i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Mio marito era dovuto partire per degli impegni di lavoro, lasciandomi sola con tutti i miei dubbi.
Se da un lato era chiaro quanto mi piacesse essere trattata come una sgualdrina, soprattutto quando venivo sodomizzata senza alcun riguardo anche da più uomini, dall'altro stava uscendo un mio lato dominante, e poco importava se dovessi sottomettere una donna oppure un uomo.
Decisi di passare una giornata da vera padrona, usando quel povero diavolo di Tommaso come servo, anzi come mia schiava personale. Del resto lui era ormai un habitué delle mie fantasie, tanto da riuscire a farmi godere come un donna, visto che come uomo era una nullità. Il fatto d'esser a dir poco impotente, veniva compensato dalle sue incredibili capacità nel sesso orale, essendo capace d'usare la bocca senza sosta per ore, il che fra l'altro lo eccitava ancor di più di quando veniva inculato da una donna o da un uomo.
Lo chiamai dicendogli di portare solo una tuta da ginnastica e delle scarpe sportive, e che avrebbe passato tutto il giorno solo con me.
"Non aspettavo altro che una telefonata nella quale mi dicevi che sarei stato il tuo cagnolino." mi rispose entusiasta della mia proposta.
"Sia chiaro che sarai la mia schiavetta personale." gli dissi per togliere ogni possibilità d'equivoco "E con schiavetta intendo una puttanella pronta a soddisfare ogni mia richiesta. Inoltre sarai sempre e solo Tina, tanto per ricordarti il tuo ruolo di sissy."
Arrivò dopo poco, tanto che gli chiesi quanto avesse corso in auto per arrivare da me, ottenendo come risposta solo un sorriso.
"Bene ora che sei qui è inutile perdere tempo in convenevoli." gli dissi con tono deciso mostrandogli quanto avevo preparato sul tavolo"Quindi spogliati e metti subito la cintura di castità, e quelle palline anali. Poi indosserai un bel perizoma di pizzo e delle autoreggenti, che mostrerai quando ti dirò di farlo. Se hai dei dubbi parla subito altrimenti fai quello che ti ho appena ordinato."
Lui non disse nulla, ma si spogliò in tutta fretta per obbedirmi, chiedendomi solo di poter mettere un po' di saliva sulle palline prima d'infilarsele nel retto.
"Va bene ma fai in fretta, poi mettiti la tuta che dobbiamo uscire per far spese."
Una volta che finì di vestirsi, uscimmo prendendo la mia auto, con prima tappa un sexy-shop specializzato in abbigliamento e oggettistica fetish.
"Anita amica mia." mi disse Mario il titolare, un vecchio porco in grado di trovare tutto ciò che gli chiedevo "Vedo che hai ricevuto il mio messaggio. Il tuo nuovo strap-on è arrivato giusto questa mattina, una bestia da quaranta centimetri di lunghezza per nove di diametro. Scommetto che il frocio che ti porti dietro sarà il primo a provarlo, non è vero ?"
"Credo che tu abbia ragione, comunque lei è Tina, la mia nuova schiavetta. E non sai quant'è troia dentro ! Penso che a volte sia peggio delle puttane che trovi sulla consolare...."
"Conoscendoti non ho nessun problema a crederti. Visto che sei una delle mie migliori clienti ti voglio proporre uno scambio, un bel pompino per un doppio piercing ai capezzoli, che ne dici ?"
"Cosa aspettiamo ad andare sul retro ?"
L'idea di 'marchiare' Tina mi piacque tanto, che non ebbi nessun dubbio sul consegnarla nelle mani di Mario. Lui fece indurire i capezzoli usando del ghiaccio, per poi bucarli senza far sentire alcun dolore alla mia sissy.
"Ora brutta troia che non sei altro in ginocchio e fammi un pompini, e mi raccomando alla fine ingoia tutto, altrimenti anche se c'è Anita t'infilo una mazza nel culo." disse Mario reclamando il suo 'pagamento'.
Tina intimidita da tanta autorità, s'inginocchio davanti al padrone del negozio e, dopo avergli tirato fuori il cazzo già un po' duro, iniziò a succhiarglielo facendolo subito gemere dal piacere.
Vederla così usata veramente peggio di un troia, mi fece pensare che in fondo non stavo che facendo uscire il sua vera anima, ma allo stesso tempo fui un po' gelosa di Mario a cui Tina stava facendo provando piacere.
