i racconti di Milu
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Sara è nuda davanti a me e quello che sta facendo lo fa perché gliel'ho chiesto. Si struscia il clitoride e si strazia i capezzoli. E’ sdraiata su un letto, a gambe spalancate.

Io sono seduto su una poltrona davanti a lei. Sono eccitato, e completamente vestito.

Del resto lo sa anche lei che non deve impegnarsi molto per farmi salire ogni tipo di voglia. Lo sa che mi piace. 

Le chiedo di infilarsi un dito nella vagina e lei lo fa, anche se nei suoi occhi leggo la voglia implorante di avere il mio cazzo dentro di lei.

La capisco. Perché le ho chiesto di replicare da sola ciò che ha appena avuto da me.

L’ho assalita alle spalle, appena entrati in stanza, le ho sollevato la gonna baciandola sul collo, mordendola su una spalla. Ho sentito il suo corpo rilassarsi addosso al mio, le sue natiche cercare il contatto con la protuberanza del mio sesso. L’ho stretta forte, impedendole di voltarsi a cercare un bacio, o qualcosa di più. Le ho infilato una mano sotto il maglione a stringerle un seno e i capezzoli. Un'altra in basso, a esplorare il suo pube, la sua umidità. Il cazzo mi è diventato ancora più duro quando ho sentito che non aveva le mutandine. Le mie dita sono finite ben presto a sguazzare dentro il suo antro, ad ascoltare lo sciacquettìo unito al suono dei suoi gemiti di orgasmo. Ho bloccato i suoi contorcimenti fino a sentirla arrendersi all’inevitabile, ho percorso con decisione il rilievo del suo clitoride. Ho sentito la stanza riempita dalla sua voce che prima gemeva e poi strillava il mio nome: “Roberto… Roberto… Roberto… ROBEEERTOOOOO!”.

Ho dovuto dominare il mio impulso di possederla subito, costringere il mio cazzo duro dentro i pantaloni. Seguire la mia voglia di quel momento: 

- Spogliati Sara, stenditi e apri le cosce, sditalinati per me.

Lo conosco il suo desiderio, adesso: vorrebbe chiedermi di alzarmi e precipitarmi a possederla subito, muore dal desiderio di vedere il mio cazzo, di toccarlo, succhiarlo, sentirlo dentro la sua carne.

Tuttavia obbedisce, sospira mentre si penetra. "Un altro dito - le dico - e torciti più forte i capezzoli". Lei obbedisce ancora, chiude gli occhi dal piacere, mugola dal dolore. Il cazzo mi esplode nei calzoni. 

- Fottiti più forte Sara, guardami mentre lo fai.

Averla presa e condotta al piacere in quel modo, imprigionata da un mio braccio stretto poco sotto il seno e perquisita nella vagina dalla mia mano, mi ha fatto sentire padrone di quel corpo. E questo non ha fatto che aumentare la mia eccitazione e la mia impazienza.

Lei adesso si scopa con le dita, gemendo e guardandomi. 

Ormai non può fare a meno di implorare che io vada lì a darle il bastone.

- Roberto vieni, vieni a sbattere la tua troietta - quasi piange mentre lo dice. Mi alzo e vado davanti a lei, lei ha gli occhi fissi sul pacco, golosi. 

- Infilati un dito nel culo - le dico mentre mi abbasso la zip - No, non così, tutto dentro…

Lei spinge e geme sforzandosi di obbedire ancora una volta, io mi libero il cazzo e glielo offro da succhiare, lei si tuffa a sentirne sapore e consistenza. Le afferro la nuca e la spingo verso di me per entrarle in gola. Lei gorgoglia e con la mano libera mi accarezza i testicoli.

- Succhia Sara, fammi vedere che sei la mia bocchinara perfetta… lo senti quanto è più grosso del tuo dito? Pensa al tuo culo vergine e a quando lo sfonderà...

Con la bocca piena di cazzo lei può solo mugolare, non so se per l'eccitazione, la paura, la mancanza d'aria. Mi chino su di lei e infilo due o tre dita nella fica, sempre più spudoratamente spalancata e liquida.

