i racconti di Milu
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Capitolo primo

“Le faccio i miei complimenti, ha svolto un lavoro eccellente, è riuscita a convincerli nonostante le loro grandi perplessità iniziali.”
“La ringrazio per i complimenti, in effetti è stato uno dei lavori più difficili che mi siano stati assegnati, ma ancora non è finita.”
“Si ha ragione, senza la firma sul contratto non possiamo festeggiare. Per questo motivo che le ho prenotato volo e albergo per Milano.”
“Ma....veramente io dovrei andare in ferie! Non ricorda?”
“Dice sul serio?”
“Si dico sul serio, ho prenotato in Sicilia. Scusi ma non può mandare De Giorgi o la Filippini? Anche loro hanno seguito il progetto.”
“Voglio essere sincero fino in fondo, è vero hanno seguito il progetto fin dall’inizio, sono persone capaci ma io vorrei che fosse lei a concludere il tutto. Lei sa come trattare con loro inoltre penso che, se al momento della firma di un contratto cosi importante e complesso, si trovassero di fronte un’altra persona non la prenderebbero benissimo sarebbe quasi uno snobbarli.”
“Capisco ciò che dice ma ho un marito e due figli che mi attendono per le vacanze.”
“La prego, in fin dei conti si tratta di due giorni. Le prenoto da Milano un volo per la Sicilia a spese della società. Mi dica di si.”
Dopo averci riflettuto un po’ Barbara accettò di andare a Milano. Ora il difficile sarebbe stato spiegarlo a casa.
Infatti come previsto il marito e i figli ci rimasero molto male quando comunicò loro la notizia, alla fine riuscì a far accettare la cosa che era solo un ritardo di due giorni su una vacanza di due settimane.
L’indomani mattina tutta la famiglia si diresse in aeroporto: Francesco con i due figli prese un aereo con destinazione Palermo mentre Barbara ne prese un altro con destinazione Milano.
Durante il volo Barbara cercò di concentrarsi sul lavoro che l’attendeva ma si distrasse più volte pensando alla sua famiglia.
Arrivata a Milano prese un taxi e si fece portare all’hotel che la società le aveva riservato, era un hotel di alto livello al centro della città.
Mentre era intenta a effettuare le operazioni di check in presso la reception dell’hotel non fece caso all’uomo che uscì da una porta alle spalle della receptionist ma questi invece, dopo averla guardata, le disse: “Mi scusi lei è la signora Barbara De Palma?”
La donna alzò la testa e automaticamente rispose di si, solo qualche secondo dopo realizzò chi le aveva fatto quella domanda e rimase a bocca aperta.
Dopo essersi ripresa dalla sorpresa disse: “Sei veramente tu?”
“E’ si, in carne ed ossa!” rispose l’uomo sorridendo.
“Non ci posso credere!”
“Invece ci devi credere, sono qui”, cosi dicendo usci da dietro il bancone e si portò dove stava Barbara.
Si abbracciarono e si baciarono sulle guance.
“E’ passato tantissimo tempo eppure non sei cambiata per niente.”
“Sul fatto che sia passato tantissimo tempo concordo appieno, sul fatto che non sia cambiata per niente ho qualche dubbio” rispose lei sorridente.
“E’ vero, sei sempre uguale.”
“Tu invece hai qualche capello bianco in più.”
“Si vero, ma gli uomini brizzolati piacciono di più…..o no?”
“De gustibus”
“Che ci fai qui?” chiese l’uomo.
“Sono qui perché domani devo chiudere un importante contratto per la società per cui lavoro. Tu invece? Tutto elegante.”
“Io sono il direttore della baracca.”
“Ah! Complimenti! Alla faccia della baracca!” rispose lei sorridendo.
“Vieni che ti accompagno alla tua stanza”, prese la chiave sul bancone e fece strada verso gli ascensori.
Entrati nell’ascensore salirono al 5 piano.
Arrivati Maurizio la condusse fino alla stanza 506 l’aprì e la fece accomodare.
“Spero sia di tuo gradimento” le disse mostrandogliela.
“Si, grazie. E’ una stanza molto bella.”
“Se non ti piace la cambiamo te ne do una più bella.”
“Ma dai! Questa va benissimo.”
