i racconti di Milu
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Indice
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Da un po' di tempo ho fatto amicizia con un ragazzo che frequenta la mia stessa piscina, si chiama George e con la scusa dell'interesse comune per lo sport abbiamo cominciato ad uscire la sera per rimorchiare qualche ragazza e berci qualche birra in compagnia.
George è di origini senegalesi ma la sua famiglia vive in Italia da due generazioni e le prime volte sentire il suo spiccato accento veneto uscire da quelle labbra carnose tipiche di chi ha i tratti della sua gente mi faceva un effetto strano.
Lui non sa della mia passione per il cazzo e quando usciamo non facciamo che parlare di figa e cercare di provarci con le ragazze che conosciamo nei pub.
Una sera dopo la piscina mi propone di andare a bere qualcosa al solito pub ma c'è molto freddo e io sono stanco, così gli rispondo di no e lui insiste per andare almeno una mezz'oretta a casa sua per quattro chiacchiere, accetto.
Arrivati in casa ci accomodiamo sul divano e accendiamo la TV, poi mi chiede cosa voglio da bere e io gli rispondo che prenderei volentieri un caffè. Lui si alza e inizia a prepararmelo, una volta messo nella tazzina mi chiede se dentro ci voglio latte o panna, dico di no e lui con tono scherzoso mi risponde: “peccato, ti avrei messo quella naturale” facendo il gesto di abbassarsi la cerniera dei pantaloni.
Io dentro la mia testa penso che sarebbe troppo bello se quella fosse una scusa per provarci, così assumo il tono di prenderla sullo scherzo e rispondo con aria sarcastica: “beh, contiene molte proteine, magari scopro che è buona”.
Lui mi porge la tazzina sorridendo, si siede a fianco a me con la sua in mano e mentre sorseggiamo il caffè mi dice: “voglio mostrarti una cosa ma devi promettermi che non lo dirai a nessuno, perché per me è molto imbarazzante ma sei mio amico e voglio che tu lo sappia”.
“E cosa sarà mai di così imbarazzante?” rispondo io; lui si alza in piedi, apre la vetrinetta e tira fuori un cofanetto, lo apre e vedo che è pieno di dvd porno gay.
Lui si aspetta una mia reazione contrariata, non sa ancora quanto in realtà questa cosa mi faccia felice, e io mi fingo sorpreso poi gli dico: “beh? Tutto qua? E io che credevo chissà che”.
“Hai visto” mi dice lui “ che questi film sono tutti di maschi?” e mentre io nella mia mente ripeto “fa che non sia passivo! Fa che non sia passivo!” gli rispondo: “tranquillo, non ti giudico, basta che le tue attenzioni siano rivolte a persone adulte e consenzienti, il resto non mi interessa”.
Lui tira un sospiro come se fosse sollevato dalla mia risposta e a quel punto lo sorprendo dicendogli: “ne guardiamo uno assieme?” Rimane di stucco per un attimo poi mi chede: “piacciono anche a te?”.
“Non so, te l'ho detto per farti capire che sarò ancora tuo amico e che non mi da fastidio che ti piacciano” poi gli chiedo come mai abbia voluto confidarmi questa cosa.
“Sai” mi dice “io non mi sono mai fatto un culo, nemmeno di donna, ci ho provato ma mi è sempre stato negato perché dicono che ce l'ho troppo grande, non me lo danno le donne immagina quanto difficile sia farselo dare da un maschio, che è quello che sogno da quando ero adolescente. Non lo so perché ma l'idea di prendere un maschio, metterlo sotto di me e sottometterlo sodomizzandolo fino a riempirgli l'intestino di sperma mi fa impazzire, volevo che tu lo sapessi perché frequenti casa mia e poteva capitare che ti capitasse di trovare questi dvd, non lo sa nessun altro, non so perché l''ho voluto dire a te, spero che questo non cambi la nostra amicizia”.
“Beh, la nostra amicizia potrebbe cambiare molto, e in meglio” gli rispondo “ma bisogna vedere se a te interessa la cosa, ti dico subito che a me interessa molto”.
La sua faccia sembra illuminarsi dall'entusiasmo, quindi gli spiego che ho avuto le mie esperienze e che coi maschi sono solo passivo, mi avvicino di più a lui mentre siamo seduti sul divano e gli metto la mano sulla patta, ha già il cazzo durissimo e io non vedo l'ora di assaggiare la panna che prima voleva mettermi nel caffè.
Gli slaccio i pantaloni e glielo prendo in mano, poi mentre sto per prenderglielo in bocca mi viene un'idea, mi fermo e gli dico: “voglio farti un regalo, da quello che mi hai detto prima ho capito cosa ti piacerebbe fare quindi se vuoi facciamo un gioco, sarò la tua vittima questa sera, tu vuoi provare a mettere un maschio sotto di te e potrai farlo con me, io opporrò anche resistenza e stabiliremo una parola d'ordine, se pronuncerò quella significherà che non sarò più giocando e dovrai fermarti, ti va?”
