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Tina di zarina New!
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Indice
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Tina è sempre lì a sentirsi sola, ha gli occhi verdi come il mare e intreccia i capelli più neri del nero ma è tanto bella quanto sola. Ha gambe lunghe e un culo tondo come il sole che avvolge nel pizzo che aderisce come un disegno ma non sa farsi amici e amiche.

È ironica e snervante, non sa mai essere seria nemmeno quando è ora così allontana tutti.

è fatta come quei fiori che hanno tante spine che non li toccheresti mai se non con gli occhi e per questo resta sola.
adesso va in bagno e si lava quel viso, quel viso di rosa, si spoglia da sola come se avesse tutto il tempo del mondo accarezzandosi il seno, un seno rotondo. là sopra ci sboccia un'areola rossa e violetta alla luce del neon che non si fa toccare più di una volta.


ogni volta da una nuova amicizia ma amici di sorta. Una donna le ha detto una volta "così resti sempre da sola" ma lei non ascolta nessuno e ogni volta è daccapo.

Il bagno è largo e rotondo, liscio e lucente, la doccia l'attende e manda vapori mentre lei geme nei suoi stessi umori come ogni volta, spiingendo tre dita, ogni notte più sola.

La camera ha un letto, colore di panna, sulla trapunta si stende supina e piglia un cuscino che abbraccia ogni sera. Con la coscia sinistra e la mano sinistra su cui ancora resiste una vera.

È un labirinto di nomi e cognomi, di app e di nick, di sfoghi e commenti ai cazzi degli altri.

È un sito che sa di qualcosa di vecchio, lontano e scadente ma almeno da fuori sembra assai popolato.
Non condivide che poche parole ed un contatto per farsi cercare .

Tina. 30. zona Ancona. qui per fare amicizia.

nessuno risponde, la notte la inghiotte.

fa sempre così, ogni volta che viene la sera perché quando ha saputo più del dovuto e le foto scambiate sono ormai troppe, cadono i veli ed i vetri, si fanno trasparenti come quando hai squagliato la condensa col respiro. E a Tina serve un nuovo sconosciuto da scoprire.

è sera di aprile, le sette di sera, lei cuce a macchina e guarda il tg.

Un giornalista saluta e l'ago saetta.

lei rimette la stoffa più svelta.

il giornalista illustra il servizio, lei risistema la stoffa.

il giornalista ringrazia lo studio e l'ago corre, il telefono vibra e il sangue zampilla dal dito.
Tina è nervosa. Smorza la macchina e il televisore, porta la mano sotto l'acqua corrente poi torna al tavolo con la falange in bocca e il telefono in mano.

tina sei tu?

la spunta a V si tinge di blu.
si sono io.

io sono B.

Tina ripassa sotto la B. e non c'è niente nessuna foto, né presentazione.

b.?

B.
bel nome

Grazie Tina.
quel grazie riporta un sorriso di smile.

Non credo che il tuo nome sia un b.

Non importa, la b. mi basta.

me la farò andare bene, io meno ne so e meglio sto.
ti attira l'ignoto.
si direi di si.

allora piacere.

piacere tutto tuo.

non ti fa piacere?

era un doppio senso.

scherzi col fuoco... ti tolgo il respiro.

e tu mi minacci?

anche il mio è un doppio senso.
quanti anni hai?

trenta tu?

non tanti di più.

Ma così non rispondi a niente.

ti piacciono i misteri hai detto.

l'ho detto.

non ridere Tina che ti vedo.

Tina sorride.

dove sei?

sei tu sei ad Ancona io vicino ma non vicinissimo. sei ad Ancona no?

si. vuoi già venir qui?

è un invito?

no.

che caratteraccio, posso avere una foto?

La gatta le salta in grembo ma viene subito rinstallata al suo posto, Tina si guarda. Ha un vecchio maglione di lana bucato e una gonna pesante riempita di fili e peli di gatto.

Ora non sono presentabile.

perché cosa fai?
cucivo?

sei una sarta?

no.... Ma potrei cucire...

le nostre parti intime?

Non dire così che non sta bene.

ah scusa, comunque non ti ho detto di mostrarti tutta.

La gatta riprova a saltare e distinto le scatta la foto.

ecco, è la mia unica amica.

non credo.

ti dico di si.

va bene mi picciono le gatte ma io ho due cani.

vuoi parlare di cani e gatti?

parliamo di quello che vuoi. cosa vuoi?
un amico.

e io un amica.

per cosa?
per tutto, per passare dei bei momenti.

sei sposato?

no. prima lo ero e tu?

anche io credo.

credi?
si, porto ancora l'anello ma non mi sono mai sentita tale.

Succede, fammi vedere le mani.

Tina appoggia le mani sul ventre, ha un qualcosa che graffia su per la schiena.

