i racconti di Milu
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Note:
Dedicato a chi mi ha fatto tanto soffrire in questi ultimi anni, prendendo sempre tutto da me e non dando mai nulla nel nostro rapporto.
Non so per quale motivo ho accettato di passare l’estate in questa villa. No, non è vero, lo so perfettamente, sono una masochista. Ho accettato unicamente per farmi del male, per vedere lui con lei, per farlo uscire definitivamente dalla mia vita.

Una volta arrivata, mi accorgo che sono state prese in affitto ben due ville, una accanto all’altra, facente parte della stessa tenuta. Devo ricordarmi di cercare Cristiano, per pagargli la mia quota dell’affitto, meglio togliersi subito il pensiero.

«Ehi, Francy, ciaoooo», all’ingresso scorgo la figura sinuosa della mia amica. «Come stai, tesoro.», le dico mentre le bacio le guance.

«Amore, ma ciao. Non ti aspettavo fino a domani». Mi dice lei stupita.

«Si, lo so, ma poi mi son detta che sarebbe stato meglio arrivare prima di lui. Visto che non sa della mia presenza»

«Ehm, Clara, non vorrei contraddirti, ma loro sono arrivati ieri sera. Hanno deciso di incontrarsi direttamente qui, per la loro prima volta, non hai idea del casino che hanno combinato. Non abbiamo detto nulla per discrezione, ma se stanotte continuano a fare tutto quel chiasso, Cristiano li affronterà, se non hanno rispetto per gli altri, si prendessero una stanza in hotel».

«Ahahah, ma lo sai quanto sia menefreghista lui. Comunque, se non vi crea problemi, prendo la stanza accanto a loro. Tanto mi sarà utile per smettere di pensare a lui e di sperare in un suo ritorno. In più ho un sacco di tappi per le orecchie».

«Tesoro sei sicura? Ti farai tanto male a sentirli trombare», mi dice la Francy con tono preoccupato.

«Si, sicuro, stai tranquilla, ho bisogno di una terapia d’urto, o non riuscirò ad andare avanti nella vita».

«Va bene, allora, guarda la tua stanza è al primo piano della scalinata di destra, segui il corridoio, è la porta che troverai alla fine. Se hai bisogno o se vorrai cambiar stanza, parlane con Cris, lui sa già la situazione e capirà. Ora ti lascio, sto andando a fare l’ennesima spesa»

Poco per volta scarico i miei bagagli dalla macchina e mi sistemo nella mia camera. Sento il vociare provenire dall’altra parte del muro, segno evidente che il bastardo è lì con lei. Sorrido pensando alla sua espressione, quando mi vedrà lì. Gli prenderà un infarto e gli starà bene.

A pranzo scendo di sotto per capire se posso esser d’aiuto in qualcosa. Mi mettono subito a preparar delle insalate miste.

«Ma lo sai che Valentino è qui, ha portato con sé anche la sua nuova tipa, una ragazzetta cafona e maleducata». Mi dice Fabrizio, ma il suo sguardo mi trasmetteva tutta la sua compassione per me.

«Si, me l’hanno detto, ma tanto io sarò spesso in spiaggia e la sera se si esce, dubito che si uniranno a noi, quindi va più che bene». Gli sorrido per far cessar la conversazione.

«MA CHE CAZZO…», tutti ci giriamo entrambi per capire chi avesse lanciato l’urlo. Era lei, Milena, mi aveva riconosciuto, nonostante il mio massiccio dimagrimento, aveva immediatamente accostato il mio viso, al volto che riempiva il profilo social di lui. «CHE CAZZO CI FAI QUI? CON CHE DIRITTO TI INTRUFOLI? DEVI LASCIARCI IN PACE, QUI NON CI PUOI STARE, NOI ABBIAMO PAGATO PROFUMATAMENTE PER QUESTO POSTO..»

