i racconti di Milu
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- Durante le vacanze scolastiche c’era l’abitudine di riunirsi la sera in un prato che rimaneva dietro la via dove abitavo.
Solitamente si formavano gruppi diversi in funzione dell’eta’ ma quella sera nel mio gruppo c’era un ragazzo mio coetaneo con la chitarra, la suonava molto bene e cosi’ anche i giovanotti maturi decisero pian piano di avvicinarsi e cantare insieme a noi.
Conoscevo quasi tutti quei ragazzi più grandi, uno era Gino mio dirimpettaio col quale eravamo come fratelli,altri suoi amici o persone che abitavano comunque nel rione, perciò non avevo nessun disagio che si fossero uniti a noi.
La serata passava gradevole,tra una canzone e uno stornello,ma cominciando a far buio man mano tutti dovevano tornare a casa,compreso quello con la chitarra e cosi’ il gruppo si sgretolò . Io potevo restare proprio per la presenza di Gino col quale la sera aspettavamo che mia sorella uscisse da lavoro (faceva la commessa in una merceria in zona) per poterla scortare nel buio pesto della sera.
Seduti nel prato,ormai gia’ al buio rimanemmo io ,Gino e il suo amico e coetaneo Mario
Capitava spesso in quei tempi che i maschietti si facessero delle seghe in gruppo, lo facevamo anche io e i miei coetanei e cosi’ quando Gino e Mario proposero di farlo, non ebbi nessuna remora.
Tolsero fuori i loro piselli e cosi’ feci io. Cominciando a toccarci pero’ non potevo non notare la differenza tra il mio pisello ed il loro. Mario lo aveva grosso e lungo due volte il mio, e Gino solo un tantino piu’ corto di lui ma grosso uguale se non ancora di più: non potei fare a meno di dirlo e chiesi se potevo toccarli.
Notai una certa sorpresa in loro quando misi le mie mani una sul pisellone di Gino e l’altra su quello di Mario; dissi:che caldi, come mai sono cosi’ grandi?
Loro si guardarono un attimo, Gino mi chiese come mai li avessi voluti toccare, e vedendo la mia spontaneità (non avevo mai visto cazzi cosi’ grandi,ne toccato mai piselli di altri maschi) con un sorriso mi disse: dai spostiamoci nell’oliveto, cosi’ siamo più vicini quando tua sorella esce dal lavoro, e ci avviammo.
L’oliveto era li a poche decine di metri,c’erano alberi e la vegetazione era più folta,non c’erano case.
Gino mi propose di abbassarci i pantaloncini, che avremmo fatto un gioco e Mario stava a guardare col suo pisellone in mano.
Avevo grande fiducia e confidenza con Gino, perciò non ebbi problemi a seguire le sue indicazioni: mi aiuto’ ad abbassare i calzoncini corti tirando giu’ contemporaneamente anche le mutande e mi chiese di inchinarmi come per fare la cacca. Sentii le sue dita toccarmi in sedere e inumidirmi il buchetto, mi guidò con la mano sinistra sul fianco ad abbassarmi verso di lui e fu allora che sentii un calore gradevolissimo proprio sul forellino e la cosa mi piaceva,
continuo’ a spingermi verso di lui ma di colpo sentii un dolore che mi fece sobbalzare. Pur avendo capito le sue intenzioni, chiesi fingendo ingenuita’,che cosa stesse facendo e lui un po’ agitato rispose: niente niente e’ un gioco dai che hai capito,riproviamo.
Avevo capito e non so perche’, la cosa mi eccitava pur avendo molta paura, ma non volli deluderlo e ripartimmo da capo,caldo piacevole ma poi sempre dolore quando provava a spingere.
Intervenne Mario: aspetta, lui ha paura di farti male e cosi’ te ne fa veramente,vieni che lo fai con me. Gino guardava Mario come per dirgli qualcosa,io stavo li senza sapere se restare o andar via; guardai Gino per capire se potevo fidarmi di Mario e lui mi disse:tranquillo,ci sono qua io.
Mario inumidì nuovamente e con piu’ saliva il mio buchetto e mi disse a sua volta di piegarmi verso di lui,come prima con Gino.
Sentii nuovamente quel calore che tanto avevo gradito prima e sentii il braccio sinistro di Mario cingermi l’addome anzichè il fianco e tirarmi verso di lui.
All’inizio sentii quel caldo ancora più’ forte ma poi il dolore di prima come con Gino,solo che questa volta non riuscii a divincolarmi e il dolore si fece ancora più forte perche’ Mario continuava a spingere verso di me, sentivo il mio buchetto allargarsi sotto quelle spinte e provavo molto dolore. Gino mi copriva la bocca perchè non urlassi e diceva a Mario di lasciar perdere: quello senza dare ascolto mi sollevo’ in piedi con una spinta, mi disse di mantenermi all’albero e riprese a spingere quell’enorme cosa calda verso il mio sedere. Comincio’ a muoversi avanti e indietro entrando sempre più dentro di me facendomi un male boia. Mi sentivo come se mi stessero spaccando in due, sinche’ non si fermo’ di colpo, il suo ventre attacatissimo al mio culo: sentii delle scosse e degli schizzi caldissimi invadere il mio intestino, non avevo mai preso cazzo ed ero terrorizzato. Non vedevo l’ora che quel gioco terminasse, era troppo doloroso.
Gino cercava di capire come stessi,mi diceva dai,adesso il peggio e’ passato,ti fa male?
Io rispondevo di si e quando finalmente Mario si allontano’ dal mio culo Gino me lo accarezzò e toccando il buchetto dolorante mi disse di aspettare che avrebbe cercato di farmi passare il dolore.
Mi massaggio’ per bene tutto il culo, passando le dita con dolcezza nel buchetto che sentivo bagnatissimo,e poi vi poggio’ il suo pisellone durissimo e piano piano lo entrò tutto dentro dicendomi che mi stava scopando anche lui,che mi amava e che io stavo provando una cosa bellissima e che non lo avrebbe saputo nessuno che io ero diventato froscio. mi faceva male ma non volevo far restare male Gino e cosi’ lasciai che continuasse.
Cominciò anche lui a muoversi avanti e indietro,ad entrare e uscire sempre piu’ forte e sempre piu’ dentro nel mio culo indolenzito, cominciavo a gradire il mio ruolo di sottomissione ed ero nuovamente eccitato...ma la cosa duro’ poco: sentii nuovamente quelle scosse e quell’ondata di caldo dentro il mio culo.
Gino mi strinse forte a se e mi disse che mi aveva sborrato dentro il culo,come si fa alle donne troie e che da quel momento sarei stata la sua puttana.
Tolse il pisellone, mi aiuto’ a pulirmi con un fazzoletto e poi rimasti soli (Mario se n’era andato) mi disse che mi avevano scopato perche’ pensavano che io fossi abituato,visto che avevo toccato loro il pisello. Accarezzandomi e coccolandomi aggiunse che ,comunque, passato il dolore avrei gradito, aggiungendo sempre che la cosa doveva rimanere tra noi, diversamente io sarei stato considerato da tutti un froscio e una puttana,invece cosi’ sarei stato il suo amante,la sua donna e mi avrebbe protetto da tutti.
Quando arrivai a casa,entrai subito in bagno perché avevo lo stimolo di fare la caca e cosi’ fu,non so cosa mi scese dal culo, ma mi faceva veramente male,e finalmente avevo realizzato cosa fosse successo: l’avevo presa nel culo come il famoso sofia (un ragazzo sui 28 anni, conosciuto da tutti nel rione perchè si faceva scopare da tutti e veniva poi deriso finita la festa). Ora ero froscio anch’io e dovevo seguire i consigli di Gino: tacere per non diventare una seconda sofia ed essere deriso da tutti.
