i racconti di Milu
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Sogno pomeridiano
Lei si diresse pigramente verso la doccia.
Le lunghe ore passate su quella bellissima spiaggia di sassi assolati le avevano lasciato un sottile strato di sale sulla pelle.
Entro'nel bagno situato sul ballatoio e con una mossa veloce si
libero' del costume.
Aperta l'acqua calda si accorse di aver ovviamente lasciato lo shampo nella stanza da letto con la bellissima vista sul mare.
Prese d'impulso l'asciugamano bianco e se lo lego' sulla vita lasciando scoperti i bianchi e grossi seni .

Usci' rapida sul ballatoio e nel riaprire la porta della camera si
accorse con la coda bell'occhio che la terrazzina dell'edifico
avanti la sua villetta era abitata.
Una non meglio identificata figura maschile che stava prendendo il sole in costume era stata richiamata dalla sua apparizione e dimostrava di aver gradito.
Lei fece finta di nulla e con la stessa finta indifferenza riusi' dalla camera ancora più" lentamente.
"Se qualcuno vuole proprio ammirarmi che lo faccia!"
Disse a bassa voce scoprendosi a fare un pensiero assai lontano dai suoi standard.
Rientro' in bagno e chiuse la porta.
Essere osservata da quegli occhi maschili sconosciuti
l'avevano decisamente eccitata.
Senti' il desiderio di spalmarsi il bagnoschiuma sui suoi grossi
seni divenuti improvvisamente turgidi.
Avverti' una conosciuta sensazione li sotto e la sua mano corse a placare quei femminili pruriti.
Uscendo gocciolante dalla doccia si avvolse con l'intero
asciugamano.
Nel terrazzo questa volta gli occhi erano più' numerosi.
Occhi che senti' appuntati su di lei.
Si fermo' barcollante e con un gesto studiato questa volta fece
cadere lentamente l"asciugamano.
Ora dava le spalle ai suoi osservatori.
Un paio di bianche e sode chiappette furono il premio a quegli sguardi curiosi.
Entro' rapida nella stanza e completamente nuda si mise a cercare
nell'armadio un completo di biancheria intima.
Si guardo' per un un attimo allo specchio: l'immagine era
quella di una donna che aveva passato i35 anni, e se li portava
ottimamente: lunghi capelli biondi e due gran belle gambe, magre e
sottili, una quarta abbondante di seno ottimamente tenuto, sodo e
dritto, un culetto invitante, un solchettino in mezzo alle gambe dove affioravano dei ciuffetti color miele.
Scelse un completo bianco con un grande reggiseno a poppe.
Una volta indossatolo si giro' di scatto verso il suo terrazzino
chiuso dalle veneziane.
Aveva sentito dei rumori ma non ci bado' più' di tanto.
Un leggero torpore pomeridiano la stava avvolgendo e decise di
raggiungere il letto.
Il sonno pomeridiano stava facendo capolino e lei ci si abbandono'
felice.
E nei suoi sogni estivi fece capolino un pensiero malizioso e biricchino.
La"contro ora" era arrivata penso' ricordando quel termine
particolare con cui il suo uomo aveva chiamato i loro incontri post
pranzo.
Quando la luce fioca che entrava dalle finestre abbassate giocava con i loro corpi intenti a destreggiarsi in momenti di acuta passione.
Gli piaceva farlo con lui.
Non aveva mai goduto cosi' in vita sua.
Era fantasioso e un po' porcellino il suo uomo.
Gli piaceva tanto farlo con lui che aveva in se quella forza e quella
passione che nessun uomo le aveva mai dato.
Una attrazione davvero notevole che nulla avrebbe fermato.
Perfinoquelle settimane che lei pensava di aspettare un bambino e che per via degli ormoni si era gonfiata.
Lui aveva continuato a desiderarla con quelle tette enormemente gonfie, con quel suo corpo ingigantito.
Eaveva capito che l'amore muove tutto e a ben comprendere cosa
spingeva gli uomini a continuare a desiderare la propria donna anche se incinta.
Attrazione reciproca.
Decisamente.
Guarda come siamo belli diceva spesso lei guardando i loro corpi uniti e fusi dall'impeto dell'amore nell'immagine riportata degli specchi che piacevano molto ad entrambi.
