i racconti di Milu
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Io sono da sempre stata innamorata di Roberto, a ogni buon conto siamo costantemente rimasti solamente esemplari e perfetti amici. Quell’anno, invero, io gli avevo spontaneamente proposto di fare una vacanza insieme con i nostri amici in comune, chi lo sa, forse in conclusione sarebbe scoccata la famosa scintilla, invece appena arrivati a destinazione lui ha cominciato subito a darsi alla pazza gioia folleggiando e scatenandosi con una biondina strabiliante, ignorandomi e sottovalutandomi completamente.

Noi due avevamo fatto immediatamente amicizia con i nostri vicini di tenda, un gruppo di ragazzi e ragazze che avevano suppergiù la nostra età, là in mezzo a loro ce n’era uno in particolare, Andrea per l’esattezza che si divertiva a prendermi bonariamente in giro. Si era accorto che io avevo un debole per Roberto e lui sfruttava questa situazione impiegandola per punzecchiarmi e per farmi arrabbiare, tanto che non lo sopportavo affatto, poiché avevo sempre la forte tentazione di strozzarlo, Eppure lui era adorabile e se si fosse comportato diversamente avrebbe anche potuto piacermi. Avevo già previsto una fine ingloriosa e umiliante per quelle vacanze, perché non vedevo l’ora che finissero, viceversa, il destino immancabilmente m’aveva riservato una piacevolissima sorpresa.

Una sera, infatti, decidemmo di dispensare una festa sulla spiaggia, con i falò, la grigliata, i canti e i balli. Dopo aver pasteggiato rimasi seduta sulla sabbia per guardare Roberto che ballava con la biondina. Ero decisamente amareggiata, crucciata, triste e piena di rabbia, tenuto conto che avevo puntato tutte le mie speranze su quella vacanza e invece inaspettatamente Andrea s’avvicinò a me tendendomi per mano e invitandomi a ballare con lui. Io lo guardai un po’ sorpresa, eppure un po’ per ripicca e per rivalsa nei confronti di Roberto, un poco per cercare appoggio e conforto accettai ben volentieri. Per tutto il tempo lui non disse una parola, anzi, mi strinse teneramente a sé carezzandomi dolcemente la schiena e ogni tanto mi sfiorava il collo con dei brevi baci.

Quella sera non volli pensare a niente, dimenticai tutte le battute velenose che m’aveva indirizzato, accantonai pure Roberto e la biondina lasciandomi sennonché andare, assaporando quelle dolci carezze e i brividi che m’attraversavano la schiena. Terminata la musica lui m’agguantò il viso tra le mani fissandomi per lungo tempo negli occhi, io nel suo sguardo captavo interpretando una forte passione a stento trattenuta. Anche in quel momento però non disse nulla, mi cinse le spalle con un braccio e ci allontanammo dal gruppo. Proseguimmo sulla spiaggia e a ogni passo sentivo il mio cuore battere sempre più forte, che cosa sarebbe successo? Stava forse studiando un nuovo scherzo, oppure la serata sarebbe finita in modo romantico? Eravamo ormai molto lontani dal gruppo, non si vedevano più le luci e non s’avvertiva alcun suono, la spiaggia era completamente deserta e quasi senza preavviso Andrea si voltò baciandomi focosamente sulla bocca. Quel gesto inaspettato mi sorprese sbalordendomi e la mia prima reazione fu quella di tirarmi indietro.

Io rimasi un attimo sopra pensiero indecisa sul da farsi, conscia del fatto che se non mi fossi fermata in quel momento, dopo sarebbe stato troppo tardi, invece decisi di lasciarmi andare concedendomi in maniera totale, in quanto lo autorizzai acconsentendogli di continuare a baciarmi. Le sue labbra si mossero languidamente sulla mia bocca, invitandomi ad aprirsi alla dolce invasione della sua lingua vellutata. Andrea mi baciò profondamente per lungo tempo, mentre io mi sentivo smarrire con il cuore che batteva velocemente, provando un’emozione talmente forte da farmi mancare il respiro. Io mi sentivo molto arroventata ed eccitata, anche se una piccola parte di me stava tremando di paura, però cercai di farla tacere.

Ero sola da tanto tempo e sentivo profondamente l’assenza e vivamente la carenza di queste deliziose, incantevoli e profonde emozioni. Le sue mani percorsero febbrilmente il mio corpo, lungo la schiena poi risalirono lentamente sui fianchi fino a raggiungere i miei seni. Andrea li carezzò lentamente con dei movimenti circolari, poi con un gesto indolente mi sfilò la canottiera e cominciò a baciarli. Io incoraggiai i suoi baci carezzandogli i capelli, mentre dalle mie labbra sfuggivano acuti, dirompenti e veementi sospiri di piacere. Quasi senza che me ne accorgessi, ci ritrovammo distesi sulla renella, nel tempo in cui le nostre mani percorrevano i rispettivi corpi, in una lenta quanto sfumata piacevole esplorazione. Accarezzai baciando in modo pacato il suo petto, provando un insolito piacere nell’assaporare il profumo e la sapidità della sua pelle. Io sussultai dal piacere quando la sua mano scese ad accarezzare la parte più intima del mio corpo, perché io ero talmente eccitata che mi pareva di farneticare, di dire assurdità.

Con frenesia ci togliemmo i pochi abiti che avevamo addosso e trattenni a stento un grido, più di sorpresa che di dolore quando Andra mi brandì quasi di prepotenza. Ci amammo intensamente, con impellenza e premura, così come se entrambi non avessimo aspettato altro per tutto il tempo. Il piacere esplose rabbioso, sfrenato e travolgente, i nostri gemiti vennero smorzati da un lungo bacio appassionato. Rimanemmo là per terra stesi a lungo sulla renella in silenzio, mentre i battiti dei nostri cuori lentamente riprendevano il normale ritmo, perché sembrava che nessuno dei due sapesse che cosa aggiungere né spiegare né sostenere. Io decisi allorché di rompere il silenzio chiedendogli:

“Credevo d’esserti stata antipatica e indisponente, dato che mi prendevi sempre in giro” obiettai io in maniera decisa. Lo sentii ridere, istantaneamente però Andrea mi rispose:

“In realtà volevo unicamente deconcentrarti e distrarti. Mi dispiaceva vederti patire consumandoti dietro un individuo come Roberto, perché in quell’istante speravo di creare un giusto diversivo”.

Io sorrisi per quella gradevole risposta, alla fine ci era riuscito in pieno, anche se in modo diverso da quello iniziale. Ci scambiammo per l’occasione i numeri di telefono, anche se in cuor mio in quella circostanza non mi feci troppe illusioni. Nel rientro verso casa Roberto mi chiese se mi fossi divertita, io di rimando con sollecitudine gli risposi:

“Mi sento divinamente, ho fatto l’amore sulla spiaggia persino al chiaro di luna”.

Glielo dissi serenamente, perché oltre ad aver vissuto un’appassionata e romantica avventura con un’adorabile canaglia, mi era anche passata la cotta per Roberto.

{Idraulico anno 1999}