- Sei un lago, Sara – la raggiunge la mia voce infoiata - sei in calore come una vacca che aspetta di essere montata… sei la mia troia adesso… ti userò come voglio.

Ho la sensazione netta, direi la certezza, che questo linguaggio volgare e sprezzante sia un’arma in più per farle perdere il controllo di sé. E’ per questo che lo uso. Voglio farla impazzire.


Dio Roberto mi fai impazzire. Non mi sono mai sentita così vacca in vita mia. Ti desidero, non immagini quanto. Quando mi hai detto che sono la tua troietta ho sentito una scossa, la fica mi si è squagliata…

Oddio… questo mi piace moltissimo, adoro essere masturbata con le dita. Prima sono venuta così forte… L'immagine è bellissima, una vera cagna che succhia e gode… dita infilate nei suoi buchi in attesa di essere rotta dal tuo bastone. Quante volte ci ho inzuppato le mie di dita, immaginando che fossi tu a farlo. Quante volte mi sono raffigurata il tuo cazzo duro e i tuoi coglioni gonfi. Vorrei che me lo dicessi quello che mi stai per fare, mentre mi vieni dietro e mi afferri per le anche, mentre appoggi la cappella sul buco che mi hai fatto aprire e cominci piano ad entrare, mentre gemo e mi tremano le gambe, mentre aspetto di essere sfondata per la prima volta dall’uomo che mi fa bagnare la mattina e restare bagnata tutto il giorno, mentre aspetto di ricevere il suo cazzo nel culo. Io già lo so che lo farai. Voglio essere sbattuta e riempita di sborra, voglio vederti impazzito mentre godi nel mio culo sverginato. Io già lo so che verrò non appena sentirò il primo getto di sperma bagnarmi l'intestino.




Sara geme e si lamenta per le mie dita che affondano nella fica e la martellano. Leggo tutta la foia del mondo nel suo sguardo quando la prendo per i capelli per sfilarle il cazzo dalla bocca. Le afferro i capezzoli con le mani e li stringo forte. Sono duri come pietre: li torco, li tiro su costringendola a mettersi in piedi. Lei strilla ma non riesce ad abbandonare la vista del mio cazzo duro e lucido della sua stessa saliva. Le infilo le dita in bocca, quelle che prima le stavano sfondando la fica.

- Lecca Sara, lecca come una cagna.

Lei lecca e succhia chiudendo gli occhi, ma si dimena quando l'altra mia mano si infila tra le cosce, entra nella sua vagina spalancata, ci fruga dentro un’ennesima volta. Trema e urla di godimento quando le sussurro all'orecchio "girati che adesso ti sfondo come una puttana".

Si gira e si inginocchia sul letto. Con la smania dell’urgenza, completamente prigioniera della sua voglia. 

Voglia di cazzo, voglia di essere posseduta, voglia di non sentirsi più padrona di se stessa, di essere presa e sentirsi riempita nel suo vuoto. La sistemo per bene ma in fretta, perché anche io inizio a essere travolto dall'istinto più bestiale. Abbasso lo sguardo e vedo il buco della sua fica spalancato, che mi reclama. Poco più su l'ano che si è ristretto dopo essere stato violato dal suo dito, ugualmente invitante.

Sono entrambi a mia disposizione. Nella fica l'ingresso sarebbe certo più facile, aperta e sbrodolante com'è. D’altro canto ho il cazzo talmente duro e teso che se lo appoggiassi sull’entrata posteriore e spingessi forte arriverei certo presto in fondo, tra i suoi strilli di dolore.

Questa immagine me lo rende ancora più duro, ma decido di fotterle la fica. Lo indirizzo al suo ingresso mentre lei geme di frenesia ormai inarrestabile e spingo. Un colpo fino in fondo, tenendola ferma per le anche. Lei urla, poi urla ancora alla seconda botta. Poi continua a urlare quando prendo il ritmo, ma sono urla di piacere, urla di femmina montata.

- Dimmi quanto senti il mio cazzo - le dico.

Ma lei adesso non risponde, sa solo gridare e implorare.

