i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Avevamo trascorso una serata fuori citt divertendoci e, soprattutto, alimentando la nostra reciproca eccitazione.
Maria mi aveva sorpreso con la scelta dell’abbigliamento: un micro abito nero con calze 50denari autoreggenti e reggicalze a stento coperti dal vestito che, il pi delle volte, a causa dei movimenti, scopriva gran parte della lingerie.
Chiudeva il quadro una pi che generosa scollatura associata ad un’aderenza della parte superiore che lasciava immaginare tutto, ed un paio di scarpe nero con un classico decollete con un tacco a spillo di 14 cm.
Una bomba erotica pronta ad esplodere.
Durante la serata Maria aveva calamitato l’attenzione, i nostri sguardi, complici ed intimi, molte volte si erano incrociati, divertiti ed eccitati.
Lei si era prodigata nelle provocazioni, portando il tasso di eccitazione a livelli altissimi, senza mai oltrepassare la linea del puro erotismo, facendo vedere e non vedere le proprie intimit.
Io mi ero gustato una Maria del tutto nuova nella realt, conosciuta solo nei nostri giochi.
Pregustavamo, entrambi, il prosieguo della serata, tra le lenzuola del nostro letto per continuare a giocare.
Andammo via verso mezzanotte. Un po’ brilli, ma coscienti, divertiti ed eccitati.
Ci mettemmo in macchina e ridemmo di molte scene provocate da lei e vissute da entrambi.
Avevo bisogno di un caff ed entrai nell’autogrill a met strada da casa.
Decidemmo di provare a continuare il nostro gioco.
Scendemmo entrambi. Maria lasci in macchina il cappotto, entrando nel bar con il micro abito.

All’interno dell’autogrill c’erano due militari statunitensi di colore, evidentemente della vicina base aerea, che catturarono l’attenzione di Maria. Ben conoscendo il suo debole per la razza di origine africana, le palpai le chiappe e le sussurrai all’orecchio di non eccitarsi troppo. Maria mi sorrise con complicit. Ci saremmo divertiti.
And alla cassa facendo in modo da attirare gli sguardi dei due militari. Si pieg leggermente mostrando loro quel che li avrebbe eccitati. I due uomini si guardarono ed uno dei due si port nell’immediate vicinanze di Maria. Le lasci completare l’operazione alla cassa e la segu sino al bancone del bar. Mi allontanai un poco per non inibire l’americano e godermi, comunque, la scena. Il nero le rivolse la parola in italiano. Maria rispose ed iniziarono a parlare in modo sempre pi accattivante. Non sentivo il contenuto dei loro discorsi, ma vidi, ad un certo punto, il nero sorridere ed allungare una mano verso le cosce di Maria. Lei lo lasci fare, continuando a guardarlo e sorridendo giulivamente. Il militare port la mano fin sotto l’abito; le accarezz i fianchi verificando ci che aveva gi avuto modo di vedere e le disse:
- Non si va in giro senza slip
Maria sorrise, inclin la testa all’indietro e perdendo ogni residuo di inibizione, allung la mano sulla patta del nero e rispose
- Perch tu li hai?
- Li ho per farmeli togliere da te, disse prontamente l’uomo.
La baci sul collo afferrandole con forza entrambe le chiappe.
Non volevo che la situazione sfuggisse completamente di mano e mi avvicinai.
Il nero rimase sorpreso dalla mia presenza e lasci immediatamente la presa.
Lo rasserenai con poche parole ed intanto si avvicin anche l’altro militare.
Proposi di uscire dall’autogrill per continuare altrove la nostra nuova amicizia.

Scambiai uno sguardo d’intesa con Maria. Sembrava a suo agio in quel ruolo, ma intravidi nei suoi occhi un segno di indecisione e timore.
L’abbracciai per farla sentire, comunque, protetta, uscimmo dall’autogrill e ci avvicinammo alle rispettive auto che, casualmente, erano parcheggiate una di fianco all’altra.
Ci presentammo.
- Ciao sono George, disse il nero pi audace, in un sicuro italiano
- Ciao, il mio nome David, disse l’altro nero.
Presi il mio iphone e mi collegai ad un’applicazione di hotel trovandone uno nelle vicinanze. Sulla mappa era indicato a circa dieci km da dove eravamo.
Ci mettemmo in macchina, io e Maria nella nostra ed i due neri nella loro e ci dirigemmo verso l’hotel. Maria era un po’ tesa e mi confess le sue indecisioni. Mi chiese se fossimo sicuri di ci che stessimo per fare. Cercai di farla rilassare e le dissi che se non se la fosse sentita, avrei accostato ed avrei detto ai nostri due nuovi amici che non se ne faceva pi nulla.
Guidai nel silenzio per un paio di minuti, aspettando la sua risposta, ma senza pressarla.
- Sono eccitatissima
Mi confess, Maria. Sorrise e la sentii iniziare a sciogliesi
- Ti sorprender. Sar la puttana che hai sempre desiderato. Lo far solo ed esclusivamente per te. Dopo questa serata, la nostra coppia sar ancora pi perfetta.
Ci baciammo ed avvertii una maggiore tranquillit nell’aria.
Continuai a guidare e mi venne il cazzo durissimo. Le infilai una mano tra le cosce e la sentii bagnarsi.
- Ci divertiremo, le dissi sorridendole.
La tensione sembr definitivamente sciogliersi.

