori della moglie, chiamati dal figlio di puttana prestasoldi e da quella troia della sua compagna per poter girare il film ed incastrare la stupida vittima.
Indossa una paio di jeans, una maglia e un giubbotto sportivo, prende con se i documenti, le chiavi dell’auto, il cellulare ed esce di casa per salire in auto ed allontanarsi di un paio di isolati dalla loro abitazione.
Albert è il responsabile della sicurezza di una casa farmaceutica per cui Luciano a prestato spesso i suoi servizi ed i due con il passare del tempo hanno sviluppato una sorta di amicizia e rispetto reciproco.
L: “Pronto Albert, sono Luciano”
A: “Luciano, amico mio che sorpresa”
L: “Scusami se ti disturbo di sabato mattina ma ho urgente bisogno di parlarti”
A: “Nessun disturbo, ma non al telefono”
L: “Dimmi tu dove e quando”
A: “Al Caffè Moderno in piazza Garibaldi tra 40 minuti”
L: “D’accordo ……………………, grazie Albert”
L’uomo alto, capelli neri lunghi e ricci, barba e baffi curati, occhi neri profondi, nazionalità non ben definita ma con un accento che potrebbe essere germanico o austriaco, esce di casa indossando un completo nero di elevata qualità sartoriale.
Di fronte alla sua abitazione è già in attesa una berlina scura con a bordo il suo fidato e giovane conducente.
Albert sale a bordo prendendo posto a fianco del suo collaboratore e dopo averlo salutato fornisce all’autista le opportune indicazioni per raggiungere la meta dell’incontro.
Mentre l’auto si avvia in direzione del centro della cittadina l’uomo non può fare a meno di pensare allo strano tono della voce di Luciano.
Continua …………………………………………..
End Notes:
Colgo l'occasione per ringraziare nuovamente tutti coloro che mi invitano a continuare a scrivere e mi sostengono.
Solo le donne non si esprimono, mi sorge il dubbio che questo racconto non sia gradito alle lettrici, spero vivamente mi smentiate. silvereyem@hotmail.it
Albert by silvereye
Author's Notes:
Questo è un capitolo di transizione.
Luciano si affida ad un amico per risolvere il problema del debito ed evitare a sua moglie un possibile ricatto.
L’auto si avvia in direzione del centro della cittadina e l’uomo non può fare a meno di ripensare allo strano tono della voce di Luciano.
Luciano ha parcheggiato l’auto in una via adiacente alla piazza e s’incammina verso il luogo dell’appuntamento, nella sua testa un turbinio di pensieri e d’immagini, mai avrebbe pensato di dover affrontare in vita sua una situazione del genere.
Raggiunte le vetrine del bar l’uomo si guarda in giro per vedere se scorge l’amico contattato e non vedendolo decide di entrare e sedersi ad un tavolino con vista sulla piazza.
Una giovane cameriera dai lunghi capelli rossi ed un piercing sul sopracciglio sinistro si avvicina per chiedere al cliente l’ordinazione: “Buongiorno, cosa le posso portare?”
L: “Buongiorno signorina, un caffè americano, grazie”
Cameriera: “Grazie a lei, arriva subito”, con un sorriso fresco e dolce la ragazza si allontana per raggiungere il bancone.
Quella voce limpida e quel sorriso hanno temporaneamente distratto l’uomo dai brutti pensieri che lo tormentano.
Antonella si sveglia nel loro letto vuoto, il suo uomo è già uscito di casa da circa mezzora, sente la bocca impastata ed il corpo indolenzito, si volta sul fianco normalmente occupato da Luciano ed allunga un braccio come a volerlo cercare: “Aahhh” una dolorosa fitta al capezzolo che durante quel movimento a sfregato con il tessuto delle lenzuola.
Quel bruciore la riporta a quanto avvenuto la sera prima: l’angoscia, l’umiliazione e la paura, può ancora vedere l’espressione attonita di suo marito mentre guarda le sue immagini sullo schermo del tv.
Quella luce nei suoi occhi, il tono gelido e deciso della voce e la presa delle sue mani contrastavano con la natura del suo uomo.
La sua reazione decisa, quell’esplosione di passione rabbiosa, il modo con cui l’uomo ha ripreso possesso della sua femmina, l’ha in qualche modo piacevolmente colpita e sorpresa.
