i racconti di Milu
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Erano passati sei mesi da quando Rocco è partito per andare a lavorare in Arabia. Nicole ed Elisa, sua figlia, sono diventate amanti. Elisa frequentava l’università e non aveva altri amori. Con le amiche non si confidava e tutti credevano avesse un ragazzo segreto.
Madre e figlia erano sedute a tavola per cenare ed ecco che arriva una telefonata: è Rocco che chiama dall’Arabia “Ciao. Tutto bene? Torno domani pompeggio. Il mio lavoro per ora è finito ed ho voglia di rivederti. So che sono stato lontano e non ho avuto modo di telefonarti spesso. Spero che tu mi voglia con te ancora in casa”
Nicole al solo sentire la voce del suo uomo si sveglia dal torpore di fine giornata e sembra che la stanchezza le sia passata in un microsecondo.
“Certo che ti voglio, amore mio! Io sono sempre qui. A che ora arrivi? Stanotte non dormirò pensandoti. Questa è una bella notizia. Finalmente di nuovo insieme!”
“Come ti vestirai amore mio? Avrei voglia di vederti sexy. Ho una voglia che non ti dico!”
“Sarò tutta tua ed a tua disposizione! Vedrai sarà una sorpresa. Ti mando un bacio, di quelli che sai tu”
La telefonata si chiude lì.
Elisa nel sentire quelle parole si incuriosisce; è felice ma allo stesso tempo preoccupata di perdere la madre come amante “Rocco torna domani. Ho capito bene?” chiede alla madre.
“Si, finalmente torna”
“Ed ora come facciamo? Io non potrò più fare sesso con te e non potrò più dormire nel lettone abbracciata nuda a te”
“Non ti preoccupare. Si sistemerà tutto anche con Rocco.” E dopo un attimo di silenzio tra le due donne “Penso che tu debba anche cercarti un altro amore al di fuori di me, non credi? Se continuiamo così alla fine la nostra relazione non possiamo tenerla nascosta per sempre. Nel tempo potremmo sbagliare ed allora saranno guai più che seri”
“hai ragione mamma. Per me sarà dura ma cercherò lentamente di abituarmi. Rocco sono sicura che capirebbe ciò che c’è stato tra di noi e farebbe un casino che la metà basta”
La notte sia Nicole che Elisa la passano come sempre ma i pensieri di Nicole, che non riesce a dormire, sono per Rocco che dopo tanto tempo sarebbe stato nuovamente tra le sue braccia. Non è solo lei a essere sveglia: lo è anche Elisa che pensa a Rocco che potrà ritornare a diventare il suo stallone ed anche a come far sì che possa attirarlo a sé più di prima e magari inserirsi tra la coppia formata con la madre per fare un trio.
Al risveglio un gran bel bacio lungo con lingua di Nicole nella bocca della figlia come se fosse un addio alla sua amante e poi via al lavoro. Durante il tragitto casa lavoro la mente è impegnata a fare telefonate ai clienti ed all’ufficio per disdire gli appuntamenti dall’ora di pranzo ed anche per una settimana. Nella sua testa c’era un solo obiettivo: godersi Rocco, fare l’amore con lui, fare sesso sfrenato per recuperare il tempo passato lontano uno dall’altra.
Arrivata in ufficio ed aperto il sito su internet dell’aeroporto è andata subito a vedere l’orario di arrivo del volo, poi il tempo per tornare a casa ed a come vestirsi per riceverlo.
In ufficio ha dato ordine di non essere disturbata ed ha chiuso la porta. Rischiando di essere sorpresa, distesa comodamente sulla sua poltrona, si è sgrillettata tra volte in una mattina ed ogni volta raggiungendo un orgasmo forte e rapido con sbrodate abbondanti. Non era riuscita a trattenere la voglia e pur pensando di dare tutto il suo piacere a Rocco si aveva fatto tre ditalini in perfetta solitudine pensando a come l’avrebbe chiavata Rocco.
Tornata casa con il solo pensiero di lui si è spogliata di tutto e si è fatta una doccia con schiuma tonificante. Si è esaminata a lungo, e guardando la figa si è accorta che era ancora gonfia e leggermente tumefatta per il troppo uso; sulle sue cosce c’erano dei pallidi lividi di cui non si era accorta minimamente e l’unica modo di esserseli procurati era la foga di amplessi cui ero stata da Elisa che l’aveva pizzicata o morsicata. Il suo bottoncino, dopo i tre trattamenti della mattina, era arrossato, quasi violaceo e ad un tocco furtivo ebbe brividi misti a dolore per quanto fosse ancora sensibile. Quando si guardò negli specchi grandi della camera per guardarsi il buco del culo ebbe paura; aveva la corona arrossata tanto da sembrare quasi una bocca palpitante con le labbra gonfie. Elisa due giorni prima lo aveva aperto tentando forse per ore di introdurre una mano per fistarla e alla luce forte della sua camera si rese conto di averlo ridotto male. Così pensò di infilare un tampax. Nicole si pensò a quante cose avrebbe potuto fare e l’idea di essere presa lì appena lui si fosse presentato in aeroporto la eccitava e immaginava cazzi tesi e rigidi nella mia testa. Il ripensare agli amplessi con Elisa, in quegli atti contro natura, la faceva sembrare di essere più porca.