“Come vuole signora De Palma.”
“Errore non sono la signora De Palma ma la signora Franceschini visto che sono sposata.”
“Ops….chiedo venia”
“Figurati, non hai visto la fede?”
“No, mi era sfuggita…”
“Hai bisogno di una visita oculistica allora…”
“Provvederò quanto prima” rispose l’uomo sorridendo.
“Tu invece? Ti sei sposato, sei fidanzato o single?”
“Mi vedo con una…..”
“Ok..…è la tua schiavetta del momento?”
“….si…..sai che non sono fatto per le relazioni durature.”
“Un pochino ti conosco…..”
“Eggià un pochino mi conosci….”
“Quanti ha la tua nuova fiamma?”
“24.”
“Sempre giovani te le scegli, non sei cambiato in questo.”
“Giovani e belle..aggiungerei.”
“Certo hai ragione…..”
Nel mentre squillò il cellulare di lui.
Dopo aver ascoltato la comunicazione rispose: “arrivo subito” e riattaccò.
“Scusami Barbara ma ora devo andare. Se ti va dopo possiamo prendere qualcosa al bar.”
“No, tra meno di un’ora ho un appuntamento, renditi utile chiamami un taxi, grazie.”
“Va bene agli ordini, dopo l’appuntamento se vuoi pranziamo assieme.”
“Non ti so dire quando finirò.”
“Capito…..io lascio il mio numero, se vorrai mangiare qualcosa insieme chiamami”, prese un foglietto e scrisse il proprio numero di telefono e lo diede alla donna.
“Ok, se avrò fame ti chiamerò.”
Andato via Maurizio, Barbara aprì il trolley e sistemò le sue cose nella camera, poi usci fuori sul balcone da cui si potevano vedere alcune delle vie più importanti di Milano e la Madonnina del Duomo.
Rientrata si sdraiò sul letto e iniziò a ricordare.
Lei e Maurizio si conobbero durante una vacanza al mare, all’epoca lei aveva 20 anni e lui 28, dopo circa sei mesi si misero insieme.
Ricordava che quell’uomo aveva un qualcosa di particolare, un magnetismo al quale non riusciva a resistere.
Ripensava ai commenti delle sue amiche sul fatto che stesse insieme a un uomo molto più grande, alcune erano ammirate da questa cosa le dicevano: “che bello essere la donna di un uomo maturo”, mentre altre non approvavano dicendo che era troppo vecchio.
Lei andò avanti per la sua strada, rimasero insieme per quasi 5 anni fino a quando per motivi di lavoro lui fu costretto a trasferirsi all’estero. Per un annetto continuarono a sentirsi e vedersi ogni tanto ma lentamente persero i contatti fino in modo definitivo.
L’averlo rivisto le ha fatto fare un salto indietro di circa 15 anni, le ritornarono in mente i momenti d’intimità e di sesso che ebbero durante la loro storia e la “particolarità” di quei momenti soprattutto per il fatto che è stata il solo uomo, finora, a farle vivere sensazioni irripetibili, l’unico che sia riuscito a far uscire la sua vera personalità a letto.
Il suo ricordare fu interrotto dal telefono in camera tramite il quale l’addetta alla reception l’avvisava che il taxi era sotto ad attenderla.
Terminato l’impegno in programma guardò l’orologio, era da poco passato mezzogiorno e lo stomaco iniziava a borbottare, prese dalla tasca il foglietto con il numero di Maurizio e lo fissò, scrisse il numero sul cellulare ma prima di premere l’invio della chiamata ci ripensò, rimise il telefono nella borsa ma dopo qualche secondo lo riprese e inviò la chiamata.
Meno di un’ora dopo erano seduti in un elegante ristorante del centro di Milano.
“Mi ha fatto piacere ricevere la tua telefonata.”
“Sono stata molto indecisa se chiamarti o no.”
“Poi hai fatto la cosa giusta da fare…..”
“Sei sempre il solito stronzetto, non sei cambiato per niente.”
“Io sarò sempre il solito stronzetto e tu sarai sempre la mia troietta preferita.”
“Non cominciare ora, abbiamo avuto la nostra storia, l’abbiamo vissuta intensamente ma è finita, da un bel pezzo, in più sono sposata e ho dei figli per cui smettila.”