Passavano i giorni,il dolore pian piano stava passando. Con Gino ci si vedeva qualche volta di sfugita,saluti come sempre,come se niente fosse mai accaduto.
Mi capitava di ripensare a quella sera e cominciando a dimenticare il dolore provato, mi piaceva concentrare i miei pensieri alla parte gradevole di quell’esperienza: il piacevolissimo calore quando il cazzo puntava il buco inumidito; al caldo di quegli schizzi di sperma caldo dentro il mio culo posseduto. Insomma quei pensieri mi eccitavano e si faceva largo in me la voglia di riprovare, di essere nuovamente inculato riempito di cazzo e sborra da Gino.


- Qualche settimana dopo fui invitato a trascorrere dei giorni in campagna degli zii di Gino. Fu la signora Mara, madre di Gino e nostra dirimpettaia ad invitarmi e chiedere a mia madre se mi avesse lasciato andare.
Gino doveva preparare degli esami universitari e preferiva la tranquillità della campagna, io avrei potuto essere di compagnia nelle ore di svago, e l’aria di campagna, comunque non poteva che farmi bene.
Mia madre acconsenti’ e la sera dopo si parti’ per la campagna: niente di che’, una decina di chilometri da casa,ma era pur sempre una gita.
Si passo’ una bella serata, merenda ,cena e poi la signora Mara con l’altro figlio ed il marito,dopo aver organizzato i posti letto nella camera degli zii di Gino, ci salutarono e se ne tornarono a casa, lasciandoci con la vecchia zia della signora e coi due zii scapoloni di Gino.
La zia vecchia dormiva nella sua camera da letto nuziale.
Per me e Gino si era trovato un letto ne singolo ne matrimoniale,una via di mezzo che era stato collocato tra i letti dei due zii,uno a destra e l’altro a sinistra,lo spazio quello era.
In campagna si andava a letto presto poiche’ presto ci si doveva alzare per lavorare,quindi alle 21,30 pipi e a nanna.
Io e Gino ci infilammo nel lettone solo con gli slip, faceva caldo e data la buonanotte a tutti ci posizionammo ognuno in una parte del letto,io scelsi la mia sinistra e di conseguenza Gino alla destra.
Ci fu subito un silenzio di tomba,sembrava che tutti dormissero di già, ma io ero sveglio con gli occhi apertissimi anche col buio pesto della stanza, speravo che Gino si avvicinasse un po’ a me,per farmi un po’ di compagnia in una circostanza per me nuova,in una camera dove ero quasi un estraneo ma niente.
Passavano i minuti e non riuscivo a chiudere gli occhi,guardavo sotto le lenzuola il corpo quasi nudo di Gino, che mi dava le spalle; decisi allora di avvicinarmi io a lui e vedere se dormiva ,studiare le sue reazioni. Non so perché ma avevo una voglia matta di cazzo, quasi me ne vergognavo, ma era cosi. Volevo che mi possedesse ,che froscio stavo diventando!
Niente,non si mosse di un centimetro,dormiva di già e allora decisi di approfittarne e misi la mano tra le sue mutande cercando quell’oggetto del desiderio che da quella volta famosa non avevo piu’ avuto modo di vedere e toccare: era caldo, non duro ma nemmeno piccolissimo e cominciai a carezzarlo con la mano, lo sentivo crescere e ad un tratto Gino mi tolse la mano allontanandola da li. Era adirato? non mi voleva più ?
Provai a carezzargli le spalle e lui con il capo faceva cenno di no, ma io morivo dalla voglia di essere scopato.
Decisi di girarmi dalla mia parte per cercare di dormire,ero un po’ seccato e triste per il suo comportamento.
Lui quasi immaginando la mia delusione, si giro’ verso di me e mi sussurro’ all’orecchio: è meglio se dimentichiamo quella storia,tu sei troppo preso e non voglio che ti sputtani poi scopando anche con altri e poi qua gli zii si accorgerebbero di tutto.
Io per tutta risposta misi la mia mano dentro il suo slip ed afferrai il pisellone cercando di portarmelo vicino al buco del culo: lui fece ancora resistenza ma il suo pisellone diceva il contrario, si era fatto durissimo e percio’ io continuai a provocarlo non mollando la presa.
Finalmente Gino si mosse, capii dai movimenti che si stava sfilando gli slip e poi abbasso’ i miei sino ai piedi,sfilandoli a loro volta.
Mi bisbiglio’ all’orecchio di non fare chiasso e comincio’ a inumidirmi il buchetto con la saliva, mi palpava le chiappe e poi sentii che stava mirando l’obbiettivo: punto’ la testolona del suo pisellone bollente in direzione del mio sfintere ben lubrificato e cerco’ di spingere invitandomi ad andargli anch’io incontro col culetto.
La situazione era per me eccitantissima, quel caldo tanto agognato nei giorni seguenti alla prima dolorosa esperienza mi piaceva da morire e cosi’ spinsi forte verso di lui facendo entrare tutta la testolona nel buco: cacciai involontariamente un leggero urlo,al quale replico’ uno degli zii: ebbe? Dormite da bravi.
Gino si fermo’ solo un secondo,poi prese a spingere ed indietreggiare ritmicamente per fare in modo che il suo cazzo entrasse senza farmi troppo male e cosi’ avenne. Finalmente avevo il suo cazzo nel culo ,quella era per me la vera prima volta,ero cosciente di cio’ che volevo e non mi fregava niente di cio’ che potevo diventare.Amavo il cazzo ormai ne ero certo e ne avevo uno nel culo.
Sentivo un piacere pazzesco finalmente.Mi sentivo la sua donna, amata e posseduta con dolcezza ma in profondità .Era soave stare cosi’ con le sue braccia intorno al mio corpo e il suo gran cazzo caldo dentro di me ,tutto che entrava e usciva dolcemente, nell’atto di monta. Mmmmmm che bello.Gli andavo incontro per sentirlo il piu’ dentro possibile e lui mi baciava il collo con passione.
Finalmente stavo facendo l’amore come avevo sognato nei giorni precedenti, mi sentivo desiderato e mi piaceva da morire essere trattato da donna, da troia.
Gino continuo’ a montarmi per una trentina di minuti,poi mi disse all’orecchio: ora ti riempio di sperma e ti incinto. Nemmeno finito di dirlo mi sentii inondare da quella dolcissima materia caldissima sperma,sborra.Era bellissimo sentirsi spruzzare dentro tanta roba calda, che goduria,restammo cosi’ immobili e ci addormentammo insieme, abbracciati.
Capii che non avrei piu’ potuto fare a meno di essere posseduto dal cazzo e sinceramente non mi importava, avevo li il mio uomo che mi avrebbe scopato sempre e senza sputtanarmi con altri. Ero felice.


- La mattina mi svegliai che erano le 08,00 circa e mi ritrovai solo nel letto e nella stanza.Mi stiracchiai un po’ e poi ancora in estasi per la notte trascorsa,mi carezzai il culo: il buco era ancora bagnatissimo di Gino, bello dilatato,da froscio sfondato. Ci giocai un po’ con le dita sditalinandomi , non lo avevo mai fatto ma daltronde non l’avevo nemmeno mai presa in culo,stavo cambiando. Di colpo entrò Gino nella stanza e vedendomi sorrise dicendomi che ero proprio una gran troietta sempre in calore; mi disse di alzarmi: la colazione era pronta,gli zii erano gia’ al lavoro e lui si sarebbe sistemato qui,per studiare.
Mi alzai,mangiai un tazzone di latte coi biscotti e poi in bagno : pipì,caca, pulizia completa , misi lo slip da bagno ed una maglietta e balzai fuori per trascorrere la mattinata al sole all’aria aperta. Non c’era un granchè da fare come passa tempo, un’altalena ed una vecchia bici, cosi’ optai per fare un po’ di cruciverba che mi ero portato da casa.
