i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Note dell'autore:
Inizio della storia
Ester ed Alfredo sono una coppia sposata con due figli. Sono ancora molto giovani, lui ha 45 anni e lei 38.
Entrambi professionisti, si conoscono fin da ragazzini, Ester ha regalato la sua verginità ad Alfredo quando aveva appena sedici anni e Alfredo non aveva avuto altre fidanzate serie prima di lei quindi sono una coppia molto affiatata, che ha vive insieme da oltre venti anni e fatta eccezione per un periodo di circa tre anni, quando Ester andò negli USA per un master in economia, appena laureata, i due ragazzi hanno condiviso tutte le esperienza adolescenziali.
Quando Ester tornò dagli USA, all'età di 26 anni, aveva già un impiego promettente per fare carriera e Alfredo nel frattempo si era laureato in ingegneria e già lavorava per una multinazionale e quindi decisero di non attendere oltre per sposarsi mettendo al mondo subito due figli, oggi rispettivamente di 12 e 10 anni quindi già abbastanza grandi e autosufficienti......
A questo punto della loro vita, le motivazioni e gli entusiasmi si andavano diradando per cui Alfredo propose a Ester di movimentare la loro vita sessuale, provando ad andare in un privè per coppie scambiate. Tra le tante motivazioni che avevano portato Alfredo a quella decisione, c'era anche una vecchia fantasia, mai sopita, che finalmente aveva avuto il coraggio di confessare alla moglie e che consisteva nel vedere la sua Ester scopare con altri maschi.....
Ester in principio non era molto convinta di questa idea di Alfredo pur riconoscendo che qualcosa nella loro intesa sessuale si era usurata ma non sapeva bene cosa. Voleva realizzare la fantasia desiderata dal marito ma non pensava che questa si potesse realizzare andando in un posto frequentato da ninfomani o prostitute e porci bavosi. Lo scenario che immaginava adatto anche alle sue fantasie era molto diverso. Infatti la prima esperienza fu fallimentare e la coppia si ritrovò in una sorta di casa d'appuntamento clandestina dove oltre a prostitute di infimo ordine, girava anche tanta droga e gli uomini erano dei pessimi elementi e avanzi di galera.
Alfredo rimase molto deluso da quel fallimento e stava per rinunciare all'idea di realizzare la sua fantasia. Ester invece fu colta da un certo impeto di puntiglio e decise di prendere lei il comando dell'organizzazione dei lor giochi erotici.
In primo luogo si fece dare dal marito carta bianca nella ricerca della soluzione giusta. Gli promise che si sarebbe fatta scopare da altri maschi sotto i suoi occhi ma chi, come, dove e quando lo avrebbe deciso insindacabilmente lei senza il parere o l'approvazione del marito. Inoltre pretese in cambio anche la realizzazione di una sua specifica fantasia erotica che lo vedeva protagonista ma che non gli avrebbe mai rivelato in anteprima, giocando molto sull'effetto sorpresa. Lui avrebbe dovuto solo accettare le decisioni che la moglie prendeva e esserle complice, pena la fine totale di qualsiasi gioco erotico.

Dopo diversi mesi di ricerca, durante i quali Ester si consultò anche con alcuni vecchi amici e amiche del periodo americano per trovare spunti di idee e suggerimenti, finalmente una sera, Ester comunicò ad Alfredo di aver trovato il posto giusto.
Si trattava di un club esclusivo, situato nelle compagne alla periferia della città, in una villa isolata e immersa nel bosco, lontano da occhi e orecchie indiscrete.

La coppia fece prima un giro di ricognizione alla villa, in una serata aperta ai novizi e quindi senza una programmazione in cartello ma che dava comunque l'idea di come fossero i locali e i soci frequentatori. Alfredo non era molto entusiasta della scelta fatta dalla moglie ma doveva mantenere fede alla parola data altrimenti l'avrebbe persa sul serio. Inoltre non aveva un buon presentimento per quanto lo riguardava. Era certo ormai che Ester avesse realizzato la fantasia che le aveva richiesto ma non era più sicuro che la fantasia della moglie e che lui si era impegnato a realizzare, fosse qualcosa di piacevole. Inoltre tutto l'ambiente del club gli dava una pessima sensazione.