Non lo aveva mai sentito così forte e deciso, l’aveva sempre rispettata, anche quando lei si ritraeva per non concedersi.
L’aveva presa con furia sul pavimento, le aveva procurato dolore e contestualmente le aveva trasmesso tutto il suo dolore e nonostante tutto il suo amore per lei.
La giovane donna non aveva goduto, dopotutto non ne aveva il diritto, ma tutta quella passione e quel fuoco le erano piaciuti, scopriva una parte nuova del suo uomo rimasta nascosta fino al giorno prima.
Si alza dal letto per andare in bagno dove una volta liberata la vescica si appresta, davanti allo specchio, a medicarsi i seni.
Vede il riflesso di se stessa come se fosse invecchiata di dieci anni in una sola notte, i capelli scompigliati con qualche residuo di sperma oramai secco, le occhiaie e gli occhi liquidi e spenti.
Sposta lo sguardo sui seni tumefatti dai morsi, ma sono le piccole vesciche che determinano quel leggero dolore che ancora avverte, disinfettante su piccoli batuffoli realizzati con garza e cotone tampona delicatamente la pelle irritata riportando la sua mente all’amplesso.
Quei pensieri e quel tocco fresco e delicato risvegliano i capezzoli della donna che si ergono spavaldi verso l’esterno: “Luciano dove sei? Cosa stai facendo?” pensa in un misto di angoscia ed eccitazione.
Non si riconosce più, si sente diversa ma quello che sa perfettamente e che non deve perdere l’uomo che ama, tutto il resto non ha importanza, sfrutterà l’attesa che lui ritorna per lavarsi, prepararsi e farsi bella per lui, per cercare no di farsi perdonare, sa che questo non è possibile, ma per riconquistarlo.
Nel frattempo Luciano sta sorseggiando il suo lungo caffè nell’attesa di vedere arrivare il suo amico.
Una berlina scura entra lentamente nella piazza e si ferma ad un paio di metri dal “Moderno” solo il tempo necessario a fare scendere Albert per poi ripartire alla ricerca di un parcheggio dove restare in attesa.
L’uomo ha già scorto il suo amico seduto ad un tavolino all’interno del locale e con passo deciso si dirige verso l’ingresso.
Luciano alla vista del suo amico si sente in qualche modo sollevato e fiducioso, un sorriso ed il cenno della sua mano ottengono l’attenzione del professionista che di rimando gli sorride.
L’uomo si alza per stringere la mano e salutare: “Ciao Albert, grazie per avermi concesso il tuo tempo senza nessun preavviso, ti sono grato”.
Albert: “Ciao amico mio, non ti preoccupare, piuttosto dimmi cosa ti succede”.
La giovane e solerte cameriera avendo assistito all’arrivo, impossibile non notare quell’uomo affascinante elegantemente vestito, del nuovo avventore si porta rapidamente al tavolo: “Buongiorno, le posso portare qualcosa?”
Albert: “Buongiorno signorina …………………, un cappuccino tiepido con molta schiuma andrebbe benissimo, grazie”
Cameriera: “Grazie a lei, il suo cappuccino arriva subito”, rivolgendosi poi a Luciano
“E lei? ………………, gradisce ancora qualcosa?”
L: “Un altro caffè americano, grazie”
Cameriera: “Benissimo, grazie” e così dicendo la ragazza si allontana.
Albert: “Molto carina la ragazza”
Luciano non si esprime, fa solo un cenno d’assenso con la testa.
I due uomini, nell’attesa di ricevere le loro ordinazioni, scambiano una generica conversazione che è presto interrotta dalla presenza e dal sorriso della cameriera ritornata con il vassoio con le loro bevande.
Appena la ragazza si allontana Albert, vedendo il suo amico teso, non aspetta oltre ed esordisce con: “Allora amico mio? Vuoi dirmi che cosa ti affligge ed in che modo posso eventualmente aiutarti?”
L: “Si tratta di una questione personale e molto delicata”.
Albert: “Dimmi tutto dal principio, io non sono qui per giudicare ma per ascoltare”.
Luciano sa che l’uomo che gli sta di fronte è di poche parole, nonché, una persona molto diretta, per questo senta tentennamenti gli racconta quanto accaduto senza omettere nessun particolare.
