i racconti di Milu
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Note dell'autore:
(Trama: Una timida studentessa coinvolge sua madre in una selvaggia ammucchiata per poter essere ammessa in una società segreta del proprio college...senza sapere che per la sua cara mammina si tratta di un déjà vu!)
.

- «Julia, devi portare una tua parente stretta alla Confraternita, che potrà disporre di lei a suo piacimento. Queste sono le regole per avanzare di livello.»

Questo è ciò che mi sono sentita dire da ROBERT, il ragazzo che faceva da mio garante presso la CUM BUCKET SOCIETY.

La Cum Bucket Society. La Confraternita Secchio-di-Sborra. Era una società segreta del college che frequentavo. Era composta da porci assatanati con in testa solo il sesso (come del resto quasi tutti i giovani che frequentano i college).
Per dirla in breve, la C.B.S. controllava segretamente quasi tutte le attività sessuali tra gli studenti del college. Chi voleva iscriversi (ovvero: chi voleva avere il permesso di scopare) veniva sottoposto a dei riti di iniziazione.

Va detto che la CBS aveva diversi livelli, a seconda di quanto l'iscritto era disposto a diventare sessualmente scafato. E ovviamente c'era un percorso diverso a seconda se l'aspirante era maschio o femmina.

Io ero entrata al primo livello con una prova d'iniziazione abbastanza semplice: farmi fotografare mentre facevo un pompino al mio garante (veniva chiamato così colui che faceva da intermediario tra la Confraternita e gli aspiranti all'iscrizione).
Per il pompino nessun problema; a me piaceva farli. Semmai, avevo un po' di imbarazzo per le foto, che sarebbero state esposte nella bacheca privata della Confraternita a disposizione di chiunque degli iscritti.

Anche il mio accesso al secondo livello non fu troppo difficile: avrei dovuto farmi scopare dal mio garante mentre un altro iscritto filmava la scena. La presenza di una telecamera mi imbarazzava un po', ma alla fine riuscii a passare la prova.

Il test per passare al terzo livello per me fu già più complicato: consisteva nel farsi filmare durante una scopata in triangolo, a scelta: due femmine con un maschio oppure due maschi con una femmina. Io tendenze lesbiche non ne avevo, così scelsi la seconda opzione...Però non ero neppure mai stata a letto con due maschi contemporaneamente, e l'idea mi metteva un po' di agitazione. Ma alla fine tutto andò bene, e ci presi pure gusto.

*****

Ed eccomi qui a tentare il salto di qualità: il QUARTO LIVELLO, quello dove si comincia a divertirsi sul serio.
Di quel che accade al 4° livello è proibito parlarne; da voci di corridoio pare che nei suoi festini succedano cose turche, e l'idea di farne parte mi attizzava. Ma il prezzo del biglietto d'ingresso era alto. Portare una parente! E chi? Con l'immaginazione passai in rassegna tutte le potenziali candidate del mio ceppo familiare che avrebbero potuto accettare di venire date in pasto a quel branco di lupi affamati.

Mia cognata Cecilia? Lei è una gran porca e magari ci starebbe anche, ma ha un marito gelosissimo...Se scopre che mi ha fatto questo “favore” la ammazza.
Mia zia Ethel? So che lei è ninfomane, ma mi vede ancora come una brava ragazzina tutta casa & chiesa...Non potevo mica andare da lei e dirle a bruciapelo “Zia, ho bisogno che tu venga con me a farti sbattere dai miei compagni di scuola”...
La cugina Sharon? Per carità, quella succhiacazzi mi sta già abbastanza antipatica anche senza avere debiti con lei...

Insomma, ero in alto mare. E ad ogni minuto del giorno il mio pensiero andava sempre lì, sempre lì, maledizione. Tanto che anche mia madre si accorse che avevo la testa altrove, quando andai a cena da lei per il week-end.

- «Julia, ma che hai? Sei assente...C'è qualcosa che non va?», mi chiese.
- «Niente, mamma...Cose di scuola, non preoccuparti...»
- «Le cose di scuola non fanno tenere quel muso lungo. Con me puoi confidarti, lo sai...Riguarda magari un ragazzo?»
- «No, è che devo trovare qualcuno da portare a qualcun altro e...Insomma, è un po' complicato, non farmi spiegare...»
- «Non c'entrerà per caso...una qualche di quelle stupide società segrete della scuola?»