“Ma si non ti preoccupare, volevo solo ricordarti questa cosa.”
“Ok me l’hai ricordata, ora se non ti dispiace vorrei parlare d’altro.”
Dopo aver terminato il pranzo rimasero seduti ancora un po’ al tavolo.
Maurizio si fece portare il conto.
“Vado al bagno”disse la donna e fece per alzarsi.
“Portami il tuo perizoma.”
“Abbassa la voce!” fece lei guardandosi intorno, c’erano altri clienti ma in tavoli lontani e non sembravano aver sentito nulla.
“Sei impazzito? Ti ho detto si smetterla!”
Lui la guardò negli occhi e con voce calma: “Portami qui il tuo perizoma.”
“Coglione!” disse lei dirigendosi a passi veloci e nervosi verso la toilette.
Dopo cinque minuti tornò verso il tavolo, lui era seduto.
“Io vado” disse lei.
“E il perizoma?”
“Ripeto io vado, se vuoi rimani qui.”
“Il perizoma, prego.”
“Sei proprio uno stronzo, un grandissimo stronzo e figlio di puttana” le disse lei sussurrandoglielo e nel contempo tirò fuori dalla borsetta un perizoma nero e glielo porse sotto il tavolo.
Lui preso in mano lo guardò e poi l’appoggiò sul tavolo.
“Ma che cazzo fai?” le disse lei, volendo gridare ma non potendolo fare.
“Ora possiamo andare.”
Barbara tentò di riprendersi il perizoma ma Maurizio fu più lesto di lei.
“No cara, questo è mio.”
Lei si girò e uscì dal locale con passo svelto e nervoso.


Capitolo secondo

Usciti in strada Maurizio seguiva Barbara che camminava sempre con passo svelto.
“Dove devi andare ti accompagno?”
“Non voglio niente da te!” rispose con tono deciso la donna.
Al che lui accelerò il passo fino a raggiungerla, la prese per un braccio fermandola e facendola girare.
Si guardarono negli occhi.
“La fai finita di fingere.”
“Fingere cosa?” chiese lei.
“Fingere che tutta la cosa non ti sia piaciuta.”
“Non mi è piaciuta sul serio, te l’ho detto siamo stati insieme, siamo stati bene ma ora è un’altra storia, sono sposa..” fu interrotta.
“….sei sposata, hai due figli, lo so già me l’hai detto, ma io so che dentro di te sei rimasta quella che eri anni fa, una troietta…”
“Ma come ti permetti?” fece per dargli uno schiaffo ma lui le fermò il braccio e le fece un sorriso.
“Ora vieni con me” le disse con tono pacato ma deciso.
“Io non vengo da nessuna parte!” rispose lei.
“Oh si che verrai con me.”
“Perché se dico di no che fai? Mi rapisci?”
“Sarebbe un’opzione molto interessante, ma credo che verrai da sola.”
“Io credo di no, invece…”
Squillò il cellulare della donna, era il marito per cui si allontanò per rispondere.
La conversazione durò alcuni minuti e distrasse completamente l’attenzione di Barbara.
Riattaccato il telefono, la donna vide davanti a se Maurizio, che intanto aveva preso l’auto, attenderla fuori della sua autovettura.
“Allora andiamo?”
“Te l’ho detto, non vengo con te.”
“Ma hai detto a tuo marito che sei senza perizoma?”
“Cosa centra questo?”
“Hai detto a tuo marito che la cosa ti eccita?”
“Falla finita e abbassa la voce!”
“Hai detto a tuo…”
“Smettila!”
“Sali allora……”
“Sei un grandissimo figlio di puttana” disse la donna avviandosi verso l’auto e salendo a bordo.
Maurizio mise in moto e partì.
Dopo alcuni minuti in cui entrambi rimasero in silenzio Barbara disse: “ almeno posso sapere dove cazzo stiamo andando?”
“No, non lo puoi sapere.”
“Maurizio non fare lo stronzo!”
“Non lo sto facendo, vedrai che ti piacerà.”
Il viaggio durava da più di mezz’ora, Maurizio era uscito dalla città e seguiva le indicazioni per il confine.
“Ora basta, riportami indietro.” Disse lei.
