i racconti di Milu
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Indice
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Seduta sul tram osservo distrattamente ciò che scorre fuori dal finestrino, ogni tanto penso alla mia vita di come questa sembra che si sia fermata come in un loop, scaccio però subito questo mio pensiero e mi ritrovo a sorridere ripensando a ieri, che ridere, con la mia amica/collega Flora siamo andate dal parrucchiere decise a cambiare totalmente look chissà magari riusciamo ad avere più fortuna con i ragazzi. Lei si è fatta un bel caschetto biondo io, invece, ho deciso di modificare totalmente il mio aspetto mi sono fatta i capelli rosso rame in modo da far risaltare il blu dei miei occhi e la mia carnagione chiara. Quando il parrucchiere mi guardò mi disse che sembravo un po’ diavolo e un po’ acqua santa bene avevo risposto era proprio questo l’impatto che volevo dare. La voce dell’autista mi distoglie dai mie pensieri
- Deve scendere?
- Oh mi scusi ero sovrappensiero
Scendo in fretta e mi avvio verso il mio ufficio, arrivata all’ingresso saluto Jack il portiere faccio scivolare il mio badge e mi avvio verso l’ascensore. Non faccio in tempo ad uscire che vengo assalita da Flora
- Cat ti stavo aspettando
- Che succede?
- Hanno arrestato il signor Patterson dicono che derubava l’azienda falsificando i bilanci
La guardo in maniera scioccata
– Chi verrà adesso cosa succederà all’azienda?
- Non ti preoccupare hanno già chiamato il sostituto è Marco Robinson.
La guardo sconvolta Marco Robinson è un istituzione sarà un onore lavorare con lui.
- Flora hai mai visto questo Robinson?
- No ma da quello che dicono in giro sembra un tipo piuttosto tosto, uno che sa quello che vuole.
Una voce da lontano mi distrae – Cat, Cat vieni qui
È Anna la mia collega, mi dirigo verso di lei e le chiedo cosa vuole.
- Cat vieni ti presento il nostro nuovo capo
Mi fa cenno di seguirla e mi invita ad entrare all’interno dell’ufficio, di spalle e assorto nei suoi pensieri vedo il famoso Marco Robinson, sentendo i nostri passi si volta ed io resto senza fiato, wow è molto più bello ed affascinante di quanto pensassi; avrà più o meno quarant’anni un fisico asciutto ed un torace vigoroso che s’intravede dalla camicia bianca, il suo viso è squadrato contornato da un velo di barba scura, capelli perfettamente curati e due occhi color nocciola così profondi che mettono quasi a disagio.
- Marco lei è Cat sarà la tua segreteria personale.
- Piacere Cat
- Marco, prego si sieda un attimo, grazie Anna puoi andare.
Anna senza farselo dire due volte si volatilizza lasciandomi da sola con lui. Mi sento come una bambina non riesco a capire perché sia così nervosa, ho le guance talmente rosse che penso che potrei andare in autocombustione.
- Cat voglio subito mettere le cose in chiaro, non amo gli scansafatiche, sono uno stacanovista e lavoro fino a tardi dai miei collaboratori pretendo il massimo.
Il suo tono perentorio mi fa sussultare in un certo senso anche eccitare.
- Signor Robinson il lavoro non mi spaventa e credo che insieme ci troveremo bene.
Perfetto Cat mostra sicurezza stupiscilo, anche se il suo sguardo ucciderebbe chiunque.
- Perfetto, la lascio al suo lavoro allora.
- Con permesso.
Tornata a casa mi sento totalmente esausta ma nonostante tutto non riesco a non pensare a lui Marco Robinson, mi sdraio sul letto e comincio ad accarezzarmi immagino il suo tocco sulla mia pelle; accaldata estraggo dal mio cassetto il mio coniglietto rampante lo chiamo così amico fidato di tante notti insonni, allargo le gambe e comincio a muoverlo dentro di me fino ad arrivare ad un rilassante orgasmo.
Nell’ultimo mese sono così stanca che non riesco più a capire che giorno sia, altro che stacanovista è un vero stronzo mi ha fatto sgobbare come una matta, trattata peggio di una schiava.