Un paio d’ore piu’ tardi ecco arrivare Gino: aveva terminato di studiare e mi invitò a salire sull’altalena, giusto 5 minuti poi mi disse: dai vieni con me che ti faccio vedere la parte della campagna piu’ su che non hai ancora visto.
Ci incamminammo con Gino che teneva sulle spalle un telo da mare e non ci fermammo finche’ non arrivammo ad una casetta che Gino mi spiego’ essere la casa che gli zii usavano soltanto alla vendemmia per macinare l’uva e conservarci poi il mosto, praticamente la casa del vino,una casa dove era vietato entrare senza di loro e chiusa col catenaccio.
Dietro la casa pero’ c’era un pezzo di prato pianeggiante e con l’erba e li Gino stese l’asciugamano da mare, invitandomi a sdraiarmi e sdraiandosi a sua volta per prendere il sole ,che li batteva bello caldo.
Si stava bene,da lontano si vedevano gli zii al lavoro tra i vari settori della campagna, nient’altro, e cosi’ Gino si spoglio’ nudo e mi invito’ a fare la stessa cosa per prendere il sole integralmente.
Era una sensazione piacevolissima e mai provata quella di stare nudi all’aria aperta, si , veramente gradevole e sbirciando il corpo nudo di Gino che teneva la mano sul suo pisello, anche eccitante.
D’un tratto ,senza guardarmi, mi chiese se mi fosse piaciuto cio’ che era accaduto durante la notte nel letto; risposi tranquillamente di si, che era stato molto piacevole perché non mi aveva fatto male come la volta famosa ne boschetto.
Senza dire nient’altro comincio’ a palparmi il culo cercando di farmi piegare la testa verso di lui,portandomi quasi a sfiorare con le labbra il suo pisello gia’ bello grosso: prova a baciarlo, mi disse! ed io lo baciai con le labbra indietreggiando subito; dai riprova,disse lui ,prova a metterlo in bocca.
Io lo presi in mano, mi piaceva avere quel pisellone caldo e grosso in mano e riavvicinai le labbra sul testolone del pisello, gli diedi un bacio a stampo e mentre stavo per indietreggiare,lui mi blocco con la mano dietro la testa e cerco’ di farlo entrare nella mia bocca: ci riusci’, la testa del suo cazzo mi entrò a fatica in bocca e la lingua venne a contatto con cazzo, speravo mi piacesse ma stavo per vomitare e per fortuna Gino mollo’ la presa. Non avevo mai succhiato un cazzo e nemmeno nella fantasia il pompino mi eccitava, avrei voluto imparare ma non sembrava possibile.
Provammo un altro paio di volte, ma l’esito era sempre lo stesso.
Gino era abbastanza deluso e forse anche seccato, non so perche’ ma sembrava tenerci molto al fatto che io gli succhiassi il pisello, ma a me proprio non piaceva, che potevo farci.
Mi disse di toccarglielo ancora con la mano e dopo poco mi disse: mettiti in posizione come un cagnolino dai, mi aiuto’ anche , mi fece poggiare la testa sull’asciugamano facendomi tenere il culo sollevato: mi disse con aria dura: ora ti inculo come si deve alla pecorina e ti sfondo per bene il culo.
Pensava di farmi paura,ma io ero già eccitatissimo da quella minaccia, non aspettavo altro, non potendo immaginare le intenzioni di Gino, ma le scoprii di li a poco.
Gino mi palpava ancora le chiappe posizionandosi dietro di me, e avvicinando la testa del pisello al mio buco asciutto e perciò stretto; comincio’ a spingere per penetrarmi, ma non entrava e percio’ spingeva sempre piu’ forte facendomi un gran male e glielo dissi.
Calmati,fu la risposta,lascia fare a me.Riprese a spingere e sentii il mio povero sfintere aprirsi e ricevere il suo poderoso glande caldo e durissimo, faceva un male boia e non mi stava piacendo per niente. Perchè scoparmi con tanta violenza? Mi cinse i fianchi con entrambe le mani perché io non potessi divincolarmi e cominciò a togliere e rimettere dentro soltanto la testa, su e giu’, su e giu’ per un po’ ma cominciando poi a spingere sempre piu’ dentro tirandomi verso di lui.
Mi sembrava di essere ritornato a quella terribile prima volta, avevo paura e lo dicevo a voce alta, ma lui imperterrito continuava ad entrare ed uscire sempre con piu’ foga sino a che’ con un colpo secco me lo sentii tutto dentro. Stavo quasi per svenire, ero stato sverginato si, ma col culo lubrificato, non ero ancora cosi’ rotto da prendere cazzo cosi’ a secco e non capivo ancora perché mi stesse facendo questa violenza . Riprese ad accarezzarmi le chiappe e ad aprirle , togliendo lentamente fuori un po’ del suo cazzo per poi reinfilarlo prontamente,e cosi’ per qualche minuto sin che non vide che mi ero calmato e che non mi dimenavo piu’ come all’inizio e allora spinse dentro con decisione tutto il suo cazzo.
In effetti con quei movimenti era riuscito a farsi strada nel mio buco ed ora il dolore era veramente sopportabile; lui lo aveva capito e cosi’ comincio’ a montarmi andando avanti e indietro con tutto il suo cazzo sempre piu’ velocemente e sempre con piu’ forza. Io cominciavo a gradire questa nuova esperienza, e percio’ presi a muovermi col suo stesso ritmo andando col mio culo incontro al suo cazzo tutto dentro di me,era bellissimo,mi piaceva da morire . Gino non aveva schizzato eppure io sentivo il mio buchetto bagnato e il suo cazzone scivolarci dentro in modo piacevolissimo.
Mi chiese se mi stesse piacendo ed io risposi : si dai continua,mi piaceee mi piaceee,lo voglio tutto dentro, dai. Queste risposte glielo fecero diventare ancora piu’ grosso ed accelero’ il movimento. Mi stava montando alla pecorina, come una pecora ed io ero in estasi ora sotto quei colpi,non avrei mai voluto che smetesse, mi piaceva da morire e mi eccitava l’idea di averlo preso nel culo senza saliva o cremine,che gran troia mi stava facendo diventare,non avrei mai voluto che smettesse ora, ma dopo un po’ lo sentii venirmi dentro, incintarmi, (come amava dire lui per farmi sentire donna e troia) sentii dentro di me non so quanta sborra schizzare bollente mentre il suo cazzo si ingrossava ad ogni schizzo. Bellissimo.
Lo tolse e mi disse di toccarmi il culo.Era larghissimo e bagnato come non mai, ero eccitatissimo e lo avrei voluto ancora dentro di me ma non si poteva,disse Gino, era ora di scendere per andare a pranzo.
Vedrai che ti scopo ancora,vedrai,ti voglio sbarrare per bene, e se non impari a succhiarmi il cazzo ti faccio diventare piu’ troia di Sofia.
Ora era chiaro il perche’ di quella violenza iniziale: se io non facevo il gentile con lui, lui non lo avrebbe fatto con me.Dovevo imparare a fare i pompini.


- Andammo a pranzo. Erano gia’ tutti a tavola e aspettavano solo noi: la vecchia zia e i due figli scapoloni,zii di Gino; Avevano piu’ o meno 35/40 anni, ma non avevano intenzione di prendere moglie,cosi’ diceva sempre Gino,aggiungendo che quando avevano voglia andavano dalle puttane a pagamento, ma molto raramente , perche’ erano anche tirchi.
Durante il pranzo si parlava del piu’ e del meno,Gino aveva molta confidenza con gli zii in particolare con zio Tore con cui scherzava molto.Io stavo ad ascoltare: troppo timido per intromettermi nei loro discorsi o per fare loro delle domande, praticamente non ci conoscevamo. Mi limitavo ad annuire e sorridere quando gli sguardi si incrociavano.