Guidai verso l’hotel tenendo d'occhio lo specchietto retrovisore. La macchina dei nostri due nuovi amici non mi perdeva di vista. Provando a scherzarci su, le dissi:
- I nostri amici mi stanno attaccati. Temono che scappi.
- Saranno eccitati anche loro. Il cazzo di quel George sembra enorme. Quando l’ho sfiorato era gi duro.
Mi baci sul collo e mi sussurr all’orecchio:
- Sar cos porca che stenterai a riconoscermi.
Lo disse per farsi coraggio, ma mi eccit ugualmente.
Arrivammo davanti all'hotel, parcheggiammo e scendemmo.
Entrammo impazienti di salire in camera. Alla reception il portiere cap subito e non ci fece perdere tempo. Ci dette la chiave, i due militari si offrirono di pagare la stanza e prendemmo insieme l’ascensore.
Appena si chiusero le porto, la nostra avidit si present prepotente. Tutti e tre palpammo ogni parte del corpo di Maria che, da parte sua, si lasci toccare in maniera lasciva.

Arrivammo al piano e come se fosse stato dato un segnale, ci staccammo da lei.
La stanza era un po' distante dall'ascensore. Maria camminava davanti, sculettando sui tacchi alti, facendo abilmente sollevare il vestito sin sopra le chiappe.
Uno spettacolo!
Arrivammo davanti alla camera. Maria prese la scheda per aprire, ma le risult praticamente impossibile farlo perch le nostre mani non rimasero un istante ferme. La toccammo, l’accarezzammo e la masturbammo nella figa e nel culo senza ritegno. Maria rideva in maniera eccitata e ci pregava, scherzando, di smetterla.
Finalmente riusc ad aprire ed entrammo. Circondammo immediatamente Maria, eravamo un po' impacciati perch non sapevamo come iniziare. Lasciammo che tutto accadesse naturalmente.
Maria rimase in mezzo a noi tre. Le nostre mani vagavano lungo le sue cosce, sulle tette e sotto il microabito. Maria allarg le gambe per facilitare la ricerca delle sue intimit.
Poi ci fece sedere sul letto, cerc una radio nella stanza, la trov e la sintonizz su una stazione di musica latino americana, non il massimo, ma molto sensuale. Si mise a ballare, ancheggiando e piegandosi a ritmo di musica. Si spogli lentamente facendoci letteralmente venire la bava alla bocca. Nuda, con indosso solo la lingerie e le scarpe, si inginocchi tra le mie gambe (ero il primo della fila). Mi palp la patta dei pantaloni, slacci la cinta, abbass la cerniera e cal i pantaloni. Mi tolse le scarpe e me li sfil. Il mio cazzo, eccitatissimo, rigonfiava di desiderio il boxer. Simul un pompino senza, per, tirare la verga fuori dai boxer. Mi lasci in quello stato e pass al mio fianco.
David aspettava di essere spogliato, ma per lui Maria riserv un trattamento diverso.
Lasci che si togliesse da solo le scarpe ed i pantaloni, lo fece rimanere con indosso i boxer, lo cavalc e strusci la figa bagnata sul suo cazzo che, anche se coperto dai boxer, si dimostrava di una dimensione importante.
Dopo aver fatto ingrossare ancora di pi sia il proprio clitoride che il cazzo di David, Maria pass a George. Era gi privo delle scarpe, provvide lei a levargli i pantaloni. Il boxer non riusciva a nascondere le dimensioni extra di quel cazzo. Maria rimase senza fiato, guard l'uomo e gli disse:
- non ce la far a prenderlo questo cazzo enorme
- lo prenderai dovunque, stai tranquilla, rispose George.
Maria rimase in piedi, gli dette le spalle, appoggi entrambe le mani alla scrivania difronte e gli porse il culo. George si alz, la prese dai fianchi e strusci il proprio cazzo. Maria avvert le dimensioni di quella verga al solo contatto ed immagin cosa potesse significare averlo dentro.
Sent il cuore batter forte, era arrivato il punto di fare sul serio. Se non se la fosse sentita, quello era il momento di andare via. Si gir, ci guard e cap che era quello che voleva: per una sera comportarsi da porca, da insaziabile divoratrice di cazzi