Oh, questa poi! Cosa ne poteva sapere mia madre delle settarelle di studenti arrapati che si creano nei college? Lì per lì balbettai un “NO” poco convincente.
- «Ah, peccato. Speravo che la CBS esistesse ancora», disse lei con estrema naturalezza. E subito dopo, con strategia tutta materna, se ne uscì per andare a riassettare la cucina, lasciandomi da sola a meditare su quelle ambigue parole.

E io meditai. Anche se in verità i pezzi del mosaico andavano a posto già da soli. Formando un'immagine alquanto sconcertante.
Anche lei 20 anni fa aveva frequentato il mio stesso college, e io non avevo la minima idea da quanto tempo esistesse la Cum Bucket Society. Possibile che...?

Dicevo a me stessa che era un'idea assurda, ma intanto – meccanicamente – ero già andata in camera mia per attaccarmi al PC.
In qualità di iscritta, avevo accesso alle foto della bacheca privata della Confraternita. Entrai nell'archivio diviso per annate, scartabellando il materiale di 20 anni fa.
Era tutta una serie infinita di pompini, scopate e porcate varie che però al momento non mi interessavano, poiché ero concentrata sul VOLTO delle ragazze di turno.
A un certo punto, nell'archivio del 1996, vidi una biondina che succhiava l'uccello a un ragazzo mentre un altro la fotteva da dietro. Poteva essere...LEI? Dall'immagine non si capiva bene...
Cercai altre foto di quella ragazza: in una si vedeva solo da dietro mentre era impegnata in una doppia penetrazione, in un'altra aveva la faccia troppo ricoperta di sborra per essere riconoscibile, ma nell'ultima – dove si stava facendo inculare da sotto da un negrone superdotato – non c'erano dubbi: era proprio mia madre da giovane!

Restai allibita senza riuscire a pensare a niente. Non mi accorsi nemmeno che era entrata nella stanza e si era piazzata alle mie spalle.
- «Le foto ci sono ancora, vedo», disse con tono molto calmo, «Vuoi vedere anche i filmati? Ah no, quelli sono accessibili solo agli iscritti al 4° livello, se le regole non sono cambiate.»
Ero sbiancata, non sapevo cosa dire. La mamma mi passò teneramente una mano sui capelli.
- «Non preoccuparti, tesoro, avevo intuito che il tuo problema potesse trattarsi di una cosa del genere. Così ho buttato lì un'esca per vedere se avresti reagito come pensavo...ed infatti eccoti qui!»

Niente da dire, conosceva i suoi polli. E io gallina avevo abboccato in pieno. Ma meglio così, ora potevo giocare a carte scoperte.
- «Be', che te ne pare?», disse sorridendo. La sua disinvoltura mi toglieva un po' dall'imbarazzo.
- «Mamma, non avrei mai pensato che...Va be', a questo punto tanto vale che ti dica tutto: ebbene sì, si tratta proprio della Cum Bucket Society. Mi hanno chiesto di portargli qualcuno che...per...insomma...»
- «Non dirmelo; si tratta del rito di iniziazione al 4° livello, vero? Vedo che le regole sono rimaste sempre le stesse...Lo sai che io ero arrivata fino al 6° livello? Bei tempi, quelli...Poi però mi sono diplomata e tutto è finito...»
- «Va bene, ma io devo trovare questa parente da portargli, e non so proprio chi possa...»
- «Dai, Julia, non fare la finta tonta, hai già capito come risolvere il tuo problema», disse mollandomi un buffetto sulla nuca e dirigendosi verso l'uscita. Poi si voltò aggiungendo con tono serioso: «Digli che si può fare per domani sera». E se ne uscì dalla mia camera chiudendo la porta.