Per fortuna l'uomo non durò molto, anzi direi che fu molto veloce nel venire in bocca a Tina, che non fece cadere dalla bocca neanche una goccia di sperma.
"Anita vorrei chiederti un piacere." disse Mario sistemandosi i pantaloni "Ho dei clienti che vogliono vedere i miei 'giocattoli' in funzione, ma preferiscono che sia una checca ad usarli. Mi chiedevo se potresti prestarmi questa troia quando sarà il momento, ovviamente ti darei una percentuale sul venduto."
"Perchè no, in fondo a lei non dispiace farsi riempire il culo. Quindi fammi sapere quando ti serve e poi ci mettiamo d'accordo sulla percentuale."
Pagai lo strap-on appena comprato, che misi subito nel bagagliaio dell'auto, per recarmi subito dopo in un negozio di scarpe li vicino. La titolare Francesca, che era un'assidua frequentatrice del club, ci portò in una saletta dietro il negozio, dove aveva già preparato una decina di sandali da provare con tutta calma.
"Tina in ginocchio !" ordinai alla sissy con tono deciso "Devo provare tutte queste scarpe e tu m'aiuterai a farlo mettendomele e togliendomele dai piedi. Ogni volta che il mio piede sarà nudo dovrai baciarlo in segno di devozione, sono stata chiara ?”
"Si certo padrona." mi rispose quasi ringraziandomi dell'onore che le stavo concedendo.
Notai con un certo piacere che mi aveva chiamata padrona senza che io glielo avessi chiesto, ma del resto era sempre più dentro il suo ruolo di serva domestica. Col suo aiuto provai tutte le scarpe in poco tempo, gustandomi ogni sua attenzione alle mie estremità, scegliendo due paia di sandali che Francesca mise in una grossa busta da shopping.
“Dove hai trovato una schiava così devota ?” mi chiese la negoziante prima di consegnarmi i miei acquisti.
“Al club, ma credimi all'inizio era solo un cornuto come tanti altri. Però se ti siedi un attimo ti faccio vedere di cosa è capace.”
“Va bene son proprio curiosa.”
“Tina togli le scarpe alla mia amica e inizia a leccale le piante dei piedi.” ordinai alla sissy non appena Francesca poggiò il suo sedere su una poltroncina “Poi passa la lingua fra le dita ed infine succhiale i piedi come se fosse un cazzo.”
Quando Tina iniziò a seguire le mie direttive, a Francesca s'illuminò il viso, ma del resto ben conoscevo il suo feticismo per i piedi, e quanto godesse quando qualcuno li riempiva d'attenzioni.
Con calma presi un'altra poltroncina e l'avvicinai alla sua, quindi le feci salire la gonna sino a scoprirle le velate mutandine di pizzo, che spostai quel tanto che mi bastava per poterle toccare la passera.
“Che dici, ho fatto bene ad addestrare per bene questa puttanella ?” chiesi a Francesca che ormai godeva senza più alcuna remora, messa in mezzo tra me e Tina.
“Si mi state facendo venire...”
Rimasi un po' stupita nel vederla avere un orgasmo, dovuto quasi esclusivamente a quello che Tina stava facendo ai suoi piedi, però fui anche felice che quel fuori programma fosse stato così veloce.
Salutai Francesca per poi recarmi al negozio di Sara, proprietaria d'una vera e propria boutique della lingerie d'alta classe, si dice omaggio di un suo facoltoso amante.
“Sara vorrei qualcosa di veramente bello per la mia sissy.” dissi dopo aver salutato la commerciante.
“Falla spogliare in un camerino.” mi rispose mal trattenendo un po' di disgusto verso Tina “Solitamente le sissy hanno l'intimo nero, ma se hai altre preferenze non hai che da dirlo.”
“Il nero va bene.”
Non appena Tina fu nuda, Sara portò un bustino e un completo di raso composto da un reggiseno imbottito e un perizoma di dimensioni davvero minime.
“Con queste continuerà ad essere una troia, ma almeno di un certo livello.” disse Sara porgendole la lingerie.
In effetti con quel trionfo di raso, Tina migliorò notevolmente il suo aspetto, vuoi anche perchè adesso sembrava avere un minimo di seno.
“Sai siamo state da Francesca che dopo aver usato Tina ci ha fatto un piccolo sconto.” dissi a Sara sapendo quanto fosse non solo ninfomane, ma anche curiosa.
“Dimmi cosa sa fare questa troia col cazzo, anzi direi cazzetto.”