«Cos’é tutto questo caos? Siamo mica al mercato del pesce!?!», Cristiano entra di corsa e capisce immediatamente la situazione. «Senti ragazzina, ora stai esagerando. Vedi di darti una calmata, non sei la padrona della villa, anzi al momento sei più una mantenuta del tuo compagno, visto che non hai sborsato un euro, neanche per il cibo che tra poco divorerai come ieri sera. Per non parlare che siete stati dei gran maleducati stanotte, non permettendo a nessuno di dormire, per ascoltare le tue urla. Continuate così e saremo tutti ben lieti di ridarvi i soldi dell’affitto indietro, pur di non avervi tra le scatole. Clara ha pagato come tutto e sarà con noi tutta l’estate. Non vogliamo problemi qui, sono stato chiaro?»

«Tu a me non parli così, non permetto neanche al mio fidanzato…»

«Non me ne fotte un cazzo di quello che permetti ed a chi, qui siamo un gruppo e chi crea disturbo a tutti gli altri, sarà invitato ad andarsene, senza troppe cerimonie. Ora, se sei qui per dare una mano, bene, altrimenti… aria». Cristiano era davvero furioso, chissà cosa sia accaduto ieri notte, non lo avevo mai visto così.

«Grazie», gli sussurro, quando mi passa accanto.

«Non l’ho fatto per te, anche se sarei intervenuto lo stesso, ma da quando è arrivata non fa che comportarsi da cafona. Sto toporagno mantenuto, che sembra un uomo. Uno scherzo della natura con le tette. Ahahah»

Gli sorrido

«Ah, nel cambio di partner lui ci ha palesemente rimesso, ma è troppo coglione per capirlo ora, aprirà gli occhi quando sarà troppo tardi», aggiunge mentre mi aiuta a portare le insalate sul tavolo.

A pranzo l’atmosfera era surreale, io che ridevi e scherzavo con chiunque, ma sentivo il suo sguardo perennemente su di me. Lei era subito corsa a riferirgli tutto, quindi addio effetto sorpresa, ma decisamente aveva strabuzzato gli occhi nel vedermi. Indossavo un bikini che esaltava il mio nuovo fisico asciutto e formoso. Il mio enorme seno soffriva nello stare strizzato in quel misero costume. A completare l’abbigliamento, un parei che donava un effetto vedo e non vedo del mio culo.

Avevo ritrovato vecchi amici, che si erano allontanati da me, a causa delle palle che lui raccontava sul mio conto, ma stavo conoscendo anche nuove persone all’apparenza simpaticissime. Mi offrii di lavare le pentole, mentre Cristiano mi delucidava della modalità di far spese e che se avessi avuto delle esigenze particolari, poteva istallarmi un minifrigo in camera. I proprietari ne avevano procurati un tot ed erano ancora disponibili. Ne approfitto subito, accettando la gentile offerta.

Lo conoscevo da quasi sei anni, ormai, nei periodi di crisi col mio ex, avevo anche fantasticato su un ipotetico flirt con lui, ovviamente non avevo mai lanciato segnali. Lui era fidanzatissimo e bellissimo, irraggiungibile per me e poi sono una donna fedele, se innamorata, anche durante la crisi più nera. Per non parlare del fatto che era un suo amico, non mi sarei mai sognata di farci nulla.

Una volta finito di ripulire la cucina, decido di prendere il sole a bordo piscina, sono troppo stanca per scendere in spiaggia e poi so già che resisterò ben poco sotto questo sole cocente oggi. Neanche il tempo di spalmarmi la crema abbronzante e di trovar qualcuno che mi aiuti a metterla anche sulla schiena, che sento il mio nome echeggiare nell’aria. Cristiano affacciato ad un balcone richiama la mia attenzione.

«Sali su, ti sto mettendo il minifrigo, devi dirmi dove vuoi che lo installi, ci son diverse opzioni», mi dice lui.

«Rompipalle e guastafeste, arrivo», gli rispondo con una linguaccia. Lui sorride e rientra in casa.

Una volta entrata in camera, noto che non c’è solo l’elettrodomestico come novità.

