i racconti di Milu
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Note dell'autore:
In realtà, questo racconto è tutta farina del sacco della straordinaria Bimba79. A mo' di benvenuto su Milù, mi onoro di far comparire il mio nick fra i co-autori, ma è stata la sua brillante, perversa mente a partorire quanto state per leggere. Un brano che ho adorato fin dalla prima stesura e che ora, che è completo, quasi toglie il fiato tanto è intenso.
"Vieni qui, fammi vedere quanto sei troia"
lancio il telefono sul letto,
"Bastardo"
l'unica parola che esce dalle mie labbra, mentre lo stomaco mi si contorce su se stesso, all'ennesimo tuo messaggio.
Mi sento ostaggio dei tuoi istinti, solchi la mia pelle con la tua perversione...
"Maledetto bastardo"
Le tue parole, prendono vita sullo sfondo, di un tramonto immortalato da te, solo qualche settimana prima...mi perdo qualche istante in quel ricordo, l'ultima volta, quando ancora eravamo un dannato "noi"...
Quando cercando di inquadrare il più possibile di quel sole morente scattasti quella foto, per poi inviarmela quella notte stessa.
Scaccio il pensiero, ma esso torna, prepotente nella mia mente, mi obbliga a riviverlo, ed è come la sensazione di impotenza che ti lascia un incubo al risveglio, vivo e nitido, così la mia mente mi riporta a quel tardo pomeriggio, in quell' angusto abitacolo, dopo l'ennesima sfuriata.
La tua gelosia che si scontra con la più infida realtà, le tue parole scavano ferite aperte, le mie cercano invano di curarle.. da sempre.
E mi rivedo sul sedile della tua macchina, bagnato di sudore e di noi, il respiro ancora affannato, gli occhi lucidi e le guance irritate dalla barba che contorna le tue labbra.
Labbra capaci di incendiare la mia anima, come di distruggerla, nel tempo di un respiro.
Fu un attimo...
Mi fermasti un secondo prima, impedendomi di aprire la portiera...furiosa con te, con me stessa,
la tua mano si schiantò sulla mia spalla, a quel contatto il mio corpo si irrigidì, girai il viso, fino a vedere il tuo sguardo sfuggire al mio e posarsi sulle tue gambe, il tuo respiro irregolare,
"lasciami andare-sussurrai- non possiamo andare avanti così"
"Tu non vai da nessuna parte"
ringhiasti tutto d'un fiato.
Alzando lo sguardo e fermandolo nel mio, non potei far altro che perdermi ad ammirare il contorno perfetto delle tue labbra, assaporandone la morbidezza con il pensiero, deglutendo a fatica, un ansimo spezzato...
"Ho bisogno" tremo
"Dimmi di cosa?!"
"Di sentirti mio"
Un lungo respiro accompagnò le parole che tacesti.
Arresa, mi fiondai sulla maniglia,
"Tu sei mia", la tua voce tuonó come un amara confessione
Mi bloccai, indecisa sulla mossa successiva, la tua mano scivoló lenta dalla spalla al centro della mia schiena, vidi il mio viso riflettersi nel finestrino, giusto qualche secondo prima di chiudere gli occhi e prendere un po' di aria.
La sentii dare sollievo, alla mia gola irritata dalle grida e urla che finí di scagliarti addosso solo qualche minuto prima.
Quel tenero contatto scivolò fino sul mio ventre, mentre stringendomi, ti avvicinasti fino a posare le tue labbra sulla mia spalla, sentii il tuo respiro caldo attraverso il tessuto fino alla mia pelle, cingesti il mio ventre con entrambe le mani, io le fermai con le mie.
Un morbido, caldo, abbraccio, un attimo di dolcezza...che si interruppe al suono sbiascicato delle tue parole,
"ti voglio veder godere sopra di me"
dicesti queste parole affondando i denti, regalandomi un brivido, mi strinsi a te, ansimando, affondando tra le viscere la forza di resisterti, mentre le tue mani premettero sul mio ventre, facendomi perdere il respiro.