*****

Quella notte non riuscii a dormire. Ero travolta da pensieri confusi.
Non avevo mai provato a vedere mia madre sotto l'aspetto di “donna”. Ma in quel momento mi venne spontaneo pensarci. Alta, bionda, linea snella, seno sodo e formoso...Nonostante i suoi 42 anni, farebbe ancora girare la testa a qualunque maschio.
Inoltre non sapevo niente delle feste al 4° livello: cosa succede lì? In quanti partecipano? Non faranno del male a me o alla mamma? E se mi chiedessero di fare sesso anale, cosa che non avevo mai fatto e che non mi attraeva per niente? Mah. Forse avevo fatto un errore, ma in quel momento ero troppo confusa per pensare di fare marcia indietro.

*****

L'indomani a colazione la mamma non disse nulla nonostante le mie insistenti domande, come se godesse nel tenermi sulle spine. Che nervi! Come se non fossi già abbastanza tesa.

Più tardi, al college mi incontrai con Robert, il mio garante presso la Confraternita. Gli dissi che avrei messo mia madre a disposizione della CBS come pegno per la mia ammissione al 4° livello.
- «OK», rispose, «Lasciami il tempo di spargere la voce e organizzare la festicciola. Ma mi raccomando niente scherzi; lo sai cosa succede a chi tira un bidone alla Confraternita, vero? Tu di cazzi non ne vedi più fino alla laurea!»
- «Tranquillo, è sicuro», risposi.

Oddio: era davvero sicuro? Non è che la mamma ci ripensa e lascia loro a mani vuote e me nei casini?
I dubbi mi stavano travolgendo, ma ormai non potevo fare altro che incrociare le dita.



******************
LA GRANDE SERATA
******************

E finalmente venne sera.
Il luogo dell'appuntamento era un villino ai margini del college, che sapevo essere la sede della Confraternita.
Mi presentai vestita in modo sobrio: giacca, maglietta corta, mini di jeans, truccatura essenziale, capelli raccolti a coda.
Potevo vedere una ventina di ragazzi già sul posto, intenti a bere o a parlottare tra loro con aria impaziente. Alcuni li conoscevo, altri dovevano essere ex-collegiali degli anni scorsi richiamati per l'occasione.

Il cerimoniere della serata era Robert, che mi accolse in modo gentile ma serioso.
- «Ben arrivata, Julia. Hai avvisato tua madre su luogo e orario dell'incontro?»
- «Sì, dovrebbe arrivare a momenti», dissi ostentando sicurezza, mentre in realtà il cuore mi batteva come impazzito. E gli sguardi affamati di tutti quei maschioni non contribuivano certo a tranquillizzarmi.

Comunque, mia madre arrivò puntuale con la propria auto. Mi sentii sollevata...ma quando scese dall'auto per poco non mi venne un colpo: quello schianto di donna era mia madre?!
Trucco vistoso, completino scuro con una scollatura da infarto che a malapena le copriva le tette lasciando intravedere un reggiseno di pizzo, tacchi vertiginosi, calze di seta ricamate, guanti di velluto, cappellino nero...
Mi salutò con un bacio sulla guancia, poi si presentò a Robert con un sorriso smagliante. Robert restò a fissarla come un babbeo per quasi un minuto, prima di invitarla all'interno del villino.

Fu accolta da tutti in modo molto riverente e cerimonioso (non fosse per gli sguardi famelici che le fissavano il culo o le tette).
Dopo un drink e qualche convenevolo, fu fatta accomodare su un divano, mentre io sedevo sul sofà di fronte a lei con al mio fianco Robert e un altro ragazzo. Tutti gli altri maschi si disposero intorno a cerchio. Alcuni armeggiavano con delle videocamere.

Robert prese la parola: - «Bene, mia cara signora, è il momento di stringere i tempi. La sua figliola le ha già spiegato il perché si trova qui, perciò mi raccomando: ci offra un buon servizio e vedrà che alla fine ne trarremo beneficio tutti quanti.»
Mia madre sorrise. Era chiaro che quella situazione la stava divertendo molto, al contrario di me che invece ero ancora assai a disagio per tutta questa incredibile situazione.
Robert continuò: - «Ora...Che ne direbbe di cominciare a scaldarsi un po' da sola, mentre la sua pargoletta guarda e impara?»

