i racconti di Milu
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Indice
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E' il mio padrone d'amore. 
E' venerdì sera, notte d'amore. 
Sono la sua schiava stanotte, ha deciso così. 
E' il padrone del mio corpo, delle mie ore, dei miei pensieri. 
 
Questa notte mi sottometterà per godere.
Per confermare il suo potere su di me userà il mio corpo.
Mi sono attaccata come una liana che pende da un albero nella foresta.
Cambierò nome, identità, non sarò più Barbara ma solo la sua schiava.

Lui era lì, Lui era diverso. 
Pronto a colpire il mio corpo, ogni singola cellula con le sue parole. 
Non potrò mai dimenticare il nostro primo incontro, quella sera d'estate.
Mi son ritrovata una notte in riva al mare per scoprire che potevo ancora sognare.

"preparati, verrai da me, ti aspetterò alla stazione, 
saprai chi dovrai essere al momento opportuno" 
Mi ha colpito con la sua lingua, schiaffeggiandomi, 
penetrando nei miei sogni... ed io ho risposto.

Ho scoperto che potevo sognare, creare illusioni, 
nascere e morire reinventandomi ogni volta.
Sarei stata la sua schiava d'amore. 
Lui era quello che volevo che fosse nei miei sogni.

Era quello che inconsciamente avevo sempre desiderato. 
Un uomo che guidasse il mio desiderio, che mi facesse sua in ogni modo. 
Un uomo che mi liberasse dalla coscienza di dover decidere. 
Come una foglia mi stava accartocciando il cuore.

Mi stava strappando via dalla mia quotidianità,
dall'albero della normalità per sottomettermi ai suoi desideri.
Io avevo bisogno di sentire la mia carne penetrata dalla sua, 
di sentirmi parte del suo corpo, succhiando la sua saliva.
 
Pensavo a come avrebbe baciato il mio seno succhiando i capezzoli, 
stringendoli, mordendoli, facendomi sentire prima uno strappo acuto, 
poi un dolore fitto e poi un dolce piacere. 
Non mi avrebbe accarezzato, mi avrebbe preso.
 
Volevo con tutta me stessa godere con lui, 
sentire ancora il nostro piacere mischiarsi. 
Io volevo essere scopata, fottuta, chiavata. Io sentivo, sognavo Lui. 
E mi accorgo che lui già la possedeva la mia mente. Ma io non lo sapevo. 
 
Nessuno mi aveva mai chiesto di descrivere 
cosa sognavo quando mi masturbavo, Lui lo fece e la cosa mi infastidì 
ma il pensiero di riuscirlo ad eccitare con le mie fantasie, 
il pensiero di farlo godere con le parole mi esplose nel cervello. 
 
Nessuno mi aveva mai parlato cosi, 
nessuno mi aveva mai chiesto di essere me stessa. 
Una domanda su tutte mi assillava:
"perché proprio io?"

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