In campagna ,almeno in quella, tutto andava veloce, cosi’ anche i pasti, perche’ gli zii dovevano ultimare ogni giorno i lavori prima che facesse buio. Alle 14,00 eravamo nuovamente fuori di casa,all’aria aperta e per digerire io e Gino andammo un po’ sull’altalena, spingendoci a turno per andare piu’ in alto, giocammo una mezz’oretta poi d’un tratto Gino ferma l’altalena si toglie fuori il cazzo e tenendolo in mano mi dice: lo vuoi? Ne hai voglia? Ed io quasi arrossendo gli rispondo : ma dove? Qui ? Adesso?
Si qui, adesso : succhiamelo,risponde lui con un sorriso sarcastico: se me lo succhi poi ti faccio quello che vuoi; io avrei voluto accontentarlo, la cosa mi eccitava, ma avevo paura dei soliti conati di vomito. Per non perdere del tutto la speranza di prendere nel culo quel cazzo fantastico volli provare ancora a spompinarlo e lui mi disse di seguirlo in camera da letto. Si spoglio’ nudo, mi fece spogliare nudo e si sedette sul lettone col cazzo bello dritto e pronto per essere succhiato. Mi inchinai su quella meraviglia e mantenendolo con la mano cominciai a leccarlo. Era caldo duro e bello grosso. Riuscii a mettere dentro tutto il glande e provai a muovermi facendolo uscire e rientrare dalla mia bocca. Credevo di fare un bel lavoro ma lui cercava di entrarlo di piu’ ed ecco nuovamente i miei stronzissimi conati di vomito. Avevo deluso ancora il mio uomo e mi ero perso una bella chiavata pensai.
Riprovai ad aprire la bocca e leccarlo un po’ con la lingua, il sapore non era male ma non riuscivo ad andare oltre la grossa testa. Vedevo e capivo che lui voleva scoparmi in bocca come nel culo ed ero veramente dispiaciuto nel non saperlo accontentare.
Inaspettatamente Gino mi disse che ero stato bravo, ci avevo provato e stavo migliorando e la cosa mi consolò un po’, avevo fatto un passo in piu’ e lui lo sottolineava dicendo che pian piano avrei fatto pompini fantastici cosi’ come avevo imparato a prenderla nel culo magistralmente.Vedrai che pian piano ti piacerà e sarai tu a non poterne piu’ fare a meno,come col culo. Mi bacio’ sulle guance con dolcezza e poi mi chiese: hai ancora voglia? Scopiamo?
Non feci nemmeno in tempo a rispondere che mi mise sul letto a pancia in giu’, mi lecco’ il buco del culo facendomi impazzire dal piacere,non lo aveva mai fatto prima, e poi tirandomi un po’ indietro in modo che il culo rimanesse bello in vista e in posizione, mi poggio’ la grossa e bollente testa del suo gran cazzo sullo sfintere ben bagnato dalle sue dolci leccate e comincio’ a spingere perche’ entrasse.
Io potevo soltanto godere di cio’ che stava facendomi,non potevo collaborare in quella posizione,ma non ci fu bisogno. Il suo gran cazzo entro’ piano piano ma inesorabilmente tutto dentro il mio buco famelico e sentivo già le palle di Gino sbattere sulle mie chiappe aperte, ero pieno di lui,ero in estasi, godevo col culo credo.Mi piaceva e glielo dicevoe piu’ mi sentiva godere piu’ aumentava l’intensità dei suoi colpi. Mi stava montando alla grande, lo sentivo meglio di sempre e mi piaceva più che mai. Gli urlai che lo amavo, che era il mio maschione che ero pazzo di lui e del suo cazzone e morivo dal piacere. Stavamo scopando come dannati quando di colpo si apri’ la porta ed entro’ zio Tore. Cazzo! disse : almeno chiudetevi a chiave quando dovete fare le vostre porcherie no? Gino cerco’ di dire qualcosa ma non riusciva a parlare tanta era la sorpresa ed il disagio; lo zio prese qualcosa da un cassetto della camera ed usci’,rientro’ solo un attimo dicendoci di chiuderci a chiave perché non avrebbe voluto che entrasse sua madre,la vecchia zia e le venisse un colpo . Un ciao freddo e se ne ando’.
Che figura di merda e che vergogna, eravamo stati scoperti in atteggiamento palesemente osceni, restammo un po’ in silenzio poi a Gino scappo’ una risata quasi isterica e disse: cazzo ora lo sa anche zio che tu sei froscio ed io pure visto che te la metto nel culo ,tanto vale che continuiamo a scopare, voglio incintarti forte.
Credevo che scherzasse ,invece riprese a montarmi e in men che non si dica mi riempi’ di sborra: tieni prendimi,oggi ti faccio fare due gemelli con tutta questa sborra.
Aveva veramente spruzzato tanto e forte, ero pieno di lui, mi piaceva ma ero molto turbato per la scena di prima. Gino mi tolse il cazzo dal culo, mi tasto’ il buco e mi disse: cazzo guarda quanto sei sbarrato! Sei rotto in culo caro mio, toccalo anche tu. Aveva ragione, ero proprio largo e bagnatissimo di sperma,ma la cosa mi piaceva, in fondo era stato il mio uomo ad allargarmi e riempirmi cosi’.
Andammo insieme in bagno a lavarci e poi fuori al sole,a fare i bravi ragazzi.


- La serata passo’ tranquilla,tra una passeggiata, un po’ di bicicletta, enigmistica e altalena, sino all’ora di cena : le 19,00 circa come la sera prima.
Durante la cena tutto filo’ liscio come nei pasti precedenti, qualche battutina,
qualche lamentela da parte degli zii sull’andamento delle piantagioni,e via dicendo.
Zio Tore era il piu’ sereno di tutti, si rivolgeva spesso a Gino mentre parlava e non disdegnava di lanciare anche a me degli sguardi di complicita’,strizzando talvolta l’occhio simpaticamente.Io credo che arrossissi visto cio’ che era accaduto nel dopo pranzo.
Dopo cena turno per andare al bagno e poi tutti a nanna.
Io mi addormentai subito, e credo anche Gino; non ci sfiorammo nemmeno, forse per timore ma sopratutto per l’appagamento; cazzo quanto stavamo scopando in quei giorni.
Al mattino mi svegliai piu’ presto del solito, Gino era ancora a letto con me e gli zii stavano terminando di vestirsi e prepararsi per la giornata di lavoro. Riuscii a vedere,non visto,lo zio Tore che si cambiava le mutande e non potevo credere ai miei occhi nel vedere che cosa avesse in mezzo alle gambe: un cazzo terrificante, grossissimo e lungo almeno 25 cm praticamente da moscio, molto piu’ di quello di Gino, che coi suoi 19/20 cm gia’ non scherzava.
Chiaramente feci finta di dormire e di non aver visto nulla, ma non nascondo di essere rimasto turbato e non so perche’, eccitato (anzi lo so : ormai ero diventato talmente troia che non facevo altro che pensare al cazzo e quello che avevo visto non era un cazzo ma un super iper cazzo.
Fatta colazione Gino ando’ ad occupare la stanza da letto deserta per studiare e mi consiglio’ di andare a prendere il sole nel prato adiacente la casa del vino, lui mi avrebbe raggiunto piu’ tardi come il giorno prima e cosi’ feci.
Mentre stavo sdraiato a godermi il sole, un po’ distante vedevo gli zii di Gino che lavoravano nei campi a petto nudo. Faceva un caldo bestiale, chissa’ che sofferenza . Zio Tore di tanto in tanto si fermava ad asciugarsi il sudore e lanciava lo sguardo verso me con cenni di saluto ai quali io rispondevo sorridendo.
