i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Indice
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Note dell'autore:
Prima parte - Il cambiamento
Giorno 1
Sono stato due giorni fuori per lavoro. Era tanto che non partivo per impegni professionali e devo dire che la cosa non mi è dispiaciuta affatto. Ho sentito mia moglie la sera, era tranquilla, contenta. La sera del secondo giorno sono rientrato con il treno, lei mi è venuta a prendere in stazione; era bellissima, vestita con una gonna elegante che faceva vedere le sue gambe perfette. Era tanto che non la indossava, ed era appena uscita dal lavoro. L'ho baciata, contento di vederla. Le ho carezzato le gambe, nel percorso con l'auto verso casa. Ho lasciato che la gonna salisse un po' su, quando lei si è seduta accanto a me, sul sedile del passeggero. Non ha fatto niente per ricoprirsi. Niente di troppo esplicito, ma già molto per lei.
La sera siamo andati a letto, stanchi. Il mattino seguente mi sono svegliato all'alba. L'ho vista dormire accanto a me, avevo voglia. L'ho baciata, svegliandola dolcemente. Ha risposto al mio bacio e alle mie carezze sul corpo. Abbiamo scopato. Mentre lo facevamo le ho chiesto se si sentiva sexy vestita com'era il giorno precedente, in ufficio. Ha detto di sì, senza aggiungere altro, salvo poi lasciarsi andare ad un intenso orgasmo.

Giorno 4.
Passato il week-end, l'ho guardata vestirsi, al mattino. Ha scelto un vestito, scuro. Piuttosto corto. Si è truccata a lungo, ma senza esagerare. Era bellissima, era tempo che non la vedevo uscire così per una giornata di lavoro. Uscita lei, sono andato in bagno per vestirmi e recarmi al lavoro. Ero eccitato. Le ho scritto un messaggio sul telefonino "Sei una meraviglia oggi, avrai di certo molti occhi puntati su di te....". Mi ha risposto "Grazie, sono contenta di saperlo":
Ho fantasticato in bagno, sono venuto con il pensiero di lei desiderata dai colleghi.

La sera è tornata a casa prima di me, si era già cambiata e messa un pantalone e una felpa comoda per stare a casa. Dopo cena, mentre eravamo seduti sul divano a guardare un po' di televisione, le ho poggiato la mano sulla gamba e ho cominciato a toccarla, massaggiandola poco a poco. Dopo un po' mi sono alzato e mi sono messo in piedi dietro al divano, e ho cominciato a massaggiarle il collo. Ho sentito che le piaceva così le ho rifatto i complimenti per come era vestita la mattina, per andare al lavoro. Sorrideva e mi ringraziava. Ho continuato il massaggio scendendo dalle clavicole fino a posare le mani sul seno. Le piaceva. Vedevo che chiudeva gli occhi. Era il momento giusto per parlarle, avrebbe ascoltato godendo delle mie mani sui suoi capezzoli. "Eri davvero sexy, so che avrai avuto apprezzamenti". Sempre con il sorriso sulle labbra ha detto di no. Ma non era molto convinta. "No? non penso che sia possibile, sicuramente qualcuno in ufficio ti ha guardata, non è così" "forse...". Muovevo le mie dita sui capezzoli ormai duri, sentivo il suo piacere dato da quei movimenti lenti e costanti sui capezzoli. "Forse dici, io direi che è stato così" e lei, dopo qualche attimo di silenzio "Sì". Le ho tolto la felpa che aveva indosso, lasciandola nuda, con il seno scoperto. Le mie mani su di lei, mi sono spostato e mi sono messo in ginocchio davanti a lei, che è rimasta con gli occhi chiusi. Ho avvicinato la mia bocca al seno e ho cominciato a leccarle i capezzoli e il seno. "Ti hanno fatto i complimenti, quindi?" "Sì, me li hanno fatti... continua, è meraviglioso". Ho continuato, con molta calma, godendomi quel momento. Con una mano, mentre continuavo a leccarla, le ho sfilato i pantaloni, con il suo aiuto. è rimasta con le mutandine solo indosso. Leccavo, e parlavo. "Ti sentivi desiderata?" "Sì" "e ti piaceva, vero, sentirti desiderata?" silenzio, solo un gemito, quando ho fatto scendere la mia bocca sulla sua pancia. "Ti piaceva sentirti desiderata, vero?" "Sì, mi piaceva". Ho sfilato le mutandine, l'ho guardata, aveva gli occhi chiusi, ha leggermente allargato le gambe, voleva la mia bocca sulla fica. L'ho poggiata. Un gemito ancora. Era calda, era bagnata. "Quanto?" silenzio. "Quanto ti è piaciuto sentirti desiderata, oggi, in ufficio?" Silenzio ancora un momento. La mia lingua sul suo clitoride turgido. "Sì. Sì. Molto. Mi è piaciuto molto". Leccavo. Sentivo che godeva. "Domani ti vestirai di nuovo sexy, perché ti eccita sentirti desiderata così..." Leccavo, gemeva.Parlavo ancora "Dimmelo" le ho detto. "Sì. Sì, mi ha eccitata...".
Ho mosso ancora la mia lingua, con le mani su, sopra i capezzoli, stringendoli. è venuta nella mia bocca, urlando di piacere, eccitata dalla mia lingua. Ma anche dalle mie parole....

