i racconti di Milu
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I grandi lampadari in vetro di Murano illuminano in maniera non eccessiva, ma funzionale la grande stanza. Le finestre sono state oscurate da drappeggi di velluto bordeaux che pendono elegantemente dal soffitto. Alle pareti sono esposti due enormi quadri rinascimentali. Sotto di essi due divani in pelle nera. In un lato della stanza si trova uno strumento in legno, sembra adibito ad appenderci o legarci delle persone come nei vecchi disegni per torture medievali. Al centro della stanza un tavolo adornato per offrire un’ottima cena ai 13 commensali che vi seggono intorno. I commensali sono tutti uomini tra i 50 ed i 65 anni con lavori o cariche di spiccata importanza. Discutono tra sé fin quando non sono distratti da una porta che si apre.
 
Dalla porta entra un cameriere che porta, tirata da un guinzaglio, una bella ragazza.La ragazza sei tu Isabella. I  tacchi ti slanciano ancora di più la perfetta figura del tuo corpo. Le tue gambe nude ed i glutei ben modellati, il pube completamente depilato, i seni nella loro terza piena, sembrano le mammelle di una vacca a causa dei tuoi grossi capezzoli gonfi e ben definiti. I capelli castano chiaro ti cadono ondulati sulle spalle nude. Tieni le braccia lungo i fianchi, le mani ben curate sono decorate da uno smalto rosso sulle unghie. Al tuo splendido collo porti un collare in cuoio con un anello a cui è agganciato un guinzaglio.
 
I commensali osservano affascinati dalla tua bellezza. I loro sguardi non sono lussuriosi. Ti osservano attendendo di poterti usare come si potrebbe pregustare il piacere di assaggiare un buon vino o fumarsi un tabacco pregiato.
Il padrone, un uomo sulla cinquantina con capelli brizzolati e barba, attira l’attenzione degli ospiti battendo un coltello d’argento su un bicchiere, per poi prendere la parola.
“La ragazza che stasera vi offrirò si fa chiamare Isabella. Per pura informazione non è una escort. A Isabella piace darsi per puro piacere. Un avvertimento per tutti voi. La ragazza qui presente è figlia di un noto personaggio del nostro ambiente, quindi chiunque di voi possa conoscerla è pregato di non divulgare la sua identità. In tal caso mi occuperò personalmente nel rovinarlo. La stessa cosa vale per te Isabella. Prego, mostri la ragazza.”
Il cameriere ti fa sfilare intorno al tavolo. Tu ancheggi provocante lasciando il profumo del tuo lussurioso corpo come una droga su i signori che ti osservano. Il tuo corpo viene palpato, da molte mani, sculacciata e baciata. Alcuni, attratti dalla tua affascinante sensualità e dal profumo della tua pelle, ti strattonano dal guinzaglio per farti sedere sulle proprie ginocchia e poterti palpare con la dovuta calma e lussuria. I tuoi grossi capezzoli sono continuamente strizzati, morsi, baciaci e succhiati da tutti. Gemi, sei rossa in viso per il piacere di essere usata.
Una volta finito “l’assaggio” del tuo corpo da ognuno dei signori, sempre tenuta per il guinzaglio dal cameriere, ti viene ordinato di rimanere in piedi. Il tuo respiro è affannato per l’eccitazione. Eccitazione tradita anche dalla vagina fortemente bagnata.
“Adesso presentati e spiega come possono trattarti. Io so già quanto sei porca, ma dillo pure tu”
“Buonasera Signori, come vi è già stato spiegato potete chiamarmi Isabella oppure se preferite chiamatemi puttana, cagna o tutto ciò che la mia figura vi fa venire in mente. Non sono una escort a pagamento che lo fa per professione. Io vivo continuamente con il desiderio di essere usata. Mi trovo più volte al giorno a dovermi masturbare per placare le mie voglie. Potete usarmi come più vi aggrada. Potete usare la mia bocca, la mia figa, il mio culo. Non avete riguardo dei miei seni e del mio corpo. Sono una puttana a vostra completa disposizione. La vostra cagna, il vostro animale da compagna.”