- AAAAAHHHH!!!! SCOPAMI NON FERM.. AAAAAAAAAAHHHHHH....

Le frasi che non riesce a finire per i colpi di cazzo, le sue urla, il suo modo di dimenarsi, tutto mi eccita. Continuo a sbatterle la fica, a torcerle i capezzoli. Mi fermo per leccare l'ingresso divaricato della vagina e ascoltarla ululare, poi ritorno dentro. Quando sento che ricomincia a mugolare sotto le mie botte di cazzo le infilo un pollice nel culo, spingo a fondo. Lei geme, ma lo so che è solo piacere questo. Anche il suo sfintere sembra bagnato.

- Sgrillettati - le dico.

Inizia a contorcersi con tutti e due i buchi occupati, io con il pollice sento il cazzo occuparle la vagina al di là del sottile diaframma della sua carne.

- Dimmi che sono la tua puttana, stronzo.

- Sì che lo sei, sei la mia grandissima puttana. Sai cosa sto per fare, vero?

Lei sa benissimo cosa sta per accadere. 

- Fallo! Sono giorni che non penso ad altro, mi sveglio la mattina pensandoci!

Ritiro il pollice e sfilo il cazzo dalla fica, è duro, zuppo di umori, scivoloso. Passo un paio di dita lungo tutte le labbra e così bagnate e lubrificate come sono le affondo nel culo. Geme, geme forte, inarca la schiena.

- Adesso ti inculo Sara, ti rompo, ti faccio diventare la mia rottainculo.

Forse vorrebbe dire un'altra volta "sì, non vedo l'ora", forse vorrebbe invece scappare terrorizzata, dominata dalla paura. Ma le mie dita che intanto la divaricano tirano fuori da lei solo dei lamenti.

Le tolgo e appoggio la punta della cappella sull'ingresso del retto. Forse il succo di femmina che lo imperla non basterà a lenire lo strazio quando le allargherò l'intestino, ma lo faccio lo stesso.

Spingo appena un poco, lei geme. E' un gemito di timore. Mi piace giocare con la sua paura.

- Ti spacco il culo, ti spacco il culo come una zoccola.... - dico afferrandola per le anche e cominciando a spingere piano.


Sono spaventata, da morire. Sono eccitata da morire. Ho atteso questo momento da tanto tempo, l'ho immaginato, desiderato e temuto. Ora che finalmente ci siamo, ora che sento la punta dura del cazzo insinuarsi nel buco e la sua voce impastata di foia che ripete oscenità, vorrei tirarmi indietro. Cazzo, ho paura! Una paura fottuta. Ma ora non posso scappare. E nemmeno lo voglio. Lo sento forte dietro di me, le sue mani mi afferrano la pelle segnandola, strizzando la mia carne, schiaffeggiandola. Mi fai impazzire, mi hai catturata. Mi sovrasti, mi possiedi, non solo fisicamente. Mi possiedi la mente. Sono tua Roberto. Sento che devo lasciarti godere del mio corpo, devo e voglio, anche se tremo. Perché mi fai sentire bagnata sempre, sempre. Come non mi è mai capitato, perché ho appena avuto un paio di orgasmi da perdere i sensi e sento che non mancherà molto al prossimo. E poi ti voglio. Quindi chiudo gli occhi, ho la bocca socchiusa, il respiro corto, mi abbandono alle mie sensazioni. Continui il tuo lento avanzare nel mio culo. Il cazzo entra facilmente però, mi dico. Poi ti fermi.

- Continua ti prego Roberto, arriva in fondo, non smettere…

- In fondo, Sara, in fondo…

Oddio no, mi sta per rompere, il cuore mi batte all'impazzata, sono tesa, eccitata allo spasimo, aspetto... 

Penso a tutte le volte che mi sono masturbata immaginandolo dietro di me, che mi montava. Penso a tutte le volte che non riuscivo a smettere di farlo, provocandomi orgasmi su orgasmi, sempre più estenuanti, immaginandolo aggrappato ai miei fianchi mentre il suo cazzo mi portava via la mia verginità. Quella verginità.

Dammi il cazzo Roberto dammelo forte e a fondo, spremi nel mio culo fino all'ultima goccia di sperma. Voglio solo questo ora.