Si avvicin a noi tre. Muovendosi lentamente e sensualmente, si inginocchi accarezzandoci. Le parammo davanti con le nostre verghe durissime.
Mi guard, palp il mio cazzo e mi liber dei boxer. Lo divor succhiandolo con passione.
Si stacc e pass a David. Era gi nudo. Una verga di tutto rispetto reclamava la sua bocca. Apr le labbra e se la fece. Intanto si divertiva a segarmi per non lasciarmi senza attenzioni.
Si stanc di David e, spinta da una incredibile curiosit, pass a George.
Vedeva il rigonfiamento del boxer. Il cazzo era enorme. Abbass l’intimo e la verga nera proruppe in tutta la sua magnificenza. Maria non nascose lo stupore con un gemito di varia natura, dallo stupore, all’eccitazione, dal timore, alla curiosit.
Lo prese in mano, si aiut con la seconda. Inizi a masturbarlo e cerc di infilare la cappella in bocca. Si domand come avrebbe potuto prenderlo da altre parti. Cerc di infilarlo quanto pi possibile in bocca, ma pi in l del glande non riusc ad arrivare.
Lo sent crescere nella propria bocca e rimase stupita di come ancora avesse possibilit di ingrossarsi. Immagin il suo culo aperto da quel cazzo e per poco non ebbe l’impulso di scappare. Poi le venne un pensiero e sorrise, “chiss quanta sborra poteva schizzare fuori”. Sent bagnarsi all’istante. S, era proprio quello che voleva. Essere una maiala a livelli importanti, almeno per quella sera.

Si stacc da quella verga dalle dimensioni improbabili, si alz sugli alti tacchi. Ci guard. Era lei a comandare, ma doveva dare l’impressione che fosse un giocattolo nelle nostre mani.
Si avvicin a David, lo baci sulle labbra e, intanto, si mise a segare me e George. Sent sbattere la verga di David tra le cosce, le apr e strusci il clitoride. Si stacc dalla sua bocca e gli sussurr che voleva la sua lingua sulla propria figa.
David si stese sul letto e Maria si mise carponi in posizione sessantanove. Sent la lingua del nero slapparle la figa ed emise un gemito. George si avvicin ed inizi a leccarle il buco del culo. Maria strinse le lenzuola con le mani per il piacere intenso che stava provando. Mi guard, si bagn le labbra e mi disse:
- Voglio il tuo cazzo.
Mi avvicinai e lo infilai in bocca.
La presi per i capelli e gliela scopai. Maria sussultava. Reclamava cazzi dentro di s ed intanto si impegnava nella pompa.

Ci staccammo dalle rispettive posizioni.
Maria rimase carponi sul letto. Il culo in mostra, avido e desideroso di essere aperto.
La figa calda ed accogliente, gonfia ed eccitata.
La bocca insaziabile di cazzo.
Presi un barattolino di nutella messo su un tavolino della stanza. Lo svitai, intinsi il dito indice e le scrissi sulle chiappe: “inculatemi”.
Scoppiammo a ridere. Fotografai l’opera, la feci vedere a Maria che sorrise e con la voce pi calda che le potesse uscire, disse:
- Sono qui per questo. Inculatemi a turno, tutti e tre.
Gir la testa e si aggrapp con le mani alle lenzuola in attesa della prima sodomizzazione.

Inizi David. Si avvicin, le lecc per bene il buco del culo, sput un abbondante quantit di saliva. Cerc di aprirlo con due dita. George si allontan e trov vicino al frigo bar una forma piccola di burro. La butt verso l’amico, il quale la riscald un po’ tra le mani, la scart e la pass sul piccolo e stretto orifizio di Maria.
Lo unse per bene ed avvicin, finalmente, il proprio cazzo spingendolo dentro.
Maria sent dolore, ma cerc di non darlo a vedere. Strinse le lenzuola con le mani mentre sentiva il cazzo del nero aprirsi la strada del proprio deretano.
Ad un tratto avvert un dolore sordo, che le fece mancare il fiato. Come se si fosse rotto qualcosa. Subito dopo, per, fu pervasa da un piacere sconosciuto, intenso, che si propag in ogni sua cellula.
Mi guard. Voleva un cazzo in bocca. Questa volta si avvicin George con la sua verga imponente. Lo spompin. Presi il mio iphone e scattai delle foto. Maria interruppe il pompino, mi disse di prendere il suo iphone e di posizionarlo per fare un filmino.
- Voglio essere una porno diva, disse e sorrise.