Ripensando al suo uccellone mi facevo delle domande: i cazzi di Mario e Gino erano belli maturi e faceva male a prenderli nel culo. Un cazzo come quello di zio Tore che da eretto chissa’ cosa diventava, come sarebbe potuto entrare in un culo? Magari in una figa si, ma in un culo? Era un pensiero che occupò la mia mente per un bel po' e mi domandavo anche se spruzzasse in proporzione. Che bella cosa il cazzo mi dicevo, felice di averlo provato e senza nessun pentimento.
Con quei pensieri mi assopii e aprendo gli occhi, piu’ tardi, vidi Gino che parlottava nell’orto con zio Tore. Sorridevano e scherzavano quindi per fortuna lo zio non se l’era presa a male per quello che aveva visto il pomeriggio precedente, anzi sembrava ancora piu’ cordiale, anche con me.
Pochi minuti e Gino mi raggiunse, si sdraio’ affianco a me e chiedendomi come mai avessi gli slip si tolse i suoi restando nudo ed invitandomi a fare lo stesso. Con lui vicino non avevo problemi a stare nudo,ma da solo non lo avrei mai fatto, cosi’ mi tolsi lo slip e gli misi maliziosamente il culo in vista, strappandogli un sorriso di complicità e guadagnandomi una bella palpata di culo. Quanto mi piaceva farmi toccare il culo, essere palpato e sentirmi desiderato; avevo gia’ una gran voglia di cazzo come sempre ormai.
Gino mi chiese se mi ero visto con zio Tore ed io risposi di no, non piu’ degli altri giorni e gli chiesi il perche’ di quella domanda.
Cosi’ rispose lui aggiungendo poi : sai e’ rimasto turbato da cio’ che ha visto ieri e mi ha chiesto se ci fossimo rimasti male, sopratutto tu; ha detto che lui non se l’e’ presa e si e’ scusato se ci e’ sembrato arrabbiato.
Ha detto anzi che ripensando al tuo culetto bello tondo e liscio che prendeva tutto il mio cazzo dentro, si e’ anche eccitato.
Meno male, dissi io,avevo paura che magari ti sgridasse e potesse parlarne con i tuoi: bel casino sarebbe stato; sono proprio contento che non si sia adirato.
Guarda che zio Tore e’ un tipo forte e simpatico, anche se ha 36 anni e’ rimasto con lo spirito di un ragazzo, e poi anche a lui piace fare sesso, che ti credi?
Sorrisi compiaciuto e mi voltai offrendogli nuovamente la vista del mio culo sperando che mi penetrasse, visto che ero gia’ eccitato e quelle frasi mi avevano invogliato ancora di piu’.
Gino mi fece sentire il suo pisellone gia’ in tiro poggiandomelo tra le chiappe; ti piace? hai voglia? sai cosa devi fare, ho voglia della tua bocca, di un bel pompino.
Si sedette su una grossa pietra che stava li e mi chiese di girarmi e chinarmi per succhiarglielo.
Mi misi a quattro zampe davanti al suo cazzo e cominciai a leccarlo, lasciando che la testa entrasse nella mia bocca. Era calda e dura come sempre e quando sentiva la mia lingua sembrava diventare ancora piu’ dura e più grossa.
Quanto avrei voluto riuscire a fargli un vero pompino, a farlo venire con la mia bocca come lui desiderava. Lasciai che lui spingesse un po’ oltre la testa entrandolo un po’ di piu’ma senza perdere il controllo. La toglievo e riprendevo a baciarla e leccarla tutta intorno e sentivo i mugolii di Gino che con la mano un po’ se lo menava e cercava sempre di entrare piu’ dentro la mia bocca. Succhiai ancora il suo grosso glande e speravo si accontentasse e mi inculasse per premio, ma niente.

Ad un tratto dei passi lenti e felpati alle mie spalle, mi girai e vidi che era arrivato zio Tore, cercai di coprirmi ma non avevo nulla a portata di mano e lui tranquillo disse di non farmi problemi.
Gino sorridendo invito’ lo zio a unirsi a noi, a sdraiarsi e prendere il sole nudo e quello non se lo fece ripetere due volte, in fin dei conti era a casa sua.
Rividi cosi’ quel cazzo smisurato e questa volta ufficialmente. Era veramente enorme e pur non essendo del tutto moscio e nemmeno in tira, era veramente qualcosa di esagerato.
Non so di che colore fosse diventato il mio viso, ero veramente stranito, a disagio eppure la situazione mi eccitava.
Zio Tore si era posizionato alla mia destra nudissimo ed io mi ritrovai al centro tra lui e Gino, che nel frattempo si era sdraiato alzandosi dal sasso dove era seduto quando gli stavo succhiando il cazzo.
Avevo la salivazione azzerata, capivo che qualcosa stava per succedere, non riuscivo a dire una parola e aspettavo.
Zio Tore chiese che cosa stavamo facendo prima che arrivasse e Gino con tutta tranquillita’ rispose che stavamo pomiciando e che mi stava insegnando a succhiare per bene il cazzo prima di mettermelo nel culo e mentre parlava mi palpava il culo dicendo allo zio : guarda che bel culo che ha? Ti pare?
Lo zio annuiva e confermando che avevo un bel culo comincio’ a sua volta a toccare, palpare, frugare con quelle grosse mani.
Mi lasciavo palpare da quelle grosse mani e la cosa mi piaceva , mi eccitava e sfacciatamente presi coraggio e misi la mia mano sul cazzo di zio Tore.
Azz…...era caldissimo, al tatto ancora piu’ grosso che alla vista e cominciai a segarlo senza riuscire a stringerlo a pieno con la mano tanto era grosso e sentendo i suoi mugolii di piacere e notando il compiacimento di Gino nel guardare la situazione che si stava creando, ero felice e più tranquillo.
Gino si rimise seduto sul cantone dove era prima e mi invito’ a girami e mettermi anch’io come prima per riprovare a succhiargli il pisellone ed io accontentai, mi misi a pecorina e mantenendomi alla sua verga durissima ripresi a baciare la sua testa e a leccarla lentamente.
Zio Tore intanto mi palpava per bene le chiappe ed aveva cominciato ad inumidire il mio buchetto con la sua saliva, toccava e bagnava di saliva cominciando a poggiare pian piano il suo grosso dito sul buco del mio culo e cominciando a frugarci dentro. Entrava un po’ e poi lo toglieva,lo bagnava di abbondante saliva e riprendeva a frugare con quel dito curioso e porco. Gino intanto non mollava la presa e insisteva ad entrarmi in bocca qualche centimetro in piu’del suo cazzo ormai vergognosamente duro e bollente: avevo tutta la testa del pisello di Gino in bocca e il dito di zio Tore quasi tutto dentro il buco del mio culo. Ero eccitatissimo e percio’ per non rompere quell’incantesimo, non protestavo e lasciai che tutto andasse come stava andando, meravigliosamente .
Avevo il buco ormai bagnatissimo e me lo sentivo cedevole e voglioso e la cosa strana era che non sentivo nessun conato di vomito nonostante Gino avesse preso ad entrare ed uscire dalla mia bocca con la testolona del suo cazzo e cosi’ cominciai a muovere la lingua intorno a quel ben di Dio che avevo in bocca.
D’un tratto zio Tore aveva tolto il dito dal buco , aveva cominciato a bagnarlo in continuazione con la sua saliva, lo bagnava e ribagnava finche’ ad un tratto mi sollevo’ un po’ i fianchi e posiziono’ il suo cazzo immenso proprio dove aveva bagnato: quel contatto corpo a corpo era fantasticamente piacevole; sentivo qualcosa di caldo, duro e maestoso poggiarsi e spingere dentro di me. Zio Tore stava cercando di incularmi, spingeva con convinzione ed entrava. Mi stava inculando davanti al mio uomo che per godere il tutto si era fermato e mi teneva la testa carezzandomi i capelli.
