i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

| Sexy webcam Chat  | ChoCam Mature webcam  |  Live18 |

[ - ] Stampante Capitolo or Storia
Indice
- Text Size +
Eccomi di nuovo. Sono la stessa M_ara autrice del racconto "Ballando con uno sconosciuto", e voglio ricominciare a scrivere. Fatemi sapere se lo stile vi piace, attendo vostri commenti!
--------------

Quando ho detto a mio marito che avevo invitato Luca da noi per un aperitivo, ho subito notato il suo sguardo. Gli occhi verso il basso, tra il triste e il rassegnato.
Mi stavo finendo di preparare, dunque decisi di prenderlo un po' in giro, tanto ormai Il gioco era quello.
"Come mi sta questa maglia, amore?", gli chiesi.
Dovete sapere che ho un bel seno. Una quarta scarsa, ma molto soda. Mi piace mantenermi in forma, e mi piace ancora di più farmi notare. Indosso spesso magliette molto attillate, e a volte non metto neppure il reggiseno. Quando passeggio in strada sento gli sguardi dei maschi accarezzare i miei capezzoli, che rispondono sempre sull'attenti. A volte in autobus mi metto di proposito col petto di fronte alla faccia di qualche bavoso sconosciuto, e alla prima frenata gli sfioro le labbra con le mie tette.
Quando c'è mio marito presente mi diverto ancora di più. Mi piace fargli vedere quanto sono troia.
"Allora, come sto?", gli chiesi ancora, con insistenza.
"Dai, stai benissimo, lo sai", rispose lui un po' turbato.
"Si vedono bene i miei meloni? Si vede che sono una gran figa?", gli chiesi strizzandogli l'occhio.
"Si', certo, certo...", si affrettò a rispondere.
"Certo cosa?", alzai la voce un appena il giusto per scuoterlo un po'.
"Si vede bene che hai un bellissimo seno, dai", rispose guardando per terra.
"Dillo, forza!", chiesi ad alta voce.
"Sei una gran figa, certo...", rispose contro voglia.
Sorrisi e mi aggiustai la gonna stretta. Mi avvolgeva per bene, e accompagnava perfettamente le mie lunghe gambe abbronzate.
Mi guardai ancora una volta allo specchio. I miei capelli corti e biondi mettevano in risalto la mia pelle giovane e miei occhi scuri. Una vera gnocca, nulla da dire.

Finalmente suono' il campanello. Andai io ad aprire, mentre mio marito finiva di sistemare i bicchieri e le bottiglie per l'aperitivo.
"Ciao Luca, che bello rivederti", sorrisi e lo abbracciai.
Il suo sorriso ampio non lasciava sospetti, mi aveva notata e aveva apprezzato la stretta.
"Ciao ragazzi, grazie mille per avermi chiamato, avevo proprio bisogno di svagarmi un po' dopo tutta la settimana al campo", disse mentre richiudeva la porta dietro di se'.
Luca era un istruttore di atletica, e seguiva giovani professionisti che si preparavano per varie competizioni.
Lo guardai mentre si avvicinava a mio marito per salutarlo. Un bel ragazzone, alto e con spalle larghe. Con un gran fisico e un sorriso unico.
Lo avevo conosciuto in palestra, e ci eravamo visti un paio di volte, ma sempre in compagnia e senza alcuna malizia. Più di una volta avevo sentito i suoi occhi su di me, e sono certa che anche lui era conscio della mia attrazione per maschi giovani e forti.
Dopo aver salutato mio marito, si girò di nuovo verso di me con aria interessata.
"Vedo che avete una casa bellissima, complimenti!", disse con un bel sorriso mentre il suoi occhi frugavano sotto la mia maglietta attillatissima.
"Grazie, siediti pure. Che ti offro da bere?", gli chiesi io.
Mio marito, poveretto, era in silenzio come al solito. Imbarazzato e fuori luogo. Un omuculo in confronto con quello stallone di Luca.
"Cominciamo con un bel Martini?", osò, e si sedette sul divano, divaricando un poco le gambe per mettersi comodo.
Notai subito il suo pacco. Ben fornito, non c'era dubbio, e forse anche un po' eccitato.
Guardai velocemente mio marito e gli strizzai l'occhio. Quella sera mi sarei divertita.

Tornai con due bicchieri di Martini e mi sedetti accanto a Luca. Mio marito era di fronte a noi, in poltrona. Nel sedermi, chissà come, versai parte del mio Martini sulla mia maglietta, mostrando immediatamente due bei capezzoli in tiro sotto il tessuto bagnato.
Luca non riusciva a togliere gli occhi dal mio seno, ed il pacco tra le sue gambe sembrava aumentare di dimensione.
Ne approfittai subito, e la mia mano si posò dolcemente sul quel grosso gonfiore.
Mio marito guardava, ma non disse una parola. Luca mi guardò negli occhi, incredulo.
Fu allora che schioccai le dita, per dare il segnale a mio marito. Il poveretto guardò Luca negli occhi e disse lentamente : "mia moglie è una vacca, e tu puoi farne quello che vuoi". Poi si rattristò coma solo lui sa fare, e fissò il pavimento.
Luca era ancora incredulo, allora io gli presi la mano e la portai sul mio seno.
"Stringimi le tette, schiaffeggia le poppe sode di questa vacca, dai", gli dissi.
Sentii la sua mano fare presa, avvolgere il mio seno sotto la maglietta bagnata.