Urla, urla e forse in questo momento si chiede chi gliel'ha fatto fare, vorrebbe tornare indietro. Perché il calore del mio uccello è diventato fuoco, perché la mia carne le squarcia l'intestino. Perché pensa che non è possibile provare piacere da questo strazio.

Con un'ultima e decisa botta di cazzo arrivo in fondo. Il suo urlo adesso si fa roco, esausto. Mi fermo e la richiamo saldamente a me, tenendola per le anche, con una morsa ancora più salda, le schiaffeggio le natiche. Sara mi piace così tanto. Sempre, anche in questo momento. Voglio dare modo al mio cazzo di allargarla dentro, di darle il tempo di riconoscere altre sensazioni adesso che si è infranta la barriera del dolore. Sento il mio bastone intrappolato in una stretta altrettanto calda, che lentamente si scioglie. E allo stesso tempo, mentre il dolore evapora, lei si senta mano a mano sempre più gonfia, imbottita di cazzo, aperta. Senta la sensazione della penetrazione, si senta una femmina riempita dal maschio, eccitata e felice di essere riempita. E' una sensazione che in questo modo non ha mai provato, e che le crea desideri contrastanti: vorrebbe che finisse, vorrebbe che andasse avanti mantenendo la sua promessa di piacere. Solo che dubita ancora che un piacere così devastante possa esistere.

Perché la verità è che in questo momento si sente devastata. Nella carne, ma soprattutto nella mente. Le è difficile riconoscere di poter essere così assolutamente posseduta.

- NO! - sibila quando le chiedo se vuole che esca. Gliel'ho chiesto adesso proprio perché sapevo che questa sarebbe stata la risposta. E in realtà non uscirei, perché il richiamo animale del suo calore ormai mi ha catturato.

Gliel'ho chiesto per sentirmi dire no, per bearmi del piacere che le sto dando.

- Vuoi che continui a incularti Sara? - le domando iniziando a fare lentamente avanti e indietro.

Mugola un "sì" dopo una lunga esitazione, fa un cenno con la testa.

- Dimmelo allora, dimmi di sfondarti il culo....

- Me l'hai già sfondato... - si lamenta. Ma sa che il punto non è questo. 

- Implorami Sara, dimmi di spaccartelo... - le ringhio iniziando a fare avanti e indietro con maggiore decisione e con spinte sempre più profonde nel suo budello ormai sufficientemente allargato.

E forse sono queste spinte, o forse sono le mie parole, ma improvvisamente lei avverte come una frustata, sente la fica contrarsi, il piacere sopravanzare ogni cosa.

- SPACCAMI IL CULO ROBERTO!!! SCOPAMI!!!! SCOPAMI IL CULO! - grida oscena. E immediatamente dopo urla per la botta di cazzo più forte che lei abbia sentito in vita sua. Grida e gode di quella botta di cazzo.

E io la sento cedere, consegnata a me. Affondato nel centro del suo corpo e della sua mente. Quel cazzo che sente in pancia e nello stomaco, che quasi le sembra che debba uscire dalla bocca, in realtà sta penetrando il suo cervello.

E' in questo preciso momento che l’ho sverginata, lo so. Il diaframma è nella sua testa, e io l'ho aperto, sfondato, e adesso è mia. Posseduta interamente.

- DIMMI CHE SONO LA TUA PUTTANA STRONZO!!!! CHE SONO LA TUA PUTTANA!

- Sei il mio buco dove affondare il cazzo, Sara - ansimo dietro di lei - sei la mia troietta... quanto ti piace farti rompere il culo? Eh? Ti eccita di piú essere inculata o sapere che ti sto inculando?

Sfilo fuori completamente il cazzo e poi lo risbatto dentro con violenza. Lei urla, e urla per tutte le volte che lo faccio. Sente la fica squagliarsi mentre mi fermo e le allargo le natiche per osservare il suo buco infiammato, rosso ai bordi e nero in fondo, mentre ci sputo dentro. Esce letteralmente di senno quando torno a penetrarlo con il cazzo.