“Tranquilla tra poco siamo arrivati.”
“Tranquilla un cazzo!”
“Come sei diventata volgare…”
“Lo divento quando sono in compagnia di uno stronzo.”
“Uno stronzo che però ancora ti eccita….giusto….?”
“No.”
Lui la guardò sorridendo.
“Cosa ti ridi?”
Tempo di fare questa domanda che squilla il cellulare di Maurizio, sul display appare : Chiara.
“E’ la tua troietta?” chiese sarcastica Barbara.
“Si” rispose lui.
“Che fai non rispondi?”
“Certo che rispondo” e spinse il tasto verde del telefonino.
La telefonata era in vivavoce con il bluetooth dell’automobile.
Dopo i saluti e alcune comunicazioni riguardo l’hotel, lei lavora come impiegata amministrativa, Chiara chiese a Maurizio quando sarebbe tornato in albergo.
“Ora sono in compagnia di Barbara quella donna di cui ti ho parlato, credo che tornerò nel tardo pomeriggio.”
“Ah ok. Dove state?”
“In auto….. Ma lo sai che la signora è senza perizoma?”
“Wow alla grande!”
“Quando riattacchi vai a toglierlo anche tu e rimarrai senza finché non tornerò.”
“Va bene.”
Barbara rimase scioccata e senza parole.
“Dove la stai portando?” chiese Chiara.
“Non posso risponderti perché è una sorpresa per lei.”
“Ah ok” rispose ridacchiando, poi: “Ma vuoi che vi raggiunga più tardi?”
“Non saprei, anzi fai una cosa chiedilo a lei direttamente sono in vivavoce.”
“Ma certo con piacere! Ciao Barbara!” disse con enfasi la ragazza.
Alquanto imbarazzata la donna ci mise qualche secondo prima di rispondere: “Ciao….”
“Come saprai già io sono Chiara, Maurizio mi ha parlato di te.”
“Bene, mi fa piacere….” Con tono gelido e distaccato.
“Come avrai sentito volevo sapere se vi potevo raggiungere più tardi…..”
“Non dovrai raggiungere nessuno visto che ora il “tuo” Maurizio farà marcia indietro e mi riporterà subito in hotel!”
“Ok… capito…. Vi lascio ho del lavoro da sbrigare.”
“Ricordati quello che ti ho detto….”
“Si certo………” e chiuse la conversazione.
“Portami indietro!” disse Barbara in tono perentorio.
Maurizio senza rispondere accostò l’auto appena possibile. Si trattava di una strada stretta, piena di curve con qualche breve rettilineo, le abitazioni erano poche e sparse qua e là. Ai lati della strada c’era una fitta vegetazione e si intravedevano degli alberi alti, forse un bosco. L’auto era parcheggiata in uno spiazzo davanti al cancello d’ingresso di una casa.
“Ok……. Arrivati qui ora la scelta sta a te: continuare ad andare avanti fidandoti oppure tornare indietro”.
“Tu mi devi spiegare a che gioco stai giocando” disse lei sempre con tono concitato.
Lui, calmo e tranquillo: “al gioco che ti piace….”
“Cosa centrava lei?”
“Ora siamo io e te, qui……”
“Cosa centrava lei?”
“Allora non mi hai sentito, ora qui siamo io e te, sta a te la scelta…”
Seguirono lunghi secondi di silenzio, interrotti dall’arrivo di un messaggio whatsapp sul telefonino di lui.
Erano due foto di Chiara, in una si vedeva il suo perizoma nell’altra la sua fica completamente rasata.
“Immagino sia la tua troietta….” Chiese lei.
“Molto perspicace” rispose lui e le fece vedere le foto.
“Torniamo indietro” disse lei.
“Come desideri.”
Maurizio fece inversione e riprese la strada verso Milano.
Fatti pochi chilometri Barbara improvvisamente chiese a Maurizio di prestargli il suo cellulare, l’uomo, perplesso glielo diede.
Barbara aprì il programma di messaggistica, aprì la conversazione con Chiara, si abbassò i pantaloni e si fece una foto della sua fica, spendendola poi alla ragazza con la scritta: “Questa è la mia…”
Maurizio vista la scena iniziò a ridere, poi disse: “Ora ti riconosco…..”
