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Indice
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Questo è un racconto di fantasia con nomi e personaggi inventati e pertanto qualsiasi riferimento a nomi e persone reali è puramente casuale.

E' la vigilia di Natale e la famiglia Bertelli si riunisce, come ogni anno, per il tradizionale cenone natalizio.
I signori Adelina ed Eusebio, gli anziani padroni di casa, hanno la gioia di accogliere in casa la loro grande famiglia composta dai figli lontani che, con coniuge e prole, rientrano nel luogo natio per le vacanze.
Adelina ed Eusebio hanno tre figli: Antonio, Vincenza e Benito.
Antonio è il più grande, ha 59 anni ed è sposato con Raffaella, una distinta signora bolognese della stessa età, ed ha due figli ventenni (Gabriele e Marco). Antonio lavora a Berlino e scende in Italia, con tutta la famiglia, tre volte all'anno: a Natale e a Pasqua a Modena, per stare con i suoi, e ad agosto in riviera per due settimane.
Vincenza ha 50 anni, è sposata con Leonardo, che fa il commercialista e ha 55 anni, vivono a Bologna ed hanno due figlie: Debora di 22 anni e Arianna di **.
Poi c'è Benito, il rampollo più giovane (o, diciamo, meno vecchio) della casata. Ha 43 anni, è single e, pur risiedendo a Bologna, è in pratica sempre fuori, spostandosi in tutto il nord e centro Italia per conto della ditta di costruzione di impianti a gas per cui lavora come promotore.
La signora Adelina inizia dal mattino presto a trafficare tra cucina e tinello per preparare il cenone, e in breve una distesa di pasta sfoglia occupa tutto il tavolo. Poi si mette a preparare la farcia. Nel pomeriggio Vincenza, finito il turno all'ufficio dell'Inps dove è impiegata, raggiunge la casa dei genitori per dare una mano alla madre e così, entrambe con un grosso fazzoletto annodato sulla testa e dei grembiuli legati addosso, stanno ad impastare ed infornare.
Raffaella, pur trovandosi lì a casa, non prende parte ai lavori e resta in salotto a dialogare amabilmente col suocero. Con la sua aria distinta e da donna colta evita ogni contatto con le massaie impegnate in cucina, e discorre col suocero le notizie che il vecchio Anselmo legge dal giornale.
Sul far della sera, come è tradizione, i nipoti trafficano intorno al grande albero messo nel salone per addobbarlo di luci colorate ed intermittenti, stelle filanti e palline dorate e glitterate. E' tradizione che ognuno poi sistemi lì sotto i regali per i familiari. Poi ci si mette a tavola per il cenone.
Lo zio Benito, insofferente alle atmosfere natalizie per via del suo essere scapolo, anche quell'anno è in una fase tra il depresso e l'arrapato. Vuole anestetizzare la frustrazione per la mancanza di una compagna attraverso un flusso ininterrotto di pensieri e brame lussuriose. Rientra a casa dei suoi alle 7 di sera, accompagnato dalle fantasie su ragazze molto sexy che si muovono sinuose ed esplicitamente provocanti, in succinti due pezzi rossi e cappuccio da Babbo Natale in testa. Sono le pin-up protagoniste del film porno noleggiato la settimana prima al Blockbusters. Di quella serata con i parenti, tutti a festeggiare e gozzovigliare, non ne ha proprio voglia e anche quello concorre ad aumentare il suo fastidio.
Appena varca la soglia di casa ecco che Debora, la nipote ventiduenne figlia di sua sorella Vincenza, gli si avvicina e lo abbraccia stampandogli poi un bacio sulla guancia. Che cara ragazza! Sempre gioiosa e sprizzante allegria. "Buon cenone, zio! Io sono ospite dalla famiglia di Mario...", e indica il suo ragazzo che porge sorridente la mano, poi si avviano. Benito osserva sorridente la nipote allontanarsi e riflette su quanto sia davvero una bella persona. Allegra, solare e ottimista. Si è diplomata allo scientifico e adesso studia medicina all'università. Compiaciuto da tanta positività la vede dunque allontanarsi e osservandole il didietro gli ritorna fulmineo alla mente il pensiero delle ragazze in bikini del porno natalizio.
Debora ha un bel fisico e un culo sodo e rotondo, valorizzato ancora di più dal jeans nero elasticizzato che lo stringe e disegna alla perfezione. Oltrepassa la porta e zio Benito segue con gli occhi quel culetto muoversi lento e invitante, poi, chiusa la porta, si desta e va nel salone a sistemare i pacchetti natalizi sotto l'albero.
Si sente indolente; indifferente ad ogni manifestazione festaiola, nonostante in casa regni un'atmosfera frenetica di preparativi e dalla cucina e dal soggiorno arrivi tutto il vociare confuso del parlottio dei parenti. Nel salone però, sola e intenta a sistemare pacchetti infiocchettati, c'è Arianna, la sorella quindicenne di Debora. Una bella figliola proprio come la sorella. Lei però non è solare e sempre allegra come Debora. E' più riservata e chiusa ma sa aprirsi ed essere altrettanto allegra e di compagnia come lei, ed è comunque sempre gentile e rispettosa.
Benito rimane sulla porta con una busta della spesa piena di pacchetti in mano e osserva la nipote quindicenne piegata in avanti intenta ad accatastare i regalini sotto l'albero.
Com'è cresciuta la Arianna... Però... Si è fatta proprio una signorina... Anzi, guarda là, è una donna! Pensa lo zio osservandola piegata su un ginocchio, sporta in avanti e tutta presa dal mettere i pacchetti scostando un po' scocciata i rami e le palline tintinnanti che le danno fastidio.

Continua
(per commenti: pensieriosceni@yahoo.it)