i racconti di Milu
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Avevamo appena finito di partecipare alla festa di quartiere che si era svolta al parco non troppo lontano dalle nostre rispettive abitazioni e, durante gran parte di essa, avevo avuto modo di rincontrare due amiche di mia madre, Sonia e Stefania. Entrambe trentacinquenni e sposate, non avevano figli a carico, rendendole ancora in buona forma e piuttosto appetitose ai miei occhi, oltre ad essere spiritose e piuttosto cordiali. Da quando mia madre me le aveva presentate a casa, avevo avuto strani pensieri erotici e a volte lussuriosi nei loro confronti, mentre le due mi avevano subito etichettato come un bravo ragazzo, serio e responsabile. Quella sera avevamo trascorso delle piacevoli ore in compagnia a conversare e a scambiarci aneddoti di vita vissuta, seduti a un tavolino, e, non appena la festa arrivò in fase di chiusura, pensammo bene di passare qualche altro momento assieme, scegliendo un bel cono gelato rinfrescante dalla calura estiva. Dopo aver scelto i nostri gusti alla gelateria lì vicino, eravamo tornati al parco, appartandoci in un angolo dove erano presenti delle panchine appoggiate a un muretto, sotto la luce di un lampione, ma al riparo da sguardi indiscreti. Tutto taceva e le abitazioni che lo circondavano avevano le serrande abbassate. Stavamo gustando in silenzio i nostri gelati, quando Sonia fece una battuta stupidissima su uno dei gusti che aveva scelto, la banana; io mi espressi in un leggero sorriso, mentre Stefania s’irrigidì.

-"Certo che sei proprio perversa"- disse infastidita.

-"La banana è la banana..."- le rispose Sonia.

Io mi voltai verso di lei, restando allibito; Sonia stava leccando il suo cono, gustandoselo con la punta della lingua, proprio come faceva la mia ex ragazza quando eravamo a letto e mi regalava dei pompini. Un brivido mi colpì, trasformandosi in un'eccitazione che animò il mio membro, mentre lei mi guardò con la coda degli occhi, esprimendosi ancora una volta in quel gesto con estrema malizia. Compresi che era arrivato il momento di ritornare a focalizzare l'attenzione sul mio gelato, quando abbassando lo sguardo notai delle macchioline che erano scivolate proprio lì, in mezzo ai pantaloni. Accavallai le gambe e girando velocemente il cono, leccai i rivoli che minacciavano di sporcarmi ancora i vestiti. Continuammo senza esprimere alcuna parola finché non finimmo tutti e tre, e Stefania si alzò per andare a buttare i fazzoletti nel cestino. Sonia ed io restammo soli per qualche minuto e lei, senza perdere tempo, colse l'occasione per sussurrarmi qualche parola all'orecchio.

-"Ho visto come mi guardavi prima..."- disse sottovoce -"Ho fatto qualcosa di male?"-

Mi girai, guardandola negli occhi.

-"Assolutamente no"- risposi mormorando.

-"Di cosa state parlando?"- chiese Stefania con gran voce e curiosità.

-"Cazzi nostri!"- le rispose Sonia.

-"Ma..."-

-"In certe situazioni tu, maschio, non ti devi immischiare"- mi bloccò lei.

Stefania la squadrò come se aveva commesso qualcosa di grave.

-"Suvvia..."- Sonia le rispose -"Non vorrai mica rimproverarmi..."-

-"Ti dico solamente di stare attenta a ciò che fai"- Stefania le parlò con tono di avvertimento.

Sonia sorrise esprimendosi in una piccola e maliziosa risata.

-"Ma fammi il piacere!"- esclamò divertita -"Signora Moralità"-.

Sonia poggiò con delicatezza una mano sulla mia coscia destra, facendomi rabbrividire ed eccitare. Sciolsi le gambe, mostrando così a entrambe le macchie sui pantaloni.

-"Il ragazzo si è macchiato..."- disse lei con tono di dispiacere.

-"Bene, perché non gli dai una mano a pulirsi..."-

-"Donne, non credo sia il caso, ci penso da solo"-.

Feci per alzarmi, ma Sonia mi bloccò posando la mano sul mio ventre, applicando una forte pressione su di esso.

-"Ma davvero?"- chiese, facendomi gli occhi dolci.

Mi voltai verso Stefania che la guardò rimanendo un po' shoccata.

-"Non la vuoi una mano, vero?"-

Grazie a quella frase Sonia si riguadagnò tutta la mia attenzione. Lei si sistemò i suoi capelli rossi raccolti in una lunga coda di cavallo, dopodiché, senza alcun preavviso, la sua mano si spostò dalla coscia fin sopra le macchie; avvertire la sua presenza proprio sopra al mio membro lo fece sussultare, al punto che lei esclamò.

-"Oh! Il ragazzo chiede un aiutino!"-

-"Daglielo..."- rispose Stefania.

Rimanemmo tutti e tre in silenzio. Io le guardai e loro guardarono me. Mi sentivo al centro dell'attenzione e ciò mi fece sorridere nervosamente. La situazione si era fatta piuttosto scottante.

-"Sono giorni che Stefi non fa altro che dirmi che gli interessa il tuo giocattolo"-.

