i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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PREMESSA: questo racconto è un tentativo di cambiare argomento, inoltre tratterò tematiche estremamente sensibili e offensive, se non siete il tipo di persona capaci di affrontarle evitate di leggere e di commentare, se invece siete capaci di aprire la vostra mente ad una fantasia siete i benvenuti.

Anno 2044
Una crisi economica mondiale ha messo in ginocchio il mondo occidentale, nel mentre, l'Africa usando le proprie risorse mineriare è salita sempre di più nello scenario mondiale, liberatasi dall'occupazione delle multinazionali Europee iniziò il suo piano per vendicarsi inviando sempre più persone in Europa attraverso il mare.
Nel anno 2030 il 40% della popolazione Europea era di origini africane, persone di colore iniziarono ad entrare in parlamento nei vari paesi Europei e con coalizioni di estrema sinistra Europea iniziarono ad ottenere maggioranze in parlamento in vari paesi d'Europa.
Per controllare la popolazione vennero messi ormoni nell'acqua, principalmente Estrogeni, che femminizzavano la popolazione, rendendo sempre meno virili gli uomini e sempre più aggraziate e attraenti le donne.
L'ormone è immunizzato dalla melanina, quindi si attiva soltanto quando entra nel sistema di una persona bianca, senza influire minimamente nelle persone di colore.
Presto vennero aggiunti altri ormoni che influivano sulle nascite, aumentavano la fertilità degli uomini, ma modificavano le possibilità che il bambino nascesse maschio, le possibilità passarono da 50/50 ad un 90% di chance che il bambino nascesse femmina, ovviamente anche questo ormone era annullato dalla melanina, facendo così che i neri avessero nascite normali.
Le leggi emanate dalla maggioranza erano estremamente discriminatorie, d'altronde un parlamento composto da una maggioranza di neri non aveva interessi a tutelare i bianchi, visti come scarti della società.
Presto, prima in Svezia, poi nel resto d'Europa venne emanata una legge che toglieva tutela legale ai bianchi rimasti, vennero ridotti in schiavitù e usati dai loro nuovi padroni come essi meglio credevano.
La storia inizia qui, in una città Tedesca, nel mio appartamento, dove vivo con la mia fidanzata Helena.
per quanto sia fidanzata con me ha un padrone legale, Jerome, che la acquistò per la cifra di 15000 euro, non sono autorizzato dal suo Capo a fare sesso con lei, per essere sicuro che io non disobbedisca mi ha messo una cintura di castità maschile.
Stavo aspettando che Helena finisse con Jerome e i suoi amici, essendo lui un uomo d'affari ogni volta che ha dei clienti li porta dalla mia ragazza, la cosa una volta mi dava fastidio, ma dopo anni che vedo la donna che amo penetrata da dozzine di neri mi sono abituato, ero seduto sul divano quando andai in bagno, dalla mia camera matrimoniale si sentivano le urla dei quattro,
"Chissà come se la sta passando Helena" mi chiesi mentre mi sedetti sulla tazza, si, mi dovetti sedere, il mio padrone mi ha tolto il privilegio di pisciare in piedi.
Mentre ero seduto mi misi a riflettere, dovevo andare a trovare mia madre questo pomeriggio, mi aveva detto di avere bisogno di me, presto però i miei pensieri vennero interroti da uno dei Padroni che Jerome aveva portato con se, entrò in bagno sbottando, nudo e mi ordinò: "alzati checca, devo usare il cesso", io obbedì e mi alzai, lui si mise a pisciare e io non riuscì a non fissare il suo cazzo enorme, il pensiero che la mia fidanzata stesse venendo scopata da un affare del genere mi mise i brividi, ma come ho già detto ormai era ordinaria amministrazione. Uscì dal bagno e incontrai gli altri due uomini e Jerome fece le presentazioni: "Signore e signori, questa è la troietta che ci ha prestato la sua ragazza" Anche loro erano nudi come l'uomo del bagno e anche loro sventolavano fieri i loro pali di carne, finalmente uscì dalla nostra stanza da letto anche Helena e si unì alla riunione in corso in corridoio: "Ciao Detlef! Jerome mi ha presentato dei clienti, dice che è un progetto importante, mi pulisco un po' ora, che dopo dobbiamo andare". Helena era coperta di sperma, il suo fisico snello era messo in risalto da tutto il sudore che aveva addosso, i capelli neri le scendevano fino alle spalle e i suoi occhi erano come due perle totalmente nere. "Dai vieni a darmi una mano a ripulirmi" disse lei, indicando la sua figa dal quale ancora colava sperma e si diresse nella doccia.
Io la seguì nel bagno e la trovai già sotto l'acqua, a lei il ruolo di schiava non dispiaceva, non doveva lavorare e veniva scopata decine di volte a settimana da stalloni superdotati, riluttante entrai anche io sotto il getto d'acqua e mi chinai di fronte a lei, dal corridoio sentì delle voci e Jerome spalancò la porta:"Cristo ragazzi, lo sta facendo di nuovo, venite a vedere" I tre uomini entrarono, ormai completamente vestiti e si misero a guardarmi mentre ero vergognosamente chinato di fronte alla figa di Helena interamente piena del loro sperma, la mia ragazza mi diede uno schiaffetto e disse:"Dai, sono persone impegnate, fagli vedere cosa facciamo dopo le mie scopate" e Uno dei tre neri aggiunse "Dai, coglione vediamo se sei bravo con la lingua". Io chiusi gli occhi, feci un respiro profondo e schifato iniziai a leccare le grandi labbra di Helena, lei iniziò a toccarsi masturbando il clitoride e io cominciai a leccare più a fondo, sentendo il sapore dello sperma e dei succhi stessi di Helena, un applauso si alzò dal trio che ci stava guardando, io continuai a lavorare con la lingua finchè anche l'ultima traccia di sperma era sparita, a questo punto i tre Gentiluomini uscirono dal bagno lasciando soli me ed Helena, senza dirci nulla ci vestimmo, dovendo prepararci per andare a trovare mia madre.
