i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

| Sexy webcam Chat  | ChoCam Mature webcam  |  Live18 |

[ - ] Stampante
Indice
- Text Size +
“Amore, inutile che me lo ripeti tanto non cederò mai” dicevo a mio marito che nei momenti di piacere provava a coinvolgermi in “giochini spassionati”, come li chiamava lui.
Avevo fatto un paio di cosine per farlo felice ogni tanto: mi ero fatta scopare all’aperto con le auto che passavano, mi ero messa senza mutandine mostrando la figa in un locale, una volta ero persino riuscita a fare un pompino a suo compare Antonio. Quella volta mio marito era così contento che si sborrò nelle mutande. Mi disse che ero stata molto brava, e che se solo avessi voluto…
Io lo sapevo che ogni volta che portava amici a casa dovevo stare all’erta. Però quella volta che vennero Lucio, Michele e Antonio me lo sentivo come sarebbe finita. E infatti mi misi sul divano, senza mutande, ad aspettare la sorte.
Facevo finta di lavorare al computer ma quando mio marito mi offrì da bere, cominciai ad allentare la tensione che sentivo tra le gambe e decisi di farmi trasportare.
Dopo un paio di bicchieri mi ritrovai in braccio a Lucio, un signore di 67 anni, con i capelli bianchi che mi aveva tirato le tette fuori e mi martoriava i capezzoli davanti agli altri dicendo a mio marito “Tua moglie ha due tette che viene subito voglia di metterci il cazzo in mezzo. Guardate qua” diceva agli altri “sentite come le ha morbide e grosse. È una porca”.
Io stavo zitta, sorridevo, e nel mentre tastavo col mio culo la durezza del cazzo del signor Lucio. Mio marito continuava a riempire i bicchieri, mentre Michele e Antonio giocavano anche loro. Antonio aveva sui 56 anni, e mi aveva scopato già la bocca altre volte. “E non avete visto come fa i pompini! No perché c’è suo marito davanti ma una così non si trova manco tra le migliori puttane” e così dicendo mi mise il suo cazzo davanti alla faccia. Ero eccitatissima.
In braccia del signor Lucio sentivo già quel cazzo pronto a sfondarmi, e mentre lo pensavo stavo già succhiando quello di Antonio. Mio marito era felice e mi incitava “Vai amore, sei bagnatissima, ti riempiranno di cazzo i miei amici… vai così, succhia, sei bravissima”.
Il signor Lucio non resistette più, e mi fece impalare sul suo cazzo con tutti i vestiti addosso ancora. Diedi la vista della mia fica trapanata a mio marito che ormai era in estasi. Anche Michele, un vecchio amico sessantenne di famiglia, partecipò tirandosi il cazzo fuori e compiacendo mio marito con una serie di complimenti sulle mie abilità “Non pensavo che Marilena fosse così troia, l’ho vista crescere… e ora le sto vedendo la figa sfondata, qui, insieme a te”. Mio marito mi leccò la figa mentre avevo dentro il cazzo del signor Lucio. Con la bocca spompinavo a turno una volta il signor Michele e la successiva Antonio. Poi anche loro si sedettero sul divano e a turno cominciai a galopparli. Venni diverse volte, ogni volta che mi asciugavo, mi sputavano sulla figa e si ricominciava. Mi bruciava di piacere, e montare quei cazzi di quei vecchi che avevano le palle pienissime per il poco scopare, mi faceva andare in delirio perché immaginavo la loro sborra inondarmi tutta, dentro e fuori. Mio marito ogni tanto, durante il passaggio verso un cazzo o un altro, mi chiedeva di spalancarmela e fargli vedere quanto fossi troia. Io me la allargavo ma il signor Lucio specialmente impazziva quando me lo vedeva fare: oltre al suo cazzo mi infilò dentro anche un paio di dita. “Sei una troia, ti fai infilare di tutto… guardatela, vedi come entrano le dita? Uno, due, tre, quattro… Oh quanto sei troia!” e più lo diceva più stringevo i muscoli vaginali.
Il signor Lucio era un amico di mio papà. Mi aveva portato a spasso molte volte da piccola, comprandomi chissà quanti gelati. Ora ero sul suo cazzo e gli sussurravo all’orecchio “Zio Lucio, ha un cazzo meraviglioso, lo sto sentendo tutto… ancora, ancora!”. Mio marito ormai non sapeva dove mettersi: gli restava giusto la debita distanza per guardare. Ormai mentre zio Lucio mi sborrava nella figa, Michele e Antonio avevano appena finito di farmi inghiottire tutto il loro sperma. Li ripulii con cura, dopodiché lo zio Lucio mi sfilò dal suo cazzo, prese il suo sperma dalla mia figa con due dita e mi disse “Tieni, mangia anche il mio”. E così feci. Mio marito, anche questa volta, si sborrò nelle mutande.