i racconti di Milu
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Note dell'autore:
sex shop un passo avanti.
se volete scrivermi scambiare opinioni idee ecc. sono disponibile.
mail bobsessanta@gmail.om
Capitolo ottavo. Sex shop
Al mattino sempre lo stesso rituale, poi Melissa dopo la colazione disse:
M- sul letto troverai quello che devi indossare oggi per andare in ufficio. Vedi se puoi liberarti per le 16,00 che passo’ a prenderti, vorrei che facessimo shopping insieme.
L- si Padrona, posso mandare un messaggio?
M- si . ciao.
Un bacino sulle labbra e poi Melissa se ne ando’. Laura fatta colazione a sua volta, lavate le stoviglie si reco’ in camera quella sua ex. Camera. Oramai la camera della sua padrona. Sul letto, un camicetta, ed una gonna corta che non aveva mai messo, calze autoreggenti, ai piedi del letto scarpe con tacchi a spillo. E nessun segno di biancheria intima.
Cosi si preparo’ per andare in ufficio, si accorse pero’ che la gonna elasticizzata con facilità tendeva a salire sulle gambe, e doveva continuare ad abbassarla. Poteva essere un problema...
Arrivo’ in ufficio saluto’ la sua segretaria e convoco’ le sue collaboratrici controllarono le varie pratiche tutto procedeva per il meglio. Alle 10,30 fecero una pausa caffé.
Laura fece una valutazione dopo aver chiesto di cosa poteva esserci bisogno e visto che l’unico appuntamento in cui era prevista la sua presenza al momeriggio era per le 15,00; mando’ sms a Melissa che sarebbe stata libera.
Laura si dedico’ al lavoro impegnandosi al massimo in attesa di rivedere la sua Padrona, curiosa di cosa avrebbe voluto comperare, certo doveva essere o qualcosa per se stessa, oppure per la loro nuova relazione?
Ora 16,00 Melissa entra nell’ufficio, chiede alla segretaria se sua madre è in ufficio e se puo’ entrare, la segretaria dice un attimo e chiede all’interfono alla dottoressa se puo’ ricevere sua figlia. Ovviamente Laura conferma di farla passare.
Appena entrata Melissa nel suo studio Laura si inginocchia e corre a carponi a baciare le scarpe alla sua Padrona.
Melissa le dice:
Brava cagnetta. In piedi, solleva la gonna.
Bene sei nuda hai obbedito. Le paso’ una mano sul taglio e la senti’ già umida, “sempre in calore ehh”
M- andiamo.
Laura seguiva Melissa scesero nel garage sotterraneo dove vi era l’auto di Laura, salite Laura chiese:
L- Padrona dove mi dirigo?
M- vai in centro via... al n. 153. Quando siamo li vicino parcheggia.
Laura arrivando alla via e avvicinandosi al numero indicato dalla figlia, era all’altezza del numero 140 quando vide un posto e data un’occhiata in giro si rese conto che non sarebbe stato facile trovare un posto piu’ vicino.
Quindi si posteggio’ guardo’ la figlia e le disse:
L- padrona credo non ci saranno posti piu’ vicino le va bene qui?
M- si andiamo.
Scendendo dall’auto Laura tiro’ la gonna, si rendeva conto che era salita molto e scendendo guardando dal marciapiedi opposto si poteva vedere bene che non portava nulla sotto.
Poi si incamminarono verso il civico 153.
Era un sex shop!
Entrarono Melissa lefece cenno di seguirla. Vi era una giovane donna al banco ma Melissa prosegui’ andando in una zona dove vi era tutto per il sado-maso.
Comincio’ a guardare i collari, frustini vari, eccetera. Vi erano dei dildi di vario genere.
Nel frattempo la commessa una donna non giovanissima forse una quarantina di anni molto truccata, si avvicino’, chiedendo se poteva essere utile.
Melissa la guardo’ dall’alto in basso e le disse:
M- cerco un collare particolare qualcosa da portare tutti i giorni in ogni circostanza. E diciamo elegante che possa pero’ avere la possibilità di un’iscrizione che da vicino si possa leggere.
Commessa: Si signorina certo, senta ho un catalogo e per le incisioni possiamo provvedere noi.
SI avviarono al banco e preso un catalogo con foto di vari tipi di Collari da quello normale in cuoio già con incisione su una targhetta con la scritta Esclave schiava fornito da una ditta francese. Su un altro slut (zoccola) in inlgese. Soumise... altro in francese sottomessa.
Ne vide uno fatto a giro collo a forma di mezza luna era composto di due parti abbastanza piatto, con un anello nella parte inferiore della mezzaluna in metallo argentato o dorato, sulla parte della mezza luna era possibile fare un’iscrizione, e poteva passare per un gioiello particolare. Chiese se era disponibile.
No era necessario ordinarlo.
Allora passo’ l’ordine e chiese che sul collare venisse inciso
- L –
PROPRIETA’ DI PADRONA MELISSA
Laura sempre accanto a lei in silenzio. Poi Melissa prese due butt plug con un finto gioiello rubino che li completava, uno a forma di cuore e uno circolare. Una frusta tipo gatto a nove code, uno scudiscio e una paletta in cuoio.
Poi prese un collarino rosa carino con un anello, e chiese se avevano medagliette, e la commessa ne propose di diverse e se voleva potevano fare la scritta subito sulle medagliette tempo 15 minuti sarebbe stata pronta.
M- disse provvisoriamente useremo questo e disse fate la stessa scritta e sul retro mettete questo numero di telefono dando un biglietto con scritto il numero.
La commessa chiamo’ il laboratorio sul retro e arrivo’ un ragazzo che prese medaglietta e biglietto con indicazione per l’incisione.
