i racconti di Milu
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Tra poco più di un'ora uscirò per un incontro galante finalizzato al sesso con un ragazzo mio coetaneo, incontro dal quale ne nascerà una simpatica amicizia che immagino sfrutterò in diverse occasioni future.

Tacchi, gonna e camicetta, uno spruzzo di profumo ed il mio sfacciato riflesso allo specchio conferma l'eccitazione che provo.

Esco dalla stanza del bagno sottolineando il rumore dei miei tacchi sul parquet della mia abitazione come ad annunciare il mio arrivo nella sala da pranzo, davanti al divano dal quale in questo preciso momento vi sto scrivendo.

Dalla cucina mi raggiunge il mio amato coinquilino dal quale mi lascio osservare ed ammirare con soddisfatto distacco. Ai suoi occhi, ad oggi, un'irraggiungibile utopia.

Abbuffando le mie labbra come per dare un bacio ed oscillando la mia borsetta tenuta con entrambe la mani davanti al mio ventre come una brava scolaretta al suo primo giorno di scuola, gli ho chiesto gentilmente -Spogliati completamente-, lui ha immediatamente acconsentito restando in piedi davanti a me, nudo ed esposto, inerme e vulnerabile.
Ho preso dall'angolo della sala "l'asse", una semplice asse di legno levigato al quale abbiamo aggiunto degli anelli ai due estremi, l'ho quindi adagiata davanti al divano ed in seguito ho fatto sdraiare di pancia il mio coinquilino sopra essa, legando caviglie e polsi agli appositi anelli. Il risultato poco elegante ma molto pratico mostrava l'immagine di un ragazzo estremamente esile, completamente depilato, dalla pelle color luna e senza la benché minima forza fisica necessaria a contrastare il mio volere. Delicato.
Senza proferire parola ho dunque preso il tagliere in legno dalla cucina, mi sono poi accovacciata al suo fianco e ho iniziato a colpire il suo sedere con elegante continuità per una ventina di volte, fino a raggiungere un color rosso accesso, evidenziando notevolmente le natiche dal resto del corpo. In seguito mi sono alzata in piedi e sfilata il fine cinturino in pelle nera dalla gonna, l'ho piegato a metà ed ho iniziato a frustarlo con decisione, lasciando delle sfumature color porpora sulla carne morbida del suo culetto.
Solo a questo punto mi sono fermata.
Sono andata nuovamente in cucina, infastidita dalla necessità di arrangiarmi in faccende tanto terrene, mi sono versata un bicchiere di prosecco per entrare nel "mood" della serata e lasciarmi andare ai piaceri della vita. Sono dunque tornata dal mio coinquilino dopo avergli concesso una breve pausa e senza alcuna parola di giustificazione ho sferrato con distratta noncuranza diversi colpi di cinghia utilizzando la punta in ferro e causando alla sensibile pelle del suo sedere, oltre ai consueti lividi, anche alcuni tagli, per essere precisa, un singolo taglio di notevole interesse e cinque graffietti, ma tutti adorabilmente sanguinanti.
Nulla di grave, ma sufficientemente affascinante da lasciarmi piacevolmente stupita ed incuriosita. Sorseggio dell'altro prosecco lanciando la cintura sul divano, inebriata più dalla visione del sangue che dall'alcol domano al ragazzo -fa male ?-, la risposta è affermativa, ed uno spontaneo riso misto a sbuffo conferma a me stessa la stupidità della domanda.

Mi allontano di pochi passi sedendomi sul divano a finire il bicchiere di prosecco, accendo una sigaretta, osservo il mio coinquilino e prendo il computer per scrivere a voi tutti cosa vedo e cosa ho fatto.

Ed ora, catapulterò tutti voi nell'immediato futuro, descrivendo cosa farò non appena terminerò di scrivere: ho ancora due sorsi nel bicchiere, la sigaretta è ormai finita e tra meno 30 min suoneranno al mio campanello e dovrò uscire..

Ora mi alzerò, raggiungerò i mio coinquilino, e mi metterò in piedi sopra di lui, tenendo tra le mie gambe il suo culetto. Alzerò la mia gonna fino alla vita, e mi toglierò le mutandine, poi mi accovaccerò su esso e lentamente urinerò sulle sue ferite, in seguito senza dare spiegazioni o giustificazioni, defecherò.
Fatto ciò prenderò le mie mutandine per pulirmi, e le lascerò vicino al suo viso, tornando poi al divano dove mi accenderò una seconda sigaretta. Giusto il tempo di rimettermi la cintura e finire il prosecco, buttare il mozzicone a terra e spegnerlo con la punta della scarpa, fare due passi verso il suo viso mostrandogli la suola, fargliela leccare e pulire, osservando il nero cenere sulla sua lingua, e poi semplicemente, accovacciarmi al suo viso assicurandomi che osservi tra le mie cosce, slegarli un polso e dirgli -pulisci tutto...-.

Io non pratico BDSM.
Io vivo senza remore o censure, ricercando l'osceno piacere che riempie l'estremo vivere del mio essere sadica.

Questa è una storia d'amore.