L’uomo ascolta in silenzio, l’assenza di espressioni sul suo volto evidenzia la sola attenzione per i fatti e la comprensione piena dello stato d’animo dell’amico.
L: “Ho anche pensato di risolvere la cosa da solo ma ho paura che andrei troppo oltre e potrei peggiorare la situazione facendomi guidare dalla rabbia e dalla sete di vendetta, inoltre, non so con chi ho a che fare, se con un prestasoldi indipendente o facente capo ad un’organizzazione”.
Albert: “Che cosa intendi ottenere con il mio intervento?”
L: “Voglio restituire i 20.000 Euro che hanno dato a mia moglie e considerare quello che le hanno fatto come il pagamento degli interessi per questo periodo, Antonella si merita questa lezione”.
L: “Ti chiedo anche di recuperare i supporti originali del filmato che hanno realizzato e che sicuramente intendono utilizzare per ricattarci o altro”.
Albert: “Caro amico mio non ho nessun problema a soddisfare le tue richieste, devi solo fornirmi l’indirizzo dove tua moglie è stata oggetto delle molestie. Mi assicurerò personalmente che questa gente non vi possa più creare problemi”.
L: “Ovviamente ricompenserò economicamente il tuo aiuto, devi dirmi solo la cifra”
Albert: “Per me non voglio niente, ti aiuto con piacere, ma 4.000 Euro per i miei collaboratori ti garantiranno la massima efficacia e la massima riservatezza. Tu fammi avere i 20.000 Euro in contanti da restituire allo strozzino per il resto prenditi tutto il tempo che ti serve”.
L: “Grazie Albert, sei un vero amico, in un paio di giorni avrò il denaro da restituire compreso quello per i tuoi uomini”.
Albert: “Perfetto, nel frattempo io mi attivo per identificare e capire con chi ci dobbiamo confrontare. Quando sei pronto chiamami, ti fisso un incontro con un mio collaboratore a cui potrai dare il denaro”.
L: “Mi atterrò alle tue istruzioni, ma vorrei chiederti un ulteriore favore personale”.
Così dicendo Luciano si avvicina di più all’amico per esporre a bassa voce la sua richiesta.
Albert: “Sei sicuro di quello che mi stai chiedendo? Sei sicuro di poter accettare e sopportare questa cosa?”.
L: “Ti garantisco che tu e i tuoi uomini non avrete ripercussioni di nessun tipo ma voglio che questa cosa sia fatta”.
Albert: “Amico mio, ti rispetto troppo per prendere parte a questo ma se è quello che vuoi ti garantisco che i miei collaboratori si occuperanno anche di questo”.
L: “Grazie Albert ti sarò sempre riconoscente per la tua comprensione e per il tuo aiuto”
Albert: “Sono felice ti potere aiutare te e tua moglie. Non dimenticherete mai quanto successo ma potete ancora ritrovare la serenità”.
Luciano richiama l’attenzione della cameriera per chiedere il conto e mentre aspettano che questo sia pronto fornisce all’amico tutte le informazioni concernenti lo strozzino ottenute da Antonella.
Luciano paga il conto lasciando una lauta mancia alla cameriera che ringrazia con uno splendido sorriso, anche se i suoi occhi sono tutti per l’altro uomo.
Albert prende il cellulare e chiama il suo autista che in tempo reale avvia l’auto e riparte in direzione della piazza.
I due uomini escono dal locale e restano nell’attesa dell’arrivo dell’auto:
Albert: “Tranquillo amico mio, solo qualche giorno e questa storia sarà solo un brutto ricordo”.
L: “Appena disponibile il denaro t’informo ……………………….., poi resto in attesa”
Albert: “A presto amico mio” e così dicendo l’uomo stringe la mano a Luciano per poi congedarsi, salire sull’auto, che nel frattempo è arrivata e con essa andare via.
Per Luciano non resta che aspettare il lunedì per recarsi in banca a prelevare i 24.000 Euro necessari a chiudere, almeno in parte, questa storia.
Cammina verso la sua auto e si compiace con se stesso per la decisione, presa a suo tempo, di aprire un conto corrente all’insaputa della moglie dove versare dei soldi da utilizzare in periodi di crisi o per le emergenze.
Continua ……………………
End Notes:
Il bello deve ancora venire ...............................
silvereyem@hotmail.it
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