i racconti di Milu
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Indice
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Salve mi chiamo Elisa ho 19 anni sono di origine napoletana ma vivo a Milano......
da poco navigando su internet ho conosciuto F il mio attuale master, lui mi ama e mi adora, adora vedermi soffrire, adora umiliarmi, cosi come adora

consolarmi e asciugare le mie lacrime che verso per lui....
Ricordo ancora la prima volta che sono andata nel suo ufficio avevo tanta paura ed ero eccitata allo stesso tempo....
indossavo una mini nera molto corta e camicetta bianca con sandali alti e senza intimo come da lui ordinato (io sono fisicamente bassina 1,57 capelli

nerissimi con frangia, occhi blu scurissimi che da lontano sembrano neri, vita 40 seno 2, piedi e mani sempre curatissimi)....
arrivata sotto al suo ufficio a Milano, ho bussato lui mi ha aperto senza nemmeno rispondermi, probabilmente mi aveva vista arrivare. Sono salita

velocemente per paura di perdere il coraggio.
Arrivata al piano ho trovato la porta semiaperta -è permesso - F - entra - sono entrata ho chiuso la porta alle mie spalle, lui era dietro alla scrivania

seduto sulla sua poltrona, ha un fisico imponente molto alto di spalle larghe molto scuro occhi azzurro chiaro quasi trasparente come il ghiaccio, dico

subito - buongiorno padrone è un piacere incontrarla dal vivo, io sono elisa la sua umile schiava - feci un inchino, F - so chi sei, sei ancora più bella dal

vivo - io rimasi sconvolta dalla gentilezza con cui mi rispose anche perchè un attimo prima sembrava freddo - grazie padrone - per un paio di minuti lui

continuò a fissarmi e dopo F- spogliati voglio vederti bene - io - si padrone - mi spogliai in pochi secondi gia sapevo che a lui nn piaceva aspettare,

prima la camicia, poi la gonna e in fine stavo per sedermi per togliermi i sandali quando lui - fermati! rimani in piedi, dammi le spalle e piegati per

toglierti i sandali - io lentamente mi girai mi piegai, per un attimo mi vergognai del fatto che ero bagnatissima e probabilmente si vedeva, e mi tolsi

lentamente i sandali, F- bravissima - io - grazie padrone - e lui - voglio mettere subito le cose in chiaro Lisa - il suo improvviso tono severo mi fece

tremare - tu soffrirai, soffrirai molto, ma l'unico modo per stare con me è sopportare in silenzio e senza muoverti, se sarai brava alla fine di ogni sessione

sarai premiata forse un giorno potrei anche decidere di fare sesso con te, ma se non farai come dico non mi vedrai per un determinato periodo di tempo, forse

per sempre, dipende dall'errore, oppure ti punirò nei peggiori dei modi, vedremo con il tempo - io rimasi a bocca aperta non sapevo proprio cosa dire, così

lui continuò - se non te la senti o hai dei ripensamenti sei libera di andartene adesso, non sarai trattenuta in nessun modo, ma se deciderai di restare,

resterai fino a che ne ho voglia, ti do un paio di minuti per decidere - se ne andò in un altra stanza, lui mi diede un paio di minuti per decidere ma io già

sapevo cosa volevo allora iniziai ad urlare solo dopo pochi secondi - PADRONE VOGLIO RESTARE, VOGLIO RESTARE QUI CON TE VOGLIO ESSERE LA TUA AMATA SCHIAVA -

lui tornò subito e con fare feroce disse - ripetilo! - e io - padrone voglio restare, voglio restare con te voglio essere la tua amata schiava - lui - no urla!