In attesa dell’ora dell’arrivo girava nuda per casa e si accorse che camminavo con le gambe leggermente allargate; il pensiero fu che i femori a furia di tenere le gambe aperte li aveva indolenziti e si erano quasi disarticolati i fianchi per tenere la figa ed il culo più aperti per gli amplessi lesbici con la figlia.
Nicole una bella donna con le gambe lunghe ed il ventre bombato segno della gravidanza di Elisa. Si piaceva così con i seni non eccessivamente grandi come sarebbero piaciuti a Rocco ma tutto sommato, nonostante l’età e la vita fatta, stavano ancora su e facevano la loro figura con quelle punte scure dei capezzoli che si toccò e che le dettero un brivido. Avrebbe voluto toccarsi ancora ma dopo i tre ditalini della mattina forse era troppo; voleva essere scopata dal suo lui e visto che c’era tempo pensò che di notte si sarebbe toccata per tutta la notte davanti a lui e pensò anche che non voleva dormire nuda e la sua mente andò ad una giacca di pigiama di Rocco che avrebbe voluto indossare per fargli capire quanto lei lo desiderasse.
L’orologio inesorabilmente andava avanti e si avvicinava l’ora dell’arrivo di Rocco.
Nicole pensò a cosa indossare per lui. Appoggiò sul letto delle calze nere, il reggicalze ricamato anch’esso nero e ricamatissimo, le scarpe che aveva comprato con lui e che a lui piacevano erano sul tappeto, avevano un tacco fenomenale e quando le aveva provate in negozio davanti a lui ci era andata con il vestito più corto che avesse, lo aveva fatto per lui e provandole si era sentita morire sotto gli occhi del commesso che la serviva. Quel giorno poco prima di entrare nel negozio aveva detto a Rocco che non portava intimo. Lui si era arrapato in pochi minuti; gli piaceva l’idea che si sarebbe mostrata con la sua intimità nuda al commesso. Insieme all’intimo pose sul letto anche un mini vestito che non lasciva nulla all’immaginazione. Era un paio di sandali aperti, quasi fossero ricamati con un tacco vertiginoso; il loro tacco era assassino e la costringevano a fare passi piccoli per non cadere ma ne valeva la pena perché mettevano in risalto le sue gambe e riconosceva che era perfetta. Nicole era solo in casa, si era tirata a lucido, portava un paio di leggings ultra aderenti con delle scarpe basse che mettevano in risalto le sue gambe.
Era arrivata l’ora. Si denudò ed indossò ciò che aveva preparato sul letto. Alla fine il mini vestito arrivò a coprire il suo delizioso mandolino come lo chiamava Rocco in modo vezzeggiativo. Era vestita da ragazzina e nell’insieme stavo benissimo e si vantava di non dimostrare gli anni che aveva aggiungendo come accessorio la sua borsa a tracolla di Chanel. Già pregustava che a casa Rocco la osservasse attentamente facendole fare una mezza piroetta felice di mostrarsi.
Il volto era il pezzo più affascinante; era studiato alla perfezione, i capelli tirati indietro lisciati finivano con una crocchia e lasciavano libere le orecchie a cui ha applicato due perle, due labbra rosse e un trucco che accentuava la grandezza degli occhi e nello stesso tempo induriva il volto.
Era stata anche dalla parrucchiera che le aveva fatto un taglio sbarazzino quasi maschile, poi quel vestito leggermente trasparente le stava d’incanto. La gonna si fermava sopra le ginocchia e mostrava l’inizio della balza delle calze; era un esplicito invito a Rocco a mettere le mani sotto di lei.
Se la sentiva, lo avrebbe distrutto a letto; con Rocco avrebbe avuto un successone.
La strada per l’aeroporto la conosceva. Trovò il solito traffico e dal computer di bordo dell’auto si informava sull’eventuale ritardo dell’aereo su cui viaggiava Rocco. Si sentiva un po’ impacciata e con dei rimorsi; andava a prendere Rocco mentre a casa in questo periodo aveva consumato un rapporto incestuoso con la figlia. Tra poco avrebbe avuto al suo fianco un uomo che di me credeva di sapere tutto, soprattutto conosceva i miei vizi e le mie perversioni che erano uscite con tutta la loro forza dirompente per merito suo prima che lui i allontanasse per lavoro. Quelle perversioni e quelle voglie Nicole era riuscita a tenerle e bada quando lui era con lei, ma ora …. ora avevano forse superato il turno di non ritorno. Guidando come un automa con i pensieri rivolti altrove riconobbe che in quel momento aveva una voglia indescrivibile e se lui le avesse chiesto di fermarsi in un’area di servizio o di entrare nel bagno per averla, lei non avrebbe battuto ciglio, avrebbe eseguito la sua richiesta con felicità. Si immaginava in quell’ambiente puzzolente e tanta era la voglia che si sarebbe inginocchiata tra due pisciatoi e sarebbe rimasta lì con la bocca aperta pronta a succhiare il cazzo del suo uomo ed a pulirlo.