Zio Tore aveva cominciato a spingere più forte, il suo cazzo era veramente grosso e quando finalmente la sua testa riusci’ a farsi largo dentro me, lanciai un urlo di dolore e fuggendo al contrario agevolai quella penetrazione bestiale. Zio Tore spinse forte e mi ritrovai quella 25ina e piu’ di cm di grosso cazzo tutta nel culo.
Mi faceva male, mi sentivo veramente aprire in due ma l’eccitazione di sapere che avevo dentro di me una cosa talmente grossa mi eccitava a tal punto che cominciai io stesso a muovermi per essere chiavato per bene e che chiavata mi stava dando il caro zio Tore.
Dalla foga del piacere che stavo provando, fui ancora io a prendere in mano il cazzo di Gino e mettermelo in bocca; questa volta mi lasciai scopare in bocca come nel culo, seguendo il ritmo del cazzone di zio Tore che mi impalava con dei colpi da paura facendomi venire in continuazione col culo, cosi’ io succhiavo il cazzo di Gino che dal piacere chiudeva gli occhi.
Zio Tore cominciava a mugolare dal piacere, io dalla goduria lo incitavo muovendo il mio culo verso il suo grimaldello e Gino ansimando si godeva il mio primo pompino. Zio Tore di colpo accelero’ i colpi, entrava e usciva dal mio culo ormai indecentemente aperto e dilatato con tutta la lunghezza del suo cazzo immane e urlando: godooooo, godooo mi spruzzò dentro litri di sborra bollente e densa come non ne avevo mai presa. Il suo cazzo si dimenava con scosse fortissime dentro il mio buco dilaniato e completamente rotto dal suo cazzo poderoso.
Gino che aveva capito che lo zio mi era venuto dentro, aumentò anche lui il movimento del suo cazzo dentro la mia bocca e tenendomi la testa mi urlò: vengoooooooooo , ahhhhhh e mi spruzzò un fiume di sborra in gola.
Dovetti divincolarmi perche’ avevo paura di affogare. Sputai velocemente e presi aria ma più di uno schizzo lo avevo inghiottito ed avevo un sapore acre in bocca; solo l’eccitazione della scopata datami da zio Tore rese il tutto gradevole, ero felice, avevo fatto contento il mio uomo, succhiandogli per bene il cazzo come voleva lui ed avevo soddisfatto lo zio Tore prendendo nel culo un cazzo dalle dimensioni bestiali,che mai avrei creduto potesse entrare in un culo, tanto piu’ nel culo di un ragazzo che sino a qualche settimana prima si reputava etero ed era comunque verginissimo.
Eravamo tutti e tre soddisfatti, pur non parlando, la cosa si capiva palesemente.
Ci ricomponemmo e scendemmo giu’ per il pranzo: che mattinata indimenticabile.
Che troiona mi stavo rivelando.



- Prima di pranzare andai in bagno come sempre, sia per lavarmi le mani ma anche per sedermi nel cesso e vedere se scendeva quacosa visti gli stimoli.
Feci un po’ di caca mista a sborra e pulendomi vidi anche qualche macchia di sangue. Mi aveva sistemato bene zio Tore,rotto in culo nel vero senso della parola. Un bel bide’ e raggiunsi gli altri a tavola. Sedendomi mi accorsi di provare un certo dolore al povero fondo schiena, ma facendo finta di nulla cominciai a mangiare nel silenzio totale.
Dopo pranzo sia zio Tore che l’altro zio (che io ormai chiamavo il burbero,perche’ sembrava sempre immusonito) andarono a lavorare e io chiesi a Gino se potevo andare in camera a riposare.
Mi accompagno’ lui stesso e si mise a letto con me.
Gli confessai di avere un gran male al culo e che avevo trovato tracce di sangue e lui mi disse che era normale visto il cazzo che avevo preso, aggiungendo che sarebbe passato presto e invitandomi a dormire e riposare un po’.

Ci svegliammo insieme poco prima delle 19,00, ora di cena,il tempo di andare un attimo al bagno e poi a tavola.

Come al solito si ando’ a nanna subito dopo cena e sinceramente non mi sembrava vero,ero ancora stanco ,dolorante e un po’ impacciato a sostenere gli sguardi di Gino e sopratutto di zio Tore.

Al mattino mi ritrovai fresco e pimpante, il sonno aveva fatto il suo dovere.
Colazione veloce,liberare la stanza per Gino che doveva studiare e via a sdraiarmi al sole con la mia enigmistica, togliendomi anche se da solo il costumino da bagno e rimanendo nudo a pancia a terra e culo all’aria.

Un’ oretta dopo circa,sentii la voce di zio Tore che chiamandomi bonazzone mi chiedeva come stessi.
Risposi di star bene e lui si sedette vicino a me e comincio’ a carezzarmi il culo : che bel culo hai, mi piaci veramente tanto lo sai? E intanto continuava a palpare mentre con l’altra mano si abbassava i calzoni per togliere fuori il gran cazzo, cominciando a menarselo.
Io lo lasciavo fare,non mi dava fastidio che mi palpasse e tanto meno guardarlo mentre si segava, era eccitante,il suo uccello era uno spettacolo gia’ solo a guardarlo.
Inizio’ pian piano ad avvicinare sempre di piu’ il cazzo alla mia bocca e compresi le sue intenzioni. Lo cominciai a prendere in mano e lasciai che quell’enorme testa di minchia arrivasse alle mie labbra, lasciandolo entrare nella mia bocca per spompinarlo. Era enorme e facevo fatica a contenerne anche solo una parte , ma mi eccitava e volli succhiarlo per bene. Lui soddisfatto comincio’ a muoversi, scopandomi in bocca e con le ditta mi inumidiva il buco del culo frugandoci dentro. Un po’ sentivo ancora dolore, ma ripeto, l’eccitazione del proibito mi erano d’aiuto: era la prima volta che facevo sesso con un uomo senza la presenza di Gino: il mio primo tradimento?
Intanto lo zio aveva due dita infilate dentro il mio culo e stava stantufandomi quel gran cazzo in bocca con ritmo sempre piu’ accentuato. Non duro’ molto, forse anche lui era molto eccitato e mi sentii pochi minuti dopo schizzare in modo esagerato un fiume di lava bollente in gola:avrei voluto sputare ma quel pene gigante era talmente aderente alla mia bocca che non riuscii a staccarmi dalla testa del suo cazzo e percio’ dovetti ingoiare praticamente tutta quella sborra. Mi tolse le dita dal buco del culo, mi disse bravo sorridendo di soddisfazione e aggiustandosi le braghe se ne torno’ sui campi.
Io avevo tutto il cazzo bagnato dai miei stessi umori e cominciai a toccarlo; si ingrossava e decisi di spararmi finalmente una bella sega. Sborrai alla grande svuotando completamente i coglioni sull’erba , finalmente una bella sborrata anche per me, col cazzo,visto che ormai venivo praticamente solo col culo.

Quando terminata la razione di studi, Gino mi raggiunse, si sdraio’ nudo vicino a me complimentandosi per la mia nudita’ inaspettata e carezzandomi il viso mi bacio’ in bocca; mai fatto prima ma la cosa mi piacque, in fin dei conti lui era il mio uomo, il mio fidanzato e gradii la sua lingua ricambiando i suoi baci appassionati. Ormai ero veramente una troia, talmente puttana che non gli dissi di aver visto zio Tore e tanto meno di avergli fatto quella pompa.
