i racconti di Milu
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Note dell'autore:
Questo racconto di pura fantasia non pretendo che piaccia a tutti.
Ammetto che sia particolare, ma se ti piace, fammelo sapere.
Sono più di quaranta minuti che sono seduto sul tavolo della cucina di Enzo.
Mi tiene costantemente sotto controllo ed al minimo accenno di cedimento, lascia perdere le sue faccende per ridarmi vigore.

Mi ha fatto spogliare appena giunto a casa sua, non ha atteso quasi che concludessi e preso in mano il cazzo ha iniziato fin da subito a masturbarlo. Tirandomi da esso mi ha condotto in cucina per poi farmi sedere sul tavolo a gambe larghe.

Quando ci siamo incontrati in un anonimo bar, è stato molto gentile quanto schietto. Ci siamo trovati d'accordo su molti punti del discorso e quindi pronti a spostarci a casa sua.
Prima di quest'ultimo passo, mi ha gentilmente chiesto di attenderlo al bagno.
Sono passati pochi minuti di attesa e quando mi ha raggiunto, dopo avermi detto di aver già pagato il conto, con una mano e senza la minima esitazione entra nei miei pantaloni.
Impugnato il cazzo, sorridendo stringe la presa mentre con l'altra abbassa rapidamente pantaloni e boxer sotto il mio culo.

- Molto bene - afferma constatando che il membro è già in piena erezione.

Tirando la pelle verso il basso, lo scappella controllando così la mia eccitazione che cresce a vista d'occhio. Con l'altra mano scende a tastare le palle, quasi a stringerle ed una volta soddisfatto, mi sorride prima di sputare sulla cappella.

- Ora vedi di stare zitto - afferma posizionandosi al mio fianco.
Impugnato meglio il cazzo, con l'altra mano mi stringe una chiappa e sorridendomi ancora una volta, quella che segue è una sega talmente violenta e frenetica da togliermi letteralmente il respiro.
Ad un certo punto, la sua mano stringe con talmente tanta forza da faticare a salire e scendere lungo l'asta provocandomi un misto tra dolore ed eccitazione. Stessa sorte subisce la mia chiappa che viene stretta fino a sentire distintamente le sue unghie cercare di affondare nelle mie carni.

Pochi istanti ancora di questo supplizio in cui ansimo quasi sul punto di sborrare e tutto cessa di colpo. Si allontana e ricoprendomi alla meglio, esce dal bagno dicendo di raggiungerlo in strada.

Da quel momento, senza quasi accorgermene, con il fiato corto, in pochi minuti mi sono ritrovato nudo sul tavolo di casa sua.
Tutto è successo con una velocità per me quasi assurda. Il cervello è rimasto quasi disconnesso mentre mi palpava il cazzo in ascensore e quasi me ne rendo conto solo adesso di essere uscito da esso con i pantaloni alle caviglie.

Ora sono qui sul tavolo, eccitato a cosce spalancate mentre lui sembra quasi divertito a cucinare il pranzo senza smettere di stuzzicarmi.
Note finali:
scrivimi sognolucaluca@mail.com