Sistemato l’iphone in modo che riprendesse tutte le scene, mi avvicinai a David chiedendogli il cambio. Il militare sfil delicatamente il cazzo dal culo di Maria e mi fece cenno di prendere il suo posto. La presi per i fianchi, le allargai le chiappe e notai che il buco del suo culo era notevolmente pi aperto del solito. David doveva averglielo rotto definitivamente anche se, per fortuna, non c’era traccia di sangue. Il cazzo duro non incontr ostacoli nell’incularla e Maria si godette la sodomizzazione restando concentrata a succhiare l’imponente verga di George.
David si sedette vicino, ammirando la scena e segando il proprio cazzo. Accarezzava Maria gustando la vista di quella femmina bellissima e porca.
Finch George la prese per i capelli e le chiese se si sentisse pronta a prendere il suo cazzo nel culo.
Maria deglut prima di rispondere:
- Si, inculami

George mi guard e sorridemmo. Gli lasciai il posto. Io e David andammo davanti alla bocca di Maria che se ne stava con gli occhi chiusi quasi timorosa della prossima inculata. Non voleva vedere l’immenso cazzo di George trapanarle il culo. Ma il nero fu molto accorto. Inumid per alcuni minuti il culo di Maria. Lo allarg con le dita bagnate e, finalmente, prov ad entrare. La cappella di George era almeno di una met pi grande di quella mia e di David e dovette spingere con un po’ di forza per entrare. Quando fu dentro, per, inizi a stantuffarla con gemiti sempre pi intensi di Maria che, presa da un’euforia incontrollata per essere riuscita ad accogliere nel culo quella verga impressionante, si dimevana a succhiare il cazzo mio e di David.

George cerc di entrare il pi possibile allargando le viscere di Maria.
Il dolore era ormai un ricordo e Maria si sentiva sconquassata da quell’inculata meravigliosa.
Sollev lo sguardo verso me e David e disse:
- vi voglio tutti nella figa

George sfil piano il proprio cazzo da quel culo reso ormai accessibile a chiunque.
Maria rimase ferma qualche momento a far passare quella strana sensazione di non avere pi il culo occupato da quell’immensa verga.
Si alz dal letto e rimase in precario equilibrio sui tacchi a spillo.
Cammin con un passo incerto dovuto dall’indolenzimento del culo, si sdrai sul letto e divaric oscenamente le gambe.
Prese a masturbarsi con foga, sfregando il clitoride e guardando noi tre con lussuria e desiderio.
David fu il primo ad avvicinarsi, si distese su Maria e afferrando la propria mazza, la penetr.
Maria gemette, lo sent scivolare dentro. Cerc con le mani il cazzo mio e di George e ci masturb facendosi scopare da David.
Il nero la stantuffava nella figa e Maria, avidamente, girava la testa ora verso me ora verso George per spompinarci a turno.

George voleva scoparla. Fece cenno a David di lasciargli il posto. Maria, istintivamente, spalanc ancora di pi le cosce per permettere una penetrazione pi agevole alla mazza enorme del nero.
Lo sent entrare. Sent la figa dilatarsi come non aveva mai fatto per permettere quell’ingresso anomalo.
Lo ebbe dentro e si gust quella scopata. George la tromb con foga sin quasi a farla venire.
Fu a quel punto che ci guardammo e decidemmo di prenderla insieme tutti e tre.
Mi distesi sul letto e lasciai che Maria mi cavalcasse.
Il mio cazzo scivol lentamente nella sua figa sino a riempirla del tutto.
La presi per le chiappe e le allargai il culo, invitando tacitamente uno dei due neri a prenderla da dietro.
David fu pi rapido dell’amico, and dietro Maria, sput sulla mano per inumidirle il culo, ma si accorse che George, con la sodomizzazione precedente, lo aveva completamente rotto ed aperto.
Infil facilmente il cazzo e Maria si ritrov, per la prima volta nella sua vita, al centro di un fantastico sandwich.
Non pensava potesse essere cos eccitante. Inizi a dimenarsi cercando di uniformare il ritmo della scopata con quello dell’inculata. Avevamo preso, tutti e tre, una sintonia perfetta quando George interruppe quella melodia godereccia cercando la bocca di Maria.
Il cazzo di George, in tutta la sua magnificenza, prese la bocca della donna e Maria lo spompin senza trascurare n me n David.

