i racconti di Milu
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Quel mercoledì mi alzai in ottima forma. Avevo trascorso una notte da favola. Dopo circa quattro mesi, mio marito mi aveva preso come si deve, come faceva fino a qualche anno fa, ancora col consueto vigore giovanile.

Dormivo ignara di quanto stava per accadere, poi mi sentii attraversare il culo dal suo cazzo. Che forza, che impeto! Aprii gli occhi e sospirai: "Oh caro...". Guardai l'orologio, erano le quattro. Lui mi tappò la bocca con una rozzezza che forse non aveva mai avuto e prese a fottermi il culo con una furia fantastica. Gemetti e sbavai, mentre la mia figa ripetutamente era sconquassata dagli orgasmi. Durò tutto pochi minuti. Il canale del mio culo si riempì di sborra, lui andò via, io ripresi sonno appagata e felice.

Dopo circa tre ore ero già in piedi, raggiunsi la cucina con ancora culo e figa impastati di sborra e liquidi vaginali. C'era mio marito lì che, seduto al tavolo, faceva colazione e guardava il telegiornale della mattina. "Oh caro, sei stato fantastico stanotte!", gli dissi, ma lui mi guardò perplesso. Lo abbracciai e lo baciai da dietro. "Da quanto tempo non mi fottevi così", gli dissi affettuosa come un tempo ma lui sbottò: "Hai voglia di prendermi in giro?". "Come scusa?", gli chiesi. "Dico vuoi prendermi in giro? Di cosa parli?", fece lui. "Stanotte a letto, che scopata..", iniziai a dirgli ma mi interruppe: "Ma smettila, sono stato dalle 3.00 senza chiudere occhio con dolori lancinanti alla schiena e tu hai voglia di scherzare?". Io lo guardai interdetta, filai nel cucinino confusa e mi misi due dita nel culo. Sentii la sborra ancora lì, sebbene raffreddata e secca. Era lì, non avevo sognato. Cosa stava accadendo? Fu allora che entrò in cucina mio figlio Roberto: "Buongiorno a tutti!".

Il padre lo salutò, io zitta allungai il collo dal cucinino, lo guardai e salutai: "Hey Roby, dormito bene, a mamma?". "Sisi", disse lui frettoloso e, aprendo il frigorifero, mi chiese: "E tu?". Restai un po' stordita, di solito non mi chiedeva mai come dormo. Gli risposi: "Benissimo, davvero una fantastica dormita". Lui si rialzò di scatto dal frigo, mi guardò sorridente, i nostri occhi si incrociarono, si fece immediatamente rosso in viso e poi tornò a scavare nel frigorifero alla ricerca chissà di cosa.

Continuavo ad essere pensierosa. Provavo a ricapitolare mentre preparavo un caffè. "Dunque - mi dicevo - erano le quattro e mi hanno scopata in culo, la sborra c'è ancora", mi guardai le mani poi seguitai: "Mio marito dice che non ne sa niente, come è possibile?". Quella domanda echeggiò più di una volta nella mia mente, poi come in una illuminazione contorsi il busto e mi spinsi di nuovo con la testa in cucina. Fissai mio figlio. Lui mi guardò, ma rapidamente volse lo sguardo altrove sfuggendomi. Continuai a guardarlo. Una mano sinistra, sì sinistra, ora ricordavo questo dettaglio, mi aveva tappato la bocca. E quella mano sinistra, riflettevo tra me e me, non aveva anelli. Mio marito alla sinistra porta la fede nuziale. Roberto non ha anelli, mi dissi. Fissai ancora mio figlio. Lui non alzava gli occhi dalla tazza in cui si era versato del latte. Tornai alla macchina del caffè. Ero stato scopata da mio figlio? Era questa la verità? Mio maritò si alzò e salutò tutti per andare a lavoro. Gli risposi senza troppa enfasi. Poi fu mio figlio a dire: "Mamma vado a prepararmi e poi filo all'Università". "Roberto", dissi e tornai a guardarlo. Volevo aggiungere qualcosa ma non sapevo cosa, alla fine dissi: "Fa attenzione". Lui, con un secco "sì mamma", filò via.