Stantuffo la sua carne urlante e squartata. Ormai ho solo voglia di sbatterla come un animale, di sfondare il culo della mia troietta. Il rumore dei suoi strilli e dei corpi che cozzano mi eccita sempre di più, sento la sborra venirmi su dai coglioni. Grido mentre la tiro a me e affondo il cazzo per accompagnare il primo schizzo. Lei sente lo sperma caldo invaderle le viscere: adesso urla in modo diverso, urla come una donna che annuncia l'orgasmo. Le insemino l'intestino continuando a sifonarla senza sosta. Poi le crollo sopra, schiaccio il suo corpo tremante, alle mie spalle sento il movimento disarticolato e impazzito delle sue gambe. Gli ultimi scatti di cazzo le depositano dentro gli ultimi schizzi di sborra.


Sono senza respiro, il cuore che martella, tremo. Schiacciata dal suo corpo caldo, sento il suo odore di maschio e la sua lingua nell'orecchio.

- Puttana, sei la mia puttana, sei la mia puttana...

Lo sussurra piano mentre riprende fiato, il cazzo ancora affondato tra le mie natiche spalancate, la mano che gioca coi peli bagnati del pube. Non so come ma mi conosce e sa quanto ora mi piaccia questo. 

Sono divaricata, gonfia di carne, bagnata della sua crema che sento scivolare via dall'intestino fino alle labbra della fica. Adoro la sua sborra, solo il pensiero mi provoca un nuovo fremito, sono ghiotta e insaziabile, vorrei non uscisse per tenerla dentro di me, e sentirla colare di tanto in tanto tra le gambe fino al giorno dopo. Perché sono marchiata dal suo seme.

Mi calmo un attimo e mi sento bene, bene. È successo, mi ha presa, sono finalmente diventata interamente sua. Devastata, sudata, sporca di sborra e appagata come non mai, posseduta come nessuno mi ha mai posseduta prima. Piena ancora del suo bastone del suo padrone. Piena di Roberto.

Mi viene da svenire dall'intensità dell'orgasmo, ho il fiato corto. Cerco la sua bocca, la trovo. Mi bacia. Non è un bacio morbido e calmo, ma è meno violento di quelli che mi dava mentre mi scopava. La sua lingua mi scioglie la tensione e riaccende il calore al basso ventre. Lo voglio ancora, lo voglio sempre, lo voglio in tutti i modi, lo voglio adesso che è ancora nel mio culo appena sverginato. Le sue mani mi accarezzano, fuori la città è fredda ma io sono ancora in calore, voglio godere ancora Roberto, fammi quello che vuoi, dimmi cosa vuoi, farò e sarò tutto quello che vorrai. Ti prego, ti prego, ti prego... Sono spudorata, seguo il mio desiderio del momento.

- Roberto, vorrei vedere il mio culo aperto e inseminato...

Lo dico un soffio, così a bassa voce che non so nemmeno se avrà sentito. Ma non mi vergogno, anzi vorrei che mi avesse visto in faccia mentre lo dicevo, ma sono schiacciata sul letto. Con lui che ancora ansima sopra di me e il suo cazzo piantato nel mio culo. Che puttana. La sua puttana.





E' una richiesta che mi eccita, perché anche io ho voglia di vedere il suo buco rotto e allargato. Le prendo le mani e gliele porto alle natiche:

- Tieniti aperta - le dico.

Mi sfilo dal suo intestino con il cazzo umido e ancora semirigido. Afferro lo smartphone e faccio partire l'applicazione video, lo punto sul suo culo deflorato. Torno a guardare quel foro, bagnato di sperma ai bordi, più piccolo di quanto lo abbia allargato il mio cazzo ma comunque bene aperto. Impazzisco a guardarla, a cercare di indovinare quanto debba sentirsi mia in questo momento. Eccitata di esserlo.

Le strappo un guaito infilandole di colpo un paio di dita nel suo canale. Scivolano bene tra le pareti incremate dalla mia sborra. Continuo a inquadrare. La colonna sonora sono i suoi lamenti e le sue oscenità pronunciate con voce trascinata: "Roberto mi hai spaccata...".


