Ricatto Liberatorio by silvereye
Summary: Dopo avere trascorso parecchi momenti di relax grazie alla lettura di molti dei racconti presenti su questo sito ho deciso di provare a scrivere il mio primo racconto come una forma di ringraziamento nei confronti del lavoro svolto dagli autori.
Categories: Etero, Cuckold, Orgia Characters: None
Genres: Racconto
Warnings: None
Challenges:
Series: None
Chapters: 3 Completed: No Word count: 6223 Read: 13142 Published: 12/04/2018 Updated: 25/04/2018

1. Nei Guai by silvereye

2. Il costo del denaro by silvereye

3. Una strana cena by silvereye

Nei Guai by silvereye
Antonella e Luciano sono la classica coppia sposata che vive in una cittadina del nord Italia.
Lui conduce un’attività in proprio di servizi per le aziende farmaceutiche, attività che permette loro di poter vivere degnamente, seppur non senza sacrifici, senza che la donna debba lavorare.
Una coppia abbastanza affiatata ed ancora innamorata, nonostante gli anni di matrimonio e la routine quotidiana.
Luciano adora la sua donna e la riempie costantemente di attenzioni, nonché, cerca di soddisfare tutti i desideri, ed alle volte, i capricci di lei.
Unico cruccio per l’uomo è che Antonella non ama particolarmente il sesso e per questo i desideri di Luciano molte volte restano insoddisfatti, ma l’amore che il marito prova per lei fa sì che le sue esigenze e le fantasie sessuali passino sempre in secondo piano.
Grande debolezza di Antonella, peraltro, rigorosamente tenuta nascosta al marito, è il gioco d’azzardo, da anni in compagnia delle sue amiche frequentava assiduamente il Casinò che distava solo un centinaio di chilometri da dove vivevano.
In tutto questo tempo la fortuna non era stata molto benevola nei confronti della giovane donna, tutt’altro, lentamente ma inesorabilmente aveva dato fondo ai soldi (che lei gestiva anche per conto del marito) depositati presso il loro comune conto corrente famigliare.
Una mattina capitò l’inevitabile, il postino come ogni giorno, recapitò congiuntamente alla posta indirizzata alla ditta del marito una raccomandata della banca la quale ingiungeva alla coppia il rientro entro 5 giorni di uno scoperto per un importo pari a 20.000 Euro.
Antonella fu immediatamente presa dal panico, dovuto anche al fatto che non era la prima volta che per colpa sua il conto andava in rosso, mettendo di fatto il marito in gravi difficoltà con la sua piccola azienda e creando qualche tensione all’interno della coppia.
La donna si attaccò disperata al telefono e chiamò le sue amiche per chiedere un aiuto economico, ma come sempre nel momento del bisogno gli amici ed i conoscenti si tirano indietro, tranne Flavia una donna sprezzante e volgare conosciuta presso le sale da gioco.
L’amica le comunicò di non poterla aiutare personalmente ma le diede il numero telefonico di una persona che avrebbe potuto procurarle in breve tempo il danaro, che ovviamente Antonella avrebbe dovuto restituire con gli interessi.
Compone il numero di cellulare ricevuto e dopo pochi attimi risponde la voce cordiale di un uomo.
La donna comunica allo sconosciuto il motivo della sua chiamata e quest’ultimo, non volendo parlarne al telefono, si fa dare l’indirizzo di casa e le chiede se può andare presso di lei di lì ad un’ora.
Antonella accetta sollevata da un possibile spiraglio nella vicenda. Povera illusa.
L’uomo suona alla sua porta circa 90 minuti dopo, la voce al telefono non rispecchiava certamente il suo aspetto, per altro molto poco rassicurante, ma se quell’uomo poteva essere la sua momentanea via di uscita era il benvenuto.
Lo sconosciuto di fatto un navigato strozzino squadra Antonella da capo a piedi, una giovane donna mora di circa 35 anni, una terza di seno ed un culo tutto da guardare (e non solo pensò l’uomo in preda ad un crescente interesse).
"20.000 euro sono una bella cifra." - le dice dopo sbrigativi convenevoli.
"Io te li posso anche procurare, ma tu, cosa sei disposta a fare?", “Oltre, ovviamente, a restituirli con un interesse pari al 10 % mensile”.
"Qualsiasi cosa." - risponde lei di getto in preda alla paura che il marito possa scoprire quello che sta accadendo.
Lui rimane pensieroso per qualche istante, poi, fissandola le dice;
"Ti voglio scopare."
Lei rimane attonita e gli urla "Vaffanculo."
"Vaffanculo tu, stronza."
"Non sei nelle condizioni di dettare condizioni e neanche di poterti rivolgere a tuo marito, se lo scopre ti sbatte fuori di casa, troia."
“In quest’ultima ipotesi la prossima volta potresti dovermi chiedere un lavoro.”
“Le strade sono piene di puttane come tè.”
L’uomo senza dire altro e con un ghigno sulle labbra esce sbattendo la porta, tornandosene da dove era venuto.
Antonella è agitata e disperata, la sera cerca di evitare le attenzioni e lo sguardo indagatore di Luciano che si rende conto che qualcosa non va.