- Cat, Cat dove sei?
Che palle cosa vorrà adesso
- Signor Robinson cosa posso fare per lei?

Ma guardala vestita con quella gonna corta e quell’aria un po’ spaurita so io cosa ti farei fare, di sicuro ti costringerei a venire in ufficio senza slip e poi ti farei scrivere gli appunti facendoti tenere le gambe aperte in modo da mostrarti a me facendomi così godere di quella vista.
- Cat hai inviato l’e-mail che ti avevo girato?
- Si certo, ho anche spostato l’appuntamento delle 17.
- Perfetto puoi andare.
- Senta signor Robinson questa sera potrei uscire un po’ prima sa è il mio compleanno e…
Lascio la frase in sospeso
- Va bene.
Il suo tono brusco mi fa capire che non è abbastanza contento ma in fondo non gli ho mai chiesto niente e poi Flora ha insistito così tanto affinchè uscissimo mi ha detto che mi avrebbe portato ad una festa e poi ha aggiunto particolare.
- Ok grazie.
Finalmente sono le 18:30 scappo dall’ufficio e mi fiondo a casa alle 21.00 sono già pronta, mi guardo allo specchio e mi faccio i complimenti da sola, ho indossato un tubino di pizzo nero che lascia scoperta la schiena fino a metà ed un paio di decolte nere con un tacco alto contornato da una placchetta dorata.
Sento il suono del clacson e mi fiondo giù lì vedo Flora che mi fa cenni dalla macchina salgo e dopo una cena veloce e un paio di drink ci avviamo verso la festa.
- Dai Flora dimmi dove andiamo
- No è una sorpresa l’importante è che tu sia aperta ad ogni cosa.
- Aperta… che intendi?
- Che devi divertirti punto.
Arriviamo di fronte ad una mega villa davanti a me si stagliano due grosse scalinate che giungono fino ad un portone, entriamo e Flora sussurra qualcosa all’orecchio del tizio all’ingresso, il tipo ci fa entrare e ci porge due maschere nere da indossare poi mi lega al polso una piccola cordicella rossa con appesa una chiave dorata, adesso capisco la festa particolare di Flora la ucciderei.
Siamo raggiunte da un maggiordomo in livrea che con fare molto professionale ci indica la sala dove si riuniscono tutti.
Il chiacchiericcio arriva dapprima sfocato, poi le voci diventano sempre più definite, mi sento stordita la sala è gremita di gente tutti indossano una maschera e Flora si lancia subito all’attacco io mi sento un po’ intimorita da ciò, così comincio a girovagare cercando non so neanche io cosa.
Vedo tanta gente che sale su per delle scale sicuramente ci saranno delle stanze, mentre osservo una donna che insieme a due uomini si allontana una voce mi distoglie dai miei pensieri.
- Cosa ci fai qui?
- Come scusi?
- Ho detto cosa ci fai tu qui!
- Guardi sicuramente avrà sbagliato persona.
Ma che vuole questo, non ho neanche il tempo di continuare la frase che mi afferra per un braccio e strappandomi il cordoncino con la chiave la consegna ad un uomo che le unisce dandoci un numero il 3.
- Guardi che non so per chi mi hai scambiata ma io non gradisco i suoi modi, quindi se vuole lasciarmi gliene ne sarei grata
- Entra Cat.
No,No,no non può essere il modo in cui ha pronunciato il mio nome non può essere lui.
- Che ci fai qui?
In un tono che mi fa quasi trasalire, ma io con ostentata sicurezza gli rispondono
- Non credo siano affari suoi e se proprio vuole saperlo sono una a cui piace provare cose nuove.
Mi guarda si toglie la maschera e mi spinge all’interno di una stanza. Noto un grande letto dorato a baldacchino e davanti ad esso, quasi in maniera spudorata, vi è un enorme specchio. Marco mi afferma per un mano mi porta davanti allo specchio e con un movimento veloce fa scattare una piccola serratura di colpo lo specchio si apre e guardandomi mi dice
- Allora piccola hai detto che a te piace provare cose nuove, perfetto entra e cambiati fammi vedere che cosa sai fare.