“Sarebbe un sogno che si realizza” risponde lui.
Apre un cassetto e tira fuori la scatola dei preservativi, io gli rispondo: “ma che fai? Mi violenti col preservativo? Ma che stupratore sei?” lui sorride e dice: “hai ragione, ma ti fidi?”
Io scrollo le spalle e rispondo: “si, poi ogni tanto bisogna farla, qualche pazzia”.
“Hai ragione” risponde, e io mi avvio verso il frigorifero della sua cucina, come fossi a casa mia, apro lo sportello e tiro fuori il panetto del burro, ne prendo una bella quantità con due dita, gliela mostro e gli dico: “lasciami andare un attimo in bagno a prepararmi”.
Ormai sono pratico, l'ho preso nel culo tante volte ed ho avuto dei buoni maestri, mi siedo sul bidet e mi spingo quella noce di burro fredda direttamente dentro, so che li si scioglierà e lubrificherà bene l'interno, e appena mi infilerà e toglierà qualcosa, che sia il cazzo o siano le dita, un po' di burro sciolto uscirà e il mio culo si bagnerà come una fica in calore.
Esco dal bagno nudo, mi metto davanti a lui, faccio una giravolta per mostrargli il mio lato “B” poi gli dico: “la parola d'ordine è mela, se dico mela ti devi fermare, e il gioco inizia da... adesso!”.
Lui non perde un secondo, mi afferra per un braccio e mi trascina vicino al muro, li mi ci sbatte contro di faccia e col suo corpo mi schiaccia, mi bacia il collo mentre io lo prego di smettere (ma senza mai pronunciare la parola “mela”) sento il suo cazzo duro ancora nei pantaloni premere contro il mio culo e mentre lo prego di lasciarmi andare lui mi dice: “stai zitta puttana, lasciami fare e presto sarà tutto finito, più ti lamenterai e più ti farò male”.
Mi infila una mano fra le cosce e sale fino a metterla fra le mie natiche, fruga un po' con le dita poi senza troppi complimenti me ne infila due nel culo, era quello che volevo, li dentro troverà il burro sciolto e togliendo le dita me lo spalmerà inevitabilmente sulla parte esterna, così da rendere più agevole la penetrazione visto che ha davvero un cazzo enorme.
Toglie le due dita da dentro il mio culo e mi dice: “allora ti piace? Sei tutta bagnata” e io: “no, è una reazione involontaria, lasciami andare, ti prego, ti faccio un pompino”.
“Oh, me lo farai, ma dopo” risponde lui poi mi stacca dal muro e sempre trascinandomi per un braccio mi porta in camera da letto.
Mi butta sul letto di forza, a pancia in giù, si slaccia i pantaloni, si abbassa le mutande e mi sale sopra, io continuo a dire che non voglio e a chiedergli di smettere mentre lui con la mano guida la sua cappella gonfia fra le mie natiche fino ad incontrare il mio ano.
Eccolo li, adesso mi sfonda, lo so, d'altra parte ho voluto io giocare allo stupro, spero che non mi faccia male da costringermi a gridare la parola d'ordine per non rovinare tutto, piace anche a me ma adesso che ce l'ho li appoggiato mi rendo conto che è davvero grosso e che forse sarebbe stato il caso di iniziare con uno smorzacandela, in modo da decidere io quando e quanto entra, in questo modo invece sono totalmente alla sua mercé, ma diversamente che stupro sarebbe?
Eccolo che spinge per entrare, non fa troppi complimenti e con un colpo secco mi infila il glande, non ero pronto e grido la parola “mela! Mela! Ho detto mela! Fermati”.
“Troppo tardi” risponde lui, e con un altro colpo secco me ne infila un altro bel pezzo.
Io non riesco nemmeno a respirare dal dolore, poi inizia a muoversi su e giù, pian piano entra tutto ma col tempo mi abituo e inizio a godermi quel magnifico cazzo che mi sta sfondando a dovere.
Lui si accorge che adesso va meglio e mi dice: “ancora mela?” e io rispondo “no ma quando lo dico però devi fermarti, adesso è uno stupro in piena regola, io non volevo e tu me lo hai infilato con la forza”. Mentre glielo dico mi volto indietro e gli sorrido per fargli capire che comunque va bene lo stesso e anche se recito la parte mi sto divertendo anch'io”.
