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Racconto 10: Mogli e donne
Prima parte

Guardò l'ora : le 2.45 a.m. Fosse stato un giorno normale, avrebbe dormito alla grande già da tempo. Fosse stato un giorno normale. Quello che era accaduto, però, e di cui ancora non aveva ben chiara la portata, aveva disintegrato immediatamente il concetto di normalità: per quel giorno, di sicuro ;per il resto dei giorni a venire, probabilmente.
Sentì sua moglie farfugliare qualcosa nel sonno; la guardò, nella penombra della stanza. Come al solito, doveva dormire toccandolo con una mano o con un piede, poco importava, purché lo sentisse vicino. Come al solito era bellissima . Di giorno già dimostrava molto meno dei suoi trentacinque anni, con il suo viso innocente e fresco e quel corpicino esile e minuto; di notte, poi, mentre dormiva, assumeva quell'aria da bambina imbronciata che le toglieva ulteriori quindici anni.
Si soffermò a contemplarle le gambe nude; sentì montare un'ondata di desiderio, ma la represse all'istante. Il suo sguardo, ora, era diventato duro e ostile.
"Ma cosa hai combinato?" ; lo disse solo muovendo le labbra, senza emettere alcun suono.
"Cosa avete fatto?" , ripeté nella sua curiosa parodia di un pesce-insonne.
Come se di notte anche i pensieri potessero essere sentiti, Donatella allungò una mano e gliela poggiò sull'avambraccio; disse qualcosa nello strano idioma dei dormienti, poi tornò a russicchiare.
A quel continuo contatto notturno si era abituato subito e, sotto sotto, piaceva anche a lui, ma in quel momento non gli piacque affatto. Guardò disgustato il punto in cui la mano di lei toccava il suo braccio e si domandò se scostarla o far finta di niente. Optò per il subire passivamente quell'intimità non gradita con una persona che, improvvisamente, non riconosceva più.
"Cosa sei davvero?", pensò fissandola.
Forse stava correndo troppo; forse, l'indomani, avrebbe trovato la risposta che si augurava; avrebbe ripensato a quella notte bianca e si sarebbe fatto grasse risate.
Forse glielo avrebbe persino raccontato.
Un sorrisetto idiota gli illuminò il viso, mentre fantasticava sulla sua reazione quando glielo avesse detto.
Poi il sorriso morì e la bocca assunse un'espressione di dolorosa insofferenza, mentre i pensieri, con la velocità che solo essi hanno, lo conducevano repentinamente all'eventualità della risposta che NON si augurava.
Tornò a fissare Donatella con la fronte corrugata e gli angoli della bocca all'ingiù. "Se davvero è successo, come hai potuto?", tentò di comunicarle telepaticamente.
Si concentrò sulla sua fronte e riformulò il pensiero.
Donatella?
Donatela non si mosse di un millimetro; il tentativo di contatto telepatico era fallito miseramente. Non gli avrebbe raccontato nulla nel sonno; perciò, non gli restava altro da fare che aspettare l'indomani e scoprirlo da solo. Perché lo avrebbe scoperto, sissignore, e di questo ne era sicuro, così come ne era terrorizzato.
Fissò un punto imprecisato del soffitto e ripensò a come era cominciato tutto, quel pomeriggio….
Sara, la sua segretaria, lo aveva salutato alle 15.30 in punto. Gli aveva chiesto il permesso di andare via prima, quel giorno, per una visita specialistica. Le contabilità erano tutte aggiornate e ,miracolo , non c'erano particolari scadenze per l'indomani. Fabio aveva deciso che ne avrebbe approfittato per fare il punto della situazione su un barbosissimo ricorso tributario che aveva sempre procrastinato, ma che ora stava per scadere.
Aveva tirato fuori il fascicolo e si era seduto; poi, subito dopo, si era rialzato per accendere la radio.
Quando si era sintonizzato sulla sua radio preferita, che trasmetteva solo buona, vecchia musica rock
Oh, chi aveva spostato la frequenza? Di certo Sara, mentre lui era fuori da un cliente. Era una segretaria veramente in gamba, aveva pensato, anche abbastanza gnocca; però ascoltava musica del cacchio.
Si era seduto; aveva acceso il computer poi, mentre tirava fuori una Marlboro e si apprestava ad esaminare la pratica, gli era venuta voglia di ascoltare qualcosa dei Blind Guardian.
Così, alla prima boccata, aveva deciso, in barba alle leggi anti pirateria informatica, di scaricarsi l'imponderabile dal buon WinMX; a metà sigaretta, stava acciuffando mp3 a rotta di collo; finito di fumare, già ne stava ascoltando uno.
Sbracato sullo schienale, esaltato dal ritmo e simulando di suonare un'inesistente chitarra (che poi era l'unico modello di chitarra che lui sapesse suonare), aveva guardato, con aria colpevole, il suo amico Fascicolo. Lo aveva guardato di sottecchi, come se questi, a sua volta, avesse potuto ricambiare lo sguardo e richiamarlo all'ordine.
Quando l'occhio gli era ricaduto sul computer, si era accorto che un certo Big Ass stava scaricando un pornazzo dai suoi "filmati-esca".
I "filmati esca" erano dei video che teneva tra i suoi files condivisi; quando qualcuno li richiedeva, lui andava a cercare tra i files di questo qualcosa di "succulento" e si finiva, in genere, per scambiare in allegrezza, da bravi depravati.
Il buon Big Ass si stava dedicando, in particolare, ad un filmato che gli era particolarmente caro: "Moglie di Brindisi:scaricatelo è una bomba", raccomandava l'ignoto autore.
Dunque il nostro amico Culone è un amante del genere amatoriale. Bene, bene aveva pensato Fabio mentre scorreva i titoli dei files condivisi da Big Ass.
In effetti non si era sbagliato; c'era da scegliere tra parecchie foto e video, il tutto di stampo dichiaratamente amatoriale; qualcosa era sicuramente una "sola", tipo una foto presentata come "Marito subacqueo becca la moglie inculata da negro con cazzo enorme..
"Ma figurati…", aveva pensato accendendosi un'altra sigaretta, poi aveva letto” il titolo” :