più di prima - ed io con tutto il fiato che avevo in gola - PADRONE VOGLIO RESTARE, VOGLIO RESTARE QUI CON TE VOGLIO ESSERE LA TUA AMATA SCHIAVA - lui si

avvicinò con passo svelto e deciso io ebbi un pò paura e senza quasi rendermene conto feci un passo indietro, lui mi prese per i capelli e mi baciò, fù il

bacio più bello e passionale che io avessi mai ricevuto non sò quanto durò ma fù bellissimo.
Dopo un po mi lasciò andare mi prese in braccio, io mi aggrappai a lui abbracciandolo mi sentii una piccola principessa piena di protezione in quel momento e

mi portò in un altra stanza non molto grande con al centro una spece di altare in marmo, mi ci appoggiò sopra era freddo a contatto con la pelle e subito

disse - stenditi e ricordati, non urlare e non muoverti. Per fermare il tutto hai la tua parola di sicurezza (Napoli) - io subito iniziai a tremare non so se per il freddo del marmo o per paura, guardai in alto e vidi

dei ganci molto sottili e molto appuntiti tipo aghi, lui vide che io li stavo guardando cosi mi disse - quei 3 ganci 2 vanno nei capezzoli e uno nel clitoride - a quel punto

iniziai a piangere in silenzio avevo troppa paura, finchè non si avvicino lui e mi disse - ma oggi giocheremo con questo - aveva indossato un guanto con dei piccolissimi

spilli, io mi calmai un po, subito pensai che era meglio il guanto che i ganci ma quel poco di calma acquistata non durò molto.
Per un po rimase ancora li a fissarmi poi poggiò la mano (con il guanto) sulla pancia, inizialmente non pungeva tantissimo ma quando iniziò a fare

pressione sentii subito un dolore tremendo, un dolore così forte non lo avevo mai sentito, tornai a piangere di nuovo, volevo urlare forte ma non osavo, non

volevo deluderlo e pensando a questo l'unica cosa che riuscii a dire è - ti amo padrone mio - lui continuò a fissarmi a disse - anche io mia dolcissima Lisa -
e iniziò a premere ancora di più, ormai sentivo la mia pelle bucarsi piangevo ma non urlavo.
Dopo un po tolse la mano dalla mia pancia e si allontanò, rimasi li ad aspettarlo per 15 minuti circa e quando tornò, tornò con una bottiglia di alcool che

stappò e versò in parte sulla mia pancia il strizzai gli occhi mi morsi la lingua provai a piegarmi un po ma lui mi mise subito una mano in fronte dicendomi -

ricordi? - io non osai aprir bocca per paura che uscissero solo urla.
Rimase li a guardarmi per un po con la sua mano sulla mia fronte dopo un po disse - pronta per ricominciare amore mio? - io continuando a piangere e dissi - si

padrone -sempre tenendo una mano sulla mia fronte, con il guanto mi strinse forte il seno, a quel punto cedetti come per scatto con un braccio afferrai il suo braccio lui mi guardo e io iniziai ad urlare - NO! - lo fissai - TI PREGO PADRONE PERDONAMI, NON VOLEVO PERDONAMI TI AMO PADRONE NON VOLEVO - il respiro si fece corto la testa mi girava, lui si tolse il guanto e si allontanò io continuavo - TI PREGO PADRONE MIO NON CAPITERà ANCORA TI PREGO PADRONE- lui si riavvicinò a me sembrava quasi confuso.
Dopo un pò mi aiutò ad alzarmi e mi abbracciò forte a lui e mi disse - sei stata bravissima, era mia intenzione farti urlare per questo hai urlato, e prima che iniziassi a farlo sei durata più delle aspettative ti amo mia piccola Lisa - il mio cuore traboccava di gioia, mai in vita mia ero stata cosi felice.
F - converrai con me che non posso premiarti ma nemmeno ti punirò, anzi voglio che vai a casa e ti riposi, ti darò presto mie notizie promesso - mi baciò ancora e ancora io ormai piangevo di gioia - grazie padrone ti amo e ti adoro, grazie - mi fece rivestire e me ne tornai a casa....
Mi richiamò dopo un paio di giorni - ti aspetto nel mio ufficio domani alle 15 e staccò -..... continua...... per consigli o critiche abbategiovannielisa@gmail.com