"Vorrei entrare lentamente dentro di te e guardare ogni istante scandito dai tuoi occhi"
Morii più volte a quelle parole.
Un solo momento ci volle per ritrovarmi a cavalcioni su di te, sul sedile posteriore, affamata, folle, alla disperata ricerca della tua bocca, divorando l'aria intorno a noi.
Ci spogliammo, mentre l'imbrunire dava spazio alle tenebre, senza grazia, per restare vestiti solo della nostra pelle, solcata dalle nostre dita ingorde e prepotenti, senza quasi staccare le labbra l'uno dall'altra.
Un solo desiderio da soddisfare.
Un animale affamato su di te.
Un animale che brama di voglia.
Incontenibile, il mio corpo pronto a immolarsi per il tuo piacere.
Mi persi sulle tue labbra mentre le tue dita straziavano il mio corpo, percosso da brividi violenti, il respiro una disperata supplica, quando le tue dita si serrarono sui miei capezzoli turgidi, resi ancor più sensibili dal continuo, estenuante tuo giocherellare. La mia testa ciondolava senza peso invasa da un piacere profondo, inerme, mentre le tue labbra benedivano il mio seno.
La tua erezione al massimo dell'eccitazione accarezzata dal movimento lento del mio corpo, il silenzio rotto solo dai miei gemiti, come lamenti, come un pianto, mozzato dal mio lento scivolare su di te, fino in fondo nella mia carne bollente, fradicia, fermai il mio respiro per poter sentire i tuoi ansimi pervadermi. Mentre ti facevo vittima del mio piacere. Cullai il tuo corpo, lentamente per impedire al tuo desiderio di trovare pace, lavorando il tuo meraviglioso cazzo con sfibrante lentezza. Muovendomi su di te, trattenendo il tuo capo sul mio seno.
"E vorrei che fosse ora quello che non sarà nemmeno domani". Bagnai la tua pelle, colando tra le tue gambe, l'oscenità dei suoni che emetteva il nostro piacere era come musica di sottofondo magistralmente accordata ai nostri lamenti, che vibravano tutt'intorno a noi, riempiendo quell'alcova di lussuria.
Ingordi, sleali, egoisti rubando l'una all'altro la frenesia che esplodendo ci travolse, lasciandoci esausti in uno stato di profonda beatitudine.
Restammo spalmati l'una sull'altro sporchi, bagnati, in balia di emozioni laceranti, che graffiano le nostre anime...anche ora.
La tua voce, curò ogni ferita
"Resta con me questa notte"

Riapro gli occhi, mentre i miei gemiti e i miei ansimi riempiono la stanza, il profumo del mio piacere mi inebria, il mio corpo si dimena, si inarca, si chiude per trattenere e prolungare il mio piacere, mentre le mie dita martoriano il punto più sensibile del mio corpo, giaccio sulla mia voglia per quel Bastardo, il mio piacere scava e arriva prepotente, facendomi spalancare le labbra e senza soffocare il mio respiro lascio che scivoli fuori dal mio corpo, che ricade, soddisfatto e appagato...come ogni volta...solo tu nella testa...

Le tue parole vibrano ancora sullo schermo, ho solo una domanda da porti.
"Dimmi che... sempre sarà... ogni volta, come se fosse l'ultima?"
"Non ti resta che alzare quel dannato culo dal divano, che avrai lerciato, e portarlo da me per avere la risposta che cerchi, lo sai"
Il tuo messaggio arriva dopo minuti, minuti bagnati, passati a perdermi nel mio fottuto desiderio di essere tra le tue braccia.
Sorrido, mentre con le dita che ancora umide, profumano di me digito
"Cosa vuoi da me maledetto Bastardo?!"
