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IL CORRIERE 2

Al giorno d’oggi un po’ tutti facciamo shopping online, e il tutto ci viene recapitato tramite corriere, ciò per velocizzare i tempi.

Qualche mese fa feci degli acquisti online e dopo qualche giorno mi squilla il telefono, era il corriere, risposi e dall’altra parte sentii una voce abbastanza giovane:

C: Salve! Sono il corriere.

I: Salve!

C: dovrei consegnarle un pacco, ma all’indirizzo indicato non c’è nessuno.

I: si purtroppo sono fuori. È un problema se facciamo la consegna un altro giorno?

C: no

I: lei quando ritorna?

C: io domani sarò nuovamente qua, ho delle consegne in mattinata e poi vado.

I: di mattina non ci sono, potremmo fare verso mezzogiorno?

C: non ci sono problemi, anzi se per lei va bene lo metto come ultima consegna, verso le 14, così se dovesse ritardare posso aspettare qualche minuto.

I: grazie, gentilissimo.

C: di nulla. A domani!

I: a domani!

Chiuso il telefono pensai che quel signore era stato veramente gentile. Durante la serata, come in un flash, ricordai che ultimamente avevo visto un bel ragazzo che lavorava con il corriere e se non ricordavo male doveva avere anche qualche tatuaggio sul braccio.

L’indomani trascorsi la mattinata come da programma, e verso l’una rientrai, ma non andai a casa, andai direttamente nel mio ufficio, corsi in bagno e visto che ne ho la possibilità della doccia, controllo se ho qualche ricambio e mi faccio una bella doccia. Esco dalla doccia, mi asciugo e nemmeno il tempo suonano alla porta, mi sistemo la tovaglia ai fianchi e vado rispondere al citofono.

I: chi è?

C: signor Ivan sono il corriere.

I: a si, entri pure piano terra a destra.

Aprii il portone esterno e poi mi avviai ad aprire la porta interna, il ragazzo era già dietro la porta. Era proprio lui, il ragazzo che avevo visto altre volte, moro, abbronzato, fisico palestrato e tatuaggi sul braccio.

I: scusa per l’abbigliamento, ma ho appena finito di fare la doccia.

C: non ti preoccupare e poi è un piacere vedere degli addominali ben definiti.

I: grazie.

Mi diede il pacco e mi fece firmare le ricevute, finiti gli obblighi mi scusai anche per il giorno prima, sperando di non avergli creato inconvenienti. Prima di andarsene mi disse:

C: scusa, non voglio essere presuntuoso, anzitutto spero che non ti dia fastidio se ti do del tu, ma credo che siamo coetanei, comunque posso chiederti una cortesia?

I: tranquillo per il tu non ci sono problemi, dimmi pure, se posso sarà un piacere.

C: avrei urgente bisogno di andare in bagno, soprattutto per pulirmi le braccia e cambiare i vestiti, sai ho bucato e nel cambiare la ruota mi sono imbrattato.

I: ma certo accomodati pure!

C: si grazie… visto che ho finito il turno vado un attimo nel parcheggio a prendere il cambio allora. Se per te non è un problema.

I: fai pure, nessun problema.

Mentre andava a prendere il cambio, lo osservavo dalla finestra, mi sembrava un po’ strano una tale richiesta, subito collegai il complimento che mi aveva fatto sugli addominali e nel modo in cui mi osservava, non c’erano dubbi, come minimo doveva essere bsx se non gay e doveva avere voglia di scopare, certo la cosa non mi dispiaceva più di tanto ma, era meglio che mi togliessi dalla testa quei pensieri, prima di fare qualche brutta figura, semmai doveva essere lui a fare la mossa iniziale; appena ritornato lo feci accomodare, chiusi la porta e lo accompagnai in bagno.

I: prego, qui c’è il bagno, lì c’è una cameretta dove puoi cambiarti in tutta tranquillità, se ti serve qualcosa chiedi pure… anzi se vuoi puoi farti anche una doccia.

C: no dai, sei già troppo gentile e disponibile, non vorrei approfittare!

I: ma dai, nessun disturbo… se non hai fretta fai pure una bella doccia.