Lei abitava pochi piani sopra il nostro, nello stesso palazzo, non è un caso vivevamo tutti nel ghetto per bianchi, saliti trovammo la porta aperta ed entrammo, mia madre ci accolse, era vestita solamente con della biancheria di Calvin Klein, un regalo del suo padrone Andrè probabilmente e ci salutò: "Ciao ragazzi come state? So che vi avevo detto di venire per aiutarmi con il lavoro, ma Andrè sarà qui tra pochi minuti, si è auto-invitato a casa mia a sorpresa, però sapete com'è, alla fine è il mio padrone, forse e meglio che andiate ora" Passai tutto il tempo a fissare mia madre, vestita con quella biancheria sexy, i capelli biondi e lunghi, gli occhi azzurri, il fisico atletico che unito alla sua altezza di un metro e ottanta la rendeva una vera Dea Ariana, infatti costò un occhio della testa al suo padrone, prima che però potessimo rispondere sentimmo la porta d'ingresso aprirsi, entrò Andrè che subito si mostrò ostile nei miei confronti: "Questo chi cazzo è? Ti ho detto non puoi nemmeno parlarci con i bianchi" Mia madre in imbarazzo si sbrigò a venirgli incontro e per calmarlo gli spiegò: "Tesoro, lui è mio figlio, è venuto a darmi una mano, ma ora se ne va".
Andrè mi fulminò con lo sguardo e disse sorridendo, "E invece no, lui e la troia ci faranno compagnia" e si sedette sul divano.
Io avrei voluto scappare, ma disobbedire ad un Uomo di Colore era punibile con oltre 20 anni di galera.
"Cosa devo fare Padrone?" dissi io flebilmente, Andrè sbottonandosi i pantaloni rispose: "Guarda, devi solo guardare, in compenso la ragazza, lei mi sarà utile".
Mia madre, come fece altre centinaia di volte si mise in ginocchio di fronte all'uomo e prese in mano il suo pene, la strinse e nonostante fosse moscio superava i 15 centimetri di lunghezza, iniziò a baciarne la cappella con le sue incredibili labbra, probabilmente il suo Padrone l'aveva costretta ad iniettarsi del botox, dopo avergli coccolato il cazzo inizio a leccare la sua asta, tenendolo con una mano e con l'altra fece un cenno alla mia ragazza, lei senza fiatare si avvicinò all'azione e si mise in ginocchio per terra, succhiando le palle del Nero mentre mamma continuava a lavorare l'asta finchè non raggiunse il suo massimo splendore in erezione completa, una bestia di oltre trenta centimetri, spesso come un polso, venoso e pulsante, si alzò da terra e si mise sul divano al fianco di Andrè e si infilò l'interezza del cazzo nella gola, Helena continuava a succhiargli i testicoli avidamente, enormi e scuri com'erano doveva essere un piacere. Andrè era pronto, si alzò nei suoi magnifici due metri d'altezza con quel tronco venoso enorme che penzolava tra le sue gambe, prima che potesse reagire mia madre venne presa per i fianchi dal suo Padrone dopo averla piegata sul divano iniziò a fotterla selvaggiamente, lei inizialmente urlò per il dolore non essendo pronta, ma presto divennero urla di piacere, Helena si mise a fianco dell'uomo e iniziò a limonare appassionatamente con lui accarezzandone il petto e l'addome mentre si sentivano i gemiti della cagna che veniva montata con vigore, io non potevo fare altro che sedermi sulla poltrona e ascoltare con il volto coperto dalle mie mani, la cosa peggiore non era ciò che stava succedendo alle donne della mia vita, ma la consapevolezza che non avrei mai potuto fare nulla del genere, vista la mia incapacità di avere erezioni.
Prestò Andrè iniziò a respirare sempre più affannosamente fino alla sua eiaculazione dentro mia madre, una quantità inumana di sperma colò dalla vagina della donna quando venne estratto il cazzo d'ebano del suo padrone, tirato fuori il bastone continuava a colare fluidi bianchi e densi che Helena istintivamente ripulì con la lingua mentre mia mamma si sditalinava usando come lubrificante tutto lo sperma che fuoriusciva da lei, a questo punto l'uomo sollevò la mia ragazza e la prese in braccio, lei avvinghiò le gambe intorno a lui e con una mano inserì il suo cazzo dentro la sua fighetta candida, non sarei capace di descrivere l'espressione sul suo volto quando riuscì a prendere tutta quella carne dentro di se, Dio solo sa cosa provò in quei momenti mentre veniva sballonzolata a mezz'aria da quel titano d'ebano, ben presto l'uomo si svuotò dentro di lei e la lasciò cadere a terra, si sedette sul divano e si versò da bere, mi guardò e disse:"Pensò che contatterò i padroni della tua ragazza, voglio acquistarne l'esclusiva, sarebbe bello, sai, come si dice, farsi una famiglia" e scoppiò a ridere, ci rivestimmo tutti e ci preparammo per tornare a casa, non mi ricordavo nemmeno qual'era il motivo per il quale venni a salutare mia madre, ma non ero troppo scioccato, scene del genere erano parte della vita quotidiana giorno d'oggi.