La moglie si giustifica dando la colpa ad un malessere che sono giorni che la tormenta e che probabilmente a causa dello stesso si dovrà recare dal medico.
Nei giorni che seguono lei bussa ad altre porte, che puntualmente le si richiudono in faccia.
Non avendo, purtroppo, altra scelta, una sera prende il coraggio e richiama lo strozzino.
Lui si dimostra sprezzante ed irremovibile, i soldi è disposto a darglieli, ma la vuole scopare a suo piacimento.
L’indomani l'uomo si presenta a casa sua per prendere accordi, le fa firmare alcuni fogli e quando lei si alza dalla sedia per mandarlo via lui la schiaffeggia violentemente spingendola sul divano.
"Calma, non c'è fretta. Ora mi dai un acconto. Il resto me lo dai domani quando ti do i soldi." - e così dicendo libera dai pantaloni un cazzo turgido ed arrossato.
"Dai troia datti da fare, fammi vedere cosa sai fare."
Le mette una mano sulla nuca e le spinge con violenza il cazzo in bocca. "Dai cazzo, mettici un po' di impegno, spompinami come si deve."
Lei angosciata succhia il cazzo e ruota la lingua sulla turgida cappella che le dilata la bocca e le si affonda nella gola provocandole conati di vomito.
A tratti lui le sfila il cazzo dalla gola e ci mette la sua lingua per poi tornare a scoparla in bocca, "Dai stronza continua così, dai che ti sborro in bocca. La devi bere tutta."
Dopo l’ennesima serie di affondi nella calda bocca della donna lo strozzino le spinge il cazzo in gola e inizia a schizzare fiotti di abbondante sborra calda.
"Bevi troia, bevi." - le dice tenendole serrata la testa.
Umiliata e costretta ad ingoiare tutto, lei si sente distrutta, nonché, in preda alla vergogna ed alla voglia di vomitare.
Il marito non la costringe a fare cose che lei non vuole, quindi i pompini non sono una sua abitudine.
"Spero solo che non sia l'inizio di un incubo." – pensò Antonella.
L'uomo, non ancora totalmente soddisfatto, con il solito ghigno disegnato sul volto la solleva dal pavimento dove era stata inginocchiata sino ad allora e senza dire una parola le mette nuovamente la lingua in bocca, contemporaneamente, spostando con un repentino movimento della mano gli slip della donna, le affonda violentemente un dito nel culo.
"Brutta troia te lo scasso tutto." - le dice con la voce rauca per l'eccitazione.
La solleva di peso afferrandola per le natiche e la porta in cucina.
Arrivati nella stanza la piega a 90 gradi sul tavolo sussurrandole all'orecchio "Ora ti spacco il culo mia bella signora."
"No, il culo no." - urla lei ansimando in preda al panico.
"Apri le natiche troia." - le grida colpendola violentemente su di esse.
"No...ti prego...non voglio...” - dice lei.
"Te l'ho detto che ti scassavo tutto. Li vuoi i soldi?", chiede ironico, "allora stai ferma."
"No ti prego..."
"Vaffanculo mi hai stufato"
"Ok! Però niente soldi." - dice ridendo l'aguzzino.
"No, no, va bene." - dice lei dopo un minuto, singhiozzando e piangendo, "Però non farmi male."
"Va bene cosa?"
"Fammi.......quello che vuoi."
"Ora me lo devi chiedere per favore."
In quel momento lei capisce dove il bastardo vuole arrivare.
Vuole arraparsi, vuole che lo implori.
Allargandosi le natiche con le mani e continuando a singhiozzare gli disse "Dai bastardo rompimi e fottimi il culo."
"Brava, così va bene, cominci a ragionare.", nel frattempo le dita nel suo culo sono diventate due, aumentando il dolore ed i lamenti.
"Troia, ora ci metto il cazzo, vedrai come urli!"
E’ tutto vero, l’uomo appoggia la cappella sullo stretto ed inviolato buco del culo e, non senza fatica, lo allarga rompe senza ritegno.
Lei inizia ad urlare forte, ma più grida più l'uomo eccitato la stantuffa senza pietà, le dà colpi fortissimi ansimando, finché ad un tratto lo sente rallentare a poco a poco fino a fermarsi con il suo cazzo ben piantato nelle viscere.
Incomincia a darle forti colpi sulle natiche con il dorso delle mani, obbligando, per riflesso, la donna a contrarre lo sfintere.
Il piacere che tali contrazioni provocano al cazzo dell’uomo sono inversamente proporzionali al dolore acuto ed al bruciore che provocano al culo di Antonella.
"Puttana, puttana, mi fai sborrare." dice l'uomo in preda alla libido.
“Aaaaaaaa, mi fai male, fermati, fermati, aaaaaaaaaaaa”
"Ohhhhhh, ti sborro dentroooo."
In un attimo lui le inonda le viscere, lei sente lo sperma bollente colare lungo le sue cosce. L'uomo ansimante si sfila dal culo violato, la fa voltare verso di lui e le caccia il cazzo in bocca.
"Succhia, succhia puttana, pulisci anche i coglioni, altrimenti te lo lascio in bocca fino a che non si indurisce di nuovo."
