i racconti di Milu
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Indice
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Personaggi:
Lorna: la madre di Robert;
Robert: il figlio di Lorna;
Flavio : il papà di Lorna;
Cristine: la mamma di Lorna.

Proposta di matrimonio

Mi chiamo Lorna. Ho 25 anni. Sono felicemente sposata. Ho un figlio di 10 anni che è il frutto di un gioco molto spinto. Avevo 14 anni quando suo padre, ovvero mio marito, si prese la mia verginità e mi inseminò. Nove mesi dopo nacque Robert, mio figlio. Fu un evento eccezionale. I miei genitori ed i suoi genitori facevano a gara nel coccolarsi il bambino. E pensare che quando seppero che ero incinta i suoi genitori volevano a tutti i costi farmi abortire. Solo mio padre e mia madre mi difesero. Insieme all’uomo che mi fecondò mi opposi ed oggi sono una madre felice. Almeno fino ad oggi. Poi le cose cominciano a prendere strade diverse. Mio marito inizia a trascurarmi sia sul versante affettivo sia sul versante del sesso. La cosa dura per un bel pò di tempo. Un giorno non fa ritorno a casa. Mi arriva una sua telefonata in cui mi annuncia che non sarebbe più tornato; che potevo avviare le pratiche per il divorzio; lui non si sarebbe opposto. È una mazzata psicologicamente molto pesante. Il motivo è che ha trovato un’altra donna. Non lo vedrò più. Non si presenta nemmeno davanti al giudice. Al suo posto c’è il suo avvocato con i poteri di delega. Torno a casa con l’animo a pezzi e con la mente ingarbugliata. Mi viene incontro mio figlio che mi abbraccia.
“Mamma, non preoccuparti, ci sono io a proteggerti.”
Sorrido. Mi chino a baciarlo sulla fronte.
“Grazie Robert. La mamma è stanca. Vado a riposarmi e poi andremo a festeggiare la conquistata libertà. Se tuo padre crede di avermi lasciata in uno stato di frustrazione si sbaglia. Non sa il favore che mi ha fatto. Vedrai tua madre di cosa è capace.”
Mi ritiro in camera e mi distendo sul letto. Dopo circa 10 minuti Robert fa il suo ingresso nella stanza. Si avvicina al letto. Si siede.
“Mamma ora che non hai più un marito pensi di risposarti?”
La domanda mi sorprende.
“Robert, amore, non lo so. È troppo presto per deciderlo. Eppoi dovrei innamorarmi di un uomo cosa che dopo questa esperienza non so se riuscirei ad innamorarmi nuovamente. Perché me lo chiedi?”
“Se decidi di risposarti potrei io sostituire mio padre. Potresti sposare me. Sarei un bravo marito. Non ti lascerei mai.”
Balzo a sedere. Scoppio a ridere. Quella proposta di matrimonio fatta da mio figlio mi mette di buon umore.
“Robert ma come ti vengono certe idee? Non puoi sposarmi. Sei un bambino. Quand’anche tu fossi un uomo adulto non posso mai diventare tua moglie. Sono tua madre. Ma tu guarda cosa mi tocca sentire. Dopo una giornata massacrante trascorsa in un aula del tribunale torno a casa e trovo mio figlio che mi chiede di sposarlo. Sto sognando.”
Mio figlio, con il viso imbronciato, si alza dal letto ed esce dalla stanza. Resto seduta sul letto a guardare il vano vuoto della porta che da nella mia camera. Dopo interminabili minuti decido di raggiungerlo e di continuare a parlargli augurandomi di riuscire a spiegargli che lui non può sposarmi. Lo raggiungo nella sua camera. Sta seduto davanti alla sua scrivania e sta manovrando il PC. Prendo una sedia e la porto vicino alla sua. Mi siedo. Allungo una mano e la poggio sulla sua testa.
“Robert, scusami, non volevo essere cattiva ma mi hai sconcertata. Tu veramente hai pensato di diventare mio marito?”
“Sì mamma.”
“L’hai detto. Mi hai chiamato – mamma - . Sono tua madre e non è possibile che un figlio sposi la propria madre. La legge non lo permette e la morale condannerebbe un matrimonio fra madre e figlio.”
“Io non voglio che tu sposi un altro ecco perché ti ho chiesto di sposarmi.”
“Per adesso non ho nessuna intenzione di prendere marito. Se mai dovesse capitare ne parleremo da persone civili. Va bene così?”
“Ok. Però io penso che lo sposarti con me è l’unica soluzione per evitare di farti ripetere l’errore di sposare un uomo che ti potrebbe lasciare in ogni momento. Io non ti lascerei mai.”
“Dagli. Io e te non possiamo diventare mai marito e moglie. Convinciti. Fattene una ragione.”
“Tu hai sempre detto di amarmi; allora non è vero?”
“L’ho detto e lo ripeto. Ti amo. L’amore che sento per te è l’amore di una madre per suo figlio che è una cosa diversa dall’amore che sentivo per tuo padre. Quel tipo d’amore non potrà mai esserci fra madre e figlio.”
La discussione sull’argomento si protrae per circa un’ora. Non riesco a convincerlo. È testardo come può esserlo un ragazzo della sua età. Alla fine mi arrendo. Sarebbe stato il tempo a fargli passare l’idea balzana di diventare mio marito. Basta che conosca una ragazza che gli faccia bollire il sangue ed il suo pensiero di volermi sposare sarebbe stato relegato nei meandri della sua mente. Così non fù.