«Ti stupisci? Conosco la tua continua voglia di schifezzoidi, in questo piccolo mobiletto poi nascondervi tutte le patatine, cioccolate e tutto quello che io non approverei in una alimentazione sana», mi sorride, mi conosce più di quanto io abbia mai immaginato.

«Non iniziare a rompere con il cibo, lo sai che adoro mangiare e poi potresti allenarmi nel pomeriggio, per farmi smaltire le calorie in eccesso. Oppure potrei trovare qualcuno che mi tenga costantemente in attività più goduriose e gratificanti», gli dico con fare civettuolo. «Ad esempio ora che torno giù devo cercare qualcuno disponibile a massaggiarmi la schiena, sono tutta contratta.», aggiungo mentre stiracchio i muscoli del collo.

«Aiutami a sistemare questa roba velocemente e passo anche alla tua schiena. Oggi sono in versione tuttofare, ma non approfittarne o ti presenterò un conto salatissimo. Ahahah»

Eccomi sdraiata a pancia in giù sull’enorme letto a baldacchino, con Cristiano a cavalcioni su di me che mi massaggia energicamente.

«Sei totalmente contratta, rilassati. Capisco che la tua situazione non sia l’ideale, ma non serve a nulla accumulare ulteriore stress».

«Io non sono capace a rilassarmi, mai, non riesco mai a perdere totalmente il controllo», cerco di spiegargli.

«Neanche nel sesso? Non ti lasci mai trasportare dalle sensazioni?», mi chiede lui, visibilmente incuriosito.

«No, mai, controllo ogni singola reazione del mio corpo.»

«Ma scusa, con Valentino come facevi? Dicevi sempre che il sesso tra voi era l’unica cosa a non aver problemi, nella vostra storia».

Giro leggermente la schiena per poterlo guardare negli occhi. «Con lui non ho mai avuto un vero orgasmo, non per merito suo. Se mi scopava provavo un dolore tremendo, tanto da dover usare un anestetizzante, per permettergli di fottermi. Ma io non sentivo nessun piacere, era sempre come se non stesse facendomi nulla. Se poi si adoperava con le mani o la lingua, l’orgasmo lo raggiungevo, ma solo se toccava un punto specifico e se nel mentre io pensassi ad altro. Usavo la mia fantasia per creare nella mente situazioni con perfetti sconosciuti, stile film porno. Io non ero mai bagnata per lui, non era bravo a farmi eccitare, si credeva un Dio del sesso, ma non è assolutamente all’altezza. Non si preoccupa realmente del piacere del partner, pensa solo che quello che serviva a me per venire era monotono e poco stimolante per lui. Mi son sempre sentita inadeguata, ma nella realtà, probabilmente, lo era lui. Era incapace anche a baciare, una furia, non si godeva il momento. Il bacio è l’azione più intima, romantica e lussuriosa che esista e lui la sprecava, vorticando quella lingua, come fossero le pale di un motoscafo lanciato alla massima potenza. Poi lui era perennemente eccitato, quindi non sentivo mai che lo fosse per me, perché per lui era normale essere perennemente in tiro. Insomma, un disastro sotto tutti i fronti». Rido.

«Ma allora perché lo ami e lo rivorresti.», mi chiede lui sincero.

«È stato un amore malato, l’ho sempre saputo. In condizioni normali, non sarebbe mai iniziata e non mi sarei mai trasferita per star con lui. Chi mi vuole trova un compromesso e decide di trasferirsi a metà strada, mettendo l’altro sullo stesso piano. Io invece ero sempre una sua suddita. Sono qui anche per questo, per distruggere questo sentimento malsano. Il suo potere su di me deve cessare. Lui non sarà mai un uomo maturo, leale e sincero. La sua natura è quella, non cambierà mai. Ha continuato a chattare con me per un periodo, non parlavamo di sesso, ma lei non sa nemmeno che lui avesse un account su un’altra app e che la usava con me. Non esiste una cosa del genere, tradisci la fiducia del partner».