La tua risposta arriva, all'istante, mi investe, lasciandomi senza fiato
"In piedi, in bagno dove sto per andare a fare una doccia, scoparti da dietro per farti vedere allo specchio quella faccia da troia sfigurata dal piacere"
Il respiro mi si ferma in gola, non riesco a respirare mentre le gambe mi cedono, vorrei resisterti, vorrei saper trovare la forza per mandarti al diavolo
"Smettila, ti prego!"
Il cellulare vibra tra le mie dita, leggo mentre il cuore si frantuma in mille pezzi
"Smetterla? Non credo proprio. Nemmeno se fossi qui in ginocchio con il volto straziato dalle lacrime ti lascerei andare via da me"
Un lungo respiro, riempie il mio petto, mento pur di fermarti
"Non posso"
Ancora una volta la tua risposta mi investe
"Certo che puoi, e lo vuoi, ogni volta, tu sei mia, tu appartieni a me, la tua mente mi appartiene, tu sei in mio potere, lo sai"
Guardo lo schermo, mentre le lacrime scivolano leggere fino al mento, non ho la forza per rispondere, ancora una volta sei riuscito a portarmi nella tua mente, tra i tuoi malvagi pensieri, poso il cellulare sul letto, inerme.
Vuota.
"Vieni qui" ancora le tue parole, sai come colpirmi, affondarmi, prendermi.
Immagino la tua fiera espressione, un sogghigno dipinto sul tuo viso, mentre ti spogli, magari sfiorando un erezione nata solo per compiacere il tuo essere, così irresistibilmente dannato e maledetto.
I miei occhi si riempiono di quelle parole, e quasi senza accorgermene mi ritrovo sotto al getto tiepido della doccia, lavo via con cura, ogni traccia del mio piacere, non voglio che tu possa accorgerti di quanto ti desidero, ti voglio.
Avvolta dal vapore, in quello spazio ristretto, la mia mente vola a te, ricordi la affollano, rimpianti strazianti, e l'errore che ho commesso quel maledetto giorno.
Quel giorno che scelsi lui, ricordo il tuo viso, stanco, segnato, ripenso ai tuoi dolcissimi occhi. Distrutto.
"Resta qui" sussurrasti, stringendo le mie dita tra le tue...
Ne morii, morii quel maledetto giorno, e finii nel tuo inferno, tu mi ci strascinasti, e da allora mai me ne andai.
E ora, reclami, ciò che consideri tuo, nonostante, le nostre vite siano diverse, separate.
Due egoisti, che hanno fatto delle loro vite una menzogna pur di essere un "noi".
Incoscienti, irresponsabili, sprovveduti.
Ma non posso andarmene, qualcosa di meschino e magnetico mi lega a te.
Esco dalla doccia e mi fiondo come un fantasma alla ricerca del primo straccio da buttarmi addosso, voglio fare in fretta, voglio venire da te, adesso.
Voglio te.
Un messaggio ti avvisa della mia sconfitta, la tua risposta mi toglie il respiro
"Ti aspetto, come sempre"
Sorrido, come una bimba che sa di aver combinato una marachella, ma troppo adorabile per esser punita.
Sfreccio veloce sulla strada che mi separa da te, e fin troppo veloce eccomi davanti alla porta di casa tua, il cuore mi scoppia nel petto nel vederti, sei lì, in piedi appoggiato al muro, lo sguardo sul cellulare che nervosamente stringi tra le dita, quasi contemporaneamente la suoneria che si leva dalla mia borsa mi avvisa dell'arrivo di un messaggio, un tuo messaggio.
Leggo, con l'emozione che mi attanaglia lo stomaco
"Vieni qui, voglio spogliarti e guardarti fremere in attesa che mi decida ad approfittarne"
Leggo, mentre un gemito esce senza nessun pudore dalle mie labbra, sorridi senza alzare lo sguardo, colpita, mentre allunghi la mano per posare il cellulare.
Solo con quel gesto accendi in me un irrefrenabile voglia di essere presa lì e all'istante.