Una volta soddisfatto l'uomo si ricompone compiaciuto.
"Sei un fottuto bastardo, non l'ho mai dato neanche al mio uomo."
"Perché tuo marito è un coglione. Da me invece ti fai inculare tutte le volte che voglio. Capito troia."
"Ci rivediamo domani, torno con i soldi e per prendermi il resto, ci vediamo bella signora."
La donna si accascia sul pavimento della cucina dolorante ed umiliata, prova tanta vergogna e nello stesso tempo un gran bisogno di sentire la voce dell'uomo che ama, di trovare un po’ di conforto.
Compone il suo numero di cellulare ed immediatamente sente la voce dolce e rassicurante del marito, mentre gli dice che lo ama il suo intestino, privo di controllo, di colpo scarica, imbrattando il pavimento della cucina, tutta la sborra ricevuta in culo pochi minuti prima.
Continua ......................
End Notes:
Essendo un principiante invito tutti coloro che leggeranno gli episodi che compongono questa storia ad espormi liberamente le loro critiche, suggerimenti, impressioni, ecc.
Gradirei conoscere in modo particolare il punto di vista femminile in merito all’evolversi della storia.

silvereyem@hotmail.it
Il costo del denaro by silvereye
Era vero, si era sentita diversa, aveva quasi provato un piacere perverso ad essere usata come una troia, come quelle attrici che alcune volte aveva visto nei film porno noleggiati dal marito, ma a lui aveva sempre negato tutto, mai il culo, pochissimi pompini e fatti male, sempre scuse per allontanarlo.
In bagno, mentre si lava le brucianti estremità del corpo, Antonella si ritrova in lacrime a rimpiangere di non essersi, in passato, fatta prendere in quel modo dal marito, innegabilmente avrebbe reso felice lui e oggi forse sarebbe stata più pronta ad affrontare l’assalto al suo corpo.
Oramai il danno era fatto, l’importante era riuscire a mantenere all’oscuro di tutto Luciano ed ottenere i soldi che le servivano per bloccare l’azione della banca.
Il giorno seguente il marito è uscito presto per andare al lavoro, mentre Antonella sta facendo colazione riceve la telefonata dello strozzino, che senza perdere tempo in convenevoli la informa che nel giro di un’ora sarebbe stato a casa sua con i soldi e che lei avrebbe dovuto accoglierlo vestita in modo sexy, nonché, pronta a soddisfare le sue richieste.
Doveva resistere, di lì a poche ore avrebbe avuto i soldi, anche se a caro prezzo, che le avrebbero fatto guadagnare almeno un po’ di tempo.
Nervosamente la giovane donna prende a depilarsi sotto il getto della doccia calda, si lava i lunghi capelli neri per poi raccoglierli in un lungo asciugamano a mo di turbante.
Dopo essersi asciugata si passa lo smalto rosso sulle unghie dei piedi e delle mani e nell’attesa che questo si asciughi torna in camera da letto per scegliere gli indumenti da indossare.
Il phon ha appena ultimato di asciugare i suoi bellissimi capelli che il campanello dell’ingresso inizia a suonare.
Il tempo di guardarsi allo specchio, mordersi le labbra per il nervosismo, correre ad indossare le scarpe nere con il lungo tacco per ritrovarsi ad aprire la porta a chi si godrà il suo corpo per le prossime ore.
L’uomo senza attendere l’invito, da parte della padrona di casa, ad entrare la supera senza dire una parola portandosi in prossimità del divano posto nella sala.
Antonella chiude la porta ed in silenzio si avvicina all’uomo che nel frattempo a gettato il suo soprabito sulla spalliera dell’arredo.
“Avanti, ho una giornata piena d’impegni, immagino non abbia bisogno di spiegarti cosa devi fare ………………………., forza inizia a spogliarti, ……………., voglio guardarti”.
Di fronte all’uomo, la donna, profumata e leggermente truccata, inizia a togliersi, facendo scorrere verso il basso la lunga zip posta sulla schiena, l’abitino nero che scivolando lentamente mostra un abbigliamento intimo bianco molto fine costituito da corpetto e perizoma su calze autoreggenti rigorosamente bianchi.
Sempre più spaventata e umiliata, nota con terrore l’agitarsi dello strozzino che guardandola si tocca nervosamente il membro nei pantaloni.
“Dai togliti questo cazzo di corpetto e fammi vedere le tette, forza”.
“Si subito, come vuoi, ma non farmi del male ti prego”.
Antonella, seppur sconvolta, è bellissima, i capelli neri scompigliati contrastano con il viso arrossato dalla vergogna, che a sua volta contrasta con il colore degli occhi resi lucenti dalle lacrime trattenute a forza, si slaccia lentamente l’indumento trattenuto da gancetti metallici sul davanti dello stesso liberando il suo florido seno color latte per la lussuria dello spettatore.
“Belle tette, dai voltati e fammi vedere il tuo culo da troia”.
Ondeggiando sui tacchi alti la donna si gira e si flette in avanti per esporre un culo favoloso, percorso nel mezzo dal filo sottile del perizoma bianco.
“Non mi piace aspettare, togliti quel perizoma zoccola, voglio vedere quanto devo allargartelo quel buco”.
