i racconti di Milu
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Note:
Pura fantasia, nessun riferimento a persone reali.
“Ciao! oggi volevo un chilo d’uva, delle pesche e… sei banane…”.
Alice, una bellissima ragazza con i capelli neri, lunghi, piccolina ma con tutte le curve al posto giusto, un culetto sodo e super attraente, si era recata come faceva spesso al negozio di frutta vicino casa.

Lì lavorava un ragazzo di colore, probabilmente del Senegal, che lei aveva adocchiato e più di una volta provocato con il suo fare smaliziato e divertente.
Era fortemente attratta da quel ragazzo, tutto muscoli e sorriso, ma nello stesso tempo ne aveva paura per quello che si dice dei ragazzi di colore.

Lui aveva chiaramente capito che piaceva a quella ragazza, la guardava andar via ogni volta con la busta della spesa, ammirando estasiato il suo culetto fasciato da strette gonnelline super aderenti e cortissime o leggins che ne facevano una doppia pelle con la sua.

Quella volta però successe qualcosa di imprevisto…
“...e sei banane…” aveva detto Alice.
A quella frase dal tono ammiccante e provocatorio, il ragazzo decise che stavolta ci avrebbe provato con quella ragazza di cui conosceva anche il nome ed in qualche modo le sei banane gliele avrebbe offerte.

“Ciao Alice, oggi abbiamo dei frutti speciali per te” le disse lui con il tipico accento del nord Africa.
“Però li abbiamo lì dietro, nel retro… se vuoi ti faccio vedere di cosa si tratta…” le disse.

Alice lo guardò perplessa, aveva notato il suo tono provocatorio e un po’ ne ebbe timore di cosa avesse potuto pensare.
“Bè, nel retro… non so, non saprei se posso fidarmi…” rispose lei
“Certo che puoi fidarti, vieni… ti piaceranno i nostri frutti…” la invitò lui.

Alice lo guardò negli occhi, il cuore prese a batterle all’impazzata, sapeva che poteva essere una sciocchezza quello a cui stava pensando, ne aveva timore, ma ne era allo stesso tempo attratta.

“Ok, vengo a vederli…” gli rispose.
Lui la indirizzò verso una porta che apriva nel retro del negozio e la spinse facendola entrare.
Alice aprì la porta e per prima cosa vide che nel retro c’era un altro signore anche lui di colore, più grande del ragazzo, che nel frattempo stava lavorando.

Già la cosa spaventò un po’ Alice che comunque entrò e si fermò vicino alla porta.
Il ragazzo richiuse dietro di sè la porta e vi si piazzò davanti.
Lei restò ferma un attimo, poi vide lui che cominciava ad abbassarsi i pantaloncini facendo svettare un sesso già quasi in completa erezione.

Alice lo guardò e fece per avvicinarsi alla porta e scappare, ma lui era piazzato lì davanti.
“Dai, scusa...stavo scherzando” gli disse lei che però si soffermava a guardare quel sesso che diventava sempre più grosso.

“Guarda quello che fai al mio cazzo quando vedo il tuo culo… e quando vai via sculettando” le disse.
Nel frattempo si era avvicinato anche l’uomo più grande e anche lui si abbassò i pantaloni facendo uscire il suo cazzo ancora quasi floscio: “troietta!” l’apostrofò lui.

Alice si trovava ora davanti a due cazzi neri che stavano crescendo davanti a lei minacciosi, ne ebbe paura ma allo stesso tempo ne era attratta ed eccitata.
“Inginocchiati, puttanella!” le ordinò il ragazzo.

Quei cazzi avevano raggiunto il massimo della loro erezione.
Alice prese a guardarli e la sua eccitazione cominciò ad aumentare.
Si inginocchiò e ne prese uno subito in bocca.
Il giovane l’afferrò per la testa facendoglielo entrare in bocca per buona parte della lunghezza.

L’altro le prese una mano e cominciò a farselo menare.
Cominciarono a pomparle la bocca e la mano, poi quello più grande si abbassò e le sollevo la gonna cortissima scoprendole il culo.
Le palpò con forza la fica da sotto il perizoma trovandola completamente bagnata.
“La troietta è tutta bagnata” disse al ragazzo.

Quello appena sentita la frase, la fece togliere con la bocca e quasi sollevandola di peso la portò verso delle casse di frutta e la rovesciò a novanta gradi su una di esse.
Le sollevò la gonna e con uno strappo secco le fece saltare il perizoma.
Alice sentì l’elastico segnarle i fianchi, poi lo strappo che la rese ancora più eccitata e docile.

“Fate pianooo...vi pregoo!” disse con un fil di voce Alice.
Il ragazzo trovandola bagnata con un colpo secco la penetrò e fece entrare buona parte del suo cazzo nella fica di lei.
“Aaaaahhhh….” esclamò Alice e mentre apriva la bocca l’altro le si avvicinò e glielo piantò in gola.

“Mmmmmhhh…” si lamentò lei soffocando un urlo. Era stata penetrata in fica e in bocca contemporaneamente e ciò la trovò sconvolta, ma pronta a godersi tutto ciò che avrebbero potuto farle.
Presero a sbatterla, uno dietro in fica, l’altro violentemente in bocca.

Fecero cambio. Quello che la stava scopando si portò davanti e cedette il posto al suo amico che prese a scoparla in fica.
“Aaaaahhh...mmmmhhhh” godeva lei.
Mentre veniva scopata in bocca, il ragazzo prese il cellulare e cominciò a messaggiare con qualcuno, poi le fece una foto.
Alice non tardò molto a capire cosa aveva fatto.

