i racconti di Milu
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Da un po' avevo legato molto con Giorgio, uno che ha dieci anni più di me e che ha con me in comune la passione per la vela.
Siccome però ne io ne lui possiamo permetterci una barca tutta nostra quando possiamo dividiamo le spese e la noleggiamo per una giornata, facciamo la nostra uscita dal mattino alla sera poi tutto riprende come prima.
Ma era l'inizio di luglio scorso e ricevetti una telefonata da Giorgio:
“senti, un mio amico aveva noleggiato una barca per una settimana la prima di agosto, solo la ragazza lo ha scaricato e sarebbe dovuta andare con lui quindi mi ha chiesto se mi interessa acquistare il suo noleggio per metà prezzo, pensavo che se dividessimo io e te diventerebbe un quarto e sarebbe una bella occasione per divertirci e far ferie”.
Accetto!
Partiamo da casa di Giorgio di mattina presto dopo aver caricato la sua macchina, direzione Trieste dove la barca è ormeggiata.
Durante il viaggio come sempre parliamo di vela, ma anche di figa e su quell'argomento Giorgio ripete spesso: “pensa quella barca che scopate si doveva subire se Lorenzo e la sua ex ci fossero andati come avevano pianificato, e invece ci andiamo io e te, io l'ho vista la sua ex, una fica pazzesca, con un culo da favola”.
“Ti piace il culo, vero?” gli chiedo io.
“Certo, perché a te no?” è la sua risposta.
“E a chi non piace?” rispondo io, “c'è qualcosa di meglio di un bel culo stretto da sfondare?”
“Beh” risponde lui, “così mi fai preoccupare però, il culo ce l'ho anch'io”.
Scoppiamo a ridere imbarazzati poi io corro ai ripari dicendo: “ma dai, non mi piacciono i culi dei maschi, mi riferivo ai culi delle donne, ti pare?”.
A quel punto Giorgio da il via a una lunga discussione sul fatto che un culo è pur sempre un culo, che un pompino è pur sempre un pompino e che se non fosse per gli stereotipi che ci impone la nostra società molti maschi si divertirebbero inculandosi fra loro, senza necessariamente marchiarsi come gay”.
Sulla base di quell'argomento iniziammo un'altra discussione secondo la quale, stando alla teoria di Giorgio, se due maschi fanno sesso fra loro non sono gay, i gay sono quelli che provano sentimenti per lo stesso sesso, ma a suo dire se ti fa un pompino un maschio prima o poi gli vieni in bocca, se glielo metti nel culo prima o poi, dentro o fuori, devi sborrare.
Lui non sa quanto io condivida la sua idea ma non voglio scoprirmi e durante la discussione mi limito a stare sul vago, il suo punto di vista però mi interessa molto e anche se prima non avevo mai pensato a lui per scopare adesso qualcosa mi frulla in testa, comincio inoltre a sospettare che la storia della grande occasione per il noleggio della barca sia in realtà qualcosa che ha architettato di proposito per provarci con me o, quanto meno, tastare il terreno.
Non mi sbilancio nella discussione, voglio vedere fin dove arriva ma certo se fosse come penso, considerato che a quanto ho capito a lui piace metterlo e a me piace riceverlo, questa vacanza rischi di diventare molto interessante.
Parlando e scherzando siamo arrivati ormai a pochi chilometri dal porto e quando meno se l'aspetta gli chiedo: “ma tu hai mai inculato un maschio”?
Lui resta in silenzio un attimo, è chiaro che voleva che gli facessi quella domanda ma adesso è imbarazzato, io lo incalzo: “allora? Guarda che rimarrei tuo amico qualsiasi sia la risposta, dimmi la verità”.
“Si”, mi dice, ho provato e anche più di una volta, ho avuto diverse esperienze, insomma te l'ho detto: “adoro il culo e ti dirò di più, a parer mio quello dei maschi è anche più divertente di quello delle femmine”.
Rimaniamo in silenzio per un attimo poi lui lo rompe (il silenzio, non il mio culo, per adesso) dicendo: “ecco, adesso sicuramente avrai cambiato opinione su di me, se vuoi torniamo indietro, la pago io la tua quota”.
Lo guardo sorridente e gli dico: “hey, è tutto a posto, te l'ho detto, non mi faccio questi problemi”.