Mi avvicino, a passo incerto, tremo, davanti a te, il tuo sguardo si posa su di me, e come ogni volta mi sento quasi svenire, adoro il modo in cui mi guardi, schiavo del mio essere e padrone della mia mente, ti sono addosso per strapparti un bacio ma tu scosti il viso, sussurrando
"Non ora"...
Piagnucolo, allontanandomi di qualche passo, quando la tua mano mi afferra per un braccio facendomi cadere su di te
"Dove pensi di andare!?"
Ringhi sul mio viso, con le labbra spalmate sulla mia guancia, ansimo a quel gesto, rude, brutale, estremamente eccitante per me, il tuo respiro sulla mia pelle mentre le tue dita leggere iniziano a percorrere le curve del mio corpo, denudandole.
Immobile, ricevo quelle attenzioni mentre il desiderio di te, bagna in modo violento il mio sesso.
Amo quello che sai fare di me, sai portarmi nella tua mente e farmi rendere conto di quanto ne ho davvero, disperatamente, bisogno.
In modo estenuante le tue mani mi liberano dalla costrizione degli abiti, lo fai senza smettere di ansimarmi a un passo dalla bocca, avendo cura di non avvicinarti quel tanto che basterebbe per lambire le tue labbra e farle mie.
Il mio respiro profondo e sconnesso fa da sottofondo a questa dolcissima tortura.
Mi sento come una marionetta nelle tue mani, mi guidi tenendo appesa a un filo sottile la mia voglia di appartenerti, dipendo da te, e di questo tu non ne hai mai abbastanza.
Nuda davanti a te, porti il mio tormento allo stremo delle forze, il solo movimento che percepisco è il tuo respiro che al contrario del mio, è calmo e controllato, il tuo sguardo segue ogni mio più impercettibile movimento.
Il desiderio di essere anche solo sfiorata da te mi attanaglia, so che ti diverte vedermi così, mentre il mio seno si alza e si abbassa al ritmo irregolare del mio respiro, ti diverte vedermi mentre lentamente la voglia di te mi bagna tra le gambe, mi vedi serrarle nell'inutile intento di sopperire un po' a quel feroce bisogno che scava, dentro, fin nelle vene.
Un gioco questo che conduci tu, da sempre, una sfida tra noi che amo.
In te si rispecchia il mio essere e tu, mio adorabile demonio, hai imparato a giocarci.
Un istante più tardi con un tocco leggero, come se sfiorassi un oggetto prezioso, percorri con la punta delle dita il mio collo, per scendere sulle clavicole fino ad arrivare alla pelle morbida del mio seno, ne percorri l'intera superficie, senza perderti nemmeno un istante del mio supplizio, in silenzio, una tortura che odio, perché il solo suono della tua voce mi eccita, mi ubriaca, sai che ne ho bisogno.
Cerco la compassione nel tuo sguardo quando raggiungi l'areola, ma continui noncurante del mio respiro che brama per un contatto più profondo, sorridi, con quel sorriso che è in grado di accendere istinti perversi, deviati, malati in me, tracci il perimetro di quei due bottoncini sensibili e turgidi, con una lentezza esasperante, senza staccare il tuo sguardo dal mio, non hai nessuna fretta. E ciò che più mi eccita è il non sapere quale sarà la tua mossa successiva, il non sapere se continuerai o se ti fermerai facendomi arrivare a un passo dalla follia, questo mi terrorizza e eccita nello stesso istante, allo stesso modo.
Cerco le tue labbra, e ancora me le neghi, scuotendo il capo mentre il tuo dolcissimo sorriso si irrigidisce, la mia espressione di disappunto la nascondo sprofondando il viso sul tuo petto, attraverso i vestiti cerco il profumo della tua pelle, me ne nutro.
Ti lasci coccolare da quell'attimo di inusuale tenerezza, avvicinando il tuo viso ai miei capelli, respirandone a fondo il profumo, regalandomi tanti piccoli baci, mi lascia basita il tuo essere a piccole dosi romantico, lo sai che adoro quando mi prendi alla sprovvista, le tue dita nel frattempo si sono fatte avide sul mio seno che spremi con energia togliendomi il respiro. Ti schiacci sul mio corpo, facendomi percepire la tua erezione, che possente scalpita per palesarsi a me.