Non se lo fece ripetere. Era come se non aspettasse altro.
Iniziò lo spettacolo massaggiandosi le grosse tette. Tette che quasi subito estrasse dal reggiseno, scatenando un coro di apprezzamenti da parte del branco. E ovviamente i maiali con le telecamere si precipitarono a riprenderle in primo piano.
Poi alzò una gamba sul divano in modo da scoprire le mutandine di pizzo. Dopo di che ci infilò dentro una mano e prese a vellicarsi la passera, mentre io guardavo a bocca aperta. Mia madre che si masturba senza ritegno di fronte a un branco di sconosciuti! Mai mi avrebbe sfiorata l'idea...ma ormai avevo capito che qui, stasera, mi dovevo attendere ben altre sorprese.

Intanto la mamma cominciava a fare sul serio. Si sfilò con grazia le mutandine in modo da esporre la fica agli sguardi eccitati dei presenti, che da parte loro manifestavano il loro gradimento strofinandosi una mano sul pacco o estraendo l'uccello per menarselo.
In risposta, la mamma scostò le labbra della fica e ci infilò dentro un dito. In quel momento il suo sguardo incrociò il mio. Mi sorrise senza imbarazzo. Credo che fosse divertita dalla mia espressione incredula.
Intorno, il branco di porcellini la incitava con apprezzamenti non proprio signorili.
- «Più dentro, troia!»
- «Facci vedere bene anche il buco del culo, vacca!»
- «Non vedo l'ora di schiaffartelo in bocca, porcona!»
Tutte quelle volgarità mi imbarazzavano, ma a giudicare dal suo sorriso la mamma sembrava invece compiacersi di quelle sconce attenzioni verbali.
Passandosi la lingua sulle labbra, si allargò la fica con entrambe le mani per offrirsi meglio alle telecamere che si erano avvicinate.
Era una visione mozzafiato. Una cavità enorme, palpitante, grondante di umori, il cui aroma acre di femmina in calore saturava l'intera stanza.

La scena che avevo davanti mi stava facendo impazzire. E come se non bastasse, i due ragazzi che avevo a fianco avevano cominciato ad accarezzarmi il petto e le gambe.
Ansimavo dall'eccitazione, e a quel punto avrei voluto darmi da fare anch'io coi ragazzi che mi stavano vicino. Ma Robert si divertiva ad esasperare la mia libidine, tenendomi ferme le mani e costringendomi a subire i palpeggiamenti dei maschi che mi circondavano senza poter fare niente. La fica era sul punto di esplodermi, ma non potevo né toccarmi né ricambiare le attenzioni dei maiali che mi frugavano dappertutto.

D'un tratto mia madre si voltò mettendosi a pecorina sul divano, col sedere in bella mostra. Si ciucciò due dita e se le ficcò nel culo, una dietro l'altra. Dal pubblico, altri gridolini di approvazione.
- «Baldi giovanotti, volete vedere qualcosa che dalle vostre ragazzine non ve lo sognate neppure?», disse lei con aria di sfida.
A quel punto assistetti ad una scena incredibile: la mamma si divaricò il buco del culo con le dita mostrando una voragine enorme, che le telecamere si affrettarono ad inquadrare.
- «Resta ferma così, zoccola...Questa scena rimarrà negli annali!»
- «Whoooaaahh!...Pazzesco, non si vede il fondo!»
- «Venite a vedere...Questa vacca ha un buco di culo talmente largo che ci potrebbe stare dentro una bottiglia di Pepsi!»
Non riuscivo a riconoscerla. Mia madre, sempre così composta e rigorosa...e ora eccola lì a farsi filmare come la più scafata delle pornostar, mentre senza alcun pudore espone l'interno delle sue budella agli sguardi di sua figlia e di 20 porci arrapati in attesa di fare la festa ad entrambe!

Rimase in quella oscena posizione per un paio di minuti, poi Robert prese la parola:
- «Okay, finora questa gran troiona si è divertita un po' da sola...Adesso però si comincia a fare sul serio: GO, BOYS!!»