Nel frattempo arriviamo al parcheggio, la macchina si ferma, si volta verso di me e con un sorriso malizioso mi chiede: “e non hai paura che io voglia farti il culo adesso?”.
“Ma no” rispondo, “sei uno a cui piace scopare, non mi sembri uno stupratore seriale, se ci proverai ho sempre la possibilità di dirti di no e amici come prima, non ti pare?”
“Tranquillo, non ci proverò” mi risponde.
“Hey” rispondo io, “che vuoi dire che sono un cesso?”
Lui: “No, anzi... hai un bel culo”
Io: “Mi hai guardato il culo? E quando?”
Lui: “Beh, te l'ho detto, ho questi gusti, ed è normale che l'occhio cada li ogni tanto...”
Non rispondo e scendo dalla macchina, vado verso il baule, apro e comincio a scaricare la roba.
Abbiamo tutto, chiudiamo la macchina e ci avviamo con il carico di borse verso la barca, saliamo a bordo, diamo un'occhiata se è tutto a posto e cominciamo i preparativi per la partenza.
Siamo in mare da un bel po', il vento è leggero e le onde sono quasi nulle, il pilota automatico è inserito e io e Giorgio siamo in pozzetto a goderci il sole, a un certo punto gli dico: “insomma com'è scopare con un maschio?”.
Lui resta stupito della domanda, pensava che fossi rimasto schifato, non incuriosito, poi mi dice: “beh, com'è, dovresti provare, raccontarlo non rende”.
“E' un invito?” rispondo sorridendo.
“Oh, no, so che non ti interessa” dice lui, “ma non è una cosa che si può descrivere correttamente raccontandola, e poi che invito dovrebbe essere? A me piace solo metterlo quindi l'unica prova che si potrebbe fare sarebbe un po' traumatica per te, dato che non mi sembri il tipo che fa certe cose, se vuoi quando torniamo ti faccio conoscere qualche amico passivo e ci provi”.
Scoppio a ridere, in una risata isterica.
“Che c'è?” mi chiede.
“Ok, adesso devo proprio dirti una cosa”.
“Che cosa?” mi chiede lui curioso.
“Sai, è buffo perché di solito è l'attivo che si diverte a mettere in imbarazzo il passivo, e invece da quando siamo partiti ed abbiamo iniziato a parlarne in macchina sono stato io a mettere in imbarazzo te”
“Vuoi dire che...?” chiede lui con faccia sorpresa,
“si, anch'io scopo con i maschi quando capita, condivido al 100% la tua teoria sul fatto che le scopate e i sentimenti sono due cose diverse, solo che a differenza di te a me il culo dei maschi fa schifo, ma adoro il cazzo ed ho avuto anch'io le mie belle esperienze, ecco se c'è una cosa che è certa è solo che durante questa vacanza non mi sverginerai, perché lo sono già da un bel po' di tempo”.
Lui si alza in piedi, si avvicina a me e mi dice: “sei bastardissimo, tu fin dall'inizio del mio discorso eri d'accordo con me e non me l'hai detto fino ad ora? Cosa ti dovrei fare io adesso?”
Io lo guardo, gli sorrido e gli rispondo: “un culo così?”
Scoppiamo a ridere e nel frattempo ci accorgiamo che siamo arrivati al porto dove dovremo passare la notte, ormeggiamo poi gli dico che dobbiamo scendere a terra e cercare un supermercato.
“Che devi comprare al supermercato” mi chiede?
“Il burro e i preservativi” rispondo.
“I preservativi li ho portati io, erano per le fighe che avremmo trovato durante la vacanza, ma li userò per te, il burro a che ti serve?” chiede lui.
“E' un ottimo lubrificante e non scioglie il preservativo perché è vegetale” rispondo io.
“Possiamo comprare anche il gel apposta, che è meglio, no?” risponde lui.
Scendiamo a terra e ci avviamo alla ricerca di un supermercato, entriamo nel primo che troviamo ed andiamo di corsa alle casse, dove di solito ci sono i prodotti che cerchiamo, prendo il gel, lo poso sulla cassa e quando vado per pagare la commessa, vedendo due uomini che comprano quel prodotto e ridacchiano fra di loro, capisce tutto e scuote la testa, ci da il resto e proprio in quel momento Giorgio mi mette una mano sul culo, la guarda e le dice: “stasera mi diverto”, lei scoppia a ridere e risponde: “buon divertimento, mi spiace per lui” indicando me, io le sorrido e le rispondo : “mi tocca, sono convinto che sarà toccato qualche volta anche a te, senza offesa”, lei senza troppi peli sulla lingua mi risponde: “più di una volta, ma detto fra me e te non lo trovo nemmeno così spiacevole”, ci scambiamo un altro paio di sorrisi e io e Giorgio ce ne andiamo.