“Sei veramente un figlio di puttana di proporzioni bibliche” disse la donna.
“Tu sei veramente una grande troia, lo eri e lo sei ancora anche se vuoi cercare di nasconderlo dietro la “figura” della moglie e mamma.”
Barbara fece un sospiro e lo guardò negli occhi, vide il lui lo sguardo che non ammette repliche e che “comanda”.
Nel frattempo la coppia continuava la sua strada verso Milano, Barbara, eccitata, iniziò a slacciare i pantaloni di Maurizio fino a tirare fuori il cazzo e iniziò a masturbarlo.
Il segnale acustico avvisò che erano arrivati due messaggi whatsapp, Maurizio, che aveva inserito il telefonino in un gancio sul cruscotto, li aprì, erano di Chiara.
Il primo diceva: “Carina, rivolta alla fica di lei, perché non te la rasi completamente?”
Il secondo era una foto in cui si vedeva un dito, smaltato di rosso, della ragazza che era appoggiato sulle grandi labbra della fica.”
Barbara, smise per un momento di masturbare Maurizio, rispose alla foto scrivendo: “Complimenti bellissime mani e ottima scelta per lo smalto…..proprio quello che piace a lui”
“Sai essere molto pungente e ironica..”
“Perché non te lo ricordavi?” e riprese a masturbarlo.
Appena ebbe la possibilità Maurizio rifece inversione.
La risposta di Chiara non si fece attendere, inviò una foto con due dita inserire nella vagina e con la scritta: “grazie per i complimenti, ma credo che a lui piacciano di più cosi le mie mani…”
Dopo aver letto Barbara prese il telefonino e fece una foto della sua mano che stringeva il cazzo di Maurizio scrivendo: “credo che al momento preferisca le mie di mani….”
“Ora direi che potresti concentrarti solo di lui invece di battibeccare con Chiara” disse Maurizio mentre continuava a guidare.
“E’ lei che provoca” rispose Barbara.
L’uomo portò il braccio verso la donna, le prese la testa e la portò verso il suo cazzo, Barbara aprì la bocca facendoci entrare il membro eretto e iniziò a fare su e giù.
Mentre la strada si faceva sempre più tortuosa la bocca della donna faceva egregiamente il suo dovere, ogni tanto Maurizio staccava una mano dal volante per spingere la testa di Barbara in modo tale che ingoiasse fino in fondo il suo cazzo, sapeva che lei amava questa cosa e anche lui……
Fece appena in tempo a fermarsi in uno slargo che venne in modo copioso nella bocca di lei che, colta di sorpresa dalla violenza dell’eiaculazione, fece per tirarsi indietro ma la mano di Maurizio sulla testa le impedì la cosa.
In pochi secondi la donna ebbe la bocca piena di sperma tanto che non riuscì a ingoiarlo tutto e alcune gocce le caddero dai lati delle labbra.
“La prossima volta non devi farne cadere neanche una goccia..”
Con la bocca ancora impastata dal liquido seminale Barbara non riuscì a parlare ma fece cenno di si con la testa.


Capitolo terzo

Nel frattempo sul telefonino di Maurizio erano arrivati diversi messaggi tra cui quelli di Chiara con due foto nelle quali, riflesso nello specchio, si vedeva il suo bel lato b con la scritta: “lui va pazzo per questo….”
L’uomo fece leggere il messaggio a Barbara la quale si fece una foto della bocca con ancora qualche residuo di sperma e scrisse: “va pazzo anche della mia bocca….”
Mentre Barbara scriveva il suo messaggio Maurizio era sceso dall’auto e aperto il portabagagli dal quale tirò fuori una bottiglietta d’acqua che porse a Barbara e poi una piccola borsa.
Lo spiazzo nel quale erano fermi costeggiava un bosco, gli alberi facevano da schermo ai raggi del sole che scaldava la giornata.
“Finora abbiamo scherzato ora faremo sul serio” le disse l’uomo mentre lei si sciacquava la bocca.
Barbara lo guardò con aria interrogativa.
Maurizio aprì la borsa e tirò fuori un paio di manette.
“Che ci devi fare?”
“Secondo te?”