C: posso davvero? Ma se aspetti qualcuno, non vorrei che…

I: certo che puoi, tranquillo non aspetto nessuno, questo è il mio ufficio privato dove studio.

C: posso chiederti come mai è attrezzato di tutto per essere un ufficio?

I: delle volte mi rimango qui e poi un posto tutto per se può tornare sempre utile.

Fece un sorriso, mi chiese scusa per le domande che mi aveva fatto e andò in bagno a lavarsi, fece una doccia veloce, purtroppo non avevo avuto modo di vederlo nudo, andai nell’altra stanza per vestirmi, ma non trovavo i vestiti, cavolo avevo lasciato tutto in bagno. Rimasi in quel modo aspettando che lui finisse per poter prendere il tutto. Dopo un po’ mi chiamò:

C: scusa non c’è l’asciugamani…

I: aspetta che te ne prendo una.

Vado nell’altra stanza ma non ne trovo, l’unica era quella che avevo addosso, vado in bagno e da dietro la porta gli dico:

I: c’è un problema, gli asciugamani le avevo portate a casa per lavarle, l’unica è questa che ho addosso.

C: tranquillo, vedo di accomodare.

I: se per te non è un problema posso darti questa, lo so che non è corretto, ma almeno ti asciughi, io l’avevo messa addosso appena hai suonato.

C: va benissimo, entra pure.

Entrato in bagno lui era ancora nel box doccia, rivolto verso il muro, mi soffermai ad osservarlo, alto circa 1.85 fisico scolpito, un po’ più snello di me e un bel culetto sodo che faceva venire voglia di palparlo. Scusandomi gli dissi:

I: ecco l’asciugamani, comunque è asciutta e pulita, dammi un secondo il tempo che indosso gli slip ed è tutta tua.

C: non mi dire che ti vergogni a farti vedere nudo?

Si girò di scatto, quasi a vedere se mi sarei vergognato, la vista fu spettacolare, petto ben definito, il tatuaggio partiva dalla spalla e scendeva lungo il braccio, tutto depilato eccetto sul pube e meraviglia delle meraviglie, in mezzo alle cosce pendeva un bel cazzo grosso e lungo nonostante fosse moscio. Tolsi l’asciugamani e feci per passargliela, lui stese la mano, ma anziché prendere l’asciugamani andò a toccare ben altro. Onestamente non me lo sarei aspettato mai, anche se lo desideravo, non pensavo affatto che sarebbe potuto succedere qualcosa.

C: complimenti per il tuo attrezzo e soprattutto per le palle.

Rimasi in silenzio, non sapevo che dire e che fare. Ma c’era ben poco da dire e fare, perché lui si era messo già a smanettarmi il cazzo baciandomi il petto. Di colpo gli dissi:

I: hei, ma che fai?

C: scusa, pensavo che… figura di merda… perdonami.

I: beh, cosa pensavi?

C: no niente lascia stare.

I: dai, ormai devi dirmelo!

C: ecco… io pensavo che tu fossi bsx o gay e siccome mi piaci, magari ti avrebbe fatto piacere fare qualcosa.

Lo fissai con uno sguardo tra l’incazzato e il contento, senza dir nulla afferrai il suo cazzo e sorrisi, a quel punto la sua espressione triste e vergognata cambiò, diventando tranquillo e contento; ebbi la sensazione di aver già toccato quel cazzo, abbandonai quel pensiero lasciandomi trasportare dall’istinto.

Lui lentamente si abbassò, e prese il mio cazzo già duro in bocca, facendo roteare lentamente la lingua intorno al glande, le sue labbra vellutate lo avvolgevano delicatamente e con un movimento lentissimo scendeva e saliva lungo tutta l’asta, fino ad ingoiarlo tutto, e le sue mani sfioravano le mie natiche; lo feci alzare e lo baciai in bocca, scesi sul suo collo per arrivare nel suo petto, giocai un po’ con i suoi capezzoli e poi, con la punta della lingua percorsi tutto il suo busto per arrivare al suo cazzo, ancora non del tutto duro, lo misi in bocca e con le labbra lo mordevo, scendendo sempre più, fino alla base, lo avevo tutto in gola, e sentivo che diventava sempre più duro e grosso, stavo quasi per soffocare. Lo tirai fuori, era tutto pieno di saliva, lucido e scivoloso, lo feci girare ed iniziai a baciargli le natiche, con dolcezza, lentamente le allargai e vi poggiai la lingua, la sua reazione fu un gemito profondo, si abbassò di più agevolandomi la presa del suo buco, immediatamente infilai la lingua, bagnandolo e allargandolo, ora era lui a tenersi le chiappe ben larghe, così da dedicarmi con le mani anche al suo cazzo.

