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IL CULO DI MARTA

Ho compiuto 55 anni. Il peso dell’età un po’ si fa sentire; ho una regolare vita sessuale con mia moglie e devo dire che, amandola come il primo giorno, è bellissimo fare l’amore con lei, non sesso ma vero amore.

Ho sempre avuto un debole per i culi: ogni uomo predilige una parte anatomica delle donne, mio cugino, per esempio, impazzisce per le tette, a me, ripeto, piacciono i culi. Mi piace osservare un bel culo, apprezzarne la forma, l’armonia, ma senza secondi fini, così come si può ammirare una bella auto, un bel quadro…

Mi piace il culo e mia moglie me lo concede volentieri. Non c’è rapporto tra noi che non si esaurisca con una bella inculata. Lei gode moltissimo ed il suo godimento mi rende felice, mi eccita fino al parossismo.

Alla mia età, non guardo più le ragazzette, mi attraggono le donne mature, diciamo dai 35 ai 45 anni eppure… non so cosa mi sia preso, il culo di Marta mi fa andare completamente fuori di testa.

Marta è la nipote di mia moglie, studia danza e vuole fare la ballerina professionista. Ha sviluppato un corpo armonioso, alta 1,65 bellissime gambe, seno un po’ piccolo ma un culo…

Me lo sogno di notte: sogno di accarezzare quei glutei sodi, di ammirare estasiato la rosellina che immagino grinzosa e leggermente bruna, sogno di assaporare quella porticina del paradiso, di baciarla, leccarla… sogno di possederla analmente e di godere e farla godere.

Scaccio via questi pensieri incestuosi giustificandomi col fatto che a desiderarlo non c’è niente di male, l’importante è tenere a bada e reprimere questi desideri inconfessabili.

Poi, un giorno…

E’ sabato mattina, mia moglie è dal parrucchiere, tornerà tardi. Dovrà aspettare il suo turno e poi mi ha preannunciato che farà il taglio dei capelli, il colore, la messa in piega, insomma non sarà a casa prima delle 14,00.

Suonano alla porta, sono le nove ed io ho appena finito di fare la doccia. Vado ad aprire e, sulla soglia, lei, Marta, in tutto il suo splendore. La faccio accomodare farfugliando qualche scusa per averle aperto in accappatoio.

- Ciao zio! Scusami tu, meno male che avevi già finito, diversamente non mi sarei perdonata di averti fatto uscire dalla doccia tutto insaponato!

- Ma figurati!, accomodati, arrivo tra cinque minuti, il tempo di farmi la barba e ricompormi. Tua zia è dal parrucchiere, tuo cugino non so dove, tornerà stasera per cena.

- Va bene, posso fare il caffè?

- Certo! Anzi grazie, mi eviti la fatica di preparare la caffettiera!

Nel giro di qualche minuto mi ripresento a lei, sbarbato ed in tuta da ginnastica.

- Vai a fare Jogging?

- No, mi piace il sabato stare comodo, non ho in programma di uscire e poltrirò tutto il giorno!

- Sai per caso dove la zia tiene l’olio al mentolo per i massaggi? Mi ha detto di venirlo a prendere quando volevo…

- No, tesoro, non sapevo neppure che avesse dell’olio al mentolo ma non sarà difficile trovarlo, aspetta, vado a cercarlo.

Vado in bagno e tra creme, cremine e balsami vari trovo effettivamente un flacone di olio per massaggi al mentolo; leggo la composizione: miscela di olii naturali con aggiunta essenza di mentolo, eucaliptolo e verbena. Ritorno in cucina e mostro a Marta il flacone.

- E’ questo?

- Si zio credo proprio di si, sai ho una contrattura al collo e alle spalle, devo andare ad allenarmi oggi pomeriggio ed in questo stato non so se potrei farlo.

- Va bene, prendilo pure. Ma chi ti massaggerà?

- Proverà la mamma, non ha esperienza ma niente di meglio, non ho a chi chiederlo…

- Se vuoi, non ho esperienza diretta, ma quando facevo judo a livello agonistico…

- Ti prego zio! Non ricominciare con i tuoi trascorsi sportivi! Mi sembri Paperone nel Klondike!

