i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Oggi è il giorno ventitré del mese di dicembre e sono appena le tre del mattino. E’ notte fonda, pigramente m’alzo, m’avvicino alla finestra, allontano la tenda e osservo il viale illuminato dai lampioni. Il vento gelido soffia e agita le foglie nel giardino che rabbioso bussa al vetro, spira forte, è alquanto impetuoso e persino minaccioso, chissà, forse vorrebbe entrare per portarci via.

Il Natale a questo punto è ormai prossimo, per il fatto che è l’occasione di fari omaggi, d’elargire regalie, d’impegni da rispettare, d’obblighi familiari da riverire, di giubili e d’esultanze fra amici e parenti da considerare, alcuni che incattiviscono, altri ripetitivi e per di più noiosi che inacidiscono, altri ancora viceversa sono fortunatamente coinvolgenti, appassionanti e persino stuzzicanti che rabboniscono, pochi però in verità. Più tardi arriverà e toccherà al carnevale allietarci, tenuto conto che partiremo per Venezia come t’ho promesso da qualche tempo, noleggiando quei vestiti d’epoca affascinanti che avevamo visto su internet. E lì, in quel luogo pieno d’incantesimo e di magia, noi due saremo amanti nel senso pieno e totale della parola, poi in conclusione fra qualche mese arriverà la primavera quella stagione che tu difendi tanto. I colpi di vento invernali saranno presto un ricordo, cosicché potrai cullarti nel tepore delle calde giornate e delle lunghe notti luminose di stelle, per poi ondeggiare avanti e indietro su quel dondolo ricoperto di soffici cuscini fioriti.

Io mi giro e t’osservo attentamente, dal momento che dormi ancora raccolta su d’un fianco, perché mi piace coglierti nel sonno in quel momento, dato che sei così docile, indifesa e pacifica. Ti sei immersa sotto un caldo piumone accogliente e felpato, sei nuda di sotto come prediligi stare quando riposi, giacché è un contrasto che io adoro, dal momento che è veramente intrigante e sensuale, ma anche erotico e pure riservato. La mia mano scopre il piumone quanto basta per vedere le tue curve, le tue cosce vicino al ventre, le gambe flesse all’indietro e il tuo collo teso in avanti allungato verso il tuo seno. I fianchi sono offerti alla mia vista, io guardo al centro e vedo il tuo solco dividere i tuoi glutei spudoratamente mentre sei rilassata. In quel momento ti scopro tutta, dato che la camera è calda perciò non sentirai freddo, tu continui a dormire, forse fai finta, non lo so. Io sto al tuo gioco, mentre comincio il mio, poiché sono desto e vigile, ti desidero ardentemente, allora scendo in basso alle tue caviglie, carezzo i tuoi piedi dolcemente con le mie calde mani.

Tu sei già bollente alle estremità, dal momento che ho appena cominciato a sfiorarti e sorrido, lentamente ti muovi impercettibilmente, smetto d’accarezzarti e aspetto che il tuo il tuo respiro diventi di nuovo regolare. Tu giochi sicuramente a fare la bella addormentata, che vuole essere deliziosamente accarezzata dal suo principe prima d’aprire quelle palpebre chiuse. Io t’assillo ancora e proseguo lungo le caviglie, dopo i polpacci, intanto ti sento fremere sotto le mie dita, poiché sento il tuo battito accelerare poco a poco, malgrado ciò non è sufficiente, non t’accontenti perché sei una femmina avida e famelica, tenuto conto che non è quello che realmente desideri per svegliarti, allora io t’allontano le cosce l’una dall’altra con dolcezza e con leggerezza mentre tu sbuffi nel sonno, tuttavia mi lasci fare senz’opporti. Adesso intravedo il tuo astuccio roseo, prima rintanato fra le cosce sigillate, dato che si schiude come un fiore, petalo dopo petalo, intanto che le tue labbra sbocciano facendosi chiaramente ammirare. La mia mano avvolge quella delizia come un manto casto e le mie dita azzardano per invadere quella gioiosa delicatezza, poi tu sussurri una frase quasi di rimbrotto:

“Dai, non ancora, al momento sono un po’ assopita” - ciononostante mi lasci lentamente eseguire, favorendo la mia eccitazione diventata sfrontata e osé.

