i racconti di Milu
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Note dell'autore:
Ciao a tutti, questo è il primo racconto che pubblico su questo sito... Anzi, il primo che pubblico in assoluto, nonostante scriva per hobby da anni. È di ispirazione autobiografica (ma non dirò altro, su questo!). Ho già diverse idee per i prossimi capitoli, ma commenti e suggerimenti sono sempre graditi. Grazie! lovelysara@email.com
"C'mon beautiful, take them out!".
Continuava a guardare e riguardare la chat, come alla ricerca di un errore. Credeva davvero di aver letto male, o semplicemente lo sperava? In ogni caso, non c'era alcun errore. E ora, secondo le regole che lei stessa aveva stabilito, avrebbe dovuto togliersi il reggiseno di fronte a tutti. E mentre portava le mani dietro la schiena per sganciare il ferretto, riusciva a pensare solo a una cosa... Come diavolo aveva fatto a cacciarsi in quella situazione?

Single, 33 anni, senza un lavoro. La vita di Sara non stava andando affatto nella direzione in cui se l'era immaginata. Erano quasi tre mesi che aveva perso quel lavoro da impiegata, ma dall'ultimo stipendio era passato almeno il doppio del tempo. La ditta per cui lavorava aveva chiuso, sommersa dai debiti, e ormai aveva rinunciato all'idea di vedere quei soldi che ancora le dovevano. I risparmi che aveva messo da parte cominciavano a scarseggiare, e pagare l'affitto per quel monolocale in centro a Milano diventava sempre più difficile.
Così, da qualche giorno aveva iniziato a prendere in considerazione l'ipotesi di tornare a stare dai suoi. La considerava l'ultima spiaggia: suo padre probabilmente l'avrebbe riaccolta a braccia aperte, dato che la riteneva ancora la piccola di casa, ma con sua madre il rapporto era sempre stato conflittuale. «Siamo due arieti, troppo testarde per andare d'accordo» diceva sempre lei, e anche se Sara non credeva per nulla nell'astrologia, su una cosa doveva darle ragione: avevano caratteri troppo simili per convivere in pace. Ma cos'altro poteva fare? Oltre a mandare in giro decine di curriculum che quasi mai ricevevano risposta, si intende.

«Se proprio questa cosa dell'avvocato dovesse andare male, andrò a fare la webcam girl!». Questa frase era stata pronunciata dalla sua amica Elena, quasi un mese prima, in occasione della festa per la laurea in legge conseguita dopo un percorso di studi durato oltre dieci anni. Sara non ci aveva dato peso, anche perché a quel tempo neppure sapeva cosa fosse, una "webcam girl". Poi però aveva ritrovato quelle due parole su una rivista di gossip, dalla parrucchiera, e incuriosita dal titolo si era letta tutto l'articolo. Parlava di una donna italiana, di Modena, che sosteneva di guadagnare quasi 2.000 euro al mese spogliandosi su internet, via webcam. Inizialmente, Sara non prese neppure in considerazione l'ipotesi di intraprendere quel mestiere. Non era il tipo, non aveva neppure mai praticato il topless in spiaggia, e perfino nello spogliatoio della palestra si comportava sempre in maniera molto riservata.

Eppure quell'articolo l'aveva incuriosita, voleva saperne di più. E così una volta a casa aveva fatto qualche indagine su Google, scoprendo un mondo a quanto pare immenso. Erano davvero tantissimi i siti che offrivano quel tipo di intrattenimento, ognuno dei quali aveva decine, anzi centinaia di... modelle. Di tutte le età, di tutte le etnie. La sua attenzione si era focalizzata in particolare su un sito dall'impatto visivo molto efficace, nel quale tante piccole finestre offrivano un'anteprima aggiornata in tempo reale, e dunque decisamente attendibile di ciò che l'utente avrebbe visto una volta entrato. E osservando quelle miniature, Sara non poté trattenere un pensiero: molte di quelle donne non avevano affatto un fisico da modella. Certo, sicuramente alcune erano molto attraenti. Seni grandi, a volte rifatti, lingerie provocante... Molte altre però sembravano semplicemente casalinghe annoiate, o forse bisognose di soldi. Già, probabilmente molte di quelle donne avevano iniziato a fare le "webcam girls" per lo stesso motivo che aveva portato Sara su quel sito, il bisogno di denaro.
Osservò il menu in alto, e tra i vari tasti ne individuò uno riservato a chi voleva iscriversi sul sito. Spinta dalla curiosità, ci cliccò sopra e si trovò su una pagina dedicata alle modelle. "Unisciti a noi e inizia a fare soldi", recitava in inglese il titolo a caratteri cubitali. Scorrendo la pagina, trovò un riquadro dedicato alla classifica delle modelle che avevano guadagnato di più il mese precedente. E quando la vide, per un attimo le mancò il respiro. Secondo quella classifica, la modella con più seguito aveva guadagnato quasi 17.000 dollari in un mese.