Lo scopavo con la lingua, lo leccavo e scendevo dentro fino a mettere in bocca i suoi coglioni, per poi risalire al buco. Mi spinsi oltre, ed iniziai a infilargli dentro prima un dito, poi due e poi tre, inizialmente era stretto, ma con molta pazienza e delicatezza lo feci rilassare  e allargare per bene.

C: quante dita hai messo dentro?

I: tre!... Ti fa male?

C: No, continua, mi stai facendo godere da matti.

Mentre lo massaggiavo delicatamente, facendolo godere, lui disse:

C: Oh siii! La tua delicatezza è sempre uguale, finalmente ti ho ritrovato.

Fermai i movimenti e lo fissai in volto come a dirgli “ma che cazzo stai dicendo?”

I: scusa ma che vuoi dire?

C: forse tu non ti ricordi ma noi ci siamo già incontrati… se ti dico area di sosta sull’autostrada la notte verso le 2???

I: aspetta un attimo tu sei il ragazzo con la macchina rossa che…

C: esattamente, sono io, ed era da tanto che cercavo di rintracciarti, ti avevo visto qui ma non sapevo come fare, ho sempre visto la tua auto qui davanti, la sorte ha voluto che ti consegnassi il pacco, e ieri quando sono arrivato qui ho giurato a me stesso che fossi tu, così anziché lasciarti l’avviso ti ho chiamato e ti ho dato l’appuntamento per oggi…

I: e se fosse stato un altro?

C: beh avrei lasciato il pacco e sarei andato.

In effetti, facendo bene mente locale era lui, anche se quella notte lì era buio e non ero riuscito a vederlo bene, ma la voce l’avevo sentita bene. Quella sera abbiamo scopato da matti, ci siamo spompinati e inculati a vicenda.

C: oggi son venuto qui solo per te, in realtà sono già in ferie, ieri stesso ho registrato il pacco come consegnato, ma ho cercato di programmare il tutto, ed avendoti trovato ho osato, ma mi hai fatto gelare il sangue quando mi hai rimproverato.

I: beh, sono sincero, ho voluto fare un po’ di scena, ma in realtà ci speravo. Il tuo viso non lo ricordavo, anche perché quella notte c’era troppo buio, ma quando ti ho visto qui in giro con il furgone, sono rimasto colpito, sognando di poter fare delle porcate con te… ed ora eccoti qua, non solo ho qui il ragazzo del corriere che mi sarei fatto all’infinito, per di più sei la stessa persona con cui ho scopato in un’area di sosta…

C: beh il destino…

I: direi il cazzo… quindi oggi sei completamente libero?

C: si, liberissimo.

Ripresi a massaggiargli il buco, ora il suo cazzo era diventato durissimo e il suo buco ben largo, stesi la mano ed aprii l’acqua che iniziò a cadere sulla sua schiena, lentamente sostituii le dita con il cazzo, glielo misi dentro tutto, senza muovermi, con le mani accarezzavo la sua schiena, e suoi capezzoli, le sue cosce e il suo cazzo, lui invece avvolgeva e massaggiava il mio cazzo con i movimenti dello sfintere, una sensazione bellissima; mi tirai indietro lasciando solo la cappella dentro e poi spinsi dentro con un colpo forte, la sua reazione fu quella di stringere e durante quella forte stretta lo tirai fuori.

