i racconti di Milu
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Indice
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"Come dalla nonna? Ma perchè?" Matteo non crede alle sue orecchie. Sua madre
Silvia le ha appena detto che dovendo lei andare ancora una volta a Viterbo per
le cure termali, e non fidandosi a lasciarlo solo in casa, ha chiesto a sua
madre se poteva tenerlo con lei: "E' l'unica che ti può tenere; a zia Antonella
non posso chiederlo perchè questo weekend rientra suo marito e vorranno stare da
soli". "Non posso stare con Gabriella?" chiede il ragazzo, alludendo alla
sorella di 8 anni più grande. "Scherzi? E che stai li a reggerle il moccolo?
Quella non vede il compagno per tutta la settimana, figurati se ti vuole fra i
piedi" Silvia non era mai molto delicata con il figlio. E come al solito, Matteo
non riusciva mai ad imporsi con lei, nonostante i suoi 20 anni; fra i due c'è
pochissimo dialogo; la donna non sa neanche che il figlio ha una ragazza da un
paio di mesi, Sara. L'unica a saperlo è sua zia Antonella, con la quale lui
divide parecchi segreti, l'ultimo dei quali è l'orgia che hanno fatto quando la
madre lo ha parcheggiato da lei per un weekend; è stato poco più di due mesi
prima e in quell'occasione il ragazzo si è sverginato; pochi giorni dopo è
uscito la prima volta con Sara ed è stato come un colpo di fulmine reciproco;
non hanno ancora fatto sesso, ma quando sta con lei si sente in cima al mondo;
purtroppo però il prossimo weekend lei è fuori con i genitori. Che palle, due
giorni interi solo con la nonna; e poi non la vede da parecchio tempo, lui era
molto affezionato al nonno che purtroppo però era morto da ormai 8 anni. Il
venerdì pomeriggio arriva rapidamente, madre e figlio escono insieme, perchè lei
non gli lascia le chiavi di casa, e prendono il metrò; lei scende alla stazione
e lui prosegue per poi prendere l'autobus che lo porta a 100 metri dal villino
dove sta la nonna. Ci mette 10 minuti a percorrere quei 100 metri, non gli va
proprio di andarci; si chiede perchè debba avere una madre così stronza. Alla
fine si rassegna e citofona al cancelletto: "Ciao nipotino" lo saluta la voce
della nonna dal videocitofono; il cancello scatta e lui lo richiude alle sue
spalle incamminandosi per il breve vialetto; vede la porta aprirsi e poi si
blocca. Sua nonna Eleonora si è affacciata sorridente; indossa un paio di
fuseaux neri che le scendono oltre le ginocchia e ai piedi ha un paio di sandali
molto eleganti; ma è quello che vede sopra a turbarlo; un giacchetto di tuta
molto aderente e chiuso da una lampo; chiuso fino a un certo punto però, perchè
evidentemente oltre non può arrivare; la nonna ha due tettone spaventose e la
lampo sembra dover esplodere da un momento all'altro. Il solco che si intravede
sopra la chiusura è magnifico. Matteo si scuote e si accosta alla nonna, che lo
bacia sulla guancia e lui la ricambia; ha la sensazione che la nonna lo abbia
baciato molto all'interno della guancia, e che con l'angolo delle labbra abbia
sfiorato l'angolo delle sue. Ma no non è possibile dai: "Nonna complimenti,
ti trovo in splendida forma". "Beh vorrei vedere; il mio nipotino viene a
passare il weekend da me, a farmi compagnia; devo essere il più possibile
giovanile"; Eleonora richiude la porta e si rivolge al nipote: "Vai a posare la
borsa nella stanzetta a destra e mettiti comodo; poi parliamo un po', è
tanto che non ci vediamo e mi devi raccontare un po' di cose. Matteo si
toglie i jeans e indossa un paio di calzoncini che ha in borsa; si toglie anche
la camicia e mette una fruit e soprattutto si toglie i calzini e mette le
ciabatte infradito. Torna al salone e trova la nonna seduta sul divano; su suo
invito si siede accanto a lei e iniziano a discutere. Parlano un po' dei
parenti, dell'università e degli amici; Matteo preferisce non parlare di Sara
alla nonna, almeno non subito; ciononostante la chiacchierata è piacevole; la
nonna racconta del fatto che è quasi sempre sola ma che in fondo non le
dispiace; le figlie la vanno a trovare almeno una volta alla settimana e lo
stesso fa Beatrice, la sua sorella di 10 anni più giovane e che non si è mai
sposata. Insomma per essere una 70enne di fresco, la nonna si rivela molto
gradevole. Matteo non pensa più a quanto era incazzato prima di entrare li; e
poi quelle tettone; fa molta fatica a distogliere lo sguardo per guardare la
donna in viso; alla fine non resiste e chiede: "Nonna, posso farti una domanda
un po' intima?". "Certo caro, ma non ti garantisco una risposta sincera"
risponde la donna sorridendo: "Scusa ma sono troppo curioso; ma che misura hai
di seno?". La donna piega la testa indietro e scoppia a ridere; quando smette,
dice: "Ottava coppa C, tesoro; una lavandaia praticamente; ma come sai bene è un
vizio di famiglia. Mia sorella è come me, tua zia Antonella ha la settima e tua
madre la sesta; tua sorella è un po' che non la vedo ma l'ultima volta portava
almeno la quinta; sapessi quanto mi pesano, a volte ho una voglia pazza di
ridurmelo". "No ti prego! Sarebbe un delitto" sorride lui. "Uh, se a chiedermelo
è il mio nipotino adorato, allora me lo tengo" ride la donna carezzando il viso
di Matteo; poi guarda l'orologio sul muro e dice "Uh, le 8 e un quarto, com'è
volato il tempo; che ne dici sarà ora di cenare?". "Penso proprio di si, nonna".
