i racconti di Milu
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Fa un caldo boia questo pomeriggio. Sono tutto sudato e in hangover dopo la serata di ieri sera coi ragazzi. Mi fischiano le orecchie. Presto talmente poca attenzione al pompino di Cindy che quasi mi scordo che sia li. Continuo a scorrere il cellulare con una mano mentre con l’altra le afferro saldamente i capelli per farle capire chi comanda. O forse lo faccio solo perché mi piace, poca differenza in fondo.
Quando mi sono svegliato stamattina avevo veramente voglia di rilassarmi un po’ e ho scritto a Cindy di muovere quel suo bel culo e di arrivare con qualche birra. L’ho avvertita che doveva arrivare in trenta minuti e per ogni minuto di ritardo si sarebbe beccata un bello schiaffo sul culo, non che le dispiacesse credo. Ed eccola li inginocchiata sul mio parquet intenta a prendere ogni centimetro del mio cazzo dentro alla gola.
“Cindy hai una sorella?” le chiedo mentre scorro la sua pagina facebook.
Riesce solo a biascicare una risposta.
“Cazzo cerca di essere più chiara!” la stacco bruscamente dal mio cazzo vedendola annaspare.
“Allora?” Le metto il cellulare davanti alla faccia con una foto di lei alla cena di Natale con la sua famiglia. Che bel quadretto. C’è anche un'altra ragazza vicino a Cindy nella foto, molto carina, magra, capelli scuri lunghi, occhi blu, sorriso da troia.
Lei mi sorride e annuisce, le mollo uno schiaffo. “Ed è troia quanto te?” Le chiedo sogghignando.
“Vuoi scoprirlo paparino? Vuoi scoparti me e mia sorella insieme?” Mi chiede ammiccando con la sua vocetta da saputella.
“Forse domani, oggi ho da fare”
Mi alzo in piedi e le infilo il mio cazzo fino alla palle nella gola. “Oggi ho da fare troia lo sai” le dico mentre le scopo selvaggiamente la faccia.
Poi la sbatto per terra, la giro, le sputo sul buco del culo e le tiro un bello schiaffo su una natica. Le esce un versetto. “Devo registrare un nuovo pezzo con la band”. Con un movimento rapido glielo infilo tutto dentro. Caccia un urlo di misto piacere e dolore. “Sono incazzato nero con quello stronzo di Ricky, la sua linea di basso fa cagare da quando ha ripreso a bucarsi, quindi ora tu mi aiuterai a rilassarmi, vero troia?” Le dico tirandola per i capelli.
“Si paparino! si usami come la tua puttana!”
Le sputo in faccia e la ricaccio per terra.
“Apriti il culo con le mani idiota”
E mentre lei si spalanca il culo io la fotto come un ossesso per circa una decina di minuti. Poi la faccio girare tenendola per i capelli e le vengo sulla faccia. La lascio ricadere sul parquet.
Prima di andarmene le scatto una foto. “Se e quando ti sposi mando a tuo marito il nostro album di foto come regalo di nozze”
“Grazie paparino” sussurra con la faccia ancora sul pavimento.
Mentre vado a lavarmi penso che questa sarà proprio una giornata del cazzo. Tutti questi impicci per il lancio del nuovo album mi stanno impedendo di rilassarmi, ormai è quasi due mesi che non riesco a trovare il tempo per fare un salto a Tijuana con i ragazzi.
Ho ancora le foto e video di quando ci siamo sbattuto in 3 Rosy dopo che c’eravamo presi tutta quella cocaina. Nessuno riusciva a venire, così l’abbiamo scopata per tipo 5 ore a turno, poi annoiati abbiamo comprato delle corde e dei vibratori, le ne abbiamo infilati due belli grossi tra figa e culo e poi l’abbiamo chiusa nell’armadio tutta legata, imbavagliata e bendata. Siamo tornati più o meno un giorno dopo e l’abbiamo trovata in una condizione pietosa.
Di ritorno a LA aveva già i nostri cazzi di nuovo in bocca. Un bel viaggio.
Esco sul balcone del mio bagno e guardo la mia vista su LA. Mi accendo una sigaretta e raccolgo una birra aperta vicino alla piscina. Me la scolo guardando il niente, kilometri di niente, poi piscio nella birra e torno dentro casa.
Cindy si è rivestita e fatta bella, la guardo indifferente, 1m75, occhi verdi, capelli lisci, tette stellari, un culo da pallavolista e due gambe mozzafiato.
“Sentimi bene bella, io ora vado, però forse ho ancora voglia di scoparti oggi, quindi faremo così, tu ti bevi questa bella bottiglia di piscio mentre io me ne vado a farmi qualche canna e a registrare i miei capolavori. Una volta che te la sei bevuta voglio che te la infili nel culo e che mi aspetto a pecora sul letto. Ho telecamere in tutta la casa e se non lo fai ti faccio scopare da tutta la troupe.”
“Ma mi hai già fatta scopare da tutta la troupe”
“Beh troverò un’altra troupe allora”
“Ok paparino, anche se io oggi avrei l’uni..” mi dice guardandomi di sbieco con un leggero sorrisetto.
Mi guardo attorno, raccolgo il telecomando, glielo passo e dico “Questo nella figa. Non farmi perdere tempo” le faccio l’occhiolino e esco di casa.
“Mi chiamo Brat. Sono il cantante e chitarrista della band più Hyp degli States. Fanculo stronzi.” Mi ripeto mentre salgo in macchina.