Quello dietro con poche spinte le venne in fica, il ragazzo si portò di nuovo dietro di lei e tenendola per i fianchi sempre piegata sulla cassa di frutta ricominciò a montarla.
“Aaaaahhh… cazzoooo...cazzooo!” sempre più eccitata.
Poi sentì la porta del retro aprirsi e comparvero altri quattro uomini di colore.
Due più grandi e due ragazzetti che forse potevano avere 18 anni ciascuno.

“Hai visto che puttanella ho trovato?” esclamò quello che continuava a scopare Alice.
“Sì, proprio una troietta” disse uno, “adesso le facciamo la festa!”
A questa frase Alice capì che ne avrebbe avuto per un bel po’ “questi mi fanno una bella ripassata…” pensò.

Vide gli altri quattro calarsi i pantaloni e cominciare a menarsi il cazzo.
Uno glielo conficcò in bocca, l’altro prese a strusciarglielo in faccia.
Quello dietro intanto accelerò i colpi e le riversò in fica un numero impressionante di fiotti di sperma.
Appena venuto, continuò a stare dietro di lei e raccogliendo lo sperma che le colava dalla fica cominciò a lubrificarle il buco del culo.

Lo tastò con forza poi fece entrare un dito dentro.
“Il tuo ragazzo ti incula?” le chiese.
Alice non rispose, poi le venne liberata la bocca.
“Allora, l’hai mai preso nel culo?”
“Sii...l’ho presooo…”rispose Alice “ma i vostri sono troppo grossiiii…”

“Non ti preoccupare che te lo allarghiamo noi!” e con due dita cominciò a violarle il culo dilatandoglielo.
“Mmmmmhhhhh…..” esclamò lei rovesciando gli occhi e riprese ad essere scopata in bocca.

Quello con pochi altri colpi le venne dentro e poi togliendolo prese a cospargerle il viso con il suo sperma.
Uno dei due ragazzetti si portò con il cazzo in tiro dietro di lei e quando quello che la stava dilatando tolse le dita glielo conficcò di colpo nel culo.

Alice ebbe un sobbalzo “Aaaaahhhh….” urlò, spalancò la bocca e sbarrò gli occhi “pianooo...fate pianooo...almenooo” ed esplose in un fragoroso orgasmo “uuuuaaahhhhh….”.

Ormai era una buona mezzora che Alice subiva quel trattamento. Si trovava piegata con il culo proteso per essere chiavata da quei sei uomini e capì che non l’avrebbero fatta spostare di un centimetro finchè tutti non l’avessero presa.
Quel ragazzetto dietro dopo pochi colpi venne subito e cominciò a sborrarle nel culo.

L’altro ragazzetto prese il suo posto.
L’infilò questa volta lentamente e profondamente facendo vibrare Alice “Aaaaahhh… aaahhh…” continuava a godere lei di tutte quelle penetrazioni.
Anche a questo bastarono pochi colpi per venire, evidentemente eccitati a dismisura per quello che stavano facendo a quella ragazza.

L’ultimo uomo che ancora non l’aveva presa non perse tempo e la inculò anche lui di colpo.
Alice ormai era completamente stravolta e distrutta per quello che le avevano fatto e che ancora le stavano facendo. Sentiva il trucco colarle sul volto, i colpi di quello dietro sempre più violenti. Vide, voltandosi di lato, i due ragazzetti che cominciavano di nuovo a menarsi il cazzo che riprendeva vigore.

Sentì altri colpi nel suo culo e altro sperma riversarsi dentro di lei.
Ormai era completamente stravolta, non ce la faceva più.
Fece per alzarsi, venne mantenuta ferma.

“Ferma così troia! che ancora non abbiamo finito” le disse uno che prese una bottiglietta d’acqua e gliela fece colare sul buco del culo che grondava sperma.
La ripulirono e uno dei ragazzetti le si piantò di nuovo nel culo cominciando a spingerglielo con durezza.

“Aaaaahhh...bastaaaa...vi pregooo…” implorava Alice ormai distrutta.
“Ferma, ferma” continuava a dirle quello che la stava inculando.

“Aaaaaahhhh…” Alice venne con un ultimo potentissimo orgasmo, poi uno le venne nel culo, un altro le esplose nuovamente in viso.
Quando ebbero finito di scoparla, Alice si alzò, li guardò e cercò di ricomporsi tirando giù la gonna.

Fece per andarsene… “Eccoti servite le sei banane!” disse uno di loro scoppiando a ridere.
“Gra...grazie!...” ebbe la forza di dire lei aprendo la porta e scappando via.

Appena uscita dal negozio mise subito gli occhiali da sole per non farsi vedere da chi era in strada.
Corse verso casa, arrivò in bagno e appoggiando le mani sul lavandino si specchiò.

Vide gli occhi arrossati, il trucco sciolto sulle palpebre, una maschera del più assoluto godimento sessuale.
“Cazzo… che mi hanno fatto!” pensò turbata ma ancora eccitata per quello che aveva vissuto.

Prese a spogliarsi velocemente e freneticamente per gettarsi sotto la doccia.
Si ritrovò nuda di fronte allo specchio, trovò la forza di guardarsi bene, anzi voleva assolutamente vedere quello che le avevano fatto.

Vide la fica completamente arrossata e slabbrata, si girò aprendo il più possibile le natiche e vide il buco del culo oscenamente aperto, completamente estroflesso.

Ne fu sconvolta, aprì l’acqua, si mise sotto la doccia e portò una mano davanti prendendo a masturbarsi furiosamente.
Un nuovo orgasmo, questa volta provocato da se stessa, la travolse e la lasciò completamente spossata!

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