"Amatoriale incredibile da Roma: quattro vere troie se la spassano alla grande" .

Gli era sembrato intrigante, anche se il lesbo non lo aveva mai esaltato troppo. Certo, era un file che pesava parecchio, svariate centinaia di Mega……però, se era veramente amatoriale…
Aveva concluso che tanto valeva provare, quindi si era messo in coda e aveva contattato Big Ass.

< Ciao, stai già scaricando da me, mi faresti partire anche tu? >

…pausa…messaggio di risposta!

Detto fatto. Ottima scelta. Se ti serve altro, dimmelo. Non sai da quanto tempo cercavo di scaricarmi questo…

Aveva controllato: sì, lo aveva fatto partire. Bravo figliolo. Se lo immaginava come un ragazzetto ciccione e con gli occhialetti; reiettato dagli amici perché pure secchione e dedito ad interminabili sedute di sesso autogestito davanti al pc.

Tranqui, solo questo. Grazie mille aveva risposto decidendo benevolmente di dargli importanza; poi aveva aggiunto: ma è veramente un amatoriale?

La risposta di Culone era stata:



Ciao, certo che mi ricordo. Moglie di Brindisi l'ho finito di scaricare questa notte, ma ti faccio partire volentieri >

Grazie, ti voglio bene.>

Mentre inviava quest' ultimo messaggio, Fabio si rese conto che aveva appena detto" ti voglio bene" ad un individuo che, a torto o a ragione, considerava sua moglie una "vera troia" e che, verosimilmente, si era pluri-smanicato osservandola.

Figurati. Dove sei arrivato?

Ancora non fanno niente di particolare>

Abbi fede e vedrai ,ah, ah

Nelle tre ore che occorsero per scaricare il resto del filmato, Fabio non fece altro che controllare come un cecchino che Big Ass non si disconnettesse. Mentre fissava la barra di avanzamento che si rimpinguava, cominciò a farsi delle domande, come, ad esempio, quanti depravati possedessero quel filmatino dal titolo così promettente?
Si immaginò di uscire con sua moglie ed essere fermati da una folla di giovinastri con il cazzo in mano e foglio e penna nell'altra che chiedevano un autografo alla sua signora.
I suoi pensieri furono interrotti dal trillo del telefono:
"Ciao amore, sono io"
Fabio rispose al saluto poi, immediatamente, ebbe la visione di Donatella che gli parlava al telefono mentre Filippo la prendeva da dietro ridendo di lui. Stette in silenzio, per ascoltare eventuali rumori sospetti, ma udì soltanto la voce di Donatella che gli chiedeva se fosse ancora in linea.

"Si, scusami, ci sono ancora", disse Fabio.

"Amore, ti ho chiamato per dirti che farò un po' tardi perché io e Simona dobbiamo finire un atto per domani. Vai pure a casa; la cena è nel frigo."

Nel loro lavoro erano normali questi imprevisti; accadevano almeno un paio di volte alla settimana e per lui avevano sempre fatto parte dell'ordine naturale delle cose. Quella volta, invece, gli si materializzò l'immagine di Donatella e Simona intente a sbocchinare all'unisono il cazzo di Filippo, facendo incontrare le loro lingue sulla cappella del collega e, perché no, toccandosi vicendevolmente la figa.

" Che ora pensi di fare?"

"Non tardissimo"

"Va bene, ciao."

"Fabio?"

"Eh ?"

"Tutto ok?"

(Manco per il cacchio, zoccola. Goditi la seratina perché quando torni ti faccio trovare i tuoi davanti al dvd a guardare le tue prodezze. Io e tuo padre giocheremo a chi ti fa arrivare più lontano a calci in culo)

"Tutto ok, amore"

"Ti amo"

"Pure io"

Click

Quando posò il ricevitore, Fabio si rese conto, con sconcerto, di avere il cazzo duro

Anche se la voglia di sapere era tanta, Fabio si impose innanzitutto di masterizzare il filmato. Non voleva rischiare che, per qualsiasi motivo, il video andasse perduto.
Quando terminò l'operazione, si ricordò di avere ancora il collegamento al programma aperto e fece per chiuderlo; con orrore, si accorse che due utenti già stavano in fila per scaricare da lui l'amatoriale di Simona e Donatella.
Si affrettò a togliere il file dalla cartella condivisa: non sarebbe stato certo lui a divulgare in rete la troiaggine della consorte (Incredibile amatoriale da Roma. Donatella Bardi, professione avvocato, Cod. fisc. BRDDLL70F10H501C, gruppo sanguigno ORH+, residente in Roma (RM), Via Sofocle 10, e altre tre amiche se la spassano alla grande) .
Attese che Sara andasse via per la pausa pranzo, poi avviò la riproduzione col cuore in gola; finalmente, avrebbe saputo.