“Sei un animale …….”
“Zitta e fai quello che ti dico, ora io e te abbiamo un patto e tu devi rispettarlo”.
Le lacrime iniziano a scendere silenziosamente per il rimorso nei confronti del marito, mentre le mani fanno scorrere delicatamente il perizoma dai fianchi alle cosce, scoprendo la nera linea retta della sua fica.
In un attimo l’uomo davanti a lei, si trasforma in animale infoiato in preda ad un vero raptus sessuale, vista la bellezza della donna le si avventa contro strappandole il ridotto indumento e obbligandola a salire carponi sul tavolo della cucina.
I suoi capelli sono stupendamente sciolti sulle spalle e lungo la schiena, la testa rivolta in avanti, gli occhi chiusi e la sua mente vaga assente come ad estraniarsi dal corpo.
Lui inizia a leccarla tra le gambe, lambisce l’esterno dell’ano e tutto il solco delle natiche, lentamente ma efficacemente, con la mano sinistra esplora la figa della donna alla ricerca dei suoi fluidi.
La mano destra dell’uomo è avvinghiata saldamente sulla natica allargandola al fine di scoprire il più possibile il buco del culo della femmina.
Sempre più voracemente insinua la sua lunga lingua all’interno del canale posteriore, alterna gli affondi della stessa tra spinte regolari e solleticamenti repentini sputandoci dentro ripetutamente e spingendo la saliva all’interno della cavità anale.
Neanche nei suoi più reconditi pensieri Antonella avrebbe mai immaginato che quello che le stava accadendo potesse farle provare quella specie di piacere che iniziava a montare sotto forma di calore e brividi che a partire dal suo sesso risalendo lungo la spina dorsale s’ insinuavano nella sua testa che provava inutilmente a rifiutare quei segnali inequivocabili che il suo corpo le stava mandando.
Quasi senza rendersene conto la donna porta la sua mano sinistra sulla sua rispettiva natica divaricandola con le dita, facilitando così il lavoro della lingua e delle dita dell’uomo.
Quest’ultimo dopo avere lubrificato abbondantemente con la sua saliva l’ano della femmina, con fare deciso le infila nel retto il suo dito medio, che una volta messo dentro è fatto scorrere avanti e indietro con una cadenza lenta e spasmodica, fino a causare in lei, anche se involontariamente, gemiti di godimento e lo scorrere lungo le gambe degli umori della sua fica.
Lui nel frattempo, come un automa, si tira fuori il membro ed inizia a menarselo, la cappella arrossata e bagnata dall’eccitazione del momento, al suo dito si aggiunge anche il medio, ambedue scompaiono appaiati nelle profondità dello sfintere della donna.
Per circa venti interminabili minuti le cose vanno avanti così fino a quando l’uomo, sfilando lentamente le dita dall’ano della donna le dice: “Ora si cambia gioco”.
Antonella, arrossata in volto e con il fuoco tra le gambe non ha la forza e neppure la volontà di dire niente, la sua mente si è persa ed abbandonata al piacere.
Ha perso il contatto con la realtà, sente solo un forte bisogno di sentirsi riempire, i capezzoli si sono talmente induriti che le fanno male, la sua pelle luccica di sudore, non si è mai sentita così. Sciafffff………, un forte schiaffo sulla sua natica destra facendola sussultare sul tavolo.
“Voltati verso di me ………… svelta” le ordina l’uomo.
La donna pur restando carponi esegue l’ordine senza fiatare.
Una volta di fronte all’uomo sente subito le mani di quest’ultimo afferrarle i seni, “Mmmmmm, senti che belle tette che ti ritrovi, morbide ma con i capezzoli di pietra, “Ti piace il mio trattamento …. vero, rispondi troia”
La donna soggiogata dal fare deciso dell’uomo e dall’eccitazione in cui si trova risponde in modo caldo e sensuale “Baciami ti prego ……..”, contestualmente tira fuori delle labbra la sua lingua di velluto che subito è risucchiata dalla bocca dello strozzino, mentre i suoi capezzoli subiscono la tortura imposta dalle dita e dalle unghie dell’uomo.
“Ti piace e zoccola e dillo che ti piace”.
“Mmmm, siiii, essere immondo, siiiii, ………” dice la donna con un soffio di voce.
“Troia non vedo l’ora di aprirti per bene anche dietro”, con uno strattone dei capelli Antonella è invitata a scendere dal tavolo e fatta inginocchiare davanti all’uomo.
“Avanti inizia a succhiarmi e a smanettarmi, senza fare storie”.
“Mmmmmm, mmmm” succhia e sussulta la donna, mentre le dita dell’uomo continuano il loro lavoro sui seni e sui capezzoli.
La donna si sfila il cazzo di bocca: “Basta ti prego così mi fai troppo male”
“Riprendi subito a succhiare zoccola e zitta, zitta devi stare”, lei in silenzio e guardandolo negli occhi si riporta alla bocca il membro turgido ed umido mentre con le mani inizia contemporaneamente una lenta masturbazione.
Dopo una decina di minuti l’uomo si ritiene sufficientemente pronto, le sfila il cazzo dalle labbra, la solleva di peso per poi girarla e spingerla a d appoggiare il busto ed il viso sul tavolo.