“Sei uno grandissimo stronzo…”
“Tuo marito non lo fa, vero…..?”
“Stronzo, stronzo, stronzo.”
“Girati e dammi le mani.”
“Se non ubbidisco cosa fai?”
“Ubbidirai invece..”
“Cosa te lo fa credere?”
“Me lo fa credere il fatto che ti conosco molto bene….”
“Ah si? Allora io non mi giro e non ti do le mani…”
Maurizio si avvicinò a Barbara e senza dirle nulla le prese un braccio e con un movimento deciso glielo portò dietro la schiena, la donna fece una minima resistenza ma la forza di Maurizio ebbe la meglio e riuscì ad ammanettare i polsi di Barbara dietro la schiena.
Il freddo dell’acciaio sulla pelle le diede un brivido che le percorse tutto il corpo.
“Lo so che ti piace cosi”le disse Maurizio mentre l’aiutava a sedersi in auto.
Maurizio risalito in auto allacciò la cintura di sicurezza alla donna e poi riprese la marcia verso la destinazione finale.
“Ora che sono “ufficialmente” tua prigioniera, posso sapere dove mi stai portando?”
“Ancora un pochino di pazienza e lo vedrai con i tuoi occhi.”
Dopo pochi minuti lo smartphone di Maurizio iniziò a squillare, era Chiara.
L’uomo rispose con tramite il vivavoce dell’auto: “Ciao Chiara.”
“Ciao Mauri, come va?”
“Bene direi…”
“Dove state?”
“Siamo per strada, tra poco arriveremo.”
“Lei dov’è?”
“Qui vicino a me. Ti sente.”
“Ah….allora ti faccio i miei complimenti..”
“Per cosa?” rispose Barbara in tono ironico.
“Per le foto che mi hai mandato, tutte molto belle…”
“Ti ringrazio, troppo buona…”
“Dico sempre quello che penso..” rispose Chiara.
“E allora dimmi…….., cosa stai pensando ora?”
“Sto pensando che sei fortunata perché tra poco verrai scopata da lui mentre io sono costretta a stare qui, invece di essere con voi.”
“E chi ti ha detto che ti avrei voluto con noi?”
“Io credo che alla fine avresti voluto….”
“Mi fa piacere che tu abbia queste certezze. Comunque rimane il fatto che tu ora non sei qui…”
Maurizio continuava a guidare e gustarsi il loro punzecchiarsi.
Terminata la chiamata Barbara si rivolse a Maurizio dicendogli: “Quanto ti piace che tra me e lei c’è questa competizione, non volevi altro vero?”
“Avete fatto tutto voi…”
“Comunque io quella stronzetta non la voglio vedere.”
Passarono altri cinque minuti e poi Maurizio svoltò a destra prendendo una strada sterrata fino ad arrivare davanti a un cancello di ferro, scese lo apri, entro con l’auto e poi lo richiuse.
Sullo sfondo si vedeva un casolare e dopo qualche altro centinaio di metri la macchina si fermò al lato dello stesso.
“Eccoci arrivati” disse Maurizio una volta spento il motore dell’auto.
“Cos’è questo posto?” chiese lei, dopo esser scesa dall’auto aiutata da Maurizio.
“Un vecchio casolare che ho acquistato un annetto fa. Era completamente abbandonato, ho fatto qualche lavoro di ristrutturazione e lo uso..”
…”per scopare con le tue amichette” finì la frase lei.
“Anche per quello. Ma in primis per rilassarmi quando voglio staccare dallo stress della città. Qui vicino c’è un sentiero che porta ad un laghetto.”
Aprì la porta ed entrarono all’interno, il casolare non era molto grande, fatto in legno e mattoni, due finestre davano la luce necessaria a far si che quella artificiale non venisse accesa.
Fece sedere Barbara su una sedia di legno e da dietro le mise una benda nera sugli occhi.
La donna rimase in silenzio e in attesa, sentiva Maurizio muoversi per la stanza e cercava di capire cosa stesse facendo.
Lo sentì avvicinarsi, si fermò davanti a lei e, lentamente, iniziò ad accarezzarle, prima da sopra la camicetta poi mettendo la mano dentro, il seno.