Mi sta scopando energicamente in quella posizione da ormai una decina di minuti, io gli chiedo di smettere e lui non sente ragioni, poi di colpo lo toglie, io urlo, non sa ancora che se lo toglie così di colpo c'è il rischio che faccia più male che quando lo infila, poi esclama: “taci puttana, mettiti a pecora adesso”! Io obbedisco, mi metto carponi e lui mi penetra nuovamente senza fare troppi complimenti, un paio di colpi secchi ed è dentro tutto, mi tiene per i fianchi mentre mi scopa senza pietà, gli chiedo di continuamente di smettere perché così il gioco è più bello e mi rendo conto che lo eccita (ed eccita anche me) a un certo punto mi accorgo che sta per venire perché il ritmo è cambiato, decido di rendere la cosa ancora più piccante e urlo nuovamente “mele! Mele! Fermati! Ho detto mele!” ma so che non si fermerà, quando un uomo pompa così deciso dentro un culo niente lo fa fermare, tanto meno se è sul punto di venire e ha già passato quel limite entro il quale lo tira fuori e se lo mena schizzandoti addosso. Un bel cliestere di sborra questa volta non me lo toglie nessuno.
Lui infatti non si ferma, anzi mi tira indietro le ginocchia facendomi cadere a pancia in giù sul letto nuovamente, e riesce a seguirmi senza far uscire il suo cazzo dal mio culo.
Adesso è nuovamente sopra di me, mi sta scopando forte, io ansimo e lui mi mette una mano davanti alla bocca dicendomi: “taci troia, se ti piace non è più bello!”.
In quel momento sento il suo cazzo scoppiare dentro di me e riempirmi di sperma caldo, sembrano litri e la forza dello schizzo sembra averlo lanciato su fino allo stomaco.
Mi toglie la mano da davanti alla bocca, aspetta che dica qualcosa ma non dico niente, allora mi da un bacio sul collo e mi dice: “scusa, avrei dovuto fermarmi quando hai detto mele, ma non capivo più niente”.
Io sono contento che non si sia fermato ma se glielo dico rovino tutto, così rispondo: “già, avresti dovuto fermarti, le regole del gioco vanno rispettate”.
“Scusami davvero” mi dice lui, “adesso mi dispiace davvero molto, non volevo mancarti di rispetto ma era il mio cazzo a comandare”.
Io gli rispondo che la prossima volta dovrà fermarsi allora lui risponde: “beh, mi consola il fatto che ci sarà una prossima volta”.
Mi volto indietro mentre lui è ancora sopra di me e sorridendo gli dico: “ma scherzi? Ci saranno molte prossime volte!”.
Mi chiede: “ma sarai anche consenziente qualche volta? Perché non voglio violentarti sempre”, io rispondo: “ma certo, questo è un gioco, ne faremo tanti altri di giochi se vorrai, tu adesso sai che quando hai voglia di farti un culo hai il mio a disposizione, certo non sarà quello di una bella brasiliana ma se ti acconti...”
Restiamo un po' li nel letto stesi su un fianco, lui dietro di me col cazzo moscio ancora fra le mie natiche, in mezzo a quello sbrodolamento di sperma e burro che in parte non sono riuscito a trattenere dentro mentre usciva.
Sento che allunga una mano e mi afferra il cazzo, gli chiedo: “cosa fai?” e lui: “beh, dovrai venire anche tu no?” e io: “tranquillo, faccio da solo dopo in bagno se non ti va, ci sono abituato”.
“Come ci sei abituato?” tuona lui, “ma sei proprio una troia allora”!
Io: “troia sono troia, ma non è quello il punto, è che di solito i maschi pensano a se stessi e io quando mi scopi faccio la parte della femmina, quindi spesso per la mia soddisfazione devo arrangiarmi”.
“Io non sono quel genere di bastardo” risponde, poi mi accorgo che il suo cazzo è tornato semiduro quindi sculetto indietro come ad offrirgli di entrare ancora.
“Ne vuoi ancora?” mi chiede lui, e io: “perché ne hai?”
“Non lo so se ce la faccio subito, ma a infilartelo ci riesco, se lo vuoi dentro mentre ti sego posso farlo”.
Che carino! Passo la mano dietro di me e gli afferro il cazzo guidandolo verso il mio buco affinché entri di nuovo, mentre lo spinge lui mi dice: “senti qua, adesso entra più facilmente che in una fica vera, sei proprio una puttanona”! “La TUA puttanona” rispondo io.
Mi afferra di nuovo il cazzo e me lo mena mentre ho nel culo quella meraviglia di bastone di carne, ci metto poco a venire e spruzzargli sul lenzuolo.
Si è fatto tardi, domattina devo alzarmi presto, se resto ancora li rischio di addormentarmi nel suo letto quindi mi alzo, vado in bagno a darmi una pulita veloce, lo saluto e vado a casa.
Note finali:
se ti piacciono i miei racconti scrivimo a gabrihole@email.it