Grazie alla posizione ed ai tacchi alti della donna, l’uomo trova perfettamente agevole l’accesso ai buchi d’Antonella, in modo molto rude le affonda alcune dita nella figa ritrovandosi le stesse immediatamente impregnate d’umori vaginali.
“Bene, ora t’insegno cosa voglia dire scopare” le dice infilandole il cazzo in fica dando vita ad una rude e alternata penetrazione, in fica ed in culo, ambedue percorsi e stantuffati con possenti affondi del membro.
Antonella assapora per la prima volta quella penetrazione, per il marito ha sempre finto e neanche in modo convinto, sente il bisogno di sentirlo nel profondo della sua vagina e in modo quasi impercettibile avvicina sempre più il suo corpo e le sue natiche al corpo dell’uomo.
Quest’ultimo percepisce la partecipazione della donna all’atto sessuale in corso ed affonda il suo membro sempre più fino a sollecitare le pareti dell’utero.
La figa della donna gronda d’umori, i due sessi si muovono all’unisono in modo perfetto, non concedendo alcuna tregua al suo corpo, sono venti minuti che la scopa, sembra non voler mai finire, lei si volta guardarlo quasi ad implorarlo di farla godere, si sente sporca, ma non può farne a meno, vuole godere, vuole conoscere il sapore dello sperma dell’uomo che la fotte e la fotte ancora, è un susseguirsi di gemiti ed insulti (zoccola, puttana, ecc.), umiliata e sfinita lei ha perso il senso del tempo e dello spazio “Basta non ce la faccio più..., ti prego…………”, vorrebbe solo che a scoparla ci fosse il suo vero uomo.
L’uomo accelera gli affondi e prende tra le dita il clitoride della femmina che oramai vicinissima all’orgasmo grida: “Oooooohhhhhh, siiiiiiiiiii, bravo, adesso sbattimi, sbattimi con forza lurido porco ……………”
Ancora un paio di colpi e la donna scossa da fremiti e da un blackout mentale esplode:
“Siiii, siiiiii, godo bastardo, ……………….godooooo”.
L’uomo si sfila dalla figa bagnata della donna dando a quest’ultima l’illusione di poter finalmente riprendere fiato e coscienza di se stessa, ma dura poco, non ancora soddisfatto lo strozzino la immobilizza, tramite le stesse calze di nailon sfilate alla donna, al tavolo dove il busto ed il seno sono incollati per il sudore, lo sguardo acceso e rivolto verso le natiche che tiene saldamente divaricate con le mani che sembrano artigli, esponendo in modo lascivo il buco del culo e la figa.
“Quando avrò finito ci potrà passare anche un autotreno, dentro questo buco”
“Lo davi questo culo al tuo uomo? Ah, ah, ah, ……….”
La stretta sulle natiche si fa ancora più energica, “Noooooooooo, ti prego questo ancora nooooooooooo” grida Antonella.
Sembra più per salvare la sua integrità morale che per la paura, “Ho fatto tutto quello che volevi, mi farai male come ieri”.
La cappella del turgido cazzo è appoggiata all’apertura anale e con una spinta lenta ma decisa il cazzo dell’uomo inizia la discesa nelle viscere della donna.
Lei emette un urlo di dolore dovuto alla lacerazione dell’ano, lo strozzino la sta fottendo nel culo, lei oramai è rassegnata e dolorante ma nello stesso tempo eccitata da tutta la decisione e l’irruenza, e, dalle dimensioni del cazzo che la penetra con vigore e non trova il coraggio di ribellarsi a lui e al suo corpo che pur avendo goduto a ricominciato a riaccendersi di passione, anzi ora si rende partecipe accompagnando con il movimento delle natiche gli affondi del cazzo nel suo orifizio, urlando ora di piacere, ora di dolore.
L’ano brucia in modo feroce, quando il grosso cazzo turgido arretra grondante d’umori l’uomo guarda la femmina con un ghigno beffardo e soddisfatto di se stesso, di poter godere del piacere di possedere questo splendido esemplare femminile.
Sembra impossibile che l’ano possa dilatarsi così tanto se sottoposto a continue sollecitazioni e divaricazioni, il cazzo affonda nuovamente dentro non solo penetrando il corpo ma anche psicologicamente la mente d’Antonella.
Il lancinante dolore e niente in confronto alle sensazioni e alle vibrazioni che le contrazioni dello sfintere trasmettono al cervello della giovane donna con esiti piacevoli per la donna stessa.
“Ti piace troia, ah, ah, ah, ora si che ti ritrovi un vero culo da zoccola”
“No, non è vero” grida sfinita mentre il cazzo continua a perforarle il culo e l’intestino.
Sembra un serpente vivo che le stritola gli intestini al fine di trovare una via d’uscita diversa da buco d’entrata.
“Aaaaaaaaaa è grosso ……….., piano, ti prego pianoooo”
“Dopo questo servizio il tuo culo sarà più efficiente della tua fica”
Lei vorrebbe scacciare le sensazioni di godimento che lentamente ma inesorabilmente s’impossessano nuovamente del suo corpo e della sua mente, ma è inutile, i capelli scompigliati, agli occhi che guardano nel vuoto ed il viso devastato dal piacere, rendono evidente che il grosso cazzo continuando a scavare il suo culo le apre un mondo di sensazioni fino ad oggi sconosciute.
