i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Indice
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Stava davanti allo specchio, a disperarsi nel vedere i grossi seni pendere e la ragtnatela di rughe sul viso e sul collo. Le cosce e le natiche erano ancora sode. Si carezzava i peli del pube, soffriva la nostalgia di un uomo che non avrebbe mai più avuto sopra di sè. Si guardava la fica depilata, ancora bella, ancora capace di dare piacere, la nostalgia di sentirla dilatata dal cazzo di un uomo, di sentire dita estranee che gliela toccassero ,di sentire la bocca ed i denti di un uomo che le succhiassero e le mordesseo i seni. Suo marito era morto da due anni, ma da dieci anni prima non avevano più rapporti di sesso. Lei era sta occasionalmente con un uomo, in macchina, ma non ne aveva ricavato quello che desiderava. Dodici anni nei quali aveva visto sfiorire il suo corpo inutilmente. Si masturbava davanti allo specchio, per sentirsi meno sola nell'orgasmo, si penetrava con le dita, di sera, stando distesa su un letto per metà vuoto.

Accanto al suo appartameto vennero ad abitare inquilini nuovi. Una donna con un figlio giovane ed una vecchia signora. Erano gentili con lei. La donna era infermiera, lavorava in ospedale e faceva anche turni di notte. Il ragazzo studiava; usciva al mattino e tornava in pomeriggio sempre con una borsa di libri. Quel ragazzo era bello; era giovane e dava una sensazione di forza. Dopo qualche mese la vecchia signora morì. Lei andò a fare condoglianze qualche giorno dopo e la madre del ragazzo la accolse con molta riconoscenza.
-Sa, signora Olga, adesso siamo soli, io e mio figlio. Io lavoro e penso che lui avrà difficoltà quando io non ci sono.
- E' un bravo ragazzo, molto educato. Signora, ricorra a me quando ne ha bisogno, la aiuto io. Io vivo sola, non ho molto da fare e mi farebbe piacere esserle utile.

Olga adottò sia la madre che il ragazzo. Si preocupava di farle lei la spesa quando era al lavoro, la aiutava con la lavatrice ed il ferro da stiro e assisteva il ragazzo quando di pomeriggio la madre era in ospedale.
E una volta le venne da pensare che un ragazzo di 18 anni, che pensava solo allo studio e che non usciva mai, nè di sabato, nè di domenica, potesse avere qualche problema. Non aveva una ragazza, forse, o sicuramente, si masturbava. Le venne la tentazione di avere più confidenza con lui.
Gli regalò un bellissimo orologio che era stato del marito ed il ragazzo per riconscenza la baciò sulla guancia e lei gli carezzò un braccio. Poco per volta entrarono in confidenza, al punto che il ragazzo le chiedeva di stirargli una camicia. Una volta lui le chiese se poteva aiutarlo a stirargli una giacca e Olga pensò di mettergli soldi nella tasca, 100 euro. Al ritorno Dino passò da lei, le porse la banconota e le chiese:
- Perchè ha voluto farmi questo regalo?
- Dino, per affetto. Ti prego tienili, sei giovane, magari devi uscire con la tua ragazza.
- No, signora Olga, ho litigato quattro mesi fa....
- E da allora? Sei giovane , hai bisogno di stare con una donna.
Lui per tutta risposta la baciò sulla guancia.

Lei si sentiva felice di quella confidenza, le dava una specie di emozione e di piacere quando il ragazzo la baciava sulla guancia. Quando lo faceva, le lo prendeva per i fianchi, sentiva piacere a toccare quel corpo giovane di uomo.
- Dovresti farti una ragazza. Sei giovane, forte, ne avresti bisogno.
Glielo diceva stringendogli i fianchi tra le mani e spingendosi inconsciamente con i seni in avanti. E si accorse che il ragazzo la guardava intensamente.
Accadde una volta, mentre il ragazzo la stava baciando ebbe l'istinto di voltarsi e lui la baciò sulle labbra.
- Che volevi fare? - disse ridendo - volevi darmi un bacio nella bocca?
- Se lei volesse.....- disse timidamnte il ragazzo
- Non lo so. Prova.
Lui non era abituato a come bacia una donna di esperienza. Gli metteva le labbra sulle sue e gli succhiava le labbra, poi gli succhiava il labro inferiore mordicchiandolo lievemente. Lei sentì la sua erezione sopra la pancia.
- Beh, adesso me lo hai dato, contento?
- Beh, ha baciato più lei che io. Ma è stato bello.
- Dino, io sono una donna matura, quasi anziana. Che bellezza puoi trovare in un mio bacio?
- A me è piaciuto molto.
Sentirono l'ascensore, stava tornando sua madre e lui tornò a casa sua. Olga si toccò sotto le mutandine: quel ragazzo l'aveva eccitata.