Ricominciò dall'inizio, soffermandosi su particolari ai quali prima non aveva dato importanza. Si accorse, ad esempio, che le maledette avevano mangiato a base di pesce; in particolare, un piatto di carta avanzato, lasciava intuire che come primo c'erano state le pennette al salmone (ricetta in cui eccelleva Donatella che, verosimilmente, aveva anche cucinato) accompagnate da almeno quattro bottiglie di vino bianco del quale, però, non riusciva a capire la marca. Il sistema di filodiffusione, poi, trasmetteva note di musica revival e, su un tavolinetto, erano state sistemate bibite varie. In pratica, l'insieme ricordava una festa delle medie.

Quando erano arrivati i quattro uomini, la videocamera era passata nelle mani di Filippo, che aveva ripreso le presentazioni. Donatella e le altre, tranne Simona, sembravano sorprese; evidentemente non sapevano che ci sarebbe stata questa incursione.

Ascoltando attentamente i dialoghi, Fabio ricostruì che i giovinastri erano passati soltanto per un salutino, dovendo andare poi in qualche locale da fighetti di cui, fino a quel momento, ignorava persino l'esistenza (se ne annotò comunque il nome; era sempre un bene conoscere le abitudini del nemico).

Una cosa che non gli sfuggì, fu lo sguardo ammirato che si scambiarono il ragazzo di colore e quello con la coda di cavallo. In effetti, le quattro ragazze erano acchittate in alta uniforme, dovendo a loro volta concludere la serata in un qualche disco pub e, cosa che risultava lampante, sembravano abbastanza alticce e su di giri.
Il tizio con gli occhialetti si era avvicinato alla videocamera, impallando la scena, e aveva detto qualcosa all'orecchio di Filippo che, subito dopo, aveva proposto un bel brindisi in onore di Simona.
Dopo di lui, lo stesso avevano fatto gli altri tre, tradendo le loro intenzioni criminose.
Fabio guardò impotente Donatella bere altri bicchieri di spumante; a un certo punto fu persino tentato di chiamarla sul cellulare per dirle di non farlo; poi si ricordò che le amiche glielo avevano fatto spegnere; infine realizzò che la scena che stava vedendo era già accaduta un anno prima.
Si diede del pirla accendendosi una sigaretta.
La scena si interruppe al quarto brindisi..

Quando il filmato riprese, Fabio osservò, in primo luogo, che la videocamera doveva essere passata di mano.
La tavola era stata liberata per metà ed il ragazzo con la coda di cavallo vi era sdraiato sopra a torso nudo. Filippo versava sulla pancia del ragazzo del gelato cremoso. Simona e una delle due praticanti e il tizio di colore assistevano all'operazione ridendo in maniera scomposta: evidentemente, nel periodo non ripreso, era successo qualcosa che aveva dissolto la fretta dei maschi.
Di Donatella, fortunatamente, nemmeno l'ombra.
Una panoramica della sala rivelava che il tizio con gli occhialini tondi sedeva poco più distante e guardava la scena con aria distaccata, mentre Donatella se ne stava stravaccata sul divano, con le mani sulle tempie, probabilmente alla resa dei conti con una sbronza annunciata.
La videocamera tornò precipitosamente ad inquadrare la tavolata: era partito un coro da stadio ..."Lecca il gelato, Simona lecca il gelato. Lecca il gelatooo, Simona lecca il gelatooo" e la festeggiata, tra i frizzi e i lazzi, aveva cominciato a lappare dalla pancia di quel ragazzo che si offriva come piatto umano e che, per sdrammatizzare sapientemente l'inevitabile imbarazzo di Simona, l'aveva buttata sullo scherzo, mugolando oltre modo e scatenando, con smorfie e ammiccamenti vari, l'ilarità degli astanti.
Alla praticante che riprendeva, tuttavia, non doveva essere sfuggito il bozzo che si ergeva all'altezza del pacco di Coda di Cavallo, tanto da omaggiarlo con una lunga zoomata per poi dire, rivolgendosi a Simona, "oltre al gelato abbiamo anche il cono: facci vedere come si festeggia un addio al nubilato".
Simona era scoppiata a ridere ed era arrossita; tuttavia Manila (così si chiamava la praticante che riprendeva), aveva colto nel segno, buttandola sul tono di sfida e dandole la responsabilità di aprire le danze. Così, Simona aveva ripreso a lappare il gelato dalla pancia di quello sconosciuto, questa volta massaggiandogli il pacco che si ingrossava sempre di più.
Le urla intorno al tavolo erano salite immediatamente; Coda di Cavallo, intanto, aveva smesso di fare il buffone e strizzava l'occhio a Filippo.
L'altra praticante, Angela, aveva evidentemente deciso di non essere da meno della collega, perché aveva slacciato la patta del ragazzo invitando Simona a mangiare un cono gelato come va mangiato.
Simona, un po' per la sbronza, un po' perché era stata messa in mezzo, un po' perché evidentemente era una zoccola punto e basta (pensò Fabio) , aveva infine capitolato.
La videocamera, ora, riprendeva la reginetta della serata afferrare con l'indice della mano l'elastico delle mutande del ragazzo, tirarle giù e scoprire un membro già eretto e di dimensioni non disprezzabili.
Fabio pensò "Ecco, ci siamo", sprofondando un po' di più nella sua sedia e preparandosi all'inevitabile. La festa sarebbe degenerata, lo aveva saputo da sempre; tuttavia, quando ci si trovò di fronte, si scoprì impreparato. Interruppe la riproduzione, domandandosi se davvero voleva sapere; poi guardò l'orologio e vide cha da lì a un'ora sarebbe tornata Sara.
Fece ripartire il filmato: Simona, tra le ovazioni generali, stava portando alla bocca il membro dell'Uomo Vassoio; poi la vide interrompersi , fermarsi per un attimo e guardare in direzione del divano, come se stesse chiedendo qualcosa a Donatella.
Per un istante, Fabio sperò che il buon senso avesse vinto, ma subito dopo vide che Simona prendeva un po' di crema di gelato e la metteva sulla cappella del ragazzo.
Partì un bocchino strepitoso; le urla che lo accompagnavano ricordarono a Fabio la folla che incitava Ben Hur durante la corsa delle bighe.
Nel frattempo, Filippo si era avvicinato a Simona da dietro e le aveva slacciato la camicetta, scoprendole i seni generosi coperti da un reggiseno a balconcino. Angela, intanto, aveva cominciato a lappare un po' del gelato che restava sulla pancia dell'uomo che, ormai, non guardava più nessuno dei suoi amici, ma pensava solo a godersi il lavoretto di quella tettona bionda piovuta dal cielo.