Finalmente giunse al parcheggio, in quel mare di auto una a fianco all’altra e dovette girare come una trottola finché trovò posto.
Si avviò verso la zona degli arrivi. Quando entrò vide sul monitor che il volo di Rocco era atterrato così con calma si accinse con emozione ad aspettarlo con dentro una voglia pazza di averlo tra le sue mani. Alla fine, finalmente, lo vide con i bagagli in mano. Rocco passò il controllo per il passaporto e finalmente era tra le mani della sua Nicole; il suo uomo era lì e tra loro due ci fu un bacio al fulmicotone. Con quel bacio voleva dirgli tutto, voleva che Rocco capisse di non lasciarla più sola in balia delle sue voglie e delle sue passioni che si trasformavano in incesti. In quei momenti disse a sé stessa basta sesso, quel tipo di sesso di cui era diventata schiava incoraggiata ed invitata a farlo da sua figlia Elisa. Nella sua testa una voce diceva basta all’offrirsi, all’esporsi, aprirsi, a mostrare le tette ed i suoi anfratti masturbandosi fino a sentire spasimi di dolore per far contenta Elisa che la guardava.
Le prime parole di Rocco vedendola furono “Nicole sei sempre una donna affascinante “
L’immagine e le voglie di Elisa ora che erano insieme scomparvero ed entrambe si diressero verso la macchina con i bagagli. Caricate le valige andarono verso casa. Guidava lei, lui era al suo fianco e poggiò la mano sinistra sulla gamba. Rocco ne approfittò per tirare su la gonna leggermente in modo che si vedesse il reggicalze e Nicole disse tutto d’un fiato “ Queste calze le ho messe per te. Voglio essere sexy per il mio uomo”
Era una porca. Neanche mezzora prima mi era mostrata a sé stessa allo specchio nuda con le sole calze, reggicalze e poi aveva aperto sé stessa per guardarsi il culo e la figa.
Questo Rocco non poteva saperlo e dopo la lunga astinenza il trovare la sua femmina così arrapante non solo a lui ma anche agli altri lo aveva ringalluzzito e non si domandava perché Nicole facesse questo per lui.
Lui non si pose domande ed appena furono comodi in auto le dita di Rocco la accarezzarono e arrivarono fino in cima dove sentirono la pelle di lei che al contatto diretto dei polpastrelli facendole provare brividi di piacere che si sommavano alla voglia che era rimasta. Nicole allargò le gambe impercettibilmente in modo da facilitarlo; voleva che si accorgesse anche del perizoma trasparente che indossava “Ti ricordi ancora la mia figa? Su, infilami un dito ho voglia di sentire dentro di me il mio amante”
Erano parole audaci e non si vergognava di quanto diceva. Nicole lo voleva caricato, voleva essere la femmina calda che aveva lasciato e che ora dopo tanto tempo aveva voglia di lui.
Rocco fece passare un suo dito sotto quella leggerissima stoffa per accarezzarle le grandi labbra “ Sei fradicia, devi avere una voglia matta come in questo momento ce l’ho anch’io”
Nicole sorrise e le palpò la patta dei pantaloni. Rocco aveva il cazzo in erezione, il suo maschio era eccitato come non mai. Ormai eravamo lanciatissimi verso l’accoppiamento.
Nicole conosceva bene quelle mani che le avevano dato deliziosi momenti di piacere, capaci di farla vibrare.
Ormai erano arrivati a casa e Nicole portò l’auto direttamente verso l’autorimessa del condominio dove vivevano.
Li nella penombra una volta spento il motore lei lo voleva avere subito per stordirlo con il sesso come non aveva mai fatto con lui.
Il modo di vivere la notte, quella in cui Nicole si faceva la figlia Elisa, era completamente diversa da quella in cui lei si trasformava nella compagna amorosa di Rocco che cercava affetto dal suo uomo eccitandolo e vestendosi sexy.
All’interno dell’autorimessa lei gli saltò addosso; la spalliera del sedile dove Rocco era seduto fu abbassato e Nicole fu sopra di lui cercando di sbottonargli i pantaloni. La gonna che portava era larga e leggera e le permetteva di stare a cavalcioni sul corpo del suo maschio senza nessuna fatica. In un lampo gli aprì la patta dei pantaloni avendo in mano in men che si dica il suo cazzo in mano; era il cazzo personale di Nicole che dopo averlo segato leggermente se lo inserì nella figa spostando leggermente il perizoma che indossava. Per Nicole fu una sensazione fantastica; lo sentì scivolare dentro nella vagina bagnata e vogliosa. Era una sensazione divina e in quel momento si sentiva la sua regina, si stavo dando piacere con il sesso del suo uomo, infoiata come non mai. Nicole voleva piacere e voleva che il piacere di Rocco le allagasse la figa…… essere piena.
Sentì vibrare il cazzo del suo uomo con il quale si stava impalando; lo aveva dentro di se fino alle palle come fosse un piolo di legno che arrivava fino all’utero. Nonostante si trovasse in una posizione scomoda il suo maschio vibrò pur essendo semi disteso sul sedile, Rocco riuscì ad inarcarsi e quel suo magnifico cazzo venne in maniera copiosa. Nicole fu letteralmente riempita e lo sperma colò fuori e si perse in rivoli scivolando sulle sue palle.