"smettila cindi"

ma la gatta non smette e la foto è sfocata, la donna è con la schiena inarcata, la lana è sollevata e capezzoli si vedono nitidi, premono verso l'obiettivo.

come mi piacciono i capezzoli duri.

ho solo freddo.

come menti male Tina.

Fatti vedere anche tu.

ok.

la luce le mostra una luce più intensa, sembra il riflesso di un parabrezza, il colletto azzurro di una camicia tirato all'altezza del naso. Si vedono occhi neri di petrolio e un ciuffo di capelli forse un po' più chiari e più nulla.

e quindi?

sono i miei occhi.

e che ci vedo nei tuoi occhi?

dagli occhi si vede tutto volendo.

Tina risponde anche lei col fotogramma degli occhi, occhi lucenti e stressati dall'ombra, cerchiati da occhiaie di chi non dorme la notte e più nessuna risposta.

C'è un vagone che fischia nei pressi di casa, là sopra la stazione li ode spesso la notte, l'orologio sta battendo le due. Lei sta sul letto ancora bagnata, la vita stretta dall'asciugamano mentre il sudore le cola sul viso.

È notte di giugno, son trascorsi due mesi. Ha scritto due volte su quel sito strano ma nessuno ha notato la sua presenza, sul display scorre un video una donna è piegata e qualcuno la penetra senza parole. Un colpo secco, deciso e perfetto.

Tina si lecca le dita e l'attrice fa una mossa all'indietro.

Lei getta il capo alla stessa maniera e la sua treccia quasi tocca per terra.

Si cerca da sola nel buio, allarga le cosce e tocca il suo inguine, la sua apertura è morbida e stretta.

Passa il pollice lungo la riga e l'indice entra dentro la figa.

Tina?

Oh. Buonasera.

Stavi dormendo?

Io no.

Io nemmeno.

Non mi hai più cercato.

e tu nemmeno.

è tornata la moglie?

vorrei però no. Come definiresti il tuo matrimonio?

Tina ridacchia. Un cesto di corna e di cazzi.

un sorriso si illumina al centro del video.

E tu il tuo?

Credo lo stesso

Spero un cesto di corna e di fiche per te.

Ma certo. Buonanotte Tina.

Tina riprende il suo video, l'insistenza non ha mai fatto per lei ma l'astinenza nemmeno. Il lenzuolo fa il solletico al piede, un piccolo piede con dita smaltate, rosse lucenti, stringono e rilasciano lembi di stoffa. Ha un calore dentro lo stomaco, gocce di fuoco e gocce di saliva. Passa e ripassa le dita dal monte ai fue buchi, sistema il cuscino e monta di sopra. La luna fa ombra e ora sembrano due, dando la schiena alla testiera del letto, col volto rivolto alla luna, ondeggia come se sotto avesse qualcuno. Avrebbe la schiena rivolta a lui, si stringe le tette e tortura i capezzoli, sempre più duri per l'afflusso di sangue e di voglie.

E se qualcuno potesse, tirarle all'indietro la testa e i capelli, verrebbe ora in questo momento.

Il volume si abbassa nel video che scema, il cuscino le sfugge ma lei lo sistema, il seno si muove ed il ventre si piega come potrebbe piegarsi su un uomo.

Lo schermo si spegne e il respiro di smorza, le guance rosse quasi toccano terra, la luna riluce sulla schiena sudata e il cuscino beve dalla fica bagnata.




Si morde le labbra ora che il sogno è finito, un rancore lontano le pesa sul petto, da un pezzo non ricordava il suo matrimonio. Si afferra una tetta col palmo di palmo, vi affonda le unghie e ripiglia a toccarsi. Il clito è sensibile, le brucia quasi, le unghie lo sfiorano quasi a graffiarlo. Più svelta, più forte. Il petto sussulta e gli occhi svafillano, esplode un orgasmo più profondo del primo.

Rimane un minuto col viso appiccicato al cuscino, i capelli non mollano la presa che hanno sulla fronte, la fronte cola di acqua.

Si alza con un sospiro profondo, la finestra va aperta.

Dormi?

no tina, ancora no.

qui dentro si soffoca.

qui da me non è meglio.

Fuori la stazione è un groviglio di binari, dall'alto sembra quasi un fiume con tutti gli affluenti. Tina porta la mano alla bocca e dilata i polmoni, il tabacco s'insinua giù per la gola, la trachea restituisce fumo argentino che spande il suo aroma nell'aria, l'aria calda delle notti d'estate.

Che fai domani?
Sarò in banca.

Ci lavori?
no Tina. Sono un elettrico elettricista. Devo fare un bonifico.

Lascia il vetro aperto e finalmente si decide ad andare a letto, ha ricordato che anche lei domani dovrebbe fare un salto in banca, dal cesto di corna e di cazzi ha ricavato almeno l'assegno che le permette di starsene in casa giorno e notte, estate e inverno.