Improvvisamente le mani dell’uomo si aprono un varco tra la superficie del piano d’appoggio del tavolo e il corpo della donna per andare ad afferrare saldamente i suoi seni e stringerli con foga.
La giovane donna è sempre bellissima, indossa ancora le scarpe con il tacco alto, il viso stravolto e le sue natiche superbamente esposte verso l’alto.
Dopo un paio di minuti l’uomo nel suo culo sta per venire, il cazzo allo spasimo, lo sfintere si dilata quasi a voler cedere, lei grida “Aaaaaaarghhhhhhhhh, che doloreeeeee, nooooo, non c’è la faccio così mi uccidi, nooooo, vieni ti prego, vieniiii”.
Dopo due sussulti il cazzo esplode nelle viscere della donna, sicura di sentire lo sperma rovente risalire l’intestino, dopodiché il membro rilassato lascia libero il buco del culo che oramai non riesce, almeno al momento, a restringersi nella sua naturale posizione lasciando la visione spettacolare di un enorme buco nero nell’universo delle splendide natiche della giovane donna.
Il maiale si appresta a liberare le caviglie legate alle gambe del tavolo per poi obbligarla ad inginocchiarsi di fronte a lui, dolorante ma eccitata, di sua iniziativa la donna si prende l’uccello dell’uomo in bocca ed inizia a succhiarlo con trasporto, il culo e la figa in fiamme, il gusto dello sperma nella bocca non le impediscono di fare a meno di pensare che quell’uomo servendosi del suo corpo con egoismo e libidine la sta, di fatto, vergognosamente eccitando e nel riconoscersi femmina come mai si è sentita ora pensa che il sapore e l’odore di sperma nella bocca e nelle narici e meno nauseante, vuole fare tutto quello che lui desidera, si sente una puttana ma nello stesso tempo follemente desiderata come donna.
Una decina di minuti dopo l’uomo, oramai soddisfatto, si riveste, lancia sul tavolo una busta contenente 20.000 Euro in contanti e sorridente esce dalla porta principale senza dire una sola parola.
Continua ……………………………..
End Notes:
Ringrazio coloro che mi hanno contattato per esprimere le loro prime impressioni.
Per suggerimenti o critiche: silvereyem@hotmail.it
Una strana cena by silvereye
Author's Notes:
In questo capitolo entra in punta di piedi e non solo, Luciano il marito di Antonella.
Quella sera Luciano torna a casa verso le 21.00 più stanco del solito ma questo non gli impedisce di avvertire subito che qualcosa è cambiato.
L’aria all’interno della casa è satura di profumi fruttati, le pareti del corridoio riflettono il tenue bagliore di luci tremolanti che arrivano dalla sala.
L’uomo perplesso chiama la moglie che gli risponde dalla cucina, senza farsi vedere, invitandolo ad andare a farsi la doccia e a mettersi comodo mentre lei ultima i preparativi per la cena.
Per andare verso il bagno Luciano deve passare davanti alla sala illuminata solamente da una serie di candele rosse inserite in due candelabri posti sulla tavola elegantemente apparecchiata.
Non ci vuole molto per l’uomo capire che Antonella deve aver voluto preparargli una sorpresa e seppure stanco Luciano si affretta verso il bagno, dove liberatosi velocemente dagli indumenti si butta sotto la doccia.
Mentre si lava accuratamente non può fare a meno di fantasticare sulla piega che la serata potrà prendere.
Qualche minuto dopo Antonella entra nel bagno portando al marito un telo da bagno pulito con cui possa asciugarsi e non può fare a meno di notare il cazzo del suo uomo in piena erezione.
Luciano si guarda il pene e poi alza lo sguardo incrociando gli occhi di sua moglie, lei di rimando gli sorride amorevolmente e baciandolo lievemente sulla bocca lo invita ad asciugarsi e ad andare a vestirsi per la cena, l’uomo la guarda in modo interrogativo mentre lei si allontana verso la cucina.
Qualcosa è cambiato, l’uomo vede la donna in uno stato di prostrazione ma con una strana ed inconsueta luce negli occhi.
Antonella, da parte sua, se pur stanca e dolorante, si sente irrequieta e vergognosamente eccitata nel scoprirsi troia, nonché, perfettamente cosciente di desiderare il cazzo di Luciano.
Vuole donargli tutto quello che per anni gli ha negato, se si era praticamente venduta per il gioco d’azzardo e per il denaro, non può non essere la puttana dell’uomo che ama.
Nel tardo pomeriggio dopo essersi lavata si era profumata, leggermente truccata nel modo a cui al marito piaceva vederla quando uscivano insieme, intimo composto da perizoma, calze e reggicalze di colore nero, indumenti che Luciano le aveva regalato in passato ma che lei non aveva mai indossato con piacere.
Seppur stanca e provata quella notte avrebbe fatto impazzire il marito, sarebbe stata la sua troia la donna che lui aveva sempre sognato.