Le sue parole mi fanno salire una nuova botta di eccitazione: mi stendo sopra di lei posizionando l'obiettivo della fotocamera di fronte alla sua faccia, con l'altra mano guido il cazzo dentro, a incularla ancora. Non ho più il bastone di qualche minuto fa, ma comunque è abbastanza duro per affondare di nuovo nella carne, per una penetrazione profonda. Torno a godere del fuoco bagnato del suo intestino.

- AAAHHHH! AAAAHH! ROBERTO SIIII'!- grida Sara. La immagino con gli occhi stretti e la bocca spalancata.

- Sei mia Sara - le sussurro all'orecchio - ti ho rotto il culo e adesso ci faccio quello che voglio....

Lei mi dimostra il suo assenso e la sua fregola con un paio di spinte del bacino verso l'alto, come a volersi impalare di più. Anche io le spingo due botte di cazzo più in fondo che posso. Lei mi regala i suoi gemiti. Ma poi, sinceramente, devo arrendermi. Mi stendo ansimante sopra di lei e interrompo la registrazione. Restiamo così per qualche secondo.

Le bacio la schiena, la mordo, lei mugola di piacere. 

Preparo l'applicazione che le consentirà di vedere la clip e mi rialzo.

- Guardala, torno subito, poi la riguardiamo insieme.

Vado in bagno lasciando la porta aperta, apro l'acqua e mi lavo il cazzo nel lavandino. Dall'altoparlante dell'iPhone mi giungono le sue grida registrate solo qualche istante prima.

Torno in stanza e la trovo a gambe aperte sul letto che guarda il video.

Sei una cagna in calore Sara - le dico guardandola - sei la mia cagna in calore e questo mi piace tanto.


Anche a me. Mi piace tanto questa nuova sensazione di appagamento, mi piace la consapevolezza di essere la sua puttana, e il suo sperma che cola sul letto dal mio ano slabbrato me lo ricorda. Sorrido. Mi sento in calore, un calore che quando sono con lui non passa mai, ho sempre voglia del suo cazzo. È un uomo, adoro sentire quando gode dentro di me. Mi piace guardarlo nudo, ora che è uscito dal bagno e si ferma ad osservarmi ai piedi del letto. Sto guardando immagini che mai avrei pensato di vedere e non ho il minimo imbarazzo, mi chiedo se sia lui a farmi questo effetto. Non è tanto il mio culo rotto ad essere osceno, ma le mie grida lo sono eccome. Gesù, che troia! Ho una faccia...

Il video mi incolla a sé, senza rendermene conto mi sto trastullando le labbra scivolose della fica. A lui piace questo spettacolo evidentemente, perché mi sorride mentre si accende una sigaretta per poi sdraiarsi al mio fianco, scaccia la mia mano e afferra il pube con la sua, due dita nella fica. Ah, mio Dio come monta il piacere... Gemo mentre il video continua ad andare. È buffo sentire i lamenti arrapati di due donne che godono con la stessa voce, e quella voce è la mia! Questo eccita anche lui, lo sento dal movimento più concitato della mano, dalle parole irripetibili che gli escono di bocca. Perdo definitivamente la bussola, non riesco ad evitare che i miei fianchi ondeggino verso il mio torturatore. E' la femmina che cerca il maschio, il bastone che la insemini. Ho contrazioni involontarie dell'addome, ansimo, il caldo mi avvolge il ventre. Mi afferro i seni torcendo i capezzoli, sto scopando con le sue dita. Comincio a spingere più forte, più in fretta, sollevo le gambe piegate, gli sbatto la fica grondante in faccia, mugolando come una cagna. So di essere oscena durante il sesso, perché mi piace così tanto da non riuscire a mantenere il controllo. 

- Roberto, continua così non smettere sto impazzendo… ho voglia… godooooo… sì, ancora ancora... riempimi ancora… ahhhhh… sì sì, mettimi il dito, sì mi piace... mi piace essere la tua ... la tua, mi hai sverginata... Roberto, Roberto ROBERTO! 

Hai preso tutto di me Roberto, e non sono mai stata così bene.