i racconti di Milu
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L’avvenente e deliziosa ragazza bruna alquanto prosperosa si guarda intorno entusiasta e soddisfatta d’aver finalmente raggiunto e ottenuto dopo dieci lunghi mesi quello che ambiva e mirava più di tutto. Il suo elegante salotto è realmente come lei aveva indiscutibilmente creduto e immaginato, le luci sono basse e soffuse, i colori, i toni e le sfumature dell’arredamento sono luminosi e vanno dal marrone chiaro al bianco, poiché quello è senza alcun dubbio l’appartamento d’un uomo di fama, di rinomanza, d’indiscusso e d’inoppugnabile successo.

Orietta attualmente si concentra sul meraviglioso e smisurato divano bianco, visto che era appunto come se lo immaginava quando si palpava energicamente tre volte al giorno, fantasticando e rimuginando su quello splendido ultra- quarantaquattrenne dagli occhi astuti, scaltri e sottintesi, che desidera e che vuole intensamente con ogni singola cellula del proprio corpo. Lorenzo ha quindici anni più di Orietta, e lei non si è mai sentita così attratta né tentata da un ragazzo come da quello splendido uomo che potrebbe essere suo padre, ciononostante nella concretezza e nel realismo non lo è per nulla. Un concetto su cui hanno dibattuto e discusso parecchie volte, però alla fine l’ha avuta vinta lei, eppure in questo momento brindano a questa serata con un ottimo vino bianco d’annata e poi si siedono sul divano:

“Eccoci qua, finalmente, mi sembra un sogno. Lo sai che questa sera sei particolarmente accattivante, io direi più stuzzicante del solito?” - ribadisce lui, avvalorando quel concetto e sorridendole molto gratificato.

Tutti e due ridono a fior di labbra reciprocamente, nel momento in cui lei lo ringrazia timorosamente, quasi garbatamente, visto che poi si scrutano in silenzio e senz’interruzione, aspettando in conclusione che uno dei due faccia furbescamente e sottilmente la prima mossa. Alla fine lei cede e dopo aver appoggiato i due calici sul tavolino s’avvicina per baciarlo, lui in quel delizioso frangente si ferma a due centimetri dalle sue labbra per studiarne e per approfondirne la sua meticolosa espressione, visto che è quella d’un uomo che sta per commettere l’abbaglio, ovvero l’errore più dolce e persino più amabile e seducente della propria esistenza, perché Lorenzo a quel punto la bacia.

E’ il loro primo bacio, eppure è così disinvolto, naturale e ovvio, aggiungerei brioso, spedito e spigliato, dato che appare che si siano già baciati da diverso tempo. L’eccitazione e l’impulso esplode, sbotta prorompendo come un vulcano che erutta all’improvviso, lei si siede su di lui sbottonandogli frettolosamente la camicia azzurra. Si spogliano senza che le loro labbra si stacchino neanche per un istante, si svestono a vicenda e ognuno ammira e venera il corpo dell’altro, cercandosi ed esplorandosi con le labbra e con le mani. Orietta adesso geme di piacere, mentre lui l’accarezza abilmente da navigato e pratico uomo qual è nel suo punto più intimo, infine la guarda per leggere sul suo interessante e splendido viso ogni singola espressione di piacere che si manifesta. Quando lei sta per venire riesce a controllarsi, giacché si libera dolcemente e gradualmente da quel contatto che brucia più del fuoco e s’inginocchia per contraccambiare con le proprie labbra carnose il piacere che lui le ha appena dato.

Lei lo piglia in bocca passandogli la lingua lungo tutta la lunghezza per poi succhiarne la punta così come farebbe con un gelato, adesso spetta a lui gemere, nel tempo in cui quell’aggraziata e incantevole ventinovenne focosa, irruente e veemente, gli confeziona il pompino più arroventato, perfetto ed eccezionale che gli sia mai stato eseguito. Poi smette di torturarlo con la bocca e si rialza, lui le ammira le curve generose e ineguagliabili, successivamente l’afferra per la vita sottile facendola sedere su di sé, alla fine la penetra con un colpo deciso però allo stesso tempo delicato, visto che le strappa un altro interminabile gemito.

Lei è bollente, l’unione dei loro corpi è spettacolare e vistosa, dato che sembra come se fossero due pezzi d’un mosaico che s’incastrano inserendosi alla perfezione. Orietta si muove abilmente e accortamente facendo impazzire entrambi di piacere, lui lascia che sia lei a tenere il ritmo, dopo con un’azione bestiale e impulsiva la fa cadere sul morbido tappeto di pelliccia e si sdraia sopra di lei, dato che nel frattempo affagotta di proposito le sue terga con le gambe. I suoi colpi sono appassionati, calorosi e profondi, sempre più decisi, giacché conducono velocemente entrambi a un orgasmo esplosivo e sensazionale, alla fine si baciano e iniziano a sorridere entrambi come due spensierati ragazzini:

“Hai visto? Alla fine non è stato poi così pauroso né terribile, non trovi? Tu sei ancora bello vivo e dinamico capo?” - gli domanda lei dandogli corda e sollecitandolo ulteriormente.

Lui ironizza e sorride ancora di più, sentendosi chiamare e definire in questa maniera, poi da ultimo in modo animoso ribatte:

“Già, mia cara Orietta. E’ stato davvero meraviglioso, perché di questo andare m’hai fatto veramente impazzire piccola, sei un genuino portento, un vero spettacolo”.

Ambedue si baciano ancora sedendosi sul divano naturalmente nudi per fumarsi una sigaretta, mentre si studiano valutandosi a vicenda sorridendo in silenzio. Lei ancora non ci crede che sia successo, eppure anche lui è sconcertato, strabiliato e stupito da sé stesso.

Lui ha cercato di mantenersi e di resisterle più che poteva, però la bellezza e la sua dolcezza l’hanno conquistato, invaso, sommerso e infine ha ceduto. Nessuno dei due ha sennonché dimenticato che lui è il capo e lei la segretaria assunta da dieci mesi nel suo studio. Questa, malgrado ciò, è la notte delle disubbidienze e delle inosservanze, dal momento che Orietta non perde tempo e appena anche lui spegne la sigaretta, entrambi sono assaliti da un’altra energica e selvaggia ondata di desiderio e si consumano di nuovo l’uno dentro l’altra, come se i momenti bollenti e infuocati di prima non ci fossero stati.

Il sesso fra loro è semplicemente incredibile, sbalorditivo e sorprendente, giacché passano l’intera nottata a farlo, carichi e rafforzati all’inverosimile da tanta energia immagazzinata nel corpo e in special modo anelata dalla mente, concedendosi pienamente senza badare né rimuginare né scervellarsi delle conseguenze o a che cosa succederà e che cosa subentrerà il giorno dopo, quando i loro sguardi s’incroceranno e s’accavalleranno per tutto il tempo al lavoro.

Una ragione però è certa, innegabile e per di più schiacciante: l’attrazione, la lusinga e il richiamo sono come una fiamma che brucia, consuma e infiamma, in quanto niente e nessuno può placare né rabbonire né spegnere. Al cuore non si comanda.

{Idraulico anno 1999}