Fabio si chiese cosa stesse facendo sua moglie; da un lato si sentì sollevato dal non vederla prendere parte all'orrido pasto; dall'altro si sentì rizzare i capelli sulla nuca perché non vedeva più il nero.

Si sorbì altri sette minuti di bocchino al pistacchio: durante questi sette minuti, Angela aveva ripulito a linguate la pancia di Coda di Cavallo per poi scoprirsi le tette e strofinargliele in faccia.
Filippo, nel frattempo, aveva sollevato la gonna della praticante e le massaggiava le natiche con ambo le mani.
Finalmente, poi, Manila aveva ripreso anche il resto della stanza. Il tizio con gli occhialetti aveva in mano un po' di CD musicali e ne osservava con attenzione i titoli, affatto interessato a ciò che stava accadendo intorno a lui.
Il nero, invece, si era seduto accanto a Donatella con cui aveva instaurato una fitta conversazione; il braccio del tizio era appoggiato sullo schienale del divano, dietro alla testa di sua moglie.
Il verme non si era presentato a mani vuote; infatti, aveva avuto la premura di portarle un bicchiere pieno di qualcosa. Fabio scommise con se stesso che non era acqua fresca.
L'inquadratura tornò sulla tavola. Filippo adesso sedeva sul bordo, mentre Angela si era accomodata su una sedia, di fronte a lui e gli stava slacciando i pantaloni. Fabio osservò che la gonna di Angela aveva esaurito la sua parte nel film; al suo posto, erano subentrati dei tanga rosa che esaltavano le belle chiappe della praticante.
Fabio maledisse tutti a denti stretti, poi si accorse di avere un'erezione. Ammise, allora, con se stesso che, in effetti, i contenuti erano eccitanti, ma la sostanza lo doveva fare incazzare. Come avrebbe reagito se e quando avesse visto sua moglie fare qualcosa? Pensò che lo avrebbe scoperto presto e attese che l'erezione passasse, ma non passò.

Un'altra inquadratura della zona-divano rivelò a Fabio che il braccio del nero era scivolato dallo schienale e ora cingeva la vita di Donatella, che continuava a chiacchierare e chiacchierare di chissà cosa. Lui la guardava negli occhi e annuiva ad intervalli regolari con uno strano sorrisetto: si vedeva chiaramente che non gliene fregava una cippa di quello che diceva ; sicuramente neanche la stava sentendo. Aveva gli occhi di colui che precorre i tempi sapendo che non c'è più nemmeno bisogno di stare in tensione, essendo tutto ormai scritto, e già pregustava…..