Tu sei focosa, morbida e stuzzicante, mi bagni poco a poco, poiché il tuo è un rigirarti cercando d’incoraggiarmi con i movimenti del tuo corpo, è in effetti come un sì deciso al mio sfiorarti. Io m’avvicino con la testa, le tue cosce sono i binari dove senz’esitazioni né incertezze scorre la mia chioma. Il mio respiro è sbuffante come una locomotiva, io uso le mie labbra per assaporare il tuo risveglio, che collocate sul tuo sesso ghiotte di gustarti lascio soltanto un dito impudico quasi ritmico e comincio a cercarti. Io mi disseto del tuo nettare che nel frattempo mi scivola abbondante e denso sulla lingua: sì, adesso ho scoperto il tuo gioco, visto che sei ben sveglia e apri gli occhi sorridendomi. Io m’immergo nei tuoi saporiti fluidi accogliendo i tuoi movimenti fra le mie labbra, le cosce m’accarezzano la testa e sento le tue mani che cercano di forzarmi per non scappare via da te. I miei capelli radi sono strappati dalle tue dita, perché mi vuoi e lo sento, tu sobbalzi attimo dopo attimo e riempi la stanza dei tuoi mugolii alternandoli di volume, perché sono inaspettati, infiniti, intensi, involontari, leggeri, sfumati e pure violenti fino a scoppiarmi sul viso e in ultimo inondarmi, nel darmi la certezza che mi vuoi e che mi desideri, perché adesso sei ben sveglia dato che mi sorridi.

Tu ricambi in maniera istintiva e sincera il languore che io ho di te ricompensandomi, m’attraversi flemmaticamente con la lingua baciandomi il torace, appresso l’addome digradando un’altra volta, adoperando i palmi delle tue esperte mani e sfiorandomi con un tocco che mi fa folleggiare, giacché scivoli sulla mia schiena, circondi i miei fianchi, abbracci il mio petto partendo dalle spalle e scendendo giù fino al mio sesso già pronto per te. Le dita giocano dal basso all’alto, cambiando direzione con accortezza e con sagacia, la mano è socchiusa, aperta e sensuale, adesso avverto i capelli sfiorarmi, il tuo respiro, il calore del tuo viso e infine le tue labbra che mi catturano. Tu mi desideri, io lo sento chiaramente, per il fatto che mi prendi dentro di te, sei ammiccante e golosa in un contesto altamente giocoso e liberatorio, io carezzo i tuoi capelli aiutandoti a trovare il ritmo che soddisfi entrambi. La tua lingua mi cagiona brividi impensabili e irrealistici, le tue guance si modificano ritmicamente, in quanto si gonfiano a ogni respiro formando delle fossette, mentre mi risucchi dentro. Io sragiono totalmente, travolto dal tuo modo di prendermi e affondo dentro di te. Mi senti pulsare e acceleri quando respiro, rallenti per poi continuare in modo inarrestabile assetata di piacere, perché diventerà un idrante adeguato e capace di spegnere qualsiasi incendio, per il fatto che quello sarà ciò che stai gustando se continuerai. Anche volendo bruciare con te di passione e non consumarmi mai, presto esploderò dentro di te, però in quel momento ti faccio un cenno, perché sto per scoppiare dentro di te appagando ed esaudendo ogni tuo appetito.

Tu intanto per gustarmi appieno scegli di gratificare il tuo seno, siccome mi fai scivolare fuori delle labbra, m’afferri con dolcezza e mi cali nel solco che divide impertinente le due colline, quei tuoi seni generosi. Io li ricopro del mio nettare: caldo, denso e lattiginoso, giacché sembra neve sulle tue montagne, mentre le tue mani stringono i tuoi seni intorno. Io impazzisco e dal tuo sorriso anche tu con me, dopo andiamo insieme sotto la doccia, c’insaponiamo dolcemente con attenzione e con malizia, indugiando dove merita e con cura proseguiamo. Sotto il getto fresco e tiepido io affondo con decisione e con dolcezza a piccoli passi il mio corpo pulsante nel tuo, come le gocce che ci cadono addosso. La tua schiena è contro il muro, tu la senti, perché mi ecciti così bagnata nei capelli, in quanto mi sento avvolto da te e dai tuoi aromi che liberi poco a poco. A ogni movimento i tuoi capelli ondeggiano indietro, io ti travolgo con passione fino allo stremo, cerco il tuo piacere, interminabile e ripetuto, per niente previsto. Adesso io sono tutto dentro di te, sento le tue gambe avvolgermi per non perdermi, per non farmi uscire. In conclusione tu vibri come io desidero vederti, lo sai che sono insaziabile, dato che non rallento, ma accelero, poi ti carezzo la schiena, ti bacio, ti sfioro i capelli e ti sussurro:

“Vuoi che vada avanti? Vuoi che osi, per quello che non t’ho mai finora domandato?”.

In quel preciso istante io sorrido e aspetto un tuo discreto e timoroso benestare, ma ogni volta presente. Tu mi sorprendi sempre con quel tuo sorriso di sfida, inconfondibilmente malizioso e sensuale, però un sì chiaramente deciso, inatteso e raggiante emerge:

“Sì, lo voglio come non mai” - rispondi tu a quell’inaspettata affermazione, trastullandoti nel frattempo con la lingua sulle labbra.