Con lui le piaceva sperimentare diverse posizioni.
All'inizio quella classica, del missionario cosi' per scaldarsi
un po'.
Alle spinte poderose di lui la sua patatatina si bagnava vorticosamente e i suoi gemiti crescevano.
Poi a lui piaceva girarla su un fianco afferrandola per i
seni, baciandole il collo e penetrandola lentamente di lato.
Una posizione che favoriva anche l'intervento della mano di lei che
eccitandosi progressivamente favoriva il giungere del suo orgasmo, non frequentissimi a dire il vero.
Una volta arrivata sul picco era lei a favorire lui.
Cambiando ancora una volta posizione lei, si sdraiava sulla schiena
chiedendogli di entrare da dietro nella posizione più' ancestrale .
La mano di lei a volte tornava li sotto, dalle sue parti, infilandosi
sotto le gambe, a volte a sfiorarsi a volte a strizzare le due
pallette di lui favorendo il sopraggiungere dell'onda che
imperiosa soleva entrare in lei.
Che bello guardarsi allo specchio poi!
In quell'albergo inglese avevano fatto buon uso di uno specchio
proprio davanti al letto.
Le piaceva e la eccitava guardare le loro immagini riflesse mentre si
prendevano con passione abbandonandosi completamente l'uno
all'altro.
Quel pisellone che entrava e usciva in lei.., lui che si era messo gli occhiali per guardare meglio:
"Oh le tue palle come sbattono!" esclamava spesso alle spinte
impetuose di lui.
Ogni tanto quando lui la girava alla pecorina, in quella posizione lei
metteva il suo buchetto posteriore in evidenza.
Ogni tanto lui strusciava la sua estremita' bagnata da altro
fiume e provava ad entrare dalla porta di servizio.
Lei lo aveva lasciato fare un paio di volte, cosi' tanto per
verificare cosa si provava.
Ma nulla da fare.
Non le piaceva.
Nemmeno quando aveva provato ad accompagnarsi con la mano sulla sua fica mentre il suo sederino era bello in alto e lui provava delicatamente a spingere.
Le piaceva quando lui le schiaffeggiava quelle melette belle sode.
La eccitava notevolmente a dire il vero.
E quando lui afferrava i suoi seni.
O tutte e due le cose insieme.
Ma il suo buchetto rimaneva inviolato.
Un paio di volte con quel gel in quel viaggio in scozia lui era entrato. Un altro paio di volte lui aveva poi riprovato.
"Ti piace?"
"Insomma, un pò mi fa male, un pò mi piace."
Aveva risposto lei ad un affondo piu' deciso di lui.
Un altra volta ....quasi, quasi ...mentre lui la scopava con una mano intinta degli umori della sua fica gli aveva stuzzicato il
buchettino..
" Ora che me lo allarghi cosi' non mi dispiacerebbe un cazzo
dietro nel buchetto..
Ricordando quegli episodi lei si senti bagnata li sotto.
E sdraiata a letto si tolse le mutandine e reggiseno; girandosi su di un fianco cominciò piano ad accarezzarsi con la mano.
Pensava ai loro incontri e si eccitava.
Si toccava spesso quando lui non c'era e quasi per sentirsi meno in
colpa quando si rivedevano dopo un paio di giorni di astinenza
chiedeva, eccitata e curiosa: "Ti sei segato amore in settimana quando eravamo lontani?"
Lui annuiva ma poi la cercava ancora e cercava con una scusa di
rientrare in lei, metterla a pecorina.
Baciandole le spalle, mettendola in piedi davanti allo specchio e poi...cercando ancora il suo buchetto piu' stretto.
Prima o poi lo fara' con un altra da dietro pensava spesso lei
consapevole di non poterlo accontentare in quel modo.
"Non ti piace piu' la mia fichettina? "Chiedeva.
"Certo che mi piace, ma a noi uomini piace essere curiosi.."

Rispondeva lui con un sorrisetto da filibustiere.
Glielo permettero', pensava lei, di farlo con un altra.
Ma saro' io a scegliere quale.
A quel punto lei spesso si immaginava che il suo lui si
concedesse contemporaneamente a lei e ad un altra donna.
Magari in tre mi piace proprio pensava e si divertiva ad immaginare le diverse opzioni: lui che prima scopa un po' l'altra e un po' lei.