Quando Manila tornò a riprendere la tavolata, Fabio vide che la scorpacciata di gelato era terminata. Adesso sul tavolo c'erano Simona ed Angela, completamente nude, sdraiate l'una a fianco all'altra.
Filippo aveva stappato l'ennesima bottiglia di spumante e le inondava sghignazzando, mentre loro emettevano gridolini isterici al contatto del liquido freddo. Il porco si premurava di aspergere soprattutto le tette ed il sesso delle due ragazze, mentre Coda di Cavallo aveva deciso di cominciare a "brindare" da solo, restituendo a Simona il favore che lei gli aveva fatto prima.
Poi, i due uomini si erano denudati completamente . Avevano i cazzi in tiro . Si sono distesi sulle due ed avevano cominciato a scoparle guardando la videocamera ed ammiccando, come a dire "Guardate un po' che roba!".
Manila, intanto, si era avvicinata al tavolo; la ripresa era stata molto mossa mentre si sbarazzava della gonna, poi si era inquadrata dall'alto rivelando alla platea di futuri spettatori che si era praticamente seduta sulla faccia di Simona, costringendola a leccarle la fica.
Da quella posizione, Manila poteva anche riprendere frontalmente i due uomini che avevano smesso di salutare e si dedicavano con impegno a scopare le due ragazze.
Dopo pochi minuti, Manila aveva deciso di farsi dare una ripassata anche da Angela e si era spostata su di lei; aveva inquadrato Simona che le aveva risposto con un lascivo movimento di lingua , verosimilmente aveva gradito questa esperienza lesbo. L'idea del cambio di Manila doveva essere piaciuta ai ragazzi, perché anche loro si erano dati il cambio. Nello spostarsi, avevano lasciato intravedere quello che, più in là, stava accadendo sul divano.
Fabio ebbe una stretta al cuore quando vide che Donatella stava dando un bacio appassionato al nero. Fermò il filmato e si fermò ad osservare sua moglie; sembrava il tenente di CSI davanti al fermo immagine di una videocamera che avesse ripreso di sfuggita un sospetto serial killer.
Si sorbì altri cinque minuti di orgia sulla tavola, ma non era più eccitato da quella scena. Aveva la frenesia di sapere cosa stesse facendo Donatella, anzi, riflettè che era più appropriato dire "cosa avesse fatto Donatella", ma ormai aveva perso completamente la cognizione del tempo.
Tornò al filmato.
Manila sembrava essersi accorta che qualcosa accadeva anche da altre parti, visto che si era alzata prontamente spegnendo la videocamera. Quando l'aveva riaccesa si vedevano Donatella ed il nero sempre seduti, solo che lei era china su di lui e muoveva ritmicamente la testa.
Fabio si passò la mano sulla fronte; si capiva chiaramente che sua moglie stava sbocchinando quel tale al quale era stata presentata soltanto pochi minuti prima. Questa scena, tuttavia, era priva della furia orgiastica che caratterizzava l'ammucchiata sul tavolo; i movimenti di Donatella erano dolci e profondi e, anche se Fabio non poteva vederla in volto, poteva immaginarla con gli occhi chiusi e l'espressione assorta che lui conosceva bene in quei frangenti. Il nero, a sua volta, si era abbandonato sullo schienale del divano e la fissava amorevolmente; a Fabio ricordò lo sguardo di King Kong mentre osservava la bionda svenuta nel palmo della sua mano.
Al di là del divano, Fabio poté notare che Occhialini Tondi stava ancora scartabellando tra i CD musicali, impippandosene di tutto e tutti.

Fabio fermò per l'ennesima volta il filmato e si appoggiò sui gomiti con il volto tra le mani. Attese di cominciare a piangere, ma si accorse di non averne la necessità. Curioso: doveva sentirsi molto triste, invece. Decise che si trovava in uno stato di choc, in cui la profonda delusione si mescolava con la furia e la tristezza dandogli la momentanea illusione di non provare nessuno di questi sentimenti. Si concentrò allora sul proprio stato d'animo, ma ciò che riuscì a far emergere furono soltanto la smania e la curiosità di continuare a guardare, nonché una poderosa eccitazione che lo sconvolse: come poteva essere eccitato mentre sua moglie spompinava un altro uomo?

Quando riavviò la riproduzione, poté avere conferma che: a) sua moglie stava effettivamente sbocchinando il ragazzo di colore; b) l'espressione che aveva era quella che effettivamente si era immaginato.
Manila, infatti, aveva lasciato la videocamera al nero che, adesso, poteva riprendere ben bene il lavoretto che sua moglie gli stava facendo.
Donatella doveva essere ubriaca di brutto, pensò Fabio, perché teneva in bocca un membro che, a suo avviso, avrebbe fatto scappare, e di corsa, una donna sana di mente e con un minimo di istinto di conservazione.
Non era tanto la lunghezza, seppur non disprezzabile, a sconvolgere Fabio, quanto la larghezza; Donatella non riusciva nemmeno a cingerlo con la mano. Riusciva, però, a prendere la cappella in bocca, alternando succhiate a lavori di lingua su tutta l'asta.
Il nero, osservò Fabio, doveva aver preso molto a cuore la sua promozione a cameraman, visto che con la mano libera, con la scusa di carezzare Donatella e assecondarne i movimenti, scostava i suoi bei capelli castani, così da consentire alla futura platea di avere un'immagine chiara ed inequivocabile di ciò che stesse accadendo.
Fabio non poté fare a meno di ammirare la perizia e la prontezza di spirito di sua moglie; la prova era certamente impegnativa e, verosimilmente, ma ormai non ci avrebbe messo la mano sul fuoco, quello era il primo cazzo che non fosse il suo con il quale si cimentava e se la stava cavando alla grande. Certo, pensò, sarebbe stato interessante vedere la reazione di Donatella appena aveva visto con che razza di arnese aveva a che fare; gli sarebbe piaciuto sapere con quali discorsi era stata sedotta e quanto avesse dovuto faticare il tipo per farla capitolare. Sarebbe stato interessante? Gli sarebbe piaciuto? Ma che stava diventando un depravato? L'erezione persistente gli suggerì una risposta che ancora non voleva nemmeno prendere in considerazione.

Fermò il filmato per andare al bagno, sperando che un bella pisciata gli facesse passare quell'oscena quanto mai inopportuna erezione . Si immaginò in uno studio televisivo, seduto su una sedia e avvolto da una penombra azzurrognola.
Una voce fuori campo gli chiedeva : "Come ha scoperto questa tua tendenza voyeuristica?"

Lui rispondeva con una voce metallica e camuffata : Stavo navigando nella rete quando ho scaricato un video in cui c’era mia moglie"

Scacciò questa immagine e tornò al computer.