Dopo una doccia, di ritorno dal bagno Luciano si siede al tavolo in cucina, elegantemente apparecchiato, con candele accese, frutti e vino che assapora in silenzio mentre osserva la sua donna alle prese con i fornelli.
Come sempre non può fare a meno di guardarle il tornito e desiderato culo, ma questa sera qualcosa è cambiato, lei è cambiata, non è vestita da cucina.
I suoi capelli sono stupendamente sciolti sulle spalle e lungo la schiena, il suo corpo e rivestito da un leggero ed attillato vestitino estivo, impossibile, Luciano sente il suo cuore fermarsi per un attimo, Antonella indossa sotto il vestito calze nere e scarpe con il tacco alto.
Il leggero tessuto dell’abito lascia intravedere il disegno del perizoma stretto tra le natiche della moglie.
Il cazzo, stretto nei pantaloni si mette nervosamente a pulsare, decisamente la mise di Antonella questa sera non rispecchia la quotidianità.
Finalmente Antonella si mette a tavola con lui ed iniziano a cenare, parlando della giornata di lavoro di Luciano, il quale si complimenta con lei per l’ottimo cibo preparato e per la sua bellezza.
Antonella lo bacia teneramente sulle labbra, dopodiché gli sussurra all’orecchio: “Questa sera, amore mio, ti ho preparato un dessert speciale”
La pressione del marito continua a salire vertiginosamente, ma come al solito cerca di non darlo a vedere.
Alla fine delle portate la donna sposta le vettovaglie e si siede a gambe aperte sul tavolo di fronte al marito, i tacchi delle scarpe piantati sulle spalle dell’uomo, con due dita sposta il perizoma dalla sua rossa apertura e guardandolo negli occhi gli dice: “Questo è il dolce che ho preparato per te amore mio”.
L’uomo vinto il primo istante di stupore si getta con la testa tra le gambe profumate ed avvolte nelle calze di nylon, leccandole e penetrandole la figa con la lingua, ignaro del cazzo che quella stessa figa aveva accolto nell’arco della giornata.
Il profumo inebriante ed il dolce gusto degli umori della donna lo stordivano e inebriavano, risvegliando i suoi più reconditi istinti.
Antonella la testa rivolta all’indietro, i capelli che toccano la tavola, i suoi occhi socchiusi e la sua mente che corre al cazzo del marito, lo desidera ma nello stesso tempo lo vuole scioccare, come del resto era stata scioccata lei nel pomeriggio.
Mentre lui continua a leccarla tra le gambe, Antonella spegne e sfila dal candeliere una lunga candela rossa, prende a leccare e succhiare la base della stessa come se fosse un lungo e sottile cazzo.
Con una mano, delicatamente, Antonella allontana il viso del marito dalla propria figa, lui la vede sempre più stupito leccare la candela mentre con un lento movimento rotatorio delle gambe e dei glutei lei si posiziona a 90 gradi sul tavolo, si solleva sulla schiena il leggero abito e si abbassa con una lentezza esasperante il perizoma sino alla curva interna delle ginocchia.
“Leccami il buco del culo amore mio, penetralo con la tua lingua.”
Sempre più sorpreso ma eccitato Luciano esita tremante di fronte a tanta bellezza, al forte e perverso richiamo di quello stretto (almeno così lui crede) buchino rosa.
La sua lingua distesa in modo piatto inizia a lambire l’esterno dell’ano e tutto il solco delle natiche, lentamente ma efficacemente.
Con la mano destra Antonella regge la candela che continua a succhiare con la sua bocca, la mano sinistra si porta sulla rispettiva natica allargandola al fine di scoprire il più possibile il suo fremente buco del culo.
Luciano inizia ad insinuare la sua lingua all’interno dello sfintere, alternando gli affondi regolari della stessa a solleticamenti repentini.
“Sputaci dentro tesoro, lubrificami il buco con la tua saliva ……...”
A quelle parole Lucino da fuori di matto, con le mani allarga senza tanti complimenti le natiche della mogliettina ed inizia a sputarci dentro ripetutamente, spingendo la saliva all’interno del culo con la lingua.
Per Luciano un deciso shock sta arrivando, neanche nei suoi sogni più perversi la sua mente ha immaginato quello che i suoi occhi avrebbero visto di lì a pochi attimi.
Antonella porta la sua mano sinistra al centro delle natiche divaricandole con le dita, in seguito si sfila la candela dalla bocca e porta la stessa nella parte posteriore del suo corpo, gli occhi dell’uomo si dilatano, capisce ciò che di lì a poco accadrà.
Lentamente ma con fare deciso Antonella inizia ad infilarsi l’asta di cera nel retto per una discreta lunghezza, una volta posizionata dentro, la donna inizia a far scorrere la candela avanti e indietro con una cadenza regolare, ansimando e gemendo, gli umori della fica cominciano a scorrerle lentamente lungo le gambe.
Il marito impietrito, come un automa si tira fuori il cazzo ed inizia a menarselo, la cappella rosso fuoco in procinto di esplodere dall’eccezionale eccitazione del momento.
Aveva sempre sognato la sua donna così e questa sera finalmente il sogno si avverava.
“Continua a lubrificarmi, lecca il culo della tua troia amore” diceva lei continuando a fottersi da sola.