Nicole si sollevò per mettersi anche un dito nella figa; la voglia la stava facendo andare fuori di testa.
Poi si adagiò sul suo corpo stanca anch’io lasciandosi andare in quel mare di sensazioni ritrovate.
Nicole per un istante guardò fuori dei finestrini alla ricerca di altre persone ma vide che non c’era nessuno. Si chiedeva come avesse potuto fare sesso nell’autorimessa al limite della trasgressione. Eppure era lì a farlo e Rocco era sotto di lei e lo stavo usando come un vibratore personale e si stava assaporando le sensazioni che lui le dava; non le interessava che si stesse comportando da ninfomane. Il cazzo di Rocco era rimasto turgido e lei se lo stava godendo nonostante fosse venuto “Guardami! Sono la tua donna che ti dà piacere e che si sta comportando da porca!”
Nicole pronunciò quella frase quasi senza pensarci.
Lui la fissava con gli occhi sgranati, non capiva un dialogo simile né la scopata che avevamo fatto li ma si rendeva conto che di quella ne aveva approfittato pienamente.
La frase, il luogo, la posizione, la sua donna nuda e vogliosa come mai non avevano dato tregua a Rocco che sentiva ormai il suo cazzo nuovamente duro. Avrebbe voluto che quella sensazione non finisse mai.
“Nicole, mettitelo nel culo! Mettitelo anche li! Hai detto che sei la mia troia, su! Sfilatelo dalla figa e mettilo dietro”
Nicole voleva essere chiamata così, era quello che voleva e lo voleva prendere anche dietro per sentirsi completamente la sua femmina.
Salirono a casa e lei ancora insoddisfatta gli chiese di spogliarsi buttandolo sul lettone matrimoniale.
“Vado un attimo in bagno, aspettami qui e non ti addormentare” disse Nicole al suo Rocco.
Lì lei aveva preparato tutto per rendersi ancora più provocante e appetibile; infatti andò ad indossare soltanto un paio di autoreggenti nere e una benda di raso sugli occhi.
Era un desiderio inappagato di Rocco prima che lui partisse.
Ora Nicole si posiziona come voleva lui restando ferma ed immersa nei suoi pensieri ad aspettare il suo Rocco.
Lei sente che si avvicina dai suoi passi inconfondibili.
E’ inginocchiata con le ginocchia aperte, i piedi uniti, il sedere che sfiora i talloni, le mani appoggiate sulle cosce a palmi aperti e rivolti in alto, il capo chino.
Rocco si avvicina lentamente e poi si ferma vicino a lei. Nicole si sente sotto osservazione, esposta e vulnerabile a ciò che lui ne farà. Tutto è così estenuante e lento mentre lo vorrebbe vorrei su di lei.
I passi improvvisamente cessano, lui si piega e si avvicina a lei. Il suo profumo le solletica le narici ed il suo respiro mi scalda il collo, la sua voce ferma, calma e decisa entra nell’orecchio di Nicole "Oggi tu non verrai".
A questa frase il corpo della donna reagisce eccitandosi; sente pulsare il suo sesso, i capezzoli si induriscono ed il respiro si fa affannoso.
Rocco se ne accorge e lei che si è offerta immagina il sorriso malizioso e sadico di lui ancor prima di sentire che stai sorridendo "Sarà un piacere vederti supplicare un orgasmo, ma, te lo ripeto, oggi non ti permetterò di venire"
Nicole è sempre più eccitata, tra le labbra è umida, mentre la bocca è secca, in un sussurro risponde "Sì, come vuoi tu"
Rocco prende dolcemente le mani della sua femmina prima una, poi l'altra e le porta dietro la schiena. Con una cordicella le blocca i polsi, poi la aiuta ad alzarsi e la conduce con sé. La fa sedere su una sedia e le apre le gambe che Rocco desidera siano sempre pronte ad aprirsi come simbolo che Nicole sia sempre disponibile per lui.
La mano sinistra di Rocco percorre lentamente le braccia e la schiena. La destra risale lungo le gambe, le cosce, internamente, poi sfiora le natiche. Nicole si abbandona al suo tocco leggero ed eccitante ed improvvisamente la sua mano si abbatte sui glutei della femmina con una serie di colpi, uno dopo l’altro, inesorabili, inclementi, nello stesso punto. Nicole è eccitata e quei colpi le piacciono. Poi le dita di Rocco scivolano tra l'umido delle labbra per accarezzare il sesso e cercare il clitoride.
"Tutto questo ti piace tanto, vero?"
Ogni nuovo colpo genera in Nicole piacere e dolore; un misto di sensazioni che si tramutano in eccitazione; Rocco di tanto in tanto va a controllare tra le cosce per verificare se sia proprio così, le sue dita allora sfiorano il clitoride e quando il piacere si manifesta chiaro con qualche colpetto del polpastrello lo va a titillare.