In pochi secondi i capezzoli divennero turgidi, lui le sbottonò la camicetta e abbassò il reggiseno in modo tale che i seni della donna poterono essere liberi.
Continuava a giocare con i capezzoli quando improvvisamente li strinse e li tirò verso di lui, la donna ebbe un sussulto e poi iniziò a gemere in maniera sempre più forte.
“Ti piace….vero?”
“……si….si……si…..”
con una mano l’ aiutò ad alzarsi dalla sedia e, dopo averle tolto le manette, le disse di spogliarsi lasciando solo il perizoma.
Barbara fece quanto l’uomo le avevo ordinato.
Rimase immobile in attesa degli eventi, l’eccitazione era a mille, il non vedere cosa stesse per accadere da una parte la infastidiva ma dall’altra le provocava enormi emozioni.
La sua mente lavorava alacremente immaginando cosa potesse farle il tutto fu interrotto quando Maurizio prendendola per un braccio la fece camminare per qualche metro, poi la fermò le prese le braccia portandole verso l’alto e legò i polsi ad una corda che veniva da sopra.
Maurizio le girò intorno un paio di volte poi iniziò, lentamente, ad accarezzarla su tutto il corpo, davanti e dietro, sfiorando i capezzoli che ormai sono diventati dei veri e propri chiodi.
Si mette di lato rispetto a lei e con entrambe le mani scorre sul corpo della donna su e giù fino ad arrivare sulla fica sul sedere; con la mano sinistra massaggia il clitoride e le labbra mentre con la destra le accarezza il posteriore che la palestra ha reso sodo e tonico.
Barbara geme di piacere e gli chiede di non fermarsi.
Maurizio lentamente comincia a infilare un dito della mano nella vagina della donna mentre continuano le carezze sul sedere alternate a delle sculacciate che la fanno sussultare ogni volta.
Mentre continua con le operazioni di piacere avvicina il viso al collo di lei e lo bacia, per poi arrivare all’orecchio, punto molto sensibile per lei.
Barbara gira la testa verso di lui cercando la sua bocca.
Maurizio continua la masturbazione inserendo il secondo dito nella fica e la bacia sulla bocca, lei non appena sente le labbra di lui poggiarsi sulle sue risponde al bacio con tantissima passione cercando la lingua di lui.
I gemiti di piacere derivanti dalla masturbazione vengono attutiti dal baciarsi.
Improvvisamente Maurizio smette di baciarla e toglie le dita dalla fica, bagnatissima, e si allontana; Barbara rimane in attesa……
Lo sente dietro di lei avvicinarsi e un qualcosa le chiude la bocca,un bavaglio.
Erano tantissimi anni che non veniva più legata, bendata e imbavagliata, le mancava molto.
Inutile dire che ormai l’eccitazione era arrivata a livelli altissimi, aveva voglia di essere scopata, invece improvvisamente arrivò una frustata, leggera, sulla schiena.
Ebbe un sussulto,il gemito di dolore/piacere attutito dal bavaglio, in rapida successione arrivarono altri quattro colpi, ne aspettava altri e invece più nulla.
Si accorse di essere venuta…….Il liquido le colava lungo le gambe.
“Guarda guarda…..la signora è venuta senza neanche averlo preso….ma brava…Ora ti faccio una foto e la mando alla troietta, lei non ha mai fatto una cosa simile, sai come sarà invidiosa. Vuoi che faccio questo?”
Barbara fece cenno di si con la testa.
“Fatto” disse lui dopo qualche secondo, “Ora attendiamo la sua risposta, nel frattempo noi continuiamo..”
Barbara fece un si vigoroso con la testa.
Maurizio si avvicinò a lei facendo strusciare sulla pelle il suo cazzo in erezione, quando stava passando dietro lei inarcò il bacino all’indietro e lui, con la punta, le sfiorò la pelle.
Nel mentre lo smartphone emise il suono di un messaggio, Maurizio lo prese e lesse: “Veramente una grande troia, voglio venire anch’io!”
“Cosa le devo rispondere?” chiese.
Lei fece cenno di no con la testa.
Lo sentì di nuovo muoversi nella stanza poi avvicinarsi da dietro, le mani di lui le presero i fianchi e con una spinta decisa infilò il cazzo nella fica della donna.