«Vero. Ma io te l’ho sempre detto che era sbagliato. Se noi lo abbiamo allontanato dal gruppo è proprio per come è. Siamo stufi del suo essere un bugiardo cronico. Oramai è talmente abituato a mentire, da non riconoscere più la realtà. Mente anche su cose futili e lo abbiamo sempre sgamato. Abbiamo sempre evitato di affrontarlo, non ne vale la pena con lui, non vale nulla, la cosa migliore che potessimo fare è smettere di cercarlo ed invitarlo».

«Pensa che lui racconta in giro che vi ha persi tutti per colpa mia, perché pretendevo di uscire sempre e solo con lui», gli racconto.

«Che vigliacco, se non ci fossi stata te, sarebbe rimasto solo a casa co sua madre. Ahahah. Ma tornando al discorso eccitazione, io al momento lo sono e posso assicurarti che il merito è solo tuo, se continui a farmi intravedere quel seno meraviglioso, non rispondo più di me».

Nel dirlo, si posiziona meglio su di me, strusciandosi sulle mie chiappe, per farmi sentire tutta la sua virilità. Senza neanche farci caso, quasi istintivamente, accompagno i suoi movimenti, coi miei.

«Ferma o non riuscirò a trattenermi, sono già al limite, non provocarmi ulteriormente», mi dice lui, ma non sembra realmente convinto delle sue parole.

«E chi ti dice che dovresti fermarti?», nel dirlo inizio a tirar giù gli slip del costume da bagno.

«Troia!» mi abbaia lui e mi gira avventandosi sulle mie labbra.

Il suo bacio è colmo di desiderio, lussuria e passione. Le sue labbra tremano appena, all’inizio, come se temesse davvero un mio rifiuto. Lui, l’uomo più belle e più invidiato del gruppo, colui per cui tutte le donne sbavano, teme che una come me potesse respingerlo. Io che si, son dimagrita tanto, ma di certo non sono una strafiga. Le sue mani mi afferrano, bramose del mio corpo. Con una mi tiene per la testa, aggrappandosi ai miei capelli, mentre l’altra afferra una mi gamba e se la porta intorno ai suoi fianchi.

«Clara... io...», tenta di sussurrare.

«Taci, non complicare tutto, non rovinare questo momento. Fottimi, mi vuoi ed io lo voglio. Ti prometto che non fingerò di godere, se non riesco. Fammi vedere come scopa un vero uomo. Ti prego scopami ora.»

Cristiano tace e riprende a baciarmi, mentre con una mano si insinua tra le mie gambe, alla ricerca del clitoride da titillare. Si stacca da me per un secondo, mi guarda incuriosito. Non riesco a capire, penso di aver sbagliato qualcosa. Lui solleva la mano con la quale mi stava masturbando ed inizia a passare le dita sui miei capezzoli. Sono bagnatissima, lo sento, per la prima volta sono davvero eccitata a causa di un uomo, senza utilizzare fantasie irrealizzabili. Lui inizia a leccarmi il seno, assaporando il sapore dei miei umori. Per la prima volta dopo cinque anni, non provo la fastidiosa sensazione di solletico, i suoi movimenti lenti accentuano la mia eccitazione ed il mio desiderio. Devo farlo mio, godere insieme a lui, scoprendo sensazioni nuove. Inarco la schiena per spingergli il seno contro la sua lingua. Inavvertitamente giro lo sguardo verso la porta, abbiamo dimenticato di chiuderla del tutto. Ed è lì che mi accorgo di lui. Valentino ci sta spiando dallo spiraglio lasciato aperto. Non riesco a decifrare la sua espressione. Lamia dea interiore esulta, ora potrà vedere la differenza tra lui, incapace in tutto, ed il reale piacere provato con un altro, un suo amico.
Note finali:
Aspetto come sempre i vostri commenti, critiche, complimenti e suggerimenti su gorgo.racconti@hotmail.com