- Piccola impertinente! – Le dico sorridendo – Stavo dicendoti che il mio preparatore atletico era anche un bravo massaggiatore e, se vuoi, posso farti io un massaggio perchè ricordo perfettamente tutte le manipolazioni che effettuava sul mio collo e le mie spalle per sciogliere le contratture ai trapezi ed ai muscoli della schiena.

- Davvero mi faresti questo favore?

- Perché no?

- Ed allora fammelo subito! Dove mi sdraio?

- In camera da letto, o se vuoi sul tavolo della cucina, basta allungarlo e metterci sopra il materassino di una sdraio, anzi è la soluzione migliore perché così non devo abbassarmi di molto ed è più comodo anche per me. Prendiamo il caffè e poi ti massaggio.

Preparo il tutto in un attimo e dico a Marta di sdraiarsi a pancia in giù.

- Zio, mi tolgo la maglietta!

- Si ma anche il reggiseno; mi darebbe impaccio e si ungerebbe. Io vado di là, tu sistemati e chiamami quando sei pronta. Anzi fai una cosa, togliti anche i jeans e mettiti questa asciugamani sul sedere, non vorrei inavvertitamente ungerti i pantaloni.

- Buona idea!

Esco dalla cucina ed aspetto che Marta mi chiami.

- Ok, zio puoi entrare, sono pronta!

Rimango senza fiato: Marta è distesa a faccia in giù con le mani incrociate sotto il viso, la testa reclinata verso destra, gli occhi chiusi, la schiena nuda e sotto il rigonfiamento dell’asciugamani immagino la rotondità del suo culo maestoso, scolpito da anni e anni di danza. Le gambe sono perfette, le cosce tornite. La fronte mi si imperla di sudore, deglutisco a vuoto un paio di volte, faccio un enorme sforzo di autocontrollo e simulando indifferenza, apro il flacone dell’olio. Un profumo veramente gradevole si spande nell’aria, ne verso un po’ sul palmo di una mano, poi sull’altra ed inizio a frizionarle.

- Bene, adesso tirati in su i capelli che cominciamo.

Afferro delicatamente il suo collo, faccio su e giù un paio di volte affinchè l’olio si stenda in maniera uniforme e comincio delicatamente a massaggiare dalla base della nuca fino all’attaccatura delle spalle.

- Mmmmmmh che bello! Che rilassante! Sento già che fa effetto!

- Ancora è niente, aspetta!

Verso un altro po’ di prodotto ed inizio con movimenti sempre più ampi a massaggiare anche le spalle.

- Che sensazione! Mi fai morire! Dai continua così! – Mi sussurra quasi.

I miei sapienti movimenti continuano a massaggiare le spalle, la nuca, la schiena, tracciano e seguono la spina dorsale fin quasi al bacino e Marta uggiola per il benessere che questo le provoca.

- Vai più sotto, anche la fascia delle reni. Mmmmmh!

- Va bene, ma rischio di ungerti le mutandine, non so se questo prodotto macchia…

- Le ho tolte per evitare proprio questo, non preoccuparti, continua…

Le mie mani si erano ormai impossessati di tutta la sua schiena ed io le facevo risalire, scendere risalire di nuovo, allargavo il massaggio verso l’esterno, poi di nuovo sulle reni mentre piano piano osavo scendere ancora più giù, quasi casualmente.

- Fantastico, zio, continua… vorrei stare così per sempre… ti dispiace se sto con gli occhi chiusi?

- No, figurati, anzi rilassati… se vuoi posso andare anche oltre, però devi dirmelo tu, non vorrei che pensassi che hai uno zio che ne approfitta per… palparti il sedere!

- Ma no, zietto, anzi mi piace, mi rilassa, sento che anche i miei glutei ne trarrebbero un grande beneficio… continua, lo so che non lo fai certo per toccarmi il culo!