In risposta un uomo ti lancia una banana che ti sbatte sul viso.
“Su, facci vedere quanta voglia hai, cagna!”
Ti metti in ginocchio, raccogli la banana e te la infili tutta in bocca simulando un pompino. La tua lingua lecca avida il frutto fallico. Lo lasci scivolare più volte tutto in gola mentre con un’altra mano ti masturbi la figa. Ti tiri il clitoride mentre gemi di piacere. Ti penetri con due dita la figa. Chiedi che ti sia dato un cazzo in culo. Poi prendi la banana completamente fradicia della tua saliva ed inizzi a masturbarti la vagina. Ti scivola tutta dentro. Fai un sospiro ed ansimi come se al suo posto ci fosse un cazzo che ti scopa.
“Tieni troia! Mettiti questo in culo. Sicuramente ne hai presi di molto più grossi.”
Ti viene gettato tra le gambe un centriolo di notevoli dimensioni. Sarà lungo un 25 cm, abbastanza largo e con la superficie molto irregolare.
“Grazie Signore. Oddio quanto è grosso… Non sò se mi entrerà nel mio povero culetto rotto.”
Lo raccogli e come prima inizi a leccarlo. Ti entra con difficoltà in bocca. Te lo fai scivolare per buona metà in gola poi cominci a masturbarti il culo con le dita.
Gli uomini ti osservano, non più interessati come ad un buon vino, ma libidinosi di averti.
Sei nuda, in ginocchio a gambe aperte. In bocca tieni il cetriolo, nella figa hai la banana completamente dentro mentre ti masturbi il culo ancheggiando libidinosa. Rivoli di saliva ti escono dalla bocca.
Non sò quanto tempo passa, smetti di masturbarti il buco del culo ed inizzi a strusciarti il grosso cetriolo sullo sfintere anale irrimediabilmente slabbrato. Lo senti cedere ed allargarsi alla pressione del frutto fallico. Ti fa male, ma lentamente continui a penetrarti il buco del culo. Sei ad occhi chiusi, ti mordi un labbro gemendo e lasciando degli urlettini di dolore ogni volta che il cetriolo ti scivola più dentro.
“Gianluca” prende la parola il padrone di casa rivolgendosi al cameriere “può gentilmente pensarci lei ad inserire tutto il cetriolo nel culo della cagna?”
“Certo Signore.”
Il cameriere ti prende per i capelli e ti tira con il viso a terra.
“Alza il culo puttana!”
Tu obbedisci alzando il culo. Sei con il viso a terra, la schiena inarcata ed il culo ritto. Tieni le gambe larghe per esporre meglio i tuoi orifizi. Dalla tua figa grondante e rossa esce fuori solo il picciolo della banana mentre il culo oscenamente slabbrato ospita per buona metà il grosso cetriolo. Il cameriere ti mette un piede sul viso tenendoti la testa a terra mentre con un movimento lento e deciso ti infila tutto il cetriolo nel culo. Tu urli dal dolore. Ti senti lacerare il buco del culo, riempire completamente il retto. Ti rendi conto che non solo ti ha spinto tutto il cetriolo nel culo, ma ha infilato anche due dita per spingerlo completamente dentro di te. Hai gli occhi pieni di lacrime, la bocca aperta mentre sbavi. Ti senti mancare l’aria. Però la tua fica è ancora più fradicia e quando il cameriere ti strizza il clitoride gemi ed inizi a godere.
“Cosa fai cagna? Non lo ringrazi neppure per il trattamento che ti ha fatto Gianluca? Avanti, sbottona i pantaloni e servilo con la tua bocca fin quando non ti ha riempito di sperma.”