Arrivato alla casa discografica mi mando male, pensando che avrei dovuto portarmi Cindy dietro per farmi spompinare nella macchina.
“Ciao Dillon” dico al ragazzo all’entrata, un ragazzo messicano ben piazzato da cui ogni tanto compro della droga.
Entrato nell’ascensore mi guardo allo specchio. “Ragazzi mio non c’è che dire, tutte queste droghe e ancora non cadi completamente a pezzi”. In effetti sto ancora in forma, magro ma robusto, capelli neri arruffati, uno sguardo sottile, una vera testa di cazzo. Però quelle occhiaie forse sono troppo. Cavo dalla tasca gli occhiali da sole e me li infilo lentamente. Sono proprio stanco.
Arrivo all’ultimo piano e vado verso lo studio di registrazione, sono le 12:20, sarei dovuto essere li due ore fa, per i miei standard sono in anticipo.
“Ecco chi si vede!” Tracy, la mia manager si sbraccia dall’altra parte della stanza. Bella figa Tracy, ma non mi piace mischiare lavoro e vita privata. In realtà il problema è che non mi piace il lavoro e basta, quindi di conseguenza anche Tracy.
“Ciao bellissima, com’è? Ricky, Marty, come andiamo ragazzi?”
“Bella Brat” sale il coro dai miei ragazzi.
“Allora sei pronto per registrare qualche traccia?” mi dice Tracy sorridendo. “Certo baby” tiro fuori un blister con della coca, ne prendo un po’, poi la passo agli altri.
“Si parte”.