Sto quasi per replicare ma non ho neanche il tempo di girarmi che la porta si è già richiusa alle mie spalle, vengo subito sopraffatta da un forte odore di candele profumate e olii da bagno osservo l’ambiente circostante con curiosità, noto che vi è una doccia abbastanza grande un lavabo con sopra vari tipi di saponi e un armadio che strano penso mi avvicino e lo apro; resto senza parole nell’osservare la quantità di abiti, perizomi, frustini e stivali di ogni misura tutti rigorosamente ancora con l’etichetta. Li osservo li tocco e alla fine decido di indossare un mini abito a rete che mi arriva proprio sotto il culo, un perizoma aperto sul davanti e un paio di stivali alti di pelle lucida nera che mi arrivano fino alla coscia. Decido di legarmi i capelli in una coda di cavallo e mentre mi osservo allo specchio compiacendomi e pensando che il mio abbigliamento lascia poco spazio all’immaginazione, noto un paio di guanti neri li prendo e li indosso, mi piacciono, vedo che all’altezza dei polsi scendono dei nastri di seta neri e penso che questo accessorio lo farà impazzire.
Ok Cat entra e fagli vedere chi sei.
Trovo Marco tutto nudo seduto sul bordo del letto e con fare sicuro mi avvicino a lui appoggio le mie mani sulle sue cosce e mi piego in avanti cercando di tenere le gambe belle larghe in modo da fargli vedere il mio sesso voglioso attraverso lo specchio, comincio a leccargli l’orecchio e a baciarlo, lui mi stringe i seni e mi succhia i capezzoli facendoli diventare subito turgidi, io mi abbasso fino ad arrivare al suo cazzo duro e comincio a succhiarglielo vigorosamente, lui in preda all’eccitazione mi appoggia le mani sulle natiche allargandomele sempre di più mi strappa il perizoma e mi infila due dita nella figa facendomi bagnare ancora di più il mio respiro diventa sempre più affannoso, ansimo
- Cat ti ordino di non venire.
- Ti prego sto impazzendo non ce la faccio più.
Marco mi afferra e mi fa sedere sul letto mi allarga le gambe e sprofonda il suo viso nel mio sesso mi lecca e mi succhia così tanto il clitoride da farmelo diventare duro e gonfio come una nocciola, penso che potrei morire di piacere sto per venire ma lui si blocca.
- Piccola non sai ancora cosa ho in mente per te
Mi fa alzare e facendomi appoggiare la faccia ad una delle travi del baldacchino mi lega i polsi mi abbassa e mi fa aprire le gambe mi versa un lubrificante lungo le natiche poi inserisce un plug anale, infine mi scopa, i suoi affondi all’inizio sono lenti man mano diventano sempre più forti, violenti quasi selvaggi urlo di piacere e lo incito a continuare l’orgasmo arriva violento come fosse un uragano sfinendomi completamente.
- Ne hai abbastanza.
Lo guardo con occhi maliziosi e gli dico
- Voglio di più .
Mi toglie il plug e mi slega mi fa appoggiare al davanzale della finestra e mi penetra; con una mano mi stimola il clitoride ed io mi sento sempre più assuefatta da questo piacere urlo, godo anche se le mie parole non hanno più un senso ma si sono trasformate in mugolii vogliosi veniamo entrambi e sento il calore del suo seme colarmi sulle cosce restiamo un attimo fermi come a voler suggellare quel momento.
E’ lui poi che rompe il silenzio e che dolcemente mi prende in braccio portandomi in bagno. Entriamo dentro la doccia e Marco comincia a lavarmi come fossi una bambina e avvicinandosi mi dice
- E’ stato bellissimo, tu sei bellissima
Ho capito bene mi ha detto “sei bellissima” in pratica se esistesse la morte per infarto da parole potrei dire di averlo provato
- Grazie anche a me è piaciuto tanto
L’acqua calda scende su di noi ci baciamo e vorrei che questo momento non finisse mai.
Usciti dalla doccia ci sdraiamo nel letto nella tipica posizione a cucchiaio e con una voce calda e sensuale mi sussurra
- Buana notte piccola
Non ho neanche il tempo di rispondere che crollo fra le braccia di Morfeo.