Due giorni dopo, sabato, la madre del ragazzo aveva il turno notturno: avrebbe lavorato fino a metà giornata della domenica. Lei la vide dal balcone mentre usciva dal portone alle otto di sera. Era una brava donna, faceva grandi sacrifici per il figlio.
E dopo un pò sentì bussare. Era Dino.
- Signora Olga, sto solo in casa. Posso stare un pò da lei?
- Vieni, vuoi mangiare qualcosa? Ma facciamo un patto: niente baci.
Gli diede una cena abbastanza buona e si sedette a tavola con lui per vederlo mangiare. E lui cercava di prenderle la mano. Non dicevano niente, ed alla fine lui riuscì a stringerle la mano.
- Dino, io sono una donna anziana e non è bene provocarmi.
Si asciugò le labbra col tovagliolo e si avvicinò a lei. Lei non si mosse ed aspettò che lui la baciasse in bocca. Fu un bacio ancora più sensuale del precedente.
- Dino, così mi fai perdere la testa, sono ancora una donna molto sensibile.
E lui le stava stringendo i seni e la stava facendo alzare. La prese per i fianchi e la strinse al suo corpo e lei sentì il cazzo duro del ragazzo.
Si baciarono ancora, ed ancora mentre lui la toccava sul pube, passava la mano sulla stoffa sopra l'arco delle grandi labbra.
- Lo vuoi fare con me?- chese lei - Sicuro? Avanti, allora, fatti passare questo capriccio. Lo sai già, io non ho il corpo di una ragazza... ma....posso darti tantissimo piacere. Vieni di là, ma non accendere la luce, al buio è più bello.
Si vedeva solo un pò di luce che filtrava dalle serrande. Lei si mise a 4 mani sul letto, lui capì e si mise in ginocchio dietro di lei; e lei gli prese in mano il cazzo e lo guidò a penetrarla. Aveva una fica molto stretta e questo dovette piacere al ragazzo che la sbattè molto forte finchè non le venne dentro. E allora lei si alzò, gli prese il viso tra le mani e lo baciò.
Si vestirono, si ricomposero, lei andò a lavarsi e tornarono a sedersi in cucina.
- Beh, passato il capriccio?
- Mi hai dato tantissimoi piacere, non ero mai.....venuto così.
Lei si sentì felice di sentirlo, lo baciò e gli sussurrò:
- Posso darti molto di più, tutto quello che una donna può dare. Ora finisci di mangiare.

E mentre lei stava sistemando la cucina lui le andò dietro, l'attirò a sè prendendola di spalle e la baciava sul collo.
- Olga, voglio farlo di nuovo.
- Finisce che ti abitui a me e vuoi farlo sempre. Dobbiamo essere prudenti. Avanti, fallo qui, alzami il vestito e fallo.
Lui le sollevò la veste, le abbassò le mutandine fino al ginocchio. Lei poggiò le mani al lavabo e spinse il culo indietro per farsi penetrare. E ancora Dino la sbattette con violenza, tirandola a se e spingendo forte, damndole colpi forti nella fica.
- Non venire adesso - gli disse lei - voglio darti di più. Calmati, andiamo di là.
E stavolta lei si spogliò davanti a lui con le luci accese. Voleva sapere se il suo corpo poteva ancora far nascere desiderio in un uomo; e fu per lei una rivelazione vedere con quanta passione lui le baciava le braccia, le cosce, i seni, le natiche, fino ai peli del pube. Sembrava che il corpo nudo lo avesse fatto impazzire di libidine. Gli toccò il cazzo: era durisimo. Glielo prese in bocca, gli fece alcuni suchiotti...ma lei lo voleva dentro e si mise di nuovo in ginocchio sul letto per averlo da dietro. Dino non si fece pregare, la penetrò e cominciò a chiavarla dicendo:
- Che bella fica che hai, Olga. Come è bella stretta.
- Le donne della mia età hanno la fica stretta...è tua , fanne quello che vuoi. Sbattila forte, allargala,spingilo tutto dentro, tutto,........goditela, chiavami forte.