La scena fu sorprendente ed eccitante. Maria con lo sguardo cercava il mio, per quanto il cazzo del nero lo permettesse. Si mise a slappare quella verga durissima ed intanto, nel farsi prendere a sandwich da me e David, ci scambiammo sguardi complici ed intensi.
Entrambi negli occhi avevamo una lussuria intensa ed una passione infinita.

D’un tratto Maria fu presa dalle pulsazioni del cazzo di George. Stava per godere sotto le sue sapienti pompate. Lo sentiva pulsare nella propria bocca ed il nero aveva iniziato ad ansimare ed a scoparle la bocca. Il gettito di sborra non fu improvviso, ma devastante nella sua quantit. Maria non credeva che qualcuno potesse sborrare cos copiosamente. Fu brava, per, a raccogliere tutto in bocca e ad ingoiare man mano che l’uomo schizzava.
Deglut a ripetizione sino a riempirsi di una lunga sborrata.
Sfil la verga di George dalla bocca leccando la cappella dagli ultimi residui.
Prese gusto a leccargli la cappella perch, contrariamente a quanto pareva scontato, il cazzo del nero non perse consistenza. Si palesava ancora duro e bello grosso.
Maria lo prese in mano, lo seg e mi guard ammiccando.
David sfil il proprio cazzo dal culo di Maria, che si accasci su di me facendosi scopare per qualche minuto.
Mentre noi scopavamo, allargai le chiappe di Maria e George le and da dietro leccandole a fondo il buco del culo. Maria stava impazzendo. Avrebbe voluto godere, ma si trattenne perch comprese che volevamo ancora divertirci.
George la prepar a fondo, mi fermai nella scopata e gli permisi di incularla.
Maria di nuovo rimase senza fiato. Cerc di facilitare l’ingresso di quella mazza nel proprio culo ed una volta dentro, si uniform al ritmo mio e di George.
Quel sandwich dur un tempo che ci parve breve per come ci piacque, ma che dur un bel po’ di minuti.

Ci separammo.
Mi alzai dal letto mentre Maria rimase carponi sul materasso.
David si inginocchi davanti a lei e si fece spompinare, mentre George la prese per i fianchi poggiando la cappella del suo maestoso cazzo sul buco del culo riprendendo l’inculata poco prima interrotta.
Maria era ormai rilassata ed aiut George ad incularla.
Si ferm nel pompino finch George non le fu dentro ed inizi a stantuffarle il culo.
Riprese, quindi, a spompinare David.
L’immagine che avevo davanti era magnifica. Il cazzo scoppiava e la sacca dei testicoli continuava a produrre testosterone a mille.
La immortalai con il mio iphone, quindi ripresi a partecipare anche io.
David scivol sul materasso, Maria si liber per un attimo della verga di George e cavalc l’altro nero.
Si fece scopare, quindi attese che George riprendesse il suo posto nel culo.
Io mi piazzai davanti e la lasciai spompinarmi.
Tutti e quattro cercammo di capire quando fosse il momento di godere.
Il primo a dare segnali di voler venire fu David; i suoi colpi nella figa di Maria divennero pi profondi. Maria reag con mugolii soffocati dal mio cazzo che stava per esplodere nella sua bocca.
Le scaricai in gola una consistente quantit di sborra mentre David le inond la figa di nettare bianco e George le regal un clistere di sperma.
Maria si tenne al lenzuolo per sfogare il proprio piacere, devastata da spasmi per tutto il corpo.
Rimanemmo per un tempo che parve infinito in quelle posizioni.
Maria inizi a colare sperma dalla figa e dal culo, mentre concludeva l’ingoio della mia sborrata.
George le liber delicatamente il culo e Maria si sollev dalla posizione assunta.
Si mise in piedi un po’ traballante sui tacchi altissimi e lo sperma inizi a colarle lungo le cosce.
Ci guard con occhi maliziosi, raccolse lo sperma con le dita e le lecc sensualmente.

And in bagno a sciacquarsi mentre i due militari mi dettero il loro numero di telefono, convinti ci saremmo rivisti.
Maria usci dal bagno. Ci rivestimmo e scendemmo insieme. La palpammo nuovamente in ascensore infilandole a turno la lingua in bocca.
Uscimmo dall’hotel salutandoci calorosamente ed ognuno and verso la propria macchina per riprendere la vita di tutti i giorni…