Sebbene il suo cervello continuasse a ripeterle "Magari è una truffa", oppure "Non saresti mai in grado di farlo", fu proprio in quel momento che Sara iniziò davvero a pensarci. Aveva più che mai bisogno di soldi, e uno stipendio fisso di quel tipo, semplicemente stando seduta davanti al computer, era troppo invitante per non prendere in considerazione la cosa. In fondo, il fisico per farlo ce l'aveva. Non era magra come una modella da sfilata, ma era ben proporzionata per il suo metro e settantadue di altezza, con una terza piena di seno e un fondoschiena che aveva sempre attirato sguardi e complimenti.
Aveva pure una webcam: gliel'aveva regalata Marco, il suo ultimo fidanzato, circa un anno prima. Si era trasferito in Germania, anche lui alla ricerca di lavoro, ed era convinto di poter tenere in vita via Skype una relazione che invece era destinata a naufragare definitivamente neanche due mesi dopo. Dalla loro rottura Sara non aveva più usato quella webcam, ma sapeva che era un ottimo modello, l'ideale per intraprendere quel tipo di professione.

Non ci fu un momento preciso in cui pensò "Ok, lo faccio". Semplicemente, vuoi per curiosità o vuoi per una leggera eccitazione che non poteva negare la stesse pervadendo, si iscrisse al sito completando passo dopo passo tutte le procedure necessarie. Era molto intuitivo e con una guida dettagliata, così la cosa più complicata fu scegliere il proprio nickname. Ci pensò su cinque minuti, poi scelse "Lovely", traducibile con "carina", "adorabile". Era un riferimento al suo cartone animato preferito dell'infanzia, "Lovely Sara", nel quale la piccola protagonista si chiamava proprio come lei.
Quando ebbe inserito tutti i dati obbligatori e completato la registrazione, le apparve un pulsante: "Trasmetti live ora". Davvero era così semplice? Cliccando su quel tasto avrebbe potuto iniziare a guadagnare?
Si alzò dalla scrivania, e camminò avanti e indietro per la stanza alla ricerca del coraggio per cliccare su quel pulsante. Passando davanti allo specchio, si rese conto che prima avrebbe dovuto prepararsi un po': jeans e maglietta non erano esattamente l'abbigliamento ideale per uno spettacolo del genere.

Senza pensarci troppo (sapeva che se si fosse fermata a pensare, forse non avrebbe più trovato il coraggio di andare fino in fondo) si agghindò come faceva quando aveva un primo appuntamento con un ragazzo: camicetta bianca e gonna nera appena sopra al ginocchio, con sotto un completo intimo di pizzo nero. Le aveva sempre portato fortuna con gli uomini, si augurò che potesse accadere lo stesso anche in quel contesto. Decise anche che quel filo di trucco che si era messa al mattino poteva bastare, non aveva voglia di perdere altro tempo.
Quando fu il momento di avviare la sessione, si aprì un pop-up con un ultimo suggerimento: inserire una serie di traguardi nell'argomento della chat. Poco prima, leggendo le Frequently Asked Questions del sito, aveva capito che gli utenti acquistavano del denaro virtuale, i cosiddetti "token", e poi potevano donarli alle modelle tramite la chat. Più token fosse riuscita a farsi mandare, più avrebbe guadagnato. Ora quel pop-up le suggeriva di invogliare gli utenti tramite delle "ricompense": se doni 20 token ti faccio vedere il seno, se doni 40 token mi spoglio completamente, eccetera. Non essendo particolarmente esperta, decise semplicemente di copiare e incollare il suggerimento che le aveva dato il pop-up: "20 tokens tits, 40 tokens naked". Poi finalmente cliccò su "Trasmetti live ora".