"Ora rimani in piedi a gambe divaricate" le ordina.
Nicole è in silenzio con i suoi pensieri e non capisce dove lui sia ma ha la certezza che i suoi occhi sia su di lei, poi sente dei passi lenti, regolari, cadenzati, intorno a lei molto lentamente. Ciò non fa altro che aumentare l’ansia, farla innervosire, renderla insicura. La conduce verso il tavolo e la invita a salire sopra in modo perentorio "sali sul tavolo e mettiti in ginocchio a gambe aperte". Quindi con mano ferma le abbassa la schiena finché una guancia non poggia sul piano di legno
Dopo un tempo che pare interminabile, ma sono passati solo alcuni istanti, Nicole sente il respiro caldo di Rocco, il suo compagno amante sul suo sesso, la sua lingua accarezza le labbra molto dolcemente facendosi strada fino a raggiungere il clitoride e continua a lambirlo molto delicatamente. Nella stanza si sentono solo i gemiti della femmina mentre Rocco si appresta a godere del contenuto di quel sesso esposto e offerto.
Improvvisamente tutto si ferma. La donna sente solo la mancanza della bocca del suo maschio ed immediatamente dopo le parole "Ricordi cosa ti ho detto? Tu non puoi venire. Ora io continuerò a bere dalla tua figa e tu dovrai mantenere il controllo del tuo piacere"
Quindi lei avvertì le labbra sulle sue grandi labbra, la lingua sul clitoride e le sue parole scivolano via dalla mente perché senza accorgersene esplode come un fiume in piena nella bocca del suo amato in un orgasmo liberatorio pienamente goduto tanto quanto proibito.
Nicole non può vedere nulla, ma lo sente armeggiare con qualcosa che appoggia sul tavolo. Sono corde; chissà da dove le ha prese.
Una prima corda la fa passare tra la corda che mi lega i polsi e la lega alle gambe anteriori del tavolo, con la seconda le leghi la caviglia destra e la fissa alla gamba del tavolo; così fa anche per la gamba sinistra.
Ora la donna che è una femmina da usare è un tutt’uno con il tavolo ed è quasi completamente immobilizzata. Nicole si sente la sua schiava ed in totale balia delle voglie di Rocco.
"Sei bella in questa posizione. Ti ho sottomessa con le tue parti più intime aperte per la felicità dei miei occhi che nessun altro può vedere"
A queste parole segue l'entrata delle dita del maschio dentro di lei senza aspettare che lei sia pronta mentre l'altra mano le sfiora i glutei e le natiche risalendo molto lentamente lungo la linea della colonna vertebrale fino a toccarle la nuca. Questa scia così lenta e leggera provoca nella donna, ormai matura sessualmente, brividi di piacere, il suo corpo si abbandona alla carezza di quelle dita e mentre è in quello stato di rilassamento la mano del suo uomo le afferra una mammella e stringe forte il capezzolo. L'altra mano è sempre dentro il corpo femminile e Rocco è chinato su di lei al punto che sente il suo respiro caldo sul collo e le dita che stringono e ruotano dolorosamente il capezzolo.
Le parole di Rocco sussurrate sono "Ora ricordi cosa ti ho detto di non fare? Riuscirai per una volta a mettere i miei desideri prima dei tuoi?”
La voce di Nicole esce dalle labbra "Sì perché il mio unico desiderio è darti piacere e farti godere. Sono tua, ogni mia parte del corpo e della mente è tua"
"Bene! Ora ti aiuterò io a deconcentrare i tuoi pensieri dal piacere"
Nicole è sempre bendata ma si accorge dal dolore che prova che Rocca le ha applicato due molette sui capezzoli generando una smorfia di dolore sul volto della sua donna che per dare a lui il massimo della goduria non si lamenta.
La mano libera ora va dove è l'altra e mentre una continua a penetrare Nicole, l'altra va a sfiorare il clitoride. Il dolore forte ai capezzoli si tramuta rapidamente in piacevole bruciore di sottofondo che aumenta l'eccitazione già crescente, i gemiti cominciano ad affacciarsi timidamente e il piacere a manifestarsi. La mano di Rocco abbandona il clitoride e si abbatte sul un gluteo dando un sonoro sculaccione mentre l'altra inesorabile stimola le mie pareti interne vaginali. Le sculacciate di intensità e ritmo variabile, prima forti, poi sopportabili, prima ravvicinate poi inframezzate da pause, sono alternate a carezze sulla parte arrossata. La mente di Nicole è assorbita dalle emozioni e sensazioni di vario tipo che deve controllare ma il desiderio abbandonarsi al godimento è sempre più impellente.
Il suo carattere determinato ha deciso di soddisfare le voglie di Rocco e vuole fare quello che le ha chiesto, non tanto per schivare una punizione, ma per rendere il suo uomo orgoglioso di avere scelto lei.
Rocco riesce in questa posizione a portarla vicino all'orgasmo e ma poi si ferma, poi riprende e poi nuovamente sospende; è una tecnica per far impazzire il corpo e la mente in cui scopo è di far uscire dal controllo del desiderio la sua amata.