Due ore dopo abbiamo registrato una traccia potentissima, soldi sotto forma di frequenze. Siamo in macchina verso si Sunset per andare a prendere un boccone, Ricky ha proposto di passare da un ristorante che ha aperto da poco. Roba costosa e microbiotica o non so che cazzo. Sono mezzo ubriaco e sinceramente non me ne fregherebbe un cazzo comunque.
Arrivati al ristorante per cui ci vogliono due mesi per prenotare Ricky ci fa avere un tavolo, lui e il proprietario di concocevano dal liceo.
Mentre mangiamo Marty racconta varie storie sulle ultime tipe che si sta sbattendo ma io faccio veramente fatica ad ascoltare. Nel tavolo vicino al nostro c’è una ragazza bionda che me l’ha fatto venire dure e quando vedo un paio di gambe come quelle io smetto di ascoltare chiunque. Mi ha riconosciuto e mi guarda intensamente con un bel sorriso sulle labbra. Al suo tavolo ci sono altre quattro persone e un ragazzo le tiene una mano dietro le spalle, sembra proprio il suo tipo. Giacca e cravatta, fisico da palestra, lavorerà in qualche banca di sticazzi.
Disegno una scena di un rapporto orale su un fogliettino di carta e faccio avvinare il cameriere una volta che vedo il suo ragazzo andare verso il bagno. Dico al cameriere di darlo discretamente alla ragazza allungandogli un centone per il servizio.
Bravo ragazzo, non si fa notare da nessuno e le allunga il biglietto con una scusa. Lei apre il biglietto. Riesco a vedere che lo sta aprendo. Se fossi meno ubriaco potrei anche preoccuparmi delle conseguenze delle mie azioni ma grazie a Dio bevo proprio per fottermene altamente.
Bingo.. Si alza e va verso il bagno delle signore.
Marty ha quasi finito la sua storia dove a quanto pare si stava facendo fare un pompino dentro una chiesa o qualcosa del genere, che noia Cristo. Era un bravo ragazzo però, gli volevi bene a Marty.
Mi alzo e la seguo, leggero mi faccio strada fra i tavoli guardando per terra senza farmi riconoscere.
Entro nel bagno delle signore. Lungo specchio con i lavandini, tre cabine, due porte aperte e una chiusa. Chiudo a chiave la porta dopo di me e mi metto davanti alla porta chiusa.
Busso.
La porta si apre, lei in piedi nel bagno, la guardo, mi guarda, entro nel bagno.
Respira velocemente, non so dire se è eccitata o spaventata o tutte e due. Poi apre la bocca come per dire qualcosa ma non le do il tempo e le piazzi il mio indice verticale sulle sue labbra come a dirle di fare silenzio. Poi faccio scivolare lentamente il mio indice sulle sue labbra e con la punta del dito gliele faccio aprire. Lei apre le labbra e lascia che io le infili l’indice.
Con l’altra mano intanto mi slaccio i pantaloni.
Comincio a fare avanti e indietro con l’indice poi mi avvicino a lei, le appoggio due dita sul labbro inferiore, facendole socchiudere di più la bocca. Lei tiene gli occhi chiusi, la vedo sempre più presa. Allora con l’altra mano le afferro il collo. Non se l’aspettava. Sgrana gli occhi, ora ha paura.
La sbatto contro la parete del bagno e le infilo sotto il vestito le dita che le avevo messo in bocca.
Comincia ad ansimare, allunga le mani e mi tacca il cazzo, me lo tira fuori dalle mutande e comincia a masturbarlo.
Con la presa alla gola la tiro verso il basso. Lei non se lo lascia ripetere due volte e si inginocchia. Le alzo la testa la prima volta che si avvicina per prenderlo, lei mi guarda e io scuoto la testa. Poi mi avvicino con il bacino alla sua bocca, lei capisce e mi fa entrare, brava ragazza.
“Ci tenevo proprio che la prima cosa che facessi con le tue labbra fosse succhiarmi il cazzo, quando stavi per parlare hai quasi rovinato tutto sai?”
Comincio a infilarlo dentro e fuori lentamente, le arrivo sempre più in profondità, la sento farfugliare qualcosa forse vorrebbe rispondere, ma poco importa.
Vado sempre più veloce, lei è bellissima, io sono al limite.
“Senti troia. E tra le altre cose ti chiamo così perché non so il tuo nome, ma visto che non ci conosciamo e mi stai già succhiando l’uccello credo di non essere tanto lontano dalla verità. Ci tenevo a dirti che sei incredibilmente bella” le dico mentre le affondo il cazzo praticamente fino alle palle nella gola e la vedo strizzare gli occhi che cominciano a lacrimare. “Per questo motivo voglio darti la possibilità di farmi vedere cosa sai fare senza il mio aiuto. “
Mi fermo e le esco dalla bocca, mi appoggio all’altra parete del bagno “Ecco il tuo provino, troia” le sorrido e le indico il mio cazzo.
Lei mi guarda sconvolta, tira su col naso e dopo essersi pulita la saliva dal mento mi guarda “Mi chiamo Kate, Brat, grande fan” mi fa l’occhiolino e si mette a carponi, gattona verso di me e si appoggia il cazzo sul viso attaccando a ciucciare le palle.
Succhia come una ventosa e quando me lo prende in bocca è ancora meglio. Questa ragazza è un talento.
Non molla mai il contatto visivo ed è un vero prodigio con la lingua. Alterna succhiate veloci a succhiate lente, si aiuta con le mani e poi lo prende tutto. Una vera star.
“Pronta per i fuochi d’artificio Kate la troia?”
Attacca a succhiare più veloce, non ce la faccio più. La stacco dal mio cazzo e tenendola per i capelli le vengo a volontà sulla faccia, un vero casino. Bello spettacolo, lei con la bocca aperta, la lingua di fuori, sborra ovunque. Mentre ancora la tengo per i capelli caccio il cellulare e glielo allungo con Facebook aperto mentre lei mi ripulisce per bene.
“Scrivi il tuo nome Kate” con ancora il mio cazzo nella bocca prende il telefono e scrive il suo nome. Io l’aggiungo, poi le scatto qualche foto
“Fatti dare un premio Kate, apri la bocca” le dico dopo essermi rimesso i pantaloni.
Lei obbediente fa come le ho detto e allora le lascio colare un po’ di bava nella bocca.
Esco dal bagno “Chiamami!” sento che dice mentre esco.

“Minchia Brat, ma quanto ci hai messo al cesso” dice Micky “ti sei perso tutta la storia” dice riempiendosi la bocca di patatine microbiotiche o non so che cazzo.
“Scusa Micky, sono tutt’orecchi”
Vedo che Kate torna verso il tavolo. Tutta fresca e ripulita. Il suo ragazzo le da un bel bacio.
Tiro fuori il telefono e le invio la foto che le ho appena scattato. La vedo controllare il telefono e subito metterlo via.
Poi mi guarda e mentre si morde leggermente un dito mi fa un veloce occhiolino.

Sono finalmente a casa. Dopo un’altra traccia registrata e altre due casse da sei di birra. Entro in casa, barcollo verso la mia camera e una volta entrato ci trovo Cindy che da brava ha fatto come le avevo chiesto.
Mi butto sul letto, la guardo e le dico “Sparisci”. Mi addormento.


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