Poi Melissa fece qualche altro acquisto delle pinzette per capezzoli, un vibratore, degli ovetti da inserire nella passera, e altri che Laura non sapeva cosa fossero oltre a delle manette e ad uno strap.on.
Dopo 20 minuti due borse di acquisti erano pronte, Melissa ingiunse a sua madre di pagare i suoi acquisti. Cosa che Laura fece senza ancora dire nulla. Poi davanti alla commessa.
M- non mi ringrazi per le cose che ti ho fatto comperare?
L- ... io... si ... insomma penso... grazie...
M- ma come si ringrazia cosi? E la signorina che si è data tanto da fare? Su da brava mostra che sei stata educata bene dalla tua padrona, e ringrazia la signorina e me per il disturbo che ci prendiamo per te.
L- si Padrona, grazie, e grazie anche a lei signorina di aver perso tanto tempo per me.
M- su andiamo non abbiamo finito.
La commessa segui’ con lo sguardo la coppia sorridendo. Chissà forse anche un po’ eccitata.
Arrivate all’auto Laura mise tutto nel bagagliaio.
Poi in auto Melissa le diede un altro indirizzo. E ripartirono
Arrivarono ad negozio di tatuaggi e piecing.
Laura fremette.
Entrarono.
M- Buongiorno, cerco il signor Ottavio con il quale ho fissato un appuntamento.
Il tipo all’ingresso chiamo’ qualcuno sul retro e arrivo’ un classico tipo tatuato, disse: lei è la signorina che mi ha chiesto dei piercing per i capezzoli? E per il sesso di una signora?
M- si eccoci.
Bene venite di quà
Accomodatevi. Chi deve fare i piercing.
M- è per la mia schiava qui.
Abituato a tanti tipi di clienti non ne fu sorpreso e chiese a Laura di spogliarsi e mettersi sul lettino.
Le spiego’ cosa avrebbe fatto. Le procedure.
Melissa ascoltava e guardava La sua schiava che era seriamente preoccupata ma non osava fiatare.
L’uomo fece una piccola anestesia locale usando un prodotto che si stendeva sulle parti per non farla soffrire ma questa era solo parziale Laura senti’ perfettamente gli aghi che le penetravano i capezzoli e poi vennero passati degli anellini.
E uno al suo capuccio del clitoride, che Melissa le disse: ti piacerà tanto sei sempre eccitata.
Ottavio dette una serie di indicazioni mediche per il trattamento e disse evitare rapporti sessuali.
Finito e pagato ripartirono.
M- andiamo a casa. Su.
E Laura parti in direzione della loro casa.
Arrivate a casa. Appena entrate Melissa ordino’ a Laura di spogliarsi subito e di portare i pacchi in camera .
M- dopo cena ci sistemiamo un po’
Dopo cena Laura si presento’ alla sua Padrona, e Melissa le disse: ora procediamo con il tuo addestramento. 1) non avrai rapporti sessuale nei prossimi giorni almeno fino a quando non si saranno cicatrizzati i fori dei tuoi nuovi anelli.
2) ti sculaccero’ per bene in modo che tu comprenda meglio il tuo ruolo di schiava e ti renda conto che puo’ succedere che io ti punisca sculacciandoti o con altri strumenti non solo se non sarai obbediente ma anche solo per il mio capriccio.
3) da domani porterai il collarino rosa con medaglietta anche quando sei in giro. Sarai sempre vestita sexi e pero’ il collarino sarà sempre invista...
4) so che sei vergine da una parte, non hai mai voluto concedere il culo a nessuno. Ora io Padrona del corpo voglio quella tua verginità.
Laura sbarro’ gli occhi e inizio’ a piangere silenziosamente lacrime le scorrevano lungo le guance non osava parlare... Melissa le fece una carezza.
M- senti non vuoi dimostare la tua devozione e amore per la tua Padrona?
L- io si ma il mio buchetto nessuno mi ha mai fatto nulla ho sempre avuto il terrore. Padrona non vi è un altro modo?
M- voglio almeno una verginità e quella è mia da oggi e per sempre.
Laura piangeva calde lacrime e aveva il cuore che batteva ma non osava ribattere.
Melissa la fece mettere sulle ginocchia. E inizio’ una sculacciata esemplare fino a quando non ebbe tanto male alla mano e le natiche di Laura non furono belle rosse. Laura piangeva, ma non si lamento’ mai del trattamento. Venne messa testa a terra braccia distese davanti a lei. Mente sua figlia la toccava sulla passera, che era inondata dei suoi umori.
Melissa con i suoi umori lubrifico’ il suo buchetto, inseri’ un dito. Poi prese della crema per renderlo ancora piu’ accessibile. E lo lavoro’ per oltre una mezz’ora inserendo fino a tre dita nel buchetto di Laura. Quando lo senti’ ben elastico, e Laura era piu’ rilassata e stava godendo ... sussultando per l’orgasmo che montava, le inseri’ lentamente il piu’ piccolo dei butt plug nell’ano fino a quando non fu tutto dentro. Poi l’aiuto’ ad alzarsi.
La porto ‘ in camera davanti agli specchi degli armadi, e le disse piegati e guardati, come sei dietro, vedi che bello questo gioiello?
Laura piegata si allargava le natiche da sola e vedeva quel rubino che occupava il suo ano, coprendolo.
A quel punto Melissa la fece rialzare, la bacio’ sulle labbra e le disse:
Stanotte la mia schiava dorme conla sua Padrona. Sei felice?
L- grazie Padrona e si inginocchio’ ai suoi piedi coprendoli di baci.
Note finali:
bobsessanta@gmail.com