Ti muovi con difficoltà a causa del grosso cetriolo che hai in culo, ma riesci a metterti in ginocchio. Il viso davanti al suo pacco. Lo sbottoni e lasci cadere i pantaloni a terra. Gli slip gonfi lasciano immaginare un grosso cazzo. Tu, lurida cagna, avida di cazzo, inizi a baciarli le palle da sopra il tessuto, poi tiri giù le mutande del cameriere. Il grosso fallo, almeno 27 cm  sbatte sul viso. Prendi quel grosso cazzo con due mani ed inizi a masturbarlo. Ti metti tra le sue gambe, apri la bocca ed  pocci le palle gonfie di sperma. Le lecchi vogliosa, le succhi, baci, te le lasci scivolare in bocca e le lecchi con la lingua calda e vogliosa. La tua bocca è pienamente occupata dalle palle gonfie e pelose del cameriere… sei presa da quel grosso cazzo. Lo lecchi per tutta la sua lunghezza. Lo bagni a dovere con la tua saliva fino a renderlo letteralmente grondante.  Con le labbra accogli la grossa cappella brodosa e la lecchi con la tua lingua calda e vogliosa. Ti lasci scivolare il cazzo in bocca. Hai difficoltà a prenderlo tutto per la sua grandezza. Il cameriere ti prende il viso tra le sue mani e con fare abile ti posiziona la testa in maniera da far scivolare tutto il suo lungo cazzo nella tua gola. Ti senti i 27 cm di quel grosso membro pulsante di voglia scivolare in gola. Ti sembra di soffocare, ma sei libidinosa di poter spompinare un cazzo del genere. Gianluca ti scopa a forza la bocca per circa 10 minuti ininterrottamente. Tu sbavi. Sei esausta. Poi l’uomo ti spinge per l’ennesima volta tutto il suo lungo cazzo in gola. Tu riesci a tirare fuori la lingua nel tentativo di leccargli le palle, poi irrigidisce e svuota dentro la tua bocca tutta la sborra delle sue palle. Tu lo afferri per le natiche e spingi ancora di più il viso sulle sue palle.
Dopo una lunga venuta nella tua gola ti sfila il grosso cazzo e ti lascia andare. Tu ti lasci cadere a terra mentre tossisci e rigurgiti gran parte dello sperma misto a saliva.
Gianluca si ricompone, ti sputa sul viso e si congeda dopo il consenso del padrone.
Il padrone si alza e viene da te. Ti mette una scarpa davanti alla bocca.
“Su lecca la suola. Mi hai chiesto di essere trattata come un animale. Stasera sarai accontentata. Su leccala bene. Puliscila cagna. Cosè... Ti fanno male i capezzoli quando li pesto?”
Sei sdraiata a terra a gambe larghe. La bocca aperta in un gemito di piacere. Ti masturbi la fica senza sosta usando la grossa banana. I tuoi seni sono calpestati senza ritegno dall’uomo che in piedi ti sta usando.
“Mmmh… siii… mi tratti come la cagna che sono. Mi calpesti pure i miei capezzoli da vacca. Sono molto sensibili…. Ho voglia… Ho bisogno della vostra sborra… Usate questa puttana… Riempitemi dei vostri cazzi… Vi pregooooo... “
L’uomo ti prende per i capelli ordinandoti di metterti a quattro zampe. Obbedisci. Il grosso cetriolo che ti lacera il culo ti provoca dolore, ma anche forte piacere.
“Avanti cagna. Adesso vai sotto al tavolo e ci spompini tutti.”
Tu ringrazi ed a quattro zampe ti infili sotto il tavolo.
L’uomo ti tira una forte pacca sul culo lasciandoci l’impronta rossa e ben evidente della sua grossa mano.
“Vai troia. La serata per te ancora non è neppure iniziata.”
 
Note finali:
Per commenti scrivetemi a padronedionisio@gmail.com