"Ascoltami però; ti prometto che domani ti cucinerò un bel pranzetto; ma io il
venerdì sera cerco di stare leggera; ti accontenti di insalata con un pezzo di
formaggio?". "Va benissimo nonna, il formaggio mi piace" risponde lui. "E certo,
sennò saresti un'eccezione nella nostra famiglia" risponde lei. I due entrano
nella cucina ed Eleonora prende un cespo di insalata nel frigo e comincia a
sciacquarla; nel contempo Matteo apparecchia la tavola per due; la donna porta
l'insalatiera a tavola e riapre il frigo per prenderne un tagliere con sopra il
formaggio; Matteo ha un lampo negli occhi "Ma sbaglio, o è lo stesso che ha
zia?" chiede. "Si, ne ha rimediati due e me ne ha regalato uno". Matteo si china
ad annusare e si lecca le labbra "Anche il formaggio è lo stesso a quanto
sento"; la nonna annuisce "Si tesoro, solo tua madre preferisce il caciocavallo;
ma io, mia sorella e tua zia il provolone piccante tutta la vita; vedo che anche
tu sei d'accordo, mi fa piacere". I due si siedono a tavola e la donna taglia
una grossa fetta e la mette sul piatto del nipote; poi se lo taglia per lei e il
ragazzo sorride, vedendo che la fetta della nonna è grossa quasi quanto la sua;
Matteo attacca la fetta con forchetta e coltello, mentre Eleonora prende due
fette di pane da sandwich, ne mette un pezzo dentro e lo addenta con un grosso
morso. In 10 minuti scarsi i piatti e l'insalatiera sono vuoti; la donna propone
il bis al nipote che accetta volentieri, ma rimane perplesso vedendola fare lo
stesso: "E meno male che volevi stare leggera" pensa; osservando la nonna gli
viene quasi da giurare che la lampo del giacchettino è scesa un po'; il suo
cazzo dentro i calzoncini da segnali preoccupanti. Eleonora porta in bocca un
pezzo con la forchetta che subito dopo cade a terra; Matteo fa per alzarsi ma la
donna lo blocca; "Ci penso io tesoro non preoccuparti" e detto così si china
fino a sparire dalla vista del nipote; poi avviene tutto in un attimo; Matteo
sente una mano che da sotto il tavolo lo accarezza sulle cosce; è inebetito e
non riesce a muoversi; la mano sale e si insinua sotto i calzoncini, prendendo
in mano il suo cazzo; da sotto sente la voce della nonna: "Me ne ero accorta che
eri senza mutande caro il mio bel porcellino"; lui sente i calzoncini che
vengono tirati via e si ritrova con il pisello di fuori; ma è un attimo e sente
due labbra carnose avviluppargli la cappella: "Uooooo che bello" geme il ragazzo
mentre sente la lingua della nonna percorrergli tutta l'asta. "Ma come hai
questo bel pisellone e non dici nulla a nonnina tua?" sono le ultime parole di
Eleonora che subito dopo comincia a sbocchinarlo. Il ragazzo si agita sulla
sedia e geme sentendo la mazza indurirsi; dopo un po' la bocca si stacca e la
nonna riappare da sotto il tavolo ancora vestita; si toglie il fuseaux mettendo
a nudo i peli rossicci della figa e poi lentamente abbassa la lampo del
giacchettino; Matteo ha gli occhi fuori dalle orbite; la nonna non ha nessun
reggiseno e le gigantesche tettone sembrano esplodere una volta liberate dalla
morsa della lampo. La donna tira a se il nipote e gli infila la lingua in bocca;
i due si scambiano un lungo bacio con litri di saliva che passano da una bocca
all'altra. "Andiamo a letto nonna?". "E chi ce la fa a resistere fino al letto.
No bello! Tu mi chiavi qui sul tavolo" e subito dopo si siede sul bordo del
tavolo appoggiandosi sui gomiti; "Dai sbattimelo dentro quel cazzone" ordina al
nipote che è felicissimo di obbedire; con due colpi è tutto dentro la nonna che
gli alita in viso un lungo gemito di goduria; comincia a sbatterla infoiato e a
vedere le enormi zinne ballare a ogni colpo si infoia ancora di più; la troiona
geme e si contorce tutta: "Si dai amore di nonna; oddio che bel cazzone che hai,
dai sbattimi più forte". Matteo non se lo fa ripetere e in pochissimo tempo
sente un fiotto di liquido fuoriuscire dalla figa della nonna accompagnato da un
ululato; la donna ha avuto il primo orgasmo; mentre lui la sbatte, lei addenta
un pezzo di formaggio e ne lascia un pezzo fuori invitando il nipote a morderlo
lui; Matteo obbedisce e i due si ritrovano bocca a bocca a masticare e
scambiarsi il pezzo di formaggio finchè non ne ingoiano un po' per uno. Matteo è
giunto al limite, ma fa in tempo a far venire la nonna una seconda volta prima
di riempirle la figa di sperma; la troiona contrae la passera per prenderselo
tutto e non ne fa uscire neanche una goccia. Matteo tira fuori il cazzo e guarda
la nonna estasiato, mentre la donna si massaggia la figa con una mano e le tettone
con l'altra: "E non volevo venirci, pensa che coglione".