Era il segnale convenuto; i ragazzi si alzarono e in un attimo la circondarono di cazzi.
Lei iniziò a succhiarne due alla volta con incredibile abilità. E intanto mi mandava occhiatine complici accompagnate da un sorrisino come a dire “Non dirmi che la cosa ti imbarazza!”. E cosa avrei potuto dirle io, dato che mi stava guardando mentre Robert e due suoi compagni mi avevano sollevato la maglietta, tolto le mutandine e palpando da tutte le parti mentre i cazzi di due altri sconosciuti sbattevano contro la mia faccia?
A quel punto c'era poco da fare i puritani, e accolsi con immenso godimento tutto quello che mi si offriva.
Da lì in poi non ci fui più con la testa. L'eccitazione accumulata senza poterla sfogare era troppa. Non mi importava neanche più che mentre succhiavo cazzi in fila c'erano delle telecamere a riprendermi. Speravo solo che nessuno avesse in testa strane idee riguardo al mio culetto ancora vergine.

Nel giro di un minuto mi ritrovai nuda, a quattro zampe, con un grosso cazzo piantato nella fica e un altro in bocca, mentre altri aspettavano il loro turno per infilarsi in un buco libero.
Io mi davo un gran daffare sostenuta dalla foga dell'eccitazione, ma soddisfare 20 maschi non è mica uno scherzo. Per fortuna che la mamma si era attirata addosso il grosso della truppa.

Volsi un po' lo sguardo e la vidi mentre stava schiacciata a sandwich, con un cazzone che le impalava il culo da sotto e un altro sopra che le riempiva la fica, mentre ne spompinava un terzo e con le mani ne masturbava altri due. E tanto per gradire, un sesto ragazzo le si era piazzato tra le tette per farsi fare una fantastica spagnola. E da come mugolava, quel trattamento multiplo sembrava piacerle un casino!

Ad un certo punto Robert fece segno a quello che le stava sopra di scostarsi, lasciando la mamma con la fica aperta bene in mostra.
- «Voi con le telecamere...Venite qui e badate di non perdervi niente, che questa sarà una scena davvero super!», disse il gran cerimoniere.
Lo vidi fare un cenno a quelli che mi stavano scopando. Cosa aveva in mente?
- «Portatela qua con quel suo musetto da troia!»
Subito dopo un paio di quei maiali mi sollevarono di peso e mi portarono con la faccia vicino a quella fregna oscenamente esposta. Allora capii.
Leccare la fica a mia madre?! No, dai, questo è troppo!... L'idea risvegliò in me un ultimo barlume di inibizione...ma fu proprio lei, accorgendosi della mia titubanza, a premermi la testa con decisione sulla sua passera, che teneva spudoratamente allargata con l'altra mano.
Come rifiutare? Cacciai dentro la lingua, beandomi di tutti quegli umori acri. E intanto sentivo il cazzo che aveva nel culo che premeva dalla parete del retto sulla mia lingua. Una sensazione fantastica!

Nel frattempo qualcuno aveva ripreso a stantuffarmi da dietro. Ormai non capivo più niente. I concetti di madre e figlia non esistevano più; pensavo solo a godermi quella poderosa scopata e a leccare quella sorca fradicia emettendo gemiti goduriosi. E se possibile, la presenza delle telecamere e i commenti volgari del branco rendevano il tutto ancor più eccitante.

La mamma sembrava apprezzare quell'azione combinata di cazzo in culo + leccata di figa, tanto che cominciò ad ansimare sempre più forte finché venne con un sussulto, riempiendomi la bocca di broda. AVEVO PORTATO MIA MADRE ALL'ORGASMO!! Pazzesca solo l'idea...eppure eccola lì, davanti a me, che si contorceva dal piacere come un'anguilla in calore.

Appena la mamma ebbe finito di godersi il suo orgasmo, Robert fece cenno ai ragazzi che mi sorreggevano di staccarmi dalla sua passera e le disse:
- «Immagino che adesso vorrai ricambiare le attenzioni di quella troietta di tua figlia, vero, maialona?»
Ciò detto mi posizionarono a cavalcioni sopra ad uno dei ragazzi, che mi farcì la fica mentre Robert spinse la testa di mia madre contro le mie natiche. E lei cominciò a leccarmi il buco del culo.

