i racconti di Milu
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Note dell'autore:

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Altri capitoli del racconto sono sul mio blog, 
assieme a molti altri racconti personali 
http://iraccontieroticidilupoartico.blogspot.com/
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- "Lorenzo, stai scherzando, vero?" - mi disse Paolo, che era rimasto davvero incredulo per ciò che gli avevo appena confessato.

Paolo è il ragazzo di mia sorella minore, Francesca. Io e Paolo siamo coetanei, 25 anni, mentre Francesca ne ha solo 20. 

Lui non è solo il boyfriend di quel gran bocconcino che è mia sorella - cioè il tipo che, beato lui, se la scopa ogni volta che ne ha voglia e occasione - ma è anche un mio amico di vecchia data.
Ci conosciamo fin dai tempi dell'infanzia.

Quella sera io e Paolo eravamo usciti soli, senza di lei. Paolo ci teneva a vedere un film al cinema che a Francy non interessava minimamente, e aveva chiesto a me di fargli compagnia. Senza donne al seguito, era bello ogni tanto fare avere l'occasione di rinsaldare i rapporti di una amicizia di così lunga data.

Dopo il film eravamo andati a mangiare qualcosa in un fast food. Seduti al tavolo a ungerci le dita con saporite schifezze, stavamo entrambi fissando la cassiera al banco che ci aveva servito poco prima. Molto, molto carina e sexy da morire, nonostante l'uniforme di lavoro provasse inutilmente a nasconderne le forme.

Ridacchiando degli apprezzamenti sulla ragazza che ci scambiavamo fra noi, il discorso cadde inevitabilmente sull'argomento altamente filosofico che più o meno potrei riassumere così: Quali sono le ragazze che conosciamo entrambi e ti vorresti sbattere fino a prosciugarti le palle?

Paolo aveva il suo paio di nomi per le potenziali candidate, due ragazze fidanzate con due nostri amici. Una di queste, una certa Erika, era anche una delle mie fantasie ricorrenti. Ma avevo un altro nome e non osavo confessarlo a Paolo.

- "Okay," - disse Paolo - "Erika, e poi?"
Deglutii involontariamente per l'imbarazzo, ma poi mi decisi - "Senti, io l'altro nome te lo faccio. Ed è una ragazza che mi fa impazzire, una che non riesco a togliermi dalla testa per quanto ci provi a farlo. Una alla quale a volte non riesco a non pensare persino mentre sono con la mia ragazza."

- "Bene. E' proprio la tipa che intendevamo, no?" - mi incalzò Paolo - "Una che ti fa ingrifare come un animale.” – ridacchiò -  “Dai, spara fuori questo nome. Non farti pregare."

Presi ancora tempo.
 - "Però tu non ti incazzare e non giudicarmi male, qualsiasi nome sia. E' solo un pensiero. Tutto nella testa." - lo preavvisai.
Ora Paolo aveva una espressione molto incuriosita e un po' perlessa.
- "Okay... è ovvio. E’ un gioco. Stiamo solo immaginando!" – disse lui.

- "E' Francesca. Mi sento un pazzo a dirtelo, ma è così. A volte non riesco a toglierle gli occhi di dosso." -  Ecco, l’avevo detto.

Nonostante temessi la reazione di Paolo a quella confessione, l'espressione di sbigottimento che aveva in faccia in quel momento era talmente surreale che mi scappò quasi da ridere.

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La sera successiva ero sul divano del soggiorno a guardare la TV senza particolare interesse. Avrei dovuto uscire con la mia ragazza ma mi aveva dato buca dicendo che aveva l'influenza.

A quanto pare neanche Francesca, uscita appena un'ora prima con Paolo, era stata particolarmente fortunata per quella serata. La sentii arrivare in casa molto prima del suo orario solito di rientro. Sbuffava mentre richiudeva la porta sbattendola nervosamente.

Mi raggiunse in salotto con passo rapido e mi assalì verbalmente.

- "Che cazzo gli hai detto a Paolo ieri?"

Mi raggelai, ma con lucidità pensai che prima di scoprire le mie carte sarebbe stato meglio cercare di capire cosa avesse raccontato Paolo a lei.

- "Cosa? Che intendi?" - le feci con l'aria di uno appena sceso dalle nuvole.

Si era liberata di un po' di nervosismo con la sparata di poco prima e quando riprese a parlare era molto meno irruente.

- "Niente, dai... scusa. E' lui che è proprio uno stronzo!" – mi disse.

Ma io non potevo lasciar cadere il discorso. Dovevo sapere cosa le avesse detto Paolo:

- "Francesca, ma che c'è? E' successo qualcosa?"

Sospirò, cercando di recuperare un po' di calma e si lasciò cadere sul divano affianco a me.

- "Boh? Una serata di merda. E non so neanche perché. Ha cominciato a farmi un sacco di domande strane, e alla fine mi ha fatto incazzare e mi sono fatta riportare a casa."