Giorno 5
La mattina si è svegliata e ha cominciato a preparasi come sempre prima di me. Io sono rimasto un po' nel letto, poi mi sono alzato quando ho sentito che stava per uscire. Mi sono affacciato in bagno, stava finendo di truccarsi. Non lo faceva da parecchio per andare in ufficio. Aveva una gonna nera morbida, un maglioncino leggero, scuro, una camicetta sotto. Le calze, le scarpe con un leggero tacco. Era molto sexy, l'ho abbracciata e le ho detto quanto fosse bella e sensuale. "Non sarai mica geloso?" mi ha detto. "In parte. in parte mi piace" Le ho detto. Ha sorriso. Poi mi ha baciato ed è uscita.
Dopo dieci minuti ha fatto una cosa che non aveva mai fatto prima, mi ha mandato una sua foto. Una foto delle sue gambe, seduta al volante della macchina. Aveva la gonna lievemente rialzata e si intravedevano le cosce. Non di più, ma per lei, per come era prima, era una novità. Mi ha eccitato molto, mi stavo vestendo per andare al lavoro. Le ho risposto "Sei meravigliosa, dovresti alzare ancora un po' la gonna". E lei subito mi ha scritto "Non ti accontenti mai!". Mi sono vestito e sono andato al lavoro.
Dopo dieci minuti, mentre ero in macchina mi suona ancora il telefono. Era di nuovo lei, un'altra foto. Con scritto: "Visto che sei in parte geloso, in parte no...." Era ancora lei al volante, con la gonna ancora più tirata verso l'alto. Le cosce erano praticamente scoperte. E potevo intuire, anche se non era chiarissimo che le calze che indossava fossero autoreggenti. Ne aveva qualche paio, in effetti ma non le usava spesso. Le ho scritto con i complimenti e chiedendole se in effetti fossero autoreggenti. Mi ha risposto semplicemente "forse".

Nel tardo pomeriggio mi ha mandato un altro messaggio "Vado dall'estetista, tornerò a casa per le 19". Alle 19.30 sono tornato a casa, lei ancora non c'era ma è arrivata dopo qualche minuto. Aveva una busta di un negozio. Mi ha detto che si era fermata al negozio di intimo accanto all'estetista. La sera, andando a letto, l'ho baciata, dicendole quanto era bella. Ho cominciato a sfiorarla, mentre si metteva sotto le coperte. Si è girata di spalle, su un fianco e io mi sono messo di fianco dietro a lei, con un braccio sotto e l'altro ad abbracciarla da sopra. Ho cominciato con una mano a stuzzicarle il seno, mentre con l'altra toccavo la gamba. Le baciavo il collo e le facevo sentire il mio cazzo duro da dietro, poggiato sul culo "Sei stata dall'estetista?" "Sì, ne avevo bisogno da un po'". Ho messo la mano sotto le mutandine. Ho sentito che aveva la fica con molta meno peluria del solito, le ho detto che era sensuale. "Ha insistito molto l'estetista, per farmi la depilazione, voleva farmela integrale, ha detto che ora va così, che piace molto. Io ho esitato un po', non sapevo se ti sarebbe piaciuta, poi ci siamo accordate per accorciare tutto ma lasciare qualcosa. Mi piace, che ne dici?" Io ho sentito con la mano, non volevo spostarmi da quella posizione, mi piaceva toccarla così in quel momento e parlarle mentre la toccavo. "mi piace molto, mi piacerebbe anche integrale, se tu sei d'accordo" le ho detto. Lei non ha detto niente. Ma sentivo quanto le piaceva quello che facevo con la mano sul capezzolo e con l'altra sulla fica. "Allora, come è andata al lavoro? hanno apprezzato il tuo abbigliamento?" le ho chiesto "Sì, direi di sì...." "Ah, sì? e chi ti ha detto qualcosa?" "Mah, nessuno in particolare, ho ricevuto qualche complimento, non li conosci, inutile che ti dica chi" ha detto. ma stava godendo, sentendo le mie mani, sentendo le mie parole. "Ti sei sentita sexy, vero? Ti piace sentirti desiderata..." gemeva, non rispondeva. "Ti piace?" "Sì..." sentivo il suo culo che spingeva per sentire il mio cazzo. Le ho tolto le mutandine, ho messo la punta del mio cazzo da dietro sulla sua fica. Era così bagnata... E mi muovevo, per farle sentire tutto. "Ti piace, lo so. So che ti eccita sapere che qualcuno ti desidera..." ho detto nel suo orecchio. Un gemito, più forte degli altri. Ho continuato "non mi sbaglio, vero? ti sei eccitata ad andare vestita così, con le autoreggenti, a sentirti gli occhi addosso di qualcuno, a sentirti desiderata, vero?" Un altro gemito. "è vero? è così?" "sì, è così" Ti eccita sentirti desiderata" "Sì, mi eccita" "Ti eccita tanto che sei andata dall'estetista, vuoi essere perfetta, sexy, vero?" Un altro gemito, un altro ancora, stava per venire. Ho continuato "Ti vuoi sentire il desiderio addosso ed essere pronta a tutto, vero?" "Sì". Ti piace essere al centro del desiderio di qualche collega, vero? pensare che si eccita a guardarti, che magari ti pensa, che magari t vuole, è così, vero?" Un gemito, lungo. "Sì, è così... mi eccita tutto questo". Ha goduto così, con me dietro che spingevo. Che le toccavo i capezzoli, che la masturbavo. Pensando a qualche collega...
Note finali:
Per commenti:
vicolomiracoli@gmail.com