Donatella continuava a succhiare e leccare, mentre il negro aveva smesso di carezzarle il capo; ora, le aveva tirato la gonna sui fianchi, spostato gli slip e aveva preso a penetrarla con il suo ditone. Poi, Donatella aveva fatto una cosa che lui non aveva mai visto farle. Il nero le aveva avvicinato il dito e lei, la sua schizzinosissima Donatella, lo aveva succhiato con aria beata; poi aveva ripreso a ciucciare quel grosso cazzone con rinnovato entusiasmo.
Il ditone era tornato nelle parti basse e sua moglie aveva cominciato a mugolare.
Poi, il nero l'aveva fatta scostare e lei con grazia ha fatto scivolare le sue mutandine a terra e poi ha aiutato lui a togliere i pantaloni e i boxer.
Il nero, poi, l'aveva fatta sedere su di lui. Mentre si accomodava, Donatella aveva emesso un lungo gemito di dolorosa soddisfazione. L'inquadratura non era ottimale, così il ragazzo aveva richiamato Manila per le riprese.
Manila li aveva raggiunti completamente nuda e con le tette vistosamente arrossate.
Adesso la visuale era molto migliore e permetteva di vedere bene come il grosso cazzo affondasse nella fica di Donatella, allargandola all'inverosimile. Fabio si stupì di quanto potesse essere elastica una vagina
Sua moglie cavalcava il negro che le succhiava i capezzoli e le mordeva le spalle emettendo, ogni tanto, dei gemiti . Poi, il porco, le aveva cominciato ad accarezzare le natiche e infine le aveva messo un dito nel culo.
Il culo per Donatella era sacro: soltanto in rarissimi casi a lui era consentito di infilarle, con molta dolcezza, un dito, anzi, una falange.
Il ngro, invece, senza neanche chiederle il permesso, le aveva semplicemente spinto un ditone intero tutto su, lungo lo sfintere, mentre continuava a scoparla. E cosa aveva fatto lei? Si era forse lamentata? Gli aveva forse detto "Ehi, che modi sono? Usa più delicatezza"? No! Aveva semplicemente usato una mano per allargarsi meglio le chiappe! E godeva di quella doppia penetrazione!

Fabio si accese un'altra sigaretta e si rese conto che ormai il cazzo gli doleva. Non provava rabbia nei confronti di sua moglie, e questo lo sconvolgeva. Cosa ancor più sconvolgente, era che era rimasto estasiato dalla natura così porca di Donatella; lui l'aveva sempre considerata la sua brava ragazza; non l'aveva mai immaginata in simili frangenti, perciò il vederla così l'aveva spiazzato. Era preparato ad incazzarsi per una tresca che andasse avanti da qualche mese, magari con un collega di lavoro o un comune amico, non per un'orgia con dei perfetti estranei.
Aspirò una lunga boccata di fumo che quasi lo stroncò, poi, tossicchiando, tornò a guardare il video.

Donatella aveva continuato a cavalcare quel palo d'ebano urlando senza ritegno ancora per un po'; poi era successo qualcosa. Sul divano, infatti, si era andato a sedere Occhialetti Tondi, che ancora teneva in mano la custodia di un CD. Il nuovo arrivato, con aria distratta, aveva cominciato a conversare col nero, senza degnare di uno sguardo Donatella che, intanto, raggiungeva sicuramente un orgasmo sconquassante. Poi, si era tolto la cravatta e l'aveva passata, a mo di cappio, intorno al collo di sua moglie, che nel frattempo si era fermata per riprendere fiato.
Il nero era rimasto seduto, mentre Occhialetti Tondi aveva costretto Donatella a scendere dal divano, tenendola al guinzaglio come un cane; poi le aveva afferrato una ciocca di capelli, strappandole un urlo, e l'aveva fatta inginocchiare davanti al cazzo del nero, al quale aveva affidato il cappio-cravatta. La cappellona del negro era subito scomparsa nella bocca di Donatella. L'uomo con gli occhialetti, nel frattempo, si era tolto la cinta con movimenti lentissimi, poi si era tirato fuori l'uccello ed era tornato a sedersi vicino al compare, passando anche la cintura intorno al collo di Donatella. Era così cominciata una sadica gara di "tiro alla bocca" tra i due uomini, che si contendevano i bocchini di Donatella tirandola ognuno verso il proprio cazzo.
Il giochino era durato alcuni minuti, durante i quali Fabio aveva temuto per l'incolumità della sua signora, dimenticandosi, ancora una volta, che quello che vedeva era già successo da un pezzo; poi Occhialetti Tondi aveva costretto Donatella, sempre tirandola per la gola con la cinta, a sedersi sul nero, questa volta dandogli le spalle. Donatella si era subito infilata il cazzone in figa, ma l'altro le aveva dato un sonoro ceffone fissandola gelido. Sua moglie si era paralizzata, guardandolo con aria interrogativa; si era portata una mano sulla guancia colpita e gli occhi avevano cominciato ad inumidirsi. Allora l'uomo, con una mano, l'aveva afferrata con violenza per i capelli, si era avvicinato a pochi centimetri dal suo volto e le aveva detto qualcosa; poi le aveva sputato in faccia.
A questo punto Donatella aveva cominciato a singhiozzare, scuotendo il capo in segno di diniego.
L'uomo l'aveva colpita di nuovo, due volte, mentre il nero la teneva ferma, con un sorriso beota, stringendola con la cravatta.
Donatella aveva fatto un cenno di resa con le mani e, sempre piangendo, aveva afferrato il cazzone del ragazzo di colore.
Fabio capì cosa le avesse ordinato quel sadico quando vide che sua moglie aveva qualche difficoltà nel sedersi: doveva prenderlo nel culo.
Invece di essere incazzato, come l'occasione avrebbe imposto, Fabio si protese con il corpo in avanti, verso il monitor, desideroso di vedere se e come sarebbe potuto entrare un simile arnese nel sacro e inviolato sfintere di Donatella e, al contempo, eccitato come mai lo era stato in vita sua. Capì che gli eventi lo stavano travolgendo e segnando per sempre e che ormai era tardi per tornare indietro: aveva visto troppo. Era come se Mario Tozzi si fosse avvicinato troppo, durante un'eruzione, ad uno di quei cazzo di vulcani che lo attizzavano tanto e, avendo capito di non aver più via di scampo, avesse deciso che tanto valeva godersi lo spettacolo e studiare per l'ultima volta il fenomeno da un'angolazione di cui nessun altro avrebbe mai beneficiato.
Tornò a guardare sua moglie.