Cosa dire di quel trattamento? Ero in paradiso!
Non avevo mai provato attrazione verso il sesso anale, ma quella lingua mi stava mandando in orbita: su e giù, dentro e fuori, lenta e veloce... E quando mia madre mi infilò un dito nel buchetto, sentii montarmi dentro un piacere strano, tanto che quasi non mi accorsi che ora le dita erano diventate due, e le stava rigirando per stimolare il più possibile la mia zona anale.
Bastarono pochi secondi di quella manovra per farmi raggiungere un orgasmo devastante, improvviso, acutissimo, mai provato prima.

- «Oh...Oh...OOH...O-O-OOOHHH!!!...MA CHE...MA CO...OH DIO, OH DI-I-O-O-OH...OAHH!...AHHH!!...O-O-O-OOOUUHAAAAHHH!!!»

Sembrava interminabile. Me lo godetti fino all'ultimo sussulto, poi mi abbandonai ancora scossa dai brividi sul ragazzo che mi stava sotto, mentre sentivo che la mamma mi sfilava le dita dal culo. Ero un po' rammaricata, ma subito dopo sentii premere di nuovo sul mio buco posteriore...solo che stavolta NON era un dito!
Oh mio dio, stavolta ci siamo, addio culetto”, pensai angosciata. Solo pochi minuti prima avevo visto mia madre con un cazzo in culo e uno in fica...e ora toccava a me: la mia prima doppia penetrazione! E proprio sotto gli occhi di mia madre! La quale a sua volta si stava facendo sfondare tutti i buchi! PAZZESCO!!!

L'asta del ragazzo mi scivolò dentro lentamente, fino in fondo. Io me ne stavo lì a bocca aperta; mi sentivo l'ano tutto allargato e sentivo quell'uccello arrivarmi quasi fino in gola. Poi il giovanotto cominciò a muoverlo avanti e indietro, sempre più veloce.
Grazie al precedente lavoro di lingua e di dita, non mi fece poi così male come temevo, e comunque il dolore iniziale era già stato sormontato da un piacere del tutto inatteso. Che strana sensazione sentire dentro di sé due pali di carne che si strofinano l'uno con l'altro, divisi solo da una sottile membrana ipersensibile... Stavo per urlare di piacere, ma un gran cazzone mi tappò la bocca. Addio; cerchio completo. Per la prima volta ero fatta in tutti i buchi!

Ormai ero travolta dalla lussuria. Non avrei mai pensato che fosse possibile godere così tanto, perdere la testa in questo modo. Ero completamente in balia di quell'orda di selvaggi che si davano il cambio nel riempire ogni mio buco. Uno usciva e un altro entrava, non sapevo nemmeno più chi mi stava dentro o chi sarebbe stato il prossimo. Una goduria pazzesca, ininterrotta. Non so più quanti orgasmi ho avuto, forse una dozzina; qualche volta credo di essere anche svenuta, solo per poi ridestarmi e godere di nuovo.

Ogni tanto mi cascava l'occhio sulla mia compagna d'avventura. Anche lei aveva sempre tutti i buchi tappati da stalloni cazzuti che si davano il cambio l'uno con l'altro. Quei porci vigliacchi potevano fermarsi un attimo per riprendere fiato, ma noi due no!

Ogni tanto i ragazzi con le videocamere chiedevano a quelli che ci scopavano in fica o in culo di uscire per inquadrare il pertugio allargato. Incredibile a dirsi, ma l'idea che quei filmati che ci ritraevano come troie sfondate sarebbero stati visti da chissà chi, era – in quel momento – una cosa eccitantissima.


E finalmente arrivò anche la sborra. Il primo a venire fu un ragazzo che mia madre stava spompinando. Le riempì tutta la faccia di sperma.
Poi toccò a me: quello che mi stava inculando mi inondò gli intestini. Potevo sentire da dentro i getti caldi di sperma, uno per uno. Che strana sensazione! Non feci neanche in tempo a godermela, che il suo posto fu preso da un altro. E vai con un nuovo clistere di succo caldo. E subito dopo un altro ancora, e un altro, e un altro... Alla fine avevo dentro tanta di quella sborra che ad ogni sussulto si sentiva lo sciacquettio del liquido nelle mie viscere. Allora capii perché la chiamavano “Confraternita Secchio-di-Sborra”. Mi sfuggì una mezza risatina, subito soffocata da un gran cazzone cacciatomi giù per la gola, accompagnato da un «Che ti ridi, cretina, pensa a succhiare, piuttosto!»