Che figura di merda! Per fortuna eravamo gli unici dentro al supermercato e ci ha visti solo la commessa.
Fuori dal supermercato Giorgio si sta per avviare verso la barca e io gli dico: “hey, dove vai?” e lui: “alla barca”.
“Ma come?” gli dico io, “stasera io ti faccio inzuppare il biscotto e tu non mi porti neanche a cena?”
“Se ti abbuffi poi hai la scusa per non darmela, abbiamo degli snack a bordo, devi stare leggero” risponde con fare scherzoso, e intanto cammina deciso verso il molo.
Arriviamo in barca, scendiamo sotto coperta e senza troppi complimenti Giorgio mi afferra da dietro, sento che ha già il cazzo duro che preme contro di me e tenendomi così mi guida verso la cabina, mi piega in avanti facendomi appoggiare le mani sul materassino, io eseguo, lui sta li dietro di me a strofinarsi e nel frattempo mi dice “adesso non puoi più tirarti indietro, ti inculerò anche se non vorrai, anche se mi dirai che hai cambiato idea”.
Mi tiro su, mi volto verso di lui, mi tolgo i pantaloncini, sotto non ho gli slip e rimango solo con la maglietta, lui è vicinissimo a me, a distanza di bacio, lo guardo malizioso e gli dico: “se oppongo un po' di resistenza è più divertente, vero?”
Appare un'espressione di meraviglia sul suo viso e prima che possa dire si io dico: “commessa”.
“Che significa?” chiede lui,
“è la parola d'ordine del nostro gioco” dico io, “non dovrai ascoltare i miei no, le mie preghiere di smettere, se mi ribellerò dovrai cercare di sopraffarmi con la forza, ma se dirò quella parola tu ti dovrai fermare subito, significa che stiamo andando oltre e che il gioco non mi piace più, fino ad allora fingerò di cercare di difendermi e di divincolarmi, ma ci metterò il minimo della forza che ho in modo che tu possa sopraffarmi, ti va?”
Non dice niente, mi afferra, mi gira e mi sbatte a pancia in giù sul materassino, si sdraia sopra di me mentre io recito la parte di quella che non ci sta, il suo cazzo preme contro le mie natiche chiuse e dure come il marmo, prende il gel che abbiamo appena comprato e me lo fa cadere sullo spacco del culo, poi con le mani lubrifica tutto e pian piano si fa strada, senza troppi complimenti arriva a infilarmi dentro due dita e io ho un sussulto, “ahia cazzo” urlo, “mi hai fatto male!”.
“Questo non è niente” mi risponde, si siede sulle mie cosce chiuse e mi guarda il culo, poi mi tira un paio di sonore sculacciate al punto che mi viene da urlare, ma non voglio che ci sentano i vicini.
Adesso sento che sempre stando seduto sulle mie cosce, fra una sculacciata e l'altra si butta la crema lubrificante sul cazzo e se lo unge per bene, si stende sopra di me e con la mano lo guida fra le mie natiche.
“rilassa il culo” mi dice, “soffrirai meno”.
Lo so che quella non è la posizione ideale per farsi inculare “a freddo” ma il gioco è bello e, lo confesso, sentire un po' di dolore durante la penetrazione mi fa godere di più.
Spinge senza troppi complimenti e la sua cappella dilata il mio buco fino ad aprire la strada a tutto il resto della sua asta, io lo prego di desistere, gli propongo un pompino affinché mi lasci stare il culo, mi lamento ma non dico mai la parola d'ordine, in realtà non voglio che si fermi.
Mi sembrava che fosse già tutto dentro e invece con un colpo ben assestato mi sembra che ne entri altrettanto, non riesco a trattenere un urlo e lui, che è sopra di me, mi tappa la bocca con una mano e dice: “taci troia! Vuoi che ci sentano? Magari i vicini si incuriosiscono, vengono di qua e vedendo lo spettacolo si eccitano, così mi tocca dividerti con loro”.