Chiusa l’acqua, lo feci asciugare e lo portai nella stanzetta, dove ho un letto a pavimento a due piazze, mi sdraiai a pancia in giù con un cuscino sotto, lui si sdraiò sopra e iniziò a baciarmi e leccarmi ovunque fino ad arrivare al buco, con calma iniziò a baciarlo e leccarlo, mentre mi godevo quel momento di relax, ora sentivo le sue dita che iniziavano a farsi largo dentro di me, uno, due, tre e quattro… si aveva messo dentro quattro dita che entravano ed uscivano a fatica, un po’ faceva male, non ero abituato, ma iniziai a prenderci gusto.

Quando sembrava che il dolore stesse diventando piacere, uscì, mi prese per le cosce e le allargò a rana, poggiandosi su di me, iniziò a far entrare il suo cazzo. Io afferrai un cuscino, affondandovi la faccia e mordendolo, mi sembrava di morire, il suo cazzo era grosso e enorme, per fortuna che per ben 5 minuti rimase fermo a leccarmi il collo, appena cominciai a abituarmi, girai la testa, e mi ritrovai la sua bocca sulla mia. Le nostre lingue iniziarono a danzare e lui cominciò a muoversi lentamente su e giù, sentivo perfettamente il suo cazzo che entrava e usciva in me e le sue mani che stringevano il mio.

C: lo voglio, ti prego dammelo…

Ci alzammo e scambiammo posto, ora fu lui a sdraiarsi a pancia in su e reggendosi in aria le gambe con le braccia, mi offriva  comodamente il suo buco, senza esitare infilai il cazzo dentro, lui fece un piccolo grido, ed io le dissi:

I: beh non esagerare, il tuo è più grosso ed io non ho detto nulla…

E lui ridendo:

C: veramente non c’è nessuna differenza, se vogliamo essere precisi la circonferenza è uguale e il tuo mezzo cm più lungo… quindi

Quindi ridendo iniziai a scoparlo, di tanto in tanto mi abbassavo per succhiargli il suo e baciarlo, lui mi incitava ed io aumentavo il ritmo, lo sentivo irrigidirsi fino a che non iniziò a sborrare, non mi fermai continuai a sbatterlo più velocemente, mentre lui ansimava dal piacere, la sua sborra arrivò maggiormente sul suo petto, ma nel movimento qualche schizzo arrivò su di me finendomi sul naso e sul collo, tirai fuori la lingua e raccolsi quella che scorreva da sopra il naso… la cosa mi fece eccitare terribilmente e non resistetti più.

Tirai fuori velocemente il cazzo dal suo culo, e inizia a sborrare sul suo cazzo e ventre.

Un po’ stanchi con i cazzi non del tutto mosci, pieni di sborra, ci sdraiammo sul letto, baciandoci e rilassandoci un po’. Poi ci alzammo e ci dirigemmo in bagno per fare una doccia.

I: lavati prima tu…

C: ma che, laviamoci insieme…

Si riempì la mano di bagno schiuma e prede a lavarmi soffermandosi particolarmente sul cazzo, si abbassò e cominciò a farmi un pompino sotto l’acqua, dopo un po’ venni riversando la sborra direttamente nella sua bocca, si alzò, aveva il cazzo in tiro, ricambiai il pompino, non ci volle molto, e anche lui mi sborrò la sua densa e calda sborra in bocca. Finimmo di lavarci e ci sedemmo nel divano a chiacchierare un po’.

I: direi che abbiamo scopato già due volte con molto piacere, ma non so nemmeno come ti chiami.

C: perdonami, comunque piacere io sono Christian

I: tipico in questi casi prima si scopa e poi ci si presenta… ahahah!

C: senti, io ho il tuo numero

I: ed io il tuo!

C: posso disturbarti quando sono in zona? Oppure per organizzarci e andare a fare sex car, con altri ragazzi, ragazze e coppie?

I: non puoi disturbarmi, tu devi disturbarmi… e quando sei qua portami sempre un scatolo anche vuoto e magari il pacco ben gonfio… del resto un pompino veloce possiamo sempre scambiarcelo…

C: ottima idea…

Quel pomeriggio rimanemmo tutto il tempo nudi sul divano, chiacchierando, guardando la tv e ovviamente, giocando con i nostri cazzi che spesso si svegliavano con un solo sguardo.

 

 

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