“Tira su la gonna e siediti.” le risposi.
Tina non ebbe bisogno di alcuna indicazione, e come si ritrovò davanti le gambe aperte di Sara, iniziò e baciarle le mutandine, prima di fargliele togliere per poterle leccare il monte di Venere.
“Sarai anche senza cazzo, ma la lingua la sai usare.” mormorò Sara in preda al piacere.
“Sa usare anche il culo, peccato che a te non interessi.” dissi mentre picchiettavo piano sulle palline anali che Tina non aveva mai tolto.
La sissy iniziò a sculettare dimostrando così di gradire il trattamento, ma soprattutto velocizzò il lavoro di lingua, facendo avere l'orgasmo a Sara in poco tempo.
“Se vuoi domenica farò una festa.” mi disse Sara una volta tornata in negozio “Ma vieni solo se porti con te la troietta, sarà un piacere vederla con qualche bel ragazzo di colore, di quelli ben dotati come piacciono a noi.”
“Sarà un piacere, anche perchè non l'ho mai vista con un uomo dotato di una gran mazza, non è vero Tina ?”
“Si padrona e poi ogni suo desiderio è un ordine.”
Pagai la lingerie di Tina per poter finalmente tornare a casa, e poter mettere in atto il mio perverso piano, un misto di sottomissione e sadismo che avevo in mente da qualche giorno.

Una volta arrivate a casa, le feci subito indossare una divisa da cameriera e una parrucca, che avevo preso il giorno prima.
“Dammi il tuo cellulare.” le dissi non appena fu pronta.
“Eccolo padrona.”
“Bene ora chiamiamo la puttana che hai sposato...eccola qui...Pronto ciao Larissa sono Anita, sai sono qui con Tommaso, che però adesso è Tina, la mia schiavetta personale, e tu stai scopando o stai andando a farti chiavare ?”
“Sto andando ad un appuntamento...” mi rispose titubante “Perchè ?”
“Era solo per ricordargli che è sposata con una troia peggio di lei, casomai ci risentiamo fra un po'.”
Chiusi la comunicazione davanti allo sguardo stupito di Tina, che non riusciva a dire una parola.
“Toglimi una curiosità.” le chiesi girandole intorno “Ti è piaciuto di più fare un pompino o far godere delle donne ?“
“Ho preferito leccare i piedi della signora Francesca, ma soprattutto la fica della signora Sara.” mi rispose quasi avendo paura di dire qualcosa di sbagliato.
“E perchè ?”
“Perchè mi piace veder godere le donne, anche se non sono in grado di farlo come fanno gli uomini.”
“Però ti fai fottere da chiunque !”
“E' vero,ma perchè mi piace sentirmi femmina, e non è detto che ci riesca solo un maschio.”
Compresi che Tina sarebbe stata in grado di tener testa qualunque interrogatorio, e che forse già sapevo ogni sua risposta.
“Va bene, ora mettiamo un video per scaldare un po' l'ambiente, che ne dici di un'orgia con la puttana unica protagonista ? Tu intanto mettiti a novanta su quel tavolo, con la faccia rivolta al televisore o ti perdi lo spettacolo.”
Presi un dvd che avevo fatto registrare al club, dove Larissa era in mezzo a tre uomini che la trattavano da vera puttana da strada.
“Io non so come una donna possa ridursi così.” dissi dopo averle sollevato il gonnellino per scoprirle le chiappe e poterla sculacciare, ma senza alcuna violenza “Vedi oggi ti ho concessa ad altri, ma solo perchè so bene che ti piace fare la troietta, e volevo vedere come ti comportavi per capire se puoi diventare una vera sissy, o se invece sei solo una puttana buona solo a prendere cazzi. Inoltre era una sola persona alla volta, e non tre come fa lei e credimi fa anche di peggio.”
“Lo so, ma oramai cosa posso fare...”
“Si può sempre cambiare e oggi te lo dimostrerò.”
Presi un kit composto da cinque plug di diversa grandezza, e sodomizzai Tina con quello più piccolo, per poi riprendere a sculacciarla, ma usando più forza.
Usai tutti e cinque i plug aumentando sempre la dimensione, ma senza esser mai violenta nella sculacciata, facendo si che il sedere di Tina rimanesse solo arrossato. Quindi mi tolsi il vestito ed indossai in tutta fretta uno strap-on di dimensioni medio-grandi, col quale inculai la sissy senza trovare alcun ostacolo.