Lui comincio’ a toccarmi il culo, mi bacio’ ancora un po’ in bocca e poi ando’ giu’ per leccarmi il buco indolenzito. Fu talmente dolce e piecevole che non potei fare a meno di dirgli : amore ti voglio, incintami, voglio darti un figlio,ora, subito. Sapevo che quelle frasi lo avrebbero mandato in estasi e cosi’ mi ritrovai il suo cazzo nel culo nella posizione da me preferita : pecorina a culo impiperato.
Mi scopo’ alla grande,dandomi della troia sfondata e della bagassona infedele, ma mi scopo’ con passione sborrando tutto il suo desiderio dentro il mio culo gay, froscio, da checa infinita.
Mi toccai come al solito il buco e mi entrai un paio di dita eccitato da quella dilatazione e dallo sperma che le faceva scivolare dentro con facilita’.
Anche quella mattina avevo avuto la mia razione di cazzo (abbondante) ed ero felice di questo, avendo addirittura ancora voglia di essere chiavato, scopato in culo ed in bocca. Aveva ragione Gino, sarei diventato dipendente del pompino come del cazzo in culo, importante era iniziare, ed io avevo non solo iniziato, ma stavo continuando e con mia grande goduria.
Ancora qualche bacio in bocca fra noi, indossammo gli slip e via a lavarci e a pranzo.
Che bella questa scampagnata.



- Dopo pranzo ci furono delle visite da parte di vicini di casa, percio’ tra convenevoli ,un caffe’ ,un bicchiere di birra o vino, la serata scorse veloce e leggera anche per gli zii, che per dovere di ospitalita’ non avevano lavorato.
Solita cena veloce alle 19,00 e tutti a nanna.
Gino si addormento’ immediatamente, come un sasso.
Tra studio e chiavate immagino la sua stanchezza.
Io stranamente non riuscivo a prender sonno, stavo li a guardare il soffitto nel buio della stanza. Sentivo lo zio burbero russare nel letto alla sinistra del nostro, mentre zio Tore alla destra, dormiva silenziosamente.
Avevo addosso una eccitazione pazzesca, una voglia di cazzo incredibile e cosi’ presi a sdittalinarmi il buco del culo voglioso ripensando a cio’ che era accaduto in quei giorni li in campagna. Il buco cedeva e gradiva la sollecitazione delle mie dita. Le muovevo sempre piu’ in fretta e spingevo sempre piu’ infondo, ero veramente affamato, aver nascosto a Gino il pompino fatto segretamente a zio Tore mi faceva impazzire di desiderio, cosi’ come il ricordo di quell’enorme cazzo dentro il mio culo.
Cominciavo a sudare nel letto e mi scoprii nudo continuando a masturbarmi il culo , tanto dormivano tutti.
D’un tratto sento bisbigliare : che fai? Non dormi?
Era zio Tore: non riesco a prendere sonno risposi, e lui sempre bisbigliando mi disse di andare nel suo letto.
Non me lo feci dire due volte e in un battibaleno ero al suo fianco, nudo e speranzoso.
Le sue mani andarono subito al posto giusto, a toccare il mio culetto caldo e voglioso controllando il buchetto con quelle sue dita enormi ed io mettendo la mia mano dentro le sue mutande mi ero gia’ impossessato del suo bel cazzo gia’ grosso.
Mi bacio’ sul collo con ardore, sospirava e mi fece mettere davanti a lui, di fianco girato di spalle, cosi’ che potesse appoggiarsi al mio culo e cominciare a bagnarmi il buco con la sua saliva ed entrando un dito alla volta per massaggiare bene la parte che avrebbe poi bagnato e ribagnato ancora.
Mi piaceva da morire, la situazione era eccitantissima, il rischio che lo zio burbero,ma anche Gino potessero scoprirci rendeva il tutto piu’ eccitante e il mio buco dilatato cosi’ come il cazzone di zio Tore, durissimo, ne erano la dimostrazione.
Io mi muovevo verso zio Tore lasciandomi chiavare dalle sue dita sapienti e quando finalmente sentii che sulla porta del mio culetto stava apoggiando la grossa testa di quel bellissimo cazzo , quasi morivo di felicita’.
Spinse piano controllando la reazione del mio buco, e sentendo che entrava, spingemmo entrambi l’uno verso l’altro come se ci fossimo messi d’accordo: la testa era dentro e il resto continuava ad insinuarsi nel mio intestino: che bello, che piacere provavo. Sentivo quei 28/30 cm di cazzo bollente dentro il mio buco di culo e non avrei voluto altro nella vita: cazzo cazzo cazzo,e quello che cominciava ad andare avanti e indietro fottendomi il culo era il cazzo,un signor cazzo.
Accompagnavo i movimenti di zio Tore col mio culo froscio,rotto ed aperto da quel tronco di felicita’ che mi stava incorporando chiavandomi come la piu’ troia delle baldrache.
Peccato non poter gridare il piacere che provavamo entrambi: sudavamo e ci muovevamo in silenzio facendo in modo che i coglioni sbattessero sulle mie chiappe per poi allontanarsi e sbattervi nuovamente contro, era dolcissimo in quella posizione e non meno dirompente: il mio culo era pieno di un cazzo grossissimo e lungo e stava continuamente venendo tanto era il piacere.
Non so quanto tempo eravamo uniti l’uno all’altro in quella scopata, ma avrei voluto non finisse mai,venivo in continuazione dal culo e mi sentivo bagnatissimo, e continuavo a sgocciolare anche dal pisello moscio.
Una inculata da sballo, rubata e proibita ma gradevolissima: lo zio comincio’ ora a spingere con colpi piu’ lenti ma sempre piu’ in fondo,sempre meglio assestati , il suo cazzo era duro come il marmo ma caldissimo e quando sentii i suoi scossoni riempirmi le viscere di sborra bollente,avrei urlato un siiiiiii pazzesco dalla gioia.
Mi aveva riempito il culo in modo esagerato, un’inondazione di crema densa e bollente e resto’ ancora dentro di me un po’ per fare in modo di darmi sino all’ultima goccia ed anche per evitare che sporcassimo il letto.
Sgusciai silenziosamente fuori da quel letto d’amore e di peccato e silenziosamente ritornai al mio posto,nel mio letto.
Ero bollente da quell’amplesso,eccitatissimo; mi toccai il cazzo e lo sentivo bagnatissimo,mi impregnai le dita del mio stesso umore e le leccai golosamente, poi mi misi di fianco e controllando con le dita le condizioni del mio buco di culo rotto e gravido della sborra di zio Tore, mi addormentai con le mie dita nel culo immaginando di farmi scopare nuovamente la mattina dopo e sempre di nascosto da Gino.



- La mattina sveglia presto, più del solito: lo zio “burbero” doveva fare il giro per distribuire verdure e frutta ai clienti abituali, quindi aiutammo anche io e Gino a caricare il camion e quando fu bello carico ,colazione veloce per tutti.
Zio Burbero partì per il suo giro, zio Tore al lavoro nell’orto e Gino a studiare nella camera da letto.
La giornata era caldissima ed io allontanatomi dalla casa fuori dalla portata della vecchia zia, mi misi subito nudo camminando verso la casa del vino.
Guardavo zio Tore lavorare a petto nudo e pantaloni lunghi, e sinceramente sarei andato li a spogliarlo perché sudasse meno.
Lui quasi mi avesse sentito,si mise a guardarmi e vedendo il mio corpo nudo, si toccò un po' tra le braghe quasi a segarsi un po'; dopo un po' vidi che poggiava la zappa e lentamente venirmi incontro guardandosi intorno furtivamente.
Mi raggiunse e mi disse di seguirlo: mi condusse alla casa del vino ma entrammo dentro; c’era un letto con materasso non proprio pulitissimo, mi fece segno di poggiarvi sopra il telo da bagno che portavo con me e poi mi abbracciò forte.