- Certo! Beh… comunque avevo bisogno della tua approvazione, ormai hai 18 anni compiuti, non sei più la bambina che tenevo sulle ginocchia!

- Continua, dai! E poi da piccola non mi facevi le iniezioni?

- Si, ma vedi… non è che il tuo culetto sia rimasto quello di una bambina, anzi… è uno dei più bei culi che io abbia mai visto!

- Grazie del complimento, ma sono sempre tua nipote, non è ti faccio altri effetti?

- Ci mancherebbe!

Dissi ipocritamente, mentre non riuscivo quasi a mascherare una potente erezione; meno male che Marta mi dava le spalle! Spostai l’asciugamani ed iniziai a frizionarle i glutei, prima facendo su e giù e poi, pian pianino, mentre massaggiavo, iniziai ad aprirli quasi impercettibilmente fino a quando la sua rosellina non occhieggiò in mezzo alle natiche. Mi sentivo in paradiso, il fiato mi si accorciò, feci colare un po’ d’olio in mezzo al sedere e con un dito iniziai a massaggiare in mezzo. Ormai volevo giocare a carte scoperte e poi, Marta, non mi aveva dato il suo consenso? Con un dito, mentre continuavo il massaggio, spalmai il prodotto lungo il solco. Abbassai l’asciugamani e mi apparve la sua fichetta depilata e bagnata! La porcellina stava godendo, non c’erano dubbi. A quel punto, con grande sapienza e delicatezza iniziai a massaggiare ancora più in profondità fino a sfiorare e poi stuzzicare la sua rosellina, irrorandola di olio, con movimenti verticali e poi circolari fino a quando con un dito non provai quasi a forzarne l’apertura.

- Oooohh! - Fece Marta con voce roca – Ti prego continua, è bellissimo!

Insistetti con i movimenti circolari sempre più concentrici fino a quando il dito medio della mia mano destra non forzò appena quello scrigno prezioso, brama dei miei desideri più nascosti ed incoffessabili.

- Aaaahh! Si! Tutto dentro, ti prego, mettilo tutto dentro! – Disse Marta con voce implorante – E toccami anche la fichetta, zio, fammi godere, non resisto più!

Non capii più nulla, con le mani iniziai a tormentarle il clitoride e masturbarle l’ano che cedeva al bussare del mio dito. Marta iniziò ad inarcare la schiena ed io continuai a masturbarla versando ancora olio in mezzo alle sue eburnee chiappe. Mi feci strada con un altro dito dentro il suo culo e lei apprezzò moltissimo questa manovra. Ormai rantolava dal piacere, con la bocca dischiusa e la lingua che inumidiva le labbra.

Persi ogni freno inibitorio.

- Marta, amore di zio, non sai per quanto tempo ho sognato questo momento che credevo non si potesse realizzare mai, come ti desidero, ho sempre desiderato il tuo culo, perfezione della natura!

- E allora prendilo, non l’ho mai fatto ma sto impazzendo dalla voglia, non pensavo si potesse godere col culo, fammelo vecchio porco, spaccamelo!

- Ma guarda che un cazzo non è come due dita!

- Non mi importa! Sento il bisogno di averlo pieno, non mi farai male perché è come affamato, è aperto, aspetta solo di essere riempito!

Non me lo feci ripetere due volte; in un attimo mi abbassai i pantaloni della tuta ed i boxer, mi unsi la cappella ormai paonazza per la prolungata erezione, avvertii uno strano senso di intensa frescura dovuta alle essenze del balsamo, ordinai a Marta di scendere dal tavolo ed appoggiarsi ed esso sporgendo il culo e con una mano le aprii le chiappe mentre con l’altra mi aiutai ad indirizzare il mio nodoso cazzo verso quel buco occhieggiante. Mi bastarono due delicate spinte per superare l’anello del suo sfintere; un attimo di pausa e poi tutto giù gradualmente fino a quando non scomparve interamente dentro al suo culo.

- Aaaaaargh! - Fece Marta – cosìììì! Fantastico! Meraviglioso! Oooohh! E adesso pompami, aprimi come una mela, spaccami il culo, ancora!