“Sai perchè mi piace fotterti ? Perchè posso farlo con quello che voglio e tu non dici mai nulla. Per certi aspetti sei come quella puttana che hai sposato, solo che lei è senza ritegno. Tu invece sai qual'è il tuo ruolo e cerchi di mantenere una dignità anche se godi solo prendendolo nel culo. Ora dimmi vuoi che usi lo strap-on che abbiamo preso insieme ?”
“Si padrona perchè so che tu lo vuoi.”
La sua risposta un po' ruffiana, mi fece capire quanto fosse in mio possesso, ma forse fu proprio ciò che non mi permise d'esagerare come forse avrei voluto.
Presi il mio nuovo giocattolo e compresi subito che non era certo facile da usare. Infatti non solo Tina m'aiuto ad indossarlo, ma una volta unto per bene, penetrare la sissy fu quasi una battaglia, visto che non riuscivo a tenerlo fermo. Una volta però che fu entrata la punta, veder scivolare nel suo retto buona parte di quella gomma mi fece godere neanche fossi io ad esser scopata.
Gemevamo in due, io pensando al potere che avevo su Tina, e lei per tutto quello che le scorreva nel culo.
Arrivai quasi all'orgasmo, quando suonò il cellulare di Tina.
Era Larissa che le aveva mandato un selfie con la faccia sporca di sperma ed il testo “Guarda come godo.”
Vidi Tina piangere, credo non solo per l'ennesima umiliazione, e le lasciai tutto il tempo per riprendersi, aspettando in poltrona.
“Perdonami padrona io....” cercò di dirmi una volta inginocchiata davanti a me.
“Tu stai zitta.” replicai prontamente “ora togliti la cintura di castità che voglio mungerti le palle.”
Dopo un attimo di comprensibile esitazione, Tina quasi corse a liberarsi il pene per tornare da me.
“Ho cambiato idea.” dissi con una certa perfidia “Non ho voglia di sporcarmi le mani col tuo cazzetto. Però ti concedo di farti una sega e venirmi sul piede, che dopo dovrai pulire.”
“Grazie padrona.” mi rispose prima di venire quasi all'istante sporcandomi il piede con poche gocce di sperma.

Per un attimo guardai la televisione dove Larissa era in mezzo a diversi uomini, ed ebbi schifo di lei. Per quanto anch'io avessi partecipato a delle orge, iniziando da quella che aveva inaugurato il club, quello che per me era l'eccezione, per lei era la regola. Trovai che disonorasse tutto il genere femminile con quel tipo di comportamento, troppo estremo anche per una prostituta da pochi soldi. Soprattutto vidi la differenza nello sguardo di Tina, che era passato dall'essere il ritratto della tristezza vedendo l'inizio del video, al non riuscire a non far trapelare la gioia nell'essere la mia sissy. All'inizio non comprendevo come una persona potesse esser felice nella sottomissione, ed io non ero stata mai tenera con lei, ma poi compresi che quella era la sua vera natura, e che con me era realmente se stessa in tutto e per tutto.
Decisi in quel momento di dare una svolta alla mia vita.
Volevo Tina sempre con me perchè con lei potevo appagare ogni mia voglia di dominazione, credendo che una come lei fosse perfetta per quel ruolo, un uomo incapace di fare il maschio o se volete una donna mancata. Con lei non avrei avuto poi nessun problema se volevo farmi qualche bel ragazzo al club, anzi poteva essere un plus e non una fonte di gelosia, anche se ben celata, come mio marito.

Gli diedi il tempo di pulirmi il piede, per poi andarmi a sedere con lei appoggiata alle mie gambe.
“Tina vuoi rimanere per sempre con me ?” le chiesi all'improvviso.
“Scusami padrona ma non credo d'aver capito.” mi rispose incredula.
“Non fare la scema perchè so che hai capito benissimo. Stavo pensando che potresti diventare per sempre la mia sissy. Dovresti occuparti della casa e del mio piacere quando te lo chiederò. Se vorrò andare con qualche uomo o anche con qualche donna, non dovrai mai dire nulla, anzi essere felice del fatto che io possa godere con altri. In cambio dovrai essere fedele e ubbidiente, e felice quando avrò finito di toglierti ogni residua traccia di mascolinità rendendoti impotente, anche se a dire il vero non sei certo un maschio al cento per cento già adesso. Non ti farò mai fare la puttana se non per gioco, e non sarò mai sadica per il puro gusto di farti male. Ti umilierò come e quando vorrò, ma solo in privato e mai in pubblico, di contro dovrai imparare in fretta a comportati come una donna sottomessa.”
