i racconti di Milu
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E’ bello e gradevole aprire gli occhi la mattina tardi naturalmente senza la sveglia né senza i suoni e scoprire d’essere sane, vive, di captare il proprio corpo riposato, il sangue che scorre, la risonanza del cuore che batte, il tocco del lenzuolo sulla pelle, il calore delle coperte e ammirare il giorno che filtra dalle persiane di legno.

Ritardare intenzionalmente d’alzarsi temporeggiando nel tepore del letto accarezzando la pelle liscia, intanto che i muscoli sono livellati e lunghi, stirarsi sensualmente più volte e girarsi a pancia in giù disegnando la giornata, pensando a ciò che tranquillamente si vuole realizzare e innanzitutto con chi. Alzarsi lentamente, poggiare i piedi nudi sul pavimento e camminare fino alla finestra circondata dalla luce, aprire le ante e lasciarsi inondare dal sole, osservare i due uccellini che hanno fatto il nido in una cavità del muro di fronte.

Successivamente infilare i morbidi vestiti da casa e andare in bagno, guardarsi allo specchio e mettere in scena una smorfia, ridere di sé stesse e trovarsi spaventosamente streghe, preparare attentamente un buon caffè, una grande tazza di latte e riempire il tavolo di cose squisite. Sedersi e gustare ogni cosa continuando a cambiare sapore, consistenza, colore: dolce, saporito, guardare i giochi del vento fuori dalla finestra, i voli delle rondini, i fiori sul davanzale, mettere un CD e riempire la casa di musica, riordinare e pulire ogni cosa.

Estrarre dal frigorifero tutto l’occorrente per la cena e incominciare a mettere assieme, mescolare, tagliare, cuocere, decorare, pensando a chi si nutrirà di tutto ciò, apparecchiare con cura, facendo attenzione ai colori e alle forme. Appresso pensare a sé stesse facendo un caldo e lungo bagno, prendendosi cura del proprio corpo minuziosamente: le mani, i piedi, i capelli, avvolgersi nell’accappatoio morbido come in un abbraccio, cospargersi d’olio profumato e sentire la carne vellutata e soda sotto le dita.

Più tardi indossare vestiti adatti che piacciono e che possono piacere, controllare che tutto sia perfetto, che la casa accogliente, equilibrare la luce soffusa delle candele, i colori e la musica. Sorridere attendendo l’arrivo dell’ospite, sì, proprio quell’invitato che arriva e si siede, si ciba di ciò che è stato preparato con cura e per lui, apprezzando e gustando ogni cosa, perché ogni cosa è stata pensata e preparata per dargli e per trasmettergli il benessere e il piacere.

Ecco, sì, veramente così, una floridezza e una soddisfazione che ritorna a me da lui, poiché quest’atto viene amplificato quando con un sospiro mi distendo sul divano fra le sue braccia, essendo incantevolmente piena di gratitudine per il mattino, per il pomeriggio e per la sera che la vita m’ha regalato, piena di curiosità per ciò che sarà questa lunga notte.

{Idraulico anno 1999}