Le tue labbra lasciano piccoli baci, ancora, tra i miei capelli, sulla fronte un gesto in netto contrasto con ciò che stai infliggendo al mio seno. Sei disarmante.
Le tue dita serrate attorno ai capezzoli premono sempre di più, rendendoli sensibili e gonfi, il piacere aumenta lentamente fino a farmi provare fitte di dolore che l'eccitazione trasforma in piacere, ti avventi con le labbra, con i denti facendomi ansimare e contorcermi, il mio respiro sbatte violento sul tuo collo, i miei gemiti si mischiano ai leggeri lamenti di dolore, so quanto ti piace essere sadico, godi nel vedermi sofferente...inerme, vittima, preda.
Strazi il mio seno, mentre cerchi il mio sguardo riprendendomi ogni volta che chiudo gli occhi, finché non resisto più e cedo.
Cerco le tue labbra, ne ho voglia, voglio respirare il tuo respiro, assaporare la tua saliva, ti concedi, dapprima regalandomi solo la consistenza delle tue labbra e dopo un tempo che a me pare infinito, mi doni la tua lingua che avida si avvinghia alla mia, un bacio fatale, che mi lascia stordita e senza più la forza nemmeno di sostenere il tuo sguardo, potrei godere, lí con le tue mani addosso e la tua lingua piantata in gola.
In un istante mi aggrappo a te e finiamo sul pavimento, mi schiacci con il tuo corpo, imponente, non smettiamo per un attimo di sbranarci a vicenda, i nostri respiri sono simili a versi di animali in calore, mi baci e mi mordi, provocandomi deliziosi brividi, lecchi ogni lembo di pelle che riesci a raggiungere mentre il mio respiro ti investe.
L'odore di sesso è forte, pungente, con un gesto veloce ti sfili la maglietta che indossi e di nuovo sei su di me, ti voglio...voglio la tua mente, la tua pelle sulla mia, tremo in maniera incontrollabile.
Respiri bruscamente mentre mi aggrappo al tuo corpo, ho bisogno di te, fino in fondo, fino a placare la mia fame, la mia mente.
Con un balzo ti alzi in piedi e togli gli ultimi indumenti, che fanno da barriera tra noi, un bisogno selvaggio, profondo si liquefa proprio lì, proprio al centro del mio corpo...
Il tuo cazzo svetta davanti ai miei occhi, sbavo a quella vista, non ho la forza di fare nessun movimento, mi sento impotente.
Ti voglio dentro di me.
Voglio guardarti negli occhi mentre mi godi.
Spietato. Il mio corpo freme per averti, ancora, sei su di me, la tua bocca sulla mia, assaporo il gusto di quei baci, sporchi, umidi.
Non ci sono nemmeno più parole tra noi, ti immergi di nuovo nella mia bocca, guidato dall'istinto, un istinto carnale, violento...gemo inarcando il bacino, venendo incontro alla tua erezione, che pare sul punto di esplodere, rispondi spingendo sulla mia carne, emettendo un ringhio selvaggio.
Porti le tue mani ai lati nel mio capo, mi perdo nel tuo sguardo, tetro, dolce, demoniaco.
Con un solo profondo, lento, movimento mi fai tua, ansimo, disperatamente, mentre scivoli tra le mie gambe, ti muovi dentro di me, a occhi chiusi per godere fino in fondo della mia voglia che cola bagnando il pavimento.
Ti dondoli su di me, sprofondando, arrivando fino in fondo, ripetutamente, fermandomi il respiro in gola.
Annaspo tramortita da quell'infinito piacere, cerco il tuo sguardo che riflette una luce diversa, appagato, bramoso di piacere, ti muovi dentro e fuori di me, con una lentezza che mi toglie le forze.