Le dita di lui sono dentro di lei, anche analmente, mentre l'altra mano accarezza e colpisce. L’eccitazione della donna è in fase crescente. Ad un tratto si sente un urlo di godimento liberatorio; è una voce femminile e Nicole si rende conto, meravigliandosene, di essere lei e si chiede come sia sto possibile che sia successo nuovamente.
"Vedo che parliamo lingue diverse. Vedo che reputi molto più importante il tuo piacere del mio" le sibila Rocco ad un orecchio. La sua mano sul sesso non le lascia il tempo di riprendersi e mentre il corpo di Nicole è ancora attraversato dalle vibrazioni dell'orgasmo lui la penetra prima con un dito, poi con due, cercando il clitoride per violentarlo proprio ora che è così gonfio e sensibile.
"Ti vuoi fermare?" le chiede Rocco e Nicole con difficoltà riesce ad articolare una risposta di senso compiuto "Sì. Ti prego dammi una pausa"
In pochi secondi lui le slega braccia e gambe separandola dal tavolo con cui era diventata un tutt'uno.
Ma ecco la sorpresa. Rocco la capovolge a pancia all'insù e senza quasi rendersene conto si ritrova di nuovo legata al tavolo con le gambe completamente divaricate, con gli arti bloccati e la testa in parte sporgente dal piano del tavolo.
Ancora una volta Nicole non può muoversi e non può scegliere, può solo ubbidire ai suoi voleri e ne è contenta dopo i lunghi mesi senza vederlo e né toccarlo. Ora vuole solo accontentarlo e sentirsi punita perché in cuor suo si sente di aver fatto qualcosa apparentemente contro natura con la figlia Elisa.
Nicole si sente dire "Ruota la testa verso di me"
Queste parole di una frase così banale hanno sapore eccitante.
Lui si porta dove la testa di Nicole pende nel vuoto e la sua bocca incontra il cazzo del suo uomo in piena erezione, duro e caldo. A lei le esce un accenno di sorriso essendo felicemente compiaciuta che è stata lei ad eccitare quel LUI che non ammette mai certe cose e che sembra sempre così moderatamente distante e che ora, invece, dà la prova evidente di un coinvolgimento emozionale.
"Leccalo" impone Rocca alla sua femmina e la lingua di Nicole comincia a lambire lentamente la pelle liscia del sesso in tutta la sua lunghezza, passando più volte fino alla cappella, poi le labbra si aprono e lo accolgono. Nicole sa perfettamente cosa Rocco desidera. La posizione che assume è di aiuto per ciò che si sta accingendo a fare e pertanto si sistema meglio per far sì che entri il più possibile dentro la bocca.
A Rocco è sempre piaciuto infilarlo tutto fino a toccare il fondo della gola e generare anche dei principi di conato di vomito.
Le labbra succhiano, mentre la lingua accarezza, in un salire e discendere, roteare e leccare.
Lui non le lascia nemmeno il tempo per respirare; le prende la testa tra le mani per imporre il ritmo. La saliva cola in un rivoletto di lato della bocca e di tanto in tanto la profondità degli affondi provoca dei conati ma Nicole affascinata da come lui la sta prendendo, non vuole interrompere.
Il ritmo continua a crescere. La femmina, che sta emanando molti umori emanando effluvi di profumo afrodisiaco che caratterizzando l’ambiente, sente il cazzo sempre più duro grosso ed eccitato. Qualche gemito sfugge dalla bocca, finché al culmine uno spruzzo dopo l'altro invadono la bocca e le mani di Rocco le imprigionano la testa non consentendole solo di deglutire.
Nicole viene slegata e messa in piedi.
Rocco infoiato dopo sei mesi di astinenza le dice perentoriamente "Voglio vestirti personalmente, ti voglio vedere in lingerie, una lingerie speciale"
Detto questo le fa passare una corda sopra il seno, abbraccia la schiena e ritorna sull'addome sotto il seno, disegnando una specie di reggiseno, lasciandolo visibile accessibile.
"Ora ci vuole un perizoma" dice con voce maliziosa e subito dopo tende una corda tra le labbra vaginali e il solco tra le natiche facendo sì che prema bene sul clitoride. Con un dito traccia una linea partendo dall'interno di una delle cosce passando per l’inguine e andando a toccare le labbra aperte della figa per poi proseguire sull’addome per sfiorare l'areola di un capezzolo e salendo per il collo a raggiungere la bocca.
Quel dito disegna su Nicole il contorno delle labbra e della lingua inseguendolo, sfiorandolo. La bocca lo fa entrare e lo succhia, poi lo morde. Lei con gli occhi oscurati percepisce il suo sorriso e le toglie la benda; ora può vedere quel sorriso malizioso e quegli occhi che l’hanno vista molto privatamente in atteggiamenti lussuriosi da donna sottomessa. Si accorge che non è uscita dalla camera da letto e si trova davanti al grande specchio ad ammirare il reggiseno di corda che le incornicia le mammelle, vede anche la corda che le divide in due il sesso, vede le gambe spalancate e bloccate alle caviglie e con sorpresa vede le braccia legate in alto ad una parete. L'immagine riflessa è molto eccitante.