A quelle parole la mia eccitazione sale a mille, aiutata dal fatto che lui mi sta tenendo la bocca chiusa con una mano mentre mi incula senza pietà dandomi dei colpi secchi e forti senza preoccuparsi di farmi male, anzi, sembra che sia proprio quello che vuole, che voglia vedere fino a che punto il mio culo è robusto.
E' la prima volta che ho dentro un cazzo che non ho ancora preso in bocca ne visto, ma a giudicare da quello che sento dentro ha delle dimensioni di tutto rispetto, sicuramente proporzionato alla mano che mi sta tenendo la bocca tappata.
Continuo a pensare alla scena dei vicini che entrano per vedere cosa succede, mi immagino due maschi abbronzati che assieme a lui si danno il cambio per trastullarsi l'uccello nel mio culo, poi mi viene in mente che è proprio in quella posizione che il mio primo ragazzo mi inculò “per provare” quando eravamo molto giovani, e al ricordo di lui che mi sfondava il culo non riesco a trattenermi, un brivido intenso mi percorre tutto il corpo, mi lascio andare e vengo godendo come una troia!
Lui se ne accorge, lo prego di fermarsi un attimo e mi chiede meravigliato: “ma sei venuto?”
io: “si, alla grande”.
“Cazzo!” esclama lui, “è la prima volta che faccio venire uno inculandolo”.
La sua autostima va a mille, non ha ancora capito che sono io una troia mangiacazzi, si alza da sopra di me, mi afferra i fianchi e mi solleva facendomi mettere a pecora, so benissimo cosa sta per succedere, adesso si sfilerà il preservativo e se lo menerà schizzandomi sulla schiena.
Decido di assecondarlo e di dargli una “visuale migliore” quindi invece di starmene a quattro zampe piego le braccia ed appoggio la testa sul cuscino, rimanendo col culo in alto.
Ma adesso che ci penso, quando se l'è messo il preservativo? Vuoi vedere che sto stronzo mi sta scopando a pelle? Mi volto un attimo, lo guardo e vedo che ha in mano il cazzo nudo, gli chiedo: “è il preservativo?”
e lui: “ma che preservativo, tra di noi, dai!” e mentre dice così prima ancora che io abbia il tempo di spostarmi mi afferra per i fianchi e mi incula di nuovo.
Eh no cazzo! Senza preservativo non voglio! Quindi urlo la parola d'ordine: “commessa! Commessa!”
Ma lui niente, non sente ragioni, “commessa un cazzo!” mi risponde, “te la do io la commessa!” e mentre mi tiene per i fianchi prende a stantuffarmi con ancora più energia.
Tanto ormai infilato me l'ha infilato e ha chiaramente dimostrato che non sentirà ragioni, speriamo che sia sano e godiamoci sta inculata.
Mi tiro su sulle braccia e inarco la schiena per offrimi ancora di più al suo cazzo, passo una mano sotto di me fino ad afferrargli le palle, sono enormi! Se questo mi viene dentro non sarà una sborrata, sarà un clistere! Ma mi eccita dirgli di no e vedere che lui va avanti imperterrito quindi continuo a pregarlo di smettere e lui, in tutta risposta, mi da delle fortissime e dolorosissime manate sul culo e mi dice: “taci troia! Ti inculo finché voglio io!”.
Mi accorgo che il ritmo cambia, sta chiaramente per venire, ormai con l'esperienza so capirlo, ho capito che vuole venire dentro e lo lascio fare, fingendo però di non volere e pregandolo di schizzare fuori.
Sento la sua cappella pulsare nel mio intestino poi distinguo chiaramente un forte getto che mi allaga le interiora, fa su e giù per un altro po come se volesse scrollarselo dentro fino all'ultima goccia, poi lo tira fuori, io rimango in quella posizione un attimo appoggiando di nuovo la testa al cuscino e inarcando la schiena, per far salire più su il suo sperma altrimenti rischierei di non riuscire a trattenerlo dentro e se lo perdessi sul materassino mi sentirei molto in imbarazzo.
Lui mi da due schiaffetti sul culo e mi dice: “grazie troietta, adesso vai a svuotarti e lavarti che ti porto a cena fuori, te la sei proprio guadagnata”.
Note finali:
se ti piacciono i miei racconti scrivi a gabrihole@email.it