Donatella aveva armeggiato un po', poi, con aria colpevole, si era come scusata per il fiasco, coprendosi subito il volto per paura di essere picchiata di nuovo. Allora, il sadico con gli occhialetti, era scomparso per pochi secondi dalla scena; poi, era tornato con un flacone di sapone liquido, probabilmente raccattato nel bagno. Quindi, Occhialetti Tondi, aveva preso la cravatta dalle mani del negrone ed aveva brutalmente costretto Donatella a sollevarsi, passando il sapone al compare .
Mentre il nero si ungeva la cappella e lubrificava anche l'ano di Donatella, Occhialetti Tondi continuava a tenere la donna ferma, in posizione semi-eretta, stringendola per la gola con quel cappio di fortuna; a Fabio ricordò una vecchia foto di suo nonno che mostrava all'obiettivo una grossa cernia tenuta per le branchie.
Poi, quando il nero lo aveva ritenuto opportuno, Donatella era tornata a sedersi. Anche stavolta la discesa era stata più lenta della prima volta, quando si era accomodata per prenderlo in figa, ma evidentemente i due avevano visto giusto perché, man mano che si sedeva, Donatella emetteva un urlo sempre più acuto, cercando di divincolarsi; il nero,però, aveva ripreso possesso della cravatta e, non solo le impediva di rialzarsi come avrebbe disperatamente voluto, ma la costringeva inesorabilmente ad impalarsi. Le urla di Donatella avevano raggiunto tonalità inesplorate all'orecchio umano, quando si era seduta del tutto; gli occhi, ancora lucidi dal pianto, erano sgranati e la mano andava a coprire la bocca, aperta in un urlo di dolore. A Fabio fece venire in mente la scena della madre nella Corazzata Potemkin, quando vede la culla cadere per la scalinata.
Nel frattempo, richiamati dalle urla, si erano avvicinati anche i quattro dell'orgia sul tavolo; i cazzi mosci di Filippo e di Coda di Cavallo erano un chiaro indizio che l'ammucchiata ,almeno per loro, si era conclusa.
Donatella era rimasta per alcuni secondi immobile, mordendosi una mano; l'altro braccio era sospeso a mezz'aria, di lato, con la mano spalancata, quasi a chiedere teatralmente di aspettare in ossequioso silenzio che lei metabolizzasse quel dolore mai provato prima.
Era stato Occhialetti Tondi a rompere l'incantesimo, acciuffando Donatella per una ciocca di capelli e costringendola a salire e scendere, salire e scendere da quel tronco disumano.
Ora, Donatella, non urlava più come prima; tuttavia, ogni volta che ripiombava sul pube del negro, accompagnava il movimento con un gridolino di sofferenza; intanto, aveva ricominciato a piangere.
Il nero, da Fabio soprannominato Culo di Piombo, visto che non si era mai mosso da quella posizione seduta, aveva sincronizzato i propri colpi con le discese della sventurata, per ottenere il massimo della devastazione. Donatella, nel frattempo, si era portata le mani al volto.

"Forse, se qualcuno pensasse alla fica di questa troia, il dolore sarebbe più sopportabile" aveva sentenziato Occhialetti Tondi, rivelando una parte umana di lui sulla quale Fabio non avrebbe scommesso.

"Pensaci tu, Fra'", aveva risposto, di rimando, Culo di Piombo, con voce strozzata.

E così anche Occhialetti Tondi aveva un nome; "Fra'" stava per Franco? Oppure per Francesco? O, magari, per Fra Cacchio da Velletri?

Fatto sta che "Fra'" aveva dato un sonoro ceffone a Donatella, facendola cadere all'indietro di modo che aderisse con la schiena al petto di Culo di Piombo, offrendogli la fica.
Prima che "Fra'" le salisse sopra, penetrandola, Fabio ebbe modo di osservare al meglio, grazie a quella nuova posizione, gli effetti devastanti della prima inculata di sua moglie, per la quale già mezza falange era motivo di angoscia.
Il culo di Donatella era letteralmente pieno di quella carne nera, che stantuffava incessantemente; per un attimo, Fabio credette di scorgere un rivoletto di sangue scuro tra le chiappe di sua moglie, ma non ne fu certo. Fabio ricordò che durante quell'anno, in effetti, il dito era entrato molto meglio nel culo di Donatella e lei si era lamentata di meno; lui aveva creduto che lo sfintere si stesse pian piano abituando e si era fatto dei calcoli per cui, nel giro di un annetto ancora, avrebbe potuto perfino cominciare ad accostarci il suo rispettabile, onesto ed italico membro.