Lui riprende a leccare la circonferenza del buco dilatato dalla candela e a tirarsi il cazzo in maniera sempre più decisa.
“Stupenda amore mio mi fai impazzire, questa sera sei la porca che ho sempre sognato.”
“Si, sono la tua puttana, solo la tua puttana.”
“Non resisto più sto per godere.”
“No, non così ti prego, vieni davanti a me sborrami in bocca”
Il marito non se lo fa ripetere due volte, rapidamente si porta dalla parte opposta del tavolo e si dispone prontamente con il cazzo ben piantato nella bocca di Antonella che succhia e lecca eccitata da morire, nel frattempo la candela quasi scompare talmente la spinge nelle profondità del suo intestino.
Godono insieme, Luciano le schizza in gola e sul viso fiotti di caldo sperma e Antonella gode nel culo come se a fotterla ci fosse ancora lo strozzino.
Sono spossati ma felici si guardano negli occhi e vedono le fiamme della passione all’interno degli stessi.
L’uomo ficca la lingua nella bocca della moglie quasi a volerla mangiare, a sua volta lei gli riprende il cazzo con una mano e ricomincia a menarglielo dolcemente, contemporaneamente si sfila la candela dal buco del culo e si prepara a scioccare nuovamente il suo uomo.
La donna si libera dalla morsa delle labbra e della lingua del marito e fissandolo dritto negli occhi si porta nuovamente la candela tra le labbra facendo scorrere la lingua lungo di essa.
Luciano è senza parole, si rifiuta di pensare, cosa sta succedendo?
Cosa è successo?
Non gli importa più di niente il suo cazzo parla per lui tornando nuovamente duro e voglioso.
“Scegli.” dice lei.
Sorridendo maliziosamente: “O mi fotte il culo il tuo cazzo o torna a prenderselo la candela”
Luciano sta sbroccando letteralmente “Ora ti faccio passare la voglia mia stupenda porcona, inizia con il lubrificarmi il cazzo.”
Così dicendo l’uomo affonda nuovamente il proprio cazzo nella bocca della moglie che prende a succhiarlo, a leccarlo lungo l’asta fino a succhiargli le palle.
Nel frattempo l’uomo stimola con le dita il clitoride della donna che stringe le natiche per l’eccitazione.
Il momento è arrivato, l’uomo si riporta alle spalle della donna che nel frattempo si dilata le natiche con mani.
Lo spettacolo è bellissimo, tra le gambe la figa rossa ed umida continua a colare nettare biancastro e profumato, l’anello dello sfintere arrossato pulsa aperto ed invitante, l’uomo non indugia oltre, assesta due colpi decisi di lingua (il buco sa di cera) dopodiché le appoggia la cappella al buco spingendo forte con un rantolo.
Antonella emette un grido liberatorio, la rudezza della penetrazione subita nel pomeriggio viene esorcizzata dalla presenza nel suo culo dell’amato marito.
“Sbattimi, allargami gli intestini, non avere pietà amore mio.”
“Vendicati per tutto il tempo e per tutte le volte che non mi sono concessa a te:”
“Ti voglio aprire, ti voglio allargare questo fottuto buco di culo, voglio farti arrivare la mia sborra nella bocca passando dall’interno”
Luciano si rende conto che qualcosa è terribilmente cambiato, qualcosa è successo, ma eccitato come un’animale nel periodo dell’accoppiamento ed accecato dalla felicità continua a godere della carne e dallo spettacolo delle natiche dell’amata.
Vorrebbe possedere due cazzi per poterla penetrare, possedere contemporaneamente e donarle il massimo del piacere, il suo ventre sbatte sulle chiappe schiacciandole al fine di affondare il suo corpo in quello di lei.
Il suo sangue ed i suoi testicoli stanno ribollendo, la colata sta montando e dopo alcuni affondi lo sperma sgorga per tuffarsi nelle viscere della donna.
Ancora accoppiati fisicamente i due si cercano, si baciano appagati, si stringono.
Lei piange e lo accarezza, lui la bacia dolcemente e non vuole sapere, non adesso.
Il mattino dopo Luciano è uscito molto presto senza svegliare Antonella, la guarda soddisfatto ma sa che quanto e successo la sera prima è frutto di qualcosa che potrebbe cambiare la sua vita.
“Cosa ti succede amore mio?” – pensa l’uomo, voltandosi ed uscendo di casa.
Ore 9,00 del mattino, la giovane donna si sveglia tutta indolenzita ma riposata, si rende conto che il marito deve essere uscito già da tempo, è felice di averlo appagato come lui desiderava da lungo tempo, aveva esagerato con Luciano, sicuramente il marito avrebbe finito con il capire qualcosa, ma era stato più forte di lei, lo voleva, lo desiderava come non lo aveva mai desiderato, voleva essere dominata da lui come l’aveva dominata e soggiogata ai suoi sporchi desideri il prestasoldi.
Oramai il danno era fatto e non si torna indietro, inoltre, tra qualche ora sarebbe andata in banca a coprire l’ammanco sul conto.
End Notes:
Come sempre sono gradite le vostre critiche, suggerimenti o consigli. silvereyem@hotmail.it
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