Mi palpava il culo con le sue mani callose e possenti e mi baciò in bocca con la lingua; io ero un po' a disagio a baciarlo in bocca, ma l’eccitazione saliva e mi lasciai andare a quei baci quasi morbosi intrecciando la mia lingua alla sua.
Il suo cazzo pulsava fortissimo sotto i calzoni e senza staccare la bocca dalla sua, cominciai a sbottonarlo facendo cadere a terra quell’ingombro, entrai la mano tra le sue enormi mutande e mi impossessai dell’oggetto dei miei desideri, il gran cazzo di zio Tore,ormai mio amante ufficiale.
Tolse del tutto le mutande e rimase nudo come me; mi accompagnò sul letto facendomi sdraiare a pancia in giù e cominciò a leccarmi il buco del culo insalivandolo abbondantemente e palpandomi a dovere le chiappe tonde; era tutto talmente fantastico e proibito che prima che mi infilasse il suo enorme cazzo nel culo già pronto e voglioso, gli chiesi di farmelo succhiare un po'.
Lo presi in bocca e leccandogli per bene tutta la testa lo lasciai scomparire nella mia gola scopandomi da solo andando con la testa su e giù; era bellissimo spompinare quel cazzo,gustai già alcune gocce dense della sua goduria,asprigne e buonissime.
Avrei continuato a succhiare e leccare quel bellissimo gelato, ma lui forse per la paura di venire me lo tolse di bocca, mi baciò ancora un po' e poi lasciando che mi sdraiassi nuovamente ma questa volta a faccia in su, mi venne sopra, mi carezzò tutto e poi rialzandosi mi tirò deciso per i piedi portandomi sino all’orlo del letto: mi sollevò le gambe facendole poggiare quasi sulle sue grosse spalle e tenendo con la mano destra il suo arnese grosso e duro me lo poggiò sul buco del culo cominciando a spingere , entrando lento ma costante in me.
Non ero mai stato inculato in quella posizione, mi faceva più male del solito nonostante la mia apertura anale fosse ormai bella considerevole ed allenata: soffrii un po' sentendolo entrare e cominciarmi a pompare ma per fortuna ebbe la meglio il piacere e così collaborando coi miei movimenti,lasciai che quel cazzo adorato mi entrasse totalmente dentro possedendomi.
Non so se mi stessi innamorando di zio Tore, ma stare con lui mi piaceva da morire; già nelle fantasie erotiche lo desideravo più di Gino, ma nella realtà diventavo pazzo di piacere quando mi scopava lui,con quel cazzo smisurato; adoravo segarlo,succhiarlo e averlo in culo poi non se ne parli.
Si muoveva dentro di me con colpi decisi,andava su e giù con tutta la lunghezza di quel bellissimo cazzo bollente; mi sentivo aperto in maniera indicibile e gli dicevo di chiavarmi più forte,di sbarrarmi ancora di più, di non avere pietà e lui ubbidendo mi stantuffava sempre più forte colpendomi le chiappe coi suoi coglioni pieni di sborra.
Credo di essere venuto quattro o cinque volte col mio culo spanato e froscio prima che zio Tore raggiungesse l’orgasmo e quando sentii gli schizzi potenti inondarmi dentro l’intestino,urlai di gioia, forte , fortissimo: avrei voluto che quegli schizzi non finissero mai di quanto mi piaceva sentire le pulsazioni del cazzo ingrossato dentro di me .
Mi aiutò ad abbassare le mie gambe un po' indolenzite dalla posizione, mi carezzò il petto ed il viso e poi tolse piano il cazzo dal mio buco dilaniato:
sentii scendere un po' di sperma dal mio culo tanto ero pieno e zio Tore mi diede un telo per pulirmi un po'.
Mi toccai il buco del culo come ormai mia abitudine e ci infilai dentro quasi tutta la mano tanto ero largo e lubrificato da quella sborrata magistrale.
Zio Tore rivestendosi si intristì un poco e gliene chiesi il motivo; mi disse che in serata o al massimo l’indomani sarebbero scesi i cugini a portarci a Sassari, perché Gino due giorni dopo doveva dare degli esami e così mi confidò che sarebbe stato difficile rivederci e ne era dispiaciuto veramente.
La notizia dispiaceva anche a me; sapevo che prima o poi quel giorno sarebbe venuto,ma quello che non sapevo prima e’ che sarei diventato così amante del cazzo, del sesso con i maschi , dei pompini; cazzi ne avrei trovato altri, Gino abitava di fronte a me per esempio, ma uno zio Tore non sarebbe stato facile rimpiazzarlo e quasi mi venne da piangere.
Mi salutò con un sorriso e una palpata di culo e dopo aver chiuso la casa del vino, tornò al lavoro.
Andai a sdraiarmi al sole sul prato verde adiacente e ripensando a quell’inculata presi a sditalinarmi il buco del culo trovandone grande piacere, avevo anche il cazzo bagnato di umori ma preferivo masturbarmi il buco del culo, insaziabile e fu così che arrivando all’improvviso mi trovò Gino.
Che combini? mi chiese e si diede da solo la risposta: sempre voglia di cazzo eh? Che puttanona che sei diventato, scommetto che vuoi scopare,è così?
Si sdraiò al mio fianco dopo essersi spogliato e cominciò a toccarmi il culo infilandomi un dito nel buco: come mai così bagnato e largo? Cosa ti sei infilato?
Io temendo di essere sgamato dissi di essermi messo un po' di saliva per masturbarmi ma a lui sembrava troppa quella dilatazione e comunque continuava a infilare le sue dita nel mio buco,sempre di più e a chiavarmi con la mano dicendomi che ero troppo sbarrato e che bisognava lasciare un po' in pace il culo diversamente non sarei più piaciuto a nessuno perché ci si ballava dentro.
Rimasi male a quelle parole e come prima reazione mi tolsi da vicino a lui dicendogli di cominciare per primo a non entrarci quasi tutta la mano e che avrei preso di parola i suoi consigli: niente più scopate.
Lui mi disse che stava scherzando, che il buco si sarebbe stretto ,di non preocuparmi, che me la stavo prendendo per niente e così dicendo mi avvicinava il suo cazzo già in tira come per farmi capire che gli piacevo e che voleva incularmi.
Ero troppo adirato, ma credo fosse anche per la tristezza che mi aveva fatto venire poco prima zio Tore dandomi quasi l’addio, sta di fatto che presi l’asciugamano e tornai giù vicino alla casa e non parlai con Gino praticamente per tutto il giorno, nonostante i suoi continui corteggiamenti.
La notte a letto si avvicinò ancora a me bisbigliandomi nell’orecchio cose carine e dolci e decisi di lasciarlo fare , di non respingerlo anche perché quella sarebbe stata l’ultima notte li in quel giaciglio d’amore.
Mi bagnò un po' il buco e senza tanti preamboli mi infilò il suo cazzo duro,grosso e caldo dentro il buco del culo ,tutto, fino ai coglioni cominciando quindi a montarmi: mi piaceva,non posso negarlo, eppure godevo pensando che fosse Tore, zio Tore a fottermi a possedermi, ad amarmi.
Gino mi chiavò quasi un’ora prima di sborrarmi dentro tutto il suo sperma e io anche se in silenzio, dicevo di essere innamorato, senza specificare nomi; ero innamorato del cazzo, dei maschi montoni,della sborra del mio buco di culo spanato ma desiderato dai maschi e così quello che per me era uno sfogo per Gino fu motivo di orgoglio e piacere e si addormentò col suo cazzo dentro di me baciandomi sul collo con ardore.

L’indomani tornammo realmente a casa in città. Cazzi ne presi ancora e tanti, di tutte le misure ma non ebbi più modo di incontrare zio Tore , senza dubbio uno dei grandi amori della mia vita omosex,