Innanzitutto il club si rivelò molto particolare perché era gestito solo da donne e votato all'esclusivo piacere delle socie che per definizione si chiamavano tutte Lady.....
L'ingresso era consentito solo a donne o coppie.
Tutti i maschi dovevano rimanere rigorosamente nudi per tutta la serata mentre le Lady potevano vestirsi a loro piacimento.
C'erano dei maschi dello staff con compiti di stalloni offerti dall'organizzazione per le Lady nonostante ci fossero pure alcuni mariti molto prestanti.....
Per tutti i maschi, ad eccezione degli stalloni dello staff, era obbligatorio indossare una gabbietta al pene la cui chiave doveva essere depositata in una apposita urna posta all'ingresso del club, appena la coppia faceva il suo ingresso al club. Le gabbiette erano di due tipi e due colori: una nera e una rosa. La nera stava ad indicare che il maschio era attivo e disponibile anche come stallone, mentre la rosa, di misura più piccola della nera, stava ad indicare che il maschio che la indossava era disponibile per un ruolo passivo.....
A metà serata, quando l'atmosfera della serata era quella giusta, l'urna contenente tutte le chiavi delle gabbiette, veniva portata in sala e ogni Lady aveva diritto a prendere fino a due chiavi del colore che desiderava.....
Una lady poteva prendere due chiavi nere se voleva due maschi attivi per se ma poteva prendere anche una chiave nera e una rosa oppure due rosa a seconda dei giochi e delle pratiche erotiche che avrebbe voluto fare quella sera. Ogni gabbietta era numerata e quindi anche le chiavi lo erano per cui una Lady poteva prendere la chiave della gabbietta che desiderava aprire e di conseguenza anche il marito poteva essere "scelto" da qualsiasi altra Lady. Il periodo conviviale precedente all'ingresso dell'urna nel salone, mediamente a metà serata, serviva proprio alle Lady di osservare e fare la conoscenza con mariti ingabbiati e i mariti avevano la possibilità di corteggiare e conquistare una Lady per farsi aprire la gabbietta. Naturalmente una Lady poteva anche non voler prendere nessuna chiave e avvalersi dei servizi degli stalloni offerti dall'organizzazione che erano a comunque a loro disposizione per tutta la serata......

Ester e Alfredo, quella prima sera ricognitiva, avevano fatto anche la conoscenza con Marcus, un mastodontico capo staff.

Marcus era un americano di colore, con un fisico eccezionale e svolgeva il compito di una sorta di coordinatore degli stalloni. Li conosceva e li aveva scelti e addestrati tutti lui quindi le Lady chiedevano a lui quale scegliere a seconda delle specifiche necessità.

La coppia si intrattenne con lui buona parte della serata ed in particolare Ester si mise in disparte a parlare con lui per non fare ascoltare ad Alfredo quello che si dicevano e prima di andar via, a fine serata, Ester chiese e ottenne il suo numero di cellulare per chiedere ulteriori informazioni sugli usi e costumi del club.

Marcus all'uscita, li invitò alla Grande Serata, la rituale festa in programma l'ultimo sabato di ogni mese.... e aggiunse che a quella serata avrebbero partecipato quasi tutte le Lady del club tra le quali Lady Catherine, "La più spietata di tutte!", aggiunse ridendo e King Roger, uno stallone africano razza Mandingo, particolarmente dotato...

Nel viaggio di ritorno verso casa, l'atmosfera nell'abitacolo dell'auto era molto tesa..... Alfredo era pensieroso e silenzioso e la moglie sapeva bene cosa stesse passando nella testa del marito ma cercò di non commettere l'errore di domandarlo... Attese con pazienza i momento giusto e senza dare adito a repliche, disse con voce ferma: " ho deciso, A.... Sabato prossimo verremo alla festa..... Preparati mentalmente, ti voglio super.... "
Note finali:
Storia di fantasia in evoluzione.
Per suggerimenti commenti e preferenze, scrivere a ludo63it@gmail.com