Cingo il tuo corpo con le gambe, tirandomi a me, senza darti possibilità di scivolare fuori, tutto dentro, fino in fondo, cullata da tutto quello che voglio...il tuo piacere, il tuo respiro, corpo, anima, questo siamo, ora.
È quasi romantica questa situazione, devi essertene accorto, sul tuo viso si dipinge un sorriso che diventa un ghigno a denti serrati, mentre un istante dopo con un solo colpo spingi con forza dentro di me, brutalmente, facendomi gridare, più volte. Il movimento non si arresta, mi porti vicinissima all'orgasmo, per poi fermarti, e goderti il mio sguardo che implora mentre mi si infiamma il sangue.
Non ho la forza per parlare, e tu neppure, il tuo respiro affannoso sovrasta il mio, affondi di nuovo, riprendi il ritmo, mi scopi...mi fotti...come una troia.
Sono percorsa dagli spasmi, mi sento cadere nel vuoto mentre il tuo corpo sbatte con violenza contro e dentro, il mio.
Ancora ti fermi, a un passo dal piacere, impreco e inveisco senza troppa convinzione, sorridi chiudendo gli occhi, cerchi le mie labbra un bacio casto, timido, leggero sulle mie labbra che si socchiudono appena, un attimo di tenerezza, che viene spezzato all'improvviso da un affondo brutale, mi apri in due facendomi colare sulla tua pelle e gridare così forte da ritrovarmi a bocca spalancata, ma non sentir nessun suono fuoriuscire.
Ricominci lento, possedendomi con un ritmo cadenzato e costante, affondi il tuo viso sulla mia guancia, la tua voce all'orecchio, il tuo respiro sul collo e poi le tue labbra sulle mie,
"Con me" sussurri, mi stringo a te, mentre il mio corpo freme alla ricerca del tuo piacere, mi apro, mi inarco, ti accompagno, accolgo, ricevo, pretendo e infine ti ho.
Ti irrigidisci mentre con me, dentro di me, raggiungi l'apice del piacere, insieme... noi.
Ti lasci cadere al mio fianco, per riprendere fiato, cingendomi, i nostri respiri sono affannati, dopo la tempesta la quiete, restiamo lì, fermi, immobili, come in attesa...per un tempo infinito, in silenzio, ognuno perso e rapito dai propri demoni.

"Dovrei andare" sussurro, dopo essermi rivestita, tu sei ancora nudo indossi solo un asciugamano stretto in vita, sei bello da morire.
Ho paura di parlare, di muovermi, di respirare.
"0gni volta come se fosse l' ultima"
dici in un tono seducente e nello stesso istante inquietante. Non capisco il perché di quella frase, ma ha un impatto devastante su di me, proseguì, tempestandomi, la tua voce mi investe con un tono caldo, basso, fermo, rimbomba nella mia mente, mi perdo nelle parole, sempre le stesse, quelle più amare, quelle più disperate, quelle che delineano i contorni di un "noi", sussurrate ad un respiro dal tuo viso, l'unico contatto ora le nostre fronti, a occhi chiusi, un istante prima di schiantarmi contro le tue labbra, il tuo respiro si fonde con il mio, mentre i pensieri lasciano spazio al nostro tempo. Un tempo rubato alle nostre vite, un tempo ritagliato dalla quotidianità, un tempo solo nostro...
"Solo noi"
Fermi le mie parole, portando le tue dita sulle mie guance, rigate da lacrime salate, calde, gustandone il sapore...
"Sei mia"
lo sussurri appena consapevole del dolore che porta il sentirle.
"Sono tua" queste parole dalla mia mente scivolano fino al mio cuore come la lama di un coltello, togliendomi il respiro, lo stesso respiro che appena accennato, incalza quasi trattenuto, fuori dal mio corpo che freme e nello stesso tempo ti teme, incontra la tua lingua, un vortice bagnato di sapori nel quale mi perdo, mentre le mie dita si fanno piccole sul tuo petto, aperte come a tenerti a distanza, come a voler proteggermi dalla maestosità che si impone davanti al mio sguardo.