Barbara ebbe un fremito lungo tutto il corpo, sentiva il membro duro dentro di lei, lo sentiva muoversi, entrare ed uscire, voleva muoversi ma le corde glielo impedivano.
Voleva urlare ma il bavaglio glielo impediva.
Voleva essere scopata in questo modo.
Maurizio continuò a penetrarla con vigoria fin quando venne per la seconda volta poco prima che lui, a sua volta, esplodesse in un piacere immenso.
Sciolse i polsi di Barbara e la accompagnò a sedersi visto che ancora le tremavano le gambe.
Le tolse benda e bavaglio.
Dopo aver bevuto un bicchiere d’acqua ed essersi ripresa dall’eccitazione Barbara disse: “Era da tantissimo tempo che non venivo scopata in questo modo, mi conosci troppo bene..”


Capitolo quarto

“Ti scoperei ancora per ore però purtroppo dobbiamo tornare ho una riunione che mi attende tra un’ora” disse lui.
“Si andiamo, io mi vorrei riposare un pochino, sai è stata una giornata intensa…….” rispose lei.
Trenta minuti dopo Maurizio parcheggiò l’auto nel posto a lui riservato nel garage dell’hotel, mentre Barbara varcava la porta girevole dell’ingresso principale.
Chiese la chiave alla reception e si diresse verso gli ascensori.
Mentre attendeva che uno dei due arrivasse al piano vide riflessa nello specchio, che divideva i due ascensori dell’hotel, la figura di Chiara che si avvicinava a lei.
Fece finta di niente, Chiara le arrivò vicina e le sussurrò a bassa voce: “Ti sei divertita vero? Peccato che per te sia durata solo un paio d’ore mentre io quando voglio…”
Barbara fece un sogghigno, poi girando il viso di lato verso la ragazza la guardò negli occhi e le disse: “Ricordati che lui è stato, è e sarà sempre mio mentre tu sarai solo una delle tante schiavette che si farà.”
In quel mentre si aprì la porta dell’ascensore e Barbara disse: “Ora scusami ma ho voglia di un bagno caldo è stata una giornata faticosa” entrò nell’ascensore premette il tasto 5 e le porte si chiusero.
Arrivata in camera aprì l’acqua nella vasca, versò del bagnoschiuma e dopo essersi spogliata si immerse venendo sommersa dalla schiuma.
Chiuse gli occhi lasciandosi rilassare dal tepore dell’acqua non poté fare a meno di ripensare a quello che era successo poco prima e fu sorpresa di una cosa non era pentita di quello che aveva fatto, anzi avrebbe voluto che continuasse ancora per ore e ore.
Talmente si rilassò che finì per addormentarsi per risvegliarsi quando l’acqua si era raffreddata.
La sera si fece portare la cena in camera e andò a letto presto il giorno dopo era troppo importante per lei e la società.
Il mattino dopo si alzò alle 7:30 e dopo la colazione si fece chiamare un taxi che la portò al luogo dell’appuntamento.
La riunione durò poco meno di due ore al termine della quale aveva in mano i contratti firmati e poté avvertire il suo direttore che si congratulò ancora una volta con lei.
Terminato il lavoro, sempre con un taxi, tornò in hotel preparò i bagagli e scese nella hall, l’aereo per Palermo era prenotato per il primo pomeriggio.
“Spero che sia andato bene l’incontro” le disse una voce alle sue spalle.
Riconobbe la sua voce, si girò e gli rispose sorridendo: “Si è andato tutto bene.”
“Sono contento, come sono contento di averti rivista.”
“Anch’io sono contenta, anche se forse è meglio che non ci vedremo più…”
“Chissà, lasciamo fare al destino, sa lui cos’è meglio per noi.”
“E’ arrivato il taxi signora” le disse la signorina alla reception.
“Beh direi che siamo ai saluti” disse lei guardandolo negli occhi.
“Pare proprio di si, spero sia solo un arrivederci.”
“Ciao Maurizo” e lo baciò sulle guance.
“Ciao Barbara e BUONE VACANZE.”
Il tassista era entrato e le aveva portato in auto la valigia e lei uscì dall’hotel con il trolley.
Due ore più tardi era sull’aereo con destinazione Palermo.