Iniziai a pompare come un forsennato ed ad ogni spinta, Marta mi veniva incontro. Il suo culo non aveva opposto la minima resistenza, anzi era come se fosse già abituato ad essere penetrato. Con una mano iniziò a toccarsi la fica e muovere la testa come un’indemoniata.

- Sfondami, fammelo sentire tutto nelle budella! Spaccami il retto, allargamelo per bene questo culo, Oddio! Non pensavo si potesse godere così! Ancora, di più! Bastardo, mi hai rotto il culo ed è bellissimo! Mettici dentro anche i coglioni, Aprimi, aprimi! Ooooh… vengo vengo, allagami il budello, fammi un clistere di sborra, pisciami dentro, Oooh! Non capisco più niente, capisco solo che mi devi spaccare! Spaccami! Mi senti? Senti il mio culo che ti avvolge? Non sei tu che mi stai scopando il culo, sono io che ti scopo, io che ti fagocito, io che ti possiedo! Rompimi, ne voglio ancora, ancora di più!

A quel punto, la bestia che si era scatenata in me era senza ritegno. Uscii da lei un attimo, per poi
entrare nuovamente fino in fondo.

- Siiii! Cosiiii! – gridò Marta – ed io cominciai ad uscire e rientrare sempre più selvaggiamente dal suo culo ormai aperto, dandole dei colpi sempre più possenti, fino a far spostare il tavolo. E lì mi venne l’idea di possederla anche davanti, brutalmente. Uscii ancora una volta e puntai il mio cazzo verso la fica. In un solo colpo, bestialmente, lei fui dentro. Lei cacciò un urlo di sorpresa e di godimento ed ripresi a stantuffarla, un colpo in fica ed uno nel culo. Marta farfugliava in preda all’orgasmo più violento della sua vita ed io sentii di non farcela più, dovevo venire.

- Sei pronta?

- Siiiiiii!

Le poggiai ancora una volta la cappella sull’ano e spinsi come un ariete. Un colpo solo, fino alle palle. Lei cacciò un ennesimo urlo ed io dopo tre, quattro poderose pompate, le riversai nelle budella una marea di sborra mentre lei raggiungeva un altro orgasmo. Restai lì, col fiatone, riverso su di lei con il cazzo ancora ben piantato dentro il suo culo in attesa di riprendere fiato. Lei si lamentava debolmente, ma erano lamenti di soddisfazione, quasi come se facesse le fusa.

Mi staccai delicatamente da lei che si girò verso di me e mi disse:

- Sublime, mai avevo scopato così, non credevo nemmeno che lo si potesse fare!

Mi guardò con affetto e riconoscenza, avvicinò il suo viso al mio e mi baciò facendo roteare la sua lingua con la mia. Fu un bacio sentito, sincero, appassionato. Io le accarezzai il viso con estrema dolcezza e la baciai ancora.

- Marta, amore mio, mi hai fatto ritornare adolescente, non scopavo così da trent’anni sei…

- Sssssst! Non dire niente, sono la tua nipotina che hai fatto diventare veramente donna. Mi hai scopato in modo sublime, non come quegli stronzetti dei miei compagni di liceo. E il mio culo sarà per sempre tuo come e quando lo vorrai. Mi hai insegnato tante cose, non pensavo si potesse avere un orgasmo anale. Mi hai soddisfatto nella mia più profonda e perversa femminilità. Da oggi mi dovrai insegnare tante altre cose, voglio spompinarti, leccarti, farmi leccare il culo da te, voglio che me lo apri, che me lo spacchi, che diventi il tuo giocattolo preferito, che ci metta dentro tutto quello che la tua perversa fantasia desideri, che, se preferisci, tu rimanga in sua contemplazione per quanto vorrai; insomma, da oggi, voglio essere l’oggetto dei tuoi desideri più nascosti, la tua troia personale. Ti amo, zio!

- Tesoro mio!... Ma come vanno il collo e le spalle?

- Benisimo zio, rilassàti come il buco del mio culo! E dire che ero passata solo per una… pomata!