Vorrei resisterti, vorrei che l'errore mi aprisse gli occhi, invece di tenermi ancorata alla tua bocca, al tuo respiro, al tuo odore.
"Ne abbiamo bisogno"
e ancora una volta le tue labbra sulle mie, affamati l'uno dell'altra, uno sbranarsi a vicenda mentre le tue mani lasciano il viso per arrivare appena percepibili all'inizio delle mie curve, tirandomi a te, con uno strattone, quasi con violenza.
"Cazzo lo vuoi capire quanto ho bisogno di te?"
Non ho il tempo per far mio questo pensiero, la mia lingua si rifugia tra le tue labbra, un assenso nel dissenso, passione nel tormento, ti bacio senza alcun freno, con il corpo mi spingi contro la porta, come a mettere i nostri corpi tra il noi e la realtà che si cela al di là del legno scuro che fa da appoggio al mio corpo esausto.
Non ci sono più parole, non serve mentire a noi stessi, siamo così fragili quando il desidero di appartenerci ci investe, fondendo i nostri corpi, il nostro essere in un' unica identità.
E senza più alcun pensiero morale mi lascio prendere dalle tue dita che in modo frenetico liberano la mia pelle strato dopo strato, sparpagliando sul pavimento ogni mio indumento, resto nuda inerme davanti a te, il respiro corto convulso, pronta all'assalto come una preda pronta a lottare, ma sa che verrà immobilizzata ed infine ferita a morte, dal suo carnefice.
Ti guardo dritto negli occhi, tra di noi nessun contatto, ma il tuo sguardo trasuda dolcezza e terrore, perdendosi nel mio, gonfio dalle lacrime versate, segnato dalla passione che ci ha consumati, capisci che mi sono arresa, non posso più lottare contro di te, non voglio più lottare per noi, ma non posso fermarmi, abbasso lo sguardo e senza preavviso ti scaraventi su di me, ancora le tue labbra bollenti esplodono sulle mie, le tue mani mi accarezzano pesanti lasciando segni sulla mia pelle, arrivano alle natiche stringendole fino a strapparmi un lamento che finisce nella tua gola, le mie dita si intrecciano tra il morbido del tuoi capelli, stretta in una morsa, mi manca quasi il respiro, con la punta delle dita percorri ciò che mi trattiene dal dissolvermi attorno a te.
Lento disegni linee astratte sul mio corpo, mi vedi come una tela consumata dal logorio del tempo che passa e tu un vecchio pittore che ancora trova incompleta la sua opera, alla quale manca sempre un dettaglio, un particolare, per poterne ammirare l' unicità.
Baci le mie labbra che si socchiudono al tocco sul mio seno, ti fermi a osservare quanto con le dita riesci a farmi vibrare il respiro, continui in una danza estenuante portandomi ad ansimare sulle tue labbra, che non smettono di mordere i miei gemiti.
"Dillo ancora una volta"
"Sono tua"
Il tuo viso sparisce dal mio sguardo, le mie mani ti seguono, le tue labbra seguono la scia del mio piacere, a occhi chiusi sprofondi al centro del mio corpo per nutrirti della mia essenza, per prenderti tutto di me, mi abbandono al tuo desiderio caldo morbido e bagnato fino a donarti, in un grido che risuona disperato la mia arresa.
Un errore, uno straziante errore...

Nella mente il ricordo di quell'ultima volta, mentre il mio sguardo si perde nell'oscurità della notte, non posso resistere, sei ancora qui...nel profondo...ancora poca strada mi divide da te, ancora qualche tornante, ho mentito per essere qui, ho mentito a tutti ...ma non a me stessa perché questa notte voglio che tu lo ripeta ancora...
"Ogni volta come se fosse l'ultima".

A te, silente grido nel mio io...
Note finali:
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