Rocco si avvicina a lei con in una mano una candela rossa e nell'altra un bicchiere qualcosa che sembra un alcolico con ghiaccio, inclina la candela e la cera rossa cade attorno al capezzolo disegnando un cerchio di puntini. Il calore brucia la pelle ma è un dolore sopportabilissimo. Il cerchio di goccioline si restringe di diametro ad ogni giro fino a rimanere come unico bersaglio la punta del capezzolo, eretto e turgido, in cui la cera calda genera un misto di fastidio ed eccitazione.
Con l'altra mano ha preso dal bicchiere un cubetto di ghiaccio, lo passa sulle labbra di Nicole che si gusta il freddo sapore dell'alcolico, lo fa scivolare lentamente sul collo per finire sull’altro capezzolo. Al contatto del cubetto di ghiaccio il freddo lo inturgidisce più di quanto non lo sia già. Nicole ancora una volta sente che l'eccitazione che si sta facendo strada richiedendo altre attenzioni ma nello stato in cui si trova e per la promessa fatta al suo Rocco non osa certo fare richieste e si limita solo a gemere.
L'effetto del ghiacciolo è di rendere più sensibile il capezzolo così, quando la cera calda lo tocca, il fastidio è molto più accentuato. Nicole non riesce a rimanere ferma; il suo corpo si dimena e la pelle morbida viene incisa dalla corda ruvida, il clitoride sensibile viene strapazzato e si sviluppano in quel bottoncino delle sensazioni contrastanti. Infatti il clito è dolorante ma allo stesso tempo fa partire sensazioni di eccitazione che si irradiano in tutto il corpo.
Nicole sente che le piace; ha la sensazione di fastidio ma è piacevole. Poi la mano di Rocco afferra la corda e la tira aumentando la forza di sfregamento sulla pelle. Ora fa male, ma Nicole non può sottrarsi al dolore e man mano che il contatto si fa più violento, incredibilmente, nasce una sensazione di eccitazione.
La donna resta incredula e non si riconosce; dal dolore è in grado di trarre piacere e di mostrarlo. Lui se ne accorge e la porta vicino all'acme per poi fermarsi improvvisamente tra i suoi gemiti.
"Ora vediamo di ripulirti dalla cera. Le dita staccano la cera con difficoltà ed i denti di Nicole stringono forte le labbra per non lasciarsi sfuggire lamenti. Contro la sua volontà le lacrime scendono a bagnare il volto. Lui le vede ma non batte ciglio e appare sulla bocca i Rocco un sorrisetto.
Lei pensa che lo ecciterebbero le sue implorazioni ma non cede.
"Ci sono ancora tracce di cera sui tuoi capezzoli?"
Gli rispondo “C'è ancora qualche pezzetto attaccato alla mia pelle” a denti stretti.
"Ora dimmi cosa sei disposta a donarmi di te?"
Mi sento sua e sono di nuovo dopo tanti mesi nelle sue mani determinate a ricavare tutto il piacere indipendentemente da ciò che dovrò sopportare.
"Sono a tua disposizione totale ed incondizionata, tesoro mio. Ora sei il padrone del mio corpo e della mia mente. Puoi disporre di me a tuo piacimento, non sono altro che una femmina fra le tue mani per farti divertire, per darti il massimo del piacere”
"Guardami negli occhi!".
Nicole ubbidisce ed incrocia il suo sguardo mordendosi le labbra attendendo le sue parole.
 che non arrivano.
"Voglio che ti offra a me!"
Lui da qualche munto non mi tocca e Nicole ha dei dolori quindi il suo unico desiderio è di avere sollievo.  Per cercare sollievo butta il petto in avanti offrendo i capezzoli e le mammelle al suo uomo.
Ora Nicole non ha più dignità e supplica una tregua che arriva.
"Vai a farti una doccia, poi ridatti un contegno, torna qui”
L'acqua che scroscia porta sollievo al dolore e lavando quella pelle ancora vogliosa di sesso.
Pensa a come Rocco abbia pensato a tutto ciò e dove l’abbia appreso. E’ contenta che il suo uomo goda di lei e che la faccia godere anche se in un modo inusuale e nuovo. A nicole è piaciuta la sottomissione e l’impedimento.
Il suo corpo dopo qualche ora si poteva finalmente rilassare e lei finito il lavaggio si è avvolta in un morbido asciugamani che tampona con delicatezza per poi lenire il rossore con una crema emolliente. Si pettina e raccoglie i capelli umidi in una coda andando così nuda nella stanza dove c’è Rocco ed inginocchiata attende che lui si avvicini.
"Non sei stata molto ubbidiente fin dall'inizio. Ti avevo vietato orgasmi, ma mi hai disubbidito”
Nicole è in ginocchio nuda davanti a lui con mani dietro la schiena, esposta alla sua vista esausta e dolorante pensando che porterà i segni visibili del suo trattamento per diversi giorni.
Non prova vergogna per la sua nudità perché Rocco conosce il suo corpo.