Tutto il giorno restai scossa e perplessa. Le dita continuavano ad entrare e uscire dal mio culo. Mi aveva davvero scopata Roberto? Fui inquieta sino a sera ed a tavola per la cena mi finsi stanca ma ero solo pensierosa. Di nuovo a letto mi agitai turbata senza mai prendere sonno fino a quando, ancora verso le quattro, mio marito si alzò dal letto in preda a dolori alla schiena. Pochi minuti e la porta della mia camera fu aperta. Io restai immobile, ero già a pancia in giù. Qualcuno entrò, salì con delicatezza sul mio letto e poi mi prese ancora in culo con forza tappandomi la bocca. Mi abbandonai alla sua foga, mi godetti quel cazzo rigoglioso tra le chiappe e venni ripetutamente fino a quando anche il mio misterioso partner sborrò. Non mi mossi, feci finta di restare a dormire. Lui andò via lasciandomi sola con tutta quella sborra calda che traboccava dal mio culo. Fu allora che voltai di scatto il capo e distinsi chiaramente la sagoma di mio figlio Roberto che richiudeva la porta.

Al mattino non ripetei la stessa scenetta del giorno prima, mi limitai a salutare mio marito e poi a dare il buongiorno a mio figlio così: "Ciao Roby, tu hai dormito bene? Io anche stanotte sì". Gli sorridevo, lui ricambiò il mio sorriso e poi ci allontanammo per rivederci solo a sera.
Quella notte però andò diversamente. Non riuscii a prendere sonno in attesa che mio figlio mi raggiungesse, ma mio marito purtroppo dormiva senza neppure l'ombra di dolori alla schiena e come se non bastasse russava rumorosamente come suo solito. Si fecero le tre, poi le quattro, io mi giravo e rigiravo nel letto. Mio maritò si destò dal sonno e disse: "Insomma ma che hai? Perché non stai un po' ferma, non riesco a dormire". Restai zitta e pensierosa, poi mi difesi: "Ma russi come faccio?". Pochi attimi e aggiunsi: "Senti io vado a dormire da Roby perché qui non riesco a prendere sonno e disturbo anche te". Lui rispose assonnato: "Va bene, va bene". Filai in fretta nella stanza di Roberto, aprii la porta nella camera buia. "Roby amore dormi?", dissi a voce bassa. "No mamma, non ci riesco", fu la sua risposta. "Ci proviamo insieme? Tuo padre russa e gli ho detto che venivo a letto con te", replicai. Lui balbettante mi fece: "D-da-avvero? d'acc-cordo" e mi fece spazio nel letto. "Hey perchè scappi?", gli dissi salendo a carponi sul materasso. "Vieni qui", aggiunsi e mi adagiai in ginocchio sul suo pacco. Mi sistemai per bene, sentendo il suo cazzo sotto di me, mi chinai sul suo corpo e sussurrai: "Ti piace il mio sedere?". Lui restò in silenzio. "Lo so che ti piace, credi che dormivo mentre mi scopavi il culo le ultime due notti?", aggiunsi. Lui replicò istintivamente: "Era il culo?!". Ed io sorpresa e divertita: "Ma certo! Pensavi fosse la fighetta di tua mamma?". Lui tacque ancora. "La vuoi stasera?", gli chiesi. Lui continuava col suo silenzio. "Se me la scopi come mi hai scopato il culo te la dò volentieri", ancora sussurrai. "P-promes-so", fu la sua risposta. Allungai la mano verso il suo cazzo, era perfettamente in tiro, lo tirai fuori dai boxer e lo accompagnai nella mia figa. Quella notte fui scopata come non lo ero mai stata prima di allora.

L'indomani lasciai Roberto ancora a letto a dormire. Raggiunsi come al solito mio marito in cucina e lui appena mi vide disse qualcosa che era destinato davvero a cambiare la mia vita sessuale: "Ciao amore, senti ci ho pensato. Hai ragione, ma, visto che russo, nel nostro letto con te potremmo far dormire nostro figlio ed io uso il suo. Che ne pensi?". Lo guardai entusiasta. "Oh caro, sei un marito perfetto", gli dissi e lo strinsi a me sicura che anche Roby avrebbe apprezzato il gesto.
Note finali:
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