Come sempre e scandalosamente, tu sei una piccola selvaggia e questo lo so bene, perché io adoro esercitare un ruolo di potere. Le mie mani modellano il tuo corpo nudo sagomandolo come se avessero fra le dita un vaso di creta cui dare la forma prescelta, dato che ruotano dolcemente e t’appoggiano alla parete spingendoti con la decisione necessaria per sorprenderti. Di colpo ti spalmi sulla superficie: la fronte, il naso, le labbra, i seni, il ventre, le cosce, le gambe e i piedi, tanto sei contigua al muro mentre senti i capezzoli sfiorare le piastrelle bagnate e crescere. Le fughe presenti fra le mattonelle adesso segnano la tua pelle, ornandoti di linee dovute alla pressione, il tuo viso fissa il muro, perché stai pensando ne sono certo a quello che farò, perché so che l’hai già intuito. Le mie mani t’aggiustano le gambe, io distanzio poco per volta le tue cosce usando il palmo della mia mano come stimolo con dei rapidi colpetti all’interno.

Tu divarichi quanto è necessario ed esponi il tuo sesso che s’apre a forma di calice come un fiore sotto il sole primaverile. Adesso le dita scorrono sui fianchi e avvolta nelle mie mani io ti faccio inclinare la schiena un poco indietro tendendoti come un arco. Sì, certamente sei esposta, perché adesso io abbasso il viso, osservo e t’annuso: i colori, gli odori e i profumi sono sensazioni notevoli per entrambi. Ti guardo, la mia spalla s’allarga, il braccio si tende, la mano ti sfiora, intanto che risoluto il mio dito indice carezza il tuo solco indugiando dolcemente sulle tue parti, che cedono al tocco violando la zona che amo guardarti quando cammini ancheggiando: il tuo fondo schiena consistente, splendido e prima di tutto unico. Tu m’avvolgi mentre io affondo dopo quei ripetuti movimenti ritmici e progressivi di salita e di discesa nel tuo prezioso scrigno, poi esco fuori lasciandoti bollente dentro, dato che le mie dita finiscono nella tua bocca, giacché ne scivolano dentro due: inizialmente il dito medio e appresso il dito indice per disserrarti di più insieme alla amorevolezza che t’attendi, però in nessun caso precipitandosi:

“Ti prometto che non avvertirai niente, non aver paura, fidati” - ti sussurro io, giacché sento che reagisci ai miei movimenti attenti, esploranti e lenti.

A poco a poco io alimento il piacere d’entrambi stimolandoti di sensazioni, da ultimo come un diapason all’unisono tu vibri conquistata e rapita dal mio tocco allargata in conclusione oltre ogni decoro. Adesso sei pronta per accogliermi dentro di te, appoggio la mia punta, giacché sono deciso a sfondare ogni tuo limite residuo alla mia voglia d’avermi nelle tue viscere. Tu oscilli come un pendolo disegnando nell’aria un movimento assecondato e partecipe, per il fatto che sento i tuoi fianchi venirmi incontro per farti riempire di me, la mia carne è adesso nella tua, perché sei golosa e ingorda. Di continuo le mie mani risalgano sul tuo corpo, arrivano ai tuoi seni dove rapide li catturano come rocce sporgenti su d’una parete da scalare, io li uso per una presa salda avvolgendoli stretti nelle mie mani. In seguito ti tendo come un arco favorendo la mia voglia d’immergermi sempre più dentro di te, perché a ogni tuo gemito io riesco fuori per poi riaffondare più deciso e più profondo.

Tu a quel punto m’incoraggi, io parlo a vanvera alimentando i nostri mugolii, che avanzano d’intensità attimo dopo attimo in un crescendo infinito. E’ la prima volta che attraverso questo tuo luogo sconosciuto, poiché al momento mi sento dentro le tue viscere inesplorate mai violate così come un esploratore al centro della terra, io sento che tu m’avvolgi con piacere, perché adesso siamo una cosa sola. Io non sento più le gocce della doccia e ne sono certo nemmeno tu, quei brividi adesso mai provati prima sono emozioni come lampi nella notte, sono sensazioni come tuoni nel silenzio, perché tu sei il mio arcobaleno, quel sole durante il temporale, dato che tu m’illumini piacevolmente. Io sono il piacere e la tensione per quegli spazi stretti dovuti al mio corpo avvolto stretto dal tuo, noi nel frattempo procediamo come un treno, visto che sbuffiamo di passione fino a goderne, mugolando liberi dai condizionamenti e dalle costrizioni. Finalmente io esplodo, riempiendoti completamente e tu avvolgendomi m’inondi al tempo stesso del tuo gustoso miele. Altro sapone, altra doccia e altri baci, numerosi baci dappertutto per coccolarsi e per viziarsi adeguatamente e calorosamente a seguito della tempesta:

“Che cosa ne pensi se tornassimo a letto, perché domani dovremo lavorare” - mi ribadisci tu acutamente in quel momento.

Io annuisco e rido bonariamente a fior di labbra. Che donna coscienziosa, scrupolosa e astutamente erotica che ho scelto e trovato. A quel punto, indebolito e stremato io t’esaudisco e m’avvolgo con te sotto il caldo piumone, mentre dalle finestre il sole comincia a sorgere. Io sorrido, tu ricambi e poco dopo dormiamo.

{Idraulico anno 1999}