Poi gira l'altra e la prende da dietro in quel buchino posteriore
che lei non amava concedere.
E lei che si toccava davanti a loro due.
O ancora lei scopata da lui con l'altra che alternativamente un pò
gli lecca le palle, un pò gli lecca la fica.
Insomma ci si poteva divertire anche con una altra femmina.
E chissa' magari mi piacera' assaggiare il nettare della
sua fica, pensava.
O magari mi piacera' che lei mi tocchi i seni,
giochi con i miei capezzoli e poi scenda piu' giu' ad
accarezzarmi.. La scegliero' io, mora e con i tettoni.
"Ti piacerebbe amore una femminella che ti scelgo io? Che ti lecca le palle e a me la fica? Che tu inculi mentre io mi tocco davanti a voi con le gambe aperte?"
A quei pensieri si eccitava e infatti la sua mano non
pote' fare a meno di correre piu' veloce.
Altre volte lui , nelle loro fantasie, dopo aver provato ad introdurre
una altre donna aveva proposto una ulteriore variante.
Dopo la consueta fantasia con una altra donna, una montanara per
l'occasione, (erano in un fine settimana sulle alpi) ( "pensa amore sto sulla neve, mi apri la
salopette, mi strusci il ghiaccio sulle tette, poi viene una boscaiola
in camera che me le lecca e tu la spogli, facendola rimanere nuda
sulla stanza di legno, la sua carnagione mora sul letto
bianco...mmmm"), lui le chiese a bruciapelo:
" E lo vorresti un boscaiolo? "
"Perche' no!!!" rispose lei.
"Cosi' mentre tu ti diletti con l'altra femmina davanti a
me, dopo essermi toccata, qualcun altro potrebbe occuparsi di me. Non saresti geloso amore di vedermi scopata da un altro?
In fondo e' solo un atto sessuale, no?"
"Eccome se mi piacerebbe l'idea. Un altro che ti scopa
davanti a me."
"Tu che lo prendi in bocca mentre io ti scopo da dietro."
"Un orgietta mi proponi amore?" Insisteva lei.
"Si , amore immagini bene: io prima mi scopo l'altra da dietro mentre lei lecca te, poi tu prendi in bocca il cazzetto di un altro mentre io ti scopizzo ben bene.
E poi ci diamo I'll cambio .
Lui ti scopa da davanti mentre tu ti occupi del mio pisellino e mi
strizzi le palle.
Una seghetta, alternata ad un pompino...niente male... E ancora l'orgetta, che ci eccita, altro che!"
Lei immaginava lui che cambiava due o tre donne come nel filmino che avevano visto insieme.
E la sua mano correva sempre piu' veloce quasi a guardarle riflesse su quel letto quelle immagini biricchine
"Ma ci pensi tu a trovare un altro, amore cosi' mi scopate
in due? Li trovi due bocche che mi baciano e due cazzi che mi prendono?"
"Con una gran fica come te, la fila troverei! "
A quella risposta la fantasia di lei prese un vortice di emozioni.
"Che troia, che troia...mi fai diventare amore mio..."
E ancora la mano di lei accarezzava il suo solchetto bagnato
guardando la sua immagine nello specchio lontano..vedendo riflesso il film della fantasia appena percorsa con il suo uomo.
I lunghi capelli biondi di lei sciolti sulle spalle, Lei che si impala in lui toccandosi I seni, spompinando con la lingua il pisello dell'altro in piedi davanti a loro.
Lui che la sculaccia le chiappette, prima lentamente e poi sempre
piu' vigorosamente facendola eccitare.
"E magari proviamo una doppia penetrazione... Con uno vero o uno di gomma?
Quello che credi amore.. Due cazzi per te, uno in culo uno in fica, ti piacerebbe?
Perche' no..." A quelle frasi pronunciati e ricordate nella penombra estiva il suo respiro divenne piu' affannoso e l'orgasmo arrivo'
imperioso.
Un piccolo torpore prese allora il sopravvento, la luce che filtrava da quelle tapparelle socchiuse le rimandarono all'immagine di quel
letto a baldacchino trovato nella stanza di quel resort in una delle
loro frequenti vacanze.
Un sogno che sarebbe certamente continuato.