Era in estasi, quel ragazzo l'aveva stregata. Sentirlo chiavare dentro il suo corpo era un sogno, un piacere bellissimo. Ci pensava e pensandoci si passava il dito sul clito. Voleva dargli piaceri sconosciuti per legarlo a sè.
Il ragazzo stava in uno stato di dormiveglia: troppo stanco per stare sveglio e troppo eccitato per dormire. Lei aspettava che si riprendesse, voleva fargli provare cose bellissime, al di là di ogni pudore.

Lui stava disteso sul letto, il cazzo semiduro e lei si avvicinò con la bocca. Giocava col lingua sul suo glande, gli faceca piccoli succhiotti dolcissimi; lui non era ancora pronto ma lei non voleva perdersi nulla. Gli baciava le cosce, poi i testicoli e poi glieli prese in bocca, con dolcezza mentre con le sue mani lo carezzava dappertutto. E sentì il suo cazzo che diventava turgido, che rispondeva a quel gioco sensuale ed osceno con una nuova erezione.
Allora gli si mise sopra ma al rovescio, con la testa rivolta verso i piedi del ragazzo, lo prese in mano e si penetrò spingendosi verso il basso. Si muoveva così, passando col suo corpo su quello di Dino ed in quella posizione il glande passava pressato sul pavimento della vagina, una sensazione incredibile essere masturbato dalla fica. Lui la vedeva muovere, vedeva il suo culo, le sue cosce e vedeva quel movimento che ogni volta gli dava una ondata di piacere. Quando venne Dino tremava di libidine, le chiese di rimanere ancora così, voleva guadarla ancora in quella posizione che lo eccitava: aveva negli occhi l'immagine del suo culo, delle sue cosce. Avrebbe voluto chiavare ancora ma occorreva tempo per riprendersi.
Stavano nel letto, lui le si mise dietro.
- Vuoi farlo ancora? Non sei stanco?
- Olga, dai, facciamolo, girati verso di me.
- No, voglio una cosa. Aspetta.
Prese il gel dal comodino, unse il cazzo del raggo e poi se lo passò tra le natiche.
- Vieni, Dino, fa piano e mettimelo nel culo.
- Olga , tu vuoi?
- Voglio essere tua, avanti, fammelo sentire.
Dino dovette forzare per entrare, lei ebbe un sobbalzo quando il glande le allargò l'ano e passò.
- Così - disse lei - che bello. Spingilo tutto dentro, tutto. SApessi come è bello farselo mettere anche lì. Dai, con forza, fammelo sentire. Vieni, vienimi anche nel culo.

Aspettaron 4 giorni, quando la madre di Dino aveva il turno di notte. Dini, allena entrò, la fece mettere con la faccia al muro, le sollevò la gonna e le abbassò le mutandine.
- Bravo, così, chiavami forte, fammi sentire il tuo desiderio.
E Dino, mentre la stava chiavando, poggiò il glande sul suo ano.
- Così mi fai male, ma non mi importa, avanti, mettimelo.
- Ahiaaaaa, mi stavi sverginando il culo. Ti piace?
- Si tantissimo.
- Mettimelo tutto, vienimi nel culo, non importa che mi fai male, voglio sentirti godere. Forte, fammelo forte, con tutta la tua forza.
- Olga...sto venendo.....è molto stretto.....
- Si, amore, si, godi, godi nel mio corpo....dai, vieni, finisci....

- Oramai sono la tua troia, vero? Anche il culo....Fra poco ti stancherai di me e vorrai cambiare.
- Perchè dici questo?
- E' così. Ma a te piacciono le donne mature, come me. Ho molte amiche che darebbero non so cosa per farsi un ragazzo come te,
magari sarebbero disposte a pagare.
- A cosa apensi, Olga?
- Se ti presto ad una di loro......vabbè, lascia perdere, tu non lo faresti. In fondo tu avresti il tuo piacere e un bel vantaggio di soldi.
.(continua)