Ormai anche i ragazzi si avvicinavano alla frutta. La mamma si mise in ginocchio e cominciò a spompinarne due alla volta, mentre altri intorno si segavano da sé. In breve tempo cinque ragazzi le sborrarono in bocca simultaneamente...ma stavolta lei non inghiottì; mi si avvicinò, mi indusse ad aprire la bocca...e ci riversò dentro una colata di sperma dalla sua! E per finire suggellò il tutto stampando le sue labbra sulle mie, mentre le nostre lingue si intrecciavano nella mia bocca allagata.
Quel bacio perverso fu divino! Quante cose non sapevo sul sesso e sui possibili modi di giocarci. Ed era proprio mia madre che me le stava facendo scoprire, mentre una mandria di porci arrapati ci scopava entrambe in tutti i buchi sotto gli occhi di varie videocamere.

Il gran finale fu quando ci fecero inginocchiare l'una accanto all'altra a ricevere le sborrate degli ultimi ragazzi rimasti.
Fu una autentica doccia di sperma, che non ci risparmiò un solo centimetro di pelle. Mai provata una sensazione del genere; sentirsi tutta ricoperta di seme maschile, il massimo appagamento della più profonda natura di femmina! Non resistetti alla tentazione di lappare la sborra dal corpo di mia madre, che dimostrò di gradire assai quel trattamento. E a quanto pare la scena fu eccitante anche per chi assisteva, tant'è che alcuni dei ragazzi ci concessero un bis di crema calda sulla pelle.

In quel momento non eravamo più madre e figlia; eravamo due femmine che condividevano le attenzioni del branco di maschi, dando e prendendo piacere. Ci abbracciammo l'una contro l'altra, nude, madide di sudore e sperma, mentre tutto intorno i ragazzi applaudirono all'unisono.
Era andata. Ed era andata bene.

In quel momento amavo mia madre come mai prima d'ora. E glielo sussurrai piangendo di gioia.
Mi rispose con un grande sorriso carico di orgoglio, dandomi poi un delicato bacio sulle labbra. Poi si rialzò per andare a complimentarsi con i ragazzi, dando una carezza a ciascuno.

- «Signora, se desidera ora può farsi una doccia...E se vuole può anche fermarsi qui a dormire, non faccia complimenti», le disse Robert con un fare tutto cordiale, in buffo contrasto coi vari “Brutta troia, puttana sfondata, vaccona in calore” con cui l'aveva apostrofata per tutta la durata dell'orgia.
Ma la mamma declinò l'invito, dicendo che preferiva tornare a casa portandosi addosso l'aroma di sperma fresco come ricordo della bella serata.
Fu allora che capii che in fondo per lei l'essere venuta qui non era stato solo un “sacrificio” per aiutare la sua figliola, ma anche un modo per sentirsi di nuovo ancora giovane, arrapante, desiderata, come lo era stata alla mia età ai tempi del college. E la sua espressione gioiosa diceva tutto sull'appagamento di questa sua aspettativa.

Si rivestì con movenze da donna di classe, poi Robert la accompagnò alla porta. Appena prima di uscire, mi salutò facendomi l'occhiolino, poi si rivolse a Robert:
- «Prendetevi cura della mia bambina», gli disse, «È ancora giovane e inesperta. Almeno per i primi tempi non esagerate, mi raccomando.»
- «Si fidi, madame. Ci andremo piano. E naturalmente, lei sarà sempre la benvenuta», rispose Robert congedandola con un galante baciamano.

Nel frattempo fra i ragazzi era stato distribuito un drink. Tutti sembravano in attesa di un cenno per il brindisi finale. Allorché, dopo una pausa di silenzio, il cerimoniere Robert alzò solennemente il proprio bicchiere:
- «Alla nostra Julia...appena promossa a pieni voti al 4° livello della Confraternita!»

Al che mi tornò in mente una frase che la mamma aveva buttato lì quasi di sfuggita, ovvero che lei a suo tempo era arrivata al SESTO livello della Confraternita. Già quello che mi era successo stasera mi sembrava il massimo; che altro mi aspettava ancora? Non vedevo l'ora di scoprirlo...

[FINE]