Occhialetti Tondi, per gli amici i "Fra'", era entrato dentro sua moglie senza alcuna delicatezza, afferrandole le caviglie e tenendole, in tal modo, le gambe oscenamente spalancate. Donatella, adesso, riempita avanti e dietro, non gridava più, ma emetteva dei rantolii che potevano essere di dolore o di piacere.

Fabio allungò la mano sinistra per afferrare il pacchetto di sigarette, deconcentrandosi dal filmato, e si accorse che, per qualche misterioso motivo, il suo cazzo gli era finito nella mano destra. Era dunque così normale eccitarsi nel vedere la propria donna usata, ai limiti della violenza, da altri uomini? Era talmente normale da non rendersi nemmeno conto di spippettarsi di fronte a queste scene? In un moto di vergogna, Fabio si richiuse i pantaloni, pregando Iddio che l'eccitazione lo abbandonasse. Per un attimo, si rivide nello studio televisivo, mentre spiegava, con voce criptata, come era diventato un depravato.

La scena, comunque, doveva essere piaciuta non solo a lui, visto che Filippo e Coda di Cavallo mostravano chiari segni di imbarzottimento; i due, cazzi in mano, si erano avvicinati a Donatella, giungendo da opposti fronti. Fabio si rese conto che per Donatella il peggio doveva essere passato, visto che, sempre rantolando, questa volta con gli occhi socchiusi, aveva afferrato di sua sponte gli uccelli, portandosi in bocca quello del collega Filippo e masturbando quello di Coda di Cavallo.

Il primo a venire era stato proprio "Fra'"; poco prima di schizzare aveva cominciato a dare colpi sempre più forti e veloci, con una violenza talmente inaudita che a Donatella era sfuggito il cazzo di Filippo di bocca; poi, le era uscito da dentro e le aveva schizzato in viso. Filippo, allora, che forse non aveva alcuna intenzione di toccare lo sperma del compare, aveva preso il suo posto tra le cosce di Donatella. Fabio osservò che a "Fra'" si poteva dire tutto, meno che non fosse un amante dell'igiene personale. Il tizio, infatti, dopo essere venuto, aveva afferrato una ciocca dei capelli di sua moglie e l'aveva costretta a pulirgli il cazzo con la lingua per almeno due minuti buoni; infine, l'aveva colpita sul viso con uno schiaffo per l'ultima volta ed aveva abbandonato la scena.

Il secondo a venire era stato il Nero. Aveva rovesciato la testa all'indietro, mentre ancora inculava Donatella, ed aveva fatto una smorfia a denti stretti ed un ululato ha accompagnato il suo sperma salire nel culo di lei.. A Fabio ricordò King Kong sul grattacielo, subito dopo essere stato colpito dalla raffica degli aerei. Poi, aveva fatto spostare Donatella e se ne era andato; lei aveva urlato quando le aveva estratto il pene dall'ano, poi si era adagiata sul divano. Filippo, durante tutti questi spostamenti, le era rimasto dentro, ma aveva fatalmente perso il ritmo; era un po' buffo vedere come rollasse tenendola per le caviglie: sembrava vagamente un pilota di motocross su uno sterrato particolarmente impegnativo; poi, però, quando il Nero se ne era andato, aveva ripreso con rinnovato entusiasmo.
Coda di Cavallo, nel frattempo, aveva dimostrato di essere meno schizzinoso di Filippo, poiché non si era fatto troppi problemi ad infilarlo in bocca a Donatella.
Quando mancavano pochi minuti alla fine del filmato, Filippo era uscito dalla fica di Donatella e le aveva accostato il cazzo al volto, masturbandosi, imitato da Coda di Cavallo; poi, attirando l'attenzione con un gemito, era venuto. Donatella aveva ricevuto il primo schizzo sul sopracciglio, poi aveva preso in bocca il pene del collega, spremendolo con la mano.
Poi, era stata la volta di Coda di Cavallo; stessa, identica procedura.
Il filmato terminava con Donatella che si alzava dal divano, lasciando sul tessuto una vistosa macchia di sperma. Poi, il video terminava.
Fabio rivide più volte questa ultima scena; ciò che più lo impressionò fu la totale assenza di espressione che lesse sul volto di sua moglie; non si riusciva a capire se fosse contenta, incazzata o spaventata: assolutamente niente.
Improvvisamente, come un automa, quasi senza rendersene conto, Fabio andò a passo spedito al cesso e si masturbò. Venne in pochi secondi.
Dopo, lasciò un appunto alla segretaria e decise di uscire per schiarirsi le idee.
Mentre chiudeva la porta dello studio, si domandò di nuovo (ma stavolta senza angoscia) perché sua moglie lo aveva tradito. Non trovò una risposta esauriente; poi, si ricordò di una frase che aveva letto da qualche parte e che gli sembrò soddisfacente: ci sono mille buone ragioni per non fare una cosa ed una sola veramente valida per farla; e cioè, che la si vuole fare.