“Ti ho deluso con il mio egocentrismo, ho anteposto me al tuo piacere e solo ora me ne rendo conto”
"Sono stato fortemente tentato di liberarti, ripensando a come ti sei comportata ma sono giunto alla conclusione che tu esigi qualcosa di più. Voglio renderti la mia donna, esclusivamente mia. Credi che non immagino che sia stata una santerellina quando sono stato lontano. Penso che abbia avuto qualche altro maschio. Sei troppo vogliosa per aver rinunciato a fare sesso”
Le mani di Nicole iniziano a tremare e si fa difficile la deglutizione.
“Amore mio, non mi ha mai sfiorato l'idea che tu potessi non volermi più o desiderare di mandarmi via. Sai quante volte ti ho detestato per ciò che mi fai o mi chiedi o mi costringi a fare ma non riesco ad immaginare un futuro senza la tua presenza, senza le tue richieste. Ora tu mi hai fatto capire cosa significa appartenenza: io appartengo a te e non riesco più a stare senza di te. La mia vita sarebbe vuota e insignificante senza di te. Non posso permettermi di perderti. Capisco solo ora ciò che provo per te, sebbene abbia sentimenti contrastanti, è una forma di amore”
“Sai che ti dico” replica Rocco “Pensavo di proporti di andare da un professionista esperto e discreto che ti potrebbe applicare degli anelli sulle labbra vaginali così potrò chiudere a mio piacimento la tua figa per evitare che ti possa sgrillettare e anche farti leccare e chiavare da altri. Di quei piercing penso che li utilizzerò a lungo!"
Il cuore di Nicole ha avuto un scatto nei battiti e gli occhi si sono aperti di meraviglia e terrore. Avrebbe voluto chiedergli se fosse impazzito oppure diventato un pervertito e ridergli in faccia dicendogli che forse l’ha presa per scema. Nicole vorrebbe dire a Rocco un sacco di cose, ma rimane lì davanti al suo volto imperscrutabile. Lei pensa anche ad Elisa; come farò a lesbicare con lei?
Intanto la voce di Rocco la distrae nuovamente dai suoi pensieri "Puoi pensare che ciò che ti chiedo sia per te inaccettabile. Che avrai difficoltà a vivere con gli anelli. Posso dirti che nessuno, se tu non lo dici, lo saprà essendo sempre nascosti tra le tue natiche e dalle grandi labbra della figa. Non soffrirai perché verrà fatta l’anestesia. Vorrei che tu sia in mio completo potere. Voglio vederti supplicarmi che ti tolga il lucchetto. Desidero che i tuoi futuri orgasmi siano diversi e solo anali."
A Nicole cadono delle lacrime ma non vuole dare a Rocco la soddisfazione di vederla piangere mentre pensa che pochi secondi prima aveva scoperto di amarlo.
Ora è subentrato odio.
Nicole poi trova il momento per parlare “So bene che posso andarmene in qualsiasi momento. So che se potrei gettare la spugna e andarmene di casa; penso che allora tu mi rispetteresti e ti fermeresti. Ma so anche bene che con te posso dire no deludendoti perché ritengo che non sarei capace di essere la tua schiava sessuale”
Nicole è a testa china cercando di nascondere il suo aspetto triste ed incerto mentre Rocco vede benissimo La sua donna nuda con le sole scarpe e calze che con un sussurro chiede "Quanto tempo ho per decidere?"
La replica è immediata "Se fossi veramente non faresti questa domanda; la decisone la accetteresti subito per farmi contento”
"Non puoi chiedermi questo. Devi lasciarmi il tempo per riflettere e decidere! E’ un qualcosa che modifica il mio corpo ed il mio essere femmina, forse in meglio”
Rocco preso dalla voglia e dalla passione si avvicina a lei, le solleva il volto e fissandola negli occhi "Questo è ciò che voglio. Ora devi rendere o lasciare. Se mi ami accetta!"
Nicole per rompere l’atmosfera pesante che si era creata inizia a dirgli “Ti ho pensato moltissimo in questi mesi in cui non siamo stati insieme”
“Come mi hai pensato?”
“Ti ho pensato con il cuore, con la testa e con le mani”
“che vuoi dire con le mani?”
“Voglio dire che sono andata a toccarmi in basso e sono venuta tante volte pensando a te”
Nicole si stava aprendo. Rocco era orgoglioso della confessione e fatto un numero di telefono sul cellulare disse all’interlocutore che aveva una cliente particolare “Ciao Tatiana. Da chi posso andare per far fare un piercing a Francesca?”
“Sai mia cara, la persona è qui davanti a me. Le faccio sentire le tue parole”
Tatiana chiese “Dipende da dove lo vuole fare”
Rocco rivolto a Nicole “Dimmi amore. Dove lo vorresti?”
Nicole “pensavo ad un capezzolo perché quando mi tocco mi tiro il capezzolo destro per poter venire prima e più intensamente”
“Se venissi qui potrei vedere i tuoi capezzoli per dirti se si può fare. Ho una certa esperienza avendo visto più una donna con il piercing dove lo vuoi tu”
Ora con Rocco decidiamo e poi verremo.
“Ciao Tatiana. Ci si vede presto. Baci” così Rocco chiuse la telefonata.
Ora fare i piercing era deciso.