Rivolsi lo sguardo a Stefania che subito arrossì e abbassò il capo.

-"A te piace lei?"- mi chiese Sonia sussurando di nuovo all'orecchio.

-"Non saprei"- risposi in un soffio.

Mi bloccai fissando il vuoto mentre avvertivo le sue mani sbottonarmi la chiusura dei pantaloni senza alcuno sdegno. Fatto ciò, Sonia mi fece alzare in piedi e mi tirai giù la zip, calandoli fino alle ginocchia e, subito dopo, i boxer, liberando la mia erezione. Mi voltai con il corpo verso di lei, e la sua attenzione era tutta rivolta al mio membro, facendomi sentire un caldo innaturale e divenendo veramente voglioso di ricevere le loro carezze.

-"Stefi!"- gridò lei per svegliarla dalla sua timidezza.

La guardai alzare il capo e puntare i miei occhi su di lui, fissandolo con l'aria di chi ha voglia di una bella scopata.

-"Sei proprio perversa!"- gridò lei di risposta.

-"E tu sei proprio scema!"-

Vidi Sonia portarsi le mani vicino alla bocca per sputare sui palmi e sfregarle velocemente. Dopodiché la sua mano destra si strinse a pugno attorno all'asta del mio sesso, cominciando lentamente a segarlo, come se fosse una cosa normalissima. Il piacere si fece velocemente strada tra di me, rendendomi estremamente felice. Stefania nel frattempo si avvicinò a me e, come aveva fatto Sonia, mi sussurrò qualche parola all'orecchio.

-"Ti sta piacendo non è vero?"-

Il mio pene ebbe di tutta risposta un sussulto; Sonia rise per qualche istante mentre io sganciai un forte sospiro di sollievo. Allungai una mano per coccolare i lunghi capelli mori e mossi di Stefania, e lei mi baciò portando le sue labbra alle mie. Ci baciammo intensamente, unendo anche le nostre lingue mentre il mio giovane sesso impazziva per le attenzioni che le donava Sonia. Inutile dire che ero in estasi e pensavo solamente a godere di quella situazione, finché non avvertii il pene sussultare copiosamente, ansioso di liberare il suo seme. Sonia mi segò ancora per qualche istante, per poi levare prontamente le mani di torno e scansarsi.

Brividi di piacere si susseguivano mentre il mio seme fuoriusciva dalla tana, riversandosi in parte sulla panchina, in parte per terra; io affogai tutti i miei gemiti e grida liberatori tra i baci che stavo avendo con Stefania, finché l'eiaculazione finì, lasciandomi spaesato. Solo in quel momento realizzai di quanto ero stato fortunato ad avere la mia prima volta con due donne mature e più esperte di me. Stefania ed io ci lasciammo dolcemente. Entrambe risero maliziosamente.

-"C'è voluto poco per farti venire..."- iniziò Sonia.

-"Sai com'è, non capita tutti i giorni di avere a che fare con due donne mature"- risposi di tutto punto.

-"Ma quant'è stato bello, poi..."- continuò Stefania.

Io sorrisi nervosamente.

-"Vabbé, io vi saluto, ciao ragazzi!"-

Stefania corse via, allontanandosi da noi. Restammo solo io e Sonia. Mi tirai su boxer e pantaloni, richiudendo tutto al sicuro. Ci incamminammo verso l'uscita del parco, fermandoci poco dopo di essa a chiacchierare un altro po'.

-"Ma perché se n'è andata così?"- chiesi a Sonia.

-"Perché ha una situazione delicata... Te l'ha detto?"-

-"No..."- risposi facendo cenno con il capo.

-"In pratica al suo quarantenne marito non gli tira più il pisello... E sono le due di notte. Capisci no?"-

-"Ha paura che suo marito pensi che lo tradisca?"-

-"Esattamente, bravo. Ma tu non dire niente, è un segreto che deve restare tra di noi"-.

-"E tu perché l'hai fatto? Non tira più neanche a tuo marito o c'è dell'altro?"-

-"Io ho voglia di novità... Ogni tanto devo staccare la spina..."-

Nonostante la sua statura di un metro e sessanta, si allungò sulle punte raggiungendo quasi perfettamente il mio metro e settanta. Mi diede un bacio leggero e fugace che fu in grado di riaccendere la mia libido.

-"Sei un bel ragazzo..."- disse mentre ritornava a terra.

-"E tu una fantastica infedele..."-

Quel mio commento generò un'occhiataccia nei miei confronti. Arrossii timidamente.

-"Però l'infedeltà ti è piaciuta!"- esclamò infastidita.

-"Eccome!"- esclamai.

-"Allora scambiamoci i numeri che ci potrebbe essere una seconda volta..."-

Presi velocemente e senza pensarci troppo il cellulare dalla tasca, registrando il suo numero. Lei fece la stessa cosa col mio, per poi salutarci.

-"Ciao bello!"- esclamò con fare divertito.

-"Ciao Sò"-

Ritornai alla mia macchina e tornai a casa dei miei genitori, soddisfatto e curioso di sapere quando ci sarebbe stata una seconda volta con loro due. Mi gettai sul letto non curandomi delle coperte, abbandonandomi a un dolce e magnifico sonno.

 

 

 

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