Tina iniziò a piangere dalla felicità, stringendomi le gambe come se avesse paura che io potessi scappare via.
“Quando hai finito di piangere prendi il dildo blu dentro il primo cassetto.” le dissi quasi ridendo mentre le accarezzavo la testa.
Non appena ebbi il toys mi tolsi le mutandine ed iniziai a farlo passare fra le labbra intime.
“Leccami.” ordinai a Tina scivolando un pochino verso il basso.
La sua bocca fu subito quasi famelica, come se volesse farmi godere il più possibile senza perdere un solo secondo in preamboli.
“Ora fammi godere.” le dissi passandole il dildo.
Tina sembrava mossa da non so quale spirito, non solo mi scopò col dildo al limite della violenza, ma succhiava ogni mio umore non appena questo usciva dalla fonte.
“Vorrei leccarti il culo.” mi chiese tornando timida.
Mi girai mettendomi carponi con le gambe aperte, dandole così modo di realizzare il suo desiderio.
Le sue mani mi allargarono con delicatezza le chiappe, e subito dopo la lingua iniziò a roteare intorno al buchetto. Ebbi giusto il tempo d'afferrare il dildo e riprendermi a masturbare, prima d'essere sommersa da un'autentica ondata di piacere. Tina infatti mi stava letteralmente scopando usando la lingua, che usava come se fosse un piccolo cazzo tanto la teneva dura.
“Mettimelo nel culo.” riuscii a dire fra un gemito e l'altro passandole il dildo.
Il piccolo siluro in silicone venne quasi risucchiato nel mia retto, mentre la sua bocca si era spostata sulla passera per succhiarmi il clito. Ben conoscendo i miei gusti in fatto di sodomizzazione, Tina non perse tempo con lunghi e lenti affondi, ma m'inculò fin dall'inizio con un buon ritmo, senza però diventare mai troppo brutale.
Ormai godevo senza più alcun ritegno, avendo quasi subito un orgasmo seguito da un altro ancor più violento, che quasi mi lasciò senza forze.
Tina allora estrasse il dildo per leccarmi nuovamente il buchetto, mentre mi massaggiava dolcemente la passera, facendomi eccitare così tanto da volerla possedere un'altra volta.
Solo che volli essere dolce come lo era stata lei con me, così la feci sistemare sul divano col culo all'aria, in modo da poter esser io a leccarle l'apertura posteriore. Poi con calma le infilai un paio di dita nel retto, baciandola con passione sino quasi a toglierle il respiro.
Per quanto fosse ancora ancora dilatata dalla precedente penetrazione, le mie dita riuscirono a darle tutto il piacere che meritava, sino a farla venire nuovamente.
“Per oggi credo che basti.” le dissi con un sorriso.
“Io non smetterei mai, oggi è stata la giornata più bella della mia vita...”
Tina m'avvolse con un abbraccio che racchiudeva tutta la sua gratitudine nei miei confronti, e anche se sapevo che era eccessiva, non volli rovinare quel momento così carico di significati.


Il giorno seguente mi trasferii con Tina al club, dove occupammo una piccola suite, ed iniziammo insieme le pratiche per i divorzi d'entrambe. Mio marito all'inizio era contrario, ma ben presto comprese che fra noi non c'era più nulla, e che era meglio lasciarsi da 'buoni amici' invece di farsi la guerra facendo il gioco degli avvocati.
Larissa invece divenne in poco tempo una vera e propria attrazione del club, come protagonista di orge e gang bang senza alcun limite ne di partecipanti, ne di penetrazioni in contemporanea.

Dopo un anno Tina è ormai del tutto impotente, frutto anche di un'intensa cura ormonale, e grazie alla chirurgia ha un bel seno diventando così il mio miglior biglietto da visita.
Quasi dimenticavo, oggi sono sempre socia di Teresa per quel che riguarda il Jezabel, ma in più svolgo con profitto e soddisfazione, l'attività di Mistress, e ho da poco aperto una 'scuola' per insegnare la dominazione femminile in tutte le sue forme alle donne che non s'accontentano di cornificare i loro consorti.
Inutile dire che quando ho viglia di avere un 'banale rapporto sessuale' mi reco al club, dove non ho alcun problema nel 'reperire' veri maschi in grado di soddisfare le mie voglie.

FINE


Per commenti : miss.serenasdx@yahoo.com

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