"Ah! Okay, di preciso non le avrà detto proprio niente." - pensai fra me, tirando un respiro profondo.

Continuai a incalzarla:

- "Domande strane come? Qualcosa che ha a che fare con la gelosia?" - Francesca mi aveva parlato qualche volta di quanto Paolo fosse geloso di lei, un po' troppo sopra le righe. Confidandosi con me, lei mi aveva detto che a volte la cosa le faceva piacere e altre volte la stressava un bel po'. Mi aveva raccontato che in alcune occasioni, lui la obbligava a esprimere un giudizio su ragazzi incrociati per strada casualmente, chiedendole se lei li trovasse attraenti. Insisteva per ottenere le risposte e poi si infuriava quando Francesca gliele forniva.

- "Sì, sempre la gelosia." - mi confermò Francesca - "Guarda, oggi ha superato ogni limite. Non ho proprio parole. E dire che ha tirato fuori queste stupidaggini subito dopo che..."

Sì zittì di colpo, come se si fosse resa conto di stare per dire qualcosa che non voleva dire.

- "Uhm? Subito dopo che?" - la incoraggiai.

Mi guardò pensosa negli occhi, per un attimo, poi concluse la frase: - "Subito dopo che gli avevo fatto un pompino. Ero appena salita in macchina con lui e senza neanche dirmi ciao ha preteso un pompino. Stasera era solo un rozzo animale arrapato e scema io che l'ho accontentato. Sembrava che non aspettasse altro da ore."

Era stata schietta, ma ora distolse lo sguardo. Comunque ammiravo il suo coraggio di confidarsi con me. Mi piaceva che si fidasse di me.

- "Lasciamo stare, fratellone. Grazie per lo sfogo." - Si alzò dal divano e mi diede un bacio sulla guancia. Avvertivo un odore particolare sul suo volto. Sperma!

- "Buonanotte!" - mi disse. Le guardai il culo per tutto in tempo che si incamminava verso il corridoio, allontanandosi da me.

Restai imbambolato sul divano a fare zapping fra in canali TV, col cazzo irrimediabilmente duro e eretto nei pantaloni.

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Mezz'ora dopo ero in camera mia e stavo per mettermi a letto, quando squillò il mio cellulare. Era Paolo. Voleva il mio parere su quanto Francesca fosse incazzata con lui. E voleva che lo aiutassi a decidere se doveva chiamarla al telefono o se fosse meglio aspettare il giorno dopo per darle il tempo di calmarsi.

Coinvolgere me con questioni sue personali, a dire il vero, mi sembrò sintomo di poco coraggio o insicurezza. Che cazzo ne sapevo io dei rapporti precisi che aveva lui con mia sorella? Ma feci comunque del mio meglio per consigliarlo.

- "Sì, meglio se aspetti domani. Francesca è nella sua stanza, probabile stia già dormendo." - dissi a Paolo. Poi, ricordando che dopo la mia confessione della sera prima, io e lui non avevamo scambiato più molte parole, mi sentii in obbligo di riaprire l'argomento:

- "Senti, per quello che ho detto ieri..." - cominciai esitante.

- "No, Lorenzo, frena. Se stai per scusarti, ti fermo subito. Vuoi sapere perché abbiamo litigato io e Francesca?"

- "Non sarebbero fatti miei, ma dimmi pure. Non gli avrai mica riferito i miei pensieri su di lei?" - la conversazione stava diventando un po' surreale.

- "Ma no, ti pare?" - mi rassicurò - "Senti, tu sei stato sincero con me e io lo sarò con te. Ho davvero bisogno di raccontarti una cosa, altrimenti scoppio."

- "Okay, ti ascolto. Perché avete litigato?"

- "Ero incazzatissimo con te, ieri. E quando sono arrivato a casa... beh! Ho scoperto di essere eccitato come un toro." - fece una pausa esitante, ma poi riprese - "Oggi ho pensato per tutto il giorno a Francesca, al fatto che sia mia. Ero arrapato, non capivo più un cazzo e appena l'ho vista stasera, ho perso ogni freno e ho rovinato tutto."

- "Va bene, e quindi? Paolo, io credo di non aver capito bene cos'è che vuoi dirmi e perché mi stai raccontando queste cose. Francesca mi ha detto che si è incazzata con te perché l'hai pressata con troppe domande strane. Non so cosa intendesse, ma ha detto proprio così: strane!"

- "Sì. Indagavo su di te. Su come ti vede lei, cioè. Volevo sapere se anche lei avesse mai avuto voglie su suo fratello, ma a quanto pare queste voglie ce le hai solo tu." - il tono era un po' acido ora - "Comunque quale sia il punto te lo spiegherò presto. Buonanotte!" – concluse. E chiuse di botto la telefonata.

- "Boh?!" - pensai.

(Continua...)

 

Note finali:

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